AFFAIRE KANAGINIS c. GR?CE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE KANAGINIS c. GR?CE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,35,P1-1
Numero: 27662/09/2016
Stato: Grecia
Data: 2016-10-27 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni: Parzialmente inammissibile Violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 – Protezione della propriet?, articolo 1 al. 1 del Protocollo n? 1 – Rispetto dei beni, Soddisfazione equa riservata, Articolo 41 – Danno giuridico Danno materiale Soddisfazione equa,

PRIMA SEZIONE

CAUSA KANAGINIS C. GRECIA

(Richiesta no 27662/09)

SENTENZA
(Merito)

STRASBURGO

27 ottobre 2016

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Kanaginis c. Grecia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta di:
Mirjana Lazarova Trajkovska, presidentessa,
Ledi Bianku,
Linos-Alexandre Sicilianos,
Robert Spano,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo,
Tim Eicke, giudici,
e di Abele Campos, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 27 settembre 2017,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 27662/09) diretta contro la Repubblica ellenica e di cui un cittadino di questo Stato, OMISSIS (“il richiedente”), ha investito la Corte il 4 maggio 2009 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? stato rappresentato da OMISSIS, avvocato al foro di Atene. Il governo greco (“il Governo”) ? stato rappresentato presso dai delegati del suo agente, la Sig.ra F. Dedousi, assessore del Consulente legale dello stato ed il Sig. Ch. Poulakos, revisore presso del Consulente legale dello stato.
3. Il richiedente adduce in particolare una violazione del suo diritto alla protezione dei suoi beni.
4. Il 29 aprile 2010, la richiesta ? stata comunicata al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
A. La genesi della causa
5. Il richiedente risiede ad Atene. Il 14 aprile 1976, con decisione comune dei ministri delle Finanze e della Cultura, lo stato proced? all’espropriazione di un terreno che appartiene al richiedente, ubicato nel quartiere storico di Plaka ad Atene, per procedere alle perquisizioni archeologiche. Il richiedente affittava suddetto terreno come parcheggio esterno, ci? che gli portava un reddito mensile di 7 000 dracme, 20,50 euro circa. Il 31 ottobre 1977, ricev? a titolo di indennit? l’intimo di 7 727 500 dracme (22 678 euro. L’espropriazione fu realizzata cos?.
B. I procedimenti che tendono alla revoca dell’espropriazione controversa
6. Il 23 dicembre 1992 e 7 gennaio 1994, il richiedente chiese la revoca dell’espropriazione controversa, mancanza di compimento dello scopo di utilit? pubblica trattenuta con l’amministrazione come ragione dell’espropriazione. Respinto dall’amministrazione, il richiedente investe il Consiglio di stato che respinse i suoi ricorsi in annullamento contro il rifiuto dell’amministrazione di revocare l’espropriazione in seguito, sentenze i nostri 2242/1997 e 2243/1997.
7. Il 21 febbraio 2002, il richiedente chiese di nuovo la revoca dell’espropriazione controversa. Respinto dall’amministrazione, investe il Consiglio di stato che, questa volta, fece diritto al suo ricorso ed annull? il rifiuto dell’amministrazione di revocare l’espropriazione, giudicando che lo scopo di questa era stato abbandonato, sentenza no 2319/2004.
C. Il procedimento controverso
8. Il 17 ottobre 2005, il capo della direzione dei beni pubblici (?) del ministero dell’economia e delle Finanze, basandosi sull’articolo 12 del codice di espropriazione dei beni immobiliari, legge no 2882/2001, riaggiust? l’indennit? di espropriazione in funzione dell’indizio annuo medio dei prezzi alla consumazione (?) e fiss? a 601 705,67 euro l’importo che il richiedente doveva rimborsare allo stato per ricuperare il suo terreno, decisione no 1087631/6632/0010.?
9. Il 23 dicembre 2005, il richiedente investe il Consiglio di stato di un ricorso in annullamento di questa decisione. Affermava che lo scopo dell’espropriazione era stato abbandonato e che in ragione dell’inerzia delle autorit? competenti a procedere alle perquisizioni archeologiche, era stato privato della sua propriet? durante pi? di trent’ anni senza nessuna ragione valida. Chiedere egli di rimborsare l’importo che aveva percepito a titolo di indennit? dopo adeguamento sulla base dell’indizio dei prezzi alla consumazione equivaleva ai suoi occhi a ricompensare lo stato per questa espropriazione abusiva e gli imponeva un carico esorbitante che recava offesa ai suoi diritti garantiti con l’articolo 17 della Costituzione e l’articolo 1 del Protocollo no 1.
10. Il 12 giugno 2008, il richiedente investe di nuovo l’autorit? competente e l’invit? a procedere ad un nuovo calcolo dell’importo dovuto. Rilevava nella sua domanda che questa si abituava senza danno ai suoi diritti riconobbi dal diritto interno, ed in modo particolare quelli risultante del suo ricorso durante dinnanzi al Consiglio di stato o il suo diritto di contestare il risultato del procedimento interno dinnanzi alle istanze internazionali competenti. Il 24 luglio 2008, l’autorit? competente fiss? a 665 645,42 euro l’importo che il richiedente doveva rimborsare allo stato per ricuperare il suo terreno, decisione no 1064217/4182/0010.?
11. Il 22 settembre 2008, il Consiglio di stato si pronunci? come segue sul ricorso in annullamento del richiedente:
“La revoca di un’espropriazione realizzata non costituisce un caso di revoca autentica, a sapere di levata retroattiva degli effetti di una decisione di espropriazione in ragione degli errori patrimoniali o legali commessi al momento del suo collocamento in applicazione, ci? che avrebbe creato l’obbligo per l’amministrazione di ristabilire le cose nello stato, secondo lo status quo giuridico e dei fatti dell’epoca. In compenso, la revoca di un’espropriazione realizzata costituisce un atto amministrativo nuovo ed indipendente di cui le condizioni di presa, ivi compreso il rimborso dell’indennit? versata, sono considerate e valutate secondo lo status quo reale. “
12. Basata su questa constatazione, l’alta giurisdizione conclude che nullo attentato ai diritti garantiti dalla Costituzione e l’articolo 1 del Protocollo no 1 non si trovava stabilita nello specifico e respinse il ricorso, sentenza no 2492/2008. Questa sentenza fu messa al netta e fu certificata conforme il 5 febbraio 2009.
D. Documento fornito dal richiedente relativo alla determinazione del valore obiettivo del suo bene
13. Il richiedente deposit? alla Corte un documento, invalso col notaio V.M. e specialmente previsto per il calcolo del valore obiettivo del suo terreno. Il calcolo effettuato su un formulario prato-tabulato, si basava in vigore sui prezzi in 2016. Il calcolo teneva conto dei differenti elementi (superficie, facciata e profondit? del terreno cos? come certi altri criteri. Sulla base di questo calcolo, il notaio precisava che il valore obiettivo reale ammontava a 254 856,03 euro.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. La Costituzione
14. L’articolo 17 della Costituzione dispone:
“1. La propriet? ? posta sotto la protezione dello stato. I diritti che ne derivano possono esercitarsi non tuttavia allo scapito dell’interesse generale.
2. Nessuno pu? essere privato della sua propriet?, se non ? a causa di utilit? pubblica, debitamente provata, nei casi e seguendo il procedimento determinato dalla legge e sempre mediante un’indennit? preliminare completa. Questa deve corrispondere al valore che possiede la propriet? espropriata il giorno dell’udienza sulla causa concernente la determinazione provvisoria dell’indennit? col tribunale. Nel caso di una domanda che mira alla determinazione immediata dell’indennit? definitiva, ? presa in considerazione il valore che la propriet? espropriata possiede al giorno dell’udienza del tribunale su questa domanda.
(…) “
B. La legge no 2882/2001 e la sua modifica con la legge no 4070/2012
15. L’articolo 12 della legge no 2882/2001 come applicato all’epoca dei fatti disponeva:
Articolo 12 – Revoca dell’espropriazione compiuta
“1. Un’espropriazione compiuta che ? stata dichiarata in favore: ha, dello stato, b) di persone giuridiche di dritto pubblico, c) di collettivit? locali di 1 e 2 grado, d) delle imprese che appartengono allo stato o a persone giuridico di dritto pubblico, ed e, di organismi di utilit? pubblica, pu? essere revocato, interamente o parzialmente, se il servizio competente stima che non ? necessaria per raggiungere lo scopo iniziale o altro, qualificato con la legge di utilit? pubblica, e se il proprietario contro che l’espropriazione ? stata dichiarata, accetta la revoca. Il bene espropriato pu? essere messo liberamente a disposizione se il nessuno di cui la propriet? ? stata espropriata dichiara non desiderare la sua revoca o non reagisce entro tre mesi all’invito relativo. Se il bene riguardato ? stato utilizzato nello scopo per che era stato espropriato e che ha smesso di essere utilizzato in questo senso in seguito, l’espropriazione ? considerata come compiuta e la sua revoca non ? possibile. In questo caso, il bene pu? essere messo liberamente a disposizione.
2. (…)
3. La revoca intera o parziale dell’espropriazione, secondo le disposizioni del presente articolo, ? effettuata da decisione dell’autorit? che l’aveva dichiarata dopo restituzione dell’indennit? pagata a quello che si ? occupato del suo pagamento, r?ajust?e secondo ci? che segue.
(…)
L’adeguamento dell’indennit? a restituire ? calcolato sulla base dell’indizio annuo medio dei prezzi alla consumazione, invalso col servizio nazionale di statistici della Grecia, moltiplicando l’indennit? percepita col rapporto (T2/T1) tra gli indizi annui medi dei prezzi alla consumazione dell’anno di determinazione dell’indennit? a pagare (T2) e quello della data di incasso dell’indennit? col suo titolare (T1).
(…)
4. L’indennit? ? pagata in contanti nei sei mesi che seguono la notificazione della decisione menzionata al paragrafo precedente. Se l’indennit? a restituire superi al totale 2 000 000 dracme, o 5 869,4 euro, pu? essere restituita, alla domanda della persona riguardata, in quattro versamenti semestrali della stessa somma di cui il primo ? pagato nei sei mesi che seguono la notificazione della decisione suddetta al debitrice. Se i termini precitati arrivano a scadenza senza effetto, l’autorit? competente per la determinazione dell’indennit? pu? rendere alla domanda del richiedente una nuova decisione che comprende un nuovo adeguamento della somma dovuta o una nuova decisione dichiarando l’annullamento della revoca dell’espropriazione. Con la decisione che dichiara l’annullamento [della revoca] ? ordinata anche la restituzione delle somme che sono state pagate eventualmente dall’interessato.
(…) “
16. L’articolo 3 dell’articolo 12 della legge no 2882/2001 ? stato modificato dall’articolo 127 ? 1 della legge no 4070/2012, entrata in vigore il 10 aprile 2012. La nuova disposizione contempla ci? che segue:
“(…)
Il Comitato [amministrativo] previsto con l’articolo 15 ? 1 della presente legge o un perito certificato indipendente, secondo la scelta dell’autorit? competente, emettono un parere sull’importo dell’indennit? entro due mesi a partire dal ricevimento della pratica. Sono presi in particolare in conto come criteri per la valutazione del valore del terreno in causa, il valore dei terreni adiacenti o simili cos? come il possibile reddito risultando dallo sfruttamento del terreno. Il valore proposto non pu? essere inferiore a quella del valore obiettivo [fissata con l’autorit? fiscale] del terreno. In caso di disaccordo sull’importo dell’indennit? dovuta, la sua determinazione ? fatta, seguito alla domanda dell’interessato, con le giurisdizioni competenti entro sessanta giorni a contare della notificazione della decisione in causa.
(…) “
17. Secondo il Consiglio di stato, le disposizioni pertinenti della legge no 4070/2012 sulla revoca dell’espropriazione compiuta si applicano unicamente alle cause in che l’atto amministrativo che cade sulla determinazione dell’indennit? dovuta per il recupero del terreno espropriato ? stato non adottate non in vigore alla data di entrata di suddetta legge, sentenza no 559/2014.
IN DIRITTO
I. SULLAVIOLAZIONE ADDOTTA DI L’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
18. Il richiedente si lamenta di un attentato al suo diritto al rispetto dei suoi beni. Afferma che la somma che deve rimborsare per ricuperare il suo bene non ? ragionevolmente in rapporto con la somma che aveva percepito a titolo di indennit? di espropriazione. Si lamenta a questo riguardo anche della motivazione della sentenza no 2492/2008 del Consiglio di stato. Considera che l’alta giurisdizione amministrativa non si ? pronunciata sull’essenza degli argomenti che aveva sottoposto al suo esame. Invoca l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiede gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessari per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
1. Argomenti delle parti
ha, Il Governo
19. Il Governo sostiene, innanzitutto, l’inammissibilit? della richiesta per no-esaurimento delle vie di ricorso interni. Afferma che dopo l’immissione nel processo del Consiglio di stato, il richiedente ha sottoposto presso dell’amministrazione una notizia chiedo di calcolo dell’importo dovuto per vedersi restituire il terreno controverso. Sebbene l’amministrazione non si trovasse nell’obbligo di ricalcolare l’importo dovuto, ha fatto diritto a questa domanda del richiedente e ha r?ajust? l’importo dovuto.
20. Del parere del Governo, con questa azione il richiedente ha accettato tacitamente il calcolo dell’indennit? dovuta secondo la decisione no 1087631/6632/0010 ?del 17 ottobre 2005. Pure stimando che questo comportamento ? abusivo da parte del richiedente e che ha perso cos? la qualit? di vittima, il Governo rileva che ha omesso di contestare no 1064217/4182/0010 la decisione dinnanzi al Consiglio di stato. Non ha esaurito cos? le vie di ricorso interni al riguardo del motivo di appello derivato dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
b, Il richiedente,
21. Il richiedente ribatte che l’affermazione del Governo secondo la quale la sua nuova domanda di determinazione dell’indennit? dovuta per il riscatto del terreno espropriato equivaleva gi? ad un’accettazione dell’importo calcolato in virt? della decisione no 1087631/6632/0010 ?? infondata e potrebbe indurre la Corte in errore. Difatti, rileva che la sua nuova domanda presso dell’amministrazione era stata fatta sotto riserva esplicita dei suoi diritti secondo il diritto nazionale, per il fatto che un procedimento era pendente dinnanzi all’alta giurisdizione amministrativa sulla costituzionalit? dell’articolo 12 della legge no 2882/2001 e della possibilit? di investire a questo riguardo le istanze internazionali competenti.
22. Il richiedente afferma che la sua nuova domanda depositata nel 2008 non aveva per obiettivo che “gelare” l’importo necessario per il recupero del suo bene; la prima stima dei servizi competenti datava gi? del 2005 ed il richiedente sapeva che, secondo il metodo di calcolo previsto dall’articolo 12 della legge no 2882/2001, suddetta somma non smetteva di aumentare. Ad ogni modo, afferma che col suo ricorso in annullamento dinnanzi al Consiglio di stato, aveva messo in causa la costituzionalit? della disposizione controversa e la sua compatibilit? con l’articolo 1 del Protocollo no 1. Pertanto, dal momento che il suo ricorso era stato respinto dall’alta giurisdizione amministrativa, un nuovo ricorso sulle stesse questioni che sono anche oggetto della causa dinnanzi alla Corte, sarebbe privato di oggetto e di interesse.
2. Valutazione della Corte
23. La Corte ricorda che in virt? dell’articolo 35 ? 3 hanno, una richiesta pu? essere dichiarata in particolare abusiva se si basi deliberatamente su dei fatti inventati. Un’informazione incompleta e dunque ingannevole pu? analizzarsi anche in un abuso del diritto di ricorso individuale, particolarmente quando riguarda il c?ur della causa e che il richiedente non spiega in modo sufficiente perch? non ha divulgato le informazione pertinenti, Gross c. Svizzera [GC], no 67810/10, ? 28, 30 settembre 2014.
24. La Corte non vede nella pratica della presente richiesta nessuno elemento che permetterebbe di qualificare il comportamento del richiedente di abusivo, al senso dell’articolo 35 ? 3 hanno, della Convenzione. La questione di sapere se il secondo chiede del richiedente all’amministrazione sul calcolo della somma dovuta doveva essere seguita da un nuovo ricorso in annullamento rilevo piuttosto dell’obiezione derivata della no-esaurimento dei ricorsi interni che sar? esaminata qui sotto. Peraltro, la stessa constatazione vale per l’obiezione del Governo derivato della perdita della qualit? di vittima del richiedente che si riferisce anche di fatto a proposito dell’esaurimento delle vie di ricorso interni.
25. In ci? che riguarda la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interni, enunciati 35 ? 1 all’articolo della Convenzione, la Corte ricordo che si basi sull’ipotesi, incorporata nell’articolo 13 con che presenta delle strette affinit?, che l’ordine interno offre un ricorso effettivo, in pratica come in diritto in quanto alla violazione addotta, Kuda ?c. Polonia [GC], no 30210/96, ? 152, CEDH 2000-XI; Hassan e Tchaouch c. Bulgaria [GC], no 30985/96, ?? 96-98, CEDH 2000 XI. Ricorda che in virt? della regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interni il richiedente deve, prima di investire la Corte, avere dato allo stato responsabile, utilizzando le risorse giudiziali che possono essere considerate come effettive e sufficienti offerte con la legislazione nazionale, la facolt? di ovviare coi mezzi interni alle violazioni addotte (vedere, entra altri, Fressoz e Roire c. Francia [GC], no 29183/95, ? 37, CEDH 1999 I.
26. L’articolo 35 ? 1 della Convenzione non prescrivono l’esaurimento che i ricorsi al tempo stesso relativi alle violazioni incriminate, disponibili ed adeguati. Devono esistere non solo ad un grado sufficiente di certezza in teoria ma anche in pratica, mancano loro altrimenti l’effettivit? e l’accessibilit? voluta; incombe sullo stato convenuto di dimostrare che queste esigenze si trovano riunite (vedere, entra altri, McFarlane c. Irlanda [GC], no 31333/06, ? 107, 10 settembre 2010. Il semplice fatto di nutrire dei dubbi in quanto alle prospettive di successo di un ricorso dato che non ? destinato al fallimento evidentemente non costituisco una ragione valida per giustificare la no-utilizzazione di ricorso interni, Akdivar ed altri c. Turchia, 16 settembre 1996, ? 71, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996 IV. Infine, quello che ha esercitato un ricorso di natura tale da ovviare direttamente-e non in modo indiretta-alla situazione controversa non ? tenuta di esaurire ne eventualmente di altri aperti ma all’efficacia improbabile, Manoussakis ed altri c. Grecia, 26 settembre 1996, ? 33, Raccolta 1996 IV; Anakomba Yula c. Belgio, no 45413/07, ? 22, 10 marzo 2009.
27. Nell’occorrenza, attraverso il suo ricorso in annullamento dinnanzi al Consiglio di stato, il richiedente non si ? lamentato dell’importo preciso dell’indennit? dovuta allo stato, come questa era stato fissato in virt? della decisione no 1087631/6632/0010.? In modo pi? generale, il suo ricorso ha previsto il senso stesso dell’articolo 12 della legge no 2882/2001 di cui ha contestato tanto la costituzionalit? che la compatibilit? con l’articolo 1 del Protocollo no 1. In altri termini, il richiedente non si ? lamentato che le autorit? competenti avevano applicato erroneamente la formula prevista dalla disposizione precitata all’epoca del calcolo dell’importo dovuto; ha contestato il rapporto legis di questa disposizione che permetteva il recupero del terreno espropriato dal vecchio proprietario a patto di pagare allo stato il plusvalore della propriet? in causa, calcolata secondo la formula prevista dall’articolo 12 della legge precitata.
28. ? anche a notare che l’alta giurisdizione amministrativa si ? dedicata unicamente nella sua sentenza no 2492/2008 sulla questione della costituzionalit? della disposizione legislativa in causa senza esaminare l’importo specifico fissato con la decisione no 1087631/6632/0010.? Infine, la Corte nota che dinnanzi a lei il richiedente si ? specificamente tutto compiange del principio su che rimette l’articolo 12 della legge no 2882/2001 adducendo che l’applicazione della formula prevista da suddetta disposizione sull’adeguamento della somma inizialmente percepita all’epoca dell’espropriazione del suo terreno aveva come risultato di richiedergli un importo totalmente esorbitante.
29. Segue di ci? che precede che con la sua sentenza no 2492/2008 il Consiglio di stato si ? dedicato sulle questioni di diritto afferente all’articolo 12 della legge no 2882/2001 che ? oggetto della presente richiesta. Di conseguenza, una nuova immissione nel processo dell’alta giurisdizione amministrativa con un ricorso in annullamento contro la decisione no 1064217/4182/0010 ?sarebbe senza oggetto nello specifico, poich? suddetta giurisdizione sarebbe invitata dal richiedente a pronunciarsi su delle questioni relative al diritto alla protezione dei beni, gi? esaminati nella sua sentenza no 2492/2008.
30. Allo visto di ci? che precede, la Corte considera che il richiedente ha fatto un uso sufficiente delle vie di ricorso che aveva a sua disposizione per ovviare alla situazione di cui si lamenta nello specifico. Conviene respingere l’eccezione di no-esaurimento sollevata dal Governo dunque.
31. Inoltre, la Corte constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione. Rileva peraltro che non cozza contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Argomenti delle parti
a) Il richiedente
32. Il richiedente afferma che non ci sarebbe arricchimento senza causa al suo riguardo se era tenuto di rimettere unicamente l’importo iniziale ricevuto a titolo di indennit? di espropriazione allo stato. Accetta che durante il periodo dove il suo terreno era espropriato poteva trarre profitto da questa somma ma rileva che questo principio si applica anche allo stato che poteva sfruttare anche bene l’in causa. Difatti, il richiedente stima che ne che gli chiede di rivoltare l’importo iniziale r?ajust? secondo l’indizio annuo medio dei prezzi alla consumazione, ? lo stato che si arricchirebbe senza causa, poich? trarrebbe profitto dal comportamento illegale che ha dato adito a revoca dell’espropriazione. Allo stesso tempo, lo stato esigeva di approfittare del plusvalore buono che abbia avuto la possibilit? di sfruttare il terreno per trent’ anni circa. Ad ogni modo, il richiedente adduce che una questione di principio si porsi nello specifico: se qualcuno doveva approfittare di un qualsiasi aumento del valore della propriet? in causa, era egli e non lo stato, per il fatto che era egli e non lo stato che aveva subito le conseguenze negative dell’espropriazione imposta di cui lo scopo non ? stato realizzato mai.
33. Il richiedente aggiunge che la somma a pagare allo stato per vedersi bene ricuperare l’immobiliare in causa era circa ventisei volte superiore all’importo ricevuto a titolo di indennit? di espropriazione. Di pi?, rileva che nel 1992, quando ha per la prima volta chiesta la revoca dell’espropriazione senza successo, avrebbe pagato secondo la formula basata sull’indizio dei prezzi alla consumazione, la met? dell’importo richiesto dall’amministrazione in 2005 e 2008. Il richiedente stima che l’articolo 12 della legge no 2882/2001, come applicato all’epoca dei fatti, contemplava una formula di adeguamento dell’importo assegnato a titolo di indennit? di espropriazione che rendeva bene impossibile ogni tentativo di recupero del riguardata. Sottopone a questo titolo dei pareri notarili che fanno risultare che secondo le stime dell’autorit? fiscale, il valore del bene risaliva a 376 958,58 euro in 2012 ed a 254 856,03 euro in 2016. Infine, il richiedente rileva che il Consiglio di stato non ha offerto nessuna risposta ai suoi argomenti concreti sull’incompatibilit? della situazione controversa con gli articoli 17 della Costituzione e 1 del Protocollo no 1 ma che si ? limitato ad affermare che non c’era nessuno attentato a queste disposizioni.
b) Il Governo,
34. Il Governo ribatte che il richiedente ha ricevuto all’epoca dell’espropriazione un’indennit? che corrispondeva al valore del terreno in causa. Aggiunge che l’indizio annuo medio dei prezzi alla consumazione ? un criterio semplice ed obiettivo per procedere all’adeguamento dell’importo ricevuto dall’interessato a titolo di indennit? di espropriazione. Basandosi sull’evoluzione dei prezzi alla consumazione durante il periodo dove il terreno restava espropriato, garantiva un giusto equilibro tra le protezioni del diritto al rispetto dei beni del richiedente e gli interessi finanziari dello stato, a sapere che non ci sia arricchimento senza causa al suo scapito all’epoca del recupero del terreno col suo vecchio proprietario.
35. Il Governo afferma che il valore del bene controverso ammontava, in 2012, secondo le stime dell’autorit? fiscale competente a 376 957,65 euro. Aggiunge che le decisioni i nostri 1087631/6632/0010 ?e 1064217/4182/0010 sono sempre validi oggi, anche se il secondo ha in pratica sostituita la prima. Il richiedente pu? cos? sempre versare all’amministrazione l’intima richiesta e vedersi ricuperare la sua vecchia propriet?. Spetta all’amministrazione che dispone in materia secondo il Governo di un largo potere discrezionale, di annullare la revoca dell’espropriazione affinch? un nuovo procedimento che provoca una nuova stima della somma a pagare sia lanciato.
36. Infine, il Governo afferma che lo stato non ha sfruttato il terreno durante il periodo dove restava espropriato alle fini lucrative. L’obiettivo iniziale, a sapere di realizzare delle perquisizioni archeologiche nel terreno in causa, non ? potuto essere realizzato in ragione di problemi di urbanistica nel quartiere di Plaka.
2. Valutazione della Corte
a) Applicabilit? dell’articolo 1 del Protocollo no 1
37. L’applicabilit? dell’articolo 1 del Protocollo no 1 non ? contestato nello specifico. La Corte ricorda mentre la nozione di “beni” menzionati alla prima parte dell’articolo 1 del Protocollo no1 ha una portata autonoma che non si limita alla propriet? di beni corporali e che ? indipendente rispetto alle qualifiche formali del diritto interno: certi altri diritti ed interessi costituendo degli attivi pu? passare anche per i “diritti patrimoniali” e dunque dei “beni” alle fini di questa disposizione. In ogni causa, importa di esaminare se le circostanze, considerate nel loro insieme, hanno reso il richiedente titolare di un interesse sostanziale protetto dall’articolo 1 del Protocollo no1 (vedere, tra altri, Broniowski c. Polonia [GC], no 31443/96, ? 129, CEDH 2000-V e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 100, CEDH 2000-I.
38. La Corte nota, da una parte, che l’articolo 12 della legge no 2882/2001 prevedeva gi? la revoca di un’espropriazione compiuta mediante la restituzione dal proprietario dell’indennit? che gli era stata versata, ma r?ajust?e, paragrafo 15 sopra. Altra parte, rileva che con la sua sentenza no 2319/2004, il Consiglio di stato ha annullato il rifiuto dell’amministrazione di revocare l’espropriazione, giudicando che lo scopo di questa era stato abbandonato, paragrafo 7 sopra.
39. La Corte si dichiara convinta che gli elementi suddetti mostrano che il richiedente aveva un interesse patrimoniale che era riconosciuto in dritto greco e che rilevava della protezione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
b, Osservazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1
i. Principi generali
40. La Corte ricorda che, secondo la sua giurisprudenza, l’articolo 1 del Protocollo no 1 che garantisce in sostanza il diritto di propriet?, contiene tre norme distinte: la prima che si esprime nella prima frase del primo capoverso e riveste un carattere generale, enuncia il principio del rispetto della propriet?; la seconda, figurando che nel secondo, fraseggia dello stesso capoverso, prevedi la privazione di propriet? e la sottopone a certe condizioni; in quanto alla terza, registrata nel secondo capoverso, riconosce agli Stati contraenti il potere, entra altri, di regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale. Le secondo e terzo norme che hanno fatto riferimento agli esempi particolari di attentati al diritto di propriet?, devono interpretare si alla luce del principio consacrato dalla prima (vedere, tra altri, Anheuser-Busch Inc. c. Portogallo [GC], no 73049/01, ? 62, CEDH 2007 I.
41. Tanto un attentato al rispetto dei beni che un’astensione di agire deve predisporre un giusto equilibra tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (vedere, tra altri, Nastou c. Grecia (no 2), no 16163/02, ? 31, 15 luglio 2005. La preoccupazione di garantire un tale equilibrio si rifletta nella struttura dell’articolo 1 del Protocollo no 1 tutto intero. In particolare, deve esistere un rapporto ragionevole di proporzionalit? tra i mezzi impiegati e lo scopo previsto da ogni misura applicata dallo stato, ivi compreso le misure che privano una persona della sua propriet?, Pressos Compania Naviera S.p.A. ed altri c. Belgio, 20 novembre 1995, ? 38, serie Ha no 332. In ogni causa che implica la violazione addotta di questa disposizione, la Corte deve verificare se, in ragione dell’azione o dell’inoperosit? dello stato, la persona riguardata ha dovuto sopportare un carico sproporzionato ed eccessivo (Broniowski, precitato, ? 150.
42. Per valutare la conformit? della condotta dello stato all’articolo 1 del Protocollo no 1, la Corte deve concedersi ad un esame globale dei diversi interessi in gioco, tenendo allo spirito che la Convenzione ha per scopo di salvaguardare dei diritti che sono “concreti ed effettivi”. Deve andare al di l? delle apparenze e deve ricercare la realt? della situazione controversa. Questa valutazione pu? cadere non solo sulle modalit? di indennizzo applicabile-se la situazione si apparentarsi ad una privazione di propriet?-ma anche sulla condotta delle parti, ivi compreso i mezzi adoperati dallo stato ed il loro collocamento in ?uvre. A questo riguardo, bisogna sottolineare che l’incertezza-che sia legislativa, amministrativa, o tenendo alle pratiche applicate dalle autorit?-? un fattore che bisogna prendere in conto per valutare la condotta dello stato. Difatti, quando una questione di interesse generale ? in gioco, i poteri pubblici sono tenuti di reagire in tempo utile, in modo corretta e con la pi? grande coerenza, Vasilescu c. Romania, sentenza del 22 maggio 1998, Raccolta delle sentenze e decisioni 1998-III, ? 51; Beyeler, precitato, ?? 110 in fini, 114 e 120 in fini; Broniowski, precitato, ? 151.
43. La Corte stima utile di rilevare anche che gode di una competenza limitata per verificare il rispetto del diritto interno, H?kansson e Sturesson c. Svezia, 21 febbraio 1990, ? 47, serie Ha no 171 Ha, e che non ha per compito di sostituirsi alle giurisdizioni interne. Appartiene al primo capo alle autorit? nazionali, in particolare ai corsi e tribunali, che tocca di interpretare la legislazione interna, Waite e Kennedy c. Germania [GC], no 26083/94, ? 54, CEDH 1999-I. Tuttavia, il ruolo della Corte ? di ricercare se i risultati ai quali sono giunti le giurisdizioni nazionali sono compatibili coi diritti garantiti dalla Convenzione ed i suoi Protocolli. La Corte rileva che, nonostante il silenzio dell’articolo 1 del Protocollo no 1 in materia di esigenze procedurali, un procedimento giudiziale afferente al diritto al rispetto dei beni deve offrire anche alla persona riguardata un’occasione adeguata di esporre la sua causa alle autorit? competenti per contestare infatti le misure che recano offesa ai diritti garantiti da questa disposizione. Per assicurarsi del rispetto di questa condizione, c’? luogo di considerare i procedimenti applicabili di un punto di vista generale (vedere Ad c Capitale Bank). Bulgaria, no 49429/99, ? 134, CEDH 2005 XII (brani); Zafranas c. Grecia, no 4056/08, ? 36, 4 ottobre 2011.
ii. Applicazione dei principi nello specifico
44. A titolo preliminare, la Corte stima opportuna di ricordare la formula precisa del motivo di appello del richiedente dinnanzi a lei: questo si lamenta che in ragione del modo di cui l’articolo 12 della legge no 2882/2001 regolava la determinazione dell’indennit? a pagare per il riscatto di un terreno gi? espropriato, la somma che deve rimborsare per ricuperare il suo bene non ? ragionevolmente in rapporto con quella che aveva percepito a titolo di indennit? di espropriazione. Il richiedente stima che lo stato fa cos? pesare su lui un carico sproporzionato ed eccessivo che non pu? essere giustificato da nessuna causa prova generale di utilit? pubblica.
45. Allo visto delle specificit? della presente causa, la Corte stima che la situazione controversa non costituisce n? un’espropriazione n? una regolamentazione dell’uso dei beni, ma cambio della prima frase del primo capoverso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 che enuncia, in modo prova generale, il principio del rispetto dei beni (vedere in questo senso, Almeida Garrett, Mascarenhas Falcao ed altri c). Portogallo, i nostri 29813/96 e 30229/96, ?? 43 e 48, CEDH 2000-I.
46. Nell’occorrenza, l’ingerenza nel diritto del richiedente al rispetto dei suoi beni risiede nella sua impossibilit? di vedersi rivoltare il terreno espropriato seguito alla revoca dell’espropriazione con la sentenza no 2319/2004 del Consiglio di stato per non compimento del suo scopo in ragione del prezzo presumibilmente esorbitante che doveva pagare allo stato. Non ? contestato che l’ingerenza era prevista dalla legge, a sapere l’articolo 12 della legge no 2882/2001, n? che inseguiva un scopo legittimo, a sapere assicurarsi che il riscatto del terreno in causa col richiedente non si abituerebbe allo scapito degli interessi finanziari dello stato. Appartiene cos? alla Corte di verificare, nel caso di specifico, che l’equilibrio voluto ? stato preservato in modo compatibile col diritto del richiedente al rispetto dei suoi beni (vedere Saliba c). Malta, no 4251/02, ? 45, 8 novembre 2005, e Housing Associazione of War Disabled e Victims of War of Attica ed altri c. Grecia, no 35859/02, ? 37, 13 luglio 2006.
47. La Corte ricorda che il richiedente aveva ottenuto, in virt? della sentenza no 2319/2004 del Consiglio di stato, la revoca dell’espropriazione del terreno di cui era stato il proprietario e che aveva almeno la speranza legittima di ricuperare il suo bene. Su questo punto, la Corte conviene col Governo che questo recupero non si sarebbe dovuto effettuare allo scapito dell’interesse pubblico. Cos?, considerando il fatto che il richiedente si era visto assegnare un’indennit? completa all’epoca dell’espropriazione del suo terreno, non ? irragionevole che lo stato abbia proceduto circa trent’ anni circa pi? tardi, sulla base della legislazione pertinente, ad un adeguamento dell’importo percepito dal primo.
48. Dedicandosi sulla formula di adeguamento previsto dall’articolo 12 della legge no 2882/2001, la Corte nota che suddetta disposizione contempla solamente un’equazione che consiste in moltiplicare l’indennit? di espropriazione percepita dall’interessato col rapporto tra gli indizi annui medi dei prezzi alla consumazione dell’anno di determinazione dell’indennit? per il recupero del bene e quello della data di incasso dell’indennit? di espropriazione col suo titolare. In altri termini, il sistema messo in ?uvre all’epoca dei fatti con la legislazione pertinente si fondava sull’evoluzione dei prezzi alla consumazione durante il periodo dove il terreno riguardato era espropriato; permetteva l’attualizzazione dell’importo corrispondente all’indennit? di espropriazione sulla base del potere di acquisto della stessa somma alla data dove l’interessato aveva chiesto il recupero del terreno.
49. La Corte conviene col Governo che l’indizio annuo medio dei prezzi alla consumazione costituisce un criterio semplice ed obiettivo per l’adeguamento della somma a pagare allo stato in vista del recupero del terreno controverso. Serve cos? all’attualizzazione della somma ricevuta dall’interessato a titolo di indennit? di espropriazione all’auna di un indizio economico che permette di stimare tra due periodi dati la variazione media dei prezzi di prodotti e dunque l’evoluzione del valore della moneta.
50. La Corte nota per?, come indicalo il richiedente, che il criterio dell’indizio annuo medio dei prezzi alla consumazione ? di carattere astrae, accentrati sulla situazione economica generale del paese e non permette di derivare di conclusioni pertinenti sull’evoluzione del mercato immobiliare di questo durante un periodo dato e, di tanto pi?, sull’evoluzione del valore di un bene immobiliare particolare. Essendo l’unico attrezzo ad adoperare per l’adeguamento della somma a pagare, suddetto criterio si distingue con una certa rigidit? che pu? compromettere la sua pertinenza all’epoca della sua applicazione nei casi concreti.
51. A questo riguardo, la Corte ricorda che in una causa conclusione di una richiesta individuale, gli occorre limitarsi all’esame del caso concreto di cui si l’? investita. Il suo compito non consiste in controllare in abstracto la legge applicabile nello specifico allo sguardo della Convenzione, ma a ricercare se il modo di cui ? stata applicata al richiedente o l’ha toccata ha infranto la Convenzione, Olsson c. Svezia (no 1), sentenza del 24 marzo 1988, serie Ha no 130, ? 54. Per ritornare al caso da specifico, l’applicazione del criterio precitato non ha permesso all’autorit? competente di prendere in conto di altri elementi che erano pertinenti, o anche necessari, per un giusto calcolo della somma a rimborsare allo stato. L’autorit? competente non ha potuto tenere cos?, come esempio, conto del valore venale del terreno all’epoca dei fatti cos? come del valore di terreni limitrofi o di altri terreni ubicati allo stesso quartiere che era stato espropriato all’epoca. La Corte ha affermato del resto che l’indennit? di espropriazione per un terreno edificabile deve corrispondere al valore commerciale di questo (vedere, mutatis mutandis, Guiso-Gallisay c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 58858/00, ? 105, 22 dicembre 2009.
52. Inoltre, la Corte stima che non le appartiene di fissare a che momento nel tempo l’amministrazione si sarebbe dovuto mettere per fissare l’importo r?ajust? dell’indennit? di espropriazione. Tuttavia, per valutare la proporzionalit? tra questo importo ed i valori reali del bene del richiedente, la Corte non pu? ignorare l’evoluzione del mercato immobiliare in Grecia, come risulta della pratica, e la durata del procedimento di revoca dell’espropriazione controversa. Difatti, se il procedimento relativo alla determinazione della somma a pagare col richiedente per ricuperare il suo bene si ? concluso il 5 febbraio 2009, col collocamento al netto della sentenza no 2492/2008 del Consiglio di stato, la Corte nota che il richiedente ha per la prima volta chiesta questa revoca nel 1992 e che il Consiglio di stato si ? pronunciato su questa nel 2004, giudicando che lo scopo dell’espropriazione era stato abbandonato.
53. Non appartiene neanche alla Corte di dire che ? l’importo esatto che il richiedente doveva versare allo stato a titolo dell’indennit? r?ajust?e. Tuttavia, tenuto conto delle considerazioni sopra, la Corte stima che esiste una grande differenza tra gli importi richiesto dallo stato, paragrafi 8 e 10 sopra, ed il valore reale del terreno come risulta degli elementi della pratica (vedere in particolare sopra il paragrafo 13). Questa differenza non saprebbe passare per ragionevole nello specifico.
54. Peraltro, secondo la nuova formulazione dell’articolo 12 di suddetta legge, paragrafo 16 sopra, il Comitato amministrativo o il perito indipendente prendono in conto parecchi elementi pertinenti per valutare il prezzo del bene immobiliare, come il valore dei terreni adiacenti o simili cos? come il possibile reddito risultando dallo sfruttamento del terreno. Di pi?, in caso di disaccordo sull’importo dell’indennit? dovuta entro lo stato e l’interessato, le giurisdizioni competenti decidono la disputa senza essere obbligate dalla legge ad applicare un criterio come l’indizio annuo medio dei prezzi alla consumazione.
55. Inoltre, la Corte stima importando di rilevare che nell’occorrenza le due decisioni amministrative i nostri 1087631/6632/0010 ?e 1064217/4182/0010 con che l’autorit? competente ha fissato l’indennit? a pagare per il recupero del terreno controverso, sono sempre validi. Siccome ? confermato dal Governo, ? alla discrezione totale dell’amministrazione di ricalcolare l’indennit? a pagare nel caso in cui il richiedente spetterebbe dinnanzi a lei con una notizia chiedo di questo tipo. Ora, il valore reale del terreno in causa secondo la stima dell’autorit? fiscale competente ? sopra oggi di 254 853,03 euro, a sapere bene inferiore a quella fissata con la decisione no 1064217/4182/0010, paragrafo 10. ? evidente dunque che il richiedente si trova dinnanzi ad una situazione di vicolo cieco che rende di fatto impossibile il recupero della sua propriet?.
56. Del resto, ? obbligata a constatare che dinnanzi al Consiglio di stato il richiedente ha sollevato degli argomenti precisi derivati dall’articolo 17 della Costituzione e dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Ora l’alta giurisdizione amministrativa si ? limitata a ricordare la sua giurisprudenza sulla natura amministrativa della revoca di un’espropriazione compiuta e di considerare, senza altra spiegazione, che un attentato al diritto al rispetto dei beni non era stabilito. La Corte considera che il richiedente non ha avuto un’occasione adeguata di contestare infatti dinnanzi alle autorit? giudiziali le misure che recano offesa al suo diritto garantito con l’articolo 1 del Protocollo no 1, paragrafo 43 sopra.
57. Alla vista di ci? che precede, la Corte considera che, nel caso di specifico, il criterio come applicato al richiedente all’epoca dei fatti in virt? dell’articolo 12 della legge no 2882/2001, cos? come il ragionamento del Consiglio di stato nella sua sentenza no 2492/2008 ha rotto il giusto equilibrio che deve regnare tra le esigenze dell’interesse pubblico e gli imperativi della salvaguardia del diritto dell’interessato al rispetto dei suoi beni.
58. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
59. In quanto al motivo di appello del richiedente relativo all’articolo 6 ? 1 della Convenzione, la Corte considera che si confonde con quello che ha esaminato sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Visto a questo riguardo i suoi conclusioni (vedere sopra paragrafo 58), la Corte non stima necessaria di mettersi anche sul terreno dell’articolo 6.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
60. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
61. Per ci? che riguarda il danno patrimoniale subito, il richiedente richiede 632 976,50 euro (EUR), somma che risulterebbe dalla deduzione dell’importo di 22 677,92 euro, ricevuta a titolo di indennit? di espropriazione, dell’importo di 665 654,42 fissato con la decisione no 1064217/4182/0010.? In quanto al danno giuridico, richiede 10 000 EUR. Infine, chiede 3 773 EUR per oneri e spese.
62. Il Governo stima che le pretese del richiedente sono infondate ed eccessive. Sostiene che, se e nella misura in cui la Corte doveva constatare una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, dovrebbe dare alle parti la possibilit? di presentare delle osservazioni complementari sulla questione della soddisfazione equa.
63. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungono ad un accordo, tenendo conto del nuovo procedimento previsto dall’articolo 12 della legge no 2882/2001, come modificato dall’articolo 127 ? 1 della legge no 4070/2012, articolo 75 ? 1 dell’ordinamento della Corte.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;

2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;

3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare separatamente il motivo di appello tratto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;

4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato; perci?,
a), la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente a sottoporrgli per iscritto, nei sei mesi, le loro osservazioni sulla questione e, in particolare, a dargli cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega alla presidentessa della camera la cura di fissarla all’occorrenza.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 27 ottobre 2016, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Abele Campos Mirjana Lazarova Trajkovska
Cancelliere Presidentessa
Alla presente sentenza si trova unito, conformemente agli articoli 45 ? 2 della Convenzione e 74 ? 2 dell’ordinamento, l’esposizione dell’opinione concordante del giudice Koskelo alla quale i giudici Spano ed Eike dichiarano aderire.
M.L.T.
A.C.

OPINIONE CONCORDANTE DI IL GIUDICE KOSKELO ALLA QUALE ADERISCONO I GIUDICI SPANO ED EICKE
(Traduzione)

64. Come la maggioranza, ho votato per la constatazione di una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 nella presente causa. Tuttavia, al mio grande dispiacere, non posso aderire al ragionamento che sottende questa constatazione.
65. Ricorder? di prima brevemente i fatti pertinenti.
66. Nel 1976, lo stato ha espropriato il richiedente di un terreno situato nel quartiere di Plaka, ad Atene, nello scopo di effettuare delle perquisizioni archeologiche. Questa espropriazione era legale ed il titolo di propriet? sul terreno ? stato trasferito cos? allo stato. Di conseguenza, dal compimento dell’espropriazione, il richiedente non fa il pi? proprietario del terreno e non detiene pi? nessuno altro diritto su questo.
67. Il diritto greco contempla che ? possibile revocare un’espropriazione, interamente o parzialmente, se il servizio competente stima che non ? pi? necessario dello stato conservo bene l’in questione in un scopo di utilit? pubblica e se il vecchio proprietario accetta questa revoca, articolo 12 ? 1 della legge no 2882/2001. In simile caso, il vecchio proprietario contro che l’espropriazione ? stata dichiarata ? in diritto di ricuperare bene il mediante il pagamento di una somma. Secondo la legislazione in vigore all’epoca dei fatti, questa somma corrispondeva all’indennit? che il vecchio proprietario aveva ricevuto al momento dell’espropriazione adeguata da un metodo di indicizzazione fondata sull’indizio dei prezzi alla consumazione. Il diritto greco stabilisce che una tale revoca non provoca l’annullamento dell’espropriazione ex tunc ma costituisci un atto amministrativo nuovo con che l’espropriazione ? revocata ex nunc (vedere a questo riguardo il paragrafo 11 della sentenza della camera) purch? il vecchio proprietario procede al pagamento richiesi, articolo 12 ? 3 della legge.
68. Nello specifico, l’espropriazione ? stata revocata da una decisione resa nel 2004. La somma a pagare col richiedente ? stata fissata di prima con una decisione presa nel 2005 poi, in seguito ad un secondo chiedo formulata dal richiedente, con una decisione presa nel 2008, e diventata definitiva il 5 febbraio 2009. L’importo finale, adeguato sulla base dell’indizio dei prezzi alla consumazione, si stabiliva a 665 645,42 euro (EUR).
69. Dinnanzi alla Corte, il richiedente si lamenta essenzialmente di una violazione dei suoi diritti protetti con l’articolo 1 del Protocollo no 1 a causa del carattere secondo lui eccessivo dell’importo suddetto. Pensa che questo importo ? esagerato allo sguardo della somma che ha ricevuto al momento dell’espropriazione. Avanza anche che il valore del bene in 2012 era nettamente inferiore alla somma che gli ? stata chiesta, e che questo valore era ancora pi? debole in 2016.
70. Riguardando, in primo luogo, l’applicabilit? dell’articolo 1 del Protocollo no 1, ? bacino di ingrassamento per ostriche che l’espropriazione controversa che era in lei stessa conforma alla legge, ha privato il richiedente di ogni titolo di propriet? sul bene in questione. In altri termini, il richiedente non disponeva pi? sul bene di nessuno diritto che gli avrebbe permesso di avvalersi della protezione garantita da suddetto articolo.
71. La revoca dell’espropriazione ha modificato la situazione. In virt? del diritto interno, questa revoca ha conferito al richiedente, nella sua qualit? di vecchio proprietario, un diritto di prelazione che gli permette di ricuperare il terreno mediante il pagamento di una somma definita dalle disposizioni legali pertinenti difatti. Anche se l’articolo 1 del Protocollo no 1 non garantisce il diritto di acquisire dei beni, nelle circostanze dello specifico, la revoca ha creato per il richiedente un nuovo interesse patrimoniale che provoca l’applicabilit? di suddetto articolo.
72. In compenso, tenuto conto del carattere discrezionale del diritto interno che regola questa revoca, come invocato dal Governo e come enunciato nel formulato anche della disposizione pertinente, si saprebbe considerare solamente, finch? la revoca fosse effettiva, il richiedente poteva nutrire pi? di una speranza di giungere ad una situazione dove sarebbe stato in diritto di ricuperare il suo vecchio terreno. ? la revoca dell’espropriazione che ha corredato in virt? della legislazione greca del diritto di prelazione suddetta che fa rilevare la causa dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte, n? la speranza che il richiedente ha potuto ad un’epoca nutrire a questo riguardo n? un motivo di appello difendibile non possono ad essi soli essere considerati come “un bene” suscettibile di provocare l’applicazione difatti di suddetto articolo, Kopeck? c. Slovacchia [GC], no 44912/98, ?? 49 e 52, CEDH 2004 IX, e Zhigalev c. Russia, no 54891/00, ? 146, 6 luglio 2006.
73. Riguardando, in secondo luogo, il punto di sapere se l’articolo 1 del Protocollo no 1 ? stato rispettato nello specifico, il motivo di appello solleva la questione della condizione che ? stata imposta al richiedente affinch? questo abbia il diritto di ricuperare il suo vecchio terreno, cio? l’obbligo di pagare una somma che il richiedente trova eccessivo.
74. ? manifesto che le condizioni legate all’esercizio di un diritto possono essere di una natura come costituiscono un attentato auditing dritto. Ci? che ?, quando lo stato revoca un’espropriazione mentre questa espropriazione era in lei stessa legittimo ed era stata pronunciata molto tempo prima, ? evidente che si non pu? aspettare ragionevolmente di lui che accordi al vecchio proprietario un diritto di prelazione che lo privilegerebbe ne che gli permette di ricuperare il suo vecchio bene senza imporrgli un certo adeguamento della somma a pagare in compenso. In simili circostanze, il principio di un adeguamento non saprebbe in s? costituire un attentato al diritto in questione.
75. Convengo in compenso che i fatti della causa, ed in particolare l’affermazione secondo la quale la somma esatta del richiedente era esorbitante, comandano di ricercare se le condizioni legate alla possibilit? per l’interessato di ricuperare il suo vecchio terreno soddisfanno alle esigenze patrimoniali dell’articolo 1 del Protocollo no 1. Non sono neanche in disaccordo con la maggioranza quando constata (paragrafo 45 della sentenza) che la presente causa rileva della regola generale enunciata all’articolo 1 del Protocollo no 1.
76. Pertanto, si tratta di determinare se la determinazione del prezzo a pagare col richiedente per ricuperare il suo bene ha predisposto un giusto equilibro tra gli interessi concorrenti in gioco, a sapere l’interesse privato del richiedente che aspirava ad esercitare il diritto di ricuperare il suo bene previsto con la legislazione nazionale, e l’interesse generale che voleva nello specifico che il terreno detenuto dallo stato non fosse ceduto ad un prezzo troppo debole.
77. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte, in simili circostanze, gli Stati dispongono di un ampio margine di valutazione per decidere dei politici che intendono condurre col verso della legislazione nazionale (vedere, mutatis mutandis, Lithgow ed altri c. Regno Unito, 8 luglio 1986, ?? 121-122, serie Ha no 102. Non solo la Convenzione non impone agli Stati n? l’obbligo di revocare delle espropriazioni decise su una base legale n? quella di accordare ai vecchi proprietari il diritto di ricuperare i loro beni, ma un Stato che sceglie di dotare si di una legislazione in questo senso dispone anche di un ampio margine di valutazione per fissare le condizioni di cui desidera abbinare queste misure, in particolare concernente i metodi di calcolo del prezzo a pagare in compenso del recupero dei beni. In quanto tale, l’applicazione di un metodo di indicizzazione non saprebbe sollevare di obiezione sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, in particolare quando il principio avendo presieduto alla sua adozione non era per niente, siccome sottolinealo il Governo, di penalizzare in generale i vecchi proprietari riguardati.
78. La Corte ? chiamata a decidere la questione di sapere dunque se, nelle circostanze concrete dello specifico, l’applicazione del diritto interno d? un risultato sproporzionato del punto di vista del richiedente. Se il diritto interno, siccome nello specifico, conferisci al vecchio proprietario di un terreno avendo fatto l’oggetto di un’espropriazione un diritto di prelazione per la re-acquisizione di suddetto terreno, questo diritto pu? nei fatti essere ostacolato quando la somma a sborsare non ? in compenso ragionevolmente proporzionata al valore reale del terreno in questione. In simili circostanze, ? possibile che si raggiunga allora i limiti del margine di valutazione di cui gode lo stato.
79. A questo riguardo, considero che, per determinare se lo stato convenuto ha o non onorato i suoi obblighi al titolo l’articolo 1 del Protocollo no 1, conviene confrontare l’importo che il richiedente ha dovuto pagare ed il valore reale del bene all’epoca corrispondente.
80. La maggioranza stima, paragrafo 52 della sentenza che, per determinare se l’importo chiesto era proporzionato ragionevolmente al valore reale del bene, c’? luogo di tenere conto dell’evoluzione del mercato dell’immobiliare in Grecia. Ci? suppone di interessarsi non solo all’evoluzione dei prezzi dei beni immobiliari fino al momento dove le autorit? nazionali hanno preso le decisioni pertinenti concernente il diritto del richiedente a ricuperare il suo vecchio bene, ma anche al modo di cui questi prezzi si sono evoluti ulteriormente, questo essere-a-argomento durante gli anni durante che la richiesta ? restata appendi dinnanzi alla Corte. La maggioranza considera anche che questa analisi deve prendere in conto la durata del procedimento che ha preceduto la revoca dell’espropriazione e la determinazione dell’importo a pagare col richiedente per ricuperare il suo vecchio terreno.
81. Sono in disaccordo con questo ragionamento che pone a mio avviso parecchi problemi.
82. Primariamente, penso che non ? giusto tenere conto dell’evoluzione dei prezzi dei beni immobiliari dopo l’adozione delle decisioni pertinenti con le autorit? nazionali, questo essere-a-argomento durante il periodo dove la richiesta era pendente dinnanzi alla Corte. La questione a decidere ? quella di sapere se lo stato convenuto ha commesso una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, e non quella dell’ampiezza del danno risultante di una violazione gi? invalsa. A mio avviso, per dire se lo stato convenuto ha o non imposto al richiedente un obbligo di pagamento sproporzionato e, di conseguenza, costitutiva di una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, non si pu? considerare come criterio che determina l’abbassamento dei prezzi dei beni immobiliari che sono stati osservati dall’adozione con le autorit? nazionali delle decisioni in questione. Secondo la stessa logica, se, dopo l’adozione di suddette decisioni, i prezzi dell’immobiliare si erano evoluti in senso inverso, “avrebbero cancellato” una violazione di cui lo stato convenuto avrebbe se no potuto essere tenuto per responsabile.
83. Secondariamente, quando menziona la durata del procedimento, la maggioranza indica che il periodo pertinente in questo contesto ? quella compreso entro 1992, l’anno della prima domanda di revoca dell’espropriazione formulata dal richiedente, e 2004, l’anno del pronunziato effettivo della revoca. Ora il diritto che fa entrare in gioco l’articolo 1 del Protocollo no 1 ? apparso solamente con la revoca dell’espropriazione. Parte anteriore suddetta revoca, il richiedente non disponeva ancora al riguardo del bene in questione di nessuno diritto soggettivo suscettibile di rilevare di suddetto articolo. Non penso che la responsabilit? dello stato convenuto allo sguardo dell’articolo 1 del Protocollo no 1 possa dipendere da circostanze che riguardano un periodo durante la quale l’articolo in questione non era anche applicabile. Dopo tutto, secondo la giurisprudenza consolidata della Corte, ha luogo non ci di ricercare se un giusto equilibrio ? stato predisposto che a partire da dal momento in cui ? stata stabilita l’esistenza di un’ingerenza che soddisfaccia all’esigenza di legalit? e che non sia arbitrario, Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 110, CEDH 2000 I. Ancora occorre per ci? che esista un diritto entrante nel campo di applicazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
84. Nello stesso ordine di idee, nelle cause relative all’articolo 1 del Protocollo no 1 in che l’incertezza ha condotto ad una constatazione di violazione, l’azione o l’inoperosit? dello stato aveva generato un’incertezza prolungata gi? nell’esercizio di un diritto patrimoniale esistente ed aprendo dritto ad una protezione al titolo di suddetto articolo (Beyeler, precitato, ?? 105 e 110. Tale non ? il caso nello specifico. Siccome indicato pi? alto, e siccome la maggioranza sembro anche ammetterlo, paragrafi 38 e 46 della sentenza, ? la revoca dell’espropriazione che ha corredato per il vecchio proprietario del diritto di ricuperare il suo terreno che provoca l’applicabilit? dell’articolo 1 del Protocollo no 1 nello specifico.
85. Di pi?, non rileva n? dei mezzi n? delle attribuzioni della Corte di sostituirsi alle giurisdizioni nazionali e di considerare che le autorit? nazionali avrebbero dovuto revocare l’espropriazione pi? presto che non hanno fatto, questo essere-a-argomento che non avrebbero dovuto lasciare passare tanto di tempo prima di concludere che lo scopo iniziale n? nessuno altro scopo di utilit? pubblica giustificava solamente lo stato conservasse la propriet? del terreno che era stato oggetto di un’espropriazione legittima.
86. Terzo, vedo una contraddizione reciproca tra i due elementi che, secondo la maggioranza, influente sulla valutazione del carattere sproporzionato della somma chiesta al richiedente allo sguardo del valore reale del terreno.
87. In una valutazione sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, una presa in conto della durata del procedimento implica nel contesto dello specifico che la revoca dell’espropriazione sarebbe dovuta essere deciso pi? presto. Siccome gi? indicato, questo punto di vista presuppone che suddetto articolo si applicava gi? alla speranza, per il richiedente, di ottenere una revoca, ci? che contraddice la giurisprudenza consolidata della Corte.
88. Ad ogni modo, se l’espropriazione fosse stata revocata effettivamente presto pi?, i due termini del paragone, a sapere il risultato dell’indicizzazione ed il valore reale del terreno, sarebbero stati differenti di ci? che erano alla data alla quale le decisioni pertinenti sono state prese. Per di pi?, e ? pi? importante, se l’espropriazione fosse stata revocata pi? presto e se aveva permesso al richiedente di ricuperare il suo vecchio terreno, ? evidente che questo avrebbe sopportato solo le conseguenze di ogni abbassamento ulteriore del valore reale del bene.
89. Ora la motivazione esposta dalla maggioranza notifica non solo che l’espropriazione sarebbe dovuta essere revocata prima del 2004, ma anche che perch? ci? non ? stato il caso, bisognerebbe determinare oggi la responsabilit? dello stato convenuto allo sguardo dell’articolo 1 il Protocollo no 1 come se la revoca aveva avuto luogo di numerosi anni dopo 2004, questo essere-a-argomento riferendosi ai prezzi dei beni immobiliari constatati attualmente che sono nettamente inferiori a quelli rilevato all’epoca dove l’obbligo di pagamento in vista del recupero del bene ? stato definito al livello nazionale. Non posso seguire allo stesso modo ragionamento. Se non appartiene alla Corte di concedersi alle sue proprie constatazioni di fatto, in particolare concernente gli statistici economici pertinenti, questa deve esporre tuttavia con sufficientemente di chiarezza la logica sulla quale si basi per stabilire la responsabilit? di un Stato convenuto a titolo della Convenzione, nell’occorrenza dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
90. A mio avviso, la questione a decidere nello specifico ? quella di sapere se lo stato convenuto ha subordinato il diritto per il richiedente di ricuperare il suo vecchio terreno ad un obbligo di pagamento che era sproporzionata allo sguardo del valore reale del terreno nel momento in cui le autorit? hanno preso in materia le decisioni definitive.
91. Ricordo che l’espropriazione ? stata revocata nel 2004 e che l’importo a pagare col richiedente per ricuperare il suo vecchio bene ? stato fissato nel 2005 a 601 705,67 EUR, poi, in seguito ad un secondo chiedo formulata dal richiedente, nel 2008 a 665 645,42 EUR dai quali conveniva dedurre l’importo dell’indennizzo inizialmente ricevuto dal richiedente in compenso dell’espropriazione, o 22 677,92 EUR. Questa ultima decisione ? diventata definitiva il 5 febbraio 2009.
92. Il Governo sostiene che il valore obiettivo del terreno nel 2008 si stabiliva a 664 565 EUR. Appare tuttavia che questo valore corrisponde a quella di un terreno costruito della stessa superficie e situato nella stessa zona, mentre il terreno in questione ? un appezzamento nudo. In altri termini, per esercitare il suo diritto a ricuperare il terreno, il richiedente sarebbe stato costretto di pagare una somma che corrisponde approssimativamente al valore di un terreno costruito, allora stesso che l’appezzamento in causa non portava nessuna costruzione. Nelle circostanze dello specifico, ci? basta per concludere che la somma chiesta era sproporzionata al valore reale del terreno all’epoca. ? su questa base che aderisco alla constatazione di una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.

Testo Tradotto

Conclusions : Partiellement irrecevable Violation de l’article 1 du Protocole n? 1 – Protection de la propri?t? (article 1 al. 1 du Protocole n? 1 – Respect des biens) Satisfaction ?quitable r?serv?e (Article 41 – Pr?judice moral Dommage mat?riel Satisfaction ?quitable)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE KANAGINIS c. GR?CE

(Requ?te no 27662/09)

ARR?T
(Fond)

STRASBOURG

27 octobre 2016

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Kanaginis c. Gr?ce,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mirjana Lazarova Trajkovska, pr?sidente,
Ledi Bianku,
Linos-Alexandre Sicilianos,
Robert Spano,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo,
Tim Eicke, juges,
et de Abel Campos, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 27 septembre 2017,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 27662/09) dirig?e contre la R?publique hell?nique et dont un ressortissant de cet ?tat, OMISSIS (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 4 mai 2009 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant a ?t? repr?sent? par OMISSIS, avocat au barreau d?Ath?nes. Le gouvernement grec (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par les d?l?gu?s de son agent, Mme F. Dedousi, assesseure aupr?s du Conseil juridique de l??tat et M. Ch. Poulakos, auditeur aupr?s du Conseil juridique de l??tat.
3. Le requ?rant all?gue en particulier une violation de son droit ? la protection de ses biens.
4. Le 29 avril 2010, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
A. La gen?se de l?affaire
5. Le requ?rant r?side ? Ath?nes. Le 14 avril 1976, par d?cision commune des ministres des Finances et de la Culture, l??tat proc?da ? l?expropriation d?un terrain appartenant au requ?rant, sis dans le quartier historique de Plaka ? Ath?nes, afin de proc?der ? des fouilles arch?ologiques. Le requ?rant louait ledit terrain comme parking ext?rieur, ce qui lui apportait un revenu mensuel de 7 000 drachmes (20,50 euros environ). Le 31 octobre 1977, il re?ut ? titre d?indemnit? la somme de 7 727 500 drachmes (22 678 euros). L?expropriation fut ainsi r?alis?e.
B. Les proc?dures tendant ? la r?vocation de l?expropriation litigieuse
6. Les 23 d?cembre 1992 et 7 janvier 1994, le requ?rant demanda la r?vocation de l?expropriation litigieuse, faute d?accomplissement du but d?utilit? publique retenu par l?administration comme raison de l?expropriation. D?bout? par l?administration, le requ?rant saisit par la suite le Conseil d??tat qui rejeta ses recours en annulation contre le refus de l?administration de r?voquer l?expropriation (arr?ts nos 2242/1997 et 2243/1997).
7. Le 21 f?vrier 2002, le requ?rant demanda ? nouveau la r?vocation de l?expropriation litigieuse. D?bout? par l?administration, il saisit le Conseil d??tat qui, cette fois, fit droit ? son recours et annula le refus de l?administration de r?voquer l?expropriation, jugeant que le but de celle-ci avait ?t? abandonn? (arr?t no 2319/2004).
C. La proc?dure litigieuse
8. Le 17 octobre 2005, la chef de la direction des biens publics (????????? ???????? ??????????) du minist?re de l??conomie et des Finances, se fondant sur l?article 12 du code d?expropriation des biens immobiliers (loi no 2882/2001), r?ajusta l?indemnit? d?expropriation en fonction de l?indice annuel moyen des prix ? la consommation (??????????? ?????????????) et fixa ? 601 705,67 euros le montant que le requ?rant devait rembourser ? l??tat afin de r?cup?rer son terrain (d?cision no 1087631/6632/?0010).
9. Le 23 d?cembre 2005, le requ?rant saisit le Conseil d??tat d?un recours en annulation de cette d?cision. Il affirmait que le but de l?expropriation avait ?t? abandonn? et qu?en raison de l?inertie des autorit?s comp?tentes ? proc?der aux fouilles arch?ologiques, il avait ?t? priv? de sa propri?t? pendant plus de trente ans sans aucune raison valable. Lui demander de rembourser le montant qu?il avait per?u ? titre d?indemnit? apr?s r?ajustement sur la base de l?indice des prix ? la consommation ?quivalait ? ses yeux ? r?compenser l??tat pour cette expropriation abusive et lui imposait une charge exorbitante qui portait atteinte ? ses droits garantis par l?article 17 de la Constitution et l?article 1 du Protocole no 1.
10. Le 12 juin 2008, le requ?rant saisit de nouveau l?autorit? comp?tente et l?invita ? proc?der ? un nouveau calcul du montant d?. Il relevait dans sa demande que celle-ci se faisait sans pr?judice ? ses droits reconnus par le droit interne, et tout particuli?rement ceux r?sultant de son recours pendant devant le Conseil d??tat ou son droit de contester le r?sultat de la proc?dure interne devant les instances internationales comp?tentes. Le 24 juillet 2008, l?autorit? comp?tente fixa ? 665 645,42 euros le montant que le requ?rant devait rembourser ? l??tat afin de r?cup?rer son terrain (d?cision no 1064217/4182/?0010).
11. Le 22 septembre 2008, le Conseil d??tat se pronon?a comme suit sur le recours en annulation du requ?rant :
? La r?vocation d?une expropriation r?alis?e ne constitue pas un cas de r?vocation authentique, ? savoir de lev?e r?troactive des effets d?une d?cision d?expropriation en raison des erreurs mat?rielles ou l?gales commises au moment de sa mise en application, ce qui aurait cr?? l?obligation pour l?administration de r?tablir les choses en l??tat, selon le status quo juridique et factuel de l??poque. En revanche, la r?vocation d?une expropriation r?alis?e constitue un acte administratif nouveau et ind?pendant, dont les conditions de prise, y compris le remboursement de l?indemnit? vers?e, sont consid?r?es et appr?ci?es selon le status quo actuel. ?
12. Bas?e sur cette constatation, la haute juridiction conclut que nulle atteinte aux droits garantis par la Constitution et l?article 1 du Protocole no 1 ne se trouvait ?tablie en l?esp?ce et rejeta le recours (arr?t no 2492/2008). Cet arr?t fut mis au net et certifi? conforme le 5 f?vrier 2009.
D. Document fourni par le requ?rant relatif ? la d?termination de la valeur objective de son bien
13. Le requ?rant d?posa ? la Cour un document, ?tabli par la notaire V.M. et sp?cialement pr?vu pour le calcul de la valeur objective de son terrain. Le calcul effectu? sur un formulaire pr?-imprim?, se fondait sur les prix en vigueur en 2016. Le calcul tenait compte de diff?rents ?l?ments (surface, fa?ade et profondeur du terrain ainsi que certains autres crit?res). Sur la base de ce calcul, la notaire pr?cisait que la valeur objective actuelle s??levait ? 254 856,03 euros.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. La Constitution
14. L?article 17 de la Constitution dispose :
? 1. La propri?t? est plac?e sous la protection de l??tat. Les droits qui en d?rivent ne peuvent toutefois s?exercer au d?triment de l?int?r?t g?n?ral.
2. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t?, si ce n?est pour cause d?utilit? publique, d?ment prouv?e, dans les cas et suivant la proc?dure d?termin?s par la loi et toujours moyennant une indemnit? pr?alable compl?te. Celle-ci doit correspondre ? la valeur que poss?de la propri?t? expropri?e le jour de l?audience sur l?affaire concernant la fixation provisoire de l?indemnit? par le tribunal. Dans le cas d?une demande visant ? la fixation imm?diate de l?indemnit? d?finitive, est prise en consid?ration la valeur que la propri?t? expropri?e poss?de au jour de l?audience du tribunal sur cette demande.
(…) ?
B. La loi no 2882/2001 et sa modification par la loi no 4070/2012
15. L?article 12 de la loi no 2882/2001 tel qu?appliqu? ? l??poque des faits disposait :
Article 12- R?vocation de l?expropriation accomplie
? 1. Une expropriation accomplie qui a ?t? d?clar?e en faveur : a) de l??tat, b) de personnes morales de droit public, c) de collectivit?s locales de 1er et 2?me degr?, d) des entreprises appartenant ? l??tat ou ? de personnes morales de droit public, et e) d?organismes d?utilit? publique, peut ?tre r?voqu?e, enti?rement ou partiellement, si le service comp?tent estime qu?elle n?est pas n?cessaire pour atteindre le but initial ou autre, qualifi? par la loi d?utilit? publique, et si le propri?taire contre lequel l?expropriation a ?t? d?clar?e, accepte la r?vocation. Le bien expropri? peut ?tre mis ? disposition librement si la personne dont la propri?t? a ?t? expropri?e d?clare ne pas souhaiter sa r?vocation ou ne r?agit pas dans un d?lai de trois mois ? l?invitation y relative. Si le bien concern? a ?t? utilis? dans le but pour lequel il avait ?t? expropri? et qu?il a cess? par la suite d??tre utilis? dans ce sens, l?expropriation est consid?r?e comme accomplie et sa r?vocation n?est pas possible. Dans ce cas, le bien peut ?tre mis ? disposition librement.
2. (…)
3. La r?vocation enti?re ou partielle de l?expropriation, selon les dispositions du pr?sent article, est effectu?e par d?cision de l?autorit? qui l?avait d?clar?e (…) apr?s restitution de l?indemnit? pay?e ? celui qui s?est charg? de son paiement, r?ajust?e selon ce qui suit.
(…)
Le r?ajustement de l?indemnit? ? restituer est calcul? sur la base de l?indice annuel moyen des prix ? la consommation, ?tabli par le service national de statistiques de Gr?ce, en multipliant l?indemnit? per?ue avec le rapport (T2/T1) entre l?indice annuel moyen des prix ? la consommation de l?ann?e de fixation de l?indemnit? ? payer (T2) et celui de la date d?encaissement de l?indemnit? par son titulaire (T1).
(…)
4. L?indemnit? est pay?e au comptant dans les six mois qui suivent la notification de la d?cision mentionn?e au paragraphe pr?c?dent. Si l?indemnit? ? restituer d?passe au total 2 000 000 drachmes (soit 5 869,4 euros) elle peut ?tre restitu?e, ? la demande de la personne concern?e, en quatre versements semestriels de la m?me somme, dont le premier est pay? dans les six mois qui suivent la notification de la d?cision susmentionn?e au redevable. Si les d?lais pr?cit?s arrivent ? ?ch?ance sans effet, l?autorit? comp?tente pour la fixation de l?indemnit? peut rendre ? la demande du requ?rant une nouvelle d?cision comportant un nouveau r?ajustement de la somme due ou une nouvelle d?cision d?clarant l?annulation de la r?vocation de l?expropriation. Par la d?cision d?clarant l?annulation [de la r?vocation] est aussi ordonn?e la restitution des sommes qui ont ?t? ?ventuellement pay?es par l?int?ress?.
(…) ?
16. L?article 3 de l?article 12 de la loi no 2882/2001 a ?t? modifi? par l?article 127 ? 1 de la loi no 4070/2012, entr?e en vigueur le 10 avril 2012. La nouvelle disposition pr?voit ce qui suit :
? (…)
Le Comit? [administratif] pr?vu par l?article 15 ? 1 de la pr?sente loi ou un expert certifi? ind?pendant, selon le choix de l?autorit? comp?tente, ?mettent un avis sur le montant de l?indemnit? dans un d?lai de deux mois ? partir de la r?ception du dossier. Sont notamment pris en compte comme crit?res pour l??valuation de la valeur du terrain en cause, la valeur des terrains adjacents ou similaires ainsi que le possible revenu r?sultant de l?exploitation du terrain. La valeur propos?e ne peut ?tre inf?rieure ? celle de la valeur objective [fix?e par l?autorit? fiscale] du terrain. En cas de d?saccord sur le montant de l?indemnit? due, sa d?termination est faite, suite ? la demande de l?int?ress?, par les juridictions comp?tentes dans un d?lai de soixante jours ? compter de la notification de la d?cision en cause.
(…) ?
17. Selon le Conseil d??tat, les dispositions pertinentes de la loi no 4070/2012 sur la r?vocation de l?expropriation accomplie s?appliquent uniquement aux affaires dans lesquelles l?acte administratif portant sur la d?termination de l?indemnit? due pour la r?cup?ration du terrain expropri? n?a pas ?t? adopt? ? la date d?entr?e en vigueur de ladite loi (arr?t no 559/2014).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
18. Le requ?rant se plaint d?une atteinte ? son droit au respect de ses biens. Il affirme que la somme qu?il doit rembourser afin de r?cup?rer son bien n?est pas raisonnablement en rapport avec la somme qu?il avait per?ue ? titre d?indemnit? d?expropriation. Il se plaint ? cet ?gard aussi de la motivation de l?arr?t no 2492/2008 du Conseil d??tat. Il consid?re que la haute juridiction administrative ne s?est pas prononc?e sur l?essence des arguments qu?il avait soumis ? son examen. Il invoque l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
1. Arguments des parties
a) Le Gouvernement
19. Le Gouvernement plaide, tout d?abord, l?irrecevabilit? de la requ?te pour non-?puisement des voies de recours internes. Il affirme qu?apr?s la saisine du Conseil d??tat, le requ?rant a soumis aupr?s de l?administration une nouvelle demande de calcul du montant d? afin de se voir restituer le terrain litigieux. Bien que l?administration ne se trouv?t pas dans l?obligation de recalculer le montant d?, elle a fait droit ? cette demande du requ?rant et a r?ajust? le montant d?.
20. De l?avis du Gouvernement, par cette action le requ?rant a tacitement accept? le calcul de l?indemnit? due selon la d?cision no 1087631/6632/?0010 du 17 octobre 2005. Tout en estimant que ce comportement est abusif de la part du requ?rant et qu?il a ainsi perdu la qualit? de victime, le Gouvernement rel?ve qu?il a omis de contester la d?cision no 1064217/4182/?0010 devant le Conseil d??tat. Il n?a pas ainsi ?puis? les voies de recours internes ? l??gard du grief tir? de l?article 1 du Protocole no 1.
b) Le requ?rant
21. Le requ?rant r?torque que l?all?gation du Gouvernement selon laquelle sa nouvelle demande de fixation de l?indemnit? due pour le rachat du terrain expropri? ?quivalait ? une acceptation du montant d?j? calcul? en vertu de la d?cision no 1087631/6632/?0010 est infond?e et pourrait induire la Cour en erreur. En effet, il rel?ve que sa nouvelle demande aupr?s de l?administration avait ?t? faite sous r?serve explicite de ses droits selon le droit national, du fait qu?une proc?dure ?tait pendante devant la haute juridiction administrative sur la constitutionnalit? de l?article 12 de la loi no 2882/2001 et de la possibilit? de saisir les instances internationales comp?tentes ? cet ?gard.
22. Le requ?rant affirme que sa nouvelle demande d?pos?e en 2008 n?avait pour objectif que de ? geler ? le montant n?cessaire pour la r?cup?ration de son bien ; la premi?re estimation des services comp?tents datait d?j? de 2005 et le requ?rant savait que, selon la m?thode de calcul pr?vue par l?article 12 de la loi no 2882/2001, ladite somme ne cessait d?augmenter. En tout ?tat de cause, il affirme que par son recours en annulation devant le Conseil d??tat, il avait mis en cause la constitutionnalit? de la disposition litigieuse et sa compatibilit? avec l?article 1 du Protocole no 1. Partant, du moment que son recours avait ?t? rejet? par la haute juridiction administrative, un nouveau recours sur les m?mes questions qui font aussi l?objet de l?affaire devant la Cour, serait d?pourvu d?objet et d?int?r?t.
2. Appr?ciation de la Cour
23. La Cour rappelle qu?en vertu de l?article 35 ? 3 a) une requ?te peut ?tre d?clar?e abusive notamment si elle se fonde d?lib?r?ment sur des faits controuv?s. Une information incompl?te et donc trompeuse peut ?galement s?analyser en un abus du droit de recours individuel, particuli?rement lorsqu?elle concerne le c?ur de l?affaire et que le requ?rant n?explique pas de fa?on suffisante pourquoi il n?a pas divulgu? les informations pertinentes (Gross c. Suisse [GC], no 67810/10, ? 28, 30 septembre 2014).
24. La Cour n?aper?oit dans le dossier de la pr?sente requ?te aucun ?l?ment qui permettrait de qualifier le comportement du requ?rant d?abusif, au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention. La question de savoir si la seconde demande du requ?rant ? l?administration sur le calcul de la somme due devait ?tre suivie d?un nouveau recours en annulation rel?ve plut?t de l?objection tir?e du non-?puisement des recours internes qui sera examin?e ci-dessous. Par ailleurs, le m?me constat vaut pour l?objection du Gouvernement tir?e de la perte de la qualit? de victime du requ?rant qui se rapporte de fait ?galement au sujet de l??puisement des voies de recours internes.
25. En ce qui concerne la r?gle de l??puisement des voies de recours internes, ?nonc?e ? l?article 35 ? 1 de la Convention, la Cour rappelle qu?elle se fonde sur l?hypoth?se, incorpor?e dans l?article 13, avec lequel elle pr?sente d??troites affinit?s, que l?ordre interne offre un recours effectif, en pratique comme en droit quant ? la violation all?gu?e (Kud?a c. Pologne [GC], no 30210/96, ? 152, CEDH 2000-XI ; Hassan et Tchaouch c. Bulgarie [GC], no 30985/96, ?? 96-98, CEDH 2000 XI). Elle rappelle qu?en vertu de la r?gle de l??puisement des voies de recours internes le requ?rant doit, avant de saisir la Cour, avoir donn? ? l??tat responsable, en utilisant les ressources judiciaires pouvant ?tre consid?r?es comme effectives et suffisantes offertes par la l?gislation nationale, la facult? de rem?dier par des moyens internes aux violations all?gu?es (voir, entre autres, Fressoz et Roire c. France [GC], no 29183/95, ? 37, CEDH 1999 I).
26. L?article 35 ? 1 de la Convention ne prescrit l??puisement que des recours ? la fois relatifs aux violations incrimin?es, disponibles et ad?quats. Ils doivent exister ? un degr? suffisant de certitude non seulement en th?orie mais aussi en pratique, sans quoi leur manquent l?effectivit? et l?accessibilit? voulues ; il incombe ? l??tat d?fendeur de d?montrer que ces exigences se trouvent r?unies (voir, entre autres, McFarlane c. Irlande [GC], no 31333/06, ? 107, 10 septembre 2010). Le simple fait de nourrir des doutes quant aux perspectives de succ?s d?un recours donn? qui n?est pas de toute ?vidence vou? ? l??chec ne constitue pas une raison valable pour justifier la non-utilisation de recours internes (Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, ? 71, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 IV). Enfin, celui qui a exerc? un recours de nature ? rem?dier directement ? et non de fa?on d?tourn?e ? ? la situation litigieuse n?est pas tenu d?en ?puiser d?autres ?ventuellement ouverts mais ? l?efficacit? improbable (Manoussakis et autres c. Gr?ce, 26 septembre 1996, ? 33, Recueil 1996 IV ; Anakomba Yula c. Belgique, no 45413/07, ? 22, 10 mars 2009).
27. En l?occurrence, ? travers son recours en annulation devant le Conseil d??tat, le requ?rant ne s?est pas plaint du montant pr?cis de l?indemnit? due ? l??tat, comme celle-ci avait ?t? fix?e en vertu de la d?cision no 1087631/6632/?0010. De mani?re plus g?n?rale, son recours a vis? le sens m?me de l?article 12 de la loi no 2882/2001 dont il a contest? tant la constitutionnalit? que la compatibilit? avec l?article 1 du Protocole no 1. En d?autres termes, le requ?rant ne s?est pas plaint que les autorit?s comp?tentes avaient erron?ment appliqu? la formule pr?vue par la disposition pr?cit?e lors du calcul du montant d? ; il a contest? la ratio legis de cette disposition qui permettait la r?cup?ration du terrain expropri? par l?ancien propri?taire ? condition de payer ? l??tat la plus-value de la propri?t? en cause, calcul?e selon la formule pr?vue par l?article 12 de la loi pr?cit?e.
28. Il est aussi ? noter que la haute juridiction administrative s?est uniquement pench?e dans son arr?t no 2492/2008 sur la question de la constitutionnalit? de la disposition l?gislative en cause sans examiner le montant sp?cifique fix? par la d?cision no 1087631/6632/?0010. Enfin, la Cour note que devant elle le requ?rant s?est tout sp?cifiquement plaint du principe sur lequel repose l?article 12 de la loi no 2882/2001 en all?guant que l?application de la formule pr?vue par ladite disposition sur le r?ajustement de la somme initialement per?ue lors de l?expropriation de son terrain avait comme r?sultat de lui r?clamer un montant totalement exorbitant.
29. Il s?ensuit de ce qui pr?c?de que par son arr?t no 2492/2008 le Conseil d??tat s?est pench? sur les questions de droit aff?rentes ? l?article 12 de la loi no 2882/2001 faisant l?objet de la pr?sente requ?te. Par cons?quent, une nouvelle saisine de la haute juridiction administrative par un recours en annulation contre la d?cision no 1064217/4182/?0010 serait sans objet en l?esp?ce, puisque ladite juridiction serait invit?e par le requ?rant ? se prononcer sur des questions relatives au droit ? la protection des biens, d?j? examin?es dans son arr?t no 2492/2008.
30. Au vu de ce qui pr?c?de, la Cour consid?re que le requ?rant a fait un usage suffisant des voies de recours qu?il avait ? sa disposition afin de rem?dier ? la situation dont il se plaint en l?esp?ce. Il convient donc de rejeter l?exception de non-?puisement soulev?e par le Gouvernement.
31. En outre, la Cour constate que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs qu?elle ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
a) Le requ?rant
32. Le requ?rant affirme qu?il n?y aurait pas d?enrichissement sans cause ? son ?gard s?il ?tait tenu de remettre ? l??tat uniquement le montant initial re?u ? titre d?indemnit? d?expropriation. Il accepte que pendant la p?riode o? son terrain ?tait expropri? il pouvait tirer profit de cette somme mais il rel?ve que ce principe s?applique aussi ? l??tat qui pouvait ?galement exploiter le bien en cause. En effet, le requ?rant estime qu?en lui demandant de retourner le montant initial r?ajust? selon l?indice annuel moyen des prix ? la consommation, c?est l??tat qui s?enrichirait sans cause, puisqu?il tirerait profit du comportement ill?gal qui a donn? lieu ? la r?vocation de l?expropriation. En m?me temps, l??tat exigeait de profiter de la plus-value bien qu?il ait eu la possibilit? d?exploiter le terrain pour trente ans environ. En tout ?tat de cause, le requ?rant all?gue qu?une question de principe se pose en l?esp?ce : si quelqu?un devait profiter d?une quelconque augmentation de la valeur de la propri?t? en cause, c??tait lui et non pas l??tat, du fait que c??tait lui et non pas l??tat qui avait subi les cons?quences n?gatives de l?expropriation impos?e dont le but n?a jamais ?t? r?alis?.
33. Le requ?rant ajoute que la somme ? payer ? l??tat pour se voir r?cup?rer le bien immobilier en cause ?tait environ vingt-six fois sup?rieur au montant re?u ? titre d?indemnit? d?expropriation. De plus, il rel?ve qu?en 1992, lorsqu?il a pour la premi?re fois demand? la r?vocation de l?expropriation sans succ?s, il aurait pay? selon la formule bas?e sur l?indice des prix ? la consommation, la moiti? du montant requis par l?administration en 2005 et 2008. Le requ?rant estime que l?article 12 de la loi no 2882/2001, tel qu?appliqu? ? l??poque des faits, pr?voyait une formule de r?ajustement du montant allou? ? titre d?indemnit? d?expropriation qui rendait impossible toute tentative de r?cup?ration du bien concern?. Il soumet ? ce titre des avis notariaux faisant ressortir que selon les estimations de l?autorit? fiscale, la valeur du bien remontait ? 376 958,58 euros en 2012 et ? 254 856,03 euros en 2016. Enfin, le requ?rant rel?ve que le Conseil d??tat n?a offert aucune r?ponse ? ses arguments concrets sur l?incompatibilit? de la situation litigieuse avec les articles 17 de la Constitution et 1 du Protocole no 1 mais qu?il s?est limit? ? affirmer qu?il n?y avait aucune atteinte ? ces dispositions.
b) Le Gouvernement
34. Le Gouvernement r?torque que le requ?rant a re?u ? l??poque de l?expropriation une indemnit? qui correspondait ? la valeur du terrain en cause. Il ajoute que l?indice annuel moyen des prix ? la consommation est un crit?re simple et objectif pour proc?der au r?ajustement du montant re?u par l?int?ress? ? titre d?indemnit? d?expropriation. En se basant sur l??volution des prix ? la consommation pendant la p?riode o? le terrain restait expropri?, il assurait un juste ?quilibre entre la protection du droit au respect des biens du requ?rant et les int?r?ts financiers de l??tat, ? savoir qu?il n?y ait pas d?enrichissement sans cause ? son d?triment lors de la r?cup?ration du terrain par son ancien propri?taire.
35. Le Gouvernement affirme que la valeur du bien litigieux s??levait, en 2012, selon les estimations de l?autorit? fiscale comp?tente ? 376 957,65 euros. Il ajoute que les d?cisions nos 1087631/6632/?0010 et 1064217/4182/?0010 sont toujours valables aujourd?hui, m?me si la seconde a en pratique remplac? la premi?re. Le requ?rant peut ainsi toujours verser ? l?administration la somme requise et se voir r?cup?rer son ancienne propri?t?. Il revient ? l?administration, qui dispose selon le Gouvernement d?un large pouvoir discr?tionnaire en la mati?re, d?annuler la r?vocation de l?expropriation pour qu?une nouvelle proc?dure entra?nant une nouvelle estimation de la somme ? payer soit lanc?e.
36. Enfin, le Gouvernement affirme que l??tat n?a pas exploit? le terrain pendant la p?riode o? il restait expropri? ? des fins lucratives. L?objectif initial, ? savoir de r?aliser des fouilles arch?ologiques dans le terrain en cause, n?a pas pu ?tre r?alis? en raison de probl?mes d?urbanisme dans le quartier de Plaka.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Applicabilit? de l?article 1 du Protocole no 1
37. L?applicabilit? de l?article 1 du Protocole no 1 n?est pas contest?e en l?esp?ce. La Cour rappelle cependant que la notion de ? biens ? ?voqu?e ? la premi?re partie de l?article 1 du Protocole no1 a une port?e autonome qui ne se limite pas ? la propri?t? de biens corporels et qui est ind?pendante par rapport aux qualifications formelles du droit interne : certains autres droits et int?r?ts constituant des actifs peuvent aussi passer pour des ? droits patrimoniaux ? et donc des ? biens ? aux fins de cette disposition. Dans chaque affaire, il importe d?examiner si les circonstances, consid?r?es dans leur ensemble, ont rendu le requ?rant titulaire d?un int?r?t substantiel prot?g? par l?article 1 du Protocole no1 (voir, parmi d?autres, Broniowski c. Pologne [GC], no 31443/96, ? 129, CEDH 2000-V et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 100, CEDH 2000-I).
38. La Cour note, d?une part, que l?article 12 de la loi no 2882/2001 pr?voyait la r?vocation d?une expropriation d?j? accomplie moyennant la restitution par le propri?taire de l?indemnit? qui lui avait ?t? vers?e, mais r?ajust?e (paragraphe 15 ci-dessus). D?autre part, elle rel?ve que par son arr?t no 2319/2004, le Conseil d?Etat a annul? le refus de l?administration de r?voquer l?expropriation, jugeant que le but de celle-ci avait ?t? abandonn? (paragraphe 7 ci-dessus).
39. La Cour se d?clare convaincue que les ?l?ments susmentionn?s montrent que le requ?rant avait un int?r?t patrimonial qui ?tait reconnu en droit grec et qui relevait de la protection de l?article 1 du Protocole no 1.
b) Observation de l?article 1 du Protocole no 1
i. Principes g?n?raux
40. La Cour rappelle que, selon sa jurisprudence, l?article 1 du Protocole no 1, qui garantit en substance le droit de propri?t?, contient trois normes distinctes : la premi?re, qui s?exprime dans la premi?re phrase du premier alin?a et rev?t un caract?re g?n?ral, ?nonce le principe du respect de la propri?t? ; la deuxi?me, figurant dans la seconde phrase du m?me alin?a, vise la privation de propri?t? et la soumet ? certaines conditions ; quant ? la troisi?me, consign?e dans le second alin?a, elle reconna?t aux ?tats contractants le pouvoir, entre autres, de r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral. Les deuxi?me et troisi?me normes, qui ont trait ? des exemples particuliers d?atteintes au droit de propri?t?, doivent s?interpr?ter ? la lumi?re du principe consacr? par la premi?re (voir, parmi d?autres, Anheuser-Busch Inc. c. Portugal [GC], no 73049/01, ? 62, CEDH 2007 I).
41. Tant une atteinte au respect des biens qu?une abstention d?agir doivent m?nager un juste ?quilibre entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (voir, parmi d?autres, Nastou c. Gr?ce (no 2), no 16163/02, ? 31, 15 juillet 2005). Le souci d?assurer un tel ?quilibre se refl?te dans la structure de l?article 1 du Protocole no 1 tout entier. En particulier, il doit exister un rapport raisonnable de proportionnalit? entre les moyens employ?s et le but vis? par toute mesure appliqu?e par l?Etat, y compris les mesures privant une personne de sa propri?t? (Pressos Compania Naviera S.A. et autres c. Belgique, 20 novembre 1995, ? 38, s?rie A no 332). Dans chaque affaire impliquant la violation all?gu?e de cette disposition, la Cour doit v?rifier si, en raison de l?action ou de l?inaction de l?Etat, la personne concern?e a d? supporter une charge disproportionn?e et excessive (Broniowski, pr?cit?, ? 150).
42. Pour appr?cier la conformit? de la conduite de l?Etat ? l?article 1 du Protocole no 1, la Cour doit se livrer ? un examen global des divers int?r?ts en jeu, en gardant ? l?esprit que la Convention a pour but de sauvegarder des droits qui sont ? concrets et effectifs ?. Elle doit aller au-del? des apparences et rechercher la r?alit? de la situation litigieuse. Cette appr?ciation peut porter non seulement sur les modalit?s d?indemnisation applicables ? si la situation s?apparente ? une privation de propri?t? ? mais ?galement sur la conduite des parties, y compris les moyens employ?s par l?Etat et leur mise en ?uvre. ? cet ?gard, il faut souligner que l?incertitude ? qu?elle soit l?gislative, administrative, ou tenant aux pratiques appliqu?es par les autorit?s ? est un facteur qu?il faut prendre en compte pour appr?cier la conduite de l?Etat. En effet, lorsqu?une question d?int?r?t g?n?ral est en jeu, les pouvoirs publics sont tenus de r?agir en temps utile, de fa?on correcte et avec la plus grande coh?rence (Vasilescu c. Roumanie, arr?t du 22 mai 1998, Recueil des arr?ts et d?cisions 1998-III, ? 51 ; Beyeler, pr?cit?, ?? 110 in fine, 114 et 120 in fine ; Broniowski, pr?cit?, ? 151).
43. La Cour estime utile de relever aussi qu?elle jouit d?une comp?tence limit?e pour v?rifier le respect du droit interne (H?kansson et Sturesson c. Su?de, 21 f?vrier 1990, ? 47, s?rie A no 171 A) et qu?elle n?a pas pour t?che de se substituer aux juridictions internes. C?est au premier chef aux autorit?s nationales, notamment aux cours et tribunaux, qu?il incombe d?interpr?ter la l?gislation interne (Waite et Kennedy c. Allemagne [GC], no 26083/94, ? 54, CEDH 1999-I). N?anmoins, le r?le de la Cour est de rechercher si les r?sultats auxquels sont parvenues les juridictions nationales sont compatibles avec les droits garantis par la Convention et ses Protocoles. La Cour rel?ve que, nonobstant le silence de l?article 1 du Protocole no 1 en mati?re d?exigences proc?durales, une proc?dure judiciaire aff?rente au droit au respect des biens doit aussi offrir ? la personne concern?e une occasion ad?quate d?exposer sa cause aux autorit?s comp?tentes afin de contester effectivement les mesures portant atteinte aux droits garantis par cette disposition. Pour s?assurer du respect de cette condition, il y a lieu de consid?rer les proc?dures applicables d?un point de vue g?n?ral (voir Capital Bank AD c. Bulgarie, no 49429/99, ? 134, CEDH 2005 XII (extraits) ; Zafranas c. Gr?ce, no 4056/08, ? 36, 4 octobre 2011).
ii. Application des principes en l?esp?ce
44. ? titre liminaire, la Cour estime opportun de rappeler le libell? pr?cis du grief du requ?rant devant elle : celui-ci se plaint qu?en raison de la mani?re dont l?article 12 de la loi no 2882/2001 r?gissait la d?termination de l?indemnit? ? payer pour le rachat d?un terrain d?j? expropri?, la somme qu?il doit rembourser afin de r?cup?rer son bien n?est pas raisonnablement en rapport avec celle qu?il avait per?ue ? titre d?indemnit? d?expropriation. Le requ?rant estime que l??tat fait ainsi peser sur lui une charge disproportionn?e et excessive qui ne peut ?tre justifi?e par aucune cause g?n?rale d?utilit? publique.
45. Au vu des sp?cificit?s de la pr?sente affaire, la Cour estime que la situation litigieuse ne constitue ni une expropriation ni une r?glementation de l?usage des biens, mais rel?ve de la premi?re phrase du premier alin?a de l?article 1 du Protocole no 1 qui ?nonce, de mani?re g?n?rale, le principe du respect des biens (voir en ce sens, Almeida Garrett, Mascarenhas Falcao et autres c. Portugal, nos 29813/96 et 30229/96, ?? 43 et 48, CEDH 2000-I).
46. En l?occurrence, l?ing?rence dans le droit du requ?rant au respect de ses biens r?side dans son impossibilit? de se voir retourner le terrain expropri? suite ? la r?vocation de l?expropriation par l?arr?t no 2319/2004 du Conseil d??tat pour non accomplissement de son but en raison du prix pr?tendument exorbitant qu?il devait payer ? l??tat. Il n?est contest? ni que l?ing?rence ?tait pr?vue par la loi, ? savoir l?article 12 de la loi no 2882/2001, ni qu?elle poursuivait un but l?gitime, ? savoir s?assurer que le rachat du terrain en cause par le requ?rant ne se ferait pas au d?triment des int?r?ts financiers de l??tat. Il appartient ainsi ? la Cour de v?rifier, dans le cas d?esp?ce, que l??quilibre voulu a ?t? pr?serv? de mani?re compatible avec le droit du requ?rant au respect de ses biens (voir Saliba c. Malte, no 4251/02, ? 45, 8 novembre 2005, et Housing Association of War Disabled et Victims of War of Attica et autres c. Gr?ce, no 35859/02, ? 37, 13 juillet 2006).
47. La Cour rappelle que le requ?rant avait obtenu, en vertu de l?arr?t no 2319/2004 du Conseil d??tat, la r?vocation de l?expropriation du terrain dont il avait ?t? le propri?taire et qu?il avait au moins l?esp?rance l?gitime de r?cup?rer son bien. Sur ce point, la Cour convient avec le Gouvernement que cette r?cup?ration n?aurait pas d? s?effectuer au d?triment de l?int?r?t public. Ainsi, ?tant donn? le fait que le requ?rant s??tait vu allouer une indemnit? compl?te lors de l?expropriation de son terrain, il n?est pas d?raisonnable que l??tat ait proc?d? environ trente ans environ plus tard, sur la base de la l?gislation pertinente, ? un r?ajustement du montant per?u par le premier.
48. Se penchant sur la formule de r?ajustement pr?vue par l?article 12 de la loi no 2882/2001, la Cour note que ladite disposition ne pr?voit qu?une ?quation qui consiste ? multiplier l?indemnit? d?expropriation per?ue par l?int?ress? avec le rapport entre l?indice annuel moyen des prix ? la consommation de l?ann?e de fixation de l?indemnit? pour la r?cup?ration du bien et celui de la date d?encaissement de l?indemnit? d?expropriation par son titulaire. En d?autres termes, le syst?me mis en ?uvre ? l??poque des faits par la l?gislation pertinente reposait sur l??volution des prix ? la consommation pendant la p?riode o? le terrain concern? ?tait expropri? ; il permettait l?actualisation du montant correspondant ? l?indemnit? d?expropriation sur la base du pouvoir d?achat de la m?me somme ? la date o? l?int?ress? avait demand? la r?cup?ration du terrain.
49. La Cour convient avec le Gouvernement que l?indice annuel moyen des prix ? la consommation constitue un crit?re simple et objectif pour le r?ajustement de la somme ? payer ? l??tat en vue de la r?cup?ration du terrain litigieux. Il sert ainsi ? l?actualisation de la somme re?ue par l?int?ress? ? titre d?indemnit? d?expropriation ? l?aune d?un indice ?conomique qui permet d?estimer entre deux p?riodes donn?es la variation moyenne des prix de produits et donc l??volution de la valeur de la monnaie.
50. La Cour note cependant, comme l?indique le requ?rant, que le crit?re de l?indice annuel moyen des prix ? la consommation est de caract?re abstrait, se focalise sur la situation ?conomique g?n?rale du pays et ne permet pas de tirer de conclusions pertinentes sur l??volution du march? immobilier de celui-ci pendant une p?riode donn?e et, d?autant plus, sur l??volution de la valeur d?un bien immobilier particulier. Etant l?unique outil ? employer pour le r?ajustement de la somme ? payer, ledit crit?re se caract?rise par une certaine rigidit? qui peut compromettre sa pertinence lors de son application dans des cas concrets.
51. ? cet ?gard, la Cour rappelle que dans une affaire issue d?une requ?te individuelle, il lui faut se borner ? l?examen du cas concret dont on l?a saisie. Sa t?che ne consiste point ? contr?ler in abstracto la loi applicable en l?esp?ce au regard de la Convention, mais ? rechercher si la mani?re dont elle a ?t? appliqu?e au requ?rant ou l?a touch?e a enfreint la Convention (Olsson c. Su?de (no 1), arr?t du 24 mars 1988, s?rie A no 130, ? 54). Pour revenir au cas d?esp?ce, l?application du crit?re pr?cit? n?a pas permis ? l?autorit? comp?tente de prendre en compte d?autres ?l?ments qui ?taient pertinents, ou m?me n?cessaires, pour un juste calcul de la somme ? rembourser ? l??tat. Ainsi, ? titre d?exemple, l?autorit? comp?tente n?a pas pu tenir compte de la valeur v?nale du terrain ? l??poque des faits ainsi que de la valeur de terrains limitrophes ou d?autres terrains sis au m?me quartier qui avaient ?t? expropri?s ? l??poque. La Cour a d?ailleurs affirm? que l?indemnit? d?expropriation pour un terrain constructible doit correspondre ? la valeur marchande de celui-ci (voir, mutatis mutandis, Guiso-Gallisay c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 58858/00, ? 105, 22 d?cembre 2009).
52. En outre, la Cour estime qu?il ne lui appartient pas de fixer ? quel moment dans le temps l?administration aurait d? se placer pour fixer le montant r?ajust? de l?indemnit? d?expropriation. Toutefois, pour appr?cier la proportionnalit? entre ce montant et la valeur r?elle du bien du requ?rant, la Cour ne peut pas ignorer l??volution du march? immobilier en Gr?ce, telle qu?elle ressort du dossier, et la dur?e de la proc?dure de r?vocation de l?expropriation litigieuse. En effet, si la proc?dure relative ? la fixation de la somme ? payer par le requ?rant pour r?cup?rer son bien a pris fin le 5 f?vrier 2009 (avec la mise au net de l?arr?t no 2492/2008 du Conseil d?Etat), la Cour note que le requ?rant a pour la premi?re fois demand? cette r?vocation en 1992 et que le Conseil d?Etat s?est prononc? sur celle-ci en 2004, jugeant que le but de l?expropriation avait ?t? abandonn?.
53. Il n?appartient pas non plus ? la Cour de dire quel est le montant exact que le requ?rant devait verser ? l?Etat au titre de l?indemnit? r?ajust?e. Toutefois, compte tenu des consid?rations ci-dessus, la Cour estime qu?il existe une grande diff?rence entre le montant r?clam? par l?Etat (paragraphes 8 et 10 ci-dessus) et la valeur r?elle du terrain telle qu?elle ressort des ?l?ments du dossier (voir notamment le paragraphe 13 ci-dessus). Cette diff?rence ne saurait passer pour raisonnable en l?esp?ce.
54. Par ailleurs, selon la nouvelle formulation de l?article 12 de ladite loi (paragraphe 16 ci-dessus), le Comit? administratif ou l?expert ind?pendant prennent en compte plusieurs ?l?ments pertinents pour ?valuer le prix du bien immobilier, tels que la valeur des terrains adjacents ou similaires ainsi que le possible revenu r?sultant de l?exploitation du terrain. De plus, en cas de d?saccord sur le montant de l?indemnit? due entre l??tat et l?int?ress?, les juridictions comp?tentes tranchent le diff?rend sans ?tre oblig?es par la loi d?appliquer un crit?re tel que l?indice annuel moyen des prix ? la consommation.
55. En outre, la Cour estime important de relever qu?en l?occurrence les deux d?cisions administratives nos 1087631/6632/?0010 et 1064217/4182/?0010, par lesquelles l?autorit? comp?tente a fix? l?indemnit? ? payer pour la r?cup?ration du terrain litigieux, sont toujours valides. Comme il est confirm? par le Gouvernement, c?est ? la discr?tion totale de l?administration de recalculer l?indemnit? ? payer au cas o? le requ?rant reviendrait devant elle avec une nouvelle demande de ce type. Or, la valeur actuelle du terrain en cause selon l?estimation de l?autorit? fiscale comp?tente est aujourd?hui de 254 853,03 euros, ? savoir bien inf?rieure ? celle fix?e par la d?cision no 1064217/4182/?0010 (paragraphe 10 ci-dessus). Il est donc ?vident que le requ?rant se trouve devant une situation d?impasse qui rend de fait impossible la r?cup?ration de sa propri?t?.
56. Au demeurant, force est de constater que devant le Conseil d??tat le requ?rant a soulev? des arguments pr?cis tir?s de l?article 17 de la Constitution et de l?article 1 du Protocole no 1. Or la haute juridiction administrative s?est born?e ? rappeler sa jurisprudence sur la nature administrative de la r?vocation d?une expropriation accomplie et de consid?rer, sans autre explication, qu?une atteinte au droit au respect des biens n??tait pas ?tablie. La Cour consid?re alors que le requ?rant n?a pas eu une occasion ad?quate de contester effectivement devant les autorit?s judiciaires les mesures portant atteinte ? son droit garanti par l?article 1 du Protocole no 1 (paragraphe 43 ci-dessus).
57. Au vu de ce qui pr?c?de, la Cour consid?re que, dans le cas d?esp?ce, le crit?re tel qu?appliqu? au requ?rant ? l??poque des faits en vertu de l?article 12 de la loi no 2882/2001, ainsi que le raisonnement du Conseil d??tat dans son arr?t no 2492/2008 ont rompu le juste ?quilibre devant r?gner entre les exigences de l?int?r?t public et les imp?ratifs de la sauvegarde du droit de l?int?ress? au respect de ses biens.
58. Partant, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LA VIOLATION ALLEGU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
59. Quant au grief du requ?rant relatif ? l?article 6 ? 1 de la Convention, la Cour consid?re qu?il se confond avec celui qu?elle a examin? sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1. Vu ses conclusions ? cet ?gard (voir paragraphe 58 ci-dessus), la Cour n?estime pas n?cessaire de se placer ?galement sur le terrain de l?article 6.
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
60. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
61. En ce qui concerne le dommage mat?riel subi, le requ?rant r?clame 632 976,50 euros (EUR), somme qui r?sulterait de la d?duction du montant de 22 677,92 euros, re?u ? titre d?indemnit? d?expropriation, du montant de 665 654,42 fix? par la d?cision no 1064217/4182/?0010. Quant au dommage moral, il r?clame 10 000 EUR. Enfin, il demande 3 773 EUR pour frais et d?pens.
62. Le Gouvernement estime que les pr?tentions du requ?rant sont infond?es et excessives. Il soutient que, si et dans la mesure o? la Cour devait constater une violation de l?article 1 du Protocole no 1, elle devrait donner aux parties la possibilit? de pr?senter des observations compl?mentaires sur la question de la satisfaction ?quitable.
63. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et le requ?rant parviennent ? un accord, tenant compte de la nouvelle proc?dure pr?vue par l?article 12 de la loi no 2882/2001, tel que modifi? par l?article 127 ? 1 de la loi no 4070/2012 (article 75 ? 1 du r?glement de la Cour).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;

3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?par?ment le grief tir? de l?article 6 ? 1 de la Convention ;

4. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ; en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui soumettre par ?crit, dans les six mois, leurs observations sur la question et, en particulier, ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue ? la pr?sidente de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 27 octobre 2016, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Abel Campos Mirjana Lazarova Trajkovska
Greffier Pr?sidente
Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l?expos? de l?opinion concordante du juge Koskelo, ? laquelle les juges Spano et Eike d?clarent se rallier.
M.L.T.
A.C.

OPINION CONCORDANTE DE LA JUGE KOSKELO, ? LAQUELLE SE RALLIENT LES JUGES SPANO ET EICKE
(Traduction)

64. ? l?instar de la majorit?, j?ai vot? pour le constat d?une violation de l?article 1 du Protocole no 1 dans la pr?sente affaire. Toutefois, ? mon grand regret, je ne puis souscrire au raisonnement qui sous-tend ce constat.
65. Je rappellerai d?abord bri?vement les faits pertinents.
66. En 1976, l??tat a expropri? le requ?rant d?un terrain situ? dans le quartier de Plaka, ? Ath?nes, dans le but d?y effectuer des fouilles arch?ologiques. Cette expropriation ?tait l?gale et le titre de propri?t? sur le terrain a ainsi ?t? transf?r? ? l??tat. Par cons?quent, depuis l?accomplissement de l?expropriation, le requ?rant n?est plus propri?taire du terrain et ne d?tient plus aucun autre droit sur celui-ci.
67. Le droit grec pr?voit qu?il est possible de r?voquer une expropriation, enti?rement ou partiellement, si le service comp?tent estime qu?il n?est plus n?cessaire que l??tat conserve le bien en question dans un but d?utilit? publique et si l?ancien propri?taire accepte cette r?vocation (article 12 ? 1 de la loi no 2882/2001). En pareil cas, l?ancien propri?taire contre lequel l?expropriation a ?t? d?clar?e est en droit de r?cup?rer le bien moyennant le paiement d?une somme. D?apr?s la l?gislation en vigueur ? l??poque des faits, cette somme correspondait ? l?indemnit? que l?ancien propri?taire avait re?ue au moment de l?expropriation ajust?e par une m?thode d?indexation fond?e sur l?indice des prix ? la consommation. Le droit grec ?tablit qu?une telle r?vocation n?entra?ne pas l?annulation de l?expropriation ex tunc mais constitue un acte administratif nouveau par lequel l?expropriation est r?voqu?e ex nunc (voir ? cet ?gard le paragraphe 11 de l?arr?t de la chambre) ? condition que l?ancien propri?taire proc?de au paiement requis (article 12 ? 3 de la loi).
68. En l?esp?ce, l?expropriation a ?t? r?voqu?e par une d?cision rendue en 2004. La somme ? payer par le requ?rant a ?t? fix?e d?abord par une d?cision prise en 2005 puis, ? la suite d?une seconde demande formul?e par le requ?rant, par une d?cision prise en 2008 (et devenue d?finitive le 5 f?vrier 2009). Le montant final, ajust? sur la base de l?indice des prix ? la consommation, s??tablissait ? 665 645,42 euros (EUR).
69. Devant la Cour, le requ?rant se plaint essentiellement d?une violation de ses droits prot?g?s par l?article 1 du Protocole no 1 du fait du caract?re selon lui excessif du montant susmentionn?. Il pense que ce montant est exag?r? au regard de la somme qu?il a re?ue au moment de l?expropriation. Il avance ?galement que la valeur du bien en 2012 ?tait nettement inf?rieure ? la somme qui lui a ?t? demand?e, et que cette valeur ?tait encore plus faible en 2016.
70. Concernant, en premier lieu, l?applicabilit? de l?article 1 du Protocole no 1, il est clair que l?expropriation litigieuse, qui ?tait en elle-m?me conforme ? la loi, a priv? le requ?rant de tout titre de propri?t? sur le bien en question. En d?autres termes, le requ?rant ne disposait plus sur le bien d?aucun droit qui lui aurait permis de se pr?valoir de la protection garantie par ledit article.
71. La r?vocation de l?expropriation a modifi? la situation. En vertu du droit interne, cette r?vocation a en effet conf?r? au requ?rant, en sa qualit? d?ancien propri?taire, un droit de pr?emption lui permettant de r?cup?rer le terrain moyennant le paiement d?une somme d?finie par les dispositions l?gales pertinentes. M?me si l?article 1 du Protocole no 1 ne garantit pas le droit d?acqu?rir des biens, dans les circonstances de l?esp?ce, la r?vocation a cr?? pour le requ?rant un nouvel int?r?t patrimonial entra?nant l?applicabilit? dudit article.
72. En revanche, compte tenu du caract?re discr?tionnaire du droit interne r?gissant cette r?vocation, tel qu?invoqu? par le Gouvernement et tel qu??nonc? dans le libell? m?me de la disposition pertinente, on ne saurait consid?rer que, jusqu?? ce que la r?vocation f?t effective, le requ?rant pouvait nourrir plus qu?un espoir de parvenir ? une situation o? il serait en droit de r?cup?rer son ancien terrain. C?est la r?vocation de l?expropriation, qui s?est accompagn?e en vertu de la l?gislation grecque du droit de pr?emption susmentionn?, qui fait relever la cause de l?article 1 du Protocole no 1. Selon la jurisprudence constante de la Cour, ni l?espoir que le requ?rant a pu ? une ?poque nourrir ? cet ?gard ni un grief d?fendable ne peuvent en effet ? eux seuls ?tre consid?r?s comme ? un bien ? susceptible d?entra?ner l?application dudit article (Kopeck? c. Slovaquie [GC], no 44912/98, ?? 49 et 52, CEDH 2004 IX, et Zhigalev c. Russie, no 54891/00, ? 146, 6 juillet 2006).
73. Concernant, en second lieu, le point de savoir si l?article 1 du Protocole no 1 a ?t? respect? en l?esp?ce, le grief soul?ve la question de la condition qui a ?t? impos?e au requ?rant pour que celui-ci ait le droit de r?cup?rer son ancien terrain, c?est-?-dire l?obligation de payer une somme que le requ?rant trouve excessive.
74. Il est manifeste que les conditions attach?es ? l?exercice d?un droit peuvent ?tre d?une nature telle qu?elles constituent une atteinte audit droit. Cela ?tant, lorsque l??tat r?voque une expropriation alors que cette expropriation ?tait en elle-m?me l?gitime et avait ?t? prononc?e longtemps auparavant, il est ?vident qu?on ne peut pas raisonnablement attendre de lui qu?il accorde ? l?ancien propri?taire un droit de pr?emption qui le privil?gierait en lui permettant de r?cup?rer son ancien bien sans lui imposer un certain ajustement de la somme ? payer en contrepartie. En pareilles circonstances, le principe d?un ajustement ne saurait en lui-m?me constituer une atteinte au droit en question.
75. Je conviens en revanche que les faits de la cause, et notamment l?all?gation selon laquelle la somme exig?e du requ?rant ?tait exorbitante, commandent de rechercher si les conditions attach?es ? la possibilit? pour l?int?ress? de r?cup?rer son ancien terrain satisfont aux exigences mat?rielles de l?article 1 du Protocole no 1. Je ne suis pas non plus en d?saccord avec la majorit? lorsqu?elle constate (paragraphe 45 de l?arr?t) que la pr?sente affaire rel?ve de la r?gle g?n?rale ?nonc?e ? l?article 1 du Protocole no 1.
76. Partant, il s?agit de d?terminer si la fixation du prix ? payer par le requ?rant pour r?cup?rer son bien a m?nag? un juste ?quilibre entre les int?r?ts concurrents en jeu, ? savoir l?int?r?t priv? du requ?rant, qui aspirait ? exercer le droit de r?cup?rer son bien pr?vu par la l?gislation nationale, et l?int?r?t g?n?ral, qui voulait en l?esp?ce que le terrain d?tenu par l??tat ne f?t pas c?d? ? un prix trop faible.
77. Selon la jurisprudence constante de la Cour, en pareilles circonstances, les ?tats disposent d?une ample marge d?appr?ciation pour d?cider des politiques qu?ils entendent mener par le biais de la l?gislation nationale (voir, mutatis mutandis, Lithgow et autres c. Royaume-Uni, 8 juillet 1986, ?? 121-122, s?rie A no 102). Non seulement la Convention n?impose aux ?tats ni l?obligation de r?voquer des expropriations d?cid?es sur une base l?gale ni celle d?accorder aux anciens propri?taires le droit de r?cup?rer leurs biens, mais un ?tat qui choisit de se doter d?une l?gislation en ce sens dispose ?galement d?une ample marge d?appr?ciation pour fixer les conditions dont il souhaite assortir ces mesures, notamment concernant les m?thodes de calcul du prix ? payer en contrepartie de la r?cup?ration des biens. En tant que telle, l?application d?une m?thode d?indexation ne saurait soulever d?objection sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, en particulier lorsque le principe ayant pr?sid? ? son adoption n??tait nullement, comme le souligne le Gouvernement, de p?naliser en g?n?ral les anciens propri?taires concern?s.
78. La Cour est donc appel?e ? trancher la question de savoir si, dans les circonstances concr?tes de l?esp?ce, l?application du droit interne donne un r?sultat disproportionn? du point de vue du requ?rant. Si le droit interne, comme en l?esp?ce, conf?re ? l?ancien propri?taire d?un terrain ayant fait l?objet d?une expropriation un droit de pr?emption pour la r?-acquisition dudit terrain, ce droit peut dans les faits ?tre entrav? lorsque la somme ? d?bourser en contrepartie n?est pas raisonnablement proportionn?e ? la valeur r?elle du terrain en question. En pareilles circonstances, il est possible que l?on atteigne alors les limites de la marge d?appr?ciation dont jouit l??tat.
79. ? cet ?gard, je consid?re que, pour d?terminer si l??tat d?fendeur a ou non honor? ses obligations au titre l?article 1 du Protocole no 1, il convient de comparer le montant que le requ?rant a d? payer et la valeur r?elle du bien ? l??poque correspondante.
80. La majorit? estime (paragraphe 52 de l?arr?t) que, pour d?terminer si le montant demand? ?tait raisonnablement proportionn? ? la valeur r?elle du bien, il y a lieu de tenir compte de l??volution du march? de l?immobilier en Gr?ce. Cela suppose de s?int?resser non seulement ? l??volution des prix des biens immobiliers jusqu?au moment o? les autorit?s nationales ont pris les d?cisions pertinentes concernant le droit du requ?rant ? r?cup?rer son ancien bien, mais ?galement ? la mani?re dont ces prix ont ?volu? ult?rieurement, c?est-?-dire durant les ann?es pendant lesquelles la requ?te est rest?e pendante devant la Cour. La majorit? consid?re ?galement que cette analyse doit prendre en compte la dur?e de la proc?dure qui a pr?c?d? la r?vocation de l?expropriation et la fixation du montant ? payer par le requ?rant pour r?cup?rer son ancien terrain.
81. Je suis en d?saccord avec ce raisonnement, qui pose ? mon avis plusieurs probl?mes.
82. Premi?rement, je pense qu?il n?est pas juste de tenir compte de l??volution des prix des biens immobiliers post?rieurement ? l?adoption des d?cisions pertinentes par les autorit?s nationales, c?est-?-dire pendant la p?riode o? la requ?te ?tait pendante devant la Cour. La question ? trancher est celle de savoir si l??tat d?fendeur a commis une violation de l?article 1 du Protocole no 1, et non celle de l?ampleur du pr?judice r?sultant d?une violation d?j? ?tablie. ? mon avis, pour dire si l??tat d?fendeur a ou non impos? au requ?rant une obligation de paiement disproportionn?e et, par cons?quent, constitutive d?une violation de l?article 1 du Protocole no 1, on ne peut pas retenir comme crit?re d?terminant la baisse des prix des biens immobiliers qui a ?t? observ?e depuis l?adoption par les autorit?s nationales des d?cisions en question. Selon la m?me logique, si, apr?s l?adoption desdites d?cisions, les prix de l?immobilier avaient ?volu? en sens inverse, ils auraient ? effac? ? une violation dont l??tat d?fendeur aurait sinon pu ?tre tenu pour responsable.
83. Deuxi?mement, lorsqu?elle mentionne la dur?e de la proc?dure, la majorit? indique que la p?riode pertinente dans ce contexte est celle comprise entre 1992, l?ann?e de la premi?re demande de r?vocation de l?expropriation formul?e par le requ?rant, et 2004, l?ann?e du prononc? effectif de la r?vocation. Or le droit qui fait entrer en jeu l?article 1 du Protocole no 1 n?est apparu qu?avec la r?vocation de l?expropriation. Avant ladite r?vocation, le requ?rant ne disposait encore ? l??gard du bien en question d?aucun droit subjectif susceptible de relever dudit article. Je ne pense pas que la responsabilit? de l??tat d?fendeur au regard de l?article 1 du Protocole no 1 puisse d?pendre de circonstances qui concernent une p?riode pendant laquelle l?article en question n??tait m?me pas applicable. Apr?s tout, selon la jurisprudence constante de la Cour, il n?y a lieu de rechercher si un juste ?quilibre a ?t? m?nag? qu?? partir du moment o? a ?t? ?tablie l?existence d?une ing?rence qui satisfasse ? l?exigence de l?galit? et qui ne soit pas arbitraire (Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 110, CEDH 2000 I). Encore faut-il pour cela qu?il existe un droit entrant dans le champ d?application de l?article 1 du Protocole no 1.
84. Dans le m?me ordre d?id?es, dans les affaires relatives ? l?article 1 du Protocole no 1 dans lesquelles l?incertitude a conduit ? un constat de violation, l?action ou l?inaction de l??tat avait engendr? une incertitude prolong?e dans l?exercice d?un droit patrimonial d?j? existant et ouvrant droit ? une protection au titre dudit article (Beyeler, pr?cit?, ?? 105 et 110). Tel n?est pas le cas en l?esp?ce. Comme indiqu? plus haut, et comme la majorit? semble ?galement l?admettre (paragraphes 38 et 46 de l?arr?t), c?est la r?vocation de l?expropriation, qui s?est accompagn?e pour l?ancien propri?taire du droit de r?cup?rer son terrain, qui entra?ne l?applicabilit? de l?article 1 du Protocole no 1 en l?esp?ce.
85. De plus, il ne rel?ve ni des moyens ni des attributions de la Cour de se substituer aux juridictions nationales et de consid?rer que les autorit?s nationales auraient d? r?voquer l?expropriation plus t?t qu?elles ne l?ont fait, c?est-?-dire qu?elles n?auraient pas d? laisser passer autant de temps avant de conclure que ni le but initial ni aucun autre but d?utilit? publique ne justifiait que l??tat conserv?t la propri?t? du terrain qui avait fait l?objet d?une expropriation l?gitime.
86. Troisi?mement, je vois une contradiction mutuelle entre les deux ?l?ments qui, selon la majorit?, influent sur l?appr?ciation du caract?re disproportionn? de la somme demand?e au requ?rant au regard de la valeur r?elle du terrain.
87. Dans une appr?ciation sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, une prise en compte de la dur?e de la proc?dure implique dans le contexte de l?esp?ce que la r?vocation de l?expropriation aurait d? ?tre d?cid?e plus t?t. Comme d?j? indiqu?, ce point de vue pr?suppose que ledit article s?appliquait d?j? ? l?espoir, pour le requ?rant, d?obtenir une r?vocation, ce qui contredit la jurisprudence constante de la Cour.
88. En tout ?tat de cause, si l?expropriation avait effectivement ?t? r?voqu?e plus t?t, les deux termes de la comparaison, ? savoir le r?sultat de l?indexation et la valeur r?elle du terrain, auraient ?t? diff?rents de ce qu?ils ?taient ? la date ? laquelle les d?cisions pertinentes ont ?t? prises. De surcro?t, et c?est plus important, si l?expropriation avait ?t? r?voqu?e plus t?t et si elle avait permis au requ?rant de r?cup?rer son ancien terrain, il est ?vident que celui-ci aurait support? seul les cons?quences de toute baisse ult?rieure de la valeur r?elle du bien.
89. Or la motivation expos?e par la majorit? signifie non seulement que l?expropriation aurait d? ?tre r?voqu?e avant 2004, mais aussi que parce que cela n?a pas ?t? le cas, il faudrait aujourd?hui d?terminer la responsabilit? de l??tat d?fendeur au regard de l?article 1 du Protocole no 1 comme si la r?vocation avait eu lieu de nombreuses ann?es apr?s 2004, c?est-?-dire en se r?f?rant aux prix des biens immobiliers constat?s actuellement, qui sont nettement inf?rieurs ? ceux relev?s ? l??poque o? l?obligation de paiement en vue de la r?cup?ration du bien a ?t? d?finie au niveau national. Je ne puis suivre pareil raisonnement. S?il n?appartient pas ? la Cour de se livrer ? ses propres constatations de fait, notamment concernant les statistiques ?conomiques pertinentes, celle-ci doit toutefois exposer avec suffisamment de clart? la logique sur laquelle elle se fonde pour ?tablir la responsabilit? d?un ?tat d?fendeur au titre de la Convention, en l?occurrence de l?article 1 du Protocole no 1.
90. ? mon avis, la question ? trancher en l?esp?ce est celle de savoir si l??tat d?fendeur a subordonn? le droit pour le requ?rant de r?cup?rer son ancien terrain ? une obligation de paiement qui ?tait disproportionn?e au regard de la valeur r?elle du terrain au moment o? les autorit?s ont pris les d?cisions d?finitives en la mati?re.
91. Je rappelle que l?expropriation a ?t? r?voqu?e en 2004 et que le montant ? payer par le requ?rant pour r?cup?rer son ancien bien a ?t? fix? en 2005 ? 601 705,67 EUR, puis, ? la suite d?une seconde demande formul?e par le requ?rant, en 2008 ? 665 645,42 EUR, desquels il convenait de d?duire le montant de l?indemnisation initialement re?ue par le requ?rant en compensation de l?expropriation, soit 22 677,92 EUR. Cette derni?re d?cision est devenue d?finitive le 5 f?vrier 2009.
92. Le Gouvernement soutient que la valeur objective du terrain en 2008 s??tablissait ? 664 565 EUR. Il appara?t toutefois que cette valeur correspond ? celle d?un terrain b?ti de la m?me superficie et situ? dans la m?me zone, alors que le terrain en question est une parcelle nue. En d?autres termes, pour exercer son droit ? r?cup?rer le terrain, le requ?rant aurait ?t? contraint de payer une somme correspondant approximativement ? la valeur d?un terrain b?ti, alors m?me que la parcelle en cause ne portait aucune construction. Dans les circonstances de l?esp?ce, cela suffit pour conclure que la somme demand?e ?tait disproportionn?e ? la valeur r?elle du terrain ? l??poque. C?est sur cette base que je me rallie au constat d?une violation de l?article 1 du Protocole no 1.

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