AFFAIRE KNOX c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE KNOX c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 03,35,06
Numero: 76577/13/2019
Stato: Italia
Data: 2019-01-24 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni:
Eccezione preliminare respinse (l’Art. 35) criterio di ammissibilit?
(Art. 35-1) esaurimento delle vie di ricorso nazionali
Eccezione preliminare congiunse a meriti e respinse (l’Art. 35) criterio di ammissibilit?
(Art. 35-1) esaurimento delle vie di ricorso nazionali
Resto inammissibile (Art. 35) criterio di ammissibilit?
(Art. 35-3-un) Manifestamente mal-fondata
Nessuna violazione dell? Articolo 3 – Proibizione della tortura (Articolo 3 – trattamento Degradante) (aspetto Effettivo)
Violazione dell? Articolo 3 – Proibizione della tortura (Articolo 3 – indagine Effettiva) (aspetto Procedurale)
Violazione dell? Articolo 6+6-3-c – Diritto ad un processo equanime (Articolo 6 – procedimenti Penali Articolo 6-1 – udienza corretta) (Articolo 6-3-c – Difesa per assistenza legale Articolo 6 – Diritto ad un processo equanime)
Violazione di Articolo 6+6-3-e – Diritto ad un processo equanime (Articolo 6 – procedimenti Penali Articolo 6-1 – l’udienza corretta) (Articolo 6-3-e – assistenza Gratis dell? interprete
Articolo 6 – Diritto ad un processo equanime)
Danno non-patrimoniale – assegnazione (Articolo 41 – danno Non-patrimoniale
Soddisfazione equa)

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL?UOMO
PRIMA SEZIONE
CAUSA KNOX c. ITALIA
(Ricorso n. 76577/13)
SENTENZA
STRASBURGO
24 gennaio 2019

Questa sentenza diverr? definitiva alle condizioni definite nell?articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire modifiche di forma.
Nella causa Knox c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell?uomo (prima sezione), riunita in una camera composta da:
Linos-Alexandre Sicilianos, presidente,
Ksenija Turkovi?,
Guido Raimondi,
Ledi Bianku,
Ale? Pejchal,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, giudici,
e da Renata Degener, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo avere deliberato in camera di consiglio il 18 dicembre 2018,
Pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:
PROCEDURA
1. All?origine della causa vi ? un ricorso (n. 76577/13) proposto contro la Repubblica italiana con cui una cittadina americana, la sig.ra Amanda Marie Knox (?la ricorrente?), ha adito la Corte il 24 novembre 2013 ai sensi dell?articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libert? fondamentali (?la Convenzione?).
2. La ricorrente ? stata rappresentata dall?avvocato C. Dalla Vedova, del foro di Roma. Il governo italiano (?il Governo?) ? stato rappresentato dal suo agente, E. Spatafora, e dal suo co-agente M. L. Aversano.
3. In particolare, la ricorrente denunciava una violazione degli articoli 3, 6 ?? 1 e 3 a), c) ed e), e 8 della Convenzione.
4. Il 29 aprile 2016 questi motivi sono stati comunicati al Governo e il ricorso ? stato dichiarato irricevibile per il resto conformemente all?articolo 54 ? 3 del regolamento della Corte.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE
5. La ricorrente ? nata il 9 luglio 1987 e risiede a Seattle (Stati Uniti).
6. All?epoca dei fatti aveva venti anni e si trovava a Perugia da circa due mesi per motivi di studio. Qui, per finanziarsi il soggiorno, aveva trovato un lavoro temporaneo in un pub gestito da D.L. Da circa due settimane frequentava R.S., il suo ragazzo.
A. Lo svolgimento dei fatti
1. Le indagini preliminari
7. Il 2 novembre 2007, verso le ore 12.30, la polizia, chiamata da una terza persona, si rec? a casa della ricorrente per rintracciare la proprietaria di un telefono cellulare ritrovato nel giardino di un?abitazione privata. Sul posto, trov? la ricorrente e R.S., che, nel frattempo, aveva chiamato i carabinieri per dire che aveva trovato una finestra rotta e delle tracce di sangue nell?appartamento della sua ragazza.
8. La polizia forz? la porta della camera della coinquilina della ricorrente, M.K., una studentessa britannica che soggiornava l? nell?ambito di uno scambio universitario del tipo Erasmus, e scopr? il suo corpo. La ragazza era stata sgozzata e sul suo corpo erano presenti tracce di violenza sessuale.
9. Poco dopo, la ricorrente e R.S, furono condotti al commissariato di Perugia (?il commissariato?). La ricorrente, nonch? altri coinquilini e amici di M.K., furono sottoposti a intercettazioni. Lo stesso giorno, alle ore 15.30, la ricorrente rispose in italiano alle domande della polizia giudiziaria, conformemente all?articolo 351 del codice di procedura penale relativo all?assunzione di sommarie informazioni.
10. La ricorrente rifer? in dettaglio come si erano svolti i fatti del giorno precedente, a partire dalle ore 13 circa, ora in cui diceva di aver visto M.K. per l?ultima volta a casa loro. Si esprimeva come segue: aveva passato la sera e la notte a casa di R.S. ed era rientrata a casa sua il giorno dopo; al suo arrivo, aveva trovato la porta della stanza di M.K. chiusa e delle tracce di sangue nel bagno; era ritornata da R.S. che, recatosi a casa loro, aveva cercato invano di forzare la porta della stanza di M.K., visto che quest?ultima non rispondeva alle chiamate; era poi arrivata la polizia e, dopo aver forzato la porta, aveva trovato il corpo della ragazza. Fu redatto un verbale di assunzione di informazioni.
11. La ricorrente fu nuovamente sentita il 3 e 4 novembre 2007. Essa forn? essenzialmente delle informazioni sugli uomini che M.K. frequentava e sulle altre ragazze che vivevano a casa con loro. Queste deposizioni furono raccolte sempre in presenza di due interpreti, M.B. e A.C.
12. Il 4 novembre 2007 le chiamate telefoniche che la ricorrente aveva effettuato dal commissariato vennero registrate. Secondo i relativi verbali, la ricorrente aveva detto ai suoi interlocutori che gli investigatori le ?strizzavano il cervello? per strapparle delle informazioni, le urlavano contro e la trattavano come una criminale, chiedendole continuamente di ricordare chi fosse venuto a casa sua prima dell?omicidio. Lei aveva dichiarato che si sentiva male e che aveva sonno, dal momento che la notte prima aveva dormito solo due ore.
13. Tra il 2 e il 4 novembre, nove persone dell?entourage di M.K., oltre alla ricorrente, furono sentite al commissariato, alcune anche pi? volte.
14. Il 5 novembre 2007, intorno alle 22.30, la ricorrente accompagn? R.S. al commissariato, visto che quest?ultimo era stato chiamato a fornire informazioni. Attese pazientemente in un corridoio studiando le sue lezioni e, tenuto conto del tempo di attesa, pratic? dello stretching.
15. Il 6 novembre 2007 alle ore 1.45, fu condotta in una sala per essere ascoltata. Erano presenti tre agenti oltre ad A.D., una dipendente del commissariato che fungeva da interprete. Le parti pertinenti al caso di specie del relativo verbale sono le seguenti
?1. (…) Il 1o novembre, mentre ero a casa del mio ragazzo R.S., verso le 20.30, ho ricevuto un messaggio da D.L. che mi diceva che non era necessario andare al lavoro quella notte e che il locale sarebbe rimasto chiuso perch? non c?erano molte persone. Ho risposto al messaggio dicendo che ci saremmo visti subito 1 .
2. Sono quindi uscita di casa dicendo al mio ragazzo che dovevo recarmi al lavoro. Preciso che nel pomeriggio avevamo fumato una canna con R.S e che mi sentivo disorientata perch? non faccio uso abituale di droga. Ho incontrato D.L. (…), siamo andati a casa mia.
3. Non ricordo se M.K. fosse l? o se sia arrivata pi? tardi. Ho difficolt? a ricordare quei momenti, ma D.L. ha avuto una relazione sessuale con M.K., di cui era innamorato, ma non ricordo se M.K. fosse stata o meno minacciata prima. Mi ricordo in modo confuso che ? lui che l?ha uccisa.?
16. In considerazione del contenuto di queste dichiarazioni, gli agenti interruppero l?audizione per aspettare l?arrivo del pubblico ministero, G.M. Quest?ultimo sent? la ricorrente alle 5.45 del mattino, in presenza di A.D. e di alcuni agenti di polizia. La ricorrente non era assistita da un difensore. A differenza delle altre deposizioni della ricorrente raccolte a partire dal 2 novembre 2007, indicate nel verbale come ?sommarie informazioni?, queste ultime audizioni sono qualificate come ?spontanee dichiarazioni ?. Il verbale redatto a seguito di queste ultime dichiarazioni riporta quanto segue nelle sue parti pertinenti al caso di specie:
?1. (…) Voglio raccontare spontaneamente quello che ? successo perch? questa storia mi ha profondamente turbata e temo D.L. Il 1o novembre ho incontrato D.L. (…), siamo andati a casa mia. Non ricordo se M.K. fosse gi? a casa o se sia arrivata pi? tardi; quello che posso dire ? che D.L. e M.K. si sono ritirati nella stanza di M.K. e io sono rimasta in cucina. Non riesco a ricordarmi quanto tempo siano rimasti nella stanza, ma quello che posso dire ? che ad un certo punto ho sentito le grida di M.K. e mi sono tappata le orecchie perch? avevo paura.
2. Dopo, non ricordo pi? nulla, i miei pensieri sono molto confusi. Non ricordo se M.K. gridasse n? se io sentissi dei rumori sordi perch? ero sotto shock, ma immaginavo cosa potesse essere accaduto. Ho incontrato D.L. (…). Non sono sicura che quella sera fosse presente anche R.S., ma ricordo bene di essermi svegliata a casa sua, nel suo letto, e di essere rientrata la mattina a casa mia, dove ho trovato la porta aperta.
3. Si fa presente che la ricorrente porta ripetutamente le mani alla testa scuotendola?
17. Ulteriori dettagli sullo svolgimento delle audizioni del 6 novembre 2007 sono riportati qui di seguito (paragrafi 48 e seguenti).
18. Il 6 novembre 2007, alle ore 8.30, il procuratore ordin? l?arresto della ricorrente, di R.S. e di D.L., e formul? nei loro confronti le accuse di violenza sessuale e omicidio.
19. Lo stesso giorno, alle ore 12, fu redatto il verbale di arresto, la ricorrente fu informata delle accuse mosse nei suoi confronti e fu nominato un avvocato d?ufficio. Il verbale fu notificato, consegnato a mano alla ricorrente e letto da una interprete, A.C. Anche la madre della ricorrente venne informata dell?arresto di sua figlia e, il giorno dopo, scelse un difensore per quest?ultima.
20. Verso le 13, la ricorrente chiese agli agenti di polizia dei fogli di carta per poter scrivere una dichiarazione nella sua lingua madre, l?inglese. Questo testo fu poi portato all?attenzione della polizia. In questo documento, spiegava di trovarsi in una situazione di grande confusione e di voler chiarire la sua posizione. Raccontava in maniera dettagliata come si era svolta la serata del 1o novembre 2007, da lei trascorsa in compagnia di R.S. Indicava, essenzialmente, di aver trascorso la sera e la notte a casa di quest?ultimo. Riferiva anche la sua incapacit? di ricordare tutti i dettagli e dichiarava di aver fumato una canna con R.S. durante la serata. Le altre parti del presente documento pertinenti al caso di specie sono cos? redatte:
?1. (…) per quanto riguarda questa ?confessione? di ieri sera, vorrei spiegare che dubito fortemente della veridicit? delle mie dichiarazioni perch? sono state fatte mentre ero sotto shock e in uno stato di stress e di profonda prostrazione. Non solo sono stata informata del fatto che ero stata arrestata e che [sarei stata] messa in carcere per trent?anni, ma ho anche ricevuto degli scappellotti sulla testa quando non ricordavo correttamente un fatto. Capisco che la polizia subisce una forte pressione e capisco quindi il trattamento che mi ? stato inflitto. Tuttavia, mi sono venute in mente queste risposte mentre subivo tale pressione e dopo ore di confusione. Nella mia testa, avevo dei flash con immagini sfocate di D.L. L?ho visto vicino al campo da basket, l?ho visto alla porta d?ingresso di casa. Mi sono vista in cucina, che mi tappavo le orecchie con le mani perch?, nella mia testa, potevo sentire M.K. urlare. Tuttavia, e l?ho detto pi? volte per potermi spiegare chiaramente: queste cose mi sembrano irreali, sembrano un sogno e non sono sicura che si tratti di eventi effettivamente accaduti o [se si tratti] di sogni che la mia mente ha fatto per cercare di rispondere alle domande (…) che mi venivano poste. La verit? ? che non sono sicura della verit? per questi motivi:
– La polizia mi ha detto che avevano prove concrete che ero a casa mia all?ora dell?omicidio di M.K. Non so quali siano queste prove, ma se questo ? vero, significa che la mia mente ? molto confusa e che i miei sogni devono essere reali.
– Il mio ragazzo ha sostenuto che avevo detto delle cose che non essere vere. So di avergli detto che non dovevo andare al lavoro quella sera. Ricordo molto chiaramente quel momento. Inoltre, non gli ho mai chiesto di mentire per me. Questa ? una pura menzogna. (…)
2. So che il fatto di non potermi ricordare completamente degli eventi che sostengo abbiano avuto luogo a casa di R.S. nel momento in cui M.K. ? stata uccisa ? compromettente per me. Confermo le dichiarazioni che ho fatto la notte scorsa riguardo a degli eventi che avrebbero potuto aver luogo a casa mia con D.L., [e] allo stesso tempo, voglio affermare chiaramente che questi eventi mi sembrano pi? irreali di quelli che ho appena raccontato, cio? che sono rimasta a casa di R.S.
3. La mia mente ? molto confusa in questo momento. La mia testa ? piena di idee contrastanti e so che, per questo motivo, pu? essere frustrante lavorare con me. Ma voglio anche dire la verit?, meglio che posso. Tutto quello che ho detto sul mio coinvolgimento nella morte di M.K., nonostante l?incoerenza [del mio discorso], ? la migliore verit? che ero in grado di ricordare. Guardate attentamente, cosa dovrei pensare che sia successo se mi si accusa che quello che penso essere la realt? a proposito di me e di quello che ho fatto ? una menzogna? All?inizio ero impaurita, irritata e confusa. Ma con il tempo e l?insorgenza dello shock e del panico, ho cominciato a tentare di pensare ad altre spiegazioni, ed ? perch? devo pensare in questo modo che mi sento in contraddizione con me stessa. C?? una cosa che io credo intimamente sia vera, ma c?? anche un?altra possibilit? che potrebbe essere vera, e onestamente non posso decidere con certezza. Ci provo, credetemi, perch? ho paura per me stessa. So di non aver ucciso M.K. Questa ? l?unica cosa di cui sono certa. Ho dei flashback in cui vedo D.L. come l?assassino, ma ? impossibile per me sapere in che modo la verit? si presenta nella mia mente, perch? non ricordo con certezza se quella notte ero a casa mia.
4. Le domande alle quali si dovrebbe rispondere ora sono, a mio parere, le seguenti:
? perch? R.S. ha mentito (o, secondo voi ha mentito)?
? perch? ho pensato a D.L.?
? le prove della mia presenza al momento e sui luoghi dei fatti sono attendibili? Se si, cosa significa ci? rispetto alla mia memoria? ? affidabile?
? vi sono altre prove contro D.L. o contro qualsiasi altra persona?
? chi ? veramente l?assassino? Questo ? particolarmente importante perch? penso di non poter servire come testimone a carico (?condemning testimone?) in questa circostanza.
6. Ho le idee pi? chiare di prima, ma ci sono ancora parti che mi sfuggono, e so che questo per me ? un male. Ma ? la verit? e questo ? quello che penso ora. Per favore non urlate contro di me perch? ci? rende la mia mente ancora pi? confusa, e questo non aiuta nessuno. Capisco quanto sia grave questa situazione e, per questo motivo, vorrei darvi questa informazione nel modo pi? rapido e chiaro possibile (…). Tutto quello che so ? che non ho ucciso M.K., e che non ho quindi nulla da temere a parte le menzogne.?
21. Poco tempo dopo, la ricorrente fu trasferita nel carcere di Perugia.
22. Lo stesso giorno, il 6 novembre 2007, D.L. fu condotto in carcere. Avendo fornito un alibi, fu rilasciato due settimane dopo.
23. Nel frattempo, l?8 novembre 2007, all?udienza di convalida dell?arresto dinanzi al giudice per le indagini preliminari di Perugia, la difesa della ricorrente, che contestava l?arresto, aveva indicato che le dichiarazioni rese dalla ricorrente alla polizia il 6 novembre 2007 non erano una confessione, ma una semplice collaborazione con le autorit?. Aveva aggiunto che la ricorrente era profondamente scossa e che i suoi ricordi erano inaffidabili perch? sarebbe stata turbata al punto da essere privata della sua capacit? di autodeterminazione.
24. Il 9 novembre 2007, la ricorrente scrisse due testi in inglese, indirizzati ai suoi due avvocati 2 . Le parti pertinenti al caso di specie di uno di questi testi sono le seguenti:
? Per i miei avvocati
1. (…) Quello che vorrei offrirvi ? un aiuto, perch? so che la mia posizione ? un po? confusa. Vi scrivo tutto quello che so come meglio posso e, in particolare, vorrei parlarvi di questa cosiddetta ?confessione? che la polizia ha ricevuto da parte mia. Comincer? con questa ?confessione? perch? so che ? la parte pi? confusa e pertanto inizier? con [il racconto di] quella notte.
2. Nella notte di luned? 5 novembre 2007 e la mattina (…) del 6 novembre 2007, [ho vissuto] una delle peggiori esperienze della mia vita, forse la peggiore. Verso le 22.30, R.S. ed io siamo arrivati al commissariato dopo aver mangiato da un amico di R.S. Era R.S. che era stato chiamato dalla polizia, non io, ma l?ho comunque accompagnato al commissariato dove doveva rispondere ad alcune domande, per sostenerlo, come lui aveva fatto molte volte per me.
3. Quando siamo arrivati, R.S. ? stato portato [in una stanza] e io ho aspettato [nel corridoio], vicino all?ascensore. Ho dato un?occhiata ai miei libri mentre aspettavo. Dopo un po? di tempo, un poliziotto ? venuto a sedersi accanto a me, apparentemente per passare il tempo. Non mi ha detto di essere un poliziotto. Infatti, mi ha detto che potevo dirgli quello che volevo perch? non avrebbe avuto importanza.
4. In quel momento, mi sentivo frustrata e gliel?ho detto. Pensavo che fosse assurdo essere chiamati dalla polizia cos? tardi la sera ed essere trattenuti al commissariato per ore con niente altro che dei distributori automatici per mangiare qualcosa, soprattutto considerando che stavamo facendo del nostro meglio per aiutare la polizia. (…)
5. Poi [questo poliziotto] mi ha chiesto chi credevo potesse essere l?assassino, ma come avevo gi? detto loro, visto che io non ero l?, non avevo alcuna idea. Tuttavia, non era soddisfatto della mia risposta. Chi credevo potesse essere [l?assassino]? Come avrei potuto saperlo? Non conoscevo nessuno di pericoloso. Poi sono arrivati altri poliziotti, volevano ?parlare?, ma mi hanno fatto le stesse domande. Quali uomini erano venuti a casa mia? Chi conosceva M.K.? Avevo dei numeri di telefono? Ho dato loro tutte le informazioni che avevo, nomi, numeri di telefono, descrizioni. Ma questo mi ha solo fatto venire il mal di testa. Avevo gi? risposto a queste domande poco prima ed ero confusa sul perch? la polizia volesse parlarmi cos? tanto. Perch? io? Perch? [i poliziotti] continuavano a chiedermi chi credevo potesse essere l?assassino quando avevo gi? risposto che non ne avevo idea?
6. Poi mi hanno [portato in una stanza], perch? faceva ?pi? caldo?. Ho chiesto dove fosse R.S. e mi hanno detto che avrebbe finito presto, e che nel frattempo volevano parlare con me. L?interrogatorio ? iniziato abbastanza rapidamente. Un minuto prima stavo parlando e il minuto dopo mi chiedevano dove mi trovavo tra le ore 15 del 1o novembre e 1.30 del 2 novembre.
7. Ho risposto loro che ero con il mio ragazzo, come avevo gi? detto. Mi hanno chiesto cosa avevo fatto in quel periodo e mi sono resa conto che non avevo molti ricordi. Ho detto che avevo visto il film Am?lie con R.S., che avevo cenato con lui […], fumato una canna, ma che non ricordavo quando.
8. Mi hanno detto che stavo mentendo, che sapevano che non ero con R.S. ma che, invece, avevo incontrato qualcuno e avevano le prove che quella notte ero a casa mia. Questo mi ha confuso veramente. Ho detto che non stavo mentendo e loro hanno cominciato ad arrabbiarsi dicendomi: ?smettila di mentire, sappiamo che eri l?. (…) Avevo paura perch? non riuscivo a ricordare quello che avevo fatto nel lasso di tempo che mi avevano indicato. (…) Mi hanno detto che sapevano che avevo detto a R.S. di mentire. Ho detto che non era vero.
9. Poi abbiamo parlato del messaggio inviato da [D.L.] che mi aveva detto di non andare al lavoro quella sera. Mi hanno chiesto se avevo risposto a quel messaggio. Non riuscivo a ricordare [se l?avessi fatto] in quel momento, cos? ho risposto ?no?. Poi hanno preso il mio telefono e mi hanno mostrato un messaggio in cui dicevo: ?Ci vediamo, buona serata?.
10. Mi hanno chiamato ?stupida bugiarda? e mi hanno detto che stavo proteggendo qualcuno. Mi mettevano davanti dei pezzi di carta per farmi scrivere il nome dell?assassino, ma io, io non lo conoscevo. Non avevo alcun elemento per poter rispondere alle loro domande e questo mi terrorizzava. Perch? non riuscivo a ricordare.
11. L?interprete mi ha detto poi che aveva avuto un terribile incidente stradale e che non aveva potuto ricordare quello che era successo per un anno. Mi ha detto che forse avevo visto qualcosa di terribile che non riuscivo a ricordare. Poich? non riuscivo a ricordare, ho cominciato a pensare che fosse vero. (…)
12. Mi incitavano a fare il nome dell?assassino, altrimenti avrei passato i prossimi trenta anni in carcere. Mi hanno detto che avevano gi? arrestato l?assassino e che volevano solo che dicessi il suo nome, ma non ne sapevo nulla. La mia testa era un foglio bianco (a blank slate). Ora, ora, ora! Mi urlavano contro. Uno degli agenti mi ha colpito due volte dietro la testa. Nella mia testa, cercavo delle risposte. Ero davvero confusa. Pensavo di essere stata a casa del mio ragazzo, ma se ci? non fosse stato vero? E se forse non potevo proprio ricordare? Ho provato, provato, provato, ma non riuscivo a ricordare nulla.
13. Tutti gli agenti di polizia lasciarono la stanza, tranne uno. Mi disse che era l?unico che poteva salvarmi dal passare trenta anni in carcere e io gli ho risposto che non ricordavo nulla. Ho chiesto quindi di rivedere il messaggio sul mio telefono per capire se ricordavo di averlo inviato e quando ho visto il messaggio ho pensato a [D.L.]. Era tutto quello a cui riuscivo a pensare: D.L. Ho immaginato di averlo incontrato al campo da basket, l?ho immaginato di fronte a me, ho immaginato di tapparmi le orecchie per non sentire le urla di [M.K.] e allora ho detto ?D.L.?.
14. Ho detto [D.L.], e ora mi dispiace tantissimo perch? so che quello che ho detto ha fatto del male a qualcuno e io non ho alcuna idea se [D.L.] sia stato coinvolto in questa storia o meno. Poi mi sono comportata istericamente, ho pianto ed ero preoccupata per quello che mi sarebbe successo. La mia mente era cos? confusa. [I poliziotti] mi hanno detto che dovevano mettere nero su bianco quello che avevo appena detto ma io ho detto che non ero sicura (…) la mia mente era confusa, ma questo a loro non importava.
15. Mentre stavano scrivendo questa ?confessione?, che loro non chiamarono cos?, mi hanno chiesto se ero d?accordo che scrivessero alcune cose. Non ho dato spiegazioni, rispondevo appena s? o no secondo le immagini di D.L. [che avevo in mente] ma ho sempre detto loro che non ero sicura, tutto questo non mi sembrava reale. Mi hanno chiesto perch? l?avesse fatto e io non lo sapevo. Perch? qualcuno dovrebbe uccidere qualcun altro? Ho detto loro che doveva essere pazzo. Mi hanno chiesto se avevo paura di lui e ho detto s?. La mia mente era cos? confusa e il pensiero che avesse ucciso qualcuno mi spaventava. Ma non avevo mai avuto paura di lui prima d?ora, ? sempre stato gentile con me.
16. Dopo tutto questo, [i poliziotti] mi hanno permesso di dormire, finalmente. Ripensavo a tutto (…) e mentre mi calmavo ero sempre pi? convinta che le cose che avevo detto a proposito di [D.L.] non erano vere. (…) in particolare, non avevo detto a R.S. che dovevo andare al lavoro (…) ricordo bene di avergli detto che non dovevo andare al lavoro (…) Inoltre, non gli avevo mai detto di mentire. Perch? avrebbe dovuto mentire? (…) Ho comunicato i miei dubbi alla polizia, ma mi hanno detto di non preoccuparmi, che a poco a poco mi sarei ricordata. Cos? ho aspettato. (…)?
25. Il secondo testo scritto dalla ricorrente lo stesso giorno alle ore 15.45 riguarda essenzialmente i giorni precedenti il 5 novembre 2007.
26. L?arresto della ricorrente fu poi convalidato con ordinanza del giudice per le indagini preliminari del 9 novembre 2007 (quest?ultima fu in seguito oggetto di un procedimento di annullamento ? si vedano i paragrafi 32 e seguenti infra). Assistita da un interprete, R.B., l?interessata si avvalse della facolt? di non rispondere. Inoltre, conferm? la nomina di due difensori.
27. Il giorno successivo, durante una conversazione registrata con sua madre, la ricorrente inform? quest?ultima che si sentiva male per D.L., che si trovava in prigione a causa delle sue dichiarazioni.
28. Il 17 dicembre 2007 la ricorrente, assistita dai suoi avvocati e da un interprete, J.K., fu interrogata. Dichiar? di aver accusato D.L. perch? avrebbe avuto paura e sarebbe stata messa sotto pressione dagli agenti della polizia, che l?avrebbero accusata di mentire, le avrebbero detto che sapeva, che era in casa al momento dei fatti, l?avrebbero minacciata e avrebbero urlato contro di lei. Indic? che gli agenti le avevano detto, in particolare, che probabilmente non ricordava correttamente i fatti e l?avevano invitata a cercare di ricordarli correttamente.
29. La ricorrente disse di non aver mai avuto la mente cos? confusa in vita sua. Disse di aver allora immaginato che D.L. era a casa sua, che all?epoca pensava fosse la verit? e che lo aveva detto alla polizia. L?interessata si avvalse quindi della facolt? di non rispondere.
30. Il 14 maggio 2008 la ricorrente fu accusata di calunnia ai danni di D.L.
31. Il 19 giugno 2008 fu notificato alla ricorrente l?avviso di conclusione delle indagini preliminari, in italiano e in inglese. Nell?ambito di quest?ultimo, la ricorrente fu informata delle accuse mosse nei suoi confronti, vale a dire, tra altre, concorso in violenza sessuale contro M.K., omicidio di quest?ultima e calunnia ai danni di D.L.
2. Il procedimento di annullamento dell?ordinanza di arresto della ricorrente dinanzi al tribunale del riesame
32. Nel frattempo, la ricorrente impugn? l?ordinanza di arresto del 9 novembre 2007 dinanzi al tribunale del riesame di Perugia.
33. Il 30 novembre 2007 il tribunale respinse questo ricorso. La ricorrente present? ricorso per cassazione lamentando, fra l?altro, di non aver beneficiato dell?assistenza di un difensore mentre veniva sentita.
34. Con sentenza del 1o aprile 2008, la Corte di cassazione respinse il ricorso della ricorrente ritenendo che le dichiarazioni ricevute il 6 novembre 2007 alle ore 1.45 fossero inutilizzabili nei confronti della ricorrente per i reati di cui era stata accusata (violenza sessuale e omicidio) e potevano essere utilizzate solo contro terzi. Ritenne, invece, che le dichiarazioni ricevute alle ore 5.45 fossero inutilizzabili sia contro la ricorrente che contro terzi, poich? erano state raccolte in una fase del procedimento in cui, pur essendo stata sentita da un magistrato e avendo formalmente acquisito lo status di indagato, l?interessata non era assistita da un difensore.
B. I procedimenti penali a carico della ricorrente
1. La prima parte del procedimento per concorso in violenza sessuale e omicidio e per calunnia
a) Il procedimento dinanzi alla corte d?assise di Perugia
35. Nella sentenza del 5 dicembre 2009, la corte d?assise condann? la ricorrente e R.S. per concorso in violenza sessuale e omicidio. La ricorrente fu inoltre condannata per calunnia, in quanto aveva profferito dichiarazioni accusatorie contro D.L., pur sapendo che era innocente.
36. Nell?ambito di questo procedimento si tennero delle udienze il 13 marzo e il 12 e 13 giugno 2009. Le parti di queste udienze pertinenti al caso di specie sono riassunte qui di seguito.
i. L?udienza del 13 marzo 2009
?) La testimonianza di A.D. (che ha agito in qualit? di interprete durante l?audizione del 6 novembre 2007)
37. A.D. si espresse come segue. Al suo arrivo in commissariato, il 6 novembre 2007 alle ore 0.30 circa, due agenti della polizia stavano gi? interrogando la ricorrente.
38. La ricorrente ha poi avuto uno shock emotivo quando la polizia le ha mostrato, sul suo telefono cellulare, la risposta che lei ha dato ad un SMS inviatole da D.L. quando invece aveva appena affermato di non aver risposto al messaggio di D.L. in questione. Mentre formulava accuse contro D.L., la ricorrente piangeva, si copriva le orecchie con le mani e scuoteva la testa. Stava cos? mostrando un trasporto emotivo estremo, che A.D. non avrebbe dimenticato, e ?per questo tutti avevano creduto [alle sue dichiarazioni] (…), perch? aveva dato un racconto precipitoso, angosciato e molto credibile?
39. La ricorrente era quindi circondata da agenti di polizia che la confortavano e uno di loro le aveva preso le mani per rassicurarla.
40. Ad un certo punto dell?interrogatorio, al fine di stabilire un rapporto di ?assistenza umana? e di ?solidariet?? con la ricorrente, A.D. le ha raccontato degli aneddoti della sua vita privata, in particolare un incidente di cui sarebbe rimasta vittima e a seguito del quale avrebbe riportato una frattura della gamba, e le ha detto che, a causa del trauma sub?to, aveva avuto un vuoto di memoria e non si ricordava pi? i fatti. Ha affermato di aver effettivamente notato che la ricorrente aveva difficolt? a ricordare i fatti perch? il racconto di quest?ultima era secondo lei ?estremamente vago, incerto e frammentario?.
41. Dice di aver anche svolto un ruolo di ?mediatrice? perch?, secondo lei, il suo lavoro non consisteva solo nell?assicurare la semplice traduzione delle dichiarazioni, ma anche nel tessere un rapporto umano con il suo interlocutore per ?percepire i bisogni della persona interessata e rappresentarli?.
42. In un?altra audizione del 3 settembre 2015 nell?ambito del procedimento dinanzi al tribunale di Firenze, conclusosi con la sentenza del 14 gennaio 2016, A.D. riconobbe che non doveva pi? adottare comportamenti simili e che, pur ritenendo che fosse un istinto naturale aiutare una persona in difficolt?, considerando le conseguenze di tale comportamento nel caso di specie, aveva sicuramente fatto un errore.
43. A.D. aggiunse che, nel corso dell?audizione, alla ricorrente era stato chiesto se desiderava nominare un avvocato e che quest?ultima aveva risposto negativamente. Dice di ignorare le ragioni per cui questo fatto non era stato trascritto nel processo verbale.
44. Sostenne che, in ogni caso, la ricorrente non aveva sub?to maltrattamenti e non era stata colpita alla testa. Secondo lei, nessuno l?aveva minacciata di detenzione o l?aveva dissuasa dal nominare un avvocato.
?) Le dichiarazioni spontanee della ricorrente e la procedura d?ufficio per le calunnia ai danni degli agenti di polizia
45. La ricorrente dichiar? nuovamente di essere stata trattata in modo aggressivo e offensivo e di aver ricevuto scappellotti sulla testa durante le sue audizioni del 6 novembre 2007. Lament? anche il comportamento dell?interprete A.D. che, raccontandole un episodio della sua vita privata, cio? un trauma che avrebbe sub?to, le avrebbe suggerito che ?poich? era traumatizzata, non riusciva a ricordare correttamente i fatti e, quindi, doveva cercare di ricordare qualcos?altro?.
46. Al termine dell?udienza, il procuratore della Repubblica, G.M., richiese di trasmettere gli atti alla procura. A carico della ricorrente fu avviato un procedimento per calunnia ai danni degli agenti di polizia che l?avevano interrogata il 6 novembre 2007 (paragrafi 98 e seguenti infra).
47. Nella stessa circostanza, l?avvocato della ricorrente richiese di trasmettere gli atti alla procura, ritenendo che le dichiarazioni della sua cliente circa la modalit? di svolgimento delle sue udienze contenessero profili di responsabilit? penale. Tuttavia questa richiesta non ebbe seguito.
ii. L?udienza del 12 giugno 2009
?) Le risposte della ricorrente alle domande poste dal difensore di D.L.
48. La ricorrente si espresse come segue. Arrivando in commissariato, il 5 novembre 2007, non pensava di dover essere interrogata. Mentre aspettava, ? stata avvicinata da alcuni poliziotti che le hanno ripetuto le domande che le erano gi? state poste all?inizio della vicenda, comprese quelle riguardanti l?identit? dell?assassino. La ricorrente ha ripetuto pi? volte di non conoscerla.
49. Fu poi portata in una stanza dove fu invitata ancora una volta a ripetere tutto ci? che aveva detto prima. Le ? stato poi chiesto il suo telefono ed ? in quel momento che le ? stata posta la domanda sul messaggio inviato in risposta al messaggio SMS di D.L., che non si sarebbe ricordata di aver inviato.
50. ? stata pi? volte trattata da ?stupida bugiarda? e accusata di proteggere qualcuno, cosa che avrebbe negato. Le ? stato mostrato il suo telefono dicendole di guardare e continuando ad insultarla. A partire da questo momento in poi, ha cominciato ad avere molta paura in quanto non avrebbe capito perch? veniva trattata in questo modo. L?interprete le ha cos? raccontato di un incidente che le sarebbe capitato e della perdita di memoria che ne sarebbe conseguita, suggerendole che anche lei era traumatizzata ed era quindi questa la ragione per la quale non riusciva a ricordare i fatti.
51. Le ? stato chiesto ancora una volta di sforzarsi di ricordare ci? che, secondo i poliziotti, avrebbe dimenticato e, ?sottoposta a una tale pressione?, circondata da persone che urlavano e la minacciavano di detenzione perch? avrebbe protetto qualcuno, ha cominciato ad entrare in uno stato di confusione e ad immaginare di essere probabilmente traumatizzata e quindi di non poter ricordare i fatti.
52. In questo contesto, il fatto che potesse essere frutto della sua immaginazione non era cos? importante, in quanto era stata posta in una situazione in cui prima o poi doveva ricordare la realt?, che consisteva, secondo i suggerimenti della polizia, nel dare un nome che non conosceva. Il fatto di ricordare una versione reale da un lato e, dall?altro, cominciare, in ragione della pressione a cui sarebbe stata sottoposta, a immaginare un?altra versione dei fatti, la metteva in uno stato di estrema confusione.
53. In effetti, i poliziotti sembravano cos? sicuri di loro stessi nel dire che lei era al corrente di ci? che era successo, e attribuivano cos? tanta importanza al messaggio che avrebbe inviato in risposta a D.L. che lei stessa ha cominciato a pensare di averlo effettivamente incontrato, quando invece sarebbe stata molto confusa.
54. I poliziotti le hanno poi chiesto se avesse sentito le grida di M.K.. Lei ha risposto negativamente. I poliziotti le hanno chiesto come ci? fosse possibile visto che sarebbe stata presente. Nella sua confusione e sotto la pressione della polizia, ha cercato di seguire il ragionamento suggerito dai poliziotti, vale a dire che avrebbe sentito le grida e, poich? non si sarebbe ricordata di averle sentite, ha risposto che forse si era tappata le orecchie.
55. Il difensore di D.L. le chiese se, per fare tali dichiarazioni, fosse stata percossa. La ricorrente rispose che era stata colpita due volte prima di pronunciare il nome di D.L., e che questi colpi avevano lo scopo di (…) far emergere un nome che lei non era in grado di fornire?.
56. La ricorrente indic? che questo stato di confusione e la pressione a cui sarebbe stata sottoposta erano durati per ore. Aggiunse che le sue dichiarazioni erano state raccolte contro la sua volont?. Indic? in particolare quanto segue: ?tutto ci? che ho detto ? stato detto sotto pressione, [in uno stato di] confusione perch? [le mie parole mi erano state] suggerite dal procuratore e dai poliziotti?.
57. Infine, per quanto riguarda i testi scritti il 6 novembre 2007 verso le ore 13 in commissariato (paragrafo 20), in risposta alla domanda del difensore di D.L. circa la possibilit? che la polizia le avesse suggerito di confermare le sue dichiarazioni della notte precedente, la ricorrente dichiar?:
?Ho scritto questo testo perch? ero confusa, ho detto loro che non ero sicura e che non ero in grado di testimoniare, che pensavo si trattasse di un grosso errore, e loro non volevano ascoltarmi. Mi dicevano che i fatti mi sarebbero venuti in mente pi? tardi e che dovevo essere paziente e ricordare. Poich? non ero a mio agio con le dichiarazioni che avevo appena fatto, ho chiesto ai poliziotti di poter spiegare la mia confusione. (…). Ho confermato liberamente e spontaneamente queste dichiarazioni nel senso che, pur essendo incapace di fare la differenza tra la mia immaginazione e la realt?, ero consapevole del contenuto delle dichiarazioni che avevo appena fatto e firmato. Con questa lettera, ho confermato (…) che era vero che avevo appena fatto queste dichiarazioni, ma che ero comunque in uno stato di confusione?.
58. Quando le ? stato chiesto se fosse certa dell?innocenza di D.L., la ricorrente rispose che in quel momento non lo era perch? sarebbe stata confusa. Disse di aver immaginato che i fatti che aveva appena riportato potessero essere accaduti realmente. Afferm? di aver dato il nome di D.L. solo perch? avrebbe seguito i suggerimenti della polizia, senza sapere in quel momento se D.L. fosse innocente o meno.
59. Inoltre, dichiar? che i poliziotti le avevano detto che avevano gi? arrestato l?assassino e che, nel contesto sopra descritto, aveva pensato che potesse trattarsi di D.L. Indic? che solo dopo si era resa conto che D.L. era stato messo in carcere soltanto in base alle sue dichiarazioni, fatto che a suo avviso spiegava il suo senso di colpa.
60. Peraltro rifer? che, quando aveva chiesto dei fogli agli agenti di polizia per scrivere le sue dichiarazioni, questi ultimi le avevano domandato ironicamente se avesse ancora un?altra versione dei fatti da fornire. Secondo lei, ? stato anche in questo contesto che, non avendo pi? fiducia n? nella polizia n? nel procuratore, aveva smesso di rivolgersi alle autorit? e deciso, invece, di esprimersi solo per iscritto o direttamente attraverso i suoi difensori.
61. Quando le ? stato chiesto perch? non avesse comunicato questi fatti n? alla polizia penitenziaria n?, l?8 novembre 2007, al procuratore, il difensore della ricorrente rispose che non solo l?interessata li aveva comunicati, ma che li avrebbe anche scritti nei suoi testi del 6 novembre 2007, che sarebbero stati consegnati ad un agente di polizia.
?) Le risposte della ricorrente alle domande poste dal suo avvocato
62. La ricorrente riport? i passaggi principali delle sue audizioni del 6 novembre 2007 come segue.
63. Nella sala c?era un continuo andirivieni. Qualcuno aveva detto che R.S. veniva sentito contemporaneamente a lei. Un poliziotto aveva poi detto che, secondo R.S., il giorno dell?omicidio, lei aveva lasciato il suo appartamento. Pi? tardi, le fu mostrato il messaggio sul suo telefono.
64. La tensione era aumentata, i poliziotti si rivolgevano a lei con un tono brusco e urlavano. Un agente le aveva poi dato due scappellotti sulla testa, una volta da dietro e, la seconda volta, quando si era rigirata. Nel frattempo, i poliziotti avevano continuato a chiederle con insistenza di ricordare i fatti.
65. In un momento imprecisato, aveva chiesto se non avesse il diritto di essere assistita da un avvocato. L?assistenza di un avvocato le era stata sconsigliata dai poliziotti. Quest?ultimi le avevano detto che la presenza di un difensore avrebbe aggravato la sua situazione perch?, secondo loro, avrebbe dimostrato che si rifiutava di collaborare con la polizia. Aveva pertanto rinunciato a un?assistenza legale.
66. Non le era stato permesso di telefonare a sua madre quando sapeva che quest?ultima si sarebbe preparata per arrivare.
67. Fu solo dopo le sue dichiarazioni che il tono degli agenti di polizia era divenuto tutto ad un tratto riconfortante e che questi ultimi le avevano detto che l?avrebbero protetta. Le avevano quindi portato del t?.
68. Le avevano poi comunicato che doveva alla fine rimanere in commissariato. Si era quindi seduta su una sedia e si era addormentata.
69. Alcune persone erano entrate ed uscite dalla stanza e lei aveva chiesto loro di essere ascoltata di nuovo. Aveva detto loro che non era sicura delle sue dichiarazioni su D.L., data la situazione di confusione e di stress emotivo in cui si sarebbe trovata. Tuttavia, era stata invitata dall?agente di polizia a rimanere tranquilla e ad attendere. In effetti, secondo lui, la memoria le sarebbe tornata pi? tardi e la polizia doveva effettuare dei controlli.
70. Mentre aspettava, aveva chiesto dei fogli di carta per mettere i suoi pensieri nero su bianco e in inglese, perch? i poliziotti non avrebbero voluto sentirla.
71. A un certo punto, gli agenti di polizia le avevano chiesto di prepararsi rapidamente perch? avrebbe dovuto essere portata in prigione. Incredula, aveva chiesto i motivi di questo trasferimento e proclamato la sua innocenza. I poliziotti le avevano detto che si sarebbe trattato di una semplice formalit?.
72. Successivamente le ? stato notificato il decreto di arresto. Senza comprendere realmente la natura dei vari documenti che le erano stati sottoposti per la firma, aveva firmato perch? avrebbe avuto soltanto voglia di rientrare a casa sua.
73. Per quanto riguarda il messaggio SMS inviato in risposta a D.L., la ricorrente spieg? nel corso di questa udienza che il messaggio in questione, ?Ci vediamo dopo?, come risulta dalla traduzione dei documenti, corrisponde all?inglese ?See you later? e che in italiano si traduce meglio con ?Ciao?.
iii. L?audizione della ricorrente del 13 giugno 2009
74. La ricorrente conferm? la versione dei fatti risultante dai testi che aveva scritto, in particolare per quanto riguardava la posizione dell?interprete A.D. e le pressioni esercitate da quest?ultima e dagli agenti di polizia che l?avrebbero offesa, aggredita verbalmente, colpita in testa, e che avrebbero approfittato della sua stanchezza e della sua confusione per indurla ad accusare D.L.
75. Spieg? di essere stata colpita mentre diversi poliziotti erano in piedi intorno e dietro di lei e lei e l?interprete erano sedute. Dichiar? che uno dei poliziotti, che si trovava dietro di lei, le aveva chiesto con molta insistenza di ricordare i fatti e per due volte aveva fatto seguire alle sue domande degli scappellotti sulla testa.
76. In una parte del verbale, la ricorrente fece riferimento a questo momento dell?audizione. Indic? che l?agente di polizia in questione non le aveva fatto veramente male fisicamente, ma le aveva fatto paura.
iv. Le conclusioni della corte d?assise riguardo alla condanna per calunnia
77. La corte d?assise ritenne che le accuse della ricorrente contro D.L. risultassero in maniera evidente nelle dichiarazioni rese dall?interessata nella notte tra il 5 e il 6 novembre 2007.
78. Essa rilev? che la ricorrente aveva peraltro fatto riferimento a queste accuse nella conversazione, intercettata, che aveva avuto con sua madre il 10 novembre 2007, e che la stessa aveva espresso rammarico a questo riguardo. La corte d?assise ritenne trattarsi della conferma delle accuse e della presa di coscienza della loro ingiustizia, e che questa presa di coscienza derivasse peraltro dalla responsabilit? della ricorrente nel delitto di omicidio e di violenze nei confronti di M.K.
79. La corte d?assise osserv? anche che si doveva escludere che la ricorrente fosse pervenuta alle suddette dichiarazioni a causa delle pressioni esercitate dagli inquirenti, alle quali non avrebbe potuto opporre resistenza.
80. Secondo la corte d?assise, una tesi di questo tipo non poteva essere accolta per i seguenti motivi:
i. non vi era stata alcuna conferma n? riscontro delle pressioni che gli inquirenti avrebbero esercitato sulla ricorrente;
ii. poich? D.L. non era noto alle forze dell?ordine, i poliziotti non avevano alcuna ragione per indicare il suo nome alla ricorrente al fine di influenzare le sue dichiarazioni;
iii. nel suo testo del 6 novembre 2007, inserito nel fascicolo in quanto corpo di reato a carico della ricorrente per il delitto in questione, quest?ultima aveva scritto: ?Confermo le dichiarazioni che ho fatto ieri sera in merito agli eventi che potrebbero essersi verificati a casa mia con D.L. (…) in questi flash-back che ho, vedo D.L. come l?assassino?.
81. La corte d?assise concluse pertanto che la ricorrente aveva accusato D.L. di propria iniziativa e pur essendo cosciente dell?innocenza di quest?ultimo (paragrafo 35 supra). Per la corte d?assise, gli elementi contenuti nel fascicolo mostravano peraltro la finalit? cos? perseguita dalla ricorrente, vale a dire distogliere gli inquirenti dalla sua responsabilit? e da quella di R.S.
b) Il ricorso in appello
82. La ricorrente interpose appello affermando, tra l?altro, che le sue dichiarazioni rilasciate alle 5.45 erano state raccolte in assenza delle garanzie della difesa e avevano costituito l?elemento materiale della sua condanna per calunnia. Sostenne di non aver mai voluto deliberatamente coinvolgere una terza persona nell?omicidio di M.K. e che una combinazione di pressione psicologica, sfinimento e ignoranza delle procedure e dei suoi diritti l?aveva spinta a fare una dichiarazione non conforme alla realt?, quando, secondo lei, non era in grado di ricordare o valutare i fatti.
83. Denunci? anche il fatto che il testo da lei scritto il 6 novembre 2007 era stato sequestrato dalla polizia e utilizzato come corpo di reato. Dichiar? che questo documento dimostrava l?assenza di dolo nel delitto a lei imputato e mostrava chiaramente una situazione di estrema confusione tra realt? e immaginazione.
c) La sentenza della corte di assise di appello di Perugia del 3 ottobre 2011
84. Il 3 ottobre 2011 la corte d?assise di appello di Perugia assolse la ricorrente e R.S. dalle accuse di violenza sessuale e omicidio e conferm? la condanna della ricorrente per calunnia ai danni di D.L. Avendo gi? trascorso tre anni in carcere per calunnia, la ricorrente fu liberata il giorno stesso e, il 4 ottobre 2011, lasci? l?Italia per gli Stati Uniti.
85. La sentenza della corte di assise di appello ? cos? redatta nelle sue parti pertinenti:
?Calunnia
1. Sono state acquisite agli atti del processo le dichiarazioni ?spontanee? rilasciate [dalla ricorrente] il 6 novembre 2007, come pure il memoriale da lei successivamente scritto.
2. (…) tali dichiarazioni, mentre sono utilizzabili in ordine al delitto di calunnia in danno di P.L., non possono esserlo in ordine agli altri delitti in danno di M.K. dal momento che, come affermato anche dalla Corte di cassazione nella sentenza del 1o aprile 2008 [le suddette dichiarazioni] sono affette, sotto questo profilo, da nullit? assoluta in quanto rese, in assenza di difensore, da persona che aveva gi? assunto la veste di indagata.
3. Secondo l?ipotesi accusatoria, [la ricorrente], ormai stremata dal lungo interrogatorio [al quale era stata sottoposta] e soprattutto demoralizzata dall?aver appreso, da coloro che la stavano interrogando, che R.S. l?aveva – per cos? dire – abbandonata al suo destino, negando l?alibi fino a quel momento offerto, avrebbe posto in essere un ultimo tentativo difensivo, rappresentando pi? o meno quanto realmente accaduto nell?abitazione di via della Pergola, ma sostituendo come protagonista D.L. a R.G., ?nero per nero?, secondo le parole del P.M.
4. (…) Per valutare la reale portata delle dichiarazioni ?spontanee? e del memoriale, scritto praticamente subito dopo, occorre tener conto del contesto nel quale sono state rese le prime e redatto il secondo.
5. La durata ossessiva degli interrogatori, portati avanti di giorno e di notte, condotti da pi? persone nei confronti di una ragazza giovane e straniera, che all?epoca non comprendeva n? parlava affatto bene la lingua italiana, ignara dei propri diritti, privata della assistenza di un difensore, al quale avrebbe avuto diritto essendo ormai di fatto indagata per delitti tanto gravi, ed assistita per di pi? da una interprete che […] anzich? limitarsi a tradurre la induceva a sforzarsi di ricordare [i fatti], spiegandole che, forse a causa del trauma subito, era confusa nei ricordi, rende del tutto comprensibile che [la ricorrente] si trovasse in una situazione di notevole pressione psicologica – che definire di stress appare riduttivo – tale da far dubitare della effettiva spontaneit? delle dichiarazioni. Spontaneit? singolarmente insorta in piena notte, dopo ore ed ore di interrogatorio (…) alle 1.45 e alle 5.45.
6. Per illustrare nei giorni successivi alla uccisione che [la ricorrente] non era affatto turbata sono state richiamate le deposizioni di alcuni funzionari di polizia e delle altre ragazze l? convocate: [la ricorrente] e R.S., a loro dire, si scambiavano delle effusioni e [la ricorrente], addirittura nell?attesa si era esibita in qualche manovra ginnica.
7. In realt?, per? – a parte il fatto che le effusioni, semplici tenerezze di due innamorati, potevano essere un modo per confortarsi a vicenda ed a parte il fatto che le stesse esibizioni ginniche potevano essere anch?esse un modo per esorcizzare il clima certamente di ansia e di paura che aveva coinvolto tutti (…), va osservato che tali deposizioni si riferiscono all?inizio della presenza in questura e non gi? a tarda notte (1.45 e 5.45), quando le dichiarazioni cosiddette ?spontanee? sono state rese; il che, al contrario dell?assunto accusatorio, sta a dimostrare che [la ricorrente], che all?inizio non aveva ragione di essere intimorita, ? entrata in uno stato di oppressione e stress proprio in seguito all?interrogatorio ed alle sue modalit?. (…)
8. Al di l? dell?aspetto formale, il contesto nel quale sono state rese quelle dichiarazioni era chiaramente caratterizzato da una condizione psicologica divenuta per [la ricorrente] davvero un peso insopportabile: la teste [A.D.] riferisce di un vero e proprio shock emotivo [della ricorrente] verificatosi al momento in cui venne fuori la storia del messaggio scambiatosi con D.L.
9. Ora, poich? D.L. era davvero estraneo all?omicidio, lo shock emotivo non pu? essere considerato determinato dall?essersi vista [la ricorrente] scoperta (in che cosa, nell?aver scambiato un messaggio con persona che con il delitto non c?entrava nulla?) ma piuttosto dall?aver ormai raggiunto il massimo della tensione emotiva.
10. In quel contesto ? comprensibile che, cedendo alla pressione ed alla stanchezza, la ricorrente abbia sperato di mettere fine a quella situazione, dando a coloro che la stavano interrogando quello che, in fondo, essi si volevano sentire dire: un nome, un assassino. (…) Dando quel nome ?in pasto? a coloro che la stavano interrogando cos? duramente, [la ricorrente] sperava, verosimilmente, di porre fine a quella pressione, ormai dopo lunghe ore un vero tormento, mentre aggiungere dei particolari, costruire una breve storia intorno a quel nome non era certo particolarmente difficile, (…).
11. (…) Ritiene questa Corte, per?, che non vi siano elementi obiettivamente rilevanti per ritenere che [la ricorrente], allorch? rilasci? le dichiarazioni spontanee e scritto il memoriale, si sia trovata non solo in una situazione di notevole pressione psicologica e stress ma addirittura in condizioni di non intendere o di volere, cosicch?, avendo accusato di un delitto tanto grave persona che ella sapeva innocente, deve comunque rispondere del delitto di calunnia. (…)?
d) Il ricorso per Cassazione
86. La ricorrente present? ricorso per cassazione denunciando la contraddizione secondo lei esistente tra la sua condanna e il fatto che la corte di assise di appello aveva riconosciuto che gli atti utilizzati come prova per la condanna, vale a dire le sue dichiarazioni del 6 novembre 2007 e il memoriale da lei redatto lo stesso giorno, non riflettevano l?effettivo corso degli eventi.
87. Inoltre, sostenne che elementi che sollevavano questioni di responsabilit? penale erano emersi in una fase del procedimento in cui non erano ancora state formulate accuse a suo carico. La ricorrente indic? che, pensando di collaborare con la polizia, mentre si sarebbe trovata in una situazione di confusione, era stata indotta ad indicare una pista che, a suo parere, avrebbe dovuto essere verificata dalle autorit?.
88. Afferm? che, poich? le dichiarazioni da lei rilasciate rientravano, a suo avviso, nel quadro di indagini gi? in corso, avrebbe dovuto beneficiare delle garanzie del suo diritto di difesa. Sostenne che avrebbe quindi dovuto essere informata, tra l?altro, del suo diritto di nominare un avvocato, di non rispondere, di essere assistita da un interprete e di avvisare la rappresentanza diplomatica del suo paese e i suoi familiari.
89. Secondo lei, l?elemento materiale del reato di calunnia era pertanto assente nel caso di specie.
90. Inoltre, la ricorrente lament? che, per non rispondere del delitto che le era addebitato, avrebbe dovuto soffrire di una mancanza di discernimento, situazione estrema che generalmente deriva da una patologia grave.
91. Ripet? ancora una volta che durante gli interrogatori del 6 novembre 2007 si trovava in una situazione di vulnerabilit?, che non parlava bene l?italiano, che era giovane, che era a Perugia da poco tempo, che era stanca, che aveva ricevuto degli scappellotti sulla testa e sub?to pressioni da parte della ?interprete/traduttrice? e, soprattutto, che aveva ricevuto una informazione ingannevole secondo la quale R.S. aveva cambiato la sua versione dei fatti ed era stata minacciata di essere incarcerata se non avesse ricordato i fatti. Dichiar? che tutti questi elementi avevano contribuito ad alterare la sua capacit? di valutare correttamente la realt?.
e) La sentenza della Corte di cassazione del 25 marzo 2013 depositata il 18 giugno 2013
92. In tale data, la Corte di cassazione annull? la sentenza di assoluzione del 3 ottobre 2011 e rinvi? la causa alla corte di assise di appello di Firenze. Conferm? la condanna della ricorrente per calunnia e rinvi? questa parte della causa solo per quanto riguardava l?esistenza di una circostanza aggravante, vale a dire il fatto che la ricorrente aveva calunniato D.L. allo scopo di non essere perseguita per omicidio.
2. La seconda parte del procedimento per concorso in violenza sessuale e omicidio e per calunnia (il rinvio)
a) La sentenza della corte d?assise d?appello di Firenze del 30 gennaio 2014
93. La corte d?assise d?appello condann? la ricorrente a ventotto anni e sei mesi di reclusione per concorso in violenza sessuale e omicidio e, ritenuta la sussistenza della circostanza aggravante, a tre anni di reclusione per calunnia.
94. Per quanto riguarda quest?ultima condanna, la corte d?assise d?appello osserv? che, il 6 novembre 2007, la ricorrente aveva incolpato D.L. dell?omicidio. Le parti della sentenza pertinenti al caso di specie sono le seguenti:
1. ?(…) Successivamente, dopo quattro ore in cui la ragazza non ebbe colloqui con persone esterne, n? risulta che abbia subito particolari maltrattamenti, alle ore 5.45, la stessa mantenne la propria versione mendace dei fatti, anzi arricchendola con particolari, allorquando si trov? di fronte non i perfidi ufficiali di polizia giudiziaria, che a suo dire l?avevano costretta a rendere tali dichiarazioni, ma un Magistrato a cui la ragazza avrebbe potuto rivolgersi con maggiore fiducia, denunciando fin da subito le prevaricazioni subite, senza neppure il rischio di essere esposta a ritorsioni da parte della polizia, poich? alle 5.45 [la ricorrente] non era ancora in vinculis. [La ricorrente] reiter? le accuse avanti al Magistrato, accuse che non furono mai ritrattate dalla ragazza per tutti i giorni successivi, neppure allorquando, finalmente sottratta alle grinfie della polizia e del Pubblico Ministero, ebbe la possibilit? di colloquiare con i propri difensori e con i propri familiari; fino a portare tale incolpazione alle estreme conseguenze, consistite nel fare trattenere in carcere una persona che lei sapeva innocente per molti giorni, perfettamente indifferente alla sofferenza umana che a lei cagionava. (…)
2. L?unica ragionevole motivazione della calunnia in danno di D.L. era quella di allontanare i sospetti dell?omicidio da s? e da R.S., incolpando una persona che si sapeva perfettamente estranea ai fatti, e quindi non in grado di porre in essere alcuna attivit? ritorsiva di carattere dichiarativo (…).
3. La circostanza poi che nella stessa fase preprocessuale investigativa, in concomitanza con la carcerazione di D.L., abbiano potuto convivere due versioni degli accadimenti relativamente alla notte dell?omicidio (una riferibile alle dichiarazioni [della ricorrente] cui si ? fatto cenno, l?altra oggetto di un memoriale [redatto dalla ricorrente] in cui la figura di D.L. non compariva) entrambe fornite dalla studentessa americana, senza che sia conseguito lo sviluppo di una fase di valutazione approfondita tesa a chiarire le ragioni di tale obiettiva discrasia, rappresenta un inspiegabile sviluppo investigativo di questa vicenda processuale. (…)
4. ? opportuno anche evidenziare come le dichiarazioni della ragazza rese alla polizia giudiziaria e successivamente al Pubblico Ministero nella notte del 6 novembre 2007, siano di indubbio interesse anche nel quadro ricostruttivo del materiale indiziario specificamente riferibile all?omicidio per cui ? processo, nel senso che contengono dei riferimenti precisi ad elementi di fatto che l?istruttoria accerter? come realmente accaduti nella notte tra il lo e il 2 novembre 2007; e che nessuno avrebbe potuto riferire se non fosse stato partecipe di quei tragici accadimenti.?
b) Il ricorso per cassazione
95. Nel suo ricorso per cassazione del 12 giugno 2014, la ricorrente lamentava, tra l?altro, che le sue dichiarazioni ?spontanee? del 6 novembre 2007 fossero state fatte mentre lei sarebbe stata sotto pressione e in assenza di un difensore, ricordando i passaggi pertinenti della sentenza della Corte di Cassazione del 1o aprile 2008. La stessa affermava di non essere stata assistita da un avvocato e di avere ricevuto degli scappellotti sulla testa durante la sua audizione, richiamando a questo proposito il contenuto dei testi da lei redatti il 9 novembre 2007.
c) La sentenza della Corte di cassazione depositata il 7 settembre 2015
96. La Corte di cassazione assolse la ricorrente e R.S. dalle imputazioni di omicidio e violenza sessuale perch? il fatto non sussiste.
97. Quanto alla condanna per calunnia, la Corte di cassazione osserv? che quest?ultima era passata in giudicato e ramment? che la pena era di tre anni di reclusione.
3. Il procedimento per calunnia riguardante le dichiarazioni fatte nei confronti degli agenti di polizia e del Procuratore della Repubblica
98. Nel frattempo, la ricorrente fu oggetto di un altro procedimento penale per calunnia, riguardante le dichiarazioni che aveva fatto il 13 marzo e il 12 e 13 giugno 2009 (si veda il paragrafo 46 supra). Era accusata di avere, ?pur sapendoli innocenti?, accusato gli agenti di polizia che avevano proceduto alla sua audizione il 6 novembre 2007 di falsa testimonianza, calunnia e favoreggiamento, falso ideologico, violenze (consistite in scappellotti sulla testa) e minacce.
99. Questo procedimento fu assegnato in un primo tempo a G.M., il Pubblico Ministero che aveva chiesto la trasmissione degli atti alla procura. In seguito a una domanda presentata dalla difesa della ricorrente, con sentenza del tribunale di Perugia depositata il 22 marzo 2013 il procedimento fu assegnato ad un altro magistrato, tenuto conto del conflitto di interessi esistente.
100. L?oggetto della controversia fu poi esteso alle accuse che la ricorrente aveva mosso nei confronti di G.M.
101. Le parti di tale sentenza pertinenti al caso di specie sono cos? formulate:
?(…) dagli atti non risulta alcuna iscrizione di appartenenti alla polizia giudiziaria per abuso d?ufficio, percosse o altro tipo di reato in danno della cittadina americana.
(…) [In ogni caso], dalla lettura dei verbali emerge una notizia di reato (…) contenente la descrizione di possibili illeciti penali: ? accaduto, infatti, che una persona, davanti ad una Corte e a rappresentanti dell?Ufficio del P.M., ha espressamente dichiarato e ribadito di avere subito pressioni, percosse e minacce da parte di appartenenti alla polizia giudiziaria e tale notizia, falsa o vera che sia, impone, all?evidenza, un serio accertamento istruttorio. (…)
Non ? certamente questa la fase processuale (n? la sede) per valutare come andarono veramente le cose.
(…) La notizia di reato che coinvolgeva potenzialmente un Magistrato della Procura di Perugia (…) sarebbe stato doverosamente prudente trasmetterla immediatamente alla Procura di Firenze (…)?
102. Con sentenza in data 14 gennaio 2016 il tribunale di Firenze assolse la ricorrente.
103. Il tribunale consider? in particolare che la stessa fosse stata sottoposta a una forte pressione psicologica da parte degli inquirenti, il che l?aveva indotta a fare il nome di D.L. al solo scopo di porre fine a un trattamento contrario ai diritti della persona indagata. I passaggi di tale sentenza pertinenti al caso di specie sono cos? formulati:
1. ?Tutti i verbali (…) sono molto brevi, a fronte di attivit? indicate come durate, in alcuni casi, anche alcune ore, dai testi medesimi (…). Le attivit? [che si sono svolte] non sono fedelmente rappresentate.
2. [R.I., un agente di polizia, testimone] rappresentava che, durante l?assunzione di sommarie informazioni testimoniali la notte del 6/11/2007, ore 1.45, la [ricorrente] era stata rassicurata anche con un contatto fisico, e che lui stesso, in particolare, le teneva la mano; gesto di cui non v?? traccia a verbale, ritenuto, erroneamente, dal teste, commendevole e di umano significato, ma del tutto anomalo ed inopportuno [in quel contesto] (…).
3. A.D. (…) confermava di aver raccontato alla [ricorrente], l?episodio di vita personale, che l?aveva vista coinvolta in un sinistro a seguito del quale aveva conseguito la rottura di una gamba, rappresentando alla ragazza, che continuava a sostenere che non rammentava le circostanze su cui era interrogata, di comprendere il suo stato di persona che, al momento, non era in grado di ricordare, come a lei stessa era capitato in quell?occorso. Circostanza, pure questa, non risultante a verbale.
4. [A.D.] ha confermato di aver riferito che le dichiarazioni della [ricorrente] erano ritenute delle bugie.
5. [Il testimone, G.M., Procuratore della Repubblica] confermava che R.I. aveva abbracciato la ragazza e l?aveva accarezzata, mentre questa stava facendo dichiarazioni accusatorie nei confronti di D.L., tenendo un atteggiamento di tenerezza che aveva colpito il magistrato in senso positivo. (…)
6. Il verbale delle ore 1.45 non contiene la descrizione delle modalit? con cui si era giunti ad acquisire quelle informazioni [relative alle accuse rivolte verso D.L.].
7. Il contesto investigativo, come ricostruito dai verbali delle attivit? di indagini, dalle testimonianze assunte e dai documenti acquisiti, in ispecie le sentenze, si segnala come non incompatibile con quanto affermato dalla [ricorrente].
8. Le attivit? di indagine (…) che hanno coinvolto direttamente la ricorrente sono connotate da numerose irritualit? procedurali specifiche, che hanno finanche condotto alla dichiarazione di invalidit? degli atti stessi da parte della Corte di Cassazione [il 1o aprile 2008] (…)
9. I difetti delle attivit? [di indagine] di rilievo hanno anche reso i verbali stessi inaffidabili quanto all?indicazione dell?inizio dell?attivit? documentata (…). Per di pi?, nessun verbale contiene l?orario di chiusura del medesimo. (…)
10. ? risultata irrituale anche la scelta, del tutto inopportuna, degli interpreti. Essi sono stati individuati tra soggetti appartenenti alla stessa Questura di Perugia e, quindi, posti, forzosamente, in una condizione di comprensibile consonanza professionale nei confronti dei colleghi che stavano procedendo alle immediate indagini per il delitto di omicidio. Posizione che si ? poi tradotta, per di pi?, nell?assunzione di un contegno (…) tendente all?empatia [nei confronti della ricorrente]. Ci? capitava in un contesto delicatissimo, oltre che per le indagini ? rispetto alle quali le dichiarazioni salienti dell?indagata sono risultate giustappunto non utilizzabili ?, anche per la sua stessa posizione di sostanziale ed effettiva indagata.
11. L?ambiguo stato di soggetto ausiliario di p.g. e, al contempo, di appartenente al corpo investigativo, ? poi tralignato anche in atteggiamenti di materno ed affettuoso trasporto (ci si riferisce al comportamento, certamente non richiesto da alcuna procedura e, perci?, quantomeno anomalo, di due interpreti e di uno degli agenti di polizia) (…)
12. Gli interpreti sarebbero dovuti essere estranei al procedimento penale e neutrali rispetto ad esso, all?evidente ed elementare fine di evitare contaminazioni che si riverberino sulla tenuta professionale dell?a

Testo Tradotto

Conclusion(s)
Exception pr?liminaire rejet?e (Art. 35) Conditions de recevabilit?
(Art. 35-1) ?puisement des voies de recours internes
Exception pr?liminaire jointe au fond et rejet?e (Art. 35) Conditions de recevabilit?
(Art. 35-1) ?puisement des voies de recours internes
Partiellement irrecevable (Art. 35) Conditions de recevabilit?
(Art. 35-3-a) Manifestement mal fond?
Non-violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 – Traitement d?gradant) (Volet mat?riel)
Violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 – Enqu?te effective) (Volet proc?dural)
Violation de l’article 6+6-3-c – Droit ? un proc?s ?quitable (Article 6 – Proc?dure p?nale
Article 6-1 – Proc?s ?quitable) (Article 6 – Droit ? un proc?s ?quitable
Article 6-3-c – Se d?fendre avec l’assistance d’un d?fenseur)
Violation de l’article 6+6-3-e – Droit ? un proc?s ?quitable (Article 6 – Proc?dure p?nale
Article 6-1 – Proc?s ?quitable) (Article 6 – Droit ? un proc?s ?quitable
Article 6-3-e – Assistance gratuite d’un interpr?te)
Pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral
Satisfaction ?quitable)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE KNOX c. ITALIE

(Requ?te no 76577/13)

ARR?T

STRASBOURG

24 janvier 2019

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Knox c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Linos-Alexandre Sicilianos, pr?sident,
Ksenija Turkovi?,
Guido Raimondi,
Ledi Bianku,
Ale? Pejchal,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 18 d?cembre 2018,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 76577/13) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une ressortissante am?ricaine, OMISSIS (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 24 novembre 2013 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante a ?t? repr?sent?e par OMISSIS, avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agente, Mme E. Spatafora, et par sa coagente, Mme M. L. Aversano.
3. La requ?rante d?non?ait en particulier une violation des articles 3, 6 ?? 1 et 3 a), c) et e), et 8 de la Convention.
4. Le 29 avril 2016, ces griefs ont ?t? communiqu?s au Gouvernement et la requ?te a ?t? d?clar?e irrecevable pour le surplus conform?ment ? l?article 54 ? 3 du r?glement de la Cour.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. La requ?rante est n?e le 9 juillet 1987 et r?side ? Seattle (?tats-Unis).
6. Au moment des faits, elle ?tait ?g?e de vingt ans et se trouvait ? P?rouse depuis environ deux mois dans le cadre de ses ?tudes. Elle y avait trouv? un emploi temporaire dans un pub g?r? par D.L. afin de financer son s?jour. Elle fr?quentait R.S., son petit ami, depuis deux semaines.
A. Le d?roulement des faits
1. Les investigations pr?liminaires
7. Le 2 novembre 2007, vers 12 h 30, la police, appel?e par une tierce personne, se rendit chez la requ?rante afin de joindre la propri?taire d?un t?l?phone portable retrouv? dans le jardin d?une habitation priv?e. Sur place, elle trouva la requ?rante et R.S., qui, entre-temps, avait appel? la gendarmerie pour dire qu?il avait trouv?, dans l?appartement de sa petite amie, une fen?tre cass?e et des traces de sang.
8. La police for?a la porte de la chambre de la colocataire de la requ?rante, M.K., une ?tudiante britannique en s?jour d??change universitaire Erasmus, et d?couvrit son corps. La jeune fille avait ?t? ?gorg?e et sa d?pouille pr?sentait des traces de violences sexuelles.
9. Peu de temps apr?s, la requ?rante et R.S. furent emmen?s au commissariat de police de P?rouse (? le commissariat ?). La requ?rante, ainsi que d?autres colocataires et amis de M.K., furent mis sur ?coute. Le m?me jour, ? 15 h 30, la requ?rante r?pondit en italien aux questions de la police judiciaire, conform?ment ? l?article 351 du code de proc?dure p?nale relatif ? l?acquisition d?informations sommaires.
10. Elle relata en d?tail le d?roulement des ?v?nements de la veille, ? partir de 13 heures environ, heure ? laquelle elle disait avoir vu M.K. pour la derni?re fois, chez elles. Elle s?exprima comme suit : elle avait pass? la soir?e et la nuit chez R.S. et ?tait rentr?e chez elle le lendemain ; ? son arriv?e chez elle, elle avait trouv? la porte de la chambre de M.K. ferm?e et des traces de sang dans la salle de bain ; elle ?tait retourn?e chez R.S. qui, une fois chez elle, avait essay?, en vain, de forcer la porte de la chambre de M.K., cette derni?re ne r?pondant pas aux appels ; la police ?tait ensuite arriv?e et, apr?s avoir forc? la porte, avait trouv? le corps de la jeune fille. Un proc?s-verbal de l?acquisition d?informations fut r?dig?.
11. La requ?rante fut de nouveau entendue les 3 et 4 novembre 2007. Elle fournit essentiellement des informations concernant les hommes que fr?quentait M.K. et les autres jeunes filles qui habitaient avec elles. Ces d?positions furent ? chaque fois recueillies en pr?sence de deux interpr?tes, M.B. et A.C.
12. Le 4 novembre 2007, les appels t?l?phoniques de la requ?rante pass?s depuis le commissariat furent enregistr?s. D?apr?s le proc?s-verbal y relatif, la requ?rante avait dit ? ses interlocuteurs que les enqu?teurs lui ? pressaient le cerveau ? afin de lui arracher des informations, lui hurlaient dessus et la traitaient comme une criminelle en lui demandant sans cesse de se souvenir des personnes qui ?taient venues chez elle avant le meurtre. Elle avait d?clar? qu?elle se sentait mal et qu?elle ?tait en manque de sommeil, indiquant n?avoir dormi que deux heures la nuit pr?c?dente.
13. Entre le 2 et le 4 novembre, neuf personnes faisant partie de l?entourage de M.K., en plus de la requ?rante, furent entendues au commissariat, certaines plusieurs fois.
14. Le 5 novembre 2007, autour de 22 h 30, la requ?rante accompagna R.S. au commissariat, ce dernier ayant ?t? appel? afin de fournir des informations. Elle patienta dans un couloir en ?tudiant ses cours et, compte tenu du temps d?attente, elle pratiqua des ?tirements.
15. Le 6 novembre 2007 ? 1 h 45, elle fut conduite dans une salle pour y ?tre entendue. Trois agents ?taient pr?sents en plus de A.D., une employ?e du commissariat qui exer?ait les fonctions d?interpr?te. Les parties pertinentes en l?esp?ce du proc?s-verbal y relatif se lisent ainsi :
? 1. (…) Le 1er novembre dernier, pendant que j??tais chez mon petit ami R.S., ? 20 h 30 environ, j?ai re?u un message de D.L. me disant qu?il n??tait pas n?cessaire de me rendre au travail ce soir-l? et que le local resterait ferm? car il n?y avait pas beaucoup de monde. J?ai r?pondu au message en disant qu?on se verrait tout de suite .
2. Donc, je suis sortie de la maison, en disant ? mon petit ami que je devais me rendre au travail. Je pr?cise que dans l?apr?s-midi nous avions fum? un joint avec R.S. et que je me sentais d?sorient?e car je ne consomme pas habituellement de drogue. J?ai rencontr? D.L. (…), nous nous sommes rendus chez moi.
3. Je ne me rappelle pas si M.K. ?tait l? ou si elle est arriv?e plus tard. J?ai du mal ? me rappeler ces moments, mais D.L. a eu une relation sexuelle avec M.K., dont il ?tait amoureux, mais je ne me souviens pas si M.K. avait ou non ?t? menac?e avant. Je me rappelle de mani?re confuse que c?est lui qui l?a tu?e. ?
16. Eu ?gard au contenu de ces d?clarations, les agents interrompirent l?audition pour attendre le procureur, G.M. Ce dernier entendit la requ?rante ? 5 h 45 du matin, en pr?sence de A.D. et de certains policiers. La requ?rante n??tait pas assist?e par un d?fenseur. ? la diff?rence des autres d?positions de la requ?rante recueillies ? partir du 2 novembre 2007, appel?es dans les proc?s-verbaux ? informations sommaires ?, ces derni?res auditions sont qualifi?es d?? informations spontan?es ?. Le proc?s-verbal ?tabli ? la suite de celles-ci est ainsi libell? dans ses parties pertinentes en l?esp?ce :
? 1. (…) Je veux raconter spontan?ment ce qui s?est pass? car cette histoire m?a profond?ment troubl?e et je crains D.L. Le 1er novembre, j?ai rencontr? D.L. (…), nous nous sommes rendus chez moi. Je ne me souviens pas si M.K. ?tait d?j? ? la maison ou si elle est arriv?e plus tard ; ce que je peux dire c?est que D.L. et M.K. se sont retir?s dans la chambre de M.K. et que je suis rest?e dans la cuisine. Je n?arrive pas ? me rappeler combien de temps ils sont rest?s dans la chambre, mais ce que je peux dire c?est qu?? un moment, j?ai entendu les cris de M.K. et je me suis bouch? les oreilles car j?avais peur.
2. Apr?s, je ne me souviens plus de rien, mes pens?es sont tr?s confuses. Je ne me rappelle pas si M.K. criait ni si j?entendais des bruits sourds car j??tais sous le choc, mais j?imaginais ce qui pouvait ?tre arriv?. J?ai rencontr? D.L. (…). Je ne suis pas s?re que R.S. ?tait aussi pr?sent ce soir-l?, mais je me rappelle bien que je me suis r?veill?e chez lui, dans son lit, et que je suis rentr?e le matin chez moi, o? j?ai trouv? la porte ouverte.
3. Il est fait ?tat que la requ?rante porte ? de nombreuses reprises les mains sur sa t?te en la secouant. ?
17. Des d?tails suppl?mentaires quant au d?roulement des auditions du 6 novembre 2007 figurent ci-dessous (paragraphes 48 et suivants).
18. Le 6 novembre 2007, ? 8 h 30, le procureur ordonna l?arrestation de la requ?rante, de R.S. et de D.L., et il formula ? leur encontre les accusations de violences sexuelles et de meurtre.
19. Le m?me jour ? 12 heures, le proc?s-verbal d?arrestation fut r?dig?, la requ?rante fut inform?e des accusations port?es ? son encontre, et un avocat d?office fut nomm?. Le proc?s-verbal fut notifi?, transmis en mains propres ? la requ?rante, et lu par une interpr?te, A.C. La m?re de la requ?rante fut ?galement inform?e de l?arrestation de sa fille. Le lendemain, elle choisit un d?fenseur pour celle-ci.
20. Vers 13 heures, la requ?rante demanda aux agents de police du papier afin de r?diger une d?claration dans sa langue maternelle, l?anglais. Ce texte fut ensuite port? ? l?attention de la police. Dans ce document, elle expliquait qu?elle se trouvait dans une situation de forte confusion et qu?elle entendait clarifier sa position. Elle racontait de mani?re d?taill?e le d?roulement de la soir?e du 1er novembre 2007, qu?elle aurait pass?e en compagnie de R.S. Elle indiquait essentiellement avoir pass? la soir?e et la nuit chez ce dernier. Elle faisait aussi ?tat de son incapacit? ? se rappeler de la totalit? des d?tails et d?clarait avoir fum? un joint avec R.S. lors de cette soir?e. Les autres parties pertinentes en l?esp?ce de ce document se lisent ainsi :
? 1. (…) concernant cette ? confession ? de la nuit derni?re, je souhaite expliquer que je doute fortement de la v?racit? de mes d?clarations car celles-ci ont ?t? faites alors que j??tais sous le choc et que je subissais un stress et un ?puisement extr?mes. Non seulement j?ai ?t? inform?e du fait que j?avais ?t? arr?t?e et [que j?allais ?tre] plac?e en prison pendant trente ans, mais j?ai aussi re?u des tapes sur la t?te lorsque je ne me rappelais pas correctement un fait. Je comprends que la police subit une forte pression et je comprends donc le traitement qui m?a ?t? inflig?. Toutefois, c??tait en subissant cette pression et apr?s des heures de confusion que je suis parvenue ? fournir ces r?ponses. Dans ma t?te, j?avais vu D.L. dans des flashes d?images floues. Je l?ai vu pr?s du terrain de basket, je l?ai vu ? la porte d?entr?e de chez moi. Je me suis vue dans la cuisine, me bouchant les oreilles avec les mains car, dans ma t?te, je pouvais entendre M.K. hurler. Toutefois, et je l?ai dit de nombreuses fois afin de pouvoir m?expliquer clairement : ces choses semblent irr?elles ? mes yeux, elles ressemblent ? un r?ve et je ne suis pas s?re s?il s?agit d??v?nements qui ont r?ellement eu lieu ou [s?il s?agit] bien de r?ves issus de mon imagination afin d?essayer de r?pondre aux questions (…) qui m??taient pos?es. La v?rit? est que je ne suis pas s?re de la v?rit? et voici pourquoi :
– La police m?a indiqu? avoir des preuves solides d?montrant que j??tais chez moi pendant le meurtre de M.K. J?ignore quelles sont ces preuves, mais si c?est vrai, cela veut dire que mon esprit est tr?s confus et que mes r?ves doivent ?tre r?els.
– Mon petit ami a affirm? que j?avais dit des choses que je sais ne pas ?tre vraies. Je sais lui avoir dit que je ne devais pas me rendre au travail ce soir-l?. Je me souviens de ce moment-l? tr?s clairement. De plus, je ne lui ai jamais demand? de mentir pour moi. Cela est un pur mensonge. (…)
2. Je sais que le fait de ne pas pouvoir me souvenir compl?tement des ?v?nements que j?affirme avoir eu lieu chez R.S. au moment o? M.K. a ?t? tu?e est compromettant pour moi. Je confirme les d?clarations que j?ai faites la nuit derni?re concernant des ?v?nements qui auraient pu avoir eu lieu chez moi avec D.L., [et] en m?me temps, je veux affirmer clairement que ces ?v?nements me semblent plus irr?els que ceux que je viens de raconter, ? savoir que je suis rest?e chez R.S.
3. Mon esprit est tr?s confus en ce moment. Ma t?te est pleine d?id?es contradictoires et je sais que, pour cette raison, il peut ?tre frustrant de travailler avec moi. Mais je vais aussi dire la v?rit?, du mieux que je peux. Tout ce que j?ai dit sur mon implication dans la mort de M.K., malgr? l?incoh?rence [de mon discours], est la meilleure v?rit? que j??tais en mesure de me rappeler. Regardez bien, qu?est-ce que je suis cens?e penser qu?il s?est produit si l?on me reproche que ce que je pense ?tre la r?alit? ? propos de moi et de ce que j?ai fait est un mensonge ? Au d?but j?avais peur, j??tais irrit?e et mon esprit ?tait confus. Mais avec le temps et la survenue du choc et de la panique, j?ai commenc? ? essayer de r?fl?chir ? d?autres explications, et c?est parce que je dois penser de la sorte que je me sens en contradiction avec moi-m?me. Il y a une chose que je pense intimement ?tre vraie, mais il y a aussi une autre possibilit? qui pourrait ?tre vraie, et honn?tement je ne peux pas me d?cider avec certitude. J?essaie, croyez-moi, car j?ai peur pour moi-m?me. Je sais que je n?ai pas tu? M.K. C?est la seule chose dont je suis certaine. Dans les flash-backs que j?ai, je vois D.L. comme l?assassin, mais eu ?gard ? la fa?on dont la v?rit? se pr?sente dans mon esprit, c?est impossible pour moi de l?avoir su, car je ne me rappelle pas avec certitude que j??tais chez moi ce soir-l?.
4. Les questions auxquelles il faudrait r?pondre ? pr?sent sont ? mon sens les suivantes :
– pourquoi R.S. a-t-il menti (ou bien, selon vous, a-t-il menti) ?
– pourquoi ai-je pens? ? D.L. ?
– les preuves de ma pr?sence au moment et sur le lieu des faits sont-t-elles fiables ? Si oui, qu?est-ce que cela implique par rapport ? ma m?moire ? Est-elle fiable ?
– y a-t-il d?autres preuves contre D.L. ou contre toute autre personne ?
– qui est vraiment l?assassin ? Cela est particuli?rement important car je ne pense pas pouvoir servir de t?moin ? charge (? condemning testimone ?) dans cette instance.
6. J?ai les id?es plus claires que tout ? l?heure, mais il y a encore des parties qui m??chappent, et je sais que c?est mauvais pour moi. Mais c?est la v?rit? et c?est ce que je pense maintenant. S?il vous pla?t, ne me hurlez pas dessus car cela rend mon esprit encore plus confus, et cela n?aide personne. Je comprends combien cette situation est grave et, pour cette raison, je souhaite vous donner cette information au plus vite et le plus clairement possible (…). Tout ce que je sais, c?est que je n?ai pas tu? M.K., et que je n?ai donc rien ? craindre ? part des mensonges. ?
21. Peu de temps apr?s, la requ?rante fut transf?r?e ? la prison de P?rouse.
22. Le m?me jour, le 6 novembre 2007, D.L. fut incarc?r?. Ayant fourni un alibi, il fut lib?r? deux semaines plus tard.
23. Entre-temps, le 8 novembre 2007, ? l?audience de validation de l?arrestation devant le juge pour les investigations pr?liminaires de P?rouse, la d?fense de la requ?rante, qui contestait ladite arrestation, avait indiqu? que les d?clarations de la requ?rante ? la police en date du 6 novembre 2007 ne relevaient pas d?une confession mais d?une simple coop?ration avec les autorit?s. Elle avait ajout? que la requ?rante ?tait profond?ment secou?e et que ses souvenirs n??taient pas fiables car elle aurait ?t? troubl?e au point d??tre priv?e de son libre arbitre (? capacit? di autodeterminazione ?).
24. Le 9 novembre 2007, la requ?rante r?digea deux textes en anglais, adress?s ? ses deux avocats . Les parties pertinentes en l?esp?ce de l?un de ces textes se lisent comme suit :
? Pour mes avocats
1. (…) Ce que je voudrais vous apporter, c?est de l?aide, car je sais que ma position est quelque peu confuse. Je vais vous ?crire tout ce que je sais du mieux que je peux et, en particulier, je voudrais vous parler de cette soi-disant ? confession ? que la police a re?ue de ma part. Je vais commencer par cette ? confession ? car je sais qu?il s?agit de la partie la plus confuse et donc, je vais commencer par [le r?cit de] cette nuit-l?.
2. Dans la nuit du lundi 5 novembre 2007 et le matin (…) du 6 novembre 2007, [j?ai v?cu] l?une des pires exp?riences de ma vie, peut-?tre la pire. Autour de 22 h 30, R.S. et moi sommes arriv?s au commissariat apr?s avoir mang? chez un ami de R.S. C??tait R.S. qui avait ?t? appel? par la police, pas moi, mais je l?ai quand m?me accompagn? au commissariat o? il devait r?pondre ? des questions, afin de le soutenir, comme il l?avait fait pour moi de nombreuses fois.
3. Quand nous sommes arriv?s, R.S. a ?t? emmen? [dans une salle] et j?ai attendu [dans le couloir], ? c?t? de l?ascenseur. J?ai jet? un coup d??il ? mes livres pendant que j?attendais. Au bout d?un moment, un policier est venu s?asseoir ? c?t? de moi, apparemment pour passer le temps. Il ne m?a pas dit qu?il ?tait policier. En fait, il m?a dit que je pouvais l?appeler comme je voulais car cela n?avait pas d?importance.
4. ? ce moment-l?, je me sentais frustr?e et je le lui ai dit. Je pensais que c??tait absurde d??tre appel?s par la police aussi tard le soir et d??tre retenus au commissariat pendant des heures avec rien d?autre que des distributeurs automatiques pour manger quelque chose, en particulier consid?rant que nous ?tions en train de faire de notre mieux pour aider la police. (…)
5. Ensuite, [ce policier] m?a demand? qui je croyais pouvoir ?tre l?assassin, mais comme je le leur avais d?j? dit, puisque je n??tais pas l?, je n?en avais aucune id?e. Toutefois, il n??tait pas satisfait de ma r?ponse. Qui je croyais pouvoir ?tre [l?assassin] ? Comment j?aurais pu le savoir ? Je ne connaissais personne de dangereux. Ensuite, d?autres policiers sont arriv?s, ils voulaient ? parler ?, mais ils m?ont pos? les m?mes questions. Quels hommes ?taient venus chez moi ? Qui connaissait M.K. ? Est-ce que j?avais des num?ros de t?l?phone ? Je leur ai donn? toutes les informations que j?avais, noms, num?ros de t?l?phone, descriptions. Mais cela m?a seulement donn? mal ? la t?te. J?avais d?j? r?pondu ? ces questions juste avant et j??tais perplexe quant aux raisons pour lesquelles la police voulait tellement parler avec moi. Pourquoi moi ? Pourquoi [les policiers] continuaient-ils ? me demander qui je croyais pouvoir ?tre l?assassin alors que j?avais d?j? r?pondu que je n?en avais aucune id?e ?
6. Apr?s ils m?ont [emmen?e dans une salle], car il faisait ? plus chaud ?. J?ai demand? o? ?tait R.S.et ils m?ont dit qu?il aurait bient?t termin?, et qu?en attendant ils voulaient parler avec moi. L?interrogatoire a d?marr? assez vite. Un moment j??tais juste en train de parler et l?instant d?apr?s ils ?taient en train de me demander o? j??tais entre 15 heures le 1er novembre et 1 h 30 le 2 novembre.
7. Je leur ai r?pondu que j??tais avec mon petit ami, comme je leur avais d?j? dit. Ils m?ont demand? ce que j?avais fait pendant ce temps et j?ai r?alis? que je n?avais pas beaucoup de souvenirs. Je leur ai dit que j?avais regard? le film Am?lie avec R.S., que j?avais d?n? avec lui […], fum? un joint, mais que je ne me rappelais pas quand.
8. Ils m?ont dit que j??tais en train de mentir, qu?ils savaient que je n??tais pas avec R.S. mais que, par contre, j?avais rencontr? quelqu?un et qu?ils avaient les preuves que ce soir-l? j??tais chez moi. Cela m?a vraiment mise dans un ?tat de confusion. Je leur ai dit que je n??tais pas en train de mentir et ils ont commenc? ? se f?cher en me disant ? arr?te de mentir, nous savons que tu ?tais l?-bas ?. (…) J?avais peur car je n?arrivais pas ? me souvenir de ce que j?avais fait dans le laps de temps qu?ils avaient indiqu?. (…) Ils m?ont dit qu?ils savaient que j?avais dit ? R.S. de mentir. Je leur ai dit que ce n??tait pas vrai.
9. Ensuite nous avons parl? du message envoy? par [D.L.] qui m?avait dit de ne pas aller travailler ce soir-l?. Ils m?ont demand? si j?avais r?pondu ? ce message. Je n?arrivais pas ? me rappeler [si je l?avais fait] ? ce moment-l?, donc j?ai r?pondu ? non ?. Ils ont alors pris mon t?l?phone et m?ont montr? un message dans lequel je disais [? D.L.] : ? Ci vediamo, buona serata ? (? ? bient?t, bonne soir?e ?).
10. Ils m?ont trait?e de ? menteuse d?bile ? et m?ont dit que j??tais en train de prot?ger quelqu?un. Ils mettaient devant moi des bouts de papier pour me faire ?crire le nom de l?assassin, mais moi, je ne le connaissais pas. Je n?avais aucun ?l?ment pour pouvoir r?pondre ? leurs questions et cela me terrorisait. Car je n?arrivais pas ? me rappeler.
11. L?interpr?te m?a ensuite dit qu?elle avait eu un terrible accident de la route et qu?elle n?avait pas pu se souvenir de ce qui s??tait pass? pendant un an. Elle m?a dit que j?avais peut-?tre vu quelque chose de terrible que je n?arrivais pas ? me rappeler. Comme je n?arrivais pas ? me souvenir, j?ai commenc? ? penser que cela ?tait vrai. (…)
12. Ils m?incitaient ? leur donner le nom de l?assassin, faute de quoi je passerais les trente ans ? venir en prison. Ils m?ont dit qu?ils avaient d?j? arr?t? l?assassin et qu?ils voulaient seulement que je dise son nom, mais moi je n?en savais rien. Ma t?te ?tait une page blanche (a blank slate). Maintenant, maintenant, maintenant ! Ils criaient sur moi. Un des agents m?a frapp?e deux fois derri?re la t?te. Dans ma t?te, je cherchais quelques r?ponses. J??tais vraiment perplexe. Je pensais avoir ?t? chez mon petit ami, mais si ce n??tait pas vrai ? Et si je ne pouvais peut-?tre pas me rappeler ? J?ai essay?, essay?, essay? mais je ne pouvais me souvenir de rien.
13. Tous les policiers sortirent, sauf un. Il me dit qu?il ?tait le seul ? pouvoir me faire ?chapper ? trente ans de prison et je lui ai r?pondu que je ne me souvenais de rien. J?ai donc demand? ? revoir le message sur mon t?l?phone pour voir si je me souvenais de l?avoir envoy? et lorsque j?ai vu le message j?ai pens? ? [D.L.]. C??tait tout ce ? quoi je pouvais penser : D.L. J?ai imagin? l?avoir rencontr? sur le terrain de basket, je l?ai imagin? devant chez moi, j?ai imagin? couvrir mes oreilles pour ne pas entendre les cris de [M.K.] et alors, j?ai dit ? D.L. ?.
14. J?ai dit [D.L.], et maintenant je le regrette totalement car je sais que ce que j?ai dit a fait du mal ? quelqu?un et moi je n?ai aucune id?e si [D.L.] a ?t? m?l? ? cette histoire ou non. Ensuite je me suis comport?e de mani?re hyst?rique, j?ai pleur? et j??tais inqui?te de ce qui allait m?arriver. Mon esprit ?tait tellement confus. [Les policiers] m?ont dit qu?ils devaient mettre noir sur blanc ce que je venais de dire mais moi j?ai dit que je n??tais pas s?re (…) mon esprit ?tait confus, mais ?a ne les int?ressait pas.
15. Pendant qu?ils ?taient en train d??crire cette ? confession ?, qu?ils n?appel?rent pas ainsi, ils m?ont demand? si j??tais d?accord qu?ils ?crivent certaines choses. Je n?ai pas fourni d?explications, je r?pondais juste oui ou non selon les images de D.L. [que j?avais en t?te] mais je leur ai toujours dit que je n??tais pas s?re, tout cela ne me paraissait pas r?el. Ils m?ont demand? pourquoi il l?avait fait et je ne le savais pas. Pourquoi quelqu?un devrait tuer quelqu?un d?autre ? Je leur ai dit qu?il devait ?tre fou. Ils m?ont demand? si je le craignais et j?ai dit oui. Mon esprit ?tait tellement confus et l?id?e qu?il avait tu? quelqu?un m?effrayait. Mais je n?avais jamais eu peur de lui avant, il a toujours ?t? gentil avec moi.
16. Apr?s tout ?a, [les policiers] m?ont permis de dormir, enfin. Je repensais ? tout (…) et au fur et ? mesure que je me calmais je devenais certaine que les choses que j?avais dites ? propos de [D.L.] n??taient pas vraies. (…) en particulier, je n?avais pas dit ? R.S. que je devais aller au travail (…) je me rappelle pertinemment lui avoir dit que je ne devais pas aller au travail (…) Aussi, je ne lui avais jamais dit de mentir. Pourquoi aurait-il d? mentir ? (…) J?ai fait part aux policiers de mes doutes, mais ils m?ont dit de ne pas m?inqui?ter, que petit ? petit je me rappellerai. Alors j?ai attendu. (….) ?
25. Le deuxi?me texte ?crit par la requ?rante le m?me jour ? 15 h 45 couvre essentiellement les ?tapes des journ?es ayant pr?c?d? le 5 novembre 2007.
26. L?arrestation de la requ?rante fut ensuite valid?e par une ordonnance du juge pour les investigations pr?liminaires du 9 novembre 2007 (celle-ci fit par la suite objet d?une proc?dure en annulation ? voir paragraphes 32 et suivants ci-dessus). Assist?e par un interpr?te, R.B., l?int?ress?e se pr?valut de la facult? de ne pas r?pondre. Elle confirma aussi la nomination de deux d?fenseurs.
27. Le lendemain, lors d?une conversation enregistr?e avec sa m?re, la requ?rante indiqua ? celle-ci qu?elle se sentait mal pour D.L., qui se trouvait en prison ? cause de ses d?clarations.
28. Le 17 d?cembre 2007, la requ?rante, assist?e par ses avocats et par un interpr?te, J.K., fut interrog?e. Elle d?clara avoir accus? D.L. car elle aurait eu peur et aurait ?t? mise sous pression par les agents de police, qui l?auraient accus?e de mentir, lui auraient dit qu?elle savait qu?elle ?tait dans la maison au moment des faits, l?auraient menac?e et lui auraient hurl? dessus. Elle indiqua que les agents lui avaient notamment dit qu?elle ne se rappelait probablement pas correctement des faits et l?avaient invit?e ? essayer de s?en souvenir correctement.
29. Elle indiqua ne jamais avoir eu l?esprit aussi confus de sa vie. Elle dit avoir alors imagin? que D.L. ?tait chez elle, qu?elle pensait ? ce moment l? qu?il s?agissait de la v?rit? et qu?elle l?avait expos? ? la police. L?int?ress?e se pr?valut ensuite de la facult? de ne pas r?pondre.
30. Le 14 mai 2008, la requ?rante fut mise en examen pour d?nonciation calomnieuse ? l?encontre de D.L.
31. Le 19 juin 2008, l?avis de conclusion des investigations pr?liminaires fut notifi? ? la requ?rante, en italien et en anglais. Dans le cadre de celui-ci, la requ?rante fut inform?e des accusations port?es contre elle, ? savoir, entre autres, concours en violences sexuelles ? l?encontre de M.K., meurtre de celle-ci, et d?nonciation calomnieuse ? l??gard de D.L.
2. La proc?dure en annulation de l?ordonnance d?arrestation de la requ?rante devant le tribunal de r?examen
32. Entre-temps, la requ?rante contesta l?ordonnance d?arrestation du 9 novembre 2007 devant le tribunal de r?examen (tribunale del riesame) de P?rouse.
33. Le 30 novembre 2007, le tribunal rejeta ce recours. La requ?rante se pourvut en cassation, se plaignant, entre autres, de ne pas avoir b?n?fici? de l?assistance d?un d?fenseur pendant qu?elle ?tait entendue.
34. Par un arr?t du 1er avril 2008, la Cour de cassation d?bouta la requ?rante. Elle estima que les d?clarations recueillies le 6 novembre 2007 ? 1 h 45 ?taient inutilisables contre la requ?rante pour les d?lits qui lui ?taient reproch?s (violences sexuelles et meurtre) et utilisables uniquement ? l?encontre de tiers. Elle consid?ra en revanche que les d?clarations recueillies ? 5 h 45 ?taient inutilisables ? la fois contre la requ?rante et contre des tiers, car elles avaient ?t? recueillies dans une phase de la proc?dure o?, alors qu?elle ?tait entendue par un magistrat et avait acquis formellement la qualit? de personne mise en examen, l?int?ress?e n??tait pas assist?e par un d?fenseur.
B. Les proc?dures p?nales ? l?encontre de la requ?rante
1. La premi?re partie de la proc?dure pour concours en violences sexuelles et meurtre et pour d?nonciation calomnieuse
a) La proc?dure devant la cour d?assises de P?rouse
35. Dans son arr?t du 5 d?cembre 2009, la cour d?assises condamna la requ?rante et R.S. pour concours en violences sexuelles et meurtre. La requ?rante fut aussi condamn?e pour d?nonciation calomnieuse, au motif qu?elle avait prof?r? des d?clarations accusatoires ? l?encontre de D.L. alors qu?elle le savait innocent.
36. Dans le cadre de cette proc?dure, des audiences eurent lieu les 13 mars et 12 et 13 juin 2009. Les parties pertinentes en l?esp?ce de ces audiences sont r?sum?es ci-dessous.
i. L?audience du 13 mars 2009
?) Le t?moignage de A.D. (ayant exerc? les fonctions d?interpr?te lors de l?audition de la requ?rante du 6 novembre 2007)
37. A.D. s?exprima comme suit. ? son arriv?e au commissariat, le 6 novembre 2007 ? 0 h 30 environ, la requ?rante ?tait d?j? en train d??tre interrog?e par deux agents de police.
38. La requ?rante a ensuite eu un choc ?motif lorsque la police lui a montr?, sur son t?l?phone portable, sa r?ponse ? un SMS que lui avait envoy? D.L. alors qu?elle venait de soutenir ne pas avoir r?pondu au message de D.L. en question. Alors qu?elle formulait des accusations ? l?encontre de D.L., la requ?rante pleurait, couvrait ses oreilles de ses mains et secouait la t?te. Elle faisait alors preuve d?un transport ?motif extr?me, que A.D. n??tait pas pr?s d?oublier, et ? en raison de cela tous avaient cru [? ses d?clarations] (…), car elle avait livr? un r?cit pr?cipit?, angoiss? et tr?s cr?dible ?.
39. La requ?rante ?tait alors entour?e des policiers qui la r?confortaient et l?un d?entre eux lui avait pris les mains pour la rassurer.
40. ? un certain moment de l?interrogatoire, dans le but d??tablir un rapport d?? assistance humaine ? et de ? solidarit? ? avec la requ?rante, elle lui a racont? des anecdotes de sa vie priv?e, notamment un accident dont elle aurait ?t? victime et ? la suite duquel elle aurait souffert d?une fracture de la jambe, et elle a indiqu? ? l?int?ress?e que, en raison du traumatisme subi, elle avait eu un trou de m?moire et ne se souvenait plus des faits. Elle dit qu?elle avait en effet remarqu? que la requ?rante avait du mal ? se rappeler les faits car le r?cit de cette derni?re ?tait selon elle ? extr?mement vague, incertain et fragmentaire ?.
41. Elle dit avoir aussi jou? un r?le de ? m?diatrice ? car, selon elle, son travail ne consistait pas seulement ? assurer la simple traduction de d?clarations mais aussi ? tisser un rapport humain avec son interlocuteur afin ? de percevoir les besoins de la personne concern?e et de les traduire ?.
42. Lors d?une autre audition du 3 septembre 2015 dans le cadre de la proc?dure devant le tribunal de Florence termin?e par un jugement du 14 janvier 2016, elle reconnut qu?elle ne devait plus adopter de tels comportements et que, bien qu?il se f?t agi ? ses yeux d?un instinct naturel en vue d?aider une personne en difficult?, consid?rant les cons?quences de ce comportement dans le cas d?esp?ce, elle avait s?rement fait une erreur.
43. Elle ajouta que, au cours de l?audition, il avait ?t? demand? ? la requ?rante si elle souhaitait nommer un avocat et que celle-ci avait r?pondu par la n?gative. Elle dit ignorer les raisons pour lesquelles ce fait n?avait pas ?t? transcrit dans le proc?s-verbal.
44. Elle soutint que, en tout cas, la requ?rante n?avait pas subi de mauvais traitements et n?avait pas ?t? frapp?e ? la t?te. Selon elle, personne ne l?avait menac?e de d?tention ni ne l?avait dissuad?e de nommer un avocat.
?) Les d?clarations spontan?es de la requ?rante et la proc?dure d?office pour d?clarations calomnieuses ? l?encontre des agents de police
45. La requ?rante exposa de nouveau avoir ?t? trait?e de mani?re agressive et blessante et avoir re?u des tapes sur la t?te au cours de ses auditions du 6 novembre 2007. Elle se plaignit aussi du comportement de l?interpr?te A.D. qui, lui relatant un ?pisode de sa vie priv?e, ? savoir un traumatisme qu?elle aurait subi, lui aurait sugg?r? que ? puisqu?elle ?tait traumatis?e, elle n?arrivait pas ? se rappeler correctement des faits et, par cons?quent, elle devait essayer de se rappeler autre chose ?.
46. ? la fin de l?audience, le procureur de la R?publique, G.M., demanda la transmission des actes au parquet. Une proc?dure fut engag?e contre la requ?rante pour d?nonciation calomnieuse ? l?encontre des agents de police qui l?avaient questionn?e le 6 novembre 2007 (paragraphes 98 et suivants ci-dessous).
47. ? la m?me occasion, la d?fense de la requ?rante demanda la transmission des actes au parquet, estimant que les d?clarations de sa cliente concernant les modalit?s d?ex?cution de ses auditions contenaient des ?l?ments soulevant des questions de responsabilit? p?nale (? profili di responsabilit? penale ?). Cette demande n?eut toutefois pas de suite.
ii. L?audience du 12 juin 2009
?) Les r?ponses de la requ?rante aux questions pos?es par la d?fense de D.L.
48. La requ?rante s?exprima comme suit. En arrivant au commissariat, le 5 novembre 2007, elle ne se doutait pas devoir ?tre interrog?e. Alors qu?elle attendait, elle a ?t? approch?e par des policiers. Ceux-ci lui ont r?p?t? les questions qui lui auraient d?j? ?t? pos?es au d?but de l?affaire, notamment celles concernant l?identit? de l?assassin. Elle a r?p?t? ? plusieurs reprises ne pas la conna?tre.
49. Elle a ensuite ?t? amen?e dans une pi?ce o? on l?a encore une fois invit?e ? r?p?ter tout ce qu?elle avait dit auparavant. On lui a ensuite demand? son t?l?phone et c?est ? ce moment-l? qu?on lui a pos? la question concernant le message envoy? en r?ponse au SMS de D.L., qu?elle ne se serait pas rappel?e avoir envoy?.
50. Elle a ?t? trait?e ? plusieurs reprises de ? menteuse stupide ? et accus?e de prot?ger quelqu?un, ce qu?elle aurait ni?. On lui a montr? son t?l?phone en lui disant de regarder et en continuant ? l?insulter. ? partir de ce moment, elle a commenc? ? avoir tr?s peur car elle n?aurait pas compris pourquoi elle ?tait trait?e de cette mani?re. L?interpr?te lui a alors racont? un accident qu?elle aurait v?cu et la perte de m?moire qui aurait suivi et lui a sugg?r? qu?elle ?tait traumatis?e et que c??tait la raison pour laquelle elle ne pouvait donc pas se souvenir des faits.
51. On lui a demand? encore une fois de s?efforcer de se rappeler ce que, selon les policiers, elle aurait oubli? et, ? soumise ? une telle pression ?, entour?e de personnes qui criaient et qui la mena?aient de d?tention car elle aurait prot?g? quelqu?un, elle a commenc? ? entrer dans un ?tat de confusion et ? imaginer qu?elle ?tait probablement traumatis?e et qu?elle ne pouvait donc pas se souvenir des faits.
52. Dans ce contexte, le fait qu?il aurait pu s?agir du fruit de son imagination n??tait pas tellement important, car elle avait ?t? plac?e dans une situation dans laquelle elle devait se souvenir de la r?alit? t?t ou tard, cette derni?re consistant, selon les suggestions de la police, ? livrer un nom qu?elle ne connaissait pas. Le fait de se souvenir d?une version r?elle d?un c?t? et, de l?autre c?t?, de commencer, en raison de la pression ? laquelle elle aurait ?t? soumise, ? imaginer une autre version des faits, la mettait dans un ?tat de confusion extr?me.
53. Les policiers paraissaient en effet tellement s?rs d?eux en disant qu?elle ?tait au courant de ce qui s??tait pass?, et ils attachaient tellement d?importance au message qu?elle aurait envoy? en r?ponse ? D.L. qu?elle a commenc? ? penser l?avoir effectivement rencontr?, alors qu?elle aurait ?t? tr?s confuse.
54. Les policiers lui ont ensuite demand? si elle avait entendu les cris de M.K. Elle a r?pondu par la n?gative. Les policiers lui ont demand? comment cela ?tait possible puisqu?elle aurait ?t? pr?sente. Dans sa confusion et sous la pression de la police, elle a essay? de suivre le raisonnement sugg?r? par les policiers, ? savoir qu?elle aurait entendu les cris et, comme elle ne se serait pas rappel?e les avoir entendus, elle a r?pondu qu?elle s??tait peut-?tre bouch? les oreilles.
55. La d?fense de D.L. lui demanda si, pour formuler de telles d?clarations, elle avait ?t? frapp?e. La requ?rante r?pondit qu?elle avait ?t? frapp?e deux fois avant de prononcer le nom de D.L., et que ces coups avaient pour but de ? (…) lui faire sortir un nom qu?elle n??tait pas en mesure de fournir ?.
56. Elle indiqua que cet ?tat de confusion et la pression ? laquelle elle aurait ?t? soumise avait perdur? pendant des heures. Elle ajouta que ses d?clarations avaient ?t? recueillies contre sa volont?. Elle indiqua notamment ce qui suit : ? tout ce que j?ai dit a ?t? dit sous la pression, [dans un ?tat de] confusion car [mes paroles m?avaient ?t?] sugg?r?[es] par le procureur et par les policiers ?.
57. Enfin, en ce qui concerne les textes r?dig?s le 6 novembre 2007 autour de 13 heures au commissariat (paragraphe 20), en r?ponse ? la question de la d?fense de D.L. de savoir si le fait de confirmer ses d?clarations de la nuit pr?c?dente lui avait ?t? sugg?r? par la police, la requ?rante d?clara :
? J?ai ?crit ce texte car j??tais confuse, je leur avais dit que je n??tais pas s?re et que je n??tais donc pas en mesure de t?moigner, que je pensais qu?il s?agissait d?une grosse erreur et eux, ils ne voulaient pas m??couter. Ils me disaient que les faits me reviendraient ? l?esprit plus tard et que je devais ?tre patiente et me rappeler. Comme je ne me sentais pas ? l?aise avec les d?clarations que je venais de formuler, j?ai demand? aux policiers de pouvoir expliquer ma confusion. (…). J?ai confirm? librement et spontan?ment ces d?clarations dans ce sens que, tout en ?tant incapable de faire la diff?rence entre mon imagination et la r?alit?, j??tais consciente du contenu des d?clarations que je venais de faire et de signer. Par cet ?crit, j?ai confirm? (…) qu?il ?tait vrai que je venais de faire ces d?clarations, mais que j??tais tout de m?me dans un ?tat de confusion ?.
58. ? la question de savoir si elle ?tait certaine que D.L. ?tait innocent, la requ?rante r?pondit qu?elle ne l??tait pas ? ce moment-l? car elle aurait ?t? confuse. Elle dit avoir imagin? que les faits qu?elle venait de relater avaient vraiment pu avoir lieu. Elle all?gua n?avoir donn? le nom de D.L. que parce qu?elle aurait suivi les suggestions de la police, ne sachant pas ? ce moment-l? si D.L. ?tait innocent ou non.
59. Elle exposa que, de plus, la police lui avait dit avoir d?j? arr?t? l?assassin et que, dans le contexte d?crit ci-dessus, elle avait pens? qu?il pouvait s?agir de D.L. Elle indiqua qu?elle n?avait r?alis? que plus tard que D.L. avait ?t? mis en d?tention sur la seule base de ses d?clarations, ce qui expliquait selon elle son sentiment de culpabilit?.
60. Par ailleurs, elle relata que, lorsqu?elle avait demand? du papier aux agents de police pour r?diger ses d?clarations, ceux-ci lui avaient demand? de mani?re ironique si elle avait encore une autre version des faits ? fournir. Selon elle, c?est aussi dans ce contexte que, ne se sentant plus en confiance ni avec la police ni avec le procureur, elle cessa de s?adresser aux autorit?s et d?cida par contre de ne s?exprimer que par ?crit ou directement par le biais de ses d?fenseurs.
61. ? la question de savoir les raisons pour lesquelles elle n?avait pas communiqu? ces faits ni ? la police p?nitentiaire ni, le 8 novembre 2007, au procureur, la d?fense de la requ?rante r?pondit que non seulement l?int?ress?e les avait communiqu?s, mais qu?elle les aurait m?me r?dig?s dans ses textes du 6 novembre 2007, qui auraient ?t? remis ? un agent de police.
?) Les r?ponses de la requ?rante aux questions pos?es par son avocat
62. La requ?rante relata les passages principaux de ses auditions du 6 novembre 2007 comme suit.
63. Il y avait beaucoup de va-et-vient dans la salle. Quelqu?un avait dit que R.S. ?tait entendu en m?me temps qu?elle. Un policier avait ensuite dit que, selon R.S., le jour du meurtre, elle avait quitt? son appartement. Par la suite, le message sur son t?l?phone lui avait ?t? montr?.
64. La tension ?tait mont?e, les policiers s?adressaient ? elle d?un ton brusque et ils hurlaient. Un agent de police lui avait ensuite donn? deux tapes sur la t?te, une fois alors qu?elle ?tait de dos et, la deuxi?me fois, alors qu?elle s??tait retourn?e. Pendant ce temps, les policiers avaient continu? ? lui demander avec insistance de se rappeler des faits.
65. ? un moment non pr?cis?, elle avait demand? si elle n?avait pas le droit d??tre assist?e par un avocat. L?assistance d?un avocat lui avait ?t? d?conseill?e par les policiers. Ces derniers lui avaient dit que la pr?sence d?un d?fenseur aurait aggrav? sa situation car, selon eux, cela aurait d?montr? qu?elle refusait de coop?rer avec la police. Elle avait donc renonc? ? une assistance l?gale.
66. On ne lui avait pas permis de t?l?phoner ? sa m?re alors qu?elle savait que celle-ci se serait appr?t?e ? arriver.
67. Ce n?est qu?apr?s ses d?clarations que le ton des agents de police ?tait devenu tout ? coup r?confortant et que ceux-ci lui avaient dit qu?ils l?auraient prot?g?e. Ils lui avaient alors apport? du th?.
68. On lui avait ensuite communiqu? qu?elle devait finalement rester au commissariat. Elle s??tait alors install?e sur une chaise et s??tait assoupie.
69. Des personnes ?taient entr?es et sorties de la salle et elle leur avait demand? d??tre entendue ? nouveau. Elle leur avait dit qu?elle n??tait pas s?re de ses d?clarations concernant D.L., compte tenu de la situation de confusion et de stress ?motionnel dans laquelle elle se serait trouv?e. Elle avait toutefois ?t? invit?e par le policier ? rester tranquille et ? attendre. En effet, selon lui, la m?moire lui serait revenue plus tard et la police devait proc?der ? des v?rifications.
70. Alors qu?elle attendait, elle avait demand? du papier afin de mettre ses pens?es noir sur blanc et en anglais, car la police n?aurait pas voulu l?entendre.
71. ? un moment donn?, la police lui avait demand? de se pr?parer rapidement car elle aurait d? ?tre conduite en prison. Incr?dule, elle avait demand? les raisons de ce transfert et proclam? son innocence. La police lui avait indiqu? qu?il ne se serait agi que d?une formalit?.
72. On lui avait ensuite notifi? le d?cret d?arrestation. Sans vraiment comprendre la nature des diff?rents documents qui lui avaient ?t? soumis pour signature, elle avait sign? car elle aurait eu seulement envie de rentrer chez elle.
73. Concernant le SMS envoy? en r?ponse ? D.L., la requ?rante expliqua lors de cette audience que le message en question, ? Ci vediamo dopo ?, tel que r?sultant de la traduction des documents, correspond ? l?anglais ? See you later ? et qu?il se traduit plut?t par ? Au revoir ? (? Ciao ? en italien).
iii. L?audition de la requ?rante du 13 juin 2009
74. La requ?rante confirma la version des faits r?sultant des textes qu?elle avait r?dig?s, notamment en ce qui concernait la position de l?interpr?te A.D. et les pressions exerc?es par celle-ci et par les agents de police qui l?auraient offens?e, agress?e verbalement, frapp?e ? la t?te, et qui auraient profit? de sa fatigue et de sa confusion pour la conduire ? accuser D.L.
75. Elle expliqua avoir ?t? frapp?e alors que plusieurs policiers ?taient debout autour et derri?re elle et qu?elle-m?me et l?interpr?te ?taient assises. Elle exposa que l?un des policiers, qui ?tait derri?re elle, lui avait demand? de mani?re tr?s insistante de se rappeler des faits et avait fait suivre ? deux reprises ses questions de tapes sur sa t?te.
76. Dans une partie du proc?s-verbal, la requ?rante se r?f?ra ? ce moment de l?audition. Elle indiqua que l?agent de police en question ne lui avait pas vraiment fait mal physiquement mais qu?il lui avait fait peur.
iv. Les conclusions de la cour d?assises concernant la condamnation pour d?nonciation calomnieuse
77. La cour d?assises consid?ra que les accusations de la requ?rante ? l?encontre de D.L. ressortaient de mani?re ?vidente des d?clarations de l?int?ress?e faites dans la nuit du 5 au 6 novembre 2007.
78. Elle releva que la requ?rante avait par ailleurs fait r?f?rence ? ces accusations dans la conversation qu?elle avait eue avec sa m?re le 10 novembre 2007, alors qu?elle se trouvait sur ?coute, et qu?elle avait manifest? des regrets ? cet ?gard. La cour d?assises consid?ra qu?il s?agissait de la confirmation des accusations et de la prise de conscience de leur injustice. Elle estima que cette prise de conscience d?rivait par ailleurs de la responsabilit? de la requ?rante dans le d?lit de meurtre et de violences ? l??gard de M.K.
79. La cour d?assises observa aussi qu?il devait ?tre exclu que la requ?rante f?t parvenue aux d?clarations susmentionn?es en raison des pressions exerc?es par les enqu?teurs, auxquelles elle n?aurait pas pu opposer de r?sistance.
80. De l?avis de la cour d?assises, une telle th?se ne pouvait pas ?tre valid?e pour les raisons suivantes :
(i) il n?y avait eu aucune confirmation ni preuve (riscontro) des pressions qu?aurait subies la requ?rante de la part des enqu?teurs ;
(ii) D.L. n??tant pas connu des forces de l?ordre, les policiers n?avaient aucune raison d?indiquer son nom ? la requ?rante afin d?influencer ses d?clarations ;
(iii) dans son texte du 6 novembre 2007 (vers? au dossier, car constituant une pi?ce ? conviction concernant la requ?rante (corpo di reato) pour le d?lit en cause) la requ?rante avait ?crit : ? Je confirme les d?clarations que j?ai faites la nuit derni?re concernant des ?v?nements qui pourraient avoir eu lieu chez moi avec D.L. (…) dans ces flash-backs que j?ai, je vois D.L. comme l?assassin ?.
81. La cour d?assises conclut donc que la requ?rante avait accus? D.L. de son propre chef et ce alors qu?elle ?tait consciente de l?innocence de celui-ci (paragraphe 35 ci-dessus). Aux yeux de la cour d?assises, les ?l?ments vers?s au dossier montraient par ailleurs la finalit? ainsi poursuivie par la requ?rante, ? savoir d?tourner les enqu?teurs de sa propre responsabilit? et de celle de R.S.
b) Le recours en appel
82. La requ?rante interjeta appel. Elle all?gua, entre autres, que ses d?clarations recueillies ? 5 h 45 l?avaient ?t? en l?absence des garanties de la d?fense et qu?elles avaient constitu? l??l?ment mat?riel de sa condamnation pour calomnie. Elle soutint ne jamais avoir entendu volontairement impliquer une troisi?me personne dans le meurtre de M.K. et qu?un ensemble de pression psychologique, d??puisement et d?ignorance des proc?dures et de ses droits l?avait pouss?e ? faire une d?claration non conforme ? la r?alit?, alors qu?elle n??tait selon elle pas en mesure de se rappeler ni d??valuer les faits.
83. Elle d?non?a aussi le fait que le texte qu?elle avait r?dig? le 6 novembre 2007 ait ?t? s?questr? par la police et utilis? en tant que pi?ce ? conviction. Elle d?clara que ce document d?montrait l?absence de dol dans le d?lit qui lui ?tait imput? et faisait clairement ?tat d?une situation de confusion extr?me entre r?alit? et imagination.
c) L?arr?t de la cour d?appel de P?rouse du 3 octobre 2011
84. Le 3 octobre 2011, la cour d?appel de P?rouse acquitta la requ?rante et R.S. des chefs de concours en violences sexuelles et meurtre et confirma la condamnation de la requ?rante pour d?nonciation calomnieuse ? l?encontre de D.L. Ayant d?j? pass? trois ans en d?tention pour d?nonciation calomnieuse, la requ?rante fut lib?r?e le jour m?me et, le 4 octobre 2011, elle quitta l?Italie pour les ?tats-Unis.
85. L?arr?t de la cour d?appel se lit ainsi dans ses parties pertinentes en l?esp?ce :
? D?nonciation calomnieuse
1. Les d?clarations ? spontan?es ? faites par [la requ?rante] le 6 novembre 2007 et ses textes ont ?t? vers?s au dossier.
2. (…) Les d?clarations peuvent ?tre utilis?es concernant l?infraction de d?nonciation calomnieuse mais ne peuvent pas l??tre quant aux autres infractions dont M.K. a ?t? victime, comme l?a remarqu? la Cour de cassation dans son arr?t du 1er avril 2008 car [lesdites d?clarations], rendues en l?absence d?un d?fenseur, sont frapp?es de nullit? absolue.
3. D?apr?s la th?se de l?accusation, la requ?rante, ?puis?e par le long interrogatoire [auquel elle avait ?t? soumise] et d?moralis?e [apr?s avoir] appris que R.S. avait contredit son alibi, avait proc?d? ? une derni?re tentative de d?fense : elle avait plus au moins d?crit ce qui s??tait r?ellement produit chez elle mais elle avait chang? le protagoniste en substituant D.L ? R.G., ? noir pour noir ?, selon les mots du procureur.
4. (…) Afin d??valuer la port?e des d?clarations ? spontan?es ? et des textes [de la requ?rante], r?dig?s tout de suite apr?s, il faut tenir compte du contexte dans lequel les d?clarations ont ?t? faites et les textes r?dig?s.
5. La dur?e excessive des interrogatoires, de jour comme de nuit, par plusieurs personnes, ? l?encontre d?une jeune fille ?trang?re qui, ? l??poque, ne comprenait ni ne parlait bien la langue italienne, ignorait ses droits, ?tait priv?e de l?assistance d?un d?fenseur (auquel elle aurait eu droit, compte tenu de sa mise en examen pour des d?lits tr?s graves) et, en plus, ?tait assist?e par une interpr?te qui […] au lieu de se limiter ? son travail de traduction, l?incitait ? se souvenir [des faits] en lui expliquant que, probablement, en raison du traumatisme subi, ses souvenirs ?taient confus, rend tout ? fait compr?hensible [le fait] que [la requ?rante] se trouvait dans une situation de pression psychologique importante ? le mot ? stress ? serait limitatif ? de nature ? faire surgir des doutes quant ? la spontan?it? des d?clarations faites [par l?int?ress?e]. Cette spontan?it? s??tait, de mani?re singuli?re, manifest?e en pleine nuit, apr?s des heures d?interrogatoire, (…) ? 1 h 45 et ? 5 h 45.
6. Afin de d?montrer que [la requ?rante] n??tait pas troubl?e, les d?clarations de certains fonctionnaires de police et d?autres jeunes filles qui avaient ?t? convoqu?es ont ?t? rappel?es : [la requ?rante] et R.S., selon eux, se t?moignaient leur affection et [la requ?rante], alors qu?elle attendait, avait m?me r?alis? des exercices de gymnastique.
7. En r?alit?, mis ? part le fait que les effusions [en question], de simples gestes de tendresse entre deux amoureux, pouvaient ?tre un moyen pour se r?conforter mutuellement, et que les exercices de gymnastique pouvaient ?tre un simple moyen d?exorciser le climat d?angoisse et de peur qui avait gagn? tout le monde (…), il y a lieu d?observer que lesdites d?clarations se r?f?rent au d?but de la pr?sence [de la requ?rante] au commissariat, et non pas ? la nuit (1 h 45 et 5 h 45), lorsque les d?clarations soi-disant ? spontan?es ? ont ?t? faites, ce qui d?montre que, contrairement ? la th?se de l?accusation, [la requ?rante], au d?but, n?avait aucune raison d?avoir peur et qu?elle s?est par contre sentie oppress?e et stress?e justement ? la suite de son interrogatoire et des modalit?s selon lesquelles celui-ci a ?t? conduit. (…)
8. Le contexte dans lequel les d?clarations ont ?t? rendues ?tait clairement caract?ris? par une condition psychologique devenue v?ritablement pour la requ?rante un poids insupportable : A.D. ?voque un r?el choc ?motionnel [de la requ?rante] au moment o? l?histoire du message avec D.L. a ?merg?.
9. Or, compte tenu du fait que D.L. ?tait r?ellement ?tranger aux faits, ce choc ?motionnel ne peut pas ?tre d? au fait [pour la requ?rante] d?avoir ?t? d?couverte (concernant quoi au juste ? le fait d?avoir ?chang? un message avec une personne qui n?avait rien ? voir avec le d?lit ?) mais plut?t ? l?aboutissement au maximum de la tension ?motive [de l?int?ress?e].
10. Dans ce contexte, il est compr?hensible que, c?dant ? la pression et ? la fatigue, la requ?rante ait esp?r? mettre fin ? la situation qui s??tait cr??e en fournissant ? ceux qui ?taient en train de l?interroger ce que, en fin de compte, ils voulaient avoir comme r?ponse : un nom, un assassin. (…) En donnant ce nom ? ceux qui ?taient en train de l?interroger aussi durement, [la requ?rante] esp?rait vraisemblablement mettre fin ? cette pression devenue d?sormais, depuis de longues heures, un vrai supplice, alors qu?ajouter des d?tails, construire une br?ve histoire autour de ce nom n??tait certainement pas tr?s difficile (…).
11. (…) Toutefois, cette cour estime qu?il n?y a pas d??l?ments suffisamment pertinents pour conclure que [la requ?rante], alors qu?elle faisait ses d?clarations spontan?es et r?digeait ses textes, se trouvait non seulement dans une situation [dans laquelle elle subissait] une pression psychologique importante et du stress mais aussi [dans une situation] de d?faut de discernement et de volont? (incapacit? di intendere e di volere). En accusant d?un d?lit aussi grave une personne qu?elle savait innocente, elle doit n?anmoins r?pondre du d?lit de d?nonciation calomnieuse. (…) ?
d) Le pourvoi en Cassation
86. La requ?rante se pourvut en cassation en d?non?ant la contradiction existant selon elle entre sa condamnation et le fait que la cour d?appel avait reconnu que les actes utilis?s comme preuve ? conviction, ? savoir ses d?clarations du 6 novembre 2007 et le texte qu?elle avait r?dig? le m?me jour, ne refl?taient pas le d?roulement r?el des faits.
87. Par ailleurs, elle all?gua que des ?l?ments soulevant des questions de responsabilit? p?nale ?taient apparus ? un moment de la proc?dure o? aucune accusation n?avait encore ?t? formul?e ? son encontre. Elle indiqua que, pensant coop?rer avec la police, alors qu?elle se serait trouv?e dans une situation de confusion, elle avait ?t? amen?e ? indiquer une piste qui, selon elle, aurait d? ?tre v?rifi?e par les autorit?s.
88. Elle exposa que, les d?clarations qu?elle avait faites rentrant selon elle dans le cadre d?investigations qui ?taient d?j? en cours, elle aurait d? b?n?ficier des garanties de son droit de d?fense. Elle all?gua qu?elle aurait donc d? ?tre inform?e, entre autres, de son droit de nommer un avocat, de garder le silence, d??tre assist?e par un interpr?te et de pr?venir sa repr?sentation diplomatique et les membres de sa famille.
89. Selon elle, l??l?ment mat?riel de l?infraction de d?nonciation calomnieuse faisait donc d?faut en l?esp?ce.
90. De plus, la requ?rante se plaignit que, afin de ne pas r?pondre du d?lit qui lui ?tait imput?, elle aurait d? souffrir de d?faut de discernement, situation extr?me r?sultant normalement d?une pathologie grave.
91. Elle r?p?ta encore une fois qu?elle se trouvait dans une situation de vuln?rabilit? lors des interrogatoires du 6 novembre 2007, qu?elle ne parlait pas bien l?italien, qu?elle ?tait jeune, qu?elle se trouvait ? P?rouse depuis tr?s peu de temps, qu?elle ?tait fatigu?e, qu?elle avait re?u des tapes sur la t?te et des pressions de la part de ? l?interpr?te/traductrice ? et, surtout, qu?elle avait re?u une information captieuse selon laquelle R.S. avait chang? sa version des faits et avait ?t? menac?e d?incarc?ration si elle ne rappelait pas des faits. Elle d?clara que l?ensemble de ces ?l?ments avait contribu? ? alt?rer sa capacit? ? ?valuer correctement la r?alit?.
e) L?arr?t de la Cour de cassation du 25 mars 2013 d?pos? le 18 juin 2013
92. ? cette date, la Cour de cassation annula l?arr?t d?acquittement du 3 octobre 2011 et renvoya l?affaire devant la cour d?assises d?appel de Florence. Elle confirma la condamnation de la requ?rante pour d?nonciation calomnieuse et renvoya cette partie de l?affaire uniquement en ce qui concernait l?existence d?une circonstance aggravante, ? savoir le fait pour la requ?rante d?avoir calomni? D.L. dans le but de ne pas ?tre poursuivie pour meurtre.
2. La deuxi?me partie de la proc?dure pour concours en violences sexuelles et meurtre et pour d?nonciation calomnieuse (le renvoi)
a) L?arr?t de la cour d?assises d?appel de Florence du 30 janvier 2014
93. La cour d?assises d?appel condamna la requ?rante ? vingt-huit ans et six mois de r?clusion pour concours en violences sexuelles et meurtre et, retenant la circonstance aggravante, ? trois ans de r?clusion pour d?nonciation calomnieuse.
94. Concernant cette derni?re condamnation, la cour d?assises d?appel observa que, le 6 novembre 2007, la requ?rante avait inculp? D.L. du meurtre. Les parties pertinentes en l?esp?ce de l?arr?t se lisent comme suit :
? 1. (…) Ensuite, apr?s quatre heures pendant lesquelles la jeune fille n?eut pas de contact avec l?ext?rieur et ne subit pas de mauvais traitements particuliers, ? 5 h 45, elle maintint sa version des faits mensong?re et l?enrichit m?me de d?tails alors qu?elle se trouvait non pas devant des agents de police perfides, qui l?auraient oblig?e de fournir de telles d?clarations, mais devant un magistrat, auquel la jeune fille aurait pu s?adresser avec davantage de confiance, en d?non?ant tout de suite les traitements qu?elle disait avoir subis, sans m?me courir le risque de mesures de r?torsion car, ? 5 h 45, [la requ?rante] n??tait pas priv?e de sa libert?. [La requ?rante] r?it?ra ses accusations devant le magistrat, accusations qu?elle ne r?tracta jamais lors des jours suivants, m?me lorsque, une fois soustraite aux griffes de la police et du procureur de la R?publique, elle avait eu la possibilit? d??changer avec ses d?fenseurs et les membres de sa famille ; [elle les r?it?ra] jusqu?? la cons?quence extr?me de telles accusations, ? savoir l?arrestation et l?incarc?ration d?une personne qu?elle savait ?tre innocente pendant de nombreux jours, parfaitement indiff?rente ? la souffrance humaine qu?elle causait. (…)
2. La seule motivation raisonnable de sa d?nonciation calomnieuse ? l?encontre de D.L. ?tait celle de d?tourner les soup?ons d?elle-m?me et de R.S. concernant le meurtre, en inculpant une personne qu?elle savait parfaitement ?tre ?trang?re aux faits et, donc, qui n??tait pas en mesure [d?exercer une quelconque] r?torsion ? son encontre (…).
3. La circonstance que, dans la phase d?investigation qui a pr?c?d? le proc?s, lorsque D.L. ?tait incarc?r?, deux versions des faits coexistaient (celle r?sultant des d?clarations [de la requ?rante] d?une part et celle r?sultant du texte [r?dig? par la requ?rante] d?autre part, dans lequel D.L. ne figurait pas) et que les deux avaient ?t? fournies par l??tudiante am?ricaine, sans qu?une phase d??valuation approfondie, visant ? ?claircir les raisons d?une telle contradiction objective, ne soit men?e, repr?sente un d?veloppement inexplicable de la phase d?investigation dans cette affaire. (…)
4. Il y a lieu aussi de souligner que les d?clarations faites par la jeune fille ? la police judiciaire puis au procureur dans la nuit du 6 novembre 2007 rev?tent un int?r?t certain aussi dans le cadre des ?l?ments mat?riels ? charge contre la requ?rante concernant sp?cifiquement le meurtre qui fait l?objet de ce proc?s, dans ce sens que celles-ci contiennent des r?f?rences pr?cises ? des ?l?ments de fait que la phase d?instruction a confirm? par la suite avoir r?ellement eu lieu dans la nuit du 1er au 2 novembre 2007 et qu?une personne ?trang?re au d?roulement de ces ?v?nements n?aurait pas pu ?voquer. ?
b) Le pourvoi en cassation
95. Dans son pourvoi en cassation introduit le 12 juin 2014, la requ?rante se plaignait, entre autres, que ses d?clarations ? spontan?es ? du 6 novembre 2007 avaient ?t? faites alors qu?elle aurait ?t? sous pression et en l?absence d?un d?fenseur, en rappelant les passages pertinents de l?arr?t de la Cour de cassation du 1er avril 2008. Elle all?guait ne pas avoir ?t? assist?e par un avocat et avoir re?u des tapes sur la t?te au cours de son audition, rappelant ? cet ?gard le contenu des textes qu?elle avait r?dig?s le 9 novembre 2007.
c) L?arr?t de la Cour de cassation d?pos? le 7 septembre 2015
96. La Cour de cassation acquitta la requ?rante et R.S. des chefs de meurtre et de violences sexuelles au motif que les faits contest?s ne s??taient pas produits (? perch? il fatto non sussiste ?).
97. Quant ? la condamnation pour d?nonciation calomnieuse, la Cour de cassation observa que celle-ci avait d?j? acquis force de chose jug?e et rappela que la peine ?tait de trois ans d?emprisonnement.
3. La proc?dure pour d?nonciation calomnieuse concernant les d?clarations prof?r?es ? l?encontre des agents de police et du procureur de la R?publique
98. Entre-temps, la requ?rante fit l?objet d?une autre proc?dure p?nale pour d?nonciation calomnieuse concernant les d?clarations qu?elle avait faites les 13 mars et 12 et 13 juin 2009 (voir paragraphe 46 ci-dessus). Il lui ?tait reproch? d?avoir, ? m?me en les sachant innocents ?, accus? les agents de police ayant proc?d? ? son audition du 6 novembre 2007 de faux t?moignage, de d?nonciation calomnieuse et complicit? (favoreggiamento), de mensonge id?ologique (falso ideologico), de violences (consistant en des tapes sur sa t?te) et de menaces.
99. Cette proc?dure fut attribu?e dans un premier temps ? G.M., le procureur qui avait demand? la transmission des actes au parquet. ? la suite d?une demande pr?sent?e par la d?fense de la requ?rante, par un jugement du tribunal de P?rouse d?pos? le 22 mars 2013, la proc?dure fut attribu?e ? un autre magistrat, compte tenu du conflit d?int?r?ts existant.
100. L?objet du litige fut ensuite ?largi aux accusations que la requ?rante avait prof?r?es ? l?encontre de G.M.
101. Les parties pertinentes en l?esp?ce de ce jugement se lisent comme suit :
? (…) il ne ressort pas du dossier que les agents de police auxquels la requ?rante a fait r?f?rence dans ses d?clarations aient ?t? inscrits dans le registre des personnes soumises ? une enqu?te pour abus de fonction, mauvais traitements ou d?autres infractions.
(…) [Pourtant], il ressort de la lecture des proc?s-verbaux une notitia criminis, contenant la description de possibles infractions p?nales : quelqu?un a en effet express?ment d?clar? devant une cour et des procureurs de la R?publique avoir subi des coups et des menaces de la part de personnes appartenant ? la police judiciaire et une telle information, qu?elle soit vraie ou fausse, impose de toute ?vidence la mise en place d?une instruction s?rieuse. (…)
Celle-ci n?est certainement pas la phase judiciaire lors de laquelle [il convient d?] ?valuer la r?alit? du d?roulement des faits.
(…) La notitia criminis concernant potentiellement un magistrat du parquet de P?rouse, celle-ci aurait d? ?tre transmise imm?diatement au parquet de Florence (…) ?
102. Par un jugement du 14 janvier 2016, le tribunal de Florence acquitta la requ?rante.
103. Il consid?ra en particulier que celle-ci avait ?t? soumise ? une forte pression psychologique de la part des enqu?teurs, ce qui l?avait amen?e ? prononcer le nom de D.L. dans le seul but de mettre fin ? un traitement contraire aux droits de la personne mise en examen. Les passages pertinents en l?esp?ce de ce jugement se lisent comme suit :
? 1. Les proc?s-verbaux sont tous tr?s courts alors que, selon certains t?moins, les activit?s [en cause] ont dur? plusieurs heures. (…) Les activit?s [qui se sont d?roul?es] ne sont pas fid?lement repr?sent?es.
2. [R.I., un agent de police, t?moin] a indiqu? que, pendant l?interrogatoire de 1 h 45, la [requ?rante] a aussi ?t? rassur?e par un contact physique, et que lui-m?me en particulier lui tenait la main, comportement dont il n?y a pas de trace dans le proc?s-verbal et qui est consid?r? ? tort par le t?moin comme un geste humain, alors qu?il est totalement d?plac? et inopportun [dans ce contexte] (…)
3. A.D. (…) a confirm? avoir racont? ? [la requ?rante une anecdote] personnelle concernant un accident ? la suite duquel elle s??tait cass? une jambe et avoir dit ? la jeune fille, qui continuait ? soutenir ne pas se rappeler les faits sur lesquels portaient son interrogatoire, comprendre le fait qu?elle ne se rappelait pas des faits sur le moment, tout comme elle l?avait elle-m?me v?cu par le pass?. Ce fait ne ressortait pas non plus du proc?s-verbal.
4. [A.D.] a confirm? avoir dit que

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