AFFAIRE KEMAL BAYRAM c. TURQUIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE KEMAL BAYRAM c. TURQUIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 01,41,P1-1
Numero: 33808/11
Stato: Turchia
Data: 2021-08-31 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

SECONDA SEZIONE
CASO KEMAL BAYRAM c. TURCHIA
(Domanda n. o 33808/11 )

FERMARE
Art 1 P1 ? Rispetto della propriet? ? Impossibilit? di impugnare giudizialmente la perdita di propriet? risultante da lavori catastali e l’iscrizione di un bene come propriet? dell’Erario, per mancata comunicazione da parte dell’amministrazione ? Periodo di prescrizione estintiva dieci anni

STRASBURGO
31 agosto 2021

Questa sentenza diverr? definitiva alle condizioni definite nell’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire ritocchi.

Nel caso Kemal Bayram c. Turchia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo (seconda sezione), riunita in una sezione composta da :
Jon Fridrik Kj?lbro, Presidente,
Carlo Ranzoni,
Ales Pejchal,
Egidijus K?ris,
Branko Lubarda,
Pauline Koskelo,
Saadet Y?ksel, juges,
et de Hasan Bak?rc?, greffier adjoint de section ,
Visto :
il ricorso (n. o 33808/11 ) proposto contro la Repubblica di Turchia da un cittadino di tale Stato, il sig. Kemal Bayram (” ricorrente su “), si ? rivolto alla Corte ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione sui diritti dell’uomo e le libert? fondamentali (” la Convenzione ?) del 12 aprile 2011,
la decisione di portare la richiesta all’attenzione del governo turco (” il governo “),
le osservazioni delle parti,
Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 29 giugno 2021,
Emette la seguente sentenza, adottata in tale data :
INTRODUZIONE
1. La presente censura riguarda un danno patrimoniale che derivi al ricorrente da lavori catastali, e l’impossibilit? per l’interessato di impugnare tale provvedimento per mancanza di informazione.
INFATTI
2. Il ricorrente ? nato nel 1948 e vive a Werdohl, Germania. Egli ? rappresentato da M e A. Bacanak, avv.
3. Il Governo era rappresentato dal suo Agente .
4. Il 29 dicembre 1977 il richiedente acquist? due appezzamenti di terreno situati nel villaggio di Engiz-Samsun e registrati nel registro fondiario. La vendita ? stata registrata e all’interessato sono stati rilasciati due titoli di propriet?, iscritti nel registro fondiario.
5. Nel 1979 il richiedente fece costruire una casa a tre piani sul terreno in questione.
6. A quel tempo, il denunciante risiedeva presumibilmente in Germania.
7. Nel 1985, l’amministrazione ha intrapreso il censimento catastale delle propriet? nel villaggio di Engiz in conformit? con la legge n. 766 del 28 giugno 1966 sul catasto e la registrazione dei titoli di propriet?.
8. Il 2 aprile 1986 il terreno del ricorrente fu registrato come propriet? del Tesoro (lotto n . 106).
9. I verbali relativi alla zona catastale sono stati affissi pubblicamente dal 4 ottobre al 2 novembre 1989.
10. A parte questo invio, nessuna notifica ? stata inviata, n? alcuna azione intrapresa, per informare il richiedente.
11. Il 21 ottobre 1989, la direzione dipartimentale delle finanze pubbliche impugnava le conclusioni della commissione catastale.
12. L’11 novembre 1991, la Commissione del registro fondiario emise le sue conclusioni. La terra del richiedente fu nuovamente registrata come propriet? del Tesoro.
13. Il richiedente non fu informato di questa decisione.
14. Le conclusioni della commissione catastale sono divenute definitive il 2 gennaio 1992, non essendo stato presentato ricorso per impugnarle.
15. Il 24 maggio 2004, la direzione dipartimentale delle finanze pubbliche ha notificato al ricorrente un’ingiunzione al pagamento di un risarcimento per occupazione illegale di propriet? pubblica per il periodo dal 1994 al 2004.
16 . Il 28 luglio 2004 il richiedente chiese al Tesoro se poteva acquistare il terreno in questione.
17. L’amministrazione non ha risposto favorevolmente a tale richiesta.
18. In data 14 maggio 2009, il ricorrente ha presentato ricorso al fine di ottenere l’annullamento dell’iscrizione effettuata a favore dell’erario e la reiscrizione del terreno a suo nome nel catasto. Dichiarava di non essere mai stato informato dei lavori catastali e di essere venuto a conoscenza del contenuto delle conclusioni catastali solo nel 2004. A sostegno della sua richiesta, ha sostenuto da un lato i suoi titoli di propriet? iscritti al catasto in 1977, e dall’altro la durata del suo possesso del bene in questione.
19. Il 3 luglio 2009, il tribunale catastale di Ondokuzmay si ? dichiarato incompetente e ha rinviato il caso al tribunale distrettuale di Ondokuzmay?s (” il tribunale distrettuale “).
20. Il 30 ottobre 2009, il tribunale distrettuale effettu? una visita in loco, ascolt? testimoni, ordin? una perizia e fece redigere piani.
21. I testimoni hanno affermato che il ricorrente aveva acquistato il terreno controverso e vi aveva fatto costruire una casa, che poi aveva affittato e che era ancora occupata dal suo inquilino.
22. Il 5 novembre 2009, l’esperto scientifico ha presentato la sua perizia. Ha rilevato che gli immobili in questione si trovavano nella particella n . 106 e che questo terreno era registrato come propriet? dell’erario.
23. Il 15 dicembre 2009, il tribunale distrettuale si dichiar? incompetente e rifer? il caso al tribunale distrettuale di Ondokuzmay?s (” il tribunale distrettuale “).
24. In una sentenza del 1? aprile 2010, il tribunale distrettuale ha respinto l’appello dell’attore. Ha osservato che il ricorso che il ricorrente aveva presentato era per contestare le conclusioni catastali del 2 gennaio 1992. Il tribunale ha ritenuto che il ricorso fosse stato presentato dopo la scadenza del termine di dieci anni previsto dall’articolo 12 della legge n. 3402 del 21 giugno 1987 sul catasto e doveva quindi essere respinto.

25. Con sentenza del 23 novembre 2010, la Corte di Cassazione ha confermato tale sentenza in tutte le sue disposizioni.
26. Il 7 marzo 2011, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per la rettifica della sentenza che il ricorrente aveva depositato.
27. Il 25 marzo 2011, la sentenza della Corte di Cassazione ? stata notificata all’avvocato del ricorrente.
QUADRO GIURIDICO E PRATICA NAZIONALI PERTINENTI
I. LA CADUTA
A. Legge n . 2613 (Lavori catastali nelle citt?)
28. L’articolo 8 della legge n. 2613 del 15 dicembre 1934 sulla misurazione catastale e la registrazione dei titoli di propriet?, che era in vigore all’epoca dei fatti, stabiliva che quando erano state determinate le zone in cui dovevano essere intrapresi lavori di misurazione catastale, la decisione doveva essere resa nota al pubblico entro un mese per mezzo della stampa o, in assenza di stampa locale, con metodi abituali. Inoltre prevedeva che i lavori potessero iniziare solo dopo la scadenza di un periodo di due mesi dalla data dell’annuncio.
29. L’articolo 18 prevedeva che i proprietari dei beni interessati dovessero fare dei contrassegni sui terreni dove i confini non erano visibili. Questo processo di demarcazione doveva essere annunciato quindici giorni prima del suo inizio attraverso la stampa o, in assenza di stampa locale, con i metodi abituali.
30. L’articolo 19 prevedeva che i conservatori dei registri fondiari fornissero moduli dichiarativi ai proprietari terrieri e che le firme su questi moduli da parte di persone analfabete fossero certificate dal mukhtar (muhtar), un pubblico ufficiale eletto per amministrare le pi? piccole divisioni amministrative – villaggio o quartiere – e che svolgeva, tra le altre funzioni, la gestione dello stato civile e delle relazioni tra le amministrazioni e gli abitanti del villaggio o del quartiere interessato.
31. Ai sensi dell’articolo 25, i risultati della commissione catastale dovevano essere affissi pubblicamente per due mesi, in luogo visibile a tutti. Dovevano anche essere pubblicizzati attraverso i metodi consueti o, ove possibile, sulla stampa locale.
32 . L’articolo 26 prevedeva che l’affissione degli avvisi fosse considerata come una notifica personale.
B. Legge n . 766 (Lavori catastali nei villaggi)
33. L’articolo 10 della legge n. 766 del 28 giugno 1966 sulla misurazione catastale e la registrazione dei titoli di propriet? fondiaria prevedeva che quando le aree in cui il lavoro di misurazione catastale doveva essere intrapreso erano state determinate, la decisione doveva essere resa nota al pubblico entro un mese con metodi consueti. Ha inoltre specificato che il lavoro dovrebbe essere annunciato alla radio e sulla stampa, in un quotidiano stampato ad Ankara e Istanbul.
34. Ai sensi dell’articolo 26, i risultati della commissione catastale dovevano essere esposti pubblicamente presso il municipio per 30 giorni.
35 . L’articolo 27, invece, prevedeva che le conclusioni catastali diventassero definitive allo scadere di detti trenta giorni se nessuno si opponeva.
36 . L’articolo 28 precisava che in caso di opposizione nel periodo di legge che decorre dalla data di pubblicazione delle conclusioni della commissione catastale, veniva istituita una commissione denominata ” del catasto ” e la sua decisione veniva notificata alle parti coinvolte. Essa prevedeva che la decisione in questione potesse essere impugnata dinanzi al tribunale del registro fondiario, purch? il ricorso fosse presentato entro trenta giorni dalla data di notifica della decisione alla commissione del registro fondiario.
C. Legge n . 3402 (Lavori catastali nelle citt? e nei villaggi)
37. Il 21 giugno 1987 ? entrata in vigore la legge n . 3402 sul catasto .
38. In virt? del suo articolo 12, le conclusioni redatte al termine dei lavori catastali sono esposte pubblicamente per trenta giorni. In assenza di contestazione durante tale periodo, le relazioni catastali diventano definitive e sono trascritte al catasto entro tre mesi.
39 . L’articolo 12 prevede inoltre al comma 3 che ? oltre il termine di dieci anni dalla data in cui le relazioni divengono definitive, nessun ricorso fondato su diritti anteriori alla visura catastale pu? essere proposto per impugnare i rilievi, i diritti e i limiti che [il detto processo – procedimento] contengono . ”
40 Il paragrafo 4 di questo articolo stabilisce che dopo il periodo di dieci anni, tutti i titoli di propriet? precedenti nella zona catastale perdono il loro status di “titolo in sospeso” e non autorizzano pi? il titolare ad avviare una procedura presso il catasto o l’ufficio fondiario.
II. LA PRESCRIPTION ACQUISITIVE
41. Ai sensi dell’articolo 713 comma 1 del nuovo codice civile (NCC), chiunque abbia esercitato per vent’anni un possesso continuativo e pacifico di proprietario su un bene immobile per il quale non ? stata fatta l’iscrizione nel registro fondiario, pu? presentare un’azione per la registrazione di quel bene come suo proprio.
III. LEGGE N . 4070 SULLA VENDITA DI TERRENI AGRICOLI DI PROPRIET? DEL TESORO
42. L’ articolo 7 della legge 16 febbraio 1995, n . 4070 , all’epoca in vigore, prevedeva che i terreni di pertinenza dell’erario potessero essere venduti mediante ” vendita diretta “, cio? senza bando di gara, alle persone che ne abbiano fatto uso in agricoltura da almeno cinque anni prima del 31 dicembre 2002, previa, in particolare, dichiarazione d’uso da parte dell’erario e pagamento da parte degli interessati di occupazione abusiva ed eventuale morosit?.
43. Ai sensi dell’articolo 8, chiunque avesse fatto uso agricolo di tali terreni prima del 31 dicembre 2002 e non avesse potuto acquistarli mediante ” vendita diretta ” beneficiava di un diritto di acquisto preferenziale nel contesto della sua vendita tramite gara.
IN DIRITTO
I. PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N O 1 DELLA CONVENZIONE
44. Il ricorrente ha affermato che le circostanze del caso hanno violato l’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione, che:
? Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto della sua propriet?. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non per motivi di pubblica utilit? e alle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni che precedono non pregiudicano il diritto degli Stati di emanare le leggi che ritengono necessarie per regolare l’uso della propriet? secondo l’interesse pubblico o per assicurare il pagamento di imposte o altri contributi o sanzioni. ”
45. Il Governo si ? opposto a questo argomento.
A. Sull’ammissibilit?
46. La Corte nota che il Governo non ha sollevato alcuna eccezione.
47. Rilevando che il ricorso non ? manifestamente infondato ai sensi dell’articolo 35 ? 3 ( a) della Convenzione e che, inoltre, non incontra alcun altro motivo di irricevibilit?, la Corte lo dichiara ammissibile.
B. Sullo sfondo
48. Il ricorrente sostiene di aver perso la sua propriet? senza alcun indennizzo e che tale privazione della propriet? ? derivata dalla mancata notifica dei lavori catastali e dall’attuazione del termine di prescrizione di dieci anni previsto dalla legge. Sostiene che all’epoca dei fatti viveva in Germania e che non sapeva che i lavori catastali erano stati eseguiti nel villaggio di Engiz. Solo nel 2004, dopo essere tornato in Turchia per visitare la sua famiglia, gli sarebbe stata chiesta un’indennit? di soggiorno e avrebbe preso atto delle risultanze catastali del 1985. Avrebbe goduto pacificamente dei suoi beni sin dalla loro acquisizione. Avrebbe costruito l? una casa di tre piani e l’avrebbe affittata.
49. Il Governo, con riferimento alle disposizioni della legge n o 2613 e n o 3402, richiama l’importanza dell’opera catastale, che consente di stabilire, a seguito di rilievi topografici e operazioni amministrative, tutti i documenti che identificano, raggruppano e valutano le propriet? fondiarie di ciascun comune. Ritiene che il termine di prescrizione estintivo di dieci anni risponda al prevalente interesse pubblico costituito dall’esigenza di garantire la certezza del diritto nell’opera catastale e di assicurare la legittima fiducia nei registri catastali e l’affidabilit? delle operazioni immobiliari. Afferma che il diritto a un giudice non ? assoluto e si presta a limitazioni implicitamente ammesse, in particolare per quanto riguarda le condizioni di ammissibilit? dei ricorsi, perch? richiama per sua natura una disciplina dello Stato, che gode al riguardo un certo margine di apprezzamento. Ritiene che un termine di dieci anni per presentare ricorso sia sufficientemente lungo da essere considerato proporzionato. Ritiene inoltre proporzionata la norma secondo cui il termine in questione decorre dalla fine del periodo di affissione delle risultanze catastali. Sul punto, sostiene che l’inizio dei lavori catastali ? annunciato a monte, in particolare attraverso avvisi pubblicati sulla stampa e manifesti affissi nei luoghi pi? frequentati come scuole, luoghi di culto e altri.mukhtar . Aggiunge che i moduli di dichiarazione sono distribuiti ai proprietari durante i lavori e che le conclusioni sono esposte per due mesi nei locali del comune o del mukhtar (paragrafi 28-32 supra). Ritiene che questi elementi siano sufficienti per informare le parti interessate e che non sia necessario effettuare notifiche individuali.
50. Il Governo aggiunse che la propriet? del richiedente era situata in un’area rurale. Tuttavia, secondo lui, i contadini sono pi? attaccati dei cittadini alla loro terra – che costituisce il loro principale mezzo di sussistenza – e sono quindi pi? attenti alle questioni connesse, come il lavoro catastale. In luoghi di modeste dimensioni come quelli qui in esame, tutti gli abitanti saprebbero quando si effettuano i lavori catastali. Spetterebbe quindi al ricorrente dimostrare, adducendo valide e ragionevoli ragioni e giustificando la passivit? che aveva dimostrato nel non adire i giudici nazionali per quasi vent’anni, di non essere a conoscenza del compimento del detto lavoro.
51. In considerazione di questi elementi, l’attuazione del termine di prescrizione sarebbe proporzionata e lo Stato non avrebbe ignorato l’obbligo di garantire nel suo ordinamento giuridico interno che il diritto di propriet? sia sufficientemente protetto dalla legge e che siano disponibili rimedi adeguati. L’equilibrio richiesto dall’articolo 1 del Protocollo n . 1 della Convenzione non era quindi stato rotto.
52. La Corte ricorda che l’articolo 1 del Protocollo n . 1, che garantisce in sostanza il diritto di propriet?, comprende tre norme distinte (si veda, James e altri c. UK 21 febbraio 1986 ? 37, serie a n o 98) : la il primo, che si esprime nel primo periodo del primo comma, ? di carattere generale ed enuncia il principio del rispetto della propriet? ; il secondo, che compare nella seconda frase dello stesso comma, riguarda la privazione del bene e la sottopone a determinate condizioni ; quanto al terzo, riportato nel secondo comma, riconosce il potere degli Stati contraenti, tra l’altro, di disciplinare l’uso dei beni secondo l’interesse generale, emanando le leggi che ritengano necessarie a tal fine. ( F?bi?n c. Ungheria [GC], n o 78117/13, ? 60 5 settembre 2017). Tuttavia, queste non sono regole indipendenti. Il secondo e il terzo riguardano esempi specifici di violazione dei diritti di propriet? ; pertanto, devono essere interpretati alla luce del principio enunciato nel primo (si veda, tra molti altri, Sargsyan c. Azerbaijan [GC], n o 40167/06 , ? 217, CEDU 2015, e Broniowski c. Polonia [GC], n o 31443/96 , ? 134, CEDU 2004).
53. Per conciliarsi con la regola generale enunciata nel primo periodo del primo comma dell’articolo 1, una violazione del diritto al godimento pacifico della propriet? deve trovare un ” giusto equilibrio ” tra le esigenze dell’interesse generale del comunit? e quelli della tutela dei diritti fondamentali dell’individuo ( Beyeler c. Italia [GC], n o 33202/96 , ? 107, CEDU 2000-I).
54. Nonostante il silenzio dell’articolo 1 del Protocollo n . 1 in termini di requisiti procedurali, le procedure per una specie devono anche offrire ai richiedenti una ragionevole opportunit? di adire le autorit? competenti al fine di impugnare efficacemente le misure violate nel loro diritto al rispetto della loro propriet? ( Zehentner c. Austria , n o 20082/02, ? 73 16 luglio 2009, Soci?t? Anonyme Thaleia Karydi Axte c. Grecia , n o 44769/07, ? 36 5 novembre 2009 , e Gereksar e altri c. La Turchia , nn . 34764/05 e 3 altri, ? 51, 1 ha F?vrier 2011).
55. Nel caso di specie, la Corte osserva che la doglianza del ricorrente riguarda la perdita dei suoi beni e l’impossibilit? in cui si ? trovato ad impugnare giudizialmente tale provvedimento a causa del termine di prescrizione estintiva, vale a dire dieci anni. Ritiene che la situazione lamentata dal ricorrente rientri nella prima frase dell’articolo 1 del Protocollo n . 1 ( Elif K?z?l c. Turchia , n . 4601/06 , ? 90 24 marzo 2020).
56. La Corte desidera anzitutto chiarire l’oggetto della controversia. Al riguardo, ritiene che non si chieda di determinare in astratto se il termine di prescrizione decennale di cui all’articolo 12 della legge n . 3402 catastale sia compatibile o meno con la Convenzione, ma solo a determinare se, nelle particolari circostanze del caso, l’applicazione di tale termine abbia violato il diritto del ricorrente al rispetto della sua propriet?.
57. Ha poi rilevato che tale termine ? espressamente previsto dall’art. 12 della legge n . 3402 (punto 39 supra). Era su tale legge, in vigore all’epoca in cui il ricorrente presentava il suo ricorso, che si fondava l’ingerenza in questione. La decisione dei tribunali nazionali di respingere il ricorso del ricorrente a causa del termine di prescrizione aveva quindi una base giuridica.
58. La Corte rileva infine che la fissazione di un termine oltre il quale scadono i diritti anteriori alla registrazione catastale e le conclusioni catastali – che stabiliscono nuovi titoli di propriet? – diventano inattaccabili e privano di efficacia i vecchi titoli di propriet? mira a garantire la certezza del diritto delle opere catastali e per garantire la legittima fiducia nei registri catastali e l’affidabilit? delle operazioni immobiliari. Essa ritiene che tale misura costituisca indubbiamente una finalit? legittima di interesse generale.
59. Occorre quindi stabilire se la misura di cui trattasi fosse proporzionata allo scopo perseguito. Tale verifica equivale a soppesare l’obiettivo legittimo sotteso ai diritti del ricorrente lesi da detto provvedimento.
60. Al riguardo, la Corte ritiene che, mentre la certezza del diritto cui fa riferimento la norma di prescrizione ha senz’altro di per s? un importante scopo legittimo, resta l’interesse a tutelare l’amministrazione da un ricorso del ricorrente, nelle circostanze del caso di specie. , limitato.
61. Riguardo proprio agli interessi del ricorrente, la Corte rileva che quest’ultimo, che aveva regolarmente acquisito due terreni censiti al catasto nel 1977, cio? circa otto anni prima dell’inizio dei lavori catastali, si ? infine ritrovato privato della sua propriet?. Di fronte a tale situazione, l’interessato non ha potuto far valere i propri diritti impugnando le risultanze catastali, per effetto della prescrizione estintiva.
62. Sul punto, va rilevato che al ricorrente non ? stato notificato n? l’inizio dei lavori catastali n? le conclusioni catastali. Tuttavia, l’articolo 28 della legge n. o 766, che era in vigore all’atto del lavoro di registro, prevedeva espressamente che la decisione del comitato del registro doveva essere notificata alle parti interessate (vedi paragrafo 36 supra), ed ? sulla base di questa legge che l’opera catastale ? stata eseguita. In altre parole, contrariamente a quanto detto dal Governo, le opere catastali in questo caso sono state realizzate in applicazione non della legge n . 2613 ma della legge n. 766. Di conseguenza, l’amministrazione non ha rispettato le disposizioni legali previste dal diritto interno.
63. Il ricorrente afferma di essere venuto a conoscenza della registrazione della sua propriet? come propriet? del Tesoro solo nel 2004 (vedere paragrafo 15 supra), e che fino a quella data ha continuato a godere pacificamente della sua propriet?. Al riguardo, la Corte ricorda che le procedure applicabili a un caso devono anche offrire all’interessato un’opportunit? adeguata di presentare il proprio caso alle autorit? competenti al fine di impugnare efficacemente i provvedimenti che violano il suo diritto di propriet?.
64. Resta da stabilire se nel caso di specie il ricorrente avesse o avrebbe dovuto sapere del completamento dei lavori catastali e delle conclusioni catastali che non tenevano conto dei suoi titoli di propriet? e che avevano l’effetto di renderli nulli.
65. Se ? vero che l’inizio dei lavori catastali ? annunciato, che detti lavori sono pubblicizzati e che queste misure consentono di informare il pubblico, non vi ? alcuna garanzia che il richiedente sia stato effettivamente informato. Lo stesso vale per l’affissione delle risultanze catastali (paragrafi 33-35 supra).
66. Su questo punto, la Corte ritiene utile ricordare che il ricorrente afferma, senza essere contraddetto dal Governo, di risiedere in Germania.
67. Di conseguenza, la Corte non vede come il ricorrente, residente all’estero, potesse essere informato, mediante tali avvisi, del completamento dei lavori catastali.
68. Inoltre, la Corte ribadisce proprio in relazione a questo processo di esposizione che nel caso Rimer e altri c. Turchia ( n.18257 / 04 , ? 27, 10 marzo 2009), dove i ricorsi dei ricorrenti avverso le risultanze catastali erano stati respinti per mancato rispetto del termine di dieci anni – periodo che iniziava a decorrere dalla data di affissione delle domande – e quando il Governo ha sollevato un’eccezione di irricevibilit? basata sulla regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interne, ha indicato che non era stato dimostrato che i ricorrenti avevano ricevuto la notifica delle domande in questione. La Corte ha seguito lo stesso approccio nella causa Elif K?z?l (sentenza citata sopra, ? 109).
69. La Corte considera inoltre che il Governo non ha addotto alcun elemento che consentisse un’affermazione ragionevole che il ricorrente fosse stato informato dei lavori catastali e del loro contenuto o che non potesse ignorare la loro esistenza. Inoltre, la Corte ribadisce che le autorit? non sembrano aver preso alcuna misura per identificare il ricorrente e informarlo.
70. La Corte considera che il fatto che il ricorrente abbia affittato la casa che aveva costruito sul suo terreno non ? tale da dimostrare che fosse a conoscenza delle risultanze catastali del 1985 e delle loro conseguenze.
71. La Corte giunge alla stessa conclusione riguardo al fatto che il richiedente ha presentato una richiesta per il riacquisto della sua propriet? dall’amministrazione (vedere paragrafo 16 sopra). Questo elemento non prova in alcun modo che il ricorrente fosse a conoscenza dell’opera catastale ben prima che gli fosse indirizzato un ordine di pagamento.
72. Non c’? quindi nulla che suggerisca che il ricorrente sapesse o avrebbe dovuto sapere prima di essere informato dai funzionari dell’amministrazione nel 2004 che la sua propriet? era stata registrata come propriet? del Tesoro, n? che le autorit? abbiano proceduto ad alcun passo per identificare il legittimo proprietario dei beni e informarlo della situazione.
73. Alla luce di tutti questi elementi, la Corte ritiene che il giusto equilibrio richiesto dalla Convenzione sia stato sconvolto a danno del ricorrente.
74. Di conseguenza, vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo n . 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
75. Ai sensi dell’articolo 41 della Convenzione :
” Se la Corte dichiara che vi ? stata una violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte Contraente consente solo la cancellazione imperfetta delle conseguenze di tale violazione, la Corte concede alla parte lesa, se del caso, solo soddisfazione. ”
A. Danni
76. Il richiedente non presenta alcuna richiesta di risarcimento per danno materiale. Reclama una somma per pregiudizio morale, senza specificarne l’importo.
77. Il Governo ha contestato questa richiesta e ha invitato la Corte a respingerla.
78. Per quanto riguarda il danno patrimoniale, in assenza di tale richiesta, la Corte ritiene che non sia necessario assegnare al ricorrente alcuna somma al riguardo. Ritiene, tuttavia, che tale conclusione non esonera lo Stato dall’obbligo di legge di porre fine alla violazione e di sanarne le conseguenze in modo da ripristinare, per quanto possibile, a situazione precedente alla violazione, conformemente all’articolo 46 della Convenzione.79. Sulla questione del danno morale, la Corte considera che il ricorrente ha subito un certo danno morale a causa della situazione in questione. Decidendo in via equitativa, riconosce al ricorrente 5.000 euro (EUR) per danno morale, oltre a qualsiasi importo eventualmente dovuto su tale somma a titolo di imposta.
B. Costi e spese
80. Il richiedente non fece richiesta di costi e spese. Di conseguenza, la Corte ritiene che non sia necessario concedergli una somma sotto questo capo.
C. Interessi di mora
81. La Corte ritiene opportuno modellare il tasso di interesse di mora sul tasso di interesse della linea di prestito marginale della Banca centrale europea maggiorato di tre punti percentuali.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE ALL’UNANIMITA’ ,
1. dichiarare ammissibile la richiesta ;
2. Ha affermato che vi era stata una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n . 1 alla Convenzione ;
3. Questo
un) che lo Stato convenuto deve pagare al ricorrente, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diventa definitiva ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 5.000 euro (cinquemila euro), oltre a qualsiasi importo che pu? essere dovuto su questo somma a titolo di imposta, per danno non patrimoniale ;
b) che dalla scadenza di detto periodo e fino al pagamento, tale importo sar? maggiorato di interessi semplici ad un tasso pari a quello del margine di rifinanziamento della Banca Centrale Europea applicabile in tale periodo, aumentato di tre punti percentuali.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 31 agosto 2021, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 del regolamento.
Hasan Bakirci Jon Fridrik Kj?lbro
Vice cancelliere Presidente

Testo Tradotto

DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE KEMAL BAYRAM c. TURQUIE
(Requ?te no 33808/11)

ARR?T
Art 1 P1 ? Respect des biens ? Impossibilit? de contester judiciairement la perte de propri?t? d?coulant de travaux de cadastrage et de l?inscription des biens comme propri?t? du Tr?sor, faute d?en avoir ?t? inform? par l?administration ? D?lai de la prescription extinctive de dix ans

STRASBOURG
31 ao?t 2021

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention . Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Kemal Bayram c. Turquie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (deuxi?me section), si?geant en une Chambre compos?e de :
Jon Fridrik Kj?lbro, pr?sident,
Carlo Ranzoni,
Ale? Pejchal,
Egidijus K?ris,
Branko Lubarda,
Pauliine Koskelo,
Saadet Y?ksel, juges,
et de Hasan Bak?rc?, greffier adjoint de section,
Vu :
la requ?te (no 33808/11) dirig?e contre la R?publique de Turquie et dont un ressortissant de cet ?tat, M. Kemal Bayram (? le requ?rant ?) a saisi la Cour en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?) le 12 avril 2011,
la d?cision de porter la requ?te ? la connaissance du gouvernement turc (? le Gouvernement ?),
les observations des parties,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 29 juin 2021,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
INTRODUCTION
1. La pr?sente requ?te porte sur une perte de propri?t? ayant d?coul? pour le requ?rant de travaux de cadastrage, et sur l?impossibilit? pour l?int?ress? de contester cette mesure faute d?en avoir ?t? inform?.
EN FAIT
2. Le requ?rant est n? en 1948 et r?side ? Werdohl, en Allemagne. Il est repr?sent? par Me A. Bacanak, avocat.
3. Le Gouvernement a ?t? repr?sent? par son agent.
4. Le 29 d?cembre 1977, le requ?rant fit l?acquisition de deux terrains situ?s dans le village d?Engiz-Samsun et immatricul?s au registre foncier. La vente fut enregistr?e et deux titres de propri?t?, inscrits au registre foncier, furent d?livr?s ? l?int?ress?.
5. En 1979, le requ?rant fit construire une maison de trois ?tages sur les terrains en question.
6. ? cette ?poque, le requ?rant aurait r?sid? en Allemagne.
7. En 1985, l?administration entreprit en application de la loi no 766 du 28 juin 1966 relative au cadastrage et ? l?enregistrement des titres fonciers le cadastrage des biens situ?s dans le village d?Engiz.
8. Le 2 avril 1986, les terrains du requ?rant furent enregistr?s comme propri?t? du Tr?sor (parcelle no 106).
9. Les proc?s-verbaux relatifs ? la zone de cadastrage furent affich?s publiquement du 4 octobre au 2 novembre 1989.
10. Hormis cet affichage, aucune notification ne fut envoy?e, ni aucune d?marche entreprise, ? l?effet d?informer le requ?rant.
11. Le 21 octobre 1989, la direction d?partementale des finances publiques contesta les conclusions de la commission cadastrale.
12. Le 11 novembre 1991, la commission du registre foncier rendit ses conclusions. Les terrains du requ?rant furent de nouveau enregistr?s comme propri?t? du Tr?sor.
13. Le requ?rant ne fut pas inform? de cette d?cision.
14. Les conclusions de la commission du registre foncier devinrent d?finitives le 2 janvier 1992, aucun recours n?ayant ?t? introduit pour les contester.
15. Le 24 mai 2004, la direction d?partementale des finances publiques notifia au requ?rant une injonction de payer une indemnit? d?occupation ill?gale d?un bien public pour la p?riode de 1994 ? 2004.
16. Le 28 juillet 2004, le requ?rant demanda au Tr?sor public s?il pouvait acheter les terrains en question.
17. L?administration ne donna pas une suite favorable ? cette demande.
18. Le 14 mai 2009, le requ?rant introduisit un recours aux fins d?obtenir l?annulation de l?enregistrement effectu? au b?n?fice du Tr?sor et la r?inscription des terrains ? son nom sur le registre foncier. Il d?clara qu?il n?avait jamais ?t? inform? des travaux de cadastrage et qu?il n?avait pris connaissance de la teneur des conclusions cadastrales qu?en 2004. ? l?appui de sa demande, il fit valoir d?une part ses titres de propri?t? inscrits au registre foncier en 1977, et d?autre part la dur?e de sa possession des biens en question.
19. Le 3 juillet 2009, le tribunal du cadastre d?Ondokuzmay?s se d?clara incomp?tent et renvoya l?affaire devant le tribunal d?instance d?Ondokuzmay?s (? le tribunal d?instance ?).
20. Le 30 octobre 2009, le tribunal d?instance proc?da ? une visite des lieux, entendit des t?moins, ordonna une expertise et fit ?tablir des plans.
21. Les t?moins affirm?rent que le requ?rant avait fait l?acquisition des terrains litigieux et qu?il y avait fait construire une maison qu?il avait ensuite mise en location et qui ?tait toujours occup?e par son locataire.
22. Le 5 novembre 2009, l?expert scientifique rendit son rapport d?expertise. Il constata que les biens en question ?taient situ?s dans la parcelle no 106 et que cette parcelle de terrain ?tait enregistr?e comme propri?t? du Tr?sor public.
23. Le 15 d?cembre 2009, le tribunal d?instance se d?clara incomp?tent et renvoya l?affaire devant le tribunal de grande instance d?Ondokuzmay?s (? le tribunal de grande instance ?).
24. Par un jugement en date du 1er avril 2010, le tribunal de grande instance d?bouta le requ?rant. Il nota que le recours que l?int?ress? avait introduit visait ? contester les conclusions cadastrales du 2 janvier 1992. Or, constatait-il, cette action avait ?t? form?e apr?s l?expiration du d?lai de dix ans pr?vu par l?article 12 de la loi no 3402 du 21 juin 1987 relative au cadastre, et elle devait donc ?tre rejet?e.
25. Par un arr?t en date du 23 novembre 2010, la Cour de cassation confirma ce jugement en toutes ses dispositions.
26. Le 7 mars 2011, la Cour de cassation rejeta le recours en rectification de l?arr?t que le requ?rant avait introduit.
27. Le 25 mars 2011, l?arr?t de la Cour de cassation fut notifi? ? l?avocat du requ?rant.
LE CADRE JURIDIQUE ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
I. LE CADASTRE
A. La loi no 2613 (travaux de cadastrage dans les villes)
28. L?article 8 de la loi no 2613 du 15 d?cembre 1934 relative au cadastrage et ? l?enregistrement des titres fonciers, qui ?tait en vigueur ? l??poque des faits, pr?cisait que lorsque les zones dans lesquelles des travaux de cadastrage devaient ?tre entrepris avaient ?t? d?termin?es, la d?cision devait ?tre port?e ? la connaissance du public dans un d?lai d?un mois par voie de presse ou, en l?absence de presse locale, par des m?thodes coutumi?res. Elle disposait en outre que les travaux ne pouvaient d?buter qu?apr?s l?expiration d?un d?lai de deux mois ? compter de la date de l?annonce.
29. L?article 18 pr?voyait que les propri?taires des biens concern?s devaient proc?der ? des marquages sur les terrains dont les limites n??taient pas visibles. Ce processus de d?marcation devait ?tre annonc? quinze jours avant son commencement par voie de presse ou, en l?absence de presse locale, par des m?thodes coutumi?res.
30. L?article 19 disposait que les agents du cadastre devaient fournir des formulaires d?claratifs aux propri?taires des terrains, et que les signes appos?s en guise de signature sur ces formulaires par des personnes analphab?tes devaient ?tre certifi?s par le mukhtar (muhtar), un agent public ?lu pour administrer les plus petites divisions administratives ? village ou quartier ? et exer?ant notamment des fonctions de gestion de l??tat civil et des relations entre les administrations et les habitants du village ou quartier concern?.
31. En vertu de l?article 25, les conclusions de la commission cadastrale devaient ?tre affich?es publiquement durant deux mois, en un lieu visible de tous. Elles devaient en outre ?tre annonc?es par des m?thodes coutumi?res ou, lorsque c??tait possible, dans la presse locale.
32. L?article 26, quant ? lui, disposait que l?affichage avait valeur de notification ? personne.
B. La loi no 766 (travaux de cadastrage dans les villages)
33. L?article 10 de la loi no 766 du 28 juin 1966 relative au cadastrage et ? l?enregistrement des titres fonciers disposait que lorsque les zones dans lesquelles des travaux de cadastrage devaient ?tre entrepris avaient ?t? d?termin?es, la d?cision devait dans un d?lai d?un mois ?tre port?e ? la connaissance du public par des m?thodes coutumi?res. Il pr?cisait en outre que ces travaux devaient ?tre annonc?s ? la radio et par voie de presse, dans un quotidien imprim? ? Ankara et ? Istanbul.
34. En vertu de l?article 26, les conclusions de la commission cadastrale devaient ?tre affich?es publiquement ? la mairie pendant trente jours.
35. L?article 27, quant ? lui, disposait que les conclusions cadastrales devenaient d?finitives ? l?issue de ces trente jours si personne ne s?y opposait.
36. L?article 28 pr?cisait qu?en cas d?opposition au cours du d?lai l?gal commen?ant ? courir ? compter de la date de publication des conclusions de la commission cadastrale, une commission dite ? du registre foncier ? ?tait constitu?e, et sa d?cision notifi?e aux parties concern?es. Il disposait que la d?cision en question pouvait ?tre contest?e devant le tribunal du registre foncier, sous r?serve que le recours f?t introduit dans un d?lai de trente jours ? compter de la date de notification de la d?cision de la commission du registre foncier.
C. La loi no 3402 (travaux de cadastrage dans les villes et villages)
37. La loi no 3402 relative au cadastre est entr?e en vigueur le 21 juin 1987.
38. En vertu de son article 12, les conclusions ?tablies ? l?issue des travaux de cadastrage sont affich?es publiquement pendant trente jours. En l?absence de contestation durant cette p?riode, les proc?s-verbaux de cadastrage deviennent d?finitifs et sont retranscrits sur le registre foncier sous trois mois.
39. L?article 12 dispose en outre en son alin?a 3 qu?? au-del? d?un d?lai de dix ans ? compter de la date ? laquelle les proc?s-verbaux sont devenus d?finitifs, aucun recours fond? sur des droits ant?rieurs au cadastrage ne peut ?tre form? pour contester les constatations, droits et d?limitations que [lesdits proc?s verbaux] contiennent ?.
40. L?alin?a 4 de cet article dispose quant ? lui qu?? l?issue du d?lai de dix ans en question, tous les titres ant?rieurs relatifs aux biens situ?s dans la zone de cadastrage perdent leur ? qualit? de titre en circulation ? et n?ouvrent plus droit ? entamer des d?marches aupr?s des services du cadastre ou du registre foncier.
II. LA PRESCRIPTION ACQUISITIVE
41. En vertu de l?article 713 ? 1 du nouveau code civil (NCC), toute personne ayant exerc? une possession continue et paisible ? titre de propri?taire pendant vingt ans sur un bien immeuble pour lequel aucune mention ne figure au registre foncier peut introduire une action en justice en vue d?obtenir l?enregistrement de ce bien comme ?tant sa propri?t?.
III. LA LOI NO 4070 RELATIVE ? LA VENTE DE TERRAINS AGRICOLES APPARTENANT AU TR?SOR
42. L?article 7 de la loi no 4070 du 16 f?vrier 1995, qui ?tait en vigueur ? l??poque des faits, pr?voyait que les terrains appartenant au Tr?sor pouvaient ?tre c?d?s par ? vente directe ?, c?est-?-dire sans appel d?offres, aux personnes en ayant fait un usage agricole pendant au moins cinq ans avant le 31 d?cembre 2002, sous r?serve, notamment, d?un constat d?usage par le Tr?sor et du paiement par les int?ress?s des indemnit?s d?occupation ill?gale et des ?ventuels arri?r?s.
43. En vertu de l?article 8, toute personne qui avait fait un usage agricole d?un tel terrain avant le 31 d?cembre 2002 et n?avait pas pu en faire l?acquisition par voie de ? vente directe ? b?n?ficiait d?un droit d?achat pr?f?rentiel dans le cadre de sa vente par appel d?offres.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE NO 1 ? LA CONVENTION
44. Le requ?rant all?gue que les circonstances de la cause ont emport? violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, qui est ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
45. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
46. La Cour rel?ve que le Gouvernement n?a soulev? aucune exception.
47. Constatant que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour la d?clare recevable.
B. Nella sostanza
48. Le requ?rant all?gue qu?il a perdu ses biens sans aucune contrepartie et que cette privation de propri?t? a d?coul? d?un d?faut de notification des travaux de cadastrage et de la mise en ?uvre du d?lai de prescription de dix ans pr?vu par la loi. Il argue qu?il r?sidait en Allemagne ? l??poque des faits et qu?il ne savait pas que des travaux de cadastrage avaient ?t? men?s dans le village d?Engiz. Ce ne serait qu?en 2004, apr?s ?tre rentr? en Turquie pour rendre visite ? sa famille, qu?il se serait vu r?clamer une indemnit? d?occupation et qu?il aurait pris connaissance des conclusions cadastrales de 1985. Il aurait joui paisiblement de ses biens depuis leur acquisition. Il y aurait construit une maison de trois ?tages et l?aurait mise en location. Il serait de bonne foi et ne comprendrait pas pourquoi l?administration n?a pas donn? une suite favorable ? sa demande d?acquisition des terrains litigieux.
49. Le Gouvernement, renvoyant aux dispositions des lois no 2613 et no 3402, rappelle l?importance des travaux de cadastrage, qui permettent d??tablir ? la suite de relev?s topographiques et d?op?rations administratives l?ensemble des documents qui recensent, regroupent et ?valuent les propri?t?s fonci?res de chaque commune. Il soutient que le d?lai de prescription extinctive de dix ans r?pond ? l?int?r?t g?n?ral pr?pond?rant que constitue la n?cessit? de garantir la s?curit? juridique aux travaux de cadastrage et d?assurer la confiance l?gitime dans les registres fonciers et la fiabilit? des transactions immobili?res. Il affirme que le droit ? un tribunal n?est pas absolu et se pr?te ? des limitations implicitement admises, notamment quant aux conditions de recevabilit? des recours, car il appelle selon lui par sa nature m?me une r?glementation par l??tat, lequel jouit ? cet ?gard d?une certaine marge d?appr?ciation. Il est d?avis qu?un d?lai de dix ans pour introduire un recours est suffisamment long pour ?tre consid?r? comme proportionn?. Il estime proportionn?e ?galement la r?gle qui veut que le d?lai en question d?bute ? l?expiration de la p?riode d?affichage des conclusions cadastrales. Sur ce point, il avance que le d?but des travaux de cadastrage est annonc? en amont, notamment par le biais d?avis publi?s par voie de presse et d?affiches pos?es dans les lieux les plus fr?quent?s tels les ?coles, les lieux de culte et le bureau du mukhtar. Il ajoute que des formulaires de d?claration sont distribu?s aux propri?taires durant les travaux, et que les conclusions sont affich?es pendant deux mois dans les locaux de la municipalit? ou du mukhtar (paragraphes 28 ? 32 ci-dessus). Il consid?re que ces ?l?ments suffisent pour informer les int?ress?s et qu?il n?y a pas lieu de proc?der ? des notifications individuelles.
50. Le Gouvernement ajoute que les biens du requ?rant sont situ?s en zone rurale. Or, selon lui, les agriculteurs sont plus attach?s que les citadins ? leurs terres ? celles-ci constituant leur principal moyen de subsistance ? et sont d?s lors plus attentifs aux questions qui s?y rapportent, comme les travaux de cadastrage. Dans des lieux de taille modeste comme ceux dont il est question en l?esp?ce, tous les habitants sauraient quand des travaux de cadastrage sont r?alis?s. Ce serait d?s lors au requ?rant que serait revenue la t?che de d?montrer, en exposant des motifs valables et raisonnables et en justifiant la passivit? dont il aurait fait preuve en ne saisissant pas les juridictions nationales pendant pr?s de vingt ans, qu?il n?avait pas eu connaissance de la r?alisation desdits travaux. La situation dont se plaint le requ?rant serait donc la cons?quence de la n?gligence dont l?int?ress? aurait fait preuve.
51. Compte tenu de ces ?l?ments, la mise en ?uvre du d?lai de prescription serait proportionn?e et l??tat n?aurait pas m?connu l?obligation de garantir dans son ordre juridique interne que le droit de propri?t? soit suffisamment prot?g? par la loi et que des recours ad?quats soient offerts. Le juste ?quilibre voulu par l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention n?aurait donc pas ?t? rompu.
52. La Cour rappelle que l?article 1 du Protocole no 1, qui garantit en substance le droit de propri?t?, contient trois normes distinctes (voir, notamment, James et autres c. Royaume-Uni, 21 f?vrier 1986, ? 37, s?rie A no 98) : la premi?re, qui s?exprime dans la premi?re phrase du premier alin?a et rev?t un caract?re g?n?ral, ?nonce le principe du respect de la propri?t? ; la deuxi?me, figurant dans la seconde phrase du m?me alin?a, vise la privation de propri?t? et la subordonne ? certaines conditions ; quant ? la troisi?me, consign?e dans le second alin?a, elle reconna?t aux ?tats contractants le pouvoir, entre autres, de r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral, en mettant en vigueur les lois qu?ils estiment n?cessaires ? cette fin (F?bi?n c. Hongrie [GC], no 78117/13, ? 60, 5 septembre 2017). Il ne s?agit pas pour autant de r?gles d?pourvues de rapport entre elles. La deuxi?me et la troisi?me ont trait ? des exemples particuliers d?atteintes au droit de propri?t? ; d?s lors, elles doivent s?interpr?ter ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re (voir, parmi beaucoup d?autres, Sargsyan c. Azerba?djan [GC], no 40167/06, ? 217, CEDH 2015, et Broniowski c. Pologne [GC], no 31443/96, ? 134, CEDH 2004).
53. Pour se concilier avec la r?gle g?n?rale ?nonc?e ? la premi?re phrase du premier alin?a de l?article 1, une atteinte au droit au respect des biens doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la collectivit? et celles de la protection des droits fondamentaux de l?individu (Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
54. Nonobstant le silence de l?article 1 du Protocole no 1 en mati?re d?exigences proc?durales, les proc?dures applicables ? une esp?ce doivent aussi offrir aux requ?rants une occasion ad?quate d?exposer leur cause aux autorit?s comp?tentes afin de contester effectivement les mesures portant atteinte ? leur droit au respect de leurs biens (Zehentner c. Autriche, no 20082/02, ? 73, 16 juillet 2009, Soci?t? Anonyme Thaleia Karydi Axte c. Gr?ce, no 44769/07, ? 36, 5 novembre 2009, et Gereksar et autres c. Turquie, nos 34764/05 et 3 autres, ? 51, 1er f?vrier 2011).
55. En l?esp?ce, la Cour observe que le grief du requ?rant concerne la perte de ses biens et l?impossibilit? dans laquelle il s?est trouv? de contester judiciairement cette mesure en raison du d?lai de la prescription extinctive, ? savoir dix ans. Elle consid?re que la situation d?nonc?e par l?int?ress? rel?ve de la premi?re phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Elif K?z?l c. Turquie, no 4601/06, ? 90, 24 mars 2020).
56. La Cour tient d?abord ? pr?ciser l?objet du litige. ? cet ?gard, elle consid?re qu?elle n?est pas appel?e ? d?terminer in abstracto si la prescription d?cennale pr?vue ? l?article 12 de la loi no 3402 relative au cadastre est compatible ou non avec la Convention, mais uniquement ? dire si, dans les circonstances particuli?res de l?esp?ce, l?application de ce d?lai a port? atteinte au droit du requ?rant au respect de ses biens.
57. Elle note ensuite que ce d?lai est explicitement pr?vu par l?article 12 de la loi no 3402 (paragraphe 39 ci-dessus). C?est sur cette loi, qui ?tait en vigueur ? l??poque o? le requ?rant a introduit son recours, que repose l?ing?rence litigieuse. La d?cision des juridictions nationales de rejeter le recours du requ?rant en raison de la prescription disposait donc d?une base l?gale.
58. La Cour rel?ve enfin que la mise en place d?un d?lai au-del? duquel les droits ant?rieurs au cadastrage s??teignent et les conclusions cadastrales ? qui ?tablissent de nouveaux titres de propri?t? ? deviennent inattaquables et privent d?effets les anciens titres de propri?t? vise ? garantir la s?curit? juridique des travaux de cadastrage et ? assurer la confiance l?gitime dans les registres fonciers et la fiabilit? des transactions immobili?res. Elle consid?re que cette mesure constitue assur?ment un but l?gitime d?int?r?t g?n?ral.
59. Il y a d?s lors lieu de d?cider si la mesure en question ?tait proportionn?e au but poursuivi. Cette v?rification revient ? mettre en balance le but l?gitime sous-jacent et les droits du requ?rant touch?s par ladite mesure.
60. ? cet ?gard, la Cour estime que si la s?curit? juridique vis?e par la r?gle de prescription pr?sente incontestablement en elle-m?me un but l?gitime important, l?int?r?t de mettre l?administration ? l?abri d?un recours du requ?rant demeure, dans les circonstances de la cause, limit?e.
61. Concernant justement les int?r?ts du requ?rant, la Cour note que ce dernier, qui avait r?guli?rement fait l?acquisition de deux terrains immatricul?s au registre foncier en 1977, soit huit ans environ avant le d?but des travaux de cadastrage, s?est finalement trouv? priv? de ses biens. Face ? cette situation, l?int?ress? n?a pas pu faire valoir ses droits en contestant les conclusions cadastrales, et ce en raison de la prescription extinctive.
62. Sur ce point, il convient de relever que le requ?rant ne s?est vu notifier ni le d?but des travaux de cadastrage, ni les conclusions cadastrales. Or, l?article 28 de la loi no 766, qui ?tait en vigueur au moment des travaux de cadastrage, disposait express?ment que la d?cision de la commission du registre foncier devait ?tre notifi?e aux parties concern?es (paragraphe 36 ci-dessus), et c?est sur le fondement de cette loi que les travaux de cadastrage ont ?t? r?alis?s. Autrement dit, contrairement ? ce qu?affirme le Gouvernement, les travaux de cadastrage ont en l?esp?ce ?t? r?alis?s en application non pas de la loi no 2613 mais de la loi no 766. Partant, l?administration n?a pas respect? les dispositions l?gales qui ?taient pr?vues par le droit interne.
63. Le requ?rant affirme qu?il n?a pris connaissance de l?inscription de ses biens comme propri?t? du Tr?sor qu?en 2004 (paragraphe 15 ci-dessus), et que jusqu?? cette date, il a continu? ? jouir paisiblement de ses biens. ? cet ?gard, la Cour rappelle que les proc?dures applicables ? une esp?ce doivent aussi offrir ? la personne concern?e une occasion ad?quate d?exposer sa cause aux autorit?s comp?tentes afin de contester effectivement les mesures portant atteinte ? son droit de propri?t?.
64. Reste ? d?terminer si en l?esp?ce, le requ?rant avait ou aurait d? avoir connaissance de la r?alisation des travaux de cadastrage et des conclusions cadastrales qui n?ont pas tenu compte de ses titres de propri?t? et qui ont eu pour effet de les rendre caducs.
65. S?il est vrai que le d?but des travaux de cadastrage est annonc?, que lesdits travaux font l?objet d?une publicit?, et que ces mesures permettent d?informer le public, rien ne garantit que le requ?rant ait effectivement ?t? inform?. Le m?me constat s?impose en ce qui concerne l?affichage des conclusions cadastrales (paragraphes 33 ? 35 ci-dessus).
66. Sur ce point, la Cour estime utile de rappeler que le requ?rant affirme, sans ?tre contredit par le Gouvernement, qu?il r?sidait en Allemagne.
67. D?s lors, la Cour ne voit pas comment le requ?rant, qui r?sidait ? l??tranger, pouvait par le biais de telles annonces ?tre inform? de la r?alisation des travaux de cadastrage.
68. D?ailleurs, la Cour rappelle ? propos pr?cis?ment de ce proc?d? d?affichage que dans l?affaire Rimer et autres c. Turquie (no 18257/04, ? 27, 10 mars 2009), o? les recours des requ?rants contre les conclusions cadastrales avaient ?t? rejet?s pour non-respect du d?lai de dix ans ? d?lai qui commen?ait ? courir ? compter de la date d?affichage des conclusions ? et o? le Gouvernement soulevait une exception d?irrecevabilit? tir?e de la r?gle de l??puisement des voies de recours internes, elle a indiqu? qu?il n?avait pas ?t? d?montr? que les requ?rants eussent re?u notification des conclusions en question. La Cour a suivi la m?me approche dans l?affaire Elif K?z?l (arr?t pr?cit?, ? 109).
69. La Cour estime en outre que le Gouvernement n?a expos? aucun ?l?ment permettant raisonnablement d?affirmer que le requ?rant avait ?t? inform? des travaux de cadastrage et de leur teneur ou qu?il ne pouvait ignorer leur existence. De plus, la Cour r?it?re que les autorit?s ne semblent avoir entrepris aucune d?marche pour identifier le requ?rant et l?informer.
70. La Cour consid?re que le fait que le requ?rant ait mis en location la maison qu?il avait fait construire sur ses terrains n?est pas de nature ? d?montrer qu?il avait pris connaissance des conclusions cadastrales de 1985 et de leurs cons?quences.
71. La Cour parvient au m?me constat en ce qui concerne le fait que le requ?rant ait introduit une demande de rachat de ses biens ? l?administration (paragraphe 16 ci-dessus). Cet ?l?ment ne prouve en rien que le requ?rant ait eu connaissance des travaux de cadastrage bien avant qu?une ordonnance de paiement ne lui e?t ?t? adress?e.
72. Rien ne permet donc d?affirmer que le requ?rant savait ou aurait d? savoir avant d?en avoir ?t? inform? par les agents de l?administration en 2004 que ses biens avaient ?t? inscrits comme propri?t? du Tr?sor, ni que les autorit?s ont proc?d? ? une d?marche quelconque dans le but d?identifier le propri?taire l?gitime des biens et de l?informer de la situation.
73. ? la lumi?re de l?ensemble de ces ?l?ments, la Cour consid?re que le juste ?quilibre voulu par la Convention a ?t? rompu au d?triment du requ?rant.
74. Partant, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
75. Aux termes de l?article 41 de la Convention :
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
76. Le requ?rant ne pr?sente aucune demande d?indemnit? au titre du pr?judice mat?riel. Il r?clame une somme au titre du pr?judice moral, sans pr?ciser de montant.
77. Le Gouvernement conteste cette pr?tention et invite la Cour ? la rejeter.
78. Concernant le dommage mat?riel, en l?absence de demande dans ce sens, la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?octroyer au requ?rant de somme ? ce titre. Elle pr?cise toutefois que cette conclusion ne rel?ve pas l??tat de l?obligation juridique de mettre un terme ? la violation et d?en effacer les cons?quences de mani?re ? r?tablir autant que faire se peut la situation ant?rieure ? celle ci, en application de l?article 46 de la Convention.
79. Sur la question du dommage moral, la Cour consid?re que le requ?rant a subi un pr?judice moral certain du fait de la situation litigieuse. Statuant en ?quit?, elle alloue ? l?int?ress? 5 000 euros (EUR) pour dommage moral, plus tout montant pouvant ?tre d? sur cette somme ? titre d?imp?t.
B. Frais et d?pens
80. Le requ?rant n?a pr?sent? aucune demande pour frais et d?pens. Partant, la Cour estime qu?il n?y a pas lieu de lui octroyer de somme ? ce titre.
C. Int?r?ts moratoires
81. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;
2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
3. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans un d?lai de trois mois ? compter de la date ? laquelle l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 5 000 euros (cinq mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? sur cette somme ? titre d?imp?t, pour dommage moral ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 31 ao?t 2021, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Hasan Bak?rc? Jon Fridrik Kj?lbro
Greffier adjoint Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024