AFFAIRE BRONIOWSKI c. POLOGNE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE BRONIOWSKI c. POLOGNE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 1
Articoli: 46, 37, 39, P1-1
Numero: 31443/96/2005
Stato: Polonia
Data: 2005-09-28 00:00:00
Organo: Grande Camera
Testo Originale

Conclusione Radiazione dal ruolo (ordinamento amichevole)
GRANDE CAMERA
CAUSA BRONIOWSKI C. POLONIA
( Richiesta no 31443/96)
SENTENZA
(Ordinamento amichevole)
STRASBURGO
28 settembre 2005
Questa sentenza ? definitiva. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Broniowski c. Polonia,
La Corte europea dei Diritti dell’uomo, riunendosi in una Grande Camera composta da:
SIGG. L. Wildhaber, presidente,
J. – P. Costa, G. Ress, Sir Nicolas Bratza, la Sig.ra E. Palm, il
Sig. L. Caflisch, la Sig.ra V. Str??nick?,
Sigg. V. Butkevych, B.M. Zupančič, J. Hedigan, il Sig. Pellonp??, la Sig.ra H.S. Grava,
Sigg. A.B. Baka, R. Maruste, il Sig. Ugrekhelidze, S. Pavlovschi, L. Garlicki, giudici,
e di M. Allegati Mahoney, cancelliere,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 19 settembre 2005,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 31443/96) diretta contro la Repubblica della Polonia e in cui un cittadino di questo Stato, il Sig. J. B. (“il richiedente”), aveva investito la Commissione europea dei Diritti dell’uomo (“la Commissione”) il 12 marzo 1996 in virt? del vecchio articolo 25 della Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente che ? stato ammesso a favore dell’assistenza giudiziale, ? stato rappresentato dal Sig. Z. C., avvocato a Cracovia, ed il Sig. W. H., avvocato a Varsavia. Il governo polacco (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, il Sig. J. Wołąsiewicz, del ministero delle Cause estere.
3. In una sentenza resa il 22 giugno 2004 (“la sentenza al principale”), la Corte, Grande Camera, ha constatato la violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione. Ha concluso che questa violazione risultava da un problema strutturale legato alla disfunzione della legislazione e della pratica interne provocate dalla mancanza di un meccanismo effettivo che mirava a mettere in opera il “diritto ad essere accreditati” dei richiedenti riguardati dei beni abbandonati al di l? del Boug (punto 3 del dispositivo della sentenza al principale), in conseguenza del quale non solo non solo il richiedente nello specifico ma anche una categoria intera di individui si sono visti o si vedono ancora privare del loro diritto al rispetto dei loro beni (Broniowski c. Polonia [GC], no 31443/96, CEDH 2004-V, ? 189).
A questo riguardo, la Corte ha detto che lo stato convenuto doveva garantire, tramite misure legali e pratiche amministrative adeguate, il collocamento in opera del diritto patrimoniale in questione per gli altri richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug, o fornire agli interessati in luogo e in collocamento una correzione equivalente, conformemente ai principi della protezione dei diritti patrimoniali enunciato all’articolo 1 del Protocollo no 1 (punto 4 del dispositivo della sentenza al principale).
Concernente l’indennit? da concedere al richiedente per ogni danno materiale o giuridico risultante dalla violazione constatata nello specifico, la Corte ha detto che la domanda dell’applicazione dell’articolo 41 della Convenzione non si trovava in stato e l’ha riservata per intero, e ha invitato il Governo ed il richiedente a sottoporle per iscritto, nei sei mesi a contare dalla data di comunicazione della sentenza al principale, le loro osservazioni scritte sulla domanda ed a darle cognizione di ogni accordo al quale sarebbero potuti giungere (punto 5 del dispositivo della sentenza al principale). Pi? precisamente, in quanto all’articolo 41, la Corte ha stimato che questa domanda doveva essere regolata non solo avuto riguardo ad ogni accordo al quale le parti sarebbero potuti arrivare ma anche alla luce di ogni misura a carattere individuale o generale che il governo convenuto avrebbe potuto prendere in esecuzione della sentenza al principale. Nell’attesa del collocamento in opera delle misure generali pertinenti, la Corte ha rinviato il suo esame delle richieste che risultano dalla stessa causa generale (Broniowski, sentenza precitata, ? 198).
Infine, la Corte ha assegnato al richiedente la somma di 12 000 euro (EUR) per gli oneri e spese esposti da lui fino a quel momento nel procedimento dinnanzi a lei.
4. Nel termine suddetto di sei mesi, le parti hanno presentato le loro osservazioni sulla domanda dell’indennit? da concedere nello specifico a titolo di soddisfazione equa in virt? dell’articolo 41. Il Governo ha presentato le sue osservazioni il 31 gennaio 2005. Quelle del richiedente sono state ricevute alla cancelleria il 14 febbraio 2005.
5. Il 7 marzo 2005, dopo che ciascuna delle parti ebbe preso cognizione dell’esposto dell’altro, il Governo ha chiesto l’assistenza del cancelliere per i negoziati tra le parti che tendevano ad un ordinamento amichevole della causa. Ha sottoposto una proposta scritta in vista di tale ordinamento nella stessa occasione.
6. Conformemente alle istruzioni del presidente della Grande Camera, i rappresentanti della cancelleria hanno tenuto delle riunioni con le parti il 23 e 24 giugno 2005 a Varsavia. A questa ultima data, le parti, avuto in particolare riguardo all’evoluzione dei lavori del Parlamento polacco su una nuova legislazione concernente i beni abbandonati al di l? del Boug, hanno deciso che c’era luogo di rinviare i negoziati in vista di un ordinamento amichevole fino all’adozione di questa legislazione che sarebbe dovuta intervenire a breve termine (paragrafi 12 e 13 sotto).
7. Il 26 luglio 2005, il Governo ha informato la Corte che la nuova legislazione sui beni abbandonati al di l? del Boug era stata adottata dal Parlamento l? 8 luglio 2005 (vedere anche sotto il paragrafo 13). Ha chiesto al cancelliere di riprendere i negoziati in vista di un ordinamento amichevole.
8. Al termine di una seconda sessione di negoziati che si ? svolta il 5 e 6 settembre 2005 a Varsavia, le parti hanno firmato un accordo di ordinamento amichevole di cui il testo ? riprodotto nella parte “In diritto” della presente sentenza (paragrafo 31 sotto).
IN FATTO
9. Il richiedente, il Sig. J. B., ? nato nel 1944 e ha risieduto a Wieliczka (Polonia).
I. FATTI SOPRAGGIUNTI DOPO LA DECISIONE DELLA SENTENZA AL PRINCIPALE
10. Il 15 dicembre 2004, in seguito ad una domanda deposta il 30 gennaio 2004 da un gruppo di deputati che contestano la costituzionalit? di certe disposizioni della legge del 12 dicembre 2003 sul compenso del valore dei beni abbandonati al di l? delle frontiere reali dello stato polacco col prezzo di acquisto o il diritto di uso continuo di beni dello stato (Ustawa oh zaliczaniu na poczet ceny sprzedaży albo opłat z tytułu użytkowania wieczystego nieruchomości Skarbu Państwa wartości nieruchomości pozostawionych poza obecnymi granicami Państwa Polskiego-“la legge del dicembre 2003”) (vedere anche la sentenza Broniowski precitata ?? 37-38 e 120) la Corte costituzionale (Trybunał Konstytucyjny) dichiar? incostituzionale, tra altri, le disposizioni che enunciavano delle restrizioni quantitative al “diritto ad essere accreditato”, ossia l’articolo 3 ? 2 che fissava il valore di questo diritto al 15% in pi? del valore iniziale dei beni abbandonati al di l? del Boug, senza che si possa superare un massimale di 50 000 zlotys polacchi (PLN), e l’articolo 2 ? 4 che escludeva dal regime di indennizzo previsto da questa legge ogni persona che, come il richiedente, aveva beneficiato almeno di una certa forma di risarcimento in virt? di leggi anteriori.
11. La sentenza della Corte costituzionale prese effetto il 27 dicembre 2004, data della sua pubblicazione al Giornale delle leggi (Dziennik Ustaw) salvo per ci? che riguardava la parte relativa all’articolo 3 ? 2 di cui l’alta giurisdizione pronunciava l’abrogazione a contare dal 30 aprile 2005.
12. Il 2 marzo 2005, il governo present? al Parlamento un progetto di legge sull’ordinamento dei crediti di indennizzo per i beni abbandonati al di l? delle frontiere reali dello stato polacco (projekt ustawy oh realizacji prawa do rekompensaty z tytułu pozostawienia nieruchomości poza obecnymi granicami państwa polskiego). In questo progetto, era proposto di fissare l’indennizzo massimo al quale avrebbero potuto pretendere i richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug al 15% del valore iniziale dei beni. Secondo questo progetto, il “diritto ad essere accreditato” poteva essere esercitato tramite due vie differenti, a scelta del richiedente: ossia, come prima, tramite un procedimento di asta pubblica, o tramite versamento immediato di una somma con un Fondo di indennizzo speciale.
Il progetto di legge pass? in prima lettura il 15 aprile 2005 in seguito alla quale la domanda fu rinviata alla commissione parlamentare del Tesoro pubblico. Durante le discussioni che si tennero in maggio e giugno 2005, il massimale del 15% fu criticato da numerosi deputati e fu suggerito di aumentare l’indennizzo per garantire la conformit? del dispositivo con la sentenza al principale resa nello specifico dalla Corte di Strasburgo.
13. L? 8 luglio 2005, il Sejm ( prima camera del Parlamento polacco) adott? la legge sull’ordinamento dei crediti di indennizzo per i beni abbandonati al di l? delle frontiere reali dello stato polacco (Ustawa oh realizacji prawa do rekompensaty z tytułu pozostawienia nieruchomości poza obecnymi granicami państwa polskiego-“la legge di luglio 2005”). Il massimale legale di indennizzo a titolo di beni abbandonati al di l? del Boug fu fissato al 20%. La legge fu adottata dal Senat( seconda camera del Parlamento polacco) il 21 luglio 2005 e firmata dal Presidente della Polonia il 15 agosto 2005. Entrer? in vigore il 7 ottobre 2005, o trenta giorni dopo la sua pubblicazione sul Giornale delle leggi.
II. DIRITTO E PRATICA INTERNI PERTINENTI
A. La sentenza della Corte costituzionale del 15 dicembre 2004
14. La sentenza della Corte costituzionale del 15 dicembre 2004 ? la seconda decisione maggiore sulle questioni concernente i beni situati al di l? del Boug (vedere anche sentenza Broniowski precitata, ?? 79-87); ? motivata a lungo ed esamina in modo approfondito il contesto giuridico e sociale nel quale ? stata sviluppata la legislazione sui beni abbandonati al di l? del Boug, dal punto di vista in particolare dei principi dello stato di diritto e della giustizia sociale (articolo 2 della Costituzione), dell’interdizione delle espropriazioni senza indennizzo equo (articolo 21), della proporzionalit? (articolo 31), dell’uguaglianza dinnanzi alla legge (articolo 32) e della protezione dei diritti patrimoniali (articolo 64).
15. Per ci? riguarda la differenza di trattamento, che deriva dall’articolo 2 ? 4 della legge di dicembre 2003, tra i richiedenti riguardati dai beni situati al di l? del Boug (vedere anche la sentenza Broniowski precitata, ?? 115, 119 e 186) la Corte costituzionale, dichiar? in particolare:
“Il fatto di privare del “diritto ad essere accreditato” delle persone che, sul fondamento di altre leggi, hanno acquisito la propriet?, o il diritto di uso continuo, di beni che hanno un valore inferiore al valore del “diritto ad essere accreditato” enunciato dalla legge di dicembre 2003 in causa e che, ipso facto, hanno solamente un godimento parziale di questo diritto porta attentato ai principi costituzionali dell’uguaglianza nella protezione dei diritti patrimoniali (articolo 64 ? 2) cos? come dell’uguaglianza di trattamento e della non discriminazione (articolo 32). C’? l? una differenza di trattamento ingiustificato tra le persone che non hanno finora assolutamente beneficiato del loro “diritto ad essere accreditato” e quelle che ne hanno beneficiato ad un grado minimo che non era contemplato dalla legge in causa. Uguale disposizione ? anche socialmente ingiusta, scalza la fiducia dei cittadini nello stato e, perci?, non si concilia con l’articolo 2 della Costituzione. ?1
16. Per ci? che riguarda i massimale legale del 15% del valore iniziale e di 50 000 PLN fissati all’articolo 3 ? 2 della legge di dicembre 2003 (vedere anche Broniowski, sentenza precitata, ?? 116 e 186), la Corte costituzionale dichiar? in particolare:
“Le restrizioni quantitative al “diritto ad essere accreditato” previste dalle disposizioni enumerate al punto I.5 della sentenza della Corte costituzionale sono eccessive e, perci?, non sono compatibili n? coi principi della protezione dei diritti acquisiti e della fiducia dei cittadini nello stato, come derivano dal principio costituzionale dello stato di diritto, n? col principio di giustizia sociale (articolo 2 della Costituzione).
In particolare, la determinazione a 50 000 zlotys polacchi come un massimale uniforme per il valore di indennizzo, per tutte le persone titolari del “diritto ad essere accreditato”, provoca una disuguaglianza di trattamento tra queste persone ed si urta all’articolo 32 ? 1 della Costituzione. Inoltre, questa disposizione provoca nella protezione dei diritti patrimoniali degli interessati una disuguaglianza contraria all’articolo 64 ? 2 della Costituzione.
17. La Corte costituzionale tratt? anche delle restrizioni autorizzate al “diritto ad essere accreditato” e della discriminazione addotta contro richiedenti riguardati dai beni situati al di l? del Boug, nei seguenti termini,:
“Delle restrizioni ai diritti patrimoniali dei cittadini possono essere contemplate dalla legge per le seguente ragioni: l’interesse generale, le costrizioni finanziarie dello stato-imposte per il bene comune mirato all’articolo 1 della Costituzione -e, per ci? che riguarda le ripercussioni finanziarie della presente sentenza, la presa in conto della capacit? dello stato ad assolvere le sue funzioni di base. (…)
La definizione dell’ampiezza delle restrizioni giustificate portate al “diritto ad essere accreditato” ed il collocamento in bilancia dei diritti delle persone che hanno abbandonato i loro beni al di l? del Boug, da una parte, e delle capacit? finanziarie dello stato e dei valori costituzionali protetti, dall?altra parte, esigono che il legislatore che si conceda ad una valutazione approfondita e ponderata. Quando precisa l’ampiezza delle restrizioni portate al “diritto ad essere accreditato”, il legislatore deve prendere in particolare in conto lo scorrimento del tempo dal punto di vista delle persone che avevano abbandonato i loro beni al di l? del Boug e dei loro eredi che non hanno fino qui potuto esercitare il loro diritto ad essere indennizzati sul fondamento di leggi anteriori.
L’indennizzo promesso vent’ anni fa rivestiva essenzialmente la forma di un “aiuto al rialloggio dei cittadini” che doveva permettere ai cittadini polacchi di prendere una nuova partenza dopo la perdita dei beni che avevano abbandonato al di l? delle nuove frontiere dello stato polacco. Perci?, conviene formulare in modo dinamico gli obblighi di indennizzo [dello stato] in funzione dello scorrimento del tempo, e di applicare con una grande prudenza gli strumenti reali di protezione dei diritti patrimoniali delle persone fisiche nelle situazioni che sono nate in contesti storici differenti e si distinguono con sensibilit? differenti in quanto al rispetto di questi diritti.
Alla luce dei fatti storici, non ? giustificato di affermare che le persone che avevano abbandonato i loro beni al di l? del Boug rappresentano una categoria che subisce una discriminazione rispetto ad altri gruppi di cittadini che hanno perso i loro beni nel corso ed in seguito alla Seconda Guerra mondiale. Conviene ricordarsi che i proprietari di nazionalit? polacca non sono stati indennizzati assolutamente per la perdita di beni, ivi compreso ii beni fondiari, derivanti da requisizioni di guerra.
I proprietari dei beni confiscati nella cornice di riforme agrarie non hanno ottenuto indennizzo equivalente al valore dei loro beni. La “pensione” equivalente, o anche molto modesta, che i proprietari polacchi di beni statalizzati in virt? della legge di 1946 sulla statalizzazione dei settori fondamentali dell’economia nazionale erano supposti ricevere non ? stata versata molto frequentemente.
I proprietari di terreni situati nei limiti del comune di Varsavia come erano fissati nel 1939 che sono stati trasformati in beni comunali senza indennizzo subito dopo la Seconda Guerra mondiale non hanno a questo giorno ottenuto nessuno risarcimento. Inoltre, non ? legittimo suggerire che le persone che avevano abbandonato i loro beni al di l? del Boug abbiano subito una discriminazione a causa dei ritardi incorsi nel concretizzare le loro speranze in materia di indennizzo o per il fatto che questo indennizzo sia stato fatto in natura e non sotto una forma pecuniaria. Non bisogna perdere di vista che gli obblighi pecuniari che sarebbero nati e sarebbero stati confermati ed eseguiti prima dell’entrata in vigore della legge di 1950 che portava modifica del sistema monetario sarebbero stati sottoposti probabilmente al dispositivo svantaggioso di svalutazione monetaria previsto da questa legge. (…) “
B. La legge di luglio 2005
18. In virt? dell’articolo 26 della legge di luglio 2005, il “diritto ad essere accreditato”, menzionato nelle leggi anteriori, deve passare per un “diritto ad indennizzo” ( prawo do rekompensat), allo sguardo delle disposizioni di questa legge.
19. L’articolo 13 definisce il diritto ad indennizzo come segue:
“1. Il diritto ad indennizzo pu? essere esercitato secondo una delle seguente modalit?:
1) la deduzione del valore dei beni abbandonati al di l? delle frontiere reali dello stato polacco:
a) del prezzo di vendita dei beni del Tesoro pubblico;
b) del prezzo di vendita del diritto di uso continuo di beni fondiari del Tesoro pubblico;
c) dei diritti di uso continuo di beni dello stato e del prezzo di vendita di ogni edificio, locale o abitazione che vi si trova; o
d) dei diritti di trasformazione del diritto di uso continuo in diritto di propriet? di beni mirati nelle disposizioni separate; o
2) un’indennit? pecuniaria (świadczenie pieniężne) che sar? versata sui denari del Fondi di indennizzo (Fundusz Rekompensacyjny) mirato all’articolo 16,.
2. Il compenso al quale danno diritto dei beni abbandonati al di l? delle frontiere reali dello stato polacco ? plafonato al 20% del valore di questi beni. L’importo dell’indennit? pecuniaria rappresenta il 20% del valore dei beni abbandonati.
3. Per fissare l’importo da dedurre e l’indennit? pecuniaria mirata al capoverso 2, sopra, bisogna includere il valore [dei beni] che ? gi? stato acquisito nella cornice di un’esecuzione parziale del diritto ad indennizzo.
4. Il compenso al quale danno diritto dei beni abbandonati al di l? delle frontiere reali dello stato polacco ed il versamento dell’indennit? pecuniaria si effettua su presentazione della decisione o del certificato che conferma il diritto ad indennizzo, emessi sulla base della presente legge o di altre disposizioni. “
20. In virt? dell’articolo 16, un Fondo di indennizzo deve essere instaurato per finanziare e di garantire i versamenti di indennit? pecuniarie ai richiedenti riguardati dai beni situati al di l? del Boug. Il Fondo deriver? le sue risorse dalla vendita di beni che appartengono alle risorse in beni agricoli del Tesoro pubblico (Zas?b Własności Rolnej Skarbu Państwa) la capienza totale delle terre destinate a questo uso raggiunge i 400 000 ettari; degli interessi del denaro posto sui conti bancari dei Fondi; e, in caso di insufficienza dei redditi che provengono dalle due sorgenti precitate, di prestiti sul bilancio dello stato di un importo fissato dalla legge di bilancio pertinente.
C. I ricorsi previsti dal codice civile
1. Modifiche portate al codice civile
21. Il 1 settembre 2004, la legge del 17 giugno 2004 che portava modifica del codice civile e di altre leggi (Ustawa oh zmianie ustawy-Kodeks cywilny oraz niekt?rych innych ustaw-“la legge modificativa del 2004”) ? entrata in vigore. Le modifiche pertinenti hanno esteso la portata della responsabilit? civile del Tesoro pubblico mirata all’articolo 417 del codice civile, in particolare con l’aggiunta di un nuovo articolo 4171 e l’instaurazione della responsabilit? civile dello stato per avere omesso di adottare una legislazione, cio? per “omissione legislativa” (“zaniedbanie legislacyjne”).
2. Azione civile per danno materiale in virt? del diritto della responsabilit? civile
a) Articoli 417 e 4171 del codice civile
22. Nella sua versione applicabile fino al 1 settembre 2004, l’articolo 417 ? 1 che regolava in modo generale la responsabilit? civile dello stato, si leggeva cos?:
“1. Il Tesoro pubblico ? responsabile dei danni causati da un funzionario dello stato nell’esercizio delle sue funzioni. “
23. Dal 1 settembre 2004, l’articolo 417, nei suoi passaggi pertinenti, ? formulato come segue:
“1. Il Tesoro pubblico o [, all’occorrenza,] un’entit? autonoma o un’altra persona giuridica investita del potere pubblico ? responsabile di ogni danno causato da un’azione o un’omissione illegale [sopraggiunta] nell’esercizio del potere pubblico. “
24. In virt? delle disposizioni transitorie dell’articolo 5 della legge modificativa del 2004, l’articolo 417, come applicabile prima del 1 settembre 2004, valeva per l’insieme degli avvenimenti e delle situazioni giuridiche che esistevano prima di questa data.
25. L’articolo 4171, nei suoi passaggi pertinenti, enuncia:
“1. Se l’adozione di una legge ha causato un danno, pu? essere chiesto risarcimento di [questo] una volta stabilito nel procedimento pertinente che la legge in causa ? incompatibile con la Costituzione, un trattato ratificato o un’altra legge.
(…)
3. Se la non-adozione di una sentenza (orzeczenie) o di una decisione (decyzja) ha causato un danno allorcg? la legge faceva obbligo di rendere una tale sentenza o una tale decisione, pu? essere chiesto risarcimento [del danno] una volta stabilito nel procedimento pertinente che la non-adozione della sentenza o della decisione era contraria alla legge, a meno che delle regole speciali ne non dispongano diversamente.
4. Se la non-adozione di una legge ha causato un danno allorch? una disposizione legale faceva obbligo di adottare una tale legge, il tribunale incaricato della causa dichiara che simile mancanza ? contraria alla legge. “
b) La giurisprudenza pertinente della Corte suprema
26. Nelle sue sentenze del 30 giugno e 6 ottobre 2004 concernenti la questione di sapere se i richiedenti riguardati dai beni situati al di l? del Boug disponevano di un’azione in risarcimento per danno materiale in virt? del diritto della responsabilit? civile, la Corte suprema conferm? il parere che aveva espresso nella sua prima sentenza di principio sulla questione, resa il 21 novembre 2001 (vedere anche Broniowski, sentenza precitata, paragrafi 107-108) e dichiar? che lo stato polacco era responsabile dei danni materiali causati dall’inadempimento del “diritto ad essere accreditato” in ragione della disfunzione della legislazione relativa ai beni situati al di l? del Boug.
Le due sentenze furono rese dalla Corte suprema in seguito a ricorsi in cassazione introdotti dai richiedenti riguardati dai beni situati al di l? del Boug le cui domande di danno-interessi per inadempimento del “diritto ad essere accreditato” erano state respinte dai tribunali in prima e seconda istanza. La Corte suprema annull? le sentenze di appello e rinvi? le cause dinnanzi ai corsi di appello competenti.
27. Nella sentenza del 30 giugno 2004 ( no IV CK 491/03) resq dalla camera civile nel causa E.B. ed A.C. c. Tesoro pubblico-Governatore di Pomerania e ministro delle Finanze, la Corte suprema stim? che l’attivit? legislativa (działalność legislacyjna) dello stato polacco che gli vietava di liberarsi dagli obblighi che gli toccano in virt? degli Accordi delle Repubbliche, poteva essere considerata come un “reato legislativo” (delikt normatywny) che causava un danno ai richiedenti riguardati dai beni situati al di l? del Boug. Stim? anche che lo stato era responsabile di questo danno in virt? dell’articolo 77 ? 1 della Costituzione (Broniowski, sentenza precitata, ? 75, e dell’articolo 417 del codice civile). Dichiar? in particolare questo:
“Secondo la giurisprudenza tanto della Corte costituzionale che della Corte suprema, ? possibile [per un individuo] di chiedere dei danno-interessi al Tesoro pubblico per “vuoto legislativo” (bezprawie normatywne) (…) [che] consiste nella non-adozione [dallo stato] in tempo voluto dalla legislazione necessaria di un punto di vista costituzionale, il che ha per conseguenza di recare direttamente offesa ai diritti di un individuo.
(…)
Lo stato convenuto ha, da una parte, introdotto delle disposizioni che miravano a garantire un indennizzo per i beni abbandonati nei territori che appartenevano prima allo stato polacco ma, dall?altra parte, ha adottato una legislazione che escludevano o rendevano praticamente illusoria la possibilit? di mettere in opera il “diritto ad essere accreditato.” Pari atti del convenuto che sono arrivati ad un situazione di fatto nella quale l’esercizio del “diritto ad essere accreditato” ? stato in pratica annullato, presentano le caratteristiche di una condotta illegale che pu? essere qualificata come reato legislativo. L’illegalit? della condotta delle autorit? convenute ? dimostrata dal fatto che, definendo la forma e le modalit? di esecuzione del “diritto ad essere accreditato” nella cornice della loro autonomia legislativa, hanno in realt? fatto di tutto questo dispositivo un strumento di indennizzo illusorio, il che ha provocato una disfunzione inammissibile del sistema giuridico. (…)
Accogliere la domanda di danno-interessi presentata dai richiedenti in virt? dell’articolo 77 ? 1 della Costituzione esige tuttavia, anche di constatare prima di tutto l’esistenza di tutti gli elementi della responsabilit? civile, ossia la condotta illegale del convenuto, il danno subito dai richiedenti ed un legame di causalit? diretta tra i due. Il Tesoro pubblico pu? vedere anche la sua responsabilit? impegnata in virt? dell’articolo 77 ? 1 della Costituzione per i danni causati dagli atti legislativi dell’autorit? pubblica che hanno provocato nella pratica la privazione o la limitazione della possibilit? di esercitare dei diritti a titolo di un’altra legge, il che ha provocato a questo riguardo una disfunzione ed un’incoerenza interna del sistema legale. “
28. Nella terza sentenza successiva concernente la responsabilit? dello stato per inadempimento del “diritto ad essere accreditato”( no I CK 447/2003) resa dalla camera civile nel causa A.P. e J.P. c. Tesoro pubblico-Ministro del Tesoro pubblico e Governatore della provincia M. il 6 ottobre 2004, la Corte suprema dichiar?:
“Prima dell’entrata in vigore della legge del 1 settembre 2004 che portava modifica al codice civile, l’articolo 417 del codice civile costituiva perci? la base legale diretta per presentare delle domande in risarcimento di danni causati dall’adozione di una legislazione incompatibile col diritto; questa disposizione fu annullata dell’ordine giuridico nel modo precisato dall’articolo 188 della Costituzione [cio? fu dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale]. (…) [L]a richiesta di danno-interessi del richiedente trova una base legale nell’articolo 77 ? 1 della Costituzione combinato con l’articolo 417 nella sua versione applicabile prima del 1 settembre 2004.
Le autorit? dello stato devono avere il dovere non solo di instaurare delle garanzie giuridiche per garantire la protezione dei diritti patrimoniali ma anche di astenersi dall? adottare delle regole che restringono questi diritti o li estinguono. Lo stato convenuto ha, da una parte, introdotto delle disposizioni che miravano a garantire un indennizzo per i beni situati al di l? del Boug ma, dall?altra parte, ha adottato una legislazione che escludeva o rendeva illusoria la possibilit? per le persone titolari del “diritto ad essere accreditato” di averne il godimento.
Non fa nessuno dubbio che queste azioni hanno ridotto il valore del “diritto ad essere accreditato” e che questa riduzione costituisce una perdita materiale coperta dalla nozione di danno. Per definire [il danno], conviene confrontare il valore del “diritto ad essere accreditato” in una situazione giuridica ipotetica esente dalle eventuali omissioni e leggi giudicate difettose e nella situazione alla quale si arriva in realt?, cio? prendendo in conto la riserva ridotta di beni dello stato e, perci?, il valore [ridotto] del “diritto ad essere accreditato” dovuto all’applicazione delle leggi [difettose] fino alla loro abrogazione da parte della Corte costituzionale. “
3. Azione civile per danno giuridico causato da un attentato ai diritti personali
a) Articolo 23 del codice civile
29. L’articolo 23 del codice civile contiene un elenco non esauriente dei “diritti personali” (prawa osobiste). Ai termini di questa disposizione:
“I diritti personali di un individuo, come la salute, la libert?, l’onore, la libert? di coscienza, il nome o pseudonimo, l’immagine, il segreto della corrispondenza, l’inviolabilit? del domicilio, le opere scientifiche o artistiche [cos? come] le invenzioni e miglioramenti sono protetti a prescindere dal diritto civile della protezione consacrata in altre disposizioni giuridiche. “
b) Articolo 448 del codice civile
30. In virt? dell’articolo 448, una persona di cui i diritti personali sono stati infranti pu? chiedere ad essere indennizzato. Questa disposizione, nei suoi passaggi pertinenti, si legge cos?:
“Il tribunale pu? accordare una somma adeguata a titolo di risarcimento del danno giuridico (krzywda) subito da ogni persona i cui diritti personali sono stati infranti. A titolo sussidiario, la persona riguardata, in pi? di ricercare ogni forma di risarcimento che pu? essere necessario per annullare le conseguenze dell’attentato subito, pu? chiedere al tribunale di accordare una somma adeguata a favore di una causa sociale specifica. (…) “
IN DIRITTO
I. L’ACCORDO CHE PORTA ORDINAMENTO AMICHEVOLE
31. Il 6 settembre 2005, le parti sono giunte ad un ordinamento amichevole (paragrafo 8 sopra). Il loro accordo, firmato da esse in presenza di rappresentanti della cancelleria della Corte, ? formulato cos?:
“ORDINAMENTO AMICHEVOLE
NELLA CAUSA
Broniowski c. Polonia
Richiesta no 31443/96
Il presente documento espone i termini dell’ordinamento amichevole concluso tra
il Governo della Repubblica della Polonia (“il Governo”), da una parte,
ed il Sig. J.B. (“il richiedente”), dall?altra parte,
denominati sotto collettivamente “le parti”, conformemente agli articoli 38 ? 1 b, della Convenzione europea dei Diritti dell’uomo (“la Convenzione”) e 62 ? 1 dell’Ordinamento della Corte europea dei Diritti dell’uomo (“la Corte”);
Il Governo ? rappresentato dal suo agente, il Sig. Jakub Wołąsiewicz, ambasciatore, del ministero delle Cause estere, ed il richiedente dai Sigg. Z. C. e W. H., avvocati rispettivamente a Cracovia e Varsavia.
I. PREAMBOLO
Visto
a) la sentenza resa il 22 giugno 2004 dalla Grande Camera della Corte nello specifico (“la sentenza al principale”) nellaquale la Corte:
-ha constatato la violazione di un diritto patrimoniale protetto dall’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione;
-ha concluso che la violazione risultava da un problema strutturale legato alla disfunzione della legislazione e della pratica interni provocata dalla mancanza di un meccanismo effettivo che mirava a mettere in opera il “diritto ad essere accreditato” (prawo zaliczania,) dei richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug (punto 3 del dispositivo della sentenza al principale) e che perci? il richiedente nello specifico, il Sig. B., ma anche una categoria intera di individui si era vista, o si vedeva sempre, privare del loro diritto al rispetto dei loro beni come garantito dall’articolo 1 del Protocollo no 1;
-ha detto che lo stato convenuto doveva garantire, tramite misure legali e pratiche amministrative adeguate, il collocamento in opera del diritto patrimoniale in questione per gli altri richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug, o fornire a questi in luogo e in collocamento una correzione equivalente, conformemente ai principi della protezione dei diritti patrimoniali enunciati all’articolo 1 del Protocollo no 1;
-concernente l’indennit? da concedere al richiedente a titolo di soddisfazione equa,
ha deciso, in quanto ad ogni danno materiale o morale risultante dalla violazione constatata nello specifico, che la domanda dell’applicazione dell’articolo 41 non si trovava in stato e l’ha riservata per intero, e
ha assegnato al richiedente la somma di 12 000 euro (EUR) per gli oneri e spese esposti da lui fino a quel momento nel procedimento dinnanzi alla Corte;
-si ? messa poi a disposizione delle parti in vista di giungere ad un ordinamento amichevole della causa, conformemente all’articolo 38 ? 1 b, della Convenzione,;
b) la sentenza resa il 15 dicembre 2004 dalla Corte costituzionale polacca (no K2/04) nella quale questa ha giudicato incostituzionale le disposizioni della legge di dicembre 2003, paragrafi 114-120 della sentenza al principale) che imponeva delle restrizioni quantitative al “diritto ad essere accreditato”, fissato al 15% del valore iniziale senza potere superare un massimale di 50 000 zlotys polacchi (PLN)), e che escludeva dal regime di indennizzo ogni persona che aveva percepito prima un qualsiasi risarcimento per i beni abbandonati al di l? del Boug;
c) la legge dell? 8 luglio 2005 sul collocamento in opera del diritto ad essere indennizzato per i beni abbandonati al di l? delle frontiere reali dello stato polacco (Ustawa oh realizacji prawa do rekompensaty z tytułu pozostawienia nieruchomości poza obecnymi granicami państwa polskiego-“la legge di luglio 2005”), adottata per prendere in conto le conclusioni decise rispettivamente dalla Corte nella sentenza al principale e dalla Corte costituzionale polacca nella sua suddetta sentenza del 15 dicembre 2004;
le parti, con l’assistenza della cancelleria della Corte, sono giunte ad un accordo sui termini di un ordinamento amichevole come esposto qui di seguito:
II. CONSIDERAZIONI GENERALI
1. I termini dell’ordinamento qui sotto si fondano sulle seguenti premesse:
-il torto e l’ingiustizia che derivano dalla legislazione polacca relativa ai beni abbandonati al di l? del Boug non ? il fatto dello stato polacco;
-la responsabilit? di questo allo sguardo della Convenzione si limita al collocamento in opera della legislazione applicabile durante il periodo che dipende dalla competenza della Corte che ? cominciato il 10 ottobre 1994;
-sono presi non solo in conto gli interessi del richiedente nello specifico, il Sig. B., ed il danno subito da lui conformemente alla violazione del suo diritto patrimoniale constatato dalla Corte, ma anche quelli dei richiedenti in cause similari di cui la Corte ? gi? o potrebbe essere investita, cos? come il danno subito da ciascuno di essi;
-in esecuzione della sentenza al principale, lo stato polacco ha l’obbligo a titolo dell’articolo 46 della Convenzione di prendere non solo delle misure di risarcimento individuale al riguardo del Sig. B. ma anche delle misure generali che riguardano gli altri richiedenti nelle cause relative ai beni abbandonati al di l? del Boug (punto 4 del dispositivo della sentenza al principale).
2. Dato che il valore reale dei beni ai quali si ricollega il diritto di cui il richiedente ? titolare in virt? della legislazione sui beni abbandonati al di l? del Boug (“diritto a titolo di beni abbandonati al di l? del Boug”) ? in controversia tra le parti, queste convengono ad un valore transazionale ai fini esclusivi del presente ordinamento amichevole. Nessuna delle parti ? legata da questa valutazione in quanto ad ogni procedimento che potrebbe essere impegnato ulteriormente a livello nazionale o internazionale concernente i beni in questione.
3. Ai fini del presente ordinamento amichevole, le parti convengono che il valore del diritto di cui il richiedente ? titolare in virt? della legislazione sui beni abbandonati al di l? del Boug ? definito secondo le modalit? contemplate nella legge di luglio 2005, in particolare il massimale legale massimo del 20% fissato all’articolo 13 ? 2 di questa.
4. Il presente ordinamento amichevole non mette ostacolo al fatto che il richiedente chieda ed ottenga a titolo di indennizzo un importo che supera il massimale del 20% fissato dala legge del 2005 attualmente nel caso in cui il diritto polacco giungesse a permetterlo nell’avvenire.
III. MISURE INDIVIDUALI
5. Il Governo verser? al richiedente, sul conto bancario che indicher? questo, una somma globale di 237 000 PLN (due cento trentasettemila zlotys polacchi) entro 15 (quindici) giorni a contare dalla data della decisione della sentenza della Corte che cancella la causa dal suo ruolo conformemente all’articolo 62 ? 3 del suo Ordinamento. La frazione di questo importo assegnato per oneri e spese sar? aumentata della tassa sul valore aggiunto eventualmente dovuto, essendo il resto della somma esente da ogni tassa o imposta.
6. L’importo globale indicato sopra si scompone come segue:
a) una somma di 213 000 PLN (due cento tredicimila, zlotys polacchi) che comprende:
i. il 20% del valore transazionale convenuto dei beni del richiedente abbandonati al di l? del Boug, definito conformemente alle modalit? esposte nella legge del luglio 2005; la somma corrispondente sar? versata senza che il richiedente debba seguire il procedimento ordinario previsto dalla legge del luglio 2005 e nonostante il fatto che i suoi ascendenti abbiano gi? percepito un indennizzo parziale che corrisponde al 2% del valore dei beni iniziali; e
ii. un’indennit? per ogni danno eventualmente subito dal richiedente conformemente alla violazione del suo diritto patrimoniale garantito dall’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione, che copre al tempo stesso,
-il danno morale che risulta dai sentimenti di incertezza e di frustrazione provata dal richiedente per il fatto che le autorit? polacche gli hanno impedito a lungo di esercitare il suo “diritto ad essere accreditato” durante il periodo che dipende dalla competenza temporale della Corte e
-il danno materiale presunto ma non cifrato;
b) 24 000 PLN (ventiquattromila zlotys polacchi) per gli oneri e spese esposti dal richiedente in pi? di quelli gi? coperti dall’indennit? accordata nella sentenza al principale.
7. Nel caso in cui la somma non venisse versata nel termine di quindici giorni contemplati al paragrafo 5 sopra, il Governo si impegna a pagare su questa somma, fino all’ordinamento, un interesse semplice di un importo uguale al tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea durante il periodo di mancamento aumentato di tre punti di percentuale.
8. Il richiedente accetta che il versamento sopra, una volte ricevuto da lui:
a) varr? come ordinamento definitivo ed integrale di tutte le sue richieste che dipendono dalla richiesta no 31443/96 dinnanzi alla Corte, e
b) provocher? l?estinzione del diritto di cui ? titolare in virt? della legislazione sui beni abbandonati al di l? del Boug, come ? consacrato dalla legge del luglio 2005.
9. Perci?, il richiedente
a) si impegna a non chiedere danno-interessi allo stato convenuto in risarcimento di ogni danno materiale e/o morale che deriva dai fatti giudicati dalla Corte costitutiva di una violazione dell’articolo 1 del Protocollo no 1 alla Convenzione nello specifico;
b) rinuncia a sollevare nell’avvenire qualsiasi pretesa contro le autorit? polacche dinnanzi ai tribunali civili polacchi, ivi compreso sul fondamento delle disposizioni del codice civile concernenti il diritto della responsabilit? civile (articoli 417 e suiv.), cos? come qualsiasi pretesa che possa essere sottoposta relativamente a questi fatti alla Corte o ad un altro organo internazionale.
10. Il presente ordinamento amichevole non vale in nessun caso come riconoscenza da parte del richiedente della legittimit? del massimale legale del 20% fissato dalla legge del luglio 2005 o della sua compatibilit? con la Costituzione polacca o la Convenzione.
IV. MISURE GENERALI
11. Il Governo formula la seguente dichiarazione che fa parte integrante del presente ordinamento, in quanto alle misure generali che devono essere prese conformemente alla sentenza principale della Corte.
DICHIARAZIONE DEL GOVERNO
DELLA REPUBBLICA DELLA POLONIA
Avuto riguardo agli obblighi che gli toccano in virt? dell’articolo 46 della Convenzione nella cornice dell’esecuzione della sentenza al principale della Corte nella causa Broniowski c. Poloni,( richiesta no 31443/96) in particolare a quelle concernenti le misure generali da adottare in vista di garantire il collocamento in opera del “diritto ad essere accreditato” non solo del richiedente nello specifico ma anche degli altri richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug, il Governo della Repubblica della Polonia
DICHIARA
a) impegnarsi a mettere in opera tutte le misure necessarie in quanto al diritto ed alla pratica interni il pi? presto possibile, conformemente alle indicazioni che la Corte ha dato al punto 4 del dispositivo della sentenza al principale e, a questo fine, a raddoppiare gli sforzi per rendere effettiva la legislazione sui beni abbandonati al di l? del Boug e per migliorare nella pratica il funzionamento del meccanismo di indennizzo dei richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug, in particolare del procedimento di asta pubblica e dei versamenti dei Fondi di indennizzo 8Fundusz Rekompensacyjny) instaurato dalla legge del luglio 2005,;
b) costringersi, per ci? che riguarda il procedimento di asta pubblica, a badare al fatto che gli organismi di stato competenti non ostacolino il collocamento in opera del “diritto ad essere accreditato” dei richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug,;
c) riconoscere il suo obbligo, oltre adottare delle misure generali in vista di togliere gli ostacoli al collocamento in opera del “diritto ad essere accreditato”, di mettere a disposizione degli altri richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug una forma di risarcimento per ogni danno materiale o morale subito da essi a causa del funzionamento difettoso nel loro caso del regime legislativo applicabile ai beni abbandonati al di l? del Boug; a questo riguardo,
-rileva, in quanto al danno materiale, che non ? contestato che un’azione civile impegnata in virt? dell’articolo 417 o, eventualmente, dell’articolo 4171 del codice civile costituisca un ricorso che permette un simile risarcimento;
-sottolinea, in quanto al danno morale, riferito in particolare ai sentimenti di incertezza e di frustrazione, che questo obbligo ? stato preso in conto con l’integrazione nella legge del luglio 2005 di modalit? di collocamento in opera del “diritto ad essere accreditato” pi? favorevoli di quelle che esistevnoa primariamente nella legislazione anteriore, queste modalit? pi? favorevoli che sono, la possibilit? di ottenere un risarcimento pecuniario, (świadczenia pieniężneg), al posto di dover partecipare al procedimento pi? pesante di asta pubblica e, secondariamente, il rialzo del massimale legale dell’indennizzo dal 15 al 20%; e
-si impegna per di pi? a non contestare dinnanzi alle giurisdizioni nazionali che l’articolo 448 composto con l’articolo 23 del codice civile sia adatto a fornire una base legale per la presentazione di una domanda per danno giuridico.
Per il Governo Per il richiedente
Jakub W. J. B. Z. C.
[firma] W. H. [firme]
Fatto in tre esemplari originali, in presenza, per la cancelleria della Corte europea dei Diritti dell’uomo, di
Paul Mahoney Renata Degener
[firma] [firma]
Fatto a Varsavia, il 6 settembre 2005″,
II. VALUTAZIONE DELLA CORTE
A. Considerazioni generali
32. La Corte ha competenza per cancellare una causa dal ruolo in caso di ordinamento amichevole, in virt? dell’articolo 39 della Convenzione, cos? formulata,:
“In caso di ordinamento amichevole, la Corte cancella la causa dal ruolo con una decisione che si limita ad una breve esposizione dei fatti e della soluzione adottata. “
L’esercizio di questa competenza ? subordinato tuttavia alle condizioni enunciate 37 ? agli articoli 1 e 38 ? 1 b, della Convenzione che regola rispettivamente la radiazione delle richieste del ruolo e la constatazione di ordinamenti amichevoli. I passaggi pertinenti di queste disposizioni si leggono cos?:
Articolo 37
(Radiazione)
“1. In ogni momento del procedimento, la Corte pu? decidere di cancellare una richiesta dal ruolo quando le circostanze permettono di concludere
(…)
b) che la controversia ? stata decisa; (…)
(…).
Tuttavia, la Corte prosegue l’esame della richiesta se il rispetto dei diritti dell’uomo garantito dalla Convenzione ed i suoi Protocolli l’esigono. “
Articolo 38
(Esame contraddittorio della causa e procedimento di ordinamento amichevole)
“1. Se la Corte dichiara una richiesta ammissibile, lei,
(…)
b) si mette a disposizione degli interessati in vista di giungere ad un ordinamento amichevole della causa che si ispira al rispetto dei diritti dell’uomo come riconosciuti dalla Convenzione ed dai suoi Protocolli. “
33. Segue che la Corte pu? cancellare una causa dal ruolo quando si ? assicurata che l’ordinamento al quale sono giunte le parti si ispira “al rispetto dei diritti dell’uomo come riconosciuti dalla Convenzione ed dai suoi Protocolli.” Questa esigenza ? enunciata all’articolo 62 ? 3 dell’Ordinamento della Corte, ai termini del quale:
“Se la camera apprende dal cancelliere che le parti accettano un ordinamento amichevole, e dopo essersi garantita che suddetto ordinamento si ispira al rispetto dei diritti dell’uomo come riconosciuti dalla Convenzione ed dai suoi Protocolli, cancella la causa dal ruolo conformemente all’articolo 43 ? 3 del presente Ordinamento. ”
L’articolo 43 ? 3 dell’Ordinamento precisa che “[l]a decisione di cancellare dal ruolo una richiesta dichiarata ammissibile”-come nel caso specifico-“riveste la forma di una sentenza.”
B. Implicazioni di un “procedimento di sentenza pilota”
34. Nello specifico, le parti sono giunte ad un ordinamento amichevole dopo che la Corte ebbe reso una sentenza sul merito della causa; ha concluso che la violazione del diritto del richiedente come lo garantisce la Convenzione derivava la sua origine da un problema su grande scala ed a carattere sistemico che toccava un gran numero di persone (Broniowski, sentenza precitata, ? 189). A questo proposito, la Corte ha detto che “lo stato convenuto [doveva] garantire, tramite misure legali e pratiche amministrative adeguate, il collocamento in opera del diritto patrimoniale in questione per gli altri richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug, o fornire [agli interessati] in luogo e in collocamento una correzione equivalente, conformemente ai principi della protezione dei diritti patrimoniali enunciati all’articolo 1 del Protocollo no 1” (punto 4 del dispositivo della sentenza al principale).
La Corte ha detto dunque chiaramente che le misure generali a livello nazionale si impongono nella cornice dell’esecuzione della sentenza, misure che dovevano prendere in considerazione le numerose persone toccate ed essere di natura tale da ovviare al mancamento strutturale da cui derivava la constatazione di violazione formulata dalla Corte. Ha rilevato anche che queste misure dovevano comprendere un meccanismo che offriva alle persone lese un risarcimento per la violazione stabilita dalla Convenzione . Ha precisato che una volta identificato un tale difetto, incombeva sulle autorit? nazionali, sotto il controllo del Comitato dei Ministri, di prendere, in modo retroattivo se occorreva, le misure di correzione necessarie conformemente al principio di sussidiariet? della Convenzione (ibidem, ? 193).
Questo approccio giurisdizionale adottato dalla Corte per trattare i problemi sistemici o strutturali che appaiono nell’ordine giuridico nazionale ? designato dall’espressione “procedimento di sentenza pilota” (vedere, per esempio, il memorandum che indica la posizione della Corte sulle proposte di riforma della Convenzione europea dei Diritti dell’uomo ed altre misure che figurano nel rapporto del Comitato direttivo per i Diritti dell’uomo del 4 aprile 2003 (CDDH(2003)006 Finale, adottato all’unanimit? dalla Corte alla sua 43? sessione amministrativa il 12 settembre 2003, paragrafi 43-46, cos? come la risposta della Corte al rapporto di attivit? interinali della CDDH, preparata al termine della sua 46? sessione amministrativa plenaria tenuta il 2 febbraio 2004, paragrafo 37).
35. ? nella preoccupazione di facilitare la soppressione veloce ed effettiva di una disfunzione constatata nel sistema nazionale -polacco- di protezione di un diritto patrimoniale che la Corte ha designato la sentenza al principale come “sentenza pilota.” Uno dei fattori pertinenti ai quali ha avuto riguardo fu la minaccia crescente per il sistema della Convenzione e per la sua capacit? di trattare senza tregua il volume crescente di richieste che risultano da un gran numero di cause ripetitive che derivavano (ibidem tra altri) dallo stesso problema strutturale o sistemico. Del resto, il procedimento della sentenza pilota ha innanzitutto per vocazione di aiutare gli Stati contraenti ad assolvere il loro ruolo nel sistema della Convenzione decidendo questo genere di problemi a livello nazionale, in modo che riconoscano anche ci? alle persone riguardate i diritti e libert? definite nella Convenzione, come vuole l’articolo 1, offrendo loro una correzione pi? veloce alleggerendo anche il carico della Corte che, altrimenti, dovrebbe venire a conoscenza di una quantit? di richieste simili in sostanza. C’? luogo di ricordare che nella sentenza pilota che ha reso sulla richiesta del Sig. B., dopo avere constatato una violazione, la Corte ha rinviato il suo esame delle richieste che risultano dalla stessa causa generale “nell’attesa del collocamento in opera delle misure generali pertinenti” (ibidem, ? 198).
36. Nell’ipotesi di un ordinamento amichevole concluso dopo la decisione di una sentenza pilota sul merito di una causa, la nozione di “rispetto dei diritti dell’uomo come riconosciuti dalla Convenzione ed dai suoi Protocolli” si estende necessariamente al di l? dei soli interessi del richiedente di cui si tratta e comanda alla Corte di esaminare anche la causa sotto l’angolo delle “misure generali pertinenti.”
Si potrebbe escludere che anche prima che lo stato convenuto adotti una misura generale, o una misura generale adeguata, in esecuzione di una sentenza pilota sul merito (articolo 46 della Convenzione), la Corte sia portata a rendere una sentenza che cancella la richiesta dal ruolo sulla base di un ordinamento amichevole (articoli 37 ? 1 b, e 39) o a concedere una soddisfazione equa al richiedente (articolo 41). Tuttavia, tenuto conto del carattere sistemico o strutturale del mancamento che si trova all’origine della constatazione di violazione in una sentenza pilota, ? evidentemente augurabile per il buono funzionamento del meccanismo della Convenzione che correzione individuale e correzione generale vadano di pari passo. ? nel potere dello stato convenuto di prendere parallelamente le misure a carattere generale e le misure a carattere individuale necessarie e di procedere ad un ordinamento amichevole col richiedente sulla base di un accordo che integra queste due categorie di misure, il che rinforza anche con questo il carattere sussidiario del meccanismo di protezione dei diritti dell’uomo instaurato dalla Convenzione e facilita per la Corte ed il Comitato dei Ministri il compimento dei compiti che affidano loro rispettivamente l’articolo 41 e l’articolo 46 della Convenzione. Inversamente, ogni trasgressione di un Stato convenuto ad agire cos? mette necessariamente il sistema della Convenzione a pi? dura prova e scalza il suo carattere sussidiario.
37. In queste condizioni, per sapere se pu? cancellare la presente richiesta dal suo ruolo in applicazione degli articoli 39 e 37 ? 1 b, della Convenzione al motivo che la controversia ha trovato una soluzione e che il rispetto dei diritti dell’uomo come riconosciuti dalla Convenzione ed dai suoi Protocolli non si richiede che insegua il suo esame, conviene che la Corte consideri non solo la situazione individuale del richiedente ma anche le misure supposte per decidere il mancamento generale sottostante dell’ordine giuridico polacco che, nella sua sentenza al principale, ritiene per la sorgente della violazione constatata.
C. Termini dell’ordinamento amichevole al quale le parti sono arrivate
38. A questo proposito, la Corte nota che l’ordinamento amichevole concluso tra il Sig. B. ed il governo polacco abbordano sia gli aspetti generali che individuali della constatazione di una violazione del diritto patrimoniale garantito dall’articolo 1 del Protocollo no 1 al quale la Corte ? giunta nella sua sentenza al principale. La prima clausola dell’accordo enuncia espressamente che i termini dell’ordinamento si fondano sulla premessa che sono presi in conto non solo gli interessi del richiedente nello specifico ed il danno subito da lui conformemente alla violazione del suo diritto patrimoniale constatato dalla Corte, ma anche quelli dei richiedenti nelle cause similari di cui la Corte ? gi? o potrebbe essere investita, cos? come il danno subito da ciascuno di essi”, ed il fatto che ‘ “in esecuzione della sentenza al principale, lo stato polacco ha l’obbligo a titolo dell’articolo 46 della Convenzione di prendere non solo delle misure di risarcimento individuale al riguardo del Sig. B. ma anche delle misure generali che riguardano gli altri richiedenti nelle cause relative ai beni abbandonati al di l? del Boug” (paragrafo 31 sopra). Ai fini del loro ordinamento amichevole, le parti hanno riconosciuto le implicazioni della sentenza al principale dunque in quanto sentenza pilota.
1. Misure generale
39. Prima dell’ordinamento, il governo convenuto ha promulgato una legislazione modificativa, la legge del luglio 2005 (paragrafi 18-20 sopra) che, come precisa il preambolo all’accordo, ? “stata adottata per prendere in conto le conclusioni decise rispettivamente dalla Corte nella sentenza al principale e la Corte costituzionale nella sua sentenza del 15 dicembre 2004” (paragrafi 10-11, 14-17 e 31 sopra).
Nella sua sentenza al principale, la Corte ha giudicato che l’ostacolo ingiustificato messo all’esercizio del richiedente del suo diritto “al rispetto dei suoi beni” garantiti dall’articolo 1 del Protocollo no 1 risultava dalla condotta dello stato; difatti “le autorit? [polacche], imponendo delle limitazioni successive all’esercizio del “diritto del richiedente ad essere accreditato” ed avendo ricorso alle pratiche che ne hanno fatto un dritto non esecutivo ed inutilizzabile sul piano concreto, l’hanno reso illusorio e hanno distrutto la sua essenza stessa” (Broniowski, sentenza precitata, ? 185). La Corte ha osservato anche, relativamente all’estinzione giuridica estrema del “diritto del richiedente ad essere accreditato” in virt? della legge del dicembre 2003 (ibidem, ? 186) che non c’era “nessuna ragione imperativa affinch? un importo anche insignificante [ossia il 2% dell’indennizzo gi? percepito dalla famiglia del richiedente] privasse in s? l’interessato della possibilit? di ottenere almeno una parte del valore di quello a cui egli [poteva] pretendere, nelle condizioni di uguaglianza con gli altri richiedenti riguardati dai beni situati al di l? del Boug” (ibidem, ? 185 in fine). La legge del luglio 2005 combinata con gli impegni che il Governo ha preso nella dichiarazione che formula nella cornice dell’ordinamento amichevole hanno evidentemente per vocazione di togliere questi ostacoli pratici e giuridici all’esercizio del “diritto ad essere accreditato” dei richiedenti riguardati dai beni al di l? del Boug. Parimenti, tendendo la legge del luglio 2005 ad annullare gli aspetti restrittivi della legge del dicembre 2003 che la Corte costituzionale ha condannato specificamente nei motivi della sua sentenza del dicembre 2004, ossia il massimale massimo fissato a 50 000 zlotys polacchi (PLN) di indennizzo e l’esclusione di ogni altro “diritto ad essere accreditato” per tutti i richiedenti riguardati dai beni al di l? del Boug, come il richiedente che aveva percepito gi? un indennizzo, sotto qualsiasi forma e di qualsiasi importo che questo fosse (paragrafi 10-20 sopra).
La Corte osserva che, in questa ultima sentenza, la Corte costituzionale, nell’esercizio della sua propria funzione che ? -interpretare ed applicare la Costituzione polacca-ha giocato un ruolo importante per il fatto che ha fissato per il legislatore ed il potere esecutivo polacco le norme che devono regolare il rispetto dei diritti dell’uomo (Broniowski, sentenza precitata, ?? 77-86; e paragrafi 14-17 sopra) ed instaurato cos? in seno all’ordine giuridico interno delle migliori condizioni che permettono di garantire “i diritti e libert? definite [nella] Convenzione”, conformemente al principio di sussidiariet? che deriva dell’articolo 1 della Convenzione.
40. In quanto alla dichiarazione che il Governo ha fatto nell’ordinamento amichevole per ci? che riguarda le misure generali, la Corte nota che il suo tenore si riferisce al tempo stesso al modo in cui dovr? operare nell’avvenire il dispositivo legislativo sui beni abbandonati al di l? del Boug e la concessione di un risarcimento per ogni danno materiale o morale subito allora dai richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug a causa del funzionamento difettoso di questo dispositivo legislativo in passato.
41. Il Governo ha fatto in particolare stato a ricorsi di dritto civile specifici permettendo agli altri richiedenti riguardati dai beni abbandonati al di l? del Boug di chiedere dinnanzi alle giurisdizioni polacche di essere indennizzati di ogni danno materiale e/o morale subito da essi a causa della situazione strutturale che la sentenza al principale ha giudicato contraria all’articolo 1 del Protocollo no 1, e dunque di chiedere cos? il risarcimento sarebbe loro lecito in virt? dell’articolo 41 della Convenzione se la Corte fosse chiamata a conoscere individualmente dei loro casi.
L’esistenza di una via legale civile per il danno materiale causato dall’azione o l’omissione dello stato sembra chiaramente stabilita alla luce della giurisprudenza dei tribunali polacchi, in particolare della Corte suprema (paragrafi 22-28 sopra).
La posizione del diritto polacco per ci? che riguarda il recupero di un indennizzo presso le autorit? pubbliche per danno morale appare invece, meno nettamente (paragrafi 29-30 sopra.) Nella sua dichiarazione che figura nell’ordinamento amichevole, il governo convenuto d? ad intendere che un risarcimento in natura per il danno morale subito in passato dai richiedenti riguardati dai beni al di l? del Boug, in particolare i sentimenti di frustrazione e di incertezza che hanno provato, esista gi? fin da ora per il fatto che la legge del luglio 2005 contemplava delle modalit? pi? favorevoli di collocamento in opera del “diritto ad essere accreditato.” Comunque sia, il Governo si ? impegnato peraltro a non contestare che l’articolo 448 composto con l’articolo 23 del codice civile ? adeguato a fornire una base legale per la presentazione di una domanda per danno morale nell’ipotesi in cui questo o quel richiedente riguardato dai beni abbandonati al di l? del Boug desiderasse presentarne una dinnanzi ai tribunali polacchi.
42. Nella legislazione modificativa che ha promulgato e nella sua dichiarazione inclusa nell’ordinamento amichevole, il governo convenuto testimonia, secondo la Corte, della volont? tangibile di prendere delle misure destinate ad ovviare ai mancamenti strutturali constatati da lei nella sua sentenza al principale e dalla Corte costituzionale polacca nella sua sentenza del dicembre 2004. Cos?, in virt? dell’articolo 46 della Convenzione, appartiene al Comitato dei Ministri di valutare queste misure generali ed il loro collocamento in opera per ci? che riguarda la sorveglianza dell’esecuzione della sentenza al principale della Corte (vedere anche il paragrafo 43 ? 3 dell’Ordinamento di questa), allorch? si libera dal compito che gli spetta di decidere se c’? luogo o meno di cancellare la causa dal ruolo in applicazione degli articoli 37 ? 1 b) e 39 in seguito ad un ordinamento amichevole tra le parti, la Corte non pu? vedere nell’azione di correzione fin da ora gi? impresa o promessa dal governo convenuto che un fattore positivo per ci? riguarda il “rispetto dei diritti dell’uomo come riconosciuti dal la Convenzione ed dai suoi Protocolli” (paragrafo 37 sopra).
2. Misure individuali
43. In quanto al risarcimento accordato al Sig. B., il richiedente nello specifico, la Corte nota che il versamento che deve essere effettuato all’interessato conformemente all’accordo gli garantisce la soddisfazione accelerata del suo “diritto ad essere accreditato” in virt? del regime legislativo applicabile ai beni abbandonati al di l? del Boug come si presenta dall’adozione della legge del luglio 2005, cos? come l’indennizzo di ogni danno materiale e morale subito da lui. L’interessato conserva inoltre la facolt? di chiedere e di ottenere a titolo di indennizzo un importo che si aggiungerebbe al massimale del 20% fissato attualmente dalla legge del luglio 2005 nel caso in cui il diritto polacco lo permettesse nell’avvenire; e niente impedisce di contestare questo massimale del 20% dinnanzi alla Corte costituzionale polacca in seguito o, da ultimo, dinnanzi alla Corte (vedere sopra le clausole 6 e 10 dell’accordo al paragrafo 31).
D. Conclusione
44. Visto ci? che precede, la Corte stima che l’ordinamento concluso nello specifico si ispira al rispetto dei diritti dell’uomo come riconosciuti dalla Convenzione ed dai suoi Protocolli (articoli 37 ? 1 in fine della Convenzione e 62 ? 3 dell’Ordinamento).
Perci?, c’? luogo di cancellare la causa dal ruolo.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Prende atto dei termini dell’accordo di ordinamento amichevole e delle modalit? contemplate per garantire il rispetto degli impegni che vi sono enunciati (articolo 43 ? 3 dell’Ordinamento della Corte);
2. Decide di cancellare la causa dal ruolo.
Fatto in francese ed in inglese, poi comunicato per iscritto il 28 settembre 2005, in applicazione dell’articolo 77 ?? 2 e 3 dell’Ordinamento.
Luzius Wildhaber
Presidente Paul Mahoney Greffier
1. Traduzione francese effettuata dalla cancelleria della Corte a partire dalla traduzione inglese dei passaggi della sentenza del 15 dicembre 2004 che si basa su un documento disponibile sul sito web della Corte costituzionale, come la cancelleria l’ha rivisto per garantirne la conformit? con la terminologia utilizzata nella sentenza al principale.

Testo Tradotto

Conclusion Radiation du r?le (r?glement amiable)
GRANDE CHAMBRE
AFFAIRE BRONIOWSKI c. POLOGNE
(Requ?te no 31443/96)
ARR?T
(R?glement amiable)
STRASBOURG
28 septembre 2005
Cet arr?t est d?finitif. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Broniowski c. Pologne,
La Cour europ?enne des Droits de l?Homme, si?geant en une Grande Chambre compos?e de :
MM. L. Wildhaber, pr?sident,
J.-P. Costa,
G. Ress,
Sir Nicolas Bratza,
Mme E. Palm,
M. L. Caflisch,
Mme V. Str??nick?,
MM. V. Butkevych,
B.M. Zupančič,
J. Hedigan,
M. Pellonp??,
Mme H.S. Greve,
MM. A.B. Baka,
R. Maruste,
M. Ugrekhelidze,
S. Pavlovschi,
L. Garlicki, juges,
et de M. P.J. Mahoney, greffier,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 19 septembre 2005,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. A l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 31443/96) dirig?e contre la R?publique de Pologne et dont un ressortissant de cet Etat, M. J. B. (? le requ?rant ?), avait saisi la Commission europ?enne des Droits de l?Homme (? la Commission ?) le 12 mars 1996 en vertu de l?ancien article 25 de la Convention de sauvegarde des Droits de l?Homme et des Libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant, qui a ?t? admis au b?n?fice de l?assistance judiciaire, a ?t? repr?sent? par Me Z. C., avocat ? Cracovie, et Me W. H., avocat ? Varsovie. Le gouvernement polonais (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, M. J. Wołąsiewicz, du minist?re des Affaires ?trang?res.
3. Dans un arr?t rendu le 22 juin 2004 (? l?arr?t au principal ?), la Cour (Grande Chambre) a constat? la violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention. Elle a conclu que cette violation r?sultait d?un probl?me structurel li? au dysfonctionnement de la l?gislation et de la pratique internes occasionn? par l?absence d?un m?canisme effectif visant ? mettre en ?uvre le ? droit ? ?tre cr?dit? ? des demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug (point 3 du dispositif de l?arr?t au principal), en cons?quence de quoi non seulement le requ?rant en l?esp?ce mais ?galement une cat?gorie enti?re de particuliers s??taient vus, ou se voyaient toujours, priv?s de leur droit au respect de leurs biens (Broniowski c. Pologne [GC], no 31443/96, CEDH 2004-V, ? 189).
A cet ?gard, la Cour a dit que l?Etat d?fendeur devait garantir, par des mesures l?gales et des pratiques administratives appropri?es, la mise en ?uvre du droit patrimonial en question pour les autres demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug, ou fournir aux int?ress?s en lieu et place un redressement ?quivalent, conform?ment aux principes de la protection des droits patrimoniaux ?nonc?s ? l?article 1 du Protocole no 1 (point 4 du dispositif de l?arr?t au principal).
Concernant l?indemnit? ? octroyer au requ?rant pour tout dommage mat?riel ou moral r?sultant de la violation constat?e en l?esp?ce, la Cour a dit que la question de l?application de l?article 41 de la Convention ne se trouvait pas en ?tat et l?a r?serv?e en entier, et elle a invit? le Gouvernement et le requ?rant ? lui soumettre par ?crit, dans les six mois ? compter de la date de communication de l?arr?t au principal, leurs observations ?crites sur la question et ? lui donner connaissance de tout accord auquel ils pourraient parvenir (point 5 du dispositif de l?arr?t au principal). Plus pr?cis?ment, quant ? l?article 41, la Cour a estim? que cette question devait ?tre r?gl?e non seulement eu ?gard ? tout accord auquel les parties pourraient aboutir mais ?galement ? la lumi?re de toutes mesures ? caract?re individuel ou g?n?ral que le gouvernement d?fendeur pourrait prendre en ex?cution de l?arr?t au principal. Dans l?attente de la mise en ?uvre des mesures g?n?rales pertinentes, la Cour a ajourn? son examen des requ?tes r?sultant de la m?me cause g?n?rale (Broniowski, arr?t pr?cit?, ? 198).
Enfin, la Cour a allou? au requ?rant la somme de 12 000 euros (EUR) pour les frais et d?pens expos?s par lui jusque-l? dans la proc?dure devant elle.
4. Dans le d?lai susmentionn? de six mois, les parties ont pr?sent? leurs observations sur la question de l?indemnit? ? octroyer en l?esp?ce ? titre de satisfaction ?quitable en vertu de l?article 41. Le Gouvernement a pr?sent? ses observations le 31 janvier 2005. Celles du requ?rant ont ?t? re?ues au greffe le 14 f?vrier 2005.
5. Le 7 mars 2005, apr?s que chacune des parties eut pris connaissance du m?moire de l?autre, le Gouvernement a demand? l?assistance du greffier pour des n?gociations entre les parties tendant ? un r?glement amiable de l?affaire. Il a soumis ? la m?me occasion une proposition ?crite en vue d?un tel r?glement.
6. Conform?ment aux instructions du pr?sident de la Grande Chambre, les repr?sentants du greffe ont tenu des r?unions avec les parties les 23 et 24 juin 2005 ? Varsovie. A cette derni?re date, les parties, eu ?gard notamment ? l??volution des travaux du Parlement polonais sur une nouvelle l?gislation concernant les biens abandonn?s au-del? du Boug, ont d?cid? qu?il y avait lieu d?ajourner les n?gociations en vue d?un r?glement amiable jusqu?? l?adoption de cette l?gislation, qui devait intervenir ? bref d?lai (paragraphes 12 et 13 ci-dessous).
7. Le 26 juillet 2005, le Gouvernement a inform? la Cour que la nouvelle l?gislation sur les biens abandonn?s au-del? du Boug avait ?t? adopt?e par le Parlement le 8 juillet 2005 (voir aussi le paragraphe 13 ci-dessous). Il a demand? au greffier de reprendre les n?gociations en vue d?un r?glement amiable.
8. A l?issue d?une deuxi?me session de n?gociations, qui s?est d?roul?e les 5 et 6 septembre 2005 ? Varsovie, les parties ont sign? un accord de r?glement amiable, dont le texte est reproduit dans la partie ? En droit ? du pr?sent arr?t (paragraphe 31 ci-dessous).
EN FAIT
9. Le requ?rant, M. J. B., est n? en 1944 et r?side ? Wieliczka (Pologne).
I. FAITS SURVENUS APR?S LE PRONONC? DE L?ARR?T AU PRINCIPAL
10. Le 15 d?cembre 2004, ? la suite d?une demande d?pos?e le 30 janvier 2004 par un groupe de d?put?s contestant la constitutionnalit? de certaines dispositions de la loi du 12 d?cembre 2003 sur la compensation de la valeur des biens abandonn?s au-del? des fronti?res actuelles de l?Etat polonais par le prix d?achat ou le droit d?usage perp?tuel de biens de l?Etat (Ustawa o zaliczaniu na poczet ceny sprzedaży albo opłat z tytułu użytkowania wieczystego nieruchomości Skarbu Państwa wartości nieruchomości pozostawionych poza obecnymi granicami Państwa Polskiego ? ? la loi de d?cembre 2003 ?) (voir ?galement l?arr?t Broniowski pr?cit?, ?? 37-38 et 120), la Cour constitutionnelle (Trybunał Konstytucyjny) d?clara inconstitutionnelles, entre autres, les dispositions ?non?ant des restrictions quantitatives au ? droit ? ?tre cr?dit? ?, ? savoir l?article 3 ? 2, qui fixait la valeur de ce droit ? 15 % au plus de la valeur initiale des biens abandonn?s au-del? du Boug, sans que l?on puisse d?passer un plafond de 50 000 zlotys polonais (PLN), et l?article 2 ? 4, qui excluait du r?gime d?indemnisation pr?vu par cette loi toute personne qui, comme le requ?rant, avait b?n?fici? au moins d?une certaine forme de r?paration en vertu de lois ant?rieures.
11. L?arr?t de la Cour constitutionnelle prit effet le 27 d?cembre 2004, date de sa publication au Journal des lois (Dziennik Ustaw), sauf en ce qui concernait la partie relative ? l?article 3 ? 2, dont la haute juridiction pronon?ait l?abrogation ? compter du 30 avril 2005.
12. Le 2 mars 2005, le gouvernement pr?senta au Parlement un projet de loi sur le r?glement des cr?ances d?indemnisation pour des biens abandonn?s au-del? des fronti?res actuelles de l?Etat polonais (projekt ustawy o realizacji prawa do rekompensaty z tytułu pozostawienia nieruchomości poza obecnymi granicami państwa polskiego). Dans ce projet, il ?tait propos? de fixer l?indemnisation maximum ? laquelle pourraient pr?tendre les demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug ? 15 % de la valeur initiale des biens. Selon ce projet, le ? droit ? ?tre cr?dit? ? pouvait ?tre exerc? par deux voies diff?rentes, au choix du demandeur : soit, comme auparavant, par une proc?dure de vente aux ench?res, soit par le versement imm?diat d?une somme par un Fonds d?indemnisation sp?cial.
Le projet de loi passa en premi?re lecture le 15 avril 2005, ? la suite de quoi la question fut renvoy?e ? la commission parlementaire du Tr?sor public. Pendant les discussions qui se tinrent en mai et juin 2005, le plafond de 15 % fut critiqu? par de nombreux d?put?s et il fut sugg?r? d?augmenter l?indemnisation afin de garantir la conformit? du dispositif avec l?arr?t au principal rendu en l?esp?ce par la Cour de Strasbourg.
13. Le 8 juillet 2005, la Sejm (premi?re chambre du Parlement polonais) adopta la loi sur le r?glement des cr?ances d?indemnisation pour des biens abandonn?s au-del? des fronti?res actuelles de l?Etat polonais (Ustawa o realizacji prawa do rekompensaty z tytułu pozostawienia nieruchomości poza obecnymi granicami państwa polskiego ? ? la loi de juillet 2005 ?). Le plafond l?gal d?indemnisation au titre de biens abandonn?s au-del? du Boug fut fix? ? 20 %. La loi fut adopt?e par le Senat (seconde chambre du Parlement polonais) le 21 juillet 2005 et sign?e par le Pr?sident de la Pologne le 15 ao?t 2005. Elle entrera en vigueur le 7 octobre 2005, soit trente jours apr?s sa publication au Journal des lois.
II. DROIT ET PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. L?arr?t de la Cour constitutionnelle du 15 d?cembre 2004
14. L?arr?t de la Cour constitutionnelle du 15 d?cembre 2004 est la deuxi?me d?cision majeure sur les demandes concernant des biens situ?s au-del? du Boug (voir ?galement Broniowski, arr?t pr?cit?, ?? 79-87) ; il est longuement motiv? et examine de mani?re approfondie le contexte juridique et social dans lequel a ?t? d?velopp?e la l?gislation sur les biens abandonn?s au-del? du Boug, du point de vue notamment des principes de l??tat de droit et de la justice sociale (article 2 de la Constitution), de l?interdiction des expropriations sans indemnisation ?quitable (article 21), de la proportionnalit? (article 31), de l??galit? devant la loi (article 32) et de la protection des droits patrimoniaux (article 64).
15. Pour ce qui est de la diff?rence de traitement, d?coulant de l?article 2 ? 4 de la loi de d?cembre 2003, entre les demandeurs concern?s par des biens situ?s au-del? du Boug (voir aussi l?arr?t Broniowski pr?cit?, ?? 115, 119 et 186), la Cour constitutionnelle d?clara notamment :
? Le fait de priver du ? droit ? ?tre cr?dit? ? des personnes qui, sur le fondement d?autres lois, ont acquis la propri?t?, ou le droit d?usage perp?tuel, de biens ayant une valeur inf?rieure ? la valeur du ? droit ? ?tre cr?dit? ? ?nonc? par la loi de d?cembre 2003 en cause et qui, ipso facto, n?ont qu?une jouissance partielle de ce droit (…) porte atteinte aux principes constitutionnels de l??galit? dans la protection des droits patrimoniaux (article 64 ? 2) ainsi que de l??galit? de traitement et de la non-discrimination (article 32). Il y a l? une diff?rence de traitement injustifi?e entre les personnes qui n?ont jusqu?? pr?sent absolument pas b?n?fici? de leur ? droit ? ?tre cr?dit? ? et celles qui en ont b?n?fici? ? un degr? moindre que ne l?envisageait la loi en cause. Pareille disposition est ?galement socialement injuste, sape la confiance des citoyens en l?Etat et, en cons?quence, ne se concilie pas avec l?article 2 de la Constitution. ?1
16. En ce qui concerne les plafonds l?gaux de 15 % de la valeur initiale et de 50 000 PLN fix?s ? l?article 3 ? 2 de la loi de d?cembre 2003 (voir ?galement Broniowski, arr?t pr?cit?, ?? 116 et 186), la Cour constitutionnelle d?clara notamment :
? Les restrictions quantitatives au ? droit ? ?tre cr?dit? ? pr?vues par les dispositions ?num?r?es au point I.5 de l?arr?t de la Cour constitutionnelle sont excessives et, en cons?quence, ne sont compatibles ni avec les principes de la protection des droits acquis et de la confiance des citoyens en l?Etat, tels qu?ils d?coulent du principe constitutionnel de l??tat de droit, ni avec le principe de justice sociale (article 2 de la Constitution).
En particulier, la fixation ? 50 000 zlotys polonais d?un plafond uniforme pour la valeur d?indemnisation, pour toutes les personnes titulaires du ? droit ? ?tre cr?dit? ?, entra?ne une in?galit? de traitement entre ces personnes et se heurte ? l?article 32 ? 1 de la Constitution. En outre, cette disposition entra?ne dans la protection des droits patrimoniaux des int?ress?s une in?galit? contraire ? l?article 64 ? 2 de la Constitution.
17. La Cour constitutionnelle traita ?galement des restrictions autoris?es au ? droit ? ?tre cr?dit? ? et de la discrimination all?gu?e ? l?encontre de demandeurs concern?s par des biens situ?s au-del? du Boug, dans les termes suivants :
? Des restrictions aux droits patrimoniaux des citoyens peuvent ?tre pr?vues par la loi pour les raisons suivantes : l?int?r?t g?n?ral, les (…) contraintes financi?res (…) de l?Etat ? impos?es pour le bien commun vis? ? l?article 1 de la Constitution ? et, en ce qui concerne (…) les r?percussions financi?res du pr?sent arr?t, la prise en compte de la capacit? de l?Etat ? remplir ses fonctions de base. (…)
La d?finition de l?ampleur des restrictions justifi?es apport?es au ? droit ? ?tre cr?dit? ? et la mise en balance des droits des personnes qui ont abandonn? leurs biens au-del? du Boug, d?une part, et des capacit?s financi?res de l?Etat et des valeurs constitutionnelles prot?g?es, d?autre part, exigent du l?gislateur qu?il se livre ? une appr?ciation approfondie et r?fl?chie. Lorsqu?il pr?cise l?ampleur des restrictions apport?es au ? droit ? ?tre cr?dit? ?, le l?gislateur doit en particulier prendre en compte l??coulement du temps du point de vue des personnes ayant abandonn? leurs biens au-del? du Boug et de leurs h?ritiers qui n?ont jusqu?ici pas pu exercer leur droit ? ?tre indemnis?s sur le fondement de lois ant?rieures.
L?indemnisation promise il y a soixante ans rev?tait essentiellement la forme d?une ? aide au relogement des citoyens ? devant permettre aux citoyens polonais de prendre un nouveau d?part apr?s la perte des biens qu?ils avaient abandonn?s au-del? des nouvelles fronti?res de l?Etat polonais. En cons?quence, il convient de formuler de fa?on dynamique les obligations d?indemnisation [de l?Etat] en fonction de l??coulement du temps, et d?appliquer avec une tr?s grande prudence les instruments actuels de protection des droits patrimoniaux des personnes physiques ? des situations qui sont n?es dans des contextes historiques diff?rents et se caract?risent par des sensibilit?s diff?rentes quant au respect de ces droits.
A la lumi?re des faits historiques, il n?est pas justifi? d?affirmer que les personnes ayant abandonn? leurs biens au-del? du Boug repr?sentent une cat?gorie subissant une discrimination par rapport ? d?autres groupes de citoyens qui ont perdu leurs biens au cours et ? la suite de la Seconde Guerre mondiale. Il convient de se rappeler que les propri?taires de nationalit? polonaise n?ont absolument pas ?t? indemnis?s pour la perte de biens (y compris de biens fonciers) d?coulant de r?quisitions de guerre.
Les propri?taires de biens confisqu?s dans le cadre de r?formes agraires n?ont pas obtenu d?indemnisation ?quivalente ? la valeur de leurs biens. La ? pension ? ?quivalente, ou m?me tr?s modeste, que les propri?taires polonais de biens nationalis?s en vertu de la loi de 1946 sur la nationalisation des secteurs fondamentaux de l??conomie nationale ?taient cens?s recevoir n?a tr?s souvent pas ?t? vers?e.
Les propri?taires de terrains situ?s dans les limites de la commune de Varsovie telles qu?elles ?taient fix?es en 1939 qui ont ?t? transform?s en biens communaux sans indemnisation tout de suite apr?s la Seconde Guerre mondiale n?ont ? ce jour obtenu aucune r?paration. En outre, il n?est pas l?gitime de sugg?rer que les personnes ayant abandonn? leurs biens au-del? du Boug ont subi une discrimination du fait des retards mis ? concr?tiser leurs esp?rances en mati?re d?indemnisation ou du fait que cette indemnisation s?est faite en nature et non pas sous une forme p?cuniaire. Il ne faut pas perdre de vue que les obligations p?cuniaires qui seraient n?es et auraient ?t? confirm?es et ex?cut?es avant l?entr?e en vigueur de la loi de 1950 portant modification du syst?me mon?taire auraient ?t? probablement soumises au dispositif d?savantageux de d?valuation mon?taire pr?vu par cette loi. (…) ?
B. La loi de juillet 2005
18. En vertu de l?article 26 de la loi de juillet 2005, le ? droit ? ?tre cr?dit? ?, mentionn? dans des lois ant?rieures, doit passer pour un ? droit ? indemnisation ? (prawo do rekompensaty) au regard des dispositions de cette loi.
19. L?article 13 d?finit le droit ? indemnisation comme suit :
? 1. Le droit ? indemnisation peut ?tre exerc? selon l?une des modalit?s suivantes :
1) la d?duction de la valeur de biens abandonn?s au-del? des fronti?res actuelles de l?Etat polonais :
a) du prix de vente de biens du Tr?sor public ;
b) du prix de vente du droit d?usage perp?tuel de biens fonciers du Tr?sor public ;
c) des droits d?usage perp?tuel de biens de l?Etat et du prix de vente de tout b?timent, local ou habitation qui s?y trouve ; ou
d) des droits de transformation du droit d?usage perp?tuel en droit de propri?t? de biens vis? dans des dispositions s?par?es ; ou
2) une indemnit? p?cuniaire (świadczenie pieniężne) qui sera vers?e sur les deniers du Fonds d?indemnisation (Fundusz Rekompensacyjny) vis? ? l?article 16.
2. La compensation ? laquelle donnent droit des biens abandonn?s au-del? des fronti?res actuelles de l?Etat polonais est plafonn?e ? 20 % de la valeur de ces biens. Le montant de l?indemnit? p?cuniaire repr?sente 20 % de la valeur des biens abandonn?s.
3. Pour fixer le montant ? d?duire et l?indemnit? p?cuniaire vis?e ? l?alin?a 2) ci-dessus, il faut inclure la valeur [des biens] qui a d?j? ?t? acquise dans le cadre d?une ex?cution partielle du droit ? indemnisation (…).
4. La compensation ? laquelle donnent droit des biens abandonn?s au-del? des fronti?res actuelles de l?Etat polonais et le versement de l?indemnit? p?cuniaire s?effectuent sur pr?sentation de la d?cision ou du certificat confirmant le droit ? indemnisation, ?mis sur la base de la pr?sente loi ou d?autres dispositions. ?
20. En vertu de l?article 16, un Fonds d?indemnisation doit ?tre instaur? afin de financer et de garantir les versements d?indemnit?s p?cuniaires aux demandeurs concern?s par des biens situ?s au-del? du Boug. Le Fonds tirera ses ressources de la vente de biens appartenant aux ressources en biens agricoles du Tr?sor public (Zas?b Własności Rolnej Skarbu Państwa), la contenance totale des terres destin?es ? cet usage atteignant les 400 000 hectares ; des int?r?ts de l?argent plac? sur les comptes bancaires du Fonds ; et, en cas d?insuffisance des revenus ?manant des deux sources pr?cit?es, d?emprunts sur le budget de l?Etat d?un montant fix? par la loi budg?taire pertinente.
C. Les recours pr?vus par le code civil
1. Modifications apport?es au code civil
21. Le 1er septembre 2004, la loi du 17 juin 2004 portant modification du code civil et d?autres lois (Ustawa o zmianie ustawy ? Kodeks cywilny oraz niekt?rych innych ustaw ? ? la loi modificative de 2004 ?) est entr?e en vigueur. Les modifications pertinentes ont ?tendu la port?e de la responsabilit? civile du Tr?sor public vis?e ? l?article 417 du code civil, notamment par l?ajout d?un nouvel article 4171 et l?instauration de la responsabilit? civile de l?Etat pour avoir omis d?adopter une l?gislation, c?est-?-dire pour ? omission l?gislative ? (? zaniedbanie legislacyjne ?).
2. Action civile pour dommage mat?riel en vertu du droit de la responsabilit? civile
a) Articles 417 et 4171 du code civil
22. Dans sa version applicable jusqu?au 1er septembre 2004, l?article 417 ? 1, qui r?gissait de mani?re g?n?rale la responsabilit? civile de l?Etat, se lisait ainsi :
? 1. Le Tr?sor public est responsable des dommages caus?s par un fonctionnaire de l?Etat dans l?exercice de ses fonctions. ?
23. Depuis le 1er septembre 2004, l?article 417, en ses passages pertinents, est libell? comme suit :
? 1. Le Tr?sor public ou [,le cas ?ch?ant,] une entit? autonome ou une autre personne morale investie de la puissance publique est responsable de tout dommage caus? par une action ou une omission ill?gale [survenue] dans l?exercice de la puissance publique. ?
24. En vertu des dispositions transitoires de l?article 5 de la loi modificative de 2004, l?article 417, tel qu?applicable avant le 1er septembre 2004, vaut pour l?ensemble des ?v?nements et des situations juridiques qui existaient avant cette date.
25. L?article 4171, en ses passages pertinents, ?nonce :
? 1. Si l?adoption d?une loi a caus? un dommage, il peut ?tre demand? r?paration de [celui-ci] une fois ?tabli dans la proc?dure pertinente que la loi en cause est incompatible avec la Constitution, un trait? ratifi? ou une autre loi.
(…)
3. Si la non-adoption d?un arr?t (orzeczenie) ou d?une d?cision (decyzja) a caus? un dommage alors que la loi faisait obligation de rendre un tel arr?t ou une telle d?cision, il peut ?tre demand? r?paration [du dommage] une fois ?tabli dans la proc?dure pertinente que la non-adoption de l?arr?t ou de la d?cision ?tait contraire ? la loi, ? moins que des r?gles sp?ciales n?en disposent autrement.
4. Si la non-adoption d?une loi a caus? un dommage alors qu?une disposition l?gale faisait obligation d?adopter une telle loi, le tribunal charg? de l?affaire d?clare que pareille d?faillance est contraire ? la loi. ?
b) La jurisprudence pertinente de la Cour supr?me
26. Dans ses arr?ts des 30 juin et 6 octobre 2004 concernant la question de savoir si les demandeurs concern?s par des biens situ?s au-del? du Boug disposaient d?une action en r?paration pour dommage mat?riel en vertu du droit de la responsabilit? civile, la Cour supr?me confirma l?avis qu?elle avait exprim? dans son premier arr?t de principe sur la question, rendu le 21 novembre 2001 (voir ?galement Broniowski, arr?t pr?cit?, paragraphes 107-108) et d?clara que l?Etat polonais ?tait responsable des dommages mat?riels caus?s par la non-ex?cution du ? droit ? ?tre cr?dit? ? en raison du dysfonctionnement de la l?gislation relative aux biens situ?s au-del? du Boug.
Les deux arr?ts furent rendus par la Cour supr?me ? la suite de pourvois en cassation introduits par des demandeurs concern?s par des biens situ?s au-del? du Boug dont les demandes de dommages-int?r?ts pour non-ex?cution du ? droit ? ?tre cr?dit? ? avaient ?t? rejet?es par les tribunaux en premi?re et deuxi?me instances. La Cour supr?me annula les arr?ts d?appel et renvoya les affaires devant les cours d?appel comp?tentes.
27. Dans l?arr?t du 30 juin 2004 (no IV CK 491/03) rendu par la chambre civile dans l?affaire E.B. et A.C. c. Tr?sor public ? Gouverneur de Pom?ranie et ministre des Finances, la Cour supr?me estima que l?activit? l?gislative (działalność legislacyjna) de l?Etat polonais, qui lui interdisait de s?acquitter des obligations lui incombant en vertu des Accords des R?publiques, pouvait ?tre consid?r?e comme un ? d?lit l?gislatif ? (delikt normatywny) causant un dommage aux demandeurs concern?s par des biens situ?s au-del? du Boug. Elle estima ?galement que l?Etat ?tait responsable de ce dommage en vertu de l?article 77 ? 1 de la Constitution (Broniowski, arr?t pr?cit?, ? 75) et de l?article 417 du code civil. Elle d?clara notamment ceci :
? Selon la jurisprudence tant de la Cour constitutionnelle que de la Cour supr?me, il est possible [pour un particulier] de demander des dommages-int?r?ts au Tr?sor public pour ? vide l?gislatif ? (bezprawie normatywne) (…) [qui] consiste en la non-adoption [par l?Etat] en temps voulu de la l?gislation n?cessaire d?un point de vue constitutionnel, ce qui a pour cons?quence de porter directement atteinte aux droits d?un individu.
(…)
L?Etat d?fendeur a, d?une part, introduit des dispositions qui visaient ? garantir une indemnisation pour des biens abandonn?s dans des territoires appartenant auparavant ? l?Etat polonais mais, d?autre part, a adopt? une l?gislation excluant ou rendant pratiquement illusoire la possibilit? de mettre en ?uvre le ? droit ? ?tre cr?dit? ?. Pareils actes du d?fendeur, qui ont abouti ? une situation factuelle dans laquelle l?exercice du (…) ? droit ? ?tre cr?dit? ? a ?t? en pratique supprim?e, pr?sentent les caract?ristiques d?une conduite ill?gale pouvant ?tre qualifi?e en d?lit l?gislatif. L?ill?galit? de la conduite des autorit?s d?fenderesses est d?montr?e par cela que, en d?finissant la forme et les modalit?s d?ex?cution du ? droit ? ?tre cr?dit? ? dans le cadre de leur autonomie l?gislative, elles ont en r?alit? fait de tout ce dispositif un instrument d?indemnisation illusoire, ce qui a entra?n? un dysfonctionnement inadmissible du syst?me juridique. (…)
N?anmoins, accueillir la demande de dommages-int?r?ts pr?sent?e par les demandeurs en vertu de l?article 77 ? 1 de la Constitution exige ?galement de constater au pr?alable l?existence de tous les ?l?ments de la responsabilit? civile, ? savoir la conduite ill?gale du d?fendeur, le dommage subi par les demandeurs et un lien de causalit? direct entre les deux. Le Tr?sor public peut ?galement voir sa responsabilit? engag?e en vertu de l?article 77 ? 1 de la Constitution pour les dommages caus?s par des actes l?gislatifs de l?autorit? publique ayant entra?n? dans la pratique la privation ou la limitation de la possibilit? d?exercer des droits au titre d?une autre loi, ce qui a entra?n? un dysfonctionnement et une incoh?rence interne du syst?me l?gal ? cet ?gard. ?
28. Dans le troisi?me arr?t successif concernant la responsabilit? de l?Etat pour non-ex?cution du ? droit ? ?tre cr?dit? ? (no I CK 447/2003), rendu par la chambre civile dans l?affaire A.P. et J.P. c. Tr?sor public ? Ministre du Tr?sor public et Gouverneur de la province M. le 6 octobre 2004, la Cour supr?me d?clara :
? Avant l?entr?e en vigueur de la loi du 1er septembre 2004 portant modification du code civil, l?article 417 du code civil constituait en cons?quence la base l?gale directe pour pr?senter des demandes en r?paration de dommages caus?s par l?adoption d?une l?gislation incompatible avec le droit ; cette disposition fut supprim?e de l?ordre juridique de la mani?re pr?cis?e par l?article 188 de la Constitution [c?est-?-dire qu?elle fut d?clar?e inconstitutionnelle par la Cour constitutionnelle]. (…) [L]a demande de dommages-int?r?ts du demandeur trouve une base l?gale dans l?article 77 ? 1 de la Constitution combin? avec l?article 417 dans sa version applicable avant le 1er septembre 2004.
Les autorit?s de l?Etat ont pour devoir non seulement d?instaurer des garanties juridiques pour assurer la protection des droits patrimoniaux mais ?galement de s?abstenir d?adopter des r?gles qui restreignent ces droits ou les ?teignent. L?Etat d?fendeur a, d?une part, introduit des dispositions visant ? assurer une indemnisation pour les biens situ?s au-del? du Boug mais, d?autre part, a adopt? une l?gislation excluant ou rendant illusoire la possibilit? pour les personnes titulaires du ? droit ? ?tre cr?dit? ? d?en avoir la jouissance.
Il ne fait aucun doute que ces actions ont r?duit la valeur du ? droit ? ?tre cr?dit? ? et que cette r?duction constitue une perte mat?rielle couverte par la notion de dommage. Afin de d?finir [le dommage], il convient de comparer la valeur du ? droit ? ?tre cr?dit? ? dans une situation juridique hypoth?tique exempte des ?ventuelles omissions et lois jug?es d?fectueuses et dans la situation ? laquelle on aboutit en r?alit?, c?est-?-dire en prenant en compte la r?serve r?duite de biens de l?Etat et, en cons?quence, la valeur [r?duite] du ? droit ? ?tre cr?dit? ? due ? l?application des lois [d?fectueuses] jusqu?? leur abrogation par la Cour constitutionnelle. ?
3. Action civile pour dommage moral caus? par une atteinte aux droits personnels
a) Article 23 du code civil
29. L?article 23 du code civil contient une liste non exhaustive des ? droits personnels ? (prawa osobiste). Aux termes de cette disposition :
? Les droits personnels d?un individu, tels que la sant?, la libert?, l?honneur, la libert? de conscience, le nom ou pseudonyme, l?image, le secret de la correspondance, l?inviolabilit? du domicile, les ?uvres scientifiques ou artistiques [ainsi que] les inventions et am?liorations sont prot?g?s par le droit civil ind?pendamment de la protection consacr?e dans d?autres dispositions juridiques. ?
b) Article 448 du code civil
30. En vertu de l?article 448, une personne dont les droits personnels ont ?t? enfreints peut demander ? ?tre indemnis?e. Cette disposition, en ses passages pertinents, se lit ainsi :
? Le tribunal peut accorder une somme appropri?e ? titre de r?paration du dommage moral (krzywda) subi par toute personne dont les droits personnels ont ?t? enfreints. A titre subsidiaire, la personne concern?e, en plus de rechercher toute forme de r?paration pouvant ?tre n?cessaire pour supprimer les cons?quences de l?atteinte subie, peut demander au tribunal d?accorder une somme appropri?e au b?n?fice d?une cause sociale sp?cifique. (…) ?
EN DROIT
I. L?ACCORD PORTANT R?GLEMENT AMIABLE
31. Le 6 septembre 2005, les parties sont parvenues ? un r?glement amiable (paragraphe 8 ci-dessus). Leur accord, sign? par elles en pr?sence de repr?sentants du greffe de la Cour, est ainsi libell? :
? R?GLEMENT AMIABLE
DANS L?AFFAIRE
Broniowski c. Pologne
Requ?te no 31443/96
Le pr?sent document expose les termes du r?glement amiable conclu entre
le Gouvernement de la R?publique de Pologne (? le Gouvernement ?), d?une part,
et M. J.B. (? le requ?rant ?), d?autre part,
ci-dessous collectivement d?nomm?s ? les parties ?, conform?ment aux articles 38 ? 1 b) de la Convention europ?enne des Droits de l?Homme (? la Convention ?) et 62 ? 1 du R?glement de la Cour europ?enne des Droits de l?Homme (? la Cour ?) ;
Le Gouvernement ?tant repr?sent? par son agent, M. Jakub Wołąsiewicz, ambassadeur, du minist?re des Affaires ?trang?res, et le requ?rant par Mes Z. C. et W. H., avocats ? Cracovie et Varsovie respectivement.
I. PR?AMBULE
Vu
a) l?arr?t rendu le 22 juin 2004 par la Grande Chambre de la Cour en l?esp?ce (? l?arr?t au principal ?), dans lequel la Cour :
? a constat? la violation d?un droit patrimonial prot?g? par l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
? a conclu que la violation r?sultait d?un probl?me structurel li? au dysfonctionnement de la l?gislation et de la pratique internes occasionn? par l?absence d?un m?canisme effectif visant ? mettre en ?uvre le ? droit ? ?tre cr?dit? ? (prawo zaliczania) des demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug (point 3 du dispositif de l?arr?t au principal), et qu?en cons?quence le requ?rant en l?esp?ce, M. B., mais aussi une cat?gorie enti?re de particuliers s??taient vu, ou se voyaient toujours, priv?s de leur droit au respect de leurs biens tel que garanti par l?article 1 du Protocole no 1 ;
? a dit que l?Etat d?fendeur devait garantir, par des mesures l?gales et des pratiques administratives appropri?es, la mise en ?uvre du droit patrimonial en question pour les autres demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug, ou fournir ? ceux-ci en lieu et place un redressement ?quivalent, conform?ment aux principes de la protection des droits patrimoniaux ?nonc?s ? l?article 1 du Protocole no 1 ;
? concernant l?indemnit? ? octroyer au requ?rant ? titre de satisfaction ?quitable,
a d?cid?, quant ? tout dommage mat?riel ou moral r?sultant de la violation constat?e en l?esp?ce, que la question de l?application de l?article 41 ne se trouvait pas en ?tat et l?a r?serv?e en entier, et
a allou? au requ?rant la somme de 12 000 euros (EUR) pour les frais et d?pens expos?s par lui jusque-l? dans la proc?dure devant la Cour ;
? s?est mise ensuite ? la disposition des parties en vue de parvenir ? un r?glement amiable de l?affaire, conform?ment ? l?article 38 ? 1 b) de la Convention ;
b) l?arr?t rendu le 15 d?cembre 2004 par la Cour constitutionnelle polonaise (no K2/04) dans lequel celle-ci a jug? inconstitutionnelles les dispositions de la loi de d?cembre 2003 (paragraphes 114-120 de l?arr?t au principal) qui imposaient des restrictions quantitatives au ? droit ? ?tre cr?dit? ? (fix? ? 15 % de la valeur initiale sans pouvoir d?passer un plafond de 50 000 zlotys polonais (PLN)), et qui excluait du r?gime d?indemnisation toute personne ayant auparavant per?u une quelconque r?paration pour des biens abandonn?s au-del? du Boug ;
c) la loi du 8 juillet 2005 sur la mise en ?uvre du droit ? ?tre indemnis? pour des biens abandonn?s au-del? des fronti?res actuelles de l?Etat polonais (Ustawa o realizacji prawa do rekompensaty z tytułu pozostawienia nieruchomości poza obecnymi granicami państwa polskiego ? ? la loi de juillet 2005 ?), adopt?e pour prendre en compte les conclusions arr?t?es respectivement par la Cour dans l?arr?t au principal et la Cour constitutionnelle polonaise dans son arr?t susmentionn? du 15 d?cembre 2004 ;
les parties, avec l?assistance du greffe de la Cour, sont parvenues ? un accord sur les termes d?un r?glement amiable tels qu?expos?s ci-apr?s :
II. CONSID?RATIONS G?N?RALES
1. Les termes du r?glement ci-dessous reposent sur les pr?misses suivantes :
? le tort et l?injustice d?coulant de la l?gislation polonaise relative aux biens abandonn?s au-del? du Boug ne sont pas le fait de l?Etat polonais ;
? la responsabilit? de celui-ci au regard de la Convention se limite ? la mise en ?uvre de la l?gislation applicable pendant la p?riode relevant de la comp?tence de la Cour, qui a d?but? le 10 octobre 1994 ;
? sont pris en compte non seulement les int?r?ts du requ?rant en l?esp?ce, M. B., et le pr?judice subi par lui en cons?quence de la violation de son droit patrimonial constat?e par la Cour, mais ?galement ceux des demandeurs dans des affaires similaires dont la Cour est d?j? ou pourrait ?tre saisie, ainsi que le pr?judice subi par chacun d?entre eux ;
? en ex?cution de l?arr?t au principal, l?Etat polonais a l?obligation au titre de l?article 46 de la Convention de prendre non seulement des mesures de r?paration individuelles ? l??gard de M. B.i mais ?galement des mesures g?n?rales concernant les autres demandeurs dans des affaires relatives ? des biens abandonn?s au-del? du Boug (point 4 du dispositif de l?arr?t au principal).
2. Etant donn? que la valeur r?elle des biens auxquels se rattache le droit dont le requ?rant est titulaire en vertu de la l?gislation sur les biens abandonn?s au-del? du Boug (? droit au titre de biens abandonn?s au-del? du Boug ?) est en litige entre les parties, celles-ci conviennent d?une valeur transactionnelle aux fins exclusives du pr?sent r?glement amiable. Aucune des parties n?est li?e par cette ?valuation quant ? toute proc?dure qui pourrait ?tre engag?e ult?rieurement au niveau national ou international concernant les biens en question.
3. Aux fins du pr?sent r?glement amiable, les parties conviennent que la valeur du droit dont le requ?rant est titulaire en vertu de la l?gislation sur les biens abandonn?s au-del? du Boug est d?finie suivant les modalit?s pr?vues dans la loi de juillet 2005, en particulier le plafond l?gal maximum de 20 % fix? ? l?article 13 ? 2 de celle-ci.
4. Le pr?sent r?glement amiable ne met pas obstacle ? ce que le requ?rant demande et obtienne ? titre d?indemnisation un montant d?passant le plafond de 20 % actuellement fix? par la loi de 2005 dans le cas o? le droit polonais viendrait ? le permettre ? l?avenir.
III. MESURES INDIVIDUELLES
5. Le Gouvernement versera au requ?rant, sur le compte bancaire qu?indiquera celui-ci, une somme globale de 237 000 PLN (deux cent trente-sept mille zlotys polonais) dans un d?lai de 15 (quinze) jours ? compter de la date du prononc? de l?arr?t de la Cour rayant l?affaire de son r?le conform?ment ? l?article 62 ? 3 de son R?glement. La fraction de ce montant allou?e pour frais et d?pens sera augment?e de la taxe sur la valeur ajout?e ?ventuellement due, le reste de la somme ?tant exempt de toute taxe ou imp?t.
6. Le montant global indiqu? ci-dessus se d?compose comme suit :
a) une somme de 213 000 PLN (deux cent treize mille) zlotys polonais comprenant
i. 20 % de la valeur transactionnelle convenue des biens du requ?rant abandonn?s au-del? du Boug, d?finie conform?ment aux modalit?s expos?es dans la loi de juillet 2005 ; la somme correspondante sera vers?e sans que le requ?rant ait ? suivre la proc?dure ordinaire pr?vue par la loi de juillet 2005 et nonobstant le fait que ses ascendants ont d?j? per?u une indemnisation partielle correspondant ? 2 % de la valeur des biens initiaux ; et
ii. une indemnit? pour tout pr?judice ?ventuellement subi par le requ?rant en cons?quence de la violation de son droit patrimonial garanti par l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, couvrant ? la fois
? le dommage moral r?sultant des sentiments d?incertitude et de frustration ?prouv?s par le requ?rant du fait que les autorit?s polonaises l?ont longuement emp?ch? d?exercer son ? droit ? ?tre cr?dit? ? au cours de la p?riode relevant de la comp?tence temporelle de la Cour et
? le dommage mat?riel pr?sum? mais non chiffr? ;
b) 24 000 PLN (vingt-quatre mille zlotys polonais) pour les frais et d?pens expos?s par le requ?rant en plus de ceux d?j? couverts par l?indemnit? accord?e dans l?arr?t au principal.
7. Dans le cas o? la somme ci-dessus n?aurait pas ?t? vers?e dans le d?lai de quinze jours pr?vu au paragraphe 5, le Gouvernement s?engage ? payer sur cette somme, jusqu?au r?glement, un int?r?t simple d?un montant ?gal au taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne pendant la p?riode de d?faillance major? de trois points de pourcentage.
8. Le requ?rant accepte que le versement ci-dessus, une fois re?u par lui,
a) vaudra r?glement d?finitif et int?gral de toutes ses demandes relevant de la requ?te no 31443/96 devant la Cour, et
b) entra?nera extinction du droit dont il est titulaire en vertu de la l?gislation sur les biens abandonn?s au-del? du Boug, tel qu?il est consacr? par la loi de juillet 2005.
9. En cons?quence, le requ?rant
a) s?engage ? ne pas demander de dommages-int?r?ts ? l?Etat d?fendeur en r?paration de tout dommage mat?riel et/ou moral d?coulant des faits jug?s par la Cour constitutifs d?une violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention en l?esp?ce ;
b) renonce ? ?lever ? l?avenir quelque pr?tention que ce soit ? l?encontre des autorit?s polonaises devant les tribunaux civils polonais, y compris sur le fondement des dispositions du code civil concernant le droit de la responsabilit? civile (articles 417 et suiv.), ainsi que quelque pr?tention que ce soit pouvant ?tre soumise relativement ? ces faits ? la Cour ou ? un autre organe international.
10. Le pr?sent r?glement amiable ne vaut en aucun cas reconnaissance par le requ?rant de la l?gitimit? du plafond l?gal de 20 % fix? par la loi de juillet 2005 ou de sa compatibilit? avec la Constitution polonaise ou la Convention.
IV. MESURES G?N?RALES
11. Le Gouvernement formule la d?claration suivante, qui fait partie int?grante du pr?sent r?glement, quant aux mesures g?n?rales devant ?tre prises conform?ment ? l?arr?t principal de la Cour.
D?CLARATION DU GOUVERNEMENT
DE LA R?PUBLIQUE DE POLOGNE
Eu ?gard aux obligations qui lui incombent en vertu de l?article 46 de la Convention dans le cadre de l?ex?cution de l?arr?t au principal de la Cour dans l?affaire Broniowski c. Pologne (requ?te no 31443/96), en particulier ? celles concernant les mesures g?n?rales ? adopter en vue de garantir la mise en ?uvre du ? droit ? ?tre cr?dit? ? non seulement du requ?rant en l?esp?ce mais aussi des autres demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug, le Gouvernement de la R?publique de Pologne
D?CLARE
a) s?engager ? mettre en ?uvre dans les meilleurs d?lais toutes les mesures n?cessaires quant au droit et ? la pratique internes, conform?ment aux indications que la Cour a donn?es au point 4 du dispositif de l?arr?t au principal et, ? cette fin, ? redoubler d?efforts pour rendre effective la l?gislation sur les biens abandonn?s au-del? du Boug et pour am?liorer dans la pratique le fonctionnement du m?canisme d?indemnisation des demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug, notamment de la proc?dure de vente aux ench?res et des versements du Fonds d?indemnisation (Fundusz Rekompensacyjny) instaur? par la loi de juillet 2005 ;
b) s?obliger, en ce qui concerne la proc?dure de vente aux ench?res, ? veiller ? ce que les organismes d?Etat comp?tents n?entravent pas la mise en ?uvre du ? droit ? ?tre cr?dit? ? des demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug ;
c) reconna?tre son obligation, outre d?adopter des mesures g?n?rales en vue de lever les obstacles ? la mise en ?uvre du ? droit ? ?tre cr?dit? ?, de mettre ? la disposition des autres demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug une forme de r?paration pour tout dommage mat?riel ou moral subi par eux du fait du fonctionnement d?fectueux dans leur cas du r?gime l?gislatif applicable aux biens abandonn?s au-del? du Boug ; ? cet ?gard,
? il rel?ve, quant au dommage mat?riel, qu?il n?est pas contest? qu?une action civile engag?e en vertu de l?article 417 ou, ?ventuellement, de l?article 4171 du code civil constitue un recours permettant une telle r?paration ;
? il souligne, quant au dommage moral, tenant en particulier aux sentiments d?incertitude et de frustration, que cette obligation a ?t? prise en compte par l?int?gration dans la loi de juillet 2005 de modalit?s de mise en ?uvre du ? droit ? ?tre cr?dit? ? plus favorables que celles qui existaient dans la l?gislation ant?rieure, ces modalit?s plus favorables ?tant, premi?rement, la possibilit? d?obtenir une r?paration p?cuniaire (świadczenia pieniężnego) au lieu d?avoir ? participer ? la proc?dure plus lourde de vente aux ench?res et, deuxi?mement, la hausse du plafond l?gal de l?indemnisation de 15 ? 20 % ; et
? il s?engage de surcro?t ? ne pas contester devant les juridictions nationales que l?article 448 combin? avec l?article 23 du code civil est propre ? fournir une base l?gale pour la pr?sentation d?une demande pour dommage moral.
Pour le Gouvernement Pour le requ?rant
Jakub W. J. B. Z. C.
[signature]
W. H.
[signatures]
Fait en trois exemplaires originaux, en pr?sence, pour le greffe de la Cour europ?enne des Droits de l?Homme, de
Paul Mahoney Renata Degener
[signature] [signature]
Fait ? Varsovie, le 6 septembre 2005 ?
II. APPR?CIATION DE LA COUR
A. Consid?rations g?n?rales
32. La Cour a comp?tence pour rayer une affaire du r?le en cas de r?glement amiable, en vertu de l?article 39 de la Convention, ainsi libell? :
? En cas de r?glement amiable, la Cour raye l?affaire du r?le par une d?cision qui se limite ? un bref expos? des faits et de la solution adopt?e. ?
L?exercice de cette comp?tence est toutefois subordonn? aux conditions ?nonc?es aux articles 37 ? 1 et 38 ? 1 b) de la Convention, qui r?gissent respectivement la radiation des requ?tes du r?le et le constat de r?glements amiables. Les passages pertinents de ces dispositions se lisent ainsi :
Article 37
(Radiation)
? 1. A tout moment de la proc?dure, la Cour peut d?cider de rayer une requ?te du r?le lorsque les circonstances permettent de conclure
(…)
b) que le litige a ?t? r?solu ; (…)
(…).
Toutefois, la Cour poursuit l?examen de la requ?te si le respect des droits de l?homme garantis par la Convention et ses Protocoles l?exige. ?
Article 38
(Examen contradictoire de l?affaire et proc?dure de r?glement amiable)
? 1. Si la Cour d?clare une requ?te recevable, elle
(…)
b) se met ? la disposition des int?ress?s en vue de parvenir ? un r?glement amiable de l?affaire s?inspirant du respect des droits de l?homme tels que les reconnaissent la Convention et ses Protocoles. ?
33. Il s?ensuit que la Cour peut rayer une affaire du r?le lorsqu?elle s?est assur?e que le r?glement auquel sont parvenues les parties s?inspire ? du respect des droits de l?homme tels que les reconnaissent la Convention et ses Protocoles ?. Cette exigence est ?nonc?e ? l?article 62 ? 3 du R?glement de la Cour, aux termes duquel :
? Si la chambre apprend par le greffier que les parties acceptent un r?glement amiable, et apr?s s??tre assur?e que ledit r?glement s?inspire du respect des droits de l?homme tels que les reconnaissent la Convention et ses Protocoles, elle raye l?affaire du r?le conform?ment ? l?article 43 ? 3 du pr?sent R?glement. ?
L?article 43 ? 3 du R?glement pr?cise que ? [l]a d?cision de rayer du r?le une requ?te d?clar?e recevable ? ? comme c?est le cas en l?esp?ce ? ? rev?t la forme d?un arr?t ?.
B. Implications d?une ? proc?dure d?arr?t pilote ?
34. En l?esp?ce, les parties sont parvenues ? un r?glement amiable apr?s que la Cour eut rendu un arr?t sur le fond de la cause ; elle y a conclu que la violation du droit du requ?rant tel que le garantit la Convention tirait son origine d?un probl?me ? grande ?chelle et ? caract?re syst?mique qui touchait un grand nombre de personnes (Broniowski, arr?t pr?cit?, ? 189). A ce propos, la Cour a dit que ? l?Etat d?fendeur [devait] garantir, par des mesures l?gales et des pratiques administratives appropri?es, la mise en ?uvre du droit patrimonial en question pour les autres demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug, ou fournir [aux int?ress?s] en lieu et place un redressement ?quivalent, conform?ment aux principes de la protection des droits patrimoniaux ?nonc?s ? l?article 1 du Protocole no 1 ? (point 4 du dispositif de l?arr?t au principal).
La Cour a donc dit clairement que des mesures g?n?rales au niveau national s?imposaient dans le cadre de l?ex?cution de l?arr?t, mesures qui devaient prendre en consid?ration les nombreuses personnes touch?es et ?tre de nature ? rem?dier ? la d?faillance structurelle dont d?coulait le constat de violation formul? par la Cour. Elle a aussi relev? que ces mesures devaient comprendre un m?canisme offrant aux personnes l?s?es une r?paration pour la violation de la Convention ?tablie. Elle a pr?cis? qu?une fois un tel d?faut identifi?, il incombait aux autorit?s nationales, sous le contr?le du Comit? des Ministres, de prendre, r?troactivement s?il le fallait, les mesures de redressement n?cessaires conform?ment au principe de subsidiarit? de la Convention (ibidem, ? 193).
Cette approche juridictionnelle adopt?e par la Cour pour traiter les probl?mes syst?miques ou structurels apparaissant dans l?ordre juridique national est d?sign?e par l?expression ? proc?dure d?arr?t pilote ? (voir, par exemple, le m?morandum indiquant la position de la Cour sur les propositions de r?forme de la Convention europ?enne des Droits de l?Homme et autres mesures figurant dans le rapport du Comit? directeur pour les Droits de l?Homme du 4 avril 2003 (CDDH(2003)006 Final), adopt? ? l?unanimit? par la Cour ? sa 43e session administrative le 12 septembre 2003, paragraphes 43-46, ainsi que la r?ponse de la Cour au rapport d?activit?s int?rimaire du CDDH, pr?par?e ? l?issue de sa 46e session administrative pl?ni?re tenue le 2 f?vrier 2004, paragraphe 37).
35. C?est dans le souci de faciliter la suppression rapide et effective d?un dysfonctionnement constat? dans le syst?me national ? polonais ? de protection d?un droit patrimonial que la Cour a d?sign? l?arr?t au principal comme ? arr?t pilote ?. L?un des facteurs pertinents auxquels elle a eu ?gard fut la menace croissante pour le syst?me de la Convention et pour sa capacit? ? elle de traiter le volume sans cesse croissant de requ?tes r?sultant d?un grand nombre d?affaires r?p?titives qui d?coulaient, entre autres, du m?me probl?me structurel ou syst?mique (ibidem). D?ailleurs, la proc?dure de l?arr?t pilote a avant tout pour vocation d?aider les Etats contractants ? remplir le r?le qui est le leur dans le syst?me de la Convention en r?solvant ce genre de probl?mes au niveau national, en sorte qu?ils reconnaissent par l? m?me aux personnes concern?es les droits et libert?s d?finis dans la Convention, comme le veut l?article 1, en leur offrant un redressement plus rapide tout en all?geant la charge de la Cour qui, sinon, aurait ? conna?tre de quantit?s de requ?tes semblables en substance. Il y a lieu de rappeler que dans l?arr?t pilote qu?elle a rendu sur la requ?te de M. B., apr?s avoir constat? une violation, la Cour a ajourn? son examen des requ?tes r?sultant de la m?me cause g?n?rale ? dans l?attente de la mise en ?uvre des mesures g?n?rales pertinentes ? (ibidem, ? 198).
36. Dans l?hypoth?se d?un r?glement amiable conclu apr?s le prononc? d?un arr?t pilote sur le fond d?une affaire, la notion de ? respect des droits de l?homme tels que les reconnaissent la Convention et ses Protocoles ? s??tend n?cessairement au-del? des seuls int?r?ts du requ?rant dont il s?agit et commande ? la Cour d?examiner la cause aussi sous l?angle des ? mesures g?n?rales pertinentes ?.
On ne saurait exclure qu?avant m?me que l?Etat d?fendeur n?adopte une mesure g?n?rale, ou une mesure g?n?rale ad?quate, en ex?cution d?un arr?t pilote sur le fond (article 46 de la Convention), la Cour soit amen?e ? rendre un arr?t rayant la requ?te du r?le sur la base d?un r?glement amiable (articles 37 ? 1 b) et 39) ou ? octroyer une satisfaction ?quitable au requ?rant (article 41). N?anmoins, compte tenu du caract?re syst?mique ou structurel de la d?faillance qui se trouve ? l?origine du constat de violation dans un arr?t pilote, il est ?videmment souhaitable pour le bon fonctionnement du m?canisme de la Convention que redressement individuel et redressement g?n?ral aillent de pair. Il est du pouvoir de l?Etat d?fendeur de prendre parall?lement les mesures ? caract?re g?n?ral et les mesures ? caract?re individuel n?cessaires et de proc?der ? un r?glement amiable avec le requ?rant sur la base d?un accord int?grant ces deux cat?gories de mesures, ce qui renforce par l? m?me le caract?re subsidiaire du m?canisme de protection des droits de l?homme instaur? par la Convention et facilite pour la Cour et le Comit? des Ministres l?accomplissement des t?ches que leur confient respectivement l?article 41 et l?article 46 de la Convention. Inversement, tout manquement d?un Etat d?fendeur ? agir ainsi met n?cessairement le syst?me de la Convention ? plus rude ?preuve et sape son caract?re subsidiaire.
37. Dans ces conditions, pour savoir si elle peut rayer la pr?sente requ?te de son r?le en application des articles 39 et 37 ? 1 b) de la Convention au motif que le litige a trouv? une solution et que le respect des droits de l?homme tels que les reconnaissent la Convention et ses Protocoles ne requiert pas qu?elle poursuive son examen, il convient que la Cour envisage non seulement la situation individuelle du requ?rant mais ?galement les mesures cens?es r?soudre la d?faillance g?n?rale sous-jacente de l?ordre juridique polonais que, dans son arr?t au principal, elle tient pour la source de la violation constat?e.
C. Termes du r?glement amiable auquel les parties ont abouti
38. A ce propos, la Cour note que le r?glement amiable conclu entre M. B. et le gouvernement polonais aborde les aspects g?n?raux aussi bien qu?individuels du constat d?une violation du droit patrimonial garanti par l?article 1 du Protocole no 1 auquel la Cour est parvenue dans son arr?t au principal. La premi?re clause de l?accord ?nonce express?ment que les termes du r?glement reposent sur la pr?misse que ? sont pris en compte non seulement les int?r?ts du requ?rant en l?esp?ce (…) et le pr?judice subi par lui en cons?quence de la violation de son droit patrimonial constat?e par la Cour, mais ?galement ceux des demandeurs dans des affaires similaires dont la Cour est d?j? ou pourrait ?tre saisie, ainsi que le pr?judice subi par chacun d?entre eux ?, et le fait qu?? en ex?cution de l?arr?t au principal, l?Etat polonais a l?obligation au titre de l?article 46 de la Convention de prendre non seulement des mesures de r?paration individuelles ? l??gard de M. B. mais ?galement des mesures g?n?rales concernant les autres demandeurs dans des affaires relatives ? des biens abandonn?s au-del? du Boug ? (paragraphe 31 ci-dessus). Aux fins de leur r?glement amiable, les parties ont donc reconnu les implications de l?arr?t au principal en tant qu?arr?t pilote.
1. Mesures g?n?rales
39. Avant le r?glement, le gouvernement d?fendeur a promulgu? une l?gislation modificative, la loi de juillet 2005 (paragraphes 18-20 ci-dessus), qui, comme le pr?cise le pr?ambule ? l?accord, a ?t? ? adopt?e pour prendre en compte les conclusions arr?t?es respectivement par la Cour dans l?arr?t au principal et la Cour constitutionnelle (…) dans son arr?t (…) du 15 d?cembre 2004 ? (paragraphes 10-11, 14-17 et 31 ci-dessus).
Dans son arr?t au principal, la Cour a jug? que l?obstacle injustifi? mis ? l?exercice par le requ?rant de son droit ? au respect de ses biens ? garanti par l?article 1 du Protocole no 1 r?sultait de la conduite de l?Etat ; en effet ? les autorit?s [polonaises], en imposant des limitations successives ? l?exercice du ? droit du requ?rant ? ?tre cr?dit? ? et en ayant recours ? des pratiques qui en ont fait un droit inex?cutoire et inutilisable sur le plan concret, l?ont rendu illusoire et ont d?truit son essence m?me ? (Broniowski, arr?t pr?cit?, ? 185). La Cour a aussi observ?, relativement ? l?extinction juridique ultime du ? droit du requ?rant ? ?tre cr?dit? ? en vertu de la loi de d?cembre 2003 (ibidem, ? 186), qu?il n?y avait ? aucune raison imp?rative pour qu?un montant aussi insignifiant [? savoir 2 % de l?indemnisation d?j? per?ue par la famille du requ?rant] prive en soi l?int?ress? de la possibilit? d?obtenir au moins une part de la valeur de ce ? quoi il [pouvait] pr?tendre, dans des conditions d??galit? avec les autres demandeurs concern?s par des biens situ?s au-del? du Boug ? (ibidem, ? 185 in fine). La loi de juillet 2005 combin?e avec les engagements que le Gouvernement a pris dans la d?claration qu?il formule dans le cadre du r?glement amiable ont ?videmment pour vocation de lever ces obstacles pratiques et juridiques ? l?exercice du ? droit ? ?tre cr?dit? ? des demandeurs concern?s par des biens au-del? du Boug. De m?me, la loi de juillet 2005 tend ? supprimer les aspects restrictifs de la loi de d?cembre 2003 que la Cour constitutionnelle a sp?cifiquement condamn?s dans les motifs de son arr?t de d?cembre 2004, ? savoir le plafond maximum fix? ? 50 000 zlotys polonais (PLN) d?indemnisation et l?exclusion de tout autre ? droit ? ?tre cr?dit? ? pour tous les demandeurs concern?s par des biens au-del? du Boug, tel le requ?rant, qui avaient d?j? per?u une indemnisation, sous quelque forme et de quelque montant que ce f?t (paragraphes 10-20 ci-dessus).
La Cour observe que, dans ce dernier arr?t, la Cour constitutionnelle, dans l?exercice de la fonction qui est la sienne ? interpr?ter et appliquer la Constitution polonaise ? a jou? un r?le important en ce qu?elle a fix? pour le l?gislateur et le pouvoir ex?cutif polonais les normes devant r?gir le respect des droits de l?homme (Broniowski, arr?t pr?cit?, ?? 77-86 ; et paragraphes 14-17 ci-dessus), et instaur? ainsi au sein de l?ordre juridique interne de meilleures conditions permettant de garantir ? les droits et libert?s d?finis dans (…) [la] Convention ?, conform?ment au principe de subsidiarit? d?coulant de l?article 1 de la Convention.
40. Quant ? la d?claration que le Gouvernement a faite dans le r?glement amiable en ce qui concerne les mesures g?n?rales, la Cour note que sa teneur se rapporte ? la fois ? la mani?re dont devra op?rer ? l?avenir le dispositif l?gislatif sur les biens abandonn?s au-del? du Boug et l?octroi d?une r?paration pour tout dommage mat?riel ou moral subi par le pass? par les demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug ? cause du fonctionnement alors d?fectueux de ce dispositif l?gislatif.
41. Le Gouvernement a fait en particulier ?tat de recours de droit civil sp?cifiques permettant aux autres demandeurs concern?s par des biens abandonn?s au-del? du Boug de demander devant les juridictions polonaises ? ?tre indemnis?s de tout dommage mat?riel et/ou moral subi par eux ? cause de la situation structurelle que l?arr?t au principal a jug?e contraire ? l?article 1 du Protocole no 1, et donc de demander r?paration comme cela leur serait loisible en vertu de l?article 41 de la Convention si la Cour ?tait appel?e ? conna?tre de leur cause individuellement.
L?existence d?une voie de droit civile pour le dommage mat?riel caus? par l?action ou l?omission de l?Etat semble clairement ?tablie ? la lumi?re de la jurisprudence des tribunaux polonais, en particulier de la Cour supr?me (paragraphes 22-28 ci-dessus).
Par contre, la position du droit polonais pour ce qui est du recouvrement d?une indemnisation aupr?s des autorit?s publiques pour pr?judice moral appara?t moins nettement (paragraphes 29-30 ci-dessus). Dans sa d?claration figurant dans le r?glement amiable, le gouvernement d?fendeur donne ? entendre qu?une r?paration en nature pour le pr?judice moral subi par le pass? par les demandeurs concern?s par des biens au-del? du Boug, en particulier les sentiments de frustration et d?incertitude qu?ils ont ?prouv?s, existe d?ores et d?j? du fait que la loi de juillet 2005 pr?voit des modalit?s plus favorables de mise en ?uvre du ? droit ? ?tre cr?dit? ?. Quoi qu?il en soit, le Gouvernement s?est par ailleurs engag? ? ne pas contester que l?article 448 combin? avec l?article 23 du code civil est propre ? fournir une base l?gale pour la pr?sentation d?une demande pour dommage moral dans l?hypoth?se o? tel ou tel demandeur concern? par des biens abandonn?s au-del? du Boug souhaiterait en pr?senter une devant les tribunaux polonais.
42. Dans la l?gislation modificative qu?il a promulgu?e et dans sa d?claration incluse dans le r?glement amiable, le gouvernement d?fendeur t?moigne, selon la Cour, de la volont? tangible de prendre des mesures destin?es ? rem?dier aux d?faillances structurelles constat?es par elle dans son arr?t au principal et par la Cour constitutionnelle polonaise dans son arr?t de d?cembre 2004. Si, en vertu de l?article 46 de la Convention, c?est au Comit? des Ministres qu?il appartient d??valuer ces mesures g?n?rales et leur mise en ?uvre pour ce qui est de la surveillance de l?ex?cution de l?arr?t au principal de la Cour (voir aussi le paragraphe 43 ? 3 du R?glement de celle-ci), lorsqu?elle s?acquitte de la t?che qui lui revient de d?cider s?il y a lieu ou non de rayer l?affaire du r?le en application des articles 37 ? 1 b) et 39 ? la suite d?un r?glement amiable entre les parties, la Cour ne peut que voir dans l?action de redressement d?ores et d?j? entreprise ou promise par le gouvernement d?fendeur un facteur positif pour ce qui est du ? respect des droits de l?homme tel que les reconnaissent la Convention et ses Protocoles ? (paragraphe 37 ci-dessus).
2. Mesures individuelles
43. Quant ? la r?paration accord?e ? M. B., le requ?rant en l?esp?ce, la Cour note que le versement qui doit ?tre effectu? ? l?int?ress? conform?ment ? l?accord lui assure la satisfaction acc?l?r?e de son ? droit ? ?tre cr?dit? ? en vertu du r?gime l?gislatif applicable aux biens abandonn?s au-del? du Boug tel qu?il se pr?sente depuis l?adoption de la loi de juillet 2005, ainsi que l?indemnisation de tout dommage mat?riel et moral subi par lui. L?int?ress? conserve en outre la facult? de demander et d?obtenir ? titre d?indemnisation un montant qui s?ajouterait au plafond de 20 % actuellement fix? par la loi de juillet 2005 dans le cas o? le droit polonais viendrait ? le permettre ? l?avenir ; et rien n?emp?che de contester par la suite ce plafond de 20 % devant la Cour constitutionnelle polonaise ou, en dernier lieu, devant la Cour (voir les clauses 6 et 10 de l?accord au paragraphe 31 ci-dessus).
D. Conclusion
44. Vu ce qui pr?c?de, la Cour estime que le r?glement conclu en l?esp?ce s?inspire du respect des droits de l?homme tels que les reconnaissent la Convention et ses Protocoles (articles 37 ? 1 in fine de la Convention et 62 ? 3 du R?glement).
En cons?quence, il y a lieu de rayer l?affaire du r?le.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. Prend acte des termes de l?accord de r?glement amiable et des modalit?s pr?vues pour assurer le respect des engagements qui y sont ?nonc?es (article 43 ? 3 du R?glement de la Cour) ;
2. D?cide de rayer l?affaire du r?le.
Fait en fran?ais et en anglais, puis communiqu? par ?crit le 28 septembre 2005, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du R?glement.
Luzius Wildhaber
Pr?sident
Paul Mahoney
Greffier
1. Traduction fran?aise effectu?e par le greffe de la Cour ? partir de la traduction anglaise des passages de l?arr?t du 15 d?cembre 2004, qui se fonde sur un document disponible sur le site web de la Cour constitutionnelle, tel que le greffe l?a r?vis? pour en assurer la conformit? avec la terminologie utilis?e dans l?arr?t au principal.

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