AFFAIRE CONDOMINIO PORTA RUFINA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati. Oltre 5.000 espropri trattati in 15 anni di attività.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CONDOMINIO PORTA RUFINA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 01,P1-1
Numero: 14346/05/2019
Stato: Italia
Data: 2019-06-06 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

PRIMA SEZIONE
CAUSA CONDOMINIO PORTA RUFINA c. ITALIA
(Ricorso n. 14346/05)
SENTENZA
STRASBURGO
6 giugno 2019
Questa sentenza ? definitiva. Pu? subire modifiche di forma.
Nella causa Condominio Porta Rufina c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell?uomo (prima sezione), riunita in un comitato composto da:
Ale? Pejchal, presidente,
Tim Eicke,
Gilberto Felici, giudici,
e da Renata Degener, cancelliere aggiunto di sezione,
Dopo avere deliberato in camera di consiglio il 14 maggio 2019,
Emette la seguente sentenza, adottata in tale data:
PROCEDURA
1. All?origine della causa vi ? un ricorso (n. 14346/05) presentato contro la Repubblica italiana da una societ? di diritto italiano, denominata Condominio Porta Rufina (?la ricorrente?), che ha adito la Corte il 21 marzo 2005 in virt? dell?articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libert? fondamentali (?la Convenzione?).
2. La ricorrente ? stata rappresentata dagli avvocati S. Ferrara e A. Ferrara del foro di Benevento. Il governo italiano (?il Governo?) ? stato rappresentato dai suoi ex agenti, I.M. Braguglia e E. Spatafora, e dai suoi ex co-agenti, F. Crisafulli e P. Accardo.
3. Il 9 ottobre 2007 il ricorso ? stato comunicato al Governo.
4. Con una lettera in data 24 gennaio 2018, il Governo si ? opposto all?esame del ricorso da parte di un comitato. Dopo avere esaminato l?obiezione del Governo, la Corte l?ha respinta.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE
5. La ricorrente era proprietaria di un terreno, registrato al catasto (foglio 47, particelle 495 e 243), sul quale veniva edificato un immobile.
6. Con un decreto emesso il 7 novembre 1989 il comune di Benevento autorizz? l?occupazione d?urgenza di una porzione del terreno, ossia 758 m?, ai fini della costruzione di un parcheggio pubblico.
7. I lavori di costruzione iniziarono in una data non precisata.
8. Con atto del 3 aprile 1994, la ricorrente intent?, dinanzi al tribunale di Benevento, un?azione di risarcimento contro il comune di Benevento e contro l?impresa A., incaricata della costruzione dell?opera pubblica. Essa lamentava che l?occupazione della porzione del terreno sopra menzionata era avvenuta senza titolo, e chiedeva un risarcimento per la perdita di propriet? e una indennit? di occupazione temporanea. La ricorrente chiedeva anche un risarcimento per danni causati all?immobile a seguito dei lavori di costruzione.
9. Il tribunale dispose una perizia tecnica.
10. Il perito present? le sue conclusioni in alcune relazioni depositate il 22 settembre 1999 e l?11 febbraio 2004. In tali relazioni esponeva che i danni denunciati dalla ricorrente non erano stati causati dai lavori di costruzione dell?opera pubblica. Inoltre, constatava che l?occupazione della porzione di terreno in contestazione, che era iniziata il 13 gennaio 1990, era senza titolo dal 13 gennaio 1997. Indicava poi che il valore venale del bene in questione alla data in cui era scaduto il periodo di occupazione legittima, ossia il 13 gennaio 1997, era di 100.000 lire italiane (ITL)/m? (ossia 51,65 euro (EUR)/m?). Infine, dopo avere applicato i criteri della legge n. 662 del 1996, precisava che il valore della porzione del terreno in contestazione direttamente interessata dai lavori di costruzione, ossia 243 m?, era di 50.105 ITL/m? (ossia 25,88 EUR/m?), mentre il valore della parte rimanente del bene occupato, ossia 515 m?, era di 55.000 ITL/m? (ossia 28,41 EUR/m?).
11. Con una sentenza del 23 settembre 2004, depositata il 28 ottobre 2004, il tribunale di Benevento dichiar? che la propriet? del bene controverso, per una superficie complessiva di 758 m?, era stata acquisita dal comune. Il tribunale considerava che il trasferimento di propriet? fosse avvenuto per effetto del principio dell?espropriazione indiretta alla data di scadenza del periodo di occupazione legittima fissata dal perito, ossia il 13 gennaio 1997. Il tribunale condann? il comune a versare alla ricorrente la somma stabilita dal perito a titolo di risarcimento, ossia 40.500.515 ITL (ossia 20.916,77 EUR), somma da rivalutare e maggiorare di interessi a decorrere dalla data del 13 gennaio 1997.
12. Il tribunale rigett? poi la domanda di risarcimento nella misura in cui riguardava i danni cagionati all?immobile, in quanto tali danni non erano dovuti ai lavori di costruzione dell?opera pubblica, e si dichiar? incompetente per esaminare la domanda di indennit? di occupazione.
13. La sentenza pass? in giudicato il 16 dicembre 2004.
II. IL DIRITTO E LA PRASSI INTERNI PERTINENTI
14. Per quanto riguarda il diritto e la prassi interni pertinenti nella presente causa, la Corte rinvia alla sentenza Messana c. Italia (n. 26128/04, ?? 17-20, 9 febbraio 2017).
IN DIRITTO
I. SULLA DOMANDA DI CANCELLAZIONE DAL RUOLO DEL RICORSO IN APPLICAZIONE DELL?ARTICOLO 37 DELLA CONVENZIONE
15. Dopo l?insuccesso dei tentativi di composizione amichevole, l?11 agosto 2015, il Governo ha presentato una dichiarazione unilaterale allo scopo di risolvere la questione sollevata dal ricorso, e ha invitato la Corte a cancellare quest?ultimo dal ruolo in virt? dell?articolo 37 della Convenzione in cambio del versamento di una somma complessiva destinata a coprire tutti i danni materiali e morali e le spese, e del riconoscimento della violazione dell?articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione.
16. L?8 settembre 2015 la ricorrente ha dichiarato che non era soddisfatta dei termini della dichiarazione unilaterale, tenuto conto della somma offerta.
17. La Corte rammenta la sua giurisprudenza secondo la quale, in determinate circostanze, pu? essere indicato cancellare un ricorso dal ruolo in virt? dell?articolo 37 ? 1 c) della Convenzione sulla base di una dichiarazione unilaterale del Governo convenuto anche se il ricorrente auspica che l?esame della causa prosegua. Saranno tuttavia le circostanze particolari della causa che permetteranno di determinare se la dichiarazione unilaterale offra una base sufficiente affinch? la Corte concluda che il rispetto dei diritti dell?uomo sanciti dalla Convenzione non esige che essa prosegua l?esame della causa ai sensi dell?articolo 37 ? 1 in fine (si vedano, tra altre, Tahsin Acar c. Turchia (eccezioni preliminari) [GC], n. 26307/95, ? 75, CEDU 2003 VI; e Melnic c. Moldavia, n. 6923/03, ? 14, 14 novembre 2006).
18. La Corte rammenta altres? che, tra i fattori da prendere in considerazione a tale proposito, vi sono, tra l?altro, le concessioni eventualmente formulate dal governo convenuto, nella sua dichiarazione unilaterale, per quanto riguarda le dedotte violazioni della Convenzione. In questa ipotesi, dovranno essere determinate la portata di tali concessioni e le modalit? del risarcimento che il Governo intende fornire al ricorrente. Per quanto riguarda quest?ultimo punto, nei casi in cui ? possibile cancellare le conseguenze di una violazione dedotta (ad esempio in alcune cause in materia di propriet?) e in cui il Governo convenuto si dichiara disposto a farlo, il risarcimento previsto ha pi? probabilit? di essere considerato adeguato ai fini di una cancellazione del ricorso dal ruolo (Tahsin Acar, sopra citata, ? 76).
19. Nella fattispecie, quanto alla questione di stabilire se sia opportuno cancellare il presente ricorso dal ruolo sulla base della dichiarazione unilaterale del Governo, la Corte rileva che l?importo dell?indennizzo offerto ? insufficiente rispetto alle somme da lei riconosciute in alcune cause simili in materia di espropriazione indiretta (Guiso-Gallisay c. Italia (equa soddisfazione) [GC], n. 58858/00, 22 dicembre 2009; Rivera e di Bonaventura c. Italia, n. 63869/00, 14 giugno 2011, De Caterina e altri c. Italia, n. 65278/01, 28 giugno 2011, e Macr? e altri c. Italia, n. 14130/02, 12 luglio 2011).
20. In queste condizioni, la Corte osserva che la presente dichiarazione unilaterale non costituisce una base sufficiente per concludere che il rispetto dei diritti dell?uomo sanciti dalla Convenzione non esige la prosecuzione dell?esame del ricorso (Messana, sopra citata, ? 26).
21. In conclusione, la Corte rigetta la domanda del Governo volta alla cancellazione del ricorso dal ruolo in virt? dell?articolo 37 ? 1 c) della Convenzione e, di conseguenza, decide di proseguire l?esame della causa sulla ricevibilit? e sul merito.
II. SULLA DEDOTTA VIOLAZIONE DELL?ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1 ALLA CONVENZIONE
22. La ricorrente lamenta di essere stata privata della porzione del terreno controversa in maniera incompatibile con il diritto al rispetto dei suoi beni sancito dall?articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione, che recita:
?Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non per causa di pubblica utilit? e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di porre in vigore le leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare l?uso dei beni in modo conforme all?interesse generale o per assicurare il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle ammende.?
23. Il Governo contesta questa tesi.
A. Sulla ricevibilit?
24. Constatando che il ricorso non ? manifestamente infondato ai sensi dell?articolo 35 ? 3 a) della Convenzione e non incorre in altri motivi di irricevibilit?, la Corte lo dichiara ricevibile.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) La ricorrente
25. La ricorrente afferma di essere stata privata del suo bene in applicazione del principio dell?espropriazione indiretta, un meccanismo che consente all?autorit? pubblica di acquisire un bene in maniera, a suo parere, del tutto illegittima, fatto che ? inammissibile in uno Stato di diritto.
26. Essa sostiene di avere avuto la certezza della perdita della propriet? del suo bene in applicazione del principio sopra menzionato solo con il decreto del tribunale di Benevento.
b) Il Governo
27. Il Governo prende atto del fatto che la giurisprudenza della Corte, ormai consolidata, si pronuncia per l?incompatibilit? del meccanismo dell?espropriazione indiretta con il principio di legalit?. Tuttavia, alla luce della sentenza emessa nel caso di specie, in cui si dichiara che vi era stato un trasferimento di propriet?, assimilabile ad un atto formale di espropriazione, l?espropriazione in questione non potrebbe pi? considerarsi incompatibile con il rispetto dei beni e il principio della preminenza del diritto.
2. Valutazione della Corte
a) Sull?esistenza di una ingerenza
28. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza consolidata relativa alla struttura dell?articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione e alle tre norme distinte che questa disposizione contiene (si vedano, fra molte altre, Sporrong e L?nnroth c. Svezia, 23 settembre 1982, ? 61, serie A n. 52, Iatridis c. Grecia [GC], n. 31107/96, ? 55, CEDU 1999 II, Immobiliare Saffi c. Italia [GC], n. 22774/93, ? 44, CEDU 1999 V, Broniowski c. Polonia [GC], n. 31443/96, ? 134, CEDU 2004 V, e Visti?? e Perepjolkins c. Lettonia [GC], n. 71243/01, ? 93, 25 ottobre 2012).
29. La Corte constata che le parti concordano sul fatto che vi ? stata una privazione della propriet? ai sensi della seconda frase del primo comma dell?articolo 1 del Protocollo n. 1.
30. La Corte deve quindi accertare se la privazione denunciata sia giustificata dal punto di vista di questa disposizione.
b) Sul rispetto del principio di legalit?
31. La Corte rammenta che l?articolo 1 del Protocollo n. 1 esige, prima di tutto e soprattutto, che un?ingerenza dell?autorit? pubblica nel godimento del diritto al rispetto dei beni sia legale: la seconda frase del primo comma di questo articolo autorizza una privazione di propriet? soltanto ?alle condizioni previste dalla legge?; il secondo comma riconosce agli Stati il diritto di disciplinare l?uso dei beni mettendo in vigore delle ?leggi?. Inoltre, la preminenza del diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? insita in tutti gli articoli della Convenzione (Amuur c. Francia del 25 giugno 1996, ? 50, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 -III, [GC] Iatridis c. Grecia, sopra citata, ? 58).
32. La Corte rinvia poi alla propria giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (si vedano, fra altre, Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, n. 31524/96, CEDU 2000-VI, Scordino c. Italia (n. 3), n. 43662/98, 17 maggio 2005, e Velocci c. Italia, n. 1717/03, 18 marzo 2008) per un riepilogo dei principi pertinenti e per una sintesi della sua giurisprudenza in materia, in particolare per quanto riguarda la questione del rispetto del principio di legalit? in questa tipologia di cause.
33. Nella presente causa, la Corte rileva che, applicando il principio dell?espropriazione indiretta, i giudici nazionali hanno ritenuto che i ricorrenti fossero stati privati del loro bene a decorrere dalla data della cessazione del periodo di occupazione legittima. In assenza di un atto formale di espropriazione, la Corte ritiene che tale situazione non possa essere ritenuta ?prevedibile?, poich? soltanto con il provvedimento giudiziario definitivo si pu? considerare effettivamente applicato il principio dell?espropriazione indiretta e legittimata l?acquisizione dei terreni da parte delle autorit? pubbliche. Di conseguenza, vi ? stata una inosservanza del principio della certezza del dritto nei confronti della ricorrente, per quanto riguarda la privazione della propriet? del suo bene, fino al 16 dicembre 2004, data in cui la sentenza del tribunale di Benevento ? divenuta definitiva.
34. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha consentito all?amministrazione di trarre vantaggio da un?occupazione di terreno illegittima. In altre parole, l?amministrazione ha potuto appropriarsi della porzione di terreno in questione in violazione delle norme che regolano l?espropriazione in debita forma.
35. Alla luce di queste considerazioni, la Corte ritiene che l?ingerenza contestata non sia compatibile con il principio di legalit? e che abbia pertanto violato il diritto della ricorrente al rispetto dei suoi beni.
36. Di conseguenza, la Corte conclude che vi ? stata violazione dell?articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione.
III. SULL?APPLICAZIONE DELL?ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
37. Ai sensi dell?articolo 41 della Convenzione,
?Se la Corte dichiara che vi ? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli e se il diritto interno dell?Alta Parte contraente non permette se non in modo imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del caso, un?equa soddisfazione alla parte lesa.?
A. Danno materiale
38. La ricorrente chiede la somma di 2.416.985,81 euro (EUR), che, a suo parere, corrisponde al valore venale attuale del bene controverso, maggiorato di una somma corrispondente al plusvalore derivante dalla costruzione dell?opera pubblica e di una indennit? per il mancato godimento di tale bene durante il periodo di occupazione legittima.
39. Il Governo contesta tale richiesta.
40. La Corte rammenta che, nella causa Guiso-Gallisay c. Italia (sopra citata), ha modificato la propria giurisprudenza riguardante i criteri di indennizzo nelle cause di espropriazione indiretta: ormai, l?importo dell?indennizzo deve corrispondere al valore pieno ed intero del terreno al momento della perdita della propriet?, come stabilito dalla perizia disposta dal giudice competente nel corso del procedimento interno, e, una volta detratta la somma eventualmente accordata a livello nazionale, questo importo deve essere indicizzato per compensare gli effetti dell?inflazione, e deve essere maggiorato di interessi tali da compensare, almeno in parte, il lungo lasso di tempo trascorso dallo spossessamento del terreno; inoltre, deve essere valutata la perdita di chance eventualmente subita dalla parte ricorrente.
41. Nella fattispecie, la Corte osserva che, secondo i giudici nazionali, la ricorrente ha perso la propriet? del bene in questione il 13 gennaio 1997 (paragrafo 11 supra). Dalla perizia disposta dal tribunale di Benevento risulta che, in tale data, il valore del bene, il cui prezzo al metro quadrato era di 51,65 EUR (paragrafo 10 supra), era di 39.150 EUR. Tenuto conto di questi elementi, la Corte ritiene ragionevole accordare alla ricorrente la somma di 36.100 EUR.
42. Per quanto riguarda la perdita di chance subita a seguito dello spossessamento del bene in causa, la Corte ritiene doversi prendere in considerazione il danno derivante dall?indisponibilit? del terreno nel periodo compreso tra l?inizio dell?occupazione legittima (13 gennaio 1990) e il momento della perdita della propriet? (13 gennaio 1997) (paragrafo 10 supra). La Corte ritiene perci? ragionevole accordare alla ricorrente la somma di 8.400 EUR per la perdita di chance.
B. Danno morale
43. La ricorrente chiede la somma di 100.000 EUR per il danno morale.
44. Il Governo si oppone a questa richiesta.
45. La Corte ritiene che il senso di impotenza e di frustrazione per l?espropriazione illegittima del suo bene abbia causato alla ricorrente un danno morale cui si deve porre adeguatamente rimedio.
46. Tenuto conto delle circostanze del caso di specie e deliberando in via equitativa, la Corte accorda alla ricorrente la somma di 5.000 EUR per il danno morale.
C. Spese
47. Producendo le relative parcelle, la ricorrente chiede anche la somma di 53.585,53 EUR per le spese sostenute per il procedimento dinanzi alla Corte.
48. Il Governo si oppone a questa richiesta.
49. La Corte non dubita che sia stato necessario sostenere delle spese, ma ritiene eccessive le somme richieste a questo titolo e, di conseguenza, considera opportuno rimborsarle solo in parte.
50. Tenuto conto delle circostanze della causa, la Corte ritiene ragionevole accordare alla ricorrente un importo di 5.000 EUR per tutte le spese sostenute.
D. Interessi moratori
51. La Corte ritiene appropriato basare il tasso degli interessi moratori sul tasso d?interesse delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea maggiorato di tre punti percentuali.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL?UNANIMIT?,
1. Dichiara il ricorso ricevibile;
2. Dichiara che vi ? stata violazione dell?articolo 1 del Protocollo n. 1 alla Convenzione;
3. Dichiara
a. che lo Stato convenuto deve versare alla ricorrente, entro tre mesi, le somme seguenti:
i. 44.500 EUR (quarantaquattromilacinquecento euro), pi? l?importo eventualmente dovuto a titolo di imposta, per il danno materiale,
ii. 5.000 EUR (cinquemila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto a titolo di imposta, per il danno morale,
iii. 5.000 EUR (cinquemila euro), pi? l?importo eventualmente dovuto dalla ricorrente a titolo di imposta, per le spese,
b. che, a decorrere dalla scadenza di detto termine e fino al versamento, tali importi dovranno essere maggiorati di un interesse semplice ad un tasso equivalente a quello delle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea applicabile durante quel periodo, aumentato di tre punti percentuali;
4. Respinge la domanda di equa soddisfazione per il resto.
Fatta in francese, poi comunicata per iscritto il 6 giugno 2019, in applicazione dell?articolo 77 ?? 2 e 3 del regolamento della Corte.
Ale? Pejchal
Presidente
Renata Degener
Cancelliere aggiunto

Testo Tradotto

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE CONDOMINIO PORTA RUFINA c. ITALIE

(Requ?te no 14346/05)

ARR?T

STRASBOURG

6 juin 2019

Cet arr?t est d?finitif. Il peut subir des retouches de forme.
En l?affaire Condominio Porta Rufina c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en un comit? compos? de :
Ale? Pejchal, pr?sident,
Tim Eicke,
Gilberto Felici, juges,
et de Renata Degener, greffi?re adjointe de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 14 mai 2019,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 14346/05) dirig?e contre la R?publique italienne et dont une soci?t? de droit italien, Condominio Porta Rufina (? la requ?rante ?), a saisi la Cour le 21 mars 2005 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. La requ?rante a ?t? repr?sent?e par Mes S. Ferrara et A. Ferrara, avocats ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par ses anciens agents, M. I.M. Braguglia et Mme E. Spatafora, et ses anciens coagents, M. F. Crisafulli et Mme P. Accardo.
3. Le 9 octobre 2007, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
4. Par une lettre du 24 janvier 2018, le Gouvernement s?est oppos? ? l?examen de la requ?te par un comit?. Apr?s avoir examin? l?objection du Gouvernement, la Cour l?a rejet?e.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. La requ?rante ?tait propri?taire d?un terrain, enregistr? au cadastre (feuille 47, parcelles 495 et 243), sur lequel ?tait b?ti un immeuble.
6. Par un arr?t? du 7 novembre 1989, la municipalit? de B?n?vent autorisa l?occupation d?urgence d?une partie du terrain, ? savoir 758 m?, en vue de la construction d?un parking public.
7. Les travaux de construction d?but?rent ? une date non pr?cis?e.
8. Par un acte du 3 avril 1994, la requ?rante saisit le tribunal de B?n?vent d?une action en dommages-int?r?ts dirig?e contre la municipalit? de B?n?vent et contre l?entreprise A., charg?e de la construction de l?ouvrage public. Elle all?guait que l?occupation de la partie du terrain susmentionn?e ?tait sans titre, et elle demandait un d?dommagement pour perte de propri?t? et une indemnit? d?occupation temporaire. Elle sollicitait ?galement un d?dommagement pour des d?g?ts occasionn?s ? l?immeuble ? la suite des travaux de construction.
9. Le tribunal ordonna une expertise technique.
10. L?expert rendit ses conclusions dans des rapports d?pos?s les 22 septembre 1999 et 11 f?vrier 2004. Il y mentionnait que les d?g?ts d?nonc?s par la requ?rante n?avaient pas ?t? caus?s par les travaux de construction de l?ouvrage public. En outre, il constatait que l?occupation de la partie du terrain litigieuse, qui avait d?but? le 13 janvier 1990, ?tait devenue sans titre le 13 janvier 1997. Il indiquait ensuite que la valeur v?nale du bien en litige ? la date d?expiration de la p?riode d?occupation l?gitime, soit le 13 janvier 1997, ?tait de 100 000 lires italiennes (ITL)/m? (soit 51,65 euros (EUR)/m?). Enfin, apr?s avoir appliqu? les crit?res de la loi no 662 de 1996, il pr?cisait que la valeur de la partie du bien litigieux concern?e directement par les travaux de construction, ? savoir 243 m?, ?tait de 50 105 ITL/m? (soit 25,88 EUR/m?), tandis que la valeur du restant du bien occup?, soit 515 m?, ?tait de 55 000 ITL/m? (soit 28,41 EUR/m?).
11. Par un jugement du 23 septembre 2004, d?pos? le 28 octobre 2004, le tribunal de B?n?vent d?clara que la propri?t? du bien litigieux, d?une superficie totale de 758 m?, avait ?t? acquise par la municipalit?. Selon lui, le transfert de propri?t? avait eu lieu par l?effet du principe de l?expropriation indirecte ? la date d?expiration de la p?riode d?occupation l?gitime d?termin?e par l?expert, soit le 13 janvier 1997. Le tribunal condamna la municipalit? ? payer ? la requ?rante la somme ?tablie par l?expert ? titre de d?dommagement, ? savoir 40 500 515 ITL (soit 20 916,77 EUR), cette somme devant ?tre r??valu?e et assortie d?int?r?ts ? compter de la date du 13 janvier 1997.
12. Le tribunal rejeta ensuite la demande de d?dommagement pour autant qu?elle concernait les d?g?ts occasionn?s ? l?immeuble, au motif que ceux-ci n?avaient pas ?t? caus?s par les travaux de construction de l?ouvrage public, et il se d?clara incomp?tent pour conna?tre de la demande d?indemnit? d?occupation.
13. Ce jugement acquit l?autorit? de la chose jug?e le 16 d?cembre 2004.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
14. Pour ce qui est du droit et de la pratique internes pertinents dans la pr?sente affaire, la Cour renvoie ? l?arr?t Messana c. Italie (no 26128/04, ?? 17-20, 9 f?vrier 2017).
EN DROIT
I. SUR LA DEMANDE DE RADIATION DU R?LE DE LA REQU?TE EN VERTU DE L?ARTICLE 37 DE LA CONVENTION
15. Apr?s l??chec des tentatives de r?glement amiable, le 11 ao?t 2015, le Gouvernement a formul? une d?claration unilat?rale afin de r?soudre la question soulev?e par la requ?te. Il a invit? la Cour ? rayer celle-ci du r?le en application de l?article 37 de la Convention en contrepartie du versement d?une somme globale destin?e ? couvrir tout pr?judice mat?riel et moral, ainsi que les frais et d?pens, et de la reconnaissance de la violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
16. Le 8 septembre 2015, la requ?rante a d?clar? qu?elle n??tait pas satisfaite des termes de la d?claration unilat?rale, compte tenu du montant offert.
17. La Cour rappelle sa jurisprudence selon laquelle, dans certaines circonstances, il peut ?tre indiqu? de rayer une requ?te du r?le en vertu de l?article 37 ? 1 c) de la Convention sur la base d?une d?claration unilat?rale du gouvernement d?fendeur m?me si le requ?rant souhaite que l?examen de l?affaire se poursuive. Ce seront toutefois les circonstances particuli?res de la cause qui permettront de d?terminer si la d?claration unilat?rale offre une base suffisante pour que la Cour conclue que le respect des droits de l?homme garantis par la Convention n?exige pas qu?elle poursuive l?examen de l?affaire au sens de l?article 37 ? 1 in fine (voir, parmi d?autres, Tahsin Acar c. Turquie (exceptions pr?liminaires) [GC], no 26307/95, ? 75, CEDH 2003 VI, et Melnic c. Moldova, no 6923/03, ? 14, 14 novembre 2006).
18. La Cour rappelle encore que, parmi les facteurs ? prendre en compte ? cet ?gard, figurent, entre autres, les concessions ?ventuellement formul?es par le gouvernement d?fendeur dans sa d?claration unilat?rale en ce qui concerne les all?gations de violation de la Convention. Dans cette hypoth?se, il faut alors d?terminer quelle est l?ampleur de ces concessions et quelles sont les modalit?s du redressement que le Gouvernement entend fournir au requ?rant. Quant ? ce dernier point, dans les cas o? il est possible d?effacer les cons?quences d?une violation all?gu?e (par exemple, dans certaines affaires de propri?t?) et o? le gouvernement d?fendeur se d?clare dispos? ? le faire, le redressement envisag? a davantage de chances d??tre tenu pour ad?quat aux fins d?une radiation de la requ?te (Tahsin Acar, pr?cit?, ? 76).
19. En l?esp?ce, quant au point de savoir s?il serait opportun de rayer la pr?sente requ?te sur la base de la d?claration unilat?rale du Gouvernement, la Cour rel?ve que le montant du d?dommagement offert est insuffisant par rapport aux sommes octroy?es par elle dans des affaires similaires en mati?re d?expropriation indirecte (Guiso-Gallisay c. Italie (satisfaction ?quitable) [GC], no 58858/00, 22 d?cembre 2009, Rivera et di Bonaventura c. Italie, no 63869/00, 14 juin 2011, De Caterina et autres c. Italie, no 65278/01, 28 juin 2011, et Macr? et autres c. Italie, no 14130/02, 12 juillet 2011).
20. Dans ces conditions, la Cour consid?re que la pr?sente d?claration unilat?rale ne constitue pas une base suffisante pour conclure que le respect des droits de l?homme garantis par la Convention n?exige pas la poursuite de l?examen de la requ?te (Messana, pr?cit?, ? 26).
21. En conclusion, la Cour rejette la demande du Gouvernement tendant ? la radiation de la requ?te du r?le en vertu de l?article 37 ? 1 c) de la Convention, et elle d?cide de poursuivre l?examen de l?affaire sur la recevabilit? et sur le fond.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ? LA CONVENTION
22. La requ?rante se plaint d?avoir ?t? priv?e de la partie du terrain litigieuse d?une mani?re incompatible avec son droit au respect de ses biens garanti par l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention. Cette disposition est ainsi libell?e :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?
23. Le Gouvernement conteste cette th?se.
A. Sur la recevabilit?
24. Constatant que la requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour la d?clare recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) La requ?rante
25. La requ?rante indique qu?elle a ?t? priv?e de son bien en application du principe de l?expropriation indirecte, un m?canisme qui permet ? l?autorit? publique d?acqu?rir un bien, selon elle en toute ill?galit?. Elle estime que cela est inadmissible dans un ?tat de droit.
26. Elle all?gue en outre qu?elle n?a eu la certitude d?avoir perdu la propri?t? de son bien en application du principe susmentionn? qu?avec l?arr?t du tribunal de B?n?vent.
b) Le Gouvernement
27. Le Gouvernement prend acte de ce que la jurisprudence de la Cour, d?sormais consolid?e, conclut ? une incompatibilit? du m?canisme de l?expropriation indirecte avec le principe de l?galit?. Toutefois, ayant ?gard ? la d?cision de justice rendue en l?esp?ce, portant d?claration d?un transfert de propri?t? et assimilation de celui-ci ? un acte formel d?expropriation, il plaide que l?expropriation en question ne peut pas ?tre consid?r?e comme incompatible avec le droit au respect des biens et le principe de pr??minence du droit.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l?existence d?une ing?rence
28. La Cour renvoie ? sa jurisprudence constante relative ? la structure de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention et aux trois normes distinctes que cette disposition contient (voir, parmi beaucoup d?autres, Sporrong et L?nnroth c. Su?de, 23 septembre 1982, ? 61, s?rie A no 52, Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 55, CEDH 1999 II, Immobiliare Saffi c. Italie [GC], no 22774/93, ? 44, CEDH 1999 V, Broniowski c. Pologne [GC], no 31443/96, ? 134, CEDH 2004 V, et Visti?? et Perepjolkins c. Lettonie [GC], no 71243/01, ? 93, 25 octobre 2012).
29. La Cour constate que les parties s?accordent pour dire qu?il y a eu une privation de propri?t? au sens de la deuxi?me phrase du premier alin?a de l?article 1 du Protocole no 1.
30. La Cour doit donc rechercher si la privation d?nonc?e se justifie sous l?angle de cette disposition.
b) Sur le respect du principe de l?galit?
31. La Cour rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale : la seconde phrase du premier alin?a de cet article n?autorise une privation de propri?t? que ? dans les conditions pr?vues par la loi ? ; le second alin?a reconna?t aux ?tats le droit de r?glementer l?usage des biens en mettant en vigueur des ? lois ?. De plus, la pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Amuur c. France, 25 juin 1996, ? 50, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996 III, et Iatridis, pr?cit?, ? 58).
32. La Cour renvoie ensuite ? sa jurisprudence en mati?re d?expropriation indirecte (voir, parmi d?autres, Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005, et Velocci c. Italie, no 1717/03, 18 mars 2008) pour une r?capitulation des principes pertinents et pour un aper?u de sa jurisprudence en la mati?re, notamment en ce qui concerne la question du respect du principe de l?galit? dans ce type d?affaires.
33. En l?esp?ce, la Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l?expropriation indirecte, les juridictions internes ont consid?r? que la requ?rante avait ?t? priv?e de son bien ? compter de la date de la cessation de la p?riode d?occupation l?gitime. Or elle estime que, en l?absence d?un acte formel d?expropriation, cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?. En effet, ce n?est que par la d?cision judiciaire d?finitive que le principe de l?expropriation indirecte a ?t? effectivement appliqu? et que le transfert de propri?t? du bien concern? au b?n?fice des pouvoirs publics a ?t? ent?rin?. Par cons?quent, il y a eu m?connaissance du principe de la s?curit? juridique ? l??gard de la requ?rante concernant la privation de propri?t? de son bien, et ce jusqu?au 16 d?cembre 2004, date ? laquelle le jugement du tribunal de B?n?vent est devenu d?finitif.
34. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l?administration de tirer parti d?une occupation de terrain ill?gale. En d?autres termes, l?administration a pu s?approprier la partie du terrain litigieuse au m?pris des r?gles r?gissant l?expropriation en bonne et due forme.
35. ? la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l?ing?rence litigieuse n?est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu?elle a donc enfreint le droit au respect des biens de la requ?rante.
36. D?s lors, la Cour conclut qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.
III. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
37. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage mat?riel
38. La requ?rante sollicite une somme de 2 416 985,81 euros (EUR), qui, selon elle, correspond ? la valeur v?nale actuelle du bien litigieux major?e d?une somme pour la plus value d?coulant de la construction de l?ouvrage public et d?une indemnit? pour la non-jouissance de ce bien pendant la p?riode d?occupation l?gitime.
39. Le Gouvernement conteste cette pr?tention.
40. La Cour rappelle que, dans l?affaire Guiso-Gallisay (pr?cit?e), elle a modifi? sa jurisprudence concernant les crit?res d?indemnisation dans les affaires d?expropriation indirecte : d?sormais, le montant de l?indemnit? ? octroyer doit correspondre ? la valeur pleine et enti?re du terrain au moment de la perte de la propri?t?, telle qu??tablie par l?expertise ordonn?e par la juridiction comp?tente au cours de la proc?dure interne, et, une fois d?duite la somme ?ventuellement octroy?e au niveau national, il doit ?tre actualis? pour compenser les effets de l?inflation et assorti d?int?r?ts susceptibles de compenser, au moins en partie, le long laps de temps qui s?est ?coul? depuis la d?possession du terrain ; par ailleurs, il y a lieu d??valuer la perte de chances ?ventuellement subie par la partie requ?rante.
41. En l?esp?ce, la Cour note que, d?apr?s les juridictions nationales, la requ?rante a perdu la propri?t? du bien litigieux le 13 janvier 1997 (paragraphe 11 ci-dessus). Il ressort de l?expertise ordonn?e par le tribunal de B?n?vent que, ? cette date, la valeur de ce bien, dont le prix au m?tre carr? ?tait de 51,65 EUR (paragraphe 10 ci dessus), ?tait de 39 150 EUR. Compte tenu de ces ?l?ments, la Cour estime raisonnable d?accorder ? la requ?rante 36 100 EUR.
42. Quant ? la perte de chances subie ? la suite de la d?possession du bien en cause, la Cour consid?re qu?il y a lieu de prendre en consid?ration le pr?judice d?coulant de l?indisponibilit? de ce bien pendant la p?riode comprise entre le d?but de l?occupation l?gitime (13 janvier 1990) et le moment de la perte de propri?t? (13 janvier 1997) (paragraphe 10 ci dessus). Aussi la Cour estime t-elle raisonnable d?accorder ? la requ?rante 8 400 EUR pour la perte de chances.
B. Dommage moral
43. La requ?rante sollicite 100 000 EUR pour pr?judice moral.
44. Le Gouvernement conteste cette demande.
45. La Cour estime que le sentiment d?impuissance et de frustration que la requ?rante a d? ?prouver face ? la d?possession ill?gale de son bien a caus? ? l?int?ress?e un pr?judice moral qu?il y a lieu de r?parer de mani?re ad?quate.
46. Compte tenu des circonstances de l?esp?ce, et statuant en ?quit?, la Cour alloue ? la requ?rante 5 000 EUR ? titre de dommage moral.
C. Frais et d?pens
47. Notes d?honoraires ? l?appui, la requ?rante demande ?galement 53 585,53 EUR pour les frais et d?pens engag?s devant la Cour.
48. Le Gouvernement conteste cette pr?tention.
49. La Cour ne doute pas de la n?cessit? d?engager des frais, mais elle consid?re que les sommes revendiqu?es ? ce titre sont excessives et que, d?s lors, il n?y a lieu de les rembourser qu?en partie seulement.
50. Compte tenu des circonstances de la cause, la Cour juge raisonnable d?allouer ? la requ?rante un montant de 5 000 EUR pour l?ensemble des frais expos?s.
D. Int?r?ts moratoires
51. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;

3. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser ? la requ?rante, dans les trois mois, les sommes suivantes :
i. 44 500 EUR (quarante-quatre mille cinq cents euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage mat?riel,
ii. 5 000 EUR (cinq mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral,
iii. 5 000 EUR (cinq mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? par la requ?rante ? titre d?imp?t, pour frais et d?pens,
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

4. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 6 juin 2019, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Renata Degener Ale? Pejchal

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