AFFAIRE MASCOLO c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.

Se desideri chiarimenti in tema di espropriazione compila il modulo cliccando qui e poi chiamaci ai seguenti numeri: 06.91.65.04.018 - 340.95.85.515

Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MASCOLO c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41, 35, 06, P1-1
Numero: 68792/01/2004
Stato: Italia
Data: 2004-12-16 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta (decadenza); Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento nazionale
TERZA SEZIONE
CAUSA MASCOLO C. ITALIA
( Richiesta no 68792/01)
SENTENZA
STRASBURGO
16 dicembre 2004
DEFINITIVO
16/03/2005
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Mascolo c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG.. B.M. Zupančič, presidente,
J. Hedigan, L. Caflisch, la Sig.ra M. Tsatsa-Nikolovska, il
Sig. V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. Davide Th?r Bj?rgvinsson, giudici,,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 25 novembre 2004,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 68792/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. S. M. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 15 dicembre 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dai suoi agenti successivi, rispettivamente Sigg.. U. Leanza ed I.M. Braguglia, ed i suoi coagente successivi, rispettivamente Sigg.. V. Esposito e F. Crisafulli
3. Il 16 ottobre 2003, la Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta (articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1964 e ha risieduto ad Agerola (Napoli).
6. E? il proprietario di un appartamento a Castellammare di Stabia (Napoli), che aveva affittato a N.R.
7. Con una lettera raccomandata del 16 settembre 1989, il richiedente inform? l’inquilina della sua intenzione di mettere fine alla locazione alla scadenza dell’affitto, o il 4 maggio 1990, e la preg? di liberare i luoghi prima di questa data.
8. Il 9 febbraio 1990, il richiedente reiter? il parere di disdetta con un atto significato e cit? l’interessata a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Castellammare di Stabia.
9. Con un’ordinanza del 12 marzo 1990, questo ultimo conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 2 gennaio 1993. Questa decisione divent? esecutiva il 12 marzo 1990.
10. Il 29 gennaio 1993, il richiedente notific? all’inquilina il comando di liberare l’appartamento.
11. Il 18 febbraio 1993, gli notific? il parere che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 1 marzo 1993 per mezzo di ufficiale giudiziario di giustizia.
12. Tra il 1 marzo 1993 ed i 29 settembre 2000, l’ufficiale giudiziario di giustizia procedette a venticinque tentativi di sfratto che si chiusero tutti con un fallimento, non avendo potuto beneficiare il richiedente dell’assistenza della forza pubblica.
13. Il 17 ottobre 2000, il richiedente ricuper? il suo appartamento.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
14. Dal 1947, la legislazione in materia di affitti di abitazione ? stata segnata da differenti interventi dei poteri pubblici, riguardanti il controllo degli affitti per mezzo del blocco di questi, ogni tanto temperato dagli aumenti legali decretati dal governo, cos? come sulla proroga legale di tutti gli affitti in corso e, infine, la sospensione o lo scaglionamento dell’esecuzione costretta degli sfratti. Per ci? che riguarda la proroga degli affitti, la sospensione dell’esecuzione forzata e lo scaglionamento degli sfratti, il diritto interno pertinente ? presentato nella sentenza resa dalla Corte nella causa Immobiliaire Saffi c. Italia ([GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V).
15. Da ultimo, una decreto-legge no 147 del 24 giugno 2003, convertito in legge no 200/03, sospese in certi casi l’esecuzione costretta delle ordinanze di sfratto fino al 30 giugno 2004.
Con una decreto-legge no 240 del 13 settembre 2004, questa sospensione fu rinviata al 31 ottobre 2004.
a) Il sistema di controllo degli affitti
16. In materia di controllo degli affitti, l’evoluzione della legislazione si pu? riepilogare come segue.
17. La prima misura pertinente fu la legge no 392 del 27 luglio 1978 che mise in posto un sistema di “affitti equi” (equo canone) che si fondano su un certo numero di criteri come la superficie e gli oneri di costruzione dell’appartamento.
18. Una seconda misura fu adottata dalle autorit? nell’agosto 1992, ai fini di una liberalizzazione progressiva del mercato della locazione. Entr? allora in vigore una legislazione che attenuava le restrizioni che colpiscono l’importo degli affitti (patti in deroga) in virt? della quale i proprietari e gli inquilini potevano in principio scostarsi dall’affitto fissato dalla legge convenendo ad un importo differente.
19. Infine, la legge no 431 del 9 dicembre 1998 ha riformato il regime delle locazioni e liberato gli affitti.
b) Obblighi dell’inquilino in caso di restituzione tardiva
20. L’inquilino ? sottoposto all’obbligo generale di indennizzare il proprietario di ogni danno causato dalla restituzione tardiva dell’alloggio. A questo riguardo, l’articolo 1591 del codice civile dispone:
“L’inquilino che non ha lasciato i luoghi ? tenuto a versare l’importo convenuto al proprietario fino alla data della sua partenza, cos? come ad indennizzarlo per ogni eventuale danno. “
21. Tuttavia, la legge no 61 del 1989 ha tra altri plafonato l’indennizzo che il proprietario poteva richiedere ad una somma uguale all’affitto versato dall’inquilino al momento della scadenza dell’affitto, indicizzato sul rialzo del costo della vita (articolo 24 della legge no 392 del 27 luglio 1978) ed aumentata del 20%, per tutto il periodo durante il quale il proprietario non aveva potuto godere del suo appartamento.
c) I principi fissati dalla Corte costituzionale,
22. La Corte costituzionale fu investita, a pi? riprese, dalla questione di sapere se il sistema legale di proroga degli affitti, di sospensione o di scaglionamento dell’esecuzione costretta degli sfratti era conforme alla Costituzione allo sguardo del diritto di propriet? e del principio del termine ragionevole del processo. Il suo intervento fu chiesto anche a proposito della determinazione di un massimo dell’indennizzo che pu? essere sollecitato dal proprietario.
23. Per ci? che riguarda la prima questione, con le sentenze rese tra il 1984 e il 2004 (vedere in particolare le sentenze no 89 del 1984, no 108 del 1986 e n? 155 del 2004) la Corte costituzionale conclude affermativamente giustificando l’adozione di queste misure legislative per il loro carattere transitorio e limitato. Nell’ultima sentenza citata, in particolare, la Corte costituzionale afferm? che bench? il legislatore avesse il dovere di prendere in carico le persone che si trovano nelle condizioni private di miseria, non poteva pi? limitarsi a trasferire esclusivamente all’infinito questo carico al proprietario, perch? questo ultimo si potrebbe trovare nella stessa situazione di bisogno. Peraltro, il mantenimento della stessa logica legislativa non potrebbe, all’avvenire, continuare ad essere considerato come legittimo.
24. In quanto alla seconda questione, nella sua sentenza no 482 resa nel 2000, la Corte costituzionale rispose affermativamente che si tratta dei periodi durante i quali la sospensione degli sfratti era stata prescritta dalla legge, e spieg? che questa limitazione mirava a regolare le locazioni riguardate dalla legislazione di eccezione in vigore e che la penuria di alloggi esigeva la sospensione delle misure di esecuzione forzata. Peraltro, il legislatore aveva corredato la sospensione degli sfratti con disposizioni che determinano l’importo dell’indennizzo dovuto dall’inquilino, ossia due misure provvisorie ed eccezionali. Del resto, il proprietario trovava un compenso nel fatto che era dispensato dal dimostrare l’esistenza di un danno.
25. La Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la determinazione di un massimo dell’indennizzo che pu? essere sollecitato dal proprietario nel caso in cui si era trovato nell’incapacit? di riprendere possesso dell’appartamento in ragione del comportamento dell’inquilino e non dell’intervento del legislatore.
26. La giurisdizione costituzionale ha permesso perci?, cos? al proprietario di impegnare un procedimento civile per ottenere pieno risarcimento dei danni causati dall’inquilino.
d) L’articolo 1591 del codice civile e la giurisprudenza della Corte di cassazione
27. Con la sentenza n? 1463 del 5 febbraio 1993, la Corte di cassazione afferm? che l’articolo 1591 del codice civile non esclude, per le parti riguardate, la possibilit? di accordarsi in anticipo sull’importo dell’indennizzo per evitare la necessit?, per il proprietario, di fornire la prova del danno subito.
28. In seguito, nella sua sentenza n? 7670 del 12 luglio 1993, la Corte di cassazione spieg? che il semplice ritardo nella restituzione dell’alloggio poteva giustificare unicamente una condanna generale dell’inquilino al risarcimento dei danni subiti dal proprietario. Questo ultimo, difatti, doveva fornire la prova specifica del danno subito rispetto alle condizioni dell’alloggio, alla sua area cos? come alle sue possibilit? di utilizzazione. Nello specifico, la Corte di cassazione conferm? la decisione sul merito che aveva respinto la domanda di indennizzo del proprietario al motivo che non aveva fornito la prova del danno effettivamente subito riferendosi ai documenti specifici concernenti le proposte di locazione ben determinate e degli accordi con gli inquilini candidati sugli importi dell’affitto.
29. Con la sentenza n? 10270 del 1 dicembre 1994, la Corte di cassazione stim? che la valutazione del danno subito dal proprietario poteva essere effettuata anche in equit?.
30. Con la sentenza n? 5927 del 27 maggio 1995, la Corte di cassazione stabilisce che la determinazione di un massimo dell’indennizzo, potendo essere sollecitata dal proprietario, non si trovava ad applicare che in funzione dei periodi durante i quali la sospensione degli sfratti era stata prescritta dalla legge.
31. Con la sentenza n? 6359 del 6 giugno 1995, la Corte di cassazione riafferm? che il proprietario era tenuto a fornire la prova, per dimostrare il danno subito in termini di perdita di affitto o di impossibilit? di vendere l’appartamento, dell’esistenza di proposte di locazione o di acquisto ben determinate. In seguito, lo stesso principio fu confermato dalle sentenze n? 4864 del 14 aprile 2000 e no 9545 del 1 luglio 2002.
32. Con la sentenza n? 1032 del 10 febbraio 1996, la Corte di cassazione afferm? che il danno subito dal proprietario poteva essere provato dalla semplice domanda di un affitto superiore determinato sulla base dell’importo che avrebbe potuto percepire in regime di mercato libero.
33. Infine, con la sentenza n? 10560 del 19 luglio 2002, la Corte di cassazione fiss? il principio secondo il quale rimane in essere il collocamento dell’inquilino affinch? restituisca l’immobile, a prescindere della data fissata dal giudice per l’esecuzione forzata, fin dalla scadenza del contratto constatata durante il processo.
e) La questione dell’assistenza della forza pubblica e la giurisprudenza della Corte di cassazione
34. Con la sentenza no 3873 del 26 febbraio 2004, la Corte di cassazione si pronunci? sulla questione dell’assistenza della forza pubblica.
35. Questa sentenza intervenne nella cornice di una causa che ha per oggetto una richiesta di risarcimento fatta nel 1990 dai proprietari contro il ministero dell’interno.
36. Chiedevano, in particolare, il rimborso dei danni subiti conformemente al ritardo con il quale avevano ricuperato il loro appartamento causato, secondo essi, dal fatto che non avevano beneficiato del concorso della forza pubblica.
37. L’ufficiale giudiziario di giustizia aveva proceduto a ventuno tentativi di accesso di cui diciannove si erano chiusi con un fallimento. Secondo i proprietari, solo sei di questi tentativi avevano avuto luogo durante i periodi di sospensione legislativa dell’esecuzione costretta degli sfratti.
38. Per i tredici altri, i richiedenti affermano che l’amministrazione non aveva fornito nessuna prova della forza maggiore che l’aveva posta nell’impossibilit? assoluta di prestare la forza pubblica necessaria.
39. La domanda dei richiedenti fu accolta in prima istanza dal tribunale di Roma che concedette loro la somma di 177 886 610 lire italiane (ITL) [91 870,77 euro (EUR)] a titolo di risarcimento. Seguito all’appello interposto dal ministero, questo giudizio fu riformato dalla corte di appello di Roma al motivo che, tenuto conto delle esigenze di ordine pubblico addotto dall’amministrazione, i richiedenti non avevano fornito la prova per il fatto che il rifiuto di prestare l’assistenza della forza pubblica era ingiustificato. I richiedenti dunque ricorsero in cassazione.
40. La Corte di cassazione ricord? che, con la sentenza no 2478 del 18 marzo 1988, aveva affermato, riunendosi in assemblea plenaria, il principio secondo il quale il proprietario che dispone di un titolo giudiziale esecutivo ha il diritto di ottenere dall’amministrazione le azioni necessarie per eseguirlo, ivi compreso l’utilizzazione della forza pubblica. Si trattava di un obbligo dunque e non di una competenza discrezionale dell’amministrazione.
41. Peraltro, la Corte di cassazione ricord? che, con la sentenza no 5233 del 26 maggio 1998, riunendosi in assemblea plenaria, aveva tratto da queste premesse il corollario secondo il quale l’eventuale impossibilit? di ottemperare per l’amministrazione deve essere valutata con un rigore privato. In particolare, la legittimit? del rifiuto dell’autorit? di polizia di prestare l’assistenza chiesta al giorno ed ora indicata dall’ufficiale giudiziario di giustizia devono essere valutate alla luce dell’indicazione alterna di un’ora differente o, al limite, di un giorno differente, e dell’indicazione, secondo il caso, delle ragioni che giustificano l’impossibilit?.
Precis? anche che l’autorit? di polizia dispone di un margine discrezionale di valutazione tecnica del momento concreto al quale mettere a disposizione la sua propria assistenza.
42. Salvo nell’ipotesi in cui c’? un’impossibilit? causata da forza maggiore, se l’autorit? competente rifiuta queste azioni, nonostante la domanda dell’ufficiale giudiziario di giustizia, si deve riconoscere al proprietario la facolt? di formulare, dinnanzi al giudice ordinario, una richiesta di risarcimento contro l’amministrazione per il danno subito da questo rifiuto.
43. La Corte di cassazione riafferm? il principio fissato nelle sentenze numero 8827 e 8828 del 31 maggio 2003 secondo le quali il risarcimento con un indennizzo rappresenta la garanzia minimale imperativa per proteggere il diritto violato nel caso in cui la lesione ha un’incidenza su un interesse protetto dalla Costituzione. Dichiar? che il diritto alla realizzazione dell’ordine contenuto in un titolo giudiziale esecutivo doveva essere considerato come tale, perch? la possibilit? di agire in giustizia per la protezione dei suoi diritti si dilunga fino al collocamento in opera delle decisioni giudiziali definitive ed obbligatorie.
44. La Corte di cassazione annull? la sentenza della corte di appello di Roma con rinvio. Fiss? il principio secondo il quale, nelle cause concernenti le richieste di risarcimento formate dai proprietari contro l’amministrazione per ottenere il rimborso dei danni subiti conformemente all’esecuzione tardiva o mancata delle ordinanze di sfratto, ? l’amministrazione che deve dimostrare che si trovava nell’impossibilit? di prestare il concorso della forza pubblica. Questa impossibilit?, in particolare, esclude la responsabilit? dell’amministrazione solamente se ? dovuta al sopraggiungere di esigenze straordinarie e non prevedibili. A questo riguardo, la Corte di cassazione sottoline? che eventuali situazioni di crisi permanenti, come quelle che possono colpire la giustizia o l’amministrazione, non escludono la responsabilit? per i danni causati agli individui ma, al contrario, possono esserne l’origine. In particolare, la “crisi” della giustizia non ha impedito che lo stato fosse condannato parecchie volte dalla Corte europea per la durata eccessiva dei procedimenti giudiziali e non impedisce, ora, che lo sia per mezzo dei giudici nazionali al senso della legge no 89 del 24 marzo 2001, detta “legge Pinto”.
IN DIRITTO
I. SULL’ECCEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
45. Nelle osservazioni del ministero dell’interno datato il 16 dicembre 2003 e giunte alla cancelleria il 18 dicembre 2003, il Governo fa valere che, al senso dell’articolo 1591 del codice civile, le sospensioni legislative degli sfratti di inquilini non escludono la responsabilit? dell’inquilino per i danni causati al proprietario conformemente alla restituzione tardiva dell’immobile. Ora, non risulta dalla pratica che il richiedente abbia formato una tale azione. Pertanto, trattandosi esclusivamente di una negligenza del richiedente, la perdita subita da questo non pu? essere messa a carico dello stato.
46. Nella misura in cui le osservazioni presentate dal Governo su questo punto s?imparentano ad un’eccezione preliminare derivata dal non esaurimento delle vie di ricorso, la Corte nota che, nelle sue osservazioni scritte sull’ammissibilit? della richiesta, il Governo non ha n? invocato l’esistenza di una tale via di ricorso n? arguito il suo non esaurimento.
Quindi, questa eccezione cozza contro la decadenza (vedere, tra altri, Ceteroni c. Italia, sentenza del 15 novembre 1996, Raccolta 1996-V, pp. 1755-1756, ? 19, ed la sentenza Pantea c. Romania, no 33343/96, 03.06.2003).
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
47. Il richiedente si lamenta dell’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento, in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica. Adduce la violazione del suo diritto di propriet?, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione che dispone:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
48. Il richiedente adduce anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione di cui la parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile. “
49. La Corte ha trattato gi? a pi? riprese cause che sollevano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 6 ? 1 della Convenzione e 1 del Protocollo no 1 (vedere sentenza Immobiliare Saffi, precitata, ?? 46-75, Lunari c,). Italia, no 21463/96, ?? 34-46, 11 gennaio 2001, e Palumbo c. Italia, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
50. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possa condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Constata che il richiedente ha dovuto aspettare circa sette anni e sette mesi a contare dal primo tentativo di sfratto dell’ufficiale giudiziario di giustizia per potere ricuperare il suo appartamento.
51. Di conseguenza, in questa causa, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
III. SU L’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELL CONVENZIONE
52. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
53. Il richiedente chiede 38 114,52 EUR per danno materiale, questa somma ? corrispondente alla differenza tra gli affitti al prezzo del mercato e quello versato dal suo inquilino su un periodo di dieci anni.
Il richiedente fa valere che ha percepito dal suo vecchio inquilino la somma di circa 154,94 EUR al mese, mentre a contare del 1 marzo 2001, ha affittato il suo appartamento al prezzo di 619,75 EUR con mese. Il richiedente ha mandato il nuovo contratto di locazione.
54. Il Governo contesta queste pretese. Sembra stimare che, nella misura in cui il richiedente abbia trascurato di tentare di ricuperare i danni subiti basandosi sull’articolo 1591 del codice civile, non pu? essere ritenuto come responsabile delle eventuali conseguenze negative di ordine finanziario subito da questo.
Ad ogni modo, considera che il richiedente non ha fornito la prova del valore commerciale dell’immobile n? di altre informazione concernenti il modo di calcolo della mancanza a guadagnare, gli affitti al prezzo del mercato nel comune di Castellammare di Stabia e l’importo globale degli affitti percepiti.
55. La Corte osserva che il Governo non avanza nessun argomento a proposito della possibilit? che sembra essere stata sviluppata nella giurisprudenza della Corte di cassazione di impegnare un procedimento in danno interessi contro lo stato a seguito della mancanza, non giustificata, di assistenza della forza pubblica.
La Corte nota che il richiedente pu? investire le giurisdizioni civili al senso dell’articolo 1591 del codice civile che introduce una richiesta di risarcimento contro il suo vecchio inquilino per ottenere il rimborso dei danni causati da questo conformemente alla restituzione tardiva dell’immobile.
Si tratta difatti, nello specifico, di danni che derivano dal comportamento illegale dell’inquilino che, a prescindere dalla cooperazione dello stato nel collocamento in esecuzione della decisione giudiziale di sfratto, aveva il dovere di restituire l’appartamento al suo proprietario. La violazione del diritto del richiedente al rispetto dei suoi beni ? innanzitutto la conseguenza del comportamento illegale dell’inquilino. La violazione dell’articolo 6 della Convenzione commessa dallo stato e constatata dalla Corte ? di ordine procedurale e posteriore alla condotta dell’inquilino.
La Corte constata di conseguenza che il diritto interno italiano permette di cancellare le conseguenze materiali della violazione, e stima che c’? luogo di respingere la domanda di soddisfazione equa per ci? che riguarda il danno materiale.
B. Danno morale
56. Il richiedente chiede 36 151,98 EUR per danno morale.
57. Il Governo non si pronuncia.
58. La Corte stima che il richiedente ha subito un torto morale certo. Deliberando in equit?, gli accorda 3 000 EUR a questo titolo.
C. Oneri e spese
59. Il richiedente chiede anche 3 201,19 EUR per gli oneri e spese del procedimento di esecuzione.
60. Il Governo non si pronuncia.
61. Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza la Corte stima in materia, la somma ragionevole di 700 EUR a titolo di oneri e spese del procedimento nazionale e l’accorda al richiedente.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge l’eccezione preliminare del Governo;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 3 000 EUR, tremila euro, per danno morale,;
ii. 700 EUR, sette cento euro, per oneri e spese,;
iii. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
5. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 16 dicembre 2004 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupančič
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA MASCOLO C. ITALIA

SENTENZA MASCOLO C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (forclusion) ; Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure nationale
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE MASCOLO c. ITALIE
(Requ?te no 68792/01)
ARR?T
STRASBOURG
16 d?cembre 2004
D?FINITIF
16/03/2005
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Mascolo c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupančič, pr?sident,
J. Hedigan,
L. Caflisch,
Mme M. Tsatsa-Nikolovska,
M. V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. David Th?r Bj?rgvinsson, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 25 novembre 2004,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 68792/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. S. M. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 15 d?cembre 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par ses agents successifs, respectivement MM. U. Leanza et I.M. Braguglia, et ses coagents successifs, respectivement MM. V. Esposito et F. Crisafulli
3. Le 16 octobre 2003, la Cour a d?clar? la requ?te recevable.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1964 et r?side ? Agerola (Naples).
6. Il est propri?taire d?un appartement ? Castellammare di Stabia (Naples), qu?il avait lou? ? N.R.
7. Par une lettre recommand?e du 16 septembre 1989, le requ?rant informa la locataire de son intention de mettre fin ? la location ? l?expiration du bail, soit le 4 mai 1990, et la pria de lib?rer les lieux avant cette date.
8. Par un acte signifi? le 9 f?vrier 1990, le requ?rant r?it?ra l?avis de cong? et assigna l?int?ress?e ? compara?tre devant le juge d?instance de Castellammare di Stabia.
9. Par une ordonnance du 12 mars 1990, ce dernier confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 2 janvier 1993. Cette d?cision devint ex?cutoire le 12 mars 1990.
10. Le 29 janvier 1993, le requ?rant signifia ? la locataire le commandement de lib?rer l?appartement.
11. Le 18 f?vrier 1993, il lui signifia l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 1er mars 1993 par voie d?huissier de justice.
12. Entre le 1er mars 1993 et le 29 septembre 2000, l?huissier de justice proc?da ? vingt-cinq tentatives d?expulsion qui se sold?rent toutes par un ?chec, le requ?rant n?ayant pas pu b?n?ficier de l?assistance de la force publique.
13. Le 17 octobre 2000, le requ?rant r?cup?ra son appartement.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
14. Depuis 1947, la l?gislation en mati?re de baux d?habitation a ?t? marqu?e par diff?rentes interventions des pouvoirs publics, portant sur le contr?le des loyers au moyen du blocage de ceux-ci, temp?r? par les augmentations l?gales d?cr?t?es de temps ? autre par le gouvernement, ainsi que sur la prorogation l?gale de tous les baux en cours et, enfin, sur la suspension ou l??chelonnement de l?ex?cution forc?e des expulsions. En ce qui concerne la prorogation des baux, la suspension de l?ex?cution forc?e et l??chelonnement des expulsions, le droit interne pertinent est pr?sent? dans l?arr?t rendu par la Cour dans l?affaire Immobiliaire Saffi c. Italie ([GC], no 22774/93, ?? 18-35, CEDH 1999-V).
15. En dernier lieu, un d?cret-loi no 147 du 24 juin 2003, converti en loi no 200/03, suspendit dans certains cas l?ex?cution forc?e des ordonnances d?expulsion jusqu?au 30 juin 2004.
Par un d?cret-loi no 240 du 13 septembre 2004, cette suspension fut report?e au 31 octobre 2004.
a) Le syst?me de contr?le des loyers
16. En mati?re de contr?le des loyers, l??volution de la l?gislation peut se r?sumer comme suit.
17. La premi?re mesure pertinente fut la loi no 392 du 27 juillet 1978, qui mit en place un syst?me de ? loyers ?quitables ? (equo canone) reposant sur un certain nombre de crit?res tels que la superficie et les frais de construction de l?appartement.
18. Une deuxi?me mesure fut adopt?e par les autorit?s en ao?t 1992, aux fins d?une lib?ralisation progressive du march? de la location. Entra alors en vigueur une l?gislation qui att?nuait les restrictions frappant le montant des loyers (patti in deroga), en vertu de laquelle les propri?taires et les locataires pouvaient en principe s??carter du loyer fix? par la loi en convenant d?un montant diff?rent.
19. Enfin, la loi no 431 du 9 d?cembre 1998 a r?form? le r?gime des locations et lib?r? les loyers.
b) Obligations du locataire en cas de restitution tardive
20. Le locataire est soumis ? l?obligation g?n?rale d?indemniser le propri?taire de tout dommage caus? par la restitution tardive du logement. A cet ?gard, l?article 1591 du code civil dispose :
? Le locataire qui n?a pas quitt? les lieux est tenu de verser au propri?taire le montant convenu jusqu?? la date de son d?part, ainsi que de l?indemniser de tout pr?judice ?ventuel. ?
21. Toutefois, la loi no 61 de 1989 a entre autres plafonn? l?indemnisation que pouvait r?clamer le propri?taire ? une somme ?gale au loyer vers? par le locataire au moment de l?expiration du bail, index?e sur la hausse du co?t de la vie (article 24 de la loi no 392 du 27 juillet 1978) et major?e de 20 %, pour toute la p?riode pendant laquelle le propri?taire n?avait pu jouir de son appartement.
c) Les principes fix?s par la Cour constitutionnelle
22. La Cour constitutionnelle fut saisie, ? plusieurs reprises, de la question de savoir si le syst?me l?gal de prorogation des baux, de suspension ou d??chelonnement de l?ex?cution forc?e des expulsions ?tait conforme ? la Constitution au regard du droit de propri?t? et du principe du d?lai raisonnable du proc?s. Son intervention fut ?galement demand?e au sujet du plafonnement de l?indemnisation pouvant ?tre sollicit?e par le propri?taire.
23. En ce qui concerne la premi?re question, par des arr?ts rendus entre 1984 et 2004 (voir notamment les arr?ts no 89 de 1984, no 108 de 1986 et n? 155 de 2004), la Cour constitutionnelle conclut par l?affirmative en justifiant l?adoption de ces mesures l?gislatives par leur caract?re transitoire et limit?. Dans le dernier arr?t cit?, en particulier, la Cour constitutionnelle affirma que bien que le l?gislateur se d?t de prendre en charge les personnes se trouvant dans des conditions particuli?res de d?nuement, il ne pouvait plus se limiter ? transf?rer ? l?infini cette charge exclusivement au propri?taire, car ce dernier pourrait lui-m?me se trouver dans la m?me situation de besoin. Par ailleurs, le maintien de la m?me logique l?gislative ne pourrait pas, ? l?avenir, continuer ? ?tre consid?r? comme l?gitime.
24. Quant ? la deuxi?me question, dans son arr?t no 482 rendu en 2000, la Cour constitutionnelle r?pondit par l?affirmative s?agissant des p?riodes pendant lesquelles la suspension des expulsions avait ?t? prescrite par la loi, et expliqua que cette limitation visait ? r?guler les locations concern?es par la l?gislation d?exception en vigueur et que la p?nurie de logements exigeait la suspension des mesures d?ex?cution forc?e. Par ailleurs, le l?gislateur avait accompagn? la suspension des expulsions de dispositions d?terminant le montant de l?indemnisation due par le locataire, ? savoir deux mesures provisoires et exceptionnelles. Du reste, le propri?taire y trouvait une compensation dans le fait qu?il ?tait dispens? de d?montrer l?existence d?un pr?judice.
25. La Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnel le plafonnement de l?indemnisation pouvant ?tre sollicit?e par le propri?taire dans le cas o? il s??tait trouv? dans l?incapacit? de reprendre possession de l?appartement en raison du comportement du locataire et non de l?intervention du l?gislateur.
26. En cons?quence, la juridiction constitutionnelle a ainsi permis au propri?taire d?engager une proc?dure civile pour obtenir pleine r?paration des pr?judices caus?s par le locataire.
d) L?article 1591 du code civil et la jurisprudence de la Cour de cassation
27. Par l?arr?t n? 1463 du 5 f?vrier 1993, la Cour de cassation affirma que l?article 1591 du code civil n?exclut pas, pour les parties concern?es, la possibilit? de s?accorder ? l?avance sur le montant de l?indemnisation afin d??viter la n?cessit?, pour le propri?taire, de fournir la preuve du dommage subi.
28. Par la suite, dans son arr?t n? 7670 du 12 juillet 1993, la Cour de cassation expliqua que le simple retard dans la restitution du logement pouvait uniquement justifier une condamnation g?n?rale du locataire au d?dommagement des pr?judices subis par le propri?taire. Ce dernier, en effet, devait fournir la preuve sp?cifique du dommage subi par rapport aux conditions du logement, ? son emplacement ainsi qu?? ses possibilit?s d?utilisation. En l?esp?ce, la Cour de cassation confirma la d?cision sur le fond qui avait rejet? la demande d?indemnisation du propri?taire au motif qu?il n?avait pas fourni la preuve du pr?judice effectivement subi en se r?f?rant ? des documents sp?cifiques concernant des propositions de location bien d?termin?es et des accords avec les locataires candidats sur les montants du loyer.
29. Par l?arr?t n? 10270 du 1er d?cembre 1994, la Cour de cassation estima que l??valuation du dommage subi par le propri?taire pouvait ?galement ?tre effectu?e en ?quit?.
30. Par l?arr?t n? 5927 du 27 mai 1995, la Cour de cassation ?tablit que le plafonnement de l?indemnisation, pouvant ?tre sollicit?e par le propri?taire, ne trouvait ? s?appliquer qu?en fonction des p?riodes pendant lesquelles la suspension des expulsions avait ?t? prescrite par la loi.
31. Par l?arr?t n? 6359 du 6 juin 1995, la Cour de cassation r?affirma que le propri?taire ?tait tenu de fournir la preuve, afin de d?montrer le dommage subi en terme de perte de loyer ou d?impossibilit? de vendre l?appartement, de l?existence de propositions de location ou d?achat bien d?termin?es. Par la suite, le m?me principe fut confirm? par les arr?ts n? 4864 du 14 avril 2000 et no 9545 du 1er juillet 2002.
32. Par l?arr?t n? 1032 du 10 f?vrier 1996, la Cour de cassation affirma que le dommage subi par le propri?taire pouvait ?tre prouv? par la simple demande d?un loyer sup?rieur d?termin? sur la base du montant qu?il aurait pu percevoir en r?gime de march? libre.
33. Enfin, par l?arr?t n? 10560 du 19 juillet 2002, la Cour de cassation fixa le principe selon lequel la mise en demeure du locataire afin qu?il restitue l?immeuble subsiste, ind?pendamment de la date fix?e par le juge pour l?ex?cution forc?e, d?s l?expiration du contrat constat?e durant le proc?s.
e) La question de l?assistance de la force publique et la jurisprudence de la Cour de cassation
34. Par l?arr?t no 3873 du 26 f?vrier 2004, la Cour de cassation se pronon?a sur la question de l?assistance de la force publique.
35. Cet arr?t intervint dans le cadre d?une affaire ayant pour objet une demande en r?paration faite en 1990 par des propri?taires ? l?encontre du minist?re de l?Int?rieur.
36. Ils demandaient, en particulier, le remboursement des dommages subis en cons?quence du retard avec lequel ils avaient r?cup?r? leur appartement caus?, selon eux, par le fait qu?ils n?avaient pas b?n?fici? du concours de la force publique.
37. L?huissier de justice avait proc?d? ? vingt et une tentatives d?acc?s dont dix-neuf s??taient sold?es par un ?chec. Selon les propri?taires, seules six de ces tentatives avaient eu lieu pendant des p?riodes de suspension l?gislative de l?ex?cution forc?e des expulsions.
38. Pour les treize autres, les requ?rants affirment que l?administration n?avait fourni aucune preuve de la force majeure qui l?avait plac?e dans l?impossibilit? absolue de pr?ter la force publique n?cessaire.
39. La demande des requ?rants fut accueillie en premi?re instance par le tribunal de Rome qui leur octroya la somme de 177 886 610 lires italiennes (ITL) [91 870,77 euros (EUR)] ? titre de r?paration. Suite ? l?appel interjet? par le minist?re, ce jugement fut r?form? par la cour d?appel de Rome au motif que, compte tenu des exigences d?ordre public all?gu?es par l?administration, les requ?rants n?avaient pas fourni la preuve du fait que le refus de pr?ter l?assistance de la force publique ?tait injustifi?. Les requ?rants se pourvurent donc en cassation.
40. La Cour de cassation rappela que, par l?arr?t no 2478 du 18 mars 1988, elle avait affirm?, en si?geant en assembl?e pl?ni?re, le principe selon lequel le propri?taire qui dispose d?un titre judiciaire ex?cutoire a le droit d?obtenir de l?administration les actions n?cessaires pour l?ex?cuter, y compris l?utilisation de la force publique. Il s?agissait donc d?une obligation et non d?une comp?tence discr?tionnaire de l?administration.
41. Par ailleurs, la Cour de cassation rappela que, par l?arr?t no 5233 du 26 mai 1998, en si?geant en assembl?e pl?ni?re, elle avait tir? de cette pr?misse le corollaire selon lequel l??ventuelle impossibilit? d?obtemp?rer pour l?administration doit ?tre ?valu?e avec une rigueur particuli?re. En particulier, la l?gitimit? du refus de l?autorit? de police de pr?ter l?assistance demand?e aux jour et heure indiqu?s par l?huissier de justice doit ?tre appr?ci?e ? la lumi?re de l?indication alternative d?une heure diff?rente ou, ? la limite, d?un jour diff?rent, et de l?indication, au cas par cas, des raisons qui justifient l?impossibilit?.
Elle pr?cisa ?galement que l?autorit? de police dispose d?une marge discr?tionnaire d?appr?ciation technique du moment concret auquel mettre ? disposition sa propre assistance.
42. Sauf dans l?hypoth?se o? il y a une impossibilit? caus?e par la force majeure, si l?autorit? comp?tente refuse ces actions, nonobstant la demande de l?huissier de justice, on doit reconna?tre au propri?taire la facult? de formuler, devant le juge ordinaire, une demande en r?paration ? l?encontre de l?administration pour le dommage subi par ce refus.
43. La Cour de cassation r?affirma le principe fix? dans les arr?ts nos 8827 et 8828 du 31 mai 2003, selon lequel la r?paration par une indemnisation repr?sente la garantie minimale imp?rative pour prot?ger le droit viol? au cas o? la l?sion a une incidence sur un int?r?t prot?g? par la Constitution. Elle d?clara que le droit ? la r?alisation de l?ordre contenu dans un titre judiciaire ex?cutoire devait ?tre consid?r? comme tel, car la possibilit? d?agir en justice pour la protection de ses droits s??tend jusqu?? la mise en ?uvre des d?cisions judiciaires d?finitives et obligatoires.
44. La Cour de cassation cassa l?arr?t de la cour d?appel de Rome avec renvoi. Elle fixa le principe selon lequel, dans les affaires concernant les demandes en r?paration form?es par les propri?taires ? l?encontre de l?administration afin d?obtenir le remboursement des dommages subis en cons?quence de l?ex?cution tardive ou manqu?e des ordonnances d?expulsion, c?est l?administration qui doit d?montrer qu?elle se trouvait dans l?impossibilit? de pr?ter le concours de la force publique. Cette impossibilit?, en particulier, n?exclut la responsabilit? de l?administration que si elle est due ? la survenance d?exigences extraordinaires et non pr?visibles. A cet ?gard, la Cour de cassation souligna que d??ventuelles situations de crise permanentes, comme celles qui peuvent affecter la justice ou l?administration, n?excluent pas la responsabilit? pour les dommages caus?s aux individus mais, au contraire, peuvent en ?tre l?origine. En particulier, la ? crise ? de le justice n?a pas emp?ch? que l?Etat soit condamn? plusieurs fois par la Cour europ?enne pour la dur?e excessive des proc?dures judiciaires et n?emp?che pas, ? pr?sent, qu?il le soit par les juges nationaux au sens de la loi du 24 mars 2001 no 89, dite ? loi Pinto ?.
EN DROIT
I. SUR L?EXCEPTION PR?LIMINAIRE DU GOUVERNEMENT
45. Dans les observations du minist?re de l?Int?rieur dat?es du 16 d?cembre 2003 et parvenues au greffe le 18 d?cembre 2003, le Gouvernement fait valoir que, au sens de l?article 1591 du code civil, les suspensions l?gislatives des expulsions de locataires n?excluent pas la responsabilit? du locataire pour les dommages caus?s au propri?taire en cons?quence de la restitution tardive de l?immeuble. Or, il ne r?sulte pas du dossier que le requ?rant ait form? une telle action. Partant, s?agissant exclusivement d?une n?gligence du requ?rant, la perte subie par celui-ci ne peut pas ?tre mise ? la charge de l?Etat.
46. Dans la mesure o? les observations pr?sent?es par le Gouvernement sur ce point s?apparentent ? une exception pr?liminaire tir?e du non ?puisement des voies de recours, la Cour note que, dans ses observations ?crites sur la recevabilit? de la requ?te, le Gouvernement n?a ni invoqu? l?existence d?une telle voie de recours ni argu? de son non ?puisement.
D?s lors, cette exception se heurte ? la forclusion (voir, parmi d?autres, Ceteroni c. Italie, arr?t du 15 novembre 1996, Recueil 1996-V, pp. 1755-1756, ? 19, et l?arr?t Pantea c. Roumanie, no 33343/96, 03.06.2003).
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ET DE L?ARTICLE 6 DE LA CONVENTION
47. Le requ?rant se plaint de l?impossibilit? prolong?e de r?cup?rer son appartement, faute d?octroi de l?assistance de la force publique. Il all?gue la violation de son droit de propri?t?, tel que reconnu ? l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
48. Le requ?rant all?gue aussi un manquement ? l?article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil. ?
49. La Cour a d?j? trait? ? maintes reprises d?affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d?esp?ce et a constat? la violation des articles 6 ? 1 de la Convention et 1 du Protocole no 1 (voir arr?t Immobiliare Saffi, pr?cit?, ?? 46-75, Lunari c. Italie, no 21463/96, ?? 34-46, 11 janvier 2001, et Palumbo c. Italie, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
50. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Elle constate que le requ?rant a d? attendre environ sept ans et sept mois ? compter de la premi?re tentative d?expulsion de l?huissier de justice avant de pouvoir r?cup?rer son appartement.
51. Par cons?quent, dans cette affaire, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 et de l?article 6 ? 1 de la Convention.
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
52. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
53. Le requ?rant demande 38 114,52 EUR pour pr?judice mat?riel, cette somme correspondant ? la diff?rence entre le loyer au prix du march? et celui vers? par son locataire sur une p?riode de dix ans.
Le requ?rant fait valoir qu?il a per?u de son ancien locataire la somme d?environ 154,94 EUR par mois, alors qu?? compter du 1er mars 2001, il a lou? son appartement au prix de 619,75 EUR par mois. Le requ?rant a envoy? le nouveau contrat de location.
54. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions. Il semble estimer que, dans la mesure o? le requ?rant a n?glig? de tenter de r?cup?rer les dommages subis en se fondant sur l?article 1591 du code civil, il ne peut pas ?tre tenu pour responsable des ?ventuelles cons?quences n?gatives d?ordre financier subies par celui-ci.
En tout ?tat de cause, il consid?re que le requ?rant n?a fourni ni la preuve de la valeur commerciale de l?immeuble ni d?autres informations concernant le mode de calcul du manque ? gagner, les loyers au prix du march? dans la commune de Castellammare di Stabia et le montant global des loyers per?us.
55. La Cour observe que le Gouvernement n?avance aucun argument au sujet de la possibilit? qui semble avoir ?t? d?velopp?e dans la jurisprudence de la Cour de cassation d?engager une proc?dure en dommage int?r?ts ? l?encontre de l?Etat suite ? l?absence, non justifi?e, d?assistance de la force publique.
La Cour note que le requ?rant peut saisir les juridictions civiles au sens de l?article 1591 du code civil en introduisant une demande en r?paration contre son ancien locataire afin d?obtenir le remboursement des dommages caus?s par celle-ci en cons?quence de la restitution tardive de l?immeuble.
Il s?agit en effet, en l?esp?ce, de dommages qui d?coulent du comportement ill?gal du locataire, qui, ind?pendamment de la coop?ration de l??tat dans la mise en ex?cution de la d?cision judiciaire d?expulsion, se devait de restituer l?appartement ? son propri?taire. La violation du droit du requ?rant au respect de ses biens est avant tout la cons?quence du comportement ill?gal du locataire. La violation de l?article 6 de la Convention commise par l??tat et constat?e par la Cour est d?ordre proc?dural et post?rieure ? la conduite du locataire.
La Cour constate par cons?quent que le droit interne italien permet d?effacer les cons?quences mat?rielles de la violation, et estime qu?il y a lieu de rejeter la demande de satisfaction ?quitable en ce qui concerne le dommage mat?riel.
B. Dommage moral
56. Le requ?rant demande 36 151,98 EUR pour dommage moral.
57. Le Gouvernement ne se prononce pas.
58. La Cour estime que le requ?rant a subi un tort moral certain. Statuant en ?quit?, elle lui accorde 3 000 EUR ? ce titre.
C. Frais et d?pens
59. Le requ?rant demande ?galement 3 201,19 EUR pour les frais et d?pens de la proc?dure d?ex?cution.
60. Le Gouvernement ne se prononce pas.
61. Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 700 EUR au titre des frais et d?pens de la proc?dure nationale et l?accorde au requ?rant.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, A L?UNANIMIT?,
1. Rejette l?exception pr?liminaire du Gouvernement ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
4. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 3 000 EUR (trois mille euros) pour dommage moral ;
ii. 700 EUR (sept cents euros) pour frais et d?pens ;
iii. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
5. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 16 d?cembre 2004 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupančič
Greffier Pr?sident

ARR?T MASCOLO c. ITALIE

ARR?T MASCOLO c. ITALIE

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 16/07/2024