AFFAIRE K?NIG c. ALLEMAGNE (ARTICLE 50) - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE K?NIG c. ALLEMAGNE (ARTICLE 50)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41
Numero: 6232/73/1980
Stato: Germania
Data: 1980-03-10 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Danno giuridico – risarcimento pecuniario; Rimborso oneri e spese – procedimento nazionale; Rimborso oneri e spese – procedimento della Convenzione
CORTE (PLENARIA)
CAUSA K?NIG C. Germania (Articolo 50)
( Richiesta no 6232/73)
SENTENZA
STRASBURGO
10 marzo 1980

Nella causa K?nig,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, deliberando in seduta plenaria con applicazione dell’articolo 48 del suo ordinamento e composta dei giudici di cui segue il nome:
SIGG.. G. BALLADORE PALLIERI, presidente,
G. WIARDA,
H. MOSLER,
IL SIG. ZEKIA,
J. CREMONA,
Th?r VILHJ?LMSSON,
W. GANSHOF VAN DER MEERSCH,
La Sig.ra D. BINDSCHEDLER-ROBERT,
SIGG.. D. EVRIGENIS,
P. – H. TEITGEN,
G. LAGERGREN,
L. LIESCH,
F. G?LC?KL?,
F. MATSCHER,
J. PINHEIRO FARINHA,
cos? come dei Sigg.. SIG. – A. EISSEN, cancelliere, e H. PETZOLD, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 24 e 25 ottobre 1979, poi il 27 febbraio 1980,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data, sull’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”) nello specifico:
PROCEDIMENTO
1. La causa K?nig ? stato deferita alla Corte dal governo della Repubblica federale della Germania (“il Governo”) nel febbraio 1977, poi dalla Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il seguente mese. Alla sua origine si trova una richiesta diretta contro la Repubblica federale della Germania e in cui un cittadino tedesco, il Dr E. K., aveva investito la Commissione nel 1973.
2. Il richiedente si lamentava della lentezza dei procedimenti che aveva introdotto dinnanzi al tribunale amministrativo di Francoforte. Con una sentenza del 28 giugno 1978, la Corte ha constatato che la loro durata aveva superato il “termine ragionevole” del quale l’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) della Convenzione esige il rispetto (punti 3 e 4 del dispositivo e paragrafo 105 e 111 dei motivi, serie A no 27, pp. 37, 40 e 41).
Ha riservato inoltre, per intero la domanda dell’applicazione dell’articolo 50 (art. 50). Invitando i delegati della Commissione a trasmetterle le pretese del richiedente e, all’occorrenza, le loro osservazioni, nel termine di tre mesi a contare dalla decisione della sentenza, ha deciso che il Governo avrebbe avuto la facolt? di rispondere nel termine di due mesi a partire giorno in cui il cancelliere gliele avrebbe comunicate; ha riservato l? ulteriore procedimento (punto 5 del dispositivo e paragrafo 114 dei motivi) (ibidem, pp. 41 e 42).
3. Il 28 settembre 1978, il presidente della Corte ha prorogato fino al 6 ottobre, su loro richiesta, il termine accordato ai delegati. La cancelleria ha ricevuto le loro osservazioni a questa ultima data; si accompagnavano di una lettera che il Sig, H., avvocato del Dr K., aveva indirizzato alla Commissione il 18 settembre.
L?11 dicembre, il presidente ha consentito al Governo un termine supplementare che doveva scadere il 13 gennaio 1979.
L’esposto del Governo ? arrivato alla cancelleria il 16 gennaio. Il 26 marzo, il segretario della Commissione ha informato il cancelliere che i delegati non contavano di rispondere e non ha stimato necessario la tenuta di dibattimenti, pure restando a disposizione della Corte.
4. Il 16 maggio, la Corte ha deliberato sul procedimento da seguire. Il 12 giugno il suo presidente, dopo avere consultato delegato della Commissione ed agente del Governo tramite il cancelliere aggiunto, ha deciso che le udienze avrebbero luogo il 23 ottobre. Ha pregato le parti a confronto di completare i loro scritti per questa occasione allo stesso tempo se lo desideravano, di rispondere alle parecchie domande enumerate nella sua ordinanza e, per ci? riguarda la Commissione, di produrre diversi documenti.
5. Il 27 luglio, il segretario aggiunto della Commissione ha segnalato al cancelliere che i delegati avevano intenzione di rispondere all’esposto del Governo ed alle domande della Corte all’epoca delle arringhe.
Commissione e Governo hanno fornito alla cancelleria dei documenti, per la maggior parte menzionati nell’ordinanza precitata del 12 giugno, la prima il 20 settembre e 22 ottobre, il secondo il 8 e 11 ottobre.
6. Il 23 ottobre, subito prima dell’apertura dei dibattimenti, la Corte ha consacrato una breve riunione alla loro preparazione. Ha preso nota dell’intenzione dei delegati di farsi assistere dal Sig.H. che ha autorizzato ad esprimersi in tedesco (articoli 29 paragrafo 1 in fine e 27 paragrafo 3 dell’ordinamento).
7. Il procedimento orale si ? svolto in pubblico nella mattinata del 23 ottobre a Strasburgo, al Palazzo dei Diritti dell’uomo.
Sono comparsi:
– per il Governo:
La Sig.ra I. MAIER, ministeriale,
al ministero federale della giustizia, agente,
SIGG.. H. BONK e H. ST?CKER, governativo
allo stesso ministero, consiglieri,;
– per la Commissione:
Il Sig. J. FROWEIN, delegato,
Sig. il Sig. H., avvocato del richiedente,
assistente del delegato in virt? dell’articolo 29 paragrafo 1,
seconda frase, dell’ordinamento della Corte.
La Corte ha udito nelle loro dichiarazioni, cos? come nelle loro risposte alle sue domande (paragrafo 4 sopra) il Sig. Frowein ed Sig. H. per la Commissione e, per il Governo, la Sig.ra Maier che ha adoperato la lingua tedesca in applicazione della decisione adottata dalla Corte il 29 settembre 1977 ( serie A no 27, p. 7, paragrafo 10).
Il Governo ha depositato parecchi documenti in occasione dell’udienza, poi il 3 gennaio 1980.
FATTI
8. Resta solo da troncare la domanda dell’applicazione dell’articolo 50 (art. 50) nello specifico. In quanto ai fatti della causa, la Corte si limita qui a brevi indicazioni dunque; rinvia per il surplus ai paragrafi 15 a 81 della sua sentenza del 28 giugno 1978 (ibidem, pp. 7-27).
9. Questo ultimo riguardava la durata di istanze che il Dr K. aveva introdotto dinnanzi al tribunale amministrativo di Francoforte, nel 1967 contro il ritiro del permesso di sfruttare la sua clinica poi, nel 1971, contro quello dell’autorizzazione di esercitare la sua professione di medico.
Nel secondo procedimento, il tribunale aveva respinto il richiedente con un giudizio del 9 giugno 1976 che la Corte amministrativa di Hesse aveva confermato in appello il 2 maggio 1978. Investita di un ricorso (Nichtzul?ssigkeitsbeschwerde) e di un ricorso in cassazione (Revisione), la Corte amministrativa federale (Bundesverwaltungsgericht) li ha respinti il 10 settembre e 18 ottobre 1979, con due decisione definitive.
Nella causa della clinica, il tribunale amministrativo aveva respinto, il 22 giugno 1977, il ricorso del Dr K. il cui appello rimane pendente dinnanzi alla Corte amministrativa di Hesse: con l’accordo delle parti, questa ha sospeso il procedimento il 21 febbraio 1979 aspettando la conclusione dell’istanza suddetta dinnanzi alla Corte amministrativa federale.
10. Dopo la decisione della sentenza della Corte del 28 giugno 1978, Governo e richiedente hanno provato, con l’assistenza della Commissione, ad arrivare ad un ordinamento amichevole sulle domande di questo, che il Sig. H. aveva precisato nella sua lettera del 18 settembre 1978 (paragrafo 3 sopra). Il tentativo ? fallito nel novembre 1978: il Dr K. non ha trovato sufficiente un’offerta di 20.000 DM avanzata dal Governo per saldo di ogni conto.
11. Il richiedente richiede il risarcimento pecuniario del doppio danno che gli avrebbe causato la violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1): rischierebbe di rovinare definitivamente la sua situazione economica e professionale; in secondo luogo, nuocerebbe indirettamente alla sua reputazione di uomo e di medico. Non valuta le sue pretese, ma da’ certe indicazioni relative, in particolare, ai redditi annui medi che si sarebbe potuto aspettare in qualit? di medico e di capo di clinica; secondo lui, permettono di misurare l’ampiezza del danno globale e di valutarne la parte imputabile al superamento del “termine ragionevole.” Rivendica per di pi? il rimborso degli oneri esposti da lui tanto in Germania, per accelerare l’esame dei suoi ricorsi che dinnanzi agli organi della Convenzione.
Il Dr K. lascia alla Corte la cura di fissare la somma da assegnargli, confermando cos? l’atteggiamento che aveva adottato nel 1977 (serie A no 27, p. 41, paragrafo 113).
12. Nella loro osservazione del 6 ottobre 1978 (paragrafo 3 sopra) i delegati della Commissione hanno dichiarato desiderare non commentare la prima richiesta dell’interessato che riguarderebbe i seguiti dei due ritiri di autorizzazione; all’udienza hanno stimato impossibili, almeno sulla base delle informazioni fornite alla Corte, di assegnare alla trasgressione constatata da parte di questa delle perdite materiali precise. In compenso, suggeriscono di avere riguardo alla circostanza che il richiedente ha conosciuto una lunga incertezza in quanto al suo avvenire professionale, e questo ad un’et? – da quarantanove (nel 1967) a sessanta (nel 1978) ? che coincide di abitudine il vertice della carriera di un uomo. Pensano inoltre che la violazione all’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) considerata in s?, pu? anche costituire un elemento pertinente per la concessione di una soddisfazione equa.
In quanto agli oneri di procedimento entrerebbero in fila di conto le spese che il Dr K. ha sopportato per affrettare lo svolgimento delle istanze interne e per difendere la sua causa a Strasburgo. I delegati non si pronunciano sul punto di sapere se ne va parimenti per quelle che sono risultate dalle domande introdotte da lui dinnanzi alle giurisdizioni nazionali per vedere ristabilire l’effetto sospensivo del suo ricorso contro il ritiro dell’autorizzazione ad esercitare; secondo essi, non tendevano ad attivare il procedimento ma a limitare le conseguenze della sua durata eccessiva. Non esprimono in pi? di opinione sulla giustificazione degli importi citati dal richiedente.
13. Agli occhi del Governo, non esiste nessuno legame di causalit? tra le violazioni rilevate dalla Corte ed il danno che l’interessato adduce avere subito sul piano professionale. Invece, potrebbero dare materia al compenso gli oneri “appropriati”, “necessari” e provati derivanti dai ricorsi interni per quanto questi ultimi cercavano di accelerare il procedimento; in pi?, gli “oneri appropriati” assunti dinnanzi agli organi della Convenzione dovrebbero essere rimborsati. Infine, apparterrebbe alla Corte di determinare se c’? luogo di assegnare al richiedente un’indennit? a titolo del danno “non materiale” sofferto da lui per il solo fatto del superamento del “termine ragionevole.”
CONCLUSIONI PRESENTATE ALLA CORTE
14. All’udienza, il Governo ha invitato la Corte a “fissare, conformemente all’articolo 50 (art. 50) una soddisfazione equa per il richiedente”, lasciandole la cura di valutare ne “l’importo e gli elementi costitutivi”.
IN DIRITTO
15. L’articolo 50, art. 50, della Convenzione abilita la Corte ad accordare al Dr K. una soddisfazione equa se, tra le altre condizioni ,il “dritto interno” della Repubblica federale della Germania permettesse solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze” della violazione constatata dalla sentenza del 28 giugno 1978. Oro tale ? ben il caso: quando un processo prosegue al di l? del “termine ragionevole” del quale l? articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) prescrive il rispetto, la natura intrinseca della lesione impedisce un risarcimento integrale (restitutio in integrum). Il richiedente non pu? formare dunque che una domanda di soddisfazione equa. Anche se avrebbe potuto o potrbbe presentarne una a un tribunale del suo paese, la Corte non ha l’obbligo di respingere quella di cui si trova investita; ne ha esposto le ragioni nella sua sentenza De Wilde, Ooms e Versyp del 10 marzo 1972 (serie A no 14, pp. 8-9 e 10, paragrafo 16 e 20). Le parti a confronto si accordano del resto a pensare che il diritto tedesco non offra nello specifico all’interessato nessuno ricorso proprio a garantirgli un risarcimento pecuniario completo.
16. Il Dr K. richiede un’indennit? a titolo dei differenti danni che risultano, secondo lui, dalla durata troppo lunga dei procedimenti dinnanzi al tribunale amministrativo di Francoforte, cos? come il rimborso degli oneri impegnati da lui in Germania, per accelerare lo svolgimento di suddette procedimenti, poi dinnanzi agli organi della Convenzione.
17. Secondo i delegati della Commissione, per pronunciarsi sulle sue pretese occorre di sapere prima in quale misura le due istanze di cui si tratta hanno superato il “termine ragionevole.” Ai loro occhi, per nessuna di esse un lasso di tempo superiore a quattro anni non potrebbe passare per compatibile con l’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1). Credendo all?interessato, si sarebbero potute concludere nel 1973 o addirittura prima.
Nella sua sentenza del 28 giugno 1978, la Corte non ha cercato di quantificare il superamento del “termine ragionevole” indicando, anche in modo approssimativo, in quali date sarebbe cominciato o su quale periodo globale si sarebbe prolungato. Difatti simile valutazione non gli ? sembrata e non gli sembra possibile, in ragione della sua conclusione secondo la quale, a prescindere dalle lentezze imputabili al richiedente, la trasgressione alle esigenze dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-19 derivava di una serie di circostanze riguardanti la condotta dei processi da parte della seconda e quarta camera del tribunale amministrativo di Francoforte (serie A no 27, pp. 34-37 e 38-40, paragrafo 102-105 e 107-111).
Cos?, il procedimento relativo al ritiro dell’autorizzazione a sfruttare la clinica si apr? con un scambio di memorie che si prolung? per circa a diciassette mesi; la prima misura di istruzione fu presa solamente ventuno mesi dopo l’inizio dell’istanza e diciassette mesi passarono prima che la quarta camera si procurasse i documenti riuniti dai tribunali professionali; l’invio della pratica alle autorit? e giurisdizioni dinnanzi a cui il Dr K. esercit? i suoi diversi ricorsi provoc? dei ritardi non trascurabili: infine, pi? di sette anni dopo la sua immissione nel processo la quarta camera sospese la delibera fino al termine del procedimento in corso dinnanzi alla seconda, procedimento che all’epoca si trovava da parte sua sospeso (serie A no 27, pp. 36-37, paragrafo 104).
Nella causa del ritiro dell’autorizzazione a praticare, la seconda camera fiss? solamente dopo circa tre anni e nove mesi la prima udienza consacrata alle deposizioni dei testimoni ed alle arringhe; aveva aspettato pi? di dieci mesi per decidere l’intervento dell’ordine regionale dei medici le cui querele avevano scatenato il procedimento dinnanzi ai tribunali professionali poi provocato il ritiro delle due autorizzazioni; l? anche, la comunicazione della pratica alle differenti autorit? e giurisdizioni port? dei ritardi considerevoli; soprattutto, ventitre mesi dopo la sua immissione nel processo la camera sospese la deliberazione per ventuno mesi: desiderava conoscere il risultato dei perseguimenti penali intentati, pi? di un anno prima, contro l’interessato ( serie A no 27, pp. 39-40, paragrafo 110).
I ritardi rilevati dalla Corte non suscitano una semplice addizione perch? sono esistiti al tempo stesso tra essi degli accavallamenti e delle interazioni, ma sono innegabili e hanno provocato probabilmente un allungamento dei procedimenti di alcuni anni.
? sulla base di questi elementi che ha constatato una violazione dell’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) e che gli tocca di liberarsi dal compito definito all’articolo 50 ora (art. 50).
18. Prima di esaminare in dettaglio le domande del Dr K., la Corte ricorda che la sua sentenza del 28 giugno 1978 non riguardava la validit? dei ritiri di autorizzazione incriminati, ma unicamente lo svolgimento delle istanze impegnate dinnanzi al tribunale amministrativo di Francoforte. I differenti danni che avrebbero causato i ritiri loro stessi non potrebbero entrare in fila di conto dunque. Solo possono dare luogo alla concessione di una soddisfazione equa quelli che il richiedente non avrebbe provato se suddette istanze si fossero concluse in un termine ragionevole.
19. L’interessato adduce averne subiti, ma non ne dimostra la fisicit? e non ne specifica l?entit?; non indica neanche a quali somme stima avere diritto a titolo di soddisfazione equa. Bisogna difatti ben ammettere, coi delegati della Commissione, che si rivela molto arduo isolare nettamente i danni che risultano dalla durata eccessiva dei procedimenti interni i. Sebbene normalmente i richiedenti devono valutare le loro pretese, la Corte mancherebbe all’equit? voluta dall’articolo 50 (art. 50) se non prendesse in considerazione le difficolt? incontrate a questo riguardo dal Dr K.. Allo stesso modo non ha ritenuto di doverlo invitare a precisare l’importo del risarcimento che richiede.
La Corte sottolinea che se il superamento del “termine ragionevole” non ha potuto portare con s? attentato alla reputazione del richiedente, come afferma questo ultimo, l’ha mantenuto durante tutta la sua durata in una “incertezza prolungata” (serie A no 27, p. 37, paragrafo 105) in ragione della lentezza delle due istanze in questione. Al momento dell’adozione della sentenza del 28 giugno 1978, erano in corso da pi? di dieci anni e dieci mesi per la prima (direzione della clinica), pi? di sette anni ed un mese per la seconda (pratico della medicina).
Simile situazione era di natura tale da condurre il Dr K. a differire troppo in l? nel tempo, visto la sua et?, la ricerca di una nuova attivit?. La Corte deve tenere bene conto che non fosse stabilito che delle prospettive di riconversione professionale si sarebbero aperte a lui. D?altra parte, la lunghezza eccessiva del procedimento relativo alla direzione della clinica ha, con ogni probabilit?, leso l’interessato incitandolo a rinviare la vendita o la locazione di questa ultima tardi pi? avanti ed a lasciarsi cos? sfuggire certe probabilit? od occasioni. Infine, l’incertezza prolungata nella quale ha vissuto durante alcuni anni supplementari, aspettando sempre la conclusione aleatoria del processo, ha costituito per lui una sorgente di inquietudine permanente e profonda; gli ha causato lei stessa un danno giuridico.
Nessuno di questi elementi suscita un calcolo. Valutandoli nel loro insieme in equit?, come vuole l’articolo 50 (art. 50) la Corte considera che c’? luogo di accordare a questo capo al richiedente una soddisfazione della quale cui fissa l’importo a 30.000 DM.
20. Il Dr K. ? in diritto di richiedere, per di pi?, il rimborso degli oneri che ha impegnato nei suoi ricorsi alle giurisdizioni tedesche e dinnanzi agli organi della Convenzione. Questa soluzione quadra con la sentenza Neumeister del 7 maggio 1974: la Corte ha distinto “tra i danni provocati da una violazione della Convenzione e gli oneri necessari che l’interessato ha dovuto esporre per provare a prevenirla, per farla constatare dalla Commissione poi dalla Corte e per ottenere, dopo una sentenza favorevole, una soddisfazione equa o dalle autorit? nazionali competenti o, all’occorrenza, dalla Corte” (serie A no 17, pp. 20-21, paragrafo 43).
21. Pertanto, il richiedente ha diritto da prima al rimborso delle somme spese da lui per esercitare quei suoi ricorsi che tendevano ad un svolgimento pi? veloce dei processi.
Secondo lui, era bene cos? per ciascuno dei dieci ricorsi che enumera. La Corte rileva quindi che cinque di essi miravano al ristabilimento dell’effetto sospensivo dell’opposizione formata da lui contro il ritiro dell’autorizzazione a praticare, per esempio i ricorsi costituzionali dell? 11 marzo, 29 novembre e 9 dicembre 1975. Se menzionavano la lentezza dei procedimenti controversi, il loro scopo non consisteva in accelerarne il cammino ma a risparmiare al Dr K. le ripercussioni immediate del ritiro incriminato, cos? che gli oneri assunti nella loro occasione non entrano in fila di conto sul terreno dell’articolo 50 (art. 50). La Corte sottoscrive su questo punto la tesi del Governo.
22. Restano cinque ricorsi costituzionali di cui il Governo non contesta che avevano per obiettivo di attivare le istanze pendenti dinnanzi al tribunale amministrativo di Francoforte: i ricorsi presentati dal Sig. D. il 18 ottobre 1973 nella seconda causa e l’indomani nella prima, dal Sig. S. il 12 novembre 1973 in ciascuna di esse ed il 27 marzo 1975 dal Sig. v. S. nella seconda.
Secondo il Governo, bisogna limitarsi a quelli la cui introduzione era necessaria o ragionevole. Comunque, aggiunge, se si basa sulla tabella federale della parcella di avvocato (Bundesgeb?hrenordnung f?r Rechtsanw?lte) il richiedente pu? pretendere a 2.200 DM circa e non i 2.875 DM 65 che richiede.
23. Del parere della Corte, la domanda dell’interessato si giustifica allo sguardo dell’articolo 50 (art. 50) se e nella misura in cui i suoi ricorsi ed i suoi oneri di avvocato rivestono un carattere ragionevole nelle circostanze della causa (vedere, mutatis mutandis, il passaggio precitato del sentenza Neumeister del 7 maggio 1974).
I due ricorsi del 12 novembre 1973 non assolvono questa condizione perch? meno di un mese prima il Sig. D. aveva investito agli stessi fini la Corte costituzionale che non aveva deliberato ancora. Della somma suddetta di 2.875 DM 65, c’? luogo dunque di tagliare i 1.000 DM versati dal richiedente a il Sig. S..
In compenso, il Dr K.. ha diritto al rimborso dei 1.875 DM 65 che ha pagato ai Sigg. D. e v. S. per i ricorsi del18 ottobre 1973, 19 ottobre 1973 e 27 marzo 1975. Questo importo, un poco pi? elevato di quanto il Governo lo ritenga legittimo, non ? per tanto sproporzionato o irragionevole. Probabilmente la Corte aveva considerato, nella sua sentenza del 7 maggio 1974, i tassi applicati all’epoca nella cornice del sistema di assistenza giudiziale gratuita che funziona presso la Commissione e i suoi delegati (serie A no 17, p. 21, paragrafo 44,) ma questa decisione derivava per il fatto che il Sig. N., alla differenza del Dr K., non aveva fornito note dettagliate di parcella( serie B no 15, p. 134; serie A no 17, pp. 19-20, paragrafo 42).
24. In quanto al procedimento dinnanzi agli organi della Convenzione, l’interessato non ha beneficiato dell’assistenza giudiziale gratuita. Ha regolato 1.075 DM 10 a Sig.e H. e 3.000 FF (corrispondendo all’epoca a 1.738 DM 20) a Sig. B., i suoi consiglieri dinnanzi alla Commissione; 1.000 DM a Sig. B. e 2.140 DM 60 a Sig. H., i suoi avvocati allo stadio dell’esame del merito della controversia, (articolo 6 paragrafo 1) (art. 6-1) da parte della Corte; infine, 2.832 DM a Sig. H., per avere assistito i delegati durante il procedimento relativo all’articolo 50 (art. 50).
Le parti a confronto si accordano a pensare che gli oneri assunti da lui a questi diversi titoli entrano in fila di conto sul terreno dell’articolo 50 (art. 50) ma esprimono delle opinioni divergenti in quanto alla base adeguata di calcolo. Il Governo stima appropriato di adottare una norma europea uniforme, ossia la tabella stabilita dalla Commissione in materia di assistenza giudiziale gratuita; invoca la sentenza Neumeister del 7 maggio 1974. I delegati trovano abbastanza anormale che i richiedenti cittadini di paese in cui la giustizia ? meno onerosa ottengano una presa in carico integrale mentre altri dovrebbero sopportare un residuo talvolta considerevole.
La Corte ricorda che la soluzione della sentenza precitata si spiegava unicamente con le circostanze della causa (paragrafo 23 sopra). Nello specifico, non vede nessuno motivo di rifiutare un rimborso completo degli oneri impegnati per quanto si rivelino ragionevoli.
25. Il Governo, del resto, non solleva nessuna obiezione contro le domande riguardanti la parcella di Sig. B., ma contesta la prima delle due note di Sig. H.; afferma, in particolare, che il concorso di questo non era indispensabile.
La Corte sottoscrive la tesi del Governo. Solo il Sig. B. comparve nel 1977 dinnanzi alla Corte al fianco dei delegati della Commissione (in virt? dell’articolo 29 paragrafo 1, secondo frase, dell’ordinamento, serie A no 27, pp. 7 e 41, paragrafo 13 e 113). Conosceva da molto la pratica del Dr K. perch? aveva rappresentato questo ultimo dinnanzi alla Commissione. Del resto, il richiedente non ha dimostrato che una distribuzione dei compiti tra il Sig.B. ed il Sig. H. si imponeva all’epoca dell’esame del merito della causa da parte della corte Corte.
Secondo il Governo, la parcella versata dall’interessato al Sig. H., poi a Sig. H. durante il procedimento relativo all’articolo 50 (art. 50,)non corrispondono alle tariffe in vigore nella Repubblica federale della Germania; raggiungerebbero circa il doppio. Agli occhi della Corte, non potrebbero passare tuttavia per sproporzionati.
26. Il Dr K. chiede infine la copertura di spese personali di 1.269 DM dovute, per l’essenziale, ai suoi spostamenti a Strasburgo di 1973 a 1978. Il Governo dichiara non formulare nessuna obiezione.
Secondo l’articolo 26 paragrafo 3 dell’ordinamento interno della Commissione, il richiedente o il suo rappresentante compaiono dinnanzi a questa ultima per sostenere la sua causa all’epoca di dibattimenti contraddittori ordinati da lei o per ogni altra ragione per la quale l’invita. Se non possiede la qualit? di parte dinnanzi alla Corte, la sua presenza nella sala di udienza non ha per questo meno interesse; pu? procurare alla Corte il mezzo di conoscere immediatamente, o direttamente o tramite i delegati o dei loro assistenti (articoli 38 e 39 dell’ordinamento) la posizione dell’interessato sulle domande egli concernenti.
27. Partendo da questi dati, la Corte fissa a 9.789 DM 95 la somma da pagare al Dr K. a capo dei suoi oneri di avvocato e delle sue spese personali a cui si aggiungono 30.000 DM a titolo dei danni che risultano dal superamento del “termine ragionevole” del quale l’articolo 6 paragrafo 1 (art. 6-1) esige il rispetto (paragrafo 19 sopra).
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
Stabilisce (all’unanimit?) che la Repubblica federale della Germania deve versare al Dr K. un’indennit? di 39.789 DM 95.
Reso in francese ed in inglese, il testo francese facente fede, al Palazzo dei Diritti dell’uomo a Strasburgo, il dieci marzo mille nove cento ottanta.
Per il Presidente
L?on LIESCH
Giudice
Marc-Andr? EISSEN
Cancelliere

Testo Tradotto

Conclusion Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement frais et d?pens – proc?dure nationale ; Remboursement frais et d?pens – proc?dure de la Convention
COUR (PL?NI?RE)
AFFAIRE K?NIG c. ALLEMAGNE (ARTICLE 50)
(Requ?te no 6232/73)
ARR?T
STRASBOURG
10 mars 1980

En l?affaire K?nig,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, statuant en s?ance pl?ni?re par application de l?article 48 de son r?glement et compos?e des juges dont le nom suit:
MM. G. BALLADORE PALLIERI, pr?sident,
G. WIARDA,
H. MOSLER,
M. ZEKIA,
J. CREMONA,
Th?r VILHJ?LMSSON,
W. GANSHOF VAN DER MEERSCH,
Mme D. BINDSCHEDLER-ROBERT,
MM. D. EVRIGENIS,
P.-H. TEITGEN,
G. LAGERGREN,
L. LIESCH,
F. G?LC?KL?,
F. MATSCHER,
J. PINHEIRO FARINHA,
ainsi que de MM. M.-A. EISSEN, greffier, et H. PETZOLD, greffier adjoint,
Apr?s avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 24 et 25 octobre 1979, puis le 27 f?vrier 1980,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date, sur l?application de l?article 50 (art. 50) de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (“la Convention”) en l?esp?ce:
PROCEDURE
1. L?affaire K?nig a ?t? d?f?r?e ? la Cour par le gouvernement de la R?publique f?d?rale d?Allemagne (“le Gouvernement”) en f?vrier 1977, puis par la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (“la Commission”) le mois suivant. A son origine se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique f?d?rale d?Allemagne et dont un ressortissant allemand, le Dr E. K., avait saisi la Commission en 1973.
2. Le requ?rant se plaignait de la lenteur des proc?dures qu?il avait introduites devant le tribunal administratif de Francfort. Par un arr?t du 28 juin 1978, la Cour a constat? que leur dur?e avait d?pass? le “d?lai raisonnable” dont l?article 6 par. 1 (art. 6-1) de la Convention exige le respect (points 3 et 4 du dispositif et paragraphe 105 et 111 des motifs, s?rie A no 27, pp. 37, 40 et 41).
En outre, elle a r?serv? en entier la question de l?application de l?article 50 (art. 50). Invitant les d?l?gu?s de la Commission ? lui transmettre les pr?tentions du requ?rant et, le cas ?ch?ant, leurs observations, dans le d?lai de trois mois ? compter du prononc? de l?arr?t, elle a d?cid? que le Gouvernement aurait la facult? d?y r?pondre dans le d?lai de deux mois ? partir jour o? le greffier les lui aurait communiqu?es; elle a r?serv? la proc?dure ult?rieure (point 5 du dispositif et paragraphe 114 des motifs, ibidem, pp. 41 et 42).
3. Le 28 septembre 1978, le pr?sident de la Cour a prorog? jusqu?au 6 octobre, ? leur demande, le d?lai accord? aux d?l?gu?s. Le greffe a re?u leurs observations ? cette derni?re date; elles s?accompagnaient d?une lettre que Me H., avocat du Dr K., avait adress?e ? la Commission le 18 septembre.
Le 11 d?cembre, le pr?sident a consenti au Gouvernement un d?lai suppl?mentaire devant expirer le 13 janvier 1979.
Le m?moire du Gouvernement est arriv? au greffe le 16 janvier. Le 26 mars, le secr?taire de la Commission a inform? le greffier que les d?l?gu?s ne comptaient pas y r?pondre et n?estimaient pas n?cessaire la tenue de d?bats, tout en restant ? la disposition de la Cour.
4. Le 16 mai, la Cour a d?lib?r? sur la proc?dure ? suivre. Le 12 juin son pr?sident, apr?s avoir consult? d?l?gu?s de la Commission et agent du Gouvernement par l?interm?diaire du greffier adjoint, a d?cid? que des audiences auraient lieu le 23 octobre. Il a en m?me temps pri? les comparants de compl?ter leurs ?crits ? cette occasion s?ils le d?siraient, de r?pondre ? plusieurs questions ?num?r?es dans son ordonnance et, pour ce qui est de la Commission, de produire divers documents.
5. Le 27 juillet, le secr?taire adjoint de la Commission a signal? au greffier que les d?l?gu?es envisageaient de r?pondre au m?moire du Gouvernement et aux questions de la Cour lors des plaidoiries.
Commission et Gouvernement ont fourni au greffe des documents, pour la plupart mentionn?s dans l?ordonnance pr?cit?e du 12 juin, la premi?re les 20 septembre et 22 octobre, le second les 8 et 11 octobre.
6. Le 23 octobre, aussit?t avant l?ouverture des d?bats, la Cour a consacr? une br?ve r?union ? leur pr?paration. Elle a pris note de l?intention des d?l?gu?s de se faire assister par Me H. qu?elle a autoris? ? s?exprimer en allemand (articles 29 par. 1 in fine et 27 par. 3 du r?glement).
7. La proc?dure orale s?est d?roul?e en public dans la matin?e du 23 octobre ? Strasbourg, au Palais des Droits de l?Homme.
Ont comparu:
– pour le Gouvernement:
Mme I. MAIER, Ministerialdirigentin
au minist?re f?d?ral de la justice, agent,
MM. H. BONK et H. ST?CKER, Regierungsdirektoren
au m?me minist?re, conseillers;
– pour la Commission:
M. J. FROWEIN, d?l?gu?,
Me M. H., avocat du requ?rant,
assistant le d?l?gu? en vertu de l?article 29 par. 1,
deuxi?me phrase, du r?glement de la Cour.
La Cour a ou? en leurs d?clarations, ainsi qu?en leurs r?ponses ? ses questions (paragraphe 4 ci-dessus), M. Frowein et Me H. pour la Commission et, pour le Gouvernement, Mme Maier qui a employ? la langue allemande en application de la d?cision adopt?e par la Cour le 29 septembre 1977 (s?rie A no 27, p. 7, par. 10).
Le Gouvernement a d?pos? plusieurs documents ? l?occasion de l?audience, puis le 3 janvier 1980.
FAITS
8. Seule reste ? trancher la question de l?application de l?article 50 (art. 50) en l?esp?ce. Quant aux faits de la cause, la Cour se borne donc ici ? de br?ves indications; elle renvoie pour le surplus aux paragraphes 15 ? 81 de son arr?t du 28 juin 1978 (ibidem, pp. 7-27).
9. Ce dernier concernait la dur?e d?instances que le Dr K. avait introduites devant le tribunal administratif de Francfort, en 1967 contre le retrait du permis d?exploiter sa clinique puis, en 1971, contre celui de l?autorisation d?exercer sa profession de m?decin.
Dans la seconde proc?dure, le tribunal avait d?bout? le requ?rant par un jugement du 9 juin 1976 que la Cour administrative de Hesse avait confirm? en appel le 2 mai 1978. Saisie d?un recours (Nichtzul?ssigkeitsbeschwerde) et d?un pourvoi en cassation (Revision), la Cour administrative f?d?rale (Bundesverwaltungsgericht) les a rejet?s les 10 septembre et 18 octobre 1979, par deux d?cision d?finitives.
Dans l?affaire de la clinique, le tribunal administratif avait repouss?, le 22 juin 1977, le recours du Dr K. dont l?appel demeure pendant devant la Cour administrative de Hesse: avec l?accord des parties, celle-ci a suspendu la proc?dure le 21 f?vrier 1979 en attendant l?issue de l?instance susmentionn?e devant la Cour administrative f?d?rale.
10. Apr?s le prononc? de l?arr?t de la Cour du 28 juin 1978, Gouvernement et requ?rant ont essay?, avec l?assistance de la Commission, d?aboutir ? un r?glement amiable sur les demandes de celui-ci, que Me H. avait pr?cis?es dans sa lettre du 18 septembre 1978 (paragraphe 3 ci-dessus). La tentative a ?chou? en novembre 1978: le Dr K. n?a pas trouv? suffisante une offre de 20.000 DM avanc?e par le Gouvernement pour solde de tout compte.
11. Le requ?rant r?clame la r?paration p?cuniaire du double dommage que lui aurait caus? la violation de l?article 6 par. 1 (art. 6-1): elle risquerait de ruiner d?finitivement sa situation ?conomique et professionnelle; en second lieu, elle nuirait indirectement ? sa r?putation d?homme et de praticien. Il ne chiffre pas ses pr?tentions, mais donne certaines indications relatives, notamment, aux revenus annuels moyens qu?il aurait pu escompter en qualit? de m?decin et de chef de clinque; selon lui, elles permettent de mesurer l?ampleur du pr?judice global et d?en ?valuer la part imputable au d?passement du “d?lai raisonnable”. Il revendique de surcro?t le remboursement des frais expos?s par lui tant en Allemagne, pour acc?l?rer l?examen de ses recours, que devant les organes de la Convention.
Le Dr K. laisse ? la Cour le soin de fixer la somme ? lui allouer, confirmant ainsi l?attitude qu?il avait adopt?e en 1977 (s?rie A no 27, p. 41, par. 113).
12. Dans leurs observation du 6 octobre 1978 (paragraphe 3 ci-dessus), les d?l?gu?s de la Commission ont d?clar? ne pas d?sirer commenter la premi?re demande de l?int?ress?, laquelle concernerait les suites des deux retraits d?autorisation; ? l?audience ils ont estim? impossible, du moins sur la base des renseignements fournis ? la Cour, d?attribuer au manquement constat? par celle-ci des pertes mat?rielles pr?cises. En revanche, ils sugg?rent d?avoir ?gard ? la circonstance que le requ?rant a connu une longue incertitude quant ? son avenir professionnel, et ce ? un ?ge – de quarante-neuf (en 1967) ? soixante ans (en 1978) – marquant d?habitude le sommet de la carri?re d?un homme. Ils pensent en outre que l?infraction ? l?article 6 par. 1 (art. 6-1), consid?r?e en soi, peut elle aussi constituer un ?l?ment pertinent pour l?octroi d?une satisfaction ?quitable.
Quant aux frais de proc?dure entreraient en ligne de compte les d?penses que le Dr K. a support?es pour h?ter le d?roulement des instances internes et pour d?fendre sa cause ? Strasbourg. Les d?l?gu?s ne se prononcent par sur le point de savoir s?il en va de m?me de celles qui ont r?sult? des demandes introduites par lui devant les juridictions nationales pour voir r?tablir l?effet suspensif de son recours contre le retrait de l?autorisation d?exercer; d?apr?s eux, elles ne tendaient pas ? activer la proc?dure mais ? limiter les cons?quences de sa dur?e excessive. Ils n?expriment pas davantage d?opinion sur la justification des montants cit?s par le requ?rant.
13. Aux yeux du Gouvernement, il n?existe aucun lien de causalit? entre la violation relev?e par la Cour et le pr?judice que l?int?ress? all?gue avoir subi sur le plan professionnel. Par contre, pourraient donner mati?re ? compensation les frais “appropri?s”, “n?cessaires” et prouv?s d?coulant des recours internes pour autant que ces derniers cherchaient ? acc?l?rer la proc?dure; de plus, les “frais appropri?s” assum?s devant les organes de la Convention devraient ?tre rembours?s. Enfin, il appartiendrait ? la Cour de d?terminer s?il y a lieu d?allouer au requ?rant une indemnit? au titre du dommage “non mat?riel” souffert par lui du seul fait du d?passement du “d?lai raisonnable”.
CONCLUSIONS PRESENTEES A LA COUR
14. ? l?audience, le Gouvernement a invit? la Cour ? “fixer, conform?ment ? l?article 50 (art. 50), une satisfaction ?quitable pour le requ?rant”, lui laissant le soin d?en appr?cier “le montant et les ?l?ments constitutifs.”
EN DROIT
15. L?article 50 (art. 50) de la Convention habilite la Cour ? accorder au Dr K. une satisfaction ?quitable si, entre autres conditions,le “droit interne” de la R?publique f?d?rale d?Allemagne “ne permet qu?imparfaitement d?effacer les cons?quences” de la violation constat?e par l?arr?t du 28 juin 1978. Or tel est bien le cas: quand un proc?s se poursuit au-del? du “d?lai raisonnable” dont l?article 6 par. 1 (art. 6-1) prescrit le respect, la nature intrins?que de la l?sion emp?che une r?paration int?grale (restitutio in integrum). Le requ?rant ne peut donc former qu?une demande de satisfaction ?quitable. M?me s?il avait pu ou pouvait en pr?senter une ? un tribunal de son pays, la Cour n?aurait pas l?obligation de rejeter celle dont elle se trouve saisie; elle en a expos? les raisons dans son arr?t De Wilde, Ooms et Versyp du 10 mars 1972 (s?rie A no 14, pp. 8-9 et 10, par. 16 et 20). Les comparants s?accordent du reste ? penser que le droit allemand n?offre en l?esp?ce ? l?int?ress? aucun recours propre ? lui assurer un d?dommagement p?cuniaire complet.
16. Le Dr K. r?clame une indemnit? au titre des diff?rents pr?judices r?sultant, d?apr?s lui, de la trop longue dur?e des proc?dures devant le tribunal administratif de Francfort, ainsi que le remboursement des frais engag?s par lui en Allemagne, pour acc?l?rer le d?roulement desdites proc?dures, puis devant les organes de la Convention.
17. D?apr?s les d?l?gu?s de la Commission, pour se prononcer sur ses pr?tentions il faut d?abord savoir dans quelle mesure les deux instances dont il s?agit ont exc?d? le “d?lai raisonnable”. A leurs yeux, pour aucune d?entre elles un laps de temps sup?rieur ? quatre ans ne saurait passer pour compatible avec l?article 6 par. 1 (art. 6-1). A en croire l?int?ress?, elles auraient pu se terminer en 1973 voire plus t?t.
Dans son arr?t du 28 juin 1978, la Cour n?a pas cherch? ? quantifier le d?passement du “d?lai raisonnable” en indiquant, f?t-ce de mani?re approximative, ? quelles dates il aurait commenc? ou sur quelle p?riode globale il aurait port?. En effet pareille appr?ciation ne lui a sembl? et ne lui semble gu?re possible, en raison de sa conclusion selon laquelle, ind?pendamment des lenteurs imputables au requ?rant, le manquement aux exigences de l?article 6 par. 1 (art. 6-1) d?coulait d?une s?rie de circonstances touchant ? la conduite des proc?s par les deuxi?me et quatri?me chambres du tribunal administratif de Francfort (s?rie A no 27, pp. 34-37 et 38-40, par. 102-105 et 107-111).
Ainsi, la proc?dure relative au retrait de l?autorisation d?exploiter la clinique s?ouvrit par un ?change de m?moires qui s??tala sur pr?s de dix-sept mois; la premi?re mesure d?instruction ne fut prise que vingt et un mois apr?s le d?but de l?instance et dix-sept mois s??coul?rent avant que la quatri?me chambre se procur?t les pi?ces r?unies par les tribunaux professionnels; l?envoi du dossier aux autorit?s et juridictions devant lesquelles le Dr K. exer?a ses divers recours occasionna des retards non n?gligeables: enfin, plus de sept ans apr?s sa saisine la quatri?me chambre sursit ? statuer jusqu?? l?issue de la proc?dure en cours devant la deuxi?me, proc?dure qui ? l??poque se trouvait de son c?t? suspendue (s?rie A no 27, pp. 36-37, par. 104).
Dans l?affaire du retrait de l?autorisation de pratiquer, la deuxi?me chambre ne fixa qu?apr?s environ trois ans et neuf mois la premi?re audience consacr?e aux d?positions des t?moins et aux plaidoiries; elle avait attendu plus de dix mois pour d?cider l?intervention de l?ordre r?gional des m?decins, dont les plaintes avaient d?clench? la proc?dure devant les tribunaux professionnels puis provoqu? le retrait des deux autorisations; l? aussi, la communication du dossier ? diff?rentes autorit?s et juridictions amena des retards consid?rables; surtout, vingt-trois mois apr?s sa saisine la chambre sursit ? statuer pendant vingt et un mois: elle souhaitait conna?tre le r?sultat des poursuites p?nales intent?es, plus d?un an auparavant, contre l?int?ress? (s?rie A no 27, pp. 39-40, par. 110).
Les retards relev?s par la Cour ne se pr?tent gu?re ? une simple addition car il a exist? entre eux ? la fois des chevauchements et des interactions, mais ils sont ind?niables et ont sans doute entra?n? un allongement des proc?dures de quelques ann?es.
C?est sur la base de ces ?l?ments qu?elle a constat? une violation de l?article 6 par. 1 (art. 6-1) et qu?il lui incombe ? pr?sent de s?acquitter de la t?che d?finie ? l?article 50 (art. 50).
18. Avant d?examiner en d?tail les demandes du Dr K., la Cour rappelle que son arr?t du 28 juin 1978 ne concernait pas la validit? des retraits d?autorisation incrimin?s, mais uniquement le d?roulement des instances engag?es devant le tribunal administratif de Francfort. Les diff?rents pr?judices qu?auraient caus?s les retraits eux-m?mes ne sauraient donc entrer en ligne de compte. Seuls peuvent donner lieu ? l?octroi d?une satisfaction ?quitable ceux que le requ?rant n?aurait pas ?prouv?s si lesdites instances s??taient achev?es dans un d?lai raisonnable.
19. L?int?ress? all?gue en avoir subi, mais il n?en d?montre pas la mat?rialit? et n?en sp?cifie pas l??tendue; il n?indique pas non plus ? quelles sommes il estime avoir droit ? titre de satisfaction ?quitable. Il faut bien admettre, avec les d?l?gu?s de la Commission, qu?il se r?v?le en effet tr?s malais? d?isoler nettement les dommages r?sultant de la dur?e excessive des proc?dures internes. Quoique normalement les requ?rants doivent chiffrer leurs pr?tentions, la Cour manquerait ? l??quit? voulue par l?article 50 (art. 50) si elle ne prenait pas en consid?ration les difficult?s rencontr?es ? cet ?gard par le Dr K.. Aussi n?a-t-elle pas cru devoir le faire inviter ? pr?ciser le montant de la r?paration qu?il r?clame.
La Cour souligne que si le d?passement du “d?lai raisonnable” n?a pu porter par lui-m?me atteinte ? la r?putation du requ?rant, comme l?affirme ce dernier, il l?a maintenu pendant toute sa dur?e dans une “incertitude prolong?e” (s?rie A no 27, p. 37, par. 105) en raison de la lenteur des deux instances en question. Au moment de l?adoption de l?arr?t du 28 juin 1978, elles ?taient en cours depuis plus de dix ans et dix mois pour la premi?re (direction de la clinique), plus de sept ans et un mois pour la seconde (pratique de la m?decine).
Pareille situation ?tait de nature ? conduire le Dr K. ? diff?rer trop longtemps, vu son ?ge, la recherche d?une nouvelle activit?. La Cour doit en tenir compte bien qu?il ne soit pas ?tabli que des perspectives de reconversion professionnelle s?ouvraient ? lui. D?autre part, la longueur excessive de la proc?dure relative ? la direction de la clinique a, selon toute vraisemblance, l?s? l?int?ress? en l?incitant ? renvoyer ? plus tard la vente ou la location de cette derni?re et ? laisser ainsi ?chapper certaines chances ou occasions. Enfin, l?incertitude prolong?e dans laquelle il a v?cu pendant quelques ann?es suppl?mentaires, attendant l?issue toujours al?atoire du proc?s, a constitu? pour lui une source d?inqui?tude permanente et profonde; elle lui a caus? par elle-m?me un pr?judice moral.
Aucun de ces ?l?ments ne se pr?te ? un calcul. Les appr?ciant dans leur ensemble en ?quit?, comme le veut l?article 50 (art. 50), la Cour consid?re qu?il y a lieu d?accorder de ce chef au requ?rant une satisfaction dont elle fixe le montant ? 30.000 DM.
20. Le Dr K. est en droit de r?clamer, de surcro?t, le remboursement des frais qu?il a engag?s dans ses recours aux juridictions allemandes et devant les organes de la Convention. Cette solution cadre avec l?arr?t Neumeister du 7 mai 1974: la Cour y a distingu? “entre le pr?judice entra?n? par une violation de la Convention et les frais n?cessaires que l?int?ress? a d? exposer pour essayer de [la] pr?venir […], pour la faire constater par la Commission puis par la Cour et pour obtenir, apr?s un arr?t favorable, une satisfaction ?quitable soit des autorit?s nationales comp?tentes soit, le cas ?ch?ant, de la Cour” (s?rie A no 17, pp. 20-21, par. 43).
21. Partant, le requ?rant a droit d?abord au remboursement des sommes d?pens?es par lui pour exercer ceux de ses recours qui tendaient ? un d?roulement plus rapide des proc?s.
Selon lui, il en allait bien ainsi de chacun des dix recours qu?il ?num?re. La Cour rel?ve cependant que cinq d?entre eux visaient au r?tablissement de l?effet suspensif de l?opposition form?e par lui contre le retrait de l?autorisation de pratiquer, par exemple les recours constitutionnels des 11 mars, 29 novembre et 9 d?cembre 1975. S?ils mentionnaient la lenteur des proc?dures litigieuses, leur but ne consistait pas ? en acc?l?rer la marche mais ? ?pargner au Dr K. les r?percussions imm?diates du retrait incrimin?, de sorte que les frais assum?s ? leur occasion n?entrent pas en ligne de compte sur le terrain de l?article 50 (art. 50). La Cour souscrit sur ce point ? la th?se du Gouvernement.
22. Restent cinq recours constitutionnels dont le Gouvernement ne conteste pas qu?ils avaient pour objectif d?activer les instances pendantes devant le tribunal administratif de Francfort: les recours pr?sent?s par Me D. le 18 octobre 1973 dans la seconde affaire et le lendemain dans la premi?re, par Me S. le 12 novembre 1973 dans chacune d?elles et le 27 mars 1975 par Me v.S. dans la deuxi?me.
D?apr?s le Gouvernement, il faut se limiter ? ceux dont l?introduction ?tait n?cessaire ou raisonnable. De toute mani?re, ajoute-t-il, si l?on se base sur le bar?me f?d?ral des honoraires d?avocat (Bundesgeb?hrenordnung f?r Rechtsanw?lte) le requ?rant peut pr?tendre ? 2.200 DM environ et non aux 2.875 DM 65 qu?il r?clame.
23. De l?avis de la Cour, la demande de l?int?ress? se justifie au regard de l?article 50 (art. 50) si et dans la mesure o? ses recours et ses frais d?avocat rev?tent un caract?re raisonnable dans les circonstances de la cause (voir, mutatis mutandis, le passage pr?cit? de l?arr?t Neumeister du 7 mai 1974).
Les deux recours du 12 novembre 1973 ne remplissent pas cette condition car moins d?un mois auparavant Me D. avait saisi aux m?mes fins la Cour constitutionnelle qui n?avait pas encore statu?. De la somme susmentionn?e de 2.875 DM 65, il y a donc lieu de retrancher les 1.000 DM vers?s par le requ?rant ? Me S..
En revanche, le Dr K.. a droit au remboursement des 1.875 DM 65 qu?il a pay?s ? Me D. et Me v. S. pour les recours des 18 octobre 1973, 19 octobre 1973 et 27 mars 1975. Ce montant, un peu plus ?lev? que le Gouvernement ne le croit l?gitime, n?est pas pour autant disproportionn? ou d?raisonnable. Sans doute la Cour avait-elle retenu, dans son arr?t du 7 mai 1974, les taux appliqu?s ? l??poque dans le cadre du syst?me d?assistance judiciaire gratuite qui fonctionne aupr?s de la Commission et de ses d?l?gu?s (s?rie A no 17, p. 21, par. 44), mais cette d?cision d?coulait du fait que M. N., ? la diff?rence du Dr K., n?avait pas fourni de notes d?taill?es d?honoraires (s?rie B no 15, p. 134; s?rie A no 17, pp. 19-20, par. 42).
24. Quant ? la proc?dure devant les organes de la Convention, l?int?ress? n?a pas b?n?fici? de l?assistance judiciaire gratuite. Il a r?gl? 1.075 DM 10 ? Me H. et 3.000 FF (correspondant ? l??poque ? 1.738 DM 20) ? Me B.r, ses conseils devant la Commission; 1.000 DM ? Me Burger et 2.140 DM 60 ? Me H., ses avocats au stade de l?examen du fond du litige (article 6 par. 1) (art. 6-1) par la Cour; enfin, 2.832 DM ? Me H., pour avoir assist? les d?l?gu?s durant la proc?dure relative ? l?article 50 (art. 50).
Les comparants s?accordent ? penser que les frais assum?s par lui ? ces divers titres entrent en ligne de compte sur le terrain de l?article 50 (art. 50), mais ils expriment des opinions divergentes quant ? la base ad?quate de calcul. Le Gouvernement estime appropri? d?adopter une norme europ?enne uniforme, ? savoir le bar?me ?tabli par la Commission en mati?re d?assistance judiciaire gratuite; il invoque l?arr?t Neumeister du 7 mai 1974. Les d?l?gu?s, eux, trouvent assez anormal que des requ?rants ressortissant de pays o? la justice est moins on?reuse obtiennent une prise en charge int?grale tandis que d?autres auraient ? supporter un reliquat parfois consid?rable.
La Cour rappelle que la solution de l?arr?t pr?cit? s?expliquait uniquement par les circonstances de la cause (paragraphe 23 ci-dessus). En l?esp?ce, elle n?aper?oit aucun motif de refuser un remboursement complet des frais engag?s pour autant qu?ils se r?v?lent raisonnables.
25. Le Gouvernement, au demeurant, ne soul?ve aucune objection contre les demandes touchant aux honoraires de Me B., mais il conteste la premi?re des deux notes de Me H.; il affirme, en particulier, que le concours de celui-ci n??tait pas indispensable.
La Cour souscrit ? la th?se du Gouvernement. Seul Me B. comparut en 1977 devant la Cour aux c?t?s des d?l?gu?s de la Commission, en vertu de l?article 29 par. 1, seconde phrase, du r?glement (s?rie A no 27, pp. 7 et 41, par. 13 et 113). Il connaissait le dossier du Dr K. depuis longtemps car il avait repr?sent? ce dernier devant la Commission. Du reste, le requ?rant n?a pas d?montr? qu?une distribution des t?ches entre Me B. et Me H. s?imposait lors de l?examen du fond de l?affaire par la Cour.
Selon le Gouvernement, les honoraires vers?s par l?int?ress? ? Me H., puis ? Me H. durant la proc?dure relative ? l?article 50 (art. 50), ne correspondent pas aux tarifs en vigueur dans la R?publique f?d?rale d?Allemagne; ils en atteindraient environ le double. Aux yeux de la Cour, ils ne sauraient pourtant passer pour disproportionn?s.
26. Le Dr K. demande enfin la couverture de d?penses personnelles de 1.269 DM entra?n?es, pour l?essentiel, par ses d?placements ? Strasbourg de 1973 ? 1978. Le Gouvernement d?clare ne formuler aucune objection.
D?apr?s l?article 26 par. 3 du r?glement int?rieur de la Commission, le requ?rant ou son repr?sentant compara?t devant cette derni?re pour plaider sa cause lors de d?bats contradictoires ordonn?s par elle ou pour toute autre raison si elle l?y invite. S?il ne poss?de pas la qualit? de partie devant la Cour, sa pr?sence dans la salle d?audience n?en offre pas moins un grand int?r?t; elle peut procurer ? la Cour le moyen de conna?tre sur-le-champ, soit directement soit par l?interm?diaire des d?l?gu?s ou de leurs assistants (articles 38 et 39 du r?glement), la position de l?int?ress? sur les questions le concernant.
27. Partant de ces donn?es, la Cour fixe ? 9.789 DM 95 la somme ? payer au Dr K. du chef de ses frais d?avocat et de ses d?penses personnelles, ? quoi s?ajoutent 30.000 DM au titre des dommages r?sultant du d?passement du “d?lai raisonnable” dont l?article 6 par. 1 (art. 6-1) exige le respect (paragraphe 19 ci-dessus).
PAR CES MOTIFS, LA COUR
Dit, ? l?unanimit?, que la R?publique f?d?rale d?Allemagne doit verser au Dr K. une indemnit? de 39.789 DM 95.
Rendu en fran?ais et en anglais, le texte fran?ais faisant foi, au Palais des Droits de l?Homme ? Strasbourg, le dix mars mil neuf cent quatre-vingts.
Pour le Pr?sident
L?on LIESCH
Juge
Marc-Andr? EISSEN
Greffier

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