AFFAIRE KAKAMOUKAS ET AUTRES c. GRECE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE KAKAMOUKAS ET AUTRES c. GRECE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 6
Numero: 38311/02/2006
Stato: Grecia
Data: 2006-06-22 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Oneri e spese – domanda respinta
PRIMA SEZIONE
CAUSA KAKAMOUKAS ED ALTRI C. GRECIA
(Richiesta no 38311/02)
SENTENZA
STRASBURGO
22 giugno 2006
QUESTA CAUSA E? STATA RINVIATA DINNANZI
ALLA GRANDE CAMERA CHE HA RESO LA SUA SENTENZA IL
15 febbraio 2008

Nella causa Kakamoukas ed altri c. Grecia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. L. Loucaides, presidente,
C.L. Rozakis, il Sig.re F. Tulkens,
N. Vajic, il Sig. A. Kovler, la Sig.ra E. Steiner, il
Sig. K. Hajiyev, giudici, e dal Sig. S. Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 1 giugno 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 38311/02) diretta contro la Repubblica ellenica da cinquantotto cittadini di questo Stato i cui nomi raffigurano qui acclusi (“i richiedenti”) che hanno investito la Corte il 17 ottobre 2002 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal D. N. e K. G., avvocati al foro di Salonicco. Il governo greco (“il Governo”) ? rappresentato dai delegati del suo agente, Sigg. V. Kyriazopoulos, assessore presso il Consulente legale di stato, ed I. Bakopoulos, revisore presso il Consulente legale di stato.
3. I richiedenti si lamentavano in particolare, sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, della durata di due procedimenti dinnanzi al Consiglio di stato.
4. L?istanza ? stata assegnata alla prima sezione della Corte (articolo 52 ? 1 dell’ordinamento). In seno a questa, la camera incaricata di esaminare la causa (articolo 27 ? 1 della Convenzione) ? stata costituita conformemente all’articolo 26 ? 1 dell’ordinamento.
5. Il 25 marzo 2004, la camera ha deciso di comunicare una parte della richiesta al Governo e ha dichiarato la richiesta inammissibile per il surplus.
6. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla prima sezione come ricomposta (articolo 52 ? 1).
7. Con una decisione del 24 marzo 2005, la Corte ha dichiarato il restante della richiesta parzialmente ammissibile.
8. Tanto i richiedenti che il Governo hanno depositato delle osservazioni scritte sul merito della causa (articolo 59 ? 1 dell’ordinamento).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE ALL’ORIGINE DELLA CONTROVERSIA
A. La genesi della causa
1. Il periodo 1925-1936
9. Il 7 aprile 1925, lo stato greco procedette all’espropriazione di una superficie di 534 892 m?, ubicati nella periferia della citt? di Salonicco, quartiere di Mikra, allo scopo di costruire un aeroporto. Questa superficie che dipende attualmente dalla municipalit? di Kalamaria, comprendeva dei terreni appartenenti ai discendenti dei richiedenti.
10. L’indennit? di espropriazione fu fissata dalle sentenze numeri 1321/1926 e 703/1929 del tribunale di prima istanza di Salonicco, 9/1930 della corte di appello di Salonicco e 116/1931 della Corte di cassazione.
11. Con la sentenza no 293/1936 del presidente del tribunale di prima istanza di Salonicco, i discendenti dei richiedenti furono riconosciuti titolari dell’indennit? in questione. Tuttavia, lo stato neg? di versare questa. In pi?, l’aeroporto fu costruito altrove.
2. Il periodo 1967-1972
12. Il 22 giugno 1967, con una decisione congiunta del ministro delle Finanze e di quello dei Lavori pubblici (no E.17963/8019) lo stato procedette all’espropriazione della suddetta tenuta che includeva i terreni controversi, allo scopo di costruire degli alloggi operai. Siccome non assolveva un scopo di utilit? pubblica, questa decisione fu revocata il 6 luglio 1972.
3. Il periodo 1972-1988
13. Il 29 giugno 1972, un decreto reale destin? la tenuta alla costruzione di un centro sportivo.
14. Il 14 maggio 1987, il prefetto di Salonicco modific? il piano di allineamento (????t????? s??d??) della regione, che qualific? come “spazio verde” e “zona di svago e di sport.” Questa decisione fu confermata da una decisione del ministro dell’ambiente e dei Lavori pubblici in data 31 luglio 1987, cos? come con una sentenza presidenziale in data 22 agosto 1988.
B. Il procedimento che tendeva alla modifica del piano di allineamento del 1987
15. Il 28 giugno 1994, i richiedenti o i loro discendenti investirono la prefettura di Salonicco di una domanda che tendeva a fare modificare il piano di allineamento in vigore in modo che il carico che pesava sulle loro propriet? fosse tolto. La prefettura l?accolse.
16. Il 20 novembre 1994, i richiedenti o i loro discendenti investirono il Consiglio di stato di un ricorso per annullamento del rifiuto implicito dell’amministrazione di togliere il carico che pesava sui loro terreni.
17. L? 11 gennaio 1996, la municipalit? di Kalamaria deposit? le sue osservazioni sulla causa. L’udienza ebbe luogo il 26 marzo 1997.
18. Il 20 ottobre 1997, il Consiglio di stato accolse l?istanza dei richiedenti. In particolare, consider? che essendo rimasta molto tempo senza procedere all’espropriazione dei terreni in questione per permettere la realizzazione del progetto previsto dal piano di allineamento, l’amministrazione era tenuta a togliere il carico che pesava sulle propriet? controverse. L’alta giurisdizione rinvi? la causa all’amministrazione chiedendogli di prendere le misure necessarie per sbloccare i terreni dei richiedenti, sentenze numeri 4445/1997, 4447/1997 e 4448/1997. Queste sentenze furono trascritte in bella copia e furono certificate come conformi il 25 febbraio 1998.
II. LE CIRCOSTANZE CHE SONO OGGETTO DELLA CONTROVERSIA
A. Il procedimento impegnato dalla municipalit? di Kalamaria contro le sentenze numeri 4445/1997, 4447/1997 e 4448/1997 del Consiglio di stato
19. Il 30 settembre 1998, la municipalit? di Kalamaria form? una terza opposizione (t??ta?a??p?) contro le suddette sentenze rese dal Consiglio di stato. Questa via di ricorso aperta alle persone che non sono state n? parti n? sono state rappresentate in un’istanza permette loro di attaccare una decisione che d? loro un motivo di appello. Nel caso in cui la terza opposizione – che non ha effetto sospensivo -viene giudicata fondata, le sentenze attaccate vengono annullate in modo retroattivo ed il ricorso per annullamento viene riesaminato. Nello specifico, non avendo la terza opposizione effetto sospensivo, le sentenze numeri 4445/1997, 4447/1997 e 4448/1997 rimanevano dunque immediatamente esecutive.
20. Il 28 novembre 2001, il Consiglio di stato dichiar? la terza opposizione inammissibile, sentenze numeri 4148/2001, 4149/2001 e 4150/2001. Stim? che la municipalit? di Kalamaria non poteva avvalersi di questa via di ricorso perch? aveva avuto gi? l’occasione di sottoporre le sue osservazioni sulla causa. Le suddette sentenze furono trascritte in bella copia e furono certificate conformi il 17 aprile 2002.
B. Il nuovo piano di urbanistica ed il procedimento che mit?ravaal suo annullamento
21. Il 13 maggio 1999, il ministro dell’ambiente e dei Lavori pubblici procedette alla modifica del piano di urbanistica della municipalit? di Kalamaria per assoggettare la tenuta controversa alla costruzione di una zona di svago e di sport (decisione no 12122/2761).
22. Il 9 settembre 1999, i richiedenti o i loro discendenti investirono il Consiglio di stato di un ricorso per annullamento della suddetta decisione. L? 11 settembre 2002, produssero a sostegno del loro ricorso diversi giustificativi tra cui gli atti di propriet?. Inizialmente fissata al 8 novembre 2000, l’udienza fu annullata a pi? riprese. Ebbe luogo alla fine il 29 ottobre 2003. Il Consiglio di stato non ha reso ancora la sua sentenza.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
23. I richiedenti numeri 1-9, 12-19, 23, 26-31, 33-40, 42-44, 46-49 e 58 si lamentano del tempo che c?? voluto per l’esame della terza opposizione formata dinnanzi al Consiglio di stato dalla municipalit? di Kalamaria. Peraltro, l’insieme dei richiedenti si lamenta della durata del procedimento che tende all’annullamento del nuovo piano di urbanistica. Invocano l’articolo 6 ? 1 della Convenzione le cui parti pertinenti si leggono come segue:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale che decider?, delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
A. Periodi da prendere in considerazione
1. Terza opposizione formata dinnanzi al Consiglio di stato dalla municipalit? di Kalamaria
24. Il periodo da considerare ? cominciato il 30 settembre 1998, con l’immissione nel processo del Consiglio di stato da parte della la municipalit? di Kalamaria, e si ? concluso il 28 novembre 2001, con le sentenze numeri 4148/2001, 4149/2001 e 4150/2001. ? durata tre anni, un mese e ventinove giorni, dunque, per un grado di giurisdizione.
2. Procedimento che tende all’annullamento del nuovo piano di urbanistica
25. Il Governo afferma che finch? i richiedenti non avessero prodotto i giustificativi necessari, in particolare gli atti di propriet?, a sostegno del loro ricorso, il Consiglio di stato non poteva procedere all’esame della causa. Se il Consiglio di stato avesse tenuto tuttavia un’udienza, avrebbe dovuto dichiarare il ricorso inammissibile. Quindi, il Governo stima che il termine trascorso fino al 11 settembre 2002, data in cui i richiedenti depositarono i documenti in questione, non pu? essere preso in considerazione.
26. I richiedenti affermano che l’udienza dinnanzi al Consiglio di stato fu ogni volta rinviata d?ufficio; sostengono peraltro che la produzione dei giustificativi in questione non era necessaria perch? la loro argomentazione si basava sulle precedenti sentenze rese dalla stessa giurisdizione sulla loro causa, in particolare le sentenze numeri 4445/1997, 4447/1997 e 4448/1997.
27. La Corte considera che l’argomento avanzato dal Governo non ? supportato da nessuno elemento del diritto o dei pratica interni e non potrebbe dunque modificare il punto di partenza del procedimento controverso. Questo ? cominciato il 9 settembre 1999, con l’immissione nel processo del Consiglio di stato, e non ? ancora concluso. Copre dunque ad oggi una durata di pi? di cinque anni e cinque mesi, per un’istanza,.
B. Carattere ragionevole della durata dei procedimenti
28. I richiedenti sostengono che le loro cause hanno conosciuto una durata eccessiva.
29. Il Governo non si ? espresso sulla durata dell’esame della terza opposizione. In quanto al secondo procedimento incriminato, sostiene che il termine trascorso a partire dal 11 settembre 2002, data in cui i richiedenti produssero i documenti a sostegno del loro ricorso, non ? irragionevole, avuto in particolare riguardo alla complessit? della causa.
30. La Corte ricorda che il carattere ragionevole della durata di un procedimento si rivaluta secondo le circostanze della causa ed avendo riguardo ai criteri consacrati dalla sua giurisprudenza, in particolare la complessit? della causa, il comportamento dei richiedenti e quello delle autorit? competenti cos? come la posta della controversia per gli interessati (vedere, tra molte altre, Frydlender c. Francia [GC], no 30979/96, ? 43, CEDH 2000-VII).
31. La Corte ha trattato a pi? riprese cause che sollevano delle questioni simili a quella del caso di specifico e ha concluso alla violazione di 6 ? 1 della Convenzione (vedere la causa Frydlender precitata).
32. Dopo avere esaminato tutti gli elementi prodotti dinnanzi a lei, la Corte considera che il Governo non ha esposto nessuno fatto n? argomento che possano condurre ad una conclusione differente nel caso presente. Tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, stima che nello specifico la durata dei procedimenti controversi sia eccessiva e non risponda all’esigenza del “termine ragionevole.”
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
33. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
34. I richiedenti, basandosi su un rapporto di perizia redatta a loro richiesta nel maggio 2005, richiedono la somma globale di 10 540 343 euro (EUR) a titolo del danno materiale che i danni alla loro propriet? avrebbero fatto loro subire. Richiedono inoltre 10 000 EUR ciascuno a titolo di danno morale che dicono avere sofferto.
35. Il Governo stima che la Corte deve allontanare la domanda per danno materiale. Considera inoltre che la constatazione di una violazione costituirebbe in s? un risarcimento sufficiente per il danno morale addotto.
36. La Corte ricorda che la constatazione di violazione della Convenzione al quale ? giunta risulta esclusivamente da un’incomprensione del diritto degli interessati a vedere la loro causa ascoltata in un “termine ragionevole.” In queste condizioni, non vede alcun legame di causalit? tra la violazione constatata ed un qualsiasi danno materiale che i richiedenti avrebbero dovuto soffrire; c’? dunque luogo di respingere questo aspetto delle loro pretese (Appietto c. Francia, no 56927/00, ? 21, 25 febbraio 2003).
37. In compenso, la Corte stima che i richiedenti hanno subito, a ragione dell’incomprensione del loro diritto a vedere la loro causa giudicata in un termine ragionevole, un torto morale certo che non si compensa sufficientemente con la constatazione di violazione della Convenzione. Deliberando in equit?, come esige l’articolo 41 della Convenzione, accorda 8 000 EUR a questo titolo a ciascuno dei richiedenti numeri 1-9, 12-19, 23, 26-31, 33-40, 42-44, 46-49 e 58 e 5 000 EUR a ciascuno dei richiedenti numeri 10-11, 20-22, 24-25, 32, 41, 45 e 50-57, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta.
B. Oneri e spese
38. I richiedenti richiedono 34 100 EUR per oneri e spese sostenuti in Grecia, 10 000 EUR a titolo della perizia e 11 990 EUR per oneri e spese sostenuti dinnanzi alla Corte. A questo riguardo, producono solamente un documento, stabilito dall’ingegnere civile autore della perizia, valutando il costo di questa a 10 000 EUR, tassa sul valore aggiunto non compresa.
39. Il Governo considera che la somma richiesta sia eccessiva e che conviene allontanare questa richiesta.
40. In quanto agli oneri e spese sostenuti in Grecia, la Corte ha giudicato gi? che la lunghezza di un procedimento pu? provocare un aumento degli oneri e spese del richiedente dinnanzi alle giurisdizioni interne e che dunque conviene tenerne conto (vedere, tra altre, Capuano c. Italia, sentenza del 25 giugno 1987, serie A no 119-ha, p. 15, ? 37). Tuttavia, nel caso specifico, la Corte nota che i richiedenti non hanno prodotto relativamente nessuna fattura per gli oneri sostenuti dinnanzi alle giurisdizioni investite. C’? luogo dunque di respingere questa parte delle loro pretese. Per ci? che riguarda gli oneri sostenuti dinnanzi a lei, la Corte osserva che i richiedenti giustificano solamente degli oneri afferenti alla perizia che non era tuttavia necessaria per la valutazione del danno legato alla durata del procedimento. Per il resto, le pretese dei richiedenti non sono n? dettagliate n? accompagnate dai giustificativi necessari. Conviene dunque allontanare anche la richiesta in merito a punto.
C. Interessi moratori
41. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentato di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Stabilisce, all’unanimit?, che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce, per cinque voci contro due,
a) che lo stato convenuto deve versare, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva in virt? dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 8 000 EUR (ottomila euro) a ciascuno dei richiedenti menzionati sotto i numeri 1-9, 12-19, 23, 26-31, 33-40, 42-44, 46-49 e 58 e 5 000 EUR (cinquemila euro) a ciascuno dei richiedenti menzionati sotto i numeri 10-11, 20-22, 24-25, 32, 41, 45 e 50-57 per danno morale, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
3. Respinge, all’unanimit?, la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 22 giugno 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Loukis Loucaides
Cancelliere Presidente
Alla presente sentenza si trova unita, conformemente agli articoli 45 ? 2 della Convenzione e 74 ? 2 dell’ordinamento, l’esposizione delle seguenti opinioni separate:
-opinione in parte concordante del Sig. Rozakis;
-opinione in parte dissidente del Sig. Loucaides e della Sig.ra Vajic.
L.L.
S.N.

OPINIONE IN PARTE CONCORDANTE DEL GIUDICE ROZAKIS
Ho votato con la maggioranza a proposito della soddisfazione equa (danno morale) per conformarmi alla nuova giurisprudenza sviluppata nella sentenza Arvanitaki-Roboti ed altri c. Grecia del 18 maggio 2006 nella quale ho formulato, con due altri giudici, un’opinione dissidente che riguardava questo aspetto particolare della causa.

OPINIONE PARZIALMENTE DISSIDENTE COMUNE AL SIG. LOUCAIDES E ALLA SIG.RA VAJIC (GIUDICI)
(Traduzione)
Con la maggioranza, stimiamo che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1de la Convenzione a ragione della durata del procedimento. Non possiamo approvare invece gli importi assegnati ai richiedenti a titolo del danno morale. Reiteriamo a questo riguardo l’opinione parzialmente dissidente comune ai giudici Loucaides, Rozakis e Jebens unita alla sentenza Arvanitaki-Roboti ed altri c. Grecia del 18 maggio 2006. Sottoscriviamo tutti gli argomenti e le conclusioni che vi sono formulati.

Elenco dei richiedenti
OMISSIS

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Frais et d?pens – demande rejet?e
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE KAKAMOUKAS ET AUTRES c. GR?CE
(Requ?te no 38311/02)
ARR?T
STRASBOURG
22 juin 2006
CETTE AFFAIRE A ?T? RENVOY?E DEVANT
LA GRANDE CHAMBRE, QUI A RENDU SON ARR?T LE
15 f?vrier 2008

En l’affaire Kakamoukas et autres c. Gr?ce,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. L. Loucaides, pr?sident,
C.L. Rozakis,
Mmes F. Tulkens,
N. Vajic,
M. A. Kovler,
Mme E. Steiner,
M. K. Hajiyev, juges,
et de M. S. Nielsen, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 1er juin 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 38311/02) dirig?e contre la R?publique hell?nique par cinquante-huit ressortissants de cet Etat, dont les noms figurent en annexe (? les requ?rants ?), qui ont saisi la Cour le 17 octobre 2002 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Mes D. N. et K. G., avocats au barreau de Salonique. Le gouvernement grec (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par les d?l?gu?s de son agent, MM. V. Kyriazopoulos, assesseur aupr?s du Conseil juridique de l’Etat, et I. Bakopoulos, auditeur aupr?s du Conseil juridique de l’Etat.
3. Les requ?rants se plaignaient notamment, sous l’angle de l’article 6 ? 1 de la Convention, de la dur?e de deux proc?dures devant le Conseil d’Etat.
4. La requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section de la Cour (article 52 ? 1 du r?glement). Au sein de celle-ci, la chambre charg?e d’examiner l’affaire (article 27 ? 1 de la Convention) a ?t? constitu?e conform?ment ? l’article 26 ? 1 du r?glement.
5. Le 25 mars 2004, la chambre a d?cid? de communiquer une partie de la requ?te au Gouvernement et a d?clar? la requ?te irrecevable pour le surplus.
6. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la premi?re section telle que remani?e (article 52 ? 1).
7. Par une d?cision du 24 mars 2005, la Cour a d?clar? le restant de la requ?te partiellement recevable.
8. Tant les requ?rants que le Gouvernement ont d?pos? des observations ?crites sur le fond de l’affaire (article 59 ? 1 du r?glement).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES ? L’ORIGINE DU LITIGE
A. La gen?se de l’affaire
1. La p?riode 1925-1936
9. Le 7 avril 1925, l’Etat grec proc?da ? l’expropriation d’une superficie de 534 892 m?, sise dans la p?riph?rie de la ville de Salonique (quartier de Mikra), dans le but d’y construire un a?roport. Cette surface, qui rel?ve actuellement de la municipalit? de Kalamaria, comprenait des terrains appartenant aux ascendants des requ?rants.
10. L’indemnit? d’expropriation fut fix?e par les arr?ts nos 1321/1926 et 703/1929 du tribunal de premi?re instance de Salonique, 9/1930 de la cour d’appel de Salonique et 116/1931 de la Cour de cassation.
11. Par l’arr?t no 293/1936 du pr?sident du tribunal de premi?re instance de Salonique, les ascendants des requ?rants furent reconnus titulaires de l’indemnit? en question. Toutefois, l’Etat refusa de verser celle-ci. De plus, l’a?roport fut construit ailleurs.
2. La p?riode 1967-1972
12. Le 22 juin 1967, par une d?cision conjointe du ministre des Finances et de celui des Travaux publics (no E.17963/8019), l’Etat proc?da ? l’expropriation du domaine susmentionn?, qui incluait les terrains litigieux, dans le but d’y construire des logements ouvriers. Faute de remplir un but d’utilit? publique, cette d?cision fut r?voqu?e le 6 juillet 1972.
3. La p?riode 1972-1988
13. Le 29 juin 1972, un d?cret royal destina le domaine ? la construction d’un centre sportif.
14. Le 14 mai 1987, le pr?fet de Salonique modifia le plan d’alignement (????t????? s??d??) de la r?gion, qu’il qualifia d’ ? espace vert ? et de ? zone de loisirs et de sports ?. Cette d?cision fut confirm?e par une d?cision du ministre de l’Environnement et des Travaux publics en date du 31 juillet 1987, ainsi que par un arr?t pr?sidentiel en date du 22 ao?t 1988.
B. La proc?dure tendant ? la modification du plan d’alignement de 1987
15. Le 28 juin 1994, les requ?rants ou leurs ascendants saisirent la pr?fecture de Salonique d’une demande tendant ? faire modifier le plan d’alignement en vigueur de mani?re ? ce que la charge pesant sur leurs propri?t?s soit lev?e. La pr?fecture n’y donna pas suite.
16. Le 20 novembre 1994, les requ?rants ou leurs ascendants saisirent le Conseil d’Etat d’un recours en annulation du refus implicite de l’administration de lever la charge pesant sur leurs terrains.
17. Le 11 janvier 1996, la municipalit? de Kalamaria d?posa ses observations sur l’affaire. L’audience eut lieu le 26 mars 1997.
18. Le 20 octobre 1997, le Conseil d’Etat fit droit ? la demande des requ?rants. En particulier, il consid?ra qu’?tant demeur?e longtemps sans proc?der ? l’expropriation des terrains en question pour permettre la r?alisation du projet pr?vu par le plan d’alignement, l’administration ?tait tenue de lever la charge pesant sur les propri?t?s litigieuses. La haute juridiction renvoya l’affaire ? l’administration en lui demandant de prendre les mesures n?cessaires pour d?bloquer les terrains des requ?rants (arr?ts nos 4445/1997, 4447/1997 et 4448/1997). Ces arr?ts furent mis au net et certifi?s conformes le 25 f?vrier 1998.
II. LES CIRCONSTANCES FAISANT L’OBJET DU LITIGE
A. La proc?dure engag?e par la municipalit? de Kalamaria contre les arr?ts nos 4445/1997, 4447/1997 et 4448/1997 du Conseil d’Etat
19. Le 30 septembre 1998, la municipalit? de Kalamaria forma une tierce opposition (t??ta?a??p?) contre les arr?ts susmentionn?s rendus par le Conseil d’Etat. Cette voie de recours ouverte aux personnes qui n’ont ?t? ni parties ni repr?sent?es dans une instance leur permet d’attaquer une d?cision qui leur fait grief. Au cas o? la tierce opposition – qui n’a pas d’effet suspensif ? est jug?e fond?e, les arr?ts attaqu?s sont annul?s r?troactivement et le recours en annulation r?examin?. En l’esp?ce, la tierce opposition n’ayant pas d’effet suspensif, les arr?ts nos 4445/1997, 4447/1997 et 4448/1997 demeuraient donc imm?diatement ex?cutoires.
20. Le 28 novembre 2001, le Conseil d’Etat d?clara la tierce opposition irrecevable (arr?ts nos 4148/2001, 4149/2001 et 4150/2001). Il estima que la municipalit? de Kalamaria ne pouvait se pr?valoir de cette voie de recours car elle avait d?j? eu l’occasion de soumettre ses observations sur l’affaire. Les arr?ts susmentionn?s furent mis au net et certifi?s conformes le 17 avril 2002.
B. Le nouveau plan d’urbanisme et la proc?dure tendant ? son annulation
21. Le 13 mai 1999, le ministre de l’Environnement et des Travaux publics proc?da ? la modification du plan d’urbanisme de la municipalit? de Kalamaria pour affecter le domaine litigieux ? la construction d’une zone de loisirs et de sports (d?cision no 12122/2761).
22. Le 9 septembre 1999, les requ?rants ou leurs ascendants saisirent le Conseil d’Etat d’un recours en annulation de la d?cision susmentionn?e. Le 11 septembre 2002, ils produisirent ? l’appui de leur recours divers justificatifs, dont les actes de propri?t?. Initialement fix?e au 8 novembre 2000, l’audience fut annul?e ? plusieurs reprises. Elle eut finalement lieu le 29 octobre 2003. Le Conseil d’Etat n’a pas encore rendu son arr?t.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
23. Les requ?rants nos 1-9, 12-19, 23, 26-31, 33-40, 42-44, 46-49 et 58 se plaignent du temps qu’a pris l’examen de la tierce opposition form?e devant le Conseil d’Etat par la municipalit? de Kalamaria. Par ailleurs, l’ensemble des requ?rants se plaignent de la dur?e de la proc?dure tendant ? l’annulation du nouveau plan d’urbanisme. Ils invoquent l’article 6 ? 1 de la Convention, dont les parties pertinentes se lisent comme suit :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
A. P?riodes ? prendre en consid?ration
1. Tierce opposition form?e devant le Conseil d’Etat par la municipalit? de Kalamaria
24. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 30 septembre 1998, avec la saisine du Conseil d’Etat par la municipalit? de Kalamaria, et s’est termin?e le 28 novembre 2001, avec les arr?ts nos 4148/2001, 4149/2001 et 4150/2001. Elle a donc dur? trois ans, un mois et vingt-neuf jours, pour un degr? de juridiction.
2. Proc?dure tendant ? l’annulation du nouveau plan d’urbanisme
25. Le Gouvernement affirme que tant que les requ?rants n’avaient pas produit les justificatifs n?cessaires, notamment les actes de propri?t?, ? l’appui de leur recours, le Conseil d’Etat ne pouvait proc?der ? l’examen de l’affaire. Si le Conseil d’Etat avait n?anmoins tenu une audience, il aurait d? d?clarer le recours irrecevable. D?s lors, le Gouvernement estime que le d?lai ?coul? jusqu’au 11 septembre 2002, date ? laquelle les requ?rants d?pos?rent les documents en question, ne peut ?tre pris en consid?ration.
26. Les requ?rants affirment que l’audience devant le Conseil d’Etat fut ? chaque fois ajourn?e d’office ; ils plaident par ailleurs que la production des justificatifs en question n’?tait pas n?cessaire car leur argumentation se fondait sur les pr?c?dents arr?ts rendus par la m?me juridiction sur leur affaire, notamment les arr?ts nos 4445/1997, 4447/1997 et 4448/1997.
27. La Cour consid?re que l’argument avanc? par le Gouvernement n’est ?tay? par aucun ?l?ment du droit ou de la pratique internes et ne saurait donc modifier le point de d?part de la proc?dure litigieuse. Celle-ci a d?but? le 9 septembre 1999, avec la saisine du Conseil d’Etat, et elle n’est pas encore achev?e. Elle couvre donc ? ce jour une dur?e de plus de cinq ans et cinq mois, pour une instance.
B. Caract?re raisonnable de la dur?e des proc?dures
28. Les requ?rants soutiennent que leurs affaires ont connu une dur?e excessive.
29. Le Gouvernement ne s’est pas exprim? sur la dur?e de l’examen de la tierce opposition. Quant ? la seconde proc?dure incrimin?e, il plaide que le d?lai ?coul? ? partir du 11 septembre 2002, date ? laquelle les requ?rants produisirent les documents ? l’appui de leur recours, n’est pas d?raisonnable, eu ?gard notamment ? la complexit? de l’affaire.
30. La Cour rappelle que le caract?re raisonnable de la dur?e d’une proc?dure s’appr?cie suivant les circonstances de la cause et eu ?gard aux crit?res consacr?s par sa jurisprudence, en particulier la complexit? de l’affaire, le comportement des requ?rants et celui des autorit?s comp?tentes ainsi que l’enjeu du litige pour les int?ress?s (voir, parmi beaucoup d’autres, Frydlender c. France [GC], no 30979/96, ? 43, CEDH 2000-VII).
31. La Cour a trait? ? maintes reprises d’affaires soulevant des questions semblables ? celle du cas d’esp?ce et y a conclu ? la violation de 6 ? 1 de la Convention (voir l’affaire Frydlender pr?cit?e).
32. Apr?s avoir examin? tous les ?l?ments produits devant elle, la Cour consid?re que le Gouvernement n’a expos? aucun fait ni argument pouvant mener ? une conclusion diff?rente dans le cas pr?sent. Compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, elle estime qu’en l’esp?ce la dur?e des proc?dures litigieuses est excessive et ne r?pond pas ? l’exigence du ? d?lai raisonnable ?.
Partant, il y a eu violation de l’article 6 ? 1.
II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
33. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
34. Les requ?rants, se fondant sur un rapport d’expertise r?dig? ? leur demande en mai 2005, r?clament la somme globale de 10 540 343 euros (EUR) au titre du dommage mat?riel que les atteintes ? leur propri?t? leur auraient fait subir. Ils r?clament en outre 10 000 EUR chacun au titre du dommage moral qu’ils disent avoir souffert.
35. Le Gouvernement estime que la Cour doit ?carter la demande pour pr?judice mat?riel. Il consid?re en outre que le constat d’une violation constituerait en soi une r?paration suffisante pour le pr?judice moral all?gu?.
36. La Cour rappelle que le constat de violation de la Convention auquel elle est parvenue r?sulte exclusivement d’une m?connaissance du droit des int?ress?s ? voir leur cause entendue dans un ? d?lai raisonnable ?. Dans ces conditions, elle n’aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et un quelconque dommage mat?riel dont les requ?rants auraient eu ? souffrir ; il y a donc lieu de rejeter cet aspect de leurs pr?tentions (Appietto c. France, no 56927/00, ? 21, 25 f?vrier 2003).
37. En revanche, la Cour estime que les requ?rants ont subi, ? raison de la m?connaissance de leur droit ? voir leur cause jug?e dans un d?lai raisonnable, un tort moral certain que ne compense pas suffisamment le constat de violation de la Convention. Statuant en ?quit?, comme le veut l’article 41 de la Convention, elle accorde ? ce titre 8 000 EUR ? chacun des requ?rants nos 1-9, 12-19, 23, 26-31, 33-40, 42-44, 46-49 et 58 et 5 000 EUR ? chacun des requ?rants nos 10-11, 20-22, 24-25, 32, 41, 45 et 50-57, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t.
B. Frais et d?pens
38. Les requ?rants r?clament 34 100 EUR pour les frais et d?pens expos?s en Gr?ce, 10 000 EUR au titre de l’expertise et 11 990 EUR pour les frais et d?pens expos?s devant la Cour. A cet ?gard, ils ne produisent qu’un document, ?tabli par l’ing?nieur civil auteur de l’expertise, chiffrant le co?t de celle-ci ? 10 000 EUR, taxe sur la valeur ajout?e non comprise.
39. Le Gouvernement consid?re que la somme r?clam?e est excessive et qu’il convient d’?carter cette demande.
40. S’agissant des frais et d?pens expos?s en Gr?ce, la Cour a d?j? jug? que la longueur d’une proc?dure peut entra?ner une augmentation des frais et d?pens du requ?rant devant les juridictions internes et qu’il convient donc d’en tenir compte (voir, entre autres, Capuano c. Italie, arr?t du 25 juin 1987, s?rie A no 119-A, p. 15, ? 37). Toutefois, dans le cas d’esp?ce, la Cour note que les requ?rants n’ont produit aucune facture relativement aux frais engag?s devant les juridictions saisies. Il y a donc lieu de rejeter cette partie de leurs pr?tentions. En ce qui concerne les frais expos?s devant elle, la Cour observe que les requ?rants ne justifient que des frais aff?rents ? l’expertise, laquelle n’?tait toutefois pas n?cessaire pour l’?valuation du dommage li? ? la dur?e de la proc?dure. Pour le reste, les pr?tentions des requ?rants ne sont ni d?taill?es ni accompagn?es des justificatifs n?cessaires. Il convient donc d’?carter la demande sur ce point ?galement.
C. Int?r?ts moratoires
41. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR
1. Dit, ? l’unanimit?, qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit, par cinq voix contre deux,
a) que l’Etat d?fendeur doit verser, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif en vertu de l’article 44 ? 2 de la Convention, 8 000 EUR (huit mille euros) ? chacun des requ?rants mentionn?s sous les nos 1-9, 12-19, 23, 26-31, 33-40, 42-44, 46-49 et 58 et 5 000 EUR (cinq mille euros) ? chacun des requ?rants mentionn?s sous les nos 10-11, 20-22, 24-25, 32, 41, 45 et 50-57 pour dommage moral, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
3. Rejette, ? l’unanimit?, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 22 juin 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Loukis Loucaides
Greffier Pr?sident
Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l’expos? des opinions s?par?es suivantes :
? opinion en partie concordante de M. Rozakis ;
? opinion en partie dissidente de M. Loucaides et Mme Vajic.
L.L.
S.N.

OPINION EN PARTIE CONCORDANTE DE M. LE JUGE ROZAKIS
J’ai vot? avec la majorit? au sujet de la satisfaction ?quitable (dommage moral) pour me conformer ? la nouvelle jurisprudence d?velopp?e dans l’arr?t Arvanitaki-Roboti et autres c. Gr?ce du 18 mai 2006, dans lequel j’ai formul?, avec deux autres juges, une opinion dissidente concernant cet aspect particulier de l’affaire.

OPINION PARTIELLEMENT DISSIDENTE COMMUNE ? M. LOUCAIDES ET Mme VAJIC, JUGES
(Traduction)
Avec la majorit?, nous estimons qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1de la Convention ? raison de la dur?e de la proc?dure. Nous ne pouvons par contre approuver les montants allou?s aux requ?rants au titre du pr?judice moral. Nous r?it?rons ? cet ?gard l’opinion partiellement dissidente commune aux juges Loucaides, Rozakis et Jebens jointe ? l’arr?t Arvanitaki-Roboti et autres c. Gr?ce du 18 mai 2006. Nous souscrivons ? tous les arguments et conclusions qui y sont formul?s.

Liste des requ?rants
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