AFFAIRE MARIO FEDERICI c. ITALIE (N? 2) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MARIO FEDERICI c. ITALIE (N? 2)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 67917/01 /2006
Stato: Italia
Data: 2006-06-15 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; violazione di P1-1; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimenti nazionali e della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA MARIO FEDERICI C. Italia (No 2)
( Richieste numero 67917/01 e 68859/01)
SENTENZA
STRASBURGO
15 giugno 2006
DEFINITIVO
15/09/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Mario Federici c. Italia (no 2),
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, L. Caflisch, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 23 maggio 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trovano due richieste, numero 67917/01 e 68859/01, dirette contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. M. F. (“il richiedente”), aveva investito la Corte europea dei Diritti dell’uomo (“la Corte”) rispettivamente il 15 e 23 febbraio 2001 in virt? l’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da S. d. S. M., avocate a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato successivamente dai suoi agenti, Sigg. U. Leanza ed I.M. Braguglia ed i suoi coagente successivi, Sigg. V. Esposito e F. Crisafulli.
3. Il 13 giugno 2002, la Corte, prima sezione, ha dichiarato le richieste parzialmente inammissibili.
4. Il 18 marzo 2004, la Corte, prima sezione, ha dichiarato il restante delle richieste ammissibili.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1926 e ha risieduto a Roma.
6. Era proprietario da due appartamenti a Roma, che aveva affittato rispettivamente a F.Q. ed a C.M.
1. Richiesta no 67917/01, relativa a F.Q.
7. Il 30 ottobre 1990, il richiedente inform? l’inquilino della sua intenzione di mettere fine alla locazione alla scadenza dell’affitto, il 31 dicembre 1991, con un atto notificato e cit? l’interessato a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Roma.
8. Con un’ordinanza del 20 marzo 1991, questo ultimo conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 31 dicembre 1992. Questa decisione divent? esecutiva il 20 marzo 1991.
9. Il 5 luglio 1993, il richiedente notific? all’inquilino il comando di liberare l’appartamento.
10. Il 17 settembre 1993, gli notific? l?avviso che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 30 settembre 1993 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
11. Tra il 30 settembre 1993 ed il 15 febbraio 2000, l’ufficiale giudiziario di giustizia, procedette a ventiquattro tentativi di sfratto che si chiusero tutti con un fallimento, non avendo potuto il richiedente beneficiare dell’assistenza della forza pubblica.
12. Il 23 luglio 1999, l’inquilino chiese nel frattempo, al giudice di istanza di fissare di nuovo la data di esecuzione dell’ordinanza di sfratto.
13. Con un’ordinanza del 24 settembre 1999, il giudice decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 23 gennaio 2000.
14. Il 18 luglio 2000, il richiedente firm? un ordinamento amichevole secondo il quale si impegnava a pagare all’inquilino la somma di 10 329,14 euro (EUR) a titolo di rimborso di oneri di trasloco e per ogni altra pretesa dell’inquilino purch? questo ultimo liberasse l’appartamento entroil 31 agosto 2000. A questa data, il richiedente ricuper? l’appartamento versando all’inquilino la somma fissata.
2. Richiesta no 68859/01, relativa a C.M.
15. Il 2 agosto 1989, il richiedente inform? l’inquilino della sua intenzione di mettere fine alla locazione alla scadenza dell’affitto con un atto notificato e cit? l’interessato a comparire dinnanzi al giudice di istanza di Roma.
16. Con un’ordinanza del 16 ottobre 1990, questo ultimo conferm? formalmente la disdetta dell’affitto e decise che i luoghi dovevano essere liberati al pi? tardi il 30 aprile 1991. Questa decisione divent? esecutiva il 16 ottobre 1990.
17. Il 29 maggio 1991, il richiedente notific? all’inquilino il comando di liberare l’appartamento.
18. Il 20 giugno 1991, gli notific? l?avviso che lo sfratto sarebbe stato eseguito il 12 luglio 1991 tramite ufficiale giudiziario di giustizia.
19. Tra il 12 luglio 1991 ed il 28 aprile 2000, l’ufficiale giudiziario di giustizia procedette a trenta tentativi di sfratto che si chiusero tutti con un fallimento, non avendo potuto il richiedente beneficiare dell’assistenza della forza pubblica.
20. Il 18 luglio 2000, il richiedente firm? un ordinamento amichevole secondo il quale si impegnava a pagare all’inquilino la somma di 10 329,14 euro (EUR) a titolo di rimborso di oneri di trasloco e per tutta ogni pretesa dell’inquilino purch? questo ultimo liberasse l’appartamento entro il 31 agosto 2000. A questa data, il richiedente ricuper? l’appartamento versando all’inquilino la somma fissata.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
21. Il diritto e la pratica interni pertinenti figurano nelle sentenze Mascolo c. Italia, no 68792/01, ?? 14-44, 16.12.2004, e Lo Tufo c. Italia, (no 64663/01, ?? 16-48, 21.04.2005).
IN DIRITTO
I. SULL’ECCEZIONE PRELIMINARE DEL GOVERNO
22. Nelle osservazioni sul merito, il Governo fa valere che, al senso dell’articolo 1591 del codice civile, le sospensioni legislative degli sfratti di inquilini non escludono la responsabilit? dell’inquilino per i danni causati al proprietario conformemente alla restituzione tardiva dell’immobile. Ora, non risulta dalla pratica che il richiedente abbia formato tale azione. Pertanto, trattandosi esclusivamente di una negligenza del richiedente, la perdita subita da quello non pu? essere messa a carico dello stato.
23. Nella misura in cui le osservazioni presentate dal Governo su questo punto si avvicinano ad un’eccezione preliminare derivata dal non-esaurimento delle vie di ricorso, la Corte nota che, nelle sue osservazioni scritte sull’ammissibilit? della richiesta, il Governo non ha n? addotto l’esistenza di tale via di ricorso n? arguito in merito al suo non-esaurimento.
24. Quindi, questa eccezione si scontra contro la decadenza (vedere, tra altri, Nikolova c. Bulgaria [GC], no 31195/96, ? 44, CEDH 1999-I)
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1 E DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
25. Il richiedente si lamenta dell’impossibilit? prolungata di ricuperare il suo appartamento, in mancanza di concessione dell’assistenza della forza pubblica. Adduce la violazione del suo diritto di propriet?, come riconosciuto all’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione che dispone:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
26. Il richiedente adduce anche una trasgressione all’articolo 6 ? 1 della Convenzione la cui parte pertinente dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
27. La Corte ha trattato gi? a pi? riprese delle cause che sollevano delle questioni simili a quelle del caso specifico e ha constatato la violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione (vedere sentenza Immobiliare Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ?? 46-75, CEDH 1999-V, Lunari c. Italia, no 21463/96, ?? 34-46, 11 gennaio 2001, e Palumbo c. Italia, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
28. La Corte ha esaminato la presente causa e ha considerato che il Governo non ha fornito nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Constata che il richiedente ha dovuto aspettare circa sette anni a contare dal primo tentativo di sfratto dell’ufficiale giudiziario di giustizia per potere ricuperare il primo appartamento e nove anni prima di potere ricuperare il secondo.
29. Di conseguenza, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
30. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno materiale
31. Il richiedente richiede il risarcimento del danno materiale subito in primo luogo e lo calcola nel seguente modo:
-20 658,28 EUR versati agli inquilini per liberare i due appartamenti;
-82 700 EUR corrispondente alla mancanza a guadagnare in termini di affitti del primo appartamento, richiesta n 67917/01. Il richiedente fa valere che ha percepito dal suo vecchio inquilino la somma globale di circa 5 300 EUR, mentre a partire dal mese di agosto 1992, avrebbe potuto percepire la somma di 88 000 EUR. Si basa sulla valutazione di un’agenzia immobiliare che stima l’affitto per il mese di ottobre 1996 a 1 032,91 EUR;
-164 000 EUR che corrispondono alla mancanza a guadagnare in termini di affitti dal secondo appartamento, richiesta no 68859/01. Il richiedente fa valere che ha percepito dal suo vecchio inquilino la somma globale di circa 10 000 EUR, mentre a partire dal mese di agosto 1992, avrebbe potuto percepire la somma di 174 000 EUR. Si basa sulla valutazione di un’agenzia immobiliare che stima l’affitto per il mese di ottobre 1996 a 1 807,60 EUR;
-50 000 EUR per l’impossibilit? di affittare gli altri appartamenti dell’immobile, avendo impedito la presenza degli inquilini di effettuare dei lavori necessari di restauro.
32. Il richiedente afferma inoltre che l’ordinamento amichevole intervenuto tra lui e gli inquilini gli impedisce di investire le giurisdizioni civili al senso dell’articolo 1591 del codice civile, essendo stata versata una somma agli inquilini per liberare i due appartamenti.
33. Il Governo contesta queste pretese. Se l’immobile doveva essere restaurato per potere essere affittato, il richiedente non poteva subire una mancanza a guadagnare per il periodo durante il quale ci sarebbero stati dei lavori. Inoltre, se il richiedente ha versato una somma agli inquilini, ci? deriva certamente di un accordo tra le parti.
34. La Corte osserva innanzitutto che il Governo non avanza nessun argomento a proposito della possibilit? che sembra essere stata sviluppata nella giurisprudenza della Corte di cassazione di impegnare un procedimento in danno-interessi contro lo stato seguito alla mancanza, non giustificata, di assistenza della forza pubblica (vedere Mascolo precitata, ?? 34-44, e Lo Tufo precitata, ?? 37-48,).
35. La Corte osserva che non si pu? speculare sulla data in cui lo sfratto degli inquilini avrebbe avuto luogo in caso di non-versamento delle somme agli inquilini da parte del richiedente e che non si pu? valutare se questa somma avrebbe potuto essere considerata adeguata. Inoltre, nota che il richiedente non ha provato che queste somme possono essere considerate come una conseguenza diretta dell’inadempienza del comando di liberare gli appartamenti. Rileva che poteva investire le giurisdizioni civili al senso dell’articolo 1591 del codice civile per ottenere il rimborso del danno subito in seguito alla restituzione tardiva dell’appartamento e che non ha utilizzato questo rimedio.
36. La Corte constata di conseguenza che il diritto italiano permette di cancellare le conseguenze materiali della violazione e stima che c’? luogo di respingere la domanda di soddisfazione equa per ci? che riguarda il danno materiale (vedere, mutatis mutandis, Mascolo precitata, ? 55, Lo Tufo precitata, ? 69, e Mazzei c. Italia, ?? 24-26, 6 aprile 2006).
B. Danno morale
37. Il richiedente chiede 30 987,42 EUR per danno morale. Si rimette, ad ogni modo, alla saggezza della Corte.
38. Il Governo contesta queste pretese.
39. La Corte stima che il richiedente ha subito un torto morale certo. Deliberando in equit?, gli accorda la somma globale di 10 000 EUR a questo titolo.
C. Oneri e spese
40. Il richiedente chiede anche il rimborso di oneri e spese secondo la seguente ripartizione:
-3 906,83 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne per potere liberare il primo appartamento;
-4 120,22 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alle giurisdizioni interne per potere liberare il secondo appartamento;
-4 000 EUR per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
41. Il Governo contesta queste pretese.
42. Tenuto conto degli elementi in suo possesso e della sua giurisprudenza in materia la Corte stima, ragionevole la somma di 3 000 EUR a titolo di oneri e spese per i procedimenti nazionali (1 500 EUR per ogni procedimento) e quella di 2 000 EUR per il procedimento dinnanzi alla Corte. Accorda la somma globale di 5 000 EUR a questo titolo dunque.
D. Interessi moratori
43. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 10 000 EUR (diecimila euro) per danno morale,;
ii. 5 000 EUR (cinquemila euro) per oneri e spese,;
iii. pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
4. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 15 giugno 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Violation de P1-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dures nationale et de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE MARIO FEDERICI c. ITALIE (No 2)
(Requ?tes nos 67917/01 et 68859/01)
ARR?T
STRASBOURG
15 juin 2006
D?FINITIF
15/09/2006
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Mario Federici c. Italie (no 2),
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
L. Caflisch,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mme I. Ziemele, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 23 mai 2006,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouvent deux requ?tes (nos 67917/01 et 68859/01) dirig?es contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet Etat, M. M. F.i (? le requ?rant ?), avait saisi la Cour Europ?enne des Droits de l?Homme (? la Cour ?) respectivement les 15 et 23 f?vrier 2001 en vertu l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Me S. d. S. M., avocate ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? successivement par ses agents, MM. U. Leanza et I.M. Braguglia et ses coagents successifs, MM. V. Esposito et F. Crisafulli.
3. Le 13 juin 2002, la Cour (premi?re section) a d?clar? les requ?tes partiellement irrecevables.
4. Le 18 mars 2004, la Cour (premi?re section) a d?clar? le restant des requ?tes recevable.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1926 et r?side ? Rome.
6. Il ?tait propri?taire de deux appartements ? Rome, qu?il avait lou?s respectivement ? F.Q. et ? C.M.
1. Requ?te no 67917/01, relative ? F.Q.
7. Par un acte signifi? le 30 octobre 1990, le requ?rant informa le locataire de son intention de mettre fin ? la location ? l?expiration du bail, le 31 d?cembre 1991, et assigna l?int?ress? ? compara?tre devant le juge d?instance de Rome.
8. Par une ordonnance du 20 mars 1991, ce dernier confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 31 d?cembre 1992. Cette d?cision devint ex?cutoire le 20 mars 1991.
9. Le 5 juillet 1993, le requ?rant signifia au locataire le commandement de lib?rer l?appartement.
10. Le 17 septembre 1993, il lui signifia l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 30 septembre 1993 par voie d?huissier de justice.
11. Entre le 30 septembre 1993 et le 15 f?vrier 2000, l?huissier de justice, proc?da ? vingt-quatre tentatives d?expulsion qui se sold?rent toutes par un ?chec, le requ?rant n?ayant pu b?n?ficier de l?assistance de la force publique.
12. Entre-temps, le 23 juillet 1999, le locataire demanda au juge d?instance de fixer ? nouveau la date d?ex?cution de l?ordonnance d?expulsion.
13. Par une ordonnance du 24 septembre 1999, le juge d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 23 janvier 2000.
14. Le 18 juillet 2000, le requ?rant signa un r?glement amiable selon lequel il s?engageait ? payer au locataire la somme de 10 329,14 euros (EUR) ? titre de remboursement de frais de d?m?nagement et pour toute autre pr?tention du locataire ? condition que ce dernier lib?re l?appartement pour le 31 ao?t 2000. A cette date, le requ?rant r?cup?ra l?appartement en versant au locataire la somme fix?e.
2. Requ?te no 68859/01, relative ? C.M.
15. Par un acte signifi? le 2 ao?t 1989, le requ?rant informa le locataire de son intention de mettre fin ? la location ? l?expiration du bail et assigna l?int?ress? ? compara?tre devant le juge d?instance de Rome.
16. Par une ordonnance du 16 octobre 1990, ce dernier confirma formellement le cong? du bail et d?cida que les lieux devaient ?tre lib?r?s au plus tard le 30 avril 1991. Cette d?cision devint ex?cutoire le 16 octobre 1990.
17. Le 29 mai 1991, le requ?rant signifia au locataire le commandement de lib?rer l?appartement.
18. Le 20 juin 1991, il lui signifia l?avis que l?expulsion serait ex?cut?e le 12 juillet 1991 par voie d?huissier de justice.
19. Entre le 12 juillet 1991 et le 28 avril 2000, l?huissier de justice proc?da ? trente tentatives d?expulsion qui se sold?rent toutes par un ?chec, le requ?rant n?ayant pas pu b?n?ficier de l?assistance de la force publique.
20. Le 18 juillet 2000, le requ?rant signa un r?glement amiable selon lequel il s?engageait ? payer au locataire la somme de 10 329,14 euros (EUR) ? titre de remboursement de frais de d?m?nagement et pour toute autre pr?tention du locataire ? condition que ce dernier lib?re l?appartement pour le 31 ao?t 2000. A cette date, le requ?rant r?cup?ra l?appartement en versant au locataire la somme fix?e.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
21. Le droit et la pratique internes pertinents figurent dans les arr?ts Mascolo c. Italie (no 68792/01, ?? 14-44, 16.12.2004) et Lo Tufo c. Italie, (no 64663/01, ?? 16-48, 21.04.2005).
EN DROIT
I. SUR L?EXCEPTION PR?LIMINAIRE DU GOUVERNEMENT
22. Dans les observations sur le fond, le Gouvernement fait valoir que, au sens de l?article 1591 du code civil, les suspensions l?gislatives des expulsions de locataires n?excluent pas la responsabilit? du locataire pour les dommages caus?s au propri?taire en cons?quence de la restitution tardive de l?immeuble. Or, il ne ressort pas du dossier que le requ?rant a form? une telle action. Partant, s?agissant exclusivement d?une n?gligence du requ?rant, la perte subie par celui ne peut pas ?tre mise ? la charge de l?Etat.
23. Dans la mesure o? les observations pr?sent?es par le Gouvernement sur ce point s?apparentent ? une exception pr?liminaire tir?e du non-?puisement des voies de recours, la Cour note que, dans ses observations ?crites sur la recevabilit? de la requ?te, le Gouvernement n?a ni all?gu? l?existence d?une telle voie de recours ni argu? de son non-?puisement.
24. D?s lors, cette exception se heurte ? la forclusion (voir, parmi d?autres, Nikolova c. Bulgarie [GC], no 31195/96, ? 44, CEDH 1999-I)
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ET DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
25. Le requ?rant se plaint de l?impossibilit? prolong?e de r?cup?rer son appartement, faute d?octroi de l?assistance de la force publique. Il all?gue la violation de son droit de propri?t?, tel que reconnu ? l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui dispose :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
26. Le requ?rant all?gue aussi un manquement ? l?article 6 ? 1 de la Convention, dont la partie pertinente dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
27. La Cour a d?j? trait? ? maintes reprises des affaires soulevant des questions semblables ? celles du cas d?esp?ce et a constat? la violation des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (voir arr?t Immobiliare Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ?? 46-75, CEDH 1999-V, Lunari c. Italie, no 21463/96, ?? 34-46, 11 janvier 2001, et Palumbo c. Italie, no 15919/89, ?? 33-48, 30 novembre 2000).
28. La Cour a examin? la pr?sente affaire et consid?re que le Gouvernement n?a fourni aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Elle constate que le requ?rant a d? attendre environ sept ans ? compter de la premi?re tentative d?expulsion de l?huissier de justice avant de pouvoir r?cup?rer le premier appartement et neuf ans avant de pouvoir r?cup?rer le deuxi?me.
29. Par cons?quent, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 et de l?article 6 ? 1 de la Convention.
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
30. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
31. Le requ?rant r?clame en premier lieu la r?paration du pr?judice mat?riel subi et le chiffre de la mani?re suivante :
? 20 658,28 EUR vers?s aux locataires pour lib?rer les deux appartements ;
? 82 700 EUR correspondant au manque ? gagner en termes de loyers du premier appartement (requ?te n 67917/01). Le requ?rant fait valoir qu?il a per?u de son ancien locataire la somme globale d?environ 5 300 EUR, alors qu?? compter du mois d?ao?t 1992, il aurait pu percevoir la somme de 88 000 EUR. Il se base sur l??valuation d?une agence immobili?re qui estime le loyer pour le mois d?octobre 1996 ? 1 032,91 EUR ;
? 164 000 EUR correspondant au manque ? gagner en termes de loyers du deuxi?me appartement (requ?te no 68859/01). Le requ?rant fait valoir qu?il a per?u de son ancien locataire la somme globale d?environ 10 000 EUR, alors qu?? compter du mois d?ao?t 1992, il aurait pu percevoir la somme de 174 000 EUR. Il se base sur l??valuation d?une agence immobili?re qui estime le loyer pour le mois d?octobre 1996 ? 1 807,60 EUR ;
? 50 000 EUR pour l?impossibilit? de louer les autres appartements de l?immeuble, la pr?sence des locataires ayant emp?ch? d?effectuer des travaux de restauration n?cessaires.
32. Le requ?rant affirme en outre que le r?glement amiable intervenu entre lui et les locataires l?emp?che de saisir les juridictions civiles au sens de l?article 1591 du code civil, une somme ayant ?t? vers?e aux locataires pour lib?rer les deux appartements.
33. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions. Si l?immeuble devait ?tre restaur? pour pouvoir ?tre lou?, le requ?rant ne pouvait pas subir un manque ? gagner pour une p?riode pendant laquelle il y aurait eu des travaux. En outre, si le requ?rant a vers? une somme aux locataires, cela d?coule certainement d?un accord entre les parties.
34. La Cour observe tout d?abord que le Gouvernement n?avance aucun argument au sujet de la possibilit? qui semble avoir ?t? d?velopp?e dans la jurisprudence de la Cour de cassation d?engager une proc?dure en dommages-int?r?ts ? l?encontre de l?Etat suite ? l?absence, non justifi?e, d?assistance de la force publique (voir Mascolo pr?cit?, ?? 34-44, et Lo Tufo pr?cit?, ?? 37-48).
35. La Cour observe qu?elle ne peut pas sp?culer sur la date ? laquelle l?expulsion des locataires aurait eu lieu en cas de non-versement des sommes aux locataires de la part du requ?rant et qu?elle ne peut ?valuer si cette somme pouvait ?tre consid?r?e ad?quate. En outre, elle note que le requ?rant n?a pas prouv? que ces sommes peuvent ?tre consid?r?es comme une cons?quence directe de l?inex?cution du commandement de lib?rer les appartements. Elle rel?ve qu?il pouvait saisir les juridictions civiles au sens de l?article 1591 du code civil afin d?obtenir le remboursement du pr?judice subi suite ? la restitution tardive de l?appartement et qu?il n?a pas utilis? ce rem?de.
36. La Cour constate par cons?quent que le droit italien permet d?effacer les cons?quences mat?rielles de la violation et estime qu?il y a lieu de rejeter la demande de satisfaction ?quitable en ce qui concerne le dommage mat?riel (voir, mutatis mutandis, Mascolo pr?cit?, ? 55, Lo Tufo pr?cit?, ? 69, et Mazzei c. Italie, ?? 24-26, 6 avril 2006).
B. Dommage moral
37. Le requ?rant demande 30 987,42 EUR pour dommage moral. Il s?en remet, en tout ?tat de cause, ? la sagesse de la Cour.
38. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
39. La Cour estime que le requ?rant a subi un tort moral certain. Statuant en ?quit?, elle lui accorde la somme globale de 10 000 EUR ? ce titre.
C. Frais et d?pens
40. Le requ?rant demande ?galement le remboursement des frais et d?pens selon la r?partition suivante :
? 3 906,83 EUR pour les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes afin de pouvoir lib?rer le premier appartement ;
? 4 120,22 EUR pour les frais et d?pens encourus devant les juridictions internes afin de pouvoir lib?rer le deuxi?me appartement ;
? 4 000 EUR pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
41. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
42. Compte tenu des ?l?ments en sa possession et de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime raisonnable la somme de 3 000 EUR au titre des frais et d?pens pour les proc?dures nationales (1 500 EUR pour chaque proc?dure) et celle de 2 000 EUR pour la proc?dure devant la Cour. Elle accorde donc la somme globale de 5 000 EUR ? ce titre.
D. Int?r?ts moratoires
43. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR , ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 10 000 EUR (dix mille euros) pour dommage moral ;
ii. 5 000 EUR (cinq mille euros) pour frais et d?pens ;
iii. plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 15 juin 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

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