AFFAIRE JANES CARRATU c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE JANES CARRATU c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 35, 29, P1-1
Numero: 68585/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-08-03 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione di P1-1; Non luogo a procedere ad esaminare l’art. 6-1; soddisfazione equa riservata

TERZA SEZIONE
CAUSA JANES CARRAT? C. ITALIA
( Richiesta no 68585/01)
SENTENZA
STRASBURGO
3 agosto 2006
DEFINITIVO
03/11/2006
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Janes Carrat? c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG.. B.M. Zupančič, presidente, C. B?rsan, V. Zagrebelsky,
la Sig.ra A. Gyulumyan,
Sigg.. E. Myjer, Davide Th?r Bj?rgvinsson, la Sig.ra I. Ziemele, giudici,
e dal Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 11 luglio 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 68585/01) diretta contro la Repubblica italiana e di cui un cittadino di questo Stato, il Sig. F. J. C. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 26 novembre 1999 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. A. J. C., avvocato a Napoli. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. Braguglia, col suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal uo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 6 maggio 2004, la Corte, prima sezione, ha dichiarato la richiesta parzialmente irricevibile e ha deciso di comunicare le lagnanze derivate dagli articoli 1 del Protocollo no 1 e 6 ? 1 della Convenzione (equit? del procedimento) al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate allo stesso tempo l’ammissibilit? e la fondatezza della causa.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni (articolo 25 ? 1 dell’ordinamento). La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta (articolo 52 ? 1).
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1944 e residente a Napoli.
6. A.J.C, padre del richiedente, era proprietario di un terreno edificabile ubicato a Montoro Inferiore (Avellino) e registrato al catasto, foglio 16, appezzamenti 192, 193, 273 e 516,.
7. Con un’ordinanza del 5 dicembre 1981, il consiglio regionale (Giunta regionale) della Campania approv? il progetto di costruzione di abitazioni ad affitto moderato sul terreno di A.J.C.
8. Con un’ordinanza del 29 luglio 1985, la municipalit? di Montoro Inferiore autorizz? l’occupazione di una parte del terreno di A.J.C., ossia 3 363 metri quadrati, per un periodo massimale di cinque anni a contare dalla data di occupazione materiale, in vista della sua espropriazione a causa di utilit? pubblica, per procedere alla costruzione delle abitazioni ad affitto moderato.
9. L? 8 gennaio 1986, l’amministrazione municipale procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? poi i lavori di costruzione.
10. Con un atto di assegnazione notificata il 28 ottobre 1991, A.J.C. cita la municipalit? di Montoro Inferiore dinnanzi al tribunale di Avellino. Faceva valere che l’occupazione era illegale, dato che questa era proseguita al di l? del periodo autorizzato, senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale ed al pagamento di un’indennit?.
11. Con un atto del 24 gennaio 1992, la municipalit? si costitu? nel procedimento e chiese l’appello in garanzia dell’istituto autonomo di gestione delle abitazioni ad affitto moderato (“I.A.C.P.”).
12. Il tribunale fece seguito a questa domanda ma l’I.A.C.P. non si costitu? nel procedimento.
13. Durante il procedimento, una perizia redatta il 22 ottobre 1992 fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno era di 76 000 ITL il metro quadrato nel 1988 e di 98 040 ITL il metro quadrato nel 1992.
14. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 4 novembre 1994, il tribunale di Avellino giudic? che A.J.C. doveva considerarsi come privato del suo terreno in virt? del principio dell’espropriazione indiretta a contare dall? 8 gennaio 1991, ossia dalla data di scadenza del termine di occupazione autorizzata. Inoltre, il tribunale dichiar? che l’I.A.C.P. non poteva essere considerato responsabile del danno subito da A.J.C. in ragione della perdita del suo terreno.
15. Alla luce di queste considerazioni, il tribunale condann? la municipalit? a versare ad A.J.C. un risarcimento corrispondente al valore commerciale del terreno all? 8 gennaio 1991, ossia 269 040 000 ITL, pi? interessi.
16. In pi?, il tribunale condann? la municipalit? a versare ad A.J.C. le somme di 67 260 000 ITL, pi? interessi, a titolo di indennit? di occupazione e di 335 635 000 ITL, pi? interessi, a titolo di risarcimento per la perdita di valore della parte restante del terreno.
17. Il 14 dicembre 1994, A.J.C. decedette.
18. Il 2 gennaio 1995, la municipalit? interpose appello del giudizio del tribunale di Avellino dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
19. Con un atto del 24 aprile 1995, il richiedente, figlio di A.J.C., si costitu? nel procedimento dinnanzi alla corte di appello di Napoli.
20. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 17 aprile 1998, la corte di appello di Napoli conferm? che la propriet? del terreno controverso era stata trasferita alla municipalit? in virt? del principio dell’espropriazione indiretta a contare dall? 8 gennaio 1991.
21. Tuttavia, tenuto conto dell’entrata in vigore della legge no 662 del 1996, la corte di appello ridusse a 127 817 822 ITL l’importo del risarcimento dovuto al richiedente in ragione della perdita del terreno ed a 150 866 182 ITL l’importo del risarcimento per la perdita di valore della parte restante del terreno. In quanto all’indennit? di occupazione, la corte di appello conferm? il giudizio del tribunale.
22. Alla luce di queste considerazioni, la corte di appello condann? la municipalit? e l’I.A.C.P. a versare al richiedente una somma uguale ai risarcimenti per la perdita del terreno e per la perdita di valore della parte restante del terreno, calcolati ai termini della legge no 662 del 1996 ed indicizzati al giorno della decisione, ossia 381 908 572 ITL, pi? interessi. Inoltre, la corte di appello condann? la municipalit? a versare al richiedente la somma di 67 260 000 ITL, pi? interessi, a titolo di indennit? di occupazione.
23. Questa sentenza acquis? forza di cosa giudicata il 2 luglio 1999.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNI PERTINENTI
24. Il diritto interno pertinente si trova descritto nel sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DALL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
25. Il richiedente adduce essere stato privato del suo terreno nelle circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o morale ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? che a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
26. Il Governo sostiene che la richiesta ? tardiva, dato che il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione sarebbe cominciato a decorrere o il 1 gennaio 1997, data dell’entrata in vigore della legge no 662 del 1996, o il 30 aprile 1999, data del deposito alla cancelleria della sentenza della Corte costituzionale no 148 di 1999 con la quale questa ultima giurisdizione ha confermato la legalit? di questa legge. In appoggio alle sue affermazioni, il Governo cita la causa Miconi c. Italia( Miconi c. Italia( d?c.), no 66432/01, 6 maggio 2004).
27. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo.
28. La Corte ricorda che ha respinto delle eccezioni simili nelle cause Serrao c. Italia ( no 67198/01, 13 ottobre 2005) e Binotti c. Italia (no 2) (no 71603/01, 13 ottobre 2005). Per di pi?, considera che, conformemente alla sua giurisprudenza, Carbonara e Ventura c. Italia, (no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 69) e Donati c. Italia ( no 63242/00, decisione del 13 maggio 2004 ed anche nella sentenza, ? 62) ? solamente con la decisione definitiva -nello specifico la sentenza della corte di appello depositata alla cancelleria il 17 aprile 1998 e diventata definitivo il 2 luglio 1999 -che il principio dell’espropriazione indiretta deve passare per effettivamente applicato. Da allora, il termine di sei mesi ? cominciato a decorrere da questa data. Segue che non potrebbe essere considerata l’eccezione.
29. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questo non si urta a nessuno altro motivo di irricevibilit?. Conviene dichiararlo accettabile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
30. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui non ? stata adottata nessuna ordinanza di espropriazione.
31. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa con le giurisdizioni nazionali.
32. Secondariamente, la privazione del bene come risultante dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e con la legge di bilancio no 662 del 1996.
33. Il Governo ne conclude che a partire dal 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
34. Il Governo ricorda che nella causa Forrer-Niedenthal c. Germania ( sentenza del 20 febbraio 2003) la Corte ha considerato una legge tedesca del 1997 come sufficiente, malgrado la sua imprevedibilit? manifesta, a fornire una base legale alle decisioni che avevano privato il richiedente di ogni protezione contro l’attentato portato alla sua propriet?. Chiede alla Corte di seguire lo stesso approccio per la presente causa.
35. Trattandosi della qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata pronunciata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
36. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile con la costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la restituzione del terreno non ? pi? possibile.
37. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, tendente a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che risponda all’utilit? pubblica.
38. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta ad indennizzare gli interessati.
39. Tenuto conto del fatto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo, l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito.
40. La determinazione dell’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Il Governo ricorda inoltre che l’indennit? come plafonata dalla legge di bilancio no 662 del 1996 ? in ogni caso superiore a quella che sarebbe stata accordata se l’espropriazione fosse stata regolare.
41. Alla luce di queste considerazioni e riferendosi in particolare alle cause OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia ( numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004) e B?ck c. Finlandia (no 37598/97, 20 luglio 2004,) il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato e che la situazione denunciata ? compatibile ad ogni punto di vista con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) Il richiedente,
42. Il richiedente si oppone alla tesi del Governo.
43. Fa osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in tutta illegalit?.
44. Il richiedente denuncia una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al suo caso al motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
45. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa di ricercare se suddetta situazione equivaleva ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie a no 52, pp. 24-25, ? 63).
46. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni interne hanno considerato il richiedente come essendo privato del suo bene a contare dalla data di scadenza del termine di occupazione autorizzata. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della corte di appello di Napoli ha avuto per effetto di privare il richiedente del suo bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitato, ? 61, e Brumărescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
47. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, una tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitato, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire che quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria”( Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
48. Da allora, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice constatazione che non ha avuto luogo un risarcimento integrale in favore del richiedente ( Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
49. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, La Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
50. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato il richiedente come privato del suo bene a contare dal momento in cui l’occupazione aveva smesso di essere autorizzata, essendo collegate le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, nella mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare come essendo stato effettivamente applicato il principio dell’espropriazione indiretta e che ? stata consacrata l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico. Di conseguenza, il richiedente non ha avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 2 luglio 1999, data alla quale la sentenza della corte di appello di Napoli ? diventata definitiva.
51. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di derivare partito da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno al disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra altri, senza che un’indennit? venisse messa in parallelo a disposizione dell’interessato.
52. Trattandosi dell’indennit?, la Corte constata che l’applicazione retroattiva della legge no 662 del 1996 al caso specifico ha avuto per effetto privare il richiedente della possibilit? di ottenere risarcimento del danno subito.
53. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto dunque il diritto al rispetto dei beni del richiedente.
54. Da allora, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
55. Il richiedente adduce che l’adozione e l’applicazione della legge no 662 del 23 dicembre 1996 al suo procedimento costituisco un’ingerenza legislativa contraria al suo diritto ad un processo equo come garantito dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
56. Il Governo contesta questa tesi ed osserva che la legge controversa non ? stata adottata per influenzare la conclusione del procedimento intentato dal richiedente. Inoltre, l’applicazione di questa legge non avrebbe avuto ripercussioni negative per il richiedente. Ne conclude che l’applicazione della disposizione controversa alla causa del richiedente non solleva nessuno problema allo sguardo della Convenzione. In appoggio delle sue tesi, il Governo si riferisce specificamente alle sentenze Forrer-Niedenthal c. Germania (no 47316/99, 20 febbraio 2003,) OGIS-istituto Stanislas, OGEC Santo-gazza X e Minima di Castiglia ed altri c. Francia ( numero 42219/98 e 54563/00, 27 maggio 2004) e B?ck c. Finlandia (no 37598/97, CEDH 2004-VIII,).
57. La Corte rileva che questa lagnanza ? legata a quell’esaminata sopra e deve dunque essere dichiarata altrettanto accettabile.
58. La Corte ha appena constatato, sotto l’angolo dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la situazione denunciata dal richiedente non ? conforme al principio di legalit?. Avuto riguardo dei motivi che hanno portato la Corte a questa constatazione di violazione ( paragrafi 52 a 54 sopra) la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione dell’articolo 6 ? 1 (vedere, a contrario, Scordino c. Italia (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 e ?? 132 – 133, CEDH 2006).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
59. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
60. A titolo di danno materiale, il richiedente sollecita il versamento di una somma uguale al valore venale reale del terreno, aumentata del plusvalore – apportato al terreno dall’esistenza del lavoro pubblico, ossia 2 500 000 EUR.
61. A titolo sussidiario, il richiedente chiede una somma uguale alla differenza tra l? importo riconosciuto dal tribunale di Avellino, rivalutato ed integrato da interessi, e la somma ottenuta in seguito alla sentenza dalla corte di appello di Napoli.
62. Trattandosi del danno morale, il richiedente sollecita il versamento di 100 000 EUR.
63. Infine, il richiedente chiede 79 282,76 EUR per gli oneri di procedimento dinnanzi alla Corte.
64. In quanto al danno materiale, il Governo sostiene che il valore commerciale del terreno dovrebbe essere calcolato rispetto al momento del trasferimento di propriet? e fa valere che nessuna somma ? dovuta al richiedente a titolo di plusvalore portato al terreno dal lavoro pubblico realizzato.
65. A titolo sussidiario, il Governo fa valere che la Corte dovrebbe fondare la sua valutazione sulla differenza tra i valori commerciali del bene stimato dal perito commesso di ufficio dal giudice nazionale e la somma liquidata da questo ultimo ai termini della legge no 662 del 1996.
66. Trattandosi del danno morale e degli oneri di procedimento, il Governo stima che le somme chieste dal richiedente sono eccessive e si rimette alla saggezza della Corte.
67. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? ulteriore procedimento, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta accettabile;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza tratta dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
4. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad inviarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarla all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 3 agosto 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupančič
Cancelliere Pr?sident

SENTENZA JANES CARRAT? C. ITALIA

SENTENZA JANES CARRAT? C. ITALIA

Testo Tradotto

Conclusion Violation de P1-1 ; Non-lieu ? examiner l’art. 6-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
TROISI?ME SECTION

AFFAIRE JANES CARRAT? c. ITALIE

(Requ?te no 68585/01)

ARR?T

STRASBOURG

3 ao?t 2006

D?FINITIF

03/11/2006

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Janes Carrat? c. Italie,

La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :

MM. B.M. Zupančič, pr?sident,
C. B?rsan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
MM. E. Myjer,
David Th?r Bj?rgvinsson,
Mme I. Ziemele, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 11 juillet 2006,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :

PROC?DURE

1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 68585/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, M. F. J. C. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 26 novembre 1999 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).

2. Le requ?rant est repr?sent? par Me A. J. C., avocat ? Naples. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.

3. Le 6 mai 2004, la Cour (premi?re section) a d?clar? la requ?te partiellement irrecevable et a d?cid? de communiquer les griefs tir?s des articles 1 du Protocole no 1 et 6 ? 1 de la Convention (?quit? de la proc?dure) au Gouvernement. Se pr?valant de l?article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l?affaire.

4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).

EN FAIT

I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE

5. Le requ?rant est n? en 1944 et r?sidant ? Naples.

6. A.J.C., p?re du requ?rant, ?tait propri?taire d?un terrain constructible sis ? Montoro Inferiore (Avellino) et enregistr? au cadastre, feuille 16, parcelles 192, 193, 273 et 516.

7. Par un arr?t? du 5 d?cembre 1981, le conseil r?gional (Giunta regionale) de Campanie approuva le projet de construction d?habitations ? loyer mod?r? sur le terrain d?A.J.C.

8. Par un arr?t? du 29 juillet 1985, la municipalit? de Montoro Inferiore autorisa l?occupation d?une partie du terrain d?A.J.C., ? savoir 3 363 m?tres carr?s, pour une p?riode maximale de cinq ans ? compter de la date d?occupation mat?rielle, en vue de son expropriation pour cause d?utilit? publique, afin de proc?der ? la construction des habitations ? loyer mod?r?.

9. Le 8 janvier 1986, l?administration municipale proc?da ? l?occupation mat?rielle du terrain et entama ensuite les travaux de construction.

10. Par un acte d?assignation notifi? le 28 octobre 1991, A.J.C. assigna la municipalit? de Montoro Inferiore devant le tribunal d?Avellino. Il faisait valoir que l?occupation ?tait ill?gale, ?tant donn? que celle-ci s??tait poursuivie au-del? de la p?riode autoris?e, sans qu?il f?t proc?d? ? l?expropriation formelle et au paiement d?une indemnit?.

11. Par un acte du 24 janvier 1992, la municipalit? se constitua dans la proc?dure et demanda l?appel en garantie de l?institut autonome de gestion des habitations ? loyer mod?r? (? I.A.C.P. ?).

12. Le tribunal fit droit ? cette demande mais l?I.A.C.P. ne se constitua pas dans la proc?dure.

13. Au cours de la proc?dure, une expertise r?dig?e le 22 octobre 1992 fut d?pos?e au greffe. Selon l?expert, la valeur marchande du terrain ?tait de 76 000 ITL le m?tre carr? en 1988 et de 98 040 ITL le m?tre carr? en 1992.

14. Par un jugement d?pos? au greffe le 4 novembre 1994, le tribunal d?Avellino jugea qu?A.J.C. devait se consid?rer comme priv? de son terrain en vertu du principe de l?expropriation indirecte ? compter du 8 janvier 1991, ? savoir de la date d?expiration du d?lai d?occupation autoris?e. En outre, le tribunal d?clara que l?I.A.C.P. ne pouvait pas ?tre consid?r? responsable du dommage subi par A.J.C. en raison de la perte de son terrain.

15. A la lumi?re de ces consid?rations, le tribunal condamna la municipalit? ? verser ? A.J.C. un d?dommagement correspondant ? la valeur marchande du terrain au 8 janvier 1991, ? savoir 269 040 000 ITL, plus int?r?ts.

16. De plus, le tribunal condamna la municipalit? ? verser ? A.J.C. les sommes de 67 260 000 ITL, plus int?r?ts, ? titre d?indemnit? d?occupation et de 335 635 000 ITL, plus int?r?ts, ? titre de d?dommagement pour la perte de valeur de la partie restante du terrain.

17. Le 14 d?cembre 1994, A.J.C. d?c?da.

18. Le 2 janvier 1995, la municipalit? interjeta appel du jugement du tribunal d?Avellino devant la cour d?appel de Naples.

19. Par un acte du 24 avril 1995, le requ?rant, fils d?A.J.C., se constitua dans la procedure devant la cour d?appel de Naples.

20. Par un arr?t d?pos? au greffe le 17 avril 1998, la cour d?appel de Naples confirma que la propri?t? du terrain litigieux avait ?t? transf?r?e ? la municipalit? en vertu du principe de l?expropriation indirecte ? compter du 8 janvier 1991.

21. Toutefois, compte tenu de l?entr?e en vigueur de la loi no 662 de 1996, la cour d?appel r?duisit ? 127 817 822 ITL le montant du d?dommagement d? au requ?rant en raison de la perte du terrain et ? 150 866 182 ITL le montant du d?dommagement pour la perte de valeur de la partie restante du terrain. Quant ? l?indemnit? d?occupation, la cour d?appel confirma le jugement du tribunal.

22. A la lumi?re de ces consid?rations, la cour d?appel condamna la municipalit? et l?I.A.C.P. ? verser au requ?rant une somme ?gale aux d?dommagements pour la perte du terrain et pour la perte de valeur de la partie restante du terrain, calcul?s aux termes de la loi no 662 de 1996 et index?s au jour du prononc?, ? savoir 381 908 572 ITL, plus int?r?ts. En outre, la cour d?appel condamna la municipalit? ? verser au requ?rant la somme de 67 260 000 ITL, plus int?r?ts, ? titre d?indemnit? d?occupation.

23. Cet arr?t acquit force de chose jug?e le 2 juillet 1999.

II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS

24. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).

EN DROIT

I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1

25. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv? de son terrain dans des circonstances incompatibles avec l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?

A. Sur la recevabilit?

26. Le Gouvernement soutient que la requ?te est tardive, ?tant donn? que le d?lai de six mois pr?vu ? l?article 35 de la Convention aurait commenc? ? courir soit le 1er janvier 1997, date de l?entr?e en vigueur de la loi no 662 de 1996, soit le 30 avril 1999, date du d?p?t au greffe de l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 148 de 1999, par lequel cette derni?re juridiction a confirm? la l?galit? de cette loi. A l?appui de ses all?gations, le Gouvernement cite l?affaire Miconi c. Italie (Miconi c. Italie (d?c.), no 66432/01, 6 mai 2004).

27. Le requ?rant s?oppose ? la th?se du Gouvernement.

28. La Cour rappelle qu?elle a rejet? des exceptions semblables dans les affaires Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005) et Binotti c. Italie (no 2) (no 71603/01, 13 octobre 2005). De surcro?t, elle consid?re que, conform?ment ? sa jurisprudence (Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI, ? 69, et Donati c. Italie, no 63242/00, d?cision du 13 mai 2004 et ?galement dans l?arr?t, ? 62), ce n?est que par la d?cision d?finitive ? en l?esp?ce l?arr?t de la cour d?appel d?pos? au greffe le 17 avril 1998 et devenu d?finitif le 2 juillet 1999 ? que le principe de l?expropriation indirecte doit passer pour effectivement appliqu?. D?s lors, le d?lai de six mois a commenc? ? courir ? cette date. Il s?ensuit que l?exception ne saurait ?tre retenue.

29. La Cour constate que le grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.

B. Sur le fond

1. Th?ses des parties

a) Le Gouvernement

30. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d?esp?ce, il s?agit d?une occupation de terrain dans le cadre d?une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d?utilit? publique. Il admet que la proc?dure d?expropriation n?a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d?expropriation n?a ?t? adopt?.

31. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n?a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.

32. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l?expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l?expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l?arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.

33. Le Gouvernement en conclut qu?? partir de 1983, les r?gles de l?expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.

34. Le Gouvernement rappelle que dans l?affaire Forrer-Niedenthal c. Allemagne (arr?t du 20 f?vrier 2003), la Cour a consid?r? une loi allemande de 1997 comme suffisante, malgr? son impr?visibilit? manifeste, pour fournir une base l?gale aux d?cisions qui avaient priv? la requ?rante de toute protection contre l?atteinte port?e ? sa propri?t?. Il demande ? la Cour de suivre la m?me approche pour la pr?sente affaire.

35. S?agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu?un arr?t? d?expropriation n?ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.

36. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible par la construction d?un ouvrage d?utilit? publique, la restitution du terrain n?est plus possible.

37. Le Gouvernement d?finit l?expropriation indirecte comme le r?sultat d?une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l?int?r?t g?n?ral l?emporte sur l?int?r?t des particuliers, lorsque l?ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et qu?il r?pond ? l?utilit? publique.

38. Quant ? l?exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l?administration est tenue d?indemniser les int?ress?s.

39. Compte tenu de ce que l?expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l?ill?galit? commise par l?administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative, l?indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi.

40. La fixation du montant de l?indemnit? en cause rentre dans la marge d?appr?ciation laiss?e aux ?tats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Le Gouvernement rappelle en outre que l?indemnit? telle que plafonn?e par la loi budg?taire no 662 de 1996 est en tout cas sup?rieure ? celle qui aurait ?t? accord?e si l?expropriation avait ?t? r?guli?re.

41. A la lumi?re de ces consid?rations et en se r?f?rant notamment aux affaires OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004) et B?ck c. Finlande (no 37598/97, 20 juillet 2004), le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect? et que la situation d?nonc?e est compatible ? tous points de vue avec l?article 1 du Protocole no 1.

b) Le requ?rant

42. Le requ?rant s?oppose ? la th?se du Gouvernement.

43. Il fait observer que l?expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien en toute ill?galit?.

44. Le requ?rant d?nonce un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? son cas au motif qu?un principe jurisprudentiel, tel que celui de l?expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.

2. Appr?ciation de la Cour

a) Sur l?existence d?une ing?rence

45. La Cour rappelle que, pour d?terminer s?il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s?il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).

46. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? le requ?rant comme ?tant priv? de son bien ? compter de la date d?expiration du d?lai d?occupation autoris?e. A d?faut d?un acte formel d?expropriation, le constat d?ill?galit? de la part du juge est l??l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l?arr?t de la cour d?appel de Naples a eu pour effet de priver le requ?rant de son bien au sens de la deuxi?me phrase de l?article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61, et Brumărescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).

47. Pour ?tre compatible avec l?article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d?utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L?ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l?individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).

48. D?s lors, la Cour n?estime pas opportun de fonder son raisonnement sur le simple constat qu?une r?paration int?grale en faveur du requ?rant n?a pas eu lieu (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).

b) Sur le respect du principe de l?galit?

49. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l?expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu?elle n?est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu?elle permet en g?n?ral ? l?administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d?expropriation. En effet, dans tous les cas, l?expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l?administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l?administration, au b?n?fice de celle-ci.

50. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu?en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? le requ?rant comme priv? de son bien ? compter du moment o? l?occupation avait cess? d??tre autoris?e, les conditions d?ill?galit? de l?occupation et d?int?r?t public de l?ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n?est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l?on peut consid?rer le principe de l?expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l?acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, le requ?rant n?a eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 2 juillet 1999, date ? laquelle l?arr?t de la cour d?appel de Naples est devenu d?finitif.

51. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier du terrain au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu?une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition de l?int?ress?.

52. S?agissant de l?indemnit?, la Cour constate que l?application r?troactive de la loi no 662 de 1996 au cas d?esp?ce a eu pour effet de priver le requ?rant de la possibilit? d?obtenir r?paration du pr?judice subi.

53. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens du requ?rant.

54. D?s lors, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.

II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION

55. Le requ?rant all?gue que l?adoption et l?application de la loi no 662 du 23 d?cembre 1996 ? sa proc?dure constitue une ing?rence l?gislative contraire ? son droit ? un proc?s ?quitable tel que garanti par l?article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :

? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?

56. Le Gouvernement conteste cette th?se et observe que la loi litigieuse n?a pas ?t? adopt?e pour influencer le d?nouement de la proc?dure intent?e par le requ?rant. En outre, l?application de cette loi n?aurait pas eu de r?percussions n?gatives pour le requ?rant. Il en conclut que l?application de la disposition litigieuse ? la cause du requ?rant ne soul?ve aucun probl?me au regard de la Convention. A l?appui de ses th?ses, le Gouvernement se r?f?re sp?cifiquement aux arr?ts Forrer-Niedenthal c. Allemagne (no 47316/99, 20 f?vrier 2003), OGIS-Institut Stanislas, OGEC Saint-Pie X et Blanche de Castille et autres c. France (nos 42219/98 et 54563/00, 27 mai 2004) et B?ck c. Finlande (no 37598/97, CEDH 2004-VIII).

57. La Cour rel?ve que ce grief est li? ? celui examin? ci-dessus et doit donc aussi ?tre d?clar? recevable.

58. La Cour vient de constater, sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1, que la situation d?nonc?e par le requ?rant n?est pas conforme au principe de l?galit?. Eu ?gard aux motifs ayant amen? la Cour ? ce constat de violation (paragraphes 52 ? 54 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de l?article 6 ? 1 (voir, a contrario, Scordino c. Italie (no 1) [GC], no 36813/97, ?? 103-104 et ?? 132 – 133, CEDH 2006).

III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION

59. Aux termes de l?article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

60. A titre de pr?judice mat?riel, le requ?rant sollicite le versement d?une somme ?gale ? la valeur v?nale actuelle du terrain, augment?e de la plus- value apport?e au terrain par l?existence de l?ouvrage public, ? savoir 2 500 000 EUR.

61. A titre subsidiaire, le requ?rant demande une somme ?gale ? la diff?rence entre le montant reconnu par le tribunal d?Avellino, r??valu? et assorti d?int?r?ts, et la somme obtenue ? la suite de l?arr?t de la cour d?appel de Naples.

62. S?agissant du pr?judice moral, le requ?rant sollicite le versement de 100 000 EUR.

63. Enfin, le requ?rant demande 79 282,76 EUR pour les frais de proc?dure devant la Cour.

64. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement soutient que la valeur marchande du terrain devrait ?tre calcul?e par rapport au moment du transfert de propri?t? et il fait valoir qu?aucune somme n?est due au requ?rant ? titre de plus-value apport?e au terrain par l?ouvrage public y r?alis?.

65. A titre subsidiaire, le Gouvernement fait valoir que la Cour devrait fonder son appr?ciation sue la diff?rence entre la valeur marchande du bien estim?e par l?expert commis d?office par le juge national et la somme liquid?e par ce dernier aux termes de la loi no 662 de 1996.

66. S?agissant du pr?judice moral et des frais de proc?dure, le Gouvernement estime que les sommes demand?es par le requ?rant sont excessives et s?en remet ? la sagesse de la Cour.

67. La Cour estime que la question de l?application de l?article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et le requ?rant parviennent ? un accord.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,

1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ;

3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 6 ? 1 de la Convention ;

4. Dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;

en cons?quence,

a) la r?serve en entier ;

b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;

c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 3 ao?t 2006 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

Vincent Berger Bo?tjan M. Zupančič
Greffier Pr?sident

ARR?T JANES CARRAT? c. ITALIE

ARR?T JANES CARRAT? c. ITALIE

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.