AFFAIRE BEN MOUMEN c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE BEN MOUMEN c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 06
Numero: 3977/13/2016
Stato: Italia
Data: 2016-06-23 00:00:00
Organo: Sezione Prima
Testo Originale

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL?UOMO
PRIMA SEZIONE
CAUSA BEN MOUMEN c. ITALIA
(Ricorso n. 3977/13)
SENTENZA
STRASBURGO
23 giugno 2016
Questa sentenza diverr? definitiva alle condizioni definite nell?articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire modifiche di forma.
Nella causa Ben Moumen c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell?uomo (prima sezione), riunita in una camera composta da:
Mirjana Lazarova Trajkovska, presidente,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Paul Mahoney,
Ale? Pejchal,
Pauliine Koskelo, giudici,
e da Abel Campos, cancelliere di sezione,
Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 31 maggio 2016,
Pronuncia la seguente sentenza, adottata in tale data:
PROCEDURA
1. All?origine della causa vi ? un ricorso (n. 3977/13) proposto contro la Repubblica italiana, con il quale un cittadino marocchino, il sig. OMISSIS (?il ricorrente?), ha adito la Corte l?11 dicembre 2012 in virt? dell?articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell?uomo e delle libert? fondamentali (?la Convenzione?).
2. Il ricorrente ? stato rappresentato dall?avv. OMISSIS, di Matino (Lecce). Il governo italiano (?il Governo?) ? stato rappresentato dal suo agente, E. Spatafora, e dal suo co-agente, P. Accardo.
3. Il ricorrente afferma in particolare che un procedimento penale a suo carico non ? stato equo in quanto egli non ha potuto interrogare o far interrogare un testimone a carico.
4. Il 29 giugno 2015 il motivo di ricorso relativo alla impossibilit? di interrogare il testimone in questione ? stato comunicato al Governo e il ricorso ? stato dichiarato irricevibile per il resto, conformemente all?articolo 54 ? 3 del Regolamento della Corte.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO DI SPECIE
5. Il ricorrente ? nato nel 1974 ed ? attualmente detenuto nell?istituto penitenziario di Lecce.
A. Le accuse contro il ricorrente e le indagini preliminari
6. Il 23 novembre 2008 A, una cittadina rumena, present? una denuncia contro il ricorrente, affermando che quest?ultimo le aveva proposto di accompagnarla in macchina a casa; invece, l?aveva portata in campagna e l?aveva minacciata, percossa e violentata. A non si era opposta fisicamente allo stupro per paura di subire ulteriori violenze. A bordo dell?auto vi era anche un altro cittadino marocchino, B, che tuttavia si era allontanato al momento della perpetrazione dello stupro.
7. B fu interrogato dai carabinieri di Lesina (Foggia) il 23 novembre 2008, e dichiar? che il ricorrente aveva preso una strada di campagna e aveva fatto delle avance sessuali esplicite ad A, che le aveva respinte e, con un pretesto, si era allontanata dall?auto. B conferm? che il ricorrente aveva percosso A, obbligandola a rientrare nell?auto. Conoscendo il carattere violento del ricorrente, B era uscito dal veicolo e non era riuscito a vedere cosa succedesse all?interno. Tuttavia, aveva constatato che quest?ultimo ?oscillava?. Quando era risalito in auto, B aveva visto che A piangeva.
8. Alla luce di tali dichiarazioni, il ricorrente fu accusato di stupro, percosse e atti di libidine in luogo pubblico.
9. Il 9 febbraio 2009 A fu sentita nell?ambito di una udienza ad hoc (incidente probatorio) dinanzi al giudice per le indagini preliminari (di seguito il ?GIP?) di Lucera (Foggia). Il difensore del ricorrente era presente all?udienza ed ebbe la facolt? di porre domande ad A. Quest?ultima conferm? le accuse contro il ricorrente.
10. Il 16 febbraio 2009 il GIP di Lucera rinvi? il ricorrente a giudizio dinanzi al tribunale di questa stessa citt?.
B. Il processo di primo grado
11. Alle udienze del 9 luglio e dell?8 ottobre 2009 furono sentiti un carabiniere che aveva raccolto la denuncia di A e il fidanzato di quest?ultima. Con il consenso del ricorrente, la procura rinunci? all?audizione di A.
12. L?udienza del 14 gennaio 2010 doveva essere dedicata, tra l?altro, all?audizione di B. Tuttavia, il testimone non si present?. Il tribunale, basandosi sull?articolo 512 del codice di procedura penale (il ?CPP? ? paragrafo 28 infra) e malgrado l?opposizione della difesa, ordin? che fosse data lettura della deposizione che B aveva fatto ai carabinieri di Lesina il 23 novembre 2008 (paragrafo 7 supra). Dopo essere stata letta, la deposizione fu acquisita al fascicolo per il dibattimento. Nel corso della stessa udienza, furono sentiti il ricorrente ed altri testimoni.
13. Il 6 maggio 2010 fu interrogato un ginecologo che aveva visitato A e il ricorrente rese delle dichiarazioni spontanee.
14. Con una sentenza resa il 23 settembre 2010, depositata l?8 ottobre 2010, il tribunale di Lucera condann? il ricorrente a una pena di sette anni di reclusione.
15. La decisione si fond? sulle dichiarazioni fatte da A nel corso dell?udienza ad hoc del 9 febbraio 2009 (paragrafo 9 supra), considerate precise, attendibili e corroborate da altri elementi. Tra questi vi erano le dichiarazioni di B.
16. Il tribunale precis? che la circostanza che un testimone si fosse reso irreperibile si traduceva in una ?impossibilit? oggettiva? di interrogarlo al dibattimento il che, ai sensi dell?articolo 512 del CPP (paragrafo 28 infra), visto dal punto di vista dell?articolo 111 della Costituzione (paragrafo 30 infra), permetteva di utilizzare ai fini della decisione sulla fondatezza delle accuse qualsiasi deposizione fatta prima del processo. Il tribunale ritenne che l?assenza di B non fosse prevedibile, dato che egli aveva eletto domicilio e lavorava in Italia. La circostanza che egli non fosse cittadino dell?Unione europea non cambiava in alcun modo questa conclusione.
17. Il tribunale ritenne anche che gli esami ginecologici effettuati su A non fossero di natura tale da smentire la versione dei fatti della vittima. In effetti, l?assenza di lesioni significative era compatibile con uno stupro perpetrato con minaccia ed A non aveva indicato le modalit? dell?eiaculazione. Peraltro, il ginecologo non aveva verificato la presenza di liquido seminale. Infine, il carabiniere che aveva raccolto la denuncia di A aveva potuto constatare che quest?ultima era in stato di choc e si lamentava per dolori addominali.
C. L?appello
18. Il ricorrente interpose appello, contestando la valutazione delle prove a suo carico e opponendosi all?utilizzo della deposizione di B. Egli osserv? che quest?ultimo era un cittadino extra-comunitario senza permesso di soggiorno, che non aveva fornito n? indirizzo fisso n? numero di telefono. Pertanto, la sua assenza al dibattimento era non solo prevedibile, ma anche molto probabile. Egli avrebbe dunque dovuto essere sentito nel corso di una udienza ad hoc. Peraltro, apparentemente B era ritornato in Marocco, il che faceva pensare che egli si fosse volontariamente sottratto all?interrogatorio. Ora, ai sensi dell?articolo 526 c. 1bis del CPP (paragrafo 29 infra), la colpevolezza dell?imputato non poteva essere provata sulla base delle dichiarazioni fatte da coloro che, volontariamente, si erano sempre sottratti all?esame da parte dell?imputato o del suo difensore.
19. Con una sentenza emessa il 14 giugno 2011, depositata il 12 settembre 2011, la corte d?appello di Bari ridusse la pena inflitta al ricorrente in sei anni di reclusione.
20. La corte d?appello osserv? che quando, il 23 novembre 2008, era stato interrogato dai carabinieri di Lesina (paragrafo 7 supra), B aveva eletto domicilio presso la sede della societ? di trasporti per la quale lavorava. Le autorit? avevano poi ripetutamente e invano cercato di notificargli la citazione a giudizio presso tale domicilio. Il 17 dicembre 2009, i carabinieri avevano redatto un verbale di vane ricerche. Al momento del suo interrogatorio da parte dei carabinieri, B aveva un lavoro stabile e regolare in Italia, e nulla faceva pensare che vi avrebbe rinunciato alcuni mesi dopo, ritornando in Marocco senza lasciare indirizzo e rendendosi cos? irreperibile. Ci? era tanto pi? vero se si pensava al fatto che B si era mostrato disposto a collaborare con le autorit? e che aveva un interesse concreto a mantenere la sua fonte di reddito. Di conseguenza la sua assenza al dibattimento non era prevedibile. La lettura e l?utilizzo della deposizione fatta ai carabinieri erano dunque legittime.
21. La corte d?appello aggiunse che non era possibile effettuare ulteriori ricerche nel luogo di nascita o di ultima residenza all?estero di B in quanto si trattava di un uomo nato a Casablanca e il cui indirizzo in Marocco era sconosciuto.
22. La corte d?appello osserv? poi che le dichiarazioni di A potevano essere utilizzate come prove a carico; tuttavia, si trattava di una testimonianza proveniente dalla vittima, la sua attendibilit? doveva essere verificata in maniera rigorosa. Ora, la versione di A era attendibile e gli esami medici effettuati sulla stessa, dai quali risultava solo una escoriazione al ginocchio, erano compatibili con uno stupro perpetrato con minaccia di morte. Nulla faceva pensare che A avesse mentito, tanto pi? che la sua versione era confermata da B, il quale non aveva alcuna ragione per accusare il ricorrente, che era un connazionale marocchino e un collega di lavoro. Inoltre, prima dei fatti delittuosi, A e B non si conoscevano.
23. Infine, la versione di A era corroborata dalla testimonianza del carabiniere che aveva raccolto la sua denuncia, e la circostanza che la visita ginecologica non avesse rivelato la presenza di liquido seminale non era di natura tale da scagionare il ricorrente, dato che le modalit? dell?eiaculazione restavano sconosciute.
D. Il ricorso per cassazione
24. Il ricorrente present? ricorso per cassazione, ribadendo le sue affermazioni riguardanti la impossibilit? di utilizzare la deposizione di B. Egli afferm? inoltre che l?attendibilit? di A non era stata debitamente valutata e che gli esami ginecologici tendevano a escludere l?esistenza di qualsiasi rapporto sessuale tra lui e la vittima presunta.
25. Con una sentenza emessa il 13 giugno 2012, depositata il 25 luglio 2012, la Corte di cassazione, ritenendo che la corte d?appello avesse motivato in maniera logica e corretta tutti i punti controversi, respinse il ricorso del ricorrente.
26. La Corte di cassazione osserv? che la corte d?appello aveva chiarito che risultava impossibile procedere a ulteriori ricerche efficaci di B. Uniformandosi alla giurisprudenza in materia, essa aveva stabilito: a) che il testimone era irreperibile, b) che l?impossibilit? di ripetere la sua testimonianza non era prevedibile, e c) che l?assenza del testimone non era dovuta alla libera scelta di quest?ultimo di sottrarsi all?interrogatorio. In particolare, le autorit? avevano cercato di notificare a B la citazione a giudizio presso il domicilio dallo stesso eletto ed era stato redatto un verbale di vane ricerche. Inoltre, B era di origine marocchina e il suo luogo di residenza era sconosciuto. Peraltro, egli aveva soggiornato a lungo in Italia e vi esercitava un lavoro regolare e stabile, il che non permetteva di definire la sua assenza ?prevedibile?. Infine, nulla faceva pensare che B avesse intenzione di sottrarsi al suo interrogatorio.
27. Del resto, la Corte di cassazione osserv? che la corte d?appello aveva esaminato le dichiarazioni di A, considerandole attendibili e corroborate da quelle di B e del carabiniere che aveva raccolto la denuncia della vittima.
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE
28. L?articolo 512 del CPP recita:
?Il giudice, a richiesta di parte, dispone che sia data lettura degli atti assunti dalla polizia giudiziaria, dal pubblico ministero dai difensori delle parti private e dal giudice nel corso dell?udienza preliminare quando, per fatti o circostanze imprevedibili, ne ? divenuta impossibile la ripetizione.?
29. Ai sensi dell?articolo 526 cc. 1 e 1bis del CPP,
?1. Il giudice non pu? utilizzare ai fini della deliberazione prove diverse da quelle legittimamente acquisite nel dibattimento.
1bis. La colpevolezza dell?imputato non pu? essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si ? sempre volontariamente sottratto all?esame da parte dell?imputato o del suo difensore.?
30. Nel 1999, il Parlamento ha deciso di inserire il principio del processo equo nella Costituzione stessa (si veda la legge costituzionale n. 2 del 23 novembre 1999). L?articolo 111 della Costituzione, nella sua nuova formulazione e nelle sue parti pertinenti, recita:
?(…) Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato (…) abbia la facolt?, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico (…). La colpevolezza dell?imputato non pu? essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si ? sempre volontariamente sottratto all?interrogatorio da parte dell?imputato o del suo difensore. La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell?imputato o per accertata impossibilit? di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita.?
IN DIRITTO
SULLA DEDOTTA VIOLAZIONE DELL?ARTICOLO 6 ?? 1 E 3 d) DELLA CONVENZIONE
31. Il ricorrente considera che il procedimento penale a suo carico non sia stato equo, e invoca l?articolo 6 ?? 1 e 3 d) della Convenzione che, nelle sue parti pertinenti, recita:
?1. Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente (…) da un tribunale (…) il quale sia chiamato a pronunciarsi (…) sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti (…).
(…).
3. In particolare, ogni accusato ha diritto di:
(…);
d) esaminare o far esaminare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l?esame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;
(…).?
32. Il Governo contesta la doglianza del ricorrente.
A. Sulla ricevibilit?
33. La Corte constata che questo motivo di ricorso non ? manifestamente infondato ai sensi dell?articolo 35 ? 3 a) della Convenzione e non incorre in altri motivi di irricevibilit?, e lo dichiara dunque ricevibile.
B. Sul merito
1. Argomenti delle parti
a) Il ricorrente
34. Il ricorrente afferma di essere stato condannato sulla base della deposizione fatta ai carabinieri da B, un testimone che non ? stato interrogato al dibattimento. Sebbene fosse probabile che B avesse fatto ritorno in Marocco, non sono state effettuate ricerche per via consolare in tale paese. Inoltre, non sono mai state condotte ricerche del testimone in questione presso l?amministrazione penitenziaria. Secondo il ricorrente, l?assenza al dibattimento di B era ampiamente prevedibile, trattandosi di uno straniero senza permesso di soggiorno e senza domicilio fisso. Pertanto, era necessario interrogarlo nel corso di un?udienza ad hoc in presenza del difensore dell?imputato.
b) Il Governo
35. Il Governo considera che l?acquisizione e la lettura delle dichiarazioni fatte da B Ai carabinieri erano legittime nel diritto interno. Egli espone che l?articolo 111 della Costituzione (paragrafo 30 supra) prevede una deroga alla regola dell?interrogatorio in contraddittorio dei testimoni, in particolare quando si ? in presenza di una ?impossibilit? oggettiva debitamente provata?. Questa eccezione ? stata codificata nell?articolo 512 del CPP, che permette la lettura, e dunque l?utilizzo per decidere sulla fondatezza delle accuse, degli atti la cui ripetizione ? divenuta impossibile ?per fatti o circostanze imprevedibili? (paragrafo 28 supra).
36. Secondo il Governo, queste disposizioni sono state interpretate in maniera conforme alla Convenzione da parte dei giudici italiani. In particolare, con la n. 27918 del 14 luglio 2011, le sezioni unite della Corte di cassazione hanno affermato che le dichiarazioni di un testimone assente devono essere valutate con la necessaria cautela, procedendo non soltanto a un esame della attendibilit? soggettiva e oggettiva del teste, ma anche al confronto della sua deposizione con gli altri elementi presentati al dibattimento. Inoltre, la Corte di cassazione ha precisato che il giudice deve compiere ogni possibile verifica per determinare la causa dell?assenza del testimone, allo scopo di escludere che la stessa sia dovuta alla sua libera scelta (si veda, in particolare, Corte di cassazione, sentenza delle sezioni unite n. 36474 del 28 maggio 2003, e sentenza della quarta sezione n. 5821 del 10 dicembre 2005). Infine, la natura ?imprevedibile? dell?assenza del testimone deve essere valutata ex ante, avendo riguardo non a semplici ipotesi, ma agli elementi concreti di cui le parti disponevano prima dello scadere del termine per chiedere l?acquisizione della testimonianza nel corso di una udienza ad hoc (si veda Corte di cassazione, sentenza della seconda sezione n. 49007 del 16 settembre 2014, rv. 261427).
37. Secondo il Governo, nel caso di specie la corte d?appello di Bari ha debitamente motivato sia l?impossibilit? concreta di citare B (dovuta al fatto che era irreperibile e che vari tentativi di notificargli gli atti del processo al domicilio eletto erano stati infruttuosi) che l?inutilit? di effettuare ulteriori ricerche per reperirlo. In effetti, le autorit? italiane non conoscevano l?indirizzo di B in Marocco, il che rendeva in pratica inefficace ogni ricerca nel suo luogo di nascita, e nulla faceva pensare che B fosse stato posto in detenzione. I giudici nazionali avrebbero anche stabilito che l?assenza di B, una persona che ha dimostrato la sua volont? di collaborare con la giustizia e che esercita un lavoro regolare in Italia, era imprevedibile prima del rinvio a giudizio del ricorrente, e che nulla faceva pensare che la sua assenza fosse deliberata. Alla luce della giurisprudenza della Corte di cassazione, la semplice circostanza che B non fosse un cittadino dell?Unione europea non permetteva di giungere a conclusioni diverse.
38. Il Governo ritiene che l?assenza di B fosse giustificata da un ?motivo serio?, ossia la sua decisione imprevedibile di lasciare il lavoro e il suo domicilio. Le autorit? avrebbero fatto ogni ragionevole sforzo per assicurare la sua presenza (questo elemento permetterebbe di distinguere la presente causa dalla causa Rudnichenko c. Ucraina, n. 2775/07, 11 luglio 2013); chiedere loro ulteriori sforzi sarebbe eccessivo nelle circostanze particolari della presente causa e sarebbe contrario alla necessit? di assicurare, entro un termine ragionevole, la punizione delle persone colpevoli di un reato. Le ricerche compiute in Italia nei luoghi frequentati dai connazionali di B avevano permesso di sapere soltanto che l?interessato era tornato nel suo paese. I tribunali nazionali avrebbero giustamente ritenuto impossibile, o quantomeno estremamente difficile, reperire il ricorrente in Marocco senza disporre di elementi diversi dal suo luogo di nascita. A questo riguardo, il Governo rammenta che, ai sensi della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 1959 e dell?accordo bilaterale tra l?Italia e il Regno del Marocco del 1971, la domanda di consegna di atti processuali in un paese straniero deve contenere l?indirizzo del destinatario.
39. Il Governo osserva inoltre che la giurisprudenza della Corte di cassazione si ? recentemente evoluta, e applica ormai le disposizioni ? pi? rigorose ? in materia di ricerche dell?imputato irreperibile anche ai testimoni che si rendono irreperibili (si veda, in particolare, Corte di cassazione, sentenza n. 24039 del 24 maggio 2011, rv. 250109, Methnani).
40. Il Governo sottolinea che, allo scopo di confermare la prova principale a carico, ossia la testimonianza di A, il tribunale di Lucera ha preso in considerazione altre prove, come le dichiarazioni di B e degli altri testimoni. In queste circostanze, non si pu? pensare che la deposizione di B abbia costituito la base unica o l?elemento determinate della condanna del ricorrente. Quest?ultimo ha peraltro avuto la possibilit? di interrogare A e gli altri testimoni presenti al dibattimento, di contestare le prove prodotte dalla procura (tra le quali la testimonianza di B) e di produrre qualsiasi elemento ritenuto utile per la sua difesa. Inoltre, i giudici di merito hanno valutato attentamente l?esistenza di eventuali rapporti tra B, gli altri testimoni e il ricorrente. L?ammissione della deposizione di B sarebbe stata dunque controbilanciata da garanzie processuali sufficienti.
2. Valutazione della Corte
a) Principi generali
41. La Corte rammenta che le esigenze del paragrafo 3 dell?articolo 6 rappresentano aspetti particolari del diritto a un processo equo sancito dall?articolo 1 di tale disposizione. Nell?esaminare un motivo di ricorso relativo all?articolo 6, la Corte deve in sostanza determinare se il procedimento penale abbia rivestito un carattere equo (si veda, tra molte altre, Taxquet c. Belgio [GC], n. 926/05, ? 84, CEDU 2010). Per farlo, essa considera il procedimento nell?insieme e verifica se siano stati rispettati non soltanto i diritti della difesa ma anche l?interesse del pubblico e delle vittime a che gli autori del reato siano debitamente perseguiti (G?fgen c. Germania [GC], n. 22978/05, ? 175, CEDU 2010) e, se necessario, dei diritti dei testimoni (si vedano, tra moltissime altre sentenze, Doorson c. Paesi Bassi, 26 marzo 1996, ? 70, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-II, e Al-Khawaja e Tahery c. Regno Unito [GC], nn. 26766/05 e 22228/06, ? 118, CEDU 2011). La Corte rammenta anche in questo contesto che la ricevibilit? delle prove ? regolata dalle norme di diritto interno ed ? di competenza dei giudici nazionali, e che il suo unico compito consiste nel determinare se il procedimento sia stato equo (G?fgen, sopra citata, ? 162, con i riferimenti ivi citati).
42. L?articolo 6 ? 3 d) sancisce il principio secondo il quale, prima che un imputato possa essere dichiarato colpevole, tutti gli elementi a carico devono in linea di principio essere prodotti dinanzi a lui in pubblica udienza, ai fini di un dibattimento in contraddittorio. Questo principio non ? privo di eccezioni, che tuttavia possono essere accettate soltanto fatti salvi i diritti della difesa; come regola generale, questi impongono di dare all?imputato una possibilit? adeguata e sufficiente di contestare le testimonianze a carico e di interrogarne gli autori, al momento della loro deposizione o in una fase successiva (Luc? c. Italia, n. 33354/96, ? 39, CEDU 2001-II, e Solakov c. ?l?ex-Repubblica jugoslava di Macedonia?, n. 47023/99, ? 57, CEDU 2001-X).
43. Considerati i principi stabiliti nella causa di Grande Camera Al Khawaja e Tahery sopra citata, la Corte deve poi esaminare se l?impossibilit? per la difesa di interrogare o di far interrogare un testimone a carico fosse giustificata da un motivo serio; se le deposizioni del testimone assente abbiano costituito la prova unica o determinante della colpevolezza del ricorrente; e, infine, se esistessero sufficienti elementi in grado di compensare gli inconvenienti legati all?ammissione di una tale prova per permettere una valutazione corretta ed equa della sua affidabilit? (Vronchenko c. Estonia, n. 59632/09, ? 57, 18 luglio 2013).
44. Questi principi sono stati esplicitati nella sentenza Schatschaschwili c. Germania (n. 9154/10, ? 111-131, CEDU 2015), in cui la Grande Camera ha confermato che l?assenza di motivi seri tali da giustificare la mancata comparizione di un testimone non poteva di per s? rendere un processo iniquo, pur rimanendo un elemento importante per quanto riguarda la valutazione dell?equit? complessiva di un processo, che pu? far propendere per una constatazione di violazione dell?articolo 6 ?? 1 e 3 d). Inoltre, poich? la preoccupazione della Corte ? assicurare che il procedimento nel suo insieme sia stato equo, essa deve verificare se esistessero elementi compensatori sufficienti non solo nelle cause in cui le dichiarazioni di un testimone assente costituivano la base unica o determinante della condanna dell?imputato, ma anche in quelle in cui essa ritiene difficile distinguere se tali elementi costituissero la prova unica o determinante ma ? comunque convinta che rivestissero un peso indiscutibile e che la loro ammissione potesse avere causato problemi alla difesa. La portata dei fattori di compensazione necessari perch? il processo fosse considerato equo dipender? dall?importanza che rivestono le dichiarazioni del testimone assente. Quanto maggiore ? tale importanza, tanto pi? gli elementi compensatori dovranno essere solidi affinch? il procedimento nel suo insieme sia considerato equo.
b) Applicazione di questi principi nel caso di specie
i. Sulla questione di stabilire se l?assenza di B al processo fosse giustificata da un motivo serio
45. La Corte osserva che, nella fattispecie, la mancata comparizione di B, che ha condotto il tribunale di Lucera ad ammettere come prova la sua deposizione non verificata, si spiegava con la impossibilit? di mettersi in contatto con il testimone. Le autorit? avevano pi? volte e invano cercato di notificargli la citazione presso il domicilio che egli aveva eletto (la sede della societ? di trasporti per la quale lavorava ? paragrafo 20 supra) e non si era presentato all?udienza del 14 gennaio 2010, che doveva essere dedicata alla sua audizione (paragrafo 12 supra).
46. La Corte rammenta che, quando l?assenza del testimone dipende da questo motivo, essa esige che il tribunale di merito abbia fatto tutto quanto ci si poteva ragionevolmente attendere per garantire la comparizione dell?interessato (Gabrielyan c. Armenia, n. 8088/05, ? 78, 10 aprile 2012; Tseber c. Repubblica ceca, n. 46203/08, ? 48, 22 novembre 2012; e Kostecki c. Polonia, n. 14932/09, ?? 65-66, 4 giugno 2013). L?impossibilit? per i giudici nazionali di mettersi in contatto con il testimone interessato o il fatto che questi abbia lasciato il territorio del paese nel quale viene condotto il giudizio sono stati ritenuti insufficienti di per s? per soddisfare le esigenze dell?articolo 6 ? 3 d), in base al quale che gli Stati contraenti devono adottare misure positive per permettere all?imputato di interrogare o far interrogare i testimoni a carico (Gabrielyan, sopra citata, ? 81, Tseber, sopra citata, ? 48, e Lu?i? c. Croazia, n. 5699/11, ? 79, 27 febbraio 2014).
47. Tali misure rientrano nella diligenza che gli Stati contraenti devono dimostrare nell?assicurare il godimento effettivo dei diritti sanciti dall?articolo 6 (Gabrielyan, sopra citata, ? 81), poich? in caso contrario l?assenza del testimone ? imputabile alle autorit? nazionali (Tseber, sopra citata, ? 48; Lu?i?, sopra citata, ? 79; e Schatschaschwili, sopra citata, ? 120). In particolare, queste ultime devono aver ricercato attivamente il testimone con l?aiuto delle autorit? nazionali, soprattutto della polizia (Salikhov c. Russia, n. 23880/05, ?? 116-117, 3 maggio 2012; Pr?jin? c. Romania, n. 5592/05, ? 47, 7 gennaio 2014; e Lu?i?, sopra citata, ? 79), e, come regola generale, aver fatto ricorso all?assistenza giudiziaria internazionale quando il testimone in questione era residente all?estero e tale meccanismo era disponibile (Gabrielyan, sopra citata, ? 83; Lu?i?, sopra citata, ? 80; Nikolitsas c. Grecia, n. 63117/09, ? 35, 3 luglio 2014; e Schatschaschwili, sopra citata, ? 121).
48. Affinch? si possa considerare che le autorit? hanno compiuto tutti gli sforzi ragionevoli per assicurare la comparizione di un testimone, ? necessario anche che i tribunali interni abbiano proceduto a un controllo minuzioso delle ragioni addotte per giustificare l?incapacit? del testimone di assistere al processo, tenuto conto della situazione particolare dell?interessato (Nechto c. Russia, n. 24893/05, ? 127, 24 gennaio 2012; Damir Sibgatullin c. Russia, n. 1413/05, ? 56, 24 aprile 2012; Yevgeniy Ivanov c. Russia, n. 27100/03, ? 47, 25 aprile 2013; e Schatschaschwili, sopra citata, ? 122).
49. Si deve constatare che, nel caso di specie, i tribunali nazionali si sono limitati a indicare che l?assenza di B, che aveva un lavoro stabile e regolare in Italia e si era dimostrato disposto a collaborare con le autorit?, non era prevedibile e che le ricerche del testimone in Italia erano state vane (paragrafi 16, 20 e 26 supra). La corte d?appello e la Corte di cassazione hanno escluso la possibilit? di effettuare ulteriori ricerche all?estero osservando che B era un uomo nato a Casablanca e il cui indirizzo in Marocco era sconosciuto (paragrafi 21 e 26 supra).
50. Secondo la Corte, tale esclusione aprioristica non si concilia con l?obbligo degli Stati contraenti di adottare misure positive per permettere all?imputato di interrogare o di fare interrogare i testimoni a carico. In particolare, la corte d?appello e la Corte di cassazione non hanno indicato le ragioni per le quali risultava impossibile avvalersi dell?assistenza giudiziaria internazionale per contattare il testimone, che si presumeva fosse ritornato in Marocco (si veda, a contrario, Schatschaschwili, sopra citata, ?? 136-140, in cui la Corte ha sottolineato che il tribunale regionale di G?ttingen si era messo in contatto con i testimoni residenti all?estero per proporre diverse opzioni che permettessero loro di recarsi a testimoniare e, di fronte al loro rifiuto, si era avvalso dell?assistenza giudiziaria internazionale, richiedendo che i testimoni in questione fossero convocati dinanzi ad un?autorit? giudiziaria lettone affinch? il presidente del tribunale regionale potesse sentirli in videoconferenza e la difesa potesse controinterrogarli). La circostanza, evocata dal Governo, che ai sensi della Convenzione europea di assistenza giudiziaria e dell?accordo bilaterale tra l?Italia e il Regno del Marocco, la domanda di consegna di atti procedurali deve indicare l?indirizzo del destinatario (paragrafo 38 supra) non ? stata menzionata dai tribunali nazionali. Del resto, la Corte non ? convinta che la mancata conoscenza dell?indirizzo di B costituisse un ostacolo insormontabile, tale da dispensare le autorit? giudiziarie italiane dall?obbligo di tentare di mettersi in contatto con B per il tramite delle autorit? marocchine.
51. In queste circostanze, la Corte ritiene che i giudici italiani non abbiano fatto tutti gli sforzi che era ragionevolmente possibile aspettarsi da loro per garantire la comparizione di B (si veda, mutatis mutandis, Rudnichenko, sopra citata, ?? 105-109, dove la Corte ha concluso che la restrizione apportata al diritto del ricorrente di fare interrogare un testimone assente non era basata su alcun motivo, valido o meno, osservando in particolare che non era stata adottata alcuna misura per fare in modo che il testimone in questione comparisse e potesse essere interrogato).
52. Tuttavia, come osservato sopra (paragrafo 44 supra), anche se la mancanza di motivi seri per giustificare la mancata comparizione di B costituisce un elemento importante per valutare l?equit? globale del processo, essa non costituisce di per s? una violazione dell?articolo 6 della Convenzione. Pertanto, la Corte esaminer? in seguito se la sua deposizione costituisse la base unica o determinante della condanna del ricorrente e se esistessero elementi di compensazione sufficienti per controbilanciare le difficolt? causate alla difesa dall?impossibilit? di controinterrogare questo testimone.
ii. Sulla questione di stabilire se la deposizione di B costituisse la base unica o determinante della condanna
53. La Corte rammenta che quando, come nel caso di specie, la deposizione del testimone assente non ? l?unica prova a carico dell?imputato ed ? corroborata da altri elementi, la valutazione del suo carattere determinante dipender? dalla forza probatoria di questi altri elementi: pi? quest?ultima sar? importante, meno la deposizione del testimone assente potr? essere considerata determinante (Al-Khawaja e Tahery, sopra citata, ? 131). La Corte avr? riguardo all?analisi fatta dai giudici nazionali, al fine di assicurarsi che la loro valutazione del peso della prova non fosse inaccettabile o arbitraria (Schatschaschwili, sopra citata, ?? 124 e 141).
54. La Corte constata che l?unico testimone oculare dello stupro perpetrato dal ricorrente era la vittima dei reati, A. Secondo la deposizione di quest?ultima, B si era allontanato al momento della perpetrazione dello stupro (paragrafo 6 supra), fatto che ? stato confermato dall?interessato stesso durante il suo interrogatorio dinanzi ai Carabinieri di Lesina. B ha in effetti dichiarato che era uscito dal veicolo in cui lo stupro ha avuto luogo e che non ha potuto vedere ci? che accadeva all?interno. Per contro, B aveva assistito alle avance sessuali esplicite del ricorrente e alle sue azioni violente nei confronti di A. Inoltre, dopo essere risalito in automobile, B aveva visto che A. piangeva (paragrafo 7 supra). In tali circostanze, la Corte non pu? considerare arbitraria la valutazione dei giudici italiani, secondo i quali le dichiarazioni di B non erano altro che un elemento che confermava la prova principale, ossia la testimonianza di A (paragrafi 15, 22 e 27 supra). Inoltre, non si trattava di un elemento di conferma esclusivo, in quanto i giudici italiani hanno sottolineato che la versione di A era confermata anche dalle dichiarazioni del carabiniere che aveva ricevuto la sua denuncia, il quale aveva potuto constatare che la vittima era in stato di shock e lamentava dolori addominali (paragrafi 17, 23 e 27 supra).
55. In queste condizioni, la Corte ritiene che la deposizione del testimone assente non fosse ?determinante?, vale a dire idonea a comportare la decisione sulla causa (si veda, a contrario, Schatschaschwili, sopra citata, ??141 144).
iii. Sulla questione di stabilire se sussistessero elementi compensatori sufficienti per controbilanciare le difficolt? provocate alla difesa
56. La Corte rammenta che gli elementi compensatori devono consentire una valutazione corretta ed equa dell?affidabilit? della testimonianza non verificata (Al-Khawaja e Tahery, sopra citata, ? 147, e Schatschaschwili, sopra citata, ? 125). In particolare, un?importante garanzia ? costituita dal fatto che i giudici interni, consapevoli del valore ridotto delle dichiarazioni del testimone assente, trattano queste ultime con prudenza (si confronti con Bobe? c. Romania, n. 29752/05, ? 46, 9 luglio 2013, e Brzuszczy?ski c. Polonia, n. 23789/09, ?? 85-86, 17 settembre 2013). Un?altra garanzia determinante ? costituita dal fatto di produrre in giudizio elementi di prova, ad esempio dati medico-legali, che confermano la deposizione non verificata. La Corte ha inoltre considerato un fattore importante a sostegno della deposizione di un testimone assente l?esistenza di forti somiglianze tra la descrizione fatta dal testimone assente del reato che asseriva essere stato diretto nei suoi confronti e quella fatta da un altro testimone, con il quale non risultava che vi fosse stata collusione, di un reato analogo commesso dallo stesso convenuto. Ci? vale tanto pi? se quest?ultimo testimone depone al processo e la sua affidabilit? ? verificata con un contro-interrogatorio (Schatschaschwili, sopra citata, ? 128; si confronti con Al-Khawaja et Tahery, sopra citata, ? 156).
57. Al convenuto deve inoltre essere offerta la possibilit? di fornire la sua versione dei fatti e di mettere in dubbio la credibilit? del testimone assente sottolineando le eventuali incoerenze o contraddizioni con le dichiarazioni di altri testimoni (Aigner c. Austria, n. 28328/03, ? 43, 10 maggio 2012, e Garofolo c. Svizzera (dec.), n. 4380/09, ? 56, 2 aprile 2013). Quando l?identit? del testimone ? nota alla difesa, quest?ultima ? in grado di identificare e analizzare i motivi che il testimone pu? avere per mentire, e quindi di contestare la sua attendibilit? in modo efficace anche in sua assenza, sebbene in misura minore che nel corso di un confronto diretto (Brzuszczy?ski, sopra citata, ? 88, e Schatschaschwili, sopra citata, ? 131).
58. La Corte osserva che, nel caso di specie, la corte d?appello di Bari ha valutato attentamente la credibilit? di B, rilevando che tale testimone non aveva alcun motivo per accusare il ricorrente e che prima dei fatti delittuosi, non conosceva la vittima. Tali elementi hanno indotto la corte d?appello a considerare la deposizione di B come disinteressata, e quindi sufficientemente affidabile. Inoltre, anche le dichiarazioni di A sono state esaminate con rigore, i giudici di merito hanno esaminato la questione di stabilire se i risultati degli esami medici effettuati su di essa fossero compatibili con la sua versione dei fatti (paragrafi 17 e 22-23 supra). In assenza di indizi di collusione tra questi due testimoni, la concordanza delle versioni di A e B ? stata un elemento determinante per dichiarare la colpevolezza del ricorrente.
59. La Corte osserva inoltre che il ricorrente ? stato rappresentato da un avvocato durante il processo e ha avuto la possibilit? di presentare le sue difese e la sua versione degli eventi attraverso il suo legale e di persona, in particolare durante le udienze del 14 gennaio e del 6 maggio 2010, nel corso delle quali ? stato interrogato e ha rilasciato dichiarazioni spontanee (paragrafi 12-13 supra).
60. Occorre inoltre notare che il legale del ricorrente ha avuto la possibilit? di contro-interrogare A, presunta vittima di uno stupro, all?udienza ad hoc del 9 febbraio 2009 (paragrafo 9 supra). Il ricorrente ha rinunciato a una seconda opportunit? di porre domande ad A quando ha dato il suo consenso alla rinuncia della procura all?audizione della vittima in dibattimento (paragrafo 11 supra). Infine, la difesa ha potuto contro-interrogare altri testimoni, vale a dire il carabiniere che ha ricevuto la denuncia di A, il fidanzato di quest?ultima e il ginecologo che l?aveva visitata dopo i fatti (paragrafi 11 e 13 supra). L?imputato ha cos? avuto la possibilit? di tentare di minare la credibilit? dei testimoni a carico, e pi? particolarmente di B. In effetti, egli conosceva la sua identit? e ha avuto modo di sottolineare le eventuali incoerenze o contraddizioni tra le dichiarazioni di B e quelle di altri testimoni.
61. ? vero che le autorit? giudiziarie non hanno dato al ricorrente o al suo avvocato la possibilit? di interrogare B nella fase istruttoria. Tuttavia, la Corte nota che tale possibilit? ? di norma prevista per i casi in cui sussista il rischio che il testimone non possa essere sentito nell?ambito di un ulteriore processo contro l?imputato. Ora, nel caso di specie la Corte non pu? condividere la tesi del ricorrente secondo cui l?assenza di B al dibattimento era prevedibile (paragrafo 34 supra). Infatti, come i giudici italiani hanno rilevato, al momento del suo interrogatorio da parte dei carabinieri, B aveva eletto domicilio, aveva un lavoro stabile e regolare in Italia e si era mostrato disposto a collaborare con le autorit? (paragrafi 16, 20 e 26 supra ? si veda, a contrario, Schatschaschwili, sopra citata, ? 158-160, in cui la Corte ha ritenuto che il rischio di assenza dei testimoni al processo fosse prevedibile, tenuto conto del fatto che esse soggiornavano in Germania temporaneamente, che avevano espresso il loro desiderio di ritornare il prima possibile nel loro paese e che esse temevano di avere problemi con la polizia e di subire rappresaglie da parte degli autori del reato).
iv. Valutazione dell?equit? del procedimento nel suo complesso
62. Al fine di fornire una valutazione dell?equit? del procedimento nel suo complesso, la Corte ha tenuto conto degli elementi compensativi presenti nel caso di specie, globalmente considerati alla luce della sua conclusione secondo cui la deposizione di B non ? stata determinante per la condanna del ricorrente (paragrafo 55 supra). Essa ritiene che tali elementi fossero atti a controbilanciare le difficolt? incontrate dalla difesa, e questo nonostante il fatto che i giudici italiani non hanno compiuto tutti gli sforzi ragionevolmente necessari per assicurare la comparizione di B (paragrafo 51 supra).
63. Di conseguenza, la Corte ritiene che il fatto che il ricorrente non abbia potuto, in nessuna fase del procedimento, interrogare o far interrogare il testimone B non ha reso iniquo il procedimento nel suo complesso.
64. Pertanto, non vi ? stata violazione dell?articolo 6 ?? 1 e 3 d) della Convenzione.
PER QUESTI MOTIVI LA CORTE, ALL?UNANIMIT?,
1. Dichiara il ricorso ricevibile;
2. Dichiara che non vi ? stata violazione dell?articolo 6 ?? 1 e 3 d) della Convenzione.
Fatta in francese, poi comunicata per iscritto il 23 giugno 2016, in applicazione dell?articolo 77, ?? 2 e 3, del regolamento della Corte.
Abel Campos
Cancelliere
Mirjana Lazarova Trajkovska
Presidente

Testo Tradotto

Conclusions: Non-violation de l’article 6+6-3-d – Droit ? un proc?s ?quitable (Article 6 – Proc?dure p?nale Article 6-1 – Proc?s ?quitable) (Article 6-3-d – Interrogation des t?moins Article 6 – Droit ? un proc?s ?quitable)

PREMI?RE SECTION

AFFAIRE BEN MOUMEN c. ITALIE

(Requ?te no 3977/13)

ARR?T

STRASBOURG

23 juin 2016

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Ben Moumen c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (premi?re section), si?geant en une chambre compos?e de :
Mirjana Lazarova Trajkovska, pr?sidente,
Ledi Bianku,
Guido Raimondi,
Kristina Pardalos,
Paul Mahoney,
Ale? Pejchal,
Pauliine Koskelo, juges,
et de Abel Campos, greffier de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 31 mai 2016,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 3977/13) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant marocain, M. OMISSIS (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 11 d?cembre 2012 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant a ?t? repr?sent? par Me OMISSIS, avocat ? Matino (Lecce). Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, Mme E. Spatafora, et par son co-agent, Mme P. Accardo.
3. Le requ?rant all?gue en particulier qu?une proc?dure p?nale dirig?e ? son encontre n?a pas ?t? ?quitable au motif qu?il n?a pas pu interroger ou faire interroger un t?moin ? charge.
4. Le 29 juin 2015, le grief concernant l?impossibilit? d?interroger le t?moin en question a ?t? communiqu? au Gouvernement et la requ?te a ?t? d?clar?e irrecevable pour le surplus conform?ment ? l?article 54 ? 3 du R?glement de la Cour.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1974 et est actuellement d?tenu au p?nitencier de Lecce.
A. Les accusations contre le requ?rant et les investigations pr?liminaires
6. Le 23 novembre 2008, A, une ressortissante roumaine, porta plainte contre le requ?rant. Elle affirma que ce dernier avait propos? de l?accompagner chez elle ? bord de sa voiture ; cependant, il l?avait conduite ? la campagne et l?avait menac?e, battue et viol?e. A ne s??tait pas physiquement oppos?e au viol par crainte de subir des violences ult?rieures. ? bord de la voiture se trouvait ?galement un autre ressortissant marocain, B, qui s??tait toutefois ?loign? au moment de la commission du viol.
7. B fut interrog? par les carabiniers de Lesina (Foggia) le 23 novembre 2008. Il d?clara que le requ?rant avait emprunt? une route de campagne et avait fait des avances sexuelles explicites ? A, qui les avait refus?es et, avec un pr?texte, s??tait ?loign?e de la voiture. B confirma que le requ?rant avait battu A, l?obligeant ? regagner l?int?rieur de la voiture. Connaissant le caract?re violent du requ?rant, B ?tait sorti du v?hicule et n?avait pas pu voir ce qui se passait ? l?int?rieur. Cependant, il avait constat? que celui-ci ? oscillait ?. Lorsqu?il ?tait remont? en voiture, B avait vu que A pleurait.
8. ? la lumi?re de ces d?positions, le requ?rant fut accus? de viol, coups et blessures et actes libidineux dans un lieu public.
9. Le 9 f?vrier 2009, A fut interrog?e dans le cadre d?une audience ad hoc (incidente probatorio) devant le juge des investigations pr?liminaires (ci-apr?s le ? GIP ?) de Lucera (Foggia). Le d?fenseur du requ?rant ?tait pr?sent ? cette audience et eut la facult? de poser des questions ? A. Cette derni?re confirma les accusations contre le requ?rant.
10. Le 16 f?vrier 2009, le GIP de Lucera renvoya le requ?rant en jugement devant le tribunal de cette m?me ville.
B. Le proc?s de premi?re instance
11. Aux audiences des 9 juillet et 8 octobre 2009, un carabinier ayant recueilli la plainte de A et le fianc? de cette derni?re furent entendus. Avec l?accord du requ?rant, le parquet renon?a ? l?audition de A.
12. L?audience du 14 janvier 2010 devait ?tre consacr?e, entre autres, ? l?audition de B. Cependant, ce t?moin ne se pr?senta pas. Le tribunal, s?appuyant sur l?article 512 du code de proc?dure p?nale (le ? CPP ? ? paragraphe 28 ci-apr?s) et en d?pit de l?opposition de la d?fense, ordonna la lecture de la d?position que B avait faite aux carabiniers de Lesina le 23 novembre 2008 (paragraphe 7 ci-dessus). Suite ? sa lecture, cette d?position fut acquise au dossier du juge (fascicolo per il dibattimento). Au cours de la m?me audience, le requ?rant et d?autres t?moins furent entendus.
13. Le 6 mai 2010, un gyn?cologue ayant examin? A fut interrog? et le requ?rant fit des d?clarations spontan?es.
14. Par un jugement du 23 septembre 2010, dont le texte fut d?pos? au greffe le 8 octobre 2010, le tribunal de Lucera condamna le requ?rant ? une peine de sept ans d?emprisonnement.
15. Cette d?cision se fonda sur les d?clarations faites par A au cours de l?audience ad hoc du 9 f?vrier 2009 (paragraphe 9 ci-dessus), estim?es pr?cises, cr?dibles et corrobor?es par d?autres ?l?ments. Parmi ceux-ci figuraient les d?clarations de B.
16. Le tribunal pr?cisa que la circonstance qu?un t?moin ?tait devenu introuvable s?analysait en une ? impossibilit? objective ? de l?interroger aux d?bats, ce qui, aux termes de l?article 512 du CPP (paragraphe 28 ci-apr?s), lu ? la lumi?re de l?article 111 de la Constitution (paragraphe 30 ci-apr?s), permettait d?utiliser pour d?cider sur le bien-fond? des accusations toute d?position faite avant le proc?s. Le tribunal estima que l?absence de B n??tait pas pr?visible, ?tant donn? qu?il avait ?lu un domicile et travaillait en Italie. La circonstance qu?il n??tait pas un ressortissant de l?Union europ?enne ne changeait rien ? cette conclusion.
17. Le tribunal estima ?galement que les examens gyn?cologiques effectu?s sur A n??taient pas de nature ? d?mentir la version des faits de la victime. En effet, l?absence de l?sions significatives ?tait compatible avec un viol perp?tr? avec menace et A n?avait pas indiqu? les modalit?s de l??jaculation. Par ailleurs, le gyn?cologue n?avait pas v?rifi? la pr?sence de liquide s?minal. Enfin, le carabinier ayant recueilli la plainte de A avait pu constater que cette derni?re ?tait un ?tat de choc et se plaignait de douleurs abdominales.
C. L?appel
18. Le requ?rant interjeta appel. Il contesta l??valuation des preuves ? sa charge et s?opposa ? l?utilisation de la d?position de B. Il observa que ce dernier ?tait un ressortissant non-communautaire sans permis de s?jour, qui n?avait fourni ni d?adresse fixe ni de num?ro de t?l?phone. D?s lors, son absence aux d?bats ?tait non seulement pr?visible, mais tr?s probable. Il aurait donc d? ?tre entendu dans le cadre d?une audience ad hoc. Par ailleurs, B ?tait apparemment retourn? au Maroc, ce qui amenait ? penser qu?il s??tait volontairement soustrait ? l?interrogatoire. Or, aux termes de l?article 526 ? 1bis du CPP (paragraphe 29 ci-apr?s), la culpabilit? de l?accus? ne pouvait pas ?tre prouv?e sur la base des d?clarations faites par ceux qui, de leur plein gr?, s??taient toujours soustraits ? l?examen par le pr?venu ou son d?fenseur.
19. Par un arr?t du 14 juin 2011, dont le texte fut d?pos? au greffe le 12 septembre 2011, la cour d?appel de Bari r?duisit la peine inflig?e au requ?rant ? six ans d?emprisonnement.
20. La cour d?appel releva que lorsque, le 23 novembre 2008, il avait ?t? interrog? par les carabiniers de Lesina (paragraphe 7 ci-dessus), B avait ?lu domicile aupr?s du si?ge de la soci?t? de transports pour laquelle il travaillait. Les autorit?s avaient ensuite ? plusieurs reprises et en vain essay? de lui signifier la citation ? compara?tre aupr?s de ce domicile. Le 17 d?cembre 2009, les carabiniers avaient r?dig? un proc?s-verbal de recherches vaines (verbale di vane ricerche). Au moment de son interrogatoire par les carabiniers, B avait un travail stable et r?gulier en Italie, et rien ne permettait de penser qu?il y aurait renonc? quelques mois plus tard, retournant au Maroc sans laisser d?adresse et se rendant ainsi introuvable. Ceci ?tait d?autant plus vrai si l?on songeait aux faits que B s??tait montr? dispos? ? collaborer avec les autorit?s et qu?il avait un int?r?t concret ? garder sa source de revenus. Il s?ensuivait que son absence aux d?bats n??tait pas pr?visible. La lecture et l?utilisation de la d?position faite aux carabiniers ?taient donc l?gitimes.
21. La cour d?appel ajouta qu?il n??tait pas possible d?effectuer des recherches ult?rieures dans le lieu de naissance ou de derni?re r?sidence ? l??tranger de B car il s?agissait d?un homme n? ? Casablanca et dont l?adresse au Maroc ?tait inconnue.
22. La cour d?appel nota ensuite que les d?clarations de A pouvaient ?tre utilis?es comme preuve ? charge ; cependant, s?agissant d?un t?moignage provenant de la victime, sa cr?dibilit? devait ?tre v?rifi?e avec rigueur. Or, la version de A ?tait cr?dible et les examens m?dicaux effectu?s sur elle, qui faisaient uniquement ?tat d?une excoriation au genou, ?taient compatibles avec un viol perp?tr? avec menace de mort. Rien ne donnait ? penser que A avait menti, d?autant plus que sa version ?tait confirm?e par B, qui n?avait aucune raison pour accuser le requ?rant, qui ?tait un concitoyen marocain et un coll?gue de travail. De plus, avant les faits d?lictueux, A et B ne se connaissaient pas.
23. Enfin, la version de A ?tait corrobor?e par le t?moignage du carabinier ayant recueilli sa plainte, et la circonstance que l?examen gyn?cologique n?avait pas r?v?l? la pr?sence de liquide s?minal n??tait pas de nature ? innocenter le requ?rant, ?tant donn? que les modalit?s de l??jaculation demeuraient inconnues.
D. Le pourvoi en cassation
24. Le requ?rant se pourvut en cassation, r?it?rant ses all?gations concernant l?impossibilit? d?utiliser la d?position de B. Il affirma en outre que la cr?dibilit? de A n?avait pas ?t? d?ment ?valu?e et que les examens gyn?cologiques tendaient ? exclure l?existence de tout rapport sexuel entre lui et la victime pr?sum?e.
25. Par un arr?t du 13 juin 2012, dont le texte fut d?pos? au greffe le 25 juillet 2012, la Cour de cassation, estimant que la cour d?appel avait motiv? de fa?on logique et correcte tous les points controvers?s, d?bouta le requ?rant de son pourvoi.
26. La Cour de cassation observa que la cour d?appel avait clarifi? que des recherches ult?rieures et efficaces de B s?av?raient impossibles. Se conformant ? la jurisprudence en la mati?re, elle avait ?tabli : a) que ce t?moin ?tait introuvable, b) que l?impossibilit? de r?it?rer son t?moignage n??tait pas pr?visible, et c) que l?absence du t?moin n??tait pas due au libre choix de ce dernier de se soustraire ? l?interrogatoire. En particulier, les autorit?s avaient essay? de notifier ? B la citation ? compara?tre aupr?s du domicile qu?il avait ?lu et un proc?s-verbal de recherches vaines avait ?t? r?dig?. De plus, B ?tait d?origine marocaine et son lieu de r?sidence ?tait inconnu. Par ailleurs, il avait s?journ? longtemps en Italie et y exer?ait un travail r?gulier et stable, ce qui ne permettait pas de qualifier son absence de ? pr?visible ?. Enfin, rien ne permettait de penser que B avait l?intention de se soustraire ? l?interrogatoire.
27. Au demeurant, la Cour de cassation observa que la cour d?appel avait examin? les d?clarations de A, les estimant cr?dibles et corrobor?es par celles de B et du carabinier qui avait recueilli la plainte de la victime.
II. LE DROIT INTERNE PERTINENT
28. L?article 512 du CPP se lit ainsi :
? Le juge, ? la demande des parties, ordonne la lecture des actes accomplis par la police judiciaire, par le parquet, par les d?fenseurs des parties priv?es et par le juge dans le cadre de l?audience pr?liminaire lorsque, pour des faits ou circonstances impr?visibles, leur r?it?ration est devenue impossible. ?
29. Aux termes de l?article 526 ?? 1 et 1bis du CPP,
? 1. Le juge ne peut pas utiliser pour sa d?cision des preuves autres que celles l?gitimement acquises au cours des d?bats.
1bis. La culpabilit? du pr?venu ne peut pas ?tre ?tablie sur la base des d?clarations faites par les personnes qui, par leur libre choix, se sont toujours et volontairement soustraites ? l?interrogatoire par l?accus? ou son d?fenseur. ?
30. En 1999, le Parlement a d?cid? d?ins?rer le principe du proc?s ?quitable dans la Constitution elle-m?me (voir la loi constitutionnelle no 2 du 23 novembre 1999). L?article 111 de la Constitution, dans sa nouvelle formulation et dans ses parties pertinentes, se lit ainsi :
? (…) Dans le cadre du proc?s p?nal, la loi garantit que la personne accus?e d?une infraction (…) a la facult?, devant le juge, d?interroger ou de faire interroger toute personne formulant des d?clarations ? charge (…). La culpabilit? de l?accus? ne peut pas ?tre prouv?e sur la base de d?clarations faites par une personne qui s?est toujours librement et volontairement soustraite ? l?interrogatoire par l?accus? ou son d?fenseur. La loi r?glemente les cas o? un examen contradictoire des moyens de preuve n?a pas lieu, avec le consentement de l?accus? ou en raison d?une impossibilit? objective d?ment prouv?e ou encore en raison d?un comportement illicite d?ment prouv?. ?
EN DROIT
SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 ?? 1 ET 3 d) DE LA CONVENTION
31. Le requ?rant consid?re que la proc?dure p?nale ? son encontre n?a pas ?t? ?quitable. Il invoque l?article 6 ?? 1 et 3 d) de la Convention, qui, en ses parties pertinentes, est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…) par un tribunal (…) qui d?cidera (…) du bien-fond? de toute accusation en mati?re p?nale dirig?e contre elle. (…).
(…).
3. Tout accus? a droit notamment ? :
(…) ;
d) interroger ou faire interroger les t?moins ? charge et obtenir la convocation et l?interrogation des t?moins ? d?charge dans les m?mes conditions que les t?moins ? charge ;
(…). ?
32. Le Gouvernement conteste le grief du requ?rant.
A. Sur la recevabilit?
33. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?il ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. Elle le d?clare donc recevable.
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
a) Le requ?rant
34. Le requ?rant all?gue avoir ?t? condamn? sur la base de la d?position faite aux carabiniers par B, un t?moin qui n?a pas ?t? interrog? aux d?bats. Bien qu?il ?tait probable que B f?t retourn? au Maroc, aucune recherche par la voie consulaire n?a ?t? effectu?e dans ce pays. De plus, ce t?moin n?a pas ?t? cherch? aupr?s de l?administration p?nitentiaire. Selon le requ?rant, l?absence aux d?bats de B ?tait largement pr?visible, ?tant donn? qu?il s?agissait d?un ?tranger sans permis de s?jour et sans domicile fixe. D?s lors, il s?imposait de l?interroger lors d?une audience ad hoc en pr?sence du d?fenseur de l?accus?.
b) Le Gouvernement
35. Le Gouvernement consid?re que l?acquisition et la lecture des d?clarations faites par B aux carabiniers ?taient l?gitimes en droit interne. Il expose que l?article 111 de la Constitution (paragraphe 30 ci-dessus) pr?voit une d?rogation ? la r?gle de l?interrogatoire contradictoire des t?moins, notamment lorsqu?on est en pr?sence d?une ? impossibilit? objective d?ment prouv?e ?. Cette exception a ?t? codifi?e ? l?article 512 du CPP, qui permet la lecture, et donc l?utilisation pour d?cider du bien-fond? des accusations, des actes dont la r?it?ration est devenue impossible ? pour des faits ou circonstances impr?visibles ? (paragraphe 28 ci-dessus).
36. Selon le Gouvernement, ces dispositions ont ?t? interpr?t?es de mani?re conforme ? la Convention par les juridictions italiennes. En particulier, par un arr?t no 27918 du 14 juillet 2011, les sections r?unies de la Cour de cassation ont dit que les d?clarations d?un t?moin absent doivent ?tre ?valu?es avec la prudence n?cessaire, proc?dant non seulement ? un examen de la cr?dibilit? subjective et objective du t?moin, mais aussi ? la confrontation de sa d?position avec les autres ?l?ments pr?sent?s aux d?bats. De plus, la Cour de cassation a pr?cis? que le juge doit accomplir toute v?rification possible pour d?terminer la cause de l?absence du t?moin, afin d?exclure que celle-ci soit due ? son libre choix (voir, notamment, Cour de cassation, arr?t des sections r?unies no 36474 du 28 mai 2003, et arr?t de la quatri?me section no 5821 du 10 d?cembre 2005). Enfin, le caract?re ? impr?visible ? de l?absence du t?moin doit ?tre ?valu? ex ante, ayant regard non pas ? des simples hypoth?ses, mais aux ?l?ments concrets dont les parties disposaient avant l?expiration du d?lai pour demander l?acquisition du t?moignage au cours d?une audience ad hoc (voir Cour de cassation, arr?t de la deuxi?me section no 49007 du 16 septembre 2014, rv 261427).
37. De l?avis du Gouvernement, en l?esp?ce la cour d?appel de Bari a d?ment motiv? tant l?impossibilit? concr?te de citer B ? compara?tre (due au fait qu?il ?tait introuvable et que plusieurs tentatives de lui notifier les actes du proc?s au domicile ?lu avaient ?chou?es) que l?inutilit? d?effectuer des recherches ult?rieures pour le rep?rer. En effet, les autorit?s italiennes ne disposaient pas de l?adresse de B au Maroc, ce qui rendait en pratique ineffective toute recherche dans son lieu de naissance, et rien ne permettait de penser que B e?t ?t? plac? en d?tention. Les juridictions internes auraient ?galement ?tabli que l?absence de B, une personne ayant montr? sa volont? de collaborer avec la justice et exer?ant un travail r?gulier en Italie, ?tait impr?visible avant le renvoi en jugement du requ?rant, et que rien ne permettait de penser que son absence e?t ?t? d?lib?r?e. ? la lumi?re de la jurisprudence de la Cour de cassation, la simple circonstance que B n??tait pas un ressortissant de l?Union europ?enne ne permettait pas de parvenir ? des conclusions diff?rentes.
38. Le Gouvernement estime que l?absence de B ?tait justifi?e par un ? motif s?rieux ?, ? savoir sa d?cision impr?visible de quitter son travail et son domicile. Les autorit?s auraient d?ploy? tout effort raisonnable pour assurer sa pr?sence (cet ?l?ment permettrait de distinguer la pr?sente affaire de l?affaire Rudnichenko c. Ukraine, no 2775/07, 11 juillet 2013) ; leur demander des efforts suppl?mentaires serait excessif dans les circonstances particuli?res de l?esp?ce et irait ? l?encontre de la n?cessit? d?assurer, dans un d?lai raisonnable, la punition des personnes coupables d?une infraction. Les recherches accomplies en Italie dans les lieux fr?quent?s par les compatriotes de B avaient seulement conduit ? apprendre que l?int?ress? ?tait retourn? dans son pays. Les tribunaux internes auraient ? juste titre estim? impossible, ou du moins extr?mement difficile, de trouver le requ?rant au Maroc sans disposer d??l?ments autres que son lieu de naissance. ? cet ?gard, le Gouvernement rappelle qu?aux termes de la Convention europ?enne d?entraide judiciaire en mati?re p?nale de 1959 et de l?accord bilat?ral entre l?Italie et le Royaume du Maroc de 1971, la demande de remise d?actes de proc?dure dans un pays ?tranger doit indiquer l?adresse du destinataire.
39. Le Gouvernement observe en outre que la jurisprudence de la Cour de cassation a r?cemment ?volu?, et applique d?sormais les dispositions ? plus strictes ? en mati?re de recherche du pr?venu introuvable ?galement aux t?moins devenus introuvables (voir, notamment, Cour de cassation, arr?t no 24039 du 24 mai 2011, rv. 250109, Methnani).
40. Le Gouvernement souligne qu?afin de confirmer la preuve principale ? charge, ? savoir le t?moignage de A, le tribunal de Lucera a pris en consid?ration d?autres preuves, telles que les d?clarations de B et des autres t?moins. Dans ces circonstances, on ne saurait estimer que la d?position de B ait constitu? le fondement unique ou d?terminant de la condamnation du requ?rant. Ce dernier a par ailleurs eu la possibilit? d?interroger A et les autres t?moins pr?sents aux d?bats, de contester les preuves produites par le parquet (parmi lesquelles le t?moignage de B) et de produire tout ?l?ment qu?il a estim? utile pour sa d?fense. En outre, les juridictions du fond ont attentivement ?valu? l?existence d??ventuels rapports entre B, les autres t?moins et le requ?rant. L?admission de la d?position de B aurait donc ?t? contrebalanc?e par des garanties proc?durales suffisantes.
2. Appr?ciation de la Cour
a) Principes g?n?raux
41. La Cour rappelle que les exigences du paragraphe 3 de l?article 6 repr?sentent des aspects particuliers du droit ? un proc?s ?quitable garanti par le paragraphe 1 de cette disposition. Lorsqu?elle examine un grief tir? de l?article 6, la Cour doit essentiellement d?terminer si la proc?dure p?nale a rev?tu un caract?re ?quitable (voir, parmi beaucoup d?autres, Taxquet c. Belgique [GC], no 926/05, ? 84, CEDH 2010). Pour ce faire, elle envisage la proc?dure dans son ensemble et v?rifie le respect non seulement des droits de la d?fense mais aussi de l?int?r?t du public et des victimes ? ce que les auteurs de l?infraction soient d?ment poursuivis (G?fgen c. Allemagne [GC], no 22978/05, ? 175, CEDH 2010) et, si n?cessaire, des droits des t?moins (voir, parmi bien d?autres arr?ts, Doorson c. Pays-Bas, 26 mars 1996, ? 70, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-II, et Al-Khawaja et Tahery c. Royaume-Uni [GC], nos 26766/05 et 22228/06, ? 118, CEDH 2011). La Cour rappelle ?galement dans ce contexte que la recevabilit? des preuves rel?ve des r?gles du droit interne et des juridictions nationales et que sa seule t?che consiste ? d?terminer si la proc?dure a ?t? ?quitable (G?fgen, pr?cit?, ? 162, avec les r?f?rences qui y sont cit?es).
42. L?article 6 ? 3 d) consacre le principe selon lequel, avant qu?un accus? puisse ?tre d?clar? coupable, tous les ?l?ments ? charge doivent en principe ?tre produits devant lui en audience publique, en vue d?un d?bat contradictoire. Ce principe ne va pas sans exceptions, mais on ne peut les accepter que sous r?serve des droits de la d?fense ; en r?gle g?n?rale, ceux ci commandent de donner ? l?accus? une possibilit? ad?quate et suffisante de contester les t?moignages ? charge et d?en interroger les auteurs, soit au moment de leur d?position, soit ? un stade ult?rieur (Luc? c. Italie, no 33354/96, ? 39, CEDH 2001-II, et Solakov c. ? l?ex-R?publique yougoslave de Mac?doine ?, no 47023/99, ? 57, CEDH 2001-X).
43. Eu ?gard aux principes ?tablis dans l?affaire de Grande Chambre Al Khawaja et Tahery pr?cit?e, la Cour doit successivement examiner si l?impossibilit? pour la d?fense d?interroger ou de faire interroger un t?moin ? charge ?tait justifi?e par un motif s?rieux ; si les d?positions du t?moin absent ont constitu? la preuve unique ou d?terminante de la culpabilit? du requ?rant ; et, enfin, s?il existait des ?l?ments suffisamment compensateurs des inconv?nients li?s ? l?admission d?une telle preuve pour permettre une appr?ciation correcte et ?quitable de sa fiabilit? (Vronchenko c. Estonie, no 59632/09, ? 57, 18 juillet 2013).
44. Ces principes ont ?t? explicit?s dans l?arr?t Schatschaschwili c. Allemagne (no 9154/10, ? 111-131, CEDH 2015), o? la Grande Chambre a confirm? que l?absence de motif s?rieux justifiant la non comparution d?un t?moin ne pouvait en elle-m?me rendre un proc?s in?quitable, bien qu?elle demeure un ?l?ment de poids s?agissant d?appr?cier l??quit? globale d?un proc?s, qui est susceptible de faire pencher la balance en faveur d?un constat de violation de l?article 6 ?? 1 et 3 d). De plus, le souci de la Cour ?tant de s?assurer que la proc?dure dans son ensemble ?tait ?quitable, elle doit v?rifier s?il existait des ?l?ments compensateurs suffisants non seulement dans les affaires o? les d?clarations d?un t?moin absent constituaient le fondement unique ou d?terminant de la condamnation de l?accus?, mais aussi dans celles o? elle juge difficile de discerner si ces ?l?ments constituaient la preuve unique ou d?terminante mais est n?anmoins convaincue qu?ils rev?taient un poids certain et que leur admission pouvait avoir caus? des difficult?s ? la d?fense. La port?e des facteurs compensateurs n?cessaires pour que le proc?s soit consid?r? comme ?quitable d?pendra de l?importance que rev?tent les d?clarations du t?moin absent. Plus cette importance est grande, plus les ?l?ments compensateurs devront ?tre solides afin que la proc?dure dans son ensemble soit consid?r?e comme ?quitable.
b) Application de ces principes en l?esp?ce
i. Sur le point de savoir si l?absence de B au proc?s se justifiait par un motif s?rieux
45. La Cour observe qu?en l?esp?ce la non-comparution de B, qui a amen? le tribunal de Lucera ? admettre ? titre de preuve sa d?position non v?rifi?e, s?expliquait par l?impossibilit? d?entrer en contact avec ce t?moin. Les autorit?s avaient ? plusieurs reprises et en vain essay? de lui signifier la citation ? compara?tre aupr?s du domicile qu?il avait ?lu (le si?ge de la soci?t? de transport pour laquelle il travaillait ? paragraphe 20 ci-dessus) et il ne s??tait pas pr?sent? ? l?audience du 14 janvier 2010, qui devait ?tre consacr?e ? son audition (paragraphe 12 ci-dessus).
46. La Cour rappelle que lorsque l?absence du t?moin d?pend de cette raison, elle exige du tribunal du fond qu?il ait fait tout ce que l?on pouvait raisonnablement attendre de lui pour assurer la comparution de l?int?ress? (Gabrielyan c. Arm?nie, no 8088/05, ? 78, 10 avril 2012 ; Tseber c. R?publique tch?que, no 46203/08, ? 48, 22 novembre 2012 ; et Kostecki c. Pologne, no 14932/09, ?? 65-66, 4 juin 2013). L?impossibilit? pour les juridictions internes d?entrer en contact avec le t?moin concern? ou le fait que celui-ci ait quitt? le territoire du pays dans lequel l?instance est conduite ont ?t? jug?s insuffisants en soi pour satisfaire ? l?article 6 ? 3 d), lequel exige des ?tats contractants qu?ils prennent des mesures positives pour permettre ? l?accus? d?interroger ou de faire interroger les t?moins ? charge (Gabrielyan, pr?cit?, ? 81, Tseber, pr?cit?, ? 48, et Lu?i? c. Croatie, no 5699/11, ? 79, 27 f?vrier 2014).
47. Pareilles mesures rel?vent de la diligence que les ?tats contractants doivent d?ployer pour assurer la jouissance effective des droits garantis par l?article 6 (Gabrielyan, pr?cit?, ? 81), faute de quoi l?absence du t?moin est imputable aux autorit?s internes (Tseber, pr?cit?, ? 48 ; Lu?i?, pr?cit?, ? 79 ; et Schatschaschwili, pr?cit?, ? 120). En particulier, ces derni?res doivent avoir recherch? activement le t?moin avec l?aide des autorit?s nationales, notamment de la police (Salikhov c. Russie, no 23880/05, ?? 116-117, 3 mai 2012 ; Pr?jin? c. Roumanie, no 5592/05, ? 47, 7 janvier 2014 ; et Lu?i?, pr?cit?, ? 79), et, en r?gle g?n?rale, avoir eu recours ? l?entraide judiciaire internationale lorsque le t?moin en question r?sidait ? l??tranger et que pareil m?canisme ?tait disponible (Gabrielyan, pr?cit?, ? 83 ; Lu?i?, pr?cit?, ? 80 ; Nikolitsas c. Gr?ce, no 63117/09, ? 35, 3 juillet 2014 ; et Schatschaschwili, pr?cit?, ? 121).
48. Pour que les autorit?s soient consid?r?es comme ayant d?ploy? tous les efforts raisonnables pour assurer la comparution d?un t?moin, il faut aussi que les tribunaux internes aient proc?d? ? un contr?le minutieux des raisons donn?es pour justifier l?incapacit? du t?moin ? assister au proc?s, en tenant compte de la situation particuli?re de l?int?ress? (Nechto c. Russie, no 24893/05, ? 127, 24 janvier 2012 ; Damir Sibgatullin c. Russie, no 1413/05, ? 56, 24 avril 2012 ; Yevgeniy Ivanov c. Russie, no 27100/03, ? 47, 25 avril 2013 ; et Schatschaschwili, pr?cit?, ? 122).
49. Force est de constater qu?en l?esp?ce les tribunaux italiens se sont born?s ? indiquer que l?absence de B, qui avait un travail stable et r?gulier en Italie et s??tait montr? dispos? ? collaborer avec les autorit?s, n??tait pas pr?visible et que les recherches du t?moin en Italie avaient ?t? vaines (paragraphes 16, 20 et 26 ci-dessus). La cour d?appel et la Cour de cassation ont exclu la possibilit? d?effectuer des recherches ult?rieures ? l??tranger en observant que B ?tait un homme n? ? Casablanca et dont l?adresse au Maroc ?tait inconnue (paragraphes 21 et 26 ci-dessus).
50. Aux yeux de la Cour, une telle exclusion aprioriste se concilie mal avec l?obligation des ?tats contractants de prendre des mesures positives pour permettre ? l?accus? d?interroger ou de faire interroger les t?moins ? charge. En particulier, la cour d?appel et la Cour de cassation n?ont pas indiqu? les raisons pour lesquelles il s?av?rait impossible d?avoir recours ? l?entraide judiciaire internationale pour contacter le t?moin, qu?elles pr?sumaient ?tre retourn? au Maroc (voir, a contrario, Schatschaschwili, pr?cit?, ?? 136-140, o? la Cour a soulign? que le tribunal r?gional de G?ttingen avait pris contact avec les t?moins r?sidant ? l??tranger pour leur proposer diff?rentes options de nature ? leur permettre de venir t?moigner et, face ? leur refus, avait eu recours ? l?entraide judiciaire internationale, demandant que les t?moins en question fussent convoqu?es devant une juridiction lettone pour que le pr?sident du tribunal r?gional p?t les entendre par vid?oconf?rence et pour permettre ? la d?fense de les contre-interroger). La circonstance, ?voqu?e par le Gouvernement, qu?aux termes de la Convention europ?enne d?entraide judiciaire et de l?accord bilat?ral entre l?Italie et le Royaume du Maroc, la demande de remise d?actes de proc?dure doit indiquer l?adresse du destinataire (paragraphe 38 ci-dessus) n?a pas ?t? mentionn?e par les tribunaux internes. Au demeurant, la Cour n?est pas convaincue que la non-connaissance de l?adresse de B constituait un obstacle insurmontable, de nature ? dispenser les autorit?s judiciaires italiennes de toute obligation d?essayer d?entrer en contact avec B par l?interm?diaire des autorit?s marocaines.
51. Dans ces circonstances, la Cour estime que les juridictions italiennes n?ont pas d?ploy? tous les efforts que l?on pouvait raisonnablement attendre d?elles pour assurer la comparution de B (voir, mutatis mutandis, Rudnichenko, pr?cit?, ?? 105-109, o? la Cour a conclu que la restriction apport?e au droit du requ?rant de faire interroger un t?moin absent ne reposait sur aucun motif, valable ou non, observant notamment qu?aucune mesure n?avait ?t? prise pour faire en sorte que le t?moin litigieux comparaisse et puisse ?tre interrog?).
52. Cependant, comme observ? plus haut (paragraphe 44 ci-dessus), m?me si elle constitue un ?l?ment de poids pour appr?cier l??quit? globale du proc?s, l?absence de motif s?rieux justifiant la non-comparution de B n?est pas en soi constitutive d?une violation de l?article 6 de la Convention. La Cour examinera donc ult?rieurement si sa d?position constituait le fondement unique ou d?terminant de la condamnation du requ?rant et s?il existait des ?l?ments compensateurs suffisants pour contrebalancer les difficult?s que l?impossibilit? de contre-interroger ce t?moin a caus?es ? la d?fense.
ii. Sur le point de savoir si la d?position de B constituait le fondement unique ou d?terminant de la condamnation
53. La Cour rappelle que lorsque, comme en l?esp?ce, la d?position du t?moin absent n?est pas la seule preuve ? charge de l?accus? et est corrobor?e par d?autres ?l?ments, l?appr?ciation de son caract?re d?terminant d?pendra de la force probante de ces autres ?l?ments : plus celle-ci sera importante, moins la d?position du t?moin absent sera susceptible d??tre consid?r?e comme d?terminante (Al-Khawaja et Tahery, pr?cit?, ? 131). La Cour aura ?gard ? l?appr?ciation ? laquelle se sont livr?es les juridictions nationales, afin de s?assurer que leur ?valuation du poids de la preuve n??tait pas inacceptable ou arbitraire (Schatschaschwili, pr?cit?, ?? 124 et 141).
54. La Cour constate que le seul t?moin oculaire du viol perp?tr? par le requ?rant ?tait la victime des infractions, A. Selon la d?position de cette derni?re, B s??tait ?loign? au moment de la commission du viol (paragraphe 6 ci-dessus), ce qui a ?t? confirm? par l?int?ress? lui-m?me lors de son interrogatoire devant les carabiniers de Lesina. B a en effet d?clar? qu?il ?tait sorti du v?hicule o? le viol a eu lieu et qu?il n?avait pas pu voir ce qui se passait ? l?int?rieur. En revanche, B avait assist? aux avances sexuelles explicites du requ?rant et ? ses actions violentes ? l?encontre de A. En outre, une fois remont? en voiture, B avait vu que A pleurait (paragraphe 7 ci dessus). Dans ces circonstances, la Cour ne saurait consid?rer comme arbitraire l??valuation des tribunaux italiens selon laquelle les d?clarations de B n??taient qu?un ?l?ment qui corroborait la preuve principale, ? savoir le t?moignage de A (paragraphes 15, 22 et 27 ci dessus). De plus, il ne s?agissait pas d?un ?l?ment corroboratif exclusif, les juridictions italiennes ayant soulign? que la version de A ?tait confirm?e aussi par les d?clarations du carabinier ayant recueilli sa plainte, qui avait pu constater que la victime ?tait en ?tat de choc et se plaignait de douleurs abdominales (paragraphes 17, 23 et 27 ci-dessus).
55. Dans ces conditions, la Cour estime que la d?position du t?moin absent n??tait pas ? d?terminante ?, c?est-?-dire susceptible d?emporter la d?cision sur l?affaire (voir, a contrario, Schatschaschwili, pr?cit?, ?? 141 144).
iii. Sur le point de savoir s?il existait des ?l?ments compensateurs suffisants pour contrebalancer les difficult?s caus?es ? la d?fense
56. La Cour rappelle que les ?l?ments compensateurs doivent permettre une appr?ciation correcte et ?quitable de la fiabilit? du t?moignage non v?rifi? (Al-Khawaja et Tahery, pr?cit?, ? 147, et Schatschaschwili, pr?cit?, ? 125). Notamment, une garantie importante est constitu?e par le fait que les juridictions internes, conscientes de la valeur r?duite des d?clarations du t?moin absent, se penchent sur elles avec prudence (comparer avec Bobe? c. Roumanie, no 29752/05, ? 46, 9 juillet 2013, et Brzuszczy?ski c. Pologne, no 23789/09, ?? 85-86, 17 septembre 2013). Une autre garantie de grand poids est la production au proc?s d??l?ments de preuve, par exemple des donn?es m?dicol?gales, venant corroborer la d?position non v?rifi?e. La Cour a en outre consid?r? comme un facteur important venant ? l?appui de la d?position d?un t?moin absent l?existence de fortes similitudes entre la description faite par le t?moin absent de l?infraction qu?il all?guait avoir ?t? dirig?e contre lui et celle faite par un autre t?moin, avec lequel rien n?indiquait qu?il y e?t eu collusion, d?une infraction comparable commise par le m?me d?fendeur. Cela vaut d?autant plus si ce dernier t?moin d?pose au proc?s et que sa fiabilit? est v?rifi?e par un contre-interrogatoire (Schatschaschwili, pr?cit?, ? 128 ; comparer avec Al-Khawaja et Tahery, pr?cit?, ? 156).
57. Le d?fendeur doit en outre se voir offrir la possibilit? de donner sa propre version des faits et de mettre en doute la cr?dibilit? du t?moin absent en soulignant toute incoh?rence ou contradiction avec les d?clarations d?autres t?moins (Aigner c. Autriche, no 28328/03, ? 43, 10 mai 2012, et Garofolo c. Suisse (d?c.), no 4380/09, ? 56, 2 avril 2013). Lorsque l?identit? du t?moin est connue de la d?fense, celle-ci est en mesure d?identifier et d?analyser les motifs que le t?moin peut avoir de mentir, et donc de contester sa cr?dibilit? de mani?re effective m?me en son absence, bien que dans une mesure moindre qu?au cours d?une confrontation directe (Brzuszczy?ski, pr?cit?, ? 88, et Schatschaschwili, pr?cit?, ? 131).
58. La Cour rel?ve qu?en l?esp?ce, la cour d?appel de Bari a ?valu? avec soin la cr?dibilit? de B, observant que ce t?moin n?avait aucune raison pour accuser le requ?rant et qu?avant les faits d?lictueux, il ne connaissait la victime. Ces ?l?ments ont amen? la cour d?appel ? consid?rer la d?position de B comme ?tant d?sint?ress?e, et donc suffisamment fiable. En outre, aussi les d?clarations de A ont ?t? examin?es avec rigueur, les juges du fond s??tant pench?s sur la question de savoir si les r?sultats des examens m?dicaux effectu?s sur elle ?taient compatibles avec sa version des faits (paragraphes 17 et 22-23 ci-dessus). En l?absence d?indices de collusion entre ces deux t?moins, la concordance des versions de A et B a ?t? un ?l?ment de poids pour affirmer la culpabilit? du requ?rant.
59. La Cour observe de surcro?t que le requ?rant a ?t? repr?sent? par un avocat tout au long du proc?s et qu?il a eu la possibilit? de pr?senter ses d?fenses et sa version des ?v?nements par l?interm?diaire de son conseil et en personne, notamment lors des audiences des 14 janvier et 6 mai 2010, au cours desquelles il a ?t? interrog? et a fait des d?clarations spontan?es (paragraphes 12-13 ci-dessus).
60. Il convient en outre de noter que le conseil du requ?rant a eu la possibilit? de contre-interroger A, victime pr?sum?e d?un viol, ? l?audience ad hoc du 9 f?vrier 2009 (paragraphe 9 ci-dessus). Le requ?rant a renonc? ? une deuxi?me opportunit? de poser de questions ? A lorsqu?il a donn? son accord ? la renonciation du parquet ? l?audition de la victime aux d?bats (paragraphe 11 ci-dessus). Enfin, la d?fense a eu le loisir de contre-interroger d?autres t?moins, ? savoir le carabinier ayant recueilli la plainte de A, le fianc? de cette derni?re et le gyn?cologue l?ayant examin? apr?s les faits (paragraphes 11 et 13 ci-dessus). L?accus? a ainsi eu la possibilit? d?essayer de miner la cr?dibilit? des t?moins ? charge, et plus particuli?rement de B. En effet, il connaissait son identit? et a eu le loisir de souligner toute incoh?rence ou contradiction ?ventuelle entre les d?clarations de B et celles des autres t?moins.
61. Il est vrai que les autorit?s de poursuite n?ont pas donn? au requ?rant ou ? son avocat la possibilit? d?interroger B au stade de l?instruction. Cependant, la Cour observe que cette possibilit? est normalement pr?vue pour les cas o? il y a un risque que le t?moin ne puisse pas ?tre entendu lors d?un proc?s ult?rieur contre l?accus?. Or, en l?esp?ce la Cour ne saurait souscrire ? la th?se du requ?rant selon laquelle l?absence de B aux d?bats ?tait pr?visible (paragraphe 34 ci-dessus). En effet, comme les juridictions italiennes l?ont remarqu?, au moment de son interrogatoire par les carabiniers, B avait ?lu un domicile, avait un travail stable et r?gulier en Italie et s??tait montr? dispos? ? collaborer avec les autorit?s (paragraphes 16, 20 et 26 ci-dessus ? voir, a contrario, Schatschaschwili, pr?cit?, ? 158-160, o? la Cour a estim? que le risque d?absence des t?moins au proc?s ?tait pr?visible, compte tenu du fait qu?elles s?journaient en Allemagne temporairement, qu?elles avaient exprim? leur souhait de repartir d?s que possible dans leur pays et qu?elles craignaient d?avoir des probl?mes avec la police et de subir des repr?sailles de la part des auteurs de l?infraction).
iv. Appr?ciation de l??quit? de la proc?dure dans son ensemble
62. Afin de se livrer ? une appr?ciation de l??quit? de la proc?dure dans son ensemble, la Cour a eu ?gard aux ?l?ments compensateurs pr?sents en l?esp?ce, consid?r?s dans leur globalit? ? la lumi?re de sa conclusion selon laquelle la d?position de B n?a pas ?t? d?terminante pour la condamnation du requ?rant (paragraphe 55 ci-dessus). Elle estime que ces ?l?ments ?taient de nature ? contrebalancer les difficult?s rencontr?es par la d?fense, et ce en d?pit du fait que les juridictions italiennes n?ont pas d?ploy? tous les efforts raisonnablement n?cessaires pour assurer la comparution de B (paragraphe 51 ci-dessus).
63. D?s lors, la Cour estime que le fait que le requ?rant n?a pu, ? aucun stade de la proc?dure, interroger ou faire interroger le t?moin B n?a pas rendu in?quitable la proc?dure dans son ensemble.
64. Partant, il n?y a pas eu violation de l?article 6 ?? 1 et 3 d) de la Convention.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable ;

2. Dit qu?il n?y a pas eu violation de l?article 6 ?? 1 et 3 d) de la Convention.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 23 juin 2016, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Abel Campos Mirjana Lazarova Trajkovska
Greffier Pr?sidente

A chi rivolgersi e i costi dell'assistenza

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia molto complessa e poco conosciuta, che "ingloba" parti importanti di molteplici rami del diritto. Per tutelarsi è quindi essenziale farsi assistere da un Professionista (con il quale si consiglia di concordare in anticipo i costi da sostenere, come ormai consentito dalle leggi in vigore).

Se l'espropriato ha già un Professionista di sua fiducia, può comunicagli che sul nostro sito trova strumenti utili per il suo lavoro.
Per capire come funziona la procedura, quando intervenire e i costi da sostenere, si consiglia di consultare la Sezione B.6 - Come tutelarsi e i Costi da sostenere in TRE Passi.

  • La consulenza iniziale, con esame di atti e consigli, è sempre gratuita
    - Per richiederla cliccate qui: Colloquio telefonico gratuito
  • Un'eventuale successiva assistenza, se richiesta, è da concordare
    - Con accordo SCRITTO che garantisce l'espropriato
    - Con pagamento POSTICIPATO (si paga con i soldi che si ottengono dall'Amministrazione)
    - Col criterio: SE NON OTTIENI NON PAGHI

Se l'espropriato è assistito da un Professionista aderente all'Associazione pagherà solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione. Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito. Tutto ciò viene pattuito, a garanzia dell'espropriato, con un contratto scritto. è ammesso solo un rimborso spese da concordare: ad. es. 1.000 euro per il DAP (tutelarsi e opporsi senza contenzioso) o 2.000 euro per il contenzioso. Per maggiori dettagli si veda la pagina 20 del nostro Vademecum gratuito.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024