AFFAIRE D'AMMASSA ET FREZZA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE D’AMMASSA ET FREZZA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, P1-1
Numero: 44513/98/2001
Stato: Italia
Data: 2001-10-25 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusione Violazione dell’art. 6-1; danno materiale – domanda respinta; Danno morale – risarcimento pecuniario; Rimborso parziale oneri e spese – procedimento della Convenzione
QUARTA SEZIONE
CAUSA D? AMMASSA E FREZZA C. ITALIA
( Richiesta n? 44513/98)
SENTENZA
STRASBURGO
25 ottobre 2001
DEFINITIVO
25/01/2002
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa D?Ammassa e Frezza c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta di:
SIGG. G. Ress, presidente,
A. Pastor Ridruejo, L. Caflisch, I. Cabral Barreto, V.H,. Butkevych, il Sig.re N. Vajic, giudici, il
Sig. Del Tufo, giudice ad hoc, e del Sig. V. Berger, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 4 ottobre 2001,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta diretta contro la Repubblica italiana e in cui dei cittadini italiani, il Sig. A. D A. e la Sig.ra R. F. (“i richiedenti”), avevano investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo il 16 settembre 1997 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”). La richiesta ? stata registrata il 13 novembre 1998 sotto il numero di pratica 44513/98. I richiedenti sono rappresentati da C.L. V., avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. U. Leanza, e dal suo coagente, il Sig. V. Esposito.
2. La Corte ha dichiarato la richiesta ammissibile il 9 novembre 2000.
IN FATTO
3. Il 4 febbraio 1991, i richiedenti deposero un ricorso per direttissima dinnanzi al giudice di istanza di Albano Laziale (Roma) per ottenere la demolizione di una costruzione, che si appoggiava su un muro divisorio, fatta dai loro vicini ed il risarcimento dei danni subiti.
4. Con un’ordinanza fuori udienza dello stesso giorno, il giudice di istanza nomin? un perito e fiss? per il giuramento di questo ultimo l’udienza del 15 aprile 1991. Delle cinque udienze fissate tra il 16 settembre 1991 ed il 27 novembre 1992, una fu rinviata d?ufficio, tre riguardarono la perizia ed il suo complemento – di cui una fu rinviata perch? il perito non aveva depositato alla cancelleria il suo rapporto – ed una riguard? delle misure immediate da prendere coi convenuti. All’udienza del 22 marzo 1993, il giudice dichiar? l’interruzione del processo a seguito al decesso del consigliere dei convenuti.
5. Il 3 maggio 1993, i richiedenti ripresero il procedimento. Con un’ordinanza fuori udienza del 6 maggio 1993 il cui il testo fu depositato alla cancelleria lo stesso giorno, il giudice di istanza fiss? la seguente udienza al 4 ottobre 1993. Le nove udienze che si tennero tra questa data ed il 4 maggio 1998 riguardarono un secondo complemento di perizia ed una nuova stima. La seguente udienza ebbe luogo l? 8 giugno 1998. Con un’ordinanza fuori udienza del 23 giugno 1998 il cui il testo fu depositato alla cancelleria il 2 luglio 1998, il giudice dichiar? la chiusura del procedimento per direttissima, ordin? ai convenuti l’esecuzione di certi lavori e diede alle parti un termine di novanta giorni per la ripresa del procedimento in quanto al merito dinnanzi al tribunale di Velletri (Roma).
6. Il 26 settembre 1998, i richiedenti ripresero il procedimento dinnanzi a questa giurisdizione. La prima udienza ebbe luogo il 16 dicembre 1998. Con un’ordinanza fuori udienza del 4 gennaio 1999, il giudice del collocamento in stato constat? che la causa doveva essere assegnata alla camera incaricata di trattare le cause pi? vecchie, Sezione Stralcio, e trasmise a questo fine la pratica al presidente del tribunale.
7. La seguente udienza si tenne il 7 giugno 1999. Delle sei udienze fissate tra il 18 ottobre 1999 ed il 6 luglio 2000, quattro riguardarono l’ascolto di testimoni e due il deposito della pratica di prima istanza. La seguente udienza fu fissata al 15 febbraio 2001.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ? 1 DELLA CONVENZIONE
8. I richiedenti adducono che la durata del procedimento ha ignorato il principio del “termine ragionevole” come previsto dall’articolo 6 ? 1 della Convenzione, cos? formulato,:
“Ogni persona ha diritto affinch? la sua causa sia sentita in un termine ragionevole, da un tribunale, chi decider? delle contestazioni sui suoi diritti ed obblighi di carattere civile “
9. Il Governo si oppone a questa tesi.
10. Il periodo da considerare ? cominciato il 4 febbraio 1991 e era ancora pendente al 15 febbraio 2001.
11. Era gi? a questa data durato pi? di dieci anni per un’istanza.
12. La Corte ricorda di avere constatato in quattro sentenze dal 28 luglio 1999 (vedere, per esempio, Bottazzi c. Italia [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l’esistenza in Italia di una pratica contraria alla Convenzione risultante da un accumulo di trasgressioni all’esigenza del “termine ragionevole.” Nella misura in cui la Corte constata simile trasgressione, questo accumulo costituisce una circostanza aggravante della violazione dell’articolo 6 ? 1.
13. Avendo esaminato i fatti della causa alla luce degli argomenti delle parti e tenuto conto della sua giurisprudenza in materia, la Corte stima che la durata del procedimento controverso non risponde all’esigenza del “termine ragionevole” e che c’? ancora una manifestazione della pratica precitata.
Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1.
II. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N? 1
14. I richiedenti si lamentano anche del fatto che la lunghezza del procedimento controverso ha recato offesa al diritto al rispetto dei loro beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo n? 1.
15. Avuto riguardo della constatazione relativa all’articolo 6 ? 1, paragrafo 13 sopra, la Corte stima che non c’? luogo di esaminare se c’? stata, nello specifico, violazione dell’articolo 1 del Protocollo n? 1 (vedere la sentenza Zangh? c. Italia del 19 febbraio 1991, serie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
16. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
17. I richiedenti richiedono globalmente 24 705 000 di lire italiane (ITL) a titolo del danno materiale e 50 000 000 ITL ciascuno a titolo del danno morale che avrebbero subito.
18. La Corte non vede i legame di causalit? tra la violazione constatata ed il danno materiale addotto e respinge questa domanda. In compenso, considera che c’? luogo di concedere ad ogni richiedente 25 000 000 ITL a titolo del danno morale.
B. Oneri e spese
19. I richiedenti chiedono anche la somma globale di 11 546 685 ITL per gli oneri e spese incorsi dinnanzi alla Corte.
20. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese se non nella misura in cui si trovano stabiliti la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevole del loro tasso (vedere, per esempio, la sentenza Bottazzi precitata ? 30). Nello specifico e tenuto conto degli elementi in suo possesso e dei criteri suddetti, la Corte stima ragionevole la somma globale di 4 000 000 ITL per il procedimento dinnanzi alla Corte ed accorda ad ogni richiedente 2 000 000 ITL.
C. Interessi moratori
21. Secondo le informazione di cui dispone la Corte, il tasso di interesse legale applicabile in Italia alla data di adozione della presente sentenza era del 3,5% l’anno.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 6 ? 1 della Convenzione;
2. Stabilisce che non c’? luogo di esaminare la lagnanza derivata dall’articolo 1 del Protocollo n? 1;
3. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare ad ogni richiedente, nei tre mesi a contare dal giorno in cui la sentenza ? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione 25 000 000 (venticinque milioni) di lire italiane per danno morale e 2 000 000 (due milioni) di lire italiane per oneri e spese;
b) che questi importi saranno da aumentare di un interesse semplice del 3,5% l’anno a contare dalla scadenza di questo termine e fino al versamento;
4. Respinge le domande di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 25 ottobre 2001, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
Vincent Pastore Georg Ress
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Violation de l’art. 6-1 ; Dommage mat?riel – demande rejet?e ; Pr?judice moral – r?paration p?cuniaire ; Remboursement partiel frais et d?pens – proc?dure de la Convention
QUATRI?ME SECTION
AFFAIRE D’AMMASSA ET FREZZA c. ITALIE
(Requ?te n? 44513/98)
ARR?T
STRASBOURG
25 octobre 2001
D?FINITIF
25/01/2002
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire D’Ammassa et Frezza c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
MM. G. Ress, pr?sident,
A. Pastor Ridruejo,
L. Caflisch,
I. Cabral Barreto,
V.H. Butkevych,
Mmes N. Vajic, juges,
M. Del Tufo, juge ad hoc,
et de M. V. Berger, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 4 octobre 2001,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te dirig?e contre la R?publique italienne et dont des ressortissants italiens, M. A. D’A. et Mme R. F. (? les requ?rants ?), avaient saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme le 16 septembre 1997 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?). La requ?te a ?t? enregistr?e le 13 novembre 1998 sous le num?ro de dossier 44513/98. Les requ?rants sont repr?sent?s par Me C.L. V., avocate ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. U. Leanza, et par son coagent, M. V. Esposito.
2. La Cour a d?clar? la requ?te recevable le 9 novembre 2000.
EN FAIT
3. Le 4 f?vrier 1991, les requ?rants d?pos?rent un recours en r?f?r? devant le juge d?instance d?Albano Laziale (Rome) afin d?obtenir la d?molition d?une construction, s?appuyant sur un mur mitoyen, faite par leurs voisins et la r?paration des dommages subis.
4. Par une ordonnance hors audience du m?me jour, le juge d?instance nomma un expert et fixa pour le serment de ce dernier l?audience du 15 avril 1991. Des cinq audiences fix?es entre le 16 septembre 1991 et le 27 novembre 1992, une fut renvoy?e d?office, trois concern?rent l?expertise et son compl?ment – dont une fut report?e car l?expert n?avait pas d?pos? au greffe son rapport – et une concerna des mesures imm?diates ? prendre par les d?fendeurs. A l?audience du 22 mars 1993, le juge d?clara l?interruption du proc?s suite au d?c?s du conseil des d?fendeurs.
5. Le 3 mai 1993, les requ?rants reprirent la proc?dure. Par une ordonnance hors audience du 6 mai 1993, dont le texte fut d?pos? au greffe le m?me jour, le juge d?instance fixa l?audience suivante au 4 octobre 1993. Les neuf audiences qui se tinrent entre cette date et le 4 mai 1998 concern?rent un deuxi?me compl?ment d?expertise et une nouvelle expertise. L?audience suivante eut lieu le 8 juin 1998. Par une ordonnance hors audience du 23 juin 1998, dont le texte fut d?pos? au greffe le 2 juillet 1998, le juge d?clara la cl?ture de la proc?dure en r?f?r?, ordonna aux d?fendeurs l?ex?cution de certains travaux et donna aux parties un d?lai de quatre-vingt-dix jours pour la reprise de la proc?dure quant au fond devant le tribunal de Velletri (Rome).
6. Le 26 septembre 1998, les requ?rants reprirent la proc?dure devant cette juridiction. La premi?re audience eut lieu le 16 d?cembre 1998. Par une ordonnance hors audience du 4 janvier 1999, le juge de la mise en ?tat constata que l?affaire devait ?tre attribu?e ? la chambre charg?e de traiter les affaires les plus anciennes (Sezione Stralcio) et transmit ? cette fin le dossier au pr?sident du tribunal.
7. L?audience suivante se tint le 7 juin 1999. Des six audiences fix?es entre le 18 octobre 1999 et le 6 juillet 2000, quatre concern?rent l?audition de t?moins et deux le d?p?t du dossier de premi?re instance. L?audience suivante fut fix?e au 15 f?vrier 2001.
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ? 1 DE LA CONVENTION
8. Les requ?rants all?guent que la dur?e de la proc?dure a m?connu le principe du ? d?lai raisonnable ? tel que pr?vu par l?article 6 ? 1 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue (…) dans un d?lai raisonnable, par un tribunal (…) qui d?cidera (…) des contestations sur ses droits et obligations de caract?re civil (…) ?
9. Le Gouvernement s?oppose ? cette th?se.
10. La p?riode ? consid?rer a d?but? le 4 f?vrier 1991 et ?tait encore pendante au 15 f?vrier 2001.
11. Elle avait ? cette date d?j? dur? plus de dix ans pour une instance.
12. La Cour rappelle avoir constat? dans de nombreux arr?ts (voir, par exemple, Bottazzi c. Italie [GC], n? 34884/97, ? 22, CEDH 1999-V) l?existence en Italie d?une pratique contraire ? la Convention r?sultant d?une accumulation de manquements ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ?. Dans la mesure o? la Cour constate un tel manquement, cette accumulation constitue une circonstance aggravante de la violation de l?article 6 ? 1.
13. Ayant examin? les faits de la cause ? la lumi?re des arguments des parties et compte tenu de sa jurisprudence en la mati?re, la Cour estime que la dur?e de la proc?dure litigieuse ne r?pond pas ? l?exigence du ? d?lai raisonnable ? et qu?il y a l? encore une manifestation de la pratique pr?cit?e.
Partant, il y a eu violation de l?article 6 ? 1.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE N? 1
14. Les requ?rants se plaignent ?galement de ce que la longueur de la proc?dure litigieuse a port? atteinte au droit au respect de leurs biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole n? 1.
15. Eu ?gard au constat relatif ? l?article 6 ? 1 (paragraphe 13 ci-dessus), la Cour estime qu?il n?y a pas lieu d?examiner s?il y a eu, en l?esp?ce, violation de l?article 1 du Protocole n? 1 (voir l?arr?t Zangh? c. Italie du 19 f?vrier 1991, s?rie A n? 194-C, p. 47, ? 23).
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
16. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
17. Les requ?rants r?clament globalement 24 705 000 lires italiennes (ITL) au titre du pr?judice mat?riel et 50 000 000 ITL chacun au titre du pr?judice moral qu?ils auraient subis.
18. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, elle consid?re qu?il y a lieu d?octroyer ? chaque requ?rant 25 000 000 ITL au titre du pr?judice moral.
B. Frais et d?pens
19. Les requ?rants demandent ?galement la somme globale de 11 546 685 ITL pour les frais et d?pens encourus devant la Cour.
20. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux (voir, par exemple, l?arr?t Bottazzi pr?cit?, ? 30). En l?esp?ce et compte tenu des ?l?ments en sa possession et des crit?res susmentionn?s, la Cour estime raisonnable la somme globale de 4 000 000 ITL pour la proc?dure devant la Cour et accorde ? chaque requ?rant 2 000 000 ITL.
C. Int?r?ts moratoires
21. Selon les informations dont dispose la Cour, le taux d?int?r?t l?gal applicable en Italie ? la date d?adoption du pr?sent arr?t ?tait de 3,5 % l?an.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Dit qu?il y a eu violation de l?article 6 ? 1 de la Convention ;
2. Dit qu?il n?y a pas lieu d?examiner le grief tir? de l?article 1 du Protocole n? 1 ;
3. Dit
a) que l?Etat d?fendeur doit verser ? chaque requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t est devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 25 000 000 (vingt-cinq millions) lires italiennes pour dommage moral et 2 000 000 (deux millions) lires italiennes pour frais et d?pens ;
b) que ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple de 3,5 % l?an ? compter de l?expiration de ce d?lai et jusqu?au versement ;
4. Rejette les demandes de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 25 octobre 2001, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
Vincent Berger Georg Ress
Greffier Pr?sident

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