AFFAIRE GAUCHIN c. FRANCE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE GAUCHIN c. FRANCE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 34, 35, 29, P1-1
Numero: 7801/03/2008
Stato: Francia
Data: 2008-06-19 00:00:00
Organo: Sezione Quinta
Testo Originale

Conclusione Parzialmente inammissibile; Non-violazione di P1-1

QUINTA SEZIONE
CAUSA GAUCHIN C. FRANCIA

( Richiesta no 7801/03)
SENTENZA
STRASBURGO
19 giugno 2008
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Gauchin c. Francia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, quinta sezione, riunendosi in una camera composta da:
Peer Lorenzen, presidente, Jean-Paul Costa, Karel Jungwiert, Volodymyr Butkevych, Renate Jaeger, Isabelle Berro-Lef?vre, Mirjana Lazarova Trajkovska, giudici,
e di Claudia Westerdiek cancelliera di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 27 maggio 2008,
Rende la sentenza che ha, adottata in questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 7801/03) diretta contro la Repubblica francese e in cui due cittadini di questo Stato, Sigg. R. ed O. G. (“i richiedenti”), hanno investito la Corte il 26 febbraio 2003 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti sono rappresentati da G. F., avvocato ad Amiens. Il governo francese (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, la Sig.ra Edwige Belliard, Direttrice delle cause giuridiche al ministero delle Cause estere.
3. I richiedenti adducevano un attentato al diritto al rispetto dei loro beni al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione.
4. Il 9 maggio 2005, la Corte ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Come permesso dall’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso inoltre che sarebbero stati esaminati l’ammissibilit? ed il merito della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
5. I richiedenti, padre e figlio, sono nati rispettivamente nel 1933 e 1964 e hanno risieduto a Buire Courcelles.
6. Il 6 febbraio 1980, il Sig. R. G., il primo richiedente, agricoltore e proprietario di terre agricole, diede in affitto a M.C, agricoltore, ed alla sposa di questo ultimo, M. – T. C-G, parecchi appezzamenti di terre di una superficie totale di 22 ettari, 63 are e 99 centiare, per una durata di dodici anni interi e consecutivi che cominciarono a decorrere il 1 ottobre 1978. Queste terre erano sfruttate dalla famiglia di M.C. dal1967 per l’effetto di rinnovi e proseguimenti di successivi affitti.
7. Il 27 marzo 1985, in seguito ad uno scambio di appezzamenti, la superficie totale delle terre affittate fu portata a 23 ettari, 19 are e 44 centiare.
8. Nel 1988, il primo richiedente cre? con suo figlio agricoltore, O. G., il secondo richiedente, un raggruppamento agricolo di sfruttamento in comune, GAEC, per sfruttare le terre agricole familiari. In seguito alla pensione del primo richiedente, il secondo richiedente continu? a sfruttare queste terre con sua madre, la Sig.ra N. G., nella cornice del GAEC, per una superficie totale di 92 ettari.
9. Il 30 settembre 1990, l’affitto dello sposi C. fu rinnovato tramite tacito proseguimento.
10. Con una lettera del 8 gennaio 1997, questi ultimi chiesero al primo richiedente l’autorizzazione di cedere il loro affitto a loro figlio F.C, agricoltore.
11. Non ricevettero alcuna risposta dal primo richiedente che, il 15 maggio 1997, rilasci? loro un disdetta riguardante l’insieme degli appezzamenti affittati, in applicazione dell’articolo L. 411-64 del codice rurale. Il locatore invoc?, a titolo principale, il fatto che gli affittuari avrebbero raggiunto l’et? della pensione considerata in materia di assicurazione di vecchiaia dei gestori agricoli al termine dell’affitto, o il 30 settembre 1999, e, sussidiariamente, la ripresa delle terre da parte secondo richiedente per sfruttarle.
12. Il 20 giugno 1997, i coniugi C. citarono il primo richiedente dinnanzi al tribunale paritario degli affitti rurali di P?ronne al fine di vedersi autorizzare a cedere l’affitto a loro figlio F.C.
13. Il 26 febbraio 1998, il primo richiedente rilasci? loro una seconda disdetta che annullava e sostituiva la prima. Questa disdetta era data a titolo principale in ragione del fatto che gli affittuari avrebbero raggiunto l’et? della pensione al termine dell’affitto, a titolo sussidiario per la ripresa delle terre da parte del secondo richiedente e sua madre, e, a titolo infinitamente sussidiario, per la loro ripresa al solo profitto del secondo richiedente.
14. Le due disdette furono successivamente contestate dagli affittuari dinnanzi al tribunale paritario degli affitti rurali.
15. Con giudizio del 16 novembre 1998, il tribunale convalid? la seconda disdetta rilasciata in ragione dell’et? degli affittuari ed al fine della ripresa delle terre affittate, constatando che in mancanza, il secondo richiedente e sua madre avrebbero sfruttato una superficie che non superava i 46 ettari ciascuno, il che sarebbe stato contrario ai loro interessi. Perci?, ingiunse ai coniugi C. di liberare le terre affittate per il 30 settembre 1999.
16. Questi ultimi interposero appello dinnanzi alla corte di appello di Amiens. Il secondo richiedente intervenne volontariamente nel procedimento.
17. Con sentenza del 10 gennaio 2001, la corte di appello conferm? il giudizio in quanto alla disdetta rilasciata in ragione dell’et? degli affittuari, ma l’annull? per il surplus ed autorizz? la cessione dell’affitto a profitto del loro figlio F.C, con la seguente motivazione:
“Dato che l’articolo L. 411-64 del codice rurale contempla espressamente che l’affittuario escluso in ragione della sua et? pu? cedere il suo affitto ad uno dei suoi discendenti avendo raggiunto la maggiore et?, nelle condizioni contemplate L. 411-35 all’articolo del codice rurale,;
Dato che il giudice, chiamato a pronunciarsi sull’autorizzazione di cessione, deve procedere al controllo dell’applicazione delle disposizioni dell’articolo L. 411-35 del codice rurale ed assicurarsi che l’operazione non rischi di nuocere agli interessi legittimi del locatore;
Dato che la cessione che costituisce un “favore”, pu? beneficiarne solo l?affittuario che ha soddisfatto a tutti gli obblighi nati dal suo affitto;
Che non ? rimproverato ai coniugi C. n? un difetto di pagamento dei canoni d?affitto, n? un cattivo sfruttamento dei fondi;
Che non pu? essere fatto loro lagnanza di avere proceduto a degli scambi poich? il solo scambio menzionato dal locatore data 1930, ovvero molto prima che i coniugi C. diventassero titolari dell’affitto, e riguarda una superficie poco importante;
Dato che [la sposa di M.C, M. – T. C-G] ? co-titolare dell’affitto; che il locatore non pu? pretendere dunque che ci sia stata cessione proibita a suo favore al senso dell’articolo L. 411-35 del codice rurale;
Per ci? che concerne la cessione a F.C, l’autorizzazione ? stata chiesta al locatore senza che ci sia stata risposta, il che ha fatto nascere il presente procedimento; che il locatore dunque non pu? sostenere di non esserne stato informato e che ci sia una cessione proibita a profitto di questo ultimo;
Dato che la prova della scomparsa dei limiti non ? riportata;
Dato perci? che la buona fede degli affittuari non pu? essere rimessa in causa;
Dato che risulta dai documenti versati ai dibattimenti che il beneficiario della cessione disponeva di un’autorizzazione amministrativa di sfruttamento al momento della richiesta di autorizzazione di cessione; che disponeva dei diplomi necessari a permettergli il buon sfruttamento dei fondi; che prova anche di avere sfruttato le terre controverse con i suoi genitori nella cornice dell’aiuto familiare ed avere sfruttato i suoi propri fondi; cosicch? assolve le condizioni di attitudine professionale richiesta;
Dato che per ci? che concerne la protezione degli interessi legittimi del locatore, si deve valutare unicamente allo sguardo della buona fede del cedente e delle condizioni di collocamento in valore dello sfruttamento da parte del cessionario;
Che conformemente a ci? che precede, non pu? essere invocato dal locatore la protezione del suo interesse legittimo di opporsi alla cessione “
18. I richiedenti formarono un ricorso dinnanzi alla Corte di cassazione e depositarono un esposto integrativo tramite il loro avvocato ai Consigli nel quale facevano valere che la corte di appello non si era pronunciata sul motivo della disdetta fondata sulla ripresa delle terre affittate, e contestavano gli elementi considerati da questa giurisdizione per autorizzare la cessione dell’affitto.
19. Il 18 dicembre 2002, la terza camera civile della Corte di cassazione respinse il ricorso, nei seguenti termini,:
“(…) dato che avendo considerato che risultava dai documenti versati ai dibattimenti che il beneficiario della cessione disponeva di un’autorizzazione di sfruttamento al momento della richiesta di autorizzazione di cessione, che disponeva dei diplomi necessari per permettergli il buono sfruttamento dei fondi, che provava avere sfruttato delle terre coi suoi genitori nella cornice dell’aiuto familiare, la corte di appello che non era tenuta a procedere ad una ricerca che non era stata richiesta e che ha dedotto dunque che il locatore non potesse invocare la protezione del suo interesse legittimo per opporsi alla cessione, ha giustificato legalmente la sua decisione di questo capo “
20. Il 9 aprile 2004, il primo richiedente fece notificare a F.C una disdetta per il 30 settembre 2008, data di scadenza dell’affitto rinnovato, per ripresa al profitto del secondo richiedente.
21. Per potere sfruttare le terre controverse alla scadenza dell’affitto, il secondo richiedente invest? il prefetto della regione Piccardia, prefetto della Somme, di una richiesta di autorizzazione preliminare di sfruttamento di queste terre.
22. Con ordinanza del 1 agosto 2005, il prefetto respinse la domanda. Considerando che il secondo richiedente e F.C. sfruttavano rispettivamente 91 ettari 66 are e 93 ettari 98 are, motiv? il suo rifiuto col fatto che la perdita delle terre in causa, ossia 23 ettari 19 are che rappresentavano pi? del 24% dello sfruttamento di F.C, avrebbe avuto delle conseguenze economiche e che l’operazione prevista di smantellamento di uno sfruttamento agricolo che aveva sottoscritto un CTE (Contratto Territoriale di Sfruttamento1), era contraria agli orientamenti dello schema direttivo dipartimentale delle strutture della Somme.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
1. Generalit? concernenti gli affitti stabili di fondi rustici
23. La locazione di un terreno agricolo in vista del suo sfruttamento si fa con un contratto di canone d?affitto, o affitto stabile di fondi rustici, che appartiene alla categoria degli affitti rurali. Questi affitti sono sottoposti ad una regolamentazione di ordine pubblico, lo statuto del canone d?affitto le cui disposizioni sono oggetto del codice rurale e sono destinate a favorire la produzione agricola e la stabilit? dei gestori. Per il legislatore, l’inquilino in situazione stabile lavora difatti, meglio e produce pi?.
24. L’affitto stabile di fondi rustici ? concluso per una durata minima di nove anni, questa durata ? di ordine pubblico, e rinnovata con tacito proseguimento. L’arrivo del termine non mette fine all’affitto, ma apre all’inquilino un diritto al rinnovo di suddetto affitto previsto dall’articolo L. 411-46 del codice rurale.
25. La possibilit?, per il proprietario, di rifiutare il rinnovo dell’affitto ? rigorosamente ristretta. Deve basarsi:
– o su un motivo grave e legittimo ai termini dell’articolo L. 411-53 del codice, due mancanze di pagamento del canone d?affitto da parte dell’inquilino o di maneggi di natura tale da compromettere il buon sfruttamento dei fondi,;
– o sulla sua volont? di riprendere il bene per s?, il proprio coniuge o il proprio discendente;
– o sul fatto che l’inquilino ha raggiunto l’et? della pensione.
26. La disdetta stessa deve essere rilasciata tramite atto extra-giudiziale almeno diciotto mesi prima della scadenza dell’affitto e comporta certe menzioni obbligatorie. In particolare, la disdetta data all’inquilino vecchio deve riprodurre la disposizione legale che l’autorizza a cedere il suo affitto a profitto di un discendente (vedere paragrafi 28-29 sotto).
27. La ripresa da parte del proprietario a profitto di un discendente ? possibile solamente se il beneficiario ha ottenuto l’autorizzazione necessaria di sfruttamento, articolo L. 411-58 del codice rurale.
28. La cessione dell’affitto da parte dell’inquilino ? vietata, salvo se viene fatta, con l’accordo del proprietario, a profitto del suo congiunto partecipante allo sfruttamento o di un discendente maggiorenne. In mancanza di accordo del proprietario, la cessione pu? essere autorizzata dal tribunale paritario degli affitti rurali. Questo tribunale ? composto da due assessori proprietari e da due assessori inquilini, e presieduto dal giudice di istanza.
29. La cessione che costituisce un “favore”, pu? beneficiare solo l’inquilino che ha soddisfatto tutti gli obblighi nati dal suo affitto. Secondo la giurisprudenza della Corte di cassazione, quando ? chiamato a pronunciarsi su una richiesta di autorizzazione di cessione di affitto, il tribunale ha l’obbligo di ricercare se l’operazione non rischia di nuocere gli interessi legittimi del locatore (Cass. Civ. III, 22 luglio 1992, JCP G 1992, IV, 2749; Cass. civ. III, 1 luglio 1998, JCP N 1998, 1592).
30. La Corte di cassazione considera inoltre che questo interesse deve essere valutato unicamente allo sguardo della buona fede del cedente e delle condizioni di collocamento in valore dello sfruttamento da parte dell? eventuale cessionario. Una richiesta di autorizzazione di cessione a profitto di un discendente dell’inquilino non pu? essere rifiutata dunque perch? lederebbe, per questo solo fatto, gli interessi del proprietario (Cass. civ. III, 12 ottobre 1994, JCP G 1994, IV, 2473; Cass. Civ. III, 13 dicembre 2000, Juris-data no 007414 e J. – Sig. Gilardeau, J. – P. Moreau, Codice rurale (annotato) Litec, 2002-2003, p,. 477).
31. Il cessionario deve essere titolare del brevetto professionale agricolo o di un diploma equivalente, o avere un’esperienza professionale di una certa durata. Deve essere inoltre titolare dell’autorizzazione di sfruttamento. Quando esamina la richiesta di autorizzazione di cessione, il tribunale paritario degli affitti rurali deve verificare che queste condizioni siano assolte.
32. Infine, quando la cessione viene autorizzata, il cessionario ha diritto al rinnovo dell’affitto alle stesse condizioni dell’inquilino che cede.
2. Disposizioni del codice rurale
33. Gli articoli pertinenti del codice rurale sono i successivi:
Articolo L. 331-2
“I. Sono sottoposte ad autorizzazione preliminare le seguenti operazioni:
1o Gli insediamenti, gli ingrandimenti o le riunioni di sfruttamenti agricoli a favore di un sfruttamento agricolo messo in valore da una o parecchie persone fisiche o giuridiche, quando la superficie totale che si intende mettere in valore supera la soglia fissata dallo schema direttivo dipartimentale delle strutture (?) “
Articolo L. 411-35
“Nonostante le disposizioni dell’articolo 17172 del codice civile, ogni cessione di affitto ? vietata, salvo se la cessione ? acconsentita, col consenso del locatore, a profitto del coniuge dell’affittuario che partecipa allo sfruttamento o ai discendenti dell’affittuario che hanno raggiunto la maggiore et? che sono stati emancipati. In mancanza di consenso del locatore la cessione pu? essere autorizzata dal tribunale paritario “
Articolo L. 411-46
“L’affittuario ha diritto al rinnovo dell’affitto, nonostante ogni clausola, stipulazione o disposizione contrarie, a meno che il locatore non giustifichi uno dei motivi gravi e legittimi menzionati all’articolo L. 411-53 o non invochi il diritto di ripresa nelle condizioni contemplate agli articoli L. 411-57 , L. 411-63, L. 411-66 e L. 411-67 “
Articolo L. 411-53
Possono essere considerati solamente come motivi di opposizione al rinnovo dell’affitto, nonostante ogni clausola contraria,:
1o Due mancanze di pagamento di canone d?affitto o della parte dei prodotti che spettano al locatore ed che persistono alla scadenza di un termine di tre mesi dopo collocamento in essere posteriore alla scadenza. Questo collocamento in opera dovr?, a pena della nullit?, ricordare i termini della presente disposizione,;
2o I maneggi dell’affittuario di natura tale da compromettere il buon sfruttamento dei fondi, in particolare il fatto che non disponga della mano d?opera necessaria ai bisogni dello sfruttamento “
Articolo L. 411-58
“Il locatore ha il diritto di rifiutare il rinnovo dell’affitto se vuole riprendere il bene affittato per s? o a profitto del coniuge o di un discendente maggiorenne o minorenne emancipato “
Articolo L. 411-59
“Il beneficiario della ripresa deve, a partire da questa, dedicarsi allo sfruttamento del bene ripreso almeno per nove anni
Il beneficiario della ripresa dovr? giustificare che risponde alle condizioni di capacit? o di esperienza professionale “
Articolo L. 411-64
“Il diritto di ripresa, come ? contemplato agli articoli L. 411-58 , L. 411-63, L. 411-66 e L. 411-67 non pu? essere esercitati a profitto di una persona che ha raggiunto, alla data contemplata per la ripresa, l’et? della pensione considerata in materia di assicurazione di vecchiaia dei gestori agricoli, salvo se si tratta, per il beneficiario del diritto di ripresa, di costituire uno sfruttamento che ha una superficie al pi? uguale alla superficie fissata in applicazione dell’articolo 11 della legge n? 86-19 del 6 gennaio 1986 relativo all’abbassamento a vent’ anni dell’et? della pensione delle persone non salariate delle professioni agricole. Se la superficie dello sfruttamento o degli sfruttamenti messi in valore dall’affittuario ? superiore a questo limite, il locatore pu?, con derogazione agli articoli L. 411-5 e L. 411-46:
– o rifiutare il rinnovo dell’affitto all’affittuario che ha raggiunto l’et? della pensione considerata in materia di assicurazione di vecchiaia dei gestori agricoli;
– o limitare il rinnovo alla scadenza del periodo triennale durante il quale l’affittuario raggiunger? questa et?.
Nei due casi sopra il locatore deve informare, l’affittuario della sua intenzione di rifiutare il rinnovo dell’affitto o di mettere fine con atto extragiudiziale notificato almeno diciotto mesi in anticipo. Le disposizioni del precedente capoverso sono applicabili sia che il proprietario intenda alienare o dare ad affitto ad un affittuario vecchio di meno di vent’ anni sia che intenda sfruttare per farne valore diretto. In questo ultimo caso, salvo si tratti per il locatore di costituire un sfruttamento nelle condizioni contemplate al primo capoverso del presente articolo, non deve aver raggiunto l’et? della pensione alla scadenza dell’affitto.
L’affittuario escluso in ragione della sua et? pu? cedere il suo affitto al suo congiunto partecipante allo sfruttamento o ad uno dei suoi discendenti che hanno raggiunto la maggiore et? o che sono stati emancipato, nelle condizioni contemplate all’articolo L. 411-35. Il beneficiario della cessione ha diritto al rinnovo del suo affitto “
IN DIRITTO
SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
34. I richiedenti adducono una violazione del diritto al rispetto dei loro beni al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
35. In particolare, si lamentano della sentenza della Corte di cassazione del 18 dicembre 2002 che ha, secondo essi, violato, da una parte, il diritto di propriet? del primo richiedente che si trova nell’impossibilit? di riprendere possesso delle sue terre, e, dall?altra parte, il diritto del secondo richiedente allo sfruttamento di queste terre.
A. Sull’ammissibilit?
36. Il Governo eccepisce l’inapplicabilit? dell’articolo 1 del Protocollo no 1 al riguardo del secondo richiedente.
37. Secondo il Governo, il secondo richiedente fonda la sua richiesta sulla speranza che aveva di ottenere il godimento per mezzo di liberalit? di un terreno appartenente a suo padre. Cos?, il Governo stima che il secondo richiedente non saprebbe definirsi titolare di un credito in virt? della quale avrebbe almeno una “speranza legittima” di ottenere il godimento di un diritto di propriet?. Peraltro, il Governo adduce che la sua sola partecipazione al procedimento interno non potrebbe bastare a conferirgli la qualit? di vittima.
38. I richiedenti stimano che non si tratta per niente per il secondo richiedente di avvalersi di una speranza di una futura liberalit?, ma che ? in causa la privazione di un attrezzo di lavoro nella cornice della trasmissione di uno sfruttamento familiare . In quanto colui nominato per riprende possesso delle terre controverse, il secondo richiedente deve essere considerato come il titolare di valori patrimoniali nati dal suo diritto al godimento effettivo del diritto di propriet? di suo padre, il primo richiedente. I richiedenti sottolineano, infine che ? a questo titolo che il secondo richiedente ha avuto la qualit? del resto di parte durante il procedimento interno.
39. Ne concludono che il secondo richiedente pu? avvalersi di un “bene” al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e che non si potrebbe negargli la qualit? di vittima della violazione addotta.
40. La Corte nota che, nel presente caso, le questioni dell’esistenza di un “bene”, al senso dell’articolo 1 del Protocollo no 1, nel patrimonio del secondo richiedente e della qualit? di “vittima”, al senso dell’articolo 34 della Convenzione, di questo richiedente sono strettamente legate . Quindi, conviene esaminarli insieme.
41. Supponendo anche che il secondo richiedente che ? intervenuto nel procedimento interno in quanto colui nominato per riprendere le terre, possa essere considerato come vittima, al senso dell’articolo 34 della Convenzione, la Corte stima che pu? lamentarsi di una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 solo nella misura in cui i procedimenti che incrimina si riferirebbero ai “beni” di cui sarebbe titolare, al senso di questa disposizione.
42. Ricorda che la nozione menzionata di “bene” nella prima parte dell’articolo 1 del Protocollo no 1 ha una portata autonoma che non si limita alla propriet? di beni corporali ed ? indipendente rispetto alle qualifiche formali del diritto interno: certi altri diritti ed interessi che costituiscono degli attivi possono anche passare per i “diritti patrimoniali” e dunque dei “beni” ai fini di questa disposizione. In ogni caso, importa esaminare se le circostanze, considerate nel loro insieme, hanno reso il richiedente titolare di un interesse sostanziale protetto dall’articolo 1 del Protocollo no 1 (vedere Anheuser-Busch Inc). c. Portogallo [GC], no 73049/01, ? 63, CEDH 2007 -…, e la giurisprudenza citata).
43. La Corte stima che non ? cos? nello specifico. Osserva che il primo richiedente ? il solo proprietario delle terre in causa ed ? dunque il solo a beneficiare a questo titolo, in virt? del codice rurale, del diritto di ripresa o di rifiuto di rinnovo dell’affitto.
44. La Corte constata peraltro che nessuna conseguenza giuridica ? legata dal diritto interno al fatto che il secondo richiedente sia stato designato come colui che riprende eventualmente le terre affittate in vista del loro sfruttamento, e che in questa qualit? non ? titolare di nessuno diritto o credito a suo proprio nome derivante dalla legislazione interna o dalla giurisprudenza. Non pu? pretendere di essere titolare dunque n? di un bene reale n? di un credito certo,(Anheuser-Busch Inc. precitata, ? 64).
45. La Corte conclude che il secondo richiedente non ? titolare di nessuno interesse sostanziale e reale dipendente dal campo di applicazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 e che la sua richiesta ? incompatibile ratione personae con le disposizioni della Convenzione, al senso dell’articolo 35 ? 3.
46. C’? luogo dunque di accogliere l?eccezione del Governo.
47. La Corte constata che la richiesta, dal momento che viene introdotta dal primo richiedente, non ? manifestamente mal fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. La Corte rileva peraltro che non risconta nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Argomenti delle parti
48. Il primo richiedente ricorda che gli Stati hanno l’obbligo di prendere le misure di protezione per garantire l’esercizio effettivo del diritto di propriet? (Matheus c. Francia, no 62740/00, ? 69, 31 marzo 2005). Ora, l’applicazione delle regole del diritto rurale francese tende a sfavorire i proprietari coltiivatori, mettendo cos? in pericolo i loro propri sfruttamenti agricoli, ci? che compromette l’interesse economico generale.
49. Nello specifico, il primo richiedente sottolinea che il secondo richiedente sfrutta, con sua madre, una superficie di 92 ettari, o 46 ettari ciascuno mentre F.C. sfrutta solo una superficie di 93 ettari e 98 are.
50. In pi?, in quanto giovane agricoltore, il secondo richiedente contava legittimamente sulla ripresa delle terre affittate nel 1980 a M.C. da suo padre per sviluppare la sua attivit? per fare perdurare lo sfruttamento familiare per farlo rimanere competitivo. In ragione dell’impossibilit? di riprendere queste terre, ? stato obbligato a modificare le condizioni del suo sfruttamento, il che ha rappresentato un costo finanziario non trascurabile. Conoscendo da parecchi anni la volont? del locatore di riprendere le sue terre, l’affittuario aveva la possibilit? di riorganizzare perci? il suo sfruttamento. Essendo uguali le costrizioni economiche alle quali si sono trovati di fronte l’affittuario ed il figlio del primo richiedente, non ? legittimo che le giurisdizioni abbiano privilegiato il primo a scapito del secondo, nonostante tutto proprietario delle terre. Secondo il primo richiedente, questa differenza di trattamento non potrebbe giustificarsi con l’interesse generale economico.
51. Infine, mentre l’affitto rurale arriva a scadenza solo alla fine dei nove anni, o nel 2008, la ripresa delle terre affittate ? compromessa di nuovo in ragione del rigetto della richiesta preliminare di sfruttare opposta al secondo richiedente per decisione del prefetto del 1 agosto 2005. Perci?, il primo richiedente rileva che ? stato privato del godimento del diritto di propriet? sulle terre controverse per pi? di undici anni, o dal 1997, data della primo disdetta rilasciata agli affittuari. Citando la giurisprudenza della Corte (Phocas c. Francia, sentenza del 23 aprile 1996, Raccolta 1996-II, e Lallement c. Francia, no 46044/99, 11 aprile 2002) stima essere stato privato cos? del suo attrezzo di lavoro e che il suo diritto di propriet? ? stato reso aleatorio e precario. Ne conclude che l’ingerenza in questo diritto ? sproporzionata.
52. Il Governo ammette che l’impossibilit? prolungata per il primo richiedente di ricuperare l’uso del suo bene per deciderne liberamente della destinazione costituisce un’ingerenza nel diritto al rispetto dei suoi beni garantiti dall’articolo 1 del Protocollo no 1. Precisa per? che non si tratta nello specifico n? di un’espropriazione di fatto n? di un trasferimento di propriet?, ma solamente di una regolamentazione dell’uso dei beni, al senso del secondo capoverso dell’articolo precitato, dal momento che il primo richiedente conserva la possibilit? di alienare il suo bene e che percepisce degli affitti per la messa a disposizione del godimento di questo bene.
53. Il Governo stima che la regolamentazione controversa ? conforme agli imperativi dell’interesse generale, e ricorda che, secondo la giurisprudenza della Corte, conviene rispettare il modo in cui lo stato concepisce simili imperativi, salvo nel caso in cui il suo giudizio si riveli manifestamente privo di base ragionevole (Mellacher ed altri c. Austria, sentenza del 19 dicembre 1989, serie A no 169, p. 25-26, ? 45; Spadea e Scalabrino c. Italia, sentenza del 28 settembre 1995, serie A no 315-B, p. 25, ? 29).
54. Secondo il Governo, lo scopo dell’ingerenza era legittimo nello specifico, perch? le regole relative allo statuto del canone d?affitto come applicate dalle giurisdizioni nazionali, rispondono agli obiettivi sociali, economici e professionali, in particolare quello di garantire al gestore affittuario che non dispone del capitale fondiario, la sicurezza del mantenimento dei luoghi al giusto prezzo. Si tratta di garantire a questo ultimo che potr? sfruttare le terre affittate il tempo necessario al collocamento in valore dei suoi investimenti (edifici di sfruttamento, materiale, ecc.). Si tratta, infine, per il legislatore, permettendo le cessioni al profitto dei discendenti dell’affittuario, di dare una dimensione familiare allo statuto degli affitti rurali, in corrispondenza con la volont? di sostenere un sfruttamento medio come modello di sviluppo dell’agricoltura francese e di facilitare la trasmissione familiare degli sfruttamenti.
55. In quanto al carattere proporzionato dell’ingerenza nel diritto al rispetto dei beni, il Governo stima che, tenuto conto del largo margine di valutazione in materia lasciato agli Stati secondo la giurisprudenza della Corte, il locatore non ha sopportato un carico eccessivo in quanto all’impossibilit? di disporre del suo bene.
56. Il Governo sottolinea, a questo riguardo che per gestire il giusto equilibro tra i diritti del proprietario e quelli dell’affittuario, il legislatore ha contemplato, da una parte, un diritto di ripresa pure restringendolo affinch? nuoci il meno possibile all’affittuario e, dall?altra parte, una possibilit? di cessione dell’affitto a profitto dei discendenti dell’affittuario. Infine, in mancanza di accordo del locatore sulla cessione, questa pu? intervenire solamente tramite autorizzazione giudiziale.
57. Ora, nello specifico, la cessione autorizzata dal giudice non ha potuto intervenire senza che questo abbia verificato che non nuoceva agli interessi del primo richiedente cercando di rilevare, alla conclusione di un esame dettagliato, il rispetto degli obblighi nati dall’affitto con gli affittuari cos? come dalle condizioni del collocamento in valore dello sfruttamento da parte del cessionario, in particolare per ci? che riguardava le sue attitudini professionali. In conclusione, il Governo stima che un rigoroso equilibrio ? stato predisposto tra i diritti del primo richiedente e quelli degli affittuari, escludendo ogni attentato al rispetto dei loro beni.
2. Valutazione della Corte
58. La Corte stima che l’applicazione del codice rurale da parte delle giurisdizioni interne che ha provocato l’impossibilit? per il primo richiedente di ricuperare le terre controverse alla scadenza dell’affitto, si analizza in una regolamentazione dell’uso dei beni, al senso del secondo capoverso dell’articolo 1 precitato (cf. mutatis mutandis Spadea e Scalabrino precitata, p. 25, ? 28, Immobiliare Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ? 4, CEDH 1999-V, e J.A. Pye, Oxford, Ltd e J.A. Pye (Oxford, Land Ltd c,). Regno Unito [GC], no 44302/02, ? 66, CEDH 2007 -…).
59. Non ? contestato tra le parti che l’ingerenza in causa era prevista dalla legge, ossia dalle disposizioni del codice rurale.
60. In quanto allo scopo perseguito, la Corte ricorda che stima normale che il legislatore disponga di una grande latitudine per condurre una politica economica e sociale, e che rispetta perci? il modo in cui concepisce gli imperativi dell’utilit? pubblica o dell’interesse generale, salvo nel caso in cui il suo giudizio si riveli manifestamente privo di base ragionevole (cf. Mellacher ed altri precitate, p. 27, ? 48, Hutten-Czapska c. Polonia [GC], no 35014/97, ? 166, CEDH 2006 -…, e J.A. Pye, Oxford, Ltd e J.A. Pye (Oxford, Land precitata, ? 71,).
61. Nello specifico, la Corte accetta l’argomento del Governo secondo il quale le disposizioni in causa perseguono da una parte degli scopi di interesse generale, ossia, garantire all’inquilino che sfrutta la sicurezza del mantenimento nei luoghi per rendere redditizi i suoi investimenti e, dall?altra parte, sostenere gli sfruttamenti agricoli medi come modello di sviluppo dell’agricoltura francese, facilitando la trasmissione familiare.
62. La Corte deve esaminare inoltre se esiste un rapporto ragionevole di proporzionalit? tra i mezzi impiegati e lo scopo previsto; in altri termini, gli tocca di ricercare se l’equilibrio ? stato mantenuto tra le esigenze dell’interesse generale e l’interesse dell?individuo o degli individui riguardati. Facendo cos?, riconosce allo stato un grande margine di valutazione tanto per scegliere le modalit? di collocamento in opera che per giudicare se le loro conseguenze si trovano legittimate, nell’interesse generale, con la preoccupazione di raggiungere l’obiettivo della legge in causa (cf. particolarmente Chassagnou ed altri c. Francia [GC], numero 25088/94, 28331/95 e 28443/95, ? 75, CEDH 1999-II, ed Immobiliare Saffi precitata, ? 49).
63. La Corte osserva che lo statuto del canone d?affitto, come organizzato dal diritto francese, contempla a profitto dell’inquilino, per garantire la stabilit? del suo sfruttamento, una durata minimale dell’affitto, cos? come il diritto al rinnovo di suddetto affitto alla sua scadenza. Contempla anche, nel senso di una continuit? familiare dello sfruttamento, la possibilit? per lui di cedere il suo affitto al suo coniuge o discendente, con l’accordo del proprietario o su autorizzazione del tribunale.
64. Tuttavia, il proprietario dispone da arte sua il diritto di rifiutare il rinnovo, in un certo numero di ipotesi, come i motivi legittimi enumerati dall’articolo L. 411-53 del codice rurale, l’et? dell’affittuario o la ripresa per sfruttamento, a suo profitto o a profitto del suo coniuge o discendente.
65. La Corte nota peraltro che in presenza di interessi contraddittori come nella presente causa, il diritto francese contempla delle garanzie procedurali per il proprietario, poich? spetta al tribunale paritario degli affitti rurali ed alla corte di appello di deliberare sulle richieste di cessione dell’affitto e di ripresa (vedere in particolare a contrario Immobiliare Saffi precitata, ? 54, Hutten-Czapska precitata, ? 221, e Radovici e Stanescu c. Romania, numero 68479/01, 71351/01 e 71352/01, ? 76, CEDH 2006…).
66. La Corte rileva che nello specifico, per autorizzare la cessione, la corte di appello si ? innanzitutto assicurata che l’operazione non rischiava di nuocere agli interessi legittimi del locatore, al senso dell’articolo L. 411-53 precitato, verificando in modo dettagliato se i coniugi C-G avevano soddisfatto tutti gli obblighi derivanti dall’affitto, in particolare il versamento degli affitti ed il buon sfruttamento dei fondi. Ha esaminato poi se il cessionario assolveva le condizioni del diploma e dell?esperienza professionale richiesti e se beneficiava di un’autorizzazione amministrativa per lo sfruttamento. ? solamente dopo avere verificato la riunione dell’insieme di queste condizioni che ha autorizzato la cessione.
67. Infine, anche se il primo richiedente non ha potuto riprendere le terre in questione al termine dell’affitto, percepisce per il loro sfruttamento un affitto che egli non giudica insufficiente.
68. In queste condizioni, la Corte considera che, in materia, un giusto equilibrio ? stato predisposto nello specifico tra le esigenze dell’interesse generale e la protezione del diritto al rispetto dei beni del primo richiedente tenuto conto del margine di valutazione degli Stati.
69. La Corte conclude perci? che non c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta inammissibile in quanto ? introdotta dal secondo richiedente ed ammissibile per il surplus;
2. Dice che non c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 19 giugno 2008 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Claudia Westerdiek Peer Lorenzen
Cancelliera Presidente
1 secondo il ministero dell’agricoltura, il contratto territoriale di sfruttamento ? “un strumento contrattuale, tra gli agricoltori volontari ed i poteri pubblici, destinato ad appoggiare l’evoluzione dei sistemi di sfruttamento verso un’agricoltura duratura e multifunzionale, in una cornice collettiva con una logica di progetto globale.” Nel 2003, questo dispositivo ? stato sostituito dai Contratti di agricoltura Duratura (CAD).

2 articolo 1717 del codice civile:
“L’affittuario ha il diritto di subaffittare, ed anche di cedere il suo affitto ad un altro, se questa facolt? non gli ? stata vietata.
Pu? essere vietata completamente o in parte.
Questa clausola ? sempre di rigore. “

Testo Tradotto

Conclusion Partiellement irrecevable ; Non-violation de P1-1

CINQUI?ME SECTION
AFFAIRE GAUCHIN c. FRANCE
(Requ?te no 7801/03)
ARR?T
STRASBOURG
19 juin 2008
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Gauchin c. France,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (cinqui?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
Peer Lorenzen, pr?sident,
Jean-Paul Costa,
Karel Jungwiert,
Volodymyr Butkevych,
Renate Jaeger,
Isabelle Berro-Lef?vre,
Mirjana Lazarova Trajkovska, juges,
et de Claudia Westerdiek greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 27 mai 2008,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 7801/03) dirig?e contre la R?publique fran?aise et dont deux ressortissants de cet Etat, MM. R. et O. G. (? les requ?rants ?), ont saisi la Cour le 26 f?vrier 2003 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me G. F., avocat ? Amiens. Le gouvernement fran?ais (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, Mme Edwige Belliard, Directrice des affaires juridiques au minist?re des Affaires ?trang?res.
3. Les requ?rants all?guaient une atteinte au droit au respect de leurs biens au sens de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
4. Le 9 mai 2005, la Cour a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Comme le permet l?article 29 ? 3 de la Convention, elle a en outre d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le fond de l?affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Les requ?rants, p?re et fils, sont n?s respectivement en 1933 et 1964 et r?sident ? Buire Courcelles.
6. Le 6 f?vrier 1980, M. R. G. (le premier requ?rant), agriculteur et propri?taire de terres agricoles, donna ? bail ? M.C., exploitant agricole, et ? l??pouse de ce dernier, M.-T. C-G., plusieurs parcelles de terres d?une superficie totale de 22 hectares, 63 ares et 99 centiares, pour une dur?e de douze ann?es enti?res et cons?cutives, qui commenc?rent ? courir le 1er octobre 1978. Ces terres ?taient exploit?es par la famille de M.C. depuis 1967 par l?effet de renouvellements et reconductions de baux successifs.
7. Le 27 mars 1985, ? la suite d?un ?change de parcelles, la superficie totale des terres lou?es fut port?e ? 23 hectares, 19 ares et 44 centiares.
8. En 1988, le premier requ?rant cr?a avec son fils agriculteur, O. G. (le second requ?rant), un groupement agricole d?exploitation en commun (GAEC) afin d?exploiter les terres agricoles familiales. A la suite du d?part en retraite du premier requ?rant, le second requ?rant continua ? exploiter ces terres avec sa m?re (Mme N. G.), dans le cadre du GAEC, pour une superficie totale de 92 hectares.
9. Le 30 septembre 1990, le bail des ?poux C. fut renouvel? par tacite reconduction.
10. Par un courrier du 8 janvier 1997, ces derniers demand?rent au premier requ?rant l?autorisation de c?der leur bail ? leur fils F.C., agriculteur.
11. Ils ne re?urent pas de r?ponse du premier requ?rant qui, le 15 mai 1997, leur d?livra un cong? portant sur l?ensemble des parcelles lou?es, en application de l?article L. 411-64 du code rural. Le bailleur invoqua, ? titre principal, le fait que les preneurs atteindraient l??ge de la retraite retenu en mati?re d?assurance vieillesse des exploitants agricoles au terme du bail, soit le 30 septembre 1999, et, subsidiairement, la reprise des terres par le second requ?rant afin de les exploiter.
12. Le 20 juin 1997, les ?poux C. assign?rent le premier requ?rant devant le tribunal paritaire des baux ruraux de P?ronne aux fins de se voir autoriser ? c?der le bail ? leur fils F.C.
13. Le 26 f?vrier 1998, le premier requ?rant leur d?livra un second cong? annulant et rempla?ant le premier. Ce cong? ?tait donn? ? titre principal en raison du fait que les preneurs auraient atteint l??ge de la retraite au terme du bail, ? titre subsidiaire pour la reprise des terres par le second requ?rant et sa m?re, et, ? titre infiniment subsidiaire, pour leur reprise au seul profit du second requ?rant.
14. Les deux cong?s furent successivement contest?s par les preneurs devant le tribunal paritaire des baux ruraux.
15. Par jugement du 16 novembre 1998, le tribunal valida le second cong? d?livr? en raison de l??ge des preneurs et aux fins de reprise des terres lou?es, constatant qu?? d?faut, le second requ?rant et sa m?re exploiteraient une superficie n?exc?dant pas 46 hectares chacun, ce qui serait contraire ? leurs int?r?ts. En cons?quence, il enjoignit aux ?poux C. de lib?rer les terres lou?es pour le 30 septembre 1999.
16. Ces derniers interjet?rent appel devant la cour d?appel d?Amiens. Le second requ?rant intervint volontairement dans la proc?dure.
17. Par arr?t du 10 janvier 2001, la cour d?appel confirma le jugement quant au cong? d?livr? en raison de l??ge des preneurs, mais l?infirma pour le surplus et autorisa la cession du bail au profit de leur fils F.C., avec la motivation suivante :
? Attendu que (…) l?article L. 411-64 du code rural pr?voit express?ment que le preneur ?vinc? en raison de son ?ge peut c?der son bail ? l?un de ses descendants ayant atteint l??ge de la majorit?, dans les conditions pr?vues ? l?article L. 411-35 du code rural ;
Attendu que le juge, appel? ? se prononcer sur l?autorisation de cession, doit proc?der au contr?le de l?application des dispositions de l?article L. 411-35 du code rural et s?assurer que l?op?ration ne risque pas de nuire aux int?r?ts l?gitimes du bailleur ;
Attendu que la cession constituant une ? faveur ?, seul peut en b?n?ficier le preneur qui a satisfait ? toutes les obligations n?es de son bail ;
Qu?il n?est reproch? aux ?poux C. ni un d?faut de paiement des fermages, ni une mauvaise exploitation du fonds ;
Qu?il ne peut leur ?tre fait grief d?avoir proc?d? ? des ?changes puisque le seul ?change mentionn? par le bailleur date de 1930, soit bien avant que les ?poux C. ne deviennent titulaires du bail, et porte sur une superficie tr?s peu importante ;
Attendu que [l??pouse de M.C., M.-T. C-G.] est co-titulaire du bail ; que le bailleur ne peut donc pr?tendre qu?il y a eu cession prohib?e en sa faveur au sens de l?article L. 411-35 du code rural ;
Que concernant la cession ? F.C., l?autorisation en a ?t? demand?e au bailleur sans qu?il n?y apporte de r?ponse, ce qui a fait na?tre la pr?sente proc?dure ; que le bailleur ne peut donc soutenir ne pas en avoir ?t? inform? et qu?il y a cession prohib?e au profit de ce dernier ;
Attendu que la preuve n?est pas rapport?e de la disparition des bornes ;
Attendu en cons?quence que la bonne foi des preneurs ne peut ?tre remise en cause ;
Attendu qu?il ressort des documents vers?s aux d?bats que le b?n?ficiaire de la cession disposait d?une autorisation administrative d?exploiter au moment de la demande d?autorisation de cession ; qu?il disposait des dipl?mes n?cessaires ? lui permettre la bonne exploitation du fonds ; qu?il prouve ?galement avoir exploit? les terres litigieuses avec ses parents dans le cadre de l?entraide familiale et avoir exploit? son propre fonds ; qu?ainsi il remplit les conditions d?aptitude professionnelle exig?es ;
Attendu que concernant la protection des int?r?ts l?gitimes du bailleur, elle doit s?appr?cier uniquement au regard de la bonne foi du c?dant et des conditions de mise en valeur de l?exploitation par le cessionnaire ;
Qu?en cons?quence de ce qui pr?c?de, il ne peut ?tre invoqu? par le bailleur la protection de son int?r?t l?gitime pour s?opposer ? la cession (…) ?
18. Les requ?rants form?rent un pourvoi devant la Cour de cassation et d?pos?rent un m?moire ampliatif par l?interm?diaire de leur avocat aux Conseils, dans lequel ils faisaient valoir que la cour d?appel ne s??tait pas prononc?e sur le motif de cong? fond? sur la reprise des terres lou?es, et contestaient les ?l?ments retenus par cette juridiction pour autoriser la cession du bail.
19. Le 18 d?cembre 2002, la troisi?me chambre civile de la Cour de cassation rejeta le pourvoi, dans les termes suivants :
? (…) attendu qu?ayant retenu qu?il ressortait des documents vers?s aux d?bats que le b?n?ficiaire de la cession disposait d?une autorisation d?exploiter au moment de la demande d?autorisation de cession, qu?il disposait des dipl?mes n?cessaires pour lui permettre la bonne exploitation du fonds, qu?il prouvait avoir exploit? des terres avec ses parents dans le cadre de l?entraide familiale, la cour d?appel, qui n??tait pas tenue de proc?der ? une recherche qui n??tait pas demand?e et qui en a d?duit que le bailleur ne pouvait donc invoquer la protection de son int?r?t l?gitime pour s?opposer ? la cession, a l?galement justifi? sa d?cision de ce chef (…) ?
20. Le 9 avril 2004, le premier requ?rant fit notifier ? F.C un cong? pour le 30 septembre 2008, date d??ch?ance du bail renouvel?, pour reprise au profit du second requ?rant.
21. Afin de pouvoir exploiter les terres litigieuses ? l??ch?ance du bail, le second requ?rant saisit le pr?fet de la r?gion Picardie, pr?fet de la Somme, d?une demande d?autorisation pr?alable d?exploitation de ces terres.
22. Par arr?t? du 1er ao?t 2005, le pr?fet rejeta la demande. Consid?rant que le second requ?rant et F.C. exploitaient respectivement 91 hectares 66 ares et 93 hectares 98 ares, il motiva son refus par le fait que la perte des terres en cause, soit 23 hectares 19 ares repr?sentant plus de 24 % de l?exploitation de F.C., comporterait des cons?quences ?conomiques et que l?op?ration envisag?e, qui d?mant?lerait une exploitation agricole ayant souscrit un CTE (Contrat Territorial d?Exploitation1), ?tait contraire aux orientations du sch?ma directeur d?partemental des structures de la Somme.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
1. G?n?ralit?s concernant les baux ? ferme
23. La location d?un terrain agricole en vue de son exploitation se fait par un contrat de fermage, ou bail ? ferme, appartenant ? la cat?gorie des baux ruraux. Ces baux sont soumis ? une r?glementation d?ordre public, le statut du fermage, dont les dispositions font l?objet du code rural et destin?e ? favoriser la production agricole et la stabilit? des exploitants. Pour le l?gislateur, en effet, le locataire en situation stable travaille mieux et produit plus.
24. Le bail ? ferme est conclu pour une dur?e minimum de neuf ans (cette dur?e est d?ordre public) et se renouvelle par tacite reconduction. L?arriv?e du terme ne met pas fin au bail, mais ouvre au locataire un droit au renouvellement dudit bail pr?vu par l?article L. 411-46 du code rural.
25. La possibilit?, pour le propri?taire, de refuser le renouvellement du bail est strictement encadr?e. Il doit se fonder :
– soit sur un motif grave et l?gitime dans les termes de l?article L. 411-53 du code (deux d?fauts de paiement du fermage par le locataire ou des agissements de nature ? compromettre la bonne exploitation du fonds) ;
– soit sur sa volont? de reprendre le bien pour lui-m?me, son conjoint ou son descendant ;
– soit sur le fait que le locataire a atteint l??ge de la retraite.
26. Le cong? lui-m?me doit ?tre d?livr? par acte extra-judiciaire au minimum dix-huit mois avant l?expiration du bail et comporter certaines mentions obligatoires. En particulier, le cong? donn? au locataire ?g? doit reproduire la disposition l?gale qui l?autorise ? c?der son bail au profit d?un descendant (voir paragraphes 28-29 ci-dessous).
27. La reprise par le propri?taire au profit d?un descendant n?est possible que si le b?n?ficiaire a obtenu l?autorisation d?exploiter n?cessaire (article L. 411-58 du code rural).
28. La cession du bail par le locataire est interdite, sauf si elle est faite, avec l?accord du propri?taire, au profit de son conjoint participant ? l?exploitation ou d?un descendant majeur. A d?faut d?accord du propri?taire, la cession peut ?tre autoris?e par le tribunal paritaire des baux ruraux. Ce tribunal est compos? de deux assesseurs propri?taires et de deux assesseurs locataires, et pr?sid? par le juge d?instance.
29. La cession constituant une ? faveur ?, seul peut en b?n?ficier le locataire qui a satisfait ? toutes les obligations n?es de son bail. Selon la jurisprudence de la Cour de cassation, lorsqu?il est appel? ? se prononcer sur une demande d?autorisation de cession de bail, le tribunal a l?obligation de rechercher si l?op?ration ne risque pas de nuire aux int?r?ts l?gitimes du bailleur (Cass. Civ. III, 22 juillet 1992, JCP G 1992, IV, 2749 ; Cass. civ. III, 1er juillet 1998, JCP N 1998, 1592).
30. La Cour de cassation consid?re en outre que cet int?r?t doit ?tre appr?ci? uniquement au regard de la bonne foi du c?dant et des conditions de mise en valeur de l?exploitation par le cessionnaire ?ventuel. Une demande d?autorisation de cession au profit d?un descendant du locataire ne peut donc pas ?tre refus?e parce qu?elle l?serait, de ce seul fait, les int?r?ts du propri?taire (Cass. civ. III, 12 octobre 1994, JCP G 1994, IV, 2473 ; Cass. Civ. III, 13 d?cembre 2000, Juris-data no 007414 et J.-M. Gilardeau, J.-P. Moreau, Code rural (annot?), Litec, 2002-2003, p. 477).
31. Le cessionnaire doit ?tre titulaire du brevet professionnel agricole ou d?un dipl?me ?quivalent, ou bien avoir une exp?rience professionnelle d?une certaine dur?e. Il doit en outre ?tre titulaire de l?autorisation d?exploiter. Lorsqu?il examine la demande d?autorisation de cession, le tribunal paritaire des baux ruraux doit v?rifier que ces conditions sont remplies.
32. Enfin, lorsque la cession est autoris?e, le cessionnaire a droit au renouvellement du bail dans les m?mes conditions que le locataire c?dant.
2. Dispositions du code rural
33. Les articles pertinents du code rural sont les suivants :
Article L. 331-2
? I. Sont soumises ? autorisation pr?alable les op?rations suivantes :
1o Les installations, les agrandissements ou les r?unions d?exploitations agricoles au b?n?fice d?une exploitation agricole mise en valeur par une ou plusieurs personnes physiques ou morales, lorsque la surface totale qu?il est envisag? de mettre en valeur exc?de le seuil fix? par le sch?ma directeur d?partemental des structures (…) ?
Article L. 411-35
? Nonobstant les dispositions de l?article 17172 du code civil, toute cession de bail est interdite, sauf si la cession est consentie, avec l?agr?ment du bailleur, au profit du conjoint du preneur participant ? l?exploitation ou aux descendants du preneur ayant atteint l??ge de la majorit? ou ayant ?t? ?mancip?s. A d?faut d?agr?ment du bailleur la cession peut ?tre autoris?e par le tribunal paritaire (…) ?
Article L. 411-46
? Le preneur a droit au renouvellement du bail, nonobstant toutes clauses, stipulations ou arrangements contraires, ? moins que le bailleur ne justifie de l?un des motifs graves et l?gitimes mentionn?s ? l?article L. 411-53 ou n?invoque le droit de reprise dans les conditions pr?vues aux articles L. 411-57 ? L. 411-63, L. 411-66 et L. 411-67 (…) ?
Article L. 411-53
? Peuvent seulement ?tre consid?r?s comme motifs d?opposition au renouvellement du bail, nonobstant toute clause contraire :
1o Deux d?fauts de paiement de fermage ou de la part de produits revenant au bailleur et ayant persist? ? l?expiration d?un d?lai de trois mois apr?s mise en demeure post?rieure ? l??ch?ance. Cette mise en demeure devra, ? peine de nullit?, rappeler les termes de la pr?sente disposition ;
2o Les agissements du preneur de nature ? compromettre la bonne exploitation du fonds, notamment le fait qu?il ne dispose pas de la main-d??uvre n?cessaire aux besoins de l?exploitation (…) ?
Article L. 411-58
? Le bailleur a le droit de refuser le renouvellement du bail s?il veut reprendre le bien lou? pour lui-m?me ou au profit du conjoint ou d?un descendant majeur ou mineur ?mancip? (…) ?
Article L. 411-59
? Le b?n?ficiaire de la reprise doit, ? partir de celle-ci, se consacrer ? l?exploitation du bien repris au moins neuf ans (…)
Le b?n?ficiaire de la reprise devra justifier (…) qu?il r?pond aux conditions de capacit? ou d?exp?rience professionnelle (…) ?
Article L. 411-64
? Le droit de reprise, tel qu?il est pr?vu aux articles L. 411-58 ? L. 411-63, L. 411-66 et L. 411-67 ne peut ?tre exerc? au profit d?une personne ayant atteint, ? la date pr?vue pour la reprise, l??ge de la retraite retenu en mati?re d?assurance vieillesse des exploitants agricoles, sauf s?il s?agit, pour le b?n?ficiaire du droit de reprise, de constituer une exploitation ayant une superficie au plus ?gale ? la surface fix?e en application de l?article 11 de la loi n? 86-19 du 6 janvier 1986 relative ? l?abaissement ? soixante ans de l??ge de la retraite des personnes non salari?es des professions agricoles. Si la superficie de l?exploitation ou des exploitations mises en valeur par le preneur est sup?rieure ? cette limite, le bailleur peut, par d?rogation aux articles L. 411-5 et L. 411-46 :
– soit refuser le renouvellement du bail au preneur ayant atteint l??ge de la retraite retenu en mati?re d?assurance vieillesse des exploitants agricoles ;
– soit limiter le renouvellement ? l?expiration de la p?riode triennale au cours de laquelle le preneur atteindra cet ?ge.
Dans les deux cas ci-dessus, le bailleur doit pr?venir le preneur de son intention de refuser le renouvellement du bail ou d?y mettre fin par acte extrajudiciaire signifi? au moins dix-huit mois ? l?avance. Les dispositions du pr?c?dent alin?a sont applicables que le propri?taire entende ali?ner ou donner ? bail ? un preneur ?g? de moins de soixante ans ou exploiter en faire-valoir direct. Dans ce dernier cas, sauf s?il s?agit pour le bailleur de constituer une exploitation dans les conditions pr?vues au premier alin?a du pr?sent article, il ne doit pas avoir atteint l??ge de la retraite ? l?expiration du bail.
Le preneur ?vinc? en raison de son ?ge peut c?der son bail ? son conjoint participant ? l?exploitation ou ? l?un de ses descendants ayant atteint l??ge de la majorit? ou ayant ?t? ?mancip?, dans les conditions pr?vues ? l?article L. 411-35. Le b?n?ficiaire de la cession a droit au renouvellement de son bail (…) ?
EN DROIT
SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
34. Les requ?rants all?guent une violation du droit au respect de leurs biens au sens de l?article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les Etats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
35. En particulier, ils se plaignent de l?arr?t de la Cour de cassation du 18 d?cembre 2002, qui a, selon eux, viol?, d?une part, le droit de propri?t? du premier requ?rant, qui se trouve dans l?impossibilit? de reprendre possession de ses terres, et, d?autre part, le droit du second requ?rant ? l?exploitation de ces terres.
A. Sur la recevabilit?
36. Le Gouvernement excipe de l?inapplicabilit? de l?article 1 du Protocole no 1 ? l??gard du second requ?rant.
37. De l?avis du Gouvernement, le second requ?rant fonde sa requ?te sur l?esp?rance qu?il avait d?obtenir la jouissance par voie de lib?ralit? d?un terrain appartenant ? son p?re. Ainsi, le Gouvernement estime que le second requ?rant ne saurait se pr?tendre titulaire d?une cr?ance en vertu de laquelle il aurait au moins une ? esp?rance l?gitime ? d?obtenir la jouissance d?un droit de propri?t?. Par ailleurs, le Gouvernement all?gue que sa seule participation ? la proc?dure interne ne saurait suffire ? lui conf?rer la qualit? de victime.
38. Les requ?rants estiment qu?il ne s?agit nullement pour le second requ?rant de se pr?valoir d?une esp?rance d?une future lib?ralit?, mais que c?est la privation d?un outil de travail dans le cadre de la transmission d?une exploitation familiale qui est en cause. En tant que repreneur d?sign? des terres litigieuses, le second requ?rant doit ?tre consid?r? comme le titulaire de valeurs patrimoniales n?es de son droit ? la jouissance effective du droit de propri?t? de son p?re, le premier requ?rant. Les requ?rants soulignent, enfin, que c?est d?ailleurs ? ce titre que le second requ?rant a eu la qualit? de partie au cours de la proc?dure interne.
39. Ils en concluent que le second requ?rant peut se pr?valoir d?un ? bien ? au sens de l?article 1 du Protocole no 1 et qu?on ne saurait lui d?nier la qualit? de victime de la violation all?gu?e.
40. La Cour note que, dans la pr?sente esp?ce, les questions de l?existence d?un ? bien ?, au sens de l?article 1 du Protocole no 1, dans le patrimoine du second requ?rant et de la qualit? de ? victime ?, au sens de l?article 34 de la Convention, de ce requ?rant sont ?troitement li?es. D?s lors, il convient de les examiner ensemble.
41. A supposer m?me que le second requ?rant, qui est intervenu dans la proc?dure interne en tant que repreneur d?sign? des terres, puisse ?tre consid?r? comme victime, au sens de l?article 34 de la Convention, la Cour estime qu?il ne peut se plaindre d?une violation de l?article 1 du Protocole no 1 que dans la mesure o? les proc?dures qu?il incrimine se rapporteraient ? des ? biens ? dont il serait titulaire, au sens de cette disposition.
42. Elle rappelle que la notion de ? bien ? ?voqu?e ? la premi?re partie de l?article 1 du Protocole no 1 a une port?e autonome qui ne se limite pas ? la propri?t? de biens corporels et est ind?pendante par rapport aux qualifications formelles du droit interne : certains autres droits et int?r?ts constituant des actifs peuvent aussi passer pour des ? droits patrimoniaux ? et donc des ? biens ? aux fins de cette disposition. Dans chaque affaire, il importe d?examiner si les circonstances, consid?r?es dans leur ensemble, ont rendu le requ?rant titulaire d?un int?r?t substantiel prot?g? par l?article 1 du Protocole no 1 (voir Anheuser-Busch Inc. c. Portugal [GC], no 73049/01, ? 63, CEDH 2007-…, et la jurisprudence cit?e).
43. La Cour estime que tel n?est pas le cas en l?esp?ce. Elle observe que le premier requ?rant est seul propri?taire des terres en cause et est donc seul ? b?n?ficier ? ce titre, en vertu du code rural, du droit de reprise ou de refus de renouvellement du bail.
44. La Cour constate par ailleurs qu?aucune cons?quence juridique n?est attach?e par le droit interne au fait que le second requ?rant ait ?t? d?sign? comme repreneur ?ventuel des terres lou?es en vue de leur exploitation, et qu?en cette qualit? il n?est titulaire d?aucun droit ou cr?ance en son propre nom qui d?coule de la l?gislation interne ou de la jurisprudence. Il ne peut donc pr?tendre ?tre titulaire ni d?un bien actuel ni d?une cr?ance certaine (Anheuser-Busch Inc. pr?cit?, ? 64).
45. La Cour en conclut que le second requ?rant n?est titulaire d?aucun int?r?t substantiel et actuel relevant du champ d?application de l?article 1 du Protocole no 1 et que sa requ?te est incompatible ratione personae avec les dispositions de la Convention, au sens de l?article 35 ? 3.
46. Il y a donc lieu de faire droit ? l?exception du Gouvernement.
47. La Cour constate que la requ?te, en tant qu?elle est introduite par le premier requ?rant, n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention. La Cour rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
48. Le premier requ?rant rappelle que les Etats ont l?obligation de prendre les mesures de protection afin d?assurer l?exercice effectif du droit de propri?t? (Matheus c. France, no 62740/00, ? 69, 31 mars 2005). Or, l?application des r?gles du droit rural fran?ais tend ? d?favoriser les propri?taires exploitants, mettant ainsi en p?ril leurs propres exploitations agricoles, ce qui compromet l?int?r?t ?conomique g?n?ral.
49. En l?esp?ce, le premier requ?rant souligne que le second requ?rant exploite, avec sa m?re, une superficie de 92 hectares, soit 46 hectares chacun alors que F.C. exploite seul une superficie de 93 hectares et 98 ares.
50. De plus, en tant que jeune agriculteur, le second requ?rant comptait l?gitimement sur la reprise des terres lou?es en 1980 ? M.C. par son p?re pour d?velopper son activit? afin de faire perdurer l?exploitation familiale en demeurant comp?titif. En raison de l?impossibilit? de reprendre ces terres, il a ?t? dans l?obligation de modifier les conditions de son exploitation, ce qui a repr?sent? un co?t financier non n?gligeable. Connaissant depuis plusieurs ann?es la volont? du bailleur de reprendre ses terres, le preneur avait la possibilit? de r?organiser son exploitation en cons?quence. Les contraintes ?conomiques auxquelles sont confront?es le preneur et le fils du premier requ?rant ?tant les m?mes, il n?est pas l?gitime que les juridictions aient privil?gi? le premier au d?triment du second, pourtant propri?taire des terres. Selon le premier requ?rant, cette diff?rence de traitement ne saurait se justifier par l?int?r?t g?n?ral ?conomique.
51. Enfin, alors que le bail rural n?arrive ? ?ch?ance que tous les neuf ans, soit en 2008, la reprise des terres lou?es est ? nouveau compromise en raison du rejet de la demande pr?alable d?exploiter oppos?e au second requ?rant par d?cision du pr?fet du 1er ao?t 2005. En cons?quence, le premier requ?rant rel?ve qu?il aura ?t? priv? de la jouissance du droit de propri?t? sur les terres litigieuses pendant plus de onze ans, soit depuis 1997, date du premier cong? d?livr? aux preneurs. Citant la jurisprudence de la Cour (Phocas c. France, arr?t du 23 avril 1996, Recueil 1996-II, et Lallement c. France, no 46044/99, 11 avril 2002), il estime avoir ?t? ainsi priv? de son outil de travail et que son droit de propri?t? a ?t? rendu al?atoire et pr?caire. Il en conclut que l?ing?rence dans ce droit est disproportionn?e.
52. Le Gouvernement admet que l?impossibilit? prolong?e pour le premier requ?rant de recouvrer l?usage de son bien afin d?en d?cider librement de l?affectation constitue une ing?rence dans le droit au respect de ses biens garanti par l?article 1 du Protocole no 1. Il pr?cise cependant qu?il ne s?agit en l?esp?ce ni d?une expropriation de fait ni d?un transfert de propri?t?, mais seulement d?une r?glementation de l?usage des biens, au sens du second alin?a de l?article pr?cit?, d?s lors que le premier requ?rant garde la possibilit? d?ali?ner son bien et qu?il per?oit des loyers pour la mise ? disposition de la jouissance de ce bien.
53. Le Gouvernement estime que la r?glementation litigieuse est conforme aux imp?ratifs de l?int?r?t g?n?ral, et rappelle que, selon la jurisprudence de la Cour, il convient de respecter la mani?re dont l?Etat con?oit de tels imp?ratifs, sauf dans le cas o? son jugement se r?v?lait manifestement d?pourvu de base raisonnable (Mellacher et autres c. Autriche, arr?t du 19 d?cembre 1989, s?rie A no 169, p. 25-26, ? 45 ; Spadea et Scalabrino c. Italie, arr?t du 28 septembre 1995, s?rie A no 315-B, p. 25, ? 29).
54. Selon le Gouvernement, le but de l?ing?rence ?tait l?gitime en l?esp?ce, car les r?gles relatives au statut du fermage telles qu?elles ont ?t? appliqu?es par les juridictions nationales, r?pondent ? des objectifs sociaux, ?conomiques et professionnels, notamment celui de garantir ? l?exploitant preneur, qui ne dispose pas du capital foncier, la s?curit? du maintien dans les lieux ? juste prix. Il s?agit de garantir ? ce dernier qu?il pourra exploiter les terres lou?es le temps n?cessaire ? la mise en valeur de ses investissements (b?timents d?exploitation, mat?riel, etc.). Il s?agit, enfin, pour le l?gislateur, en permettant les cessions au profit des descendants du preneur, de donner une dimension familiale au statut des baux ruraux, en correspondance avec la volont? de soutenir une exploitation moyenne comme mod?le de d?veloppement de l?agriculture fran?aise et de faciliter la transmission familiale des exploitations.
55. Quant au caract?re proportionn? de l?ing?rence dans le droit au respect des biens, le Gouvernement estime que, compte tenu de la large marge d?appr?ciation laiss?e aux ?tats en la mati?re selon la jurisprudence de la Cour, le bailleur n?a pas support? de charge excessive quant ? l?impossibilit? de disposer de son bien.
56. Le Gouvernement souligne, ? cet ?gard, que pour m?nager un juste ?quilibre entre les droits du propri?taire et ceux du preneur, le l?gislateur a pr?vu, d?une part, un droit de reprise tout en l?encadrant pour qu?il nuise le moins possible au preneur et, d?autre part, une possibilit? de cession du bail au profit des descendants du preneur. Enfin, ? d?faut d?accord du bailleur sur la cession, celle-ci ne peut intervenir que par autorisation judiciaire.
57. Or, en l?esp?ce, la cession autoris?e par le juge n?a pu intervenir sans que celui-ci v?rifie qu?elle ne nuisait pas aux int?r?ts du premier requ?rant en s?attachant ? relever, ? l?issue d?un examen d?taill?, le respect des obligations n?es du bail par les preneurs ainsi que des conditions de la mise en valeur de l?exploitation par le cessionnaire, notamment en ce qui concernait ses aptitudes professionnelles. En conclusion, le Gouvernement estime qu?un strict ?quilibre a ?t? m?nag? entre les droits du premier requ?rant et ceux des preneurs, excluant toute atteinte au respect de leurs biens.
2. Appr?ciation de la Cour
58. La Cour estime que l?application du code rural par les juridictions internes, qui a entra?n? l?impossibilit? pour le premier requ?rant de r?cup?rer les terres litigieuses ? l??ch?ance du bail, s?analyse en une r?glementation de l?usage des biens, au sens du second alin?a de l?article 1 pr?cit? (cf. mutatis mutandis Spadea et Scalabrino pr?cit?, p. 25, ? 28, Immobiliare Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ? 4, CEDH 1999-V, et J.A. Pye (Oxford) Ltd et J.A. Pye (Oxford) Land Ltd c. Royaume-Uni [GC], no 44302/02, ? 66, CEDH 2007-…).
59. Il n?est pas contest? entre les parties que l?ing?rence en cause ?tait pr?vue par la loi, ? savoir les dispositions du code rural.
60. S?agissant du but poursuivi, la Cour rappelle qu?elle estime normal que le l?gislateur dispose d?une grande latitude pour mener une politique ?conomique et sociale, et qu?elle respecte en cons?quence la mani?re dont il con?oit les imp?ratifs de l?utilit? publique ou de l?int?r?t g?n?ral, sauf si son jugement se r?v?le manifestement d?pourvu de base raisonnable (cf. Mellacher et autres pr?cit?, p. 27, ? 48, Hutten-Czapska c. Pologne [GC], no 35014/97, ? 166, CEDH 2006-…, et J.A. Pye (Oxford) Ltd et J.A. Pye (Oxford) Land pr?cit?, ? 71).
61. En l?esp?ce, la Cour accepte l?argument du Gouvernement, selon lequel les dispositions en cause poursuivent des buts d?int?r?t g?n?ral, ? savoir, d?une part, garantir au locataire exploitant la s?curit? du maintien dans les lieux pour rentabiliser ses investissements et, d?autre part, soutenir les exploitations agricoles moyennes comme mod?le de d?veloppement de l?agriculture fran?aise, en en facilitant la transmission familiale.
62. La Cour doit en outre examiner s?il existe un rapport raisonnable de proportionnalit? entre les moyens employ?s et le but vis? ; en d?autres termes, il lui incombe de rechercher si l??quilibre a ?t? maintenu entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral et l?int?r?t du ou des individus concern?s. Ce faisant, elle reconna?t ? l?Etat une grande marge d?appr?ciation tant pour choisir les modalit?s de mise en ?uvre que pour juger si leurs cons?quences se trouvent l?gitim?es, dans l?int?r?t g?n?ral, par le souci d?atteindre l?objectif de la loi en cause (cf. notamment Chassagnou et autres c. France [GC], nos 25088/94, 28331/95 et 28443/95, ? 75, CEDH 1999-II, et Immobiliare Saffi pr?cit?, ? 49).
63. La Cour observe que le statut du fermage, tel qu?organis? par le droit fran?ais, pr?voit au profit du locataire, afin de garantir la stabilit? de son exploitation, une dur?e minimale du bail, ainsi que le droit ? renouvellement dudit bail ? son ?ch?ance. Il pr?voit ?galement, dans le sens d?une continuit? familiale de l?exploitation, la possibilit? pour lui de c?der son bail ? son conjoint ou descendant, avec l?accord du propri?taire ou sur autorisation du tribunal.
64. Toutefois, le propri?taire dispose de son c?t? du droit de refuser le renouvellement, dans un certain nombre d?hypoth?ses, telles que les motifs l?gitimes ?num?r?s par l?article L. 411-53 du code rural, l??ge du preneur ou la reprise pour exploiter, ? son profit ou au profit de son conjoint ou descendant.
65. La Cour note par ailleurs qu?en pr?sence d?int?r?ts contradictoires comme dans la pr?sente affaire, le droit fran?ais pr?voit des garanties proc?durales pour le propri?taire, puisqu?il appartient au tribunal paritaire des baux ruraux et ? la cour d?appel de statuer sur les demandes de cession du bail et de reprise (voir notamment a contrario Immobiliare Saffi pr?cit?, ? 54, Hutten-Czapska pr?cit?, ? 221, et Radovici et Stanescu c. Roumanie, nos 68479/01, 71351/01 et 71352/01, ? 76, CEDH 2006-…).
66. La Cour rel?ve qu?en l?esp?ce, pour autoriser la cession, la cour d?appel s?est tout d?abord assur?e que l?op?ration ne risquait pas de nuire aux int?r?ts l?gitimes du bailleur, au sens de l?article L. 411-53 pr?cit?, en v?rifiant de fa?on d?taill?e si les ?poux C-G avaient satisfait ? toutes les obligations d?coulant du bail, notamment le versement des loyers et la bonne exploitation du fonds. Elle a ensuite examin? si le cessionnaire remplissait les conditions de dipl?me et d?exp?rience professionnelle requises et s?il b?n?ficiait d?une autorisation administrative d?exploiter. Ce n?est qu?apr?s avoir v?rifi? la r?union de l?ensemble de ces conditions qu?elle a autoris? la cession.
67. Enfin, m?me si le premier requ?rant n?a pu reprendre les terres en question au terme du bail, il per?oit pour leur exploitation un loyer dont il n?all?gue pas qu?il serait insuffisant.
68. Dans ces conditions, la Cour consid?re que, compte tenu de la marge d?appr?ciation des Etats en la mati?re, un juste ?quilibre a ?t? m?nag? en l?esp?ce entre les exigences de l?int?r?t g?n?ral et la protection du droit au respect des biens du premier requ?rant.
69 La Cour conclut en cons?quence qu?il n?y a pas eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te irrecevable en tant qu?elle est introduite par le second requ?rant et recevable pour le surplus ;
2. Dit qu?il n?y a pas eu violation de l?article 1 du Protocole no 1.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 19 juin 2008 en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Claudia Westerdiek Peer Lorenzen
Greffi?re Pr?sident
1 Selon le minist?re de l?Agriculture, le contrat territorial d’exploitation est ? un instrument contractuel, entre des agriculteurs volontaires et les pouvoirs publics, destin? ? appuyer l’?volution des syst?mes d’exploitation vers une agriculture durable et multifonctionnelle, dans un cadre collectif avec une logique de projet global ?. En 2003, ce dispositif a ?t? remplac? par les Contrats d’Agriculture Durable (CAD).

2 Article 1717 du code civil :
? Le preneur a le droit de sous-louer, et m?me de c?der son bail ? un autre, si cette facult? ne lui a pas ?t? interdite.
Elle peut ?tre interdite pour le tout ou partie.
Cette clause est toujours de rigueur. ?

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