AFFAIRE KHLAIFIA ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE KHLAIFIA ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 03,13,05,35,P4-4
Numero: 16483/12/2015
Stato: Italia
Data: 2015-09-01 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusioni: Parzialmente inammissibile
Violazione dell’articolo 5 – Diritto alla libert? ed alla sicurezza, Articolo 5-1 – Arresto o detenzione regolare Articolo 5-1-f – Sfratto,
Violazione dell’articolo 5 – Diritto alla libert? ed alla sicurezza, Articolo 5-2 – Informazione sulle ragioni dell’arresto Informazione nel pi? corto termine, Violazione dell’articolo 5 – Diritto alla libert? ed alla sicurezza, Articolo 5-4 – Controllo della legalit? della detenzione, Violazione dell’articolo 3 – Interdizione della tortura, Articolo 3 – Trattamento degradante, (Risvolto patrimoniale,
No-violazione dell’articolo 3 – Interdizione della tortura, Articolo 3 – Trattamento degradante, (Risvolto patrimoniale, Violazione dell’articolo 4 del Protocollo n? 4 – Interdizione degli sfratti collettivi di estero-generale, articolo 4 del Protocollo n? 4 – Interdizione degli sfratti collettivi di estero,
Violazione dell’articolo 13+3 – Diritto ad un ricorso effettivo, Articolo 13 – Ricorso effettivo, (Articolo 3 – Interdizione della tortura Trattamento degradante,
Violazione dell’articolo 13+P4-4 – Diritto ad un ricorso effettivo, Articolo 13 – Ricorso effettivo, (articolo 4 del Protocollo n? 4 – Interdizione degli sfratti collettivi di estero-generale Interdiction degli sfratti collettivi di estero, Danno giuridico – risarcimento, Articolo 41 – Danno giuridico
Soddisfazione equa,

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL?UOMO
SECONDA SEZIONE
Causa Khlaifia e altri c. ITALIA
(Ricorso n. 16483/12)
SENTENZA
STRASBURGO
1? settembre 2015
Questa sentenza diverr? definitiva alle condizioni definite nell’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire modifiche di forma.
Nella causa Khlaifia e altri c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell?uomo (seconda sezione), riunita in una camera composta da:
I??l Karaka?, presidente,
Guido Raimondi,
Andr?s Saj?,
Neboj?a Vu?ini?,
Helen Keller,
Paul Lemmens,
Robert Spano, giudici,
e da Stanley Naismith, cancelliere di sezione,
Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 16 giugno 2015,
Pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:
PROCEDURA
1. All?origine della causa vi ? un ricorso (n. 16483/12) presentato contro la Repubblica italiana con cui tre cittadini tunisini, sigg. Saber Ben Mohamed Ben Ali Khlaifia, Fakhreddine Ben Brahim Ben Mustapha Tabal e Mohamed Ben Habib Ben Jaber Sfar (?i ricorrenti?), hanno adito la Corte il 9 marzo 2012 ai sensi dell?articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libert? fondamentali (?la Convenzione?).
2. I ricorrenti sono stati rappresentati dagli avv. L.M. Masera e S. Zirulia del foro di Milano. Il governo italiano (?il Governo?) ? stato rappresentato dal suo agente, E. Spatafora.
3. I ricorrenti affermano che il loro trattenimento in un centro di accoglienza per migranti in situazione irregolare ? avvenuto in violazione degli articoli 3 e 5 della Convenzione. Affermano inoltre di essere stati oggetto di una espulsione collettiva e di non disporre, nel diritto italiano, di alcun ricorso effettivo per denunciare la violazione dei loro diritti fondamentali.
4. Il 27 novembre 2012 il ricorso ? stato comunicato al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE
5. I ricorrenti sono nati rispettivamente nel 1983, 1987 e 1988. Il sig. Khlaifia (il ?primo ricorrente?) ? residente a Om Laarass (Tunisia); i sigg. Tabal e Sfar (il ?secondo e il terzo ricorrente?) sono residenti a El Mahdia (Tunisia).
A. Lo sbarco dei ricorrenti sulle coste italiane e la loro espulsione verso la Tunisia
6. Il 16 e il 17 settembre 2011 ? rispettivamente per il primo e per il secondo e terzo di loro ?, i ricorrenti lasciarono con altre persone la Tunisia a bordo di imbarcazioni di fortuna allo scopo di raggiungere le coste italiane. Dopo varie ore di navigazione le imbarcazioni furono intercettate dalla guarda costiera italiana che li scort? fino al porto dell?isola di Lampedusa. I ricorrenti giunsero sull?isola rispettivamente il 17 e il 18 settembre 2011.
7. I ricorrenti furono trasferiti al Centro di Soccorso e Prima Accoglienza (di seguito il ?CSPA?) situato a Contrada Imbriacola dove, dopo avere dispensato i primi soccorsi, le autorit? procedettero alla loro identificazione.
8. Essi furono sistemati in un settore del centro riservato ai Tunisini adulti. I ricorrenti affermano di essere stati accolti in spazi sovraffollati e sporchi e di essere stati obbligati a dormire sul pavimento a causa della scarsit? di letti disponibili e della cattiva qualit? dei materassi. I pasti venivano consumati all?esterno, seduti per terra. Il centro veniva sorvegliato in permanenza dalle forze dell?ordine, in modo che qualsiasi contatto con l?esterno era impossibile.
9. I ricorrenti rimasero nel centro di accoglienza fino al 20 settembre, quando scoppi? una violenta rivolta tra i migranti. I luoghi furono devastati da un incendio, e i ricorrenti furono trasportati al parco sportivo di Lampedusa per passarvi la notte. All?alba del 21 settembre, essi riuscirono insieme ad altri migranti a eludere la vigilanza delle forze dell?ordine e a raggiungere il paese di Lampedusa. Da l?, iniziarono insieme ad altri 1.800 migranti circa delle manifestazioni di protesta nelle strade dell?isola. Fermati dalla polizia, i ricorrenti furono ricondotti prima nel centro di accoglienza e poi all?aeroporto di Lampedusa.
10. Il mattino del 22 settembre 2011 i ricorrenti furono imbarcati in aerei con destinazione Palermo. Una volta sbarcati, furono trasferiti a bordo di navi ormeggiate nel porto della citt?. Il primo ricorrente sal? sul ?Vincent?, con altre 190 persone circa, mentre il secondo e il terzo ricorrente furono condotti a bordo della nave ?Audacia?, con circa 150 persone.
11. Secondo la versione dei ricorrenti, su ciascuna nave i migranti furono raggruppati tutti insieme nei saloni-ristorante, in quanto l?accesso alle cabine era vietato. I ricorrenti affermano di avere dormito per terra e atteso varie ore per poter utilizzare le toilette. Potevano uscire sui balconi delle navi due volte al giorno soltanto per pochi minuti. I ricorrenti affermano di essere stati insultati e maltrattati dagli agenti di polizia che li sorvegliavano in continuazione e di non aver ricevuto alcuna informazione da parte delle autorit?.
12. I ricorrenti rimasero a bordo delle navi rispettivamente fino al 27 e al 29 settembre, date nelle quali furono trasportati all?aeroporto di Palermo per essere rimpatriati.
13. Prima di salire sugli aerei, i migranti furono ricevuti dal console della Tunisia. Secondo i ricorrenti, quest?ultimo si sarebbe limitato a registrare i loro dati anagrafici, conformemente agli accordi italo-tunisini conclusi nell?aprile 2011 (paragrafi 28-30 infra).
14. Nel formulario di ricorso, i ricorrenti hanno affermato che per tutta la durata della loro permanenza in Italia non ? mai stato rilasciato loro alcun documento.
In allegato alle sue osservazioni, il Governo ha tuttavia prodotto tre decreti di respingimento datati 27 e 29 settembre 2011 adottati nei confronti dei ricorrenti. Il testo di tali decreti, in sostanza identici e redatti in italiano con una traduzione in lingua araba, era il seguente:
?Il Questore della provincia di Agrigento
Visti gli atti del fascicolo, da cui risulta che
1) in data 17 [18] settembre 2011 il personale appartenente alle forze dell?ordine ha trovato nella provincia di Agrigento vicino alla linea di confine/vicino alla frontiera dell?isola di Lampedusa il sig ?.., [cognome e nome] nato a (…) il [data] (…) cittadino tunisino (…) non completamente identificato in quanto privo di documenti (sedicente);
2)lo straniero ? entrato nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera;
3) il rintraccio dello straniero ha avuto luogo all?entrata/immediatamente dopo l?entrata nel territorio nazionale, e precisamente: isola di Lampedusa
ATTESO che non ? ravvisabile alcuna delle ipotesi di cui all?articolo 10 c. 4 del decreto legislativo n. 286 del 1998;
CONSIDERANDO che si deve procedere ai sensi dell?articolo 10 c. 2 del decreto legislativo n. 286 del 1998;
DISPONE
IL RESPINGIMENTO CON ACCOMPAGNAMENTO ALLA FRONTIERA
Della persona sopra menzionata
INFORMA
? che il presente decreto pu? essere impugnato, entro un termine di sessanta giorni a decorrere dalla sua notifica, dinanzi al giudice di pace di Agrigento;
? che la presentazione del ricorso non sospende in alcun caso l?efficacia del presente decreto;
? [che] il direttore dell?ufficio immigrazione proceder?, in esecuzione del presente decreto, alla notifica dello stesso e di una copia sinteticamente tradotta verso una lingua conosciuta dallo straniero, oppure verso la lingua inglese, francese o spagnola; alla sua comunicazione alla rappresentanza diplomatica o consolare dello Stato di origine, secondo quanto previsto dall?articolo 2 c. 7 del decreto legislativo n. 286 del 1998; e alla sua registrazione ai sensi dell?articolo 10 c. 6 dello stesso decreto legislativo;
Accompagnamento alla frontiera di Roma Fiumicino
[Fatto a] Agrigento [il] 27[29]/09/2011 Per il Capo della Polizia
[Firma]?
15. I decreti suddetti erano accompagnati da un verbale di notifica che recava le stesse date, anch?esso redatto in italiano e munito di traduzione in arabo. Nello spazio riservato alla firma dei ricorrenti, detti verbali recano l?annotazione manoscritta ?[l?interessato] si rifiuta di firmare e ricevere copia?.
16. Arrivati all?aeroporto di Tunisi, i ricorrenti furono liberati.
B. L?ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Palermo
17. Alcune associazioni di lotta contro il razzismo presentarono denuncia per i trattamenti ai quali erano stati sottoposti i migranti, dopo il 20 settembre 2011, a bordo delle navi ?Audacia?, ?Vincent? e ?Fantasy?.
18. Un procedimento penale per abuso d?ufficio e arresto illegale (articoli 323 e 606 del codice penale) fu avviato contro ignoti. Il 3 aprile 2012 il pubblico ministero chiese l?archiviazione del procedimento.
19. Con un?ordinanza resa il 1? giugno 2012 il giudice per le indagini preliminari (di seguito il ?GIP?) di Palermo accolse la richiesta del pubblico ministero.
20. Nelle sue motivazioni, il GIP sottoline? che il fatto di avere posto i migranti nel CSPA era finalizzato ad accoglierli, assisterli, provvedere alle loro necessit? igieniche per il tempo strettamente necessario, prima di condurli in un CIE (centro di identificazione ed espulsione) o di adottare misure in loro favore. Al CSPA i migranti potevano beneficiare di un?assistenza giuridica e ottenere informazioni relative alle procedure da seguire per presentare una domanda di asilo.
Il GIP condivise la premessa del pubblico ministero secondo la quale l?interpretazione delle condizioni relative ai motivi e alla durata della permanenza dei migranti nelle CSPA era a volte vaga; egli consider? tuttavia che entravano in gioco moltissime considerazioni che escludevano che i fatti della presente causa siano costitutivi di un reato (?una tendenziale forzatura dei requisiti della ?strumentalit?? e della ?ristrettezza temporale? ? spesso causata da una molteplicit? di fattori che escludono con sicurezza la possibilit? di configurare, in tali fattispecie, illeciti di rilievo penale?).
Il GIP osserv? che la Questura di Agrigento si era limitata a registrare la presenza di migranti al CSPA senza adottare decisioni che disponessero il trattenimento degli stessi.
21. Secondo il GIP l?equilibrio precario raggiunto sull?isola di Lampedusa era stato rotto il 20 settembre 2011, quando un gruppo di Tunisini aveva provocato un incendio doloso, danneggiando seriamente il CSPA di Contrada Imbriacola e rendendolo inidoneo a soddisfare le esigenze legate all?accoglienza e al soccorso dei migranti. Le autorit? avevano allora organizzato un ponte aereo e navale allo scopo di evacuare i migranti da Lampedusa. Il giorno dopo si erano verificati degli scontri al porto dell?isola tra la popolazione locale e un gruppo di stranieri che aveva minacciato di far esplodere delle bombole di gas. Vi era perci? una situazione che rischiava di degenerare ed era coperta dalla nozione di stato di necessit? di cui all?articolo 54 del codice penale (paragrafo 32 infra). Pertanto, concluse il GIP, era necessario procedere al trasferimento immediato di una parte dei migranti utilizzando, tra l?atro, delle navi.
Per quanto riguarda il fatto che, in questa situazione di emergenza, non fosse stata adottata alcuna decisione formale di trattenimento a bordo di navi, il GIP ritenne che questo non potesse equivalere ad un arresto illegale e che le condizioni per un trasferimento dei migranti in un CIE non fossero soddisfatte. In effetti, da una parte i CIE erano gi? sovraffollati; dall?altra, gli accordi conclusi con le autorit? tunisine facevano pensare che il rimpatrio dovesse essere immediato. Il fatto che sia stata applicata agli interessati una misura di respingimento senza controllo giurisdizionale adottata vari giorni dopo lo sbarco non era illegittimo secondo il GIP. Il calcolo del ?termine ragionevole? per l?adozione di tali atti e per la permanenza degli stranieri nel CSPA doveva tenere conto delle difficolt? logistiche (stato del mare, distanza tra l?isola di Lampedusa e la Sicilia) e del numero di migranti interessati. In queste circostanze, concluse il GIP, non vi era stata violazione della legge.
Peraltro, consider? il GIP, non poteva essere imputato alcun dolo alle autorit?, la cui condotta era stata dettata, in primo luogo, dall?interesse pubblico perseguito. I migranti non avevano subito alcun danno ingiusto.
22. Nella misura in cui i denuncianti lamentavano che il modo in cui erano stati trattati i migranti aveva messo in pericolo la loro salute, il GIP osserv? che dalle indagini risultava che nessuna delle persone a bordo delle navi aveva presentato domanda di asilo. Coloro che, nel CSPA di Lampedusa, avevano manifestato l?intenzione di agire in tal senso, insieme ai soggetti vulnerabili, erano stati trasferiti nei centri di Trapani, Caltanissetta e Foggia. I minori non accompagnati erano stati posti in strutture ad hoc e a bordo delle navi non erano presenti donne incinte. Sulle navi, i migranti avevano potuto beneficiare di un?assistenza medica, di acqua calda, di elettricit?, di pasti e bevande caldi. Peraltro, da una nota di un?agenzia di stampa datata 25 settembre 2011, risultava che un membro del Parlamento era salito a bordo delle navi ormeggiate nel porto di Palermo, e aveva constatato che i migranti erano in buona salute, che erano assistiti e dormivano in cabine dotate di biancheria o su poltrone reclinabili. Alcuni Tunisini erano stati trasferiti in ospedale, altri erano stati curati a bordo dal personale sanitario. Accompagnato dal vice questore e da funzionari di polizia, il deputato in questione aveva conversato con alcuni migranti. In tal modo, egli aveva constatato che essi avevano accesso a luoghi di preghiera, che il cibo era adeguato (pasta, pollo, contorno, frutta e acqua) e che la protezione civile aveva messo a loro disposizione dei capi di abbigliamento. Alcuni migranti lamentavano l?assenza di rasoi, ma il deputato aveva osservato che si trattava di una misura volta a evitare atti di autolesionismo.
23. Il GIP osserv? che, bench? i migranti non fossero in stato di detenzione o di arresto, una foto apparsa su un giornale mostrava uno di loro con le mani legate da bende nere e accompagnato da un agente di polizia. L?interessato faceva parte di un gruppo ristretto di persone che, temendo un rimpatrio imminente, avevano commesso degli atti di autolesionismo e avevano danneggiato alcuni autobus. Secondo il GIP, l?apposizione delle bende era necessaria per garantire l?integrit? fisica delle persone interessate e per evitare atti aggressivi nei confronti degli agenti di polizia, che non erano n? armati n? dotati di altri mezzi di coercizione. In ogni caso, la condotta degli agenti di polizia era giustificata da uno ?stato di necessit?? nel senso dell?articolo 54 del codice penale (paragrafo 32 infra).
24. Alla luce di quanto sopra esposto, il GIP consider? che il fascicolo non contenesse la prova dell?esistenza degli elementi materiale e morale dei reati puniti dagli articoli 323 e 606 del codice penale.
C. Le decisioni del giudice di pace di Agrigento
25. Due dei migranti che erano stati oggetto di decreti di respingimento impugnarono tali misure dinanzi al giudice di pace di Agrigento.
26. Con due decreti del 4 luglio e del 30 ottobre 2011 rispettivamente, il giudice di pace annull? i decreti di respingimento.
Nelle motivazioni, il giudice di pace osserv? che gli interessati erano stati trovati sul territorio italiano rispettivamente il 6 maggio e il 18 settembre 2011 e che i decreti controversi erano stati adottati solo il 16 maggio e il 24 settembre 2011. Certo, l?articolo 10 del decreto legislativo n. 286 del 1998 (paragrafo 27 infra) non indicava alcun termine per l?adozione dei decreti di respingimento; rimaneva comunque il fatto, consider? il giudice, che un atto che per la sua stessa natura limitava la libert? del suo destinatario doveva essere adottato entro un tempo ragionevolmente breve dal momento del fermo dello straniero irregolare. Concludere diversamente, afferm? il giudice, equivaleva a permettere un trattenimento de facto del migrante in assenza di una decisione motivata dell?autorit?, il che era contrario alla Costituzione.
II. IL DIRITTO E I DOCUMENTI INTERNI PERTINENTI
A. Le disposizioni in materia di allontanamento degli stranieri in situazione irregolare
27. Il decreto legislativo n. 286 del 1998 (?Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero?), come modificato dalle leggi n. 271 del 2004 e n. 155 del 2005 e dal decreto legislativo n. 150 del 2011, dispone, tra l?altro:
Articolo 10 (respingimento)
?1. La polizia di frontiera respinge gli stranieri che si presentano ai valichi di frontiera senza avere i requisiti richiesti dal presente testo unico per l’ingresso nel territorio dello Stato.
2. Il respingimento con accompagnamento alla frontiera ? altres? disposto dal questore nei confronti degli stranieri:
a) che entrando nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera, sono fermati all’ingresso o subito dopo;
b) che, nelle circostanze di cui al comma 1, sono stati temporaneamente ammessi nel territorio per necessit? di pubblico soccorso.
(…)
4. Le disposizioni dei commi 1 [e] 2 (…) non si applicano nei casi previsti dalle disposizioni vigenti che disciplinano l’asilo politico, il riconoscimento dello status di rifugiato, ovvero l’adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari.
(…).?
Articolo 13 (espulsione amministrativa)
?1. Per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, il Ministro dell’Interno pu? disporre l’espulsione dello straniero anche non residente nel territorio dello Stato, dandone preventiva notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Affari esteri.
2. L’espulsione ? disposta dal prefetto, caso per caso, quando lo straniero:
a) ? entrato nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera e non ? stato respinto ai sensi dell’articolo 10;
(…)
8. Avverso il decreto di espulsione pu? essere presentato ricorso all’autorit? giudiziaria ordinaria (…).?
Articolo 14 (esecuzione dell?espulsione)
?1. Quando non ? possibile eseguire con immediatezza l’espulsione mediante accompagnamento alla frontiera o il respingimento, a causa di situazioni transitorie che ostacolano la preparazione del rimpatrio o l’effettuazione dell’allontanamento, il questore dispone che lo straniero sia trattenuto per il tempo strettamente necessario presso il centro di identificazione ed espulsione pi? vicino, tra quelli individuati o costituiti con decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Tra le situazioni che legittimano il trattenimento rientrano, oltre a quelle indicate all’articolo 13, comma 4-bis, anche quelle riconducibili alla necessit? di prestare soccorso allo straniero o di effettuare accertamenti supplementari in ordine alla sua identit? o nazionalit? ovvero di acquisire i documenti per il viaggio o la disponibilit? di un mezzo di trasporto idoneo.
(…).?
B. L?accordo bilaterale con la Tunisia
28. Il 5 aprile 2011 il governo italiano ha concluso un accordo con la Tunisia in materia di controllo dell?ondata di immigrazione irregolare proveniente da tale paese.
29. Il testo dell?accordo non ? stato reso pubblico. Secondo un comunicato stampa pubblicato sul sito internet del ministero dell?Interno italiano il 6 aprile 2011, la Tunisia si impegnava a rafforzare il controllo delle sue frontiere allo scopo di evitare nuove partenze di clandestini, con l?aiuto di mezzi logistici messi a sua disposizione dalle autorit? italiane.
30. Inoltre, la Tunisia si impegnava ad accettare il ritorno immediato dei Tunisini giunti irregolarmente in Italia dopo la conclusione dell?accordo. I cittadini tunisini potevano essere rimpatriati attraverso procedure semplificate, che prevedono la semplice identificazione della persona interessata da parte delle autorit? consolari tunisine.
C. Il Senato italiano
31. Il 6 marzo 2012 la commissione straordinaria per i diritti umani del Senato italiano (di seguito, la ?commissione straordinaria del Senato?) ha approvato un rapporto ?sullo stato [del rispetto] dei diritti umani negli istituti penitenziari e nei centri di accoglienza e trattenimento per i migranti in Italia?. Visitato dalla commissione l?11 febbraio 2009, il CSPA di Lampedusa viene descritto in particolare nei seguenti passaggi:
?L?accoglienza nel centro di Lampedusa ? limitata al tempo strettamente necessario per stabilire l?identit? del migrante e la legittimit? della sua permanenza sul territorio o per disporne l’allontanamento. In realt?, come denunciato dall’HCR e da diverse organizzazioni che operano sul campo, i tempi di permanenza si sono prolungati anche per pi? di venti giorni senza che siano stati adottati provvedimenti formali riguardanti lo status giuridico delle persone trattenute. Il trattenimento prolungato, l’impossibilit? di comunicare con l’esterno, la mancanza di libert? di movimento senza alcun presupposto giuridico o amministrativo che preveda tali restrizioni ai migranti hanno provocato un clima di tensione molto alta, spesso sfociata in episodi di protesta e di autolesionismo. Sulla legittimit? di tale situazione si sono succeduti in questi mesi numerosi appelli da parte delle organizzazioni che lavorano sull’isola.?
?La porta di ingresso d? su un corridoio dal quale si accede a stanze di circa 5 metri per 6: sono destinate ad accogliere 12 persone. Nelle stanze si trovano, messi l’uno accanto all’altro, letti a castello a quattro livelli, nei quali trovano posto fino a 25 uomini per ciascuna stanza (…). In molti blocchi lungo i corridoi sono stati sistemati i materassi in gommapiuma. In molti casi la gommapiuma dei materassi ? stata fatta a pezzi per essere utilizzata come cuscino. In alcuni casi sul ripiano delle scale, all’aperto, hanno trovato posto i materassi di due persone, protette da teli improvvisati. (…). Sul soffitto, in molti casi, la schermatura in plastica delle luci ? stata rimossa e le luci sono assenti. Alla fine del corridoio, su un lato, sono presenti i servizi e le docce. Non ci sono porte e la privacy ? garantita da tende di stoffa o plastica improvvisate qui e l?. Non ci sono rubinetti e le bocchette non mandano acqua se non quando viene attivata centralmente. Alle volte lo scarico ? bloccato, al suolo vi ? acqua e altri liquidi che giungono fino al corridoio e nelle stanze dove hanno trovato posto i materassi in gommapiuma. L’odore di latrina pervade tutti gli ambienti. Inizia a piovere. Chi si trova sulle scale in acciaio e deve accedere al piano superiore si bagna e porta negli alloggi umidit? e sporcizia.?
D. Il codice penale
32. Nelle sue parti pertinenti, l?articolo 54 c. 1 del codice penale recita:
?Non ? punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessit? di salvare s? od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, n? altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo (…).?
III. ELEMENTI PERTINENTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE
33. I fatti di causa si inseriscono nel quadro degli arrivi massicci di migranti irregolari sulle coste italiane nel 2011, in particolare a seguito delle insurrezioni in Tunisia, e poi del conflitto in Libia.
A. L?Assemblea parlamentare del Consiglio d?Europa
34. In questo contesto, l?Assemblea parlamentare del Consiglio d?Europa (APCE) ha costituito una sottocommissione ad hoc ?sull?arrivo massiccio di migranti in situazione irregolare, di richiedenti asilo e di rifugiati sulle rive del sud dell?Europa? (di seguito ?la sottocommissione ad hoc dell?APCE?), che ha effettuato una visita informativa a Lampedusa il 23 e il 24 maggio 2011. Un rapporto relativo alla visita ? stato pubblicato il 30 settembre 2011. Nelle sue parti pertinenti tale rapporto recita:
?(…)
II. Storia di Lampedusa in materia di accoglienza di flussi migratori misti
(…)
9. Per la sua posizione geografica vicina alle coste africane, l?isola di Lampedusa ha conosciuto vari episodi durante i quali ha dovuto fare fronte a numerosi arrivi per mare di persone che volevano recarsi in Europa (31.252 persone nel 2008, 11.749 nel 2007, 18.047 nel 2006, 15.527 nel 2005).
10. Gli arrivi si sono notevolmente diradati nel 2009 e nel 2010 (rispettivamente 2.947 e 459) a seguito di un accordo concluso tra l?Italia e la Libia di Muammar Gheddafi. Tale accordo, fortemente criticato a causa delle violazioni dei diritti dell?uomo in Libia e delle condizioni di vita deplorevoli dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo nel paese, ? stato oggetto di critiche anche perch? presentava il rischio, poi confermato dall?HCR, che a dei richiedenti asilo e a dei rifugiati fosse vietato l?accesso alla tutela internazionale. Tuttavia, esso si ? rivelato estremamente efficace per fermare gli arrivi, cosicch? i centri di accoglienza dell?isola sono stati chiusi e le organizzazioni internazionali attive a Lampedusa hanno sospeso la loro presenza sul campo.
11. Nel 2011, a seguito delle insurrezioni in Tunisia, e poi in Libia, l?isola ha dovuto affrontare una nuova ondata di arrivi via mare. Gli sbarchi sono ricominciati in due tempi. In primo luogo sono arrivati sull?isola dei Tunisini, seguiti da navi provenienti dalla Libia, sulle quali si trovavano moltissime donne e bambini piccoli. Gli sbarchi sono iniziati il 29 gennaio 2011 e rapidamente la popolazione dell?isola si ? trovata raddoppiata.
12. A seguito di tali arrivi, l?Italia ha rapidamente dichiarato lo stato di emergenza umanitaria sull?isola di Lampedusa ed ha fatto appello alla solidariet? degli Stati membri dell?Unione europea. Sono stati conferiti dei poteri d?urgenza al prefetto di Palermo per gestire la situazione.
13. Al 21 settembre 2011, 55.298 persone erano arrivate via mare a Lampedusa (tra cui 27.315 dalla Tunisia e 27.983 dalla Libia, in particolare Nigeriani, Ghanesi, Maliani e Ivoriani).
(…).
V. I protagonisti della vicenda e le loro responsabilit?
26. La Prefettura della provincia di Agrigento ? responsabile di tutte le questioni legate all?accoglienza delle persone in arrivo sull?isola fino al loro trasferimento. La prefettura sopraintende anche Accoglienza, [il partner privato] che gestisce i due centri di accoglienza dell?isola. L?ufficio della polizia dell?immigrazione della provincia di Agrigento ? incaricato di procedere all?identificazione, ai trasferimenti e agli eventuali rimpatri delle persone in arrivo. Dal 13 aprile 2011 ? la Protezione civile italiana che coordina la gestione dei flussi migratori provenienti dall?Africa del Nord.
27. Anche la comunit? internazionale ? fortemente mobilitata sul campo. L?Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (HCR), l?Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), la Croce Rossa, l?Ordine di Malta e l?ONG Save the Children hanno delle equipe sul posto.
28. L?HCR, l?OIM, la Croce Rossa e Save the Children fanno parte del ?Praesidium project? e forniscono la loro assistenza per la gestione dei flussi migratori misti via mare su Lampedusa. Queste organizzazioni sono autorizzate ad avere una presenza permanente all?interno dei centri di accoglienza di Lampedusa e dispongono di interpreti e di mediatori culturali. A partire da febbraio 2011 esse hanno spedito delle equipe sul posto (come si ? visto, la loro presenza era stata sospesa con la diminuzione degli arrivi). Il ?Praesidium project?, che da allora ? stato esteso in altri centri in Italia, ? visto come una buona pratica in Europa e le organizzazioni implicate hanno pubblicato congiuntamente una guida di gestione dei flussi migratori misti via mare (disponibile per il momento soltanto in italiano, ma che sar? ben presto tradotta in inglese).
29. I membri della sottocommissione ad hoc hanno potuto constatare che tutte le parti suddette lavorano in accordo, in uno sforzo di coordinazione e con il comune scopo prioritario di salvare delle vite durante le operazioni di salvataggio in mare, di fare il massimo per accogliere le persone che arrivano in condizioni decenti, e poi collaborare affinch? siano trasferite rapidamente in centri di accoglienza situati altrove in Italia.
VI. Strutture di accoglienza di Lampedusa
30. ? fondamentale che i trasferimenti verso centri situati altrove in Italia vengano effettuati quanto pi? rapidamente possibile in quanto le capacit? di accoglienza di cui dispone l?isola di Lampedusa sono insufficienti ad ospitare tutte le persone che arrivano e inadatte a permanenze di molti giorni.
31. Lampedusa ha due centri di accoglienza: il centro principale a Contrada Imbriacola e la Base Loran.
32. Il centro principale ? un centro di prima accoglienza e alloggio (CSPA). La sottocommissione ad hoc ? stata informata dal Direttore del centro che la capacit? di accoglienza varia da 400 a 1.000 posti. Alla data della visita il centro ospitava 804 persone. Le condizioni di accoglienza erano corrette, bench? molto essenziali. Le stanze erano riempite di materassi appoggiati uno all?altro sul pavimento. Gli edifici, che sono dei blocchi prefabbricati, sono aerati in quanto le stanze dispongono di finestre e, quando il centro ospita un numero di persone corrispondente alle sue capacit?, i sanitari sembrano sufficienti.
33. Al momento della visita della sottocommissione, il centro era diviso in due parti. Una era riservata alle persone che arrivano dalla Libia e ai minori non accompagnati (ivi compresi i minori non accompagnati tunisini). L?altra, un centro chiuso all?interno del centro (esso stesso chiuso), era riservata agli adulti tunisini.
(…).
VIII. Controlli sanitari
41. Le equipe mediche e sanitarie delle diverse organizzazioni (Croce Rossa, MSF, Ordine di Malta) e le numerose equipe regionali sono coordinate dal capo dell?unit? sanitaria di Palermo.
42. Non appena le guardie costiere vengono a sapere dell?arrivo di una imbarcazione, ne informano il coordinatore medico e gli comunicano il numero di persone che si trovano a bordo. Tutte le persone interessate vengono allora immediatamente informate e mobilitate, a qualsiasi ora del giorno e della notte.
43. I primi controlli sullo stato di salute delle persone che arrivano vengono effettuati sul porto, fin dal momento dello sbarco. A monte, dei membri /medici dell?ordine di Malta accompagnano i guardacoste o la dogana durante le operazioni di intercettazione e di salvataggio in mare. Essi informano le equipe mediche mobilitate sul porto di possibili casi in cui sia necessaria una presa in carico medica specifica e immediata.
44. Dal momento dello sbarco, le persone in arrivo vengono classificate in funzione delle loro necessit?, secondo un codice di colori ben definito. Le persone che necessitano di un ricovero ospedaliero vengono trasferite tramite elicottero verso Palermo o altrove. Gli ospedali sono obbligati ad accettare tali pazienti, anche oltre la loro capacit?.
45. A volte manca il tempo per effettuare i primi controlli di tutte le persone in arrivo sul porto, e tali controlli devono pertanto continuare nei centri di accoglienza. ? stata evidenziata altres? la necessit? di avere nei centri delle procedure quanto pi? standardizzate possibile.
46. I problemi pi? frequenti sono: mal di mare, disturbi delle vie respiratorie superiori, ustioni (nafta, acqua di mare, sole o una combinazione dei tre fattori), disidratazione, dolore generalizzato (a causa della postura sulla nave), disturbi psicologici o uno stress acuto (a causa del rischio elevato di perdere la vita durante la traversata). Alcune persone che arrivano dalla Libia soffrivano di stress acuto ancora prima di iniziare la traversata. Le persone in arrivo sono estremamente vulnerabili e possono essere state vittima di violenze fisiche e/o psicologiche e i loro traumi sono a volte causati dai trattamenti da loro subiti in Libia. Peraltro, molte donne sono incinte e devono essere visitate pi? accuratamente. Sono stati accertati alcuni casi di tubercolosi e le persone interessate sono state messe immediatamente in quarantena in un ospedale.
47. La valutazione dello stato di salute delle persone in arrivo a Lampedusa rimane di carattere generale. Una valutazione individuale non ? possibile sull?isola e viene effettuata altrove previo trasferimento. Tuttavia, chiunque chieda di essere visitato pu? esserlo e nessuna richiesta in tal senso viene rigettata. Il capo dell?unit? sanitaria di Palermo procede a un?ispezione regolare delle attrezzature sanitarie e dell?alimentazione dei centri.
48. MSF e la Croce Rossa hanno espresso la loro preoccupazione per quanto riguarda le condizioni sanitarie in caso di sovraffollamento dei centri. ? stato anche sottolineato che i Tunisini, separati dalle altre persone in arrivo per mezzo di una barriera, non disponevano di un accesso diretto alle equipe mediche del centro di accoglienza.
IX. Informazione sulle procedure di asilo
49. L?equipe dell?HCR informa sinteticamente i migranti in arrivo delle procedure di asilo esistenti ma ? stato sottolineato che Lampedusa non era il luogo in cui i potenziali rifugiati e richiedenti asilo ricevevano una informazione esaustiva in materia. Tali informazioni, cos? come l?assistenza per le pratiche inerenti alla domanda di asilo, vengono fornite una volta che i migranti in arrivo sono stati trasferiti in altri centri di accoglienza, di carattere meno provvisorio, altrove in Italia. Se alcuni esprimono l?intenzione di chiedere l?asilo, l?HCR trasmette l?informazione alla polizia italiana.
50. Tuttavia, quando il numero di migranti in arrivo ? considerevole (cosa che accade sempre pi? spesso) e i trasferimenti vengono effettuati molto rapidamente, capita che le persone in arrivo non vengano informate del loro diritto di chiedere l?asilo. Essi vengono pertanto informati nel centro in cui vengono trasferiti. Questa lacuna, che riguarda l?informazione sull?accesso alla protezione internazionale, pu? porre problemi allorquando le persone di alcune nazionalit? possono essere rinviate direttamente nel loro paese di origine. Come regola generale, tuttavia, i migranti in arrivo non sono in grado di ricevere immediatamente una informazione dettagliata sull?accesso alla procedura di asilo. L?urgenza ? altrove: essi sono sfiniti, disorientati e vogliono lavarsi, mangiare e dormire.
X. I Tunisini
51. Durante l?ultima ondata di arrivi, i Tunisini sono stati i primi ad accostare a Lampedusa nel febbraio 2011. Questi arrivi sono stati problematici per vari motivi. Come sopra indicato, poich? gli arrivi via mare si sono notevolmente ridotti nel 2009 e nel 2010, i centri di accoglienza dell?isola erano chiusi. I migranti tunisini si sono dunque ritrovati per la strada, in condizioni deplorevoli. Quando i centri sono stati riaperti, la loro capacit? di accoglienza ? stata immediatamente saturata. I Tunisini sono stati successivamente trasferiti in altri centri di trattenimento in Italia, e poi, quando questi ultimi sono stati a loro volta saturati, in centri di accoglienza aperti previsti per i richiedenti asilo.
52. Il fatto che i Tunisini siano quasi tutti dei migranti economici e la difficolt? a organizzare dei rimpatri immediati verso la Tunisia hanno motivato la decisione delle autorit? italiane di accordare loro il 5 aprile 2011, con decreto, dei permessi di residenza temporanea di sei mesi. 25.000 Tunisini erano gi? arrivati in Italia in tale data, ma solo 12.000 hanno approfittato di tale misura (in quanto i restanti 13.000 erano gi? spariti dai centri in tale data). Questa misura ha avuto le conseguenze ormai note: delle tensioni con la Francia e una seria rimessa in discussione della libert? di circolazione nello spazio Schengen.
53. Il 5 aprile 2011 l?Italia ha concluso con la Tunisia un accordo che prevede un certo numero di rimpatri quotidiani dei migranti tunisini arrivati in Italia dopo tale data. L?accordo non ? mai stato reso pubblico ma sono state citate cifre comprese tra 30 e 60 rimpatri al giorno. Alla data della visita della sottocommissione ad hoc, i rimpatri verso la Tunisia erano stati sospesi.
54. Tale sospensione dei rimpatri ha prodotto la conseguenza che, alla data della visita della sottocommissione ad hoc, circa 190 Tunisini erano detenuti sull?isola. Alcuni di essi lo erano da pi? di venti giorni, in un centro chiuso situato esso stesso all?interno del centro chiuso di Contrada Imbriacola. Malgrado l?affermazione delle autorit? secondo la quale i Tunisini non sono dei detenuti in quanto non si trovano in celle, i membri della sottocommissione hanno potuto constatare che le condizioni alle quali erano sottoposti erano assimilabili a una detenzione e a una privazione della libert?.
55. Bench? i membri della sottocommissione ad hoc comprendano la preoccupazione delle autorit? italiane di arginare l?ondata di immigrazione irregolare proveniente dalla Tunisia, alcune regole devono tuttavia essere rispettate in materia di detenzione. Il centro di Contrada Imbriacola non ? adatto al trattenimento di migranti in situazione irregolare. Questi vi vengono de facto incarcerati, senza avere accesso a un giudice. Come ha gi? ricordato l?Assemblea parlamentare nella sua Risoluzione 1707 (2010), ?il trattenimento viene attuato secondo una procedura definita dalla legge, viene autorizzato da un?autorit? giudiziaria ed ? soggetto a un controllo giudiziario periodico?. Questi criteri non vengono rispettati a Lampedusa e le autorit? italiane dovrebbero trasferire immediatamente i migranti in situazione irregolare in centri di trattenimento adatti, e con le garanzie giuridiche necessarie, altrove in Italia.
56. Un altro elemento fondamentale menzionato in tale risoluzione ? l?accesso all?informazione. Tutte le persone trattenute devono infatti essere informate rapidamente, in una lingua che comprendono ?delle principali ragioni giuridiche e fattuali del loro trattenimento, dei loro diritti, delle norme e della procedura di impugnazione?. Ora, se ? vero che i Tunisini con i quali i membri della sottocommissione ad hoc hanno parlato erano perfettamente consapevoli della irregolarit? del loro ingresso sul territorio italiano (alcuni di loro del resto non erano al primo tentativo ed erano gi? stati rimandati in Tunisia in passato), lo stesso non pu? dirsi per l?informazione sui loro diritti e sulla procedura. Le autorit? italiane non erano esse stesse in grado di indicare ai membri della sottocommissione ad hoc quando sarebbero potuti riprendere i rimpatri verso la Tunisia. Questa incertezza, oltre a rappresentare un fattore di stress notevole, sottolinea ancora una volta l?inadeguatezza del trattenimento di Tunisini a Lampedusa per lunghi periodi, senza possibilit? di accesso a un giudice.
57. Come sopra indicato, il 20 settembre un incendio ha causato gravi danni nel principale centro di accoglienza. Sembra che sia stato appiccato da migranti tunisini che intendevano protestare contro le loro condizioni di trattenimento e il loro imminente rimpatrio forzato in Tunisia. ? da notare che in tale data pi? di 1.000 Tunisini erano detenuti sull?isola, cinque volte di pi? che al momento della visita della sottocommissione ad hoc.
58. Quando l?isola ospitava meno di 200 Tunisini, la sottocommissione ad hoc non aveva avuto l?autorizzazione a visitare la parte chiusa del centro di accoglienza in cui gli stessi erano detenuti. Le autorit? avevano informato i membri della sottocommissione che la visita era impossibile per motivi di sicurezza, evocando tensioni all?interno di detta parte del centro nonch? dei tentativi di autolesionismo da parte di alcuni Tunisini.
59. Sapendo che le autorit? erano gi? preoccupate da una situazione di tensione quando vi erano meno di 200 Tunisini nel centro, vi ? motivo di chiedersi perch? pi? di 1.000 fossero detenuti nello stesso centro il 20 settembre. Di fatto, tale centro non ? n? concepito n? ufficialmente designato come un centro di trattenimento di migranti in situazione irregolare.
(…).
XIV. Un onere sproporzionato per l?isola di Lampedusa
77. La gestione inadeguata o tardiva della crisi all?inizio del 2011, nonch? i fatti recenti avranno senza dubbio delle conseguenze irreparabili per gli abitanti di Lampedusa. La stagione turistica del 2011 sar? catastrofica. Mentre nel 2010 si era registrato un aumento del 25% del numero dei visitatori, a partire da febbraio 2011 tutte le prenotazioni sono state annullate. Alla fine di maggio 2011 tutti i registri di prenotazione degli albergatori erano vuoti. I professionisti del settore turistico hanno espresso il loro sgomento ai membri della sottocommissione ad hoc. Essi avevano infatti sostenuto delle spese di rinnovo o di miglioramento delle infrastrutture turistiche utilizzando il denaro versato per le prenotazioni. Hanno dovuto rimborsare queste somme al momento dell?annullamento e si ritrovano ora in una situazione economica precaria, indebitati e senza prospettive di entrate economiche per la stagione 2011.
78. Peraltro, i membri della sottocommissione ad hoc hanno potuto constatare il lavoro rappresentato dalla pulizia e dalla demolizione delle imbarcazioni (o di ci? che ne ? rimasto e che ingombra il porto) e il pericolo potenziale che tali imbarcazioni o relitti rappresentano per la qualit? delle acque dell?isola, che deve rispettare delle disposizioni ambientali rigide. Tali operazioni sono inoltre molto costose (mezzo milione di euro per le 42 imbarcazioni ancora in acqua alla data della visita, quando l?isola contava 270 relitti). Sono state adottate misure dalla Protezione civile allo scopo di assicurare lo smantellamento delle imbarcazioni e il pompaggio dei liquidi inquinanti.
79. Lo stato di deperimento delle imbarcazioni in questione ? peraltro indicativo del grado di disperazione delle persone che vi rischiano la vita attraversando il Mediterraneo. I guardacoste hanno indicato ai membri della sottocommissione ad hoc che soltanto il 10 % delle imbarcazioni che arrivano si trovavano in buono stato di riparazione.
80. In occasione della visita della delegazione, alcuni rappresentanti degli abitanti dell?isola (in particolare alcune persone che rappresentano il ramo alberghiero e la ristorazione) e il sindaco di Lampedusa hanno comunicato le loro idee per rimediare a questa catastrofe per l?economia locale. In nessun momento hanno espresso l?intenzione di smettere di accogliere le persone che arrivano con le imbarcazioni, ben al contrario, ma hanno chiesto una giusta compensazione per le perdite dovute al fatto che la loro isola ha vocazione a fornire rifugio.
81. Per questo hanno predisposto un documento contenente varie proposte, che hanno trasmesso alla delegazione. La proposta di maggior rilievo consisterebbe nel riconoscimento dell?isola in quanto zona franca. La delegazione ha preso nota di questa proposta, e anche della proposta di prorogare di un anno la scadenza del pagamento delle imposte per gli abitanti dell?isola. Pur sottolineando che tali questioni non rientrano nel suo mandato, i membri della sottocommissione ad hoc invitano le autorit? italiane competenti a esaminare tali domande tenendo conto del pesante fardello costituito, per l?isola e i suoi abitanti, dagli arrivi via mare di migranti irregolari, di rifugiati e di richiedenti asilo.
XV. Conclusioni e raccomandazioni
(…).
92. Sulla base delle sue osservazioni, la sottocommissione ad hoc invita le autorit? italiane:
1. a continuare ad adempiere senza eccezioni e senza indugio al loro obbligo di soccorrere le persone in situazione di pericolo in mare e di garantire la protezione internazionale, compreso il diritto di asilo e di non respingimento;
2. ad attuare delle misure flessibili che permettano di aumentare le capacit? di accoglienza a Lampedusa;
3. a migliorare le condizioni di accoglienza nei centri esistenti, in particolare nella Base Loran, assicurando in via prioritaria che le condizioni sanitarie e di sicurezza rispondano alle norme vigenti ? anche quando i centri sono sovraffollati ? e procedendo a controlli rigorosi e frequenti degli obblighi che incombono sulla societ? privata incaricata della gestione dei centri;
4. ad accertarsi che le persone in arrivo abbiano la possibilit? di contattare le loro famiglie quanto pi? rapidamente possibile, e questo anche durante la loro permanenza a Lampedusa, in particolare alla Base Loran, dove vi sono dei problemi in tal senso;
5. a prevedere delle strutture di accoglienza adeguate per i minori non accompagnati, vigilando affinch? essi non siano detenuti e siano separati dagli adulti;
6. a chiarire lo status giuridico del trattenimento de facto nei centri di accoglienza di Lampedusa;
7. soprattutto per quanto riguarda i Tunisini, a mantenere in stato di trattenimento amministrativo i migranti in situazione irregolare soltanto secondo una procedura definita dalla legge, avallata da un organo giudiziario e oggetto di un controllo giudiziario periodico;
8. a continuare a garantire il trasferimento rapido dei nuovi arrivati in centri di accoglienza situati in altre localit? in Italia, anche se il loro numero dovesse aumentare;
9. ad esaminare le domande formulate dalla popolazione di Lampedusa allo scopo di sostenerla in misura proporzionale all?onere che su essa incombe, in particolare in termini economici;
10. a non concludere accordi bilaterali con le autorit? di paesi nei quali la situazione non ? sicura e in cui i diritti fondamentali delle persone intercettate non vengono adeguatamente garantiti, in particolare la Libia.?
B. Amnesty International
35. Il 21 aprile 2011, Amnesty International ha pubblicato un rapporto dal titolo ?Conclusioni e raccomandazioni di Amnesty International alle autorit? italiane a seguito della missione di ricerca a Lampedusa e Mineo ?. Si riportano di seguito le parti pertinenti (documento in lingua inglese):
?Una crisi umanitaria provocata dalle stesse autorit? italiane?

A partire da gennaio 2011, a Lampedusa si ? verificato un crescente numero di sbarchi di persone provenienti dal Nordafrica. Alla data del 19 aprile, erano arrivate in Italia oltre 27.000 persone, la maggior parte delle quali sulla piccola isola. Nonostante il significativo aumento degli sbarchi, che si prevedeva continuasse ad aumentare alla luce della piega presa dagli eventi in Nordafrica, le autorit? italiane hanno lasciato che la grande quantit? di persone arrivate a Lampedusa si moltiplicasse fino a quando la situazione sull?isola ? diventata ingestibile. Lampedusa dipende dalla terraferma per l?approvvigionamento di praticamente tutti i beni e i servizi di prima necessit? e non ? attrezzata per essere un grande centro di accoglienza e di soggiorno, pur disponendo della dotazione essenziale per poter fungere da centro di transito per piccoli gruppi di persone.

Mancanza di informazioni sull?accesso alle procedure di asilo
In considerazione del fatto che, al momento della visita di Amnesty International sull?isola, l?UNHCR aveva stimato che a Lampedusa vi fossero circa 6.000 cittadini stranieri, il numero di persone incaricate di fornire informazioni riguardo l?asilo risultava essere assolutamente inadeguato. Da ci? che Amnesty International ha potuto verificare, le informazioni riguardo alle procedure di asilo erano fornite da un ristretto gruppo di persone, assolutamente inadeguato in rapporto al numero degli arrivi. Inoltre, le persone che arrivavano erano sottoposte a una visita medica molto sbrigativa e a una selezione molto sommaria. Per di pi?, sembrava si partisse dal presupposto che tutte le persone arrivate dalla Tunisia fossero migranti economici.
Per Amnesty International ? particolarmente preoccupante che, al momento della sua visita, i cittadini stranieri non fossero stati opportunamente informati su come accedere alle procedure di asilo, e che gli stessi non fossero stati identificati o selezionati correttamente. La delegazione ha parlato con persone a cui non erano state date affatto informazioni sui procedimenti di asilo, o a cui erano state date in modo molto inadeguato; in molti casi non era stata data loro alcuna informazione sulla loro situazione. Non gli era stato detto per quanto tempo avrebbero dovuto rimanere sull?isola n? quale sarebbe stata la loro destinazione finale una volta trasferiti altrove. Visto che molti di coloro che erano arrivati a Lampedusa avevano gi? sopportato viaggi per mare estremamente pericolosi, e che alcuni avevano visto addirittura i propri compagni di viaggio affogare, le spaventose condizioni sull?isola e la pressoch? totale assenza di informazioni costituivano una ulteriore fonte di ansia e di stress.
Secondo il parere di Amnesty International, i sistemi di asilo e di accoglienza erano completamente collassati per il grave sovraffollamento causato dalla totale mancanza di una organizzazione tempestiva e sistematica dei trasferimenti dall?isola.
Condizioni nei ?Centri? dell?isola
A Lampedusa, la delegazione di Amnesty International ha visitato sia il centro principale nella Contrada Imbriacola, presso il quale sono registrati e ospitati uomini adulti, provenienti prevalentemente dalla Tunisia, sia la base militare Loran, dove sono ospitati bambini e nuovi arrivi dalla Libia.
Il centro principale presso la Contrada Imbriacola ? attrezzato per funzionare come un centro di transito per un numero relativamente contenuto di persone; la sua capacit? totale ? appena superiore alle 800 persone. Il 30 marzo, i delegati di Amnesty International hanno parlato con le persone che erano ospitate presso il centro mentre ne entravano o ne uscivano. La delegazione non ? potuta entrare nel centro stesso in quella occasione ma ha potuto accedervi il giorno seguente quando il centro era stato appena sgomberato in quanto erano stati tutti trasferiti dall?isola.
Coloro che vivevano nel centro hanno riferito che vi erano condizioni spaventose, compreso grave sovraffollamento, sporcizia e dotazioni sanitarie inutilizzabili. Alcune persone hanno riferito ai delegati di Amnesty International che avevano preferito dormire per la strada piuttosto che nel centro in quanto lo ritenevano troppo sporco per essere abitabile. Amnesty International successivamente ha parlato con il Direttore del centro che ha confermato il sovraffollamento affermando che, il 29 marzo lo stesso ospitava 1.980 persone, oltre il doppio della sua capacit? massima.
Sebbene Amnesty International abbia potuto visitare il centro solo dopo che era stato sgombrato, la situazione riscontrata dalla delegazione conferma quanto dichiarato dai precedenti abitanti. Nonostante al momento della visita fosse in corso una operazione di pulizia, vi era un terribile odore di acque reflue, vi erano sparsi i resti di tende di fortuna ed erano ancora evidenti cataste di rifiuti.

ESPULSIONI SOMMARIE COLLETTIVE, SECONDO QUANTO RIFERITO, DI CITTADINI TUNISINI DA LAMPEDUSA A PARTIRE DAL 7 APRILE 2011, A SEGUITO DELLA FIRMA DI UN ACCORDO TRA LE AUTORITA? ITALIANE E QUELLE TUNISINE.
Amnesty International ? estremamente preoccupata per i rimpatri forzati cominciati il 7 aprile a Lampedusa a seguito della recente firma di un accordo tra le autorit? tunisine e quelle italiane. Al momento della redazione del presente rapporto, tali rimpatri sono ancora in corso e, secondo quanto riferito, dall?11 aprile sono effettuati due volte al giorno per mezzo aereo.
Il 6 aprile, il Ministero dell?interno italiano ha annunciato che l?Italia aveva firmato un accordo con la Tunisia a seguito del quale quest?ultima si impegnava a rafforzare i controlli alle frontiere al fine di impedire le partenze e ad accettare la rapida riammissione di persone sbarcate recentemente e in procinto di sbarcare in Italia. Amnesty International ? particolarmente preoccupata del fatto che, secondo il sopra citato annuncio, i migranti tunisini sbarcati sulle spiagge italiane possano essere ?rimpatriati direttamente? e con ?procedure semplificate?.
Alla luce di tale annuncio, e viste, in particolare le conclusioni di Amnesty International in relazione alla totale inadeguatezza delle procedure di asilo a Lampedusa, l?organizzazione ritiene che le persone soggette a ?rimpatri diretti? a seguito di ?procedure semplificate? siano state vittime di espulsioni sommarie collettive.
Secondo quanto risulta a Amnesty International, le persone sono state trasferite dall?isola entro uno o due giorni dal loro arrivo. Risulta, pertanto, estremamente improbabile che a tali persone sia stata offerta la possibilit? di accedere a una opportunit? significativa o adeguata di dichiarare che non dovevano essere rimpatriati in Tunisia in base alla protezione internazionale o ad altre motivazioni. In tali circostanze le sopra citate espulsioni equivarrebbero a espulsioni sommarie (cfr. le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell?Uomo nella causa Hassanpour-Omrani c. Svezia e Jabari c. Turchia). Tali pratiche sono severamente proibite ai sensi del diritto internazionale, regionale e nazionale sui diritti dell?uomo e dei rifugiati. Ulteriori norme sui diritti dell?uomo e dei rifugiati richiedono che lo Stato che effettua l?espulsione deve prevedere un efficace via di ricorso contro le espulsioni. Procedere all?espulsione senza dare alle persone interessate la possibilit? di esercitare il loro diritto a impugnare tale decisione tramite un procedura efficace determina di per s? una violazione dei diritti dell?uomo, a prescindere dal fatto che l?espulsione mette le persone interessate in una situazione di grave rischio di violazioni dei diritti dell?uomo, che, a sua volta, costituirebbe una violazione del principio di non respingimento.
…?
IN DIRITTO
I. QUESTIONE PRELIMINARE
36. Nelle sue osservazioni complementari e sull?equa soddisfazione del 9 luglio 2013, il Governo eccepisce per la prima volta il mancato esaurimento delle vie di ricorso interne facendo osservare che ai sensi dell?articolo 13 del decreto legislativo n. 286 del 1998: ?avverso il decreto di espulsione, lo straniero pu? (?) presentare ricorso al giudice di pace del luogo in cui ha sede l?autorit? che ha disposto l?espulsione? (paragrafo 27 supra). Ebbene, i ricorrenti non si sono avvalsi di tale ricorso.
37. Nelle loro osservazioni del 23 maggio 2013 in risposta alle prime osservazioni del Governo, i ricorrenti notavano che all?ultimo paragrafo, in data 25 settembre 2012, il Governo si era limitato a chiedere alla Corte di ?dichiarare il ricorso irricevibile ai sensi dell?articolo 35 ? 1? senza indicare le vie di ricorso che avrebbero dovuto essere esperite. Pertanto essi indicavano che in tali condizioni il Governo non potrebbe eccepire il mancato esaurimento delle vie di ricorso interne.
Ad ogni modo i ricorrenti affermano di non aver mai avuto la possibilit? di presentare alle autorit? giudiziarie italiane un ricorso riguardante la legalit? della loro privazione della libert?.
Per quanto riguarda la possibilit? di presentare una denuncia per violazione dei loro diritti convenzionali dinanzi alle autorit? giudiziarie penali, si tratterebbe di una via di ricorso non effettiva perch? priva di effetto sospensivo.
38. La Corte rammenta che ai sensi dell?articolo 55 del suo regolamento, la Parte contraente convenuta che intenda sollevare una eccezione di irricevibilit? deve farlo, nella misura in cui lo consentano la natura dell?eccezione e le circostanze, nelle sue osservazioni scritte od orali sulla ricevibilit? del ricorso (N.C. c. Italia [GC], n. 24952/94, ? 44, CEDU 2002-X). Nel caso di specie, il Governo non ha chiaramente sollevato una eccezione di mancato esaurimento delle vie di ricorso interne nelle sue osservazioni del 25 settembre 2013 sulla ricevibilit? e sul merito, in quanto si era ivi limitato ad affermare che la Corte avrebbe dovuto dichiarare il ricorso ?irricevibile ai sensi dell?articolo 35 ? 1? senza indicare il motivo di tale irricevibilit? n?, in questo caso, la via di ricorso che avrebbe dovuto essere seguita. La questione della mancata presentazione, da parte dei ricorrenti, di un ricorso al giudice di pace avverso i decreti di respingimento era affrontata soltanto nelle osservazioni complementari e sull?equa soddisfazione. Il Governo non fornisce alcuna spiegazione su tale indugio e la Corte non rileva alcuna circostanza eccezionale che possa esonerarlo dall?obbligo di sollevare le eccezioni in tempo utile (si veda, mutatis mutandis, Dhahbi c. Italia, n. 17120/09, ? 24, 8 aprile 2014, e G.C. c. Italia, n. 73869/10, ? 36, 22 aprile 2014).
39. Ne consegue che il Governo non pu? eccepire il mancato esaurimento delle vie di ricorso interne.
II. SULLA DEDOTTA VIOLAZIONE DELL?ARTICOLO 5 ? 1 DELLA CONVENZIONE
40. I ricorrenti ritengono di essere stati privati della loro libert? in maniera incompatibile con l?articolo 5 ? 1 della Convenzione.
Questa disposizione recita:
?1. Ogni persona ha diritto alla libert? e alla sicurezza. Nessuno pu? essere privato della libert?, se non nei casi seguenti e nei modi previsti dalla legge:
a) se ? detenuto regolarmente in seguito a condanna da parte di un tribunale competente;
b) se si trova in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un provvedimento emesso, conformemente alla legge, da un tribunale o allo scopo di garantire l?esecuzione di un obbligo prescritto dalla legge;
c) se ? stato arrestato o detenuto per essere tradotto dinanzi all?autorit? giudiziaria competente, quando vi sono motivi plausibili di sospettare che egli abbia commesso un reato o vi sono motivi fondati di ritenere che sia necessario impedirgli di commettere un reato o di darsi alla fuga dopo averlo commesso;
d) se si tratta della detenzione regolare di un minore decisa allo scopo di sorvegliare la sua educazione oppure della sua detenzione regolare al fine di tradurlo dinanzi all?autorit? competente;
e) se si tratta della detenzione regolare di una persona suscettibile di propagare una malattia contagiosa, di un alienato, di un alcolizzato, di un tossicomane o di un vagabondo;
f) se si tratta dell?arresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di entrare illegalmente nel territorio, oppure di una persona contro la quale ? in corso un procedimento di espulsione o di estradizione.?
41. Il Governo contesta questa tesi.
A. Sulla ricevibilit?
1. Sulla compatibilit? ratione materiae del motivo di ricorso con la Convenzione
a) L?eccezione del Governo
42. Il Governo eccepisce innanzitutto l?inapplicabilit? dell?articolo 5 al caso di specie. Esso sostiene che le autorit? italiane hanno identificato i ricorrenti secondo le norme italiane ed europee pertinenti e ci? non sarebbe contestato dai ricorrenti. In seguito gli interessati sono stati accolti nel CSPA, che non sarebbe un centro di detenzione, ma un centro di primo soccorso e di assistenza (in particolare d?ordine igienico-sanitario) per tutti i migranti arrivati in Italia nel 2011. Le organizzazioni presenti all?interno del CSPA fornivano un?assistenza giuridica, compresa quella sulle procedure da seguire per presentare una domanda di asilo. I ricorrenti sono stati poi trasferiti a bordo delle navi ?Vincent? e ?Audacia? ? che dovevano essere considerate come il ?naturale prolungamento del CSPA? di Lampedusa ? a causa dell?incendio doloso che altri migranti avevano provocato all?interno del CSPA due o tre giorni dopo l?arrivo dei ricorrenti. Dovendo fronteggiare una situazione di emergenza umanitaria e logistica, le autorit? italiane sono state costrette a trovare nuovi luoghi per l?accoglienza, che secondo il Governo non possono essere considerati luoghi di detenzione o di arresto.
43. Alla luce di quanto esposto sopra, il Governo sostiene che i ricorrenti non sono stati n? arrestati n? detenuti, ma ?semplicemente [soccorsi] in mare e condotti all?isola di Lampedusa per essere assistiti e per la loro sicurezza fisica? Spiega che la legge obbligava le autorit? a salvare e a identificare i ricorrenti, i quali si trovavano nelle acque territoriali italiane nel momento in cui le loro imbarcazioni sono state intercettate dalla guardia costiera. Dunque, secondo il Governo, le misure adottate nei confronti dei ricorrenti non costituiscono una privazione arbitraria della libert?. Ben al contrario, a suo parere si trattava di misure necessarie per far fronte a una emergenza umanitaria e per mantenere un giusto equilibrio tra la sicurezza dei migranti e quella della popolazione locale.
b) La replica dei ricorrenti
44. I ricorrenti ammettono che secondo la legge italiana i CSPA non sono luoghi di detenzione ma strutture di accoglienza. Tuttavia essi sostengono che questa circostanza non impedisce di ritenere che, in concreto, essi siano stati privati della loro libert? all?interno del CSPA di Lampedusa e a bordo delle navi ?Vincent? e ?Audacia?. Al riguardo osservano che ? stato loro vietato di allontanarsi da queste strutture, che erano costantemente sorvegliate dalle forze di polizia. Ci? sarebbe stato confermato dai rapporti della sottocommissione ad hoc dell?APCE (paragrafo 34 supra) e dalla commissione straordinaria del Senato (paragrafo 31 supra). Quest?ultima ha constatato i trattenimenti prolungati, l?impossibilit? di comunicare con l?esterno e la mancanza di libert? di movimento.
c) Valutazione della Corte
i. Principi generali
45. La Corte rammenta che laddove il paragrafo 1 dell?articolo 5 sancisce il diritto alla libert?, esso intende la libert? fisica della persona prefiggendosi di assicurare che nessuno ne sia privato arbitrariamente (Abdolkhani e Karimnia c. Turchia, n. 30471/08, ? 125, 22 settembre 2009). Tra privazione della libert? e restrizione della libert? di circolare che obbediscono all?articolo 2 del Protocollo n. 4 vi ? soltanto una differenza di livello o di intensit?, non di natura o di sostanza. La collocazione nell?una o nell?altra di queste categorie risulta talvolta ardua, perch? in alcuni casi marginali ? una pura questione di valutazione, ma la Corte non pu? eludere una scelta da cui dipendono l?applicabilit? o la inapplicabilit? dell?articolo 5 della Convenzione (Guzzardi c. Italia, 6 novembre 1980, ?? 92-93, serie A n. 39). Per sapere se una persona ? stata privata della libert?, occorre partire dalla sua situazione concreta e tener conto di un insieme di criteri specifici del suo caso particolare come il genere, la durata, gli effetti e le modalit? di esecuzione della misura considerata (Amuur c. Francia, 25 giugno 1996, ? 42, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-III, e Stanev c. Bulgaria [GC], n. 36760/06, ? 115, CEDU 2012).
ii. Applicazione di questi principi al caso di specie
46. La Corte nota innanzitutto che il Governo non ha contestato l?affermazione dei ricorrenti (paragrafi 8 e 44 supra) secondo la quale era loro vietato allontanarsi dal CSPA di Lampedusa e dalle navi ?Vincent? e ?Audacia?, che erano costantemente sorvegliate dalle forze di polizia. Inoltre, al paragrafo 54 del suo rapporto pubblicato il 30 settembre 2011 (paragrafo 34 supra), la sottocommissione ad hoc dell?APCE ha constatato che ?nonostante le autorit? affermino che i Tunisini non sono dei detenuti in quanto non sono nelle celle (?) le condizioni alle quali essi erano sottoposti [nel centro di Contrada Imbriacola] erano molto simili alla detenzione e alla privazione della libert??. La sottocommissione ha anche indicato che i migranti erano ?de facto imprigionati, senza accesso a un giudice? (si veda il paragrafo 55 del rapporto sopra citato).
47. Quanto alla commissione straordinaria del Senato, quest?ultima ha riscontrato un ?trattenimento prolungato?, una ?impossibilit? a comunicare con l?esterno? e una ?mancanza di libert? di movimento? per i migra

Testo Tradotto

Conclusions: Partiellement irrecevable
Violation de l’article 5 – Droit ? la libert? et ? la s?ret? (Article 5-1 – Arrestation ou d?tention r?guli?re Article 5-1-f – Expulsion)
Violation de l’article 5 – Droit ? la libert? et ? la s?ret? (Article 5-2 – Information sur les raisons de l’arrestation Information dans le plus court d?lai) Violation de l’article 5 – Droit ? la libert? et ? la s?ret? (Article 5-4 – Contr?le de la l?galit? de la d?tention) Violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 – Traitement d?gradant) (Volet mat?riel)
Non-violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 – Traitement d?gradant) (Volet mat?riel) Violation de l’article 4 du Protocole n? 4 – Interdiction des expulsions collectives d’?trangers-{g?n?ral} (article 4 du Protocole n? 4 – Interdiction des expulsions collectives d’?trangers)
Violation de l’article 13+3 – Droit ? un recours effectif (Article 13 – Recours effectif) (Article 3 – Interdiction de la torture Traitement d?gradant)
Violation de l’article 13+P4-4 – Droit ? un recours effectif (Article 13 – Recours effectif) (article 4 du Protocole n? 4 – Interdiction des expulsions collectives d’?trangers-{g?n?ral} Interdiction des expulsions collectives d’?trangers) Pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral
Satisfaction ?quitable)

DEUXI?ME SECTION

AFFAIRE KHLAIFIA ET AUTRES c. ITALIE

(Requ?te no 16483/12)

ARR?T

STRASBOURG

1er septembre 2015

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Khlaifia et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
I??l Karaka?, pr?sidente,
Guido Raimondi,
Andr?s Saj?,
Neboj?a Vu?ini?,
Helen Keller,
Paul Lemmens,
Robert Spano, juges,
et de Stanley Naismith, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 16 juin 2015,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 16483/12) dirig?e contre la R?publique italienne et dont trois ressortissants tunisiens, MM. Saber Ben Mohamed Ben Ali Khlaifia, Fakhreddine Ben Brahim Ben Mustapha Tabal et Mohamed Ben Habib Ben Jaber Sfar (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 9 mars 2012 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants ont ?t? repr?sent?s par Mes L.M. Masera et S. Zirulia, avocats ? Milan. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agente, Mme E. Spatafora.
3. Les requ?rants all?guent que leur r?tention dans un centre d?accueil pour migrants en situation irr?guli?re a ?t? op?r?e en violation des articles 3 et 5 de la Convention. Ils soutiennent en outre qu?ils ont fait l?objet d?une expulsion collective et qu?ils ne disposaient, en droit italien, d?aucun recours effectif pour d?noncer la violation de leurs droits fondamentaux.
4. Le 27 novembre 2012, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1983, 1987 et 1988. M. Khlaifia (le ? premier requ?rant ?) r?side ? Om Laarass (Tunisie) ; MM. Tabal et Sfar (les ? deuxi?me et troisi?me requ?rants ?) r?sident ? El Mahdia (Tunisie).
A. Le d?barquement des requ?rants sur les c?tes italiennes et leur expulsion vers la Tunisie
6. Les 16 et 17 septembre 2011 ? respectivement pour le premier et pour les deuxi?me et troisi?me d?entre eux ?, les requ?rants quitt?rent avec d?autres personnes la Tunisie ? bord d?embarcations de fortune dans le but de rejoindre les c?tes italiennes. Apr?s plusieurs heures de navigation, les embarcations furent intercept?es par les garde-c?tes italiens, qui les escort?rent jusqu?au port de l??le de Lampedusa. Les requ?rants arriv?rent sur l??le les 17 et 18 septembre 2011 respectivement.
7. Les requ?rants furent transf?r?s au Centre d?accueil initial et d?h?bergement (Centro di Soccorso e Prima Accoglienza ? ci-apr?s, le ? CSPA ?) sis ? Contrada Imbriacola o?, apr?s leur avoir prodigu? les premiers secours, les autorit?s proc?d?rent ? leur identification.
8. Ils furent install?s dans un secteur du centre r?serv? aux Tunisiens adultes. Les requ?rants affirment avoir ?t? accueillis dans des espaces surpeupl?s et sales et avoir ?t? oblig?s ? dormir ? m?me le sol en raison de la p?nurie de lits disponibles et de la mauvaise qualit? des matelas. Les repas ?taient consomm?s ? l?ext?rieur, assis par terre. Le centre ?tait surveill? en permanence par les forces de l?ordre, si bien que tout contact avec l?ext?rieur ?tait impossible.
9. Les requ?rants rest?rent dans le centre d?accueil jusqu?au 20 septembre, o? une violente r?volte ?clata parmi les migrants. Les lieux furent ravag?s par un incendie, et les requ?rants furent transport?s au parc des sports de Lampedusa pour y passer la nuit. ? l?aube du 21 septembre, ils parvinrent avec d?autres migrants ? tromper la surveillance des forces de l?ordre et ? rejoindre le village de Lampedusa. De l?, ils entam?rent, avec 1 800 autres migrants environ, des manifestations de protestation dans les rues de l??le. Interpell?s par la police, les requ?rants furent reconduits d?abord dans le centre d?accueil puis ? l?a?roport de Lampedusa.
10. Le matin du 22 septembre 2011, les requ?rants furent embarqu?s dans des avions ? destination de Palerme. Une fois d?barqu?s, ils furent transf?r?s ? bord de navires amarr?s dans le port de la ville. Le premier requ?rant monta sur le ? Vincent ?, avec 190 personnes environ, tandis que le deuxi?me et le troisi?me requ?rants furent conduits ? bord du navire ? Audace ?, avec 150 personnes environ.
11. Selon la version des requ?rants, sur chaque navire l?ensemble des migrants fut regroup? dans les salons-restaurants, l?acc?s aux cabines ?tant interdit. Les requ?rants affirment avoir dormi par terre et attendu plusieurs heures pour pouvoir utiliser les toilettes. Ils pouvaient sortir sur les balcons des navires deux fois par jour pendant quelques minutes seulement. Les requ?rants affirment avoir ?t? insult?s et maltrait?s par les policiers qui les surveillaient en permanence et n?avoir re?u aucune information de la part des autorit?s.
12. Les requ?rants rest?rent ? bord des navires jusqu?aux 27 et 29 septembre respectivement, dates auxquelles ils furent transport?s ? l?a?roport de Palerme dans le but d??tre rapatri?s.
13. Avant de monter dans les avions, les migrants furent re?us par le consul de Tunisie. Selon les requ?rants, celui-ci se serait born? ? enregistrer leurs donn?es d??tat civil, conform?ment aux accords italo-tunisiens conclus en avril 2011 (paragraphes 28-30 ci-apr?s).
14. Dans leur formulaire de requ?te, les requ?rants ont affirm? qu?? aucun moment tout au long de leur s?jour en Italie il ne leur avait ?t? d?livr? un quelconque document.
En annexe ? ses observations, le Gouvernement a cependant produit trois d?crets de refoulement dat?s des 27 et 29 septembre 2011 pris ? l?encontre des requ?rants. Ces d?crets, en substance identiques et r?dig?s en italien avec une traduction en arabe, se lisaient comme suit :
? Le chef de la police (Questore) de la province d?Agrigente
Vu les pi?ces du dossier, dont il r?sulte que
1) en date du 17 [18] septembre 2011, le personnel appartenant aux forces de police a trouv? dans la province d?Agrigente pr?s de la ligne de fronti?re/pr?s de la fronti?re de l??le de Lampedusa M. [nom et pr?nom] n? (…) le [date] (…) ressortissant tunisien (…) non enti?rement identifi? car d?pourvu de documents (sedicente) ;
2) l??tranger est entr? sur le territoire de l??tat en se soustrayant aux contr?les de fronti?re ;
3) l?identification (rintraccio) de l??tranger a eu lieu ? l?entr?e/tout de suite apr?s son entr?e dans le territoire national, et pr?cis?ment : ?le de Lampedusa
ATTENDU qu?on n?est en pr?sence d?aucun des cas [indiqu?s] ? l?article 10 ? 4 du d?cret l?gislatif no 286 de 1998 ;
CONSID?RANT qu?il y a lieu de proc?der selon l?article 10 ? 2 du d?cret l?gislatif no 286 de 1998 ;
ORDONNE
LE REFOULEMENT AVEC RECONDUITE ? LA FRONTI?RE
De la personne susmentionn?e
INFORME
– qu?un recours peut ?tre introduit contre le pr?sent d?cret, dans un d?lai de soixante jours ? compter de sa notification, devant le juge de paix d?Agrigente ;
– que l?introduction du recours ne suspend en aucun cas l?ex?cution (efficacia) du pr?sent d?cret ;
– [que] le directeur du bureau de l?immigration proc?dera, en ex?cution du pr?sent d?cret, ? sa notification, accompagn?e d?une copie synth?tiquement traduite vers une langue connue par l??tranger, ou bien vers la langue anglaise, fran?aise ou espagnole ; ? sa communication ? la repr?sentation diplomatique ou consulaire de l??tat d?origine selon ce qui est pr?vu par l?article 2 ? 7 du d?cret l?gislatif no 286 de 1998 ; et ? son enregistrement au sens de l?article 10 ? 6 du m?me d?cret l?gislatif ;
Reconduite ? la fronti?re de Rome Fiumicino
[Fait ?] Agrigente [le] 27[29]/09/2011 Pour le Chef de la Police
[Signature] ?
15. Ces d?crets ?taient accompagn?s par un proc?s-verbal de notification dat? des m?mes jours, lui aussi r?dig? en italien et doubl? d?une traduction en arabe. Dans l?espace r?serv? ? la signature des requ?rants, ces proc?s verbaux portent la mention manuscrite ? [l?int?ress?] refuse de signer et de recevoir une copie ? (si rifiuta di firmare e ricevere copia).
16. Arriv?s ? l?a?roport de Tunis, les requ?rants furent lib?r?s.
B. L?ordonnance du juge des investigations pr?liminaires de Palerme
17. Des associations de lutte contre le racisme port?rent plainte pour les traitements auxquels les migrants avaient ?t? soumis, apr?s le 20 septembre 2011, ? bord des navires ? Audace ?, ? Vincent ? et ? Fantasy ?.
18. Une proc?dure p?nale pour abus de fonctions et arrestation ill?gale (articles 323 et 606 du code p?nal) fut ouverte contre X. Le 3 avril 2012, le parquet demanda que les poursuites soient class?es sans suite.
19. Par une ordonnance du 1er juin 2012, le juge des investigations pr?liminaires (ci-apr?s, le ? GIP ?) de Palerme fit droit ? la demande du parquet.
20. Dans ses motifs, le GIP souligna que le placement des migrants dans le CSPA avait pour but de les accueillir, de les assister et de faire face ? leurs besoins hygi?niques pour le temps strictement n?cessaire, avant de les acheminer vers un CIE (centre d?identification et d?expulsion) ou de prendre des mesures en leur faveur. Au CSPA, les migrants pouvaient b?n?ficier d?une assistance juridique et obtenir des informations quant aux proc?dures ? suivre pour introduire une demande d?asile.
Le GIP partagea la pr?misse du parquet selon laquelle l?interpr?tation des conditions relatives aux motifs et ? la dur?e du s?jour des migrants dans les CSPA ?tait parfois floue ; il consid?ra cependant qu?entraient en jeu une multitude de consid?rations excluant que les faits de l?esp?ce soient constitutifs d?une infraction p?nale (? una tendenziale forzatura dei requisiti della ?strumentalit?? e della ?ristrettezza temporale? ? spesso causata da una molteplicit? di fattori che escludono con sicurezza la possibilit? di configurare, in tali fattispecie, illeciti di rilievo penale ?).
Il nota que la pr?fecture (Questura) d?Agrigente s??tait born?e ? enregistrer la pr?sence des migrants au CSPA sans adopter de d?cisions ordonnant leur r?tention.
21. Selon le GIP, l??quilibre pr?caire obtenu sur l??le de Lampedusa avait ?t? rompu le 20 septembre 2011, lorsqu?un groupe de Tunisiens avait provoqu? un incendie criminel, endommageant s?rieusement le CSPA de Contrada Imbriacola et le rendant inapte ? satisfaire aux exigences li?es ? l?accueil et au secours des migrants. Les autorit?s avaient alors organis? un pont a?rien et naval afin d??vacuer les migrants de Lampedusa. Le lendemain, des affrontements avaient eu lieu au port de l??le entre la population locale et un groupe d??trangers qui avait menac? de faire exploser des bouteilles de gaz. Il y avait ainsi une situation qui risquait de d?g?n?rer, et qui ?tait couverte par la notion d?? ?tat de n?cessit? ? (stato di necessit?) vis?e par l?article 54 du code p?nal (paragraphe 32 ci-apr?s). Il s?imposait donc, conclut le GIP, de proc?der au transfert imm?diat d?une partie des migrants en utilisant, entre autres, des navires.
Quant au fait que, dans cette situation d?urgence, aucune d?cision formelle de r?tention ? bord de navires n?avait ?t? adopt?e, le GIP estima que ceci ne pouvait s?analyser en une arrestation ill?gale et que les conditions d?un transfert des migrants dans des CIE n??taient pas remplies. En effet, d?une part, les CIE ?taient d?j? surpeupl?s ; d?autre part, les accords pass?s avec les autorit?s tunisiennes amenaient ? penser que le rapatriement avait vocation ? ?tre imm?diat. Le fait qu?on ait appliqu? aux int?ress?s une mesure de refoulement (respingimento) sans contr?le juridictionnel adopt?e plusieurs jours apr?s le d?barquement n??tait pas ill?gitime aux yeux du GIP. Le calcul du ? d?lai raisonnable ? pour l?adoption de ces actes et pour le s?jour des ?trangers dans le CSPA devait tenir compte des difficult?s logistiques (?tat de la mer, distance entre l??le de Lampedusa et la Sicile) et du nombre de migrants concern?s. Dans ces circonstances, conclut le GIP, il n?y avait pas eu de violation de la loi.
Par ailleurs, consid?ra le GIP, aucun dol ne pouvait ?tre imput? aux autorit?s, dont la conduite avait ?t? inspir?e, en premier lieu, par la poursuite de l?int?r?t public. Les migrants n?avaient souffert aucun pr?judice injuste (danno ingiusto).
22. Dans la mesure o? les plaignants all?guaient que la fa?on dont les migrants avaient ?t? trait?s avait mis en p?ril leur sant?, le GIP releva qu?il ressortait des investigations qu?aucune des personnes ? bord des navires n?avait formul? de demande d?asile. Ceux qui, dans le CSPA de Lampedusa, avaient manifest? l?intention d?agir dans ce sens ainsi que les sujets vuln?rables avaient ?t? transf?r?s aux centres de Trapani, Caltanissetta et Foggia. Les mineurs non accompagn?s avaient ?t? plac?s dans des structures ad hoc et aucune femme enceinte n??tait pr?sente ? bord des navires. Sur ces derniers, les migrants avaient pu b?n?ficier d?une assistance m?dicale, d?eau chaude, d??lectricit?, de repas et de boissons chaudes. Par ailleurs, il ressortait d?une note d?une agence de presse du 25 septembre 2011 qu?un membre du Parlement ?tait mont? ? bord des navires amarr?s dans le port de Palerme, et avait constat? que les migrants ?taient en bonne sant?, qu?ils ?taient assist?s et dormaient dans des cabines dot?es de linge ou sur des fauteuils inclinables (poltrone reclinabili). Certains Tunisiens avaient ?t? transf?r?s ? l?h?pital, d?autres avaient ?t? trait?s ? bord par le personnel sanitaire. Accompagn? par le chef adjoint de la police (vice questore) et par des fonctionnaires de police, le d?put? en question s??tait entretenu avec certains migrants. Il avait ainsi constat? qu?ils avaient acc?s ? des lieux de pri?re, que la nourriture ?tait ad?quate (p?tes, poulet, accompagnement, fruits et eau) et que la Protection civile (Protezione civile) avait mis ? leur disposition des v?tements. Certains migrants se plaignaient de l?absence de rasoirs, mais le d?put? avait observ? qu?il s?agissait d?une mesure visant ? ?viter des actes d?automutilation.
23. Le GIP nota que, bien que les migrants ne fussent pas en ?tat de d?tention ou d?arrestation, une photographie parue dans un journal montrait l?un d?eux avec les mains ligot?es par des bandelettes noires et accompagn? par un agent de police. L?int?ress? faisait partie d?un groupe restreint de personnes qui, craignant un rapatriement imminent, s??taient livr?es ? des actes d?automutilation et avaient endommag? des autobus. Aux yeux du GIP, l?apposition des bandelettes ?tait n?cessaire pour garantir l?int?grit? physique des personnes concern?es et pour ?viter des actes agressifs ? l?encontre des agents de police, qui n??taient ni arm?s ni dot?s d?autres moyens de coercition. En tout ?tat de cause, la conduite des agents de police ?tait justifi?e par un ? ?tat de n?cessit? ? au sens de l?article 54 du code p?nal (paragraphe 32 ci-dessus).
24. ? la lumi?re de ce qui pr?c?de, le GIP estima que le dossier ne contenait pas la preuve de l?existence des ?l?ments mat?riel et moral des infractions punies par les articles 323 et 606 du code p?nal.
C. Les d?cisions du juge de paix d?Agrigente
25. Deux des migrants ayant fait l?objet de d?crets de refoulement attaqu?rent ces actes devant le juge de paix d?Agrigente.
26. Par deux ordonnances (decreti) des 4 juillet et 30 octobre 2011 respectivement, le juge de paix annula les d?crets de refoulement.
Dans ses motifs, le juge de paix observa que les plaignants avaient ?t? trouv?s sur le territoire italien respectivement les 6 mai et 18 septembre 2011 et que les d?crets litigieux n?avaient ?t? adopt?s que les 16 mai et 24 septembre 2011. Certes, l?article 10 du d?cret l?gislatif no 286 de 1998 (paragraphe 27 ci-apr?s) n?indiquait aucun d?lai pour l?adoption des d?crets de refoulement ; il n?en demeurait pas moins, consid?ra le juge, qu?un acte qui de par sa nature m?me limitait la libert? de son destinataire devait ?tre pris dans un d?lai raisonnablement court ? faire date de l?identification (fermo) de l??tranger irr?gulier. En conclure autrement, estima-t-il, ?quivalait ? permettre une r?tention de facto du migrant en l?absence d?une d?cision motiv?e de l?autorit?, ce qui ?tait contraire ? la Constitution.
II. LE DROIT ET LES DOCUMENTS INTERNES PERTINENTS
A. Les dispositions en mati?re d??loignement des ?trangers en situation irr?guli?re
27. Le d?cret l?gislatif (decreto legislativo) no 286 de 1998 (? Texte unifi? des dispositions concernant la r?glementation de l?immigration et les normes sur le statut des ?trangers ?), tel que modifi? par les lois no 271 de 2004 et no 155 de 2005 et par le d?cret l?gislatif no 150 de 2011, dispose entre autres :
Article 10 (refoulement)
? 1. La police des fronti?res refoule (respinge) les ?trangers qui se pr?sentent aux fronti?res sans satisfaire aux crit?res fix?s par le pr?sent texte unifi? sur l?entr?e dans le territoire de l??tat.
2. Le refoulement avec reconduite ? la fronti?re est par ailleurs ordonn? par le chef de la police (questore) ? l?encontre des ?trangers :
a) qui entrent dans le territoire de l??tat en se soustrayant aux contr?les de fronti?re, lorsqu?ils sont arr?t?s au moment de l?entr?e dans le territoire ou tout de suite apr?s ;
b) qui ont ?t? temporairement admis sur le territoire pour des n?cessit?s de secours public.
(…)
4. Les dispositions des alin?as 1 [et] 2 (…) ne s?appliquent pas aux cas pr?vus par les dispositions en vigueur r?gissant l?asile politique, l?octroi du statut de r?fugi? ou l?adoption de mesures de protection temporaire pour des motifs humanitaires.
(…). ?
Article 13 (expulsion administrative)
? 1. Pour des raisons d?ordre public ou de s?curit? de l??tat, le ministre de l?Int?rieur peut ordonner l?expulsion de l??tranger, m?me si celui-ci [n?a pas sa r?sidence] dans le territoire de l??tat, en informant pr?alablement le pr?sident du Conseil des ministres et le ministre des Affaires ?trang?res.
2. Le pr?fet ordonne l?expulsion lorsque l??tranger :
a) est entr? dans le territoire de l??tat en se soustrayant aux contr?les de fronti?re et n?a pas ?t? refoul? en application de l?article 10 ;
(…)
8. Contre le d?cret d?expulsion, un recours peut ?tre pr?sent? devant l?autorit? judiciaire (…). ?
Article 14 (ex?cution de l?expulsion)
? 1. Lorsqu?en raison de la n?cessit? de secourir l??tranger, d?effectuer des contr?les suppl?mentaires quant ? son identit? ou ? sa nationalit? ou d?obtenir les documents de voyage, ou en raison de l?indisponibilit? du transporteur, il n?est pas possible d?ex?cuter rapidement l?expulsion par reconduite ? la fronti?re ou refoulement, le chef de la police (questore) ordonne que l??tranger soit retenu pendant le temps strictement n?cessaire aupr?s du centre d?identification et d?expulsion le plus proche, parmi ceux identifi?s ou cr??s par d?cret du ministre de l?Int?rieur en concertation (di concerto) avec les ministres de la Solidarit? sociale et du Tr?sor, du Budget et de la Planification ?conomique.
(…). ?
B. L?accord bilat?ral avec la Tunisie
28. Le 5 avril 2011, le gouvernement italien a conclu un accord avec la Tunisie en mati?re de contr?le de la vague d?immigration irr?guli?re provenant de ce pays.
29. Le texte de l?accord n?a pas ?t? rendu public. D?apr?s un communiqu? de presse publi? sur le site internet du minist?re de l?Int?rieur italien le 6 avril 2011, la Tunisie s?engageait ? renforcer le contr?le de ses fronti?res dans le but d??viter de nouveaux d?parts de clandestins, ? l?aide de moyens logistiques mis ? sa disposition par les autorit?s italiennes.
30. En outre, la Tunisie s?engageait ? accepter le retour imm?diat des Tunisiens arriv?s irr?guli?rement en Italie apr?s la date de conclusion de l?accord. Les ressortissants tunisiens pouvaient ?tre rapatri?s par le biais de proc?dures simplifi?es, pr?voyant la simple identification de la personne concern?e par les autorit?s consulaires tunisiennes.
C. Le S?nat italien
31. Le 6 mars 2012, la commission extraordinaire pour les droits de l?homme du S?nat italien (ci-apr?s, la ? commission extraordinaire du S?nat ?) a approuv? un rapport ? sur l??tat [du respect] des droits de l?homme dans les institutions p?nitentiaires et dans les centres d?accueil et de r?tention des migrants en Italie ?. Visit? par la commission le 11 f?vrier 2009, le CSPA de Lampedusa y est d?crit notamment dans les passages suivants :
? L?accueil dans le centre de Lampedusa devait ?tre limit? au temps strictement n?cessaire pour ?tablir l?identit? du migrant et la l?galit? de son s?jour sur le territoire ou pour en d?cider l??loignement. En r?alit?, comme cela a ?t? d?nonc? par le HCR et par plusieurs organisations qui op?rent sur le terrain, les dur?es de s?jour se sont prolong?es parfois pendant plus de vingt jours sans qu?aient ?t? adopt?es de d?cisions formelles relatives au statut juridique des personnes retenues. La r?tention prolong?e, l?impossibilit? de communiquer avec l?ext?rieur, le manque de libert? de mouvement sans aucune mesure juridique ou administrative pr?voyant de telles restrictions ont provoqu? un climat de tension tr?s vif, qui s?exprime souvent par des actes d?automutilation. De nombreux appels de la part des organisations qui travaillent sur l??le se sont succ?d?s ? propos de la l?galit? de cette situation. ?
? On acc?de ? des pi?ces d?environ cinq m?tres sur six : elles sont destin?es ? accueillir 12 personnes. Dans les pi?ces se trouvent, l?un ? c?t? de l?autre, des lits superpos?s ? quatre niveaux sur lesquels prennent place jusqu?? 25 hommes par pi?ce (…). Dans de nombreux blocs, des matelas en caoutchouc mousse sont install?s le long des couloirs. Dans de nombreux cas, la mousse des matelas a ?t? d?chir?e pour ?tre utilis?e comme coussin. Dans certains cas, les matelas de deux personnes, prot?g?s par des toiles improvis?es, ont ?t? plac?s sur le palier des escaliers, ? l?ext?rieur (…). Au plafond, dans de nombreux cas, la protection en plastique des lumi?res a ?t? retir?e et les lumi?res sont absentes. Au bout du couloir, d?un c?t?, on trouve les sanitaires et les douches. Il n?y a pas de porte et l?intimit? est garantie par des rideaux en tissu ou en plastique plac?s de mani?re improvis?e ici ou l?. II n?y a pas de robinet et les conduits ne distribuent l?eau que lorsqu?elle est activ?e au niveau central. L??coulement est parfois bloqu? ; au sol, de l?eau ou d?autres liquides ruissellent jusqu?au couloir et dans les pi?ces o? ont ?t? plac?s les matelas en caoutchouc mousse. L?odeur des latrines envahit tous les espaces. Il commence ? pleuvoir. Ceux qui se trouvent sur les escaliers en acier et doivent acc?der ? l??tage sup?rieur se mouillent et emm?nent dans les logements humidit? et salet?. ?
D. Le code p?nal
32. Dans ses parties pertinentes, l?article 54 ? 1 du code p?nal se lit comme suit :
? N?est pas punissable le fait commis sous la contrainte de la n?cessit? de sauver [son auteur ou autrui] d?un danger actuel de pr?judice grave ? la personne, pourvu que ce danger n?ait pas ?t? volontairement provoqu? [par l?int?ress?] et ne p?t ?tre ?vit? autrement, et pourvu que ledit fait f?t proportionn? au danger. (…). ?
III. ?L?MENTS PERTINENTS DE DROIT INTERNATIONAL
33. Les faits de l?esp?ce s?inscrivent dans le cadre des arriv?es massives de migrants irr?guliers sur les c?tes italiennes en 2011 ? la suite notamment des soul?vements en Tunisie, puis du conflit en Libye.
A. L?Assembl?e parlementaire du Conseil de l?Europe
34. Dans ce contexte, l?Assembl?e parlementaire du Conseil de l?Europe (APCE) a constitu? une sous-commission ad hoc ? sur l?arriv?e massive de migrants en situation irr?guli?re, de demandeurs d?asile et de r?fugi?s sur les rivages du sud de l?Europe ? (ci-apr?s, ? la sous-commission ad hoc de l?APCE ?), qui a effectu? une visite d?information ? Lampedusa les 23 et 24 mai 2011. Un rapport de visite a ?t? publi? le 30 septembre 2011. Ses parties pertinentes se lisaient comme suit :
? (…)
II. Historique de Lampedusa en mati?re d?accueil de flux migratoires mixtes
(…)
9. En raison de sa position g?ographique proche des c?tes africaines, l??le de Lampedusa a connu plusieurs ?pisodes durant lesquels elle a d? faire face ? de nombreuses arriv?es par mer de personnes souhaitant se rendre en Europe (31 252 personnes en 2008, 11 749 en 2007, 18 047 en 2006, 15 527 en 2005).
10. Les arriv?es se sont consid?rablement rar?fi?es en 2009 et 2010 (respectivement 2 947 et 459) suite ? un accord conclu entre l?Italie et la Libye de Mouammar Kadhafi. Cet accord, fortement critiqu? en raison des violations des droits de l?homme en Libye et des conditions de vie d?plorables des migrants, r?fugi?s et demandeurs d?asile dans le pays, a aussi fait l?objet de critiques parce qu?il pr?sentait le risque, confirm? depuis par le HCR, que des demandeurs d?asile et des r?fugi?s se voient interdire l?acc?s ? la protection internationale. Il s?est cependant r?v?l? extr?mement efficace pour stopper les arriv?es, de sorte que les centres d?accueil de l??le ont ?t? ferm?s et que les organisations internationales actives ? Lampedusa ont suspendu leur pr?sence sur le terrain.
11. En 2011, suite aux soul?vements en Tunisie, puis en Libye, l??le s?est trouv?e confront?e ? une nouvelle vague d?arriv?es par bateaux. Les arriv?es ont repris en deux temps. En premier lieu, ce sont des Tunisiens qui sont arriv?s sur l??le, suivis de bateaux en provenance de la Libye, sur lesquels se trouvaient un grand nombre de femmes et de jeunes enfants. Les arriv?es ont commenc? le 29 janvier 2011 et rapidement la population de l??le s?en est trouv?e multipli?e par deux.
12. Suite ? ces arriv?es, l?Italie a rapidement d?clar? l??tat d?urgence humanitaire sur l??le de Lampedusa et appel? ? la solidarit? des ?tats membres de l?Union europ?enne. Des pouvoirs d?urgence ont ?t? confi?s au pr?fet de Palerme pour g?rer la situation.
13. ? la date du 21 septembre 2011, 55 298 personnes ?taient arriv?es par la mer ? Lampedusa (parmi elles 27 315 de Tunisie et 27 983 de Libye, notamment des Nig?riens, des Ghan?ens, des Maliens et des Ivoiriens).
(…).
V. Les acteurs sur le terrain et leurs responsabilit?s
26. La Pr?fecture de la province d?Agrigente est responsable de toutes les questions li?es ? la r?ception des arrivants sur l??le jusqu?? leur transfert. C?est aussi la pr?fecture qui supervise [le partenaire priv?] Accoglienza, qui g?re les deux centres d?accueil de l??le. Le bureau de la police de l?immigration de la province d?Agrigente est charg? de proc?der ? l?identification, aux transferts et aux rapatriements ?ventuels des arrivants. Depuis le 13 avril 2011, c?est la Protection civile italienne qui coordonne la gestion des flux migratoires en provenance d?Afrique du Nord.
27. La communaut? internationale est ?galement fortement mobilis?e sur le terrain. Le Haut Commissariat des Nations unies pour les r?fugi?s (HCR), l?Organisation internationale pour les migrations (OIM), la Croix-Rouge, l?Ordre de Malte et l?ONG Save the Children ont des ?quipes sur le terrain.
28. Le HCR, l?OIM, la Croix-Rouge et Save the Children font partie du ?Praesidium project? et apportent leur assistance ? la gestion des flux migratoires mixtes par la mer sur Lampedusa. Ces organisations sont autoris?es ? avoir une pr?sence permanente ? l?int?rieur des centres d?accueil de Lampedusa et disposent d?interpr?tes et de m?diateurs culturels. D?s f?vrier 2011, elles ont d?p?ch? des ?quipes sur place (comme on l?a vu, leur pr?sence avait ?t? suspendue avec la diminution des arriv?es). Le ?Praesidium project?, qui a depuis ?t? ?tendu dans d?autres centres en Italie, fait figure d?exemple de bonne pratique en Europe et les organisations impliqu?es ont publi? conjointement un guide de gestion des flux migratoires mixtes par la mer (il existe pour l?instant uniquement en italien, mais il sera bient?t traduit en anglais).
29. Les membres de la sous-commission ad hoc ont pu constater que tous ces acteurs travaillaient en bonne intelligence, dans un effort de coordination et avec pour but commun prioritaire de sauver des vies lors des op?rations de sauvetage en mer, de faire le maximum pour accueillir les arrivants dans des conditions d?centes, puis d?aider ? ce qu?ils soient transf?r?s rapidement vers d?autres centres ailleurs en Italie.
VI. Structures d?accueil de Lampedusa
30. Il est essentiel que les transferts vers des centres ailleurs en Italie soient effectu?s le plus rapidement possible car les capacit?s d?accueil dont dispose l??le de Lampedusa sont ? la fois insuffisantes pour accueillir le nombre d?arrivants et inadapt?es ? des s?jours de plusieurs jours.
31. Lampedusa a deux centres d?accueil : le centre principal ? Contrada Imbriacola et la Base Loran.
32. Le centre principal est un centre d?accueil initial et d?h?bergement (CSPA). La sous-commission ad hoc a ?t? inform?e par le Directeur du centre que la capacit? d?accueil varie de 400 ? 1 000 places. ? la date de la visite, le centre h?bergeait 804 personnes. Les conditions d?accueil ?taient correctes, quoique tr?s basiques. Les pi?ces ?taient remplies de matelas pos?s les uns contre les autres ? m?me le sol. Les b?timents, qui sont des blocs pr?fabriqu?s, sont a?r?s puisque les pi?ces disposent de fen?tres et, lorsque le centre accueille un nombre de personnes correspondant ? ses capacit?s, les sanitaires semblent suffisants.
33. Lors de la visite de la sous-commission, ce centre ?tait scind? en deux parties. L?une ?tait r?serv?e aux personnes arrivant de Libye et aux mineurs non accompagn?s (y compris les mineurs non accompagn?s tunisiens). L?autre, un centre ferm? ? l?int?rieur du centre (lui-m?me ferm?), ?tait r?serv?e aux adultes tunisiens.
(…).
VIII. Contr?les sanitaires
41. Les ?quipes m?dicales et sanitaires des diff?rentes organisations (Croix-Rouge, MSF, Ordre de Malte) et les nombreuses ?quipes r?gionales sont coordonn?es par le chef de l?unit? de sant? de Palerme.
42. D?s que les garde-c?tes ont connaissance de l?arriv?e d?un bateau, ils pr?viennent le coordinateur m?dical et l?informent du nombre de personnes qui se trouvent ? bord. Toutes les personnes concern?es sont alors imm?diatement inform?es et mobilis?es, ? toute heure du jour et de la nuit.
43. Les premiers contr?les de l??tat de sant? des personnes arrivant sont effectu?s sur le port, d?s le d?barquement. En amont, des membres/m?decins de l?ordre de Malte accompagnent les garde-c?tes ou la douane lors des op?rations d?interception et de sauvetage en mer. Ils informent les ?quipes m?dicales mobilis?es sur le port de possibles cas n?cessitant une prise en charge m?dicale sp?cifique et imm?diate.
44. D?s leur d?barquement, les arrivants sont rapidement class?s en fonction de leurs besoins, selon un code de couleurs bien d?fini. Les personnes n?cessitant une hospitalisation sont transf?r?es par h?licopt?re vers Palerme ou ailleurs. Les h?pitaux sont dans l?obligation d?accepter ces patients, m?me au-del? de leur capacit?.
45. Parfois le temps manque pour effectuer les premiers contr?les de tous les arrivants sur le port, et ces contr?les doivent donc ?tre poursuivis dans les centres d?accueil. L?accent a ?t? mis sur la n?cessit? ?galement d?avoir dans les centres des proc?dures aussi standardis?es que possible.
46. Les probl?mes les plus fr?quents sont : le mal de mer, les troubles des voies respiratoires sup?rieures, les br?lures (fuel, eau de mer, soleil ou une combinaison des trois), la d?shydratation, une douleur g?n?ralis?e (en raison de la posture sur le bateau), les troubles psychologiques ou un stress aigu (en raison du risque ?lev? de perdre la vie pendant la travers?e). Certaines personnes arrivant de Libye souffraient de stress aigu avant m?me d?entamer la travers?e. Les arrivants sont des personnes extr?mement vuln?rables qui peuvent avoir ?t? victimes de violences physiques et/ou psychologiques et leurs traumatismes sont parfois dus aux traitements qu?ils ont subis en Libye. Par ailleurs, de nombreuses femmes sont enceintes et doivent ?tre examin?es plus attentivement. Quelques cas de tuberculose ont ?t? d?tect?s et les personnes concern?es ont imm?diatement ?t? mises en quarantaine dans un h?pital.
47. L??valuation de l??tat de sant? des arrivants sur Lampedusa reste ? caract?re g?n?ral. Une ?valuation individuelle n?est pas possible sur l??le et elle est effectu?e ailleurs apr?s transfert. Toutefois, toute personne qui demande ? ?tre examin?e peut l??tre et aucune demande en ce sens n?est rejet?e. Le chef de l?unit? de sant? de Palerme proc?de ? une inspection r?guli?re des ?quipements sanitaires et de l?alimentation des centres.
48. MSF et la Croix-Rouge ont fait part de leur inqui?tude quant aux conditions sanitaires en cas de surpeuplement des centres. Il a ?galement ?t? soulign? que les Tunisiens, s?par?s des autres arrivants par une barri?re ferm?e, ne disposaient pas d?un acc?s direct aux ?quipes m?dicales du centre d?accueil.
IX. Information sur les proc?dures d?asile
49. L??quipe du HCR informe succinctement les arrivants des proc?dures d?asile existantes mais il a ?t? soulign? que Lampedusa n??tait pas l?endroit dans lequel les r?fugi?s et demandeurs d?asile potentiels recevaient une information exhaustive en la mati?re. Ces informations, ainsi que l?assistance pour les d?marches de demande d?asile, sont prodigu?es une fois que les arrivants ont ?t? transf?r?s dans d?autres centres d?accueil, ? caract?re moins provisoire, ailleurs en Italie. Si certains expriment le souhait de demander l?asile, le HCR transmet l?information ? la police italienne.
50. Cependant, lorsque le nombre d?arrivants est important (ce qui est de plus en plus souvent le cas) et que les transferts sont effectu?s tr?s rapidement, il arrive que les arrivants ne soient pas inform?s de leur droit de demander l?asile. Ils sont alors inform?s dans le centre dans lequel ils sont transf?r?s. Cette lacune concernant l?information sur l?acc?s ? la protection internationale peut poser probl?me dans la mesure o? les personnes de certaines nationalit?s sont susceptibles d??tre renvoy?es directement dans leur pays d?origine. En r?gle g?n?rale, cependant, les arrivants ne sont pas en mesure de recevoir imm?diatement une information d?taill?e sur l?acc?s ? la proc?dure d?asile. L?urgence est ailleurs : ils sont ?puis?s, d?sorient?s, et veulent se laver, manger et dormir.
X. Les Tunisiens
51. Lors de la derni?re vague d?arriv?es, les Tunisiens ont ?t? les premiers ? accoster ? Lampedusa en f?vrier 2011. Ces arriv?es ont ?t? probl?matiques pour plusieurs raisons. Comme indiqu? plus haut, les arriv?es par mer s??tant consid?rablement r?duites en 2009 et 2010, les centres d?accueil de l??le ?taient ferm?s. Les migrants tunisiens se sont donc retrouv?s ? la rue, dans des conditions d?plorables. Lorsque les centres ont ?t? rouverts, leur capacit? d?accueil a imm?diatement ?t? satur?e. Les Tunisiens ont par la suite ?t? transf?r?s dans des centres de r?tention ailleurs en Italie, puis, une fois ceux-ci satur?s ? leur tour, dans des centres d?accueil ouverts pr?vus pour les demandeurs d?asile.
52. Le fait que les Tunisiens soient dans leur quasi-totalit? des migrants ?conomiques et la difficult? ? organiser des retours imm?diats vers la Tunisie ont motiv? la d?cision des autorit?s italiennes de leur accorder le 5 avril 2011, par d?cret, des permis de r?sidence temporaire de six mois. Alors que 25 000 Tunisiens ?taient d?j? arriv?s en Italie ? cette date, seuls 12 000 ont profit? de cette mesure (les 13 000 restants ayant d?j? disparu des centres ? cette date). Cette mesure a eu les cons?quences que l?on conna?t : des tensions avec la France et une s?rieuse remise en question de la libert? de circulation dans l?espace Schengen.
53. Le 5 avril 2011, l?Italie a conclu avec la Tunisie un accord pr?voyant un certain nombre de retours quotidiens des migrants tunisiens arriv?s en Italie apr?s cette date. L?accord n?a jamais ?t? rendu public mais des quotas compris entre 30 et 60 retours par jour ont ?t? ?voqu?s. ? la date de la visite de la sous-commission ad hoc, les retours vers la Tunisie ?taient suspendus.
54. Cette suspension des retours a eu pour cons?quence que, ? la date de la visite de la sous-commission ad hoc, environ 190 Tunisiens ?taient d?tenus sur l??le. Certains d?entre eux l??taient depuis plus de vingt jours, dans un centre ferm? situ? lui-m?me ? l?int?rieur du centre ferm? de Contrada Imbriacola. Malgr? l?affirmation des autorit?s selon laquelle les Tunisiens ne sont pas des d?tenus car ils ne sont pas dans des cellules, les membres de la sous-commission ont pu constater que les conditions auxquelles ils ?taient soumis s?apparentaient ? une d?tention et ? une privation de libert?.
55. Quoique les membres de la sous-commission ad hoc comprennent le souci des autorit?s italiennes d?endiguer cette vague d?immigration irr?guli?re en provenance de la Tunisie, certaines r?gles doivent cependant ?tre respect?es en mati?re de d?tention. Le centre de Contrada Imbriacola n?est pas adapt? ? la r?tention de migrants en situation irr?guli?re. Ils y sont de facto emprisonn?s, sans acc?s ? un juge. Comme l?a d?j? rappel? l?Assembl?e parlementaire dans sa R?solution 1707 (2010), ? la r?tention est mise en ?uvre selon une proc?dure d?finie par la loi, elle est autoris?e par une instance judiciaire et fait l?objet d?un contr?le judiciaire p?riodique ?. Ces crit?res ne sont pas respect?s ? Lampedusa et les autorit?s italiennes devraient transf?rer sans d?lai les migrants en situation irr?guli?re vers des centres de r?tention adapt?s, et avec les garanties juridiques n?cessaires, ailleurs en Italie.
56. Un autre ?l?ment essentiel mentionn? dans cette r?solution est l?acc?s ? l?information. Toutes les personnes retenues doivent en effet ?tre inform?es rapidement, dans un langage qu?elles comprennent, ? des principales raisons juridiques et factuelles de leur r?tention, de leurs droits, des r?gles et de la proc?dure de plaintes applicables pendant la r?tention ?. Or, s?il est vrai que les Tunisiens avec lesquels les membres de la sous-commission ad hoc se sont entretenus ?taient parfaitement conscients de l?irr?gularit? de leur entr?e sur le territoire italien (certains d?entre eux n?en ?taient d?ailleurs pas ? leur premi?re tentative et avaient d?j? ?t? renvoy?s vers la Tunisie par le pass?), il n?en va pas de m?me de l?information sur leurs droits et la proc?dure. Les autorit?s italiennes n??taient elles-m?mes pas en mesure d?indiquer aux membres de la sous-commission ad hoc quand les retours vers la Tunisie allaient pouvoir reprendre. Cette incertitude, en plus d??tre un facteur de stress sensible, souligne encore l?inad?quation de maintenir les Tunisiens en r?tention pour de longues p?riodes ? Lampedusa, sans acc?s ? un juge.
57. Comme indiqu? plus haut, le 20 septembre, un incendie a caus? de graves d?g?ts dans le principal centre d?accueil. Il semble qu?il ait ?t? allum? par des migrants tunisiens qui entendaient protester contre leurs conditions de r?tention et leur prochain rapatriement forc? en Tunisie. Il est ? noter qu?? cette date, plus de 1 000 Tunisiens ?taient d?tenus sur l??le, soit cinq fois plus qu?au moment de la visite de la sous commission ad hoc.
58. Alors que l??le h?bergeait moins de 200 Tunisiens, la sous-commission ad hoc n?avait d?j? pas eu l?autorisation de visiter la partie ferm?e du centre d?accueil o? ils ?taient d?tenus. Les autorit?s avaient inform? les membres de la sous-commission que cette visite ?tait impossible pour des raisons de s?curit?, ?voquant des tensions ? l?int?rieur de cette partie du centre ainsi que des tentatives d?automutilation de la part de certains Tunisiens.
59. Sachant que les autorit?s ?taient d?j? pr?occup?es par une situation tendue alors qu?il y avait moins de 200 Tunisiens dans le centre, on peut se demander pourquoi plus de 1 000 ?taient d?tenus dans le m?me centre le 20 septembre. En fait, ce centre n?est ni con?u ni officiellement d?sign? comme un centre de r?tention de migrants en situation irr?guli?re.
(…).
XIV. Une charge disproportionn?e pour l??le de Lampedusa
77. La gestion inad?quate ou tardive de la crise au d?but de 2011 ainsi que les r?cents ?v?nements auront indubitablement des cons?quences irr?parables pour les habitants de Lampedusa. La saison touristique 2011 sera catastrophique. Alors que l?ann?e 2010 avait vu une augmentation de 25 % du nombre des visiteurs, ? partir de f?vrier 2011 toutes les pr?-r?servations ont ?t? annul?es. Fin mai 2011, tous les carnets de r?servation des h?teliers ?taient vides. Les professionnels du tourisme ont fait part de leur d?sarroi aux membres de la sous-commission ad hoc. Ils avaient en effet engag? des frais de r?novation ou d?am?lioration des infrastructures touristiques en utilisant l?argent vers? pour les pr?-r?servations. Ils ont d? rembourser ces montants lors des annulations et se retrouvent maintenant dans une situation financi?re pr?caire, endett?s et sans perspectives de rentr?es d?argent pour la saison 2011.
78. Par ailleurs, les membres de la sous-commission ad hoc ont pu constater le travail que repr?sente le nettoyage et la d?molition des bateaux (ou de ce qu?il en reste et qui encombre le port) et le danger potentiel que ces bateaux ou ?paves repr?sentent pour la qualit? des eaux de l??le, qui doit respecter des normes environnementales strictes. Ces op?rations sont aussi tr?s co?teuses (un demi-million d?euros pour les 42 bateaux encore ? l?eau ? la date de la visite, alors l??le comptait 270 ?paves). Des mesures ont ?t? prises par la Protection civile afin d?assurer le d?mant?lement des bateaux et le pompage des liquides polluants.
79. L??tat de d?labrement de ces bateaux est par ailleurs r?v?lateur du degr? de d?sespoir des personnes qui y risquent leurs vies en traversant la M?diterran?e. Les garde-c?tes ont indiqu? aux membres de la sous-commission ad hoc que seulement 10 % des bateaux qui arrivent ?taient en bon ?tat de r?paration.
80. Lors de la visite de la d?l?gation, des repr?sentants des habitants de l??le (notamment des personnes repr?sentant les branches de l?h?tellerie et de la restauration) et le maire de Lampedusa ont fait part de leurs id?es pour rem?dier ? cette catastrophe pour l??conomie locale. ? aucun moment ils n?ont ?voqu? l?intention de cesser d?accueillir les arrivants par bateaux, bien au contraire, mais ils ont demand? une juste compensation pour les pertes qu?implique la vocation de leur ?le ? apporter refuge.
81. C?est pourquoi ils ont pr?par? un document contenant plusieurs propositions, qu?ils ont transmis ? la d?l?gation. La proposition phare consisterait en la reconnaissance de l??le en tant que zone franche. La d?l?gation a pris bonne note de cette proposition, ainsi que de celle de reporter d?une ann?e l??ch?ance de paiement des imp?ts pour les habitants de l??le. Tout en soulignant que ces questions ne rel?vent pas de son mandat, les membres de la sous-commission ad hoc invitent les autorit?s italiennes comp?tentes ? examiner ces demandes au vu du lourd fardeau que constituent, pour l??le et ses habitants, les arriv?es par la mer de migrants irr?guliers, de r?fugi?s et de demandeurs d?asile.
XV. Conclusions et recommandations
(…).
92. Sur la base de ses observations, la sous-commission ad hoc appelle les autorit?s italiennes :
i. ? continuer de r?pondre sans exception et sans d?lai ? leur obligation de secourir les personnes en d?tresse en mer et de garantir la protection internationale, y compris le droit d?asile et de ne pas ?tre refoul? ;
ii. ? mettre en place des mesures flexibles permettant d?augmenter les capacit?s d?accueil ? Lampedusa ;
iii. ? am?liorer les conditions d?accueil dans les centres existants, et en particulier dans la Base Loran, en assurant en priorit? que les conditions sanitaires et de s?curit? r?pondent aux normes en vigueur ? m?me lorsque les centres sont surcharg?s ? et en proc?dant ? des contr?les stricts et fr?quents des obligations qui incombent ? la soci?t? priv?e en charge de la gestion des centres ;
iv. ? s?assurer que les arrivants ont la possibilit? de contacter leurs familles le plus rapidement possible, et ce m?me durant leur s?jour ? Lampedusa, notamment ? la Base Loran o? des probl?mes existent en la mati?re ;
v. ? pr?voir des structures d?accueil ad?quates pour les mineurs non accompagn?s, en veillant ? ce qu?ils ne soient pas d?tenus et qu?ils soient s?par?s des adultes ;
vi. ? clarifier le statut juridique de la r?tention de facto dans les centres d?accueil de Lampedusa ;
vii. en ce qui concerne notamment les Tunisiens, ? ne maintenir des migrants en situation irr?guli?re en r?tention administrative que selon une proc?dure d?finie par la loi, autoris?e par une instance judiciaire et faisant l?objet d?un contr?le judiciaire p?riodique ;
viii. ? continuer de garantir le transfert rapide des nouveaux arrivants vers des centres d?accueil situ?s ailleurs en Italie, m?me si leur nombre venait ? augmenter ;
ix. ? examiner les demandes formul?es par la population de Lampedusa en vue de la soutenir proportionnellement ? la charge qui lui incombe, notamment en termes ?conomiques ;
x. ? ne pas conclure d?accords bilat?raux avec les autorit?s de pays dans lesquels la situation n?est pas s?re et dans lesquels les droits fondamentaux des personnes intercept?es ne sont pas garantis ad?quatement, notamment la Libye. ?
B. Amnesty International
35. Le 21 avril 2011, Amnesty International a publi? un rapport ayant pour titre ? Amnesty International findings and recommendations to the Italian authorities following the research visit to Lampedusa and Mineo ?. Les parties pertinentes du rapport se lisent ainsi (document en anglais) :
? A humanitarian crisis of the Italian authorities? own making

Since January 2011, there has been an increasing number of arrivals on Lampedusa from North Africa. As of 19 April, over 27,000 people had arrived in Italy, mostly on the small island. Despite the significant increase in arrivals, and the predictability of ongoing arrivals in light of unfolding events in North Africa, the Italian authorities allowed the large number of arrivals on Lampedusa to accumulate until the situation on the island became unmanageable. Lampedusa is dependent on the mainland for provision of almost all basic goods and services and is not equipped to be a large reception and accommodation centre, albeit it does have the basics to function as a transit centre for smaller numbers of people.

Lack of information about or access to asylum procedures
Given that, at the time of Amnesty International?s visit on the island, UNHCR estimated that there were around 6,000 foreign nationals on Lampedusa, the number of people tasked with providing information regarding asylum was totally inadequate. As far as Amnesty International could determine, only a handful of individuals were providing basic information regarding asylum procedures, which was totally inadequate given the number of arrivals. Further, those arriving were provided with only a very brief medical assessment and a very basic screening. Moreover, there appeared to be an assumption that all Tunisian arrivals were economic migrants.
The fact that, at the time of Amnesty International?s visit, foreign nationals had not been given proper information about access to asylum procedures, and were not being properly identified or screened, is a particular concern. The delegation spoke with people who had been given no, or very inadequate, information about asylum processes; in many cases they had been given no information about their situation at all. They had not been told how long they would have to stay on the island or what their eventual destination would be once moved off the island. Given that many of those arriving on Lampedusa had already endured extremely dangerous sea voyages, including some whose fellow travellers had drowned at sea, the appalling conditions on the island and the almost total absence of information were clearly leading to considerable anxiety and mental stress.
In Amnesty International?s view the asylum and reception systems had completely broken down due to the severe overcrowding caused by the total failure to organize timely and orderly transfers off the island.
Conditions in the ?Centres? of the island
In Lampedusa, the Amnesty International delegation visited both the main centre at Contrada Imbriacola, registering and accommodating male adults, mainly from Tunisia, and the Base Loran Centre, accommodating children and new arrivals from Libya.
The main centre at Contrada Imbriacola is equipped to function as a transit centre for relatively small numbers of people; its full capacity is just over 800 individuals. On 30 March, Amnesty International delegates spoke with people being accommodated at the centre, as they entered and exited. The delegation was not able to access the centre itself at that time, but was given access the following day when the centre had just been emptied, as all individuals were being moved off the island.
Those who had been living at the centre described appalling conditions, including severe overcrowding and filthy, unusable sanitary facilities. Some people told Amnesty International delegates that they had chosen to sleep on the streets rather than in the centre because they considered it so dirty as to make it uninhabitable. Amnesty International subsequently spoke to the centre?s Director who confirmed the overcrowding stating that, on 29 March, it accommodated 1,980 people, more than double its maximum capacity.
Although Amnesty International was only able to visit the centre after it had been emptied, the conditions that the delegation witnessed corroborated the reports of former inhabitants. Notwithstanding an ongoing clean-up operation at the time of the visit, there was an overwhelming smell of raw sewage. The remains of makeshift tents were observed in the centre. Piles of refuse were still evident around the centre.

COLLECTIVE SUMMARY REMOVALS, REPORTEDLY OF TUNISIAN NATIONALS, FROM LAMPEDUSA, FROM 7 APRIL 2011 ONWARDS, FOLLOWING THE SIGNING OF AN AGREEMENT BETWEEN THE ITALIAN AND TUNISIAN AUTHORITIES
Amnesty International is extremely concerned by the enforced removal that began on 7 April from Lampedusa, following the recent signing of an agreement between the Tunisian and Italian authorities. At the time of writing these forcible returns were ongoing and had reportedly been carried out twice a day by air since 11 April.
On 6 April, the Italian Ministry of Interior announced that Italy had signed an agreement with Tunisia pursuant to which the latter committed itself to strengthening border controls with a view to preventing departures, and to accepting the speedy readmission of people who had recently arrived and who will be arriving in Italy. Amnesty International is particularly concerned that, according to the above-mentioned announcement, Tunisian migrants arriving onto Italian shores may be ?repatriated directly? and with ?simplified procedures?.
In the light of this announcement, and given, in particular, Amnesty International?s findings in relation to the total inadequacy of asylum procedures on Lampedusa, the organization believes that those people who have been subjected to ?direct repatriations? following ?simplified procedures? have been victims of collective summary removals.
As far as Amnesty International could ascertain, people have been removed from the island within one or two days of arrival. Thus, it appears highly unlikely that they would have had access to any meaningful or adequate opportunity to assert that they should not be returned to Tunisia on international protection or other grounds. In the circumstances those removals would amount to summary expulsions (cf. the judgments of the European Court of Human Rights in the case of Hassanpour-Omrani v Sweden and Jabari v Turkey). Such practices are strictly prohibited under international, regional and domestic human rights and refugee law and standards. Additionally human rights and refugee law and standards require that the removing State must provide an effective remedy against removal. Removing people without giving them the chance of exercising their right to challenge their removal through an effective procedure gives rise per se to a human rights violation. This is independent of whether removal would place the individuals concerned at a real risk of serious human rights violations, which, in turn, would constitute a breach of the non refoulement principle.
…?
EN DROIT
I. QUESTION PR?LIMINAIRE
36. Dans ses observations compl?mentaires et sur la satisfaction ?quitable du 9 juillet 2013, le Gouvernement excipe pour la premi?re fois du non-?puisement des voies de recours internes. Il fait observer qu?aux termes de l?article 13 du d?cret l?gislatif no 286 de 1998 : ? contre le d?cret d?expulsion, l??tranger peut (…) pr?senter un recours devant le juge de paix du lieu o? l?autorit? qui a ordonn? l?expulsion a son si?ge ? (paragraphe 27 ci-dessus). Or, les requ?rants ne se sont pas pr?valus de ce recours.
37. Dans leurs observations du 23 mai 2013 en r?ponse aux premi?res observations du Gouvernement, les requ?rants notaient qu?au dernier paragraphe de celles-ci, en date du 25 septembre 2012, le Gouvernement s??tait born? ? demander ? la Cour ? de d?clarer la requ?te irrecevable au sens de l?article 35 ? 1 ? sans indiquer les voies de recours qui auraient d? ?tre ?puis?es. Dans ces conditions, indiquaient-ils alors, le Gouvernement serait forclos ? exciper du non-?puisement des voies de recours internes.
En tout ?tat de cause, les requ?rants affirment qu?ils n?ont jamais eu la possibilit? de saisir les autorit?s judiciaires italiennes d?un recours portant sur la l?galit? de leur privation de libert?.
Quant ? la possibilit? de d?poser une plainte pour violation de leurs droits conventionnels devant les juridictions p?nales, il s?agirait d?une voie de recours non effective car d?pourvue d?effet suspensif.
38. La Cour rappelle qu?aux termes de l?article 55 de son r?glement, si la Partie contractante d?fenderesse entend soulever une exception d?irrecevabilit?, elle doit le faire, pour autant que la nature de l?exception et les circonstances le permettent, dans ses observations ?crites ou orales sur la recevabilit? de la requ?te (N.C. c. Italie [GC], no 24952/94, ? 44, CEDH 2002-X). En l?esp?ce, le Gouvernement n?a pas clairement soulev? une exception de non-?puisement des voies de recours internes dans ses observations du 25 septembre 2013 sur la recevabilit? et le fond, puisqu?il s?y ?tait born? ? affirmer que la Cour devrait d?clarer la requ?te ? irrecevable au sens de l?article 35 ? 1 ? sans indiquer le motif de cette irrecevabilit? ni, en l?occurrence, la voie de recours qui aurait d? ?tre tent?e. La question de la non-introduction, par les requ?rants, d?un recours devant le juge de paix contre les d?crets de refoulement n??tait abord?e que dans les observations compl?mentaires et sur la satisfaction ?quitable. Le Gouvernement ne fournit aucune explication ? cet atermoiement et la Cour ne rel?ve aucune circonstance exceptionnelle de nature ? l?exon?rer de son obligation de soulever toute exception d?irrecevabilit? en temps utile (voir, mutatis mutandis, Dhahbi c. Italie, no 17120/09, ? 24, 8 avril 2014, et G.C. c. Italie, no 73869/10, ? 36, 22 avril 2014).
39. Il s?ensuit que le Gouvernement est forclos ? exciper du non-?puisement des voies de recours internes.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 5 ? 1 DE LA CONVENTION
40. Les requ?rants estiment avoir ?t? priv?s de leur libert? de mani?re incompatible avec l?article 5 ? 1 de la Convention.
Cette disposition se lit ainsi :
? 1. Toute personne a droit ? la libert? et ? la s?ret?. Nul ne peut ?tre priv? de sa libert?, sauf dans les cas suivants et selon les voies l?gales :
a) s?il est d?tenu r?guli?rement apr?s condamnation par un tribunal comp?tent ;
b) s?il a fait l?objet d?une arrestation ou d?une d?tention r?guli?res pour insoumission ? une ordonnance rendue, conform?ment ? la loi, par un tribunal ou en vue de garantir l?ex?cution d?une obligation prescrite par la loi ;
c) s?il a ?t? arr?t? et d?tenu en vue d??tre conduit devant l?autorit? judiciaire comp?tente, lorsqu?il y a des raisons plausibles de soup?onner qu?il a commis une infraction ou qu?il y a des motifs raisonnables de croire ? la n?cessit? de l?emp?cher de commettre une infraction ou de s?enfuir apr?s l?accomplissement de celle-ci ;
d) s?il s?agit de la d?tention r?guli?re d?un mineur, d?cid?e pour son ?ducation surveill?e ou de sa d?tention r?guli?re, afin de le traduire devant l?autorit? comp?tente ;
e) s?il s?agit de la d?tention r?guli?re d?une personne susceptible de propager une maladie contagieuse, d?un ali?n?, d?un alcoolique, d?un toxicomane ou d?un vagabond ;
f) s?il s?agit de l?arrestation ou de la d?tention r?guli?res d?une personne pour l?emp?cher de p?n?trer irr?guli?rement dans le territoire, ou contre laquelle une proc?dure d?expulsion ou d?extradition est en cours. ?
41. Le Gouvernement conteste cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
1. Sur la compatibilit? ratione materiae du grief avec la Convention
a) L?exception du Gouvernement
42. Le Gouvernement excipe tout d?abord de l?inapplicabilit? de l?article 5 en l?esp?ce. Il affirme que les autorit?s italiennes ont identifi? les requ?rants selon les r?gles italiennes et europ?ennes pertinentes. Ceci ne serait pas contest? par les requ?rants. Ensuite, les int?ress?s ont ?t? accueillis dans le CSPA, qui serait un centre non pas de d?tention, mais de premier secours et d?assistance (d?ordre hygi?nique et sanitaire, notamment) pour tous les migrants arriv?s en Italie en 2011. Une aide juridique, y compris quant aux proc?dures ? suivre pour pr?senter une demande d?asile, ?tait fournie par les organisations pr?sentes au sein du CSPA. Les requ?rants ont ensuite ?t? transf?r?s ? bord des navires ? Vincent ? et ? Audace ? ? qui devraient ?tre consid?r?s comme le ? prolongement naturel du CSPA ? de Lampedusa ? ? cause de l?incendie criminel que d?autres migrants avaient provoqu? au sein du CSPA deux ou trois jours apr?s l?arriv?e des requ?rants. Devant faire face ? une situation d?urgence humanitaire et logistique, les autorit?s italiennes ont ?t? contraintes de chercher de nouveaux lieux d?accueil, qui aux yeux du Gouvernement ne sauraient passer pour des lieux de d?tention ou d?arrestation.
43. ? la lumi?re de ce qui pr?c?de, le Gouvernement soutient que les requ?rants n?ont ?t? ni arr?t?s ni d?tenus, mais ? simplement [secourus] en mer et conduits ? l??le de Lampedusa pour les assister et pour leur s?ret? physique ?. Il explique que la loi obligeait les autorit?s ? sauver et identifier les requ?rants, qui se trouvaient dans les eaux territoriales italiennes au moment o? leurs navires ont ?t? intercept?s par les garde-c?tes. Toute mesure prise ? l?encontre des requ?rants ne saurait donc, selon lui, s?analyser en une privation arbitraire de libert?. Il s?agissait ? ses yeux, tout au contraire, de mesures n?cessaires pour faire face ? une situation d?urgence humanitaire et pour m?nager un juste ?quilibre entre la s?ret? des migrants et celle de la population locale.
b) La r?plique des requ?rants
44. Les requ?rants admettent que selon la loi italienne, les CSPA ne sont pas des lieux de d?tention mais des structures d?accueil. Ils soutiennent cependant que cette circonstance n?emp?che pas d?estimer que, in concreto, ils ont ?t? priv?s de leur libert? au sein du CSPA de Lampedusa et ? bord des navires ? Vincent ? et ? Audace ?. ? cet ?gard, ils observent qu?il leur a ?t? interdit de s??loigner de ces structures, qui ?taient constamment surveill?es par les forces de police. Ceci aurait ?t? confirm? par les rapports de la sous-commission ad hoc de l?APCE (paragraphe 34 ci-dessus) et par la commission extraordinaire du S?nat (paragraphe 31 ci-dessus). Cette derni?re a fait ?tat de r?tentions prolong?es, d?une impossibilit? de communiquer avec l?ext?rieur et d?un manque de libert? de mouvement.
c) Appr?ciation de la Cour
i. Principes g?n?raux
45. La Cour rappelle qu?en proclamant dans son paragraphe 1 le droit ? la libert?, l?article 5 vise la libert? physique de la personne ; il a pour but d?assurer que nul n?en soit d?pouill? de mani?re arbitraire (Abdolkhani et Karimnia c. Turquie, no 30471/08, ? 125, 22 septembre 2009). Entre privation de libert? et restrictions ? la libert? de circuler qui ob?issent ? l?article 2 du Protocole no 4, il n?y a qu?une diff?rence de degr? ou d?intensit?, non de nature ou d?essence. Le classement dans l?une ou l?autre de ces cat?gories se r?v?le parfois ardu, car dans certains cas marginaux il s?agit d?une pure affaire d?appr?ciation, mais la Cour ne saurait ?luder un choix dont d?pendent l?applicabilit? ou l?inapplicabilit? de l?article 5 de la Convention (Guzzardi c. Italie, 6 novembre 1980, ?? 92-93, s?rie A no 39). Pour savoir si une personne a ?t? priv?e de sa libert?, il faut partir de sa situation concr?te et prendre en compte un ensemble de crit?res propres ? son cas particulier comme le genre, la dur?e, les effets et les modalit?s d?ex?cution de la mesure consid?r?e (Amuur c. France, 25 juin 1996, ? 42, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-III, et Stanev c. Bulgarie [GC], no 36760/06, ? 115, CEDH 2012).
ii. Application de ces principes en l?esp?ce
46. La Cour note tout d?abord que le Gouvernement n?a pas contest? l?affirmation des requ?rants (paragraphes 8 et 44 ci-dessus) selon laquelle il leur ?tait interdit de s??loigner du CSPA de Lampedusa et des navires ? Vincent ? et ? Audace ?, qui ?taient constamment surveill?s par les forces de police. De plus, au paragraphe 54 de son rapport publi? le 30 septembre 2011 (paragraphe 34 ci-dessus), la sous-commission ad hoc de l?APCE a constat? que ? malgr? l?affirmation des autorit?s selon laquelle les Tunisiens ne sont pas des d?tenus car ils ne sont pas dans des cellules (…) les conditions auxquelles ils ?taient soumis [dans le centre de Contrada Imbriacola] s?apparentaient ? une d?tention et [?] une privation de libert? ?. Elle a ?galement indiqu? que les migrants ?taient ? de facto emprisonn?s, sans acc?s ? un juge ? (voir le paragraphe 55 du rapport pr?cit?).
47. La commission extraordinaire du S?nat, quant ? elle, a fait ?tat d?une ? r?tention prolong?e ?, d?une ? impossibilit? de communiquer avec l?ext?rieur ? et d?un ? manque de libert? de mouvement ? pour les migrants plac?s dans les centres d?accueil de Lampedusa (paragraphe 31 ci-dessus). Les requ?rants le soulignent ? juste titre (paragraphe 44 ci-dessus).
48. La Cour note que le Gouvernement n?a produit aucun ?l?ment permettant de penser qu?il aurait ?t? loisible aux requ?rants de quitter le CSPA de Contrada Imbriacola. ? cet ?gard, elle observe que les int?ress?s ont pr?cis? qu?apr?s l?incendie du 20 septembre 2011, ils ?taient parvenus ? tromper la surveillance des forces de l?ordre et ? rejoindre le village de Lampedusa. Ils auraient ?t? cependant interpell?s par la police et reconduits dans le centre d?accueil (paragraphe 9 ci-dessus). Le Gouvernement n?a pas d?menti ce r?cit, donnant ? penser que les re

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

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