AFFAIRE HUZUNEANU c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE HUZUNEANU c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 06
Numero: 36043/08/2016
Stato: Italia
Data: 2016-09-01 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni: Violazione dell’articolo 6 – Diritto ad un processo equo, Articolo 6 – Procedimento penale,

PRIMA SEZIONE

CAUSA HUZUNEANU C. ITALIA

( Richiesta no 36043/08)

SENTENZA

STRASBURGO

1 settembre 2016

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Huzuneanu c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta di:
Mirjana Lazarova Trajkovska, presidentessa,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Linos-Alexandre Sicilianos,
Ale? Pejchal,
Pauliine Koskelo, giudici,
e di Abele Campos, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 5 luglio 2016,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 36043/08) diretta contro la Repubblica italiana e di cui un cittadino rumeno, OMISSIS (“il richiedente”), ha investito la Corte il 17 luglio 2008 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? stato rappresentato da OMISSIS, avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora, e non il suo coagente, la Sig.ra P. Accardo.
3. Il richiedente adduce che ? stato condannato in contumacia senza avere avuto l’opportunit? di presentare la sua difesa dinnanzi alle giurisdizioni italiane, in violazione dell’articolo 6 della Convenzione.
4. Il 19 ottobre 2012, la richiesta ? stata comunicata al Governo. Il governo rumeno non si ? avvalso del suo diritto di intervenire nel procedimento, articolo 36 ? 1 della Convenzione.
5. Il Governo ha depositato delle osservazioni sull’ammissibilit? ed il fondo della richiesta. Il richiedente non ha depositato di osservazioni; ha espresso per? il suo desiderio che l’esame della richiesta con la Corte prosegua.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. Il richiedente ? nato nel 1973 e ha risieduto in Romania.
7. I fatti della causa, come sono stati esposti dalle parti, possono riepilogare come segue.
A. Il procedimento penale
8. Il 21 luglio 2001, il giudice delle investigazioni preliminari di Roma ordin? il collocamento in detenzione provvisoria del richiedente. Questo ultimo era sospettato di omicidio.
9. I tentativi della polizia di trovare il richiedente non essendo arrivati, il 25 luglio 2001, la polizia di Roma redasse un verbale delle “vane ricerche.” In mancanza di avere trovato il richiedente, le autorit? stimarono che questo si era sottrarsi volontariamente alla giustizia e, il 27 luglio 2001, lo dichiararono “in fuga” (latitante).
10. Non essendo riuscito a notificare al richiedente l’invito a designare un difensore della sua scelta, le autorit? nominarono un difensore d’ufficio che fu informato del rinvio in giudizio del suo cliente cos? come della data dei dibattimenti dinnanzi alla corte di basi di Roma. Il richiedente era assente e fu giudicato in contumacia. Suddetto avvocato partecip? ai dibattimenti. Gli atti di procedimento furono notificati unicamente a questo ultimo.
11. Con una sentenza del 15 marzo 2004, la corte di basi di Roma riconobbe il richiedente colpevole e lo condann? a ventotto anni di reclusione.
12. L’avvocato commesso di ufficio fece appello di questa sentenza.
13. Il 13 ottobre 2004, la polizia redasse un nuovo verbale delle “vane ricerche”, in mancanza di avere trovato il richiedente. L’avvocato commesso di ufficio partecip? al procedimento di appello. Il richiedente era assente e fu giudicato in contumacia.
14. Con una sentenza del 17 gennaio 2005, la corte di basi di appello di Roma respinse l’appello.
15. L’avvocato commesso di ufficio si ricorse in cassazione.
16. Con una sentenza del 22 giugno 2005, la Corte di cassazione respinse il ricorso come essendo inammissibile, al motivo che i motivi di appello sollevati cadevano per l’essenziale sulla valutazione dei fatti e degli elementi di prova.
17. Il 23 giugno 2005, il procuratore generale di Roma ordin? l’esecuzione della pena. Un mandato di arresto internazionale fu rilasciato in data del 19 dicembre 2005.
B. Il procedimento che tende ad ottenere un nuovo processo
18. Nell’ottobre 2006, il richiedente fu arrestato in Romania in esecuzione del mandato di arresto internazionale rilasciato dalle autorit? italiane. In seguito, ad una data non precisata, fu estradato in Italia.
19. Il 15 febbraio 2007, il richiedente deposit? una domanda in rialzamento di decadenza per ricorrere contro la sua condanna, avvalendosi dell’articolo 175 del codice di procedimento penale. Arguiva che non si era sottrarsi volontariamente alla giustizia e che in mancanza di notificazione degli atti di procedimento nel suo luogo di residenza in Romania, non aveva potuto prendere cognizione effettiva del procedimento penale sollecitato al suo carico che al momento del suo arresto. Non aveva avuto contatto con l’avvocato commesso di ufficio e mai non aveva rinunciato al suo diritto a comparire.
20. Con una decisione del 12 aprile 2007, la corte di basi di appello di Roma riconobbe che il richiedente non aveva avuto cognizione effettiva (effettiva) del procedimento; quindi non poteva essere considerato siccome essendo sottratto si alla giustizia e come avendo rinunciato ad assistere al processo. Di conseguenza, il richiedente aveva diritto al rialzamento della decadenza. Tuttavia, gli era lecito di fare unicamente un ricorso contro la decisione di seconda istanza, perch? il solo grado che l’avvocato commesso di ufficio non aveva utilizzato era il grado di cassazione.
Peraltro, la corte di basi di appello ordin? la rimessa in libert? del richiedente.
21. Il richiedente si ricorse in cassazione. Riferendosi alla giurisprudenza relativa all’articolo 6 della Convenzione, addusse avere diritto ad un processo sul fondo e non solamente ad un ricorso in cassazione. Del resto, visto che la dichiarazione del 27 luglio 2001 considerandolo in fuga era senza effetto, tutto il procedimento controverso ulteriore era nullo, ivi compreso la decisione resa in appello.
22. Con una sentenza del 13 gennaio 2008, depositato alla cancelleria il 7 febbraio 2008, le sezioni riunite della Corte di cassazione precisarono che un condannato perdeva in contumacia il suo diritto alla riapertura del termine di appello se il difensore della sua scelta o l’avvocato commesso di ufficio avevano, in modo autonomo, addirittura all’insaputa del loro cliente, attaccato la decisione controversa e se la giurisdizione interna competente avesse deciso sul loro ricorso. Le sezioni riunite invocarono i principi dell’unicit? del diritto di attaccare un giudizio e del non bigio in idem; sottolinearono anche che la possibilit? di un doppio appello, un interposto dal difensore, l’altro con l’imputato, cozzava contro l’esigenza del rispetto del “termine ragionevole” quando l’imputato contumace che non ha avuto cognizione del processo, ? stato rappresentato da un avvocato; se questo ultimo ha utilizzato i ricorsi che esistono per attaccare la decisione di condanna, non ? pi? possibile per l’interessato avvalersi dopo scoperta della sua condanna. Di conseguenza, il richiedente fu respinto del suo ricorso.
23. La stessa questione di principio fu sottoposta alla Corte costituzionale nella cornice di un procedimento essendo svolta in contumacia si contro un altro condannato. Con la sentenza no 317 del 4 dicembre 2009, la Corte costituzionale dichiar? 175 ? 2 l’articolo del codice di procedimento penale contrario alla Costituzione, nella misura in cui questa disposizione non permetteva all’imputato non avendo avuto cognizione effettiva del procedimento di riaprire il termine per fare ricorso contro la decisione resa in contumacia quando questo stesso ricorso era stato interposto prima dall’avvocato (vedere sotto paragrafo 31).
24. Appellandosi su suddetta sentenza della Corte costituzionale, il 14 dicembre 2009, il richiedente deposit? una domanda di rialzamento in decadenza.
25. Questa domanda fu respinta il 11 febbraio 2010 dalla corte di basi di Roma, al motivo che il richiedente aveva preso cognizione della sua condanna il 25 gennaio 2007, che il termine di trenta giorni era scaduto e che il richiedente s? avrebbe potuto sollevare un motivo di appello derivato dell’incostituzionalit? della disposizione controversa.
26. Il richiedente si ricorse in cassazione. Con una decisione del 9 febbraio 2011, la Corte di cassazione respinse il richiedente del suo ricorso.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNAPERTINENTI
27. Nel caso di un procedimento penale essendo svolto in contumacia si, l’articolo 175 ?? 2 e 3 di lui (CPP) contemplano la possibilit? di introdurre una domanda in estratto di decadenza.
Nella sua formula in vigore prima dell’arresto del richiedente, le parti pertinenti di questa disposizione si leggevano come segue:
“In caso di condanna in contumacia, l’imputato pu? chiedere la riapertura del termine per attaccare il giudizio quando pu? stabilire che non ha avuto una cognizione effettiva [effettiva conoscenza] [del giudizio] (…) [e] purch? nessuno appello sia stato interposto gi? dal suo difensore e che non ci sia stata mancanza da parte sua o, se il giudizio pronunziato ? stato notificato in contumacia al suo avvocato, purch? non abbia negato volontariamente di prendere cognizione degli atti del procedimento.
La domanda di riapertura del termine deve essere introdotta, sotto pena di inammissibilit?, nei dieci giorni che seguono la data alla quale l’imputato ha avuto cognizione [del giudizio]. “
La giurisprudenza interna che fa applicazione di questa disposizione ? descritta nel sentenza Sejdovic c. Italia [GC], no 56581/00, ?? 23-24, CEDH 2006 II.
28. Al momento dell’arresto del richiedente un nuovo testo era in vigore. Difatti, la legge no 60 di 2005, pubblicati alla Gazzetta ufficiale, Gazzetta ufficiale, il 23 aprile 2005, ha modificato l’articolo 175 CPP. Il nuovo paragrafo 2 di questa disposizione ? redatto cos?:
“In caso di condanna il termine per attaccare il giudizio ? riaperto in contumacia, alla domanda dell’imputato, salvo si questo ultimo ha avuto una cognizione effettiva del procedimento [sollecitata al suo carico] o del giudizio [provvedimento] e ha rinunciato volontariamente a comparire o ad attaccare il giudizio. Le autorit? giudiziali compiono ogni verifica necessaria a queste fini. “
La legge no 60 del 2005 ha introdotto inoltre all’articolo 175 CPP un paragrafo 2 bis, cos? redatti,:
“La domanda indicata al paragrafo 2 ? introdotta, sotto pena di inammissibilit?, nei trenta giorni che seguono la data alla quale l’imputato ha avuto una cognizione effettiva del giudizio. In caso di estradizione dall’estero, il termine per fare la domanda cominci a decorrere a partire da dal momento in cui l’imputato si ? concesso [alle autorit? italiane] (…) “
29. L’interpretazione delle nuove disposizioni con la Corte di Cassazione ha sbucato sulla sentenza delle sezioni riunite no 6026 del 13 gennaio 2008, nella presente causa (vedere sopra paragrafo 22).
30. Nella cornice di un altro procedimento, con un’ordinanza del 2 luglio 2008 (no 35555), la prima Sezione della Corte di cassazione ha sottoposto alla Corte costituzionale la questione di sapere se l’interpretazione data dalle sezioni riunite nel causa Huzuneanu era compatibile con la Costituzione, in particolare nell’ipotesi dove l’appello interposto dal difensore d’ufficio faceva in contumacia ostacolo all’estratto della decadenza in favore del condannato no ufficialmente informato dei perseguimenti.
31. Nella sua sentenza no 317 del 4 dicembre 2009, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 175 CPP nella misura in cui la sua interpretazione faceva in contumacia ostacolo all’estratto della decadenza in favore del condannato, non informato dei perseguimenti di cui il difensore aveva utilizzato i rimedi disponibili per attaccare la decisione di condanna precedentemente. Ha indicato in particolare nel suo ragionamento che le garanzie dell’imputato contumace “non potevano essere esaurite” dal comportamento di un avvocato commesso di ufficio che agisce della sua propria iniziativa e senza mandato da parte dell’imputato.
32. Il codice di procedimento penale non contempla la possibilit? di chiedere la revisione del processo penale in seguito ad una sentenza della Corte che conclude alla violazione dell’articolo 6 della Convenzione. Per questo motivo, nella sua sentenza no 113 del 7 aprile 2011, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 630 del codice di procedimento penale-disposizione che enumera i casi dove ? possibile chiedere la revisione del processo. Dall’effetto di questa sentenza, effetto additivo, l’articolo 630 del codice di procedimento penale ? stato modificato: ? oramai possibile introdurre una domanda in revisione del processo appellandosi su una sentenza della Corte avendo constatato il carattere iniquo del procedimento.
III. RACCOMANDAZIONE No R (2000) 2 Del Comitato Dei Ministri Del Consiglio Di L’europe
33. Nella sua Raccomandazione no R(2000)2 sul riesame o la riapertura di certe cause al livello interna seguito alle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, il Comitato dei ministri del Consiglio dell’Europa ha incoraggiato “le Parti contraenti ad esaminare i loro sistemi giuridici nazionali in vista di assicurarsi che esistono delle possibilit? adeguate per il riesame di una causa, ivi compreso la riapertura di un procedimento, nei casi dove la Corte ha constatato una violazione della Convenzione, in particolare quando: i, la parte lesa continua di soffrire delle conseguenze negative molto gravi in seguito alla decisione nazionale, conseguenze che non possono essere compensate dalla soddisfazione equa e che non possono essere modificate che col riesame o la riapertura, ed ii, risulta dalla sentenza della Corte che ha, la decisione interna attaccata ? contraria sul fondo alla Convenzione, o b, la violazione constatata ? causata dagli errori o mancamenti di procedimento di una gravit? come un dubbio serio ? gettato sul risultato del procedimento interno attaccato.”
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE
34. Il richiedente, condannato in contumacia, si lamenta dell’impossibilit? di ottenere la riapertura del processo dinnanzi alle giurisdizioni italiane e di presentare la sua difesa dinnanzi a queste. Invoca l’articolo 6 della Convenzione che, nelle sue parti pertinenti, ? formulato cos?:
“1. Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita da un tribunale che decider? della fondatezza di ogni accusa in materia penale diretta contro lei. (…)
2. Ogni persona accusata di una violazione ? presunta innocente finch? la sua colpevolezza sia stata stabilita legalmente.
3. Tutto imputato ha in particolare diritto a:
ha, essere informato, nel pi? corto termine, in una lingua che comprende e di un modo dettagliato, della natura e della causa dell’accusa portata contro lui,;
b, disporre del tempo e delle facilit? necessarie alla preparazione della sua difesa,;
c, difendersi s? o avere l’assistenza di un difensore della sua scelta e, se non ha i mezzi di rimunerare un difensore, potere essere assistito gratuitamente da un difensore d’ufficio, quando gli interessi della giustizia l’esigono;
d, interrogare o fare interrogare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l’interrogazione dei testimoni a scarica nelle stesse condizioni che i testimoni a carico;
e, farsi assistere gratuitamente di un interprete, se non comprende o non parlare la lingua adoperata all’udienza. “
35. Il Governo si oppone a questa tesi.
A. Sull’ammissibilit?
36. La Corte constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione e che non cozza peraltro contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. La dichiara ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Argomenti delle parti
37. Il richiedente ha esposto i suoi argomenti nel formulario di richiesta, paragrafo 5 sopra. Sottolinea che le giurisdizioni nazionali hanno riconosciuto che non si era sottrarsi alla giustizia e che non aveva rinunciato alla facolt? di comparire. Adduce la violazione del suo diritto ad un processo equo al motivo che non ? stato informato delle accuse portate contro lui e che non ? stato in grado di difendersi partecipando al procedimento. Sostiene che la difesa garantita dall’avvocato commesso di ufficio non saprebbe passare come adeguata visto che questo non ha, entra altri, non chiesti l’applicazione del procedimento abbreviato, ci? che avrebbe potuto provocare una riduzione della pena di nove anni. Peraltro, il richiedente non sapeva che era rappresentato da questo avvocato, ed egli non ha potuto incaricare un avvocato della sua scelta.
38. Il Governo osserva innanzitutto che se le sentenze della Corte costituzionale sono efficaci ex tunc, non possono avere tuttavia un impatto su delle situazioni che sono gi? definitive. Poi, rinvia al ragionamento seguito dalla Corte di cassazione nel caso di specifico. A questo riguardo, ricorda che le sezioni riunite hanno invocato i principi dell’unicit? del diritto di attaccare un giudizio e del non bigio in idem e l’esigenza del rispetto del “termine ragionevole” quando l’imputato contumace che non ha avuto cognizione del processo, ? stato rappresentato da un avvocato. Inoltre, il richiedente avrebbe potuto chiedere alle giurisdizioni penali di investire la Corte costituzionale.
2. Valutazione della Corte
a) Principi pertinenti
39. La Corte rinvia in materia per i principi pertinenti al sentenza Sejdovic c. Italia [GC] (no 56581/00) ?? 81-95, CEDH 2006-II, ed alla giurisprudenza che ? citata.
b, Applicazione nello specifico
40. La Corte nota che il 21 luglio 2001, il giudice delle investigazioni preliminari di Roma ha ordinato il collocamento in detenzione del richiedente. Dato che l’interessato era diventato introvabile, ? stato dichiarato in fuga il 27 luglio 2001. Un difensore d’ufficio ? stato nominato per rappresentare il richiedente e gli atti di procedimento, ivi compreso la sentenza di condanna, furono notificati a questo avvocato.
41. Le giurisdizioni nazionali hanno stabilito che il richiedente non ha rinunciato al suo diritto di comparire e che non ? stato informato delle accuse portate al suo carico. Questi elementi risultano della decisione della corte di basi di appello di Roma del 12 aprile 2007 che aveva accordato al richiedente la possibilit? di ricorrersi in cassazione contro la sua condanna.
42. Il Governo non contesta che il richiedente ? stato giudicato in contumacia e che prima del suo arresto, non aveva ricevuto nessuna informazione ufficiale in quanto alle accuse o in quanto alla data del suo processo.
43. Per la Corte, ? stabilito quindi che il richiedente non ha avuto cognizione effettiva del processo. Niente nella pratica permette peraltro di concludere che si era sottrarsi alla giustizia o che aveva rinunciato in modo non equivoco alla facolt? di partecipare al processo.
44. La Corte ricorda che se un procedimento che si svolge nella mancanza dell’imputato non ? in si incompatibile con l’articolo 6 della Convenzione, rimane tuttavia che un diniego di giustizia ? costituito quando un individuo condannato in absentia non pu? ottenere ulteriormente che una giurisdizione deliberi di nuovo, dopo l’avere inteso, sulla fondatezza dell’accusa fa ne come in diritto, mentre non ? stabilito che ha rinunciato al suo diritto di comparire e di difendersi, Colozza c. Italia, 12 febbraio 1985, ? 29, serie Ha no 89; Einhorn c. Francia, d?c.), no 71555/01, ? 33, CEDH 2001 XI; Krombach c. Francia, no 29731/96, ? 85, CEDH 2001-II, e Somogyi c. Italia, no 67972/01, ? 66, CEDH 2004-IV, o che ha avuto l’intenzione di sottrarsisi alla giustizia, Medenica c. Svizzera, no 20491/92, ? 55, CEDH 2001-VI, e Sejdovic, precitato, ? 82.
45. ? vero che un imputato pu? rinunciare ai diritti della difesa. Tuttavia, un imputato non ne perde l’utile del solo fatto della sua mancanza ai dibattimenti. ? di un’importanza cruciale per l’equit? del sistema penale che l’imputato sia difeso tanto in modo adeguata in prima istanza difatti che in appello.
46. Nello specifico, il richiedente ha introdotto un ricorso dinnanzi alla Corte di cassazione dopo avere ottenuto, in applicazione della legislazione pertinente, la riapertura dei termini. Con la sentenza del 7 febbraio 2008, la Corte di cassazione ha stimato che il richiedente non poteva beneficiare della riapertura del processo e ci partecipare per presentare la sua difesa, dato che l’avvocato commesso di ufficio aveva esaurito gi? i ricorsi disponibili. Questa interpretazione della legge ha messo il richiedente nell’impossibilit? di contestare la sua condanna e di essere presente al processo egli concernente.
47. Di conseguenza, la questione che si porsi nello specifico ? quella di sapere se la difesa con un difensore d’ufficio ha costituito una garanzia sufficiente contro il rischio di processo iniquo.
A questo riguardo, la Corte rileva che la Corte costituzionale si ? pronunciata sulla questione e ha concluso che un sistema che permette di privare un imputato della possibilit? di fare appello della sua condanna, al solo motivo che l’avvocato commesso di ufficio aveva intentato i ricorsi-all’insaputa di questo stesso imputato poneva problema. Ha stimato in particolare che era incompatibile con la Costituzione italiana di privilegiare dei principi come quello della no-duplicazione di un processo allo scapito delle garanzie dell’imputato.
48. La Corte stima che i diritti della difesa di un imputato-non essendo sottratto si alla giustizia e non avendo rinunciato senza equivoco alle sue garanzie procedurali-non saprebbero essere ridotti al punto di renderli inoperanti sotto pretesto di garantire altri diritti fondamentali del processo, come il diritto al “termine ragionevole” o quello del “non bigio in idem”, o, a fortiori, per le preoccupazioni legate al carico di lavoro dei tribunali. Difatti, la comparizione di un imputato riveste un’importanza capitale in ragione tanta il diritto di questo ad essere sentito che la necessit? di controllare l’esattezza delle sue affermazioni e di confrontarli con gli argomenti della vittima di cui c’? luogo di proteggere gli interessi, cos? come dei testimoni.
49. Nello specifico, il richiedente non ha avuto la possibilit? di una nuova decisione sulla fondatezza dell’accusa fa ne come in diritto, malgrado il fatto che la sua mancanza al processo non gli era imputabile.
50. Questi elementi bastano alla Corte per concludere che ci sia stata violazione dell’articolo 6 della Convenzione.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
51. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
Danno
52. Il richiedente non ha presentato di domande di soddisfazione equa conformemente all’articolo 60 dell’Ordinamento, paragrafo 5 sopra.
53. La Corte stima di conseguenza che non c’? luogo di concedere egli di somma a questo titolo, Antonio Messina c. Italia, no 39824/07, ? 67, 24 marzo 2015.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;

2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 della Convenzione;

3. Stabilisce che non c’? luogo di assegnare una somma a titolo di soddisfazione equa nello specifico.

Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 1 settembre 2016, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento della Corte.
Abele Campos Mirjana Lazarova Trajkovska
Cancelliere Presidentessa

Testo Tradotto

Conclusions: Violation de l’article 6 – Droit ? un proc?s ?quitable (Article 6 – Proc?dure p?nale)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE HUZUNEANU c. ITALIE

(Requ?te no 36043/08)

ARR?T

STRASBOURG

1er septembre 2016

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Huzuneanu c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mirjana Lazarova Trajkovska, pr?sidente,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Linos-Alexandre Sicilianos,
Ale? Pejchal,
Pauliine Koskelo, juges,
et d?Abel Campos, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 5 juillet 2016,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 36043/08) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant roumain, OMISSIS (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 17 juillet 2008 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant a ?t? repr?sent? par OMISSIS, avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, Mme E. Spatafora, et pas son coagent, Mme P. Accardo.
3. Le requ?rant all?gue qu?il a ?t? condamn? par contumace sans avoir eu l?opportunit? de pr?senter sa d?fense devant les juridictions italiennes, en violation de l?article 6 de la Convention.
4. Le 19 octobre 2012, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement. Le gouvernement roumain n?a pas us? de son droit d?intervenir dans la proc?dure (article 36 ? 1 de la Convention).
5. Le Gouvernement a d?pos? des observations sur la recevabilit? et le fond de la requ?te. Le requ?rant n?a pas d?pos? d?observations ; il a cependant exprim? son souhait que l?examen de la requ?te par la Cour se poursuive.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
6. Le requ?rant est n? en 1973 et r?side en Roumanie.
7. Les faits de la cause, tels qu?ils ont ?t? expos?s par les parties, peuvent se r?sumer comme suit.
A. La proc?dure p?nale
8. Le 21 juillet 2001, le juge des investigations pr?liminaires de Rome ordonna le placement en d?tention provisoire du requ?rant. Ce dernier ?tait soup?onn? de meurtre.
9. Les tentatives de la police de trouver le requ?rant n?ayant pas abouti, le 25 juillet 2001, la police de Rome r?digea un proc?s-verbal de ? vaines recherches ?. ? d?faut d?avoir trouv? le requ?rant, les autorit?s estim?rent que celui-ci s??tait volontairement soustrait ? la justice et, le 27 juillet 2001, elles le d?clar?rent ? en fuite ? (latitante).
10. N?ayant pas r?ussi ? notifier au requ?rant l?invitation ? d?signer un d?fenseur de son choix, les autorit?s nomm?rent un avocat d?office, qui fut inform? du renvoi en jugement de son client ainsi que de la date des d?bats devant la cour d?assises de Rome. Le requ?rant ?tait absent et fut jug? par contumace. Ledit avocat participa aux d?bats. Les actes de proc?dure furent notifi?s uniquement ? ce dernier.
11. Par un arr?t du 15 mars 2004, la cour d?assises de Rome reconnut le requ?rant coupable et le condamna ? vingt-huit ans de r?clusion.
12. L?avocat commis d?office fit appel de cet arr?t.
13. Le 13 octobre 2004, la police r?digea un nouveau proc?s-verbal de ? vaines recherches ?, ? d?faut d?avoir trouv? le requ?rant. L?avocat commis d?office participa ? la proc?dure d?appel. Le requ?rant ?tait absent et fut jug? par contumace.
14. Par un arr?t du 17 janvier 2005, la cour d?assises d?appel de Rome rejeta l?appel.
15. L?avocat commis d?office se pourvut en cassation.
16. Par un arr?t du 22 juin 2005, la Cour de cassation rejeta le recours comme ?tant irrecevable, au motif que les griefs soulev?s portaient pour l?essentiel sur l?appr?ciation des faits et des ?l?ments de preuve.
17. Le 23 juin 2005, le Procureur g?n?ral de Rome ordonna l?ex?cution de la peine. Un mandat d?arr?t international fut d?livr? en date du 19 d?cembre 2005.
B. La proc?dure tendant ? obtenir un nouveau proc?s
18. En octobre 2006, le requ?rant fut arr?t? en Roumanie en ex?cution du mandat d?arr?t international d?livr? par les autorit?s italiennes. Par la suite, ? une date non pr?cis?e, il fut extrad? en Italie.
19. Le 15 f?vrier 2007, le requ?rant d?posa une demande en rel?vement de forclusion pour recourir contre sa condamnation, se pr?valant de l?article 175 du code de proc?dure p?nale. Il arguait qu?il ne s??tait pas soustrait volontairement ? la justice et qu?? d?faut de notification des actes de proc?dure dans son lieu de r?sidence en Roumanie, il n?avait pu prendre connaissance effective de la proc?dure p?nale diligent?e ? son encontre qu?au moment de son arrestation. Il n?avait pas eu de contact avec l?avocat commis d?office et jamais il n?avait renonc? ? son droit ? compara?tre.
20. Par une d?cision du 12 avril 2007, la cour d?assises d?appel de Rome reconnut que le requ?rant n?avait pas eu connaissance effective (effettiva) de la proc?dure ; d?s lors il ne pouvait pas ?tre consid?r? comme s??tant soustrait ? la justice et comme ayant renonc? ? assister au proc?s. Par cons?quent, le requ?rant avait droit au rel?vement de la forclusion. Toutefois, il lui ?tait loisible de faire un recours uniquement contre la d?cision de deuxi?me instance, car le seul degr? que l?avocat commis d?office n?avait pas utilis? ?tait le degr? de cassation.
Par ailleurs, la cour d?assises d?appel ordonna la remise en libert? du requ?rant.
21. Le requ?rant se pourvut en cassation. Se r?f?rant ? la jurisprudence relative ? l?article 6 de la Convention, il all?gua avoir droit ? un proc?s sur le fond et non pas seulement ? un pourvoi en cassation. D?ailleurs, vu que la d?claration du 27 juillet 2001 le consid?rant en fuite ?tait sans effet, toute la proc?dure litigieuse ult?rieure ?tait nulle, y compris la d?cision rendue en appel.
22. Par un arr?t du 13 janvier 2008, d?pos? au greffe le 7 f?vrier 2008, les sections r?unies de la Cour de cassation pr?cis?rent qu?un condamn? par contumace perdait son droit ? la r?ouverture du d?lai d?appel si le d?fenseur de son choix ou l?avocat commis d?office avaient, de mani?re autonome, voire ? l?insu de leur client, attaqu? la d?cision litigieuse et si la juridiction interne comp?tente avait tranch? sur leur recours. Les sections r?unies invoqu?rent les principes de l?unicit? du droit d?attaquer un jugement et du ne bis in idem ; elles soulign?rent ?galement que la possibilit? d?un double appel (l?un interjet? par le d?fenseur, l?autre par l?accus?) se heurtait ? l?exigence du respect du ?d?lai raisonnable ? lorsque l?accus? contumace, qui n?a pas eu connaissance du proc?s, a ?t? repr?sent? par un avocat ; si ce dernier a utilis? les recours existant pour attaquer la d?cision de condamnation, il n?est plus possible pour l?int?ress? de s?en pr?valoir apr?s d?couverte de sa condamnation. Par cons?quent, le requ?rant fut d?bout? de son pourvoi.
23. La m?me question de principe fut soumise ? la Cour constitutionnelle dans le cadre d?une proc?dure s??tant d?roul?e par contumace ? l?encontre d?un autre condamn?. Par l?arr?t no 317 du 4 d?cembre 2009, la Cour constitutionnelle d?clara l?article 175 ? 2 du code de proc?dure p?nale contraire ? la Constitution, dans la mesure o? cette disposition ne permettait pas ? l?accus? n?ayant pas eu connaissance effective de la proc?dure de rouvrir le d?lai pour faire recours contre la d?cision rendue par contumace lorsque ce m?me recours avait ?t? interjet? auparavant par l?avocat (voir paragraphe 31 ci-dessous).
24. S?appuyant sur ledit arr?t de la Cour constitutionnelle, le 14 d?cembre 2009, le requ?rant d?posa une demande de rel?vement en forclusion.
25. Cette demande fut rejet?e le 11 f?vrier 2010 par la cour d?assises de Rome, au motif que le requ?rant avait pris connaissance de sa condamnation le 25 janvier 2007, que le d?lai de trente jours avait expir? et que le requ?rant lui-m?me aurait pu soulever un grief tir? de l?inconstitutionnalit? de la disposition litigieuse.
26. Le requ?rant se pourvut en cassation. Par une d?cision du 9 f?vrier 2011, la Cour de cassation d?bouta le requ?rant de son pourvoi.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
27. Dans le cas d?une proc?dure p?nale s??tant d?roul?e par contumace, l?article 175 ?? 2 et 3 du (CPP) pr?voit la possibilit? d?introduire une demande en relev? de forclusion.
Dans son libell? en vigueur avant l?arrestation du requ?rant, les parties pertinentes de cette disposition se lisaient comme suit :
? En cas de condamnation par contumace (…), l?accus? peut demander la r?ouverture du d?lai pour attaquer le jugement lorsqu?il peut ?tablir qu?il n?a pas eu une connaissance effective [effettiva conoscenza] [du jugement] (…) [et] ? condition qu?aucun appel n?ait d?j? ?t? interjet? par son d?fenseur et qu?il n?y ait pas eu faute de sa part ou, si le jugement prononc? par contumace a ?t? notifi? (…) ? son avocat (…), ? condition qu?il n?ait pas volontairement refus? de prendre connaissance des actes de la proc?dure.
La demande de r?ouverture du d?lai doit ?tre introduite, sous peine d?irrecevabilit?, dans les dix jours qui suivent la date (…) ? laquelle l?accus? a eu connaissance [du jugement]. ?
La jurisprudence interne faisant application de cette disposition est d?crite dans l?arr?t Sejdovic c. Italie [GC], no 56581/00, ?? 23-24, CEDH 2006 II.
28. Au moment de l?arrestation du requ?rant un nouveau texte ?tait en vigueur. En effet, la loi no 60 de 2005, publi?e au Journal officiel (Gazzetta ufficiale) le 23 avril 2005, a modifi? l?article 175 CPP. Le nouveau paragraphe 2 de cette disposition est ainsi r?dig? :
? En cas de condamnation par contumace (…), le d?lai pour attaquer le jugement est rouvert, ? la demande de l?accus?, sauf si ce dernier a eu une connaissance effective de la proc?dure [diligent?e ? son encontre] ou du jugement [provvedimento] et a volontairement renonc? ? compara?tre ou ? attaquer le jugement. Les autorit?s judiciaires accomplissent toute v?rification n?cessaire ? ces fins. ?
La loi no 60 de 2005 a en outre introduit ? l?article 175 CPP un paragraphe 2 bis, ainsi r?dig? :
? La demande indiqu?e au paragraphe 2 est introduite, sous peine d?irrecevabilit?, dans les trente jours qui suivent la date ? laquelle l?accus? a eu une connaissance effective du jugement. En cas d?extradition depuis l??tranger, le d?lai pour pr?senter la demande commence ? courir ? partir du moment o? l?accus? est livr? [aux autorit?s italiennes] (…) ?
29. L?interpr?tation des nouvelles dispositions par la Cour de Cassation a d?bouch? sur l?arr?t des sections r?unies no 6026 du 13 janvier 2008, dans la pr?sente affaire (voir paragraphe 22 ci-dessus).
30. Dans le cadre d?une autre proc?dure, par une ordonnance du 2 juillet 2008 (no 35555), la premi?re Section de la Cour de cassation a soumis ? la Cour constitutionnelle la question de savoir si l?interpr?tation donn?e par les sections r?unies dans l?affaire Huzuneanu ?tait compatible avec la Constitution, notamment dans l?hypoth?se o? l?appel interjet? par l?avocat d?office faisait obstacle au relev? de la forclusion en faveur du condamn? par contumace non officiellement inform? des poursuites.
31. Dans son arr?t no 317 du 4 d?cembre 2009, la Cour constitutionnelle a d?clar? inconstitutionnel l?article 175 CPP dans la mesure o? son interpr?tation faisait obstacle au relev? de la forclusion en faveur du condamn? par contumace, non inform? des poursuites, dont le d?fenseur avait pr?c?demment utilis? les rem?des disponibles pour attaquer la d?cision de condamnation. Elle a notamment indiqu? dans son raisonnement que les garanties de l?accus? contumace ne pouvaient pas ?tre ? ?puis?es ? par le comportement d?un avocat commis d?office agissant de sa propre initiative et sans mandat de la part de l?accus?.
32. Le code de proc?dure p?nale ne pr?voit pas la possibilit? de demander la r?vision du proc?s p?nal ? la suite d?un arr?t de la Cour concluant ? la violation de l?article 6 de la Convention. Pour ce motif, dans son arr?t no 113 du 7 avril 2011, la Cour constitutionnelle a d?clar? inconstitutionnel l?article 630 du code de proc?dure p?nale ? disposition ?num?rant les cas o? il est possible de demander la r?vision du proc?s. Par l?effet de cet arr?t (effetto additivo) l?article 630 du code de proc?dure p?nale a ?t? modifi? : il est d?sormais possible d?introduire une demande en r?vision du proc?s en s?appuyant sur un arr?t de la Cour ayant constat? le caract?re in?quitable de la proc?dure.
III. RECCOMANDATION No R (2000) 2 DU COMITE DES MINISTRES DU CONSEIL DE L?EUROPE
33. Dans sa Recommandation no R(2000)2 sur le r?examen ou la r?ouverture de certaines affaires au niveau interne suite ? des arr?ts de la Cour europ?enne des droits de l?homme, le Comit? des ministres du Conseil de l?Europe a encourag? ? les Parties contractantes ? examiner leurs syst?mes juridiques nationaux en vue de s?assurer qu?il existe des possibilit?s appropri?es pour le r?examen d?une affaire, y compris la r?ouverture d?une proc?dure, dans les cas o? la Cour a constat? une violation de la Convention, en particulier lorsque : i) la partie l?s?e continue de souffrir des cons?quences n?gatives tr?s graves ? la suite de la d?cision nationale, cons?quences qui ne peuvent ?tre compens?es par la satisfaction ?quitable et qui ne peuvent ?tre modifi?es que par le r?examen ou la r?ouverture, et ii) il r?sulte de l?arr?t de la Cour que a) la d?cision interne attaqu?e est contraire sur le fond ? la Convention, ou b) la violation constat?e est caus?e par des erreurs ou d?faillances de proc?dure d?une gravit? telle qu?un doute s?rieux est jet? sur le r?sultat de la proc?dure interne attaqu?e ?.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 DE LA CONVENTION
34. Le requ?rant, condamn? par contumace, se plaint de l?impossibilit? d?obtenir la r?ouverture du proc?s devant les juridictions italiennes et de pr?senter sa d?fense devant celles-ci. Il invoque l?article 6 de la Convention qui, en ses parties pertinentes, est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…) qui d?cidera (…) du bien-fond? de toute accusation en mati?re p?nale dirig?e contre elle. (…)
2. Toute personne accus?e d?une infraction est pr?sum?e innocente jusqu?? ce que sa culpabilit? ait ?t? l?galement ?tablie.
3. Tout accus? a droit notamment ? :
a) ?tre inform?, dans le plus court d?lai, dans une langue qu?il comprend et d?une mani?re d?taill?e, de la nature et de la cause de l?accusation port?e contre lui ;
b) disposer du temps et des facilit?s n?cessaires ? la pr?paration de sa d?fense ;
c) se d?fendre lui-m?me ou avoir l?assistance d?un d?fenseur de son choix et, s?il n?a pas les moyens de r?mun?rer un d?fenseur, pouvoir ?tre assist? gratuitement par un avocat d?office, lorsque les int?r?ts de la justice l?exigent ;
d) interroger ou faire interroger les t?moins ? charge et obtenir la convocation et l?interrogation des t?moins ? d?charge dans les m?mes conditions que les t?moins ? charge ;
e) se faire assister gratuitement d?un interpr?te, s?il ne comprend pas ou ne parle pas la langue employ?e ? l?audience. ?
35. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
36. La Cour constate que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Elle la d?clare donc recevable.
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
37. Le requ?rant a expos? ses arguments dans le formulaire de requ?te (paragraphe 5 ci-dessus). Il souligne que les juridictions nationales ont reconnu qu?il ne s??tait pas soustrait ? la justice et qu?il n?avait pas renonc? ? la facult? de compara?tre. Il all?gue la violation de son droit ? un proc?s ?quitable au motif qu?il n?a pas ?t? inform? des accusations port?es contre lui et qu?il n?a pas ?t? en mesure de se d?fendre en participant ? la proc?dure. Il soutient que la d?fense assur?e par l?avocat commis d?office ne saurait pas passer comme appropri?e vu que celui-ci n?a, entre autres, pas demand? l?application de la proc?dure abr?g?e, ce qui aurait pu entra?ner une r?duction de la peine de neuf ans. Par ailleurs, le requ?rant ne savait pas qu?il ?tait repr?sent? par cet avocat, et il n?a pu mandater un avocat de son choix.
38. Le Gouvernement observe tout d?abord que si les arr?ts de la Cour constitutionnelle sont efficaces ex tunc, ils ne peuvent toutefois pas avoir un impact sur des situations qui sont d?j? d?finitives. Ensuite, il renvoie au raisonnement suivi par la Cour de cassation dans le cas d?esp?ce. ? cet ?gard, il rappelle que les sections r?unies ont invoqu? les principes de l?unicit? du droit d?attaquer un jugement et du ne bis in idem et l?exigence du respect du ? d?lai raisonnable ? lorsque l?accus? contumace, qui n?a pas eu connaissance du proc?s, a ?t? repr?sent? par un avocat. En outre, le requ?rant aurait pu demander aux juridictions p?nales de saisir la Cour constitutionnelle.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Principes pertinents
39. La Cour renvoie pour les principes pertinents en la mati?re ? l?arr?t Sejdovic c. Italie [GC] (no 56581/00, ?? 81-95, CEDH 2006-II) et ? la jurisprudence qui y est cit?e.
b) Application en l?esp?ce
40. La Cour note que le 21 juillet 2001, le juge des investigations pr?liminaires de Rome a ordonn? le placement en d?tention du requ?rant. ?tant donn? que l?int?ress? ?tait devenu introuvable, il a ?t? d?clar? en fuite le 27 juillet 2001. Un avocat d?office a ?t? nomm? pour repr?senter le requ?rant et les actes de proc?dure, y compris l?arr?t de condamnation, furent notifi?s ? cet avocat.
41. Les juridictions nationales ont ?tabli que le requ?rant n?a pas renonc? ? son droit de compara?tre et qu?il n?a pas ?t? inform? des accusations port?es ? son encontre. Ces ?l?ments ressortent de la d?cision de la cour d?assises d?appel de Rome du 12 avril 2007, qui avait accord? au requ?rant la possibilit? de se pourvoir en cassation contre sa condamnation.
42. Le Gouvernement ne conteste pas que le requ?rant a ?t? jug? par contumace et qu?avant son arrestation, il n?avait re?u aucune information officielle quant aux accusations ou quant ? la date de son proc?s.
43. Pour la Cour, il est d?s lors ?tabli que le requ?rant n?a pas eu connaissance effective du proc?s. Rien dans le dossier ne permet par ailleurs de conclure qu?il s??tait soustrait ? la justice ou qu?il avait renonc? de mani?re non ?quivoque ? la facult? de participer au proc?s.
44. La Cour rappelle que si une proc?dure se d?roulant en l?absence du pr?venu n?est pas en soi incompatible avec l?article 6 de la Convention, il demeure n?anmoins qu?un d?ni de justice est constitu? lorsqu?un individu condamn? in absentia ne peut obtenir ult?rieurement qu?une juridiction statue ? nouveau, apr?s l?avoir entendu, sur le bien-fond? de l?accusation en fait comme en droit, alors qu?il n?est pas ?tabli qu?il a renonc? ? son droit de compara?tre et de se d?fendre (Colozza c. Italie, 12 f?vrier 1985, ? 29, s?rie A no 89 ; Einhorn c. France (d?c.), no 71555/01, ? 33, CEDH 2001 XI ; Krombach c. France, no 29731/96, ? 85, CEDH 2001-II, et Somogyi c. Italie, no 67972/01, ? 66, CEDH 2004-IV), ou qu?il a eu l?intention de se soustraire ? la justice (Medenica c. Suisse, no 20491/92, ? 55, CEDH 2001-VI, et Sejdovic, pr?cit?, ? 82).
45. Il est vrai qu?un accus? peut renoncer aux droits de la d?fense. Toutefois, un accus? n?en perd pas le b?n?fice du seul fait de son absence aux d?bats. Il est en effet d?une importance cruciale pour l??quit? du syst?me p?nal que l?accus? soit d?fendu de mani?re ad?quate tant en premi?re instance qu?en appel.
46. En l?esp?ce, le requ?rant a introduit un recours devant la Cour de cassation apr?s avoir obtenu, en application de la l?gislation pertinente, la r?ouverture des d?lais. Par l?arr?t du 7 f?vrier 2008, la Cour de cassation a estim? que le requ?rant ne pouvait pas b?n?ficier de la r?ouverture du proc?s et y participer pour pr?senter sa d?fense, ?tant donn? que l?avocat commis d?office avait d?j? ?puis? les recours disponibles. Cette interpr?tation de la loi a mis le requ?rant dans l?impossibilit? de contester sa condamnation et d??tre pr?sent au proc?s le concernant.
47. Par cons?quent, la question qui se pose en l?esp?ce est celle de savoir si la d?fense par un avocat d?office a constitu? une garantie suffisante contre le risque de proc?s in?quitable.
? cet ?gard, la Cour rel?ve que la Cour constitutionnelle s?est prononc?e sur la question et a conclu qu?un syst?me permettant de priver un accus? de la possibilit? de faire appel de sa condamnation, au seul motif que l?avocat commis d?office avait intent? les recours ? ? l?insu de ce m?me accus? posait probl?me. Elle a notamment estim? qu?il ?tait incompatible avec la Constitution italienne de privil?gier des principes comme celui de la non-duplication d?un proc?s au d?triment des garanties de l?accus?.
48. La Cour estime que les droits de la d?fense d?un accus? ? ne s??tant pas soustrait ? la justice et n?ayant pas renonc? sans ?quivoque ? ses garanties proc?durales ? ne sauraient ?tre r?duits au point de les rendre inop?rants sous pr?texte de garantir d?autres droits fondamentaux du proc?s, comme le droit au ? d?lai raisonnable ? ou celui du ? ne bis in idem ?, ou, ? fortiori, pour des pr?occupations li?es ? la charge de travail des tribunaux. En effet, la comparution d?un pr?venu rev?t une importance capitale en raison tant du droit de celui-ci ? ?tre entendu que de la n?cessit? de contr?ler l?exactitude de ses affirmations et de les confronter avec les dires de la victime, dont il y a lieu de prot?ger les int?r?ts, ainsi que des t?moins.
49. En l?esp?ce, le requ?rant n?a pas eu la possibilit? d?une nouvelle d?cision sur le bien-fond? de l?accusation en fait comme en droit, malgr? le fait que son absence au proc?s ne lui ?tait pas imputable.
50. Ces ?l?ments suffisent ? la Cour pour conclure qu?il y a eu violation de l?article 6 de la Convention.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
51. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
Dommage
52. Le requ?rant n?a pas pr?sent? de demandes de satisfaction ?quitable conform?ment ? l?article 60 du R?glement (paragraphe 5 ci-dessus).
53. La Cour estime par cons?quent qu?il n?y a pas lieu de lui octroyer de somme ? ce titre (Antonio Messina c. Italie, no 39824/07, ? 67, 24 mars 2015).
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 de la Convention ;

3. Dit qu?il n?y a pas lieu d?allouer une somme au titre de satisfaction ?quitable en l?esp?ce.

Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 1er septembre 2016, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Abel Campos Mirjana Lazarova Trajkovska
Greffier Pr?sidente

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