AFFAIRE KAVAKLIO?LU ET AUTRES c. TURQUIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE KAVAKLIO?LU ET AUTRES c. TURQUIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,02,03,35,P1-1
Numero: 15397/02/2016
Stato: Turchia
Data: 2015-10-06 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusioni: Parzialmente inammissibile, Articolo 35-3 – Ratione personae,
Violazione dell’articolo 2 – Diritto alla vita (Risvolto patrimoniale)
Violazione dell’articolo 2 – Diritto alla vita, Articolo 2-1 – Inchiesta efficace, (Risvolto procedurale, Violazione dell’articolo 3 – Interdizione della tortura, Articolo 3 – Trattamento disumano, (Risvolto patrimoniale, Violazione dell’articolo 3 – Interdizione della tortura, Articolo 3 – Inchiesta efficace, (Risvolto procedurale,
Violazione dell’articolo 3 – Interdizione della tortura, Articolo 3-Inchiesta efficace, (Risvolto procedurale, No-violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 – Protezione della propriet?, articolo 1 al. 1 del Protocollo n? 1 – Rispetto dei beni, Danno patrimoniale – domanda respinta, Articolo 41 – Danno materie Soddisfazione equa, Danno giuridico – risarcimento, Articolo 41 – Danno morale Soddisfazione equa,

SECONDA SEZIONE

CAUSA KAVAKLIOLU ?ED ALTRI C. TURCHIA

(Richiesta no 15397/02)

SENTENZA

STRASBURGO

6 ottobre 2015

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Kavaklolu ?ed altri c. Turchia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta di:
Paul Lemmens, presidente,
Egli ?Karaka?,
Neboj?a Vuini?,
Ksenija Turkovi,
Egidijus Kris?,
Robert Spano,
Jon Fridrik Kj?lbro, giudici,
e di Abele Campos, cancelliere aggiunge di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 8 settembre 2015,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, dato:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 15397/02) diretta contro la Repubblica della Turchia e di cui settantaquattro cittadini di questo Stato (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 23 settembre 2000 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono stati rappresentati da un gruppo di dieci avvocati di cui il portavoce ? Io Kazm ?Bayraktar, del foro di Ankara. Il governo turco (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente.
3. Riferendosi alle circostanze avendo cinto l’operazione anti-ammutinamento lanciato il 26 settembre 1999 nella prigione centrale di Ulucanlar (“Ulucanlar”), ad Ankara, i richiedenti-a sapere i nove prossimi degli otto detenuti deceduti ed i sessantacinque detenuti feriti all’epoca del raid-invocavano gli articoli 2, 3, 6, 13 e 14 della Convenzione cos? come l’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione. Adducevano in particolare che l’operazione controversa ridursi ad un’azione premeditata di carneficina e di tortura. Deploravano peraltro un’insufficienza delle investigazioni penali condotte a proposito dei loro lamenti.
4. Con una decisione del 5 gennaio 2010, ?aban Kavaklolu ?e 73 altri c. Turchia, d?c.), no 15397/02, 5 gennaio 2010, la camera-dopo avere unito al fondo l’esame dell’eccezione che il Governo aveva tratto dal carattere prematuro della richiesta-ha giudicato che i motivi di appello tratti dagli articoli 6 e 13 della Convenzione erano ad esaminare sotto il solo angolo del risvolto procedurale dell’articolo 2 et/ou dell’articolo 3, decisione ?aban Kavaklolu ?e 73 altri, precitata, ?? 44, 54 e 55.
Ha dichiarato la richiesta inammissibile in ci? che riguardava cinque richiesti, il Sig.re D?nd? ?zer ed Arife Doan ?Tayan?, e Sigg. Arnese G?nel, ?smail Balc ?e Feyzullah Koca, per incompatibilit? ratione personae con le disposizioni della Convenzione, articolo 35 ?? 3 e 4, e l’ha cancellata del ruolo in quanto riguardava fuoco i richiesti Hatice Y?rekli e Fatma H?lya Tumgan cos? come fuoco i richiesti Cafer Tayyar Bekta, ?Gazi Arco ?e Cemal ?akmak, in applicazione dell’articolo 37 ? 1 c, della Convenzione (idem, ?? 48-53. La richiesta ? stata dichiarata ammissibile nel capo degli altri richiedenti.
Per?, si ? rivelato in seguito che questa doveva essere allontanato anche in quanto riguardava la Sig.ra Saime ?rs a ragione del difetto della qualit? di vittima, articolo 35 ?? 3 e 4, per i motivi che saranno esposti qui dopo, paragrafo 152 sotto.
5. Le informazione attualizzate concernente i sessantatre richiesti per che il procedimento ? mantenuto figurano all’allegato I. Questa contiene due elenchi: l’Elenco Ad enumero il nuovo richiesto che agisce tanto nel loro proprio nome che al nome degli otto detenuti deceduti all’epoca dell’operazione controversa e l’Elenco B enumerano i cinquantaquattro richiedenti feriti all’epoca della stessa operazione ed agendo nel loro proprio nome.
6. Tanto i richiedenti che il Governo ha depositato delle osservazioni scritte complementari, articolo 59 ? 1 dell’ordinamento.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DI LO SPECIFICO
A. La genesi della causa
7. Se lei presente causa porta, per l’essenziale, sull’operazione anti-ammutinamento del 26 settembre 1999, questa costituisce in realt? il parossismo di una serie di conflitti vecchi tra i personali penitenziari di Ulucanlar ed una parte dei 170 prigionieri, uomini e mogli, condannati per appartenenza alle organizzazioni illegali di estremo sinistro (“i detenuti sinistroidi”).
Risulta dei vecchi scritti archiviati confidenziali che sono stati scambiati tra le procure penitenziarie presso Ulucanlar (“la procura”), il prefetto di Ankara (“il prefetto”) ed i differenti precetti regionali della gendarmeria di cui in particolare quello di Ankara (“il CDGA”), che le ostilit? tra le amministrazioni ed i detenuti risalivano a 1996, paragrafo 8 sotto. Da allora, le autorit? erano al fatto dei problemi, in particolare di sovrappopolazione, di vetust? e di inadeguatezza della pianificazione del complesso di Ulucanlar che era supposto servire di casa di sentenza del resto e non accogliere dei condannati. Risulta delle differenti informazione che l’insufficienza dello spazio di vita nei “dormitori” sembra essere stato al c?ur delle rivendicazioni e delle azioni iniziate dai detenuti sinistroidi, agendo insieme in dispetto dei loro divergenze politici e dei conflitti di interessi personali.
Per contornare meglio la presente controversia, c’? luogo di ricapitolare gli elementi di cui fanno stato gli scritti suddetti cos? come i fatti rilevati dalla sottocommissione composta di cinque deputati che sono stati costituiti in seno alla Commissione di inchiesta dei diritti dell’uomo presso l’assemblea nazionale della Turchia (“la sottocommissione”) per istruire e di stabilire le circostanze avendo cinto gli incidenti denunciati nello specifico.
1. Il primo piano di azione
8. Il 5 gennaio 1996, sotto l’egida del prefetto, la procura, il CDGA, la compagnia della gendarmeria in guardia ad Ulucanlar (“il CGP”) e gli altri precetti elaborarono un piano, detto “di intervento no 1 contro l’ammutinamento nella prigione”. Queste istanze erano convinte che i detenuti sinistroidi progettavano un’evasione collettiva che, per giungere, provocherebbero probabilmente intra muros una crisi tra i differenti raggruppamenti fractionnistes di estremi sinistro, e che scaverebbero delle gallerie, abbatterebbero dei muri, investirebbero i tetti, provocherebbero degli incendi e, infine, scatenerebbero un’insurrezione contro l’amministrazione penitenziaria. Stimarono che, il CGP che non ha la capacit? operativa per ornare con le tali eventualit?, bisognava agire in modo concertata per identificare gli sbarazzini e di garantire carcerario p?renne una sicurezza.
Il 16 seguente gennaio, il prefetto avall? il piano secondo che il CGP doveva essere sostenuto dalle forze ausiliari, o due ufficiali e venti soldati ad inviare di altri precetti, corredati della polizia locale.
9. Questo piano non pot? essere messo per? in ?uvre come previsto.
Il 31 luglio 1996, le autorit? si riunirono anche, esse per rivalutare la situazione e mettere a punto un nuovo piano di azione, conformemente alla direttiva del 12 novembre 1993 del Primo ministro concernente la repressione degli atti insurrezionali nelle prigioni.
Il 2 agosto 1996, il segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale esort? i ministeri e parecchi istanze d?cisionnelles cos? come le prefetture ad eseguire senza tardare questo nuovo piano fondato su dei mezzi coercitivi pi? mirati. Nelle sue grandi linee e nelle sue parti pertinenti per l’esame della presente causa, questo piano si fondava su delle azioni a campo e mezzo termini di cui il seguiamo:
“-negare tutti compromessi con le organizzazioni “terroristiche” sotto pena di vedere esigerli l’impossibile;
-riaffermare la determinazione dello stato a lottare contro i tali movimenti propagandistici;
-mirare a r?instaurer l’autorit? dello stato nelle prigioni ed a riformare la legislazione relativa alla loro sorveglianza interna;
-trasferire i sobillatore delle organizzazioni “terroristici” versi altre prigioni adeguate;
-contemplare dei programmi teletrasmessi che implicano degli specialisti capaci di analizzare e di valutare lo stato psichico dei detenuti insorti cos? come le difficolt? incontrate dalle forze dell’ordine nella cornice della lotta antiterroristica;
-fare relativamente della contropropaganda nei confronti certi media instrumentalis?s con le “organizzazioni terroristiche” alle condizioni di detenzione;
-fare delle dichiarazioni pubbliche proprie a rompere l’impatto delle propagande che sporcano e scoraggiano i membri delle forze dell’ordine, ed a sottolineare la determinazione dei ministeri, di li partii politici e degli alti funzionari a combattere ogni atto insurrezionale. “
2. La prima operazione di perquisizione e di perquisizione
10. Un passo concreto intervenne per?, solamente tardi due anni pi?, avuto in particolare riguardo alla scalata della criminalit? durante il periodo del 1 gennaio al 1 agosto 1998 ad Ulucanlar, dove avevano avuto luogo un omicidio con arma da fuoco, un omicidio con arma minima, un incendio doloso, un tentativo di evasione, una presa in ostaggio di custodi e quattro casi di colpi e lesioni gravi.
Il 7 agosto 1998, il CDGA allert?, lettera no HRK: 0621-3094-98 / ASY ?(7476)) le autorit? sui rischi incorsi in ragione del situazione susd?crite, a fronte alla quale il personale penitenziario non avrebbe avuto pi? nessuna autorit?. Secondo il CDGA, se la sicurezza esterna della determinazione era garantita debitamente dalle forze della gendarmeria, “l’eruzione del vulcano era all’interno solamente una questione di tempo.”
Cos? avveduto, il prefetto attir? l’attenzione dei ministri della Giustizia e dell’interno cos? come della procura sul seguente constatazioni che, secondo lui, necessitavano un’azione urgente e che possono riepilogare cos?:
“-Ulucanlar ? una vecchia determinazione che non risponde pi? agli standard e la sua struttura incoraggia i tentativi di evasione con la via di gallerie, sapendo che il cinta degli edifici, in particolare le aree di vita, contiene della vegetazione e degli alberi che tappa la vista, ci? che facilita l’erosione delle tali gallerie e la dissimulazione dei calcinacci,;
-i passaggi tra i dormitori che si fanno via le aree di vita, ci? rende difficile l’intervento dei custodi in caso di bisogno; la contiguit? dei dormitori facilita l’instaurazione di una gerarchia tra i prigionieri, la dispensa di formazioni ideologiche, il racket e tutte le forme di comunicazione con l’esterno;
-i medici penitenziari, sotto la pressione dei detenuti sinistroidi, ricorrono ai pretesti dietetici per fare entrare non importo quale alimento o medicinale nella prigione; del suo lato, il personale penitenziaria mancanza anche di scrupoli; certi servono di messaggeri e di passatore; il controllo dei dormitori coi sorveglianti ? sottoposto al buono volere dei detenuti;
-i detenuti sinistroidi si permettono di porre dei cartelli ideologici nelle aree di vita; le porte dei dormitori e delle aree che restano aperte tra due controlli delle presenze, i detenuti rimangono liberi di rendersi nell’edificio ovunque, ivi compreso nel dormitorio delle mogli, ed essi ammontano anche delle guardie per sorvegliare i luoghi;
-? notorio che ad Ulucanlar i detenuti dispongono di armi, di telefoni portabili, di pale e di zappe, di barre di ferro, di bastoni e di pietre, facilmente utilizzabili in caso di ammutinamento; all’epoca delle ultime perquisizioni, tre pistole, due telefoni portabili e cinque carte SIM sono stati scoperti nella determinazione. “
11. A partire da settembre 1998, i detenuti sinistroidi presero progressivamente il controllo del settore no 3 di Ulucanlar. Questo settore riparava i dormitori i nostri 4 e 5 degli uomini e quello delle mogli, locali che, dal 1996, non erano praticamente pi? oggetto di ispezioni di routine.
Secondo le autorit?, nessuna concessione era a fare a questi individui di cui le rivendicazioni, relative in particolare all’insufficienza dello spazio di vita nei dormitori, erano solamente un’illusione.
Gli sviluppi principali avendo segnato questo periodo possono riepilogare come segue.
12. Il 4 settembre 1998, alla domanda della procura di Ankara, lettera no 119083, le forze della gendarmeria emisero l’ordine, no HRK,: 3590 553-98/ASY ?(8221)) di procedere alle perquisizioni cos? come ai trasferimenti, impossibilitati fino ad allora, dei detenuti sinistroidi.
13. Il 6 seguente settembre, verso le 5, un’operazione di perquisizione fu lanciata ad Ulucanlar. Tuttavia, conformemente all’istruzione esplicita della Direzione generale delle prigioni e delle case di sentenza presso il ministero della Giustizia (“il DGPM”) e della procura, i dormitori i nostri 4 e 5 ed il dormitorio delle mogli, cos? come il dormitorio riservato agli ex parlamentari, furono allontanati delle perquisizioni. Il motivo sottostante a questa istruzione rimane sconosciuto.
Al termine di questa operazione, il trasferimento di 104 detenuti fu effettuato e le autorit? scoprirono, entra altri, 19 frecciata e spiedi, 5 grandi chiodi, 24 coltelli a frutto, 7 cutters, 1 pacco di lame di cutter, 2 daghe, 2 temperini, 5 bastoni, 5 grammi di canape indiane e 2 telefoni portabili coi loro accessori.
14. Il 9 settembre 1998, il prefetto trasmise ai ministri della Giustizia e dell’interno una lettera archiviata segreto del CDGA, no HRK,: 0621-3356-98 / ASY ?8373 che faceva stato delle disfunzioni osservate ad Ulucanlar all’epoca dell’operazione del 6 settembre e dei risultati di questa, e che pu? riepilogare come segue:
“-alla fine dell’operazione, i condannati per terrorismo hanno costretto le finestre ed i portali dei loro dormitori e hanno cominciato a circolare liberamente nell’edificio, in vista di protestare contro la perquisizione ed il trasferimento dei loro compagni,;
-il 7 settembre, gli stessi individui hanno installato nei corridoi delle barricate sormontate di gonfalone che portano l’iscrizione “nessuno saprebbe asservire i prigionieri rivoluzionari”; certi hanno annullato i massimale dei dormitori e sono ammontati sui tetti, mentre di altri hanno cominciato a vagare, con piccoli gruppi, coi bastoni nelle mani,;
-il 8 settembre, i detenuti hanno chiesto ad intrattenersi con l’amministrazione, ci? che non si ? fatto, perch? hanno rifiutato la perquisizione corporale e hanno scatenato volontariamente, a due riprese, l’allarme manuale della prigione;
-fino all’indomani mattina, i detenuti hanno posto altre barricate, costituite di reti e di pezzi di porte e di finestre; hanno saccheggiato anche la cucina, il dispensario e la mensa, e hanno ricuperato o tutto il cibo cos? come tutti gli strumenti taglienti piccanti per immagazzinarli nei dormitori i nostri 4 e 5. “
15. L’incontro menzionato in questa lettera aveva avuto luogo alla fine il 9 settembre, verso le 10. Una delegazione formata di un tenente-colonnello del CDGA, del procuratore, del direttore della prigione cos? come del comandante del CGP aveva inteso il portavoce dei dormitori i nostri 4 e 5 ed il portavoce del dormitorio delle mogli, a sapere rispettivamente i richiesti Sadk ?T?rk e Halil T?rker ed il richiesto Fatime Akaln.? Deplorando essere stato non informato non a priori dell’operazione di perquisizione, questi ultimi hanno in particolare:
“-richiesto il ritorno del loro leader K.?, trasferito alla prigione di tipo E di Eskiehir,;?
-chiesto che nessuna sanzione disciplinare sia imposta al personale penitenziario in ragione degli incidenti sopraggiunti;
-sollecitato l’autorizzazione di intrattenersi con gli avvocati Z.R. e K.B. e le famiglie che questi ultimi designerebbero;
-denunciato i cattivi trattamenti inflitti e le restrizioni di visita imposta coi carabinieri ai loro compagni ricoverati cos? come le perquisizioni corporali di cui dicevano che andavano bene al di l? di un’ispezione esterna dei vestiti. “
La pratica ? muta sulla reazione dell’autorit? faccia a queste esigenze.
16. Un secondo serie di perquisizioni fu pianificata per il 10 settembre 1998, alle 14.
Alla domanda del direttore della prigione e della procura, i dormitori i nostri 4 e 5 e quello delle mogli fu esentato di nuovo di perquisizione, al motivo che i custodi si occuperebbero di questa parte del compito. Oro nessuno di questi dormitori non fu ispezionato.
Al termine di questa seconda operazione, i carabinieri confiscarono nel restante dei locali:
“-1 pistola semiautomatico Browning di 7.65 mm, serie no 999666, 1 pistola semiautomatico Browning di 7.65 mm, senza numero, col suo caricatore e 7 palle, 1 pistola di 7.65 mm che portano l’iscrizione “Fovmar Harsformp Polcon Faoil Sotm”, serie no 4443, con 25 palle di 7.65 mm,;
-1 grande pugnale, 6 coltelli, 1 dispositivo d’arresto, 6 lame artigianali e 10 spiedi,
-3 bastoni, 2 metri di cavo, delle bottiglie di siero contenente delle mescolanze per bottiglie Molotov e dei pezzi di barra di ferro;
-5 carte SIM, 2 telefoni portabili ed i loro accessori. “
Peraltro, il conto reso, invalso immediatamente coi carabinieri, faceva stato dei seguenti elementi:
“-le finestre di accesso ai tetti erano state smontate,
-dei bastoni e dei pezzi di pietre erano stati depositati tutto lungo i corridoi,
-dei preparativi per la fabbricazione di bottiglie Molotov erano stati iniziati nei colmi,
-delle barricate erano state fabbricate vicino ai punti di accesso con l’aiuto di tubi di stufa a legna e dei vecchie armadi, e
-sui tetti, le cisterne vuote erano state sconnesse e spostate in modo da ostruire l’accesso. “
Il 28 ottobre 1998, il CDGA allert?, in vano, i ministeri della Giustizia e dell’interno sulla necessit? assoluta di arginare le circostanze che avevano trasformato Ulucanlar in “un’unit? di formazione al terrore.”
3. La scalata delle ostilit?
17. A partire da gennaio 1999, la gendarmeria locale cominci? di ricevere delle denunce secondo che i detenuti erano sempre in possesso di armi da fuoco ed aveva cominciato a scavare una galleria nel dormitorio delle mogli. Simili denunce proseguirono fino nel luglio 1999, dove dei custodi furono presi in ostaggio durante alcune ore.
Fino ad allora, le forze della gendarmeria avevano parecchie volte proposte di intervenire, ci? che le autorit? amministrative avevano rifiutato trattandosi sempre dei dormitori i nostri 4 e 5 e del dormitorio delle mogli.
Le informazione principali che riguardano questo episodio sono riassunte qui sotto.
18. Il 19 febbraio 1999, il CDGA scrisse alle autorit? riguardate per esprimerloro ci? che segue:
“-nella mancanza di una sorveglianza efficace ad Ulucanlar, i condannati per terrorismo rimangono liberi di fare ci? che buono sembro loro;
-all’epoca dell’ispezione delle fogne del dormitorio delle mogli, degli ammassi di calcinacci sono stati scoperti e l’amministrazione ne ? stato avvisato; cos?, il 21 gennaio 1999, un abbozzo di galleria di 18 m ? stato scoperto poi condannato;
-ci sono delle ragioni di sospettare che i lavori simili sono stati intrapresi anche nei dormitori i nostri 4 e 5;
-? conosciuto peraltro che i “terroristi” incarcerati in differenti determinazioni penitenziarie comunicano tra essi con l’aiuto di telefoni portabili, introdotti clandestinamente, e che mettono a punto con questo mezzo le loro azioni comuni;
-per di pi?, dei messaggi faxati trasmessi a partire da apparecchi ufficiali dimostrano che queste persone hanno anche accesso alle mezzi burotiche per sviluppare le loro strategie. “
19. Nessuno altro avvenimento non sopraggiunse fino al 19 luglio 1999, verso 16 h 45, quando i detenuti dei dormitori nostro 1 a 3, pretendendo avere messo fine alle loro azioni di protesta, lasciarono entrare il direttore aggiunge di Ulucanlar ed il custode in capo e considerarono questi funzionari in ostaggio fino a 17 h 15. Nessuna lesione fu deplorata.
20. L’indomani, il CGP inform?, messaggio no HRK: 0621-2533-99, il CDGA ed i precetti regionali di questo incidente, al seguito del quale i ribelli avrebbero tentato di prendere il controllo dei tetti in c’aderendo con le vie di aerazione e forzato i sorveglianti in guardia a trincerarsi; avrebbero trafugato anche una damigiana di gas e dissimulato nei loro dormitori delle barre di ferro e dei bastoni, probabilmente, secondo il CGP, per rispondere contro un eventuale intervento delle forze dell’ordine.
Il 20 luglio 1999, il CDGA riport? sempre, messaggio no HRK: 0621-2540-99, che il settore no 3 riservato ai detenuti sinistroidi riparava 32 individui nel dormitorio no 4, 81 nel dormitorio no 5 e 43 nel dormitorio delle mogli, o al totale 156 condannati di cui 47 membri del PKK. Secondo il CGP, questi ultimi non sosterrebbero il maneggi degli altri e si dissocerebbero faccia alle forze di intervento, la popolazione dei dormitori nostro 1, 2, 3, 6, 7, 10 e 14 e quella del dormitorio dei funzionari non presentava neanche un rischio qualsiasi. In compenso, secondo il CGP, i detenuti sinistroidi erano potenzialmente pericolosi, perch? sarebbe stato conosciuto che, a differenti occasioni, avevano ricuperato del solvente, della colla, della nafta e delle bottiglie di siero per fabbricare delle bottiglie Molotov, destinati ad essere utilizzati contro un eventuale raid dei carabinieri.
21. L’indomani, il CGP scrisse derechef al CDGA, messaggio no HRK: 0621-752-99, per informarlo che, all’epoca della recente prende in ostaggio di custodi, gli aggressori si erano impossessati delle uniformi delle loro vittime e che bisognava aspettarsi di ci? che tentassero di evadere vestito di queste uniformi dunque. Questo messaggio fu trasmesso, messaggio no HRK: 0621-2548-99, a tutte le istanze e tutti i funzionari riguardati.
22. Durante il periodo compreso entro il 1 agosto ed il 1 settembre 1999, il CGP avverte ogni giorno il CDGA, telegrafi i nostri HRK: 0621 e segue, del rifiuto continuo dei detenuti dei dormitori i nostri 4 e 5 e di quello delle mogli di sottoporsisi al controllo delle presenze, al coprifuoco ed alla chiusura delle porte. Ogni messaggio era trasmesso immediatamente alle altre istanze.
23. Il 2 settembre 1999, secondo i fax distribuiti dal CDGA, messaggi i nostri HRK: 0621-3128-99 e segue, ed il CGP, messaggi i nostri HRK: 0621-879-99 e 880-99, i detenuti sinistroidi demolirono il muro dell’area del dormitorio no 7 contiguo al loro, ne espulsero gli occupanti ed investirono i luoghi. Dopo che cosa, avrebbero opposto ancora pi? vivamente al controllo delle presenze, avrebbero perturbato le ronde di sorveglianza ed impossibilitato i custodi di esercitare le loro funzioni. Questa situazione sarebbe durata una ventina di giorni.
Nel frattempo, i servizi dell’informazione avevano confermato che questi stessi detenuti disponevano di almeno tre armi da fuoco, di telefoni portabili e di stupefacenti in ogni genere; avevano rilevato anche i nomi di certi custodi corrotti che avrebbero facilitato l’introduzione nella prigione di oggetti e di prodotti proibiti.
24. Il 2 settembre 1999, la direzione di Ulucanlar, sostenuto dal DGPM, denunci? sempre di nuovo dei maneggi criminali dei detenuti sinistroidi dei dormitori i nostri 4 e 5 e sollecit? l’intervento delle forze della gendarmeria per ristabilire l’ordine, lettera no M-1999/2-12.
Per?, immediatamente dopo questo appello, il ministro della Giustizia ordin? che nessuna operazione di questo genere non sia lanciata.
Il CGP inform? allora il CDGA, telegrafia no 1999/2-12, dell’annullamento dell’operazione, mentre l’occupazione del dormitorio no 7 perdurava e che i detenuti sinistroidi continuavano ad opporre al controllo delle presenze della sera. Le guardie e le pattuglie della gendarmeria in stazione ad Ulucanlar furono rinforzate a titolo di precauzione.
Il 3 seguente settembre, tutte le autorit? riguardate furono informate dal CDGA di questo annullamento, messaggio no HRK: 0621-3138-99.
L’indomani, i servizi dell’informazione della gendarmeria informarono il CDGA, messaggio no ISTH: 3590-747-99, cos? come i precetti regionali che, nell’insieme delle determinazioni carcerarie, i condannati per terrorismo si preparavano ad organizzare differenti prendevamo atto insurrezionali nel caso dove lo stato tenterebbe di intervenire in non importo quale delle prigioni dove erano detenuti.
25. Fino al 20 settembre 1999, il CGP continu? a tenere quotidianamente il CDGA informato della situazione ad Ulucanlar, le telegrafie c’afferenti essendo trasmessa sempre a tutte le istanze riguardate. Risulta di questi messaggi che, tutto lungo questo periodo, i detenuti dei dormitori nostri 4, 5 e di quello delle mogli aveva continuato ad occupare il dormitorio no 7 ed a negare di sottoporsisi al controllo delle presenze, e che le porte di accesso ai dormitori, ai corsi ed alle aree di vita erano restati aperte nella mancanza di ogni sorveglianza.
26. Il 20 settembre 1999, la direzione penitenziaria chiese alla procura di Ankara di fare perquisire i dormitori i nostri 4 e 5 e quello delle mogli, risparmiate fino ad allora. Lo stesso giorno, il direttore aggiunge?. D. fu attaccato al lanciafiamme artigianale mentre toglieva i cartoni posti dai detenuti sulle zone di aerazione del tetto.
Cinque giorni pi? tardi, le autorit? giunsero alla conclusione che la situazione che regna ad Ulucanlar non era un caso isolato: i sobillatore incarcerati in differenti determinazioni comunicavano liberamente tra essi grazie ai loro telefoni portabili e pianificavano una serie di ammutinamenti e di evasioni simultanee. Gli elementi factuels relativi a questo episodio risultano in particolare dei rapporti interni dei 7, 13, rapporto no HRK: 0627-926-99/877, e 21 settembre 1999, preparati col CGP ed il CDGA, poi trasmessi, entra altri, al ministero della Giustizia ed alla procura di Ankara.
27. Secondo questi scritti, nei dormitori dei detenuti sinistroidi, restati molto tempo senza controllo, c’erano due pistole di esemplari sconosciuto e, nel dormitorio no 2, una pistola di tipo Astra di calibro 9 mm; in tutti gli altri locali, si dissimulava delle grandi quantit? di canapa indiana, introdotta dai sorvegliati D.S, F.D, H.U, A.D, D.A, P.G, S.K,. e G.? che li avrebbe dissimulati nei loro indumenti intimi; infine, i carte SIM erano forniti dal sorvegliante G.S. Del parere del CGP e del CDGA, bisognava dimettere immediatamente questo personale delle sue funzioni reali e lederlo ad altre determinazioni penitenziarie.
28. Sempre secondo questi rapporti, la sorveglianza del dormitorio no 7-sotto controllo degli insorti dal 2 settembre 1999-non era pi? possibile ed i suoi occupanti erano oramai in posizione di impegnare ogni tipo di azioni. Di pi?, nessuna autorit? che non pu? essere esercitata nel settore no 3, paragrafo 11 sopra, era probabile, secondo i rapporti, che i detenuti riprenderebbero i lavori di erosione di gallerie in vista di un’evasione massiccia.
A questo riguardo, i rapporti precisavano che, tra i detenuti che risiedevano nei dormitori dei “terroristi”, 73 erano dei prigionieri che sarebbero stati trasferiti ad Ankara per ricevere delle cure mediche. Ubbidendo alle consegne delle organizzazioni illegali di cui rimanevano membri, questi individui sarebbero riusciti ad evitare il loro ritorno e sarebbero restati raggruppati nel settore no 3. I rapporti indicavano che era capitale di trasferire di emergenza questi 73 detenuti nelle prigioni dove sarebbero dovuti essere normalmente, mancanza di cui bisognava aspettarsi ogni momento di un’insurrezione ed agli affrontamenti.
B. L’operazione del 26 settembre 1999
1. I preparativi
29. Allo visto di ci? che precede, il 25 settembre 1999, la direzione di Ulucanlar sollecit? l’assistenza del CDGA per proteggere il personale penitenziario che sarebbe missionn? per ispezionare i tre dormitori dei detenuti sinistroidi.
A questo riguardo, un piano di azione no 15541, archiviato segreto, fu elaborato comunicato ai precetti regionali poi, al prefetto, alla procura, alla direzione della sicurezza di Ankara ed alla Direzione nazionale dei servizi segreti. Secondo questo piano, il 26 settembre 1999, a partire dalle 4, Ulucanlar sarebbe investito e soggetta ad una perquisizione generale, e, se il procuratore lo chiedeva, i trasferimenti fino ad allora impossibilitati dei detenuti sinistroidi versi altre determinazioni sarebbero garantite anche.
30. Nelle sue parti pertinenti nello specifico, questo piano si fondava sugli elementi che hanno:
“-la forza di intervento sarebbe composta di 10 soldati del CGP, di 5 nugoli di commando, di 1 nugolo di coniatura urgente, di 1 nugolo di operazione speciale cos? come di 16 ufficiali, 22 sottoufficiali e 21 sergenti contrattuali, e di 201 soldati che rilevano dei precetti regionali della gendarmeria;
-in seno ad ogni precetto fornitore, i soldati sarebbero formati al procedimento di perquisizione ed alla ricerca degli oggetti delittuosi;
-i custodi chiamati a partecipare all’operazione sarebbero sottoposti agli ordini dei comandanti militari;
-per garantire la sicurezza delle squadre di perquisizione e di intervenire in caso di resistenza armata, i soldati graduati opererebbero con le loro armi di servizio e prenderebbero le misure necessarie per non essere spossessati;
-all’epoca delle perquisizioni, i passaggi tra i dormitori sarebbero bloccati, tutti gli accessi esterni alla prigione ed i mezzi di comunicazione sarebbero controllati, e nessuno sarebbe autorizzato ad entrare o uscire salvo i procuratori ed i comandanti;
-durante le ricerche, la precedenza sarebbe data ai dormitori nostri 4, 5 e 7 ed al dormitorio delle mogli;
-nessuno discuterebbe coi detenuti n? non si lascerebbe incitare ad un’azione qualunque sia con questi ultimi, ed un atteggiamento fermo e rigoroso sarebbe adottata per stabilire una pressione psicologica;
-nei dormitori, i detenuti chiamati “capigruppo” sarebbero sorvegliati particolarmente ed impossibilitati di provocare gli altri;
-tutti gli oggetti delittuosi scoperti sui luoghi sarebbero inventariati e conservati;
-i detenuti eventualmente feriti all’epoca dell’operazione sarebbero di prima curati al dispensario penitenziario poi trasferito in un ospedale cos? necessario. “
31. In quanto alla forza ausiliare, il piano contemplava che doveva comprendere 1 ufficiale, 4 sottoufficiali, 4 sergenti contrattuali e 50 soldati, cos? come 1 truppa di commando della gendarmeria, accompagnata di sufficientemente di poliziotti, e che questi elementi si riunirebbero al quartiere generale del CGP tenendosi prestiti ad agire.
Peraltro, era contemplato che due squadre della direzione dell’informazione della gendarmeria, disponendo di due videocamere e di un apparecchio fotografico, sarebbero state presenti; uno dei cam?ramans lavorerebbe sulla torre no 3, gli altri cam?raman ed il fotografo opererebbero all’interno. Dovevano essere anche presenti 4 nugoli della direzione delle forze speciali, 1 squadra di d?samor?age di bomba e l’insieme del personale del criminalistique e dell’anti-narcotico.
32. Le consegne concernente l’operazione erano il seguiamo:
“-il personale in missione doveva essere vestito dei costumi di servizio e doveva essere disposto di tutte le armi di servizio e le munizioni e di tutte le attrezzature di cui dei manganelli, scudi e caschi in fibra di bicchiere;
-ogni truppa doveva disporre anche del numero massimo di torce e di almeno una massa, una zappa ed un bulino;
-i precetti riguardati erano tenuti di fornire delle attrezzature come dei bielletta, almeno dieci paia con precetto, degli scudi e delle maschere antigas cos? come degli estintori, almeno due con precetto, per il caso dove un incendio si manifesterebbe;
-la missione che ? suscettibile di prolungarsi, una quantit? sufficiente di razioni alimentari doveva essere garantita;
-un’ora prima dell’operazione, un’ambulanza con un medico ed i suoi assistenti, doveva essere messa a disposizione del precetto dipartimentale. “
2. L’operazione
33. Il 26 settembre 1999 alla mattina, verso le 4-o, secondo certi detenuti, verso 3 h 30-, le unit? di intervento della gendarmeria, collocate sotto gli ordini del tenente-colonnello A.?z, investirono Ulucanlar. Gli agenti della polizia restarono esterno per s?curiser l’esterno dell’edificio.
Malgrado le intimazioni-di cui l’esistenza ed il tenore rimangono controverse tra le parti-informando i detenuti delle perquisizioni contemplate nei dormitori i nostri 4 e 5 ed in quello delle mogli, ci fu una scalata di violenza che si tramut? velocemente in ammutinamento.
Cos?, Ulucanlar fu la scena di affrontamenti tra le forze della gendarmeria ed i detenuti sinistroidi, in particolare quelli tagliato nella zona del dormitorio no 4. Il seguente racconto ? la sintesi di ci? che ? riferito, sebbene con alcune incertezze, nei cinque verbali addestrati dopo l’operazione, entra 17 e 18 ore.
ha, L’intrusione
34. Una volta all’interno, verso 4 h 15, i carabinieri presero posizione nei turni di guardia situata entro i tetti dei dormitori nostri 4, 5 e 6; intravidero due “terroristici” facendo la guardia alla fine di ogni corridoio; alla vista dei soldati, questi ultimi gridarono “traditore! ” al custode che aveva aperto la porta ai carabinieri poi fuggirono verso i loro dormitori.
I “terroristi” chiusero dietro essi i portali di accesso del corridoio centrale, del dormitorio delle mogli “terroristiche” e delle aree interne dei dormitori nostri 4, 5 e 7. I carabinieri tentarono in vani di convincere gli sbarazzini che non capiterebbe loro niente se li lasciassero procedere alle perquisizioni. Questi ultimi risposero scandendo: “I prigionieri rivoluzionari non possono essere asserviti! -Venite dunque se avete della tacca! -Viva la nostra lotta di indipendenza! “
Dinnanzi al secondo portale, i carabinieri incaricati di proteggere le unit? di perquisizione furono attaccati in particolare alle bottiglie Molotov e con gli zampilli di pezzi di cemento. L’uniforme del sottoufficiale M.E. si impiglia fuoco, il suo nome non figura per? tra i feriti dell’allegato II.
Allo visto della degradazione della situazione, tutto il personale penitenziario si trincer? dietro le unit? della gendarmeria.
I “terroristi”, facendo infischiarsene degli avvertimenti del comandante A.?z, continuarono a scandire: “I prigionieri non saranno asserviti mai-resisteranno fino alla morte. ” Una mezz’ora pi? attaccarono tardi, artigianalmente i carabinieri coi lanciafiamme fabbricati con le damigiane di gas. Questi ultimi reagirono con forza per ornare questo assalto.
b, Il controllo del dormitorio delle mogli
35. Sotto gli zampilli di pietre, di ceppi e di pezzi di carbone, i carabinieri smontarono delle barricate del corridoio centrale sfondarono prima poi a forza di massa il portale di accesso al dormitorio delle mogli.
Mentre i soldati si preparavano ad investire l’area di vita del dormitorio, quattro o cinque insorte provarono a colpirli con le barre di ferro, li previdero con un lanciafiamme artigianale, ci? che scaten? il fuoco, poi. Le forze dell’ordine si avvalsero di bombe lacrimogene per respingere le insorte nel loro dormitorio. Una volta l’area investita, i carabinieri intesero certo detenute avviare degli slogan al piano superiore. Queste negarono di sottoporsisi e risposero con le bottiglie Molotov.
I carabinieri smontarono tutte le barricate in questa zona ed ispezionarono i luoghi prima di dirigersi verso le scale che conducono al piano superiore. Le insorte che avevano barricato queste scale con gli armadi, lanciarono delle pietre. Proteggendosi coi loro scudi, i carabinieri riuscirono a liberare queste scale. Quando tentarono di rientrare nei dormitori, furono spruzzati con la candeggina e furono il bersaglio di zampilli di pietre, di coccio di bicchiere e di maiolica, e di vasi alimentari.
Le detenute che avevano bloccato l’entrata con le sedie, dei tavoli e delle reti, continuarono a lanciare delle pietre e delle bottiglie Molotov. Riflettono il fuoco ai materassi ammucchiati fuori, ci? che indusse difficile un incendio a dominare, tutta la zona essendo oscurata totalmente dal fumo. I carabinieri chiamarono all’aiuto i pompieri esposti sui tetti.
A questo istante, un responsabile dice ai carabinieri che c’erano all’interno quattro membri del PKK che bisognava evacuare, ma che le insorte negavano di liberare. Le intimazioni furono un nuove volte vane e le mogli “terroristiche” diventarono pi? aggressive; cominciarono, attraverso la porta in faccia delle scale, a prevedere direttamente i visi dei carabinieri coi lanciafiamme, spiedi e cocci di bicchiere. All’epoca di questo episodio, il sottoufficiale S.D, carico del registrazione video, fu ferito alla mano con un scoppio di bicchiere. I carabinieri sfondarono la porta del documento vicino per investire l’altro documento, in un angolo della quale le insorte-sotto l’effetto del gas lacrimogeno e degli zampilli di acqua dei pompieri-si erano raggruppate; all’entrata dei carabinieri, le insorte si concederono ad un ultimo assalto con le barre di ferro, delle pietre e degli spiedi, che fa sempre infischiarsene degli appelli alla resa.
I carabinieri ebbero ricorso alla forza per contenere questo attacco. Certe mogli furono ferite leggermente, tutto come lo chiamato K.U?a che fu toccato all’anca con un spiedo, e li chiamati A.G?k. e M.Ayd, feriti rispettivamente al ventre ed alla mano dritta.
Verso 7 h 15, le detenute furono costrette ad uscire un’ad una. Parecchie armi minime furono scoperte nel loro dormitorio e furono filmate. Secondo i documenti, durante questo episodio, n? le detenute n? i carabinieri non si avvalsero di armi da fuoco.
c, Il controllo dei dormitori nostri 4, 5 e 7,
36. Mentre tentavano di allontanare le barricate dietro i portali dei dormitori nostri 4, 5 e 7, le altre unit? di intervento si urtarono ad una resistenza molto violenta. Mentre i carabinieri si evolvevano verso la zona del dormitorio no 7, dei “terroristi” barricati aprirono il fuoco, lanciarono delle bottiglie Molotov e delle pietre poi si trincerarono nel dormitorio no 4. Questo ritiro permise ai carabinieri di evacuare del dormitorio no 5 29 detenuti, membri del PKK che avevano fatto sapere prima all’amministrazione penitenziaria che si dissocerebbero degli insorti.
Gli sbarazzini, cos? confinati nei locali del dormitorio no 4, tentarono di ammontare sui tetti, ma ne furono impediti a forza di manganello. Giunsero tuttavia a provocare un incendio in questo dormitorio mettendo il fuoco ai materassi. Certi carabinieri essendo falliti essere asfissiati, dei rinforzi furono chiesti per controllare questa zona; parecchie bombe lacrimogene furono lanciate l?, costrittivo cos? un gruppo di “terroristi” a fuggire verso l’area di suddetto dormitorio. Malgrado gli annunci di resa, i “terroristi” accerchiati fecero fuoco, scandendo,: “Fascisti, si va a tutto uccidervi! -Portate i lanciafiamme, bruciateli! ” Una palla fer? il sergente specialista M..? al livello del ventre.
I carabinieri imbucati sul tetto dei dormitori i nostri 6 e 7 e nella torre di guardia no 3 risposero con le bombe lacrimogene e con le loro armi di servizio, mentre i pompieri progettavano dei violenti zampilli di acqua e di schiuma carbonica. In seguito, i carabinieri girano i “terroristi” fare dei ceffoni tra l’area ed i dormitori per spostare i corpi dei loro compagni; quelli particolarmente assegnati col gas e la schiuma ed accovacciati nei recessi dell’area furono fermati facilmente.
Malgrado la debole visibilit? dovuta ai gas, i carabinieri girano certi “terroristici” avvicinarsi all’uscita per rendersi; allo stesso momento, le grida “Traditrici! Derivate sui vigliacchi! ” sarebbero stati seguiti da “tiri in raffiche” dentro al dormitorio. Soli due o tre “terroristi” riuscirono ad uscire ne; sei o sette altri sarebbero stati abbattuti dai loro propri compagni.
Il restante degli insorti, di nuovo barricati dietro il portale del dormitorio no 4, prov? a raggiungere i carabinieri con le pietre, barre di ferro, bastoni e lanciafiamme; rinviavano loro le bombe lacrimogene che raccoglievano per terra. All’epoca delle baruffe, i sottoufficiali E.A. e N.K. ? ferito dalle pietre, rispettivamente al braccio ed al naso; il sergente C.D. ? toccato al livello dell’arcata sourcili?re dritto, e li chiamati A.?. e M.A. sopporta rispettivamente una frattura dell’auricolare diritto ed un trauma sull’arcata dritta.
Posizionati dinnanzi a questo portale, i carabinieri girano un sbarazzini minacciarli, una pistola alla mano, con una delle finestre al piano superiore. Quando i carabinieri ammontarono a questo piano e si avvicinarono alla porta, i “terroristi” di cui quello che sar? identificato pi? come essendo Mu.G?k tardi, fecero fuoco al caso a partire da queste finestre. All’epoca di questo attacco, una delle palle fer? gravemente il sottoufficiale ?.S, ed un’altro trapass? il casco del sergente A.E. e mise questo in stato di shock; i “terroristi” ferirono anche con palla il capitano Z.E. ed il sergente H.S.
Verso le 10, i carabinieri presero il controllo del dormitorio no 4, mentre gli insorti tentavano di fuggire questa zona; il prigioniero A.D. trova la morte verso 11 h 30, alla conclusione-secondo i detenuti-di un tiro in raffiche.
Questo incidente segn? la fine dell’operazione.
C. Dopo l’operazione
1. Il bilancio delle morti e dei feriti
37. Durante i primi dieci minuti dell’assalto dato al dormitorio no 4, i detenuti Halil T?rker ed Abuzer ?at, dei prossimi dei richiesti Selame T?rker e Hasan e H?seyin ?at, furono uccisi; le loro spoglie furono scoperte nell’area di vita di questo dormitorio. In quanto a ?mit Altnta (?uno vicino al richiesto Melek Altnta), trov? la morte circa una mezz’ora pi? tardi, dentro a questo stesso dormitorio.
Secondo gli argomenti dei richiedenti e dei detenuti, ?nder Gen?aslan, figlio del richiedente Ali Gen?aslan, Mahir Emsalsiz (figlio del richiesto Mehiyet Emsalsiz) e Zafer Krbyk (?fratello del richiesto Firdevs Krbyk) perirono alle loro lesioni pi? tardi, nel caos.
38. Secondo la versione ufficiale, Nevzat ?ift?i, sposo del richiesto Hanm ??ift?i, ferito alla gamba con palla, ? deceduto all’ospedale dove era stato condotto. Secondo la parte richiesti e certi testimoni, il Sig. ?ift?i e ?smet Kavaklolu, ?figlio del richiedente ?aban Kavaklolu, sono ?stati picchiati poi eseguiti in un documento isolato, dopo l’operazione; parecchi detenuti avrebbero inteso gli urla di ?smet Kavaklolu ?nella sala di docce. Un certo A.S che non aveva nessuna lesione con arma da fuoco, avrebbe subito la stessa sorte, dopo essere stato trascinato anche egli nelle docce.
Il Governo contesta queste affermazioni, tenendo si alla versione ufficiale suddetta dei fatti.
39. Il bilancio fu come segue: del lato dei detenuti, ci furono dieci morti e circa settanta feriti di cui quattro per che il pronostico vitale fu impegnato; le forze dell’ordine ebbero a deplorare quindici soldati feriti di cui un gravemente.
Secondo la versione ufficiale, una volta la situazione totalmente dominata, i detenuti indenni furono posti nelle unit?. I carabinieri condussero diciotto “terroristi” feriti, i nomi non sono indicati, al dispensario della prigione. Gli altri di cui parecchi richiesti, Elenco B, furono mantenuti durante le sei nella sala di docce, dove riceverono le prime cure prima di essere trasferiti in differenti ospedali.
Secondo i richiedenti feriti, tuttavia, ? in questo locale e sui 200 m che conducono che sarebbero stati trascinati, calpestati e picchiati di colpi coi carabinieri e custodi allineati di parte e di altro. Nella sala di docce, questi li avrebbero costretti a svestirsi ed a stendersi a livello del suolo, pure assestandoloro dei colpi o colpendoli sulle loro piaghe e tenendo dei propositi come: “Perch? non ? scoppiato ancora questo tipo? -Si ? abbattuto tre dei tuoi compagni, ? il tuo turno adesso! -Non di ospedale per quello, si va a finirlo sul posto! .” I carabinieri avrebbero spinto i feriti nelle scale o li avrebbero posti su delle barelle per fare cadere subito apposta essi. Tra questi torturatori, ci sarebbero stati degli agenti dell’ufficio anti-DHKP-C della polizia di Ankara, bene conosciuta dei condannati per la loro appartenenza a questa organizzazione.
Alla fine dell’operazione, i trasferimenti del restante dei detenuti versi altre determinazioni furono messe anche in ?uvre.
40. Le informazione mediche relative agli agenti feriti all’epoca dell’operazione sono ricapitolate nell’allegato II.
Risulta della pratica che nello specifico i carabinieri, al posto di essere condotti all’istituto m?dicol?gal di Ankara-ci? che era la pratica corrente-, sono stati esaminati all’ospedale militare di Rovin? che ha emesso i rapporti medici li concernente.
Secondo questi rapporti, lo stato dei carabinieri M.l, ?H.Sar. e ?.Soy, feriti con palla, necessitava delle sentenze di convalescenza di dieci, dieci e venticinque giorni rispettivamente, sapendo che la vita di ?.Soy. era in pericolo.
Contrariamente al rapporto medico concernente lo chiamato Z.Eng, l’atto di accusa no 1999/79635 del 1 dicembre 1999, paragrafo 136 qui sotto, cita questo soldato tra gli agenti feriti da arma da fuoco.
Sempre secondo i rapporti, lo stato dei soldati A.Er, A.G?k. e K.U?a. non necessitava nessuna sentenza di lavoro. Il numero di giorni di incapacit? prescritta per gli altri carabinieri era di tre per C.Do, ?M.Abd. e M.Ayd, di cinque per N.Kar, S.Da.? e?. S?m, e di sette per E.Ayd. e M.?zk.
41. L’insieme degli elementi medici concernente gli otto prossimi deceduti dei richiedenti, Elenco A, si trovano riassunti nell’allegato III.
Secondo questi elementi, questi ultimi erano periti tutti alle lesioni con palle che provengono dai differenti tipi di armi da fuoco. Allo visto sopra di questo fatto, la sottocommissione, paragrafo 7 in fini, missionna un comitato di cinque medici giuristi ne che chiede loro di pronunciarsi sull’adeguamento dei procedimenti di autopsia e di esplorazioni patologiche seguito nello specifico. Suddetto comitato conclude alla mancanza di trasgressioni gravi imputabili al personale medico implicato in questi esami, conto tenuto in particolare di sotto-effettivi e delle cattive condizioni di lavoro. Per?, rilev? che, al disprezzo dei principi posti dal “Protocollo di autopsia del Minnesota”, i giuristi avevano omesso di sezionare la pelle ed i tessuti soldi cutanei delle spoglie e di fare dei prelevamenti sulle lesioni traumatiche e sulle bruciature alle fini di ricerche histopathologiques. Emettendo dei dubbi sull’origine di queste bruciature, ha causato a priori dagli agenti chimici, il comitato deplor? che i n?cropsies pi? mirati fossero stati non previste non, di tanto quanto una parte delle lesioni osservate sui cadaveri si trovavano in correlazione con gli atti generalmente qualificati di atti l?taux o di tortura.
42. Per ci? che ? dei richiedenti feriti, Elenco B di cui i quadri clinici sono descritti nell’allegato IV, c’? luogo di notare relativamente la mancanza di prove mediche al Sig.re Fatime Akaln, ?Sibel Aktan (Aksoan), ?erife Ar?z, ?G?n?l Aslan, Esmahan Ekinci, Zeynep G?ng?rmez, Baak ?Otlu, Fadime ?zkan, Derya ?imek ?ed Edibe Tozlu, ed a Sigg. Aydn ??nar, Murasse Ekinci, Murasse G?ne?, G?rhan Hzmay?, Erturul ?Kaya e Cemaat Ocak. Peraltro, il rapporto medico che riguarda il Sig. ?nan ?zg?r Bahar, ottenuto susseguentemente al lamento depositato il 9 giugno 2000, data di circa undici mesi dopo l’incidente, paragrafo 110 sotto.
I conclusioni dell’istituto m?dicol?gal in quanto a questi richiedenti hanno dato anche adito a certi commenti da parte del comitato suddetto, paragrafo 41 sopra,:
“(…) 1. Una parte delle alterazioni traumatiche descritte a casa i feriti si apparentarsi alle lesioni che risultano da un trauma dovuto ad un oggetto contundente; avuto riguardo alla loro ripartizione ed il loro orientamento sul corpo cos? come alla loro forma e la loro ampiezza, queste lesioni potrebbero partire essere stata causata all’epoca delle baruffe o delle catture, ma non ? da un punto di vista medico concepibile che siano apparse tutte durante l’operazione; una parte di queste lesioni consiste nelle “ecchimosi in linee parallele” e, quando si tiene conto della loro lunghezza, caratterizzano delle lesioni che risultano da colpi diretti ass?n?s con uno o degli oggetti contundenti lunghi e di un profilo convesso, arrotondato,;
2. La cicatrizzazione delle lesioni che dipendono dalla loro natura, della loro area e delle particolarit? fisiche di ogni individuo, non ? possibile emettere un parere medico sulla questione di sapere quali delle lesioni con armi da fuoco o delle alterazioni traumatiche sono state provocate i primi. (…) “
43. L’allegato IV permette anche di identificare sette categorie di richiedenti, Elenco B, secondo il numero di giorni di sentenza di lavoro prescritto. Si tratta:
“-di un giorno, per Halil Doan ?e Veysel Erolu,;
-di cinque giorni, per Mustafa Sel?uk, ?zg?r Soylu, Cem ?ahin, Sadk ?T?rk, Kemal Yarar e Yahya Yldz,;
-di sette giorni, per Cenker Aslan, Resul Ayaz, Song?l Garip, Aynur Sz, ?Cemile S?nmez, Sevin? ?ahing?z, Bar ?G?n?len, con la menzione “guarigione fra dieci giorni”) e Devrim Turan;
-di dieci giorni, per G?rc? ?akmak, B?lent ??t??, Yldrm ?Doan, ?di quindici giorni, secondo l’atto di accusa del 25 dicembre 2000-paragrafo 113 sotto, Filiz G?lkokuer, Hayriye Kesgin, Mehmet Kansu Keskinkan, ?nder Mercan, di tre giorni, secondo l’atto di accusa precitata, Duygu Mutlu e Filiz Uzal (Soylu),;
-di quindici giorni per Ercan Akpnar?, Serdar Atak, K???k Hasan ?oban, ?lhan Emrah, Erdal G?kolu?, Sava ?K?r, Behsat ?rs ed Ertan ?zkan; e
-di venticinque giorni per Haydar Baran ed Enver Yank ?di cui i pronostici vitali si trovavano impegnati, e per Nihat Konak e ?zg?r Saltk.? “
2. Gli oggetti delittuosi scoperti sui luoghi
44. Risulta dei primi due verbali di perquisizione che era stato deciso, avuto riguardo al loro numero considerevole, di filmare gli oggetti delittuosi scoperti nei dormitori per potere innalzare l’inventario pi? tardi, e che gli ufficiali avevano rimproverato i sorveglianti, accusandoli di essere responsabili dell’introduzione di armi ad Ulucanlar. L’inventario in questione enumerava i seguenti oggetti:
“-1 fucile di assalto AMD-65, serie no EO 3841, ed il suo caricatore con 4 palle, 1 fucile da caccia a cannone decorre di calibro 16 e le sue 8 cartucce di cui 3 vuoti, 1 pistola “Saddam Baretta”, serie no 31302622, ed i suoi 2 caricatori, 1 pistola “Baretta a 14 colpi”, serie no 245PY74657, ed il suo caricatore, 1 pistola semiautomatico Mab, serie no D 561777, ed i suoi 3 caricatori, 2 pistola-penne artigianali, 2 “silenziosi”, 76 bossoli di Kalachnikov, 113 palle di pistola 9 mm di cui 56 utilizzati, 90 bossoli di fucile G-3, 25 palle 7.65 mm di cui 10 utilizzati, 3 palle a bianco di 8 mm, 35 proiettili, 2 astucci di caricatore;
-29 coltelli, 24 cutters, 73 frecciata, 2 machete, 1 daga in legna, 97 oggetti contundenti diversi, 1 barra di ferro, 1 mazza in legna, 2 bastoni, 15 fionde,;
-3 bottiglie Molotov non utilizzate, 7 damigiane di gas, 18 maschere antigas artigianali, 15 pacchi di polvere esplosiva, 1 bomba lacrimogena artigianale, diversa dissolvente e combustibile,;
-1 stazione a saldare, 1 foratrice, 10 bulini, 30 chiodi, 6 forbici, 39 seghe delle differenti tagliano, 1 cacciavite, 1 sberla a mortaio;
-15 armi (Kalachnikov, M-16 e revolver, e 17 bombe, 1 cannocchiale, 2 manganelli, 3 bastoni finti di addestramento;
-3 telefoni portabili ed i loro accessori, 1 libro finto con una cavit? segreta e 7 chiavi stereotipate. “
45. I terzo e quarto verbali, innalzati pi? nella giornata tardi, precisavano sebbene la pistola semiautomatico Tarq, ?serie no 31302622, suddetto era stato utilizzato dal detenuto Mu.G?k che-dopo avere derivato sette od otto palle-si sarebbe trincerato nel dormitorio no 4, paragrafo 36 in fini sopra. Due altri verbali redatti l’indomani menzionavano la scoperta di una pistola semiautomatica Star di 9 mm con una palla nel suo caricatore.
46. Quattro altre perquisizioni furono effettuate tra il 2 ed i 6 ottobre 1999 che permisero di scoprire di pi?:
“-1 coltello di caccia con una lama di 21 cm ed il suo astuccio, 2 ottobre,;
-20 taschini di cemento di 500 a 1 000 g, 8 pacchi di pavimentazione, 2 pacchi di gesso, 4 lame e profili in ferro;
-20 m di cavo telefonico, 4 ottobre,; e
-4 tubi in ferro di 54 cm, saldato alle lame di 19 cm, cos? trasformati in pioche/hache, 5 ottobre. “
47. Allo visto di ci? che precede, importa di ricordare sotto le dichiarazioni del colonnello K.B, comandando del CDGA, dinnanzi alla sottocommissione,:
“(…) Abbiamo elaborato il nostro piano e siamo arrivati ad Ulucanlar la mattina del 26 settembre; i detenuti hanno risposto con le armi da fuoco e dei lanciafiamme, e noi sono stati attaccati con le armi bianche; abbiamo utilizzato allora, anche le nostre armi in virt? del potere conferito dalla legge no 2803 [relativa all’organizzazione della gendarmeria nazionale]. I miei uomini sono stati feriti e, purtroppo, nell’altro campo anche delle persone ? stato ferito o sono decedute. La loro morte mi rattrista sinceramente. Sono triste, perch? non doveva avere armi laggi?. Se non ci fosse stato, non ci sarebbero stati affrontamenti e queste persone non sarebbero morte ed i miei uomini non sarebbero stati feriti. Dopo questo avvenimento, il ministero della Giustizia ha decretato la direttiva del 5 ottobre 1999. Prima di questa data, i carabinieri, non eravamo abilitati a perquisire i sorveglianti che entravano nella determinazione; erano i sorveglianti che perquisivano i sorveglianti. Immaginate che facciamo i due sorveglianti e che abbiamo dei legami coi condannati. Di quale tipo di legami pu? trattarsi? Potrebbero essere di natura patrimoniale, pecuniaria o ideologica, o essere basati sulla paura. Dunque, se l’organizzazione “terroristica” diceva a questi due sorveglianti che qualcuno dell’esterno andava a portare una pistola e che dovevano darlo [al suo destinatario], allora ? sicuro che ubbidirebbero. Rientro nella prigione e questo ? [il mio proprio compagno] che mi perquisisco, non un carabiniere. Un avvocato arriva e nessuno lo perquisisce. Si intrattiene da solo a solo col detenuto o il condannato, poi riparte; dopo che cosa si accompagna il detenuto o il condannato nella sua unit?, sempre senza perquisirlo. Normalmente, dei tali oggetti non sarebbero dovuti essere introdotti in questa prigione. Questa determinazione ha un’altra particolarit?, ? adiacente alla sezione della prigione aperta. Nella prigione aperta, gli individui escono, passeggiano, fanno tutto ci? che vogliono e possono venire a gettare facilmente tutto ci? che vogliono sopra il muro. C’? stato pieno di incidenti di questo genere. Innalzavamo un verbale ed informavamo l’amministrazione penitenziaria che un pacco era stato gettato all’interno; [i custodi] cercavano, ma non trovavano niente. Non potevamo immischiarceci ugualmente nella gestione della prigione! (…) “
48. Del suo lato, il tenente-colonnello A.?z, comandando delle forze di intervento, si era espresso cos?:
“Da sei o sette anni nessuna perquisizione era stata effettuata nella sezione che ripara i condannati per terrorismo. Aveva avuto non ci nessuna domanda in questo senso e non abbiamo fatto niente perch? il procuratore non ci ha sollecitato mai. Siccome lo sapete, (…) non possiamo intervenire all’interno che se la procura o il direttore della prigione lo chiede. (…) “
49. Relativamente a questo aspetto, la testimonianza del capitano D.Y, comandando del CGP, pu? riepilogare cos?:
“Questa storia non ha cominciato il 2 settembre [1999]; i suoi inizi risalgono ad una lontananza passata. Non solo ad Ulucanlar, ma in tutte le prigioni che riparano dei “terroristi”, le amministrazioni penitenziarie non dominavano in nessun modo le sezioni riservate a questi ultimi; ? un fatto notorio. In queste sezioni, ? la parola dei “terroristi” che faceva legge ; si lo ? visto alla televisione e nei media: il procuratore dello stato si mette a tavolo coi detenuti e negozi con essi, poi prendono degli ostaggi ed ottengono tutto ci? che vogliono. Sebbene lo si nega, delle pagine intere dei tali accordi sono state pubblicate nei giornali. (…) ; era evidente che molte armi e di telefoni portabili circolavano nella prigione; all’epoca delle perquisizioni corporali ordinarie, anche se i sorveglianti sfioravano un’arma, con paura nessuno osava confiscarla Era certo che un incidente sarebbe esploso si dei soldati facevano irruzione nei dormitori dei “terroristi” (…) perch? da sei o sette anni nessuno soldato era entrato non ci per una perquisizione. Numero di personali ? stato preso in flagrante di introduzione nella prigione di armi, di droghe, “
3. Gli abbozzi di “gallerie di evasione”
50. Il 2 ottobre 1999, i carabinieri scoprirono, nel mezzo del suolo in cemento del dormitorio no 5, a 135 cm del muro, un taglio di 50 cm?, di una profondit? di 10-15 cm che, secondo i carabinieri, era l’entrata di una futura galleria. L’interno era colmato coi pezzi di boschi e delle coperte.
Il 4 seguente ottobre, i carabinieri ispezionarono il suolo del dormitorio no 7. Nell’angolo-cucina, sotto il piano di lavoro, constatarono che una zona di 85 x 35 cm era stato chiuso dai mattoni ed era stato rintonacato per fondersi nel colore dei muri. I carabinieri ruppero i mattoni e girano mentre la terra era stata scavata ad una profondit? di 20 cm. Ne dedussero che si trattava di un abbozzo di galleria.
Il 6 seguente ottobre, ? il suolo dell’area di vita del dormitorio no 5 che fu esaminato. I carabinieri scavarono nella terra, al piede dei due pioppi, e scoprirono una trappola in contreplaqu? di 45 x 75 cm, coprendo un’entrata di galleria di 50 cm x 100 cm; questa conduceva ad una galleria di circa 7 m di lunghezza, arzillo verso l’interno del dormitorio no 5, in direzione della taglio suddetta. Nella galleria fu ritrovata quattro zappe artigianali in ferro, una borsa che contiene 15-20 kg di coccio di cavit? ed una borsa di 15-20 kg di calcinacci.
51. Dinnanzi alla sottocommissione, le autorit? ministeriali hanno sostenuto che l’occupazione del dormitorio no 7 mirava a facilitare solamente la preparazione di un’evasione collettiva; ? nello stesso scopo che gli insorti avrebbero impedito anche fino ad allora i custodi di aderire ai dormitori e di procedere al controllo delle presenze; l’abbozzo di galleria scoperta dopo l’operazione ne sarebbe stato la prova. Secondo queste autorit?, entra il 2 ed il 26 settembre 1999, l’amministrazione penitenziaria aveva cercato vanamente di mettere fine a questa occupazione dei locali. Questi passi non essendo arrivati e le denunce concernente l’imminenza di un’evasione essendo moltiplicate si, lanciare un’operazione sarebbe diventato inevitabile.
La sottocommissione ammise che le denunce concernente l’erosione di gallerie avevano sostenuto certo un ruolo importante nella decisione di intervenire; per?, secondo lei, la natura delle aree mostrate nella zona dei dormitori i nostri 5 e 7 come essendo degli abbozzi di gallerie era soggetta a garanzia. La sottocommissione indic? che la prima pretesa galleria di 7 m cominciava nell’area del dormitorio no 5 e si prolungava fino dentro a questo dormitorio. Ora, ai suoi occhi, non era plausibile che i detenuti si fossero azzardati a scavare una galleria in una corte aperta e vigilata dai turni di guardia. In quanto alla seconda erosione osservata dietro il piano di lavoro della cucina del dormitorio no 7, non corrispondeva, secondo la sottocommissione, a quello di una galleria di evasione.
D. I procedimenti sollecitati nello specifico
1. L’inchiesta parlamentare
52. Tra il 14 ottobre ed i 2 novembre 1999, la sottocommissione fu inviata ad Ulucanlar e condusse delle manutenzioni con numero di detenuti-di cui certi dei richiedenti-, il personale penitenziario, degli ufficiali e di altri responsabile governativi e non governativi. Nel suo rapporto di 120 pagine di cui 79 riservati all’operazione controversa, la sottocommissione fece di numerose osservazioni opprimenti.
53. Cominciava con enumerare gli ostacoli incontrati all’epoca delle investigazioni. Indic? che il procuratore della Repubblica di Ankara carica di istruire la causa non si era presentato alla riunione prevista e che, per di pi?, gli istanze m?dicol?gales e penitenziari avevano rifiutato di produrre certe prove patrimoniali, come il registrazioni video effettuato all’epoca dell’operazione e le fotografie prese all’epoca delle autopsie. Notava che, se le autorit? militari-limitandosi a produrre alcune fotografie prese molto dopo gli incidenti-avevano negato l’esistenza di un tale materiale audiovisivo, non ne rimaneva meno di parecchie persone interrogate avevano affermato che lo svolgimento dell’operazione aveva bello e buoni stato registrato e che, del resto, “il sottoufficiale che effettuava il registrazione video era stato ferito alla mano.”
Secondo la sottocommissione, questa situazione rinforzava i sospetti di dissimulazione di prove, tanto pi? che l’amministrazione avrebbe negato di autorizzare gli avvocati delle vittime a partecipare alle autopsie, al disprezzo secondo lei della necessit? di rassicurare l’opinione pubblica in una causa cos? sensibile.
54. Il rapporto comprendeva parecchi capitoli specifici, conducendo insieme ad una valutazione generale dalla situazione incriminata sulla base di testimonianze e di altri elementi probanti disponibili.
ha, L’occupazione del dormitorio no 7
55. Secondo i prigionieri che non hanno partecipato attivamente alla sommossa, l’occupazione del dormitorio no 7 mirava in particolare a protestare contro una troppo debole capacit? dei dormitori dopo il fallimento di tentativi di trattare questo problema con l’amministrazione.
56. Del parere della sottocommissione, i detenuti dei dormitori i nostri 4 e 5 erano contravvenuti certamente alla legge, infrange i diritti dei loro compagni del dormitorio no 7 e contribuito alla scalata della tensione negando di mettere fine alla loro azione. Ci? dice, la sottocommissione precisava che, ad Ulucanlar, sui diciannove dormitori disponibili, soli cinque erano riservati ai detenuti sinistroidi e che c’era un reale problema di sovrappopolazione suscettibile di mobilitare gli interessati.
Stimava che, se il dormitorio no 7 era stato investito il 2 settembre 1999, niente spiegava perch? le autorit? avevano aspettato ventiquattro giorni per lanciare un’operazione di questa portata, senza cercare di intervenire in tempo utile di un qualsiasi modo. Indicava inoltre che niente permetteva di comprendere neanche perch?, al parossismo della tensione, il procuratore della prigione aveva preso disdetta n? perch? l’operazione era stata lanciata il giorno dove il Primo ministro era partito in visita ufficiale agli Stati Uniti.
b, Lo scopo adiacente alla reazione delle forze dell’ordine
57. Secondo la versione ufficiale, prima di entrare nei dormitori, i carabinieri avevano intimato debitamente gli sbarazzini di rendersi, ma questi avevano risposto con le armi da fuoco, degli esplosivi artigianali, delle damigiane di gas trasformato in lanciafiamme e diversi attrezzi taglienti ed appuntiti. A questo riguardo, i detenuti no insorti precisarono che c’erano stati effettivamente degli annunci come “Appuntamento! Quelli che si renderanno non saranno maltrattati! “, ma che queste si erano immischiate al rumore dei tiri. Del loro lato, le forze di sicurezza dissero avere provato a contenere gli attacchi con l’aiuto di bombe lacrimogene e di zampilli di schiuma, ma che ci? non aveva arrestato i detenuti che si erano attrezzati di maschere artigianali.
58. Secondo la sottocommissione, contrariamente a questa versione ufficiale, gli incidenti del 26 settembre non potevano riepilogare alla resistenza degli occupanti di un dormitorio contro i responsabile penitenziari assistiti delle forze della gendarmeria. Parimenti, la morte

Testo Tradotto

Conclusions: Partiellement irrecevable (Article 35-3 – Ratione personae)
Violation de l’article 2 – Droit ? la vie (Volet mat?riel)
Violation de l’article 2 – Droit ? la vie (Article 2-1 – Enqu?te efficace) (Volet proc?dural) Violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 – Traitement inhumain) (Volet mat?riel) Violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 – Enqu?te efficace) (Volet proc?dural)
Violation de l’article 3 – Interdiction de la torture (Article 3 ? Enqu?te efficace) (Volet proc?dural) Non-violation de l’article 1 du Protocole n? 1 – Protection de la propri?t? (article 1 al. 1 du Protocole n? 1 – Respect des biens) Dommage mat?riel – demande rejet?e (Article 41 – Dommage materie Satisfaction ?quitable) Pr?judice moral – r?paration (Article 41 – Pr?judice moral Satisfaction ?quitable)

DEUXI?ME SECTION

AFFAIRE KAVAKLIO?LU ET AUTRES c. TURQUIE

(Requ?te no 15397/02)

ARR?T

STRASBOURG

6 octobre 2015

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Kavakl?o?lu et autres c. Turquie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Paul Lemmens, pr?sident,
I??l Karaka?,
Neboj?a Vu?ini?,
Ksenija Turkovi?,
Egidijus K?ris,
Robert Spano,
Jon Fridrik Kj?lbro, juges,
et de Abel Campos, greffier adjoint de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 8 septembre 2015,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 15397/02) dirig?e contre la R?publique de Turquie et dont soixante-quatorze ressortissants de cet ?tat (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 23 septembre 2000 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants ont ?t? repr?sent?s par un groupe de dix avocats, dont le porte-parole est Me Kaz?m Bayraktar, du barreau d?Ankara . Le gouvernement turc (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent.
3. Se r?f?rant aux circonstances ayant entour? l?op?ration anti-mutinerie lanc?e le 26 septembre 1999 dans la prison centrale d?Ulucanlar (? Ulucanlar ?), ? Ankara, les requ?rants ? ? savoir les neuf proches des huit d?tenus d?c?d?s et les soixante-cinq d?tenus bless?s lors du raid ? invoquaient les articles 2, 3, 6, 13 et 14 de la Convention ainsi que l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention. Ils all?guaient en particulier que l?op?ration litigieuse se r?sumait ? une action pr?m?dit?e de tuerie et de torture. Ils d?ploraient par ailleurs une insuffisance des investigations p?nales men?es au sujet de leurs plaintes.
4. Par une d?cision du 5 janvier 2010 (?aban Kavakl?o?lu et 73 autres c. Turquie (d?c.), no 15397/02, 5 janvier 2010), la chambre ? apr?s avoir joint au fond l?examen de l?exception que le Gouvernement avait tir?e du caract?re pr?matur? de la requ?te ? a jug? que les griefs tir?s des articles 6 et 13 de la Convention ?taient ? examiner sous le seul angle du volet proc?dural de l?article 2 et/ou de l?article 3 (d?cision ?aban Kavakl?o?lu et 73 autres, pr?cit?e, ?? 44, 54 et 55).
Elle a d?clar? la requ?te irrecevable en ce qui concernait cinq requ?rants (Mmes D?nd? ?zer et Arife Do?an Tayan?, et MM. Engin G?nel, ?smail Balc? et Feyzullah Koca) pour incompatibilit? ratione personae avec les dispositions de la Convention (article 35 ?? 3 et 4), et l?a ray?e du r?le en tant qu?elle concernait feu les requ?rantes Hatice Y?rekli et Fatma H?lya Tumgan ainsi que feu les requ?rants Cafer Tayyar Bekta?, Gazi Ar?c? et Cemal ?akmak, en application de l?article 37 ? 1 c) de la Convention (idem, ?? 48-53) . La requ?te a ?t? d?clar?e recevable dans le chef des autres requ?rants.
Cependant, il s?est av?r? par la suite que celle-ci devait ?galement ?tre ?cart?e en tant qu?elle concernait Mme Saime ?rs ? raison du d?faut de la qualit? de victime (article 35 ?? 3 et 4), pour les motifs qui seront expos?s ci apr?s (paragraphe 152 ci-dessous).
5. Les informations actualis?es concernant les soixante-trois requ?rants pour lesquels la proc?dure est maintenue figurent ? l?Annexe I . Celle-ci contient deux listes : la Liste A ?num?re les neuf requ?rants agissant tant en leur propre nom qu?au nom des huit d?tenus d?c?d?s lors de l?op?ration litigieuse et la Liste B ?num?re les cinquante-quatre requ?rants bless?s lors de la m?me op?ration et agissant en leur propre nom.
6. Tant les requ?rants que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites compl?mentaires (article 59 ? 1 du r?glement).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
A. La gen?se de l?affaire
7. Si la pr?sente affaire porte, pour l?essentiel, sur l?op?ration anti-mutinerie du 26 septembre 1999, celle-ci constitue en r?alit? le paroxysme d?une s?rie de conflits anciens entre le personnel p?nitentiaire d?Ulucanlar et une partie des 170 prisonniers, hommes et femmes, condamn?s pour appartenance ? des organisations ill?gales d?extr?me gauche (? les d?tenus gauchistes ?).
Il ressort des anciens ?crits class?s confidentiels qui ont ?t? ?chang?s entre le parquet p?nitentiaire pr?s Ulucanlar (? le parquet ?), le pr?fet d?Ankara (? le pr?fet ?) et les diff?rents commandements r?gionaux de la gendarmerie, dont notamment celui d?Ankara (? le CDGA ?), que les hostilit?s entre l?administration et les d?tenus remontaient ? 1996 (paragraphe 8 ci-dessous). Depuis lors, les autorit?s ?taient au fait des probl?mes, notamment de surpopulation, de v?tust? et d?inad?quation de l?am?nagement du complexe d?Ulucanlar, qui du reste ?tait cens? servir de maison d?arr?t et non pas accueillir des condamn?s. Il ressort des diff?rentes informations que l?insuffisance de l?espace de vie dans les ? dortoirs ? semble avoir ?t? au c?ur des revendications et des actions entam?es par les d?tenus gauchistes, agissant ensemble en d?pit de leurs divergences politiques et des conflits d?int?r?ts personnels.
Afin de mieux cerner le pr?sent litige, il y a lieu de r?capituler les ?l?ments dont font ?tat les ?crits susmentionn?s ainsi que les faits relev?s par la sous-commission compos?e de cinq d?put?s qui a ?t? constitu?e au sein de la Commission d?enqu?te des droits de l?homme pr?s l?Assembl?e nationale de Turquie (? la sous-commission ?) afin d?instruire et d??tablir les circonstances ayant entour? les incidents d?nonc?s en l?esp?ce.
1. Le premier plan d?action
8. Le 5 janvier 1996, sous l??gide du pr?fet, le parquet, le CDGA, la compagnie de la gendarmerie en faction ? Ulucanlar (? la CGP ?) et les autres commandements ?labor?rent un plan, dit ? d?intervention no 1 contre la mutinerie dans la prison ?. Ces instances ?taient convaincues que les d?tenus gauchistes projetaient une ?vasion collective, que, pour y parvenir, ils provoqueraient probablement une crise intra muros entre les diff?rents groupements fractionnistes d?extr?me gauche, et qu?ils creuseraient des tunnels, abattraient des murs, investiraient les toits, provoqueraient des incendies et, enfin, d?clencheraient une insurrection contre l?administration p?nitentiaire. Elles estim?rent que, la CGP n?ayant pas la capacit? op?rationnelle pour parer de telles ?ventualit?s, il fallait agir de mani?re concert?e afin d?identifier les mutins et d?assurer une s?curit? carc?rale p?renne.
Le 16 janvier suivant, le pr?fet avalisa le plan selon lequel la CGP devait ?tre soutenue par des forces auxiliaires, soit deux officiers et vingt soldats ? d?p?cher d?autres commandements, accompagn?s de la police locale.
9. Ce plan ne put cependant ?tre mis en ?uvre comme pr?vu.
Aussi, le 31 juillet 1996, les autorit?s se r?unirent-elles pour r??valuer la situation et mettre au point un nouveau plan d?action, conform?ment ? la directive du 12 novembre 1993 du Premier ministre concernant la r?pression des actes insurrectionnels dans les prisons.
Le 2 ao?t 1996, le secr?taire g?n?ral du Conseil de s?curit? nationale exhorta les minist?res et plusieurs instances d?cisionnelles ainsi que les pr?fectures ? ex?cuter sans tarder ce nouveau plan fond? sur des moyens coercitifs plus cibl?s. Dans ses grandes lignes et en ses parties pertinentes pour l?examen de la pr?sente affaire, ce plan reposait sur des actions ? court et moyen termes, dont les suivantes :
? ? refuser tout compromis avec les organisations ? terroristes ? sous peine de les voir exiger l?impossible ;
? r?affirmer la d?termination de l??tat ? lutter contre de tels mouvements propagandistes ;
? viser ? r?instaurer l?autorit? de l??tat dans les prisons et ? r?former la l?gislation relative ? leur surveillance interne ;
? transf?rer les meneurs des organisations ? terroristes ? vers d?autres prisons ad?quates ;
? pr?voir des programmes t?l?vis?s impliquant des sp?cialistes capables d?analyser et d??valuer l??tat psychique des d?tenus insurg?s ainsi que les difficult?s rencontr?es par les forces de l?ordre dans le cadre de la lutte antiterroriste ;
? faire de la contre-propagande vis-?-vis de certains m?dias instrumentalis?s par les ? organisations terroristes ? relativement aux conditions de d?tention ;
? faire des d?clarations publiques propres ? briser l?impact des propagandes qui salissent et d?couragent les membres des forces de l?ordre, et ? souligner la d?termination des minist?res, des partis politiques et des hauts fonctionnaires ? combattre tout acte insurrectionnel. ?
2. La premi?re op?ration de perquisition et de fouille
10. Cependant, une d?marche concr?te n?intervint que deux ans plus tard, eu ?gard notamment ? l?escalade de la criminalit? pendant la p?riode du 1er janvier au 1er ao?t 1998 ? Ulucanlar, o? avaient eu lieu un meurtre par arme ? feu, un meurtre par arme blanche, un incendie volontaire, une tentative d??vasion, une prise en otage de gardiens et quatre cas de coups et blessures graves.
Le 7 ao?t 1998, le CDGA alerta (lettre no HRK : 0621-3094-98/ ASY? (7476)) les autorit?s sur les risques encourus en raison de la situation susd?crite, face ? laquelle le personnel p?nitentiaire n?aurait plus eu aucune autorit?. D?apr?s le CDGA, si la s?curit? ext?rieure de l??tablissement ?tait d?ment assur?e par les forces de la gendarmerie, ? l??ruption du volcan ? l?int?rieur n??tait qu?une question de temps ?.
Ainsi avis?, le pr?fet attira l?attention des ministres de la Justice et de l?Int?rieur ainsi que du parquet sur les constatations suivantes qui, d?apr?s lui, n?cessitaient une action urgente et qui peuvent se r?sumer ainsi :
? ? Ulucanlar est un vieil ?tablissement ne r?pondant plus aux standards et sa structure encourage les tentatives d??vasion par la voie de tunnels, sachant que l?enceinte des b?timents, notamment les aires de vie, contient de la v?g?tation et des arbres qui bouchent la vue, ce qui facilite le creusement de tels tunnels et la dissimulation des gravats ;
? les passages entre les dortoirs se faisant via les aires de vie, cela rend difficile l?intervention des gardiens en cas de besoin ; la contigu?t? des dortoirs facilite l?instauration d?une hi?rarchie entre les prisonniers, la dispense de formations id?ologiques, le racket et toutes les formes de communication avec l?ext?rieur ;
? les m?decins p?nitentiaires, sous la pression des d?tenus gauchistes, recourent ? des pr?textes di?t?tiques pour faire entrer n?importe quel aliment ou m?dicament dans la prison ; de son c?t?, le personnel p?nitentiaire manque aussi de scrupules ; certains servent de messagers et de passeurs ; le contr?le des dortoirs par les surveillants est soumis au bon vouloir des d?tenus ;
? les d?tenus gauchistes se permettent de poser des pancartes id?ologiques dans les aires de vie ; les portes des dortoirs et des aires restant ouvertes entre deux contr?les des pr?sences, les d?tenus demeurent libres de se rendre n?importe o? dans le b?timent, y compris dans le dortoir des femmes, et ils montent m?me des gardes pour surveiller les lieux ;
? il est notoire qu?? Ulucanlar les d?tenus disposent d?armes, de t?l?phones portables, de pelles et de pioches, de barres de fer, de b?tons et de pierres, facilement utilisables en cas de mutinerie ; lors des derni?res fouilles, trois pistolets, deux t?l?phones portables et cinq cartes SIM ont ?t? d?couverts dans l??tablissement. ?
11. ? partir de septembre 1998, les d?tenus gauchistes prirent progressivement le contr?le du secteur no 3 d?Ulucanlar. Ce secteur abritait les dortoirs nos 4 et 5 des hommes et celui des femmes, locaux qui, depuis 1996, ne faisaient pratiquement plus l?objet d?inspections de routine.
D?apr?s les autorit?s, aucune concession n??tait ? faire ? ces individus, dont les revendications, relatives notamment ? l?insuffisance de l?espace de vie dans les dortoirs, n??taient qu?un leurre.
Les d?veloppements principaux ayant marqu? cette p?riode peuvent se r?sumer comme suit.
12. Le 4 septembre 1998, ? la demande du parquet d?Ankara (lettre no 119083), les forces de la gendarmerie ?mirent l?ordre (no HRK : 3590 553-98/ASY? (8221)) de proc?der aux fouilles ainsi qu?aux transf?rements, emp?ch?s jusqu?alors, des d?tenus gauchistes.
13. Le 6 septembre suivant, vers 5 heures, une op?ration de fouille fut lanc?e ? Ulucanlar. Toutefois, conform?ment ? l?instruction explicite de la Direction g?n?rale des prisons et des maisons d?arr?t pr?s le minist?re de la Justice (? la DGPM ?) et du parquet, les dortoirs nos 4 et 5 et le dortoir des femmes, ainsi que le dortoir r?serv? aux ex parlementaires, furent ?cart?s des fouilles. Le motif sous-jacent ? cette instruction demeure inconnu.
? l?issue de cette op?ration, le transf?rement de 104 d?tenus fut effectu? et les autorit?s d?couvrirent, entre autres, 19 piques et broches, 5 grands clous, 24 couteaux ? fruit, 7 cutters, 1 paquet de lames de cutter, 2 dagues, 2 canifs, 5 b?tons, 5 grammes de cannabis et 2 t?l?phones portables avec leurs accessoires.
14. Le 9 septembre 1998, le pr?fet transmit aux ministres de la Justice et de l?Int?rieur une lettre class?e secret du CDGA (no HRK : 0621-3356-98/ ASY? 8373) qui faisait ?tat des dysfonctionnements observ?s ? Ulucanlar lors de l?op?ration du 6 septembre et des r?sultats de celle-ci, et qui peut se r?sumer comme suit :
? ? ? la fin de l?op?ration, les condamn?s pour terrorisme ont forc? les fen?tres et les portails de leurs dortoirs et ont commenc? ? circuler librement dans le b?timent, en vue de protester contre la fouille et le transf?rement de leurs camarades ;
? le 7 septembre, les m?mes individus ont install? dans les couloirs des barricades surmont?es de banni?res portant l?inscription ? Nul ne saurait asservir les prisonniers r?volutionnaires ? ; certains ont cass? les plafonds des dortoirs et sont mont?s sur les toits, alors que d?autres ont commenc? ? r?der, par petits groupes, avec des b?tons dans les mains ;
? le 8 septembre, les d?tenus ont demand? ? s?entretenir avec l?administration, ce qui ne s?est pas fait, car ils ont refus? la fouille corporelle et ont volontairement d?clench?, ? deux reprises, l?alarme manuelle de la prison ;
? jusqu?au lendemain matin, les d?tenus ont pos? d?autres barricades, constitu?es de sommiers et de morceaux de portes et de fen?tres ; ils ont ?galement pill? la cuisine, le dispensaire et la cantine, et y ont r?cup?r? toute la nourriture ainsi que tous les instruments tranchants ou piquants pour les stocker dans les dortoirs nos 4 et 5. ?
15. L?entrevue mentionn?e dans cette lettre avait finalement eu lieu le 9 septembre, vers 10 heures. Une d?l?gation form?e d?un lieutenant-colonel du CDGA, du procureur, du directeur de la prison ainsi que du commandant de la CGP avait entendu les porte-parole des dortoirs nos 4 et 5 et la porte-parole du dortoir des femmes, ? savoir respectivement les requ?rants Sad?k T?rk et Halil T?rker et la requ?rante Fatime Akal?n. D?plorant n?avoir pas ?t? pr?alablement inform?s de l?op?ration de fouille, ces derniers ont notamment :
? ? exig? le retour de leur leader K.?., transf?r? ? la prison de type E d?Eski?ehir ;
? demand? qu?aucune sanction disciplinaire ne soit impos?e au personnel p?nitentiaire en raison des incidents survenus ;
? sollicit? l?autorisation de s?entretenir avec les avocats Z.R. et K.B. et les familles que ces derniers d?signeraient ;
? d?nonc? les mauvais traitements inflig?s et les restrictions de visite impos?es par les gendarmes ? leurs camarades hospitalis?s ainsi que les fouilles corporelles dont ils disaient qu?elles allaient bien au-del? d?une inspection ext?rieure des v?tements. ?
Le dossier est muet sur la r?action des autorit?s face ? ces exigences.
16. Une seconde s?rie de fouilles fut planifi?e pour le 10 septembre 1998, ? 14 heures.
? la demande du directeur de la prison et du parquet, les dortoirs nos 4 et 5 et celui des femmes furent ? nouveau exempt?s de fouille, au motif que les gardiens se chargeraient de cette partie de la t?che. Or aucun de ces dortoirs ne fut inspect?.
? l?issue de cette seconde op?ration, les gendarmes confisqu?rent dans le restant des locaux :
? ? 1 pistolet semi-automatique Browning de 7.65 mm (s?rie no 999666), 1 pistolet semi-automatique Browning de 7.65 mm (sans num?ro) avec son chargeur et 7 balles, 1 pistolet de 7.65 mm portant l?inscription ? Fovmar Harsformp Polcon Faoil Sotm ? (s?rie no 4443) avec 25 balles de 7.65 mm ;
? 1 grand poignard, 6 couteaux, 1 cran d?arr?t, 6 lames artisanales et 10 broches,
? 3 b?tons, 2 m?tres de c?ble, des bouteilles de s?rum contenant des m?langes pour cocktails Molotov et des morceaux de barre de fer ;
? 5 cartes SIM, 2 t?l?phones portables et leurs accessoires. ?
Par ailleurs, le compte rendu, ?tabli sur-le-champ par les gendarmes, faisait ?tat des ?l?ments suivants :
? ? les soupiraux d?acc?s aux toits avaient ?t? d?mont?s,
? des b?tons et des morceaux de pierres avaient ?t? d?pos?s tout le long des couloirs,
? des pr?paratifs pour la fabrication de cocktails Molotov avaient ?t? entam?s dans les combles,
? des barricades avaient ?t? fabriqu?es ? proximit? des points d?acc?s ? l?aide de tuyaux de po?le ? bois et de vieilles armoires, et
? sur les toits, les citernes vides avaient ?t? d?connect?es et d?plac?es de mani?re ? obstruer l?acc?s. ?
Le 28 octobre 1998, le CDGA alerta, en vain, les minist?res de la Justice et de l?Int?rieur sur la n?cessit? absolue d?endiguer les circonstances qui avaient transform? Ulucanlar en ? une cellule de formation ? la terreur ?.
3. L?escalade des hostilit?s
17. ? partir de janvier 1999, la gendarmerie locale commen?a de recevoir des d?nonciations, selon lesquelles les d?tenus ?taient toujours en possession d?armes ? feu et avaient commenc? ? creuser un tunnel dans le dortoir des femmes. Pareilles d?nonciations se poursuivirent jusqu?en juillet 1999, o? des gardiens furent pris en otage pendant quelques heures.
Jusqu?alors, les forces de la gendarmerie avaient plusieurs fois propos? d?intervenir, ce que les autorit?s administratives avaient toujours refus? s?agissant des dortoirs nos 4 et 5 et du dortoir des femmes.
Les informations principales concernant cet ?pisode sont r?sum?es ci-dessous.
18. Le 19 f?vrier 1999, le CDGA ?crivit aux autorit?s concern?es pour leur faire part de ce qui suit :
? ? en l?absence d?une surveillance efficace ? Ulucanlar, les condamn?s pour terrorisme demeurent libres de faire ce que bon leur semble ;
? lors de l?inspection des ?gouts du dortoir des femmes, des amas de gravats ont ?t? d?couverts et l?administration en a ?t? avis?e ; ainsi, le 21 janvier 1999, une ?bauche de tunnel de 18 m a ?t? d?couverte puis condamn?e ;
? il y a des raisons de suspecter que des travaux similaires ont ?t? entrepris ?galement dans les dortoirs nos 4 et 5 ;
? il est par ailleurs connu que les ? terroristes ? incarc?r?s dans diff?rents ?tablissements p?nitentiaires communiquent entre eux ? l?aide de t?l?phones portables, introduits clandestinement, et qu?ils mettent au point par ce moyen leurs actions communes ;
? de surcro?t, des messages t?l?copi?s transmis ? partir d?appareils officiels d?montrent que ces personnes ont ?galement acc?s ? des moyens bureautiques pour d?velopper leurs strat?gies. ?
19. Aucun autre ?v?nement ne survint jusqu?au 19 juillet 1999, vers 16 h 45, quand les d?tenus des dortoirs nos 1 ? 3, pr?tendant avoir mis fin ? leurs actions de protestation, laiss?rent entrer le directeur adjoint d?Ulucanlar et le gardien en chef et retinrent ces fonctionnaires en otage jusqu?? 17 h 15. Aucune blessure ne fut d?plor?e.
20. Le lendemain, la CGP informa (message no HRK : 0621-2533-99) le CDGA et les commandements r?gionaux de cet incident, ? la suite duquel les rebelles auraient tent? de prendre le contr?le des toits en y acc?dant par les voies d?a?ration et forc? les surveillants en faction ? se retrancher ; ils auraient ?galement subtilis? une bonbonne de gaz et dissimul? dans leurs dortoirs des barres de fer et des b?tons, probablement, d?apr?s la CGP, pour riposter contre une ?ventuelle intervention des forces de l?ordre.
Toujours le 20 juillet 1999, le CDGA rapporta (message no HRK : 0621-2540-99) que le secteur no 3 r?serv? aux d?tenus gauchistes abritait 32 individus dans le dortoir no 4, 81 dans le dortoir no 5 et 43 dans le dortoir des femmes, soit au total 156 condamn?s, dont 47 membres du PKK. Selon la CGP, ces derniers ne soutiendraient pas les agissements des autres et se d?solidariseraient face aux forces d?intervention, la population des dortoirs nos 1, 2, 3, 6, 7, 10 et 14 et celle du dortoir des fonctionnaires ne pr?sentaient pas non plus un risque quelconque. En revanche, selon la CGP, les d?tenus gauchistes ?taient potentiellement dangereux, car il aurait ?t? connu que, ? diff?rentes occasions, ils avaient r?cup?r? du dissolvant, de la colle, du mazout et des bouteilles de s?rum afin de fabriquer des cocktails Molotov, destin?s ? ?tre utilis?s contre un ?ventuel raid des gendarmes.
21. Le lendemain, la CGP ?crivit derechef au CDGA (message no HRK : 0621-752-99) pour l?informer que, lors de la r?cente prise en otage de gardiens, les agresseurs s??taient empar?s des uniformes de leurs victimes et qu?il fallait donc s?attendre ? ce qu?ils tentassent de s??vader v?tus de ces uniformes. Ce message fut transmis (message no HRK : 0621-2548-99) ? toutes les instances et tous les fonctionnaires concern?s.
22. Pendant la p?riode comprise entre le 1er ao?t et le 1er septembre 1999, la CGP avertit chaque jour le CDGA (t?l?graphies nos HRK : 0621 et suivants) du refus continu des d?tenus des dortoirs nos 4 et 5 et de celui des femmes de se soumettre au contr?le des pr?sences, au couvre-feu et ? la fermeture des portes. Chaque message ?tait imm?diatement transmis aux autres instances.
23. Le 2 septembre 1999, d?apr?s les t?l?copies distribu?es par le CDGA (messages nos HRK : 0621-3128-99 et suivants) et la CGP (messages nos HRK : 0621-879-99 et 880-99), les d?tenus gauchistes d?molirent le mur de l?aire du dortoir no 7 contigu au leur, en expuls?rent les occupants et investirent les lieux. Apr?s quoi, ils se seraient oppos?s encore plus vivement au contr?le des pr?sences, auraient perturb? les rondes de surveillance et emp?ch? les gardiens d?exercer leurs fonctions. Cette situation aurait dur? une vingtaine de jours.
Entre-temps, les services du renseignement avaient confirm? que ces m?mes d?tenus disposaient d?au moins trois armes ? feu, de t?l?phones portables et de stup?fiants en tout genre ; ils avaient ?galement relev? les noms de certains gardiens corrompus qui auraient facilit? l?introduction dans la prison d?objets et de produits prohib?s.
24. Toujours le 2 septembre 1999, la direction d?Ulucanlar, appuy?e par la DGPM, d?non?a ? nouveau des agissements criminels des d?tenus gauchistes des dortoirs nos 4 et 5 et sollicita l?intervention des forces de la gendarmerie pour r?tablir l?ordre (lettre no M-1999/2-12).
Cependant, imm?diatement apr?s cet appel, le ministre de la Justice ordonna qu?aucune op?ration de ce genre ne soit lanc?e.
La CGP informa alors le CDGA (t?l?graphie no 1999/2-12) de l?annulation de l?op?ration, alors que l?occupation du dortoir no 7 perdurait et que les d?tenus gauchistes continuaient ? s?opposer au contr?le des pr?sences du soir. Les gardes et les patrouilles de la gendarmerie en poste ? Ulucanlar furent renforc?es ? titre de pr?caution.
Le 3 septembre suivant, toutes les autorit?s concern?es furent inform?es par le CDGA de cette annulation (message no HRK : 0621-3138-99).
Le lendemain, les services du renseignement de la gendarmerie inform?rent le CDGA (message no ISTH : 3590-747-99) ainsi que les commandements r?gionaux que, dans l?ensemble des ?tablissements carc?raux, les condamn?s pour terrorisme s?appr?taient ? organiser diff?rentes actions insurrectionnelles dans le cas o? l??tat tenterait d?intervenir dans n?importe laquelle des prisons o? ils ?taient d?tenus.
25. Jusqu?au 20 septembre 1999, la CGP continua ? tenir le CDGA quotidiennement inform? de la situation ? Ulucanlar, les t?l?graphies y aff?rentes ?tant toujours transmises ? toutes les instances concern?es. Il ressort de ces messages que, tout au long de cette p?riode, les d?tenus des dortoirs nos 4, 5 et de celui des femmes avaient continu? ? occuper le dortoir no 7 et ? refuser de se soumettre au contr?le des pr?sences, et que les portes d?acc?s aux dortoirs, aux cours et aux aires de vie ?taient rest?es ouvertes en l?absence de toute surveillance.
26. Le 20 septembre 1999, la direction p?nitentiaire demanda au parquet d?Ankara de faire fouiller les dortoirs nos 4 et 5 et celui des femmes, ?pargn?s jusqu?alors. Le m?me jour, le directeur adjoint ?.D. fut attaqu? au lance-flammes artisanal pendant qu?il enlevait les cartons pos?s par les d?tenus sur les zones d?a?ration du toit.
Cinq jours plus tard, les autorit?s parvinrent ? la conclusion que la situation r?gnant ? Ulucanlar n??tait pas un cas isol? : les meneurs incarc?r?s dans diff?rents ?tablissements communiquaient librement entre eux gr?ce ? leurs t?l?phones portables et planifiaient une s?rie de mutineries et d??vasions simultan?es. Les ?l?ments factuels relatifs ? cet ?pisode ressortent notamment des rapports internes des 7, 13 (rapport no HRK : 0627-926-99/877) et 21 septembre 1999, pr?par?s par la CGP et le CDGA, puis transmis, entre autres, au minist?re de la Justice et au parquet d?Ankara.
27. Selon ces ?crits, dans les dortoirs des d?tenus gauchistes, rest?s longtemps sans contr?le, il y avait deux pistolets de mod?le inconnu et, dans le dortoir no 2, un pistolet de type Astra de calibre 9 mm ; dans tous les autres locaux, on dissimulait de grandes quantit?s de cannabis, introduites par les surveillants D.S., F.D., H.U., A.D., D.A., P.G., S.K. et G.?., qui les auraient dissimul?s dans leurs sous-v?tements ; enfin, les cartes SIM ?taient fournies par le surveillant G.S. De l?avis de la CGP et du CDGA, il fallait imm?diatement d?mettre ce personnel de ses fonctions actuelles et l?affecter ? d?autres ?tablissements p?nitentiaires.
28. Toujours d?apr?s ces rapports, la surveillance du dortoir no 7 ? sous contr?le des insurg?s depuis le 2 septembre 1999 ? n??tait plus possible et ses occupants ?taient d?sormais en position d?engager toutes sortes d?actions. De plus, aucune autorit? ne pouvant ?tre exerc?e dans le secteur no 3 (paragraphe 11 ci-dessus), il ?tait probable, selon les rapports, que les d?tenus reprendraient les travaux de creusement de tunnels en vue d?une ?vasion massive.
? cet ?gard, les rapports pr?cisaient que, parmi les d?tenus qui r?sidaient dans les dortoirs des ? terroristes ?, 73 ?taient des prisonniers qui auraient ?t? transf?r?s ? Ankara afin de recevoir des soins m?dicaux. Ob?issant aux consignes des organisations ill?gales dont ils demeuraient membres, ces individus seraient parvenus ? ?viter leur retour et seraient rest?s group?s dans le secteur no 3. Les rapports indiquaient qu?il ?tait capital de transf?rer d?urgence ces 73 d?tenus dans les prisons o? ils auraient normalement d? ?tre, faute de quoi il fallait s?attendre ? tout moment ? une insurrection et ? des affrontements.
B. L?op?ration du 26 septembre 1999
1. Les pr?paratifs
29. Au vu de ce qui pr?c?de, le 25 septembre 1999, la direction d?Ulucanlar sollicita l?assistance du CDGA pour prot?ger le personnel p?nitentiaire qui serait missionn? pour inspecter les trois dortoirs des d?tenus gauchistes.
? cet ?gard, un plan d?action no 15541, class? secret, fut ?labor? puis communiqu? aux commandements r?gionaux, au pr?fet, au parquet, ? la direction de la s?ret? d?Ankara et ? la Direction nationale des services secrets. D?apr?s ce plan, le 26 septembre 1999, ? partir de 4 heures, Ulucanlar serait investie et assujettie ? une fouille g?n?rale, et, si le procureur le demandait, les transf?rements jusqu?alors emp?ch?s des d?tenus gauchistes vers d?autres ?tablissements seraient ?galement assur?s.
30. En ses parties pertinentes en l?esp?ce, ce plan reposait sur les ?l?ments que voici :
? ? la force d?intervention serait compos?e de 10 soldats de la CGP, de 5 escadrons de commandos, de 1 escadron de frappe urgente, de 1 escadron d?op?ration sp?ciale ainsi que de 16 officiers, 22 sous-officiers et 21 sergents contractuels, et de 201 soldats relevant des commandements r?gionaux de la gendarmerie ;
? au sein de chaque commandement pourvoyeur, les soldats seraient form?s ? la proc?dure de fouille et ? la recherche des objets d?lictueux ;
? les gardiens appel?s ? participer ? l?op?ration seraient soumis aux ordres des commandants militaires ;
? afin d?assurer la s?curit? des ?quipes de fouille et d?intervenir en cas de r?sistance arm?e, les soldats grad?s op?reraient avec leurs armes de service et prendraient les mesures n?cessaires pour ne pas en ?tre d?poss?d?s ;
? lors des fouilles, les passages entre les dortoirs seraient bloqu?s, tous les acc?s externes ? la prison et les moyens de communication seraient contr?l?s, et nul ne serait autoris? ? entrer ou sortir sauf les procureurs et les commandants ;
? pendant les recherches, la priorit? serait donn?e aux dortoirs nos 4, 5 et 7 et au dortoir des femmes ;
? nul ne discuterait avec les d?tenus ni ne se laisserait inciter ? une action quelle qu?elle soit par ces derniers, et une attitude ferme et rigoureuse serait adopt?e afin d??tablir une pression psychologique ;
? dans les dortoirs, les d?tenus appel?s ? chefs de groupe ? seraient particuli?rement surveill?s et emp?ch?s de provoquer les autres ;
? tous les objets d?lictueux d?couverts sur les lieux seraient inventori?s et conserv?s ;
? les d?tenus ?ventuellement bless?s lors de l?op?ration seraient d?abord soign?s au dispensaire p?nitentiaire puis transf?r?s dans un h?pital si n?cessaire. ?
31. Quant ? la force auxiliaire, le plan pr?voyait qu?elle devait comprendre 1 officier, 4 sous-officiers, 4 sergents contractuels et 50 soldats, ainsi que 1 troupe de commando de la gendarmerie, accompagn?e de suffisamment de policiers, et que ces ?l?ments se r?uniraient au quartier g?n?ral de la CGP en se tenant pr?ts ? agir.
Par ailleurs, il ?tait pr?vu que deux ?quipes de la direction du renseignement de la gendarmerie, disposant de deux cam?ras vid?o et d?un appareil photographique, seraient pr?sentes ; l?un des cam?ramans travaillerait sur la tour no 3, l?autre cam?raman et le photographe op?reraient ? l?int?rieur. Devaient ?galement ?tre pr?sents 4 escadrons de la direction des forces sp?ciales, 1 ?quipe de d?samor?age de bombe et l?ensemble du personnel de la criminalistique et de l?anti-narcotique.
32. Les consignes concernant l?op?ration ?taient les suivantes :
? ? le personnel en mission devait ?tre v?tu des panoplies de service et disposer de toutes les armes de service et les munitions et de tous les ?quipements, dont des matraques, boucliers et casques en fibre de verre ;
? chaque troupe devait ?galement disposer du nombre maximum de torches et d?au moins une masse, une pioche et un burin ;
? les commandements concern?s ?taient tenus de fournir des ?quipements tels que des menottes (au moins dix paires par commandement), des boucliers et des masques ? gaz ainsi que des extincteurs (au moins deux par commandement) pour le cas o? un incendie se d?clarerait ;
? la mission ?tant susceptible de se prolonger, une quantit? suffisante de rations alimentaires devait ?tre assur?e ;
? une heure avant l?op?ration, une ambulance avec un m?decin et ses assistants, devait ?tre mise ? la disposition du commandement d?partemental. ?
2. L?op?ration
33. Le 26 septembre 1999 au matin, vers 4 heures ? ou, selon certains d?tenus, vers 3 h 30 ?, les unit?s d?intervention de la gendarmerie, plac?es sous les ordres du lieutenant-colonel A.?z., investirent Ulucanlar. Les agents de la police rest?rent dehors afin de s?curiser l?ext?rieur du b?timent.
Malgr? les sommations ? dont l?existence et la teneur demeurent controvers?es entre les parties ? informant les d?tenus des fouilles pr?vues dans les dortoirs nos 4 et 5 et dans celui des femmes, il y eut une escalade de violence qui se mua rapidement en mutinerie.
Ainsi, Ulucanlar fut la sc?ne d?affrontements entre les forces de la gendarmerie et les d?tenus gauchistes, notamment ceux retranch?s dans la zone du dortoir no 4. Le r?cit suivant est la synth?se de ce qui est relat?, bien qu?avec quelques incertitudes, dans les cinq proc?s-verbaux dress?s apr?s l?op?ration, entre 17 et 18 heures.
a) L?intrusion
34. Une fois ? l?int?rieur, vers 4 h 15, les gendarmes prirent position dans les tours de garde situ?es entre les toits des dortoirs nos 4, 5 et 6 ; ils entrevirent deux ? terroristes ? faisant le guet au bout de chaque couloir ; ? la vue des soldats, ces derniers cri?rent ? tra?tre ! ? au gardien qui avait ouvert la porte aux gendarmes puis s?enfuirent vers leurs dortoirs.
Les ? terroristes ? verrouill?rent derri?re eux les portails d?acc?s du couloir central, du dortoir des femmes ? terroristes ? et des aires int?rieures des dortoirs nos 4, 5 et 7. Les gendarmes tent?rent en vain de convaincre les mutins qu?il ne leur arriverait rien s?ils les laissaient proc?der aux fouilles. Ces derniers r?pondirent en scandant : ? Les prisonniers r?volutionnaires ne peuvent ?tre asservis ! ? Venez donc si vous avez du cran ! ? Vive notre lutte d?ind?pendance ! ?
Devant le deuxi?me portail, les gendarmes charg?s de prot?ger les unit?s de fouille furent attaqu?s notamment aux cocktails Molotov et par des jets de morceaux de b?ton. L?uniforme du sous-officier M.E. prit feu (son nom ne figure cependant pas parmi les bless?s de l?Annexe II).
Au vu de la d?gradation de la situation, tout le personnel p?nitentiaire se retrancha derri?re les unit?s de la gendarmerie.
Les ? terroristes ?, faisant fi des avertissements du commandant A.?z., continu?rent ? scander : ? Les prisonniers ne seront jamais asservis ? ils r?sisteront jusqu?? la mort. ? Une demi-heure plus tard, ils attaqu?rent les gendarmes avec des lance-flammes fabriqu?s artisanalement avec des bonbonnes de gaz. Ces derniers r?agirent avec force pour parer cet assaut.
b) Le contr?le du dortoir des femmes
35. Sous les jets de pierres, de b?ches et de morceaux de charbon, les gendarmes d?mont?rent d?abord les barricades du couloir central puis d?fonc?rent ? coups de masse le portail d?acc?s au dortoir des femmes.
Alors que les soldats s?appr?taient ? investir l?aire de vie du dortoir, quatre ou cinq ?meuti?res essay?rent de les frapper avec des barres de fer, puis les vis?rent avec un lance-flammes artisanal, ce qui d?clencha le feu. Les forces de l?ordre us?rent de bombes lacrymog?nes pour repousser les insurg?es dans leur dortoir. Une fois l?aire investie, les gendarmes entendirent certaines d?tenues lancer des slogans ? l??tage sup?rieur. Celles-ci refus?rent de se soumettre et ripost?rent par des cocktails Molotov.
Les gendarmes d?mont?rent toutes les barricades dans cette zone et inspect?rent les lieux avant de se diriger vers les escaliers menant ? l??tage sup?rieur. Les insurg?es, qui avaient barricad? ces escaliers avec des armoires, lanc?rent des pierres. Se prot?geant avec leurs boucliers, les gendarmes r?ussirent ? lib?rer ces escaliers. Lorsqu?ils tent?rent de rentrer dans les dortoirs, ils furent asperg?s avec de l?eau de javel et furent la cible de jets de pierres, de d?bris de verre et de fa?ence, et de bocaux alimentaires.
Les d?tenues, qui avaient bloqu? l?entr?e avec des chaises, des tables et des sommiers, continu?rent ? lancer des pierres et des cocktails Molotov. Elles mirent le feu aux matelas entass?s dehors, ce qui provoqua un incendie difficile ? ma?triser, toute la zone ?tant totalement obscurcie par la fum?e. Les gendarmes appel?rent ? l?aide les pompiers d?ploy?s sur les toits.
? cet instant, un responsable dit aux gendarmes qu?il y avait ? l?int?rieur quatre membres du PKK qu?il fallait ?vacuer, mais que les ?meuti?res refusaient de lib?rer. Les sommations furent une nouvelle fois vaines et les femmes ? terroristes ? devinrent plus agressives ; elles commenc?rent, ? travers la porte en face des escaliers, ? viser directement les visages des gendarmes avec des lance-flammes, broches et d?bris de verre. Lors de cet ?pisode, le sous-officier S.D., charg? de l?enregistrement vid?o, fut bless? ? la main par un ?clat de verre. Les gendarmes d?fonc?rent la porte de la pi?ce voisine afin d?investir l?autre pi?ce, dans un coin de laquelle les ?meuti?res ? sous l?effet du gaz lacrymog?ne et des jets d?eau des pompiers ? s??taient regroup?es ; ? l?entr?e des gendarmes, les insurg?es se livr?rent ? un dernier assaut avec des barres de fer, des pierres et des broches, faisant toujours fi des appels ? la reddition.
Les gendarmes eurent recours ? la force pour contenir cette attaque. Certaines femmes furent l?g?rement bless?es, tout comme l?appel? K.U?a., qui fut touch? ? la hanche par une broche, et les appel?s A.G?k. et M.Ayd., bless?s respectivement au ventre et ? la main droite.
Vers 7 h 15, les d?tenues furent contraintes ? sortir une par une. Plusieurs armes blanches furent d?couvertes dans leur dortoir et film?es. Selon les documents, pendant cet ?pisode, ni les d?tenues ni les gendarmes n?us?rent d?armes ? feu.
c) Le contr?le des dortoirs nos 4, 5 et 7
36. Alors qu?elles tentaient d??carter les barricades derri?re les portails des dortoirs nos 4, 5 et 7, les autres unit?s d?intervention se heurt?rent ? une r?sistance tr?s violente. Pendant que les gendarmes ?voluaient vers la zone du dortoir no 7, des ? terroristes ? barricad?s ouvrirent le feu, lanc?rent des cocktails Molotov et des pierres puis se retranch?rent dans le dortoir no 4. Ce retrait permit aux gendarmes d??vacuer du dortoir no 5 29 d?tenus, membres du PKK , qui avaient auparavant fait savoir ? l?administration p?nitentiaire qu?ils se d?solidariseraient des insurg?s.
Les mutins, ainsi confin?s dans les locaux du dortoir no 4, tent?rent de monter sur les toits, mais en furent emp?ch?s ? coups de matraque. Ils parvinrent n?anmoins ? provoquer un incendie dans ce dortoir en mettant le feu ? des matelas. Certains gendarmes ayant failli ?tre asphyxi?s, des renforts furent demand?s pour contr?ler cette zone ; plusieurs bombes lacrymog?nes y furent lanc?es, contraignant ainsi un groupe de ? terroristes ? ? fuir vers l?aire dudit dortoir. Malgr? les annonces de reddition, les ? terroristes ? encercl?s firent feu, en scandant : ? Fascistes, on va tous vous tuer ! ? Apportez les lance-flammes, cramez-les ! ? Une balle blessa le sergent sp?cialiste M.?. au niveau du ventre.
Les gendarmes post?s sur le toit des dortoirs nos 6 et 7 et dans la tour de garde no 3 ripost?rent par des bombes lacrymog?nes et avec leurs armes de service, alors que les pompiers projetaient de violents jets d?eau et de mousse carbonique. Par la suite, les gendarmes virent les ? terroristes ? faire des allers-retours entre l?aire et le dortoir pour d?placer les corps de leurs camarades ; ceux particuli?rement affect?s par le gaz et la mousse et accroupis dans les recoins de l?aire furent facilement appr?hend?s.
Malgr? la faible visibilit? due aux gaz, les gendarmes virent certains ? terroristes ? s?approcher de la sortie pour se rendre ; au m?me moment, les cris ? Tra?tres ! Tirez sur les l?ches ! ? auraient ?t? suivis de ? tirs en rafales ? ? l?int?rieur du dortoir. Seuls deux ou trois ? terroristes ? parvinrent ? en sortir ; six ou sept autres auraient ?t? abattus par leurs propres camarades.
Le restant des insurg?s, ? nouveau barricad?s derri?re le portail du dortoir no 4, essay?rent d?atteindre les gendarmes avec des pierres, barres de fer, b?tons et lance-flammes ; ils leur renvoyaient les bombes lacrymog?nes qu?ils ramassaient par terre. Lors des ?chauffour?es, les sous-officiers E.A. et N.K. furent bless?s par les pierres, respectivement au bras et au nez ; le sergent C.D. fut touch? au niveau de l?arcade sourcili?re droite, et les appel?s A.?. et M.A. subirent respectivement une fracture de l?auriculaire droit et un traumatisme sur l?arcade droite.
Positionn?s devant ce portail, les gendarmes virent un mutin les menacer, un pistolet ? la main, par l?une des fen?tres ? l??tage sup?rieur. Quand les gendarmes mont?rent ? cet ?tage et s?approch?rent de la porte, les ? terroristes ?, dont celui qui sera identifi? plus tard comme ?tant Mu.G?k., firent feu au hasard ? partir de ces fen?tres. Lors de cette attaque, l?une des balles blessa gri?vement le sous-officier ?.S., et une autre transper?a le casque du sergent A.E. et mit celui-ci en ?tat de choc ; les ? terroristes ? bless?rent aussi par balle le capitaine Z.E. et le sergent H.S.
Vers 10 heures, les gendarmes prirent le contr?le du dortoir no 4, alors que les insurg?s tentaient de fuir cette zone ; le prisonnier A.D. trouva la mort vers 11 h 30, ? l?issue ? selon les d?tenus ? d?un tir en rafales.
Cet incident marqua la fin de l?op?ration.
C. Apr?s l?op?ration
1. Le bilan des morts et des bless?s
37. Pendant les dix premi?res minutes de l?assaut donn? au dortoir no 4, les d?tenus Halil T?rker et Abuzer ?at (des proches des requ?rants Selame T?rker et Hasan et H?seyin ?at) furent tu?s ; leurs d?pouilles furent d?couvertes dans l?aire de vie de ce dortoir. Quant ? ?mit Alt?nta? (un proche de la requ?rante Melek Alt?nta?), il trouva la mort environ une demi-heure plus tard, ? l?int?rieur de ce m?me dortoir.
D?apr?s les dires des requ?rants et des d?tenus, ?nder Gen?aslan (fils du requ?rant Ali Gen?aslan), Mahir Emsalsiz (fils de la requ?rante Mehiyet Emsalsiz) et Zafer K?rb?y?k (fr?re de la requ?rante Firdevs K?rb?y?k) succomb?rent ? leurs blessures plus tard, dans le chaos.
38. Selon la version officielle, Nevzat ?ift?i (?poux de la requ?rante Han?m ?ift?i), bless? ? la jambe par balle, est d?c?d? ? l?h?pital o? il avait ?t? conduit. D?apr?s la partie requ?rante et certains t?moins, M. ?ift?i et ?smet Kavakl?o?lu (fils du requ?rant ?aban Kavakl?o?lu) ont ?t? battus puis ex?cut?s dans une pi?ce isol?e, apr?s l?op?ration ; plusieurs d?tenus auraient entendu les hurlements de ?smet Kavakl?o?lu dans la salle de douches. Un certain A.S., qui n?avait aucune blessure par arme ? feu, aurait subi le m?me sort, apr?s avoir ?t? tra?n? lui aussi dans les douches.
Le Gouvernement conteste ces all?gations, s?en tenant ? la version officielle susmentionn?e des faits.
39. Le bilan fut comme suit : du c?t? des d?tenus, il y eut dix morts et environ soixante-dix bless?s, dont quatre pour lesquels le pronostic vital fut engag? ; les forces de l?ordre eurent ? d?plorer quinze soldats bless?s, dont un gri?vement.
D?apr?s la version officielle, une fois la situation totalement ma?tris?e, les d?tenus indemnes furent plac?s dans des cellules. Les gendarmes conduisirent dix-huit ? terroristes ? bless?s (les noms ne sont pas indiqu?s) au dispensaire de la prison. Les autres, dont plusieurs requ?rants (Liste B), furent maintenus pendant six heures dans la salle de douches, o? ils re?urent les premiers soins avant d??tre transf?r?s dans diff?rents h?pitaux.
Selon les requ?rants bless?s, toutefois, c?est dans ce local et sur les 200 m qui y m?nent qu?ils auraient ?t? tra?n?s, pi?tin?s et rou?s de coups par les gendarmes et gardiens align?s de part et d?autre. Dans la salle de douches, ceux-ci les auraient contraints ? se d?v?tir et ? s?allonger ? m?me le sol, tout en leur assenant des coups ou en les frappant sur leurs plaies et en tenant des propos comme : ? Pourquoi ce type n?a pas encore crev? ? ? On a abattu trois de tes camarades, c?est ton tour maintenant ! ? Pas d?h?pital pour celui-l?, on va l?achever sur place ! ?. Les gendarmes auraient pouss? les bless?s dans les escaliers ou les auraient plac?s sur des brancards pour les faire aussit?t tomber expr?s. Parmi ces tortionnaires, il y aurait eu des agents du bureau anti-DHKP-C de la police d?Ankara, bien connus des condamn?s pour leur appartenance ? cette organisation.
? la fin de l?op?ration, les transf?rements du restant des d?tenus vers d?autres ?tablissements furent ?galement mis en ?uvre.
40. Les informations m?dicales relatives aux agents bless?s lors de l?op?ration sont r?capitul?es dans l?Annexe II.
Il ressort du dossier qu?en l?esp?ce les gendarmes, au lieu d??tre conduits ? l?institut m?dicol?gal d?Ankara ? ce qui ?tait la pratique courante ?, ont ?t? examin?s ? l?h?pital militaire de GATA, qui a ?mis les rapports m?dicaux les concernant.
Selon ces rapports, l??tat des gendarmes M.??l., H.Sar. et ?.Soy., bless?s par balle, n?cessitait des arr?ts de convalescence de dix, dix et vingt-cinq jours respectivement, sachant que la vie de ?.Soy. ?tait en danger.
Contrairement au rapport m?dical concernant l?appel? Z.Eng., l?acte d?accusation no 1999/79635 du 1er d?cembre 1999 (paragraphe 136 ci dessous) cite ce soldat parmi les agents bless?s par arme ? feu.
Toujours selon les rapports, l??tat des soldats A.Er., A.G?k. et K.U?a. ne n?cessitait aucun arr?t de travail. Le nombre de jours d?incapacit? prescrits pour les autres gendarmes ?tait de trois pour C.Do?., M.Abd. et M.Ayd., de cinq pour N.Kar., S.Da?. et ?.S?m., et de sept pour E.Ayd. et M.?zk.
41. L?ensemble des ?l?ments m?dicaux concernant les huit proches d?c?d?s des requ?rants (Liste A) se trouvent r?sum?s dans l?Annexe III.
D?apr?s ces ?l?ments, ces derniers avaient tous succomb? ? des blessures par balles provenant de diff?rents types d?armes ? feu. Au vu de ce fait, la sous-commission (paragraphe 7 in fine ci-dessus) missionna un comit? de cinq m?decins l?gistes en leur demandant de se prononcer sur l?ad?quation des proc?d?s d?autopsie et d?explorations pathologiques suivis en l?esp?ce. Ledit comit? conclut ? l?absence de manquements graves imputables au personnel m?dical impliqu? dans ces examens, compte tenu notamment de sous-effectifs et de mauvaises conditions de travail. Cependant, il releva que, au m?pris des principes pos?s par le ? Protocole d?autopsie de Minnesota ?, les l?gistes avaient omis de diss?quer la peau et les tissus sous cutan?s des d?pouilles et de faire des pr?l?vements sur les blessures traumatiques et sur les br?lures aux fins de recherches histopathologiques. ?mettant des doutes sur l?origine de ces br?lures, a priori caus?es par des agents chimiques, le comit? d?plora que des n?cropsies plus cibl?es n?eussent pas ?t? envisag?es, d?autant qu?une partie des blessures observ?es sur les cadavres se trouvaient en corr?lation avec des actes g?n?ralement qualifi?s d?actes l?taux ou de torture.
42. Pour ce qui est des requ?rants bless?s (Liste B), dont les tableaux cliniques sont d?crits dans l?Annexe IV, il y a lieu de noter l?absence de preuves m?dicales relativement ? Mmes Fatime Akal?n, Sibel Aktan (Akso?an), ?erife Ar??z, G?n?l Aslan, Esmahan Ekinci, Zeynep G?ng?rmez, Ba?ak Otlu, Fadime ?zkan, Derya ?im?ek et Edibe Tozlu, et ? MM. Ayd?n ??nar, Murat Ekinci, Murat G?ne?, G?rhan H?zmay, Ertu?rul Kaya et Cemaat Ocak. Par ailleurs, le rapport m?dical concernant M. ?nan ?zg?r Bahar, obtenu subs?quemment ? la plainte d?pos?e le 9 juin 2000, date d?environ onze mois apr?s l?incident (paragraphe 110 ci-dessous).
Les conclusions de l?institut m?dicol?gal quant ? ces requ?rants ont ?galement donn? lieu ? certains commentaires de la part du comit? susmentionn? (paragraphe 41 ci-dessus) :
? (…) 1. Une partie des alt?rations traumatiques d?crites chez les bless?s s?apparentent ? des l?sions r?sultant d?un traumatisme d? ? un objet contondant ; eu ?gard ? leur r?partition et leur orientation sur le corps ainsi qu?? leur forme et leur ampleur, ces l?sions pourraient en partie avoir ?t? caus?es lors des ?chauffour?es ou des captures, mais il n?est m?dicalement pas concevable qu?elles soient toutes apparues pendant l?op?ration ; une partie de ces l?sions consistent en des ? ecchymoses en lignes parall?les ? et, lorsqu?on tient compte de leur longueur, elles caract?risent des blessures r?sultant de coups directs ass?n?s par un ou des objets contondants longs et d?un profil convexe (arrondi) ;
2. La cicatrisation des blessures d?pendant de leur nature, de leur emplacement et des particularit?s physiques de chaque individu, il n?est pas possible d??mettre un avis m?dical sur la question de savoir lesquelles des blessures par armes ? feu ou des alt?rations traumatiques ont ?t? provoqu?es les premi?res. (…) ?
43. L?Annexe IV permet ?galement d?identifier sept cat?gories de requ?rants (Liste B) selon le nombre de jours d?arr?t de travail prescrits. Il s?agit :
? ? d?un jour, pour Halil Do?an et Veysel Ero?lu ;
? de cinq jours, pour Mustafa Sel?uk, ?zg?r Soylu, Cem ?ahin, Sad?k T?rk, Kemal Yarar et Yahya Y?ld?z ;
? de sept jours, pour Cenker Aslan, Resul Ayaz, Song?l Garip, Aynur S?z, Cemile S?nmez, Sevin? ?ahing?z, Bar?? G?n?l?en (avec la mention ? gu?rison dans dix jours ?) et Devrim Turan ;
? de dix jours, pour G?rc? ?akmak, B?lent ??t??, Y?ld?r?m Do?an (de quinze jours, selon l?acte d?accusation du 25 d?cembre 2000 ? paragraphe 113 ci-dessous), Filiz G?lkokuer, Hayriye Kesgin, Mehmet Kansu Keskinkan, ?nder Mercan (de trois jours, selon l?acte d?accusation pr?cit?), Duygu Mutlu et Filiz Uzal (Soylu) ;
? de quinze jours pour Ercan Akp?nar, Serdar Atak, K???k Hasan ?oban, ?lhan Emrah, Erdal G?ko?lu, Sava? K?r, Behsat ?rs et Ertan ?zkan ; et
? de vingt-cinq jours pour Haydar Baran et Enver Yan?k dont les pronostics vitaux se trouvaient engag?s, et pour Nihat Konak et ?zg?r Salt?k. ?
2. Les objets d?lictueux d?couverts sur les lieux
44. Il ressort des deux premiers proc?s-verbaux de fouille qu?il avait ?t? d?cid?, eu ?gard ? leur nombre consid?rable, de filmer les objets d?lictueux d?couverts dans les dortoirs pour pouvoir en dresser l?inventaire plus tard, et que les officiers avaient r?primand? les surveillants, les accusant d??tre responsables de l?introduction d?armes ? Ulucanlar. L?inventaire en question ?num?rait les objets suivants :
? ? 1 fusil d?assaut AMD-65 (s?rie no EO 3841) et son chargeur avec 4 balles, 1 fusil de chasse ? canon court de calibre 16 et ses 8 cartouches (dont 3 vides), 1 pistolet ? Saddam Baretta ? (s?rie no 31302622) et ses 2 chargeurs, 1 pistolet ? Baretta ? 14 coups ? (s?rie no 245PY74657) et son chargeur, 1 pistolet semi-automatique Mab (s?rie no D 561777) et ses 3 chargeurs, 2 pistolets-stylos artisanaux, 2 ? silencieux ? , 76 douilles de Kalachnikov, 113 balles de pistolet 9 mm dont 56 utilis?es, 90 douilles de fusil G-3, 25 balles 7.65 mm, dont 10 utilis?es, 3 balles ? blanc de 8 mm, 35 projectiles, 2 ?tuis de chargeur ;
? 29 couteaux, 24 cutters, 73 piques, 2 machettes, 1 dague en bois, 97 objets contondants divers, 1 barre de fer, 1 massue en bois, 2 b?tons, 15 lance-pierres ;
? 3 cocktails Molotov non utilis?s, 7 bonbonnes de gaz, 18 masques ? gaz artisanaux, 15 paquets de poudre explosive, 1 bombe lacrymog?ne artisanale, divers dissolvants et combustibles ;
? 1 poste ? souder, 1 perceuse, 10 burins, 30 clous, 6 ciseaux, 39 scies de diff?rentes tailles, 1 tournevis, 1 taloche ? mortier ;
? 15 armes (Kalachnikov, M-16 et revolvers) et 17 bombes, 1 longue-vue, 2 matraques, 3 b?tons factices d?entra?nement ;
? 3 t?l?phones portables et leurs accessoires, 1 livre factice avec une cavit? secr?te et 7 cl?s passe-partout. ?
45. Les troisi?me et quatri?me proc?s-verbaux, dress?s plus tard dans la journ?e, pr?cisaient encore que le pistolet semi-automatique Tar?q (s?rie no 31302622) susmentionn? avait ?t? utilis? par le d?tenu Mu.G?k., qui ?apr?s avoir tir? sept ou huit balles ? se serait retranch? dans le dortoir no 4 (paragraphe 36 in fine ci-dessus). Deux autres proc?s-verbaux r?dig?s le lendemain mentionnaient la d?couverte d?un pistolet semi-automatique Star de 9 mm avec une balle dans son chargeur.
46. Quatre autres fouilles furent effectu?es entre le 2 et le 6 octobre 1999, lesquelles permirent de d?couvrir de plus :
? ? 1 couteau de chasse avec une lame de 21 cm et son ?tui (2 octobre) ;
? 20 pochettes de ciment de 500 ? 1 000 g, 8 paquets de carrelage, 2 paquets de pl?tre, 4 lames et profils en fer ;
? 20 m de c?ble t?l?phonique (4 octobre) ; et
? 4 tubes en fer de 54 cm, soud?s ? des lames de 19 cm, ainsi transform?s en pioche/hache (5 octobre). ?
47. Au vu de ce qui pr?c?de, il importe de rappeler les d?clarations ci-dessous du colonel K.B., commandant du CDGA, devant la sous-commission :
? (…) Nous avons ?labor? notre plan et sommes arriv?s ? Ulucanlar le matin du 26 septembre ; les d?tenus ont ripost? avec des armes ? feu et des lance-flammes, et nous avons ?t? attaqu?s avec des armes blanches ; alors, nous avons aussi utilis? nos armes en vertu du pouvoir conf?r? par la loi no 2803 [relative ? l?organisation de la gendarmerie nationale]. Mes hommes ont ?t? bless?s et, malheureusement, dans l?autre camp aussi des personnes ont ?t? bless?es ou sont d?c?d?es. Leur mort m?attriste sinc?rement. Je suis triste, parce qu?il ne devait pas y avoir d?armes l?-bas. S?il n?y en avait pas eu, il n?y aurait pas eu d?affrontements et ces gens ne seraient pas morts et mes hommes n?auraient pas ?t? bless?s (…). Apr?s cet ?v?nement, le minist?re de la Justice a ?dict? la directive du 5 octobre 1999 . Avant cette date, nous (les gendarmes) n??tions pas habilit?s ? fouiller les surveillants qui entraient dans l??tablissement ; c??taient les surveillants qui fouillaient les surveillants. Imaginez que nous soyons deux surveillants et que nous ayons des liens avec les (…) condamn?s. De quelle sorte de liens peut-il s?agir ? Ils pourraient ?tre de nature mat?rielle, p?cuniaire ou id?ologique, ou ?tre bas?s sur la peur. Donc, si l?organisation ? terroriste ? disait ? ces deux surveillants que quelqu?un de l?ext?rieur allait apporter un pistolet et qu?ils devaient le donner [? son destinataire], alors c?est s?r qu?ils ob?iraient. Je rentre dans la prison et c?est [mon propre camarade] qui me fouille, pas un gendarme. Un avocat arrive et personne ne le fouille. Il s?entretient en t?te-?-t?te avec le d?tenu ou le condamn?, puis il repart ; apr?s quoi on accompagne le d?tenu ou le condamn? dans sa cellule, toujours sans le fouiller. Normalement, de tels objets n?auraient pas d? ?tre introduits dans cette prison (…). Cet ?tablissement a une autre particularit?, il est adjacent ? la section de la prison ouverte. Dans la prison ouverte, les individus sortent, se prom?nent, font tout ce qu?ils veulent et peuvent facilement venir jeter tout ce qu?ils veulent par-dessus le mur. Il y a eu plein d?incidents de ce genre. Nous dressions un proc?s-verbal et informions l?administration p?nitentiaire qu?un paquet avait ?t? jet? ? l?int?rieur ; [les gardiens] cherchaient, mais ne trouvaient rien. Nous ne pouvions quand m?me pas nous immiscer dans la gestion de la prison ! (…) ?
48. De son c?t?, le lieutenant-colonel A.?z., commandant des forces d?intervention, s??tait exprim? ainsi :
? Depuis six ou sept ans aucune fouille n?avait ?t? effectu?e (…) dans la section abritant les condamn?s pour terrorisme. Il n?y avait eu aucune demande dans ce sens et nous n?avons rien fait parce que le procureur ne nous a jamais sollicit?s. Comme vous le savez, (…) nous ne pouvons intervenir ? l?int?rieur que si le parquet ou le directeur de la prison le demande. (…) ?
49. Relativement ? cet aspect, le t?moignage du capitaine D.Y., commandant de la CGP, peut se r?sumer ainsi :
? Cette histoire n?a pas commenc? le 2 septembre [1999] ; ses d?buts remontent ? un lointain pass?. Non seulement ? Ulucanlar, mais dans toutes les prisons abritant des ? terroristes ?, les administrations p?nitentiaires ne ma?trisaient aucunement les sections r?serv?es ? ces derniers ; c?est un fait notoire. Dans ces sections (…), c?est la parole des ? terroristes ? qui faisait loi (…) ; on l?a vu ? la t?l? et dans les m?dias : le procureur de l??tat se met ? table avec les d?tenus et n?gocie avec eux, ensuite ils prennent des otages et obtiennent tout ce qu?ils veulent. Bien qu?on le nie, des pages enti?res de tels accords ont ?t? publi?es dans les journaux. (…) ; il ?tait ?vident que beaucoup d?armes et de t?l?phones portables circulaient dans la prison ; Lors des fouilles corporelles ordinaires, m?me si les surveillants effleuraient une arme, par peur personne n?osait la confisquer (…) Il ?tait certain qu?un incident ?claterait si des soldats faisaient irruption dans les dortoirs des ? terroristes ? (…) car depuis six ou sept ans aucun soldat n?y ?tait entr? pour une fouille (…). Nombre de personnels ont ?t? pris en flagrant d?lit d?introduction dans la prison d?armes, de drogues (…) ?
3. Les ?bauches de ? tunnels d??vasion ?
50. Le 2 octobre 1999, les gendarmes d?couvrirent, au milieu du sol en b?ton du dortoir no 5, ? 135 cm du mur, une d?coupe de 50 cm?, d?une profondeur de 10-15 cm, qui, selon les gendarmes, ?tait l?entr?e d?un futur tunnel. L?int?rieur ?tait combl? avec des morceaux de bois et des couvertures.
Le 4 octobre suivant, les gendarmes inspect?rent le sol du dortoir no 7. Dans le coin-cuisine, sous le plan de travail, ils constat?rent qu?une zone de 85 x 35 cm avait ?t? ferm?e par des briques et repl?tr?e pour se fondre dans la couleur des murs. Les gendarmes bris?rent les briques et virent alors que la terre avait ?t? creus?e ? une profondeur de 20 cm. Ils en d?duisirent qu?il s?agissait d?une ?bauche de tunnel.
Le 6 octobre suivant, c?est le sol de l?aire de vie du dortoir no 5 qui fut examin?. Les gendarmes creus?rent dans la terre, au pied des deux peupliers, et y d?couvrirent une trappe en contreplaqu? de 45 x 75 cm, couvrant une entr?e de tunnel de 50 cm x 100 cm ; celle-ci conduisait ? un tunnel d?environ 7 m de long, allant vers l?int?rieur du dortoir no 5, en direction de la d?coupe susmentionn?e. Dans le tunnel furent retrouv?s quatre pioches artisanales en fer, un sac contenant 15-20 kg de d?bris d?excavation et un sac de 15-20 kg de gravats.
51. Devant la sous-commission, les autorit?s minist?rielles ont soutenu que l?occupation du dortoir no 7 ne visait qu?? faciliter la pr?paration d?une ?vasion collective ; c?est dans le m?me but que les insurg?s auraient aussi emp?ch? jusqu?alors les gardiens d?acc?der aux dortoirs et de proc?der au contr?le des pr?sences ; l??bauche de tunnel d?couverte apr?s l?op?ration en aurait ?t? la preuve. Selon ces autorit?s, entre le 2 et le 26 septembre 1999, l?administration p?nitentiaire avait vainement cherch? ? mettre fin ? cette occupation des locaux. Ces d?marches n?ayant pas abouti et les d?nonciations concernant l?imminence d?une ?vasion s??tant multipli?es, lancer une op?ration serait devenu in?vitable.
La sous-commission admit que les d?nonciations concernant le creusement de tunnels avaient certes jou? un r?le important dans la d?cision d?intervenir ; cependant, selon elle, la nature des emplacements montr?s dans la zone des dortoirs nos 5 et 7 comme ?tant des ?bauches de tunnels ?tait sujette ? caution. La sous-commission indiqua que le premier pr?tendu tunnel de 7 m commen?ait dans l?aire du dortoir no 5 et se prolongeait jusqu?? l?int?rieur de ce dortoir. Or, ? ses yeux, il n??tait pas plausible que des d?tenus se fussent aventur?s ? creuser un tunnel dans une cour ouverte et surveill?e depuis les tours de garde. Quant au second creusement observ? derri?re le plan de travail de la cuisine du dortoir no 7, il ne correspondait gu?re, selon la sous-commission, ? celui d?un tunnel d??vasion.
D. Les proc?dures diligent?es en l?esp?ce
1. L?enqu?te parlementaire
52. Entre le 14 octobre et le 2 novembre 1999, la sous-commission fut d?p?ch?e ? Ulucanlar et mena des entretiens avec nombre de d?tenus ? dont certains des requ?rants ?, le personnel p?nitentiaire, des officiers et d?autres responsables gouvernementaux et non gouvernementaux. Dans son rapport de 120 pages, dont 79 r?serv?es ? l?op?ration litigieuse, la sous-commission fit de nombreuses observations accablantes.
53. Elle commen?ait par ?num?rer les obstacles rencontr?s lors des investigations. Elle indiqua que le procureur de la R?publique d?Ankara charg? d?instruire l?affaire ne s??tait pas pr?sent? ? la r?union pr?vue et que, de surcro?t, les instances m?dicol?gales et p?nitentiaires avaient refus? de produire certaines preuves mat?rielles, comme les enregistrements vid?o effectu?s lors de l?op?ration et les photographies prises lors des autopsies. Elle notait que, si les autorit?s militaires ? se limitant ? produire quelques photographies prises bien apr?s les incidents ? avaient ni? l?existence d?un tel mat?riel audiovisuel, il n?en demeurait pas moins que plusieurs personnes interrog?es avaient affirm? que le d?roulement de l?op?ration avait bel et bien ?t? enregistr? et que, d?ailleurs, ? le sous-officier qui effectuait l?enregistrement vid?o avait ?t? bless? ? la main ?.
Selon la sous-commission, cette situation renfor?ait les soup?ons de dissimulation de preuves, d?autant plus que l?administration aurait refus? d?autoriser les avocats des victimes ? participer aux autopsies, au m?pris selon elle de la n?cessit? de rassurer l?opinion publique dans une affaire si sensible.
54. Le rapport comportait plusieurs chapitres sp?cifiques, menant ensemble ? une ?valuation g?n?rale de la situation incrimin?e sur la base de t?moignages et d?autres ?l?ments probants disponibles.
a) L?occupation du dortoir no 7
55. Selon des prisonniers qui n?ont pas activement particip? ? l??meute, l?occupation du dortoir no 7 visait notamment ? protester contre une trop faible capacit? des dortoirs apr?s l??chec de tentatives de n?gocier ce probl?me avec l?administration.
56. De l?avis de la sous-commission, les d?tenus des dortoirs nos 4 et 5 avaient certainement contrevenu ? la loi, enfreint les droits de leurs camarades du dortoir no 7 et contribu? ? l?escalade de la tension en refusant de mettre fin ? leur action. Cela dit, la sous-commission pr?cisait que, ? Ulucanlar, sur les dix-neuf dortoirs disponibles, seuls cinq ?taient r?serv?s aux d?tenus gauchistes et qu?il y avait un r?el probl?me de surpopulation susceptible de mobiliser les int?ress?s.
Elle estimait que, si le dortoir no 7 avait ?t? investi le 2 septembre 1999, rien n?expliquait pourquoi les autorit?s avaient attendu vingt-quatre jours pour lancer une op?ration de cette envergure, sans chercher ? intervenir en temps utile d?une quelconque mani?re. Elle indiquait en outre que rien ne permettait de comprendre non plus pourquoi, au paroxysme de la tension, le procureur de la prison avait pris cong? ni pourquoi l?op?ration avait ?t? lanc?e le jour o? le Premier ministre ?tait parti en visite officielle aux ?tats Unis.
b) Le but adjacent ? la r?action des forces de l?ordre
57. Selon la version officielle, avant d?entrer dans les dortoirs, les gendarmes avaient d?ment somm? les mutins de se rendre, mais ceux-ci avaient ripost? avec des armes ? feu, des explosifs artisanaux, des bonbonnes de gaz transform?es en lance-flammes et divers outils tranchants et pointus. ? cet ?gard, les d?tenus non insurg?s pr?cis?rent qu?il y avait effectivement eu des annonces telles que ? Rendez-vous ! Ceux qui se rendront ne seront pas maltrait?s ! ?, mais que celles-ci s??taient m?l?es au bruit des tirs. De leur c?t?, les forces de s?curit? dirent avoir essay? de contenir les attaques ? l?aide de bombes lacrymog?nes et de jets de mousse, mais que cela n?avait pas arr?t? les d?tenus qui s??taient ?quip?s de masques artisanaux.
58. D?apr?s la sous-commission, contrairement ? cette version officielle, les incidents du 26 septembre ne pouvaient se r?sumer ? la r?sistance des occupants d?un dortoir contre les responsables p?nitentiaires assist?s des forces de la gendarmerie. De m?me, la mort de dix personnes ne pouvait s?expliquer

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