AFFAIRE I.M. c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE I.M. c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 51708/99/2001
Stato: Italia
Data: 2001-12-11 00:00:00
Organo: Sezione Seconda
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1; Danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
SECONDA SEZIONE
CAUSA I.M. c. ITALIA
( Richiesta n? 51708/99)
SENTENZA
STRASBURGO
11 dicembre 2001
DEFINITIVO
11/03/2002
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa I.M. c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, seconda sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. J. – P. Costa, presidente,
L. Loucaides, C. B?rsan, K. Jungwiert, V. Butkevych, la Sig.ra A. Mularoni, giudici, il
Sig. L. Ferrari Bravo, giudice ad hoc, e della Sig.ra S. Doll?, cancelliera di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 20 novembre 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino italiano, il Sig. I.M. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 24 marzo 1998 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 7 ottobre 1999 sotto il numero di pratica 51708/99. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 13 febbraio 2001.
IN FATTO
3. Il 14 aprile 1986, il richiedente cit? il ministro delle Telecomunicazioni cos? come la societ? I. dinnanzi al tribunale di Catanzaro per determinare e ottenere un’indennit? di espropriazione del suo terreno.
4. Il collocamento in stato della causa cominci? il 19 settembre 1986. Due udienze pi? tardi il 25 marzo 1988, le parti presentarono le loro conclusioni. L’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente fu fissata al 30 maggio 1990. Il 17 gennaio 1989, il richiedente deposit? alla cancelleria una domanda affinch? la data dell’udienza fosse anticipata. Con un’ordinanza fuori udienza del 21 marzo 1989, il giudice del collocamento in stato respinse questa domanda; tuttavia, con un’ordinanza fuori udienza del 13 aprile 1989, il presidente del tribunale anticip? l’udienza al 7 giugno 1989. Questa ultima si tenne solamente il 20 luglio 1989.
5. Con un’ordinanza fuori udienza dello stesso giorno il cui testo fu depositato alla cancelleria il 22 settembre 1989, il tribunale riapr? l’istruzione, nomin? un perito e fiss? l’udienza del 1 febbraio 1990 per il giuramento di questo ultimo. L’udienza del 21 giugno 1990 riguard? la perizia. Il 28 febbraio 1991, le parti presentarono le loro conclusioni e l’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente ebbe luogo il 3 luglio 1991. Con un giudizio del 10 luglio 1991 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 17 ottobre 1991, il tribunale si dichiar? incompetente ratione loci e rimise le parti dinnanzi al tribunale di Reggio Calabria.
6. Il 13 dicembre 1991, il richiedente riprese il procedimento dinnanzi a questa giurisdizione. Il collocamento in stato della causa cominci? il 18 marzo 1992. Due udienze pi? tardi, il 20 gennaio 1993 le parti presentarono le loro conclusioni e l’udienza di arringhe dinnanzi alla camera competente fu fissata al 12 aprile 1994; tuttavia, fu rinviata parecchie volte d?ufficio fino al 12 novembre 1996.
7. Con un giudizio del 10 dicembre 1996 il cui testo fu depositato alla cancelleria il 30 dicembre 1996, il tribunale respinse la domanda del richiedente.
8. Il 23 settembre 1997, il richiedente interpose appello dinnanzi alla corte di appello di Reggio Calabria. Delle tre udienze fissate tra il 2 febbraio 1998 ed il 26 aprile 1999, una fu rinviata d?ufficio e due furono rinviate per rinnovare la notificazione dell’appello alla societ? I. perch? questa ultima aveva cambiato indirizzo. Il 18 febbraio 2000, la corte fiss? l’udienza di presentazione delle conclusioni al 26 giugno 2000. L’udienza di arringhe fu fissata al 14 dicembre 2000, poi rinviata d?ufficio al 27 settembre 2001.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
9. Il richiedente adduce che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
10. Il Governo si oppone a questa tesi.
11. Il periodo da considerare ? cominciato il 14 aprile 1986 ed il procedimento era ancora pendente al 27 settembre 2001.
12. Era a questa data durato pi? di quindici anni e cinque mesi per due istanze.
13. La Corte ricorda avere constatato in numerose sentenze (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
14. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora l? una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
15. Il richiedente si lamenta anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei suoi beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
16. Il Governo contesta questa tesi.
17. Avuto riguardo della constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 14 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stata, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
18. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
19. Il richiedente richiede 640 000 000 di lire italiane (ITL) a titolo di danno materiale e si rimette alla Corte per valutare il danno morale che avrebbe subito.
20. La Corte non vede legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda. In compenso, considera che c’? luogo di concedere al richiedente 20 000 euro (EUR) a titolo del danno morale.
B. Oneri e spese
21. Il richiedente chiede anche 5 000 000 ITL per oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
22. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata, ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole la somma di 500 EUR per il procedimento dinnanzi alla Corte e l’accorda al richiedente.
C. Interessi moratori
23. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n?1;
3. Stabilisce,
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 20 000 (ventimila) euro per danno morale e 500 (cinque cento) euro per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge le domande di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 11 dicembre 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S. Doll? J. – P. Costa
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
DEUXI?ME SECTION
AFFAIRE I.M. c. ITALIE
(Requ?te n? 51708/99)
ARR?T
STRASBOURG
11 d?cembre 2001
D?FINITIF
11/03/2002
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire I.M. c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (deuxi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. J.-P. Costa, pr?sident,
L. Loucaides,
C. B?rsan,
K. Jungwiert,
V. Butkevych,
Mme A. Mularoni, juges,
M. L. Ferrari Bravo, juge ad hoc,
et de Mme S. Doll?, greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 20 novembre 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant italien, M. I.M. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 24 mars 1998 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 7 octobre 1999 sous le num?ro de dossier 51708/99. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 13 f?vrier 2001.
EN FAIT
3. Le 14 avril 1986, le requ?rant assigna le ministre des T?l?communications ainsi que la soci?t? I. devant le tribunal de Catanzaro afin de d?terminer et d?obtenir une indemnit? d?expropriation de son terrain.
4. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 19 septembre 1986. Deux audiences plus tard, le 25 mars 1988, les parties pr?sent?rent leurs conclusions. L?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente fut fix?e au 30 mai 1990. Le 17 janvier 1989, le requ?rant d?posa au greffe une demande afin que la date de l?audience f?t avanc?e. Par une ordonnance hors audience du 21 mars 1989, le juge de la mise en ?tat rejeta cette demande ; toutefois, par une ordonnance hors audience du 13 avril 1989, le pr?sident du tribunal avan?a l?audience au 7 juin 1989. Cette derni?re ne se tint que le 20 juillet 1989.
5. Par une ordonnance hors audience du m?me jour, dont le texte fut d?pos? au greffe le 22 septembre 1989, le tribunal rouvrit l?instruction, nomma un expert et fixa l?audience du 1er f?vrier 1990 pour le serment de ce dernier. L?audience du 21 juin 1990 concerna l?expertise. Le 28 f?vrier 1991, les parties pr?sent?rent leurs conclusions et l?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente eut lieu le 3 juillet 1991. Par un jugement du 10 juillet 1991, dont le texte fut d?pos? au greffe le 17 octobre 1991, le tribunal se d?clara incomp?tent ratione loci et remit les parties devant le tribunal de Reggio de Calabre.
6. Le 13 d?cembre 1991, le requ?rant reprit la proc?dure devant cette juridiction. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 18 mars 1992. Deux audiences plus tard, le 20 janvier 1993 les parties pr?sent?rent leurs conclusions et l?audience de plaidoiries devant la chambre comp?tente fut fix?e au 12 avril 1994 ; toutefois, elle fut report?e plusieurs fois d?office jusqu?au 12 novembre 1996.
7. Par un jugement du 10 d?cembre 1996, dont le texte fut d?pos? au greffe le 30 d?cembre 1996, le tribunal rejeta la demande du requ?rant.
8. Le 23 septembre 1997, le requ?rant interjeta appel devant la cour d?appel de Reggio de Calabre. Des trois audiences fix?es entre le 2 f?vrier 1998 et le 26 avril 1999, une fut renvoy?e d?office et deux furent report?es afin de renouveler la notification de l?appel ? la soci?t? I. car cette derni?re avait chang? d?adresse. Le 18 f?vrier 2000, la cour fixa l?audience de pr?sentation des conclusions au 26 juin 2000. L?audience de plaidoiries fut fix?e au 14 d?cembre 2000, puis renvoy?e d?office au 27 septembre 2001.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
9. Le requ?rant all?gue que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
10. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
11. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 14 avril 1986 et la proc?dure ?tait encore pendante au 27 septembre 2001.
12. Elle avait ? cette date dur? plus de quinze ans et cinq mois pour deux instances.
13. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
14. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
15. Le requ?rant se plaint ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de ses biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
16. Le Gouvernement conteste cette th?se.
17. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 14 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
18. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
19. Le requ?rant r?clame 640 000 000 lires italiennes (ITL) au titre du pr?judice mat?riel et s?en remet ? la Cour pour appr?cier le pr?judice moral qu?il aurait subi.
20. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer au requ?rant 20 000 euros (EUR) au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
21. Le requ?rant demande ?galement 5 000 000 ITL pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
22. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme de 500 EUR pour la proc?dure devant la Cour et l?accorde au requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
23. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n?1 ;
3. Dit,
a) que l??tat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 20 000 (vingt mille) euros pour dommage moral et 500 (cinq cents) euros pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette les demandes de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 11 d?cembre 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S. Doll? J.-P. Costa
Greffi?re Pr?sident

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