AFFAIRE GALLARDO SANCHEZ c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE GALLARDO SANCHEZ c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 05
Numero: 11620/07/2015
Stato:
Data: 2015-03-24 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusioni: Violazione dell’articolo 5 – Diritto alla libert? ed alla sicurezza, Articolo 5-1 – Privazione di libert? Arresto o detenzione regolare Articolo 5-1-f – Estradizione,

QUARTA SEZIONE

CAUSA GALLARDO SANCHEZ C. ITALIA

( Richiesta no 11620/07)

SENTENZA

STRASBURGO

24 marzo 2015

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Gallardo Sanchez c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta da:
P?ivi Hirvel?, presidentessa,
Guido Raimondi,
George Nicolaou,
Ledi Bianku,
Nona Tsotsoria,
Paul Mahoney,
Krzysztof Wojtyczek, giudici,
e da Fato ?Arac?, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 3 marzo 2015,
Rende la sentenza che ha adottato in questa data:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 11620/07) diretta contro la Repubblica italiana e di cui un cittadino venezuelano, OMISSIS (“il richiedente”), ha investito la Corte il 7 marzo 2007 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? stato rappresentato dinnanzi alla Corte con OMISSIS, avvocato ad Atene. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora.
3. Il richiedente adduce che la durata della detenzione che ha subito in vista della sua estradizione ha portato violazione dell’articolo 5 ? 3 della Convenzione.
4. Questo motivo di appello ? stato riqualificato sotto l’angolo dell’articolo 5 ? 1 f. Il 2 maggio 2013, la richiesta ? stata comunicata al Governo.
5. Il 16 dicembre 2013, una copia delle osservazioni del Governo ? stata mandata al rappresentante del richiedente per invitarlo a fare pervenire alla Corte le sue osservazioni in risposta e le sue domande a titolo della soddisfazione equa. In dispetto dell’interesse espresso dal richiedente che dimostra la sua volont? di inseguire l’esame della causa, il suo rappresentante non ha mandato le osservazioni nei termini richiesi.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
6. I fatti della causa, come sono stati esposti dalle parti, si possono riepilogare come segue.
7. Il richiedente, M. Manuale Rogelio Gallardo Sanchez, ? un cittadino venezuelano nato nel 1965 e residente al Capo.
8. Il 19 aprile 2005, il richiedente, imputato di incendio doloso con le autorit? greche, fu posto sotto carcerazione extraditionnel con la polizia di Roma in esecuzione di un mandato di arresto emesso dalla corte di appello di Atene il 26 gennaio 2005 in virt? della Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957.
9. Il 22 aprile 2005, la corte di appello di L’Aquila convalid? l’arresto del richiedente ed ordin? il suo mantenimento in detenzione.
10. Il 26 aprile 2005, il ministero della Giustizia chiese alla corte di appello il mantenimento del richiedente in detenzione.
11. All’epoca dell’udienza del 27 aprile 2005, il presidente della corte di appello, basandosi sull’articolo 717 del codice di procedimento penale (CPP) (paragrafo 25 sotto, proced? all’identificazione del richiedente e gli chiese se consentisse alla sua estradizione. L’interessato non acconsent?.
12. Il 9 giugno 2005, il ministero della Giustizia inform? la corte di appello che, il 25 maggio 2005, le autorit? greche avevano mandato una domanda di estradizione corredata di tutti i documenti richiesti a sostegno di una tale domanda.
13. Il 21 giugno 2005, la procura chiese alla corte di appello di accogliere la domanda di estradizione.
14. L’udienza fu fissata al 15 dicembre 2005. Alla domanda del rappresentante del richiedente, l’udienza fu rinviata al 12 gennaio 2006.
15. Senza avere compiuto nessuno atto di istruzione, la corte di appello emise un parere favorevole all’estradizione con una decisione del 12 gennaio 2006, depositato il 30 gennaio 2006. Verific? la conformit? della domanda di estradizione con la Convenzione europea di estradizione ed il rispetto dei principi del non bigio in idem e della doppio incriminazione, e lei elimin? l’ipotesi secondo la quale delle ragioni di natura discriminatoria o politica si trovavano alla base dei perseguimenti.
16. Il 3 marzo 2006, il richiedente si ricorse in cassazione, sostenitore in particolare che la domanda di estradizione egli concernente sarebbe stata mandata dalle autorit? greche al di l? del termine di quaranta giorni previsti dall’articolo 16 ? 4 della Convenzione europea di estradizione, ci? che provocava secondo lui l’illegittimit? della sua detenzione. Sosteneva inoltre che le accuse portate contro lui con le autorit? greche non si basavano su degli indizi di colpevolezza seria. Di conseguenza, ai suoi argomenti, doveva essere messo fine alla sua detenzione.
17. Con una sentenza del 11 maggio 2006, depositato il 18 settembre 2006, la Corte di cassazione respinse il ricorso con una motivazione di una pagina alla cancelleria, in ragione in particolare per il fatto che la domanda di estradizione era giunta nel termine previsto dalla Convenzione europea di estradizione e per il fatto che non aveva competenza per decidere la questione concernente l’esistenza di indizi di colpevolezza seria.
18. Nel frattempo, a tre riprese, tra i mesi di giugno e di settembre 2005, il richiedente aveva chiesto, in vano, la sua rimessa in libert? alla corte di appello di Roma. Nella sua ultima decisione del 27 ottobre 2005, adottato in camera di consiglio nel rispetto del principio del contraddittorio, e senza avere compiuto nessuno atto di istruzione, la corte di appello sottoline? che non esisteva nessuna ragione di scostarsi degli altri due decisioni di rigetto adottato avuto riguardo precedentemente, da una parte, alla persistenza del rischio di fuga del richiedente malgrado il fatto che le autorit? l’avevano privato del suo passaporto e, altro parte, all’obbligo di rispettare gli impegni internazionali dello stato.
19. Il 9 ottobre 2006, il ministro della Giustizia firm? l’ordinanza di estradizione.
20. Il 26 ottobre 2006, il richiedente fu estradato.
II. TESTO INTERNAZIONALE PERTINENTE
21. La Convenzione europea di estradizione, firmata a Parigi il 13 dicembre 1957, ratificata dall’Italia con la legge no 300 del 30 gennaio 1963 ed entrata in vigore al suo riguardo il 4 novembre 1963, poi modificato dal secondo protocollo addizionale firmato il 17 marzo 1978, ? entrata in vigore al riguardo dell’Italia il 23 aprile 1985. Contempla ci? che segue:
Articolo 8-Perseguimenti in corso per gli stessi fatti
“Una Parte richiesta potr? negare di estradare un individuo richiesto se questo individuo ? oggetto da parte sua di perseguimenti per l’o i fatti a ragione dai quali l’estradizione ? chiesta.
Articolo 9-Non bis in idem
L’estradizione non sar? accordata quando l’individuo richiesto ? stato giudicato definitivamente dalle autorit? competenti della Parte richiesta, per l’o i fatti a ragione dai quali l’estradizione ? chiesta. L’estradizione potuto stato rifiutata se le autorit? competenti della Parte richiesta hanno deciso di non impegnare di perseguimenti o di mettere fine ai perseguimenti che hanno esercitato per l’o gli stessi fatti.
Articolo 12-Richiesta e documenti all’appoggio
1. La richiesta [in vista di ottenere l’estradizione] sar? formulata per iscritto ed indirizzata dal ministero della Giustizia della Parte richiesta al ministero della Giustizia della Parte richiesta; tuttavia, la via diplomatica non ? esclusa. Un’altra via potuto stato convenuta da disposizione diretta tra due o parecchi Parti.
2. Sar? prodotto a sostegno della richiesta:
ha. l’originale o la spedizione autentica o di una decisione di condanna esecutiva o di un mandato di arresto o di tutto altro atto che ha la stessa forza, rilasciata nelle forme prescritte dalla legge della Parte richiesta,;
b. un’esposizione dei fatti per che l’estradizione ? chiesta. Il tempo ed il luogo della loro perpetrazione, la loro qualifica legale ed i riferimenti alle disposizioni legali che sono loro applicabili saranno indicati il pi? esattamente possibile; e
c. una copia delle disposizioni legali applicabili o, se ci? non ? possibile, una dichiarazione sul diritto applicabile, cos? come il connotato anche precisi che possibile dell’individuo richiesto ed ogni altra informazione di natura tale da determinare la sua identit? e la sua nazionalit?. “
Articolo 16-Arresto provvisorio
1. In caso di emergenza, le autorit? competenti della Parte richiesta potranno chiedere l’arresto provvisorio dell’individuo ricercato; le autorit? competenti della Parte richiesta delibereranno su questa domanda conformemente alla legge di questa Parte.
2. La domanda di arresto provvisorio indicher? l’esistenza di una dei documenti contemplati al paragrafo 2, capoverso ha, dell’articolo 12 e far? parte dell’intenzione di mandare una domanda di estradizione; menzioner? il reato per la quale l’estradizione sar? chiesta, il tempo ed il luogo dove ? stata commessa cos? come, per quanto possibile, il connotato dell’individuo ricercato.
3. La domanda di arresto provvisorio sar? trasmessa alle autorit? competenti della Parte richiesta ? con la via diplomatica, o direttamente con la via postale o telegrafica, o con l’organizzazione internazionale di polizia criminale (Interpol), o con tutto altro mezzo che lascia o una traccia scritta ammessa con la Parte richiesta. L’autorit? richiesta sar? informata senza termine del seguito dato alla sua domanda.
4. L’arresto provvisorio potr? concludersi se, nel termine di 18 giorni dopo l’arresto, la Parte richiesta non ? stata investita della domanda di estradizione e dei documenti menzionata all’articolo 12; non dovr?, in nessun caso, superare 40 giorni dopo l’arresto. Il collocamento in libert? provvisoria ? tuttavia, ogni momento possibile, salvo per la Parte richiesta a prendere ogni misura che stimer? necessaria in vista di evitare la fuga dell’individuo richiesto.
5. Il collocamento in libert? non opporr? ad un nuovo arresto ed all’estradizione se la domanda di estradizione giunge ulteriormente. “
III. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
22. Per ci? che ? dell’applicazione delle misure provvisorie, l’articolo 715 del codice di procedimento penale (CPP) contempla che, alla domanda di un Stato estero, la corte di appello pu? ordinare l’arresto provvisorio di un individuo visto del procedimento di estradizione. La domanda pu? essere accettata ha, se lo stato estero agisce in virt? di una decisione di condanna esecutiva o di un mandato di arresto e se si impegna a fare una domanda di estradizione; b, se lo stato estero ha presentato un’esposizione dei fatti a sostegno della domanda di estradizione, indicato il reato che ? rimproverato all’individuo ricercato e fornito il connotato di questo; c, se c’? un rischio di fuga. L’applicazione della misura ? comunicata dal ministro della Giustizia alle autorit? dello stato estero. La misura di arresto provvisorio ? tolta quando lo stato estero non fa pervenire entro quaranta giorni a partire da suddetta comunicazione ai ministeri delle Cause estere o della Giustizia la chiedo di estradizione ed i documenti a sostegno di simile domanda.
23. Secondo l’articolo 716 ? 3 CPP, il presidente della corte di appello deve convalidare l’arresto provvisorio entro le novantasei ed eventualmente applicare la misura di detenzione provvisoria.
24. Ai termini dell’articolo 716 ? 4 CPP, la misura provvisoria ? tolta se il ministero della Giustizia non chiede alla corte di appello, entro dieci giorni a partire dalla convalida dell’arresto provvisorio, il mantenimento dell’interessato in detenzione.
25. Ai termini dell’articolo 717 CPP, quando le autorit? interne ordinano un arresto provvisorio o applicano una misura provvisoria, il presidente della corte di appello fissa un’udienza per identificare l’interessato e chiedere egli se consente alla sua estradizione.
26. Secondo l’articolo 714 CPP, la durata della detenzione provvisoria non pu? superare un anno e sei mesi. Pu? essere prolungata tuttavia per una durata massimale globale di tre mesi.
27. Ai termini dell’articolo 718 CPP, la misura di detenzione provvisoria pu?, alla domanda di una delle parti o di ufficio, essere tolta dalla corte di appello o la Corte di cassazione, agendo come pretore. La corte di appello decide in camera di consiglio, dopo avere inteso le parti. La decisione della corte di appello pu? essere attaccata dinnanzi alla Corte di cassazione nei limiti dei mezzi derivati della violazione della legge. A questo riguardo, la Corte di cassazione ha, a pi? riprese, invalso che non ha competenza per esaminare i ricorsi con che un individuo chiede la sua rimessa in libert? al motivo che il rischio di fuga che giustificava inizialmente la sua detenzione provvisoria aveva smesso di esistere (vedere, come esempio, Corte di cassazione, sentenza no 33545 del 7 settembre 2010, depositato alla cancelleria il 13 settembre 2010; in modo pi? generale, sulla mancanza di competenza ad esaminare dei mezzi derivati del carattere arbitrario della motivazione delle decisioni della corte di appello, vedere Corte di cassazione, sentenza no 37123 del 24 settembre 2012, depositato alla cancelleria il 26 settembre 2012.
28. In ci? che riguarda la fase giudiziale dell’estradizione, ai termini dell’articolo 704 CPP, la corte di appello delibera in camera di consiglio dopo avere inteso le parti ed ottenuta eventualmente le informazioni appropriate ed effettuato le verifiche necessarie. Deve stabilire se le condizioni richieste dai diritti internazionali ed interna sono assolte: al di l? delle regole previste dalla Convenzione europea di estradizione, l’articolo 705 CPP impongono ai tribunali di verificare se la persona riguardata ? perseguita per i reati di al naturale politica o se rischia di essere giudicata secondo i procedimenti contrari ai diritti fondamentali o ancora se, una volta estradata, rischia di subire dei trattamenti disumani, degradanti, a carattere discriminatorio o, ad ogni modo, contrari ad uno dei diritti fondamentali. Secondo lo stesso articolo, nel caso dove la Convenzione europea di estradizione si applica, i tribunali non possono esaminare l’esistenza di indizi di colpevolezza seria, percorsa indizi di colpevolezza.
29. Ai termini dell’articolo 706 CPP, questa decisione pu? essere contestata, in fatto ed in diritto, dinnanzi alla Corte di cassazione che delibera secondo il procedimento previsto dall’articolo 704 CPP.
30. L’articolo 708 CPP dispongono che il ministro della Giustizia decide, entro quarantacinque seguente giorni il deposito della decisione della Corte di cassazione favorevole all’estradizione, se l’individuo deve essere estradato. In mancanza di una tale decisione o in caso di decisione negativa, la misura di detenzione provvisoria deve essere tolta.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 5 ? 1 F, DELLA CONVENZIONE,
31. Il richiedente si lamenta della durata del periodo di detenzione che ha subito in vista della sua estradizione. Denuncia a questo riguardo una violazione dell’articolo 5 ? 3 della Convenzione.
32. Padrona della qualifica giuridica dei fatti della causa (vedere, tra altri, Guerra ed altri c. Italia, 19 febbraio 1998, ? 44, Raccolta delle sentenze e decisioni 1998I, ?la Corte stima che c’? luogo di esaminare la richiesta sotto l’angolo dell’articolo 5 ? 1 f, della Convenzione (vedere, Quinn c. Francia, 22 marzo 1995, serie Ha no 311, Chahal c. Regno Unito, 15 novembre 1996, Raccolta 1996 V e Bogdanovski c. Italia, no 72177/01, 14 dicembre 2006, cos? formulato,:
“1. Ogni persona ha diritto alla libert? ed alla sicurezza. Nessuno pu? essere privato della sua libert?, salvo nei seguenti casi e secondo le vie legali:
(…)
f, se si tratta dell’arresto o della detenzione regolare di una persona per impedirlo di penetrare irregolarmente nel territorio, o contro la quale un procedimento di sfratto o di estradizione ? in corso.
(…) “
A. Sull’ammissibilit?
33. Constatando che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione e che non cozza contro nessuno altro motivo di inammissibilit?, la Corte la dichiara ammissibile.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
34. Il richiedente sostiene che la durata del procedimento di estradizione era eccessiva avuto riguardo al carattere poco complesso ai suoi occhi della causa.
35. Il Governo contesta le affermazioni del richiedente. Indica che la detenzione in causa ? stata ordinata nel rispetto delle regole dell’estradizione, come le giurisdizioni italiane l’avrebbero constatato, e che mirava unicamente a concedersi il richiedente alla giustizia dello stato richiedente; aggiunge che il richiedente non ha consentito alla sua estradizione, ci? che avrebbe, secondo lui, permesso di accelerare il procedimento, e che il ritardo nella determinazione dell’udienza sul fondo con la corte di appello si giustifica con le tre domande di liberazione che il richiedente avrebbe introdotto nello spazio di tre mesi. Infine, stima che il procedimento che ha condotto le autorit? italiane, giurisdizionali ed amministrative, ad autorizzare l’estradizione si ? svolto nei termini previsti dalle regole del diritto interno ed internazionale.
2. Valutazione della Corte
ha, Sulla conformit? della detenzione al diritto interno
36. Per ricercare se la detenzione in causa era conforme all’articolo 5 ? 1 f, della Convenzione, la Corte deve verificare se questa privazione di libert? rilevava non solo di una delle eccezioni contemplate ai capoversi ha, a f, ma era anche “regolare.” Ricorda che in materia di “regolarit?” di una detenzione, ivi compreso di osservazione delle “vie legali”, la Convenzione rinvia per l’essenziale alla legislazione nazionale e consacri l’obbligo di osservare ne le norme di fondo come procedimento, Saadi c. Regno Unito [GC], no 13229/03, ?? 67, CEDH 2008.
37. Nello specifico, la Corte osserva che, meglio collocate che gli organi della Convenzione per verificare il rispetto del diritto interno, le giurisdizioni nazionali hanno constatato, quando sono state investite dal richiedente o quando il diritto interno l’imponeva, la regolarit? della detenzione controversa nella sua fase iniziale ed in quanto alla sua finalit?. In un primo tempo, la corte di appello di L’Aquila ha convalidato l’arresto del richiedente; in seguito, la corte di appello e la Corte di cassazione ha verificato che la domanda di estradizione era stata mandata dalle autorit? greche nel termine di quaranta giorni previsti sopra dall’articolo 16 ? 4 della Convenzione europea di estradizione (paragrafi 15) 17 e 21,; infine, a tre riprese, i tribunali hanno stabilito che l’adozione ed il mantenimento delle misure provvisorie si giustificavano con l’esigenza di rispettare gli impegni internazionali dello stato e con l’esistenza di un rischio di fuga del richiedente, paragrafo 18 sopra.
38. Allo visto di queste circostanze, la Corte non vede nessuno elemento suscettibile di dare a pensare che la detenzione subita dal richiedente a titolo extraditionnel ha inseguito un scopo differente di quello per che ? stata imposta e che non era conforme al diritto interno.
b, Sul carattere arbitrario della detenzione,
39. La Corte ricorda che, al contrario di ci? che il Governo adduce, il rispetto dei termini previsti dal diritto interno non pu? essere considerato come provocando automaticamente la compatibilit? della detenzione con le esigenze che derivano dell’articolo 5 ? 1 f, della Convenzione, Auad c. Bulgaria, no 46390/10, ? 131, 11 ottobre 2011. Questa disposizione esige per di pi? la conformit? di ogni privazione di libert? allo scopo che consiste in proteggere l’individuo contro l’arbitrariet? (vedere, tra bene di altri, Winterwerp c. Paesi Bassi, 24 ottobre 1979, ? 37, serie Ha no 33, Amuur c. Francia, 25 giugno 1996, ? 50, Raccolta 1996 III, e Witold Litwa c. Polonia, no 26629/95, ? 78, CEDH 2000III.? ? un principio fondamentale secondo che nulla detenzione arbitraria non pu? essere compatibile con l’articolo 5 ? 1, ed il nozione d ‘ “arbitrario” che contiene l’articolo 5 ? 1 va al di l? del difetto di conformit? col diritto nazionale, cos? che una privazione di libert? pu? essere regolare secondo la legislazione interna pure essendo arbitrario e dunque contrario alla Convenzione (Saadi, precitato, ? 67, e Suso Musa c. Malta, no 42337/12, ? 92, 23 luglio 2013.
40. La Corte ricorda a questo riguardo, per di pi? che, nel contesto di questa disposizione, solo lo svolgimento del procedimento di estradizione giustifica la privazione di libert? fondata su questo articolo e che, se il procedimento non ? condotto con lo zelo richiesto, la detenzione smette di essere giustificata (Quinn, precitato, ? 48 e Chahal, precitato, ? 113.
41. La Corte ha cos? per compito non di valutare se la durata del procedimento di estradizione ? nel suo insieme ragionevole, ci? che fa in particolare in materia di durata dei procedimenti sotto l’angolo dell’articolo 6, ma di stabilire se, a prescindere della durata globale del procedimento, la durata della detenzione non supera il termine ragionevole necessario per raggiungere lo scopo perseguito (Saadi, precitato, ?? 72-74. Cos?, se ci sono stati dei periodi di inattivit? da parte delle autorit? e, pertanto, un difetto di zelo, il mantenimento in detenzione smette di essere giustificato. In conclusione, la Corte deve valutare, al caso con caso, se, durante il periodo di detenzione in causa, le autorit? nazionali hanno o non fatto prova di passivit? (vedere, in questo senso, in materia di sfratto, Tabesh c. Grecia, no 8256/07, ? 56, 26 novembre 2009.
42. Nello specifico, la Corte constata che il richiedente ? stato posto sotto carcerazione extraditionnel per permettere alle autorit? greche di inseguirlo. A questo riguardo, stima necessaria di distinguere due forme di estradizione per precisare il livello di zelo richiesi da una parte per ciascuna, a sapere, l’estradizione alle fini dell’esecuzione di una pena e, altro parte, quella che permette allo stato che richiede di giudicare la persona riguardata. In questo ultimo caso, il procedimento penale che ? ancora pendente, il nessuno sotto carcerazione extraditionnel ? a considerare come presunta innocente; di pi?, a questo stadio, la possibilit? per questa di esercitare i suoi diritti della difesa all’epoca del procedimento penale per provare la sua innocenza ? limitata considerevolmente, addirittura inesistente; infine, ogni esame del fondo della causa ? vietato alle autorit? dello stato richiesi, paragrafo 28 in fini sopra. Per tutte queste ragioni, la protezione dei diritti della persona riguardata ed il buono svolgimento del procedimento di estradizione, ivi compreso l’esigenza di inseguire l’individuo in un termine ragionevole, impongono allo stato richiesto di agire con un zelo aumentato.
43. La Corte ha considerato gi? come eccessiva, in ragione di ritardi ingiustificati da parte delle autorit? interne, delle durate di un anno ed undici mesi di detenzione in vista di un’estradizione (Quinn, precitato) e di tre mesi in vista di un sfratto (Tabesh, precitato).
44. Nota che nello specifico la detenzione sotto carcerazione extraditionnel ? durata circa un anno e sei mesi, dal 19 aprile 2005 al 26 ottobre 2006.
45. Constata che i ritardi importanti si sono prodursi alle differenti tappe del procedimento di estradizione.
46. In primo luogo, la prima udienza della corte di appello ? stata fissata al 15 dicembre 2005, o sei mesi dopo l’invio della domanda di estradizione alla corte di appello ed otto mesi dopo il collocamento dell’interessato sotto carcerazione extraditionnel.
47. La Corte non saprebbe dividere la posizione del Governo secondo la quale i ricorsi esercitati dal richiedente per ottenere la sua rimessa in libert? durante questo periodo, paragrafo 18 sopra, possono, in si, giustificare il ritardo del procedimento. Difatti, si tratta l? di procedimenti che hanno degli oggetti e degli scopi differenti, un avendo avuto per scopo di verificare se le esigenze formali per l’estradizione erano assolte, l’altro che permette di esaminare se le esigenze che hanno portato all’adozione della misura provvisoria fossero sempre valide e sufficienti. Il fatto che il diritto interno incarica la stessa corte di appello di questo doppio cerca costituisco una scelta legittima da parte dello stato, scelta che non pu? essere invocata tuttavia per giustificare dei ritardi considerevoli nell’esame del fondo della causa. Ad ogni modo, la Corte non vede come le domande ripetute del richiedente, in principio giustificato nella misura in cui la detenzione si prolungava nella mancanza di ogni udienza sul fondo, avrebbero impedito la corte di appello di fissare pi? suddetta udienza presto (vedere, mutatis mutandis, Quinn, ? 48. Le decisioni prese dalla corte di appello si sono basate esclusivamente sui documenti di cui disponeva, erano adottate in camera di consiglio nel rispetto del principio del contraddittorio, paragrafo 27 sopra, e portavano, principalmente, sull’esame dell’esigenza del mantenimento del richiedente in detenzione in ragione del rischio di fuga, paragrafo 18 sopra.
48. La Corte nota poi che la causa non era complessa (vedere, ha contrario, Bogdanovski, precitato, dove il richiedente aveva chiesto lo statuto di profugo politica e dove il procedimento di estradizione era stato sospeso alla domanda dell’Alto-commissariato per i profughi e della Corte lei stessa in seguito all’applicazione dell’articolo 39 dell’ordinamento. Il compito della corte di appello si limitava all’analisi dei seguenti elementi: verificare che domanda di estradizione era stata fatta secondo le forme previste dalla Convenzione europea di estradizione; assicurarsi che i principi del non bigio in idem e della doppio incriminazione era stata rispettata; escludere che le ragioni di natura discriminatoria o politica avessero formato la base dei perseguimenti. La legge non autorizzava di valutazione in quanto all’esistenza di indizi di colpevolezza seria, percorsa indizi di colpevolezza, (paragrafo 28 in fini sopra, e nessuna inchiesta o attivit? di istruzione non ? stata necessaria, paragrafo 15 sopra.
49. In secondo luogo, la Corte ? colpita dal fatto che la Corte di cassazione, dopo avere deliberato entro due mesi sul ricorso del richiedente, ha messo pi? di quattro mesi per depositare alla cancelleria una sentenza di una sola pagina in che si limitava a precisare che la domanda di estradizione era stata mandata dallo stato che richiede secondo le forme richieste e che lei stessa non aveva competenza per rimettere in causa le accuse portate contro il richiedente con le autorit? greche, paragrafo 17 sopra. Il Governo non produce nessuno elemento suscettibile di giustificare un tale termine.
50. Infine, per ci? che ? dell’argomento del Governo secondo che il richiedente avrebbe potuto accelerare il procedimento in non opponendo alla sua estradizione, la Corte stima che cos? simile opposizione pu? in principio giustificare un prolungamento della detenzione nella misura in cui un controllo giurisdizionale si imporsi, ci? non pu? scaricare tuttavia lo stato di ogni ritardo ingiustificato all’epoca della fase giudiziale.
51. Di conseguenza, tenuto conto della natura del procedimento di estradizione, mirando a fare inseguire il richiedente in un Stato terzo, e del carattere ingiustificato dei ritardi delle giurisdizioni italiane, la Corte conclude che la detenzione del richiedente non era “regolare” al senso dell’articolo 5 ? 1 f, della Convenzione e che, pertanto, c’? stata violazione di questa disposizione.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
52. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
53. Il richiedente non ha fatto domanda di soddisfazione equa, paragrafo 5 sopra. Pertanto, la Corte stima che non c’? luogo di concedere egli di somma a questo titolo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile;

2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 5 ? 1 f, della Convenzione.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 24 marzo 2015, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Fato ?Arac? P?ivi Hirvel?
Cancelliera collaboratrice Presidentessa

Testo Tradotto

Conclusions: Violation de l’article 5 – Droit ? la libert? et ? la s?ret? (Article 5-1 – Privation de libert? Arrestation ou d?tention r?guli?re Article 5-1-f – Extradition)

QUATRI?ME SECTION

AFFAIRE GALLARDO SANCHEZ c. ITALIE

(Requ?te no 11620/07)

ARR?T

STRASBOURG

24 mars 2015

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Gallardo Sanchez c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
P?ivi Hirvel?, pr?sidente,
Guido Raimondi,
George Nicolaou,
Ledi Bianku,
Nona Tsotsoria,
Paul Mahoney,
Krzysztof Wojtyczek, juges,
et de Fato? Arac?, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 3 mars 2015,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 11620/07) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant v?n?zu?lien, OMISSIS (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 7 mars 2007 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant a ?t? repr?sent? devant la Cour par OMISSIS, avocat ? Ath?nes. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agente, Mme E. Spatafora.
3. Le requ?rant all?gue que la dur?e de la d?tention qu?il a subie en vue de son extradition a emport? violation de l?article 5 ? 3 de la Convention.
4. Ce grief a ?t? requalifi? sous l?angle de l?article 5 ? 1 f). Le 2 mai 2013, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
5. Le 16 d?cembre 2013, une copie des observations du Gouvernement a ?t? envoy?e au repr?sentant du requ?rant afin de l?inviter ? faire parvenir ? la Cour ses observations en r?ponse et ses demandes au titre de la satisfaction ?quitable. En d?pit de l?int?r?t manifest? par le requ?rant d?montrant sa volont? de poursuivre l?examen de l?affaire, son repr?sentant n?a pas envoy? les observations dans les d?lais requis.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
6. Les faits de la cause, tels qu?ils ont ?t? expos?s par les parties, peuvent se r?sumer comme suit.
7. Le requ?rant, M. Manuel Rogelio Gallardo Sanchez, est un ressortissant v?n?zu?lien n? en 1965 et r?sidant au Cap.
8. Le 19 avril 2005, le requ?rant, accus? d?incendie volontaire par les autorit?s grecques, fut plac? sous ?crou extraditionnel par la police de Rome en ex?cution d?un mandat d?arr?t ?mis par la cour d?appel d?Ath?nes le 26 janvier 2005 en vertu de la Convention europ?enne d?extradition du 13 d?cembre 1957.
9. Le 22 avril 2005, la cour d?appel de L?Aquila valida l?arrestation du requ?rant et ordonna son maintien en d?tention.
10. Le 26 avril 2005, le minist?re de la Justice demanda ? la cour d?appel le maintien du requ?rant en d?tention.
11. Lors de l?audience du 27 avril 2005, le pr?sident de la cour d?appel, se fondant sur l?article 717 du code de proc?dure p?nale (CPP) (paragraphe 25 ci-dessous), proc?da ? l?identification du requ?rant et lui demanda s?il consentait ? son extradition. L?int?ress? n?y consentit pas.
12. Le 9 juin 2005, le minist?re de la Justice informa la cour d?appel que, le 25 mai 2005, les autorit?s grecques avaient envoy? une demande d?extradition accompagn?e de toutes les pi?ces requises ? l?appui d?une telle demande.
13. Le 21 juin 2005, le parquet demanda ? la cour d?appel d?accueillir la demande d?extradition.
14. L?audience fut fix?e au 15 d?cembre 2005. ? la demande du repr?sentant du requ?rant, l?audience fut renvoy?e au 12 janvier 2006.
15. Sans avoir accompli aucun acte d?instruction, la cour d?appel ?mit un avis favorable ? l?extradition par une d?cision du 12 janvier 2006, d?pos?e le 30 janvier 2006. Elle v?rifia la conformit? de la demande d?extradition avec la Convention europ?enne d?extradition et le respect des principes du ne bis in idem et de la double incrimination, et elle ?limina l?hypoth?se selon laquelle des raisons de nature discriminatoire ou politique se trouvaient ? la base des poursuites.
16. Le 3 mars 2006, le requ?rant se pourvut en cassation, soutenant notamment que la demande d?extradition le concernant aurait ?t? envoy?e par les autorit?s grecques au-del? du d?lai de quarante jours pr?vu par l?article 16 ? 4 de la Convention europ?enne d?extradition, ce qui entra?nait selon lui l?ill?gitimit? de sa d?tention. Il soutenait en outre que les accusations port?es contre lui par les autorit?s grecques ne se fondaient pas sur des indices de culpabilit? s?rieux. Par cons?quent, ? ses dires, il devait ?tre mis fin ? sa d?tention.
17. Par un arr?t du 11 mai 2006, d?pos? au greffe le 18 septembre 2006, la Cour de cassation rejeta le pourvoi avec une motivation d?une page, en raison notamment du fait que la demande d?extradition ?tait parvenue dans le d?lai pr?vu par la Convention europ?enne d?extradition et du fait qu?elle n?avait pas comp?tence pour trancher la question concernant l?existence d?indices de culpabilit? s?rieux.
18. Entre-temps, ? trois reprises, entre les mois de juin et de septembre 2005, le requ?rant avait demand?, en vain, sa remise en libert? ? la cour d?appel de Rome. Dans sa derni?re d?cision du 27 octobre 2005, adopt?e en chambre de conseil dans le respect du principe du contradictoire, et sans avoir accompli aucun acte d?instruction, la cour d?appel souligna qu?il n?existait aucune raison de s??carter des deux autres d?cisions de rejet adopt?es pr?c?demment eu ?gard, d?une part, ? la persistance du risque de fuite du requ?rant malgr? le fait que les autorit?s l?avaient priv? de son passeport et, d?autre part, ? l?obligation de respecter les engagements internationaux de l??tat.
19. Le 9 octobre 2006, le ministre de la Justice signa l?arr?t? d?extradition.
20. Le 26 octobre 2006, le requ?rant fut extrad?.
II. TEXTE INTERNATIONAL PERTINENT
21. La Convention europ?enne d?extradition, sign?e ? Paris le 13 d?cembre 1957, ratifi?e par l?Italie par la loi no 300 du 30 janvier 1963 et entr?e en vigueur ? son ?gard le 4 novembre 1963, puis modifi?e par le deuxi?me protocole additionnel sign? le 17 mars 1978, est entr?e en vigueur ? l??gard de l?Italie le 23 avril 1985. Elle pr?voit ce qui suit :
Article 8 ? Poursuites en cours pour les m?mes faits
? Une Partie requise pourra refuser d?extrader un individu r?clam? si cet individu fait l?objet de sa part de poursuites pour le ou les faits ? raison desquels l?extradition est demand?e.
Article 9 ? Non bis in idem
L?extradition ne sera pas accord?e lorsque l?individu r?clam? a ?t? d?finitivement jug? par les autorit?s comp?tentes de la Partie requise, pour le ou les faits ? raison desquels l?extradition est demand?e. L?extradition pourra ?tre refus?e si les autorit?s comp?tentes de la Partie requise ont d?cid? de ne pas engager de poursuites ou de mettre fin aux poursuites qu?elles ont exerc?es pour le ou les m?mes faits.
Article 12 ? Requ?te et pi?ces ? l?appui
1. La requ?te [en vue d?obtenir l?extradition] sera formul?e par ?crit et adress?e par le minist?re de la Justice de la Partie requ?rante au minist?re de la Justice de la Partie requise; toutefois, la voie diplomatique n?est pas exclue. Une autre voie pourra ?tre convenue par arrangement direct entre deux ou plusieurs Parties.
2. Il sera produit ? l?appui de la requ?te :
a. l?original ou l?exp?dition authentique soit d?une d?cision de condamnation ex?cutoire soit d?un mandat d?arr?t ou de tout autre acte ayant la m?me force, d?livr? dans les formes prescrites par la loi de la Partie requ?rante ;
b. un expos? des faits pour lesquels l?extradition est demand?e. Le temps et le lieu de leur perp?tration, leur qualification l?gale et les r?f?rences aux dispositions l?gales qui leur sont applicables seront indiqu?s le plus exactement possible ; et
c. une copie des dispositions l?gales applicables ou, si cela n?est pas possible, une d?claration sur le droit applicable, ainsi que le signalement aussi pr?cis que possible de l?individu r?clam? et tous autres renseignements de nature ? d?terminer son identit? et sa nationalit?. ?
Article 16 ? Arrestation provisoire
1. En cas d?urgence, les autorit?s comp?tentes de la Partie requ?rante pourront demander l?arrestation provisoire de l?individu recherch? ; les autorit?s comp?tentes de la Partie requise statueront sur cette demande conform?ment ? la loi de cette Partie.
2. La demande d?arrestation provisoire indiquera l?existence d?une des pi?ces pr?vues au paragraphe 2, alin?a a, de l?article 12 et fera part de l?intention d?envoyer une demande d?extradition ; elle mentionnera l?infraction pour laquelle l?extradition sera demand?e, le temps et le lieu o? elle a ?t? commise ainsi que, dans la mesure du possible, le signalement de l?individu recherch?.
3. La demande d?arrestation provisoire sera transmise aux autorit?s comp?tentes de la Partie requise soit par la voie diplomatique, soit directement par la voie postale ou t?l?graphique, soit par l?Organisation internationale de police criminelle (Interpol), soit par tout autre moyen laissant une trace ?crite ou admis par la Partie requise. L?autorit? requ?rante sera inform?e sans d?lai de la suite donn?e ? sa demande.
4. L?arrestation provisoire pourra prendre fin si, dans le d?lai de 18 jours apr?s l?arrestation, la Partie requise n?a pas ?t? saisie de la demande d?extradition et des pi?ces mentionn?es ? l?article 12 ; elle ne devra, en aucun cas, exc?der 40 jours apr?s l?arrestation. Toutefois, la mise en libert? provisoire est possible ? tout moment, sauf pour la Partie requise ? prendre toute mesure qu?elle estimera n?cessaire en vue d??viter la fuite de l?individu r?clam?.
5. La mise en libert? ne s?opposera pas ? une nouvelle arrestation et ? l?extradition si la demande d?extradition parvient ult?rieurement. ?
III. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
22. Pour ce qui est de l?application des mesures provisoires, l?article 715 du code de proc?dure p?nale (CPP) pr?voit que, ? la demande d?un ?tat ?tranger, la cour d?appel peut ordonner l?arrestation provisoire d?un individu en vue de la proc?dure d?extradition. La demande peut ?tre accept?e a) si l??tat ?tranger agit en vertu d?une d?cision de condamnation ex?cutoire ou d?un mandat d?arr?t et s?il s?engage ? pr?senter une demande d?extradition ; b) si l??tat ?tranger a pr?sent? un expos? des faits ? l?appui de la demande d?extradition, indiqu? l?infraction qui est reproch?e ? l?individu recherch? et fourni le signalement de celui-ci ; c) s?il y a un risque de fuite. L?application de la mesure est communiqu?e par le ministre de la Justice aux autorit?s de l??tat ?tranger. La mesure d?arrestation provisoire est lev?e lorsque l??tat ?tranger ne fait pas parvenir dans un d?lai de quarante jours ? partir de ladite communication aux minist?res des Affaires ?trang?res ou de la Justice la demande d?extradition et les documents ? l?appui de pareille demande.
23. Selon l?article 716 ? 3 CPP, le pr?sident de la cour d?appel doit valider l?arrestation provisoire dans un d?lai de quatre-vingt-seize heures et ?ventuellement appliquer la mesure de d?tention provisoire.
24. Aux termes de l?article 716 ? 4 CPP, la mesure provisoire est lev?e si le minist?re de la Justice ne demande pas ? la cour d?appel, dans un d?lai de dix jours ? partir de la validation de l?arrestation provisoire, le maintien de l?int?ress? en d?tention.
25. Aux termes de l?article 717 CPP, lorsque les autorit?s internes ordonnent une arrestation provisoire ou appliquent une mesure provisoire, le pr?sident de la cour d?appel fixe une audience afin d?identifier l?int?ress? et lui demander s?il consent ? son extradition.
26. Selon l?article 714 CPP, la dur?e de la d?tention provisoire ne peut pas d?passer un an et six mois. Elle peut toutefois ?tre prolong?e pour une dur?e maximale globale de trois mois.
27. Aux termes de l?article 718 CPP, la mesure de d?tention provisoire peut, ? la demande d?une des parties ou d?office, ?tre lev?e par la cour d?appel ou la Cour de cassation, agissant comme juge de premi?re instance. La cour d?appel d?cide en chambre de conseil, apr?s avoir entendu les parties. La d?cision de la cour d?appel peut ?tre attaqu?e devant la Cour de cassation dans les limites des moyens tir?s de la violation de la loi. ? cet ?gard, la Cour de cassation a, ? plusieurs reprises, ?tabli qu?elle n?a pas comp?tence pour examiner les pourvois par lesquels un individu demande sa remise en libert? au motif que le risque de fuite qui justifiait initialement sa d?tention provisoire avait cess? d?exister (voir, ? titre d?exemple, Cour de cassation, arr?t no 33545 du 7 septembre 2010, d?pos? au greffe le 13 septembre 2010 ; de fa?on plus g?n?rale, sur l?absence de comp?tence ? examiner des moyens tir?s du caract?re arbitraire de la motivation des d?cisions de la cour d?appel, voir Cour de cassation, arr?t no 37123 du 24 septembre 2012, d?pos? au greffe le 26 septembre 2012).
28. En ce qui concerne la phase judiciaire de l?extradition, aux termes de l?article 704 CPP, la cour d?appel statue en chambre de conseil apr?s avoir entendu les parties et ?ventuellement obtenu les renseignements appropri?s et effectu? les v?rifications n?cessaires. Elle doit ?tablir si les conditions requises par les droits international et interne sont remplies : au-del? des r?gles pr?vues par la Convention europ?enne d?extradition, l?article 705 CPP impose aux tribunaux de v?rifier si la personne concern?e est poursuivie pour des d?lits de nature politique ou si elle risque d??tre jug?e selon des proc?dures contraires aux droits fondamentaux ou encore si, une fois extrad?e, elle risque de subir des traitements inhumains, d?gradants, ? caract?re discriminatoire ou, en tout ?tat de cause, contraires ? l?un des droits fondamentaux. Selon le m?me article, dans le cas o? la Convention europ?enne d?extradition s?applique, les tribunaux ne peuvent pas examiner l?existence d?indices de culpabilit? s?rieux (gravi indizi di colpevolezza).
29. Aux termes de l?article 706 CPP, cette d?cision peut ?tre contest?e, en fait et en droit, devant la Cour de cassation, qui statue selon la proc?dure pr?vue par l?article 704 CPP.
30. L?article 708 CPP dispose que le ministre de la Justice d?cide, dans un d?lai de quarante-cinq jours suivant le d?p?t de la d?cision de la Cour de cassation favorable ? l?extradition, si l?individu doit ?tre extrad?. ? d?faut d?une telle d?cision ou en cas de d?cision n?gative, la mesure de d?tention provisoire doit ?tre lev?e.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 5 ? 1 f) DE LA CONVENTION
31. Le requ?rant se plaint de la dur?e de la p?riode de d?tention qu?il a subie en vue de son extradition. Il d?nonce ? cet ?gard une violation de l?article 5 ? 3 de la Convention.
32. Ma?tresse de la qualification juridique des faits de la cause (voir, parmi d?autres, Guerra et autres c. Italie, 19 f?vrier 1998, ? 44, Recueil des arr?ts et d?cisions 1998?I), la Cour estime qu?il y a lieu d?examiner la requ?te sous l?angle de l?article 5 ? 1 f) de la Convention (voir, Quinn c. France, 22 mars 1995, s?rie A no 311, Chahal c. Royaume-Uni, 15 novembre 1996, Recueil 1996 V et Bogdanovski c. Italie, no 72177/01, 14 d?cembre 2006), ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit ? la libert? et ? la s?ret?. Nul ne peut ?tre priv? de sa libert?, sauf dans les cas suivants et selon les voies l?gales :
(…)
f) s?il s?agit de l?arrestation ou de la d?tention r?guli?res d?une personne pour l?emp?cher de p?n?trer irr?guli?rement dans le territoire, ou contre laquelle une proc?dure d?expulsion ou d?extradition est en cours.
(…) ?
A. Sur la recevabilit?
33. Constatant que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour la d?clare recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
34. Le requ?rant soutient que la dur?e de la proc?dure d?extradition ?tait excessive eu ?gard au caract?re peu complexe ? ses yeux de l?affaire.
35. Le Gouvernement conteste les all?gations du requ?rant. Il indique que la d?tention en cause a ?t? ordonn?e dans le respect des r?gles de l?extradition, comme les juridictions italiennes l?auraient constat?, et qu?elle visait uniquement ? livrer le requ?rant ? la justice de l??tat demandeur ; il ajoute que le requ?rant n?a pas consenti ? son extradition, ce qui aurait, selon lui, permis d?acc?l?rer la proc?dure, et que le retard dans la fixation de l?audience sur le fond par la cour d?appel se justifie par les trois demandes de lib?ration que le requ?rant aurait introduites en l?espace de trois mois. Enfin, il estime que la proc?dure qui a conduit les autorit?s italiennes, juridictionnelles et administratives, ? autoriser l?extradition s?est d?roul?e dans les d?lais pr?vus par les r?gles du droit interne et international.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur la conformit? de la d?tention au droit interne
36. Afin de rechercher si la d?tention en cause ?tait conforme ? l?article 5 ? 1 f) de la Convention, la Cour doit v?rifier si cette privation de libert? non seulement relevait de l?une des exceptions pr?vues aux alin?as a) ? f), mais aussi ?tait ? r?guli?re ?. Elle rappelle qu?en mati?re de ? r?gularit? ? d?une d?tention, y compris d?observation des ? voies l?gales ?, la Convention renvoie pour l?essentiel ? la l?gislation nationale et consacre l?obligation d?en observer les normes de fond comme de proc?dure (Saadi c. Royaume-Uni [GC], no 13229/03, ?? 67, CEDH 2008).
37. En l?esp?ce, la Cour observe que, mieux plac?es que les organes de la Convention pour v?rifier le respect du droit interne, les juridictions nationales ont constat?, lorsqu?elles ont ?t? saisies par le requ?rant ou lorsque le droit interne l?imposait, la r?gularit? de la d?tention litigieuse dans sa phase initiale et quant ? sa finalit?. Dans un premier temps, la cour d?appel de L?Aquila a valid? l?arrestation du requ?rant ; par la suite, la cour d?appel et la Cour de cassation ont v?rifi? que la demande d?extradition avait ?t? envoy?e par les autorit?s grecques dans le d?lai de quarante jours pr?vu par l?article 16 ? 4 de la Convention europ?enne d?extradition (paragraphes 15, 17 et 21 ci-dessus) ; enfin, ? trois reprises, les tribunaux ont ?tabli que l?adoption et le maintien des mesures provisoires se justifiaient par l?exigence de respecter les engagements internationaux de l??tat et par l?existence d?un risque de fuite du requ?rant (paragraphe 18 ci-dessus).
38. Au vu de ces circonstances, la Cour n?aper?oit aucun ?l?ment susceptible de donner ? penser que la d?tention subie par le requ?rant ? titre extraditionnel a poursuivi un but diff?rent de celui pour lequel elle a ?t? impos?e et qu?elle n??tait pas conforme au droit interne.
b) Sur le caract?re arbitraire de la d?tention
39. La Cour rappelle que, ? l?inverse de ce que le Gouvernement all?gue, le respect des d?lais pr?vus par le droit interne ne peut pas ?tre consid?r? comme entra?nant automatiquement la compatibilit? de la d?tention avec les exigences d?coulant de l?article 5 ? 1 f) de la Convention (Auad c. Bulgarie, no 46390/10, ? 131, 11 octobre 2011). Cette disposition exige de surcro?t la conformit? de toute privation de libert? au but consistant ? prot?ger l?individu contre l?arbitraire (voir, parmi bien d?autres, Winterwerp c. Pays-Bas, 24 octobre 1979, ? 37, s?rie A no 33, Amuur c. France, 25 juin 1996, ? 50, Recueil 1996 III, et Witold Litwa c. Pologne, no 26629/95, ? 78, CEDH 2000?III). Il est un principe fondamental selon lequel nulle d?tention arbitraire ne peut ?tre compatible avec l?article 5 ? 1, et la notion d?? arbitraire ? que contient l?article 5 ? 1 va au-del? du d?faut de conformit? avec le droit national, de sorte qu?une privation de libert? peut ?tre r?guli?re selon la l?gislation interne tout en ?tant arbitraire et donc contraire ? la Convention (Saadi, pr?cit?, ? 67, et Suso Musa c. Malte, no 42337/12, ? 92, 23 juillet 2013).
40. ? cet ?gard, la Cour rappelle de surcro?t que, dans le contexte de cette disposition, seul le d?roulement de la proc?dure d?extradition justifie la privation de libert? fond?e sur cet article et que, si la proc?dure n?est pas men?e avec la diligence requise, la d?tention cesse d??tre justifi?e (Quinn, pr?cit?, ? 48 et Chahal, pr?cit?, ? 113).
41. La Cour a ainsi pour t?che non pas d??valuer si la dur?e de la proc?dure d?extradition est dans son ensemble raisonnable, ce qu?elle fait notamment en mati?re de dur?e des proc?dures sous l?angle de l?article 6, mais d??tablir si, ind?pendamment de la dur?e globale de la proc?dure, la dur?e de la d?tention n?exc?de pas le d?lai raisonnable n?cessaire pour atteindre le but poursuivi (Saadi, pr?cit?, ?? 72-74). Ainsi, s?il y a eu des p?riodes d?inactivit? de la part des autorit?s et, partant, un d?faut de diligence, le maintien en d?tention cesse d??tre justifi?. En conclusion, la Cour doit ?valuer, au cas par cas, si, pendant la p?riode de d?tention en cause, les autorit?s nationales ont ou non fait preuve de passivit? (voir, dans ce sens, en mati?re d?expulsion, Tabesh c. Gr?ce, no 8256/07, ? 56, 26 novembre 2009).
42. En l?esp?ce, la Cour constate que le requ?rant a ?t? plac? sous ?crou extraditionnel afin de permettre aux autorit?s grecques de le poursuivre. ? cet ?gard, elle estime n?cessaire de distinguer deux formes d?extradition afin de pr?ciser le niveau de diligence requis pour chacune, ? savoir, d?une part, l?extradition aux fins de l?ex?cution d?une peine et, d?autre part, celle permettant ? l??tat requ?rant de juger la personne concern?e. Dans ce dernier cas, la proc?dure p?nale ?tant encore pendante, la personne sous ?crou extraditionnel est ? consid?rer comme pr?sum?e innocente ; de plus, ? ce stade, la possibilit? pour celle-ci d?exercer ses droits de la d?fense lors de la proc?dure p?nale afin de prouver son innocence est consid?rablement limit?e, voire inexistante ; enfin, tout examen du fond de l?affaire est interdit aux autorit?s de l??tat requis (paragraphe 28 in fine ci-dessus). Pour toutes ces raisons, la protection des droits de la personne concern?e et le bon d?roulement de la proc?dure d?extradition, y compris l?exigence de poursuivre l?individu dans un d?lai raisonnable, imposent ? l??tat requis d?agir avec une diligence accrue.
43. La Cour a d?j? consid?r? comme excessives, en raison de retards injustifi?s de la part des autorit?s internes, des dur?es d?un an et onze mois de d?tention en vue d?une extradition (Quinn, pr?cit?) et de trois mois en vue d?une expulsion (Tabesh, pr?cit?).
44. Elle note qu?en l?esp?ce la d?tention sous ?crou extraditionnel a dur? environ un an et six mois (du 19 avril 2005 au 26 octobre 2006).
45. Elle constate que des retards importants se sont produits aux diff?rentes ?tapes de la proc?dure d?extradition.
46. En premier lieu, la premi?re audience de la cour d?appel a ?t? fix?e au 15 d?cembre 2005, soit six mois apr?s l?envoi de la demande d?extradition ? la cour d?appel et huit mois apr?s le placement de l?int?ress? sous ?crou extraditionnel.
47. La Cour ne saurait partager la position du Gouvernement selon laquelle les recours exerc?s par le requ?rant afin d?obtenir sa remise en libert? pendant cette p?riode (paragraphe 18 ci-dessus) peuvent, en soi, justifier le retard de la proc?dure. En effet, il s?agit l? de proc?dures ayant des objets et des buts diff?rents, l?une ayant eu pour but de v?rifier si les exigences formelles pour l?extradition ?taient remplies, l?autre permettant d?examiner si les exigences qui ont amen? ? l?adoption de la mesure provisoire ?taient toujours valables et suffisantes. Le fait que le droit interne charge la m?me cour d?appel de cette double t?che constitue un choix l?gitime de la part de l??tat, choix qui ne peut toutefois ?tre invoqu? afin de justifier des retards consid?rables dans l?examen du fond de l?affaire. En tout ?tat de cause, la Cour ne voit pas comment les demandes r?p?t?es du requ?rant, en principe justifi?es dans la mesure o? la d?tention se prolongeait en l?absence de toute audience sur le fond, auraient emp?ch? la cour d?appel de fixer plus t?t ladite audience (voir, mutatis mutandis, Quinn, ? 48). Les d?cisions prises par la cour d?appel se sont fond?es exclusivement sur les documents dont elle disposait, ?taient adopt?es en chambre de conseil dans le respect du principe du contradictoire (paragraphe 27 ci-dessus) et portaient, principalement, sur l?examen de l?exigence du maintien du requ?rant en d?tention en raison du risque de fuite (paragraphe 18 ci-dessus).
48. La Cour remarque ensuite que l?affaire n??tait pas complexe (voir, a contrario, Bogdanovski, pr?cit?, o? le requ?rant avait demand? le statut de r?fugi? politique et o? la proc?dure d?extradition avait ?t? suspendue ? la demande du Haut-Commissariat pour les r?fugi?s et de la Cour elle-m?me ? la suite de l?application de l?article 39 du r?glement). La t?che de la cour d?appel se limitait ? l?analyse des ?l?ments suivants : v?rifier que la demande d?extradition avait ?t? pr?sent?e selon les formes pr?vues par la Convention europ?enne d?extradition ; s?assurer que les principes du ne bis in idem et de la double incrimination avaient ?t? respect?s ; exclure que des raisons de nature discriminatoire ou politique eussent form? la base des poursuites. La loi n?autorisait pas d?appr?ciation quant ? l?existence d?indices de culpabilit? s?rieux (gravi indizi di colpevolezza) (paragraphe 28 in fine ci-dessus) et aucune enqu?te ou activit? d?instruction n?a ?t? n?cessaire (paragraphe 15 ci-dessus).
49. En deuxi?me lieu, la Cour est frapp?e par le fait que la Cour de cassation, apr?s avoir statu? dans un d?lai de deux mois sur le pourvoi du requ?rant, a mis plus de quatre mois pour d?poser au greffe un arr?t d?une seule page dans lequel elle se bornait ? pr?ciser que la demande d?extradition avait ?t? envoy?e par l??tat requ?rant selon les formes requises et qu?elle-m?me n?avait pas comp?tence pour remettre en cause les accusations port?es contre le requ?rant par les autorit?s grecques (paragraphe 17 ci-dessus). Le Gouvernement ne produit aucun ?l?ment susceptible de justifier un tel d?lai.
50. Enfin, pour ce qui est de l?argument du Gouvernement selon lequel le requ?rant aurait pu acc?l?rer la proc?dure en ne s?opposant pas ? son extradition, la Cour estime que si pareille opposition peut en principe justifier un prolongement de la d?tention dans la mesure o? un contr?le juridictionnel s?impose, cela ne peut toutefois pas d?charger l??tat de tout retard injustifi? lors de la phase judiciaire.
51. Par cons?quent, compte tenu de la nature de la proc?dure d?extradition, visant ? faire poursuivre le requ?rant dans un ?tat tiers, et du caract?re injustifi? des retards des juridictions italiennes, la Cour conclut que la d?tention du requ?rant n??tait pas ? r?guli?re ? au sens de l?article 5 ? 1 f) de la Convention et que, partant, il y a eu violation de cette disposition.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
52. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
53. Le requ?rant n?a pr?sent? aucune demande de satisfaction ?quitable (paragraphe 5 ci-dessus). Partant, la Cour estime qu?il n?y a pas lieu de lui octroyer de somme ? ce titre.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 5 ? 1 f) de la Convention.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 24 mars 2015, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Fato? Arac? P?ivi Hirvel?
Greffi?re adjointe Pr?sidente

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024