AFFAIRE MATTHIAS ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MATTHIAS ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 35, 29, P1-1
Numero: 35174/03/2006
Stato: Italia
Data: 2006-11-02 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (non-esaurimento); Eccezione preliminare parzialmente respinta, termine di sei mesi,; Eccezione preliminare parzialmente unita al merito, termine di sei mesi, e respinta; Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata
TERZA SEZIONE
CAUSA MATTHIAS ED ALTRI C. ITALIA
( Richiesta no 35174/03)
SENTENZA
STRASBURGO
2 novembre 2006
DEFINITIVO
02/02/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Matthias ed altri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Davide Th?r Bj?rgvinsson, il
Sig.re I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, giudici,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 12 ottobre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 35174/03) diretta contro la Repubblica italiana e in cui sei cittadini di questo Stato, Sig. M. M., la Sig.ra G. M., il Sig. F. M., la Sig.ra M. S. B., la Sig.ra M. N. B. ed il Sig. R. D. C. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 28 ottobre 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dai Sig. N. P. ed A. P., avvocati a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, dl suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 3 marzo 2005, la Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare le lagnanze derivate dagli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. In seguito, la richiesta ? stata trasferita alla terza sezione.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1928, 1931, 1933, 1946, 1954 e 1961 e risiedono rispettivamente a Terracina e Roma.
6. Erano proprietari di un terreno edificabile di 14 607 metri quadrati ubicati a Terracina e registrati al catasto, foglio 207, appezzamenti 311, 77 e 78.
7. Con un’ordinanza del 15 dicembre 1979, il consiglio comunale, consiglio comunale, di Terracina approv? il progetto di costruzione di abitazioni ad affitto moderato su questo terreno.
8. Con un’ordinanza del 22 dicembre 1983, la municipalit? di Terracina autorizz? l’occupazione di emergenza del terreno, per un periodo massimale di cinque anni a contare dall’occupazione materiale, in vista della sua espropriazione per procedere alla costruzione delle abitazioni ad affitto moderato.
9. Il 20 marzo 1984, le societ? incaricate di effettuare i lavori di costruzione procederono all’occupazione materiale del terreno.
10. Il 27 settembre 1985, la municipalit? di Terracina vers? ai richiedenti la somma di 150 577 200 ITL a titolo di acconto sull’indennit? di espropriazione.
11. Con un atto di citazione notificato il 4 dicembre 1987, i richiedenti introdussero dinnanzi al tribunale di Latina un’azione contro la municipalit? di Terracina. Chiedevano il versamento di un’indennit? di occupazione, cos? come, nel caso in cui il termine di occupazione legale fosse scaduto durante il processo, un risarcimento uguale al valore commerciale del terreno.
12. Durante il processo, una perizia fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno al momento della sua occupazione, ovvero nel marzo 1984, era di 1 555 637 120 ITL, o 106 500 ITL il metro quadrato. Il suo valore commerciale al momento della realizzazione delle prime abitazioni ad affitto moderato, e cio? nel maggio 1987, era di 1 803 127 095 ITL, o 123 500 ITL il metro quadrato.
13. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 12 febbraio 1992, il tribunale di Latina deliber? che non era competente per conoscere della domanda che mirava all’ottenimento dell’indennit? di occupazione e che il termine di occupazione legale sarebbe scaduto il 20 marzo 1992, dato che era stato prolungato in materia dalla legislazione.
14. Con un atto del 16 marzo 1992, i richiedenti interposero appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Roma.
15. Con una sentenza non definitiva depositata alla cancelleria l? 11 aprile 1994, la corte di appello deliber? che il periodo di occupazione legale si era concluso il 20 marzo 1989, dato che nello specifico questo termine non poteva essere considerato in materia come prolungato ai termini della legislazione. Quindi, la propriet? del bene era stata trasferita a favore dell’amministrazione a contare da questa data in virt? del principio dell’espropriazione indiretta. Alla luce di queste considerazioni, la corte di appello ordin? la continuazione del procedimento per valutare il risarcimento dovuto ai richiedenti.
16. Una perizia fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno nel dicembre 1988 era di 2 036 116 368 ITL.
17. Nel frattempo, con un atto di citazione notificato il 5 maggio 1992, i richiedenti avevano introdotto dinnanzi alla corte di appello un’azione che mirava all’ottenimento dell’indennit? di occupazione.
18. Con una sentenza definitiva del 14 febbraio 1995, la corte di appello di Roma, avendo riunito i due procedimenti iniziati dai richiedenti, condann? la municipalit? di Terracina a versare a questi un risarcimento uguale al valore commerciale del terreno al 20 marzo 1989, ossia 2 036 116 000 ITL, pi? interessi e rivalutazione, cos? come la somma di 509 290 000 ITL a titolo di indennit? di occupazione.
19. Il 13 dicembre 1996, la municipalit? di Terracina vers? ai richiedenti la somma di 2 934 473 286 ITL in esecuzione di questa ultima sentenza della corte di appello di Roma.
20. Nel frattempo, con un ricorso notificato il 29 settembre 1995, la municipalit? era ricorsa in cassazione, facendo valere in particolare che la sentenza definitiva della corte di appello era stata firmata unicamente dal giudice delatore e non dal giudice che aveva sostituito il presidente del comitato dei giudici, deceduto dopo la deliberazione di tale sentenza e prima del suo deposito alla cancelleria.
21. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 9 marzo 1998, la Corte di cassazione accolse il ricorso della municipalit? ed annull? la sentenza attaccata al motivo che questo non era stato firmata dal giudice che aveva sostituito il presidente deceduto.
22. In seguito a tale sentenza, con un atto di citazione notificato il 23 ottobre 1998, i richiedenti iniziarono di nuovo il procedimento dinnanzi ad un’altra sezione della corte di appello di Roma.
23. Durante il processo, una perizia fu depositata alla cancelleria, per valutare l’importo dell’indennizzo dovuto ai richiedenti ai termini della legge no 662 di 1996, nel frattempo entrata in vigore. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno al 20 marzo 1989 era di 2 572 020 000 ITL e l’indennizzo dovuto ai termini della legge no 662 del 1996, calcolato al 20 marzo 1989, era di 1 419 216 502 ITL, o 732 964,15 EUR. In quanto all’indennit? di occupazione, il perito quantific? questa in 354 804 126 ITL, o 183 241,04 EUR.
24. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 29 aprile 2003, la corte di appello di Roma condann? la municipalit? a versare ai richiedenti la somma di 89 784 600 ITL, o 46 369,81 EUR, a titolo di differenza tra la somma globalmente dovuta ai termini della legge no 662 del 1996, rivalutata ed abbinata ad interessi, e le somme di 150 577 200 ITL e 2 934 473 286 ITL che la municipalit? aveva gi? versato ai richiedenti. Inoltre, sempre a titolo di risarcimento puro la perdita del terreno, la municipalit? fu condannata a versare ai richiedenti gli interessi a contare dal 13 dicembre 1996 sulla somma di 40 609,09 EUR.
25. Infine, la corte di appello condann? la municipalit? a versare ai richiedenti la somma di 166 096,24 EUR a titolo di indennit? di occupazione.
26. Con un ricorso del 16 settembre 2003, i richiedenti ricorsero in cassazione contro questa ultima sentenza della corte di appello di Roma.
27. Risulta dalla pratica che questo procedimento dinnanzi alla Corte di cassazione ? sempre pendente.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
28. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
29. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? s non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
30. Il Governo solleva da prima un’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, facendo valere che, nel caso in cui la Corte di cassazione fosse in grado di non applicare la legge no 662 del 1996 alla causa dei richiedenti, la richiesta diventerebbe inammissibile dato che il procedimento dinnanzi alla Corte di cassazione ? sempre pendente.
31. Inoltre, il Governo solleva un’eccezione di tardivit? basata su due risvolti.
32. In primo luogo, fa valere che la richiesta ? tardiva, dato che il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione sarebbe cominciato a decorrere il 1 gennaio 1997, data dell’entrata in vigore della legge no 662 del 1996. In appoggio alle sue affermazioni, il Governo cita la causa Miconi c. Italia, Miconi c. Italia, d?c.), no 66432/01, 6 maggio 2004.
33. In secondo luogo, il Governo fa valere che la corte di appello di Roma ha troncato la questione del trasferimento della propriet? del terreno in virt? del principio dell’espropriazione indiretta con la sua sentenza non definitiva depositata alla cancelleria l? 11 aprile 1994. Questa ultima sentenza avrebbe acquisito forza di cosa giudicata il 9 marzo 1998, data del deposito alla cancelleria della sentenza della Corte di cassazione. Alla luce di queste considerazioni, il Governo sostiene che il termine di sei mesi dovrebbe essere calcolato a partire dal 9 marzo 1998.
34. I richiedenti si oppongono alle eccezioni del Governo.
35. In quanto all’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, la Corte ricorda che ha respinto delle eccezioni simili nelle cause Colacrai c. Italia (no 2) (no 63868/00, 15 luglio 2005, Colacrai c. Italia (no 1) (no 63296/00, 13 ottobre 2005, Colazzo c. Italia (no 63633/00, 13 ottobre 2005, Serrilli c,). Italia, nostri 77823/01, 77827/01 e 77829/01, 17 novembre 2005, Serrilli c. Italia (no 77822/01, 6 dicembre 2005, Giacobbe ed altri c,). Italia (no 16041/02, 15 dicembre 2005, Sciarrotta c,). Italia (no 14793/02, 12 gennaio 2006, Izzo c,). Italia (no 20935/03, 2 marzo 2006, Gianni ed altri c,). Italia, no 35941/03, 30 marzo 2006, ed Ingrossato c. Italia, (no 18791/03, 6 luglio 2006. Non vede nessuno motivo di derogare alle sue precedenti conclusioni e respinge questa eccezione dunque.
36. Trattandosi del primo risvolto dell’eccezione derivata dal superamento del termine di sei mesi, la Corte ricorda che ha respinto delle eccezioni simili nelle cause Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005, Binotti c,). Italia (no 2) (no 71603/01, 13 ottobre 2005, e Janes Carrat? c. Italia (no 68585/01, 3 agosto 2006,). Non vede nessuno motivo di derogare alle sue precedenti conclusioni e respinge questo risvolto dunque.
37. In quanto al secondo risvolto dell’eccezione di tardivit?, la Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, che ? legato strettamente in fondo alla lagnanza e decide di unirla al merito.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
38. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuna ordinanza di espropriazione ? stata adottata.
39. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa con le giurisdizioni nazionali.
40. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi della sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
41. Il Governo conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
42. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che la nozione di legge comprende i principi generali enunciati o implicati da lei (Winterwerp c. Paesi Bassi, sentenza del 24 ottobre 1979, serie A no 33 ? 45, Kruslin c. Francia no11801/85, sentenza del 24 aprile 1990 serie A 176-a, Huvig c. Francia no11105/84, sentenza del 24 aprile 1990 serie A 176-B, Maestri c. Italia no39748/98, 17 febbraio 2004, e N. F. c. Italia 37119/97, 2 agosto 2001, cos? come del diritto no scrive, Sunday Time c. Regno Unito (no1), sentenza del 26 aprile 1979, serie A no 30, ? 47).
43. Segue che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
44. Il Governo ricorda che nella causa Forrer-Niedenthal c. Germania, sentenza del 20 febbraio 2003, la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, per fornire una base legale alle decisioni che hanno privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Chiede alla Corte di seguire lo stesso approccio per la presente causa.
45. Per ci? che riguarda la qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata pronunciata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
46. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile dalla costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la restituzione del terreno non ? pi? possibile.
47. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che risponde all’utilit? pubblica.
48. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di indennizzare gli interessati.
49. Tenuto conto del fatto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo, l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito.
50. La determinazione dell’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Il Governo ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge di bilancio no 662 del 1996 ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
51. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi in particolare alla causa OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia, numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato e che la situazione denunciata ? compatibile sotto ogni punto di vista con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) I richiedenti,
52. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
53. Fanno osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
54. I richiedenti denunciano una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al loro caso per il motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
55. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito il secondo risvolto dell’eccezione di tardivit?.
56. Per i richiedenti, c’? stata perdita di disponibilit? totale del terreno senza decreto di espropriazione n? indennizzo, cos? che in sostanza ci sarebbe stata un’espropriazione di fatto.
57. Per il Governo, i richiedenti sono stati privati del loro bene a contare dal momento in cui questo ? stato trasformato irreversibilmente o, in ogni caso, a partire dal momento considerato dalle giurisdizioni nazionali come momento del trasferimento di propriet?.
58. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivale ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
59. Ricorda che l’articolo 1 del Protocollo no 1 esige, innanzitutto e soprattutto, che un’ingerenza dell’autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale. La preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? inerente all’insieme degli articoli della Convenzione (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Il principio di legalit? notifica l’esistenza di norme di diritto interno sufficientemente accessibili, precise e prevedibili (Hentrich c. Francia, sentenza del 22 settembre 1994, serie A no 296-ha, pp. 19 – 20, ? 42, e Lithgow ed altri c. Regno Unito, sentenza del 8 luglio 1986, serie A no 102, p. 47, ? 110).
60. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? per il motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione che deriva di fatto dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
61. La Corte rileva che nello specifico, i richiedenti hanno perso la disponibilit? terreno a contare dalla sua occupazione nel 1984, e che questo terreno ? stato trasformato in modo irreversibile in seguito alla realizzazione di un lavoro pubblico in seguito. Le giurisdizioni interne hanno stimato che l’occupazione ? diventata senza titolo a contare dal 1989 ed in questa stessa data i richiedenti sono stati privati del loro bene. Il procedimento ? ancora pendente dinnanzi alla Corte di cassazione.
62. A difetto di un atto formale di trasferimento di propriet? suscettibile di esporre i suoi effetti ed in mancanza di un giudizio nazionale dichiarante che tale trasferimento deve essere considerato come realizzato, Carbonara e Ventura, precitato, ? 80, e chiarendo una volta per tutte le circostanze esatte da quello – qui, la Corte stima che la perdita di ogni disponibilit? del terreno in questione, combinata con l’impossibilit? fino ad ora di ovviare alla situazione incriminata, ha generato delle conseguenze abbastanza gravi per le quali i richiedenti hanno subito un’espropriazione di fatto, incompatibile col loro diritto al rispetto dei loro beni (Papamichalopoulos ed altri c. Grecia, sentenza del 24 giugno 1993, serie A no 260-B, ? 45) e non conforme al principio di preminenza del diritto.
63. Quindi, il secondo risvolto dell’eccezione di tardivit? non potrebbe essere considerato e vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
64. I richiedenti adducono che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al loro procedimento costituisce un’ingerenza legislativa contraria al loro diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
65. Il Governo osserva che la legge controversa non ? stata adottata per influenzare la conclusione del procedimento intentato dai richiedenti. Inoltre, l’applicazione di questa legge non avrebbe avuto ripercussioni negative per i richiedenti. Conclude che l’applicazione della disposizione controversa alla causa dei richiedenti non solleva nessun problema allo sguardo della Convenzione. In appoggio delle sue tesi, il Governo si riferisce in particolare alle sentenze Forrer-Niedenthal c. Germania, precitato, OGIS – Istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia, precitato, e B?ck c. Finlandia (no 37598/97, CEDH 2004-VIII.
66. I richiedenti contestano la tesi del Governo.
67. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quella esaminata sopra e deve essere dichiarata dunque allo stesso ammissibile.
68. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dai richiedenti non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo dei motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione, paragrafi 61 a 63 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 (vedere, ha contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132-133, CEDH 2006.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
69. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
70. Per danno materiale, i richiedenti sollecitano in via principale la restituzione del terreno ed il versamento di 657 436,07 EUR come indennit? di occupazione e di 2 913 978,71 EUR per non-godimento del terreno.
71. A titolo sussidiario, nel caso in cui la restituzione non fosse possibile, sollecitano il versamento di una somma che corrisponde al valore reale del terreno, o 2 302 435,24 EUR, cos? come di 3 501 456,17 EUR per il plusvalore portato al terreno dall’esistenza del lavoro pubblico, e delle indennit? di occupazione e di suddetto non-godimento.
72. Per quanto riguarda il danno morale, i richiedenti chiedono 120 000 EUR.
73. Infine, i richiedenti chiedono 52 939,50 EUR per oneri di procedimento, pi? tassa sul valore aggiunto (IVA) e contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CPA).
74. In quanto al danno materiale, il Governo contesta le modalit? di calcolo del danno materiale adoperato nelle sentenze precitate Carbonara e Ventura c. Italia e Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia e stima che ad ogni modo la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva.
75. Per quel che riguarda il danno morale, il Governo fa valere che un tale danno dipende dalla durata eccessiva del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. Di conseguenza, sostiene che il versamento di una qualsiasi somma a titolo di indennizzo del danno morale sia subordinato all’esaurimento del rimedio Pinto. Ad ogni modo, stima che la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva.
76. In quanto agli oneri del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne, il Governo sostiene che questi devono essere rimborsati nella cornice di questo ultimo procedimento e non di quello dinnanzi alla Corte.
77. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare del giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 2 novembre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (non-?puisement) ; Exception pr?liminaire partiellement rejet?e (d?lai de six mois) ; Exception pr?liminaire partiellement jointe au fond (d?lai de six mois) et rejet?e ; Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE MATTHIAS ET AUTRES c. ITALIE
(Requ?te no 35174/03)
ARR?T
STRASBOURG
2 novembre 2006
D?FINITIF
02/02/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Matthias et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
David Th?r Bj?rgvinsson,
Mmes I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 12 octobre 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 35174/03) dirig?e contre la R?publique italienne et dont six ressortissants de cet ?tat, M. M. M., Mme G. M., M. F. M., Mme M. S. B., Mme M. N. B. et M. R. D. C. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 28 octobre 2003 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Mes N. P. et A. P., avocats ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 3 mars 2005, la Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer les griefs tir?s des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention au Gouvernement. Se pr?valant de l?article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.
4. Par la suite, la requ?te a ?t? transf?r?e ? la troisi?me section.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en en 1928, 1931, 1933, 1946, 1954 et 1961 et r?sident respectivement ? Terracina et Rome.
6. Ils ?taient propri?taires d?un terrain constructible de 14 607 m?tres carr?s sis ? Terracina et enregistr? au cadastre, feuille 207, parcelles 311, 77 et 78.
7. Par un arr?t? du 15 d?cembre 1979, le conseil municipal (consiglio comunale) de Terracina approuva le projet de construction d?habitations ? loyer mod?r? sur ce terrain.
8. Par un arr?t? du 22 d?cembre 1983, la municipalit? de Terracina autorisa l?occupation d?urgence du terrain, pour une p?riode maximale de cinq ans ? compter de l?occupation mat?rielle, en vue de son expropriation afin de proc?der ? la construction des habitations ? loyer mod?r?.
9. Le 20 mars 1984, les soci?t?s charg?es d?effectuer les travaux de construction proc?d?rent ? l?occupation mat?rielle du terrain.
10. Le 27 septembre 1985, la municipalit? de Terracina versa aux requ?rants la somme de 150 577 200 ITL ? titre d?acompte sur l?indemnit? d?expropriation.
11. Par un acte d?assignation notifi? le 4 d?cembre 1987, les requ?rants introduisirent devant le tribunal de Latina une action ? l?encontre de la municipalit? de Terracina. Ils demandaient le versement d?une indemnit? d?occupation, ainsi que, dans le cas o? le d?lai d?occupation l?gale aurait expir? au cours du proc?s, un d?dommagement ?gal ? la valeur marchande du terrain.
12. Au cours du proc?s, une expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l?expert, la valeur marchande du terrain au moment de son occupation, ? savoir en mars 1984, ?tait de 1 555 637 120 ITL, soit 106 500 ITL le m?tre carr?. Sa valeur marchande au moment de la r?alisation des premi?res habitations ? loyer mod?r?, ? savoir en mai 1987, ?tait de 1 803 127 095 ITL, soit 123 500 ITL le m?tre carr?.
13. Par un jugement d?pos? au greffe le 12 f?vrier 1992, le tribunal de Latina statua qu?il n??tait pas comp?tent pour conna?tre de la demande visant ? l?obtention de l?indemnit? d?occupation et que le d?lai d?occupation l?gale serait expir? le 20 mars 1992, ?tant donn? qu?il avait ?t? prolong? par la l?gislation en la mati?re.
14. Par un acte du 16 mars 1992, les requ?rants interjet?rent appel de ce jugement devant la cour d?appel de Rome.
15. Par un arr?t non d?finitif d?pos? au greffe le 11 avril 1994, la cour d?appel statua que la p?riode d?occupation l?gale avait pris fin le 20 mars 1989, ?tant donn? qu?en l?esp?ce ce d?lai ne pouvait pas ?tre consid?r? comme prolong? aux termes de la l?gislation en la mati?re. D?s lors, la propri?t? du bien avait ?t? transf?r?e au b?n?fice de l?administration ? compter de cette date en vertu du principe de l?expropriation indirecte. A la lumi?re de ces consid?rations, la cour d?appel ordonna la continuation de la proc?dure afin d??valuer le d?dommagement d? aux requ?rants.
16. Une expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l?expert, la valeur marchande du terrain en d?cembre 1988 ?tait de 2 036 116 368 ITL.
17. Entre-temps, par un acte d?assignation notifi? le 5 mai 1992, les requ?rants avaient introduit devant la cour d?appel une action visant ? l?obtention de l?indemnit? d?occupation.
18. Par un arr?t d?finitif du 14 f?vrier 1995, la cour d?appel de Rome, ayant r?uni les deux proc?dures entam?es par les requ?rants, condamna la municipalit? de Terracina ? verser ? ceux-ci un d?dommagement ?gal ? la valeur marchande du terrain au 20 mars 1989, ? savoir 2 036 116 000 ITL, plus int?r?ts et r??valuation, ainsi que la somme de 509 290 000 ITL ? titre d?indemnit? d?occupation.
19. Le 13 d?cembre 1996, la municipalit? de Terracina versa aux requ?rants la somme de 2 934 473 286 ITL en ex?cution de ce de dernier arr?t de la cour d?appel de Rome.
20. Entre-temps, par un recours notifi? le 29 septembre 1995, la municipalit? s??tait pourvue en cassation, faisant notamment valoir que l?arr?t d?finitif de la cour d?appel avait ?t? sign? uniquement par le juge rapporteur et non pas par le juge qui avait substitu? le pr?sident du comit? des juges, d?c?d? apr?s la d?lib?ration d?un tel arr?t et avant son d?p?t au greffe.
21. Par un arr?t d?pos? au greffe le 9 mars 1998, la Cour de cassation accueillit le pourvoi de la municipalit? et cassa l?arr?t attaqu? au motif que celui-ci n?avait pas ?t? sign? par le juge qui avait substitu? le pr?sident d?c?d?.
22. A la suite d?un tel arr?t, par un acte d?assignation notifi? le 23 octobre 1998, les requ?rants entam?rent ? nouveau la proc?dure devant une autre section de la cour d?appel de Rome.
23. Au cours du proc?s, une expertise fut d?pos?e au greffe, afin d??valuer le montant de l?indemnisation due aux requ?rants aux termes de la loi no 662 de 1996, entre-temps entr?e en vigueur. Selon l?expert, la valeur marchande du terrain au 20 mars 1989 ?tait de 2 572 020 000 ITL et l?indemnisation due aux termes de la loi no 662 de 1996, calcul?e au 20 mars 1989, ?tait de 1 419 216 502 ITL, soit 732 964,15 EUR. Quant ? l?indemnit? d?occupation, l?expert quantifia celle-ci en 354 804 126 ITL, soit 183 241,04 EUR.
24. Par un arr?t d?pos? au greffe le 29 avril 2003, la cour d?appel de Rome condamna la municipalit? ? verser aux requ?rants la somme de 89 784 600 ITL, soit 46 369,81 EUR, ? titre de diff?rence entre la somme globalement due aux termes de la loi no 662 de 1996, r??valu?e et assortie d?int?r?ts, et les sommes de 150 577 200 ITL et 2 934 473 286 ITL que la municipalit? avait d?j? vers?es aux requ?rants. En outre, toujours ? titre de d?dommagement pur la perte du terrain, la municipalit? fut condamn?e ? verser aux requ?rants les int?r?ts ? compter du 13 d?cembre 1996 sur la somme de 40 609,09 EUR.
25. Enfin, la cour d?appel condamna la municipalit? ? verser aux requ?rants la somme de 166 096,24 EUR ? titre d?indemnit? d?occupation.
26. Par un recours du 16 septembre 2003, les requ?rants se pourvurent en cassation envers ce dernier arr?t de la cour d?appel de Rome.
27. Il ressort du dossier que cette proc?dure devant la Cour de cassation est toujours pendante.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
28. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
29. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
30. Le Gouvernement soul?ve d?abord une exception de non-?puisement des voies de recours internes, faisant valoir que, dans le cas o? la Cour de cassation serait en mesure de ne pas appliquer la loi no 662 de 1996 ? l?affaire des requ?rants, la requ?te deviendrait irrecevable ?tant donn? que la proc?dure devant la Cour de cassation est toujours pendante.
31. En outre, le Gouvernement soul?ve une exception de tardivet? bas?e sur deux volets.
32. En premier lieu, il fait valoir que la requ?te est tardive, ?tant donn? que le d?lai de six mois pr?vu ? l?article 35 de la Convention aurait commenc? ? courir le 1er janvier 1997, date de l?entr?e en vigueur de la loi no 662 de 1996. A l?appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l?affaire Miconi c. Italie (Miconi c. Italie (d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004).
33. En deuxi?me lieu, le Gouvernement fait valoir que la cour d?appel de Rome a tranch? la question du transfert de la propri?t? du terrain en vertu du principe de l?expropriation indirecte par son arr?t non d?finitif d?pos? au greffe le 11 avril 1994. Ce dernier arr?t aurait acquis force de chose jug?e le 9 mars 1998, date du d?p?t au greffe de l?arr?t de la Cour de cassation. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement soutient que le d?lai de six mois devrait ?tre calcul? ? partir du 9 mars 1998.
34. Les requ?rants s?opposent aux exceptions du Gouvernement.
35. Quant ? l?exception de non-?puisement des voies de recours internes, la Cour rappelle qu?elle a rejet? des exceptions semblables dans les affaires Colacrai c. Italie (no 2) (no 63868/00, 15 juillet 2005), Colacrai c. Italie (no 1) (no 63296/00, 13 octobre 2005), Colazzo c. Italie (no 63633/00, 13 octobre 2005), Serrilli c. Italie (nos 77823/01, 77827/01 et 77829/01, 17 novembre 2005), Serrilli c. Italie (no 77822/01, 6 d?cembre 2005), Giacobbe et autres c. Italie (no 16041/02, 15 d?cembre 2005), Sciarrotta c. Italie (no 14793/02, 12 janvier 2006), Izzo c. Italie (no 20935/03, 2 mars 2006), Gianni et autres c. Italie (no 35941/03, 30 mars 2006) et Grossi c. Italie, (no 18791/03, 6 juillet 2006). Elle n?aper?oit aucun motif de d?roger ? ses pr?c?dentes conclusions et rejette donc cette exception.
36. S?agissant du premier volet de l?exception tir?e du d?passement du d?lai de six mois, la Cour rappelle qu?elle a rejet? des exceptions semblables dans les affaires Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005), Binotti c. Italie (no 2) (no 71603/01, 13 octobre 2005) et Janes Carrat? c. Italie (no 68585/01, 3 ao?t 2006). Elle n?aper?oit aucun motif de d?roger ? ses pr?c?dentes conclusions et rejette donc ce volet.
37. Quant au deuxi?me volet de l?exception de tardivet?, la Cour estime, ? la lumi?re de l?ensemble des arguments des parties, qu?il est ?troitement li? au fond du grief et d?cide de le joindre au fond.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
38. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d?esp?ce, il s?agit d?une occupation de terrain dans le cadre d?une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d?utilit? publique. Il admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d?expropriation n?a ?t? adopt?.
39. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
40. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
41. Le Gouvernement en conclut qu?? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
42. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que la notion de loi comprend les principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Winterwerp c. Pays-Bas, arr?t du 24 octobre 1979, s?rie A no 33 ? 45, Kruslin c. France no11801/85, arr?t du 24 avril 1990 s?rie A 176-A, Huvig c. France no11105/84, arr?t du 24 avril 1990 s?rie A 176-B, Maestri c. Italie no39748/98, 17 f?vrier 2004, et N. F. c. Italie 37119/97, 2 ao?t 2001) ainsi que du droit non ?crit (Sunday Times c. Royaume-Uni (no1), arr?t du 26 avril 1979, s?rie A no 30, ? 47).
43. Il s?ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.
44. Le Gouvernement rappelle que dans l?affaire Forrer-Niedenthal c. Allemagne (arr?t du 20 f?vrier 2003), la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui ont priv? la requ?rante de toute protection contre l?atteinte port?e ? sa propri?t?. Il demande ? la Cour de suivre la m?me approche pour la pr?sente affaire.
45. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu?un arr?t? d?expropriation n?ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
46. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible par la construction d?un ouvrage d?utilit? publique, la restitution du terrain n?est plus possible.
47. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral l?emporte sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et qu?il r?pond ? l?utilit? publique.
48. Quant ? l?exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l?administration est tenue d?indemniser les int?ress?s.
49. Compte tenu de ce que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative, l?indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi.
50. La fixation du montant de l?indemnit? en cause rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux ?tats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Le Gouvernement rappelle en outre que l?indemnit? telle que plafonn?e par la loi budg?taire no 662 de 1996 est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l?expropriation avait ?t? r?guli?re.
51. A la lumi?re de ces consid?rations et en se r?f?rant notamment ? l?affaire OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004), le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect? et que la situation d?nonc?e est compatible ? tous points de vue avec l?article 1 du Protocole no 1.
b) Les requ?rants
52. Les requ?rants s?opposent ? la th?se du Gouvernement.
53. Ils font observer que l?expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?.
54. Les requ?rants d?noncent un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? leur cas au motif qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.
2. Appr?ciation de la Cour
55. La Cour rappelle d?embl?e qu?elle a joint au fond le deuxi?me volet de l?exception de tardivet?.
56. Pour les requ?rants, il y a eu perte de disponibilit? totale du terrain sans d?cret d?expropriation ni indemnisation, si bien qu?en substance il y aurait eu une expropriation de fait.
57. Pour le Gouvernement, les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien ? compter du moment o? celui-ci a ?t? irr?versiblement transform? ou, en tout cas, ? partir du moment retenu par les juridictions nationales comme moment du transfert de propri?t?.
58. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
59. Elle rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II). Le principe de l?galit? signifie l?existence de normes de droit interne suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles Hentrich c. France, arr?t du 22 septembre 1994, s?rie A no 296-A, pp. 19 – 20, ? 42, et Lithgow et autres c. Royaume-Uni, arr?t du 8 juillet 1986, s?rie A no 102, p. 47, ? 110).
60. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI , et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l?expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu?elle n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu?elle permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation. En effet, dans tous les cas, l?expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l?administration, au b?n?fice de celle-ci.
61. La Cour rel?ve qu?en l?esp?ce, les requ?rants ont perdu la disponibilit? du terrain ? compter de son occupation en 1984, et que ce terrain a ?t? par la suite transform? de mani?re irr?versible ? la suite de la r?alisation d?un ouvrage public. Les juridictions internes ont estim? que l?occupation est devenue sans titre ? compter de 1989 et ? cette m?me date les requ?rants ont ?t? priv?s de leur bien. La proc?dure est encore pendante devant la Cour de cassation.
62. A d?faut d?un acte formel de transfert de propri?t? susceptible de d?ployer ses effets et ? d?faut d?un jugement national d?clarant qu?un tel transfert doit ?tre consid?r? comme r?alis? (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 80) et ?claircissant une fois pour toutes les circonstances exactes de celui – ci, la Cour estime que la perte de toute disponibilit? du terrain en question, combin?e avec l?impossibilit? jusqu?ici de rem?dier ? la situation incrimin?e, a engendr? des cons?quences assez graves pour que les requ?rants aient subi une expropriation de fait, incompatible avec leur droit au respect de leurs biens (Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce, arr?t du 24 juin 1993, s?rie A no 260-B, ? 45) et non conforme au principe de pr??minence du droit.
63. D?s lors, le deuxi?me volet de l?exception de tardivet? ne saurait ?tre retenu et il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
64. Les requ?rants all?guent que l?adoption et l?application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? leur proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? leur droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l?article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
65. Le Gouvernement observe que la loi litigieuse n?a pas ?t? adopt?e pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par les requ?rants. En outre, l?application de cette loi n?aurait pas eu de r?percussions n?gatives pour les requ?rants. Il en conclut que l?application de la disposition litigieuse ? la cause des requ?rants ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention. A l?appui de ses th?ses, le Gouvernement se r?f?re notamment aux arr?ts Forrer-Niedenthal c. Allemagne (pr?cit?), OGIS – Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (pr?cit?) et B?ck c. Finlande (no 37598/97, CEDH 2004-VIII).
66. Les requ?rants contestent la th?se du Gouvernement.
67. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.
68. La Cour vient de constater, sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par les requ?rants n?est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation (paragraphes 61 ? 63 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de l?article 6 ? 1 (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132-133, CEDH 2006).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
69. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
70. Pour pr?judice mat?riel, les requ?rants sollicitent en voie principale la restitution du terrain et le versement de 657 436,07 EUR comme indemnit? d?occupation et de 2 913 978,71 EUR pour non-jouissance du terrain.
71. A titre subsidiaire, dans le cas o? la restitution ne serait pas possible, ils sollicitent le versement d?une somme correspondant ? la valeur actuelle du terrain, soit 2 302 435,24 EUR, ainsi que de 3 501 456,17 EUR pour la plus-value apport?e au terrain par l?existence de l?ouvrage public, et des indemnit?s d?occupation et de non-jouissance susmentionn?es.
72. S?agissant du pr?judice moral, les requ?rants demandent 120 000 EUR.
73. Enfin, les requ?rants demandent 52 939,50 EUR pour les frais de proc?dure, taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CPA) en sus.
74. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement conteste les modalit?s de calcul du dommage mat?riel employ?es dans les arr?ts pr?cit?s Carbonara et Ventura c. Italie et Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie et estime qu?en tout ?tat de cause la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.
75. S?agissant du dommage moral, le Gouvernement fait valoir qu?un tel dommage d?pend de la dur?e excessive de la proc?dure devant les juridictions nationales. Par cons?quent, il soutient que le versement d?une quelconque somme ? titre d?indemnisation du dommage moral est subordonn? ? l??puisement du rem?de Pinto. En tout ?tat de cause, il estime que la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.
76. Quant aux frais de la proc?dure devant les juridictions internes, le Gouvernement soutient que ceux-ci doivent ?tre rembours?s dans le cadre de cette derni?re proc?dure et non pas de celle devant la Cour.
77. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 2 novembre 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

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