AFFAIRE MARIA PIA MARCHI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE MARIA PIA MARCHI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 35, P1-1
Numero: 58492/00/2008
Stato: Italia
Data: 2008-09-30 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Rigetto dell’eccezione preliminare (non-esaurimento delle vie di ricorso interne); Non-violazione di P1-1
SECONDA SEZIONE
CAUSA MARIA PIA MARCHI C. ITALIA
( Richiesta no 58492/00)
SENTENZA
STRASBURGO
30 settembre 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Maria Pia Marchi c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
Francesca Tulkens, presidentessa, Antonella Mularoni, Ireneu Cabral Barreto, Vladimiro Zagrebelsky, Dragoljub Popovic, Andr?s Saj?, Nona Tsotsoria, giudici,
e da Sally Dolle, cancelliera di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 9 settembre 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 58492/00) diretta contro la Repubblica italiana e in cui una cittadina di questo Stato, la Sig.ra M P. M, ha investito la Corte il 18 maggio 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato da M D. B., avvocato a Lucca. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. R. Adam, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 16 settembre 2003, la Corte ha dichiarato la richiesta parzialmente inammissibile e ha deciso di comunicare il motivo d? appello del richiedente derivato da una violazione ingiustificata al suo diritto al rispetto dei beni. Il 14 dicembre 2004, la Corte ha dichiarato ammissibile questa parte della richiesta.
4. Tanto il richiedente che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa ( articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1942 e ha risieduto a Lucca.
6. Era comproprietario al 50% di un terreno edificabile ubicato a Lucca. In una data non precisata, la municipalit? di Lucca adott? un piano di urbanistica che riguardava il terreno del richiedente per la costruzione di abitazioni a prezzi moderati (“edilizia economica e popolare”). Questo piano fu approvato dal Ministero dei lavori pubblici, questo atto valendo come dichiarazione di utilit? pubblica.
7. Il 2 giugno 1981, il richiedente ed il comproprietario conclusero un accordo di cessione di 3 733 metri quadrati di terreno con il quale l’espropriazione fu formalizzata al senso della legge no 385 del 1980. In applicazione di questa legge, la municipalit? di Lucca vers? a titolo di acconto la somma di 11 465 500 ITL (circa 5 921,44 euro) come se si fosse trattato di un terreno agricolo, sotto riserva di fissare l’indennizzo definitivo una volte entrata in vigore una legge che avesse stabilito dei criteri di indennizzo specifico per i terreni edificabili.
8. Con la sentenza no 223 del 15 luglio 1983, pubblicata il 27 luglio 1983, la Corte costituzionale dichiar? incostituzionale la legge no 385 del 1980 al motivo che questa sottoponeva l’indennizzo all’adozione di una legge futura.
9. Conformemente a questa sentenza, la legge no 2359 di 1865 secondo la quale l’indennit? di espropriazione di un terreno corrispondeva al valore commerciale di questo, espose di nuovo questi effetti.
10. Il decreto-legge no 333 del 11 luglio 1992, convertito in legge no 359 del 8 agosto 1992, introdusse, nel suo articolo 5 bis, dei nuovi criteri per calcolare l’indennit? di espropriazione di terreni edificabili.
11. Il richiedente rest?, in vano, in attesa di ricevere l’indennit? complementare.
12. Il 14 marzo 1996, il richiedente cit? la municipalit? dinnanzi al tribunale di Lucca, in vista di ottenere la sua met? dell’indennit? di espropriazione.
13. Il tribunale di Lucca design? un perito. Secondo questo ultimo, il terreno del richiedente era edificabile e valeva nel 1981, epoca del trasferimento di propriet?, 167 985 000 ITL (86 757,01 EUR). In seguito all’entrata in vigore della legge no 359 del 1992, l’indennit? di espropriazione ammontava a 83 992 500 ITL (43 378,51 EUR). Dato che il richiedente era proprietario solamente al 50%, l’indennit? da versare a questo era di 42 74 000 ITL (circa 21 729 EUR).
14. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 12 maggio 2004, il tribunale dichiar? che il diritto del richiedente ad ottenere l’indennit? di espropriazione era prescritto, in ragione della prescrizione decennale.
15. Il richiedente interpose appello contro questo giudizio.
16. Con una sentenza del 4 luglio 2006, la corte di appello di Firenze respinse l’appello. Ricord? che, secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione, una volta pubblicata la sentenza della Corte costituzionale il 27 luglio 1983 ed eliminato cos? l’ostacolo giuridico che impediva all’interessata di richiedere l’indennit? di espropriazione, era cominciato a decorrere il termine di prescrizione di dieci anni. Sarebbe occorso dunque che il richiedente investisse le giurisdizioni competenti prima del 27 luglio 1993, mentre invece aveva notificato il suo ricorso in data 14 marzo 1996.
17. Il richiedente non ricorse in cassazione e questa sentenza divent? definitiva.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
18. Il diritto e la pratica interni applicabili all’epoca dei fatti cos? come altre disposizioni pertinenti si trovano descritti nella sentenza Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 47-74, CEDH 2006 -…).
19. Con la sentenza no 348 del 22 ottobre 2007, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 5bis del decreto no 333 del 1992, come modificato dalla legge no 359 di 1992, in quanto ai criteri utilizzati per calcolare l’importo dell’indennizzo. La Corte Costituzionale ha indicato anche al legislatore i criteri da prendere in conto per un’eventuale nuova legge, facendo riferimento al valore venale del bene.
20. La legge delle finanze no 244 del 24 dicembre 2007 ha stabilito che l’indennit? di espropriazione per un terreno edificabile deve corrispondere al valore venale del bene. Quando l’espropriazione rientra nella cornice di una riforma economica e sociale, una riduzione del 25% sar? applicata. Questa disposizione ? applicabile a tutti i procedimenti di espropriazione in corso al 1 gennaio 2008, salvo quelli in cui la decisione sull’indennit? di espropriazione ? stata accettata o ? diventata definitiva.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
21. Il richiedente adduce la violazione del suo diritto al rispetto dei beni al motivo che non ? stata indennizzata per l’espropriazione del suo terreno. Invoca l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Eccezione preliminare
22. Il Governo sostiene in primo luogo che l’articolo 1 del Protocollo no 1 non si applica nello specifico perch? l’accordo di trasferimento del terreno dipenderebbe dal diritto privato e non sarebbe un’espropriazione.
23. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo e ricorda che la Corte ha gi? concluso all’applicabilit? dell’articolo 1 del Protocollo no 1 in numerose cause.
24. La Corte ricorda di avere reso delle sentenze che concludono alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 nelle cause in cui, come nello specifico, il trasferimento del terreno colpito da un permesso di espropriazione era stato formalizzato da un accordo che valeva come espropriazione ai sensi della legge no 385 del 1980 (Scordino c.Italie (no 1) [GC], no 36813/97, CEDH 2006 -… ; Bortesi ed altri c. Italia, no 71399/01, 10 giugno 2008; Mason ed altri c. Italia, no 43663/98, ? 13, 17 maggio 2005; Stornaiuolo c. Italia, no 52980/99, 8 agosto 2006; Gigli Costruzioni S.r.l. c. Italia, no 10557/03, 1 aprile 2008).
Non vede nessuna ragione di scostarsi da questa giurisprudenza e respinge l’eccezione del Governo.
B. Sull’osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
25. La Corte ricorda che ha unito al merito l’eccezione del Governo derivata della non-esaurimento delle vie di ricorso interne. Nella misura in cui l’eccezione era fondata sul fatto che il procedimento nazionale era pendente, constata che il procedimento nazionale si ? concluso nel frattempo.
26. Il richiedente fa osservare che, conformemente all’atto di trasferimento del terreno firmato nel 1981, la citt? di Lucca si era avviata a versargli un’indennit? sulla base della “nuova legge” che sarebbe stata ulteriormente adottata. Ora, questa legge essendo stata fatta solamente nel 1992, la prescrizione avrebbe dovuto cominciare a decorrere solo da quel momento.
Il richiedente osserva poi che anche se avesse ottenuto un’indennit? di espropriazione calcolata ai sensi della legge no 359 del 1992, la Corte avrebbe concluso ad ogni modo alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, perch? l’indennit? sarebbe stata ritenuta inadeguata ai sensi della sua giurisprudenza.
27. Il Governo osserva che l’inerzia del richiedente ha provocato il problema della prescrizione decennale. Secondo lui, il richiedente si sarebbe potuto avvalere di nuovo della vecchia legislazione in vigore a contare dal 27 luglio 1983, ed investire le giurisdizioni nazionali di un ricorso per indennizzo, senza aspettare la nuova legge del 1992.
In conclusione, la situazione di cui il richiedente si lamenta sarebbe esclusivamente imputabile a lui solo.
28. La Corte si ? dedicata ad un esame approfondito del diritto applicabile nel periodo in questione nella causa Scordino no 1 [GC] (precitata (?? 47-61). In questa occasione, ha preso nota del fatto che per effetto della dichiarazione di incostituzionalit? del 1983, la legge no 2359 del 1865 aveva esposto di nuovo i suoi effetti. Era quindi lecito per gli espropriati chiedere l’indennit? di espropriazione dinnanzi ai tribunali civili, a concorrenza del valore commerciale del terreno, ci? che i richiedenti delle cause citate pi? sopra fecero (paragrafo 24 sopra).
29. Nella presente causa, il richiedente non ? stato indennizzato al momento dell’espropriazione. Tuttavia, non ha colto l’opportunit? creata dalla sentenza della Corte costituzionale del 1983, per il fatto che non ha chiesto un indennizzo ai sensi della legge 2359 del 1865, ci? che, in principio, gli offriva la possibilit? di ottenere il pieno valore commerciale del bene.
30. Certo, la Corte non pu? escludere che una volta intentato, tale procedimento sarebbe durato parecchio tempo sebbene si sarebbe dovuto applicare l’articolo 5bis della legge no 239 del 1992 in modo retroattivo, cos? che il richiedente non avrebbe potuto ottenere un’indennit? adeguata. Per?, non ritorna alla Corte da speculare sulla durata e quindi sulla conclusione di un procedimento che il richiedente non ha intentato. In queste circostanze, la Corte stima che ? il comportamento imputabile al richiedente che ha provocato la situazione denunciata.
31. Peraltro, nessuno elemento della pratica lascia pensare che l’applicazione del termine di prescrizione decennale sia stato arbitrario (a contrario, Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI).
32. Pertanto, non c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge l’eccezione preliminare del Governo;
2. Stabilisce che non c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 30 settembre 2008, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Sally Dolle Francesca Tulkens
Cancelliera Presidentessa

Testo Tradotto

Conclusion Rejet de l?exception pr?liminaire (non-?puisement des voies de recours internes) ; Non-violation de P1-1
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE MARIA PIA MARCHI c. ITALIE
(Requ?te no 58492/00)
ARR?T
STRASBOURG
30 septembre 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Maria Pia Marchi c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l’homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Fran?oise Tulkens, pr?sidente,
Antonella Mularoni,
Ireneu Cabral Barreto,
Vladimiro Zagrebelsky,
Dragoljub Popovic,
Andr?s Saj?,
Nona Tsotsoria, juges,
et de Sally Dolle, greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 9 septembre 2008,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 58492/00) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante de cet Etat, Mme M P. M, a saisi la Cour le 18 mai 2000 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l’homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante est repr?sent?e par M D. B., avocat ? Lucca. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. R. Adam, et par son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Le 16 septembre 2003, la Cour a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer le grief de la requ?rante tir? d’une atteinte injustifi?e ? son droit au respect des biens. Le 14 d?cembre 2004, la Cour a d?clar? recevable cette partie de la requ?te.
4. Tant la requ?rante que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l’affaire (article 59 ? 1 du r?glement).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. La requ?rante est n?e en 1942 et r?side ? Lucca.
6. Elle ?tait copropri?taire ? 50% d’un terrain constructible sis ? Lucca. A une date non pr?cis?e, la municipalit? de Lucca adopta un plan d’urbanisme affectant le terrain de la requ?rante ? la construction d’habitations ? prix mod?r?s (? edilizia economica e popolare ?). Ce plan fut approuv? par le Minist?re des travaux publics, cet acte valant d?claration d’utilit? publique.
7. Le 2 juin 1981, la requ?rante et le copropri?taire conclurent un accord de cession de 3 733 m?tres carr?s de terrain, par lequel l’expropriation fut formalis?e au sens de la loi no 385 de 1980. En application de cette loi, la municipalit? de Lucca versa au titre d’acompte la somme de 11 465 500 ITL (environ 5 921,44 euros), comme s’il s’agissait d’un terrain agricole, sous r?serve de fixer l’indemnisation d?finitive une fois entr?e en vigueur une loi ?tablissant de crit?res d’indemnisation sp?cifiques pour les terrains constructibles.
8. Par l’arr?t no 223 du 15 juillet 1983, publi? le 27 juillet 1983, la Cour constitutionnelle d?clara inconstitutionnelle la loi no 385 de 1980 au motif que celle-ci soumettait l’indemnisation ? l’adoption d’une loi future.
9. En cons?quence de cet arr?t, la loi no 2359 de 1865, selon laquelle l’indemnit? d’expropriation d’un terrain correspondait ? la valeur marchande de celui-ci, d?ploya ? nouveau ces effets.
10. Le d?cret-loi no 333 du 11 juillet 1992, converti en loi no 359 du 8 ao?t 1992, introduisit, dans son article 5 bis, de nouveaux crit?res pour calculer l’indemnit? d’expropriation de terrains constructibles.
11. La requ?rante resta, en vain, en attente de recevoir l’indemnit? compl?mentaire.
12. Le 14 mars 1996, la requ?rante assigna la municipalit? devant le tribunal de Lucca, en vue d’obtenir sa moiti? de l’indemnit? d’expropriation.
13. Le tribunal de Lucca d?signa un expert. Selon ce dernier, le terrain de la requ?rante ?tait constructible et valait en 1981, ?poque du transfert de propri?t?, 167 985 000 ITL (86 757,01 EUR). A la suite de l’entr?e en vigueur de la loi no 359 de 1992, l’indemnit? d’expropriation revenait ? 83 992 500 ITL (43 378,51 EUR). Etant donn? que la requ?rante n’?tait qu’? 50% propri?taire, l’indemnit? ? verser ? celle-ci ?tait de 42 74 000 ITL (environ 21 729 EUR).
14. Par un jugement d?pos? au greffe le 12 mai 2004, le tribunal d?clara que le droit de la requ?rante ? obtenir l’indemnit? d’expropriation ?tait prescrit, en raison de la prescription d?cennale.
15. La requ?rante interjeta appel de ce jugement.
16. Par un arr?t du 4 juillet 2006, la cour d’appel de Florence rejeta l’appel. Elle rappela que, selon la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation, une fois l’arr?t de la Cour constitutionnelle publi? le 27 juillet 1983 et ?limin? ainsi l’obstacle juridique emp?chant l’int?ress?e de r?clamer l’indemnit? d’expropriation, le d?lai de prescription de dix ans avait commenc? ? courir. Il aurait donc fallu que la requ?rante saisisse les juridictions comp?tentes avant le 27 juillet 1993, alors qu’elle avait notifi? son recours en date du 14 mars 1996.
17. La requ?rante ne se pourvut pas en cassation et cet arr?t devint d?finitif.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
18. Le droit et la pratique internes applicables ? l’?poque des faits ainsi que d’autres dispositions pertinentes se trouvent d?crits dans l’arr?t Scordino c. Italie (no 1) [GC] (no 36813/97, ?? 47-74, CEDH 2006-…).
19. Par l’arr?t no 348 du 22 octobre 2007, la Cour constitutionnelle a d?clar? inconstitutionnel l’article 5bis du d?cret no 333 de 1992, tel que modifi? par la loi no 359 de 1992, quant aux crit?res utilis?s pour calculer le montant de l’indemnisation. La Cour Constitutionnelle a aussi indiqu? au l?gislateur les crit?res ? prendre en compte pour une ?ventuelle nouvelle loi, en faisant r?f?rence ? la valeur v?nale du bien.
20. La loi de finances no 244 du 24 d?cembre 2007 a ?tabli que l’indemnit? d’expropriation pour un terrain constructible doit correspondre ? la valeur v?nale du bien. Lorsque l’expropriation rentre dans le cadre d’une r?forme ?conomique et sociale, une r?duction de 25 % sera appliqu?e. Cette disposition est applicable ? toutes les proc?dures d’expropriation en cours au 1er janvier 2008, sauf celles o? la d?cision sur l’indemnit? d’expropriation a ?t? accept?e ou est devenue d?finitive.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
21. La requ?rante all?gue la violation de son droit au respect des biens au motif qu’elle n’a pas ?t? indemnis?e pour l’expropriation de son terrain. Elle invoque l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Exception pr?liminaire
22. Le Gouvernement soutient en premier lieu que l’article 1 du Protocole no 1 ne s’applique pas en l’esp?ce car l’accord de transfert du terrain rel?verait du droit priv? et ne serait pas une expropriation.
23. La requ?rante s’oppose ? la th?se du Gouvernement et rappelle que la Cour a d?j? conclu ? l’applicabilit? de l’article 1 du Protocole no 1 dans de nombreuses affaires.
24. La Cour rappelle avoir rendu des arr?ts concluant ? la violation de l’article 1 du Protocole no 1 dans des affaires o?, comme en l’esp?ce, le transfert du terrain frapp? par un permis d’exproprier avait ?t? formalis? par un accord valant expropriation au sens de la loi no 385 de 1980 (Scordino c.Italie (no 1) [GC], no 36813/97, CEDH 2006-… ; Bortesi et autres c. Italie, no 71399/01, 10 juin 2008 ; Mason et autres c. Italie, no 43663/98, ? 13, 17 mai 2005 ; Stornaiuolo c. Italie, no 52980/99, 8 ao?t 2006 ; Gigli Costruzioni S.r.l. c. Italie, no 10557/03, 1er avril 2008).
Elle ne voit aucune raison de s’?carter de cette jurisprudence et rejette l’exception du Gouvernement.
B. Sur l’observation de l’article 1 du Protocole no 1
25. La Cour rappelle qu’elle a joint au fond l’exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes. Dans la mesure o? l’exception ?tait fond?e sur le fait que la proc?dure nationale ?tait pendante, elle constate que la proc?dure nationale s’est entre-temps termin?e.
26. La requ?rante fait observer que, conform?ment ? l’acte de transfert du terrain sign? en 1981, la ville de Lucca s’?tait engag?e ? lui verser une indemnit? sur la base de la ? nouvelle loi ? qui serait ult?rieurement adopt?e. Or, cette loi n’ayant vu le jour qu’en 1992, la prescription n’aurait d? commencer ? courir qu’? ce moment-l?.
La requ?rante observe ensuite que m?me si elle avait obtenu une indemnit? d’expropriation calcul?e au sens de la loi no 359 de 1992, la Cour aurait conclu en tout ?tat de cause ? la violation de l’article 1 du Protocole no 1, car l’indemnit? aurait ?t? tenue pour inad?quate au sens de la sa jurisprudence.
27. Le Gouvernement observe que l’inertie de la requ?rante a entra?n? le probl?me de la prescription d?cennale. Selon lui, la requ?rante aurait pu se pr?valoir de l’ancienne l?gislation ? nouveau en vigueur ? compter du 27 juillet 1983, et saisir les juridictions nationales d’un recours en indemnisation, sans attendre la nouvelle loi de 1992.
En conclusion, la situation dont la requ?rante se plaint serait exclusivement imputable ? celle-ci.
28. La Cour s’est livr?e ? un examen approfondi du droit applicable dans la p?riode en question dans l’affaire Scordino no 1 [GC], pr?cit?e (?? 47-61). A cette occasion, elle a pris note de ce que par l’effet de la d?claration d’inconstitutionnalit? de 1983, la loi no 2359 de 1865 avait ? nouveau d?ploy? ses effets. Il ?tait d?s lors loisible aux expropri?s de demander l’indemnit? d’expropriation devant les tribunaux civils, ? concurrence de la valeur marchande du terrain, ce que les requ?rants des affaires cit?es plus haut firent (paragraphe 24 ci-dessus).
29. Dans la pr?sente affaire, la requ?rante n’a pas ?t? indemnis?e au moment de l’expropriation. Toutefois, elle n’a pas saisi l’opportunit? cr??e par l’arr?t de la Cour constitutionnelle de 1983, en ce qu’elle n’a pas demand? une indemnisation au sens de la loi 2359 de 1865, ce qui, en principe, lui offrait la possibilit? d’obtenir la pleine valeur marchande du bien.
30. Certes, la Cour ne peut pas exclure qu’une fois intent?e, une telle proc?dure aurait dur? assez longtemps pour que l’article 5bis de la loi no 239 de 1992 ait eu ? s’appliquer r?troactivement, de sorte que la requ?rante n’aurait pu obtenir une indemnit? ad?quate. Cependant, il ne revient pas ? la Cour de sp?culer sur la dur?e et d?s lors sur l’issue d’une proc?dure que la requ?rante n’a pas intent?e. Dans ces circonstances, la Cour estime que c’est le comportement imputable ? la requ?rante qui a entra?n? la situation d?nonc?e.
31. Par ailleurs, aucun ?l?ment du dossier ne laisse penser que l’application du d?lai de prescription d?cennale ait ?t? arbitraire (a contrario, Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI).
32. Partant, il n’y a pas eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Rejette l’exception pr?liminaire du Gouvernement;
2. Dit qu’il n’y a pas eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 30 septembre 2008, en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Sally Dolle Fran?oise Tulkens
Greffi?re Pr?sidente

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