AFFAIRE CORDELLA ET AUTRES c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CORDELLA ET AUTRES c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,13,35,46,08
Numero: 54414/13/2019
Stato: Italia
Data: 2019-01-24 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni: Parzialmente inammissibile, Art. 35, Condizioni di ammissibilit?
(art. 35-3-a) Manifestamente mal fondato Violazione dell’articolo 8 – Diritto al rispetto della vita privata e familiare, Articolo 8-1 – Rispetto della vita privata,
Violazione dell’articolo 13+8-1 – Diritto ad un ricorso effettivo, Articolo 13 – Ricorso effettivo, (Articolo 8) – Diritto al rispetto della vita privata e familiare
(Articolo 8-1) – Rispetto della vita privata, Danno morale – constatazione di violazione sufficiente, Articolo 41 – Danno morale Soddisfazione equa

PRIMA SEZIONE

CAUSA CORDELLA ED ALTRI C. ITALIA

(Richieste i nostri 54414/13 e 54264/15)

SENTENZA

STRASBURGO

24 gennaio 2019

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Cordella ed altri c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
Linos-Alexandre Sicilianos, presidente,
Guido Raimondi,
Ledi Bianku,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Tim Eicke,
Gilberto Felici, giudici,
e di Renata Degener, greffi?re collaboratrice di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 18 dicembre 2018,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trovano due richieste, no 54414/13 e no 54264/15, diretti contro la Repubblica italiana e di cui dei cittadini di questo Stato (“i richiedenti”), figurando nell’elenco qui accluso, hanno investito rispettivamente la Corte il 29 luglio 2013 ed il 21 ottobre 2015, in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. I richiedenti della richiesta no 54414/13 sono stati rappresentati da OMISSIS avvocato a Taranto, e con la Sig.ra D. Spera. Questa ultima che ? partire anche richiedente, ? stata rappresentata in questa qualit? coi Miei S. Maggio e L. Porta La.
3. I richiedenti della richiesta no 54264/15 sono stati rappresentati da Me A. Saccucci, avvocato a Roma.
4. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo vecchio agente, la Sig.ra E. Spatafora, e col suo coagente, la Sig.ra M.L. Aversano.
5. Denunciando gli effetti delle emissioni dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto sulla loro salute e sull’ambiente, i richiedenti adducevano, entra altri, una violazione dei loro diritti alla vita, al rispetto della vita privata ed ad un ricorso effettivo (articoli 2) 8 e 13 della Convenzione.
6. Il 27 aprile 2016, i motivi di appello derivati degli articoli 2, 8 e 13 della Convenzione sono stati comunicati al Governo e le richieste sono state dichiarate inammissibili per il surplus conformemente all’articolo 54 ? 3 dell’ordinamento della Corte.
7. Inoltre, l’ISDE, Internazionale Society of Doctors foro Environment, il Clinical Program (facolt? di giurisprudenza) universit? di Torino, la societ? Ribad? Fire S.p.a. ed i consorti Ribad?, autorizzati col presidente ad intervenire nel procedimento, hanno presentato delle osservazioni in qualit? di terzo intervenuto, articolo 36 ? 2 della Convenzione ed articolo 44 ? 3 dell’ordinamento della Corte. Il 13 settembre 2018, il presidente ha deciso tuttavia di non versare alla pratica le osservazioni della societ? Ribad? Fire S.p.a. e dei consorti Ribad?, queste che non assolvono le condizioni contemplate per il terza intervento, articolo 44 ? 5 dell’ordinamento della Corte.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
A. La societ? Ilva S.p.a. (“il societ? Ilva”)
8. Specializzata nella produzione e la trasformazione dell’acciaio, il societ? Ilva cominci? ad operare nel settore siderurgico all’inizio del XXe secolo a Genova (Ligurie). Lo stato divent? poi il suo principale azionista.
9. La determinazione di Taranto (Pouilles) cominci? ad operare nel 1965.
10. Nel 1995, il societ? Ilva fu privatizzato, acquistata dal gruppo Ribad?. Tenuto conto del suo stato di insolvenza, fu posta poi sotto amministrazione provvisoria, amministrazione straordinaria, (paragrafo 60 sotto.
11. L’impatto delle emissioni prodotte dalle fabbriche del societ? Ilva sull’ambiente e sulla popolazione locale stata oggetto di un importante dibatte da numerosi anni. Nel 2002, le autorit? giudiziali ordinarono la chiusura del cokerie di uno delle determinazioni del societ? Ilva, situato a Cornigliano (Genova), degli studi epidemiologici avendo dimostrato un legame tra le particelle emesse dalla fabbrica ed il tasso di mortalit? della popolazione, largamente superiore nel quartiere riguardato rispetto a quell’osservato negli altri quartieri della citt?. Nel 2005, uno degli alti fornelli della fabbrica di Cornigliano fu chiuso anche.
12. L’insieme della produzione della zona a caldo di questa fabbrica fu trasferito allora a Taranto. La determinazione che si trova in questa citt? costituisce il sito pi? importante della societ? ed il pi? grande complesso siderurgico industriale in Europa. Si dilunga oggi su una superficie di circa 1 500 ettari e conta circa undicimila impiegati.
B. La situazione dei richiedenti e gli studi scientifici
13. Il richiesto residente o hanno risieduto nella citt? di Taranto che conta circa 200 000 abitanti, o nei comuni vicini. I dettagli che riguardano i loro luoghi di residenza sono indicati nell’elenco qui accluso.
14. L’impatto delle emissioni prodotte dalla fabbrica sull’ambiente e sulla salute della popolazione locale fu all’origine di parecchi rapporti scientifici di cui le informazione principali sono riassunte qui sotto.
1. I rapporti del Centro europeo dell’ambiente e della salute, organismo dell’OMS – Organizzazione mondiale per la Salute,
15. Nel 1997, il Centro europeo dell’ambiente e della salute pubblic? un rapporto che fa stato di una situazione di rischio per la salute della popolazione che risiede nei comuni che erano stati classificati “ad alto rischio ambientalista” con una deliberazione del Consiglio dei Ministri del 30 novembre 1990, paragrafo 32 sotto, in ragione in particolare dell’inquinamento industriale generato dal societ? Ilva, per il periodo 1980-1987.
16. Un altro rapporto che proviene dello stesso organismo, pubblicato nel 2002, attualizz? i risultati di questo primo rapporto, fino all’anno 1994. Secondo questo secondo rapporto, il tasso di mortalit? maschile per tumori nella zona di Taranto era superiore del 10,6% al tasso osservato nella regione, ed il rischio di mortalit? femminile era anche pi? elevato rispetto alla media regionale, entra altri per cause tumorales.
2. Il rapporto del 2002 dell’ARPA, l’agenzia regionale per la prevenzione e la protezione ambientalista,
17. L’arpa fu istituita nei Pouilles nel 1999. Secondo il suo rapporto di 2002, differenti studi pubblicati dagli organismi locali, l’osservatorio epidemiologico dei Pouilles e l’AUSL, l’autorit? sanitaria locale, nazionali, l’istituto superiore della salute e l’ENEA, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e duraturo, ed internazionale, l’organizzazione mondiale per la Salute, avevano dimostrato un aumento dei tumori, in particolare del polmone, della pleura e dell’apparecchio digestivo, nella zona detta “ad alto rischio ambientalista” a partire dagli anni 70.
18. Secondo questo stesso rapporto altri studi avevano dimostrato anche la presenza nell’aria di una concentrazione alzata di un numero di sostanze inquinanti di cui la pericolosit? per la salute umana era riconosciuta.
3. Lo studio epidemiologico del 2009
19. Nel 2009, un studio epidemiologico pubblicato in una rivista specializzata (“Analisi statistica dell’incidenza di certe patologie cancerose nella provincia di Taranto, 1999-2002” – EP anno 33 (1-2) gennaio-aprile 2009, fu realizzata dai membri dell’osservatorio epidemiologico dei Pouilles, dell’universit? di Bari e dell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Mise in evidenza un aumento dei tumori del polmone, della vescica e della pleura a casa gli uomini nella regione riguardata. La zona geograficamente mira era la provincia di Taranto, circa 580 000 abitanti, constando di 29 comuni.
4. Il rapporto “Ambiente e salute a Taranto: prove disponibili ed indicazioni concernente la salute pubblica” in data del 22 ottobre 2012, detto “rapporto SENTIERI”, Studio Epidemiologico Nazionale del Territorio e degli Insediamenti Esposti ha Rischio Inquinamento, di 2012,
20. Il rapporto SENTIERI di 2012, preparato con l’istituto superiore della salute alla domanda del ministero della Salute, formul? delle raccomandazioni di interventi in materia di salute pubblica sulla base dei dati concernente le cause di mortalit? nei siti di interesse nazionale per il risanamento (SIN) (paragrafo 34 sotto, relativamente al periodo 1995-2009.
21. Ne risultava che, tenuto conto dell’inquinamento ambientalista della regione riguardata proveniente delle emissioni della fabbrica Ilva, secondo la distanza tra i luoghi di residenza delle persone riguardate ed i siti di emissioni nocive preso in considerazione, esisteva un legame di causalit? tra le esposizioni ambientaliste alle sostanze cancerogeni inhalables e lo sviluppo di tumori dei polmoni e della pleura e di patologie del sistema cardiocirculatoire.
22. In modo pi? dettagliata, il rapporto mostrava che i decessi degli uomini e delle mogli che risiedono nella regione in causa per tumori, malattie del sistema circolatorie ed altre patologie erano superiori in numero rispetto alle medie regionali e nazionali.
5. La rapporto “Mortalit?, tasso di cancro ed ospedalizzazione nei siti di interesse nazionale per il risanamento” in data del 14 maggio 2014, detto “rapporto SENTIERI” di 2014,
23. Secondo il rapporto SENTIERI di 2014, il tasso di mortalit? nel SIN di Taranto era in generale pi? importante rispetto alla media regionale, tanto negli uomini che a casa le mogli ed i bambini.
24. Secondo questo stesso rapporto, il numero di ospedalizzazioni per cancri e patologie del sistema cardiocircolatorio era anche pi? importante rispetto alla media regionale.
6. Lo studio di coorte sugli effetti delle esposizioni, ambientaliste e sul posto di lavoro, sulle patologie e la mortalit? della popolazione che risiede a Taranto, di agosto 2016 (“lo studio di coorte”)
25. Condotta dal dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale del Lazio, l’ARPA, il centro per la salute e l’ambiente dei Pouilles e l’ASL, l’agenzia sanitaria locale, di Taranto, lo studio di coorte riguard? 321 356 persone che risiedono nei comuni di Taranto, Massafra e Statte tra il 1 gennaio 1996 ed i 31 dicembri 2010.
26. Questo studio dimostr? un legame di causalit? tra le esposizioni ai PM10 ed al SO2 di origine industriale, dovuta all’attivit? produttiva del societ? Ilva, e l’aumento della mortalit? per cause naturali, tumori, malattie renali e cardiovascolari a casa i residenti.
7. Il rapporto del registro dei tumori di Taranto di 2016, concernente gli anni 2006-2011
27. Il rapporto del registro dei tumori di Taranto di 2016 che seguiva un primo studio di 2014, conferm? un pi? forte incidenza neoplastica nel comune di Taranto rispetto al resto della provincia, entra altri per il cancro dello stomaco, del colon, del fegato, del polmone, del rene, della vescica, della tiroide, del seno, dell’utero e della prostata,.
8. Il rapporto dell’ARPA di 2016
28. Secondo il rapporto dell’ARPA di 2016 (“Rapporto complementare sul controllo dei depositi di dioxines a Taranto”) che faceva seguito al riesame dell’autorizzazione ambientalista integrata accordata al societ? Ilva, paragrafo 45 qui sotto, concernente l’attivit? di sei stazioni di sorveglianza della qualit? dell’aria, il livello di dioxines nel quartiere Tamburi (Taranto) era eccessivo rispetto a quell’autorizzato.
9. Il rapporto dell’ARPA di 2017
29. Basandosi, entra altri, sui dati del registro dei tumori di Taranto, il rapporto dell’ARPA di 2017 (“Valutazione del danno sanitario-Determinazione del societ? Ilva di Taranto”) fece stato della permanenza di una situazione di criticit? sanitario nella zona “ad alto rischio ambientalista” e nel SIN di Taranto, dove il tasso di mortalit? e di ospedalizzazione per certi patologie oncologiques, cardiovascolari, respiratori e digestive era superiore rispetto alla media regionale.
30. Inoltre, secondo il rapporto dell’ARPA, esisteva un legame di causalit? tra le emissioni industriali ed i danni sanitari nella regione di Taranto. Di conseguenza, suddetto rapporto raccomandava il perseguimento della sorveglianza epidemiologica della popolazione ed il collocamento in posto di ogni misura che mira a garantire la salute di questa, al mezzo in particolare dell’utilizzazione delle “migliori tecniche disponibili” (paragrafo)
44 qui sotto, per il contention delle emissioni industriali inquinanti.
31. Di pi?, sempre le emissioni industriali erano ridotte in ragione della chiusura provvisoria di una grande parte del cokerie secondo questo rapporto, al momento della redazione di questo ultimo, sorgente maggiore degli inquinanti cancerogeni. Era notato tuttavia che la situazione avrebbe potuto cambiare in modo drastico all’epoca della ripresa il loro funzionamento con gli insediamenti nel loro insieme che indurrebbe un impatto certo sulla salute delle persone.
C. Le misure amministrative e legislative
1. L’approvazione del piano di disinquinamento della provincia di Taranto
32. Con una deliberazione del 30 novembre 1990, il Consiglio dei ministri identific? i comuni “ad alto rischio ambientalista”, comuni di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte, e chiese al ministero dell’ambiente di mettere in opera un piano di disinquinamento in vista del risanamento del territorio.
33. Con un decreto del 15 giugno 1995, il ministero dell’ambiente istitu? una commissione composta di membri del governo, del consiglio regionale dei Pouilles e di istituzioni locali affinch? fosse proceduto alla raccolta dei dati necessari alla realizzazione di suddetto piano. Il ministero ordin? tra altri la realizzazione di studi epidemiologici e la creazione di un registro dei tumori alle fini della raccolta dei dati statistici concernente lo sviluppo dei patologie tumorali nel territorio riguardato.
34. Con un decreto del ministero dell’ambiente del 10 gennaio 2000, seguendo la legge no 426/2008, i comuni di Taranto e Statte furono inclusi tra i SIN, paragrafo 20 sopra.
35. Nel frattempo, col decreto no 196 del 30 novembre 1998, il presidente della Repubblica aveva approvato il piano di disinquinamento. Questo riguardava l’insieme della zona detta “ad alto rischio ambientalista.”
2. Gli accordi tra il societ? Ilva e le autorit? pubbliche
36. In 2003 e 2004, i societ? Ilva e le amministrazioni locali conclusero parecchi accordi, atti di intesa, per mettere in opera delle misure che mirano a ridurre l’impatto ambientalista della fabbrica.
37. Il 23 ottobre 2006, il consiglio regionale dei Pouilles ed il societ? Ilva firmarono un accordo con che la societ? si avviava a misurare l’emissione di dioxines ed a designare un organismo terzo, il Consiglio nazionale delle ricerche, alle fini dell’identificazione delle principali sorgenti di emissione di particelle pesanti.
38. La prima campagna di controllo delle emissioni di dioxines di pi? grande dei due centesimi camini dell’acciaieria di Taranto cominci? nel 2007. Le autorit? regionali che non dispongono all’epoca degli strumenti che permettono di misurare i dioxines e gli altri micropolluants, il campionario fu affidato agli organismi terzo.
39. Nel 2008, l’ARPA che disponeva oramai degli strumenti necessari ai controlli, pubblic? i primi risultati dei controlli effettuati che attestavano che, nel quartiere Tamburi (Taranto), le emissioni di benzopirene nei PM10 erano superiori ai limiti autorizzati.
3. Le misure legislative e regionali in materia di contaminazione coi dioxines
40. Con la legge regionale (legge regionale) no 44 del 19 dicembre 2008, il consiglio regionale della Puglia fiss? per la prima volta i limiti di emissioni di dioxines autorizzati nella cornice dell’attivit? industriale.
41. Un rapporto dell’ARPA del 2010 fece stato della contaminazione coi dioxines della carne animale suscettibile di rientrare nella catena alimentare umana. Le autorit? regionali ordinarono perci? l’abbattimento da vicino duemila teste di bestiame, vietarono il pascolo ed ordinarono la distruzione di fegati dei bestiami ovini e caprin in un reparto di 20 km intorno alla fabbrica.
42. Col decreto no 155 del 13 agosto 2010, preso in applicazione della direttiva 2008/50/CE in materia di requisito dell’aria, il termine per l’attentato dei limiti autorizzati di produzioni inquinanti fu fissato al 31 dicembre 2012.
43. La legge regionale no 3 del 28 febbraio 2011 indic? che, in caso di superamento della soglia accettata di emissione di benzopirene, il ritorno ai valori autorizzati doveva essere raggiunto “al pi? presto.”
4. L’aia (autorizzazione ambientalista integrata)
44. Il 4 agosto 2011, il ministero dell’ambiente concesse alla societ? Ilva un primo AIA, permettendo alla societ? di continuare la sua attivit? di produzione, sotto condizione dell’adozione di misure che mirano a sminuire l’impatto delle emissioni inquinanti sull’ambiente, al mezzo in particolare dell’utilizzazione delle “migliori tecniche disponibili”, best technics available – Picchia.
45. Alla domanda del presidente della regione dei Pouilles e sulla base dei dati che risultano dal controllo dell’ARPA (facendo stato del superamento delle emissioni di benzopyr?ne autorizzati), il 27 ottobre 2012, un secondo AIA fu accordata, modificante la prima e fissando delle notizie condizioni, paragrafo 28 sopra.
46. Queste ultime che riprendevano le misure di protezione ambientalista e sanitaria contenuta nella prima decisione di sequestro conservatorio (paragrafo)
77 sotto, contemplavano in particolare il rispetto dei limiti di emissioni e delle norme applicabili in materia di salute e di sicurezza, cos? come l’obbligo di trasmettere un rapporto trimestrale relativo all’applicazione delle misure necessarie per raggiungere i risultati in termini di miglioramento dell’impatto ambientalista della fabbrica.
5. I decreto-leggi “salva-Ilva”, ed i testi relativi al collocamento sotto amministrazione provvisoria ed al procedimento di vendita del societ? Ilva
47. A partire da fine 2012, il governo adott? parecchi testi, entra altri delle decreto-leggi dette decreto-leggi “salva-Ilva”, concernente l’attivit? del societ? Ilva.
ha, La decreto-legge no 207 del 3 dicembre 2012, convertito nella legge no 231 del 24 dicembre 2012
48. La decreto-legge no 207 del 3 dicembre 2012, contenendo delle “Disposizioni urgenti per la protezione dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’attivit? delle imprese di interesse strategico nazionale”, autorizz? il societ? Ilva a continuare la sua attivit? durante un periodo che non supera trentasei mesi, sotto condizione del rispetto delle prescrizioni imposte nella cornice dell’AIA di 2012.
49. Il 22 gennaio 2013, il giudice delle investigazioni preliminari (“il GIP”) di Taranto investe la Corte costituzionale di una questione di costituzionalit? concernente la parte di questa decreto-legge che autorizza la societ? a continuare la sua attivit?, malgrado le emissioni nocive, ed a ritornare in possesso dei suoi beni e della sua determinazione, malgrado il sequestro giudiziale che era stato ordinato tra tempi (paragrafo),
77 sotto. Del parere del giudice, la decreto-legge violava, entra altri, il diritto alla salute ed ad un ambiente sano, protetto con l’articolo 32 della Costituzione.
50. Con la sua sentenza no 85 del 9 aprile 2013, la Corte costituzionale dichiar? la questione che gli era sottoposta manifestamente male fondata. Consider? che l’attivit? produttiva della societ? poteva continuare legittimamente, alla condizione che le misure di controllo e di protezione contemplato nell’AIA di 2012 fossero rispettate e che, in caso di reato, le sanzioni previste dalla legge fossero applicate.
51. Del parere della Corte costituzionale, il decreto-legge contenzioso contemplava un percorso di risanamento ambientalista che prende in conto il diritto alla salute ed all’ambiente dunque, da una parte, ed il diritto al lavoro, altro parte, tutti due garantiti con la Costituzione.
b, La decreto-legge no 61 del 4 giugno 2013, convertito nella legge no 89 del 3 agosto 2013
52. Tenuto conto dei pericoli gravi ed importanti per la salute e per l’ambiente che deriva dell’attivit? produttiva del societ? Ilva cos? come del mancata osservanza delle prescrizioni contenute nell’AIA di 2012, constatati tra tempi dalle autorit? competenti, la decreto-legge no 61 del 4 giugno 2013 dispose che doveva essere proceduto alla nomina di un amministratore provvisorio, commissario straordinario che sarebbe incaricato della gestione della societ?, per un periodo che va fino a trentasei mesi.
53. Dispose anche che un comitato di periti doveva essere designato. Dopo il suo collocamento in posto, questo propose al ministero dell’ambiente un piano che contempla delle misure di protezione ambientalista e sanitaria dei lavoratori e della popolazione (“il piano ambientalista”), contenendo anche le azioni ad intraprendere ed i termini di collocamento in ?uvre di queste alle fini di garanzia del rispetto dell’AIA.
54. Il piano ambientalista fu oggetto di un’approvazione del ministero dell’ambiente col decreto no 53 del 3 febbraio 2014 che approvazione equivaleva ad una modifica dell’AIA.
c, La decreto-legge no 101 del 31 agosto 2013, convertito nella legge no 125 del 30 ottobre 2013
55. La decreto-legge no 101 del 31 agosto 2013, previdente delle “Disposizioni in materia di imprese di interesse strategico nazionale”, autorizz? tra altri la costruzione di scariche per gli scarti speciali, pericolosi e non pericolosi, collocate vicino al sito di produzione del societ? Ilva, per garantire il collocamento in posto delle misure previste dal piano ambientalista.
d, La decreto-legge no 136 del 10 dicembre 2013, convertito nella legge no 6 del 6 febbraio 2014
56. Secondo la decreto-legge no 136 del 10 dicembre 2013 che fissava delle “Disposizioni urgenti per fare fronte alle emergenze ambientaliste ed industriali e favorire lo sviluppo delle zone riguardate”, le misure previste dal piano ambientalista erano considerate come realizzate quando: i, alla data di nomina dell’amministratore provvisorio, la qualit? dell’aria nella zona situata all’esterno della fabbrica non si era degradata ed ii, dei passi per la realizzazione di almeno il 80% delle prescrizioni contenute nell’AIA erano stati intrapresi.
e, La decreto-legge no 100 del 16 luglio 2014
57. La decreto-legge no 100 del 16 luglio 2014, previdente delle “Misure urgenti per la realizzazione del piano ambientalista”, indicava che al meno 80% delle prescrizioni previste dal piano ambientalista doveva essere realizzato al 31 luglio 2015 e che tutte queste prescrizioni dovevano essere al pi? tardi egli il 4 agosto 2016. Questa decreto-legge divent? nulla mancanza di conversione; le sue disposizioni furono riprese tuttavia nella legge no 116 di 2014.
f, La decreto-legge no 1 del 5 gennaio 2015, convertito nella legge no 20 del 4 marzo 2015
58. La decreto-legge no 1 del 5 gennaio 2015 indicava che il piano ambientalista sarebbe considerato come eseguito quando, al 31 luglio 2015, il 80% delle prescrizioni contemplate per questa data sarebbero stati realizzati.
59. Inoltre, questo testo contemplava che le misure messe in posto nella cornice di suddetto piano non poteva essere all’origine di un collocamento in gioco della responsabilit? penale o amministrativa dell’amministratore provvisorio, poich? queste misure costituivano il collocamento in ?uvre delle migliori regole di prevenzione in materia ambientalista, e di protezione della salute, della sicurezza pubblica e sul posto di lavoro.
g, Il decreto del ministero dello Sviluppo economico del 21 gennaio 2015
60. Con un decreto in data del 21 gennaio 2015, il ministero dello Sviluppo economico ammise il societ? Ilva a favore del procedimento di amministrazione provvisoria in ragione della sua insolvenza che era stata constatata nel frattempo.
h, La decreto-legge no 92/2015
61. Il 18 giugno 2015, uno dei fornelli dell’acciaieria di Taranto fu oggetto di un sequestro giudiziale nella cornice di un procedimento penale che cade sul decesso di un operaio che era stato rovesciato da una proiezione di materie incandescenti.
62. La decreto-legge no 92/2015 autorizz? la fabbrica ad inseguire la sua attivit? durante un periodo di dodici mesi a partire dal sequestro del fornello, aspettando l’adattamento delle norme in materia di sicurezza sul posto di lavoro.
63. Questo testo fu poi oggetto di una sentenza della Corte costituzionale, no 58 del 23 marzo 2018 che conclude al suo incostituzionalit? in ci? che le autorit? avevano finito con privilegiare in modo eccessiva la continuazione dell’attivit? produttiva allo scapito della protezione dei diritti alla salute ed alla vita, garantita dalla Costituzione.
Nel frattempo, le disposizioni di questa decreto-legge che era diventata nulla mancanza di conversione, erano stati ripresi nella legge no 132 di 2015.
i, La decreto-legge no 191 del 4 dicembre 2015, convertito nella legge no 13 del 1 febbraio 2016
64. In applicazione della decreto-legge no 191 del 4 dicembre 2015, previdente delle “Disposizioni urgenti per la cessione delle attivit? di impresa del societ? Ilva”, l’amministratore provvisorio si vide concedere la somma di 300 000 000 euros (EUR, per fare a fronte ai suoi imperativi finanziari,).
65. Inoltre, sempre in applicazione di questa decreto-legge, il termine per il collocamento in ?uvre del piano ambientalista fu rinviato al 30 giugno 2017.
j, La decreto-legge no 98 del 9 giugno 2016, convertito nella legge no 151 del 1 agosto 2016
66. A partire da 2016, il societ? Ilva fu oggetto di un procedimento di vendita con la via di un appello di offerte internazionali che ? in corso attualmente.
67. Nella cornice delle “Disposizioni urgenti per il collocamento in posto del procedimento di cessione delle attivit? di impresa del societ? Ilva” contemplata dalla decreto-legge no 98 del 9 giugno 2016, fu deciso che il termine per l’esecuzione del piano ambientalista potrebbe essere prorogato dal futuro acquirente per un periodo che non supera dieci otto mesi. Fu deciso anche che questo termine sarebbe applicato a tutta altra misura di gestione ambientalista concernente il societ? Ilva e che sostituirebbe tutto altro termine non ancora scaduto alla data di entrata in vigore della decreto-legge.
68. Fu stabilito anche che il futuro acquirente del societ? Ilva potrebbe subordinare l’offerta di acquisto alle modifiche del piano ambientalista che sarebbero sottoposte ad un comitato di tre periti. Infine, secondo suddetta decreto-legge, le immunit? amministrative e penali erano estese al futuro acquirente della determinazione.
6. Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 29 settembre 2017
69. In applicazione del decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 29 settembre 2017, il termine per l’esecuzione delle misure contemplate nel piano ambientalista fu rinviato al mese di agosto 2023.
70. Nella cornice di un ricorso in annullamento ed in rinvio ad esecuzione di questo decreto, la regione dei Pouilles ed il municipio di Taranto denunci? dinnanzi al tribunale amministrativo regionale dei Pouilles le conseguenze, in materia di ambiente e di salute, della proroga continua dei termini per l’esecuzione delle prescrizioni ambientaliste. Una questione di costituzionalit? fu sollevata anche a questo motivo. Secondo le informazione che risultano dalle pratiche, i procedimenti c’afferenti sono attualmente pendenti.
D. I procedimenti penali
1. I procedimenti penali finiti
71. Parecchi procedimenti penali furono aperti contro i dirigenti del societ? Ilva per catastrofe ecologica, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione di prevenzione di incidenti sul posto di lavoro, degradazione di beni pubblici, emissione di sostanze inquinanti ed inquinamento atmosferico. Certe di questi procedimenti arrivarono alle condanne nel 2002, 2005 e 2007.
72. Tra altri, con la sentenza no 38936 del 28 settembre 2005, la Corte di cassazione condann? i dirigenti della fabbrica Ilva di Taranto per inquinamento atmosferico, rigetto di materie pericolose ed emissione di particelle. Rilev? in particolare che la produzione di particelle aveva continuato malgrado i numerosi accordi conclusi con le autorit? territoriali in 2003 e 2004, paragrafo 36 sopra.
2. I procedimenti penali appendono
ha, Il procedimento no 938/10 e l’ordinanza di sequestro conservatorio
73. Il procedimento no 938/10 fu iniziato dinnanzi alla corte di basi di Taranto contro quarantaquattro persone fisiche e di tre persone giuridiche, previste da trentaquattro capi di imputazione per i fatti avendo avuto luogo tra 1995 e 2013 ed avendo fatto riferimento, entra altri, a: i, l’emissione di sostanze nocive per la salute e per l’ambiente che provoca un rischio serio per la salute pubblica, ed avendo causato la morte di certe persone che risiedono nei quartieri limitrofi al sito di produzione del societ? Ilva di Taranto e provocato delle patologie a casa altre persone; ii, la contaminazione dell’acqua, di prodotti della terra e di animali destinati all’alimentazione umana; iii, l’inquinamento ambientalista dell’aria; iv, la diffusione di informazione confidenziali da parte di agenti del ministero delle Cause estere incaricate della concessione dell’AIA.
74. Nella cornice di questo procedimento, parecchi capi di imputazione furono formulati, entra altri, contro il societ? Ilva e del gruppo Ribad?, concernente in particolare il mancata osservanza degli obblighi di protezione della sicurezza e dell’ambiente. Nove cento due persone tra che otto richiesto, si costituirono parti civili in questo procedimento.
75. Il 30 marzo 2012, il GIP di Taranto ordin? una perizia chimica ed una perizia epidemiologica, alle fini della valutazione dell’impatto delle emissioni della fabbrica sull’ambiente e sulla salute delle persone.
76. Secondo il rapporto di perizia chimica, il societ? Ilva produceva dei gas e dei vapori pericolosi per la salute dei lavoratori e per la popolazione locale. Questo rapporto stabiliva inoltre che le misure imposte per evitare la dispersione dei fumi e particelle nocive non erano state rispettate e che i valori di dioxines, di benzopyr?ne e di altre sostanze pericolose per la salute non erano conformi alle esigenze stabilite dalle disposizioni regionali, nazionali ed europee. Secondo il rapporto di perizia epidemiologica, le patologie cardiovascolari, respiratorie e cancerose avevano aumentato in ragione delle emissioni inquinanti prodotte dal societ? Ilva.
77. Sulla base di questi rapporti, il 25 luglio ed il 26 novembre 2012, il GIP ordin? il sequestro conservatorio di sei laboratori della fabbrica cos? come dell’acciaio produce a partire dalla data di esecuzione del primo sequestro.
78. Nel frattempo, il 26 luglio 2012, parecchi ministeri ed autorit? territoriali avevano firmato un protocollo di intesa per mettere in opera degli interventi urgenti di risanamento della citt? di Taranto che contemplava, a questo effetto, la creazione di un fondi di un importo di 336 668 320 EUR e la nomina di un amministratore provvisorio per la gestione della contabilit? di questo.
79. Il 30 novembre 2012, il giudice respinse una domanda di levata del sequestro conservatorio introdotto dal societ? Ilva, notando, entra altri, che le esigenze di intervento urgente per la protezione della popolazione locale non erano state prese in conto nella cornice dell’AIA.
b, Il procedimento no 9693/14
80. Il procedimento no 9693/14 fu sollecitato in seguito al deposito con un gruppo di cittadini di un lamento diretto contro l’amministratore provvisorio ed il direttore della determinazione di Taranto per emissioni pericolose e gestione di scarti non autorizzate.
81. La procura chiese l’archiviazione senza seguito della causa, il termine per il collocamento in posto dell’AIA che ? durante all’epoca. Il 12 ottobre 2016, il GIP decise tuttavia di continuare le investigazioni.
c, Il lamento depositato in 2013 da un gruppo di cittadini,
82. Il 5 aprile 2013, sette persone di cui il richiedente che figura sotto il numero 43, richiesta no 54414/13, introdussero presso un lamento della procura di Taranto per denunciare le emissioni inquinanti della fabbrica Ilva e gli effetti di queste sull’ambiente e sulla salute delle persone. La conclusione di questo lamento non ? conosciuta.
E. I procedimenti dinnanzi all’unione europea
1. La sentenza della Corte di giustizia dell’unione europea (“il CJUE”) del 31 marzo 2011, causa C-50/10,
83. Con una sentenza del 31 marzo 2011, il CJUE conclude che l’Italia aveva mancato agli obblighi che gli incombevano in virt? della direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativo sulla prevenzione ed alla riduzione integrata dell’inquinamento.
84. Il CJUE sottoline? che l’Italia aveva omesso di adottare le misure necessarie che avrebbero permesso alle autorit? competenti di badare a ci? che gli insediamenti industriali fossero sfruttati conformemente ad un sistema di autorizzazioni previste da questa stessa direttiva.
2. Il parere motivato della Commissione europea del 16 ottobre 2014
85. Nella cornice di un procedimento di reato aperto contro l’Italia, il 16 ottobre 2014, la Commissione europea emise un parere motivato che chiede alle autorit? italiane di ovviare ai gravi problemi di inquinamento constatato sul sito del societ? Ilva di Taranto. Osserv? che l’Italia aveva mancato ai suoi obblighi di garantire la conformit? dell’acciaieria alle esigenze della direttiva sulle emissioni industriali, direttiva no 2010/75/UE, avendo sostituito la direttiva 2008/1/CE a partire dal 7 gennaio 2014.
86. La Commissione europea constat? che il livello alzato delle emissioni che risultano dal processo di produzione dell’acciaio non aveva abbassato e che i fumi densi di particelle e di polveri industriali si liberavano del sito, ci? che provocava dell’incidi conseguenze per l’ambiente e per la salute della popolazione locale. Rilev? anche che i test avevano rivelato l’esistenza di un forte inquinamento dell’aria, dei suoli, delle acque di superficie e delle acque sotterranee sul sito del societ? Ilva cos? come della citt? nelle vicinanze di Taranto.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
87. L’articolo 452 quater del codice penale, inserito nel codice penale con la legge no 68 del 22 maggio 2015, dispongano che ogni persona che causa illegalmente una catastrofe ecologica ? punita da una pena di reclusione di cinque a quindici anni.
88. L’articolo 844 del codice civile dispone che il proprietario di un terreno non pu? impedire le nocivit? che provengono da un terreno vicino se queste non superano una soglia sopportabile.
89. L’articolo 2043 del codice civile enuncia il principio del neminem laedere, questo essere-a-argomento il dovere generale di non causare di danno ad altrui. Chiunque adduca avere subito un danno in violazione di questo principio pu? impegnare un’azione in responsabilit?.
90. L’articolo 2050 dello stesso civile consacra il principio generale della responsabilit? a causa delle “attivit? pericolose.”
91. Gli articoli 309 e 310 del decreto legislativi no 152/2006 contemplano la possibilit? di presentare dei lamenti ed osservazioni dinnanzi al ministero dell’ambiente in caso di violazione delle norme ambientaliste e ricordano la possibilit? di iniziare dei procedimenti in risarcimento dinnanzi alle giurisdizioni competenti.
IN DIRITTO
I. SU LA CONGIUNZIONE DELLE RICHIESTE
92. Tenuto conto della similitudine delle richieste, la Corte stima appropriata di esaminarli congiuntamente in una sola sentenza.
II. Su La Violazione Addotta Degli Articoli 2, 8 E 13 Di La Convenzione
93. Invocando gli articoli 2 e 8 della Convenzione, i richiedenti si lamentano di una violazione dei loro diritti alla vita ed al rispetto della loro vita privata. Rimproverano allo stato di non avere adottato le misure giuridiche e regolamentari che mirano a proteggere la loro salute e l’ambiente, e di avere omesso di fornirloro delle informazione concernente l’inquinamento ed i rischi correlativi per la loro salute.
94. Padrona della qualifica giuridica dei fatti, la Corte constata che questi motivi di appello si confondono. Giudica appropriata di esaminare unicamente le affermazioni dei richiedenti sotto l’angolo dell’articolo 8 della Convenzione, Radomilja ed altri c. Croazia [GC], i nostri 37685/10 e 22768/12, 20 marzo 2018. Questa disposizione ? formulata cos?:
“1. Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata.
2. Non pu? avere ingerenza di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto che per quanto questa ingerenza ? prevista dalla legge e che costituisce una misura che, in una societ? democratica, ? necessario alla sicurezza nazionale, alla sicurezza pubblica, al bene essere economico del paese, alla difesa dell’ordine ed alla prevenzione dei reati penali, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e libert? di altrui. “
95. Sul fondamento dell’articolo 13 della Convenzione, i richiedenti sostengono avere subito una violazione del loro diritto ad un ricorso effettivo. Questa disposizione ? formulata cos?:
“Tutto nessuno di cui i diritti e libert? riconobbero nel Convenzione ? stata violata, ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, allora stesso che la violazione sarebbe stata commessa dalle persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
A. Sulle eccezioni preliminari del Governo
1. Sulla qualit? di “vittima” dei richiedenti
ha, La tesi del Governo
96. Il Governo contesta la qualit? di vittima dei richiedenti. Indica a questo riguardo che questa pu? essere stabilito solamente alla conclusione di procedimenti interni che cadono sui motivi di appello sollevati poi dinnanzi alla Corte.
97. Dice peraltro che le lamentele dei richiedenti hanno solamente un carattere generale e non si riferiscono alle situazioni particolari, e che non portano dei fatti nessuno elemento di natura tale da supportare la tesi di un danno che gli interessati avrebbero subito concretamente. Le presenti richieste non sarebbero dunque che un actio popularis.
98. Il Governo dice inoltre che la maggior parte dei richiedenti abitano nelle municipalit? altri che quella direttamente toccato dall’inquinamento ambientalista, a sapere la citt? di Taranto.
b, La tesi dei richiedenti
99. I richiedenti replicano che risiedono tutti o hanno risieduto tutti nella citt? di Taranto o nei comuni vicini, e che l’inquinamento di queste citt? con le emissioni nocive della fabbrica Ilva ? una certezza riconosciuta dalle autorit? pubbliche. Inoltre, alcuni di loro hanno prodotto dei certificati medici che attestano le malattie contratte da essi stessi o con loro prossimi.
c, La valutazione della Corte
100. La Corte ricorda che il meccanismo di controllo della Convenzione non saprebbe ammettere l’actio popularis, Perez c. Francia [GC], no 47287/99, ? 70, CEDH 2004-I, e Di Sarno ed altri c. Italia, no 30765/08, ? 80, 10 gennaio 2012. Peraltro, n? l’articolo 8 n? nessuna altra disposizione della Convenzione non garantisce specificamente una protezione generale dell’ambiente in quanto tale, Kyrtatos c. Grecia, no 41666/98, ? 52, CEDH 2003 VI (brani)).
101. Secondo la giurisprudenza della Corte, l’elemento cruciale che permette di determinare se, nelle circostanze di una causa, degli attentati all’ambiente hanno portato violazione di uno dei diritti garantiti dal paragrafo 1 dell’articolo 8 ? l’esistenza di un effetto nefasto sulla sfera privata o familiare di una persona, e no semplicemente la degradazione generale dell’ambiente, Fade?eva c. Russia, no 55723/00, ? 88, CEDH 2005 IV.
102. Nel presente genere, la Corte rileva che i richiedenti denunciano il danno che deriva delle emissioni nocive della fabbrica Ilva di Taranto. I comuni toccati da queste emissioni sono stati identificati da una deliberazione del Consiglio dei ministri del 30 novembre 1990: si tratta delle citt? di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte che sono state classificate “ad alto rischio ambientalista.” Di pi?, i comuni di Taranto e Statte sono stati inclusi tra i SIN con un decreto del ministero dell’ambiente del 10 gennaio 2000, paragrafo 34 sopra.
103. La zona direttamente toccata dalle nocivit? del societ? Ilva essendo stata definita cos? dalle misure interne, la Corte constata che dieci nove richiedenti risiedono nei comuni altri che Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte e che questi richiedenti non hanno presentato di elementi di natura tale da mettere in questione la superficie di questa zona.
104. Trattandosi degli altri richiedenti, la Corte ricorda che l’inquinamento in un settore determinato diventa potenzialmente pericoloso per la salute ed il benessere di quelli che sono esposti. Si tratta in ogni caso di una presunzione che non pu? verificarsi in un caso determinato.
105. Non ne resta meno che, nello specifico, risulta degli elementi di prova di cui la Corte dispone che l’inquinamento ha reso inevitabilmente le persone che erano esposte pi? vulnerabili a diverse malattie.
106. I numerosi rapporti e studi scientifici di cui la Corte dispone (vedere in particolare il rapporto SENTIERI) paragrafi 20 e segue sopra, attestano l’esistenza di un legame di causalit? tra le attivit? produttive del societ? Ilva difatti di Taranto ed il compromission della situazione sanitaria, in particolare nei comuni suddetti. Per lo studio pi? recente in questa materia, la Corte si riferisce anche al rapporto dell’ARPA di 2017, reiterando la constatazione del legame di causalit? sopra menzionata ed attestando la permanenza di un stato di criticit? sanitario nella zona “ad alto rischio ambientalista” e nel SIN di Taranto, dove il tasso di mortalit? e di ospedalizzazione per certi patologie oncologiques, cardiovascolari, respiratori e digestive era superiore rispetto alla media regionale, paragrafo 29 sopra.
107. Questo inquinamento ha cos? avuto senza dubbio delle conseguenze nefaste sul bene essere dei richiedenti riguardati (vedere, ha contrario, Kyrtatos, precitato, ? 53, e vedere, mutatis mutandis, Fade?eva, precitato, ?? 87 88 e Di Sarno, precitato, ? 81.
108. In compenso, i richiedenti menzionati qui sopra al paragrafo 103 non hanno dimostrato essere stato leso personalmente dalla situazione denunciata. La Corte accetta l’eccezione sollevata a questo riguardo dal Governo dunque per quanto questi richiedenti sono riguardati.
109. La Corte stima che c’? luogo di respingere l’eccezione del governo convenuto che si tratta degli altri richiedenti.
2. Sulla no-esaurimento delle vie di ricorso interni
ha, La tesi del Governo
110. Il Governo stima che i richiedenti avrebbero potuto portare lamento al penale, entra altri, per catastrofe ecologica, sul fondamento dell’articolo 452 quater del codice penale, e costituirsi poi parti civili.
111. Si riferisce poi ai due procedimenti penali appendiamo iniziate contro i dirigenti del societ? Ilva per dire che le questioni sottoposte all’esame della Corte sono oggetto di procedimenti nazionali in corso attualmente. Aggiunge, trattandosi della prima di suddette procedimenti che otto richiedenti si sono costituiti parti civili e che sarebbe lecito agli altri di fare ne tanto.
112. Considera inoltre che i richiedenti avevano anche la possibilit? di impegnare diverse prendevamo atto sulla base del codice civile e delle norme in materia ambientalista, paragrafi 87 e segue sopra, in aggiunta ad un’azione riferita ne sul fondamento dell’articolo 700 del codice di procedimento civile e di un’azione collettiva, class azione, al senso della legge no 15/2009.
113. Infine, stima che i richiedenti potevano sollevare una questione di costituzionalit? nella cornice di un procedimento giudiziale.
b, La tesi dei richiedenti
114. I richiedenti ricusano l’eccezione di no-esaurimento delle vie di ricorso interni, indicando che nessuno dei rimedi menzionati dal Governo risponde alle loro lamentele. Precisano che queste consistono non nel reclamo di un risarcimento finanziario, ma nella denuncia di un difetto di adozione con lo stato di misure amministrative e legislative che mirano a proteggere la loro salute e l’ambiente, da una parte, e nella contestazione dell’applicazione di misure avendo permesso la continuazione col societ? Ilva della sua attivit? inquinante, altro parte.
115. I richiedenti sostengono inoltre che quelli di essi essendo costituito si parti civili nel procedimento no 938/10 sono stati privati della possibilit? di ottenere un compenso in ragione del collocamento del societ? Ilva sotto amministrazione provvisoria. Ad ogni modo, dicono che gli altri richiedenti non potrebbero pi?-contrariamente alle affermazioni del Governo-costituirsi parti civili in questo procedimento, i termini per questo fare essendo scaduto.
116. Concernente il procedimento no 9693/14, i richiedenti espongono che il procuratore di Taranto ha chiesto l’archiviazione di questa in ragione, da una parte, del rinvio del termine per il collocamento in ?uvre dell’AIA e, altro parte, della riconoscenza dell’immunit? alle parti in causa nella cornice dei decreto-leggi “salva-Ilva.”
117. In quanto all’articolo 452 quater del codice penale, i richiedenti indicano che ? privato di effettivit? nel loro caso perch?, secondo essi, questa disposizione riguarda delle situazioni in che, contrariamente alla situazione nello specifico, i fatti si svolgono nella mancanza di un’autorizzazione legale o amministrativa.
118. Aggiungono che, i tribunali interni hanno respinto ad ogni modo, finora le domande in risarcimento introdotto al civile e hanno condannato i richiedenti agli oneri e spese, i richiedenti fanno menzione di un giudizio del tribunale di Taranto, no 2375, in data del 20 luglio 2016.
119. Di pi?, stimano che il ricorso amministrativo indicato col Governo, articolo 309 del decreto legislativo no 152/2006, non avrebbe neanche probabilit? di successo, poich?, secondo essi, il ministero dell’ambiente sarebbe chiamato a rimettere in questione delle decreto-leggi emesse dal governo. Di pi?, l’azione in annullamento di atti amministrativi (articolo 29 del codice di procedimento amministrativo) non potrebbe essere esercitata per contestare dei decreti.
120. Infine, i richiedenti dicono che un’azione collettiva non potrebbe ovviare ai loro motivi di appello al motivo che chiedono l’adozione di atti normativi che sarebbe esclusa esplicitamente dal decreto legislativo no 198/2009 (introducendo questo mezzo di ricorso).
c, La valutazione della Corte
121. La Corte ricorda che la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interni iscritta all’articolo 35 ? 1 della Convenzione mirano a predisporre agli Stati contraenti l’occasione di prevenire o di risanare le violazioni addotte contro essi prima che queste non gli siano sottoposte. Questa regola si basi sull’ipotesi, oggetto dell’articolo 13 della Convenzione-e con che presenta delle strette affinit?-che l’ordine interno offre un ricorso effettivo in quanto alla violazione addotta. Del tipo, costituisce un aspetto importante del principio che vuole che il meccanismo di salvaguardia instaurata dalla Convenzione rivesta un carattere accessorio rispetto ai sistemi nazionali di garanzia dei diritti dell’uomo, Vukovi ?ed altri c. Serbia (eccezione preliminare) [GC], i nostri 17153/11 e 29 altri, ?? 69-77, 25 marzo 2014.
122. La Corte ricorda inoltre che, in virt? della regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interni enunciati 35 ? 1 all’articolo della Convenzione, un richiedente deve avvalersi normalmente dei ricorsi disponibili e sufficienti per permettergli di ottenere risarcimento delle violazioni che adduce, essendo sentito che incombe sul Governo che eccepisce del non esaurimento di convincerla che il ricorso menzionato era tanto effettivo e disponibile in teoria che in pratica all’epoca dei fatti, questo essere-a-argomento che era accessibile e suscettibile di offrire al richiedente la correzione dei suoi motivi di appello e che presentava delle prospettive ragionevoli di successo (vedere, tra altri, Akdivar ed altri c. Turchia, 16 settembre 1996, Raccolta, ? 66, e Giacobbe ed altri c. Italia, no 16041/02, ? 63, 15 dicembre 2005. Di pi?, secondo i “principi di diritto internazionali generalmente riconosciute”, certe circostanze particolari possono dispensare il richiedente dell’obbligo di esaurire i ricorsi interni che si offrono a lui (Selmouni, precitato, ? 75.
123. Nell’occorrenza, la Corte rileva che i motivi di appello dei richiedenti portano sulla mancanza di misure che mirano a garantire il disinquinamento del territorio riguardato. Rileva anche che il risanamento della zona toccata ? un obiettivo perseguito da parecchi anni dalle autorit? competenti, tuttavia senza successo. Conto tenuto anche degli elementi sottomessi coi richiedenti e nella mancanza di precedenti giurisprudenziali pertinenti, la Corte stima che nessuno passo di natura penale, civile o amministrativa non saprebbe rispondere a questo obiettivo nel presente genere.
124. In questo contesto, la Corte non saprebbe fare astrazione dell’immunit? penale ed amministrativa accordata all’amministratore provvisorio nel collocamento in posto delle misure raccomandate dal piano ambientalista, prevista dalla decreto legge no 1 del 5 gennaio 2015-paragrafo 59 sopra, e del rilascio di questa immunit? al futuro acquirente della determinazione, paragrafo 68 sopra.
125. In quanto alla possibilit? di sollevare i motivi di appello dinnanzi alla Corte costituzionale, basta ricordare che la Corte abbia indicato a pi? riprese che, nell’ordine giuridico italiano, il giudicabile non gode di un accesso diretto alla Corte costituzionale: difatti, unica una giurisdizione che conosce del fondo di una causa ha la facolt? di investire questa alta giurisdizione, alla domanda di una parte in causa o di ufficio. Quindi, uguale domanda non saprebbe analizzarsi in un ricorso di cui la Convenzione esige l’esercizio (vedere, entra altri, Brozicek c. Italia no 10964/84, 19 dicembre 1989, ? 34, serie Ha no 167, Immobiliare Saffi c. Italia [GC], no 22774/93, ? 42, CEDH 1999 V, C.G.I.L. e Cofferati c. Italia, no 46967/07, ? 48, 24 febbraio 2009, Scoppola c,. Italia (no 2) [GC], no 10249/03, ? 75, 17 settembre 2009, e M.C. ed altri c. Italia, no 5376/11, ? 47, 3 settembre 2013.
126. La Corte nota anche che, secondo la decreto-legge no 152/06, solo il ministero dell’ambiente pu? chiedere risarcimento del danno ecologico, gli individui potendo invitarlo solamente ad investire le autorit? giudiziali. Segue che, ad ogni modo, i ricorsi previsti dalle disposizioni in questione non avrebbero permesso ai richiedenti di avvalersi del danno che deriva dei danni all’ambiente. Perci?, questi ricorsi non saprebbero passare per i ricorsi utili al senso dell’articolo 35 ? 1 della Convenzione, Di Sarno, precitato, ? 89.
127. Avuto riguardo a ci? che precede, la Corte stima che c’? luogo di respingere l’eccezione del Governo derivato della no-esaurimento delle vie di ricorso interni.
3. Sull’osservazione del termine di sei mesi
ha, La tesi del Governo
128. Il Governo indica che i richiedenti hanno vissuto durante i decenni nelle zone riguardate, e che, fino l?, non hanno sollevato mai i loro motivi di appello. Cos?, gli interessati non avrebbero rispettato la regola dei sei mesi previsti dall’articolo 35 della Convenzione.
b, La tesi dei richiedenti
129. I richiedenti contestano avere introdotto le loro richieste tardivamente. Sostengono non disporre di nessuno rimedio effettivo per lamentarsi degli effetti nocivi dell’attivit? produttiva del societ? Ilva sulla loro salute e sull’ambiente. Adducono del resto che i procedimenti iniziati da certi di essi per fare valere i loro diritti, paragrafo 74 qui sopra, sono state private di effettivit?.
130. I richiedenti indicano che, ad ogni modo, le violazioni denunciate da essi hanno un carattere continuo, perch? deriverebbero di una trasgressione dello stato a mettere in posto le misure previste dall’AIA e col piano ambientalista. Stimano di conseguenza che il termine di sei mesi non dovrebbe decorrere, in questo caso che a partire dalla cessazione delle violazioni addotte.
c, La valutazione della Corte
131. La Corte rileva che i richiedenti non si lamentano di un atto istantaneo ma di una situazione di inquinamento ambientalista che perdura dai decenni. Ricorda che, quando la violazione addotta costituisce, siccome nello specifico, una situazione continua, il termine di sei mesi non comincio a decorrere che a partire da dal momento in cui questa situazione continua si ? conclusa (vedere, tra altri, ?nar ?c. Turchia, no 17864/91, decisione della Commissione del 5 settembre 1994, e ?lke c. Turchia, d?c.), no 39437/98, 1 giugno 2004.
132. Quindi, stima che c’? luogo di respingere l’eccezione del Governo.
4. Sull’esistenza di un danno importante
ha, La tesi del Governo
133. Basandosi sull’articolo 35 ? 3 b, della Convenzione, il Governo sostiene infine che il riferimento fatto secondo lui in termini generali all’inquinamento ed al suo impatto sulla salute dei richiedenti, senza l’indicazione di elementi factuels che supporta la tesi degli interessati, non ? sufficiente affinch? il danno addotto possa essere qualificato di importante.
b, La tesi dei richiedenti
134. I richiedenti contestano questa tesi.
c, La valutazione della Corte
135. La Corte ricorda che il criterio della mancanza di danno importante ? stato concepito per permettergli di trattare velocemente le richieste a carattere futile per concentrarsi sulla sua missione essenziale che ? di garantire al livello europeo la protezione giuridica dei diritti garantiti dalla Convenzione ed i suoi Protocolli, Stefanescu c. Romania, d?c.), no 11774/04, 12 aprile 2011, ? 35.
136. Conclusione del principio di minimis no pulisse praetor, la condizione di ammissibilit? rinvia all’idea che la violazione di un diritto, qualunque sia la sua realt? di un punto di vista rigorosamente giuridica, deve raggiungere una soglia minima di gravit? per giustificare un esame con una giurisdizione internazionale, Korolev c. Russia (d?c), n? 25551/05, 1 luglio 2010. La valutazione di questa soglia ?, con natura, relativa e dipende delle circostanze dello specifico (Korolev, precitata, e, mutatis mutandis, Soering c. Regno Unito, 7 luglio 1989, ? 100, serie Ha no 161. Questa valutazione deve tenere conto tanto la percezione soggettiva del richiedente che la posta obiettiva della controversia.
137. La Corte ricorda che per verificare se la violazione di un diritto ha raggiunto la soglia minima di gravit? c’? luogo di prendere in particolare in conto i seguenti elementi: la natura del diritto presumibilmente violato, la gravit? dell’incidenza della violazione addotta nell’esercizio di un dritto et/ou le conseguenze eventuali della violazione sulla situazione personale del richiedente, Giusti c. Italia, no 13175/03, ? 34, 18 ottobre 2011.
138. Nello specifico, tenuto conto della natura dei motivi di appello sollevati dai richiedenti e dei numerosi rapporti scientifici che attestano l’impatto delle nocivit? del societ? Ilva sull’ambiente e sulla salute delle persone, la Corte stima che la prima condizione dell’articolo 35 ? 3 b, della Convenzione, a sapere la mancanza di danno importante, non ? assolta.
139. Tenuto conto di ci? che precede, la Corte stima che c’? luogo di respingere l’eccezione del Governo.
B. Conclusione sull’ammissibilit? delle richieste
140. Pure ricordando i suoi conclusioni concernente l’inammissibilit? di una parte delle richieste, paragrafo 103 sopra, la Corte constata che l’altra parte di queste non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione e che non cozza contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
C. Sul fondo
1. Articolo 8 della Convenzione
ha, Le tesi delle parti
i. I richiedenti
141. I richiedenti reiterano i loro motivi di appello, ed essi mantengono che le autorit? italiane hanno omesso di prendere tutte le misure adeguate per proteggere la loro vita e la loro salute. Sostengono essere lesi dall’inquinamento ed essere pi? suscettibili di contrarre diverse patologie, come ci? sarebbe stato dimostrato da numerosi rapporti.
142. I richiedenti dicono anche che la presente causa differisce del causa Smaltini c. Italia (, d?c.) no 43961/09, 24 marzo 2015, in questo che, in questo ultimo genere, contrariamente ad essi, il richiedente si lamentava di avere contratto una patologia in ragione della sua esposizione all’inquinamento causato dal societ? Ilva. Questa causa sarebbe caduta sul legame di causalit? tra le malattie di questo richiedente e le emissioni nocive dunque, e no, siccome nello specifico, su una trasgressione dello stato a prendere le misure che mirano a proteggere la salute dei richiedenti ed il loro ambiente.
ii. Il Governo
143. Il Governo sostiene che le giurisdizioni nazionali hanno condotto dei procedimenti imparziali inseguendo i responsabile delle condotte delittuose concernente l’ambiente e la salute delle persone.
144. Di pi?, dice che, secondo un rapporto del ministero della Salute di 2014, il tasso di PM10 ha sminuito.
145. Il Governo indica inoltre che nel causa Smaltini c. Italia, precitata, la Corte aveva concluso alla mancanza di prova di un legame di causalit? tra le patologie contratta dal richiedente e le emissioni nocive della fabbrica Ilva e, di conseguenza, al difetto manifesto di fondamento della richiesta. A maggior ragione, questa conclusione ?, secondo lui, valido nel caso presentemente sottomessi alla Corte.
146. Il Governo sostiene anche che il societ? Ilva ha sempre condotto la sua attivit? di produzione conformandosi alle autorizzazioni accordate dalla municipalit?, la regione e la provincia. Aggiunge che i piani di prevenzione dell’inquinamento e di adozione di misure che mirano a garantire la qualit? dell’aria nel quartiere Tamburi (Taranto) sono stati messi a posto. Parecchie misure sarebbero state adottate del resto, permettendo un miglioramento considerevole della qualit? dell’aria.
b, Le osservazioni dei terzo intervenuti
i. Il Clinical program
147. Il Clinical program riprende la cronologia dei decreto-leggi “salva-Ilva” e punti del dito l’immunit? giudiziale riconosciuta alle persone incaricate di garantire il rispetto delle prescrizioni in materia ambientalista, cos? come la proroga continua dei termini per il collocamento in ?uvre del piano ambientalista.
148. Secondo il Governo, le informazione fornite da questo terza partito non sono pertinenti e fanno tutto al pi? stato delle azioni di prevenzione e di risarcimento dei problemi ambientalisti condotti dalle autorit?.
149. I richiedenti dividono la posizione di questo terza partito.
ii. L’ISDE
150. L’isde si riferisce a parecchi studi che attestano l’inquinamento nelle zone che si trovano vicino alla regione riguardata.
151. Questo terza partito si riferisce anche a certi dati del rapporto SENTIERI di 2014, facendo stato di un tasso di mortalit? infantile pi? elevata nella regione di Taranto rispetto al tasso delle altre regioni (tasso superiore del 20% che si trattano dei decessi nel primo anno di vita e del 45% che si tratta dei decessi in utero) cos? come di un rischio di cancro pi? elevato nella fetta di et? dei 0 14 anni.
152. L’isde si riferisce anche allo studio di coorte, concernente il legame di causalit? tra gli inquinamenti e la sopraggiunta di numerose patologie, paragrafo 25 sopra, ed indica che, secondo i dati del registro regionale delle malformazioni congenite, nella regione di Taranto, suddette malformazioni sono superiori del 10% rispetto alla media regionale.
153. L’isde indica inoltre che, secondo un studio concernente le mogli che risiedono in cinque citt? industriali dei Pouilles di cui Taranto, esiste una correlazione tra, da una parte, la presenza di PM10 ed i livelli di ozono e, altro parte, il tasso di aborti.
154. L’isde indica anche che l’osservatorio regionale delle agitazioni autistiche ha concluso in 2016 ad un tasso di agitazioni pi? importanti nella provincia di Taranto rispetto al tasso medio della regione ed al tasso di altre province dei Pouilles.
155. L’isde rinvia infine ai decreto-leggi “salva-Ilva”, in particolare no 98/2016 avendo deciso di un nuovo rinvio del termine di collocamento in ?uvre del piano ambientalista alla decreto-legge.
156. Il Governo stima che l’ISDE ha presentato delle affermazioni di al naturale generale concernente il legame di causalit? tra le patologie indicate e le emissioni della fabbrica Ilva, e che questo terza partito non ha fornito una prova scientifica inconfutabile.
c, La valutazione della Corte
i. Principi generali
157. La Corte ricorda che gli attentati gravi all’ambiente possono ledere il benessere delle persone e privarli del godimento del loro domicilio in modo da nuocere alla loro vita privata, Lpez ?Ostra c. Spagna, 9 dicembre 1994, serie Ha no 303-C, ? 51, e Guerra ed altri c. Italia, 19 febbraio 1998, ? 60, Raccolta 1998 I.
La Corte ricorda a questo riguardo anche che, nelle cause dove la nozione di soglia di gravit? ? stata esaminata specificamente in materia di ambiente, la Corte ha giudicato che un motivo di appello difendibile sul terreno dell’articolo 8 possa nascere se un rischio ecologico raggiunto un livello di gravit? che sminuisce notevolmente la capacit? del richiedente a godere del suo domicilio o della sua vita privata o familiare. La valutazione di questo livello minimo in questo tipo di cause ? relativa e dipende dall’insieme dei dati della causa, in particolare dell’intensit? e della durata delle nocivit? cos? come delle loro conseguenze fisiche o psicologiche sulla salute o la qualit? di vita dell’interessato (Fade?eva, precitato, ?? 68 e 69, Dubetska ed altri c. Ucraina, no 30499/03, ? 105, 10 febbraio 2011, e Grimkovskaya c. Ucraina, no 38182/03, ? 58, 21 luglio 2011.
158. L’articolo 8 non si limita a costringere lo stato ad astenersi di ingerenze arbitrarie: degli obblighi positivi inerenti possono aggiungersi a questo impegno piuttosto negativo ad un rispetto effettivo della vita privata. Ad ogni modo, che si abborda la questione sotto l’angolo dell’obbligo positivo dello stato di adottare delle misure ragionevoli ed adeguate per proteggere i diritti dell’individuo, in virt? del primo paragrafo dell’articolo 8, o sotto quello di un’ingerenza di un’autorit? pubblica, a giustificare secondo il secondo paragrafo, i principi applicabili sono abbastanza vicini. Nei due casi, bisogna avere esattamente riguardo equilibrio a predisporre tra gli interessi concorrenti dell’individuo e della societ? nel suo insieme, lo stato gaudente in ogni caso di un certo margine di valutazione, L?pez Ostra, precitato, ? 51, e Guerra ed altri, precitato, ? 58.
159. Gli Stati hanno innanzitutto l’obbligo positivo, in particolare nel caso di un’attivit? pericolosa, di mettere in posto una regolamentazione adattata alle specificit? di suddetta attivit?, in particolare al livello del rischio che potrebbe risultare. Questo r?glementation deve regolare l’autorizzazione, il collocamento in funzionamento, lo sfruttamento, la sicurezza ed il controllo dell’attivit? in questione, cos? come imporre ad ogni persona riguardata da questa l’adozione di misure di ordine pratico proprio a garantire la protezione effettiva dei cittadini di cui la vita rischia di essere esposta ai pericoli inerenti alla tenuta in causa (vedere, mutatis mutandis, Oneryildiz c. Turchia, [GC], no 48939/99, ? 90, CEDH 2004-XII, e Brincat ed altri c. Malta, i nostri 60908/11 e 4 altri, ?? 101-102, 24 luglio 2014.
160. ? infine, spesso impossibile quantificare gli effetti di un inquinamento industriale importante in ogni situazione individuale e di distinguere l’influenza di altri fattori, come, per esempio, l’et? e la professione. Ne va parimenti cosa che si tratta della degradazione della qualit? di vita che risulta dall’inquinamento industriale. La “qualit? di vita” ? un concetto molto soggettivo che non suscita una definizione precisa. Pertanto, in vista della determinazione dei circostanze fac

Testo Tradotto

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE CORDELLA ET AUTRES c. ITALIE

(Requ?tes nos 54414/13 et 54264/15)

Conclusions :
Partiellement irrecevable (Art. 35) Conditions de recevabilit?
(Art. 35-3-a) Manifestement mal fond?
Violation de l’article 8 – Droit au respect de la vie priv?e et familiale (Article 8-1 – Respect de la vie priv?e)
Violation de l’article 13+8-1 – Droit ? un recours effectif (Article 13 – Recours effectif) (Article 8 – Droit au respect de la vie priv?e et familiale
Article 8-1 – Respect de la vie priv?e)
Pr?judice moral – constat de violation suffisant (Article 41 – Pr?judice moral
Satisfaction ?quitable)

ARR?T

STRASBOURG

24 janvier 2019

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Cordella et autres c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Linos-Alexandre Sicilianos, pr?sident,
Guido Raimondi,
Ledi Bianku,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Tim Eicke,
Gilberto Felici, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 18 d?cembre 2018,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouvent deux requ?tes (no 54414/13 et no 54264/15) dirig?es contre la R?publique italienne et dont des ressortissants de cet ?tat (? les requ?rants ?), figurant dans la liste en annexe, ont saisi la Cour le 29 juillet 2013 et le 21 octobre 2015 respectivement, en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Les requ?rants de la requ?te no 54414/13 ont ?t? repr?sent?s par Me S. Maggio, avocat ? Tarente, et par Mme D. Spera. Cette derni?re, qui est aussi partie requ?rante, a ?t? repr?sent?e en cette qualit? par Mes S. Maggio et L. La Porta.
3. Les requ?rants de la requ?te no 54264/15 ont ?t? repr?sent?s par Me A. Saccucci, avocat ? Rome.
4. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son ancien agent, Mme E. Spatafora, et par son coagent, Mme M.L. Aversano.
5. D?non?ant les effets des ?missions de l?usine sid?rurgique Ilva de Tarente sur leur sant? et sur l?environnement, les requ?rants all?guaient, entre autres, une violation de leurs droits ? la vie, au respect de la vie priv?e et ? un recours effectif (articles 2, 8 et 13 de la Convention).
6. Le 27 avril 2016, les griefs tir?s des articles 2, 8 et 13 de la Convention ont ?t? communiqu?s au Gouvernement et les requ?tes ont ?t? d?clar?es irrecevables pour le surplus conform?ment ? l?article 54 ? 3 du r?glement de la Cour.
7. En outre, l?ISDE (International Society of Doctors for Environment), le Clinical Program (facult? de jurisprudence, universit? de Turin), la soci?t? Riva Fire S.p.a. et les consorts Riva, autoris?s par le pr?sident ? intervenir dans la proc?dure, ont pr?sent? des observations en qualit? de tiers intervenants (article 36 ? 2 de la Convention et article 44 ? 3 du r?glement de la Cour). Le 13 septembre 2018, le pr?sident a toutefois d?cid? de ne pas verser au dossier les observations de la soci?t? Riva Fire S.p.a. et des consorts Riva, celles-ci ne remplissant pas les conditions pr?vues pour la tierce intervention (article 44 ? 5 du r?glement de la Cour).
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
A. La soci?t? Ilva S.p.a. (? la soci?t? Ilva ?)
8. Sp?cialis?e dans la production et la transformation de l?acier, la soci?t? Ilva commen?a ? op?rer dans le secteur sid?rurgique au d?but du XXe si?cle ? G?nes (Ligurie). L??tat devint ensuite son principal actionnaire.
9. L??tablissement de Tarente (Pouilles) commen?a ? op?rer en 1965.
10. En 1995, la soci?t? Ilva fut privatis?e, achet?e par le groupe Riva. Compte tenu de son ?tat d?insolvabilit?, elle fut ensuite plac?e sous administration provisoire (amministrazione straordinaria) (paragraphe 60 ci-dessous).
11. L?impact des ?missions produites par les usines de la soci?t? Ilva sur l?environnement et sur la population locale fait l?objet d?un important d?bat depuis de nombreuses ann?es. En 2002, les autorit?s judiciaires ordonn?rent la fermeture de la cokerie de l?un des ?tablissements de la soci?t? Ilva, situ? ? Cornigliano (G?nes), des ?tudes ?pid?miologiques ayant d?montr? un lien entre les particules ?mises par l?usine et le taux de mortalit? de la population, largement sup?rieur dans le quartier concern? par rapport ? celui observ? dans les autres quartiers de la ville. En 2005, l?un des hauts fourneaux de l?usine de Cornigliano fut ?galement ferm?.
12. L?ensemble de la production de la zone ? chaud de cette usine fut alors transf?r? ? Tarente. L??tablissement qui se trouve dans cette ville constitue le site le plus important de la soci?t? et le plus grand complexe sid?rurgique industriel en Europe. Il s??tend aujourd?hui sur une surface d?environ 1 500 hectares et compte environ onze mille employ?s.
B. La situation des requ?rants et les ?tudes scientifiques
13. Les requ?rants r?sident ou ont r?sid? dans la ville de Tarente (qui compte environ 200 000 habitants) ou dans des communes voisines. Les d?tails concernant leurs lieux de r?sidence sont indiqu?s dans la liste en annexe.
14. L?impact des ?missions produites par l?usine sur l?environnement et sur la sant? de la population locale fut ? l?origine de plusieurs rapports scientifiques, dont les informations principales sont r?sum?es ci dessous.
1. Les rapports du Centre europ?en de l?environnement et de la sant? (organisme de l?OMS – Organisation mondiale pour la Sant?)
15. En 1997, le Centre europ?en de l?environnement et de la sant? publia un rapport faisant ?tat d?une situation de risque pour la sant? de la population r?sidant dans les communes qui avaient ?t? classifi?es ? ? haut risque environnemental ? par une d?lib?ration du Conseil des Ministres du 30 novembre 1990 (paragraphe 32 ci-dessous), en raison notamment de la pollution industrielle g?n?r?e par la soci?t? Ilva, pour la p?riode 1980-1987.
16. Un autre rapport ?manant du m?me organisme, publi? en 2002, actualisa les r?sultats de ce premier rapport, jusqu?? l?ann?e 1994. Selon ce deuxi?me rapport, le taux de mortalit? masculine pour tumeurs dans la zone de Tarente ?tait sup?rieur de 10,6 % au taux observ? dans la r?gion, et le risque de mortalit? f?minine ?tait ?galement plus ?lev? par rapport ? la moyenne r?gionale, entre autres pour causes tumorales.
2. Le rapport de 2002 de l?ARPA (l?agence r?gionale pour la pr?vention et la protection environnementale)
17. L?ARPA fut institu?e dans les Pouilles en 1999. Selon son rapport de 2002, diff?rentes ?tudes publi?es par des organismes locaux (l?observatoire ?pid?miologique des Pouilles et l?AUSL, l?autorit? sanitaire locale), nationaux (l?Institut sup?rieur de la sant? et l?ENEA, l?Agence nationale pour les nouvelles technologies, l??nergie et le d?veloppement ?conomique et durable) et internationaux (l?Organisation mondiale pour la Sant?) avaient d?montr? une augmentation des tumeurs (notamment du poumon, de la pl?vre et de l?appareil digestif) dans la zone dite ? ? haut risque environnemental ? ? partir des ann?es 70.
18. Selon ce m?me rapport, d?autres ?tudes avaient aussi d?montr? la pr?sence dans l?air d?une concentration ?lev?e d?un nombre de substances polluantes, dont la dangerosit? pour la sant? humaine ?tait reconnue .
3. L??tude ?pid?miologique de 2009
19. En 2009, une ?tude ?pid?miologique publi?e dans une revue sp?cialis?e (? Analyse statistique de l?incidence de certaines pathologies canc?reuses dans la province de Tarente, 1999-2002 ? – EP ann?e 33 (1-2) janvier-avril 2009) fut r?alis?e par des membres de l?observatoire ?pid?miologique des Pouilles, de l?universit? de Bari et de l?agence r?gionale pour la protection de l?environnement. Elle mit en ?vidence une augmentation des tumeurs du poumon, de la vessie et de la pl?vre chez les hommes dans la r?gion concern?e. La zone g?ographiquement vis?e ?tait la province de Tarente (environ 580 000 habitants), comprenant 29 communes .
4. Le rapport ? Environnement et sant? ? Tarente : preuves disponibles et indications concernant la sant? publique ? en date du 22 octobre 2012, dit ? rapport SENTIERI ? (Studio Epidemiologico Nazionale del Territorio e degli Insediamenti Esposti a Rischio Inquinamento) de 2012
20. Le rapport SENTIERI de 2012, pr?par? par l?Institut sup?rieur de la sant? ? la demande du minist?re de la Sant?, formula des recommandations d?interventions en mati?re de sant? publique sur la base des donn?es concernant les causes de mortalit? dans les sites d?int?r?t national pour l?assainissement (SIN) (paragraphe 34 ci-dessous) relativement ? la p?riode 1995-2009.
21. Il en ressortait que, compte tenu de la pollution environnementale de la r?gion concern?e provenant des ?missions de l?usine Ilva, selon la distance entre le lieu de r?sidence des personnes concern?es et les sites d??missions nocives pris en consid?ration, il existait un lien de causalit? entre l?exposition environnementale ? des substances canc?rog?nes inhalables et le d?veloppement de tumeurs des poumons et de la pl?vre et de pathologies du syst?me cardiocirculatoire.
22. De mani?re plus d?taill?e, le rapport montrait que les d?c?s des hommes et des femmes r?sidant dans la r?gion en cause pour tumeurs, maladies du syst?me circulatoire et autres pathologies ?taient sup?rieurs en nombre par rapport aux moyennes r?gionale et nationale.
5. Le rapport ? Mortalit?, taux de cancer et hospitalisation dans les sites d?int?r?t national pour l?assainissement ? en date du 14 mai 2014, dit ? rapport SENTIERI ? de 2014
23. Selon le rapport SENTIERI de 2014, le taux de mortalit? dans le SIN de Tarente ?tait en g?n?ral plus important par rapport ? la moyenne r?gionale, tant chez les hommes que chez les femmes et les enfants.
24. Selon ce m?me rapport, le nombre d?hospitalisations pour cancers et pathologies du syst?me cardiocirculatoire ?tait aussi plus important par rapport ? la moyenne r?gionale.
6. L??tude de cohorte sur les effets des expositions (environnementales et sur le lieu de travail) sur les pathologies et la mortalit? de la population r?sidant ? Tarente, d?ao?t 2016 (? l??tude de cohorte ?)
25. Men?e par le d?partement d??pid?miologie du service sanitaire r?gional du Latium, l?ARPA, le centre pour la sant? et l?environnement des Pouilles et l?ASL (l?agence sanitaire locale) de Tarente, l??tude de cohorte concerna 321 356 personnes r?sidant dans les communes de Tarente, Massafra et Statte entre le 1er janvier 1996 et le 31 d?cembre 2010.
26. Cette ?tude d?montra un lien de causalit? entre l?exposition aux PM10 et au SO2 d?origine industrielle, due ? l?activit? productive de la soci?t? Ilva, et l?augmentation de la mortalit? pour causes naturelles, tumeurs, maladies r?nales et cardiovasculaires chez les r?sidents.
7. Le rapport du registre des tumeurs de Tarente de 2016, concernant les ann?es 2006-2011
27. Le rapport du registre des tumeurs de Tarente de 2016, qui faisait suite ? une premi?re ?tude de 2014, confirma une plus forte incidence n?oplasique dans la commune de Tarente par rapport au reste de la province, entre autres pour le cancer de l?estomac, du c?lon, du foie, du poumon, du rein, de la vessie, de la thyro?de, du sein, de l?ut?rus et de la prostate.
8. Le rapport de l?ARPA de 2016
28. Selon le rapport de l?ARPA de 2016 (? Rapport compl?mentaire sur le contr?le des d?p?ts de dioxines ? Tarente ?), qui faisait suite au r?examen de l?autorisation environnementale int?gr?e accord?e ? la soci?t? Ilva (paragraphe 45 ci dessous), concernant l?activit? de six stations de surveillance de la qualit? de l?air, le niveau de dioxines dans le quartier Tamburi (Tarente) ?tait excessif par rapport ? celui autoris?.
9. Le rapport de l?ARPA de 2017
29. Se basant, entre autres, sur les donn?es du registre des tumeurs de Tarente, le rapport de l?ARPA de 2017 (? ?valuation du pr?judice sanitaire ? ?tablissement de la soci?t? Ilva de Tarente ?) fit ?tat de la permanence d?une situation de criticit? sanitaire dans la zone ? ? haut risque environnemental ? et dans le SIN de Tarente, o? le taux de mortalit? et d?hospitalisation pour certaines pathologies oncologiques, cardiovasculaires, respiratoires et digestives ?tait sup?rieur par rapport ? la moyenne r?gionale.
30. En outre, selon le rapport de l?ARPA, il existait un lien de causalit? entre les ?missions industrielles et le pr?judice sanitaire dans la r?gion de Tarente. Par cons?quent, ledit rapport recommandait la poursuite de la surveillance ?pid?miologique de la population et la mise en place de toute mesure visant ? garantir la sant? de celle-ci, au moyen notamment de l?utilisation des ? meilleures techniques disponibles ? (paragraphe
44 ci dessous) pour la contention des ?missions industrielles polluantes.
31. De plus, toujours selon ce rapport, au moment de la r?daction de ce dernier, les ?missions industrielles ?taient r?duites en raison de la fermeture provisoire d?une grande partie de la cokerie, source majeure des polluants canc?rog?nes. Il ?tait toutefois not? que la situation pourrait changer de mani?re drastique lors de la reprise de leur fonctionnement par les installations dans leur ensemble, laquelle induirait un impact certain sur la sant? des personnes.
C. Les mesures administratives et l?gislatives
1. L?approbation du plan de d?pollution de la province de Tarente
32. Par une d?lib?ration du 30 novembre 1990, le Conseil des ministres identifia les communes ? ? haut risque environnemental ? (communes de Tarente, Crispiano, Massafra, Montemesola et Statte) et demanda au minist?re de l?Environnement de mettre en place un plan de d?pollution en vue de l?assainissement du territoire.
33. Par un d?cret du 15 juin 1995, le minist?re de l?Environnement institua une commission compos?e de membres du gouvernement, du conseil r?gional des Pouilles et d?institutions locales afin qu?il f?t proc?d? au recueil des donn?es n?cessaires ? la r?alisation dudit plan. Le minist?re ordonna entre autres la r?alisation d??tudes ?pid?miologiques et la cr?ation d?un registre des tumeurs aux fins du recueil des donn?es statistiques concernant le d?veloppement des pathologies tumorales dans le territoire concern?.
34. Par un d?cret du minist?re de l?Environnement du 10 janvier 2000, faisant suite ? la loi no 426/2008, les communes de Tarente et Statte furent incluses parmi les SIN (paragraphe 20 ci-dessus).
35. Entre-temps, par le d?cret no 196 du 30 novembre 1998, le pr?sident de la R?publique avait approuv? le plan de d?pollution. Celui-ci concernait l?ensemble de la zone dite ? ? haut risque environnemental ?.
2. Les accords entre la soci?t? Ilva et les autorit?s publiques
36. En 2003 et 2004, la soci?t? Ilva et les administrations locales conclurent plusieurs accords (atti d?intesa) afin de mettre en place des mesures visant ? r?duire l?impact environnemental de l?usine.
37. Le 23 octobre 2006, le conseil r?gional des Pouilles et la soci?t? Ilva sign?rent un accord par lequel la soci?t? s?engageait ? mesurer l??mission de dioxines et ? d?signer un organisme tiers (le Conseil national des recherches) aux fins de l?identification des principales sources d??mission de particules lourdes.
38. La premi?re campagne de contr?le des ?missions de dioxines de la plus grande des deux cents chemin?es de l?aci?rie de Tarente d?buta en 2007. Les autorit?s r?gionales ne disposant pas ? l??poque des instruments permettant de mesurer les dioxines et les autres micropolluants, l??chantillonnage fut confi? ? des organismes tiers.
39. En 2008, l?ARPA, qui disposait d?sormais des instruments n?cessaires aux contr?les, publia les premiers r?sultats des contr?les effectu?s, lesquels attestaient que, dans le quartier Tamburi (Tarente), les ?missions de benzopyr?ne dans les PM10 ?taient sup?rieures aux limites autoris?es.
3. Les mesures l?gislatives et r?gionales en mati?re de contamination par les dioxines
40. Par la loi r?gionale (legge regionale) no 44 du 19 d?cembre 2008, le conseil r?gional des Pouilles fixa pour la premi?re fois les limites d??missions de dioxines autoris?es dans le cadre de l?activit? industrielle.
41. Un rapport de l?ARPA de 2010 fit ?tat de la contamination par des dioxines de la viande animale susceptible de rentrer dans la cha?ne alimentaire humaine. Les autorit?s r?gionales ordonn?rent en cons?quence l?abattage de pr?s de deux mille t?tes de b?tail, interdirent le p?turage et ordonn?rent la destruction de foies des cheptels ovin et caprin dans un rayon de 20 km autour de l?usine.
42. Par le d?cret no 155 du 13 ao?t 2010, pris en application de la directive 2008/50/CE en mati?re de qualit? de l?air, le d?lai pour l?atteinte des limites autoris?es de productions polluantes fut fix? au 31 d?cembre 2012.
43. La loi r?gionale no 3 du 28 f?vrier 2011 indiqua que, en cas de d?passement du seuil accept? d??mission de benzopyr?ne, le retour aux valeurs autoris?es devait ?tre atteint ? dans les plus brefs d?lais ?.
4. L?AIA (autorisation environnementale int?gr?e)
44. Le 4 ao?t 2011, le minist?re de l?Environnement octroya ? la soci?t? Ilva une premi?re AIA, permettant ? la soci?t? de continuer son activit? de production, sous condition de l?adoption de mesures visant ? diminuer l?impact des ?missions polluantes sur l?environnement, au moyen notamment de l?utilisation des ? meilleures techniques disponibles ? (best available techniques – BAT).
45. ? la demande du pr?sident de la r?gion des Pouilles et sur la base des donn?es r?sultant du contr?le de l?ARPA (faisant ?tat du d?passement des ?missions de benzopyr?ne autoris?es), le 27 octobre 2012, une deuxi?me AIA fut accord?e, modifiant la premi?re et fixant de nouvelles conditions (paragraphe 28 ci-dessus).
46. Ces derni?res, qui reprenaient les mesures de protection environnementale et sanitaire contenues dans la premi?re d?cision de saisie conservatoire (paragraphe
77 ci-dessous), pr?voyaient notamment le respect des limites d??missions et des normes applicables en mati?re de sant? et de s?curit?, ainsi que l?obligation de transmettre un rapport trimestriel relatif ? l?application des mesures n?cessaires pour atteindre les r?sultats en termes d?am?lioration de l?impact environnemental de l?usine.
5. Les d?crets-lois ? salva-Ilva ?, et les textes relatifs ? la mise sous administration provisoire et ? la proc?dure de vente de la soci?t? Ilva
47. ? partir de fin 2012, le gouvernement adopta plusieurs textes, entre autres des d?crets-lois dits d?crets-lois ? salva-Ilva ?, concernant l?activit? de la soci?t? Ilva.
a) Le d?cret-loi no 207 du 3 d?cembre 2012, converti en la loi no 231 du 24 d?cembre 2012
48. Le d?cret-loi no 207 du 3 d?cembre 2012, contenant des ? Dispositions urgentes pour la protection de l?environnement, de la sant? et du travail dans l?activit? des entreprises d?int?r?t strat?gique national ?, autorisa la soci?t? Ilva ? continuer son activit? pendant une p?riode ne d?passant pas trente-six mois, sous condition du respect des prescriptions impos?es dans le cadre de l?AIA de 2012.
49. Le 22 janvier 2013, le juge des investigations pr?liminaires (? le GIP ?) de Tarente saisit la Cour constitutionnelle d?une question de constitutionnalit? concernant la partie de ce d?cret-loi autorisant la soci?t? ? continuer son activit?, malgr? les ?missions nocives, et ? rentrer en possession de ses biens et de son ?tablissement, malgr? la saisie judiciaire qui avait ?t? ordonn?e entre temps (paragraphe
77 ci-dessous). De l?avis du juge, le d?cret-loi violait, entre autres, le droit ? la sant? et ? un environnement sain, prot?g? par l?article 32 de la Constitution.
50. Par son arr?t no 85 du 9 avril 2013, la Cour constitutionnelle d?clara la question qui lui ?tait soumise manifestement mal fond?e. Elle consid?ra que l?activit? productive de la soci?t? pouvait l?gitimement continuer, ? la condition que les mesures de contr?le et de protection pr?vues dans l?AIA de 2012 fussent respect?es et que, en cas d?infraction, les sanctions pr?vues par la loi fussent appliqu?es.
51. De l?avis de la Cour constitutionnelle, le d?cret-loi litigieux pr?voyait donc un parcours d?assainissement environnemental prenant en compte le droit ? la sant? et ? l?environnement, d?une part, et le droit au travail, d?autre part, tous deux garantis par la Constitution.
b) Le d?cret-loi no 61 du 4 juin 2013, converti en la loi no 89 du 3 ao?t 2013
52. Compte tenu des dangers graves et importants pour la sant? et pour l?environnement d?coulant de l?activit? productive de la soci?t? Ilva ainsi que du non-respect des prescriptions contenues dans l?AIA de 2012, constat? entre temps par les autorit?s comp?tentes, le d?cret-loi no 61 du 4 juin 2013 disposa qu?il devait ?tre proc?d? ? la nomination d?un administrateur provisoire (commissario straordinario), lequel serait charg? de la gestion de la soci?t?, pour une p?riode allant jusqu?? trente-six mois.
53. Il disposa ?galement qu?un comit? d?experts devait ?tre d?sign?. Apr?s sa mise en place, celui-ci proposa au minist?re de l?Environnement un plan pr?voyant des mesures de protection environnementale et sanitaire des travailleurs et de la population (? le plan environnemental ?), contenant aussi les actions ? entreprendre et les d?lais de mise en ?uvre de celles-ci aux fins de garantie du respect de l?AIA.
54. Le plan environnemental fit l?objet d?une approbation du minist?re de l?Environnement par le d?cret no 53 du 3 f?vrier 2014, laquelle approbation ?quivalait ? une modification de l?AIA.
c) Le d?cret-loi no 101 du 31 ao?t 2013, converti en la loi no 125 du 30 octobre 2013
55. Le d?cret-loi no 101 du 31 ao?t 2013, pr?voyant des ? Dispositions en mati?re d?entreprises d?int?r?t strat?gique national ?, autorisa entre autres la construction de d?charges pour les d?chets sp?ciaux, dangereux et non dangereux, plac?es ? proximit? du site de production de la soci?t? Ilva, afin de garantir la mise en place des mesures pr?vues par le plan environnemental.
d) Le d?cret-loi no 136 du 10 d?cembre 2013, converti en la loi no 6 du 6 f?vrier 2014
56. Selon le d?cret-loi no 136 du 10 d?cembre 2013, qui fixait des ? Dispositions urgentes pour faire face aux urgences environnementales et industrielles et favoriser le d?veloppement des zones concern?es ?, les mesures pr?vues par le plan environnemental ?taient consid?r?es comme r?alis?es lorsque : i) ? la date de nomination de l?administrateur provisoire, la qualit? de l?air dans la zone situ?e ? l?ext?rieur de l?usine ne s??tait pas d?grad?e et ii) des d?marches pour la r?alisation d?au moins 80 % des prescriptions contenues dans l?AIA avaient ?t? entreprises.
e) Le d?cret-loi no 100 du 16 juillet 2014
57. Le d?cret-loi no 100 du 16 juillet 2014, pr?voyant des ? Mesures urgentes pour la r?alisation du plan environnemental ?, indiquait qu?au moins 80 % des prescriptions pr?vues par le plan environnemental devaient ?tre r?alis?es au 31 juillet 2015 et que toutes ces prescriptions devaient l??tre au plus tard le 4 ao?t 2016. Ce d?cret-loi devint caduc faute de conversion ; ses dispositions furent toutefois reprises dans la loi no 116 de 2014.
f) Le d?cret-loi no 1 du 5 janvier 2015, converti en la loi no 20 du 4 mars 2015
58. Le d?cret-loi no 1 du 5 janvier 2015 indiquait que le plan environnemental serait consid?r? comme ex?cut? lorsque, au 31 juillet 2015, 80 % des prescriptions pr?vues pour cette date auraient ?t? r?alis?es.
59. En outre, ce texte pr?voyait que les mesures mises en place dans le cadre dudit plan ne pouvaient pas ?tre ? l?origine d?une mise en jeu de la responsabilit? p?nale ou administrative de l?administrateur provisoire, puisque ces mesures constituaient la mise en ?uvre des meilleures r?gles de pr?vention en mati?re environnementale, et de protection de la sant?, de la s?curit? publique et sur le lieu de travail.
g) Le d?cret du minist?re du D?veloppement ?conomique du 21 janvier 2015
60. Par un d?cret en date du 21 janvier 2015, le minist?re du D?veloppement ?conomique admit la soci?t? Ilva au b?n?fice de la proc?dure d?administration provisoire en raison de son insolvabilit?, qui avait ?t? constat?e entre-temps.
h) Le d?cret-loi no 92/2015
61. Le 18 juin 2015, l?un des fourneaux de l?aci?rie de Tarente fit l?objet d?une saisie judiciaire dans le cadre d?une proc?dure p?nale portant sur le d?c?s d?un ouvrier, qui avait ?t? renvers? par une projection de mati?res incandescentes.
62. Le d?cret-loi no 92/2015 autorisa l?usine ? poursuivre son activit? pendant une p?riode de douze mois ? partir de la saisie du fourneau, en attendant l?adaptation des normes en mati?re de s?curit? sur le lieu de travail.
63. Ce texte fit ensuite l?objet d?un arr?t de la Cour constitutionnelle (no 58 du 23 mars 2018) qui conclut ? son inconstitutionnalit? en ce que les autorit?s avaient fini par privil?gier de fa?on excessive la continuation de l?activit? productive au d?triment de la protection des droits ? la sant? et ? la vie, garantis par la Constitution.
Entre-temps, les dispositions de ce d?cret-loi, qui ?tait devenu caduc faute de conversion, avaient ?t? reprises dans la loi no 132 de 2015.
i) Le d?cret-loi no 191 du 4 d?cembre 2015, converti en la loi no 13 du 1er f?vrier 2016
64. En application du d?cret-loi no 191 du 4 d?cembre 2015, pr?voyant des ? Dispositions urgentes pour la cession des activit?s d?entreprise de la soci?t? Ilva ?, l?administrateur provisoire se vit octroyer la somme de 300 000 000 euros (EUR) pour faire face ? ses imp?ratifs financiers.
65. En outre, toujours en application de ce d?cret-loi, le d?lai pour la mise en ?uvre du plan environnemental fut report? au 30 juin 2017.
j) Le d?cret-loi no 98 du 9 juin 2016, converti en la loi no 151 du 1er ao?t 2016
66. ? partir de 2016, la soci?t? Ilva fit l?objet d?une proc?dure de vente par la voie d?un appel d?offres international, qui est actuellement en cours.
67. Dans le cadre des ? Dispositions urgentes pour la mise en place de la proc?dure de cession des activit?s d?entreprise de la soci?t? Ilva ? pr?vues par le d?cret-loi no 98 du 9 juin 2016, il fut d?cid? que le d?lai pour l?ex?cution du plan environnemental pourrait ?tre prorog? par le futur acqu?reur pour une p?riode ne d?passant pas dix huit mois. Il fut aussi d?cid? que ce d?lai serait appliqu? ? toute autre mesure de gestion environnementale concernant la soci?t? Ilva et qu?il remplacerait tout autre d?lai non encore ?chu ? la date d?entr?e en vigueur du d?cret-loi.
68. Il fut ?galement ?tabli que le futur acqu?reur de la soci?t? Ilva pourrait subordonner l?offre d?achat ? des modifications du plan environnemental, lesquelles seraient soumises ? un comit? de trois experts. Enfin, selon ledit d?cret-loi, les immunit?s administratives et p?nales ?taient ?tendues au futur acqu?reur de l??tablissement.
6. Le d?cret du pr?sident du Conseil des ministres du 29 septembre 2017
69. En application du d?cret du pr?sident du Conseil des ministres du 29 septembre 2017, le d?lai pour l?ex?cution des mesures pr?vues dans le plan environnemental fut report? au mois d?ao?t 2023.
70. Dans le cadre d?un recours en annulation et en sursis ? ex?cution de ce d?cret, la r?gion des Pouilles et la mairie de Tarente d?nonc?rent devant le tribunal administratif r?gional des Pouilles les cons?quences, en mati?re d?environnement et de sant?, de la prorogation continue des d?lais pour l?ex?cution des prescriptions environnementales. Une question de constitutionnalit? fut ?galement soulev?e ? ce sujet. Selon les informations r?sultant des dossiers, les proc?dures y aff?rentes sont actuellement pendantes.
D. Les proc?dures p?nales
1. Les proc?dures p?nales termin?es
71. Plusieurs proc?dures p?nales furent ouvertes ? l?encontre des dirigeants de la soci?t? Ilva pour catastrophe ?cologique, empoisonnement de substances alimentaires, omission de pr?vention d?accidents sur le lieu de travail, d?gradation de biens publics, ?mission de substances polluantes et pollution atmosph?rique. Certaines de ces proc?dures aboutirent ? des condamnations en 2002, 2005 et 2007.
72. Entre autres, par l?arr?t no 38936 du 28 septembre 2005, la Cour de cassation condamna les dirigeants de l?usine Ilva de Tarente pour pollution atmosph?rique, rejet de mati?res dangereuses et ?mission de particules. Elle releva notamment que la production de particules avait continu? malgr? les nombreux accords conclus avec les autorit?s territoriales en 2003 et 2004 (paragraphe 36 ci-dessus).
2. Les proc?dures p?nales pendantes
a) La proc?dure no 938/10 et l?ordonnance de saisie conservatoire
73. La proc?dure no 938/10 fut entam?e devant la cour d?assises de Tarente ? l?encontre de quarante-quatre personnes physiques et de trois personnes juridiques, vis?es par trente-quatre chefs d?inculpation pour des faits ayant eu lieu entre 1995 et 2013 et ayant trait, entre autres, ? : i) l??mission de substances nocives pour la sant? et pour l?environnement entra?nant un risque s?rieux pour la sant? publique, et ayant caus? la mort de certaines personnes r?sidant dans les quartiers limitrophes au site de production de la soci?t? Ilva de Tarente et provoqu? des pathologies chez d?autres personnes ; ii) la contamination de l?eau, de produits de la terre et d?animaux destin?s ? l?alimentation humaine ; iii) la pollution environnementale de l?air ; iv) la diffusion d?informations confidentielles de la part d?agents du minist?re des Affaires ?trang?res charg?s de l?octroi de l?AIA.
74. Dans le cadre de cette proc?dure, plusieurs chefs d?inculpation furent formul?s, entre autres, ? l?encontre de la soci?t? Ilva et du groupe Riva, concernant notamment le non-respect des obligations de protection de la s?curit? et de l?environnement. Neuf cent deux personnes, parmi lesquelles huit requ?rants , se constitu?rent parties civiles dans cette proc?dure.
75. Le 30 mars 2012, le GIP de Tarente ordonna une expertise chimique et une expertise ?pid?miologique, aux fins de l??valuation de l?impact des ?missions de l?usine sur l?environnement et sur la sant? des personnes.
76. Selon le rapport d?expertise chimique, la soci?t? Ilva produisait des gaz et des vapeurs dangereux pour la sant? des travailleurs et pour la population locale. Ce rapport ?tablissait en outre que les mesures impos?es pour ?viter la dispersion des fum?es et particules nocives n?avaient pas ?t? respect?es et que les valeurs de dioxines, de benzopyr?ne et d?autres substances dangereuses pour la sant? n??taient pas conformes aux exigences ?tablies par les dispositions r?gionales, nationales et europ?ennes. Selon le rapport d?expertise ?pid?miologique, les pathologies cardiovasculaires, respiratoires et canc?reuses avaient augment? en raison des ?missions polluantes produites par la soci?t? Ilva.
77. Sur la base de ces rapports, le 25 juillet et le 26 novembre 2012, le GIP ordonna la saisie conservatoire de six ateliers de l?usine ainsi que de l?acier produit ? partir de la date d?ex?cution de la premi?re saisie.
78. Entre-temps, le 26 juillet 2012, plusieurs minist?res et autorit?s territoriales avaient sign? un protocole d?entente afin de mettre en place des interventions urgentes d?assainissement de la ville de Tarente, lequel pr?voyait, ? cet effet, la cr?ation d?un fonds d?un montant de 336 668 320 EUR et la nomination d?un administrateur provisoire pour la gestion de la comptabilit? de celui-ci.
79. Le 30 novembre 2012, le juge rejeta une demande de lev?e de la saisie conservatoire introduite par la soci?t? Ilva, notant, entre autres, que les exigences d?intervention urgente pour la protection de la population locale n?avaient pas ?t? prises en compte dans le cadre de l?AIA.
b) La proc?dure no 9693/14
80. La proc?dure no 9693/14 fut diligent?e ? la suite du d?p?t par un groupe de citoyens d?une plainte dirig?e contre l?administrateur provisoire et le directeur de l??tablissement de Tarente pour ?missions dangereuses et gestion de d?chets non autoris?es.
81. Le parquet demanda le classement sans suite de l?affaire, le d?lai pour la mise en place de l?AIA ?tant pendant ? l??poque. Le 12 octobre 2016, le GIP d?cida toutefois de continuer les investigations.
c) La plainte d?pos?e en 2013 par un groupe de citoyens
82. Le 5 avril 2013, sept personnes, dont la requ?rante figurant sous le num?ro 43 (requ?te no 54414/13), introduisirent une plainte aupr?s du parquet de Tarente pour d?noncer les ?missions polluantes de l?usine Ilva et les effets de celles-ci sur l?environnement et sur la sant? des personnes. L?issue de cette plainte n?est pas connue.
E. Les proc?dures devant l?Union europ?enne
1. L?arr?t de la Cour de justice de l?Union europ?enne (? la CJUE ?) du 31 mars 2011 (affaire C-50/10)
83. Par un arr?t du 31 mars 2011, la CJUE conclut que l?Italie avait manqu? aux obligations qui lui incombaient en vertu de la directive 2008/1/CE du Parlement europ?en et du Conseil relative ? la pr?vention et ? la r?duction int?gr?es de la pollution.
84. La CJUE souligna que l?Italie avait omis d?adopter les mesures n?cessaires qui auraient permis aux autorit?s comp?tentes de veiller ? ce que les installations industrielles fussent exploit?es conform?ment ? un syst?me d?autorisations pr?vu par cette m?me directive.
2. L?avis motiv? de la Commission europ?enne du 16 octobre 2014
85. Dans le cadre d?une proc?dure d?infraction ouverte ? l?encontre de l?Italie, le 16 octobre 2014, la Commission europ?enne ?mit un avis motiv? demandant aux autorit?s italiennes de rem?dier aux graves probl?mes de pollution constat?s sur le site de la soci?t? Ilva de Tarente. Elle observa que l?Italie avait manqu? ? ses obligations de garantir la conformit? de l?aci?rie aux exigences de la directive sur les ?missions industrielles (directive no 2010/75/UE, ayant remplac? la directive 2008/1/CE ? partir du 7 janvier 2014).
86. La Commission europ?enne constata que le niveau ?lev? des ?missions r?sultant du processus de production de l?acier n?avait pas baiss? et que des fum?es denses de particules et de poussi?res industrielles se d?gageaient du site, ce qui entra?nait de graves cons?quences pour l?environnement et pour la sant? de la population locale. Elle releva aussi que des tests avaient r?v?l? l?existence d?une forte pollution de l?air, des sols, des eaux de surface et des eaux souterraines sur le site de la soci?t? Ilva ainsi que dans les environs de la ville de Tarente.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
87. L?article 452 quater du code p?nal (ins?r? dans le code p?nal par la loi no 68 du 22 mai 2015) dispose que toute personne causant ill?galement une catastrophe ?cologique est punie par une peine de r?clusion de cinq ? quinze ans.
88. L?article 844 du code civil dispose que le propri?taire d?un terrain ne peut emp?cher les nuisances provenant d?un terrain voisin si celles-ci ne d?passent pas un seuil supportable.
89. L?article 2043 du code civil ?nonce le principe du neminem laedere, c?est-?-dire le devoir g?n?ral de ne pas causer de dommage ? autrui. Quiconque all?gue avoir subi un dommage en violation de ce principe peut engager une action en responsabilit?.
90. L?article 2050 du m?me civil consacre le principe g?n?ral de la responsabilit? du fait des ? activit?s dangereuses ?.
91. Les articles 309 et 310 du d?cret l?gislatif no 152/2006 pr?voient la possibilit? de pr?senter des plaintes et observations devant le minist?re de l?Environnement en cas de violation des normes environnementales et rappellent la possibilit? d?entamer des proc?dures en d?dommagement devant les juridictions comp?tentes.
EN DROIT
I. SUR LA JONCTION DES REQU?TES
92. Compte tenu de la similitude des requ?tes, la Cour estime appropri? de les examiner conjointement en un seul arr?t.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DES ARTICLES 2, 8 ET 13 DE LA CONVENTION
93. Invoquant les articles 2 et 8 de la Convention, les requ?rants se plaignent d?une violation de leurs droits ? la vie et au respect de leur vie priv?e. Ils reprochent ? l??tat de ne pas avoir adopt? les mesures juridiques et r?glementaires visant ? prot?ger leur sant? et l?environnement, et d?avoir omis de leur fournir des informations concernant la pollution et les risques corr?latifs pour leur sant?.
94. Ma?tresse de la qualification juridique des faits, la Cour constate que ces griefs se confondent. Elle juge appropri? d?examiner les all?gations des requ?rants uniquement sous l?angle de l?article 8 de la Convention (Radomilja et autres c. Croatie [GC], nos 37685/10 et 22768/12, 20 mars 2018). Cette disposition est ainsi libell?e :
? 1. Toute personne a droit au respect de sa vie priv?e (…).
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien ?tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?
95. Sur le fondement de l?article 13 de la Convention, les requ?rants soutiennent avoir subi une violation de leur droit ? un recours effectif. Cette disposition est ainsi libell?e :
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?
A. Sur les exceptions pr?liminaires du Gouvernement
1. Sur la qualit? de ? victime ? des requ?rants
a) La th?se du Gouvernement
96. Le Gouvernement conteste la qualit? de victime des requ?rants. Il indique ? cet ?gard que celle-ci ne peut ?tre ?tablie qu?? l?issue de proc?dures internes portant sur les griefs soulev?s ensuite devant la Cour.
97. Il dit par ailleurs que les dol?ances des requ?rants n?ont qu?un caract?re g?n?ral et ne se r?f?rent pas ? des situations particuli?res, et qu?elles n?apportent aucun ?l?ment factuel de nature ? ?tayer la th?se d?un dommage que les int?ress?s auraient concr?tement subi. Les pr?sentes requ?tes ne seraient donc qu?une actio popularis.
98. Le Gouvernement dit en outre que la plupart des requ?rants habitent dans des municipalit?s autres que celle directement touch?e par la pollution environnementale, ? savoir la ville de Tarente.
b) La th?se des requ?rants
99. Les requ?rants r?pliquent qu?ils r?sident tous ou ont tous r?sid? dans la ville de Tarente ou dans des communes voisines, et que la pollution de ces villes par les ?missions nocives de l?usine Ilva est une certitude reconnue par les autorit?s publiques. En outre, certains d?entre eux ont produit des certificats m?dicaux attestant les maladies contract?es par eux m?mes ou par leurs proches.
c) L?appr?ciation de la Cour
100. La Cour rappelle que le m?canisme de contr?le de la Convention ne saurait admettre l?actio popularis (Perez c. France [GC], no 47287/99, ? 70, CEDH 2004-I, et Di Sarno et autres c. Italie, no 30765/08, ? 80, 10 janvier 2012). Par ailleurs, ni l?article 8 ni aucune autre disposition de la Convention ne garantissent sp?cifiquement une protection g?n?rale de l?environnement en tant que tel (Kyrtatos c. Gr?ce, no 41666/98, ? 52, CEDH 2003 VI (extraits)).
101. Selon la jurisprudence de la Cour, l??l?ment crucial qui permet de d?terminer si, dans les circonstances d?une affaire, des atteintes ? l?environnement ont emport? violation de l?un des droits garantis par le paragraphe 1 de l?article 8 est l?existence d?un effet n?faste sur la sph?re priv?e ou familiale d?une personne, et non simplement la d?gradation g?n?rale de l?environnement (Fade?eva c. Russie, no 55723/00, ? 88, CEDH 2005 IV).
102. Dans la pr?sente esp?ce, la Cour rel?ve que les requ?rants d?noncent le pr?judice d?coulant des ?missions nocives de l?usine Ilva de Tarente. Les communes touch?es par ces ?missions ont ?t? identifi?es par une d?lib?ration du Conseil des ministres du 30 novembre 1990 : il s?agit des villes de Tarente, Crispiano, Massafra, Montemesola et Statte, qui ont ?t? classifi?es ? ? haut risque environnemental ?. De plus, les communes de Tarente et Statte ont ?t? incluses parmi les SIN par un d?cret du minist?re de l?Environnement du 10 janvier 2000 (paragraphe 34 ci-dessus).
103. La zone directement touch?e par les nuisances de la soci?t? Ilva ayant ainsi ?t? d?finie par des mesures internes, la Cour constate que dix neuf requ?rants r?sident dans des communes autres que Tarente, Crispiano, Massafra, Montemesola et Statte et que ces requ?rants n?ont pas pr?sent? d??l?ments de nature ? mettre en question l??tendue de cette zone.
104. S?agissant des autres requ?rants, la Cour rappelle que la pollution dans un secteur d?termin? devient potentiellement dangereuse pour la sant? et le bien-?tre de ceux qui y sont expos?s. Il s?agit en tout cas d?une pr?somption, qui peut ne pas se v?rifier dans un cas d?termin?.
105. Il n?en reste pas moins que, en l?esp?ce, il ressort des ?l?ments de preuve dont la Cour dispose que la pollution a rendu in?vitablement les personnes qui y ?taient expos?es plus vuln?rables ? diverses maladies.
106. Les nombreux rapports et ?tudes scientifiques dont la Cour dispose (voir notamment le rapport SENTIERI, paragraphes 20 et suivants ci-dessus) attestent en effet l?existence d?un lien de causalit? entre l?activit? productive de la soci?t? Ilva de Tarente et la compromission de la situation sanitaire, notamment dans les communes susmentionn?es. Pour l??tude la plus r?cente en cette mati?re, la Cour se r?f?re aussi au rapport de l?ARPA de 2017, r?it?rant le constat du lien de causalit? mentionn? ci-dessus et attestant la permanence d?un ?tat de criticit? sanitaire dans la zone ? ? haut risque environnemental ? et dans le SIN de Tarente, o? le taux de mortalit? et d?hospitalisation pour certaines pathologies oncologiques, cardiovasculaires, respiratoires et digestives ?tait sup?rieur par rapport ? la moyenne r?gionale (paragraphe 29 ci-dessus).
107. Cette pollution a ainsi indubitablement eu des cons?quences n?fastes sur le bien ?tre des requ?rants concern?s (voir, a contrario, Kyrtatos, pr?cit?, ? 53, et voir, mutatis mutandis, Fade?eva, pr?cit?, ?? 87 88 et Di Sarno, pr?cit?, ? 81).
108. En revanche, les requ?rants mentionn?s au paragraphe 103 ci dessus n?ont pas d?montr? avoir ?t? personnellement affect?s par la situation d?nonc?e. La Cour accepte donc l?exception soulev?e ? cet ?gard par le Gouvernement pour autant que ces requ?rants sont concern?s.
109. La Cour estime qu?il y a lieu de rejeter l?exception du gouvernement d?fendeur s?agissant des autres requ?rants.
2. Sur le non-?puisement des voies de recours internes
a) La th?se du Gouvernement
110. Le Gouvernement estime que les requ?rants auraient pu porter plainte au p?nal (entre autres, pour catastrophe ?cologique, sur le fondement de l?article 452 quater du code p?nal) et se constituer ensuite parties civiles.
111. Il se r?f?re ensuite aux deux proc?dures p?nales pendantes entam?es ? l?encontre des dirigeants de la soci?t? Ilva pour dire que les questions soumises ? l?examen de la Cour font l?objet de proc?dures nationales actuellement en cours. Il ajoute, s?agissant de la premi?re desdites proc?dures, que huit requ?rants se sont constitu?s parties civiles et qu?il serait loisible aux autres d?en faire autant.
112. Il consid?re en outre que les requ?rants avaient aussi la possibilit? d?engager diverses actions sur la base du code civil et des normes en mati?re environnementale (paragraphes 87 et suivants ci-dessus), en sus d?une action en r?f?r? sur le fondement de l?article 700 du code de proc?dure civile et d?une action collective (class action) au sens de la loi no 15/2009.
113. Enfin, il estime que les requ?rants pouvaient soulever une question de constitutionnalit? dans le cadre d?une proc?dure judiciaire.
b) La th?se des requ?rants
114. Les requ?rants r?cusent l?exception de non-?puisement des voies de recours internes, indiquant qu?aucun des rem?des ?voqu?s par le Gouvernement ne r?pond ? leurs dol?ances. Ils pr?cisent que celles-ci consistent non pas en la r?clamation d?une r?paration financi?re, mais en la d?nonciation d?un d?faut d?adoption par l??tat de mesures administratives et l?gislatives visant ? prot?ger leur sant? et l?environnement, d?une part, et en la contestation de l?application de mesures ayant permis la continuation par la soci?t? Ilva de son activit? polluante, d?autre part.
115. Les requ?rants soutiennent en outre que ceux d?entre eux s??tant constitu?s parties civiles dans la proc?dure no 938/10 ont ?t? priv?s de la possibilit? d?obtenir une compensation en raison du placement de la soci?t? Ilva sous administration provisoire. En tout ?tat de cause, ils disent que les autres requ?rants ne pourraient plus ? contrairement aux affirmations du Gouvernement ? se constituer parties civiles dans cette proc?dure, les d?lais pour ce faire ayant expir?.
116. Concernant la proc?dure no 9693/14, les requ?rants exposent que le procureur de Tarente a demand? le classement de celle-ci en raison, d?une part, du report du d?lai pour la mise en ?uvre de l?AIA et, d?autre part, de la reconnaissance de l?immunit? aux parties en cause dans le cadre des d?crets-lois ? salva-Ilva ?.
117. Quant ? l?article 452 quater du code p?nal, les requ?rants indiquent qu?il est d?pourvu d?effectivit? dans leur cas car, selon eux, cette disposition concerne des situations dans lesquelles, contrairement ? la situation en l?esp?ce, les faits se d?roulent en l?absence d?une autorisation l?gale ou administrative.
118. Ils ajoutent que, en tout ?tat de cause, les tribunaux internes ont jusqu?? pr?sent rejet? les demandes en d?dommagement introduites au civil et condamn? les demandeurs aux frais et d?pens (les requ?rants font mention d?un jugement du tribunal de Tarente, no 2375, en date du 20 juillet 2016).
119. De plus, ils estiment que le recours administratif indiqu? par le Gouvernement (article 309 du d?cret l?gislatif no 152/2006) n?aurait pas non plus de chances de succ?s, puisque, selon eux, le minist?re de l?Environnement serait appel? ? remettre en question des d?crets-lois ?mis par le gouvernement. De plus, l?action en annulation d?actes administratifs (article 29 du code de proc?dure administrative) ne pourrait pas ?tre exerc?e pour contester des d?crets.
120. Enfin, les requ?rants disent qu?une action collective ne pourrait pas rem?dier ? leurs griefs au motif qu?ils demandent l?adoption d?actes normatifs, laquelle serait explicitement exclue par le d?cret l?gislatif no 198/2009 (introduisant ce moyen de recours).
c) L?appr?ciation de la Cour
121. La Cour rappelle que la r?gle de l??puisement des voies de recours internes inscrite ? l?article 35 ? 1 de la Convention vise ? m?nager aux ?tats contractants l?occasion de pr?venir ou de redresser les violations all?gu?es contre eux avant que celles-ci ne lui soient soumises. Cette r?gle se fonde sur l?hypoth?se, objet de l?article 13 de la Convention ? et avec lequel elle pr?sente d??troites affinit?s ? que l?ordre interne offre un recours effectif quant ? la violation all?gu?e. De la sorte, elle constitue un aspect important du principe voulant que le m?canisme de sauvegarde instaur? par la Convention rev?te un caract?re subsidiaire par rapport aux syst?mes nationaux de garantie des droits de l?homme (Vu?kovi? et autres c. Serbie (exception pr?liminaire) [GC], nos 17153/11 et 29 autres, ?? 69-77, 25 mars 2014).
122. La Cour rappelle en outre que, en vertu de la r?gle de l??puisement des voies de recours internes ?nonc?e ? l?article 35 ? 1 de la Convention, un requ?rant doit se pr?valoir des recours normalement disponibles et suffisants pour lui permettre d?obtenir r?paration des violations qu?il all?gue, ?tant entendu qu?il incombe au Gouvernement excipant du non ?puisement de la convaincre que le recours ?voqu? ?tait effectif et disponible tant en th?orie qu?en pratique ? l??poque des faits, c?est-?-dire qu?il ?tait accessible et susceptible d?offrir au requ?rant le redressement de ses griefs et qu?il pr?sentait des perspectives raisonnables de succ?s (voir, parmi d?autres, Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, Recueil, ? 66, et Giacobbe et autres c. Italie, no 16041/02, ? 63, 15 d?cembre 2005). De plus, selon les ? principes de droit international g?n?ralement reconnus ?, certaines circonstances particuli?res peuvent dispenser le requ?rant de l?obligation d??puiser les recours internes qui s?offrent ? lui (Selmouni, pr?cit?, ? 75).
123. En l?occurrence, la Cour rel?ve que les griefs des requ?rants portent sur l?absence de mesures visant ? assurer la d?pollution du territoire concern?. Elle rel?ve aussi que l?assainissement de la zone touch?e est un objectif poursuivi depuis plusieurs ann?es par les autorit?s comp?tentes, toutefois sans succ?s. Compte tenu aussi des ?l?ments soumis par les requ?rants et en l?absence de pr?c?dents jurisprudentiels pertinents, la Cour estime qu?aucune d?marche de nature p?nale, civile ou administrative ne saurait r?pondre ? cet objectif dans la pr?sente esp?ce.
124. Dans ce contexte, la Cour ne saurait faire abstraction de l?immunit? p?nale et administrative accord?e ? l?administrateur provisoire dans la mise en place des mesures pr?conis?es par le plan environnemental (pr?vue par le d?cret loi no 1 du 5 janvier 2015 ? paragraphe 59 ci-dessus) et de l??largissement de cette immunit? au futur acqu?reur de l??tablissement (paragraphe 68 ci-dessus).
125. Quant ? la possibilit? de soulever les griefs devant la Cour constitutionnelle, il suffit de rappeler que la Cour a indiqu? ? maintes reprises que, dans l?ordre juridique italien, le justiciable ne jouit pas d?un acc?s direct ? la Cour constitutionnelle : en effet, seule une juridiction qui conna?t du fond d?une affaire a la facult? de saisir cette haute juridiction, ? la demande d?un plaideur ou d?office. D?s lors, pareille demande ne saurait s?analyser en un recours dont la Convention exige l?exercice (voir, entre autres, Brozicek c. Italie no 10964/84, 19 d?cembre 1989, ? 34, s?rie A no 167, Immobiliare Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ? 42, CEDH 1999 V, C.G.I.L. et Cofferati c. Italie, no 46967/07, ? 48, 24 f?vrier 2009, Scoppola c. Italie (no 2) [GC], no 10249/03, ? 75, 17 septembre 2009, et M.C. et autres c. Italie, no 5376/11, ? 47, 3 septembre 2013).
126. La Cour note aussi que, selon le d?cret-loi no 152/06, seul le minist?re de l?Environnement peut demander r?paration du pr?judice ?cologique, les particuliers ne pouvant que l?inviter ? saisir les autorit?s judiciaires. Il s?ensuit que, en tout ?tat de cause, les recours pr?vus par les dispositions en question n?auraient pas permis aux requ?rants de se pr?valoir du pr?judice d?coulant des dommages ? l?environnement. En cons?quence, ces recours ne sauraient passer pour des recours utiles au sens de l?article 35 ? 1 de la Convention (Di Sarno, pr?cit?, ? 89).
127. Eu ?gard ? ce qui pr?c?de, la Cour estime qu?il y a lieu de rejeter l?exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes.
3. Sur l?observation du d?lai de six mois
a) La th?se du Gouvernement
128. Le Gouvernement indique que les requ?rants ont v?cu pendant des d?cennies dans les zones concern?es, et que, jusque-l?, ils n?ont jamais soulev? leurs griefs. Ainsi, les int?ress?s n?auraient pas respect? la r?gle des six mois pr?vue par l?article 35 de la Convention.
b) La th?se des requ?rants
129. Les requ?rants contestent avoir introduit tardivement leurs requ?tes. Ils soutiennent ne disposer d?aucun rem?de effectif pour se plaindre des effets nocifs de l?activit? productive de la soci?t? Ilva sur leur sant? et sur l?environnement. Ils all?guent d?ailleurs que les proc?dures entam?es par certains d?entre eux pour faire valoir leurs droits (paragraphe 74 ci dessus) ont ?t? d?pourvues d?effectivit?.
130. Les requ?rants indiquent que, en tout ?tat de cause, les violations d?nonc?es par eux ont un caract?re continu, car elles d?couleraient d?un manquement de l??tat ? mettre en place les mesures pr?vues par l?AIA et par le plan environnemental. Ils estiment par cons?quent que le d?lai de six mois ne devrait courir, dans ce cas, qu?? partir de la cessation des violations all?gu?es.
c) L?appr?ciation de la Cour
131. La Cour rel?ve que les requ?rants ne se plaignent pas d?un acte instantan? mais d?une situation de pollution environnementale perdurant depuis des d?cennies. Elle rappelle que, lorsque la violation all?gu?e constitue, comme en l?esp?ce, une situation continue, le d?lai de six mois ne commence ? courir qu?? partir du moment o? cette situation continue a pris fin (voir, parmi d?autres, ??nar c. Turquie, no 17864/91, d?cision de la Commission du 5 septembre 1994, et ?lke c. Turquie (d?c.), no 39437/98, 1er juin 2004).
132. D?s lors, elle estime qu?il y a lieu de rejeter l?exception du Gouvernement.
4. Sur l?existence d?un pr?judice important
a) La th?se du Gouvernement
133. Se fondant sur l?article 35 ? 3 b) de la Convention, le Gouvernement soutient enfin que la r?f?rence faite selon lui en termes g?n?raux ? la pollution et ? son impact sur la sant? des requ?rants, sans l?indication d??l?ments factuels ?tayant la th?se des int?ress?s, n?est pas suffisante pour que le pr?judice all?gu? puisse ?tre qualifi? d?important.
b) La th?se des requ?rants
134. Les requ?rants contestent cette th?se.
c) L?appr?ciation de la Cour
135. La Cour rappelle que le crit?re du manque de pr?judice important a ?t? con?u pour lui permettre de traiter rapidement les requ?tes ? caract?re futile afin de se concentrer sur sa mission essentielle, qui est d?assurer au niveau europ?en la protection juridique des droits garantis par la Convention et ses Protocoles (Stefanescu c. Roumanie (d?c.), no 11774/04, 12 avril 2011, ? 35).
136. Issue du principe de minimis non curat praetor, la condition de recevabilit? renvoie ? l?id?e que la violation d?un droit, quelle que soit sa r?alit? d?un point de vue strictement juridique, doit atteindre un seuil minimum de gravit? pour justifier un examen par une juridiction internationale (Korolev c. Russie (d?c), n? 25551/05, 1 juillet 2010). L?appr?ciation de ce seuil est, par nature, relative et d?pend des circonstances de l?esp?ce (Korolev, pr?cit?e, et, mutatis mutandis, Soering c. Royaume-Uni, 7 juillet 1989, ? 100, s?rie A no 161). Cette appr?ciation doit tenir compte tant de la perception subjective du requ?rant que de l?enjeu objectif du litige.
137. La Cour rappelle qu?afin de v?rifier si la violation d?un droit a atteint le seuil minimum de gravit? il y a lieu de prendre en compte notamment les ?l?ments suivants : la nature du droit pr?tendument viol?, la gravit? de l?incidence de la violation all?gu?e dans l?exercice d?un droit et/ou les cons?quences ?ventuelles de la violation sur la situation personnelle du requ?rant (Giusti c. Italie, no 13175/03, ? 34, 18 octobre 2011).
138. En l?esp?ce, compte tenu de la nature des griefs soulev?s par les requ?rants et des nombreux rapports scientifiques attestant l?impact des nuisances de la soci?t? Ilva sur l?environnement et sur la sant? des personnes, la Cour estime que la premi?re condition de l?article 35 ? 3 b) de la Convention, ? savoir l?absence de pr?judice important, n?est pas remplie.
139. Compte tenu de ce qui pr?c?de, la Cour estime qu?il y a lieu de rejeter l?exception du Gouvernement.
B. Conclusion sur la recevabilit? des requ?tes
140. Tout en rappelant ses conclusions concernant l?irrecevabilit? d?une partie des requ?tes (paragraphe 103 ci-dessus), la Cour constate que l?autre partie de celles-ci n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 de la Convention et qu?elle ne se heurte ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
C. Sur le fond
1. Article 8 de la Convention
a) Les th?ses des parties
i. Les requ?rants
141. Les requ?rants r?it?rent leurs griefs, et ils maintiennent que les autorit?s italiennes ont omis de prendre toutes les mesures appropri?es pour prot?ger leur vie et leur sant?. Ils soutiennent ?tre affect?s par la pollution et ?tre plus susceptibles de contracter diverses pathologies, tel que cela aurait ?t? d?montr? par de nombreux rapports.
142. Les requ?rants disent aussi que la pr?sente affaire diff?re de l?affaire Smaltini c. Italie ((d?c.) no 43961/09, 24 mars 2015) en ce que, dans cette derni?re esp?ce, contrairement ? eux, la requ?rante se plaignait d?avoir contract? une pathologie en raison de son exposition ? la pollution caus?e par la soci?t? Ilva. Cette affaire aurait donc port? sur le lien de causalit? entre la maladie de cette requ?rante et les ?missions nocives, et non, comme en l?esp?ce, sur un manquement de l??tat ? prendre les mesures visant ? prot?ger la sant? des requ?rants et leur environnement.
ii. Le Gouvernement
143. Le Gouvernement soutient que les juridictions nationales ont men? des proc?dures impartiales en poursuivant les responsables des conduites d?lictueuses concernant l?environnement et la sant? des personnes.
144. De plus, il dit que, selon un rapport du minist?re de la Sant? de 2014, le taux de PM10 a diminu?.
145. Le Gouvernement indique en outre que dans l?affaire Smaltini c. Italie, pr?cit?e, la Cour avait conclu ? l?absence de preuve d?un lien de causalit? entre la pathologie contract?e par la requ?rante et les ?missions nocives de l?usine Ilva et, par cons?quent, au d?faut manifeste de fondement de la requ?te. ? plus forte raison, cette conclusion est, selon lui, valable dans le cas pr?sentement soumis ? la Cour.
146. Le Gouvernement soutient ?galement que la soci?t? Ilva a toujours men? son activit? de production en se conformant aux autorisations accord?es par la municipalit?, la r?gion et la province. Il ajoute que des plans de pr?vention de la pollution et d?adoption de mesures visant ? assurer la qualit? de l?air dans le quartier Tamburi (Tarente) ont ?t? mis en place. Plusieurs mesures auraient d?ailleurs ?t? adopt?es, permettant une am?lioration consid?rable de la qualit? de l?air.
b) Les observations des tiers intervenants
i. Le Clinical program
147. Le Clinical program reprend la chronologie des d?crets-lois ? salva-Ilva ? et pointe du doigt l?immunit? judiciaire reconnue aux personnes charg?es de garantir le respect des prescriptions en mati?re environnementale, ainsi que la prorogation continue des d?lais pour la mise en ?uvre du plan environnemental.
148. Selon le Gouvernement, les informations fournies par cette tierce partie ne sont pas pertinentes et font tout au plus ?tat des actions de pr?vention et de r?paration des probl?mes environnementaux men?es par les autorit?s.
149. Les requ?rants partagent la position de cette tierce partie.
ii. L?ISDE
150. L?ISDE se r?f?re ? plusieurs ?tudes attestant la pollution dans des zones se situant ? proximit? de la r?gion concern?e.
151. Cette tierce partie se reporte aussi ? certaines donn?es du rapport SENTIERI de 2014, faisant ?tat d?un taux de mortalit? infantile plus ?lev? dans la r?gion de Tarente par rapport au taux des autres r?gions (taux sup?rieur de 20 % s?agissant des d?c?s dans la premi?re ann?e de vie et de 45 % s?agissant des d?c?s in utero) ainsi que d?un risque de cancer plus ?lev? dans la tranche d??ge des 0 14 ans.
152. L?ISDE se r?f?re ?galement ? l??tude de cohorte, concernant le lien de causalit? entre la pollution et la survenue de nombreuses pathologies (paragraphe 25 ci-dessus), et indique que, selon des donn?es du registre r?gional des malformations cong?nitales, dans la r?gion de Tarente, lesdites malformations sont sup?rieures de 10 % par rapport ? la moyenne r?gionale.
153. L?ISDE indique en outre que, selon une ?tude concernant des femmes r?sidant dans cinq villes industrielles des Pouilles, dont Tarente, il existe une corr?lation entre, d?une part, la pr?sence de PM10 et les niveaux d?ozone et, d?autre part, le taux de fausses couches.
154. L?ISDE indique aussi que l?observatoire r?gional des troubles autistiques a conclu en 2016 ? un taux de troubles plus important dans la province de Tarente par rapport au taux moyen de la r?gion et au taux d?autres provinces des Pouilles.
155. L?ISDE renvoie enfin aux d?crets-lois ? salva-Ilva ?, en particulier au d?cret-loi no 98/2016 ayant d?cid? d?un nouveau report du d?lai de mise en ?uvre du plan environnemental.
156. Le Gouvernement estime que l?ISDE a pr?sent? des all?gations de nature g?n?rale concernant le lien de causalit? entre les pathologies indiqu?es et les ?missions de l?usine Ilva, et que cette tierce partie n?a pas fourni une preuve scientifique irr?futable.
c) L?appr?ciation de la Cour
i. Principes g?n?raux
157. La Cour rappelle que des atteintes graves ? l?environnement peuvent affecter le bien-?tre des personnes et les priver de la jouissance de leur domicile de mani?re ? nuire ? leur vie priv?e (L?pez Ostra c. Espagne, 9 d?cembre 1994, s?rie A no 303-C, ? 51, et Guerra et autres c. Italie, 19 f?vrier 1998, ? 60, Recueil 1998 I).
? cet ?gard la Cour rappelle ?galement que, dans les affaires o? la notion de seuil de gravit? a ?t? sp?cifiquement examin?e en mati?re d?environnement, la Cour a jug? que un grief d?fendable sur le terrain de l?article 8 peut na?tre si un risque ?cologique atteint un niveau de gravit? diminuant notablement la capacit? du requ?rant ? jouir de son domicile ou de sa vie priv?e ou familiale. L?appr?ciation de ce niveau minimum dans ce type d?affaires est relative et d?pend de l?ensemble des donn?es de la cause, notamment de l?intensit? et de la dur?e des nuisances ainsi que de leurs cons?quences physiques ou psychologiques sur la sant? ou la qualit? de vie de l?int?ress? (Fade?eva, pr?cit?, ?? 68 et 69, Dubetska et autres c. Ukraine, no 30499/03, ? 105, 10 f?vrier 2011, et Grimkovskaya c. Ukraine, no 38182/03, ? 58, 21 juillet 2011).
158. L?article 8 ne se borne pas ? astreindre l??tat ? s?abstenir d?ing?rences arbitraires : ? cet engagement plut?t n?gatif peuvent s?ajouter des obligations positives inh?rentes ? un respect effectif de la vie priv?e. En tout ?tat de cause, que l?on aborde la question sous l?angle de l?obligation positive de l??tat d?adopter des mesures raisonnables et ad?quates pour prot?ger les droits de l?individu, en vertu du premier paragraphe de l?article 8, ou sous celui d?une ing?rence d?une autorit? publique, ? justifier selon le second paragraphe, les principes applicables sont assez voisins. Dans les deux cas, il faut avoir ?gard au juste ?quilibre ? m?nager entre les int?r?ts concurrents de l?individu et de la soci?t? dans son ensemble, l??tat jouissant en toute hypoth?se d?une certaine marge d?appr?ciation (L?pez Ostra, pr?cit?, ? 51, et Guerra et autres, pr?cit?, ? 58).
159. Les ?tats ont avant tout l?obligation positive, en particulier dans le cas d?une activit? dangereuse, de mettre en place une r?glementation adapt?e aux sp?cificit?s de ladite activit?, notamment au niveau du risque qui pourrait en r?sulter. Cette r?glementation doit r?gir l?autorisation, la mise en fonctionnement, l?exploitation, la s?curit? et le contr?le de l?activit? en question, ainsi qu?imposer ? toute personne concern?e par celle-ci l?adoption de mesures d?ordre pratique propres ? assurer la protection effective des citoyens dont la vie risque d??tre expos?e aux dangers inh?rents au domaine en cause (voir, mutatis mutandis, Oneryildiz c. Turquie, [GC], no 48939/99, ? 90, CEDH 2004-XII, et Brincat et autres c. Malte, nos 60908/11 et 4 autres, ?? 101-102, 24 juillet 2014).
160. Enfin, il est souvent impossible de quantifier les effets d?une pollution industrielle importante dans chaque situation individuelle et de distinguer l?influence d?autres facteurs, tels que, par exemple, l??ge et la profession. Il en va de m?me chose s?agissant de la d?gradation de la qualit? de vie r?sultant de la pollution industrielle. La ? qualit? de vie ? est un concept tr?s subjectif qui ne se pr?te pas ? une d?finition pr?cise. Partant, en vue de l??tablissement des circonstances factuelles des affaires qui lui sont soumises, la Cour n?a pas d?autre choix que celui de se baser avant tout, bien que non exclusivement, sur les conclusions des juridictions et des autres autorit?s internes comp?tentes (Ledia?eva et autres c. Russie, nos 53157/99 et 3

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