AFFAIRE CEGLIA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CEGLIA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 41, 34, 35, 29, P1-1
Numero: 21457/04/2006
Stato: Italia
Data: 2006-10-19 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusione Eccezione preliminare respinta, termine di sei mesi,; Eccezioni preliminari unite al merito e respinte (no-esaurimento di vie di ricorso interne) vittima); Violazione di P1-1; Soddisfazione equa riservata
PRIMA SEZIONE
CAUSA CEGLIA C. ITALIA
( Richiesta no 21457/04)
SENTENZA
STRASBURGO
19 ottobre 2006
DEFINITIVO
19/01/2007
Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Ceglia c. Italia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una camera composta da:
IL SIG. C.L. Rozakis, presidente, la
Sig.ra N. Vajic,
Sigg. A. Kovler, V. Zagrebelsky, la Sig.ra E. Steiner,
Sigg. K. Hajiyev, D. Spielmann, giudici,
e del Sig. S. Nielsen, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 28 settembre 2006,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 21457/04) diretta contro la Repubblica italiana e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. N. C. (“il richiedente”), ha investito la Corte il 21 maggio 2004 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente ? rappresentato dal Sig. D. P. e G. P., avvocati a Benevento. Il governo italiano (“il Governo”) ? rappresentato dal suo agente, il Sig. I. M. Braguglia, e dal suo coagente, il Sig. F. Crisafulli.
3. Il 7 settembre 2005, la prima sezione ha deciso di comunicare la richiesta al Governo. Avvalendosi dell’articolo 29 ? 3 della Convenzione, ha deciso che sarebbero state esaminate l’ammissibilit? e la fondatezza della causa allo stesso tempo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. Il richiedente ? nato nel 1952 e ha risieduto a Montesarchio (Benevento).
5. Era proprietario di un terreno agricolo ubicato a Montesarchio e registrato al catasto, foglio 21, appezzamento 63.
6. Nel 1985, una frana si produsse in una parte del terreno del richiedente.
7. Nel 1987, la municipalit? di Montesarchio affid? alla societ? Z. la costruzione di un muro per limitare il rischio di una nuova frana che minacciava la strada ubicata lungo i limiti di questo terreno. Questo muro doveva essere realizzato su una parte del terreno del richiedente, ossia 110 metri quadrati.
8. In una data non precisata, la societ? Z. procedette all’occupazione materiale del terreno ed inizi? i lavori di costruzione.
9. Con un atto di citazione notificato l? 8 novembre 1988, il richiedente introdusse dinnanzi al tribunale di Benevento un’azione in danno-interessi contro la municipalit? di Montesarchio. Adduceva che l’occupazione era illegale, in mancanza di un’ordinanza che autorizzava questa e di un decreto di espropriazione, cos? come del pagamento di un’indennit?. Richiedeva in particolare un risarcimento per la perdita irreversibile della parte del terreno trasformato, cos? come un risarcimento per la distruzione delle culture e lavori esistenti sulla parte restante del terreno.
10. La municipalit? di Montesarchio si costitu? nel procedimento e chiese l’appello in garanzia della societ? Z. Il tribunale di Benevento accolse questa domanda ma la societ? Z. non si costitu? nel procedimento e fu dichiarata di conseguenza contumace.
11. Durante il processo, una perizia redatta l? 11 ottobre 1994 fu depositata alla cancelleria. Secondo il perito, il valore venale nel 1994 della parte del terreno occupato era di 2 750 000 ITL, o 25 000 ITL il metro quadrato. Inoltre, il perito valut? a 16 400 000 ITL il risarcimento dovuto per la distruzione dei lavori e culture esistenti sulla parte restante del terreno.
12. Con un giudizio depositato alla cancelleria il 9 maggio 2003, il tribunale di Benevento dichiar? che l’occupazione del terreno del richiedente era illegale ab initio, in ragione della mancanza di un’ordinanza che autorizzava questa. Tuttavia, il richiedente doveva essere considerato come privato della parte del suo terreno che era stato trasformato irreversibilmente per effetto della realizzazione del lavoro pubblico, o 110 metri quadrati, in virt? del principio dell’espropriazione indiretta.
13. Alla luce di queste considerazioni, il tribunale condann? la municipalit? di Montesarchio ed la societ? Z. a versare al richiedente un risarcimento per la perdita della parte del terreno occupato uguale al valore venale di questa nel 1994 rivalutata al giorno della decisione, ossia 2 826,31 EUR. In pi?, il tribunale condann? la municipalit? di Montesarchio ed la societ? Z. a versare al richiedente la somma di 10 848,58 EUR a titolo di indennizzo per i danni concernenti la parte restante del terreno.
14. Secondo il richiedente, questo giudizio che fu notificato alla municipalit? di Montesarchio il 21 luglio 2003, ha acquisito forza di cosa giudicata il 24 giugno 2004.
15. Risulta dalla pratica che il 15 marzo 2004, la municipalit? di Montesarchio vers? al richiedente la somma dovuta ai termini del giudizio del tribunale di Benevento.
II. IL DIRITTO E LA PRATICA INTERNI PERTINENTI
16. Il diritto interno pertinente si trova descritto nella sentenza Serrao c. Italia (no 67198/01, 13 ottobre 2005,).
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO NO 1
17. Il richiedente adduce essere stato privato del suo bene in circostanze incompatibili con l’articolo 1 del Protocollo no 1, cos? formulato,:
“Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno pu? essere privato della sua propriet? se non a causa di utilit? pubblica e nelle condizioni previste dalla legge ed dai principi generali del diritto internazionale.
Le disposizioni precedenti non recano offesa al diritto che possiedono gli Stati di mettere in vigore le leggi che giudicano necessarie per regolamentare l’uso dei beni conformemente all’interesse generale o per garantire il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle multe. “
A. Sull’ammissibilit?
18. Il Governo solleva da prima un’eccezione derivata dal superamento del termine di sei mesi. A questo riguardo, osserva che il giudizio del tribunale di Benevento ? stato notificato alla municipalit? il 21 luglio 2003 e ne deduce che ai termini dell’articolo 325 del codice di procedimento civile, questo giudizio avrebbe acquisito forza di cosa giudicata il 6 ottobre 2003.
19. Inoltre, il Governo fa valere che il richiedente non avrebbe requisito di vittima al senso dell’articolo 34 della Convenzione, tenuto conto del fatto che il tribunale gli ha assegnato una somma uguale al valore venale del terreno.
20. Infine, il Governo eccepisce la non-esaurimento delle vie di ricorso interne. A questo riguardo, riconosce che il richiedente ha dovuto aspettare un tempo considerevole prima di ottenere il suo risarcimento. Tuttavia, fa valere che questo ritardo costituisce solamente un aspetto della violazione del termine ragionevole contenuto all’articolo6 ? 1 della Convenzione ed osserva che il richiedente ha omesso di sollevare dinnanzi alla Corte una lagnanza derivata da questo ultimo articolo, cos? come di esercitare il ricorso Pinto.
21. Il richiedente si oppone alle eccezioni del Governo. In quanto all’eccezione derivata dal superamento del termine di sei mesi, fa valere in particolare che il giudizio del tribunale di Benevento ? stato notificato solamente alla municipalit? per ottenerne l’esecuzione e che di conseguenza ha acquisito forza di cosa giudicata il 24 giugno 2004. In pi?, osserva che questo giudizio ? stato eseguito ad ogni modo dalla municipalit? solamente il 15 marzo 2004.
22. Per ci? che concerne l’eccezione derivata del superamento del termine di sei mesi, la Corte ricorda che, conformemente alla giurisprudenza della Corte di cassazione (vedere, tra l?altro, la sentenza no 7331 del 9 agosto 1996, resa dalle sezioni unite, cos? come la sentenza no 17790 del 22 novembre 2003, resa dalla sezione competente in materia di lavoro e la sentenza no 6480 del 8 giugno 1995, resa dalla prima sezione) la notificazione di un giudizio alla parte di un processo e non al suo difensore non rende ordinario il termine di decorrenza previsto dall’articolo 325 del codice di procedimento civile, essendo sempre applicabile il termine lungo previsto dall’articolo 327 del codice di procedimento civile.
23. Ora, il richiedente ha notificato il giudizio del tribunale di Benevento alla municipalit? di Montesarchio e non al difensore di questa. Ne segue che questa notificazione era unicamente valida per ci? che riguarda l’esecuzione del giudizio e non ha avuto per effetto di rendere applicabile al caso specifico il termine di decorrenza previsto dall’articolo 325 del codice di procedimento civile. Quindi, il giudizio in questione ha acquisito forza di cosa giudicata il 24 giugno 2004, il termine pi? lungo previsto dall’articolo 327 del codice di procedimento civile che ? applicabile nello specifico. Questa eccezione non potrebbe essere considerata dunque.
24. Per ci? che riguarda l’eccezione derivata dalla mancanza della qualit? di vittima e l’eccezione di non-esaurimento delle vie di ricorso interne, la Corte stima, alla luce dell’insieme degli argomenti delle parti, che queste eccezioni sono legate strettamente in fondo alla richiesta e decide di unirli al merito. Constata che la richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 della Convenzione. Rileva peraltro che questa non si scontra con nessuno altro motivo di inammissibilit?. Conviene dichiararla ammissibile dunque.
B. Sul merito
1. Tesi delle parti
a) Il Governo
25. Il Governo rinvia al primo colpo, agli argomenti gi? sottomessi alla Corte in altre cause similari in materia di espropriazione indiretta.
26. In pi?, fa valere che il principio giurisprudenziale dell’espropriazione indiretta costituirebbe un modo di regolamentare una situazione che risulta da un difetto di procedimento che ha inficiato l’espropriazione ed al seguito del quale l’azione dell’amministrazione ? diventata illegale.
27. Secondo il Governo, tale regolamentazione di una situazione nata da un atto illegale non romperebbe in modo evidente il giusto equilibrio tra le differenti esigenze in conflitto.
b) Il richiedente,
28. Il richiedente fa osservare che ? stato privato del suo bene in virt? del principio dell’espropriazione indiretta, come applicato dalle giurisdizioni nazionali. Osserva che l’espropriazione indiretta ? un meccanismo che permette all’autorit? pubblica di acquisire un bene in ogni illegalit?, il che non ? ammissibile in un Stato di diritto.
29. Chiede alla Corte di dichiarare che l’espropriazione del terreno non ? conforme al principio di legalit?.
2. Valutazione della Corte
a) Sull’esistenza di un’ingerenza
30. La Corte ricorda al primo colpo che ha unito al merito le eccezioni del Governo derivato dalla mancanza di requisito di vittima del richiedente e del non-esaurimento delle vie di ricorso interne.
31. La Corte ricorda che, per determinare se c’? stata “privazione di beni”, bisogna esaminare non solo se ci sono state spodestamento o espropriazione formale, ma ancora guardare al di l? delle apparenze ed analizzare la realt? della situazione controversa. Mirando la Convenzione a proteggere dei diritti “concreti ed effettivi”, importa ricercare se questa situazione equivalga ad un’espropriazione di fatto (Sporrong e L?nnroth c. Svezia, sentenza del 23 settembre 1982, serie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
32. La Corte rileva che, applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale di Benevento ha considerato il richiedente come privato del suo bene in ragione della sua trasformazione irreversibile. A difetto di un atto formale di espropriazione, la constatazione di illegalit? da parte del giudice ? l’elemento che consacra il trasferimento al patrimonio pubblico del bene occupato. In queste circostanze, la Corte conclude che il giudizio del tribunale di Benevento ha avuto per effetto di privare il richiedente del suo bene al senso della seconda frase dell’articolo 1 del Protocollo no 1 (Carbonara e Ventura, precitato, ? 61, e Brumarescu c. Romania [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
33. Per essere compatibile con l’articolo 1 del Protocollo no 1 tale ingerenza deve essere operata “a causa di utilit? pubblica” e “nelle condizioni previste dalla legge ed i principi generali di diritto internazionale.” L’ingerenza deve predisporre un “giusto equilibrio” tra le esigenze dell’interesse generale della comunit? e gli imperativi della salvaguardia dei diritti fondamentali dell’individuo (Sporrong e L?nnroth, precitata, p. 26, ? 69). Inoltre, la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio pu? farsi non “sentire solo quando si ? rivelato che l’ingerenza controversa ha rispettato il principio di legalit? e non era arbitraria” (Iatridis c. Grecia [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, e Beyeler c. Italia [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
34. Quindi, la Corte non stima opportuno fondare il suo ragionamento sulla semplice valutazione dell’importo del risarcimento accordato al richiedente, (Carbonara e Ventura, precitato, ? 62).
b) Sul rispetto del principio di legalit?
35. La Corte rinvia alla sua giurisprudenza in materia di espropriazione indiretta (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italia, no 31524/96, CEDH 2000-VI; Carbonara e Ventura c. Italia, no 24638/94, CEDH 2000-VI; tra le sentenze pi? recenti, vedere Acciardi e Campagna c. Italia, no 41040/98, 19 maggio 2005; Pasculli c. Italia, no 36818/97, 17 maggio 2005, Scordino c. Italia (no 3), no 43662/98, 17 maggio 2005; Serrao c. Italia, no 67198/01, 13 ottobre 2005; Il Rosa ed Alba c. Italia (no 1), no 58119/00, 11 ottobre 2005; Chir? c. Italia (no 4), no 67196/01, 11 ottobre 2005) secondo la quale l’espropriazione indiretta ignora il principio di legalit? al motivo che non ? atta a garantire un grado sufficiente di sicurezza giuridica e che permette in generale all’amministrazione di passare oltre le regole fissate in materia di espropriazione. L’espropriazione indiretta mira difatti, in ogni caso, ad interinare una situazione di fatto che deriva dalle illegalit? commesse dall’amministrazione, a regolare le conseguenze per l’individuo e per l’amministrazione, a favore di questa.
36. Nella presente causa, la Corte rileva che applicando il principio dell’espropriazione indiretta, il tribunale di Benevento ha considerato il richiedente privato del suo bene in ragione della sua trasformazione irreversibile, essendo riunite le condizioni di illegalit? dell’occupazione e di interesse pubblico del lavoro costruito. Ora, in mancanza di un atto formale di espropriazione, la Corte stima che questa situazione non potrebbe essere considerata come “prevedibile”, poich? ? solamente con la decisione giudiziale definitiva che si pu? considerare il principio dell’espropriazione indiretta come applicato effettivamente e che l’acquisizione del terreno al patrimonio pubblico ? stata consacrata. Di conseguenza, il richiedente non ha avuto la “sicurezza giuridica” concernente la privazione del terreno che il 24 giugno 2004, data in cui il giudizio del tribunale di Benevento ha acquisito forza di cosa giudicata.
37. La Corte osserva poi che la situazione in causa ha permesso all’amministrazione di trarre vantaggio da un’occupazione illegale di terreno. In altri termini, l’amministrazione si ? potuta appropriare di un terreno a disprezzo delle regole che regolano l’espropriazione in buona e dovuta forma, e, tra l?altro, senza che un’indennit? fosse messa in parallelo a disposizione dell’interessato.
38. Alla luce di queste considerazioni, la Corte stima che l’ingerenza controversa non ? compatibile col principio di legalit? e che ha infranto il diritto al rispetto dei beni del richiedente dunque.
39. Quindi, le eccezioni derivate dalla mancanza di requisito di vittima e dal non-esaurimento delle vie di ricorso interne non potrebbero essere considerate e vi ? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
40. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
41. A titolo di danno materiale, il richiedente sollecita il versamento della somma di 25 000 EUR.
42. Per ci? che riguarda il danno giuridico, il richiedente chiede 5 000 EUR.
43. Infine, il richiedente chiede 8 432,53 EUR per oneri di procedimento dinnanzi alla Corte.
44. In quanto al danno materiale, il Governo da prima fa valere che il richiedente ? stato risarcito integralmente e non pi? richiedere di conseguenza somme supplementari.
45. Ad ogni modo, il Governo sostiene che il richiedente non ha supportato la sua domanda e che la somma richiesta ? eccessiva.
46. Per quanto riguarda il danno morale, il Governo stima che nell’ipotesi di una constatazione di violazione questo ultimo costituirebbe in s? un risarcimento adeguato.
47. Infine, il Governo fa valere che gli oneri concernente il procedimento dinnanzi alla Corte sono eccessivi e si rimette alla saggezza della Corte.
48. La Corte stima che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 non si trova in stato. Perci?, la riserva e fisser? il procedimento ulteriore, tenuto conto della possibilit? che il Governo ed il richiedente giungano ad un accordo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Respinge l’eccezione del Governo derivata del superamento del termine di sei mesi;
2. Unisce al merito le eccezioni del Governo derivate dalla mancanza di requisito di vittima e dal non-esaurimento delle vie di ricorso interne e li respinge;
3. Dichiara la richiesta ammissibile;
4. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1;
5. Stabilisce che la questione dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trova in stato;
perci?,
a) la riserva per intero;
b) invita il Governo ed il richiedente ad indirizzarle per iscritto, nei tre mesi a contare dal giorno in la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, le loro osservazioni su questa questione ed in particolare a darle cognizione di ogni accordo al quale potrebbero arrivare;
c) riserva il procedimento ulteriore e delega al presidente della camera la cura di fissarlo all’occorrenza.
Fatto in francese, comunicato poi per iscritto il 19 ottobre 2006 in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

Conclusion Exception pr?liminaire rejet?e (d?lai de six mois) ; Exceptions pr?liminaires jointes au fond et rejet?es (non-?puisement de voies de recours internes, victime) ; Violation de P1-1 ; Satisfaction ?quitable r?serv?e
PREMI?RE SECTION
AFFAIRE CEGLIA c. ITALIE
(Requ?te no 21457/04)
ARR?T
STRASBOURG
19 octobre 2006
D?FINITIF
19/01/2007
Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l’article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l’affaire Ceglia c. Italie,
La Cour europ?enne des Droits de l’Homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
M. C.L. Rozakis, pr?sident,
Mme N. Vajic,
MM. A. Kovler,
V. Zagrebelsky,
Mme E. Steiner,
MM. K. Hajiyev,
D. Spielmann, juges,
et de M. S. Nielsen, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 28 septembre 2006,
Rend l’arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l’origine de l’affaire se trouve une requ?te (no 21457/04) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, M. N. C. (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 21 mai 2004 en vertu de l’article 34 de la Convention de sauvegarde des Droits de l’Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant est repr?sent? par Mes D. P. et G. P., avocats ? B?n?vent. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) est repr?sent? par son agent, M. I. M. Braguglia, et par son coagent, M. F. Crisafulli.
3. Le 7 septembre 2005, la premi?re section a d?cid? de communiquer la requ?te au Gouvernement. Se pr?valant de l’article 29 ? 3 de la Convention, elle a d?cid? que seraient examin?s en m?me temps la recevabilit? et le bien-fond? de l’affaire.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L’ESP?CE
4. Le requ?rant est n? en 1952 et r?side ? Montesarchio (B?n?vent).
5. Il ?tait propri?taire d’un terrain agricole sis ? Montesarchio et enregistr? au cadastre, feuille 21, parcelle 63.
6. En 1985, un ?boulement se produit dans une partie du terrain du requ?rant.
7. En 1987, la municipalit? de Montesarchio confia ? la soci?t? Z. la construction d’un mur visant ? limiter le risque d’un nouvel ?boulement mena?ant la route sise le long des bornes de ce terrain. Ce mur devait ?tre r?alis? sur une partie du terrain du requ?rant, ? savoir 110 m?tres carr?s.
8. A une date non pr?cis?e, la soci?t? Z. proc?da ? l’occupation mat?rielle du terrain et entama les travaux de construction.
9. Par un acte d’assignation notifi? le 8 novembre 1988, le requ?rant introduisit devant le tribunal de B?n?vent une action en dommages-int?r?ts ? l’encontre de la municipalit? de Montesarchio. Il all?guait que l’occupation ?tait ill?gale, en l’absence d’un arr?t? autorisant celle-ci et d’un d?cret d’expropriation, ainsi que du paiement d’une indemnit?. Il r?clamait notamment un d?dommagement pour la perte de la partie du terrain irr?versiblement transform?e, ainsi qu’un d?dommagement pour la destruction des cultures et ouvrages existant sur la partie restante du terrain.
10. La municipalit? de Montesarchio se constitua dans la proc?dure et demanda l’appel en garantie de la soci?t? Z. Le tribunal de B?n?vent fit droit ? cette demande mais la soci?t? Z. ne se constitua pas dans la proc?dure et par cons?quent fut d?clar?e contumace.
11. Au cours du proc?s, une expertise r?dig?e le 11 octobre 1994 fut d?pos?e au greffe. Selon l’expert, la valeur v?nale en 1994 de la partie du terrain occup?e ?tait de 2 750 000 ITL, soit 25 000 ITL le m?tre carr?. En outre, l’expert ?valua ? 16 400 000 ITL le d?dommagement d? pour la destruction des ouvrages et cultures existant sur la partie restante du terrain.
12. Par un jugement d?pos? au greffe le 9 mai 2003, le tribunal de B?n?vent d?clara que l’occupation du terrain du requ?rant ?tait ill?gale ab initio, en raison de l’absence d’un arr?t? autorisant celle-ci. Toutefois, le requ?rant devait ?tre consid?r? comme priv? de la partie de son terrain qui avait ?t? irr?versiblement transform?e par l’effet de la r?alisation de l’ouvrage public, soit 110 m?tres carr?s, en vertu du principe de l’expropriation indirecte.
13. A la lumi?re de ces consid?rations, le tribunal condamna la municipalit? de Montesarchio et la soci?t? Z. ? verser au requ?rant un d?dommagement pour la perte de la partie du terrain occup?e ?gal ? la valeur v?nale de celle-ci en 1994 r??valu?e au jour du prononc?, ? savoir 2 826,31 EUR. De plus, le tribunal condamna la municipalit? de Montesarchio et la soci?t? Z. ? verser au requ?rant la somme de 10 848,58 EUR ? titre d’indemnisation pour les dommages concernant la partie restante du terrain.
14. D’apr?s le requ?rant, ce jugement, qui fut notifi? ? la municipalit? de Montesarchio le 21 juillet 2003, a acquis force de chose jug?e le 24 juin 2004.
15. Il ressort du dossier que le 15 mars 2004, la municipalit? de Montesarchio versa au requ?rant les sommes dues aux termes du jugement du tribunal de B?n?vent.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
16. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l’arr?t Serrao c. Italie (no 67198/01, 13 octobre 2005).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L’ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1
17. Le requ?rant all?gue avoir ?t? priv? de son bien dans des circonstances incompatibles avec l’article 1 du Protocole no 1, ainsi libell? :
? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d’utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.
Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu’ils jugent n?cessaires pour r?glementer l’usage des biens conform?ment ? l’int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d’autres contributions ou des amendes. ?
A. Sur la recevabilit?
18. Le Gouvernement soul?ve d’abord une exception tir?e du d?passement du d?lai de six mois. A cet ?gard, il observe que le jugement du tribunal de B?n?vent a ?t? notifi? ? la municipalit? le 21 juillet 2003 et il en d?duit qu’aux termes de l’article 325 du code de proc?dure civile, ce jugement aurait acquis force de chose jug?e le 6 octobre 2003.
19. En outre, le Gouvernement fait valoir que le requ?rant n’aurait pas qualit? de victime au sens de l’article 34 de la Convention, compte tenu de ce que le tribunal lui a allou? une somme ?gale ? la valeur v?nale du terrain.
20. Enfin, le Gouvernement excipe le non-?puisement des voies de recours internes. A cet ?gard, il reconna?t que le requ?rant a d? attendre un temps consid?rable avant d’obtenir son d?dommagement. Toutefois, il fait valoir que ce retard ne constitue qu’un aspect de la violation du d?lai raisonnable vis? ? l’article 6 ? 1 de la Convention et il observe que le requ?rant a omis de soulever devant la Cour un grief tir? de ce dernier article, ainsi que d’exercer le recours Pinto.
21. Le requ?rant s’oppose aux exceptions du Gouvernement. Quant ? l’exception tir?e du d?passement du d?lai de six mois, il fait notamment valoir que le jugement du tribunal de B?n?vent a ?t? notifi? seulement ? la municipalit? afin d’en obtenir l’ex?cution et que par cons?quent il a acquis force de chose jug?e le 24 juin 2004. De plus, il observe qu’en tout ?tat de cause ce jugement a ?t? ex?cut? par la municipalit? seulement le 15 mars 2004.
22. S’agissant de l’exception tir?e du d?passement du d?lai de six mois, la Cour rappelle que, conform?ment ? la jurisprudence de la Cour de cassation (voir, parmi d’autres, l’arr?t no 7331 du 9 ao?t 1996, rendu par les sections unies, ainsi que l’arr?t no 17790 du 22 novembre 2003, rendu par la section comp?tente en mati?re de travail et l’arr?t no 6480 du 8 juin 1995, rendu par la premi?re section), la notification d’un jugement ? la partie d’un proc?s et non pas ? son d?fenseur ne fait pas courir le d?lai court pr?vu par l’article 325 du code de proc?dure civile, le d?lai long pr?vu par l’article 327 du code de proc?dure civile ?tant toujours applicable.
23. Or, le requ?rant a notifi? le jugement du tribunal de B?n?vent ? la municipalit? de Montesarchio et non pas au d?fenseur de celle-ci. Il s’ensuit que cette notification ?tait valable uniquement en ce qui concerne l’ex?cution du jugement et n’a pas eu pour effet de rendre applicable au cas d’esp?ce le d?lai court pr?vu par l’article 325 du code de proc?dure civile. D?s lors, le jugement en question a acquis force de chose jug?e le 24 juin 2004, le d?lai plus long pr?vu par l’article 327 du code de proc?dure civile ?tant applicable en l’esp?ce. Cette exception ne saurait donc ?tre retenue.
24. S’agissant de l’exception tir?e de l’absence de la qualit? de victime et de l’exception de non-?puisement des voies de recours internes, la Cour estime, ? la lumi?re de l’ensemble des arguments des parties, que ces exceptions sont ?troitement li?es au fond de la requ?te et d?cide de les joindre au fond. Elle constate que la requ?te n’est pas manifestement mal fond?e au sens de l’article 35 ? 3 de la Convention. Elle rel?ve par ailleurs que celle-ci ne se heurte ? aucun autre motif d’irrecevabilit?. Il convient donc de la d?clarer recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
a) Le Gouvernement
25. D’embl?e, le Gouvernement renvoie aux arguments d?j? soumis ? la Cour dans d’autres affaires similaires en mati?re d’expropriation indirecte.
26. De plus, il fait valoir que le principe jurisprudentiel de l’expropriation indirecte constituerait une mani?re de r?glementer une situation r?sultant d’un d?faut de proc?dure ayant entach? l’expropriation et ? la suite duquel l’action de l’administration est devenue ill?gale.
27. D’apr?s le Gouvernement, une telle r?glementation d’une situation n?e d’un acte ill?gal ne romprait pas de mani?re ?vidente le juste ?quilibre entre les diff?rentes exigences en conflit.
b) Le requ?rant
28. Le requ?rant fait observer qu’il a ?t? priv? de son bien en vertu du principe de l’expropriation indirecte, tel qu’appliqu? par les juridictions nationales. Il observe que l’expropriation indirecte est un m?canisme qui permet ? l’autorit? publique d’acqu?rir un bien en toute ill?galit?, ce qui n’est pas admissible dans un Etat de droit.
29. Il demande ? la Cour de d?clarer que l’expropriation du terrain n’est pas conforme au principe de l?galit?.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Sur l’existence d’une ing?rence
30. La Cour rappelle d’embl?e qu’elle a joint au fond les exceptions du Gouvernement tir?es de l’absence de qualit? de victime du requ?rant et du non-?puisement des voies de recours internes.
31. La Cour rappelle que, pour d?terminer s’il y a eu ? privation de biens ?, il faut non seulement examiner s’il y a eu d?possession ou expropriation formelle, mais encore regarder au-del? des apparences et analyser la r?alit? de la situation litigieuse. La Convention visant ? prot?ger des droits ? concrets et effectifs ?, il importe de rechercher si cette situation ?quivalait ? une expropriation de fait (Sporrong et L?nnroth c. Su?de, arr?t du 23 septembre 1982, s?rie A no 52, pp. 24-25, ? 63).
32. La Cour rel?ve que, en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, le tribunal de B?n?vent a consid?r? le requ?rant comme ?tant priv? de son bien en raison de sa transformation irr?versible. A d?faut d’un acte formel d’expropriation, le constat d’ill?galit? de la part du juge est l’?l?ment qui consacre le transfert au patrimoine public du bien occup?. Dans ces circonstances, la Cour conclut que le jugement du tribunal de B?n?vent a eu pour effet de priver le requ?rant de son bien au sens de la deuxi?me phrase de l’article 1 du Protocole no 1 (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 61, et Brumarescu c. Roumanie [GC], no 28342/95, ? 77, CEDH 1999-VII).
33. Pour ?tre compatible avec l’article 1 du Protocole no 1 une telle ing?rence doit ?tre op?r?e ? pour cause d’utilit? publique ? et ? dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux de droit international ?. L’ing?rence doit m?nager un ? juste ?quilibre ? entre les exigences de l’int?r?t g?n?ral de la communaut? et les imp?ratifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l’individu (Sporrong et L?nnroth, pr?cit?, p. 26, ? 69). En outre, la n?cessit? d’examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu’il s’est av?r? que l’ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n’?tait pas arbitraire ? (Iatridis c. Gr?ce [GC], no 31107/96, ? 58, CEDH 1999-II, et Beyeler c. Italie [GC], no 33202/96, ? 107, CEDH 2000-I).
34. D?s lors, la Cour n’estime pas opportun de fonder son raisonnement sur la simple ?valuation du montant de la r?paration accord?e au requ?rant (Carbonara et Ventura, pr?cit?, ? 62).
b) Sur le respect du principe de l?galit?
35. La Cour renvoie ? sa jurisprudence en mati?re d’expropriation indirecte (Belvedere Alberghiera S.r.l. c. Italie, no 31524/96, CEDH 2000-VI ; Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, CEDH 2000-VI ; parmi les arr?ts plus r?cents, voir Acciardi et Campagna c. Italie, no 41040/98, 19 mai 2005 ; Pasculli c. Italie, no 36818/97, 17 mai 2005, Scordino c. Italie (no 3), no 43662/98, 17 mai 2005 ; Serrao c. Italie, no 67198/01, 13 octobre 2005 ; La Rosa et Alba c. Italie (no 1), no 58119/00, 11 octobre 2005 ; Chir? c. Italie (no 4), no 67196/01, 11 octobre 2005), selon laquelle l’expropriation indirecte m?conna?t le principe de l?galit? au motif qu’elle n’est pas apte ? assurer un degr? suffisant de s?curit? juridique et qu’elle permet en g?n?ral ? l’administration de passer outre les r?gles fix?es en mati?re d’expropriation. En effet, dans tous les cas, l’expropriation indirecte vise ? ent?riner une situation de fait d?coulant des ill?galit?s commises par l’administration, ? r?gler les cons?quences pour le particulier et pour l’administration, au b?n?fice de celle-ci.
36. Dans la pr?sente affaire, la Cour rel?ve qu’en appliquant le principe de l’expropriation indirecte, le tribunal de B?n?vent a consid?r? le requ?rant priv? de son bien en raison de sa transformation irr?versible, les conditions d’ill?galit? de l’occupation et d’int?r?t public de l’ouvrage construit ?tant r?unies. Or, en l’absence d’un acte formel d’expropriation, la Cour estime que cette situation ne saurait ?tre consid?r?e comme ? pr?visible ?, puisque ce n’est que par la d?cision judiciaire d?finitive que l’on peut consid?rer le principe de l’expropriation indirecte comme ayant effectivement ?t? appliqu? et que l’acquisition du terrain au patrimoine public a ?t? consacr?e. Par cons?quent, le requ?rant n’a eu la ? s?curit? juridique ? concernant la privation du terrain que le 24 juin 2004, date ? laquelle le jugement du tribunal de B?n?vent a acquis force de chose jug?e.
37. La Cour observe ensuite que la situation en cause a permis ? l’administration de tirer parti d’une occupation de terrain ill?gale. En d’autres termes, l’administration a pu s’approprier d’un terrain au m?pris des r?gles r?gissant l’expropriation en bonne et due forme, et, entre autres, sans qu’une indemnit? soit mise en parall?le ? la disposition de l’int?ress?.
38. A la lumi?re de ces consid?rations, la Cour estime que l’ing?rence litigieuse n’est pas compatible avec le principe de l?galit? et qu’elle a donc enfreint le droit au respect des biens du requ?rant.
39. D?s lors, les exceptions tir?es de l’absence de qualit? de victime et du non-?puisement des voies de recours internes ne sauraient ?tre retenues et il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1.
II. SUR L’APPLICATION DE L’ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
40. Aux termes de l’article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu’il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d’effacer qu’imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s’il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
41. A titre de pr?judice mat?riel, le requ?rant sollicite le versement de la somme de 25 000 EUR.
42. S’agissant du pr?judice moral, le requ?rant demande 5 000 EUR.
43. Enfin, le requ?rant demande 8 432,53 EUR pour frais de proc?dure devant la Cour.
44. Quant au pr?judice mat?riel, le Gouvernement fait d’abord valoir que le requ?rant a ?t? int?gralement d?dommag? et par cons?quent ne peux plus r?clamer de sommes suppl?mentaires.
45. En tout ?tat de cause, le Gouvernement soutient que le requ?rant n’a pas ?tay? sa demande et que la somme r?clam?e est excessive.
46. S’agissant du pr?judice moral, le Gouvernement estime que dans l’hypoth?se d’un constat de violation ce dernier constituerait en soi une r?paration ad?quate.
47. Enfin, le Gouvernement fait valoir que les frais concernant la proc?dure devant ? la Cour sont excessifs et s’en remet ? la sagesse de la Cour.
48. La Cour estime que la question de l’application de l’article 41 ne se trouve pas en ?tat. En cons?quence, elle la r?serve et fixera la proc?dure ult?rieure, compte tenu de la possibilit? que le Gouvernement et le requ?rant parviennent ? un accord.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L’UNANIMIT?,
1. Rejette l’exception du Gouvernement tir?e du d?passement du d?lai de six mois;
2. Joint au fond les exceptions du Gouvernement tir?es de l’absence de qualit? de victime et du non-?puisement des voies de recours internes et les rejette ;
3. D?clare la requ?te recevable ;
4. Dit qu’il y a eu violation de l’article 1 du Protocole no 1 ;
5. Dit que la question de l’application de l’article 41 de la Convention ne se trouve pas en ?tat ;
en cons?quence,
a) la r?serve en entier ;
b) invite le Gouvernement et le requ?rant ? lui adresser par ?crit, dans les trois mois ? compter du jour o? l’arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l’article 44 ? 2 de la Convention, leurs observations sur cette question et notamment ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient aboutir ;
c) r?serve la proc?dure ult?rieure et d?l?gue le pr?sident de la chambre le soin de la fixer au besoin.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 19 octobre 2006 en application de l’article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.
S?ren Nielsen Christos Rozakis
Greffier Pr?sident

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