AFFAIRE IMPROTA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE IMPROTA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 08
Numero: 66396/14/2017
Stato: Italia
Data: 2017-05-04 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni
Violazione dell? Articolo 8 – Diritto al rispetto della vita familiare e privata (Articolo 8-1 – Riguardo alla vita familiare)

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL?UOMO
PRIMA SEZIONE
Causa Improta contro l?Italia
(Ricorso n. 66396/14)
SENTENZA
STRASBURGO
4 maggio 2017

Questa sentenza diverr? definitiva alle condizioni definite nell?articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire modifiche di forma.
Nella causa Improta c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell?uomo (prima sezione), riunita in una camera composta da:
? Linos-Alexandre Sicilianos, presidente,
? Kristina Pardalos,
? Guido Raimondi,
? Ledi Bianku,
? Robert Spano,
? Armen Harutyunyan,
? Pauliine Koskelo, giudici,
? e da Abel Campos, cancelliere di sezione,
Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 4 aprile 2017,
Emette la seguente sentenza, adottata in tale data:
PROCEDURA
1. All?origine della causa vi ? un ricorso (n. 66396/14) presentato contro la Repubblica italiana con cui un cittadino di tale Stato, OMISSIS (?il ricorrente?), ha adito la Corte il 6 ottobre 2014 in virt? dell?articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libert? fondamentali (?la Convenzione?).
2. Dinanzi alla Corte, il ricorrente ? stato rappresentato da OMISSIS, del foro di Verona. Il governo italiano (?il Governo?) ? stato rappresentato dal suo agente, E. Spatafora.
3. Il 19 maggio 2016 il ricorso ? stato comunicato al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE
4. Il ricorrente ? nato nel 1969 e risiede a Pozzuoli.
5. Il 25 marzo 2010 nacque la figlia del ricorrente e di C. Poco tempo dopo la coppia si separ?. Il 30 aprile 2010 C. cambi? la serratura della porta di ingresso dell?abitazione familiare alla quale il ricorrente non ebbe pi? accesso.
6. C. decise unilateralmente che il ricorrente poteva vedere sua figlia soltanto due volte a settimana, per una mezz?ora e in sua presenza.
7. Il 16 novembre 2010, a seguito delle difficolt? incontrate nell?esercizio del suo diritto di visita, il ricorrente si rivolse al tribunale per i minorenni di Napoli (?il tribunale?) al fine di ottenere l?affido condiviso della figlia e un diritto di visita pi? ampio.
8. In una data non precisata, il tribunale fiss? l?udienza di comparizione delle parti al 3 maggio 2011. Il 14 febbraio 2011 il ricorso presentato dal ricorrente fu notificato a C.
9. Il 13 aprile 2011 C. si costitu? nel procedimento.
10. All?udienza del 3 maggio 2011 il tribunale sent? il ricorrente e C. e li invit? a trovare un accordo prima di rinviare l?udienza al 12 luglio 2011. In questa data, sent? nuovamente il ricorrente e C. e si riserv? di decidere in ordine alle istanze formulate dagli interessati.
11. Il 25 luglio 2011 il ricorrente present? al tribunale una richiesta urgente volta ad ottenere un diritto di visita pi? ampio. Sosteneva di essere costretto a vedere sua figlia secondo le modalit? decise unilateralmente da C., aggiungendo che quest?ultima a breve sarebbe partita per le vacanze e quindi gli avrebbe impedito di vedere sua figlia per tutto il periodo estivo.
12. Il 3 ottobre 2011 il pubblico ministero chiese al tribunale di voler disporre l?affido condiviso della minore, ritenendo che la residenza principale della minore dovesse essere fissata presso la madre e che il ricorrente dovesse poter incontrare sua figlia due volte a settimana. Precisava che, dopo il compimento del terzo anno di et? di quest?ultima, il ricorrente avrebbe dovuto poter fruire di un diritto di visita e di alloggio per un fine settimana su due, e che le feste di Natale, di Pasqua e i compleanni avrebbero dovuto essere condivisi tra i genitori. Infine, aggiungeva che il ricorrente avrebbe dovuto versare, a titolo di assegno alimentare, la somma di 500 euro (EUR) al mese.
13. Con decreto del 4 ottobre 2011, il tribunale diede incarico al nucleo di polizia tributaria di svolgere indagini sul tenore di vita del ricorrente e di C. e di depositare in cancelleria a questo proposito una relazione prima del 31 marzo 2012.
Il tribunale ordin? inoltre di eseguire una perizia sugli scambi interpersonali e le capacit? genitoriali del ricorrente e di C., sullo stato psicologico della minore, sulle relazioni del ricorrente e di C. con le rispettive famiglie e sulla possibilit? di trovare un mediatore nell?ambiente familiare degli interessati. Indic? che questa relazione peritale doveva anche esporre quali fossero le migliori modalit? di affido della figlia ? senza escludere la possibilit? che quest?ultima potesse essere affidata a terzi. Nomin? due consulenti e aggiunse che la perizia doveva essere depositata in cancelleria entro un termine di centoventi giorni. Dispose anche che il ricorrente doveva versare la somma mensile di 500 EUR a titolo di assegno alimentare, ma non si pronunci? in merito alle modalit? di esercizio del diritto di visita del ricorrente nei confronti della figlia.
14. Il 17 novembre 2011 il ricorrente chiese nuovamente al tribunale di regolamentare il suo diritto di visita, lamentando di essere costretto a vedere sua figlia secondo le modalit? decise unilateralmente da C.
15. All?udienza del 22 novembre 2011, i consulenti nominati dal tribunale prestarono giuramento e l?esame della causa fu rinviato al 10 aprile 2012.
16. Con decreto del 23 novembre 2011 il tribunale ordin? che il ricorrente potesse vedere sua figlia con incontri protetti, due volte alla settimana per un?ora e mezza, e che questi incontri fossero regolamentati dai sevizi sociali competenti.
17. Tra dicembre 2011 e marzo 2012, il ricorrente e C. incontrarono pi? volte i consulenti nominati dal tribunale. In una di queste riunioni fu presente anche la loro figlia.
18. Tra gennaio e marzo 2012, il ricorrente incontr? tre volte gli assistenti sociali. Questi ultimi permisero lo svolgimento delle visite tra l?interessato e sua figlia al di fuori dell?ambiente protetto.
19. A seguito di queste riunioni, ebbero luogo delle visite, due volte a settimana per un?ora e mezzo, sempre in presenza di C.
20. All?udienza del 10 aprile 2012 il tribunale rinvi? l?esame della causa al 15 maggio 2012 perch? la perizia non era ancora stata ancora depositata.
21. L?8 maggio 2012 i consulenti richiesero un rinvio dell?udienza di sessanta giorni per poter depositare la loro relazione.
22. All?udienza del 15 maggio 2012 il tribunale rinvi? la causa al 25 settembre 2012 e indic? che i consulenti avrebbero dovuto depositare la relazione peritale almeno cinque giorni prima di questa data affinch? le parti potessero presentare le loro osservazioni scritte.
23. Nel settembre 2012 i consulenti trasmisero alle parti una perizia provvisoria. In questa relazione indicavano che il rapporto tra il ricorrente e C. era conflittuale; che n? il ricorrente n? C. presentavano psicopatologie; che sia il padre che la madre erano in grado di fornire il sostegno necessario alla loro figlia; che C. negava la figura del padre ed era estremamente preoccupata della capacit? del ricorrente di svolgere la funzione genitoriale; che il ricorrente riconosceva la figura della madre; che la minore era serena e attaccata ad entrambi i genitori; che non vi era alcun potenziale mediatore nell?ambiente familiare del ricorrente e di C. e, infine, che il ricorrente non aveva dato prova di costanza nelle sue relazioni con la figlia.
24. Nella sua memoria del 7 settembre 2012, il ricorrente contestava le conclusioni della perizia in merito a questo ultimo punto. A tale riguardo, dichiarava di non essere in grado di intrattenere una relazione pi? regolare con la figlia a seguito dell?unilaterale regime di frequentazione stabilito da C. e convalidato dal tribunale. Lamentava il fatto che tutti gli incontri con sua figlia, sin dalla sua nascita, si fossero svolti in presenza di C. Di conseguenza, riteneva di non poter essere accusato di scarsa volont? di mantenere un rapporto con sua figlia.
25. Inoltre il ricorrente osservava che dalla perizia risultava che C. aveva un comportamento idoneo a ostacolare il rapporto tra lui e sua figlia e che aveva difficolt? a permettere alla minore di avere un rapporto con lui.
26. All?udienza del 25 settembre 2012 il tribunale rinvi? la causa al 12 febbraio 2013 perch? i consulenti non avevano ancora provveduto al deposito della loro relazione definitiva.
27. Il 27 settembre 2012 i consulenti risposero alle osservazioni delle parti. Rilevarono che il ricorrente non aveva esperienza nelle funzioni di genitore in ragione dell?assenza di un rapporto continuo con sua figlia e che questo rapporto doveva pertanto essere sviluppato e rafforzato.
28. Nel gennaio 2013 fu depositata la consulenza tecnica d?ufficio definitiva; quest?ultima aveva lo stesso contenuto della perizia provvisoria. In particolare i consulenti indicavano che la minore doveva essere affidata congiuntamente ai due genitori e che occorreva garantire al ricorrente la possibilit? di vedere sua figlia senza la presenza della madre.
29. Nelle sue osservazioni conclusive, il ricorrente rinnovava la richiesta di affidamento congiunto della minore e di ampliamento del suo diritto di visita.
30. Con decreto del 2 luglio 2013, il tribunale dispose l?affido condiviso a entrambi i genitori e fiss? la residenza principale della minore presso C.
31. Quanto al diritto di visita del ricorrente, il tribunale dichiar? che, fino al terzo compleanno della figlia, il ricorrente avrebbe potuto vederla per tre ore due volte alla settimana e una domenica su due. Precis? che, dopo questa data, il ricorrente avrebbe potuto vedere sua figlia a casa sua un fine settimana su due, alternati con la madre, e che l?alternanza sarebbe stata valida anche per le feste di Natale, di Pasqua e i compleanni. Infine, dispose che il ricorrente avrebbe dovuto versare un assegno di mantenimento di 1.500 EUR al mese.
32. Il ricorrente impugn? dinanzi alla corte d?appello di Napoli (?la corte d?appello?) il decreto del tribunale del 2 luglio 2013 chiedendo, in particolare, un diritto di visita pi? ampio.
33. Con decreto del 19 marzo 2014, depositato in cancelleria il 7 aprile 2014, la corte d?appello, senza disporre nuove perizie, respinse il ricorso del ricorrente per quanto riguardava il diritto di visita e ridusse l?importo dell?assegno di mantenimento a 1.000 euro mensili.
34. La corte d?appello ritenne che il decreto del tribunale dovesse essere confermato in quanto, secondo la relazione peritale depositata nel corso del procedimento che si ? svolto dinanzi a lui (datata gennaio 2013), il ricorrente non offriva le condizioni affettive, psicologiche e relazionali necessarie per ottenere una modifica delle modalit? di esercizio del suo diritto di visita.
35. Nell?ottobre 2014, il ricorrente propose ricorso per cassazione sostenendo, in particolare, che il suo diritto all?affido condiviso non era garantito concretamente.
36. Ad oggi, il procedimento ? pendente dinanzi alla Corte di cassazione.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
37. Il diritto interno pertinente ? descritto nella sentenza Strumia c. Italia (n. 53377/13, ?? 73-78, 23 giugno 2016).
IN DIRITTO
I. SULLA PRESUNTA VIOLAZIONE DELL?ARTICOLO 8 ? 1 DELLA CONVENZIONE
38. Il ricorrente afferma di avere sub?to una violazione del diritto al rispetto della vita familiare. Ritiene che i giudici nazionali non abbiano rispettato n? garantito concretamente il suo diritto di visita. Infatti, lamenta che il suo rapporto con la figlia ? stato irrimediabilmente compromesso a causa di difficolt? incontrate nell?esercizio del suo diritto di visita nelle prime fasi della vita di sua figlia. Sostiene anche che la mancanza di celerit? della procedura controversa ha costituito una ingerenza eccessiva e arbitraria nei rapporti con sua figlia.
Invoca l?articolo 8 della Convenzione, cos? formulato nelle sue parti pertinenti:

?1. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare (…).
2. Non pu? esservi ingerenza di una autorit? pubblica nell?esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societ? democratica, ? necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell?ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute e della morale, o alla protezione dei diritti e delle libert? altrui.?
39. Il Governo contesta la tesi del ricorrente.
A. Sulla ricevibilit?
40. Constatando che il ricorso non ? manifestamente infondato ai sensi dell?articolo 35 ? 3 a) della Convenzione e non incorre in altri motivi di irricevibilit?, la Corte lo dichiara ricevibile.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
41. Invocando la giurisprudenza della Corte, il ricorrente ritiene che, nel caso di specie, la risposta delle autorit? italiane non sia stata conforme ai loro obblighi positivi derivanti dall?articolo 8 della Convenzione.
42. Il Governo sostiene che i giudici nazionali hanno riversato tutta la loro attenzione sulla causa e hanno preso tutte le misure utili per preservare il rapporto del ricorrente con sua figlia. Ritiene che la durata dei procedimenti dinanzi alle giurisdizioni nazionali fosse necessaria alle autorit? italiane per esaudire la richiesta del ricorrente, che poteva ormai esercitare il proprio diritto di visita due volte a settimana. Infine, secondo il Governo, i giudici nazionali, che si sarebbero pronunciati sulla base delle perizie eseguite nel caso di specie, hanno reso decisioni verificate pi? volte, motivate e adottate secondo le disposizioni legislative applicabili alla presente causa (McMichael c. Regno Unito, 24 febbraio 1995, ? 87, serie A n. 307 B).
2. Valutazione della Corte
43. La Corte rammenta che, per un genitore e suo figlio, stare insieme costituisce un elemento fondamentale della vita famigliare (Kutzner c. Germania, n. 46544/99, ? 58, CEDU 2002) e che delle misure interne che lo impediscano costituiscono una ingerenza nel diritto protetto dall?articolo 8 della Convenzione (K. e T. c. Finlandia [GC], n. 25702/94, ? 151, CEDU 2001 VII).
44. La Corte rammenta inoltre che l?articolo 8 della Convenzione mira essenzialmente a proteggere l?individuo da ingerenze arbitrarie dei pubblici poteri e che pu? inoltre generare obblighi positivi inerenti ad un ?rispetto? effettivo della vita familiare. La linea di demarcazione tra gli obblighi positivi e gli obblighi negativi dello Stato in forza di tale disposizione non si presta ad una definizione precisa; i principi applicabili sono tuttavia comparabili. In entrambi i casi, occorre tener conto del giusto equilibrio da garantire tra gli interessi coesistenti dell?individuo e della societ? nel suo insieme, pur attribuendo un?importanza decisiva all?interesse del minore (Gnahor? c. Francia, n. 40031/98, ? 59, CEDU 2000 IX), il quale pu?, a seconda della sua natura e gravit?, prevalere su quello dei genitori (Sahin c. Germania [GC], n. 30943/96, ? 66, CEDU 2003 VIII).
45. La Corte rammenta inoltre che l?obbligo delle autorit? nazionali di adottare misure per facilitare degli incontri tra genitore e figlio non ? assoluto. Il punto decisivo ? se le autorit? nazionali hanno adottato, per facilitare le visite, tutte le misure necessarie che si potevano ragionevolmente esigere da loro in questo caso (idem, ? 58). In questo tipo di causa, l?adeguatezza di una misura si giudica in base alla rapidit? della sua attuazione, in quanto il trascorrere del tempo pu? avere conseguenze irrimediabili per le relazioni tra il figlio e il genitore che non vive con lui (Maumousseau e Washington c. Francia, n. 39388/05 ? 83, 6 dicembre 2007, Zhou c. Italia, n. 33773/11, ? 48, 21 gennaio 2014, e Kuppinger c. Germania, n. 62198/11, ? 102, 15 gennaio 2015). Il fattore tempo ? pertanto particolarmente importante, perch? ogni ritardo procedurale rischia di risolvere di fatto il problema in causa (H. c. Regno Unito, 8 luglio 1987, ?? 89-90, serie A n. 120, e P.F. c. Polonia, n. 2210/12, ? 56, 16 settembre 2014).
46. Inoltre, poich? le autorit? nazionali beneficiano di rapporti diretti con tutti gli interessati, la Corte ribadisce di non avere affatto il compito di disciplinare le questioni di affidamento e di visita. Tuttavia, compete a lei valutare dal punto di vista della Convenzione, le decisioni che queste autorit? hanno reso nell?esercizio del loro potere di apprezzamento. Il margine di apprezzamento lasciato alle autorit? nazionali competenti varia a seconda della natura delle questioni in causa e dell?importanza degli interessi in gioco.
47. Per quanto concerne i fatti della presente causa, la Corte rileva anzitutto che non viene contestato che il rapporto tra il ricorrente e sua figlia rientri nella vita familiare ai sensi dell?articolo 8 della Convenzione.
48. La Corte rileva innanzitutto che, nel momento in cui la coppia si ? separata, C. ha cambiato la serratura della porta d?ingresso dell?abitazione familiare, di modo che il ricorrente non vi ha pi? avuto accesso. Osserva anche che C. ha deciso che il ricorrente poteva vedere sua figlia solo due volte a settimana per mezz?ora e che gli incontri tra padre e figlia dovevano svolgersi in sua presenza. Essa osserva che C. si ? tempestivamente opposta al diritto di visita del ricorrente e a qualsiasi rapporto tra quest?ultimo e la minore.
49. La Corte nota inoltre che, il 16 novembre 2010, in seguito a difficolt? incontrate nell?esercizio del suo diritto di visita, il ricorrente ha adito il tribunale di Napoli al fine di ottenere l?affido condiviso della minore e un ampliamento del suo diritto di visita. Rileva che il tribunale, nonostante il ricorrente avesse presentato una richiesta urgente il 23 luglio 2011, si ? pronunciato sul diritto di visita di quest?ultimo soltanto nel novembre 2011.
50. La Corte rammenta che, se sorgono difficolt? dovute principalmente al rifiuto, da parte del genitore con il quale il figlio vive, di consentire contatti regolari tra quest?ultimo e l?altro genitore, spetta alle autorit? competenti adottare le misure adeguate per sanzionare tale mancanza di collaborazione (si vedano, mutatis mutandis, Tocarenco c. Repubblica di Moldavia, n. 769/13, ? 60, 4 novembre 2014; Strumia, sopra citata ?? 121 122).
51. La Corte osserva che il tribunale ha autorizzato il ricorrente a vedere sua figlia in ambiente protetto solo un anno dopo essere stato adito, lasciando cos? alla madre della bambina, durante tale periodo, la libert? di scegliere unilateralmente le modalit? dei contatti tra la figlia e il ricorrente. Rileva inoltre che il tribunale ha deciso di autorizzare unicamente degli incontri in ambiente protetto tra il ricorrente e sua figlia nonostante quest?ultima non corresse alcun rischio e che, soltanto quattro mesi pi? tardi, questi incontri sono stati sostituiti dai servizi sociali con incontri liberi. La Corte rileva altres? che i consulenti hanno impiegato quindici mesi per depositare la loro relazione peritale definitiva sulla situazione della minore.
52. La Corte rammenta di poter prendere in considerazione, con riferimento all?articolo 8 della Convenzione, la durata del processo decisionale delle autorit? nazionali come pure quella di qualsiasi altro procedimento giudiziario connesso. Infatti, un ritardo nel procedimento rischia sempre, in questo caso, che la controversia sia risolta con un fatto compiuto. Ora, un rispetto effettivo della vita familiare impone che le relazioni future tra genitore e figlio si regolino unicamente sulla base di tutti gli elementi pertinenti, e non semplicemente con il passare del tempo (W. c. Regno Unito, 8 luglio 1987, ?? 64 65, serie A n. 121, e Covezzi e Morselli c. Italia, n. 52763/99, ? 136, 9 maggio 2003; Solarino c. Italia, n. 76171/13, ? 39, 9 febbraio 2017; D?Alconzo c. Italia, n. 64297/12, ? 64, 23 febbraio 2017).
53. La Corte osserva che, nel caso di specie, dal 30 aprile 2010 il ricorrente non pu? vedere sua figlia liberamente e che, durante i primi dodici mesi del procedimento, i giudici interni hanno tollerato che la madre decidesse unilateralmente le modalit? del diritto di visita del ricorrente, che era stato allontanato dall?abitazione familiare. La Corte ritiene che i giudici interni abbiano pertanto permesso che, con il suo comportamento, C. impedisse l?instaurarsi di un vero rapporto tra il ricorrente e sua figlia.
54. Secondo la Corte era necessaria una maggiore diligenza e rapidit? nell?adottare una decisione che riguardava i diritti garantiti dall?articolo 8 della Convenzione. Considerata la posta in gioco per il ricorrente, il procedimento richiedeva di essere trattato con urgenza in quanto il trascorrere del tempo poteva avere conseguenze irrimediabili per le relazioni tra la figlia e suo padre, che non conviveva con lei. La Corte rammenta infatti che la rottura dei contatti con un figlio molto giovane pu? condurre ad una crescente alterazione della sua relazione con il genitore.
55. La Corte non ? convinta del fatto che al tribunale fosse necessario un periodo di un anno per pronunciarsi sulla domanda del ricorrente relativa al suo diritto di visita, visto che l?indagine patrimoniale richiesta non gli era utile per decidere sulla questione delle visite. Di conseguenza essa conclude che vi ? stato un ritardo ingiustificato da parte delle autorit? nazionali.
56. Peraltro, la Corte osserva che la corte d?appello adita dal ricorrente a seguito della decisione del tribunale ha respinto la domanda dell?interessato sulla base dei risultati della vecchia perizia, senza tener conto che la minore aveva iniziato a incontrare il padre regolarmente e senza richiedere l?aggiornamento di questa perizia al fine di verificare quali fossero in quel momento la situazione della minore e i suoi rapporti con il ricorrente
57. A causa delle carenze constatate nel corso di tale procedimento, la Corte non pu? pertanto ritenere che le autorit? italiane abbiano adottato tutte le misure necessarie che ragionevolmente si potevano esigere da loro per garantire al ricorrente il mantenimento di un legame familiare con sua figlia, nell?interesse di entrambi.
58. Alla luce di quanto sopra esposto, la Corte conclude che vi ? stata violazione dell?articolo 8 della Convenzione
II. SULL?APPLICAZIONE DELL?ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
59. Ai sensi dell?articolo 41 della Convenzione,
?Se la Corte dichiara che vi ? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli e se il diritto interno dell?Alta Parte contraente non permette se non in modo imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del caso, un?equa soddisfazione alla parte lesa.?
A. Danno
60. Il ricorrente chiede la somma di 15.000 EUR per danno morale.
61. Il Governo contesta queste richieste.
62. La Corte ritiene opportuno accordare al ricorrente la somma di 3.000 EUR per danno morale.
B. Spese
63. Producendo la documentazione giustificativa, il ricorrente chiede anche le somme di 9.783 EUR per le spese affrontate dinanzi ai giudici interni e di 11.520 EUR per quelle affrontate dinanzi alla Corte.
64. Il Governo contesta queste richieste.
65. Secondo la giurisprudenza della Corte, un ricorrente pu? ottenere il rimborso delle spese sostenute solo nella misura in cui ne siano accertate la realt? e la necessit?, e il loro importo sia ragionevole. Nella fattispecie, tenuto conto dei documenti di cui dispone e della sua giurisprudenza, la Corte ritiene ragionevole la somma di 12.000 EUR e la accorda al ricorrente.
C. Interessi moratori
66. La Corte ritiene opportuno basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea maggiorato di tre punti percentuali.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL?UNANIMIT?,
1. Dichiara il ricorso ricevibile;
2. Dichiara che vi ? stata violazione dell?articolo 8 della Convenzione;
3. Dichiara
a. che lo Stato convenuto deve versare al ricorrente, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza sar? divenuta definitiva ai sensi dell?articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 3.000 EUR (tremila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto a titolo di imposta per il danno morale;
ii. 12.000 EUR (dodicimila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto dal ricorrente a titolo di imposta, per le spese;
b. che a decorrere dalla scadenza di detto termine e fino al versamento tali importi dovranno essere maggiorati di un interesse semplice a un tasso equivalente a quello delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea applicabile durante quel periodo, aumentato di tre punti percentuali;

4. Rigetta la domanda di equa soddisfazione per il resto.
Fatta in francese, poi comunicata per iscritto il 4 maggio 2017, in applicazione dell?articolo 77 ?? 2 e 3 del regolamento della Corte
Abel Campos – Cancelliere
Linos-Alexandre Sicilianos – Presidente

Testo Tradotto

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE IMPROTA c. ITALIE

(Requ?te no 66396/14)

ARR?T

STRASBOURG

4 mai 2017

D?FINITIF

04/08/2017

Cet arr?t est devenu d?finitif en vertu de l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Improta c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Linos-Alexandre Sicilianos, pr?sident,
Kristina Pardalos,
Guido Raimondi,
Ledi Bianku,
Robert Spano,
Armen Harutyunyan,
Pauliine Koskelo, juges,
et de Abel Campos, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 4 avril 2017,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 66396/14) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, M. Giammarco Improta (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 6 octobre 2014 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Devant la Cour, le requ?rant a ?t? repr?sent? par Me A. Mascia, avocat ? V?rone. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agente, Mme E. Spatafora.
3. Le 19 mai 2016, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Le requ?rant est n? en 1969 et r?side ? Pozzuoli.
5. Le 25 mars 2010 naquit la fille du requ?rant et de C. Peu de temps apr?s, le couple se s?para. Le 30 avril 2010, C. changea la serrure de la porte d?entr?e du domicile familial, auquel le requ?rant n?eut plus acc?s.
6. C. d?cida unilat?ralement que le requ?rant ne pouvait voir sa fille que deux fois par semaine, pendant une demi-heure et en sa pr?sence.
7. Le 16 novembre 2010, ? la suite de difficult?s rencontr?es dans l?exercice de son droit de visite, le requ?rant saisit le tribunal pour enfants de Naples (? le tribunal ?) afin d?obtenir la garde partag?e de l?enfant et un droit de visite plus large.
8. ? une date non pr?cis?e, le tribunal fixa l?audience de comparution des parties au 3 mai 2011. Le 14 f?vrier 2011, le recours form? par le requ?rant fut notifi? ? C.
9. Le 13 avril 2011, C. se constitua dans la proc?dure.
10. ? l?audience du 3 mai 2011, le tribunal entendit le requ?rant et C. et les invita ? trouver un accord, avant de reporter l?audience au 12 juillet 2011. ? cette date, il entendit ? nouveau le requ?rant et C. et il r?serva sa d?cision quant aux demandes formul?es par les int?ress?s.
11. Le 25 juillet 2011, le requ?rant pr?senta au tribunal une demande urgente afin d?obtenir un droit de visite plus large. Il soutenait ?tre contraint de voir sa fille selon les conditions d?cid?es unilat?ralement par C., ajoutant que cette derni?re ?tait sur le point de partir en vacances et ainsi de l?emp?cher de voir sa fille pendant toute la p?riode estivale.
12. Le 3 octobre 2011, le parquet demanda au tribunal d?octroyer au requ?rant la garde partag?e de l?enfant. Il estimait que la r?sidence principale de l?enfant devait ?tre fix?e chez la m?re et que le requ?rant devait pouvoir rencontrer sa fille deux fois par semaine. Il pr?cisait que, quand celle-ci aurait atteint l??ge de trois ans, le requ?rant devait pouvoir b?n?ficier d?un droit de visite et d?h?bergement un week-end sur deux et que les f?tes de No?l, de P?ques et les anniversaires devraient ?tre partag?s entre les parents. Enfin, il ajoutait que le requ?rant devrait verser, au titre de la pension alimentaire, la somme de 500 euros (EUR) par mois.
13. Par une d?cision du 4 octobre 2011, le tribunal chargea la police fiscale d?effectuer un contr?le afin de d?terminer le niveau de vie du requ?rant et de C., et de d?poser un rapport ? cet ?gard aupr?s du greffe avant le 31 mars 2012.
Il ordonna en outre la r?alisation d?une expertise sur les ?changes interpersonnels et les capacit?s parentales du requ?rant et de C., sur l??tat psychologique de l?enfant, sur les rapports du requ?rant et de C. avec leurs familles respectives et sur la possibilit? de trouver un m?diateur dans l?entourage familial des int?ress?s. Il indiqua que ce rapport d?expertise devait ?galement exposer quelles ?taient les meilleures modalit?s de garde de l?enfant ? sans ?carter la possibilit? que celle-ci p?t ?tre confi?e ? un tiers. Il nomma deux experts et ajouta que l?expertise devait ?tre d?pos?e au greffe dans un d?lai de cent vingt jours. Il d?cida ?galement que le requ?rant devait verser la somme mensuelle de 500 EUR au titre de la pension alimentaire, mais il ne se pronon?a pas sur les modalit?s d?exercice du droit de visite du requ?rant ? l??gard de sa fille.
14. Le 17 novembre 2011, le requ?rant saisit ? nouveau le tribunal pour obtenir un droit de visite r?glement?, se plaignant d??tre contraint de voir sa fille selon les conditions d?cid?es unilat?ralement par C.
15. ? l?audience du 22 novembre 2011, les experts nomm?s par le tribunal pr?t?rent serment et l?examen de l?affaire fut report? au 10 avril 2012.
16. Par une d?cision du 23 novembre 2011, le tribunal ordonna que les visites entre le requ?rant et sa fille aient lieu sous la forme de rencontres prot?g?es, deux fois par semaine pendant une heure et demie, et que ces rencontres fussent r?glement?es par les services sociaux comp?tents.
17. Entre d?cembre 2011 et mars 2012, le requ?rant et C. rencontr?rent les experts nomm?s par le tribunal ? plusieurs reprises. Leur fille fut pr?sente ? une de ces r?unions.
18. Entre janvier et mars 2012, le requ?rant rencontra les services sociaux ? trois reprises. Ces derniers permirent le d?roulement des visites entre l?int?ress? et sa fille en dehors du milieu prot?g?.
19. ? la suite de ces r?unions, des visites eurent lieu, deux fois par semaine pendant une heure et demi, toujours en pr?sence de C.
20. ? l?audience du 10 avril 2012, le tribunal reporta l?examen de l?affaire au 15 mai 2012 au motif que le rapport d?expertise n?avait pas encore ?t? d?pos?.
21. Le 8 mai 2012, les experts demand?rent un report de l?audience de soixante jours afin de b?n?ficier de ce d?lai pour rendre leur rapport.
22. ? l?audience du 15 mai 2012, le tribunal reporta l?examen de l?affaire au 25 septembre 2012 et indiqua que les experts auraient ? d?poser leur rapport d?expertise au moins cinq jours avant cette date pour que les parties pussent pr?senter leurs observations ?crites.
23. En septembre 2012, les experts rendirent un rapport d?expertise provisoire. Dans ce rapport, ils indiquaient que la relation entre le requ?rant et C. ?tait conflictuelle ; que ni le requ?rant ni C. ne pr?sentaient de psychopathologies ; que tant le p?re que la m?re ?taient capables de fournir le soutien n?cessaire ? leur enfant ; que C. niait la figure du p?re et qu?elle ?tait excessivement pr?occup?e quant aux capacit?s parentales du requ?rant ; que le requ?rant reconnaissait la figure de la m?re ; que l?enfant ?tait sereine et attach?e ? ses deux parents ; qu?il n?y avait aucun m?diateur potentiel dans l?entourage familial du requ?rant et de C. et, enfin, que le requ?rant n?avait pas fait preuve de constance dans ses rapports avec sa fille.
24. Dans son m?moire du 7 septembre 2012, le requ?rant contestait les conclusions de l?expertise quant ? ce dernier point. ? cet ?gard, il indiquait de ne pas ?tre en mesure d?entretenir une relation plus suivie avec sa fille en raison de l??tablissement unilat?ral par C. des modalit?s de visites et de leur validation par le tribunal. Il se plaignait que toutes les rencontres avec sa fille, depuis sa naissance, se fussent d?roul?es en pr?sence de C. Par cons?quent, il estimait qu?il ne pouvait ?tre accus? de manquer de volont? de maintenir une relation avec sa fille.
25. Il indiquait en outre qu?il ressortait de l?expertise que C. avait un comportement propre ? faire obstacle ? la relation entre sa fille et lui et qu?elle avait des difficult?s ? permettre ? l?enfant d?avoir une relation avec lui.
26. ? l?audience du 25 septembre 2012, le tribunal reporta l?examen de l?affaire au 12 f?vrier 2013 au motif que les experts n?avaient pas encore d?pos? leur rapport d?finitif.
27. Le 27 septembre 2012, les experts r?pondirent aux observations des parties. Ils relev?rent que le requ?rant n?avait pas d?exp?rience de la paternit? en raison de l?absence de relation continue avec sa fille et que leur relation devait d?s lors ?tre d?velopp?e et renforc?e.
28. En janvier 2013, l?expertise d?finitive fut d?pos?e au greffe. Ce rapport avait le m?me contenu que le rapport d?expertise provisoire. Les experts indiquaient en particulier que la garde de l?enfant devait ?tre confi?e conjointement aux deux parents et qu?il fallait garantir au requ?rant la possibilit? de voir sa fille sans la pr?sence de la m?re.
29. Dans ses observations conclusives, le requ?rant r?it?rait sa demande de garde partag?e de l?enfant et d?un ?largissement de son droit de visite.
30. Par une d?cision du 2 juillet 2013, le tribunal confia la garde de l?enfant conjointement aux deux parents et fixa la r?sidence principale de l?enfant chez C.
31. Quant au droit de visite du requ?rant, le tribunal d?clara que, jusqu?au troisi?me anniversaire de l?enfant, le requ?rant pourrait voir sa fille pendant trois heures deux fois par semaine et un dimanche sur deux. Il pr?cisa que, apr?s cette date, le requ?rant pourrait voir sa fille chez lui un week-end sur deux, en alternance avec la m?re, et que l?alternance serait valable ?galement pour les f?tes de No?l, de P?ques et les anniversaires. Enfin, il indiqua que le requ?rant devait verser une pension alimentaire de 1 500 EUR par mois.
32. Le requ?rant d?posa un recours devant la cour d?appel de Naples (? la cour d?appel ?) contre la d?cision du tribunal du 2 juillet 2013. Il demandait notamment un droit de visite plus large.
33. Par un arr?t du 19 mars 2014, d?pos? au greffe le 7 avril 2014, la cour d?appel, sans ordonner de nouvelle expertise, rejeta le recours du requ?rant concernant le droit de visite et r?duisit le montant de la pension alimentaire ? 1 000 EUR par mois.
34. La cour d?appel estima que la d?cision du tribunal devait ?tre confirm?e au motif que, selon le rapport d?expertise d?pos? au cours de la proc?dure devant celui-ci (dat? de janvier 2013), le requ?rant n?offrait pas les conditions affectives, psychologiques et relationnelles requises pour b?n?ficier d?une modification des modalit?s d?exercice de son droit de visite.
35. En octobre 2014, le requ?rant se pourvut en cassation, all?guant notamment que son droit ? la garde partag?e n??tait pas garanti concr?tement.
36. ? ce jour, la proc?dure est pendante devant la Cour de cassation.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
37. Le droit interne pertinent en l?esp?ce se trouve d?crit dans l?arr?t Strumia c. Italie (no 53377/13, ?? 73-78, 23 juin 2016).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 ? 1 DE LA CONVENTION
38. Le requ?rant all?gue une violation ? son ?gard du droit au respect de la vie familiale. Il consid?re que les juridictions internes n?ont pas respect? ni garanti concr?tement son droit de visite. En effet, il se plaint que sa relation avec sa fille a ?t? irr?m?diablement compromise ? cause de difficult?s rencontr?es dans l?exercice de son droit de visite dans les premi?res phases de la vie de son enfant. Il soutient ?galement que le manque de c?l?rit? de la proc?dure litigieuse a constitu? une ing?rence excessive et arbitraire dans sa relation avec sa fille.
Il invoque l?article 8 de la Convention, ainsi libell? dans ses parties pertinentes en l?esp?ce :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e et familiale (…).
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien ?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
39. Le Gouvernement combat la th?se du requ?rant.
A. Sur la recevabilit?
40. Constatant que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour la d?clare recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
41. Invoquant la jurisprudence de la Cour, le requ?rant consid?re que, en l?esp?ce, la r?ponse des autorit?s italiennes n?a pas ?t? conforme ? leurs obligations positives d?coulant de l?article 8 de la Convention.
42. Le Gouvernement soutient que les juridictions internes ont accord? toute leur attention ? l?affaire et qu?elles ont pris toutes les mesures utiles pour pr?server la relation du requ?rant avec sa fille. Il estime que la dur?e des proc?dures devant les juridictions internes ?tait n?cessaire aux autorit?s italiennes pour exaucer la demande du requ?rant, celui-ci pouvant d?sormais exercer son droit de visite deux fois par semaine. Enfin, aux yeux du Gouvernement, les juridictions internes, qui se seraient prononc?es sur la base des expertises men?es en l?esp?ce, ont rendu des d?cisions v?rifi?es plusieurs fois, motiv?es et adopt?es selon les dispositions l?gislatives applicables ? la pr?sente cause (McMichael c. Royaume-Uni, 24 f?vrier 1995, ? 87, s?rie A no 307 B).
2. Appr?ciation de la Cour
43. La Cour rappelle que, pour un parent et son enfant, ?tre ensemble repr?sente un ?l?ment fondamental de la vie familiale (Kutzner c. Allemagne, no 46544/99, ? 58, CEDH 2002) et que des mesures internes qui les en emp?chent constituent une ing?rence dans le droit prot?g? par l?article 8 de la Convention (K. et T. c. Finlande [GC], no 25702/94, ? 151, CEDH 2001 VII).
44. La Cour rappelle aussi que l?article 8 de la Convention tend pour l?essentiel ? pr?munir l?individu contre des ing?rences arbitraires des pouvoirs publics et qu?il peut engendrer de surcro?t des obligations positives inh?rentes ? un ? respect ? effectif de la vie familiale. La fronti?re entre les obligations positives et les obligations n?gatives de l??tat au titre de cette disposition ne se pr?tent pas ? une d?finition pr?cise ; les principes applicables sont n?anmoins comparables. Dans les deux cas, il faut avoir ?gard au juste ?quilibre ? m?nager entre les int?r?ts concurrents de l?individu et de la soci?t? dans son ensemble, tout en attachant une importance d?terminante ? l?int?r?t de l?enfant (Gnahor? c. France, no 40031/98, ? 59, CEDH 2000 IX), lequel peut, selon sa nature et sa gravit?, l?emporter sur celui des parents (Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 66, CEDH 2003 VIII).
45. La Cour rappelle en outre que l?obligation des autorit?s nationales de prendre des mesures pour faciliter des rencontres entre un parent et son enfant n?est pas absolue. Le point d?cisif consiste ? savoir si les autorit?s nationales ont pris, pour faciliter les visites, toutes les mesures n?cessaires que l?on pouvait raisonnablement exiger d?elles en l?occurrence (idem, ? 58). Dans ce genre d?affaire, le caract?re ad?quat d?une mesure se juge ? la rapidit? de sa mise en ?uvre, car le passage du temps peut avoir des cons?quences irr?m?diables sur les relations entre l?enfant et le parent qui ne vit pas avec lui (Maumousseau et Washington c. France, no 39388/05 ? 83, 6 d?cembre 2007, Zhou c. Italie, no 33773/11, ? 48, 21 janvier 2014, et Kuppinger c. Allemagne, no 62198/11, ? 102, 15 janvier 2015). Le facteur temps rev?t donc une importance particuli?re, car tout retard proc?dural risque de trancher en fait le probl?me en litige (H. c. Royaume-Uni, 8 juillet 1987, ?? 89-90, s?rie A no 120, et P.F. c. Pologne, no 2210/12, ? 56, 16 septembre 2014).
46. Par ailleurs, les autorit?s nationales b?n?ficiant de rapports directs avec tous les int?ress?s, la Cour r?p?te qu?elle n?a point pour t?che de r?glementer les questions de garde et de visite. Toutefois, il lui incombe d?appr?cier sous l?angle de la Convention les d?cisions que ces instances ont rendues dans l?exercice de leur pouvoir d?appr?ciation. La marge d?appr?ciation laiss?e aux autorit?s nationales comp?tentes varie selon la nature des questions en litige et l?importance des int?r?ts en jeu.
47. Se tournant vers les faits de la pr?sente cause, la Cour note d?embl?e qu?il n?est pas contest? que le lien entre le requ?rant et son enfant rel?ve de la vie familiale au sens de l?article 8 de la Convention.
48. La Cour note tout d?abord que, au moment o? le couple s?est s?par?, C. a chang? la serrure de la porte d?entr?e du domicile familial, de sorte que le requ?rant n?y a plus eu acc?s. Elle constate ?galement que C. a d?cid? que le requ?rant ne pouvait voir sa fille que deux fois par semaine pendant une demi-heure et que les rencontres entre p?re et fille devaient se d?rouler en sa pr?sence. Elle observe que C. s?est tr?s t?t oppos?e au droit de visite du requ?rant et ? toute relation entre ce dernier et l?enfant.
49. La Cour note encore que, le 16 novembre 2010, ? la suite de difficult?s rencontr?es dans l?exercice de son droit de visite, le requ?rant a saisi le tribunal de Naples afin d?obtenir la garde partag?e de l?enfant et un ?largissement de son droit de visite. Elle rel?ve que le tribunal, nonobstant une demande urgente d?pos?e par le requ?rant le 23 juillet 2011, ne s?est prononc? sur le droit de visite de celui-ci qu?en novembre 2011.
50. La Cour rappelle que, lorsque des difficult?s apparaissent qui sont dues principalement au refus du parent avec lequel vit l?enfant de permettre des contacts r?guliers entre ce dernier et l?autre parent, il appartient aux autorit?s comp?tentes de prendre les mesures ad?quates afin de sanctionner ce manque de coop?ration (voir, mutatis mutandis, Tocarenco c. R?publique de Moldova, no 769/13, ? 60, 4 novembre 2014 ; Strumia, pr?cit? ?? 121 122).
51. Elle observe que le tribunal n?a autoris? le requ?rant ? voir sa fille en milieu prot?g? qu?un an apr?s sa saisine, laissant ainsi ? la m?re de l?enfant, pendant cette p?riode, la libert? de choisir unilat?ralement les modalit?s des contacts entre l?enfant et le requ?rant. Elle rel?ve ensuite que le tribunal a d?cid? d?autoriser uniquement des rencontres en milieu prot?g? entre le requ?rant et sa fille alors que celle-ci ne courait aucun risque et que, quatre mois plus tard, ces rencontres ont ?t? remplac?es par les services sociaux en rencontres libres. Elle constate ?galement qu?il a fallu quinze mois aux experts pour rendre leur rapport d?expertise d?finitif sur la situation de l?enfant.
52. La Cour rappelle qu?elle peut prendre en compte, sur le terrain de l?article 8 de la Convention, la dur?e du processus d?cisionnel des autorit?s internes ainsi que celle de toute proc?dure judiciaire connexe. En effet, un retard dans la proc?dure risque toujours, en pareil cas, de trancher par un fait accompli le probl?me en litige. Or un respect effectif de la vie familiale commande que les relations futures entre parent et enfant se r?glent sur la seule base de l?ensemble des ?l?ments pertinents, et non par le simple ?coulement du temps (W. c. Royaume-Uni, 8 juillet 1987, ?? 64 65, s?rie A no 121, et Covezzi et Morselli c. Italie, no 52763/99, ? 136, 9 mai 2003 ; Solarino c. Italie, no 76171/13, ? 39, 9 f?vrier 2017 ; D?Alconzo c. Italie, no 64297/12, ? 64, 23 f?vrier 2017).
53. La Cour observe que, en l?esp?ce, le requ?rant ne peut voir sa fille librement depuis le 30 avril 2010 et que, pendant les douze premiers mois de la proc?dure, les juridictions internes ont tol?r? que la m?re r?gisse de mani?re unilat?rale les modalit?s du droit de visite du requ?rant, qui avait ?t? ?loign? de la maison familiale. Elle estime que les juridictions internes ont donc permis que, par son comportement, C. emp?che l??tablissement d?une v?ritable relation entre le requ?rant et sa fille.
54. Pour la Cour, un surcro?t de diligence et de rapidit? s?imposait dans l?adoption d?une d?cision touchant aux droits garantis par l?article 8 de la Convention. L?enjeu de la proc?dure pour le requ?rant exigeait un traitement urgent, car le passage du temps pouvait avoir des cons?quences irr?m?diables sur les relations entre l?enfant et son p?re, qui ne vivait pas avec elle. La Cour rappelle en effet que la rupture de contact avec un enfant tr?s jeune peut conduire ? une alt?ration croissante de sa relation avec son parent.
55. La Cour n?est pas persuad?e qu?un d?lai d?un an ?tait n?cessaire au tribunal pour se prononcer sur la demande du requ?rant relative ? son droit de visite, ?tant donn? que l?enqu?te financi?re demand?e ne lui ?tait pas utile pour statuer sur la question des visites. En cons?quence, elle conclut ? un retard injustifi? de la part des autorit?s nationales.
56. Par ailleurs, elle note que la cour d?appel saisie par le requ?rant ? la suite de la d?cision du tribunal a rejet? la demande de l?int?ress? en se fondant sur les r?sultats de l?ancien rapport d?expertise, sans prendre en consid?ration que l?enfant avait commenc? ? voir son p?re r?guli?rement et sans demander la mise ? jour dudit rapport afin de v?rifier quels ?taient alors la situation de l?enfant et ses rapports avec le requ?rant.
57. Du fait des carences constat?es dans le d?roulement de cette proc?dure, la Cour ne saurait donc consid?rer que les autorit?s italiennes ont pris toutes les mesures n?cessaires que l?on pouvait raisonnablement exiger d?elles afin d?assurer au requ?rant le maintien d?un lien familial avec son enfant, dans leur int?r?t ? tous les deux.
58. Au vu de ce qui pr?c?de, la Cour conclut ? la violation de l?article 8 de la Convention.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
59. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
60. Le requ?rant r?clame 15 000 EUR pour pr?judice moral.
61. Le Gouvernement conteste cette pr?tention.
62. La Cour consid?re qu?il y a lieu d?octroyer au requ?rant 3 000 EUR pour dommage moral.
B. Frais et d?pens
63. Justificatifs ? l?appui, le requ?rant demande ?galement 9 783 EUR pour les frais et d?pens engag?s devant les juridictions internes et 11 520 EUR pour ceux engag?s devant la Cour.
64. Le Gouvernement conteste ces pr?tentions.
65. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce, compte tenu des documents dont elle dispose et de sa jurisprudence, la Cour estime raisonnable la somme de 12 000 EUR tous frais confondus et l?accorde au requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
66. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 8 de la Convention ;

3. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 3 000 EUR (trois mille euros) plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral,
ii. 12 000 EUR (douze mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? par le requ?rant ? titre d?imp?t, pour frais et d?pens ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 4 mai 2017, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Abel Campos Linos-Alexandre Sicilianos
Greffier Pr?sident

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