AFFAIRE GAUTIERI ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE GAUTIERI ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 34, 35, 29, P1-1
Numero: 68610/01/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-19 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

Conclusione Parzialmente inammissibile; Violazione di P1-1; Violazione dell’art. 6-1 (durata); Soddisfazione equa riservata (lagnanza derivata da P1-1); Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
TERZA SEZIONE
CAUSA GAUTIERI ED ALTRI C. ITALIA
( Richiesta no 68610/01)
SENTENZA
STRASBURGO
19 ottobre 2006
DEFINITIVO
19/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Gautieri ed altri c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, terza sezione, riunendosi in una camera composta da:
SIGG. B.M. Zupancic, presidente,
J. Hedigan, V. Zagrebelsky, la Sig.ra A. Gyulumyan, il
Sig. E. Myjer, il Sig.re I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, giudici, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 28 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 68610/01) diretta contro la Repubblica italiana e in cui cinque cittadini di questo Stato, la Sig.ra A. G., la Sig.ra M. G., il Sig. D. G., il Sig. G. G. e la Sig.ra R. G. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 2 aprile 2001 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati dal Sig. G. R., avvocato a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli, e dal suo coagente aggiunto, il Sig. N. Lettieri.
3. Il 19 febbraio 2004, la Corte, prima sezione, ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
4. Il 1 novembre 2004, la Corte ha modificato la composizione delle sue sezioni, articolo 25 ? 1 dell’ordinamento. La presente richiesta ? stata assegnata alla terza sezione cos? ricomposta, articolo 52 ? 1.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti sono nati rispettivamente nel 1930, 1928, 1933, 1924 e 1915 e risiedono rispettivamente a Calitri, Avellino, e Roma.
6. I richiedenti erano comproprietari di un terreno edificabile ubicato a Calitri e registrato al catasto, foglio 61, appezzamenti 334 e 526.
7. Con un’ordinanza ministeriale del 3 febbraio 1983, un gruppo di imprese fu autorizzato ad occupare di emergenza una parte di questo terreno, ovvero 3 220 metri quadrati, in vista della sua espropriazione a causa di utilit? pubblica, per costruire degli edifici industriali. Ai termini di questa ordinanza, l’occupazione doveva cominciare nei due mesi a contare dalla notificazione dell’ordinanza.
8. Il 17 luglio 1984, il gruppo di imprese procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione.
1. Il procedimento impegnato in seguito all’occupazione del terreno
9. Con un atto di citazione notificato il 20 settembre 1984, i richiedenti introdussero un’azione in danno-interessi contro il gruppo di imprese dinnanzi al tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi. Facevano valere che l’occupazione era illegale, dato che l?avevano effettuata al di l? del termine autorizzato senza che si fosse proceduto all’espropriazione formale ed al pagamento di un’indennit?, ed essi chiedevano un risarcimento per la perdita del terreno.
10. Durante il processo, una prima perizia fu deposta alla cancelleria. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno al 17 luglio 1984, ossia al momento della sua occupazione, era di 50 000 ITL il metro quadrato.
11. Una seconda perizia fu depositata alla cancelleria durante il processo. Secondo il perito, il valore commerciale del terreno occupato era di 15 000 ITL il metro quadrato in 1983 e di 25 000 ITL il metro quadrato nel 1989.
12. Con un giudizio del 6 aprile 1993, depositato alla cancelleria il 21 aprile 1993, il tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi dichiar? che l’occupazione del terreno era stata illegale dall’inizio, dato che aveva avuto luogo dopo la scadenza del termine fissato dall’ordinanza ministeriale. Tuttavia, i richiedenti dovevano considerarsi come privati del loro terreno per effetto della costruzione degli edifici industriali, in virt? del principio dell’espropriazione indiretta.
13. Alla luce di queste considerazioni, il tribunale condann? il gruppo di imprese a versare ai richiedenti un risarcimento uguale al valore commerciale del terreno nel 1984, che il tribunale valut? a 32 200 000 ITL, pi? rivalutazione ed interessi.
14. Con un atto notificato il 21 aprile 1994, i richiedenti interposero appello a questo giudizio dinnanzi alla corte di appello di Napoli, contestando in particolare la valutazione del valore commerciale del terreno da parte del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi.
15. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 16 novembre 1998, la corte di appello di Napoli respinse l’appello dei richiedenti, confermando in particolare la valutazione del valore commerciale del terreno effettuato da parte del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi.
16. Con un ricorso notificato il 30 dicembre 1999, i richiedenti ricorsero in cassazione.
17. Con una sentenza deposta alla cancelleria il 19 aprile 2002, la Corte di cassazione respinse i richiedenti per loro ricorso.
2. Il ricorso Pinto
18. Con un ricorso depositato alla cancelleria il 10 luglio 2001, i richiedenti investirono la corte di appello di Roma al senso della legge no 89 del 24 marzo 2001, detto “legge Pinto”, per lamentarsi della durata del procedimento descritto qui sopra. Chiesero alla corte di appello di dire che c’era stata una violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione e di condannare lo stato italiano al versamento di 30 000 000 ITL a persona, a titolo di risarcimento dei danni materiali e morali subiti.
19. Con una decisione depositata alla cancelleria il 22 novembre 2001, la corte di appello di Roma constat? il superamento di una durata ragionevole. Respinse la domanda relativa al danno materiale al motivo che questa non era supportata, accord? 6 000 000 ITL, o circa 3 098 EUR, per persona come risarcimento del danno giuridico e 4 000 000 ITL, o circa 2 065 EUR, per oneri e spese.
20. Con un ricorso notificato il 28 marzo 2002, i richiedenti ricorsero in cassazione, contestando in particolare l’importo del risarcimento accordato dalla corte di appello.
21. Con una sentenza depositata alla cancelleria il 17 ottobre 2003, la Corte di cassazione respinse i richiedenti per il loro ricorso.
22. Risulta dalla pratica che il 2 dicembre 2004, i richiedenti ottennero il versamento dell’indennit?.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
23. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
24. I richiedenti adducono essere stati privati del loro terreno in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
25. Il Governo solleva un’eccezione di tardivit? basata su due risvolti.
26. In primo luogo, sostiene che il giudizio del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi ha acquisito forza di cosa giudicata in quanto alla constatazione del trasferimento della propriet? del terreno in virt? del principio dell’espropriazione indiretta. Il termine di sei mesi contemplati all’articolo 35 della Convenzione ? cominciato a decorrere a contare dal momento del trasferimento della propriet? che deve essere necessariamente anteriore al 6 aprile 1993, data di adozione di suddetto giudizio da parte del tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi.
27. In secondo luogo, il Governo fa valere che, nel caso in cui si stimasse che una decisione delle giurisdizioni interne fosse necessaria per garantire l’applicazione del principio dell’espropriazione indiretta, pi? di sei mesi sono trascorsi dal giudizio del 6 aprile 1993 con il quale il tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi ha dichiarato il trasferimento di propriet?.
28. I richiedenti si oppongono eccetto il Governo.
29. La Corte ricorda che ha respinto delle eccezioni simili nelle cause La Rosa ed altri c. Italia (no 2), ( d?c.), no 58274/00, 1 aprile 2004, La Rosa ed altri c. Italia (no 3), (, d?c.), no 58386/00, 1 aprile 2004, Carletta c. Italia, (, d?c.), no 63861/00, 1 aprile 2004, Donati c. Italia, (, d?c.), no 63242/00, 13 maggio 2004, Maselli c. Italia (no 2) (, d?c.), no 61211/00, 27 maggio 2004, e Chir? c. Italia (no 2) (, d?c.), no 65137/01, 27 maggio 2004. Non vede nessuno motivo per derogare alle sue precedenti conclusioni e respinge i due risvolti dell’eccezione in questione dunque.
30. La Corte constata che la lagnanza non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
31. Il Governo fa osservare che, nel caso specifico, si tratta di un’occupazione di terreno nella cornice di un procedimento amministrativo che si fonda su una dichiarazione di utilit? pubblica. Ammette che il procedimento di espropriazione non ? stato messo in opera nei termini previsti dalla legge, nella misura in cui nessuna ordinanza di espropriazione ? stata adottata.
32. Primariamente, ci sarebbe utilit? pubblica, il che non ? stato rimesso in causa con le giurisdizioni nazionali.
33. Secondariamente, la privazione del bene come risulta dall’espropriazione indiretta sarebbe “contemplata dalla legge.” Secondo il Governo, il principio dell’espropriazione indiretta deve essere considerato come facente parte del diritto positivo a contare al pi? tardi dalla sentenza della Corte di cassazione no 1464 del 1983. La giurisprudenza ulteriore avrebbe confermato questo principio ed avrebbe precisato certi aspetti della sua applicazione e, inoltre, questo principio sarebbe stato riconosciuto dalla legge no 458 del 27 ottobre 1988 e dalla legge di bilancio no 662 del 1996.
34. Il Governo conclude che a partire da 1983, le regole dell’espropriazione indiretta erano perfettamente prevedibili, chiare ed accessibili a tutti i proprietari di terreni.
35. A questo riguardo, il Governo ricorda che la giurisprudenza della Corte ha riconosciuto che la nozione di legge comprende i principi generali enunciati o da lei implicati, Maestri c. Italia, no 39748/98, 17 febbraio 2004, e N. F. c. Italia, 37119/97, 2 agosto 2001.
36. Segue che la giurisprudenza consolidata della Corte di cassazione non potrebbe essere esclusa dalla nozione di legge al senso della Convenzione.
37. Per ci? che riguarda la qualit? della legge, il Governo riconosce che il fatto che un’ordinanza di espropriazione non sia stata pronunciata ? in s? una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo.
38. Tuttavia, tenuto conto del fatto che il terreno ? stato trasformato in modo irreversibile con la costruzione di un lavoro di utilit? pubblica, la restituzione del terreno non ? pi? possibile.
39. Il Governo definisce l’espropriazione indiretta come il risultato di un’interpretazione sistematica da parte dei giudici di principi esistenti, che tende a garantire che l’interesse generale prevalga sull’interesse degli individui, quando il lavoro pubblico ? stato realizzato (trasformazione del terreno) e che risponda all’utilit? pubblica.
40. In quanto all’esigenza di garantire un giusto equilibrio tra i sacrifici imposti agli individui ed il compenso concesso a questi, il Governo riconosce che l’amministrazione ? tenuta di indennizzare gli interessati.
41. Tenuto conto del fatto che l’espropriazione indiretta risponde ad un interesse collettivo e che l’illegalit? commessa dall’amministrazione riguarda solamente la forma, ossia una trasgressione alle regole che presiedono al procedimento amministrativo, l’indennizzo pu? essere inferiore al danno subito.
42. La determinazione dell’importo dell’indennit? in causa rientra nel margine di valutazione lasciata agli Stati per fissare un indennizzo che sia ragionevolmente in rapporto col valore del bene. Il Governo fa valere ad ogni modo che i criteri di valutazione dell’indennizzo fissato dalla legge di bilancio no 662 del 1996 non sono stati applicati nello specifico.
43. Alla luce di queste considerazioni, il Governo conclude che il giusto equilibrio ? stato rispettato e che la situazione denunciata ? compatibile sotto ogni punto di vista con l’articolo 1 del Protocollo no 1.
b) I richiedenti,
44. I richiedenti si oppongono alla tesi del Governo.
45. Fanno osservare che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?.
46. Denunciano una mancanza di chiarezza, prevedibilit? e precisione dei principi e delle disposizioni applicati al loro caso per il motivo che un principio giurisprudenziale, come quello dell’espropriazione indiretta, non basta a soddisfare al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
47. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se suddetta situazione equivale ad un’espropriazione di fatto ( Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
48. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni interne hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene in ragione della trasformazione irreversibile di questo. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che la sentenza della Corte di cassazione ha avuto per effetto di privare i richiedenti del loro bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura precitato, ? 61, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
49. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1, tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge e dei principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la domanda del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
50. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice valutazione dell’importo del risarcimento accordato ai richiedenti (Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
b,)Sul rispetto del principio di legalit?
51. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI, e Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005, Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005, Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005, Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005, e Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione che di fatto deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
52. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, le giurisdizioni italiane hanno considerato i richiedenti come privati del loro bene in ragione della sua trasformazione irreversibile, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruiscono. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, i richiedenti non hanno avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 19 aprile 2002, data in cui la sentenza della Corte di cassazione ? stata depositata alla cancelleria.
53. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di trarre vantaggio da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare del terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? sia messa in parallelo a disposizione degli interessati.
54. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni dei richiedenti dunque.
55. Quindi, c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULLE VIOLAZIONI ADDOTTE DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
A. Equit? del procedimento
56. I richiedenti si lamentano in sostanza della mancanza di equit? del procedimento dinnanzi alle giurisdizioni interne, facendo valere che la valutazione del valore commerciale del terreno effettuato da queste non corrisponderebbe al valore venale reale del terreno. Tenuto conto della sostanza della lagnanza, la Corte stima che questa deve essere analizzato sotto l’angolo dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione che, nei suoi passaggi pertinenti, dispone:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia equamente sentita daun tribunale che decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
57. La Corte ricorda che non ha per compito di sostituirsi alle giurisdizioni interne. Appartiene in primo capo alle autorit? nazionali, ed in particolare ai corsi e tribunali, di interpretare la legislazione interna e di valutare i fatti (vedere, tra molti altri, le sentenze Brualla G?mez del Torre c. Spagna, sentenza del 19 dicembre 1997, Raccolta delle sentenze e decisioni 1997-VIII, p. 2955, ? 31, ed Edificaciones March Gallego S.p.A. c. Spagna, sentenza del 19 febbraio 1998, Raccolta delle sentenze e decisioni 1998-I, p. 290, ? 33). Il compito della Corte consiste nel ricercare se il procedimento considerato nel suo insieme ha rivestito un carattere equo (vedere, tra altri, la sentenza Van Mechelen ed altri c. Paesi Bassi del 23 aprile 1997, Raccolta 1997-III, p. 711, ? 50).
58. Nello specifico, la Corte rileva che le giurisdizioni interne hanno valutato il valore commerciale del terreno in seguito ad un procedimento contraddittorio e sulla base di perizie depositate alla cancelleria durante il processo. Inoltre, nelle decisioni giudiziali messe in causa dai richiedenti tutti i punti controversi sono stati motivate ampiamente, il che permette di allontanare ogni rischio di arbitrariet?.
59. Segue che questa lagnanza deve essere respinta come manifestamente male fondata, in applicazione dell’articolo 35 ?? 3 e 4 della Convenzione.
B. Durata del procedimento
60. I richiedenti sostengono che il procedimento impegnato per ottenere il risarcimento per la perdita del terreno ha ignorato il principio del “termine ragionevole” posto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, con un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
61. I richiedenti si lamentano dell’importo dei danni accordati nella cornice del ricorso “Pinto” che hanno intentato sul piano nazionale e chiedono alla Corte di concludere alla violazione della disposizione invocata.
62. Il Governo sostiene al primo colpo che la giurisprudenza recente della Corte di cassazione ha messo definitivamente in conformit? la giurisprudenza interna coi principi emanati dalla giurisprudenza di Strasburgo.
63. Inoltre, il Governo fa valere che la somma riconosciuta ai richiedenti dalla corte di appello di Roma sarebbe adeguata alla violazione subita e che ad ogni modo, anche ammesso che tale somma non sia conforme ai criteri emanati dalla giurisprudenza di Strasburgo, si tratterebbe di un errore legato alla valutazione della presente causa che non avrebbe impatto sull’effettivit? del mezzo di ricorso.
64. Riferendosi ai principi in materia di “vittima” nella cornice delle durate eccessive di procedimento (Scordino c. Italia (no 1), [GC], no 36813/97, ??178-207, CEDH 2006 -), la Corte nota che la somma accordata dalla corte di appello nello specifico rappresenta circa il 31% di ci? che la Corte concede generalmente nelle cause italiane similari. Questo elemento da solo arriva ad un risultato manifestamente irragionevole rispetto alla sua giurisprudenza ed ai principi sui quali questa si fonda. Inoltre, la Corte trova inammissibile che i richiedenti abbiano dovuto aspettare pi? di tre anni dopo il deposito della decisione alla cancelleria, per ricevere il loro indennizzo.
65. La Corte stima che il periodo da considerare ? cominciato il 20 settembre 1984, con la notificazione da parte dei richiedenti dell’atto di citazione dinnanzi al tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi, per concludersi il 19 aprile 2002, data del deposito alla cancelleria della sentenza della Corte di cassazione. ? durata pi? di diciassette anni per tre gradi di giurisdizione dunque.
66. La Corte ricorda avere concluso in quattro sentenze contro l’Italia del 28 luglio 1999, Bottazzi c. Italia [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V, Ferrari c. Italia [GC], no 33440/96, ? 21, 28 luglio 1999, A.P. c. Italia [GC], no 35265/97, ? 18, 28 luglio 1999, e Di Mauro c. Italia [GC], no 34256/96, ? 23, CEDH 1999-V, all’esistenza di una pratica in Italia incompatibile con la Convenzione.
67. Ricorda avere affermato inoltre in nove sentenze contro l’Italia del 29 marzo 2006, Scordino (no 1), precitato, ? 224, Cocchiarella c. Italia [GC], no 64886/01, ? 119, CEDH 2006 -… , Musci c. Italia [GC], no 64699/01, ? 119, CEDH 2006 -…, Riccardi Pizzati c. Italia [GC], no 62361/00, ? 116, 29 marzo 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italia (no 1) [GC], no 64705/01, ? 117, 29 marzo 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italia (no 2) [GC], no 65102/01, ? 116, 29 marzo 2006, Apicella c. Italia [GC], no 64890/01, ? 116, 29 marzo 2006, Ernestina Zullo c. Italia [GC], no 64897/01, ? 121, 29 marzo 2006, e Giuseppina ed Orestina Procaccini c. Italia [GC], no 65075/01, ? 117, 29 marzo 2006, che la situazione dell’Italia a proposito dei ritardi nell’amministrazione della giustizia non ? cambiata sufficientemente per rimettere in causa la valutazione secondo la quale l’accumulo di trasgressioni ? costitutivo di una pratica incompatibile con la Convenzione.
68. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che questa lagnanza deve essere dichiarata ammissibile.
69. Il fatto che il procedimento “Pinto” esaminato nel suo insieme non abbia fatto perdere ai richiedenti il loro requisito di “vittime” costituisce una circostanza aggravante in un contesto di violazione dell’articolo 6 ? 1 per superamento del termine ragionevole. La Corte sar? portata a ritornare su questa questione sotto l’angolo dall’articolo 41 dunque.
70. Dopo avere esaminato i fatti alla luce delle informazione fornite dalle parti e dalla pratica precitata, e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che nello specifico la durata del procedimento controverso ? eccessiva e non risponde all’esigenza del “termine ragionevole.”
71. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
72. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
1. Sul risarcimento chiesto in ragione della privazione del terreno
73. A titolo di danno materiale, i richiedenti sollecitano in via principale la restituzione del terreno. In pi?, chiedono il versamento di un’indennit? per non-godimento del terreno, senza valutarla tuttavia.
74. In via subordinata, nel caso in cui la restituzione non fosse possibile, sollecitano il versamento di 60 420 EUR per persona, somma che corrisponde al valore del terreno al momento dell’occupazione, pi? interessi e rivalutazione. Ad ogni modo, chiedono alla Corte di ordinare una perizia nel caso in cui la loro valutazione del risarcimento sia messa in causa.
75. Per ci? che riguarda il danno morale, i richiedenti chiedono la somma di 30 000 EUR per persona.
76. Infine, i richiedenti chiedono il rimborso degli oneri incorsi nel procedimento dinnanzi alla Corte, a concorrenza di 13 958,35 EUR, tassa sul valore aggiunto (IVA) e contributi alla cassa di previdenza degli avvocati (CPA) inclusi.
77. In quanto al danno materiale, il Governo contesta le modalit? di calcolo del danno materiale adoperato nelle sentenze precitate Carbonara e Ventura c. Italia e Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia e stima che ad ogni modo la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva, dato che il tribunale ha riconosciuto loro una somma uguale al valore commerciale del terreno nel 1984.
78. Per quel che riguarda il danno morale, il Governo fa valere che la somma richiesta dai richiedenti ? eccessiva.
79. In quanto agli oneri di procedimento, il Governo sostiene che i richiedenti non hanno supportato la loro domanda e che ad ogni modo la somma richiesta ? eccessiva.
80. La Corte stima che la questionedell’applicazione dell’articolo 41 per ci? che riguarda la constatazione di violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed i richiedenti giungano ad un accordo.
2. Sul risarcimento chiesto in ragione della durata del procedimento
81. I richiedenti stimano a 23 757 EUR il risarcimento del danno morale subito da ciascuno di essi in ragione della durata del procedimento.
82. In quanto agli oneri di procedimento, i richiedenti rinviano alla somma chiesta a questo titolo nella cornice della domanda di risarcimento della violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
83. Il Governo fa valere che le giurisdizioni interne hanno riconosciuto ai richiedenti un risarcimento conforme ai criteri stabiliti dalla giurisprudenza della Corte.
84. Per ci? che concerne il risarcimento del danno morale sopra, avuto riguardo degli elementi della presente causa, paragrafi 65-71, la Corte stima che avrebbe accordato, in mancanza di vie di ricorso interne, la somma di 10 000 EUR. Visto che i richiedenti si sono visti accordare ciascuno circa 3 098 EUR, avuto riguardo delle caratteristiche della via di ricorso scelto con l’Italia e tenuto conto del fatto che ? giunta ad una constatazione di violazione, la Corte, deliberando in equit?, stima che i richiedenti dovrebbero vedersi assegnare 1 400 EUR ciascuno. Inoltre, la Corte accorda 3 000 EUR a ciascuno dei richiedenti a titolo di frustrazione supplementare derivante dal ritardo nel versamento della somma dovuta dallo stato.
85. Pertanto, i richiedenti hanno diritto a titolo di risarcimento del danno giuridico a 4 400 EUR ciascuno, o 22 000 EUR globalmente, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su questa somma.
86. In quanto agli oneri e spese nella cornice della constatazione di violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, la Corte ricorda che secondo la sua giurisprudenza stabilita, il sussidio degli oneri e spese a titolo dell’articolo 41 presuppone che si stabilisca la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso. Inoltre, gli oneri di giustizia sono recuperabili solamente nella misura in cui si riferiscono alla violazione constatata (vedere, per esempio, Beyeler c. Italia (soddisfazione equa) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 maggio 2002, e Sahin c. Germania [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
87. Se la Corte non dubita della necessit? degli oneri richiesti n? che siano stati impegnati effettivamente a questo titolo, trova per? eccessiva la parcella rivendicata per il procedimento a Strasburgo. Considera quindi che sia il caso di rimborsarne solo in parte. Tenuto conto delle circostanze della causa, assegna ai richiedenti 1 500 EUR in totale, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su questa somma.
3. Interessi moratori
88. La Corte giudica appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara ammissibili le lagnanze relative alla privazione della propriet? ed alla durata del procedimento ed inammissibile la richiesta per il surplus;
2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
3. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione in ragione della durata del procedimento;
4. Stabilisce in quanto alla violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1, che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed i richiedenti ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa domanda ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza;
5. Stabilisce in quanto alla violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione,
a) che lo stato convenuto deve versare ai richiedenti, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le seguenti somme:
i. 22 000 EUR (ventiduemila euro) per danno morale,;
ii. 1 500 EUR (mille cinque cento euro) per oneri e spese,;
iii. ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta su suddette somme;
b) che a contare dalla scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti percentuale,;
6. Respinge in quanto alla constatazione di violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione, la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 19 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Bo?tjan Sig. Zupancic
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Partiellement irrecevable ; Violation de P1-1 ; Violation de l’art. 6-1 (dur?e) ; Satisfaction ?quitable r?serv?e (grief tir? de P1-1) ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
TROISI?ME SECTION
AFFAIRE GAUTIERI ET AUTRES c. ITALIE
(Requ?te no 68610/01)
ARR?T
STRASBOURG
19 octobre 2006
D?FINITIF
19/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Gautieri et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (troisi?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. B.M. Zupancic, pr?sident,
J. Hedigan,
V. Zagrebelsky,
Mme A. Gyulumyan,
M. E. Myjer,
Mmes I. Ziemele,
I. Berro-Lefevre, juges,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 28 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 68610/01) dirig?e contre la R?publique italienne et dont cinq ressortissants de cet ?tat, Mme A. G., Mme M. G., M. D. G., M. G. G. et Mme R. G. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 2 avril 2001 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me G. R., avocat ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, par son coagent, M. F. Crisafulli, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri.
3. Le 19 f?vrier 2004, la Cour (premi?re section) a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
4. Le 1er novembre 2004, la Cour a modifi? la composition de ses sections (article 25 ? 1 du r?glement). La pr?sente requ?te a ?t? attribu?e ? la troisi?me section ainsi remani?e (article 52 ? 1).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
5. Les requ?rants sont n?s respectivement en 1930, 1928, 1933, 1924 et 1915 et r?sident respectivement ? Calitri (Avellino) et Rome.
6. Les requ?rants ?taient copropri?taires d’un terrain constructible sis ? Calitri et enregistr? au cadastre, feuille 61, parcelles 334 et 526.
7. Par un arr?t? minist?riel du 3 f?vrier 1983, un groupe d’entreprises fut autoris? ? occuper d’urgence une partie de ce terrain, ? savoir 3 220 m?tres carr?s, en vue de son expropriation pour cause d’utilit? publique, afin d’y construire des b?timents industriels. Aux termes de cet arr?t?, l’occupation devait commencer dans les deux mois ? compter de la notification de l’arr?t?.
8. Le 17 juillet 1984, le groupe d’entreprises proc?da ? l’occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction.
1. La proc?dure engag?e ? la suite de l’occupation du terrain
9. Par un acte d’assignation notifi? le 20 septembre 1984, les requ?rants introduisirent une action en dommages-int?r?ts ? l’encontre du groupe d’entreprises devant le tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi. Ils faisaient valoir que l’occupation ?tait ill?gale, ?tant donn? qu’elle avait effectu?e au – del? du d?lai autoris? sans qu’il f?t proc?d? ? l’expropriation formelle et au paiement d’une indemnit?, et ils demandaient un d?dommagement pour la perte du terrain.
10. Au cours du proc?s, une premi?re expertise fut d?pos?e au greffe. Selon l’expert, la valeur marchande du terrain au 17 juillet 1984, ? savoir au moment de son occupation, ?tait de 50 000 ITL le m?tre carr?.
11. Une deuxi?me expertise fut d?pos?e au greffe au cours du proc?s. Selon l’expert, la valeur marchande du terrain occup? ?tait de 15 000 ITL le m?tre carr? en 1983 et de 25 000 ITL le m?tre carr? en 1989.
12. Par un jugement du 6 avril 1993, d?pos? au greffe le 21 avril 1993, le tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi d?clara que l’occupation du terrain avait ?t? ill?gale depuis le d?but, ?tant donn? qu’elle avait eu lieu apr?s l’expiration du d?lai fix? par l’arr?t? minist?riel. Toutefois, les requ?rants devaient se consid?rer comme priv?s de leur terrain par l’effet de la construction des b?timents industriels, en vertu du principe de l’expropriation indirecte.
13. A la lumi?re de ces consid?rations, le tribunal condamna le groupe d’entreprises ? verser aux requ?rants un d?dommagement ?gal ? la valeur marchande du terrain en 1984, que le tribunal ?valua ? 32 200 000 ITL, plus r??valuation et int?r?ts.
14. Par un acte notifi? le 21 avril 1994, les requ?rants interjet?rent appel de ce jugement devant la cour d’appel de Naples, contestant notamment l’?valuation de la valeur marchande du terrain de la part du tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi.
15. Par un arr?t d?pos? au greffe le 16 novembre 1998, la cour d’appel de Naples rejeta l’appel des requ?rants, confirmant notamment l’?valuation de la valeur marchande du terrain effectu?e de la part du tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi.
16. Par un recours notifi? le 30 d?cembre 1999, les requ?rants se pourvurent en cassation.
17. Par un arr?t d?pos? au greffe le 19 avril 2002, la Cour de cassation d?bouta les requ?rants de leur pourvoi.
2. Le recours Pinto
18. Par un recours d?pos? au greffe le 10 juillet 2001, les requ?rants saisirent la cour d’appel de Rome au sens de la loi no 89 du 24 mars 2001, dite ? loi Pinto ?, afin de se plaindre de la dur?e de la proc?dure d?crite ci – dessus. Ils demand?rent ? la cour d’appel de dire qu’il y avait eu une violation de l’article 6 ? 1 de la Convention et de condamner l’?tat italien au versement de 30 000 000 ITL par personne, ? titre de d?dommagement des pr?judices mat?riels et moraux subis.
19. Par une d?cision d?pos?e au greffe le 22 novembre 2001, la cour d’appel de Rome constata le d?passement d’une dur?e raisonnable. Elle rejeta la demande relative au dommage mat?riel au motif que celle-ci n’?tait pas ?tay?e, accorda 6 000 000 ITL (soit environ 3 098 EUR) par personne comme r?paration du dommage moral et 4 000 000 ITL (soit environ 2 065 EUR) pour frais et d?pens.
20. Par un recours notifi? le 28 mars 2002, les requ?rants se pourvurent en cassation, contestant notamment le montant du d?dommagement accord? par la cour d’appel.
21. Par un arr?t d?pos? au greffe le 17 octobre 2003, la Cour de cassation d?bouta les requ?rants de leur pourvoi.
22. Il ressort du dossier que le 2 d?cembre 2004, les requ?rants obtinrent le versement de l’indemnit?.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
23. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
24. Les requ?rants all?guent avoir ?t? priv?s de leur terrain dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
25. Le Gouvernement soul?ve une exception de tardivet? bas?e sur deux volets.
26. En premier lieu, il soutient que le jugement du tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi a acquis force de chose jug?e quant ? la constatation du transfert de la propri?t? du terrain en vertu du principe de l’expropriation indirecte. Le d?lai de six mois pr?vu ? l’article 35 de la Convention a commenc? ? courir ? compter du moment du transfert de la propri?t?, qui doit n?cessairement ?tre ant?rieur au 6 avril 1993, date d’adoption dudit jugement du tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi.
27. En deuxi?me lieu, le Gouvernement fait valoir que, dans le cas o? l’on estimerait qu’une d?cision des juridictions internes est n?cessaire afin de garantir l’application du principe de l’expropriation indirecte, plus de six mois se sont ?coul?s du jugement du 6 avril 1993, par lequel le tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi a d?clar? le transfert de propri?t?.
28. Les requ?rants s’opposent ? l’exception du Gouvernement.
29. La Cour rappelle qu’elle a rejet? des exceptions semblables dans les affaires La Rosa et autres c. Italie (no 2), ((d?c.), no 58274/00, 1er avril 2004), La Rosa et autres c. Italie (no 3), ((d?c.), no 58386/00, 1er avril 2004), Carletta c. Italie, ((d?c.), no 63861/00, 1er avril 2004), Donati c. Italie, ((d?c.), no 63242/00, 13 mai 2004), Maselli c. Italie (no 2) ((d?c.), no 61211/00, 27 mai 2004) et Chir? c. Italie (no 2) ((d?c.), no 65137/01, 27 mai 2004). Elle n’aper?oit aucun motif de d?roger ? ses pr?c?dentes conclusions et rejette donc les deux volets de l’exception en question.
30. La Cour constate que le grief n’est pas manifestement mal fond? au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celui-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de le d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
31. Le Gouvernement fait observer que, dans le cas d’esp?ce, il s’agit d’une occupation de terrain dans le cadre d’une proc?dure administrative reposant sur une d?claration d’utilit? publique. Il admet que la proc?dure d’expropriation n’a pas ?t? mise en ?uvre dans les termes pr?vus par la loi, dans la mesure o? aucun arr?t? d’expropriation n’a ?t? adopt?.
32. Premi?rement, il y aurait utilit? publique, ce qui n’a pas ?t? remis en cause par les juridictions nationales.
33. Deuxi?mement, la privation du bien telle que r?sultant de l’expropriation indirecte serait ? pr?vue par la loi ?. Selon le Gouvernement, le principe de l’expropriation indirecte doit ?tre consid?r? comme faisant partie du droit positif ? compter au plus tard de l’arr?t de la Cour de cassation no 1464 de 1983. La jurisprudence ult?rieure aurait confirm? ce principe et pr?cis? certains aspects de son application et, en outre, ce principe aurait ?t? reconnu par la loi no 458 du 27 octobre 1988 et par la loi budg?taire no 662 de 1996.
34. Le Gouvernement en conclut qu’? partir de 1983, les r?gles de l’expropriation indirecte ?taient parfaitement pr?visibles, claires et accessibles ? tous les propri?taires de terrains.
35. A cet ?gard, le Gouvernement rappelle que la jurisprudence de la Cour a reconnu que la notion de loi comprend les principes g?n?raux ?nonc?s ou impliqu?s par elle (Maestri c. Italie, no 39748/98, 17 f?vrier 2004, et N. F. c. Italie, 37119/97, 2 ao?t 2001).
36. Il s’ensuit que la jurisprudence consolid?e de la Cour de cassation ne saurait ?tre exclue de la notion de loi au sens de la Convention.
37. S’agissant de la qualit? de la loi, le Gouvernement reconna?t que le fait qu’un arr?t? d’expropriation n’ait pas ?t? prononc? est en soi un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative.
38. Toutefois, compte tenu de ce que le terrain a ?t? transform? de mani?re irr?versible par la construction d’un ouvrage d’utilit? publique, la restitution du terrain n’est plus possible.
39. Le Gouvernement d?finit l’expropriation indirecte comme le r?sultat d’une interpr?tation syst?matique par les juges de principes existants, tendant ? garantir que l’int?r?t g?n?ral l’emporte sur l’int?r?t des particuliers, lorsque l’ouvrage public a ?t? r?alis? (transformation du terrain) et qu’il r?pond ? l’utilit? publique.
40. Quant ? l’exigence de garantir un juste ?quilibre entre le sacrifice impos? aux particuliers et la compensation octroy?e ? ceux-ci, le Gouvernement reconna?t que l’administration est tenue d’indemniser les int?ress?s.
41. Compte tenu de ce que l’expropriation indirecte r?pond ? un int?r?t collectif et que l’ill?galit? commise par l’administration ne concerne que la forme, ? savoir un manquement aux r?gles qui pr?sident ? la proc?dure administrative, l’indemnisation peut ?tre inf?rieure au pr?judice subi.
42. La fixation du montant de l’indemnit? en cause rentre dans la marge d’appr?ciation laiss?e aux ?tats pour fixer une indemnisation qui soit raisonnablement en rapport avec la valeur du bien. Le Gouvernement fait valoir en tout ?tat de cause que les crit?res d’?valuation de l’indemnisation fix?es par la loi budg?taire no 662 de 1996 n’ont pas ?t? appliqu?s en l’esp?ce.
43. A la lumi?re de ces consid?rations, le Gouvernement conclut que le juste ?quilibre a ?t? respect? et que la situation d?nonc?e est compatible ? tous points de vue avec l’article 1 du Protocole no 1.
b) Les requ?rants
44. Les requ?rants s’opposent ? la th?se du Gouvernement.
45. Ils font observer que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?.
46. Ils d?noncent un manque de clart?, pr?visibilit? et pr?cision des principes et des dispositions appliqu?s ? leur cas au motif qu’un principe jurisprudentiel, tel que celui de l’expropriation indirecte, ne suffit pas ? satisfaire au principe de l?galit?.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
47. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si ladite situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
48. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? les requ?rants comme ?tant priv?s de leur bien en raison de la transformation irr?versible de celui-ci. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que l’arr?t de la Cour de cassation a eu pour effet de priver les requ?rants de leur bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura pr?cit?, ? 61, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
49. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1, une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
50. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur la simple ?valuation du montant de la r?paration accord?e aux requ?rants (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
51. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, et Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005, Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005, La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005, et Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
52. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, les juridictions italiennes ont consid?r? les requ?rants comme priv?s de leur bien en raison de sa transformation irr?versible, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, les requ?rants n’ont eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 19 avril 2002, date ? laquelle l’arr?t de la Cour de cassation a ?t? d?pos? au greffe.
53. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier du terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition des int?ress?s.
54. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens des requ?rants.
55. D?s lors, il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR LES VIOLATIONS ALL?GU?ES DE L’ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
A. ?quit? de la proc?dure
56. Les requ?rants se plaignent en substance de l’absence d’?quit? de la proc?dure devant les juridictions internes, faisant valoir que l’?valuation de la valeur marchande du terrain effectu?e par celles-ci ne correspondrait pas ? la valeur v?nale r?elle du terrain. Compte tenu de la substance du grief, la Cour estime que celui-ci doit ?tre analys? sous l’angle de l’article 6 ? 1 de la Convention, qui, en ses passages pertinents, dispose :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…), qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
57. La Cour rappelle qu’elle n’a pas pour t?che de se substituer aux juridictions internes. C’est au premier chef aux autorit?s nationales, et notamment aux cours et tribunaux, qu’il incombe d’interpr?ter la l?gislation interne et d’appr?cier les faits (voir, parmi beaucoup d’autres, les arr?ts Brualla G?mez de la Torre c. Espagne, arr?t du 19 d?cembre 1997, Recueil des arr?ts et d?cisions 1997-VIII, p. 2955, ? 31, et Edificaciones March Gallego S.A. c. Espagne, arr?t du 19 f?vrier 1998, Recueil des arr?ts et d?cisions 1998-I, p. 290, ? 33). La t?che de la Cour consiste ? rechercher si la proc?dure consid?r?e dans son ensemble a rev?tu un caract?re ?quitable (voir, entre autres, l’arr?t Van Mechelen et autres c. Pays-Bas du 23 avril 1997, Recueil 1997-III, p. 711, ? 50).
58. En l’esp?ce, la Cour rel?ve que les juridictions internes ont ?valu? la valeur marchande du terrain ? la suite d’une proc?dure contradictoire et sur la base d’expertises d?pos?es au greffe au cours du proc?s. En outre, dans les d?cisions judiciaires mises en cause par les requ?rants tous les points controvers?s ont ?t? amplement motiv?s, ce qui permet d’?carter tout risque d’arbitraire.
59. Il s’ensuit que ce grief doit ?tre rejet? comme manifestement mal fond?, en application de l’article 35 ?? 3 et 4 de la Convention.
B. Dur?e de la proc?dure
60. Les requ?rants soutiennent que la proc?dure engag?e afin d’obtenir le d?dommagement pour la perte du terrain a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? pos? par l’article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
61. Les requ?rants se plaignent du montant des dommages accord?s dans le cadre du recours ? Pinto ? qu’ils ont intent? au plan national et demandent ? la Cour de conclure ? la violation de la disposition invoqu?e.
62. Le Gouvernement soutient d’embl?e que la jurisprudence r?cente de la Cour de cassation a d?finitivement mis en conformit? la jurisprudence interne avec les principes d?gag?s par la jurisprudence de Strasbourg.
63. En outre, le Gouvernement fait valoir que la somme reconnue aux requ?rants par la cour d’appel de Rome serait ad?quate ? la violation subie et qu’en tout ?tat de cause, m?me en admettant qu’une telle somme ne soit pas conforme aux crit?res d?gag?s par la jurisprudence de Strasbourg, il s’agirait d’une erreur li?e ? l’?valuation de la pr?sente affaire, qui n’aurait pas d’impact sur l’effectivit? du moyen de recours.
64. Se r?f?rant aux principes en mati?re de ? victime ? dans le cadre des dur?es excessives de proc?dure (Scordino c. Italie (no 1), [GC], no 36813/97, ??178-207, CEDH 2006- ), la Cour note que la somme accord?e par la cour d’appel en l’esp?ce repr?sente environ 31 % de ce que la Cour octroie g?n?ralement dans des affaires italiennes similaires. Cet ?l?ment ? lui seul aboutit ? un r?sultat manifestement d?raisonnable par rapport ? sa jurisprudence et aux principes sur lesquels celle-ci repose. En outre, la Cour trouve inadmissible que les requ?rants aient d? attendre plus de trois ans apr?s le d?p?t de la d?cision au greffe, pour recevoir leur indemnisation.
65. La Cour estime que la p?riode ? consid?rer a commenc? le 20 septembre 1984, avec la notification par les requ?rants de l’acte d’assignation devant le tribunal de Sant’Angelo dei Lombardi, pour s’achever le 19 avril 2002, date du d?p?t au greffe de l’arr?t de la Cour de cassation. Elle a donc dur? plus de dix-sept ans pour trois degr?s de juridiction.
66. La Cour rappelle avoir conclu dans quatre arr?ts contre l’Italie du 28 juillet 1999 (Bottazzi c. Italie [GC], no 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V, Ferrari c. Italie [GC], no 33440/96, ? 21, 28 juillet 1999, A.P. c. Italie [GC], no 35265/97, ? 18, 28 juillet 1999, et Di Mauro c. Italie [GC], no 34256/96, ? 23, CEDH 1999-V) ? l’existence d’une pratique en Italie incompatible avec la Convention.
67. Elle rappelle en outre avoir affirm? dans neuf arr?ts contre l’Italie du 29 mars 2006 (Scordino (no 1), pr?cit?, ? 224, Cocchiarella c. Italie [GC], no 64886/01, ? 119, CEDH 2006-… , Musci c. Italie [GC], no 64699/01, ? 119, CEDH 2006-…, Riccardi Pizzati c. Italie [GC], no 62361/00, ? 116, 29 mars 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italie (no 1) [GC], no 64705/01, ? 117, 29 mars 2006, Giuseppe Mostacciuolo c. Italie (no 2) [GC], no 65102/01, ? 116, 29 mars 2006, Apicella c. Italie [GC], no 64890/01, ? 116, 29 mars 2006, Ernestina Zullo c. Italie [GC], no 64897/01, ? 121, 29 mars 2006, et Giuseppina et Orestina Procaccini c. Italie [GC], no 65075/01, ? 117, 29 mars 2006) que la situation de l’Italie au sujet des retards dans l’administration de la justice n’a pas suffisamment chang? pour remettre en cause l’?valuation selon laquelle l’accumulation de manquements est constitutive d’une pratique incompatible avec la Convention.
68. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que ce grief doit ?tre d?clar? recevable.
69. Le fait que la proc?dure ? Pinto ? examin?e dans son ensemble n’ait pas fait perdre aux requ?rants leur qualit? de ? victimes ? constitue une circonstance aggravante dans un contexte de violation de l’article 6 ? 1 pour d?passement du d?lai raisonnable. La Cour sera donc amen?e ? revenir sur cette question sous l’angle de l’article 41.
70. Apr?s avoir examin? les faits ? la lumi?re des informations fournies par les parties et de la pratique pr?cit?e, et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime qu’en l’esp?ce la dur?e de la proc?dure litigieuse est excessive et ne r?pond pas ? l’exigence du ? d?lai raisonnable ?.
71. Partant, il y a eu violation de l’article 6 ? 1.
III. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
72. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
1. Sur le d?dommagement demand? en raison de la privation du terrain
73. A titre de pr?judice mat?riel, les requ?rants sollicitent en voie principale la restitution du terrain. De plus, ils demandent le versement d’une indemnit? pour non-jouissance du terrain, sans toutefois chiffrer celle – ci.
74. En voie subordonn?e, dans le cas o? la restitution ne serait pas possible, ils sollicitent le versement de 60 420 EUR par personne, somme correspondant ? la valeur du terrain au moment de l’occupation, plus int?r?ts et r??valuation. En tout ?tat de cause, ils demandent ? la Cour d’ordonner une expertise dans le cas o? leur ?valuation du d?dommagement soit mise en cause.
75. S’agissant du pr?judice moral, les requ?rants demandent la somme de 30 000 EUR par personne.
76. Enfin, les requ?rants demandent le remboursement des frais encourus dans la proc?dure devant la Cour, ? concurrence de 13 958,35 EUR, taxe sur la valeur ajout?e (TVA) et contributions ? la caisse de pr?voyance des avocats (CPA) inclues.
77. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement conteste les modalit?s de calcul du dommage mat?riel employ?es dans les arr?ts pr?cit?s Carbonara et Ventura c. Italie et Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie et estime qu’en tout ?tat de cause la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive, ?tant donn? que le tribunal leur a reconnu une somme ?gale ? la valeur marchande du terrain en 1984.
78. S’agissant du dommage moral, le Gouvernement fait valoir que la somme r?clam?e par les requ?rants est excessive.
79. Quant aux frais de proc?dure, le Gouvernement soutient que les requ?rants n’ont pas ?tay? leur demande et qu’en tout ?tat de cause la somme r?clam?e est excessive.
80. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 en ce qui concerne le constat de violation de l’article 1 du Protocole no 1 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et les requ?rants parviennent ? un accord.
2. Sur le d?dommagement demand? en raison de la dur?e de la proc?dure
81. Les requ?rants estiment ? 23 757 EUR la r?paration du pr?judice moral subi par chacun d’eux en raison de la dur?e de la proc?dure.
82. Quant aux frais de proc?dure, les requ?rants renvoient ? la somme demand?e ? ce titre dans le cadre de la demande de r?paration de la violation de l’article 1 du Protocole no 1.
83. Le Gouvernement fait valoir que les juridictions internes ont reconnu aux requ?rants un d?dommagement conforme aux crit?res ?tablis par la jurisprudence de la Cour.
84. S’agissant de la r?paration du dommage moral, eu ?gard aux ?l?ments de la pr?sente affaire (paragraphes 65-71 ci-dessus), la Cour estime qu’elle aurait accord?, en l’absence de voies de recours internes, la somme de 10 000 EUR. Vu que les requ?rants se sont vu accorder chacun environ 3 098 EUR, eu ?gard aux caract?ristiques de la voie de recours choisie par l’Italie et compte tenu de ce qu’elle est parvenue ? un constat de violation, la Cour, statuant en ?quit?, estime que les requ?rants devraient se voir allouer 1 400 EUR chacun. En outre, la Cour accorde 3 000 EUR ? chacun des requ?rants au titre de la frustration suppl?mentaire d?coulant du retard dans le versement de la somme due par l’?tat.
85. Partant, les requ?rants ont droit ? titre de r?paration du dommage moral ? 4 400 EUR chacun, soit 22 000 EUR globalement, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur cette somme.
86. Quant aux frais et d?pens dans le cadre du constat de violation de l’article 6 ? 1 de la Convention, la Cour rappelle que selon sa jurisprudence ?tablie, l’allocation des frais et d?pens au titre de l’article 41 pr?suppose que se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure o? ils se rapportent ? la violation constat?e (voir, par exemple, Beyeler c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 33202/96, ? 27, 28 mai 2002, et Sahin c. Allemagne [GC], no 30943/96, ? 105, CEDH 2003-VIII).
87. Si la Cour ne doute pas de la n?cessit? des frais r?clam?s ni qu’ils aient ?t? effectivement engag?s ? ce titre, elle trouve cependant excessifs les honoraires revendiqu?s pour la proc?dure ? Strasbourg. Elle consid?re d?s lors qu’il n’y a lieu de les rembourser qu’en partie. Compte tenu des circonstances de la cause, elle alloue aux requ?rants 1 500 EUR au total, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur cette somme.
3. Int?r?ts moratoires
88. La Cour juge appropri? de baser le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d’int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? l’UNANIMIT?,
1. D?clare recevables les griefs relatifs ? la privation de la propri?t? et ? la dur?e de la proc?dure et irrecevable la requ?te pour le surplus ;
2. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
3. Dit qu’il y a eu violation de l’article 6 ? 1 de la Convention en raison de la dur?e de la proc?dure ;
4. Dit quant ? la violation de l’article 1 du Protocole no 1, que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et les requ?rants ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue au pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin ;
5. Dit quant ? la violation de l’article 6 ? 1 de la Convention,
a) que l’?tat d?fendeur doit verser aux requ?rants, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 22 000 EUR (vingt-deux mille euros) pour dommage moral ;
ii. 1 500 EUR (mille cinq cents euros) pour frais et d?pens ;
iii. tout montant pouvant ?tre d? ? titre d’imp?t sur lesdites sommes ;
b) qu’? compter de l’expiration dudit d?lai et jusqu’au versement, ces montants seront ? majorer d’un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;
6. Rejette quant au constat de violation de l’article 6 ? 1 de la Convention, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 19 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Bo?tjan M. Zupancic
Greffier Pr?sident

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