AFFAIRE GIANETTI ET DE LISI c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
Qui trovi tutto cio che ti serve in tema di espropriazione per pubblica utilità.
Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE GIANETTI ET DE LISI c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 40942/98/2000
Stato: Italia
Data: 2000-01-25 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; non luogo a procedere ad esaminare P1-1
TERZA SEZIONE
CAUSA GIANETTI E DE LISI C. ITALIA
( Richiesta n? 40942/98)
SENTENZA
STRASBURGO
25 gennaio 2000
DEFINITIVO
25/04/2000

Nella causa Gianetti e Di Lisi c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
IL SIG. J. – P. Costa, presidente, il Sig. B. Conforti, il
Sig. L. Loucaides, il Sig. P. Kuris, il Sig. W. Fuhrmann, il Sig. K. Jungwiert, il Sig. K. Traja, giudici, e della Sig.ra S. Doll?, cancelliera di sezione;
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 11 gennaio 2000,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui dei cittadini italiani, Sigg. M. G. G. ed A. D. L. (“i richiedenti”), avevano investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 24 febbraio 1995 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 27 aprile 1998 sotto il numero di pratica 40942/98. I richiedenti sono rappresentati da R. B., avvocato a La Spezia. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza.
2. La camera ha dichiarato la richiesta ammissibile il 4 maggio 1999.
IN FATTO
3. Il 26 febbraio 1988, il Sig. D.L.G. e cinque altre persone citarono il richiedente dinnanzi al tribunale di La Spezia per ottenere la divisione di un bene immobile. Lo stesso giorno, i richiedenti citarono i richiedenti dinnanzi alla stessa giurisdizione per ottenere la divisione di altri beni.
4. Il collocamento in stato della causa cominci? il 6 aprile 1988, data in cui il richiedente sollecit? la congiunzione delle due cause. Il giudice del collocamento in stato esamin? le due cause nelle stesse udienze, senza disporne formalmente la congiunzione. Il 19 ottobre 1988, il giudice del collocamento in stato nomin? un perito che prest? giuramento il 7 dicembre 1988. Delle sei udienze fissate tra il 29 marzo 1989 ed il 4 aprile 1990, quattro furono rinviate perch? il rapporto di perizia non era stato depositato alla cancelleria, una per permettere alle parti di esaminare il rapporto ed una fu rinviata d?ufficio. Il 30 maggio 1990, l’udienza fu rinviata per permettere alle parti di presentarsi il 28 novembre 1990 e di tentare di giungere ad un ordinamento amichevole. Il 13 febbraio 1991, il giudice ordin? un complemento di perizia.
5. Delle undici udienze fissate tra il 5 giugno 1991 ed il 22 giugno 1994, sei riguardarono delle perizie, una fu rinviata a causa della mancanza delle parti, una per permettere loro di presentare le loro conclusioni, una su richiesta dei richiedenti e due furono rinviate d?ufficio. Il 28 luglio 1994, i richiedenti depositarono una domanda in riferimento alla relativa divisione di una certa somma, domanda alla quale il giudice del collocamento in stato fece seguito il 10 agosto 1994. Delle sette udienze fissate tra il 25 ottobre 1994 ed il 28 febbraio 1996, una fu rimessa per permettere alle parti di esaminare un complemento di perizia, due riguardarono una domanda di delucidazioni al perito e tre furono posticipate perch? il perito non aveva depositato alla cancelleria le delucidazioni ed una fu rinviata d?ufficio. Il 26 giugno 1996, i richiedenti sollecitarono l’annullamento dell’ordinanza concernente la domanda in riferimento alla quale il giudice del collocamento in stato aveva troncato delle questioni riguardanti le due cause, senza che fossero unite formalmente. Il giudice del collocamento in stato dispose la congiunzione delle cause e fiss? un’udienza al 26 giugno 1996. Questa udienza fu rinviata d?ufficio fino al 28 maggio 1997. Questa udienza e le tre udienze che seguirono, riguardarono il deposito alla cancelleria di pratiche. Il 10 dicembre 1997, le parti presentarono le loro conclusioni. L’udienza di arringhe fu fissata al 14 ottobre 1998.
6. Con un giudizio non definitivo dello stesso giorno il cui testo fu depositato alla cancelleria l? 11 gennaio 999, il tribunale ordin? la divisione dei beni. Con un’ordinanza del 14 ottobre 1998, il tribunale nomin? un perito per la valutazione dei beni e fiss? un’udienza al 10 febbraio 1999. Il perito prest? giuramento il 9 aprile 1999 e la causa fu rinviata al 8 ottobre 1999.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
7. I richiedenti adducono la violazione del principio del “termine ragionevole” come previsto con l’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulata,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale (?) che decider? (?) delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile (?)”
8. Il Governo si oppone a questa tesi.
9. Il periodo da considerare ? cominciato il 26 febbraio 1988 e era ancora pendente al 9 ottobre 1999.
10. Aveva, a questa data, poco pi? di undici anni e sette mesi, per un’istanza.
11. La Corte ricorda avere constatato in quattro sentenze del 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi c. Italia che deve apparire sulla raccolta ufficiale della Corte, ? 22) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione che risulta da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la corte constata una simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
12. I richiedenti si lamentano anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei loro beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
13. Avuto riguardo alla constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 11 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stato, nello specifico, violazione di questa disposizione (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
14. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
15. I richiedenti non hanno fatto domanda di soddisfazione equa. Pertanto, la Corte stima che non c’? luogo di concedere essi alcuna somma a questo titolo.

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n?1.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 25 gennaio 2000, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S. Doll? J. – P. Costa
Cancelliera Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’Art. 6-1 ; Non-lieu ? examiner P1-1
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE GIANETTI ET DE LISI c. ITALIE
(Requ?te n? 40942/98)
ARR?T
STRASBOURG
25 janvier 2000
D?FINITIF
25/04/2000

En l?affaire Gianetti et De Lisi c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
M. J.-P. Costa, pr?sident,
M. B. Conforti,
M. L. Loucaides,
M. P. Kuris,
M. W. Fuhrmann,
M. K. Jungwiert,
M. K. Traja, juges,
et de Mme S. Doll?, greffi?re de section ;
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 11 janvier 2000,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont des ressortissants italiens, MM. Maria G. G. et A. D. L. (? les requ?rants ?), avaient saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 24 f?vrier 1995 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 27 avril 1998 sous le num?ro de dossier 40942/98. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me R. B., avocat ? La Spezia. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza.
2. La chambre a d?clar? la requ?te recevable le 4 mai 1999.
EN FAIT
3. Le 26 f?vrier 1988, M. D.L.G. et cinq autres personnes assign?rent le requ?rant devant le tribunal de La Spezia afin d?obtenir le partage d?un bien immeuble. Le m?me jour, les demandeurs assign?rent les requ?rants devant la m?me juridiction afin d?obtenir le partage d?autres biens.
4. La mise en ?tat de l?affaire commen?a le 6 avril 1988, date ? laquelle le requ?rant sollicita la jonction des deux affaires. Le juge de la mise en ?tat examina les deux affaires aux m?mes audiences, sans en disposer formellement la jonction. Le 19 octobre 1988, le juge de la mise en ?tat nomma un expert, qui pr?ta serment le 7 d?cembre 1988. Des six audiences fix?es entre le 29 mars 1989 et le 4 avril 1990, quatre furent renvoy?es car le rapport d?expertise n?avait pas ?t? d?pos? au greffe, une pour permettre aux parties d?examiner le rapport et une fut ajourn?e d?office. Le 30 mai 1990, l?audience fut report?e pour permettre aux parties de se pr?senter le 28 novembre 1990 et de tenter de parvenir ? un r?glement amiable. Le 13 f?vrier 1991, le juge ordonna un compl?ment d?expertise.
5. Des onze audiences fix?es entre le 5 juin 1991 et le 22 juin 1994, six concern?rent des expertises, une fut renvoy?e ? cause de l?absence des parties, une pour leur permettre de pr?senter leurs conclusions, une ? la demande des requ?rants et deux furent ajourn?es d?office. Le 28 juillet 1994, les requ?rants d?pos?rent une demande en r?f?r? relative au partage de certaines sommes, demande ? laquelle le juge de la mise en ?tat fit droit le 10 ao?t 1994. Des sept audiences fix?es entre le 25 octobre 1994 et le 28 f?vrier 1996, une fut remise pour permettre aux parties d?examiner un compl?ment d?expertise, deux concern?rent une demande d??claircissements ? l?expert et trois furent remises car l?expert n?avait pas d?pos? au greffe les ?claircissements et une fut ajourn?e d?office. Le 26 juin 1996, les demandeurs sollicit?rent l?annulation de l?ordonnance concernant la demande en r?f?r?, par laquelle le juge de la mise en ?tat avait tranch? des questions concernant les deux affaires, sans qu?elles fussent jointes formellement. Le juge de la mise en ?tat disposa la jonction des affaires et fixa une audience au 26 juin 1996. Cette audience fut ajourn?e d?office jusqu?au 28 mai 1997. Cette audience et les trois audiences qui suivirent, concern?rent le d?p?t au greffe de dossiers. Le 10 d?cembre 1997, les parties pr?sent?rent leurs conclusions. L?audience de plaidoiries fut fix?e au 14 octobre 1998.
6. Par un jugement non d?finitif du m?me jour, dont le texte fut d?pos? au greffe le 11 janvier 999, le tribunal ordonna le partage des biens. Par une ordonnance du 14 octobre 1998, le tribunal nomma un expert pour l??valuation des biens et fixa une audience au 10 f?vrier 1999. L?expert pr?ta serment le 9 avril 1999 et l?affaire fut ajourn?e au 8 octobre 1999.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
7. Les requ?rants all?guent la violation du principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (?) qui d?cidera (?) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (?) ?
8. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
9. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 26 f?vrier 1988 et ?tait encore pendante au 9 octobre 1999.
10. Elle avait, ? cette date, un peu plus de onze ans et sept mois, pour une instance.
11. La Cour rappelle avoir constat? dans quatre arr?ts du 28 juillet 1999 (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi c. Italie ? para?tre dans le recueil officiel de la Cour, ? 22) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
12. Les requ?rants se plaignent ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de leurs biens tel que garanti par l’article 1 du Protocole n? 1.
13. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 11 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de cette disposition (voir l’arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
14. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
15. Les requ?rants n’ont pr?sent? aucune demande de satisfaction ?quitable. Partant, la Cour estime qu’il n’y a pas lieu de leur octroyer de somme ? ce titre.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n?1.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 25 janvier 2000, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S. Doll? J.-P. Costa
Greffi?re Pr?sident

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.