AFFAIRE IATRIDIS c. GRECE (ARTICLE 41) - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE IATRIDIS c. GRECE (ARTICLE 41)

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 41
Numero: 31107/96/2000
Stato: Grecia
Data: 2000-10-19 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Danno materiale – risarcimento pecuniario; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
CAUSA IATRIDIS C. GRECIA
(Richiesta no no. 31107/96)
SENTENZA
(Soddisfazione equa)
Strasburgo, 19 octobre/October 2000,

Nella causa Iatridis c. Grecia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, riunendosi in una Grande Camera composta dai giudici di cui segue il nome,:
La Sig.ra E. Palm, presidentessa,
Sigg.. L. Ferrari Bravo, Gaukur J?rundsson, G. Bonello, L. Caflisch, I. Cabral Barreto, K. Jungwiert, il Sig. Fischbach, J. Casadevall, B. Zupan?i?, la Sig.ra N. Vaji?, il
Sig. J. Hedigan, il Sig.re W. Thomassen, il Sig. Tsatsa-Nikolovska, Sigg.. E. Levits, K. Traja,
C. Yeraris, giudice ad hoc,
cos? come di M. Allegati Mahoney, cancelliere aggiunto,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 21 giugno e 27 settembre 2000,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa ultima, data:
PROCEDIMENTO
1. La causa ? stata deferita alla Corte, come stabilito in virt? del vecchio articolo 19 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”), dal governo greco (“il Governo”) il 30 luglio 1998, nel termine di tre mesi che aprivano i vecchi articoli 32 ? 1 e 47 della Convenzione. Alla sua origine si trova una richiesta (no 31107/96) diretta contro la Repubblica ellenica ed in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. G. I., aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 28 marzo 1996, in virt? del vecchio articolo 25.
2. Nella sua sentenza del 25 marzo 1999 (“la sentenza al principale”), la Corte ha concluso alla violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 (all’unanimit?) e 13 della Convenzione (con sedici voci contro una). Pi? precisamente, per ci? che riguarda l’articolo 1 del Protocollo no 1, ha stimato che l’ingerenza controversa era manifestamente illegale sul piano del diritto interno e, di conseguenza, incompatibile col diritto al rispetto dei beni del richiedente (sentenza Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 62, CEDH 1999-II).
3. Appellandosi all’articolo 41 della Convenzione, il richiedente richiedeva una soddisfazione equa dell’ordine di parecchi milioni di dracme per i danni subiti cos? come per oneri e spese. Tuttavia, il Governo non avendo presentato conclusioni precise in quanto alle pretese del richiedente, la Corte aveva riservato per intero la questione dell’applicazione di questo articolo ed aveva invitato le parti ad inviarle per iscritto, nei tre mesi, le loro osservazioni in materia ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale avrebbero potuto arrivare (ibidem, ? 73, e punto 6 del dispositivo).
4. Il richiedente deposit? le sue osservazioni il 23 giugno 1999 ed il Governo fece parimenti il 15 luglio 1999.
5. Il 21 luglio 1999, il richiedente introdusse una nuova richiesta dinnanzi alla Corte. Adduceva una nuova violazione degli articoli 1 del Protocollo no 1 e 13 della Convenzione, in ragione del rifiuto delle autorit? di restituirgli il cinema in causa dopo la sentenza della Corte del 25 marzo 1999. Sottoline? che l’atteggiamento del Governo, da questa data, dimostrava che questo considerava che la sentenza in questione non produceva nessuno effetto in quanto allo statuto futuro del cinema.
La presidentessa della Grande Camera rispose che apparterrebbe alla Corte di decidere se questa questione potesse essere considerata quanto una nuova richiesta o se doveva essere trattata come facente parte dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione. Invit?, inoltre, il Governo ad includere, nelle sue osservazioni complementari a venire, i suoi argomenti sulla questione della non-restituzione del cinema.
6. Il 27 ottobre 1999, il richiedente deposit? le sue osservazioni in risposta a quelle del Governo del 15 luglio 1999. Il 5 novembre 1999, il Governo present? delle osservazioni complementari.
7. Tenuto conto delle posizioni diametralmente opposte delle parti e per permettere alla Corte di disporre di elementi obiettivi su che fondare la sua decisione, la presidentessa della Grande Camera ed il giudice delatore decisero, il 21 febbraio 2000, di invitare le parti a produrre i documenti e seguenti informazioni:
“a) una stima del valore del terreno sul quale si trova il cinema del richiedente, corredato per quanto possibile dei documenti giustificativi ufficiali,;
b) i brani delle dichiarazioni fiscali del richiedente-non ancora comunicati dal Governo -che proverebbero, secondo il richiedente, che i suoi redditi netti che provengono dalla vendita dei biglietti cos? come dalle pubblicit? e dalle consumazioni al bar, sarebbero superiori a quegli avanzati dal Governo nelle sue osservazioni alla Corte. “
8. Richiedente Governo depositarono rispettivamente le loro osservazioni ed i documenti pertinenti il 24 marzo ed il 6 aprile 2000.
IN DIRITTO
9. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. DANNO MATERIALE
1. Tesi Del Richiedente E Del Governo Contenute Rispettivamente Nelle Loro Osservazioni Del 23 Giugno E Del 15 Luglio 1999
A) TESI DEL RICHIEDENTE
10. A titolo del danno materiale, il richiedente sollecita 317 190 000 dracme (GRD) per mancanza a guadagnare sulla vendita dei biglietti di entrata, la pubblicit? ed le consumazioni al bar, cos? come per il valore del materiale usurpato all’epoca dello sfratto.
11. Per la mancanza a guadagnare sui biglietti di entrata, richiede 173 320 000 GRD. Risulterebbe dai libri contabili del richiedente, certificato dal fisco, che il numero annuo dei biglietti di entrata anteriore la sua espulsione e fino al 1988 era di 24 520 con stagione; con un aumento annuo medio del 5%, il numero di biglietti si stabilirebbe a 312 800 per il decennio 1988-1998.
12. Il richiedente sottolinea che i redditi ipotetici dello sfruttamento del solo cinema durante questo decennio devono essere stimati sulla base dello sfruttamento del cinema per s? e non su quella dello sfruttamento da parte di un terzo, come la municipalit? di Ilioupolis. Il suo cinema era un’impresa familiare e, con l’aiuto di sua moglie e dei suoi bambini, poteva liberarsi da tutti i compiti necessari al suo funzionamento salvo quelle compiute dal proiezionista.
13. Per la mancanza a guadagnare sulla pubblicit?, il richiedente chiede 100 000 000 GRD. Queste pretese si appellerebbero su delle fatture certificate dal fisco ed unite alla pratica dinnanzi alla Corte.
14. Per la mancanza a guadagnare sui consumi al bar, il richiedente sollecita 33 870 000 GRD. Pure ammettendo che sarebbe impossibile stabilire in modo affidabile i redditi di un tale bar, in ragione della mancanza di contabilit?, parte dall’ipotesi che un spettatore su tre consuma al bar, che il prezzo del consumo medio ? il terzo del prezzo di entrata e che il margine di profitto ? almeno del 50%.
15. Inoltre, stima il valore del materiale che non avrebbe ricuperato dopo l’espulsione a 10 000 000 GRD. Pretende che i servizi del municipio di Ilioupolis continuano a negare di restituirgli il materiale usurpato.
16. Infine, sostiene che il rifiuto del municipio di Ilioupolis di rendergli il cinema per la stagione 1999 avrebbe avuto per effetto di privarlo dei redditi di un anno supplementare, che valuta al 10% del totale richiesto.
B) TESI DEL GOVERNO
17. In primo luogo, il Governo sostiene che la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 non avrebbe privato il richiedente della possibilit? di continuare a fare funzionare la sua impresa utilizzando un altro locale nello stesso quartiere. Di pi?, i cinema all?aperto avrebbero conosciuto un declino radicale tra il 1975 e 1995, ci? che avrebbe provocato una diminuzione spettacolare del loro numero ed incitato lo stato a sostenerli in ragione del loro valore culturale. Ci? spiegherebbe eventualmente la reticenza del richiedente a trasferire altrove la sua impresa.
18. In quanto alle pretese del richiedente, il Governo adduce che questo non ha diritto a nessuna indennit? perch? non ha trasferito altrove la sua impresa. Anche se era restato nei luoghi, lo sfruttamento del cinema sarebbe stato deficitario ed il cinema avrebbe chiuso probabilmente; supponendo anche che ci sia stata semplicemente mancanza a guadagnare nel caso in cui il richiedente avrebbe potuto continuare asfruttare il cinema, questo non avrebbe potuto superare 11 401 727 GRD.
19. Il Governo innalza un paragone tra i risultati del cinema quando era sfruttato dal richiedente e quando funzionava sotto il controllo del municipio. Gli elementi che riguardano i primi sarebbero tratti dalle dichiarazioni fiscali del richiedente. Ne risulta che, per il periodo 1983-1988, gli utili netti realizzati dallo sfruttamento del cinema ammontavano a 1 795 983 GRD e che il reddito netto annuo del richiedente era di 359 196 GRD. ? evidente che anche se il richiedente aveva continuato a sfruttare il suo cinema dopo il 1988, non avrebbe potuto -per il meglio -che mantenere queste entrate, tenuto conto della crisi del cinema all?aperto durante questo periodo. Supponendo anche che il richiedente avesse potuto aumentare le sue entrate, questo aumento non avrebbe superato il 10% per anno.
20. Per calcolare i redditi che il richiedente avrebbe percepito durante il periodo 1989-1998, il Governo prende come punto di partenza l’entrata pi? favorevole del richiedente, quella del 1988 (566 069 GRD) aumentandola del 10%. Arriva alla conclusione che i redditi del richiedente del 1989 a 1998 sarebbero ammontati a 9 929 064 GRD, somma che, dopo adeguamento sulla base dell’indice dei prezzi al consumo, ma anche dopo deduzioni fiscali, raggiungerebbe 11 401 727 GRD. Tuttavia, i risultati finanziari dello sfruttamento del cinema, in quanto impresa municipale durante il periodo 1989-1998, dimostrano che l’impresa-se fosse stata diretta dal richiedente-sarebbe stato deficitaria durante questo periodo. Difatti, il cinema municipale aveva fatto un utile netto di 17 065 097 GRD durante questo periodo. Se il cinema fosse stato sfruttato dal richiedente, avrebbe avuto bisogno di dedurre anche gli affitti dovuti a questo; il suo bilancio avrebbe presentato allora un passivo di 7 109 424 GRD.
21. Infine, il Governo sottolinea le differenze importanti tra le somme che il richiedente ha sollecitato dinnanzi ai tribunali nazionali e pi? tardi dinnanzi alla Corte.
2. Tesi Del Richiedente E Del Governo Contenuta Rispettivamente Nelle Loro Osservazioni Complementari Del 27 Ottobre E Del 5 Novembre 1999
A) TESI DEL RICHIEDENTE
22. Il richiedente qualifica gli argomenti del Governo fallaci, addirittura disonesti. Sottolinea che il fatto per il Governo di produrre le sue dichiarazioni dei redditi costituisca una violazione della legge greca che impone a questo riguardo il segreto. Gli rimprovera inoltre di produrrne solamente dei brani per fare credere, per esempio, che i suoi redditi per l’anno 1988 si limitavano a 566 069 GRD, e di fornire solamente uno solo dei tre foglietti della dichiarazione, quello concernente le entrate che provengono dalla vendita dei biglietti. Se il Governo avesse preso in conto la dichiarazione nella sua interezza, avrebbe constatato che i redditi netti del richiedente per l’anno 1988 ammontavano a 3 344 624 GRD. Questo importo dovrebbe essere anche adattato, da una parte, per tenere conto dell’aumento del prezzo del biglietto di entrata che era di 200 GRD nel 1988 e di 1 400 GRD nel 1998, ci? che impone una moltiplicazione per sette della somma precitata, d?altre parte, perch? la mancanza a guadagnare si dilunga su un periodo di undici anni, questo cio? dal 1989 al 1999. Cos?, la somma precitata raggiungerebbe 257 536 048 GRD.
23. In quanto agli elementi comparativi derivati dallo sfruttamento del cinema da parte dello municipalit?, il richiedente nega categoricamente che il suo cinema sia stato colpito dalla crisi. Inoltre, e soprattutto, il funzionamento di un’impresa municipale non potrebbe servire per niente come modello di paragone per il funzionamento di un’impresa privata. Il numero di biglietti venduti quando il richiedente dirigeva il cinema sarebbe stato nettamente superiore al numero di biglietti venduti dall’impresa municipale. La cessione del cinema alla municipalit? avrebbe provocato un aumento degli oneri di sfruttamento di pi? del 100%, un abbassamento del prezzo del biglietto di entrata del 20% al 25% rispetto alla media e l’istituzione di una pratica secondo la quale due giorni per settimana sarebbero stati consacrati ai film non commerciali. In pi?, il cinema avrebbe funzionato senza concorrenza in seguito alla chiusura di due altri cinema all?aperto nel quartiere. Infine, il bilancio dello sfruttamento del cinema da parte del municipio ometteva di indicare i redditi che provengono dal bar e dalla pubblicit?.
24. Pretendendo che il richiedente avrebbe potuto trasferire la sua impresa su non importa quale altro terreno, il Governo tenterebbe in fatto spostare sul richiedente la responsabilit? dell’illegalit? commessa dalle autorit? greche. Non ? tutto certo che il richiedente avrebbe potuto trovare un terreno adeguato per trasferire l? la sua impresa, tanto pi? che, da quando lo stato ha classificato monumenti storici i cinema all?aperto, i proprietari di terreni non li affittano pi? alle imprese di questo genere. La municipalit? avrebbe potuto installare infine, molto bene un cinema su uno dei numerosi terreni che possiede.
B) TESI DEL GOVERNO
25. Il Governo sottolinea che il richiedente non contesta, nelle sue osservazioni complementari, il metodo di calcolo utilizzato di per s?. La mancanza a guadagnare per il 1999 invocati dal richiedente dovrebbe essere calcolata anche sulla base del metodo proposto, e gli interessi moratori a partire dalla scadenza del termine dei tre mesi seguenti la decisione della sentenza sull’articolo 41, applicando un tasso del 6% e non del 21% come proposto dal richiedente.
26. In quanto alle osservazioni che il richiedente ha depositato sotto forma di una nuova richiesta, dovrebbero essere dichiarate irricevibili ratione materiae, perch? non costituirebbero delle nuove affermazioni rispetto a quelle contenute nella sua richiesta iniziale. In pi?, nella misura in cui queste affermazioni potrebbero essere considerate come riferendosi all’esecuzione della sentenza del 25 marzo 1999, la Corte non sarebbe competente per esaminarli perch? questo compito incombe sul Comitato dei Ministri del Consiglio dell’Europa.
27. La restituzione del cinema non potrebbe fare parte della soddisfazione equa da accordare al richiedente a titolo dell’articolo 41. Un’indennit? eventuale potrebbe riparare solamente il danno materiale e morale risultando dall’impossibilit? di fare funzionare il cinema in seguito all’esclusione del richiedente del locale controverso.
28. Infine, in quanto al carattere segreto delle dichiarazioni dei redditi invocate dal richiedente, esisterebbe solamente al riguardo dei terzi e non al riguardo dell’interessato (articolo 85 ? 2 della legge no 2238/1994). Un tale segreto non esisterebbe affatto per le imprese commerciali (articolo 85 ? 3 della stessa legge).
3. Tesi Del Richiedente E Del Governo Contenuta Rispettivamente Nelle Loro Osservazioni Complementari Del 24 Marzo E Del 6 Aprile 2000
A) TESI DEL RICHIEDENTE
29. In quanto alle dichiarazioni fiscali, il richiedente precisa che il reddito netto proveniente della vendita dei biglietti per il 1988 era di 1 224 516 GRD e non di 566 069 GRD, come affermai l Governo, perch? questa ultima cifra costituirebbe il reddito, dopo certe deduzioni fiscali, imponibili e non il reddito reale. Parimenti, per ci? che riguarda il bar, se il reddito imponibile era di 68 578 GRD, il reddito netto reale ammontava a 130 649 GRD. Il reddito reale che proviene dall’impresa di pubblicit? supererebbe i 7 000 000 GRD di cui 1 084 970 GRD risulterebbero dalle sole aree pubblicitarie del cinema Ilioupolis. Infine, il reddito netto dovrebbe essere aumentato dell’importo dell’affitto che il richiedente versava e che ammontava, per il 1988, a 904 489 GRD. Di conseguenza, il reddito reale netto del richiedente per l’anno 1988, come risulterebbe dalla dichiarazione fiscale completa di questo, sarebbe l’addizione delle somme suddette, o 3 344 624 GRD.
30. Il richiedente sostiene quindi che le dichiarazioni fiscali non costituiscono una base di calcolo adeguato per valutare la mancanza a guadagnare in ragione dell’inefficacia del sistema fiscale in Grecia e per il fatto che le autorit? chiudono spesso gli esercizi non controllati contro pagamento da parte degli interessati di un importo forfetario, ci? che ? una confessione implicita che i redditi dichiarati sono inferiori ai redditi reali.
B) TESI DEL GOVERNO
31. Il Governo sottolinea che il richiedente possedeva, all’epoca dei fatti, tre cinema all?aperto ed un’impresa pubblicitaria indipendente dai cinema. L’affermazione del richiedente secondo la quale il Governo avrebbe omesso di depositare l’interezza della dichiarazione fiscale del richiedente sarebbe menzognera. I formulari che il Governo ha preso in conto-e depositati dinnanzi alla Corte -riguarderebbero esclusivamente il cinema Ilioupolis e presenterebbero i redditi lordi e netti, essendo obbligato il richiedente a dichiarare in questi formulari tutti i suoi redditi che provengono dallo sfruttamento del cinema (biglietti, bar e pubblicit?). Gli altri formulari invocati dal richiedente riguarderebbero le altre attivit? di questo e non avrebbero nessuno rapporto col caso specifico. In particolare, il formulario che contiene i redditi derivati dalla pubblicit?, menzionato dall richiedente, si riferirebbe alle attivit? dell’impresa di pubblicit? e non avrebbe nessuna relazione coi redditi del cinema Ilioupolis.
Il Governo afferma, inoltre, che risulta da uno dei formulari assolti dal richiedente che questo aveva dichiarato, come redditi annui che provengono dall’insieme delle sue imprese, un importo inferiore a quello dichiarato come proveniente esclusivamente dallo sfruttamento del cinema. In pi?, nelle sue osservazioni alla Corte del 29 ottobre 1999, il richiedente adduce che i suoi redditi per il 1988 risultanti della dichiarazione fiscale completa ammontavano a 3 344 624 GRD, mentre, nel formulario E1 della sua dichiarazione fiscale (tavola 8, pagina 2) per lo stesso anno, dichiarava la somma di 2 483 360 GRD come reddito netto proveniente da tre delle sue imprese, impresa di pubblicit?, cinema Ilioupolis e cinema Alkyon.
4. DECISIONE DELLA CORTE
32. La Corte ricorda che una sentenza che constata una violazione provoca per lo stato convenuto l’obbligo giuridico allo sguardo della Convenzione di mettere un termine alla violazione e di cancellarne le conseguenze in modo da ristabilire tanto quanto fare si pu? la situazione anteriore a questa.
33. Gli Stati contraenti parti di una causa sono in principio liberi di scegliere i mezzi che utilizzeranno per conformarsi ad una sentenza che constata una violazione. Questo potere di valutazione in quanto alle modalit? di esecuzione di una sentenza traduce la libert? di scelta a cui ? abbinata l’obbligo primordiale imposto con la Convenzione agli Stati contraenti: garantire il rispetto dei diritti e libert? garantite (articolo 1). Se la natura della violazione permette in integrum un restitutio, incombe sullo stato convenuto di realizzarla,non avendo la Corte n? la competenza n? la possibilit? pratica di compierlo lei stessa. Se in compenso il diritto nazionale non permette, o permette solamente imperfettamente di cancellare le conseguenze della violazione, l’articolo 41 abilita la Corte ad accordare, se c’? luogo, alla parte lesa la soddisfazione che gli sembra appropriata (sentenza Papamichalopoulos ed altri c. Grecia del 31 ottobre 1995 (articolo 50), serie a no 330-B, pp. 58-59, ? 34).
34. Nella sua sentenza al principale, la Corte si ? espressa cos?: “(…) il 23 ottobre 1989, la corte d’appello di Atene, deliberando secondo il procedimento riferito e con una decisione che ha forza di cosa giudicata, ha annullato l’ordinanza di sfratto al motivo che le condizioni richieste per la sua adozione non erano collegate. Cos?, ed a partire da questo momento, l’espulsione del richiedente ha perso ogni base legale e la municipalit? di Ilioupolis ? diventata un occupante senza titolo. Questa si trovava allora nell’obbligo di rendere il cinema al richiedente, ci? che fu raccomandato del resto da tutti gli organi incaricati di dare il loro avviso in materia al ministro delle Finanze, ossia il ministero delle Finanze, il Consulente legale dello stato e la Societ? dei beni immobiliari dello stato. ” (? 61)
35. Perci?, la Corte stima che il carattere manifestamente illegale in dritto interno dell’ingerenza controversa giustificherebbe la concessione al richiedente di un indennizzo intero. Difatti, solo la restituzione dell’uso del cinema al richiedente porrebbe questo, il pi? possibile, in una situazione equivalente a quella in cui si troverebbe se non ci fosse stata trasgressione alle esigenze dell’articolo 1 del Protocollo no 1. In quanto ai documenti depositati dal richiedente il 21 luglio 1999 sotto forma di una nuova richiesta (paragrafo 5 sopra) la Corte li tratter? come facenti parte della pratica relativa all’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione.
36. La Corte ricorda che il richiedente non era il proprietario del terreno sul quale ? situato il cinema che sfruttava. Affittava questo terreno da un terzo, in virt? di un contratto di affitto valido fino al 30 novembre 2002. La questione del diritto di propriet? su questo terreno era, all’epoca dei fatti, e ? ancora oggi, l’oggetto di un procedimento dinnanzi alle giurisdizioni nazionali. La Corte prende peraltro nota delle notizie fornite dal consigliere del richiedente sull’et? e lo stato di salute di questo ultimo.
37. In queste circostanze, la Corte stima dovere accordare al richiedente solamente un’indennit? per coprire la mancanza a guadagnare sullo sfruttamento del cinema fino al termine del contratto di affitto in corso, il 30 novembre 2002, ed del cui l’importo sar? calcolato secondo lo stesso metodo che quell’adoperato per l’indennizzo del danno materiale subito dal 1989 al 1999 (paragrafi 42-43 sotto).
38. Tra gli elementi costitutivi del danno invocato dal richiedente, entra solo nel conto, agli occhi della Corte, la mancanza a guadagnare sulla vendita di biglietti e la pubblicit?. Pi? particolarmente, concernente quest?ultima, la Corte non perde di vista che il richiedente aveva creato un’impresa distinta a questo fine-che raggruppava le attivit? pubblicitarie delle tre imprese tra cui il cinema Ilioupolis-e che i redditi della pubblicit? diffusa nel cinema Ilioupolis facevano parte dei benefici di questa impresa.
39. La Corte non prender? falsamente in considerazione n? il valore del materiale usurpato all’epoca dell’esclusione del richiedente, n? la mancanza a guadagnare relativo al bar. In quanto al materiale precitato, la Corte ricorda che nella sua decisione sull’ammissibilit? della richiesta la Commissione aveva dichiarato irricevibile per non-esaurimento delle vie di ricorso interne la lagnanza derivata della non-restituzione al richiedente dei mobili trattenuti dalle autorit?. A proposito dei redditi che provengono dai consumi al bar, risulta dai documenti della pratica che il bar era di fatto sfruttato dalla ragazza del richiedente e che i redditi ivi relativi figuravano sulla dichiarazione fiscale di questa.
40. Resta allora da valutare il danno causato dalla mancanza a guadagnare sulla vendita di biglietti e la pubblicit?. A questo riguardo, la Corte rileva l’importanza dello scarto che separa i metodi da calcolo e le tesi delle parti. Concernente la pubblicit? il Governo nega in particolare, l’esistenza di ogni danno. Tuttavia, la Corte rileva che l’impresa di pubblicit? suddetta era una piccola impresa familiare che appartiene esclusivamente al richiedente ed i cui i benefici erano dichiarati sul foglio di imposte di questo. Ora stima che l’esclusione controversa ha dovuto causare un danno materiale al richiedente che si aggiunge a quello causato dalla perdita delle entrate al cinema.
41. Concernente il metodo di calcolo, la Corte considera che quello proposta dal Governo ? l’unica a basarsi su un dato finanziario concreto, ossia le dichiarazioni fiscali del richiedente, ed a potere servire quanto punto di partenza alla Corte per valutare la perdita finanziaria subita da questo. In quanto al carattere segreto di queste dichiarazioni, invocate dal richiedente, la Corte nota che questo ha depositato lui stesso, sebbene dopo il Governo, le sue dichiarazioni di redditi per l’anno 1988 e ha acconsentito cos? alla divulgazione di queste che costituivano, del resto, i soli documenti giustificativi di natura tale da stabilire la veracit? delle sue affermazioni.
42. Per il danno causato dalla perdita di redditi che provengono dalla vendita di biglietti, la Corte terr? allora conto di un periodo di undici anni (1989-1999) cos? come del reddito netto dichiarato nel 1988 (566 069 GRD) che sarebbe, secondo la dichiarazione fiscale di questo anno, pi? elevato nei cinque anni precedenti l’esclusione. L’aumenter?, come suggerisce il Governo, del 10% per anno, per includere ogni aumento eventuale e ragionevolmente prevedibile di entrate durante questo periodo, poi lo adeguer? in funzione dell’indice annuo medio dei prezzi al consumo; infine, lo ridurr? del 20%, per tenere conto dell’imposta che il richiedente avrebbe dovuto versare su questo importo.
43. Per il danno causato dalla mancanza a guadagnare sulla pubblicit?, la Corte si baser? anche sul reddito netto realizzato nel 1988 dal cinema Ilioupolis. Calcoler? questo reddito a partire dalla dichiarazione fiscale di 1988 che fanno stato della totalit? dei redditi realizzati dall’impresa di pubblicit? e, pi? specificamente, terr? conto dei redditi lordi delle aree pubblicitarie del cinema Ilioupolis, come risultano dalle fatture che il richiedente ha lui stesso depositate (1 084 970 GRD). Ora il reddito netto proveniente delle pubblicit? per il solo cinema Ilioupolis per questo anno ammonta a 141 823 GRD. In seguito, la Corte proceder? allo stesso modo che quell’esposta al paragrafo 42 sopra.
44. Da allora, la Corte valuta il primo danno, afferente alla vendita dei biglietti, a 12 721 451 GRD ed il secondo, afferente alla pubblicit?, a
3 187 207 GRD, o un totale di 15 908 658 GRD.
45. A ci? deve aggiungersi un’indennit? per il danno e la perdita di godimento subito dal richiedente a partire dall’anno 2000 e fino alla scadenza del suo affitto, in ragione del rifiuto delle autorit? di restituire il cinema, e che, secondo lo stesso metodo di calcolo, ammonta a 5 882 920 GRD.
B. DANNO MORALE
46. A titolo del danno morale, il richiedente richiede 50 000 000 GRD. Sottolinea che il suo smarrimento ha potuto solo aumentare nel 1999 in ragione del rifiuto dello stato di conformarsi alla sentenza al principale ed invita la Corte ad aumentare la suddetta somma del 10%.
47. Il Governo si avvale della divergenza tra le somme chieste dal richiedente ai differenti stadi del procedimento e conclude che se la Corte stimasse che il richiedente avesse in fatto subito un danno morale, la constatazione di violazione basterebbe a ripararlo.
48. La Corte stima che il carattere illegale dell’ingerenza controversa ed il rifiuto persistente delle autorit? di restituire il cinema, anche dopo la sentenza della Corte al principale, combinato con l’et? e lo stato di salute del richiedente, ha portato a questo un torto morale certo. Secondo la Corte, la constatazione che figura nella sentenza al principale non fornisce a questo riguardo in s? una soddisfazione equa sufficiente.
49. Deliberando in equit?, la Corte assegna al richiedente 5 000 000 GRD a questo capo.
C. ONERI E SPESE
50. Per i suoi oneri e spese afferenti al procedimento fino alla decisione della sentenza sul merito, il richiedente richiede 82 957 000 GRD.
51. Secondo lui, questo importo che corrisponderebbe al 20% di quello che richiede per danno, ? perfettamente ragionevole alla vista del volume di lavoro fornito e si trova in vigore in piena conformit? con le regole in Grecia. Sostiene che si non potrebbe, del resto, rimproverargli di avere esagerato facendo appello a tre avvocati, perch? le loro qualifiche sono state complementari e necessarie per questa causa. Secondo il richiedente, una percentuale del 20% del totale richiesto per danno sarebbe sufficiente, cifra del resto a cui ? convenuto coi suoi consiglieri. Infine, il solo procedimento dinnanzi alla Commissione e la Corte, fino alla decisione della sentenza di questa, avrebbe necessitato nove cento trentasei ore di lavoro per i tre avvocati.
52. Per il procedimento ulteriore alla sentenza sul merito, il richiedente sollecita 10 500 700 GRD. Ammette che il ricorso ad un solo avvocato ? sufficiente per questo procedimento e che l’accordo suddetto coi suoi consigliri (parcella di un importo del 20% del totale richiesto) non potrebbe applicarsi a questa. Per ci? che riguarda il procedimento relativo al tentativo di ordinamento amichevole, chiede un importo di 2 205 000 GRD, tariffa oraria di 200 dollari americani per le trentacinque di lavoro. In quanto al procedimento posteriore, ossia quella che riguarda rigorosamente l’applicazione dell’articolo 41, invita la Corte a fissare la parcella al 2% dell’importo richiesto per danno, o a 8 295 700 GRD con memoria o comparizione.
53. Il Governo dichiara rimettersi alla Corte per le pretese a questo titolo. Stima tuttavia la somma sollecitata per la presente causa “esorbitante, almeno rispetto alla realt? greca.”
54. Secondo la giurisprudenza costante della Corte, il sussidio di oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si trovano stabiliti nella loro realt?, la loro necessit? e, in pi?, il carattere ragionevole del loro tasso (sentenza Sunday Time c. Regno Unito del 6 novembre 1980 (articolo 50), serie a no 38, p. 13, ? 23).
55. La Corte nota che il richiedente ha concluso coi suoi consiglieri un accordo concernente la parcella di questi che si avvicinerebbero di un accordo di quota litis. Si tratta l? di accordi con i quali il cliente di un avvocato si impegna a versare a questo ultimo, in quanto parcella, una certa percentuale della somma che una giurisdizione potrebbe concedergli. Gli accordi di quota litis possono attestare, se sono giuridicamente validi, che l’interessato ? effettivamente debitore delle somme richieste (sentenze Dudgeon c. Regno Unito del 24 febbraio 1983 (articolo 50), serie a no 59, p. 10, ? 22, e Kamasinski c. Austria del 19 dicembre 1989, serie a no 168, p. 47, ? 115). Tali accordi che fanno nascere degli obblighi solo tra l’avvocato ed i suoi clienti, non potrebbero legare la Corte che deve valutare il livello degli oneri e spese da rimborsare non solo rispetto alla realt? degli oneri addotti, ma anche rispetto al loro carattere ragionevole. Cos? la Corte si baser? per la sua valutazione sugli altri elementi forniti dal richiedente a sostegno delle sue pretese, ossia il numero di ore di lavoro ed il numero di avvocati che ha necessitato la presente causa, cos? come la tariffa oraria richiesta.
56. La Corte ricorda avere giudicato gi? che l’impiego di pi? di un avvocato pu? talvolta giustificarsi tramite l’importanza delle questioni sollevate da una causa (vedere, tra molti altri, le sentenze Sunday Time precitati e Baraona c. Portogallo del 8 luglio 1987, serie a no 122). Tuttavia, considera che, anche se la presente causa rivestiva una certa complessit?, il concorso di tre avvocati -un specialista di diritto europeo, un specialista di diritto costituzionale e l’avvocato che aveva rappresentato il richiedente dinnanzi alle giurisdizioni nazionali -non corrispondeva ad una necessit?.
57. Il numero di ore di lavoro per il procedimento al principale, per quella relativa al tentativo di ordinamento amichevole cos? come per l’applicazione dell’articolo 41 non potrebbe superare, all’avviso della Corte, tre cento ore. In quanto alla tariffa oraria, stima che un importo di 40 000 GRD per ora di lavoro sarebbe sufficiente, tenuto conto delle tariffe praticate in Grecia.
58. Deliberando in equit? e con l’aiuto dei suddetti criteri (paragrafo 54 sopra) la Corte assegna 12 000 000 GRD a questo capo.
59. Il richiedente sollecita anche 1 226 500 GRD a titolo degli oneri afferenti alla comparizione dei suoi due avvocati all’udienza del 17 dicembre 1998. Il Governo non si pronuncia su questo punto.
60. Deliberando in equit?, come vuole l’articolo 41 della Convenzione, la Corte assegna al richiedente la sommo di 825 000 GRD a questo titolo.
D. INTERESSI MORATORI
61. Secondo le notizie di cui la Corte dispone, il tasso di interesse legale applicabile in Grecia alla data di adozione della presente sentenza ? del 6% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi, le seguenti somme, pi? tutti gli importi che possono essere dovuti a titolo della tassa sul valore aggiunto:
i. 21 791 578 GRD, ventuno milioni sette cento novantun mila cinque cento settantotto dracme, per danno materiale;
ii. 5 000 000 GRD, cinque milioni di dracme, per danno morale;
iii. 12 825 000 GRD, dodici milioni otto cento venticinquemila dracme, per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 6% l’anno a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento;
2. Respinge la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese ed in inglese, poi comunicato per iscritto il 19 ottobre 2000, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Elisabetta Palm
Presidentessa Paul Mahoney Greffier aggiunge

Testo Tradotto

Conclusion Dommage mat?riel – r?paration p?cuniaire ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
AFFAIRE IATRIDIS c. GR?CE

(Requ?te no31107/96)

ARR?T

(Satisfaction ?quitable/Just satisfaction)

Strasbourg, 19 octobre/October 2000

En l’affaire Iatridis c. Gr?ce,

La Cour europ?enne des Droits de l’Homme, si?geant en une Grande Chambre compos?e des juges dont le nom suit :

Mme E. Palm, pr?sidente,
MM. L. Ferrari Bravo,
Gaukur J?rundsson,
G. Bonello,
L. Caflisch,
I. Cabral Barreto,
K. Jungwiert,
M. Fischbach,
J. Casadevall,
B. Zupančič,
Mme N. Vajić,
M. J. Hedigan,
Mmes W. Thomassen,
M. Tsatsa-Nikolovska,
MM. E. Levits,
K. Traja,
C. Yeraris, juge ad hoc,
ainsi que de M. P.J. Mahoney, greffier adjoint,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 21 juin et 27 septembre 2000,

Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette derni?re date :

PROC?DURE

1. L’affaire a ?t? d?f?r?e ? la Cour, telle qu’?tablie en vertu de l’ancien article 19 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?), par le gouvernement grec (? le Gouvernement ?) le 30 juillet 1998, dans le d?lai de trois mois qu’ouvraient les anciens articles 32 ? 1 et 47 de la Convention. A son origine se trouve une requ?te (no 31107/96) dirig?e contre la R?publique hell?nique et dont un ressortissant de cet Etat, M. G. I., avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l’Homme (? la Commission ?) le 28 mars 1996, en vertu de l’ancien article 25.

2. Dans son arr?t du 25 mars 1999 (? l’arr?t au principal ?), la Cour a conclu ? la violation des articles 1 du Protocole no 1 (? l’unanimit?) et 13 de la Convention (par seize voix contre une). Plus pr?cis?ment, en ce qui concerne l’article 1 du Protocole no 1, elle a estim? que l’ing?rence litigieuse ?tait manifestement ill?gale sur le plan du droit interne et, par cons?quent, incompatible avec le droit au respect des biens du requ?rant (arr?t Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 62, CEDH 1999-II).

3. En s’appuyant sur l’article 41 de la Convention, le requ?rant r?clamait une satisfaction ?quitable de l’ordre de plusieurs millions de drachmes pour les pr?judices subis ainsi que pour frais et d?pens. Toutefois, le Gouvernement n’ayant pas pr?sent? de conclusions pr?cises quant aux pr?tentions du requ?rant, la Cour avait r?serv? en entier la question de l’application de cet article et invit? les parties ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois, leurs observations en la mati?re et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel elles pourraient aboutir (ibidem, ? 73, et point 6 du dispositif).

4. Le requ?rant d?posa ses observations le 23 juin 1999 et le Gouvernement en fit de m?me le 15 juillet 1999.

5. Le 21 juillet 1999, le requ?rant introduisit une nouvelle requ?te devant la Cour. Il all?guait une nouvelle violation des articles 1 du Protocole no 1 et 13 de la Convention, en raison du refus des autorit?s de lui restituer le cin?ma en cause apr?s l’arr?t de la Cour du 25 mars 1999. Il souligna que l’attitude du Gouvernement, depuis cette date, d?montrait que celui-ci consid?rait que l’arr?t en question ne produisait aucun effet quant au statut futur du cin?ma.

La pr?sidente de la Grande Chambre r?pondit qu’il appartiendrait ? la Cour de d?cider si cette question pouvait ?tre consid?r?e comme une nouvelle requ?te ou si elle devait ?tre trait?e comme faisant partie de l’application de l’article 41 de la Convention. Elle invita, en outre, le Gouvernement ? inclure, dans ses observations compl?mentaires ? venir, ses arguments sur la question de la non-restitution du cin?ma.

6. Le 27 octobre 1999, le requ?rant d?posa ses observations en r?ponse ? celles du Gouvernement du 15 juillet 1999. Le 5 novembre 1999, le Gouvernement pr?senta des observations compl?mentaires.

7. Compte tenu des positions diam?tralement oppos?es des parties et afin de permettre ? la Cour de disposer d’?l?ments objectifs sur lesquels fonder sa d?cision, la pr?sidente de la Grande Chambre et le juge rapporteur d?cid?rent, le 21 f?vrier 2000, d’inviter les parties ? produire les pi?ces et informations suivantes :

? a) une estimation de la valeur du terrain sur lequel se situe le cin?ma du requ?rant, accompagn?e dans la mesure du possible des pi?ces justificatives officielles ;

b) les extraits des d?clarations fiscales du requ?rant ? non encore communiqu?s par le Gouvernement ? qui prouveraient, d’apr?s le requ?rant, que ses revenus nets provenant de la vente des billets ainsi que des publicit?s et des consommations au bar, seraient sup?rieurs ? ceux avanc?s par le Gouvernement dans ses observations ? la Cour. ?

8. Requ?rant et Gouvernement d?pos?rent leurs observations et les documents pertinents le 24 mars et le 6 avril 2000 respectivement.

EN DROIT

9. Aux termes de l’article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

A. Dommage mat?riel

1. Th?ses du requ?rant et du Gouvernement contenues dans leurs observations du 23 juin et du 15 juillet 1999 respectivement

a) Th?se du requ?rant

10. Au titre du dommage mat?riel, le requ?rant sollicite 317 190 000 drachmes (GRD) pour manque ? gagner sur la vente des billets d’entr?e, la publicit? et les consommations au bar, ainsi que pour la valeur du mat?riel usurp? lors de l’expulsion.

11. Pour le manque ? gagner sur les billets d’entr?e, il r?clame 173 320 000 GRD. Il ressortirait des livres comptables du requ?rant, certifi?s par le fisc, que le nombre annuel des billets d’entr?e avant son expulsion et jusqu’en 1988 ?tait de 24 520 par saison ; avec une augmentation annuelle moyenne de 5 %, le nombre de billets s’?tablirait ? 312 800 pour la d?cennie 1988-1998.

12. Le requ?rant souligne que les revenus hypoth?tiques de l’exploitation du seul cin?ma pendant cette d?cennie doivent ?tre estim?s sur la base de l’exploitation du cin?ma par lui-m?me et non sur celle de l’exploitation par un tiers, comme la municipalit? d’Ilioupolis. Son cin?ma ?tait une entreprise familiale et, avec l’aide de sa femme et de ses enfants, il pouvait s’acquitter de toutes les t?ches n?cessaires ? son fonctionnement sauf celles accomplies par le projectionniste.

13. Pour le manque ? gagner sur la publicit?, le requ?rant demande 100 000 000 GRD. Ces pr?tentions s’appuieraient sur des factures certifi?es par le fisc et jointes au dossier devant la Cour.

14. Pour le manque ? gagner sur les consommations au bar, le requ?rant sollicite 33 870 000 GRD. Tout en admettant qu’il serait impossible d’?tablir de mani?re fiable les revenus d’un tel bar, en raison de l’absence de comptabilit?, il part de l’hypoth?se qu’un spectateur sur trois consomme au bar, que le prix de la consommation moyenne est le tiers du prix d’entr?e et que la marge de profit est au moins de 50 %.

15. En outre, il estime la valeur du mat?riel qu’il n’aurait pas r?cup?r? apr?s l’expulsion ? 10 000 000 GRD. Il pr?tend que les services de la mairie d’Ilioupolis continuent ? refuser de lui restituer le mat?riel usurp?.

16. Enfin, il soutient que le refus de la mairie d’Ilioupolis de lui rendre le cin?ma pour la saison 1999 aurait eu pour effet de le priver des revenus d’une ann?e suppl?mentaire, qu’il ?value ? 10 % du total r?clam?.

b) Th?se du Gouvernement

17. En premier lieu, le Gouvernement soutient que la violation de l’article 1 du Protocole no 1 n’aurait pas priv? le requ?rant de la possibilit? de continuer ? faire fonctionner son entreprise en utilisant un autre local dans le m?me quartier. De plus, les cin?mas de plein air auraient connu un d?clin radical entre 1975 et 1995, ce qui aurait entra?n? une diminution spectaculaire de leur nombre et incit? l’Etat ? les soutenir en raison de leur valeur culturelle. Cela expliquerait ?ventuellement la r?ticence du requ?rant ? transf?rer son entreprise ailleurs.

18. Quant aux pr?tentions du requ?rant, le Gouvernement all?gue que celui-ci n’a droit ? aucune indemnit? car il n’a pas transf?r? son entreprise ailleurs. M?me s’il ?tait rest? dans les lieux, l’exploitation du cin?ma aurait ?t? d?ficitaire et le cin?ma aurait probablement ferm? ; ? supposer m?me qu’il y ait simplement eu manque ? gagner au cas o? le requ?rant aurait pu continuer d’exploiter le cin?ma, celui-ci n’aurait pu d?passer
11 401 727 GRD.

19. Le Gouvernement dresse une comparaison entre les r?sultats du cin?ma lorsqu’il ?tait exploit? par le requ?rant et lorsqu’il fonctionnait sous le contr?le de la mairie. Les ?l?ments concernant les premiers seraient tir?s des d?clarations fiscales du requ?rant. Il en ressort que, pour la p?riode 1983-1988, les b?n?fices nets r?alis?s par l’exploitation du cin?ma s’?levaient ? 1 795 983 GRD et que le revenu net annuel du requ?rant ?tait de 359 196 GRD. Il est ?vident que m?me si le requ?rant avait continu? ? exploiter son cin?ma apr?s 1988, il n’aurait pu ? au mieux ? que maintenir ces recettes, compte tenu de la crise du cin?ma de plein air pendant cette p?riode. A supposer m?me que le requ?rant e?t pu augmenter ses recettes, cette augmentation n’aurait pas d?pass? 10 % par an.

20. Pour calculer les revenus que le requ?rant aurait per?us pendant la p?riode 1989-1998, le Gouvernement prend comme point de d?part la recette la plus favorable du requ?rant, celle de 1988 (566 069 GRD), en l’augmentant de 10 %. Il arrive ? la conclusion que les revenus du requ?rant de 1989 ? 1998 se seraient ?lev?s ? 9 929 064 GRD, somme qui, apr?s r?ajustement sur la base de l’indice des prix ? la consommation, mais aussi apr?s d?ductions fiscales, atteindrait 11 401 727 GRD. Toutefois, les r?sultats financiers de l’exploitation du cin?ma, en tant qu’entreprise municipale pendant la p?riode 1989-1998, d?montrent que l’entreprise ? si elle avait ?t? dirig?e par le requ?rant ? aurait ?t? d?ficitaire pendant cette p?riode. En effet, le cin?ma municipal avait fait un b?n?fice net de 17 065 097 GRD pendant cette p?riode. Si le cin?ma avait ?t? exploit? par le requ?rant, il aurait fallu d?duire aussi les loyers dus par celui-ci ; son bilan aurait alors pr?sent? un passif de 7 109 424 GRD.

21. Enfin, le Gouvernement souligne les diff?rences importantes entre les sommes que le requ?rant a sollicit?es devant les tribunaux nationaux et plus tard devant la Cour.

2. Th?ses du requ?rant et du Gouvernement contenues dans leurs observations compl?mentaires du 27 octobre et du 5 novembre 1999 respectivement

a) Th?se du requ?rant

22. Le requ?rant qualifie les arguments du Gouvernement de fallacieux, voire de malhonn?tes. Il souligne que le fait pour le Gouvernement de produire ses d?clarations d’imp?ts constitue une violation de la loi grecque, qui impose le secret ? cet ?gard. Il lui reproche en outre d’en produire seulement des extraits afin de faire croire, par exemple, que ses revenus pour l’ann?e 1988 se limitaient ? 566 069 GRD, et de ne fournir qu’un seul des trois feuillets de la d?claration, celui concernant les recettes provenant de la vente des billets. Si le Gouvernement avait pris en compte la d?claration dans son int?gralit?, il aurait constat? que les revenus nets du requ?rant pour l’ann?e 1988 s’?levaient ? 3 344 624 GRD. Ce montant devrait aussi ?tre ajust?, d’une part, pour tenir compte de l’augmentation du prix du billet d’entr?e, qui ?tait de 200 GRD en 1988 et de 1 400 GRD en 1998, ce qui impose une multiplication par sept de la somme pr?cit?e, d’autre part, parce que le manque ? gagner s’?tend sur une p?riode de onze ans, c’est-?-dire de 1989 ? 1999. Ainsi, la somme pr?cit?e atteindrait 257 536 048 GRD.

23. Quant aux ?l?ments comparatifs tir?s de l’exploitation du cin?ma par la municipalit?, le requ?rant nie cat?goriquement que son cin?ma ait ?t? affect? par la crise. En outre, et surtout, le fonctionnement d’une entreprise municipale ne saurait nullement servir de mod?le de comparaison pour le fonctionnement d’une entreprise priv?e. Le nombre de billets vendus lorsque le requ?rant dirigeait le cin?ma aurait ?t? nettement sup?rieur au nombre de billets vendus par l’entreprise municipale. La cession du cin?ma ? la municipalit? aurait entra?n? une augmentation des frais d’exploitation de plus de 100 %, une baisse du prix du billet d’entr?e de 20 % ? 25 % par rapport ? la moyenne et l’institution d’une pratique selon laquelle deux jours par semaine auraient ?t? consacr?s ? des films non commerciaux. De plus, le cin?ma aurait fonctionn? sans concurrence ? la suite de la fermeture de deux autres cin?mas de plein air dans le quartier. Enfin, le bilan de l’exploitation du cin?ma par la mairie omettait d’indiquer les revenus provenant du bar et de la publicit?.

24. En pr?tendant que le requ?rant aurait pu transf?rer son entreprise sur n’importe quel autre terrain, le Gouvernement tenterait en fait de d?placer sur le requ?rant la responsabilit? de l’ill?galit? commise par les autorit?s grecques. Il n’est pas du tout certain que le requ?rant aurait pu trouver un terrain appropri? pour y transf?rer son entreprise, d’autant plus que, depuis que l’Etat a class? monuments historiques les cin?mas de plein air, les propri?taires de terrains ne les louent plus ? des entreprises de ce genre. Enfin, la municipalit? aurait tr?s bien pu installer un cin?ma sur un des nombreux terrains qu’elle poss?de.

b) Th?se du Gouvernement

25. Le Gouvernement souligne que le requ?rant ne conteste pas, dans ses observations compl?mentaires, la m?thode de calcul utilis?e par lui-m?me. Le manque ? gagner pour 1999 invoqu? par le requ?rant devrait ?tre calcul? aussi sur la base de la m?thode propos?e, et les int?r?ts moratoires ? partir de l’expiration du d?lai de trois mois suivant le prononc? de l’arr?t sur l’article 41, en appliquant un taux de 6 % et non de 21 % comme le propose le requ?rant.

26. Quant aux observations que le requ?rant a d?pos?es sous la forme d’une nouvelle requ?te, elles devraient ?tre d?clar?es irrecevables ratione materiae, car elles ne constitueraient pas de nouvelles all?gations par rapport ? celles contenues dans sa requ?te initiale. De plus, dans la mesure o? ces all?gations pourraient ?tre consid?r?es comme se r?f?rant ? l’ex?cution de l’arr?t du 25 mars 1999, la Cour ne serait pas comp?tente pour les examiner car cette t?che incombe au Comit? des Ministres du Conseil de l’Europe.

27. La restitution du cin?ma ne saurait faire partie de la satisfaction ?quitable ? accorder au requ?rant au titre de l’article 41. Une indemnit? ?ventuelle ne pourrait que r?parer les dommages mat?riel et moral r?sultant de l’impossibilit? de faire fonctionner le cin?ma ? la suite de l’?viction du requ?rant du local litigieux.

28. Enfin, quant au caract?re secret des d?clarations d’imp?ts invoqu? par le requ?rant, il n’existerait qu’? l’?gard des tiers et non ? l’?gard de l’int?ress? (article 85 ? 2 de la loi no 2238/1994). Un tel secret n’existerait pas du tout pour les entreprises commerciales (article 85 ? 3 de la m?me loi).

3. Th?ses du requ?rant et du Gouvernement contenues dans leurs observations compl?mentaires du 24 mars et du 6 avril 2000 respectivement

a) Th?se du requ?rant

29. Quant aux d?clarations fiscales, le requ?rant pr?cise que le revenu net provenant de la vente des billets pour 1988 ?tait de 1 224 516 GRD et non de 566 069 GRD, comme l’affirme le Gouvernement, car ce dernier chiffre constituerait le revenu (apr?s certaines d?ductions fiscales) imposable et non le revenu r?el. De m?me, en ce qui concerne le bar, si le revenu imposable ?tait de 68 578 GRD, le revenu net r?el se montait ? 130 649 GRD. Le revenu r?el provenant de l’entreprise de publicit? d?passerait les 7 000 000 GRD, dont 1 084 970 GRD r?sulteraient des seuls emplacements publicitaires du cin?ma Ilioupolis. Enfin, le revenu net devrait ?tre major? du montant du loyer que le requ?rant versait et qui s’?levait, pour 1988, ? 904 489 GRD. Par cons?quent, le revenu r?el net du requ?rant pour l’ann?e 1988, tel qu’il r?sulterait de la d?claration fiscale compl?te de celui-ci, serait l’addition des sommes susmentionn?es, soit 3 344 624 GRD.

30. Le requ?rant soutient cependant que les d?clarations fiscales ne constituent pas une base de calcul appropri?e pour ?valuer le manque ? gagner en raison de l’inefficacit? du syst?me fiscal en Gr?ce et du fait que les autorit?s cl?turent souvent les exercices non contr?l?s contre paiement par les int?ress?s d’un montant forfaitaire, ce qui est un aveu implicite que les revenus d?clar?s sont inf?rieurs aux revenus r?els.

b) Th?se du Gouvernement

31. Le Gouvernement souligne que le requ?rant poss?dait, ? l’?poque des faits, trois cin?mas de plein air et une entreprise publicitaire ind?pendante des cin?mas. L’all?gation du requ?rant selon laquelle le Gouvernement aurait omis de d?poser l’int?gralit? de la d?claration fiscale du requ?rant serait mensong?re. Les formulaires que le Gouvernement a pris en compte ? et d?pos?s devant la Cour ? concerneraient exclusivement le cin?ma Ilioupolis et pr?senteraient les revenus bruts et nets, le requ?rant ?tant oblig? de d?clarer dans ces formulaires tous ses revenus provenant de l’exploitation du cin?ma (billets, bar et publicit?). Les autres formulaires invoqu?s par le requ?rant concerneraient les autres activit?s de celui-ci et n’auraient aucun rapport avec le cas d’esp?ce. En particulier, le formulaire contenant les revenus tir?s de la publicit?, mentionn? par le requ?rant, se rapporterait aux activit?s de l’entreprise de publicit? et n’aurait aucune relation avec les revenus du cin?ma Ilioupolis.

Le Gouvernement affirme, en outre, qu’il ressort d’un des formulaires remplis par le requ?rant que celui-ci avait d?clar?, comme revenus annuels provenant de l’ensemble de ses entreprises, un montant inf?rieur ? celui d?clar? comme provenant exclusivement de l’exploitation du cin?ma. De plus, dans ses observations ? la Cour du 29 octobre 1999, le requ?rant all?gue que ses revenus pour 1988 r?sultant de la d?claration fiscale compl?te s’?levaient ? 3 344 624 GRD, alors que, dans le formulaire E1 de sa d?claration fiscale (table 8, page 2) pour la m?me ann?e, il d?clarait la somme de 2 483 360 GRD comme revenu net provenant de trois de ses entreprises (entreprise de publicit?, cin?ma Ilioupolis et cin?ma Alkyon).

4. D?cision de la Cour

32. La Cour rappelle qu’un arr?t constatant une violation entra?ne pour l’Etat d?fendeur l’obligation juridique au regard de la Convention de mettre un terme ? la violation et d’en effacer les cons?quences de mani?re ? r?tablir autant que faire se peut la situation ant?rieure ? celle-ci.

33. Les Etats contractants parties ? une affaire sont en principe libres de choisir les moyens dont ils useront pour se conformer ? un arr?t constatant une violation. Ce pouvoir d’appr?ciation quant aux modalit?s d’ex?cution d’un arr?t traduit la libert? de choix dont est assortie l’obligation primordiale impos?e par la Convention aux Etats contractants : assurer le respect des droits et libert?s garantis (article 1). Si la nature de la violation permet une restitutio in integrum, il incombe ? l’Etat d?fendeur de la r?aliser, la Cour n’ayant ni la comp?tence ni la possibilit? pratique de l’accomplir elle-m?me. Si, en revanche, le droit national ne permet pas ou ne permet qu’imparfaitement d’effacer les cons?quences de la violation, l’article 41 habilite la Cour ? accorder, s’il y a lieu, ? la partie l?s?e la satisfaction qui lui semble appropri?e (arr?t Papamichalopoulos et autres c. Gr?ce du 31 octobre 1995 (article 50), s?rie A no 330-B, pp. 58-59, ? 34).

34. Dans son arr?t au principal, la Cour s’est exprim?e ainsi : ? (…) le 23 octobre 1989, le tribunal de grande instance d’Ath?nes, statuant selon la proc?dure en r?f?r? et par une d?cision ayant force de chose jug?e, a annul? l’arr?t? d’expulsion au motif que les conditions requises pour son adoption n’?taient pas r?unies. Ainsi, et ? partir de ce moment, l’expulsion du requ?rant a perdu toute base l?gale et la municipalit? d’Ilioupolis est devenue un occupant sans titre. Celle-ci se trouvait alors dans l’obligation de rendre le cin?ma au requ?rant, ce qui fut recommand? du reste par tous les organes charg?s de donner au ministre des Finances leur avis en la mati?re, ? savoir le minist?re des Finances, le Conseil juridique de l’Etat et la Soci?t? des biens immobiliers de l’Etat. ? (? 61)

35. En cons?quence, la Cour estime que le caract?re manifestement ill?gal en droit interne de l’ing?rence litigieuse justifierait l’octroi au requ?rant d’une indemnisation enti?re. En effet, seule la restitution de l’usage du cin?ma au requ?rant placerait celui-ci, le plus possible, dans une situation ?quivalente ? celle o? il se trouverait s’il n’y avait pas eu manquement aux exigences de l’article 1 du Protocole no 1. Quant aux documents d?pos?s par le requ?rant le 21 juillet 1999 sous la forme d’une nouvelle requ?te (paragraphe 5 ci-dessus), la Cour les traitera comme faisant partie du dossier relatif ? l’application de l’article 41 de la Convention.

36. La Cour rappelle que le requ?rant n’?tait pas propri?taire du terrain sur lequel est situ? le cin?ma qu’il exploitait. Il louait ce terrain ? un tiers, en vertu d’un contrat de bail valable jusqu’au 30 novembre 2002. La question du droit de propri?t? sur ce terrain faisait, ? l’?poque des faits, et fait encore aujourd’hui, l’objet d’une proc?dure devant les juridictions nationales. La Cour prend par ailleurs note des informations fournies par le conseil du requ?rant sur l’?ge et l’?tat de sant? de ce dernier.

37. Dans ces circonstances, la Cour estime devoir accorder au requ?rant seulement une indemnit? pour couvrir le manque ? gagner sur l’exploitation du cin?ma jusqu’au terme du contrat de bail en cours (le 30 novembre 2002) et dont le montant sera calcul? selon la m?me m?thode que celle employ?e pour l’indemnisation du pr?judice mat?riel subi de 1989 ? 1999 (paragraphes 42-43 ci-dessous).

38. Parmi les ?l?ments constitutifs du dommage invoqu?s par le requ?rant, seul entre en ligne de compte, aux yeux de la Cour, le manque ? gagner sur la vente de billets et la publicit?. Plus particuli?rement, concernant cette derni?re, la Cour ne perd pas de vue que le requ?rant avait cr?? une entreprise distincte ? cette fin ? qui regroupait les activit?s publicitaires des trois entreprises, dont le cin?ma Ilioupolis ? et que les revenus de la publicit? diffus?e dans le cin?ma Ilioupolis faisaient partie des b?n?fices de cette entreprise.

39. La Cour ne prendra en consid?ration ni la valeur du mat?riel pr?tendument usurp? lors de l’?viction du requ?rant, ni le manque ? gagner relatif au bar. Quant au mat?riel pr?cit?, la Cour rappelle que dans sa d?cision sur la recevabilit? de la requ?te la Commission avait d?clar? irrecevable pour non-?puisement des voies de recours internes le grief tir? de la non-restitution au requ?rant des meubles retenus par les autorit?s. Au sujet des revenus provenant des consommations au bar, il ressort des pi?ces du dossier que le bar ?tait en fait exploit? par la fille du requ?rant et que les revenus y relatifs figuraient sur la d?claration fiscale de celle-ci.

40. Reste alors ? ?valuer le dommage caus? par le manque ? gagner sur la vente de billets et la publicit?. A cet ?gard, la Cour rel?ve l’importance de l’?cart qui s?pare les m?thodes de calcul et les th?ses des parties. Concernant la publicit? notamment, le Gouvernement nie l’existence de tout dommage. Toutefois, la Cour rel?ve que l’entreprise de publicit? susmentionn?e ?tait une petite entreprise familiale appartenant exclusivement au requ?rant et dont les b?n?fices ?taient d?clar?s sur la feuille d’imp?ts de celui-ci. Or elle estime que l’?viction litigieuse a d? causer un dommage mat?riel au requ?rant, qui s’ajoute ? celui caus? par la perte des entr?es au cin?ma.

41. Concernant la m?thode de calcul, la Cour consid?re que celle propos?e par le Gouvernement est la seule ? se fonder sur une donn?e financi?re concr?te, ? savoir les d?clarations fiscales du requ?rant, et ? pouvoir servir comme point de d?part ? la Cour afin de chiffrer la perte financi?re subie par celui-ci. Quant au caract?re secret de ces d?clarations, invoqu? par le requ?rant, la Cour note que celui-ci a d?pos? lui-m?me, quoiqu’apr?s le Gouvernement, ses d?clarations de revenus pour l’ann?e 1988 et a consenti de la sorte ? la divulgation de celles-ci, qui constituaient, d’ailleurs, les seules pi?ces justificatives de nature ? ?tablir la v?racit? de ses all?gations.

42. Pour le dommage caus? par la perte de revenus provenant de la vente de billets, la Cour tiendra alors compte d’une p?riode de onze ans (1989-1999) ainsi que du revenu net d?clar? en 1988 (566 069 GRD) qui serait, d’apr?s la d?claration fiscale de cette ann?e, le plus ?lev? dans les cinq ans ayant pr?c?d? l’?viction. Elle l’augmentera, comme le sugg?re le Gouvernement, de 10 % par an (pour y inclure toute augmentation ?ventuelle et raisonnablement pr?visible de recettes pendant cette p?riode), puis le r?ajustera en fonction de l’indice annuel moyen des prix ? la consommation ; enfin, elle le r?duira de 20 %, afin de tenir compte de l’imp?t qu’aurait d? verser le requ?rant sur ce montant.

43. Pour le dommage caus? par le manque ? gagner sur la publicit?, la Cour se fondera aussi sur le revenu net r?alis? en 1988 par le cin?ma Ilioupolis. Elle calculera ce revenu ? partir de la d?claration fiscale de 1988 faisant ?tat de la totalit? des revenus r?alis?s par l’entreprise de publicit? et, plus sp?cifiquement, tiendra compte des revenus bruts des emplacements publicitaires du cin?ma Ilioupolis, tels qu’ils ressortent des factures que le requ?rant a lui-m?me d?pos?es (1 084 970 GRD). Or le revenu net provenant des publicit?s pour le seul cin?ma Ilioupolis pour cette ann?e s’?l?ve ? 141 823 GRD. Par la suite, la Cour proc?dera de la m?me mani?re que celle expos?e au paragraphe 42 ci-dessus.

44. D?s lors, la Cour ?value le premier dommage (aff?rent ? la vente des billets) ? 12 721 451 GRD et le second (aff?rent ? la publicit?) ?
3 187 207 GRD, soit un total de 15 908 658 GRD.

45. A cela doit s’ajouter une indemnit? pour le dommage et la perte de jouissance subis par le requ?rant ? partir de l’an 2000 et jusqu’? l’expiration de son bail, en raison du refus des autorit?s de restituer le cin?ma, et qui, selon la m?me m?thode de calcul, atteint 5 882 920 GRD.

B. Dommage moral

46. Au titre du dommage moral, le requ?rant r?clame 50 000 000 GRD. Il souligne que son d?sarroi n’a pu qu’augmenter en 1999 en raison du refus de l’Etat de se conformer ? l’arr?t au principal et invite la Cour ? majorer la somme susmentionn?e de 10 %.

47. Le Gouvernement se pr?vaut de la divergence entre les sommes demand?es par le requ?rant aux diff?rents stades de la proc?dure et conclut que si la Cour estimait que le requ?rant avait en fait subi un pr?judice moral, le constat de violation suffirait ? le r?parer.

48. La Cour estime que le caract?re ill?gal de l’ing?rence litigieuse et le refus persistant des autorit?s de restituer le cin?ma, m?me apr?s l’arr?t de la Cour au principal, combin?s avec l’?ge et l’?tat de sant? du requ?rant, ont port? ? celui-ci un tort moral certain. Selon la Cour, le constat figurant dans l’arr?t au principal ne fournit pas en soi une satisfaction ?quitable suffisante ? cet ?gard.

49. Statuant en ?quit?, la Cour alloue au requ?rant 5 000 000 GRD de ce chef.

C. Frais et d?pens

50. Pour ses frais et d?pens aff?rents ? la proc?dure jusqu’au prononc? de l’arr?t sur le fond, le requ?rant r?clame 82 957 000 GRD.

51. D’apr?s lui, ce montant, qui correspondrait ? 20 % de celui qu’il r?clame pour dommage, est parfaitement raisonnable au vu du volume de travail fourni et se trouve en pleine conformit? avec les r?gles en vigueur en Gr?ce. Il soutient qu’on ne pourrait, du reste, lui reprocher d’avoir exag?r? en faisant appel ? trois avocats, car leurs qualifications ont ?t? compl?mentaires et n?cessaires pour cette affaire. D’apr?s le requ?rant, un pourcentage de 20 % du total r?clam? pour dommage serait suffisant, chiffre dont il est d’ailleurs convenu avec ses conseils. Enfin, la seule proc?dure devant la Commission et la Cour, jusqu’au prononc? de l’arr?t de celle-ci, aurait n?cessit? neuf cent trente-six heures de travail pour les trois avocats.

52. Pour la proc?dure ult?rieure ? l’arr?t sur le fond, le requ?rant sollicite 10 500 700 GRD. Il admet que le recours ? un seul avocat est suffisant pour cette proc?dure et que l’accord susmentionn? avec ses conseils (honoraires d’un montant de 20 % du total r?clam?) ne saurait s’appliquer ? celle-ci. En ce qui concerne la proc?dure relative ? la tentative de r?glement amiable, il demande un montant de 2 205 000 GRD (tarif horaire de 200 dollars am?ricains pour trente-cinq heures de travail). Quant ? la proc?dure post?rieure, ? savoir celle qui concerne strictement l’application de l’article 41, il invite la Cour ? fixer les honoraires ? 2 % du montant r?clam? pour dommage, soit ? 8 295 700 GRD par m?moire ou comparution.

53. Le Gouvernement d?clare s’en remettre ? la Cour pour les pr?tentions ? ce titre. Il estime toutefois la somme sollicit?e pour la pr?sente affaire ? exorbitante, au moins par rapport ? la r?alit? grecque ?.

54. Selon la jurisprudence constante de la Cour, l’allocation de frais et d?pens au titre de l’article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et, de plus, le caract?re raisonnable de leur taux (arr?t Sunday Times c. Royaume-Uni du 6 novembre 1980 (article 50), s?rie A no 38,
p. 13, ? 23).

55. La Cour note que le requ?rant a conclu avec ses conseils un accord concernant les honoraires de ceux-ci, qui se rapprocherait d’un accord de quota litis. Il s’agit l? d’accords par lesquels le client d’un avocat s’engage ? verser ? ce dernier, en tant qu’honoraires, un certain pourcentage de la somme qu’une juridiction pourrait lui octroyer. Les accords de quota litis peuvent attester, s’ils sont juridiquement valables, que l’int?ress? est effectivement redevable des sommes r?clam?es (arr?ts Dudgeon
c. Royaume-Uni du 24 f?vrier 1983 (article 50), s?rie A no 59, p. 10, ? 22, et Kamasinski c. Autriche du 19 d?cembre 1989, s?rie A no 168, p. 47,
? 115). Pareils accords, qui ne font na?tre des obligations qu’entre l’avocat et son client, ne sauraient lier la Cour, qui doit ?valuer le niveau des frais et d?pens ? rembourser non seulement par rapport ? la r?alit? des frais all?gu?s, mais aussi par rapport ? leur caract?re raisonnable. Ainsi la Cour se fondera pour son appr?ciation sur les autres ?l?ments fournis par le requ?rant ? l’appui de ses pr?tentions, ? savoir le nombre d’heures de travail et le nombre d’avocats qu’a n?cessit?s la pr?sente affaire, ainsi que le tarif horaire r?clam?.

56. La Cour rappelle avoir d?j? jug? que l’emploi de plus d’un avocat peut parfois se justifier par l’importance des questions soulev?es par une affaire (voir, parmi beaucoup d’autres, les arr?ts Sunday Times pr?cit? et Baraona c. Portugal du 8 juillet 1987, s?rie A no 122). Toutefois, elle consid?re que, m?me si la pr?sente affaire rev?tait une certaine complexit?, le concours de trois avocats ? un sp?cialiste de droit europ?en, un sp?cialiste de droit constitutionnel et l’avocat qui avait repr?sent? le requ?rant devant les juridictions nationales ? ne correspondait pas ? une n?cessit?.

57. Le nombre d’heures de travail pour la proc?dure au principal, pour celle relative ? la tentative de r?glement amiable ainsi que pour l’application de l’article 41 ne saurait d?passer, de l’avis de la Cour, trois cents heures. Quant au tarif horaire, elle estime qu’un montant de 40 000 GRD par heure de travail serait suffisant, compte tenu des tarifs pratiqu?s en Gr?ce.

58. Statuant en ?quit? et ? l’aide des crit?res susmentionn?s
(paragraphe 54 ci-dessus), la Cour alloue 12 000 000 GRD de ce chef.

59. Le requ?rant sollicite ?galement 1 226 500 GRD au titre des frais aff?rents ? la comparution de ses deux avocats ? l’audience du 17 d?cembre 1998. Le Gouvernement ne se prononce pas sur ce point.

60. Statuant en ?quit?, comme le veut l’article 41 de la Convention, la Cour alloue au requ?rant la somme de 825 000 GRD ? ce titre.

D. Int?r?ts moratoires

61. Selon les informations dont la Cour dispose, le taux d’int?r?t l?gal applicable en Gr?ce ? la date d’adoption du pr?sent arr?t est de 6 % l’an.

par ces motifs, la cour, ? l’unanimit?,

1. Dit

a) que l’Etat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois, les sommes suivantes, plus tout montant pouvant ?tre d? au titre de la taxe sur la valeur ajout?e :

i. 21 791 578 GRD (vingt et un millions sept cent quatre-vingt-onze mille cinq cent soixante-dix-huit drachmes), pour dommage mat?riel ;

ii. 5 000 000 GRD (cinq millions de drachmes), pour dommage moral ;

iii. 12 825 000 GRD (douze millions huit cent vingt-cinq mille drachmes), pour frais et d?pens ;

b) que ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple de 6 % l’an ? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement ;

2. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.

Fait en fran?ais et en anglais, puis communiqu? par ?crit le 19 octobre 2000, en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

Elisabeth Palm
Pr?sidente
Paul Mahoney
Greffier adjoint

ARR?T Iatridis c. Gr?ce (SATISFACTION ?QUITABLE)

ARR?T Iatridis c. Gr?ce (SATISFACTION ?quitable)

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.