AFFAIRE CAFAGNA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE CAFAGNA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 06
Numero: 26073/13/2017
Stato: Italia
Data: 2017-10-12 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

Conclusioni
Violazione dell’articolo 6+6-1 – Diritto ad un processo equo, Articolo 6 – Procedimento penale
Articolo 6-3-d – Interrogazione dei testimoni
Ottenere la convocazione di testimoni, (Articolo 6 – Procedimento penale
Diritto ad un processo equo
Articolo 6-1 – Processo equo,

PRIMA SEZIONE

CAUSA CAFAGNA C. ITALIA

( Richiesta no 26073/13)

SENTENZA

STRASBURGO

12 ottobre 2017

DEFINITIVO

12/01/2018

Questa sentenza ? diventata definitiva in virt? dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nel causa Cafagna c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, prima sezione, riunendosi in una Camera composta di:
Kristina Pardalos, presidentessa,
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Tim Eicke, giudici,
e di Abele Campos, cancelliere di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 12 settembre 2017,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 26073/13) diretta contro la Repubblica italiana e di cui un cittadino di questo Stato, OMISSIS (“il ricorrente”), ha investito la Corte il 27 marzo 2013 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il ricorrente ? stato rappresentato da OMISSIS, avvocato a Barletta. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora, e col suo coagente, la Sig.ra Sig. Aversano.
3. Il 16 marzo 2016, la richiesta ? stata comunicata al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DELLO SPECIFICO
4. Il ricorrente ? nato nel 1970 e ha risieduto a Barletta.
5. Il 3 giugno 1996, C.C, un cittadino italiano, sporse querela contro il ricorrente. Afferm? che, nella via, questo ultimo si era avvicinato a lui con un complice per chiedere egli del denaro. Precis? che conosceva il complice. Dichiar? che aveva accettato, che aveva estratto il suo portafoglio ma che il complice glielo aveva strappato delle mani prima di fuggire col ricorrente. Aggiunse che li aveva perseguiti e che il ricorrente gli aveva dato un pugno al viso.
6. Lo stesso giorno, all’epoca del deposito del suo lamento che fu raccolto dal carabiniere L.R, C.C. segnala che uno dei due aggressori si chiamava L.D. ed egli lo riconobbe a partire da una foto. In quanto al ricorrente, spieg? ai carabinieri che lo conosceva di vista. In seguito, il carabiniere L.R present? a C.C. parecchie foto alle fini di identificazione e questo ultimo identificarono formalmente il ricorrente come essendo il suo secondo aggressore.
7. Il 13 settembre 1996, la procura chiese che fosse proceduto ad un ascolto di C.C. ed ad una parata di identificazione, ricognizione personale, nella cornice di un’udienza ad hoc, proposizione incidentale probatorio, dinnanzi al giudice delle investigazioni preliminari di Trani (“il GIP”) al motivo che, in ragione del passaggio del tempo, la testimonianza del querelante rischiava di non pi? essere affidabile all’epoca dei dibattimenti.
8. Una prima citazione a comparire non pot? essere notificata a C.C. al motivo che non si trovava pi? al domicilio dei suoi genitori.
9. Una seconda citazione a comparire del 18 dicembre 1996 ed un terzo del 3 gennaio 1997 fu rilasciata alla madre di C.C. Tuttavia, questo ultimo non si present? all’udienza ad hoc del 15 gennaio 1997. Il giudice ordin? allora la sua comparizione forzata in vista di un’udienza fissata al 27 gennaio 1997. Per?, n? C.C. n? il ricorrente non comparvero. Una nuova udienza si tenne il 28 gennaio 1997 all’epoca della quale C.C. ed il ricorrente erano presente ma non il sostituto del procuratore che partecipava ai dibattimenti nella cornice di un altro procedimento penale.
10. Il 22 settembre 1997 ebbe luogo un’altra udienza ad hoc durante la quale il giudice rilev? che C.C, non vivendo pi? al domicilio dei suoi genitori da due mesi, non aveva ricevuto notificazione della citazione a comparire.
11. Ad un’udienza preliminare del 16 giugno 1998, il ricorrente fu rinviato in giudizio dinnanzi al tribunale di Trani (“il tribunale”) per avere rubato il portafoglio di C.C. e per avere colpito questo al viso col concorso di L.D.
12. All’udienza del 27 maggio 2003, C.C. non si present?. Fu menzionato all’epoca di questa udienza che C.C. non aveva ricevuto notificazione della citazione a comparire al domicilio che aveva indicato alle autorit?, a sapere a casa i suoi genitori.
13. Il 3 giugno 2003, la polizia redasse un verbale di ricerche infruttuose al motivo che C.C. non era stato trovato al domicilio che aveva indicato alle autorit?. Secondo questo verbale, i genitori di C.C. avevano dichiarato che questo ultimo non viveva pi? con essi da tre anni e che non sapevano dove si trovava.
14. All’udienza del 6 dicembre 2004, il carabiniere L.R. ? sentito. Rifer? al tribunale lo svolgimento della riconoscenza fotografica. L.D. ? anche sentito. Dichiar? che non conosceva la persona l’avendo accusato. L’udienza doveva essere consacrata, entra altri, all’ascolto di C.C. Il procuratore inform? il tribunale che questo aveva lasciato il domicilio familiare dall’anno 2000 e che era da allora introvabile. Indic? anche che un mandato di arresto era stato conferito contro C.C. in seguito alla sua condanna nella cornice di un altro procedimento penale.
15. Appellandosi sull’articolo 512 del codice di procedimento penale (CPP), il tribunale ordin? che la deposizione fatta da C.C. ai carabinieri il 3 giugno 1996, paragrafo 5 sopra, fosse versata alla pratica del giudice ed ammessa a titolo di prova, fascicolo per egli dibattimento, e questo in dispetto della domanda della difesa di realizzare delle ricerche supplementari.
16. Con un giudizio del 11 aprile 2005, il tribunale condann? il ricorrente e L.D. ad un anno e quattro mesi di detenzione. Consider? che la deposizione precisa e circostanziata fatta da C.C. presso dei carabinieri era sufficiente per la determinazione della colpevolezza del ricorrente e di L.D.
17. Precis? che la circostanza che un testimone era diventato introvabile si analizzava in una “impossibilit? obiettiva” di interrogarlo all’epoca dei dibattimenti, questo che, secondo l’articolo 512 del CPP, letto alla luce dell’articolo 111 della Costituzione permetteva secondo il tribunale di utilizzare ogni deposizione fatta prima del processo per deliberare sulla fondatezza delle accuse. Stim? che, in mancanza di elemento che permette di pensare che C.C. si era sottrarsi volontariamente al processo, la mancanza di questo non aveva nessuno carattere prevedibile.
18. Il tribunale consider? infine che la condanna del ricorrente, sebbene fondata principalmente sulle dichiarazioni di C.C, che stimava credibile e concordanti, si appellava anche su di altri elementi che provengono dalla testimonianza del carabiniere L.R che aveva riferito lo svolgimento della riconoscenza fotografica.
19. Il ricorrente interpose appello di questo giudizio. Contest? la valutazione delle prove a carico e l’utilizzazione della deposizione di C.C che era secondo lui la sola prova utilizzata dal tribunale. Inoltre, rimprover? al tribunale di non avere valutato attentamente le dichiarazioni fatte da C.C. al momento del deposito del lamento.
20. Con una sentenza del 25 maggio 2011, la corte di appello di Bari (“la corte di appello”) conferm? il giudizio del tribunale. In particolare, osserv? che la mancanza di C.C. all’epoca dei dibattimenti non era n? prevedibile n? probabile. Inoltre, consider? che aveva non ci, tra il ricorrente e C.C, nessuna animosit? che permette di dubitare dell’affidabilit? della dichiarazione di questo ultimo. Peraltro, stim? che le dichiarazioni di C.C, in particolare queste relative alla riconoscenza del ricorrente, erano precise e corroborate dalle dichiarazioni del testimone L.R. avendo raccolto il lamento di C.C.
21. Il ricorrente si ricorse in cassazione. Appellandosi sulla giurisprudenza della Corte, si lamentava, in particolare, di una violazione dell’articolo 6 della Convenzione.
22. Con una sentenza del 17 ottobre 2012, la Corte di cassazione respinse il ricorrente del suo ricorso. Senza fare riferimento all’articolo 6 della Convenzione, l’alta giurisdizione espose che C.C, condannato in contumacia nella cornice di un altro procedimento penale, era introvabile che ci? non era prevedibile all’epoca delle sue dichiarazioni ai carabinieri e che, il tribunale aveva ammesso di conseguenza, legittimamente a titolo di prova le dichiarazioni di C.C. Aggiunse che il ricorrente aveva preso atto di questa ammissione senza si opporre.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
23. Il diritto interno pertinente si trova descrive Ebbene nella sentenza Moumen c. Italia, (no 3977/13, ??28-30, 23 giugno 2016.
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 6 ?? 1 E 3 D, DELLA CONVENZIONE,
24. Il ricorrente considera che il procedimento penale condotto al suo carico non ? stato equo. Invoca l’articolo 6 ?? 1 e 3 d, della Convenzione che ? formulata cos? nelle sue parti pertinenti nello specifico,:
“1. Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia equamente sentita con un tribunale chi decider? della fondatezza di ogni accusa in materia penale diretta contro lei. (…)
3. Tutto imputato ha in particolare diritto a:
(…)
d, interrogare o fare interrogare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l’interrogazione dei testimoni a scarica nelle stesse condizioni che i testimoni a carico;
(…) “
A. Sull’ammissibilit?
25. Il Governo sostiene che il ricorrente, avendo omesso di opporre durante i dibattimenti alla lettura delle dichiarazioni controverse, non si ? avvalso di un rimedio accessibile, adeguato ed efficace offerto in dritto interno per escludere questo materiale probatorio della pratica del giudice.
26. Il ricorrente contesta questo argomento e sostiene che, anche se aveva opposto alla lettura delle dichiarazioni di C.C, queste sarebbero state versate comunque alla pratica del giudice.
27. Trattandosi della possibilit? per il ricorrente di opporre alla lettura delle dichiarazioni controverse, la Corte ricorda che, ai termini della sua giurisprudenza, n? la lettera n? lo spirito dell’articolo 6 ?? 1 e 3 d, della Convenzione non impediscono una persona di rinunciare del suo pieno gradimento alle garanzie di un processo equo in modo espresso o tacito, ma che uguale rinuncia deve essere non equivoco e non cozzare contro nessuno interesse pubblico importante, H?kansson e Sturesson c. Svezia, 21 febbraio 1990, ? 66, serie Ha no 171-ha, e Kwiatkowska c. Italia, d?c.), no 52868/99, 30 novembre 2000.
28. Nello specifico, la Corte nota che le dichiarazioni controverse sono state utilizzate conformemente alla legge interna, a sapere l’articolo 512 del CPP che impone al giudice di ordinare la lettura ed il versamento alla pratica delle dichiarazioni che non possono essere reiterate in ragione di un’impossibilit? obiettiva debitamente provata. Stima dunque che un’eventuale opposizione del ricorrente al versamento alla pratica dei verbali in questione avrebbe avuto poche probabilit? di successo. Ad ogni modo, il fatto di non avere sollevato di eccezione formale all’epoca dei dibattimenti non saprebbe essere interpretato come una rinuncia tacita al diritto di interrogare o di fare interrogare i testimoni a carico, Craxi c. Italia, no 34896/97, 5 dicembre 2002, Bracci c. Italia, d?c.), no 36822/02, 2 dicembre 2004, e Majadallah c. Italia, d?c.), no 62094/00, 19 maggio 2005.
29. Segue che l’eccezione preliminare derivata della no-esaurimento delle vie di ricorso interni o di una rinuncia tacita al diritto invocato dinnanzi alla Corte non pu? essere accolta favorevolmente.
30. Constatando che questa richiesta non ? manifestamente male fondata al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione e che non cozza peraltro contro nessuno altro motivo di inammissibilit?, la Corte la dichiara ammissibile.
B. Sul fondo
1. Tesi delle parti
31. Il ricorrente adduce essere stato condannato sulla base della deposizione fatta ai carabinieri con C.C, il querelante, nella mancanza di ascolto di questo ultimo all’epoca dei dibattimenti. Sostiene che nessuna ricerca ? stata fatta dalle autorit? per ritrovare C.C. altrove che all’indirizzo del domicilio dei suoi genitori. Secondo il ricorrente, avuto riguardo alla mancanza di questo ultimo alla maggior parte delle date fissate per la tenuta di un’udienza ad hoc, era prevedibile fin da 1997 che rischiava di sottrarsisi ai dibattimenti.
32. Il ricorrente sostiene sebbene, contrariamente agli argomenti avanzati dal Governo in quanto alla mancanza di carattere determinante delle dichiarazioni di C.C, la sua condanna era bella e buoni fondata esclusivamente su suddette affermazioni. Aggiunge essere prevalso si, durante i dibattimenti, della facolt? di tenere il silenzio.
33. Il Governo considera che l’ammissione come prova delle dichiarazioni fatte da C.C. ai carabinieri erano riconosciuti in dritto interno. Stima che le disposizioni in causa sono state interpretate dalle giurisdizioni interne in modo conformi alla Convenzione. Cita in particolare una sentenza no 27918 reso il 14 luglio 2011 dalle sezioni riunite della Corte di cassazione secondo che le dichiarazioni di un testimone assente devono essere valutate con la prudenza necessaria, col verso non solo di un esame della credibilit? soggettiva ed obiettiva di questo, ma anche con quello del confronto della sua deposizione con gli altri elementi presentati ai dibattimenti.
34. Del parere del Governo, la presente causa ? Ebbene simile alla causa Moumen c. Italia (no 3977/13, 23 giugno 2016 nella quale la Corte ha concluso alla no-violazione dell’articolo 6 della Convenzione,).
35. Il Governo spiega che, per convalidare la prova principale a carico-a sapere la testimonianza di C.C. -, il tribunale ha preso in considerazione di altre prove, come le dichiarazioni del carabiniere L.R. avendo registrato il lamento di C.C. ed avendo effettuato il procedimento di riconoscenza fotografica del ricorrente e del suo coimputato.
36. Arguisce che, nelle circostanze della causa, si pu? stimare solamente la deposizione di C.C. ha costituito il fondamento unico o determinante della condanna del ricorrente. Precisa che questo ultimo ha avuto peraltro la possibilit? di interrogare il suo coimputato, che non l’ha fatto e che non ha prodotto neanche di elemento utile alla sua difesa. Aggiunge che le giurisdizioni interne hanno valutato attentamente l’esistenza delle eventuali relazioni tra C.C. ed il ricorrente. Considera dunque che l’ammissione della deposizione di C.C. ? stata controbilanciata dalle garanzie procedurali sufficienti.
2. Valutazione della Corte
ha, Principi generali
37. La Corte ricorda che le esigenze del paragrafo 3 dell’articolo 6 della Convenzione rappresentano degli aspetti particolari del diritto ad un processo equo garantito col paragrafo 1 di questa disposizione. Quando esamina un motivo di appello derivato dell’articolo 6, deve determinare essenzialmente se il procedimento penale ha rivestito un carattere equo (vedere, tra molto altri, Taxquet c. Belgio [GC], no 926/05, ? 84, CEDH 2010. Per questo fare, prevede il procedimento nel suo insieme e verifichi non solo il rispetto dei diritti della difesa ma anche dell’interesse del pubblico e delle vittime a ci? che gli autori del reato siano perseguiti debitamente, G?fgen c. Germania [GC], no 22978/05, ? 175, CEDH 2010, e, cos? necessario, dei diritti dei testimoni (vedere, tra molto altri, Doorson c. Paesi Bassi, 26 marzo 1996, ? 70, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-II, ed Al-Khawaja e Tahery c. Regno Unito [GC], i nostri 26766/05 e 22228/06, ? 118, CEDH 2011. Ricorda anche che, in questo contesto, l’ammissibilit? del prove cambio delle regole del diritto interno e delle giurisdizioni nazionali e che il suo solo compito consiste in determinare se il procedimento ? stato equo (G?fgen, precitato, ? 162, e le sentenze che sono citati.
38. L’articolo 6 ? 3 d, consacra il principio secondo che, prima che un imputato possa essere dichiarato colpevole, tutti gli elementi a carico devono in principio essere prodotti dinnanzi a lui in udienza pubblica, in vista di un dibattito contraddittorio. Questo principio non va senza eccezioni, ma non si pu? accettarli che sotto riserva dei diritti della difesa; in linea di massima, questi comandano di dare all’imputato una possibilit? adeguata e sufficiente di contestare le testimonianze a carico e di interrogare ne gli autori, o al momento della loro deposizione, o ad un stadio ulteriore, Luc? c. Italia, no 33354/96, ? 39, CEDH 2001-II, e Solakov c. l’ex-repubblica iugoslava del Macedonia, no 47023/99, ? 57, CEDH 2001 X.
39. Avuto riguardo ai principi stabiliti nella sentenza di Grande Camera Al Khawaja e Tahery, precitato, la Corte deve esaminare successivamente se l’impossibilit? per la difesa di interrogare o di fare interrogare un testimone a carico era giustificato da un motivo serio; se le deposizioni del testimone assente hanno costituito la prova unica o determinante della colpevolezza del ricorrente; e, infine, se esistessero degli elementi sufficientemente compensatori degli inconvenienti legati all’ammissione di una tale prova per permettere una valutazione corretta ed equo della sua affidabilit?, Vronchenko c. Estonia, no 59632/09, ? 57, 18 luglio 2013.
40. Questi principi sono stati chiariti nel sentenza Schatschaschwili c. Germania, no 9154/10, ?? 111-131, CEDH 2015 in che la Grande Camera ha confermato che la mancanza di motivo serio che giustifica il mancata comparizione di un testimone non poteva, in lei stessa, rendere un processo iniquo che, ci? che ?, la mancanza di motivo serio che giustifica la mancanza di un testimone a carico costituiva un elemento di peso che si tratta di valutare l’equit? globale di un processo, e che simile elemento era suscettibile di fare inclinare la bilancia in favore di una constatazione di violazione dell’articolo 6 ?? 1 e 3 d. Di pi?, la preoccupazione della Corte che ? di assicurarsi che il procedimento nel suo insieme ? stato equo, deve verificare se esistevano degli elementi compensatori sufficienti, non solo nelle cause dove le dichiarazioni di un testimone assente costituivano il fondamento unico o determinante della condanna dell’imputato, ma anche in queste dove giudica difficile di discernere se questi elementi costituivano la prova unica o determinante ma ? convinta tuttavia che rivestivano un peso certo e che la loro ammissione potuto causare delle difficolt? alla difesa. La portata dei fattori compensatori necessari affinch? il processo sia considerato come equo dipende dell’importanza che riveste le dichiarazioni del testimone assente. Pi? questa importanza ? grande, pi? gli elementi compensatori dovranno essere solidi affinch? il procedimento nel suo insieme sia considerato come equo.
b, Applicazione di questi principi nello specifico
i. Sul punto di sapere se la mancanza di C.C. al processo si giustificava con un motivo serio
41. La Corte osserva che, nello specifico, il mancata comparizione di C.C che ha portato il tribunale ad ammettere le sue dichiarazioni a titolo di prova, si spiegava con l’impossibilit? per le autorit? di entrare in contatto con lui. Queste avevano difatti, a pi? riprese ed in vano provato di notificargli la citazione a comparire al domicilio che aveva indicato (quello dei suoi genitori) ed egli non si era presentato n? alle udienze ad hoc, eccezione fatta per l’udienza del 28 gennaio 1997 che non ebbe luogo in ragione della mancanza del procuratore (vedere sopra paragrafo 9), n? all’udienza del 27 maggio 2003 che doveva essere consacrata al suo ascolto, paragrafo 12 sopra.
42. La Corte ricorda che, quando la mancanza del testimone si spiega con la ragione menzionata nello specifico, esige del tribunale del fondo che abbia fatto tutto ci? che si poteva aspettare ragionevolmente di lui per garantire la comparizione dell’interessato, Gabrielyan c. Armenia, no 8088/05, ? 78, 10 aprile 2012, Tseber c,. Repubblica ceca, no 46203/08, ? 48, 22 novembre 2012, e Kostecki c. Polonia, no 14932/09, ?? 65-66, 4 giugno 2013. L’impossibilit? per le giurisdizioni interne di entrare in contatto col testimone riguardato o il fatto che questo ha lasciato il territorio del paese in che l’istanza ? condotta ? stato giudicato insufficiente in si per soddisfare all’articolo 6 ? 3 d che esigono degli Stati contraenti che prendono delle misure positive per permettere all’imputato di interrogare o di fare interrogare i testimoni a carico (Gabrielyan, precitato, ? 81, Tseber, precitato, ? 48, ed Egli ?c. Croazia, no 5699/11, ? 79, 27 febbraio 2014.
43. Simili misure rilevano dello zelo che gli Stati contraenti devono esporre per garantire il godimento effettivo dei diritti garantiti dall’articolo 6 della Convenzione (Gabrielyan, precitato, ? 81, mancanza di cui la mancanza del testimone ? imputabile alle autorit? interne (Tseber, precitato, ? 48, Egli, ?precitato, ? 79, e Schatschaschwili, precitato, ? 120.
44. Affinch? le autorit? siano considerate come avendo esposto tutti gli sforzi ragionevoli per garantire la comparizione di un testimone, occorre anche che i tribunali interni abbiano proceduto ad un controllo scrupoloso delle ragioni date per giustificare l’incapacit? del testimone ad assistere al processo, tenendo conto della situazione particolare dell’interessato, Nechto c. Russia, no 24893/05, ? 127, 24 gennaio 2012, Damir Sibgatullin c,. Russia, no 1413/05, ? 56, 24 aprile 2012, Yevgeniy Ivanov c,. Russia, no 27100/03, ? 47, 25 aprile 2013, e Schatschaschwili, precitato, ? 122.
45. Forza ? di constatare che, nello specifico, i tribunali interni si sono limitati ad indicare che la mancanza di C.C. non era prevedibile e che le ricerche condotte per ritrovare l’erano stato vane (paragrafi 10) 12 e 17 sopra. Il tribunale ha escluso la possibilit? di effettuare delle ricerche supplementari. Nel 1997 e nel 1998, C.C. ? stato citato a comparire in vista della tenuta di un’udienza ad hoc destinata a raccogliere la sua testimonianza ed ad effettuare una riconoscenza del ricorrente. Si ? presentato solamente ad una sola udienza ad hoc che ? stata rinviata in ragione della mancanza del sostituto del procuratore. Poi, all’udienza del 22 settembre 1997, il giudice ha indicato che C.C, non vivendo pi? al domicilio dei suoi genitori, non aveva ricevuto notificazione della citazione a comparire. Al finale, all’epoca del processo nel 2003, o pi? di sei anni dopo i fatti, le uniche ricerche effettuate dalla polizia erano state queste fatte al domicilio dei genitori di C.C.
46. In queste circostanze, e conta anche tenuto del lungo lasso di tempo smerciato entro i fatti ed il processo, la Corte stima che il Governo non ha dimostrato che le giurisdizioni italiane hanno esposto tutti gli sforzi che si poteva aspettare ragionevolmente di esse per garantire la comparizione di C.C. (vedere sopra 9 e 41 paragrafi) (vedere, mutatis mutandis, Rudnichenko, precitato, ?? 105-109, dove la Corte ha concluso che la restrizione portata al diritto del ricorrente di fare interrogare un testimone assente non si fondava su nessuno motivo, valido o no, dopo avere osservato in particolare che nessuna misura era stata presa per fare in modo che il testimone controverso potesse comparire ed essere interrogato.
47. Per?, come osservato pi? alto, paragrafo 40 sopra, anche se costituisce un elemento di peso per valutare l’equit? globale del processo, la mancanza di motivo serio che giustifica il mancata comparizione di C.C. non ? in si costitutiva di una violazione dell’articolo 6 della Convenzione. La Corte esaminer? dunque se la deposizione di C.C. costituiva il fondamento unico o determinante della condanna del ricorrente e se esistessero degli elementi compensatori sufficienti per controbilanciare le difficolt? che l’impossibilit? di contro-interrogare questo testimone ha causato alla difesa.
ii. L’importanza della deposizione di C.C. per la condanna del ricorrente
48. La Corte constata che i giudici nazionali hanno fondato esclusivamente la condanna del ricorrente o del meno in una misura determinante sulle dichiarazioni fatte da C.C. all’epoca del deposito del suo lamento nel 1996.
49. Se ? vero, siccome lo riconosce il Governo, che il tribunale ha preso in considerazione le dichiarazioni del carabiniere L.R. avendo registrato il lamento di C.C. ed avendo effettuato il procedimento di riconoscenza fotografica del ricorrente e del suo coimputato per convalidare la prova principale, la Corte nota tuttavia che nessuno confronto diretto ha potuto avere luogo tra il ricorrente ed i suoi accusatori, n? durante il processo n? allo stadio dell’inchiesta preliminare. In particolare, durante questa, C.C. non si ? presentato all’udienza ad hoc che si ? tenuta dinnanzi al GIP in presenza degli avvocati della difesa. La Corte riafferma che il carattere unico della prova pesa pesante nella bilancia e che chiama degli elementi sufficientemente compensatori delle difficolt? che la sua ammissione fa subire alla difesa, Al-Khawaja e Tahery, precitato, ? 161.
iii. Le garanzie procedurali per controbilanciare le difficolt? causate alla difesa
50. La Corte ricorda di nuovo che, in ogni causa dove il problema dell’equit? del procedimento si porsi in rapporto con la deposizione di un testimone assente, si tratta di sapere se esistono degli elementi sufficientemente compensatori degli inconvenienti che la sua ammissione fa subire alla difesa, in particolare delle garanzie procedurali solide che permettono una valutazione corretta ed equo dell’affidabilit? di una tale prova. L’esame di questa questione permette di verificare se la deposizione del testimone assente ? sufficientemente affidabile, tenuto conto della sua importanza nella causa, affinch? una condanna possa essere pronunciata, Al-Khawaja e Tahery, precitato, ? 147.
51. La Corte ricorda anche che, in questo contesto, il diritto di interrogare o di fare interrogare i testimoni a carico costituisci una garanzia del diritto all’equit? del procedimento, in questo che non solo prevede l’uguaglianza delle armi tra l’accusa e le difese, ma ancora fornisce alla difesa ed al sistema giudiziale un strumento essenziale di controllo della credibilit? e dell’affidabilit? delle deposizioni incriminate e, con l?, della fondatezza dei capi di accusa (Tseber, precitato, ? 59, e Sic ?c. Romania, no 12036/05, ? 69, 9 luglio 2013.
52. Nella presente causa, la Corte osserva che C.C, compiangendo ed unico testimone, ? stato sentito coi carabinieri, ma che non ? comparso mai dinnanzi alle giurisdizioni del fondo. N? i giudici del fondo n? il ricorrente o il suo rappresentante non hanno potuto osservarlo durante il suo ascolto per valutare la sua credibilit? e l’affidabilit? della sua deposizione dunque (Tseber, precitato, ? 60, Sic?, precitato, ? 70, Vronchenko c. Estonia, no 59632/09, ? 65, 18 luglio 2013, e Rosin c. Estonia, no 26540/08, ? 62, 19 dicembre 2013.
53. La Corte rileva poi che le giurisdizioni interne si sono appellate, in aggiunta alle dichiarazioni controverse, sulla testimonianza del carabiniere L.R. chi aveva riferito al tribunale, all’epoca dell’udienza del 6 dicembre 2004, le modalit? dello svolgimento della riconoscenza fotografica dell’interessato e del suo coimputato.
54. La Corte rileva inoltre che la corte di appello ha valutato con cura la credibilit? di C.C, osservando che non aveva nessuna ragione di accusare il ricorrente e che, prima dei fatti delittuosi, non lo conosceva. Questi elementi hanno portato la corte di appello a considerare che C.C. non aveva interesse a depositare cos? e che le sue dichiarazioni erano sufficientemente affidabili dunque.
55. Ci? che ?, la Corte ha il dovere di ricordare che un tale esame non saprebbe a lui solo compensare la mancanza di interrogazione del testimone con la difesa, Damir Sibgatullin c. Russia, no 1413/05, ? 57, 24 aprile 2012. Difatti, anche rigorosi o egli, l’esame fa dal giudice del fondo costituisco un strumento di controllo imperfetto nella misura in cui non permette di disporre degli elementi potendo risultare di un confronto in udienza pubblica tra l’imputato ed i suoi accusatori (Tseber, precitato, ? 65, e Riahi c. Belgio, no 65400/10, ? 41, 14 giugno 2016.
56. Tenuto conto di ci? che precede, la Corte stima che il carattere determinante delle deposizioni di C.C, nella mancanza di confronto col ricorrente in udienza pubblica, porta la conclusione che le giurisdizioni interne, anche rigorosi che sia stato il loro esame, non hanno potuto valutare correttamente ed equamente l’affidabilit? di questa prova.
57. Di conseguenza, considerando l’equit? del procedimento nel suo insieme, la Corte giudica che i diritti della difesa del ricorrente hanno subito cos? una limitazione incompatibile con le esigenze di un processo equo. Pertanto, c’? stata violazione dell’articolo 6 ?? 1 e 3 d, della Convenzione.
II. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
58. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente permette di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Danno
59. Il ricorrente richiede a titolo di danno patrimoniali 200 euros (EUR) con mese di detenzione, o un totale di 3 200 EUR per il periodo di un anno e quattro mesi che ? passata in prigione. Inoltre, chiede 100 000 EUR per danno giuridico.
60. Il Governo ? di parere che le domande del ricorrente sono esorbitanti e totalmente prive di fondamento.
61. La Corte non vede di legame di causalit? tra le violazioni constatata ed il danno patrimoniale addotto e respingi questa domanda. In compenso, stima che il ricorrente ha subito un danno giuridico certo al quale la constatazione di violazione che figura nella presente sentenza, paragrafo 57 sopra, non basta ad ovviare. La Corte ricorda che, quando conclude che la condanna di un ricorrente ? stata pronunciata malgrado l’esistenza di un attentato alle esigenze di equit? del procedimento, un nuovo processo o una riapertura del procedimento, alla domanda dell’interessato, rappresenta in principio un mezzo adeguato di risanare la violazione constatata (vedere, mutatis mutandis, Somogyi c. Italia, no 67972/01, ? 86, CEDH 2004 IV, Krasniki c. Repubblica ceca, no 51277/99, ? 93, 28 febbraio 2006, e Tseber, precitato, ? 75. Avuto riguardo alle circostanze della causa e deliberando in equit? siccome lo vuole l’articolo 41 della Convenzione, decide tuttavia di concedere all’interessato l’intimo di 3 000 EUR.
B. Oneri e spese
62. Giustificativi all’appoggio, il ricorrente chiede anche 10 080 EUR in rimborso degli oneri e spese impegnate dinnanzi alle giurisdizioni interne, e 4 920 EUR in rimborso di quegli impegnato dinnanzi alla Corte.
63. Il Governo contesta queste domande, arguendo che la prova dell’impegno reale degli oneri e spese richieste sono stati non riportata non.
64. Secondo la giurisprudenza della Corte, un ricorrente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano stabilisco la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevoli del loro tasso. Nello specifico, tenuto conto dei documenti di cui dispone e della sua giurisprudenza, la Corte stima ragionevole l’intimo di 10 000 EUR ogni onere confuso e l’accordo al ricorrente.
C. Interessi moratori
65. La Corte giudica appropriata di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti di percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE,
1. Dichiara, all’unanimit?, la richiesta ammissibile,;

2. Stabilisce, con sei voci contro una, che c’? stata violazione dell’articolo 6 ?? 1 e 3 d, della Convenzione,;

3. Stabilisce, con sei voci contro una,
a, che lo stato convenuto deve versare al ricorrente, nei tre mesi a contare del giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, il seguente somme:
i. 3 000 EUR, tremila euros, pi? ogni importo che pu? essere dovuto a titolo di imposta, per danno giuridico,
ii. 10 000 EUR, diecimila euros, pi? ogni importo che pu? essere dovuto dal ricorrente a titolo di imposta, per oneri e spese,;
b che a contare della scadenza di suddetto termine e fino al versamento, questi importi saranno ad aumentare di un interesse semplice ad un tasso uguale a quello della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea applicabile durante questo periodo, aumentato di tre punti di percentuale,;

4. Respinge, all’unanimit?, la domanda di soddisfazione equa per il surplus.
Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 12 ottobre 2017, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’ordinamento della Corte.
Abele Campos Kristina Pardalos
Cancelliere Presidentessa
Alla presente sentenza si trova unito, conformemente agli articoli 45 ? 2 della Convenzione e 74 ? 2 dell’ordinamento, l’esposizione dell’opinione si separata dal giudice Wojtyczek.
K.P.
A.C.

OPINIONE DISSIDENTE DEL GIUDICE WOJTYCZEK
1. Non sono convinto dalla posizione della maggioranza nella presente causa.
2. Il ricorrente fu rinviato in giudizio dinnanzi al tribunale di Trani il 16 giugno 1998. Secondo il Governo, il suo processo cominci? il 27 maggio 2001 con la tenuta della prima udienza. Noto passando che la maggioranza, stabilendo i fatti, omette completamente gli sviluppi che hanno avuto luogo tra i 16 giugni 1998 e 27 maggio 2003, data della prima udienza menzionata nelle parte “circostanze dello specifico” della sentenza.
Comunque sia, si pu? constatare, nella presente causa, un ritardo a giudicare il ricorrente, ci? che sembra in contraddizione col diritto ad un processo in un termine ragionevole. Tuttavia, il ricorrente non ha presentato di motivi di appello relativi alla durata del procedimento. La Corte non era competente per esaminare la questione della durata del procedimento dunque e, a buon diritto, ha deciso di non esaminare questa questione.
3. Il ricorrente si lamenta della mancanza di equit? del procedimento condotto contro lui perch? la testimone chiave della causa non ? stata sentita durante i dibattimenti. La maggioranza constata, a buon diritto che “C.C, compiangendo ed unico testimone, ? stato sentito coi carabinieri, ma che non ? comparso mai dinnanzi alle giurisdizioni del fondo” (paragrafo 52) grasso aggiunto.
La mancanza addotta di equit? del processo a causa della mancanza di ascolto del testimone dinnanzi al giudice di fondo deve essere valutata innanzitutto alla luce dei ?v?nements che hanno avuto luogo dopo il suo principio. Ora, nella motivazione della sentenza, la maggioranza si dedica al paragrafo 45 sulla fase di istruzione che ? durata fino al 16 giugno 1998. Il giudice delle investigazioni preliminari non ? il giudice di fondo. La motivazione della sentenza non spiega perch? gli stadi anteriori al processo sarebbero pertinenti per valutare il motivo di appello del ricorrente mentre il paragrafo 52 mette l’accento sulla comparizione del testimone dinnanzi al giudice di fondo. Forse la motivazione si basi lei implicitamente sull’idea che l’ascolto del testimone prima del processo dinnanzi ad un giudice, in presenza dell’imputato, avrebbe ovviato al problema della mancanza di ascolto del testimone durante il processo dinnanzi al giudice di fondo. Se ? il caso, questa considerazione sarebbe dovuta essere spiegata nel contesto di un’analisi dettagliata del procedimento penale italiano ed in particolare di un’analisi della logica e della concatenazione dei suoi differenti stadi.
4. All’udienza del 6 dicembre 2004, il procuratore inform? il tribunale che il testimone C.C. aveva lasciato il domicilio familiare dall’anno 2000 e che era da allora introvabile. Indic? anche che un mandato di arresto era stato conferito contro C.C. in seguito alla sua condanna in contumacia nella cornice di un altro procedimento penale. Queste affermazioni non sono state contestate dal ricorrente. Non ? esatto di dire dunque che “[a]u finale, all’epoca del processo nel 2003, o pi? di sei anni dopo i fatti, le uniche ricerche effettuate dalla polizia erano state queste fatte al domicilio dei genitori di C.C. “, paragrafo 45 in fini.
Cos?, durante parecchi anni, le autorit? italiane hanno tentato senza successo di localizzare e di arrestare C.C. per incarcerarlo in seguito ad una condanna penale in un’altra causa, ? difficile rimproverare loro di non avere potuto garantire la sua comparizione come testimone. ? difficile aspettare ragionevolmente ancora pi? di zelo da parte della giurisdizione dinnanzi alla quale la persona ricercata deve testimoniare.
Nella presente causa, c’era un ostacolo obiettivo all’ascolto del testimone. Il giudice aveva l’obbligo di deliberare sul fondamento delle prove disponibili, ed in particolare della testimonianza di C.C, raccolto prima del processo, valutato alla luce del principio della libera valutazione delle prove. Le giurisdizioni italiane dei differenti livelli hanno esaminato accuratamente questa questione. Non vedo di ragione sufficiente di togliermi dei loro conclusioni.
5. Al paragrafo 50, la Corte “ricorda di nuovo che, in ogni causa dove il problema dell’equit? del procedimento si porsi in rapporto con la deposizione di un testimone assente, si tratta di sapere se esistono degli elementi sufficientemente compensatori degli inconvenienti che la sua ammissione fa subire alla difesa, in particolare delle garanzie procedurali solide che permettono una valutazione corretta ed equo dell’affidabilit? di una tale prova.”
Nello specifico il governo italiano, nelle sue osservazioni scritte, ha presentato un certo numero di elementi che, secondo lui, compensavano gli inconvenienti subiti dalla difesa. La Corte era tenuta di applicare il test enunciato al paragrafo 50, valutando se gli elementi misero in evidenza col Governo erano pertinenti e sufficienti. Ora la maggioranza ha deciso di non rispondere agli argomenti del Governo. Si limita ad affermare al paragrafo 55 che “anche rigorosi o egli, l’esame fa dal giudice del fondo costituisco un strumento di controllo imperfetto nella misura in cui non permette di disporre degli elementi potendo risultare di un confronto in udienza pubblica tra l’imputato ed i suoi accusatori.” Il test enunciato non ? stato applicato dalla Corte.
? evidente che non si pu? disporre di elementi nella mancanza di ascolto di un testimone in udienza pubblica potendo risultare di un confronto tra l’imputato ed i suoi accusatori. Tuttavia, secondo la metodologia annunciata al paragrafo 50, la questione a decidere era quella di sapere se esistevano degli elementi che avevano compensato sufficientemente gli inconvenienti che la sua ammissione aveva fatto subire alla difesa.
6. La presente causa permette di derivare un insegnamento pi? generale. L’equit? del processo penale non pu? rivalutarsi che nel contesto dell’insieme delle regole che regolano il procedimento penale, ed in particolare dei principi fondamentali che definiscono il modello di procedimento penale scelto. La maggioranza si riferisce ai principi stabiliti nel sentenza Al-Khawaja e Tahery c. Regno Unito ([GC], i nostri 26766/05 e 22228/06, CEDH 2011 al quale si trova unito l’esposizione dell’opinione concordante del giudice Bratza e dell’opinione parte concordante e partire ne dissidente dei giudici Saj? e Karaka.? Noto, a questo riguardo, che i principi concernente l’ascolto dei testimoni sono stati enunciati in questa causa nel contesto di un processo fondato sui principi del contraddittorii e del ruolo limitato del giudice. I principi del processo equo, elaborati per i tali procedimenti penali, sono difficilmente trasportabili ai procedimenti penali fondati sul ruolo attivo del giudice, coi forti elementi inquisitoires allo stadio del processo. A mio avviso, la questione dell’equit? del processo penale deve essere rivisitata dalla Corte alla luce dei principi fondamentali dei differenti procedimenti penali. Noto in questo contesto che il ruolo attivo del giudice ? in si un elemento che pu? compensare certe forme di disuguaglianza delle armi tra le parti, ci? che ? stato messo in evidenza a molto giusto titolo nella sentenza Regnare c. Repubblica ceca ([GC], no 35289/11, ? 152, 19 settembre 2017 al quale si trova unito l’opinione concordante del giudice Wojtyczek, l’opinione parte dissidente comune ai giudici Raimondi, Sicilianos, Spano, Ravarani e Pastor Vilanova, l’opinione parte dissidente comune ai giudici Lazarova Trajkovska e L?pez Guerra, l’opinione parte dissidente del giudice Serghides e l’opinione dissidente del giudice Saj?. Sebbene questa ultima sentenza riguarda il procedimento amministrativo contenzioso, le considerazioni esposte nella sua motivazione tengono la loro pertinenza per altri procedimenti.
Bisogna ricordare che l’uguaglianza delle armi ed il rispetto dei diritti delle parti non sia la finalit? estrema del diritto ma lo strumento servente, da una parte, la dignit? e l’autonomia individuale e, altro parte, la verit? e la giustizia sostanziale. La questione essenziale ? quella di sapere se le regole procedurali, previste come un sistema ed applicate nello specifico, permettono di arrivare, nel rispetto della dignit? dell’uomo, ad una decisione fondata sulla verit? e di evitare gli errori giudiziali.

Testo Tradotto

Conclusions
Violation de l’article 6+6-1 – Droit ? un proc?s ?quitable (Article 6 – Proc?dure p?nale
Article 6-3-d – Interrogation des t?moins
Obtenir la convocation de t?moins) (Article 6 – Proc?dure p?nale
Droit ? un proc?s ?quitable
Article 6-1 – Proc?s ?quitable)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE CAFAGNA c. ITALIE

(Requ?te no 26073/13)

ARR?T

STRASBOURG

12 octobre 2017

D?FINITIF

12/01/2018

Cet arr?t est devenu d?finitif en vertu de l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Cafagna c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une Chambre compos?e de :
Kristina Pardalos, pr?sidente,
Guido Raimondi,
Ale? Pejchal,
Krzysztof Wojtyczek,
Ksenija Turkovi?,
Pauliine Koskelo,
Tim Eicke, juges,
et de Abel Campos, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 12 septembre 2017,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 26073/13) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, OMISSIS (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 27 mars 2013 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant a ?t? repr?sent? par OMISSIS, avocat ? Barletta. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agente, Mme E. Spatafora, et par sa coagente, Mme M. Aversano.
3. Le 16 mars 2016, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
4. Le requ?rant est n? en 1970 et r?side ? Barletta.
5. Le 3 juin 1996, C.C., un ressortissant italien, porta plainte contre le requ?rant. Il affirma que, dans la rue, ce dernier s??tait approch? de lui avec un complice pour lui demander de l?argent. Il pr?cisa qu?il connaissait le complice. Il d?clara qu?il avait accept?, qu?il avait sorti son portefeuille mais que le complice le lui avait arrach? des mains avant de s?enfuir avec le requ?rant. Il ajouta qu?il les avait poursuivis et que le requ?rant lui avait donn? un coup de poing au visage.
6. Le m?me jour, lors du d?p?t de sa plainte, qui fut recueillie par le carabinier L.R., C.C. indiqua que l?un des deux agresseurs se nommait L.D. et il le reconnut ? partir d?une photo. Quant au requ?rant, il expliqua aux carabiniers qu?il le connaissait de vue. Par la suite, le carabinier L.R pr?senta ? C.C. plusieurs photos aux fins d?identification et ce dernier identifia formellement le requ?rant comme ?tant son deuxi?me agresseur.
7. Le 13 septembre 1996, le parquet demanda qu?il f?t proc?d? ? une audition de C.C. et ? une parade d?identification (ricognizione personale) dans le cadre d?une audience ad hoc (incidente probatorio) devant le juge des investigations pr?liminaires de Trani (? le GIP ?) au motif que, en raison du passage du temps, le t?moignage du plaignant risquait de ne plus ?tre fiable lors des d?bats.
8. Une premi?re citation ? compara?tre ne put ?tre notifi?e ? C.C. au motif qu?il ne se trouvait plus au domicile de ses parents.
9. Une deuxi?me citation ? compara?tre du 18 d?cembre 1996 et une troisi?me du 3 janvier 1997 furent d?livr?es ? la m?re de C.C. Toutefois, ce dernier ne se pr?senta pas ? l?audience ad hoc du 15 janvier 1997. Le juge ordonna alors sa comparution forc?e en vue d?une audience fix?e au 27 janvier 1997. Cependant, ni C.C. ni le requ?rant ne comparurent. Une nouvelle audience se tint le 28 janvier 1997 lors de laquelle C.C. et le requ?rant ?taient pr?sents mais pas le substitut du procureur qui participait aux d?bats dans le cadre d?une autre proc?dure p?nale.
10. Le 22 septembre 1997 eut lieu une autre audience ad hoc au cours de laquelle le juge releva que C.C., ne vivant plus au domicile de ses parents depuis deux mois, n?avait pas re?u notification de la citation ? compara?tre.
11. ? une audience pr?liminaire du 16 juin 1998, le requ?rant fut renvoy? en jugement devant le tribunal de Trani (? le tribunal ?) pour avoir vol? le portefeuille de C.C. et pour avoir frapp? celui-ci au visage avec le concours de L.D.
12. ? l?audience du 27 mai 2003, C.C. ne se pr?senta pas. Il fut mentionn? lors de cette audience que C.C. n?avait pas re?u notification de la citation ? compara?tre au domicile qu?il avait indiqu? aux autorit?s, ? savoir chez ses parents.
13. Le 3 juin 2003, la police r?digea un proc?s-verbal de recherches infructueuses au motif que C.C. n?avait pas ?t? trouv? au domicile qu?il avait indiqu? aux autorit?s. Selon ce proc?s-verbal, les parents de C.C. avaient d?clar? que ce dernier ne vivait plus avec eux depuis trois ans et qu?ils ne savaient pas o? il se trouvait.
14. ? l?audience du 6 d?cembre 2004, le carabinier L.R. fut entendu. Il relata au tribunal le d?roulement de la reconnaissance photographique. L.D. fut ?galement entendu. Il d?clara qu?il ne connaissait pas la personne l?ayant accus?. L?audience devait ?tre consacr?e, entre autres, ? l?audition de C.C. Le procureur informa le tribunal que celui-ci avait quitt? le domicile familial depuis l?ann?e 2000 et qu?il ?tait depuis lors introuvable. Il indiqua ?galement qu?un mandat d?arr?t avait ?t? d?cern? ? l?encontre de C.C. ? la suite de sa condamnation dans le cadre d?une autre proc?dure p?nale.
15. S?appuyant sur l?article 512 du code de proc?dure p?nale (CPP), le tribunal ordonna que la d?position faite par C.C. aux carabiniers le 3 juin 1996 (paragraphe 5 ci-dessus) f?t vers?e au dossier du juge et admise ? titre de preuve (fascicolo per il dibattimento), et ce en d?pit de la demande de la d?fense de r?aliser des recherches suppl?mentaires.
16. Par un jugement du 11 avril 2005, le tribunal condamna le requ?rant et L.D. ? un an et quatre mois d?emprisonnement. Il consid?ra que la d?position pr?cise et circonstanci?e faite par C.C. aupr?s des carabiniers ?tait suffisante pour l??tablissement de la culpabilit? du requ?rant et de L.D.
17. Il pr?cisa que la circonstance qu?un t?moin ?tait devenu introuvable s?analysait en une ? impossibilit? objective ? de l?interroger lors des d?bats, ce qui, selon l?article 512 du CPP, lu ? la lumi?re de l?article 111 de la Constitution permettait selon le tribunal d?utiliser toute d?position faite avant le proc?s pour statuer sur le bien-fond? des accusations. Il estima que, ? d?faut d??l?ment permettant de penser que C.C. s??tait volontairement soustrait au proc?s, l?absence de celui-ci n?avait aucun caract?re pr?visible.
18. Le tribunal consid?ra enfin que la condamnation du requ?rant, bien que fond?e principalement sur les d?clarations de C.C., qu?il estimait cr?dibles et concordantes, s?appuyait ?galement sur d?autres ?l?ments provenant du t?moignage du carabinier L.R, qui avait relat? le d?roulement de la reconnaissance photographique.
19. Le requ?rant interjeta appel de ce jugement. Il contesta l??valuation des preuves ? charge et l?utilisation de la d?position de C.C., qui ?tait selon lui la seule preuve utilis?e par le tribunal. En outre, il reprocha au tribunal de ne pas avoir ?valu? attentivement les d?clarations faites par C.C. au moment du d?p?t de la plainte.
20. Par un arr?t du 25 mai 2011, la cour d?appel de Bari (? la cour d?appel ?) confirma le jugement du tribunal. En particulier, elle observa que l?absence de C.C. lors des d?bats n??tait ni pr?visible ni probable. En outre, elle consid?ra qu?il n?y avait, entre le requ?rant et C.C., aucune animosit? permettant de douter de la fiabilit? de la d?claration de ce dernier. Par ailleurs, elle estima que les d?clarations de C.C., notamment celles relatives ? la reconnaissance du requ?rant, ?taient pr?cises et corrobor?es par les d?clarations du t?moin L.R. ayant recueilli la plainte de C.C.
21. Le requ?rant se pourvut en cassation. S?appuyant sur la jurisprudence de la Cour, il se plaignait, en particulier, d?une violation de l?article 6 de la Convention.
22. Par un arr?t du 17 octobre 2012, la Cour de cassation d?bouta le requ?rant de son pourvoi. Sans faire r?f?rence ? l?article 6 de la Convention, la haute juridiction exposa que C.C., condamn? par contumace dans le cadre d?une autre proc?dure p?nale, ?tait introuvable, que cela n??tait pas pr?visible ? l??poque de ses d?clarations aux carabiniers et que, par cons?quent, le tribunal avait l?gitimement admis ? titre de preuve les d?clarations de C.C. Elle ajouta que le requ?rant avait pris acte de cette admission sans s?y opposer.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
23. Le droit interne pertinent se trouve d?crit dans l?arr?t Ben Moumen c. Italie, (no 3977/13, ??28-30, 23 juin 2016).
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ?? 1 ET 3 d) DE LA CONVENTION
24. Le requ?rant consid?re que la proc?dure p?nale men?e ? son encontre n?a pas ?t? ?quitable. Il invoque l?article 6 ?? 1 et 3 d) de la Convention, qui est ainsi libell? en ses parties pertinentes en l?esp?ce :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…) qui d?cidera (…) du bien-fond? de toute accusation en mati?re p?nale dirig?e contre elle. (…)
3. Tout accus? a droit notamment ? :
(…)
d) interroger ou faire interroger les t?moins ? charge et obtenir la convocation et l?interrogation des t?moins ? d?charge dans les m?mes conditions que les t?moins ? charge ;
(…) ?
A. Sur la recevabilit?
25. Le Gouvernement soutient que le requ?rant, en ayant omis de s?opposer pendant les d?bats ? la lecture des d?clarations litigieuses, ne s?est pas pr?valu d?un rem?de accessible, ad?quat et efficace offert en droit interne pour exclure ce mat?riel probatoire du dossier du juge.
26. Le requ?rant conteste cet argument et soutient que, m?me s?il s??tait oppos? ? la lecture des d?clarations de C.C., celles-ci auraient de toute mani?re ?t? vers?es au dossier du juge.
27. S?agissant de la possibilit? pour le requ?rant de s?opposer ? la lecture des d?clarations litigieuses, la Cour rappelle que, aux termes de sa jurisprudence, ni la lettre ni l?esprit de l?article 6 ?? 1 et 3 d) de la Convention n?emp?chent une personne de renoncer de son plein gr? aux garanties d?un proc?s ?quitable de mani?re expresse ou tacite, mais que pareille renonciation doit ?tre non ?quivoque et ne se heurter ? aucun int?r?t public important (H?kansson et Sturesson c. Su?de, 21 f?vrier 1990, ? 66, s?rie A no 171-A, et Kwiatkowska c. Italie (d?c.), no 52868/99, 30 novembre 2000).
28. En l?esp?ce, la Cour note que les d?clarations litigieuses ont ?t? utilis?es conform?ment ? la loi interne, ? savoir l?article 512 du CPP, qui impose au juge d?ordonner la lecture et le versement au dossier des d?clarations ne pouvant pas ?tre r?it?r?es en raison d?une impossibilit? objective d?ment prouv?e. Elle estime donc qu?une ?ventuelle opposition du requ?rant au versement au dossier des proc?s-verbaux en question aurait eu peu de chances de succ?s. En tout ?tat de cause, le fait de ne pas avoir soulev? d?exception formelle lors des d?bats ne saurait ?tre interpr?t? comme une renonciation tacite au droit d?interroger ou de faire interroger les t?moins ? charge (Craxi c. Italie, no 34896/97, 5 d?cembre 2002, Bracci c. Italie (d?c.), no 36822/02, 2 d?cembre 2004, et Majadallah c. Italie (d?c.), no 62094/00, 19 mai 2005).
29. Il s?ensuit que l?exception pr?liminaire tir?e du non-?puisement des voies de recours internes ou d?une renonciation tacite au droit invoqu? devant la Cour ne peut ?tre accueillie favorablement.
30. Constatant que cette requ?te n?est pas manifestement mal fond?e au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?elle ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour la d?clare recevable.
B. Sur le fond
1. Th?ses des parties
31. Le requ?rant all?gue avoir ?t? condamn? sur la base de la d?position faite aux carabiniers par C.C., le plaignant, en l?absence d?audition de ce dernier lors des d?bats. Il soutient qu?aucune recherche n?a ?t? faite par les autorit?s pour retrouver C.C. ailleurs qu?? l?adresse du domicile de ses parents. Selon le requ?rant, eu ?gard ? l?absence de ce dernier ? la plupart des dates fix?es pour la tenue d?une audience ad hoc, il ?tait pr?visible d?s 1997 qu?il risquait de se soustraire aux d?bats.
32. Le requ?rant soutient encore que, contrairement aux arguments avanc?s par le Gouvernement quant au manque de caract?re d?terminant des d?clarations de C.C., sa condamnation ?tait bel et bien fond?e exclusivement sur lesdites affirmations. Il ajoute s??tre pr?valu, pendant les d?bats, de la facult? de garder le silence.
33. Le Gouvernement consid?re que l?admission comme preuve des d?clarations faites par C.C. aux carabiniers ?tait reconnue en droit interne. Il estime que les dispositions en cause ont ?t? interpr?t?es par les juridictions internes de mani?re conforme ? la Convention. Il cite en particulier un arr?t no 27918 rendu le 14 juillet 2011 par les sections r?unies de la Cour de cassation, selon lequel les d?clarations d?un t?moin absent doivent ?tre ?valu?es avec la prudence n?cessaire, par le biais non seulement d?un examen de la cr?dibilit? subjective et objective de celui-ci, mais aussi par celui de la confrontation de sa d?position avec les autres ?l?ments pr?sent?s aux d?bats.
34. De l?avis du Gouvernement, la pr?sente affaire est similaire ? l?affaire Ben Moumen c. Italie (no 3977/13, 23 juin 2016), dans laquelle la Cour a conclu ? la non-violation de l?article 6 de la Convention.
35. Le Gouvernement explique que, afin de valider la preuve principale ? charge ? ? savoir le t?moignage de C.C. ?, le tribunal a pris en consid?ration d?autres preuves, telles que les d?clarations du carabinier L.R. ayant enregistr? la plainte de C.C. et ayant effectu? la proc?dure de reconnaissance photographique du requ?rant et de son co?nculp?.
36. Il argue que, dans les circonstances de la cause, on ne peut estimer que la d?position de C.C. a constitu? le fondement unique ou d?terminant de la condamnation du requ?rant. Il pr?cise que ce dernier a par ailleurs eu la possibilit? d?interroger son co?nculp?, qu?il ne l?a pas fait et qu?il n?a pas non plus produit d??l?ment utile ? sa d?fense. Il ajoute que les juridictions internes ont attentivement ?valu? l?existence d??ventuelles relations entre C.C. et le requ?rant. Il consid?re donc que l?admission de la d?position de C.C. a ?t? contrebalanc?e par des garanties proc?durales suffisantes.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Principes g?n?raux
37. La Cour rappelle que les exigences du paragraphe 3 de l?article 6 de la Convention repr?sentent des aspects particuliers du droit ? un proc?s ?quitable garanti par le paragraphe 1 de cette disposition. Lorsqu?elle examine un grief tir? de l?article 6, elle doit essentiellement d?terminer si la proc?dure p?nale a rev?tu un caract?re ?quitable (voir, parmi beaucoup d?autres, Taxquet c. Belgique [GC], no 926/05, ? 84, CEDH 2010). Pour ce faire, elle envisage la proc?dure dans son ensemble et v?rifie le respect non seulement des droits de la d?fense mais aussi de l?int?r?t du public et des victimes ? ce que les auteurs de l?infraction soient d?ment poursuivis (G?fgen c. Allemagne [GC], no 22978/05, ? 175, CEDH 2010) et, si n?cessaire, des droits des t?moins (voir, parmi beaucoup d?autres, Doorson c. Pays-Bas, 26 mars 1996, ? 70, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-II, et Al-Khawaja et Tahery c. Royaume-Uni [GC], nos 26766/05 et 22228/06, ? 118, CEDH 2011). Elle rappelle ?galement que, dans ce contexte, la recevabilit? des preuves rel?ve des r?gles du droit interne et des juridictions nationales et que sa seule t?che consiste ? d?terminer si la proc?dure a ?t? ?quitable (G?fgen, pr?cit?, ? 162, et les arr?ts qui y sont cit?s).
38. L?article 6 ? 3 d) consacre le principe selon lequel, avant qu?un accus? puisse ?tre d?clar? coupable, tous les ?l?ments ? charge doivent en principe ?tre produits devant lui en audience publique, en vue d?un d?bat contradictoire. Ce principe ne va pas sans exceptions, mais on ne peut les accepter que sous r?serve des droits de la d?fense ; en r?gle g?n?rale, ceux-ci commandent de donner ? l?accus? une possibilit? ad?quate et suffisante de contester les t?moignages ? charge et d?en interroger les auteurs, soit au moment de leur d?position, soit ? un stade ult?rieur (Luc? c. Italie, no 33354/96, ? 39, CEDH 2001-II, et Solakov c. l?ex-R?publique yougoslave de Mac?doine, no 47023/99, ? 57, CEDH 2001 X).
39. Eu ?gard aux principes ?tablis dans l?arr?t de Grande Chambre Al Khawaja et Tahery (pr?cit?), la Cour doit successivement examiner si l?impossibilit? pour la d?fense d?interroger ou de faire interroger un t?moin ? charge ?tait justifi?e par un motif s?rieux ; si les d?positions du t?moin absent ont constitu? la preuve unique ou d?terminante de la culpabilit? du requ?rant ; et, enfin, s?il existait des ?l?ments suffisamment compensateurs des inconv?nients li?s ? l?admission d?une telle preuve pour permettre une appr?ciation correcte et ?quitable de sa fiabilit? (Vronchenko c. Estonie, no 59632/09, ? 57, 18 juillet 2013).
40. Ces principes ont ?t? explicit?s dans l?arr?t Schatschaschwili c. Allemagne (no 9154/10, ?? 111-131, CEDH 2015), dans lequel la Grande Chambre a confirm? que l?absence de motif s?rieux justifiant la non-comparution d?un t?moin ne pouvait, en elle-m?me, rendre un proc?s in?quitable, que, cela ?tant, le manque de motif s?rieux justifiant l?absence d?un t?moin ? charge constituait un ?l?ment de poids s?agissant d?appr?cier l??quit? globale d?un proc?s, et que pareil ?l?ment ?tait susceptible de faire pencher la balance en faveur d?un constat de violation de l?article 6 ?? 1 et 3 d). De plus, le souci de la Cour ?tant de s?assurer que la proc?dure dans son ensemble a ?t? ?quitable, elle doit v?rifier s?il existait des ?l?ments compensateurs suffisants, non seulement dans les affaires o? les d?clarations d?un t?moin absent constituaient le fondement unique ou d?terminant de la condamnation de l?accus?, mais aussi dans celles o? elle juge difficile de discerner si ces ?l?ments constituaient la preuve unique ou d?terminante mais est n?anmoins convaincue qu?ils rev?taient un poids certain et que leur admission pouvait avoir caus? des difficult?s ? la d?fense. La port?e des facteurs compensateurs n?cessaires pour que le proc?s soit consid?r? comme ?quitable d?pend de l?importance que rev?tent les d?clarations du t?moin absent. Plus cette importance est grande, plus les ?l?ments compensateurs devront ?tre solides afin que la proc?dure dans son ensemble soit consid?r?e comme ?quitable.
b) Application de ces principes en l?esp?ce
i. Sur le point de savoir si l?absence de C.C. au proc?s se justifiait par un motif s?rieux
41. La Cour observe que, en l?esp?ce, la non-comparution de C.C., qui a amen? le tribunal ? admettre ses d?clarations ? titre de preuve, s?expliquait par l?impossibilit? pour les autorit?s d?entrer en contact avec lui. En effet, celles-ci avaient ? plusieurs reprises et en vain essay? de lui notifier la citation ? compara?tre au domicile qu?il avait indiqu? (celui de ses parents) et il ne s??tait pas pr?sent? ni aux audiences ad hoc, exception faite pour l?audience du 28 janvier 1997, qui n?eut pas lieu en raison de l?absence du procureur (voir paragraphe 9 ci-dessus), ni ? l?audience du 27 mai 2003 qui devait ?tre consacr?e ? son audition (paragraphe 12 ci-dessus).
42. La Cour rappelle que, lorsque l?absence du t?moin s?explique par la raison ?voqu?e en l?esp?ce, elle exige du tribunal du fond qu?il ait fait tout ce que l?on pouvait raisonnablement attendre de lui pour assurer la comparution de l?int?ress? (Gabrielyan c. Arm?nie, no 8088/05, ? 78, 10 avril 2012, Tseber c. R?publique tch?que, no 46203/08, ? 48, 22 novembre 2012, et Kostecki c. Pologne, no 14932/09, ?? 65-66, 4 juin 2013). L?impossibilit? pour les juridictions internes d?entrer en contact avec le t?moin concern? ou le fait que celui-ci a quitt? le territoire du pays dans lequel l?instance est conduite ont ?t? jug?s insuffisants en soi pour satisfaire ? l?article 6 ? 3 d), lequel exige des ?tats contractants qu?ils prennent des mesures positives pour permettre ? l?accus? d?interroger ou de faire interroger les t?moins ? charge (Gabrielyan, pr?cit?, ? 81, Tseber, pr?cit?, ? 48, et Lu?i? c. Croatie, no 5699/11, ? 79, 27 f?vrier 2014).
43. Pareilles mesures rel?vent de la diligence que les ?tats contractants doivent d?ployer pour assurer la jouissance effective des droits garantis par l?article 6 de la Convention (Gabrielyan, pr?cit?, ? 81), faute de quoi l?absence du t?moin est imputable aux autorit?s internes (Tseber, pr?cit?, ? 48, Lu?i?, pr?cit?, ? 79, et Schatschaschwili, pr?cit?, ? 120).
44. Pour que les autorit?s soient consid?r?es comme ayant d?ploy? tous les efforts raisonnables pour assurer la comparution d?un t?moin, il faut aussi que les tribunaux internes aient proc?d? ? un contr?le minutieux des raisons donn?es pour justifier l?incapacit? du t?moin ? assister au proc?s, en tenant compte de la situation particuli?re de l?int?ress? (Nechto c. Russie, no 24893/05, ? 127, 24 janvier 2012, Damir Sibgatullin c. Russie, no 1413/05, ? 56, 24 avril 2012, Yevgeniy Ivanov c. Russie, no 27100/03, ? 47, 25 avril 2013, et Schatschaschwili, pr?cit?, ? 122).
45. Force est de constater que, en l?esp?ce, les tribunaux internes se sont born?s ? indiquer que l?absence de C.C. n??tait pas pr?visible et que les recherches men?es pour le retrouver avaient ?t? vaines (paragraphes 10, 12 et 17 ci-dessus). Le tribunal a exclu la possibilit? d?effectuer des recherches suppl?mentaires. En 1997 et en 1998, C.C. a ?t? cit? ? compara?tre en vue de la tenue d?une audience ad hoc destin?e ? recueillir son t?moignage et ? effectuer une reconnaissance du requ?rant. Il ne s?est pr?sent? qu?? une seule audience ad hoc, laquelle a ?t? report?e en raison de l?absence du substitut du procureur. Ensuite, ? l?audience du 22 septembre 1997, le juge a indiqu? que C.C., ne vivant plus au domicile de ses parents, n?avait pas re?u notification de la citation ? compara?tre. Au final, lors du proc?s en 2003, soit plus de six ans apr?s les faits, les seules recherches effectu?es par la police avaient ?t? celles faites au domicile des parents de C.C.
46. Dans ces circonstances, et compte tenu ?galement du long laps de temps ?coul? entre les faits et le proc?s, la Cour estime que le Gouvernement n?a pas d?montr? que les juridictions italiennes ont d?ploy? tous les efforts que l?on pouvait raisonnablement attendre d?elles pour assurer la comparution de C.C. ( voir paragraphes 9 et 41 ci-dessus) (voir, mutatis mutandis, Rudnichenko, pr?cit?, ?? 105-109, o? la Cour a conclu que la restriction apport?e au droit du requ?rant de faire interroger un t?moin absent ne reposait sur aucun motif, valable ou non, apr?s avoir notamment observ? qu?aucune mesure n?avait ?t? prise pour faire en sorte que le t?moin litigieux p?t compara?tre et ?tre interrog?).
47. Cependant, comme observ? plus haut (paragraphe 40 ci-dessus), m?me si elle constitue un ?l?ment de poids pour appr?cier l??quit? globale du proc?s, l?absence de motif s?rieux justifiant la non-comparution de C.C. n?est pas en soi constitutive d?une violation de l?article 6 de la Convention. La Cour examinera donc si la d?position de C.C. constituait le fondement unique ou d?terminant de la condamnation du requ?rant et s?il existait des ?l?ments compensateurs suffisants pour contrebalancer les difficult?s que l?impossibilit? de contre-interroger ce t?moin a caus?es ? la d?fense.
ii. L?importance de la d?position de C.C. pour la condamnation du requ?rant
48. La Cour constate que les juges nationaux ont fond? la condamnation du requ?rant exclusivement ou du moins dans une mesure d?terminante sur les d?clarations faites par C.C. lors du d?p?t de sa plainte en 1996.
49. S?il est vrai, comme le reconnait le Gouvernement, que le tribunal a pris en consid?ration les d?clarations du carabinier L.R. ayant enregistr? la plainte de C.C. et ayant effectu? la proc?dure de reconnaissance photographique du requ?rant et de son co?nculp? afin de valider la preuve principale, la Cour note toutefois qu?aucune confrontation directe n?a pu avoir lieu entre le requ?rant et son accusateur, ni pendant le proc?s ni au stade de l?enqu?te pr?liminaire. En particulier, au cours de celle-ci, C.C. ne s?est pas pr?sent? ? l?audience ad hoc qui s?est tenue devant le GIP en pr?sence des avocats de la d?fense. La Cour r?affirme que le caract?re unique de la preuve p?se lourd dans la balance et qu?il appelle des ?l?ments suffisamment compensateurs des difficult?s que son admission fait subir ? la d?fense (Al-Khawaja et Tahery, pr?cit?, ? 161).
iii. Les garanties proc?durales pour contrebalancer les difficult?s caus?es ? la d?fense
50. La Cour rappelle ? nouveau que, dans chaque affaire o? le probl?me de l??quit? de la proc?dure se pose en rapport avec la d?position d?un t?moin absent, il s?agit de savoir s?il existe des ?l?ments suffisamment compensateurs des inconv?nients que son admission fait subir ? la d?fense, notamment des garanties proc?durales solides permettant une appr?ciation correcte et ?quitable de la fiabilit? d?une telle preuve. L?examen de cette question permet de v?rifier si la d?position du t?moin absent est suffisamment fiable, compte tenu de son importance dans la cause, pour qu?une condamnation puisse ?tre prononc?e (Al-Khawaja et Tahery, pr?cit?, ? 147).
51. La Cour rappelle aussi que, dans ce contexte, le droit d?interroger ou de faire interroger les t?moins ? charge constitue une garantie du droit ? l??quit? de la proc?dure, en ce que non seulement il vise l??galit? des armes entre l?accusation et la d?fense, mais encore il fournit ? la d?fense et au syst?me judiciaire un instrument essentiel de contr?le de la cr?dibilit? et de la fiabilit? des d?positions incriminantes et, par-l?, du bien-fond? des chefs d?accusation (Tseber, pr?cit?, ? 59, et Sic? c. Roumanie, no 12036/05, ? 69, 9 juillet 2013).
52. Dans la pr?sente affaire, la Cour observe que C.C., plaignant et unique t?moin, a ?t? entendu par les carabiniers, mais qu?il n?a jamais comparu devant les juridictions du fond. Ni les juges du fond ni le requ?rant ou son repr?sentant n?ont donc pu l?observer pendant son audition pour appr?cier sa cr?dibilit? et la fiabilit? de sa d?position (Tseber, pr?cit?, ? 60, Sic?, pr?cit?, ? 70, Vronchenko c. Estonie, no 59632/09, ? 65, 18 juillet 2013, et Rosin c. Estonie, no 26540/08, ? 62, 19 d?cembre 2013).
53. La Cour rel?ve ensuite que les juridictions internes se sont appuy?es, en sus des d?clarations litigieuses, sur le t?moignage du carabinier L.R. qui avait relat? au tribunal, lors de l?audience du 6 d?cembre 2004, les modalit?s du d?roulement de la reconnaissance photographique de l?int?ress? et de son co?nculp?.
54. La Cour rel?ve en outre que la cour d?appel a ?valu? avec soin la cr?dibilit? de C.C., observant qu?il n?avait aucune raison d?accuser le requ?rant et que, avant les faits d?lictueux, il ne le connaissait pas. Ces ?l?ments ont amen? la cour d?appel ? consid?rer que C.C. n?avait pas d?int?r?t ? d?poser ainsi et que ses d?clarations ?taient donc suffisamment fiables.
55. Cela ?tant, la Cour se doit de rappeler qu?un tel examen ne saurait ? lui seul compenser l?absence d?interrogation du t?moin par la d?fense (Damir Sibgatullin c. Russie, no 1413/05, ? 57, 24 avril 2012). En effet, aussi rigoureux soit-il, l?examen fait par le juge du fond constitue un instrument de contr?le imparfait dans la mesure o? il ne permet pas de disposer des ?l?ments pouvant ressortir d?une confrontation en audience publique entre l?accus? et son accusateur (Tseber, pr?cit?, ? 65, et Riahi c. Belgique, no 65400/10, ? 41, 14 juin 2016).
56. Compte tenu de ce qui pr?c?de, la Cour estime que le caract?re d?terminant des d?positions de C.C., en l?absence de confrontation avec le requ?rant en audience publique, emporte la conclusion que les juridictions internes, aussi rigoureux qu?ait ?t? leur examen, n?ont pas pu appr?cier correctement et ?quitablement la fiabilit? de cette preuve.
57. Par cons?quent, consid?rant l??quit? de la proc?dure dans son ensemble, la Cour juge que les droits de la d?fense du requ?rant ont ainsi subi une limitation incompatible avec les exigences d?un proc?s ?quitable. Partant, il y a eu violation de l?article 6 ?? 1 et 3 d) de la Convention.
II. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
58. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
59. Le requ?rant r?clame ? titre de dommage mat?riel 200 euros (EUR) par mois de d?tention, soit un total de 3 200 EUR pour la p?riode d?un an et quatre mois qu?il a pass?e en prison. En outre, il demande 100 000 EUR pour pr?judice moral.
60. Le Gouvernement est d?avis que les demandes du requ?rant sont exorbitantes et totalement d?nu?es de fondement.
61. La Cour n?aper?oit pas de lien de causalit? entre la violation constat?e et le dommage mat?riel all?gu? et rejette cette demande. En revanche, elle estime que le requ?rant a subi un pr?judice moral certain, auquel le constat de violation figurant dans le pr?sent arr?t (paragraphe 57 ci-dessus) ne suffit pas ? rem?dier. La Cour rappelle que, lorsqu?elle conclut que la condamnation d?un requ?rant a ?t? prononc?e malgr? l?existence d?une atteinte aux exigences d??quit? de la proc?dure, un nouveau proc?s ou une r?ouverture de la proc?dure, ? la demande de l?int?ress?, repr?sente en principe un moyen appropri? de redresser la violation constat?e (voir, mutatis mutandis, Somogyi c. Italie, no 67972/01, ? 86, CEDH 2004 IV, Krasniki c. R?publique tch?que, no 51277/99, ? 93, 28 f?vrier 2006, et Tseber, pr?cit?, ? 75). Eu ?gard aux circonstances de la cause et statuant en ?quit? comme le veut l?article 41 de la Convention, elle d?cide toutefois d?octroyer ? l?int?ress? la somme de 3 000 EUR.
B. Frais et d?pens
62. Justificatifs ? l?appui, le requ?rant demande ?galement 10 080 EUR en remboursement des frais et d?pens engag?s devant les juridictions internes, et 4 920 EUR en remboursement de ceux engag?s devant la Cour.
63. Le Gouvernement conteste ces demandes, arguant que la preuve de l?engagement r?el des frais et d?pens r?clam?s n?a pas ?t? rapport?e.
64. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce, compte tenu des documents dont elle dispose et de sa jurisprudence, la Cour estime raisonnable la somme de 10 000 EUR tous frais confondus et l?accorde au requ?rant.
C. Int?r?ts moratoires
65. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR,
1. D?clare, ? l?unanimit?, la requ?te recevable ;

2. Dit, par six voix contre une, qu?il y a eu violation de l?article 6 ?? 1 et 3 d) de la Convention ;

3. Dit, par six voix contre une,
a) que l??tat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, les sommes suivantes :
i. 3 000 EUR (trois mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral,
ii. 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? par le requ?rant ? titre d?imp?t, pour frais et d?pens ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ces montants seront ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

4. Rejette, ? l?unanimit?, la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 12 octobre 2017, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Abel Campos Kristina Pardalos
Greffier Pr?sidente
Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l?expos? de l?opinion s?par?e du juge Wojtyczek.
K.P.
A.C.

OPINION DISSIDENTE DU JUGE WOJTYCZEK
1. Je ne suis pas convaincu par la position de la majorit? dans la pr?sente affaire.
2. Le requ?rant fut renvoy? en jugement devant le tribunal de Trani le 16 juin 1998. Selon le Gouvernement, son proc?s commen?a le 27 mai 2001 avec la tenue de la premi?re audience. Je note en passant que la majorit?, en ?tablissant les faits, omet compl?tement les d?veloppements qui ont eu lieu entre le 16 juin 1998 et 27 mai 2003, date de la premi?re audience mentionn?e dans la partie ? circonstances de l?esp?ce ? de l?arr?t.
Quoi qu?il en soit, on peut constater, dans la pr?sente affaire, un retard ? juger le requ?rant, ce qui semble en contradiction avec le droit ? un proc?s dans un d?lai raisonnable. Toutefois, le requ?rant n?a pas pr?sent? de griefs relatifs ? la dur?e de la proc?dure. La Cour n??tait donc pas comp?tente pour examiner la question de la dur?e de la proc?dure et, ? juste titre, a d?cid? de ne pas examiner cette question.
3. Le requ?rant se plaint du manque d??quit? de la proc?dure men?e contre lui car le t?moin clef de l?affaire n?a pas ?t? entendu pendant les d?bats. La majorit? constate, ? juste titre, que ? C.C., plaignant et unique t?moin, a ?t? entendu par les carabiniers, mais qu?il n?a jamais comparu devant les juridictions du fond ? (paragraphe 52, gras ajout?).
Le manque all?gu? d??quit? du proc?s du fait de l?absence d?audition du t?moin devant le juge de fond doit ?tre appr?ci? avant tout ? la lumi?re des ?v?nements qui ont eu lieu apr?s son commencement. Or, dans la motivation de l?arr?t, la majorit? se penche au paragraphe 45 sur la phase d?instruction, qui a dur? jusqu?au 16 juin 1998. Le juge des investigations pr?liminaires n?est pas le juge de fond. La motivation de l?arr?t n?explique pas pourquoi les stades ant?rieurs au proc?s seraient pertinents pour appr?cier le grief du requ?rant alors que le paragraphe 52 met l?accent sur la comparution du t?moin devant le juge de fond. Peut-?tre la motivation se fonde-t-elle implicitement sur l?id?e que l?audition du t?moin avant le proc?s devant un juge, en pr?sence de l?accus?, aurait rem?di? au probl?me de l?absence d?audition du t?moin pendant le proc?s devant le juge de fond. Si c?est le cas, cette consid?ration aurait d? ?tre expliqu?e dans le contexte d?une analyse d?taill?e de la proc?dure p?nale italienne et en particulier d?une analyse de la logique et de l?encha?nement de ses diff?rents stades.
4. ? l?audience du 6 d?cembre 2004, le procureur informa le tribunal que le t?moin C.C. avait quitt? le domicile familial depuis l?ann?e 2000 et qu?il ?tait depuis lors introuvable. Il indiqua ?galement qu?un mandat d?arr?t avait ?t? d?cern? ? l?encontre de C.C. ? la suite de sa condamnation par contumace dans le cadre d?une autre proc?dure p?nale. Ces all?gations n?ont pas ?t? contest?es par le requ?rant. Il n?est donc pas exact de dire que ? [a]u final, lors du proc?s en 2003, soit plus de six ans apr?s les faits, les seules recherches effectu?es par la police avaient ?t? celles faites au domicile des parents de C.C. ? (paragraphe 45 in fine).
Si, pendant plusieurs ann?es, les autorit?s italiennes ont tent? sans succ?s de localiser et d?arr?ter C.C. pour l?incarc?rer ? la suite d?une condamnation p?nale dans une autre affaire, il est difficile de leur reprocher de n?avoir pas pu assurer sa comparution comme t?moin. Il est difficile d?attendre raisonnablement encore plus de diligence de la part de la juridiction devant laquelle la personne recherch?e doit t?moigner.
Dans la pr?sente affaire, il y avait un obstacle objectif ? l?audition du t?moin. Le juge avait l?obligation de statuer sur le fondement des preuves disponibles, et notamment du t?moignage de C.C., recueilli avant le proc?s, appr?ci?es ? la lumi?re du principe de la libre appr?ciation des preuves. Les juridictions italiennes des diff?rents niveaux ont soigneusement examin? cette question. Je ne vois pas de raison suffisante de me d?marquer de leurs conclusions.
5. Au paragraphe 50, la Cour ? rappelle ? nouveau que, dans chaque affaire o? le probl?me de l??quit? de la proc?dure se pose en rapport avec la d?position d?un t?moin absent, il s?agit de savoir s?il existe des ?l?ments suffisamment compensateurs des inconv?nients que son admission fait subir ? la d?fense, notamment des garanties proc?durales solides permettant une appr?ciation correcte et ?quitable de la fiabilit? d?une telle preuve ?.
En l?esp?ce le gouvernement italien, dans ses observations ?crites, a pr?sent? un certain nombre d??l?ments qui, selon lui, compensaient les inconv?nients subis par la d?fense. La Cour ?tait tenue d?appliquer le test ?nonc? au paragraphe 50, en appr?ciant si les ?l?ments mis en exergue par le Gouvernement ?taient pertinents et suffisants. Or la majorit? a d?cid? de ne pas r?pondre aux arguments du Gouvernement. Elle se limite ? affirmer au paragraphe 55 que ? aussi rigoureux soit-il, l?examen fait par le juge du fond constitue un instrument de contr?le imparfait dans la mesure o? il ne permet pas de disposer des ?l?ments pouvant ressortir d?une confrontation en audience publique entre l?accus? et son accusateur ?. Le test ?nonc? n?a pas ?t? appliqu? par la Cour.
Il est ?vident qu?en l?absence d?audition d?un t?moin en audience publique on ne peut pas disposer d??l?ments pouvant ressortir d?une confrontation entre l?accus? et son accusateur. Toutefois, selon la m?thodologie annonc?e au paragraphe 50, la question ? trancher ?tait celle de savoir s?il existait des ?l?ments qui avaient suffisamment compens? les inconv?nients que son admission avait fait subir ? la d?fense.
6. La pr?sente affaire permet de tirer un enseignement plus g?n?ral. L??quit? du proc?s p?nal ne peut s?appr?cier que dans le contexte de l?ensemble des r?gles qui r?gissent la proc?dure p?nale, et en particulier des principes fondamentaux qui d?finissent le mod?le de proc?dure p?nale choisi. La majorit? se r?f?re aux principes ?tablis dans l?arr?t Al-Khawaja et Tahery c. Royaume-Uni ([GC], nos 26766/05 et 22228/06, CEDH 2011, auquel se trouve joint l?expos? de l?opinion concordante du juge Bratza et de l?opinion en partie concordante et en partie dissidente des juges Saj? et Karaka?). Je note, ? cet ?gard, que les principes concernant l?audition des t?moins ont ?t? ?nonc?s dans cette affaire dans le contexte d?un proc?s fond? sur les principes du contradictoire et du r?le limit? du juge. Les principes du proc?s ?quitable, ?labor?s pour de telles proc?dures p?nales, sont difficilement transposables ? des proc?dures p?nales fond?es sur le r?le actif du juge, avec de forts ?l?ments inquisitoires au stade du proc?s. ? mon avis, la question de l??quit? du proc?s p?nal doit ?tre revisit?e par la Cour ? la lumi?re des principes fondamentaux des diff?rentes proc?dures p?nales. Je remarque dans ce contexte que le r?le actif du juge est en soi un ?l?ment qui peut compenser certaines formes d?in?galit? des armes entre les parties, ce qui a ?t? mis en exergue ? tr?s juste titre dans l?arr?t Regner c. R?publique tch?que ([GC], no 35289/11, ? 152, 19 septembre 2017, auquel se trouve joint l?opinion concordante du juge Wojtyczek, l?opinion en partie dissidente commune aux juges Raimondi, Sicilianos, Spano, Ravarani et Pastor Vilanova, l?opinion en partie dissidente commune aux juges Lazarova Trajkovska et L?pez Guerra, l?opinion en partie dissidente du juge Serghides et l?opinion dissidente du juge Saj?). Bien que ce dernier arr?t concerne la proc?dure administrative contentieuse, les consid?rations expos?es dans sa motivation gardent leur pertinence pour d?autres proc?dures.
Il faut rappeler que l??galit? des armes et le respect des droits des parties ne sont pas la finalit? ultime du droit mais l?instrument servant, d?une part, la dignit? et l?autonomie individuelle et, d?autre part, la v?rit? et la justice substantielle. La question essentielle est celle de savoir si les r?gles proc?durales, envisag?es comme un syst?me et appliqu?es en l?esp?ce, permettent d?aboutir, dans le respect de la dignit? de l?homme, ? une d?cision fond?e sur la v?rit? et d??viter les erreurs judiciaires.

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
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Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 24/07/2024