AFFAIRE BAYKIN ET AUTRES c. RUSSIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE BAYKIN ET AUTRES c. RUSSIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 3
Articoli: 01,P1-1
Numero: 45720/17/2020
Stato: Russia
Data: 2020-02-11 00:00:00
Organo: Sezione Terza
Testo Originale

TERZA SEZIONE

CASO DI BAYKIN E ALTRI v. RUSSIA

(Applicazione n. 45720/17)

Art 1 P 1 – Regolamentazione dell’uso dei beni – Assenza di una base giuridica chiara e prevedibile per un’ingiunzione di demolire una casa situata in prossimit? di un oleodotto

STRASBURGO

11 febbraio 2020

Tale sentenza diventa definitiva alle condizioni previste dall’articolo 44 ? 2 della Convenzione e pu? essere soggetta a modifiche formali.

Nel caso di Baykin e altri contro la Russia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo (Terza Sezione), che si riunisce in una sezione composta da :

Paul Lemmens, Presidente,

Georgios A. Serghides,

Paulo Pinto de Albuquerque,

Helen Keller,

Dmitry Dedov,

Alena Pol??kov?,

Erik Wennerstr?m, giudici,

e Stephen Phillips, impiegato della sezione,

Dopo la delibera in Aula del Consiglio del 21 gennaio 2020,

Emette la seguente sentenza, adottata in tale data:

PROCEDURA

1. La causa ha avuto origine in un ricorso (n. 45720/17) contro la Federazione Russa, di cui tre cittadini di questo Stato, il sig. Stanislav Anatolyevich Baykin (“il primo ricorrente”), il sig. Anatoliy Timpofeyevich Baykin (“il secondo ricorrente”) e la sig.ra Larisa Nikolayevna Baykina (“il terzo ricorrente”), hanno presentato un ricorso alla Corte il 17 giugno 2017 ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il Governo russo (“il Governo”) era rappresentato da M. Galperin, Rappresentante della Federazione Russa presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
3. Le ricorrenti hanno sostenuto in particolare che il loro diritto al rispetto della loro propriet? e della loro casa era stato violato.
4. Il 3 settembre 2018 i reclami ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione e dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione sono stati comunicati al Governo e la domanda ? stata dichiarata irricevibile per il resto, ai sensi dell’articolo 54 ? 3 del Regolamento della Corte.

IN FATTO

I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO
5. Il primo richiedente ? il figlio del secondo e del terzo richiedente. ? nato nel 1982 e risiede a Dubovaya Roshcha (distretto di Ramensky, regione di Mosca). La seconda e la terza ricorrente sono nate rispettivamente nel 1942 e nel 1950 e risiedono a Safonovskoye (distretto di Ramensky, regione di Mosca).

A. Informazioni relative all’oleodotto nel distretto di Ramensky.
6. Dal 1974 ? in funzione nella regione di Mosca un oleodotto sotterraneo (????????? ????????????? ???????????????????). L’asse del gasdotto, che ? di classe III (vedi paragrafo 40 in fine sotto), passa attraverso il distretto di Ramensky.
7. AO Mostransnefteprodukt possedeva e gestiva il gasdotto fino alla sua vendita nel 2016 ad AO Transneft – Verkhnyaya Volga.
8. L’11 luglio 1995, il capo dell’amministrazione regionale di Mosca ha adottato il decreto n. 134-PG sulle misure per garantire il funzionamento sicuro degli oleodotti e dei gasdotti nella regione di Mosca. Il decreto ha incaricato i responsabili delle amministrazioni locali di individuare le ubicazioni degli oleodotti e dei gasdotti e di garantire che tali impianti siano correttamente indicati nei piani urbanistici locali, di individuare le aree protette (???????? ????? ????) e le aree con distanze minime di sicurezza (???? ?????????? ?????????? ?????????? ???????????) dagli assi degli oleodotti e dei gasdotti, e di assegnare appezzamenti di terreno a privati solo con il consenso scritto delle societ? che gestiscono tali impianti pericolosi.
9. Con due lettere del 16 dicembre 2003 e del 20 novembre 2011, la societ? AO Mostransnefteprodukt ha notificato al capo dell’amministrazione del villaggio di Safonovskoye il passaggio dell’oleodotto sul territorio del villaggio e gli ha ricordato il divieto di qualsiasi costruzione nelle vicinanze dell’oleodotto.
10. Il 19 marzo 2004, la stessa societ? ha emesso un “avviso” al capo dell’amministrazione locale del sottodistretto di Safonovskoye (distretto di Ramenskiy) riguardante la presenza dell’oleodotto nel sottodistretto e il divieto di costruzione nelle aree protette lungo l’asse del sottodistretto.
11. Con lettera del 10 febbraio 2013, l’amministrazione regionale di Mosca ha richiamato l’attenzione dei capi delle amministrazioni locali sul problema della costruzione non autorizzata (??????????????? ?????????????) di alloggi in zone protette e a distanza minima (???? ??????????? ??????????) in prossimit? del gasdotto.
12. Il 12 settembre 2013, l’asse del gasdotto e la zona protetta di 25 metri su ogni lato del gasdotto sono stati trasferiti sulla mappa catastale pubblica. La zona protetta ? stata inserita sotto la voce “zone soggette a particolari condizioni d’uso” (?????).
B. L’acquisto di un lotto di terreno e di una casa da parte del richiedente e i fatti successivi
13. Il 25 ottobre 2013, il signor G. ha registrato nel Catasto di Stato un lotto di terreno edificabile precedentemente censito nel villaggio di Safonovskoye. Il tipo di terreno ha permesso la costruzione di una casa di campagna indipendente (??? ??????? ????????????? ? ?????? ?????? ????). Su questo terreno si trovava una casa incompiuta.
14. Il 15 novembre 2013 il signor G. ha iscritto nel Registro unificato dei diritti di propriet? immobiliare il suo diritto di propriet? sul suddetto appezzamento.
15. Come ? stato stabilito in seguito (vedi sotto), l’asse del gasdotto passava a 68 metri dal confine del lotto e a 72 metri dalla casa.
16. L’8 febbraio 2014 il primo richiedente ha acquistato il suddetto terreno e la casa incompiuta su di esso. Secondo il certificato di propriet? del lotto, non c’erano restrizioni sulla propriet? dello stesso.
Il 22 settembre 2014, terminati i lavori di costruzione della casa, il primo richiedente ha registrato il suo diritto di propriet? nella casa con la procedura semplificata, cio? su presentazione del solo titolo di propriet? del terreno.
In un momento non specificato nel fascicolo, il secondo e il terzo richiedente si sono trasferiti nella casa.
17. Il 27 ottobre 2014, su richiesta del primo richiedente, l’amministrazione Safonovskoye ha dato alla casa un indirizzo postale.
18. Il 31 marzo 2015 l’amministrazione del distretto di Ramenskiy, con la partecipazione di rappresentanti dell’amministrazione del villaggio Safonovskoye e della societ? AO Mostransnefteprodukt, ha effettuato un’ispezione del primo appezzamento di terreno del richiedente e ha redatto un “atto di verifica della conformit? alla legislazione fondiaria”. In seguito a questo controllo, ? stato stabilito che la distanza tra il confine del terreno del richiedente e l’asse del gasdotto era di 68 metri, e la distanza tra la casa e l’asse del gasdotto era di 72 metri.
19. Con lettera dell’11 maggio 2015, l’amministrazione del distretto di Ramenski ha confermato al richiedente che non era necessario ottenere una licenza edilizia per costruire un cottage indipendente sul suo terreno.
20. Il 20 maggio 2015, AO Mostransnefteprodukt ha emesso un ordine (???????????) al primo richiedente di demolire la casa per garantire che la “distanza minima ammissibile” tra la costruzione e l’asse del gasdotto sia stata rispettata entro un mese dal ricevimento dell’ordine.

C. Il successivo contenzioso
21. In assenza di esecuzione dell’ordinanza da parte del primo ricorrente, il 30 luglio 2015, AO Mostransnefteprodukt ha convocato il ricorrente dinanzi al tribunale della citt? di Ramenskoye e ha chiesto di ordinare la demolizione della casa.
L’amministrazione del distretto di Ramenskoye, che partecipava al processo come terza parte, non ha presentato alcuna conclusione e si ? affidata alla saggezza del tribunale.
22.Con sentenza del 30 settembre 2015, il tribunale di Ramenskoye ha stabilito che la casa del primo richiedente era una costruzione illegale e ne ha ordinato la demolizione a sue spese.
Il primo e il secondo ricorrente hanno presentato ricorso contro la sentenza.
23. Nel corso dell’esame del ricorso, il Tribunale regionale di Mosca (“il Tribunale regionale”) ha convocato il secondo richiedente come terzo interessato e ha anche rilevato che il vero richiedente era la societ? AO Transneft – Verkhnyaya Volga, che era proprietaria del gasdotto dal 2016.
24. Con lettera del 25 gennaio 2016, l’amministrazione di Safonovskoye ha informato il Tribunale regionale che, dalla fondazione ufficiale del villaggio di Safonovskoye nel 2005, non aveva mai ricevuto informazioni sull’esatta ubicazione dell’oleodotto e delle aree protette.
25. Il 28 novembre 2016 il Tribunale regionale ha emesso la sua decisione, ribaltando la sentenza del tribunale, ma consentendo l’azione della societ? AO Transneft – Verkhnyaya Volga.
26.Da un lato, il Tribunale regionale ha citato l’articolo 56 del Codice del territorio e le norme sulla protezione degli oleodotti e dei gasdotti nelle loro parti relative alle aree protette (si vedano i successivi paragrafi 37 e 45). Ha rilevato che il gasdotto era stato costruito diversi decenni prima della casa e che, gi? nel 2013, l’area protetta lungo il suo asse era stata registrata nel catasto di Stato, accessibile a tutti.
27.D’altra parte, con riferimento all’Articolo 7.15 e alla Tabella 4 ad esso allegata del Regolamento aggiornato sulla costruzione di gasdotti e oleodotti n. 2.05.06-85, in vigore dal 1? luglio 2013, il Tribunale Regionale ha ritenuto che la distanza minima da rispettare tra l’asse del gasdotto di Classe III e la casa fosse di 100 metri. Ha ritenuto che la conformit? all’Articolo 7.15 del Regolamento di costruzione aggiornato e alla Tabella 4 ad esso allegata fosse obbligatoria ai sensi del Decreto Governativo n. 06-85 del 1? luglio 2013 e che la distanza minima tra l’asse della condotta di Classe III e la casa fosse di 100 metri.
28. Il tribunale regionale ha concluso che la casa ? stata costruita “senza rispettare le distanze di sicurezza (??? ?????????? ?????????? ??????????) fino a [il gasdotto] – 100 m”, e quindi in grave violazione delle norme urbanistiche e di costruzione. Di conseguenza, la Corte ha ritenuto che la casa dovesse essere qualificata come “costruita illegalmente” e demolita a spese del primo Ricorrente.
29. Tutti i ricorrenti hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Essi hanno lamentato, tra l’altro, che la corte d’appello non aveva tenuto conto del fatto che non era stata registrata alcuna restrizione al diritto di propriet? del primo richiedente sul terreno, e hanno sostenuto che le zone a distanza minima non erano state registrate in alcun registro e non erano state menzionate in alcun documento ufficiale. Essi hanno sostenuto che non era mai stata accertata alcuna colpa da parte loro e, infine, che la corte d’appello non era riuscita a decidere in merito allo sfratto della seconda e della terza ricorrente dalla loro unica abitazione.
30. Il 3 e 4 aprile 2017, un giudice unico del tribunale regionale di Mosca ha rifiutato di trasmettere i ricorsi in cassazione dei tre ricorrenti per l’esame da parte del presidium di tale tribunale. Ha approvato le conclusioni della corte d’appello e ha aggiunto nella sua decisione il riferimento all’articolo 90 del Codice del Territorio relativo alle aree protette lungo gli oleodotti e i gasdotti. Ha inoltre considerato che le esigenze di tutela della vita e della salute dei cittadini, compresi i richiedenti, hanno la precedenza sugli interessi dei richiedenti a vivere nella casa in questione. Di conseguenza, egli ha ritenuto che l’argomentazione dei ricorrenti basata sulla loro buona fede e sull’assenza di qualsiasi difetto nella costruzione della casa fosse irrilevante. Infine, nel rispondere al motivo relativo alla minaccia di sfratto dalla casa del secondo e terzo ricorrente, ha ritenuto che la casa in questione, essendo una costruzione illegale, non fosse una “dimora” e che non fosse stata presentata al giudice alcuna domanda di sfratto nel merito.
31. Il 22 maggio 2017, un giudice unico della Corte Suprema russa ha rifiutato di inoltrare i ricorsi in cassazione dei ricorrenti per l’esame da parte della Camera Civile di tale tribunale.
D. Altre informazioni rilevanti.
32. Il 21 aprile 2017 la Camera civica (O???????????? ??????), organo consultivo pubblico, ha tenuto una tavola rotonda sul problema delle controversie relative alla demolizione di case in prossimit? di gasdotti e oleodotti. Ha rilevato che questa controversia ? presente in quasi un terzo delle regioni russe e che ha generato tensioni sociali e sfiducia nelle autorit? da parte dei cittadini; che nella stragrande maggioranza dei casi i tribunali hanno accettato le rivendicazioni delle societ? che gestiscono gli impianti pericolosi; che l’unico fattore che i tribunali hanno ritenuto rilevante era l’ubicazione delle abitazioni in una zona protetta o in un’area con distanze minime; che i proprietari delle abitazioni in genere non ricevevano alcun indennizzo; e che questo problema svalutava la portata della registrazione del diritto di propriet? nel registro unificato.
33. La Camera civica ha sostenuto, tra l’altro : stabilire il concetto di “zona a distanza minima” in diverse leggi e atti sublegislativi; stabilire nel Codice fondiario le restrizioni sui diritti reali sui terreni situati in zone a distanza minima, analogamente alle restrizioni sui diritti reali esistenti sui terreni situati in zone protette; registrare nel registro unificato e nel catasto di Stato informazioni non solo sulle aree protette ma anche sulle zone a distanza minima; prevedere un indennizzo per i proprietari in buona fede in caso di ordine di demolire le loro abitazioni in prossimit? di gasdotti e oleodotti.
34. Al 20 giugno 2018, il tipo di terreno del primo richiedente ? rimasto invariato.
35. Con lettera del 18 febbraio 2019, l’Autorit? per la registrazione delle propriet? immobiliari e del catasto ha informato il primo richiedente che il suo terreno non si trovava in alcuna area protetta e che la sua propriet? non era soggetta a restrizioni.
36. Nelle sue osservazioni di risposta del 19 aprile 2019, il Governo ha informato il Tribunale che il diritto di propriet? della prima ricorrente sulla casa contestata non era stato annullato. Con lettera del 24 luglio 2019, i ricorrenti hanno informato il Tribunale che la loro casa non era stata demolita.
IL DIRITTO NAZIONALE PERTINENTE
Su aree protette
37. Secondo le norme per la protezione degli oleodotti e dei gasdotti (??????? ?????? ????????????? ?????????????), in vigore dal 1992, sono state istituite zone protette di 25 metri su entrambi i lati degli assi degli oleodotti e dei gasdotti, al fine di escludere la possibilit? di danni a questi impianti.
38.Le norme sull’esercizio tecnico degli oleodotti (??????a ??????????? ???????????? ????????????? ?????????????????????), in vigore dall’11 gennaio 1999, si riferiscono anche alle zone protette di 25 metri su entrambi i lati degli assi degli oleodotti e stabiliscono che queste devono essere indicate nei piani urbanistici generali e locali.
B. Sulle distanze minime
1. Il vecchio regolamento edilizio
39. Il regolamento per la costruzione di gasdotti e oleodotti n. 2.05.06-85* (???? 2.05.06-85* “????????????? ????????????”) (“il vecchio regolamento”), in vigore tra il 1? gennaio 1986 e il 1? luglio 2013, conteneva le regole di costruzione per questi impianti. Secondo il suo preambolo, il regolamento era applicabile alla progettazione e alla costruzione di nuovi gasdotti e oleodotti e alla ricostruzione di quelli esistenti.
40. Secondo l’articolo 1.5 del precedente regolamento, era vietato installare gasdotti e oleodotti nelle citt?. La parte 3 di tale statuto, intitolata “Specifiche generali applicabili agli oleodotti e gasdotti”, conteneva il paragrafo 3.16, secondo il quale le distanze minime tra, da un lato, l’asse dell’oleodotto o del gasdotto e, dall’altro, le abitazioni o altri edifici, dovevano essere fissate in funzione del tipo e della classe dell’impianto e della necessit? di proteggerlo e del tipo di edificio, e non potevano essere inferiori a quelle indicate nella tabella 4 allegata a tale sezione. Secondo questa tabella, a seconda dei parametri sopra citati, queste distanze potrebbero variare da 30 metri a 3 chilometri. In particolare, le distanze minime tra gli assi delle strutture di Classe III e le abitazioni sono di 100 metri.
41. Il 21 giugno 2010 il Governo ha adottato il decreto n. 1047-r, che ha reso obbligatorio il rispetto di alcune disposizioni del precedente regolamento. Le disposizioni dell’articolo 3.16 non sono state menzionate nel presente decreto.

2. Il regolamento di costruzione aggiornato
42. Il 1? luglio 2013, il regolamento aggiornato sulla costruzione di gasdotti e oleodotti n. 2.05.06-85* (?? 36.13330.2012 ????????????? ????????????. ?????????????????? ???????? ???? 2.05.06-85*) (“il regolamento aggiornato”) ? entrato in vigore. Secondo il suo preambolo, questo regolamento riguarda la progettazione e la costruzione di nuovi gasdotti e oleodotti e la ricostruzione di quelli esistenti.
43.La sezione 5.4 del regolamento aggiornato ? identica alla sezione 1.5 del vecchio regolamento e il titolo della parte 7 ? identico a quello della parte 3 del vecchio regolamento. La sezione 7.15 ? identica alla sezione 3.16 del vecchio regolamento e contiene la stessa tabella 4 del vecchio regolamento (paragrafo 40 di cui sopra).
44. Il 26 dicembre 2014 il Governo ha adottato il decreto n. 1521 che rende obbligatorio, a partire dal 1? luglio 2015, il rispetto di alcune disposizioni del Regolamento aggiornato, tra cui quelle dell’art. 7.15. Il nuovo Regolamento ? identico all’art. 3.16 del vecchio Regolamento e contiene la stessa Tabella 4 del vecchio Regolamento (comma 40).
C. Altre disposizioni rilevanti
45. Le altre disposizioni nazionali rilevanti per il caso in vigore all’epoca dei fatti, compresi gli articoli 56 e 90 del Codice del Territorio, sono contenute nella sentenza Zhidov e altri c. Russia (nn. 54490/10 e altri 3, ?? 49-62, 16 ottobre 2018).
46.A partire dal 4 agosto 2018 ? entrato in vigore il nuovo capitolo XIX del Codice del Territorio, intitolato “Aree soggette a particolari condizioni d’uso”. L’articolo 105 del presente capitolo elenca queste zone, che comprendono le aree protette e le zone a distanza minima. Secondo l’articolo 106 di questo capitolo, la regolamentazione del regime di ciascuna di queste zone ? di competenza del Governo. L’articolo 107 di questo capitolo tratta, tra l’altro, le questioni relative alla compensazione per le restrizioni al diritto di propriet? dei terreni in queste zone e l’obbligo di demolire gli edifici situati in queste zone.
47. Sempre a partire dal 4 agosto 2018, il Codice Civile, il Codice Urbanistico, la Legge sulla Registrazione della Propriet? Immobiliare e altre leggi sono state modificate per quanto riguarda le restrizioni ai diritti reali sui terreni situati in aree soggette a particolari condizioni d’uso.
IN DIRITTO
1. SULL’ALLEGATO VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 1 DEL PROTOCOLLO N. 1 DELLA CONVENZIONE
49. Il primo ricorrente ritiene che la classificazione della sua casa come costruita illegalmente e l’ordine di demolizione costituiscano una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione, che recita: “Il primo ricorrente ritiene che la classificazione della sua casa come costruita illegalmente e l’ordine di demolizione costituiscano una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione:

“Ogni persona fisica o giuridica ha il diritto al rispetto della sua propriet?. Nessuno pu? essere privato dei suoi beni se non nell’interesse pubblico e nel rispetto della legge e dei principi generali del diritto internazionale.

Le disposizioni che precedono non pregiudicano il diritto degli Stati di emanare le leggi che ritengono necessarie per regolamentare l’uso dei beni in conformit? all’interesse pubblico o per assicurare il pagamento di tasse o altri contributi o multe. ?
A. Tesi delle parti
1.Il Governo
50. Il governo sostiene che la presenza dell’oleodotto si ? concretizzata nel piano urbanistico locale del villaggio di Safonovskoye convalidato dal consiglio locale il 6 e 27 dicembre 2017. Cita diverse disposizioni interne che disciplinano le aree protette attorno al gasdotto e afferma che l’area protetta su entrambi i lati dell’asse del gasdotto ? visibile sulla mappa catastale pubblica dal 12 settembre 2013 e che questa mappa ? accessibile a tutti.
51.Il Governo cita inoltre la normativa aggiornata per la costruzione di gasdotti e oleodotti, divenuta obbligatoria a partire dal 1? luglio 2015 ai sensi del decreto n. 1521 del 26 dicembre 2014 (cfr. paragrafi 42-44).
52. Il Governo deduce che la costruzione della casa in questione ? stata effettuata in violazione delle disposizioni relative alle aree protette e alle distanze minime e che l’ordine di demolirla era quindi conforme alla legge.
53. Per quanto riguarda l’esistenza di uno scopo legittimo dell’interferenza delle autorit? nel diritto del richiedente al rispetto della sua propriet? – la tutela della vita e della salute dei richiedenti e il funzionamento sicuro dell’oleodotto – il Governo ha sottolineato il margine di discrezionalit? delle autorit? nazionali nel campo dei terreni e degli impianti pericolosi.
54. Infine, il governo ha ritenuto che l’interferenza fosse proporzionata e che l’unica soluzione possibile nel caso in questione fosse la demolizione della casa in questione.
2. Il primo richiedente
55. Il primo ricorrente sostiene che non sapeva e non avrebbe potuto sapere che un oleodotto si trovava accanto al terreno che aveva acquistato, in quanto il tracciato dell’oleodotto sarebbe stato incluso nel piano urbanistico locale Safonovskoye solo a partire dal 2017. Egli sostiene inoltre che n? l’oleodotto n? l’area protetta sono mai stati contrassegnati, in violazione, secondo lui, delle norme per la protezione degli oleodotti e dei gasdotti e della legge sulla sicurezza industriale.
56. Il primo ricorrente ritiene che la costruzione della casa fosse stata espressamente autorizzata dalle competenti autorit? locali, sebbene, secondo lui, esse fossero ben consapevoli del fatto che l’oleodotto si trovava nelle vicinanze. Inoltre, la ricorrente sostiene che anche le autorit? a livello federale (il catasto e il registro fondiario) sono state negligenti nel non verificare, se necessario con la societ? di gestione, se un oleodotto si trovava nelle vicinanze dell’appezzamento e della casa. Egli afferma che in nessun momento le autorit? hanno cambiato il tipo di terreno e che ? sempre rimasto nella categoria che consente la costruzione di una casa unifamiliare.
57. Il primo ricorrente sostiene di aver agito in buona fede e senza colpa nell’acquisto del terreno e nella costruzione della casa in questione, ma che tali circostanze non sono state prese in considerazione dai giudici nazionali.
58. Egli afferma inoltre che la classificazione della casa come illegalmente costruita esclude qualsiasi possibilit? di chiedere un risarcimento a seguito dell’ordine di demolirla.
59. Il primo ricorrente conclude che l’ordine di demolire la casa senza risarcimento non ? stato eseguito per vie legali e gli ha imposto un onere eccessivo, incompatibile con l’articolo 1 del protocollo n. 1 della Convenzione.
B. Valutazione della Corte
60. Ritenendo che tale reclamo non sia manifestamente infondato ai sensi dell’articolo 35 ? 3 (a) della Convenzione e che non sia altrimenti inammissibile per qualsiasi altro motivo, la Corte lo dichiara ammissibile.
1.Sull’esistenza di propriet? e di interferenze e sulla regola applicabile.
61. La Corte rileva che non ? contestato tra le parti che la casa in questione costituisca “propriet?” del primo richiedente ai sensi dell’art. 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione e che l’ordine di demolire tale casa pu? essere analizzato come interferenza con il diritto del primo richiedente al rispetto della sua propriet?.
62. Per quanto riguarda il tipo di interferenza e la norma applicabile, la Corte ritiene che si tratti di una misura che disciplina l’uso della propriet? ai sensi dell’articolo 1, secondo comma, del protocollo n. 1 della Convenzione (Tumeliai v. Tumeliai). Lituania, n. 25545/14, ? 73, 9 gennaio 2018, e Zhidov, citata, ? 96, con i riferimenti ivi citati).
63. La Corte deve valutare se l’ingerenza sia giustificata ai sensi dell’articolo 1 del protocollo n. 1 della Convenzione. Per essere compatibile con tale disposizione, un provvedimento deve soddisfare tre condizioni: deve essere eseguito “nel rispetto della legge”, “nell’interesse pubblico” e nel rispetto di un giusto equilibrio tra i diritti del proprietario e gli interessi della collettivit?.
64. La Corte ricorda che l’articolo 1 del protocollo n. 1 della Convenzione richiede, in primo luogo, che qualsiasi ingerenza della pubblica autorit? nel godimento del diritto al rispetto della propriet? debba essere lecita. Lo Stato di diritto, uno dei principi fondamentali di una societ? democratica, ? un concetto insito in tutti gli articoli della Convenzione (Visti?? e Perepjolkins c. Lettonia [GC], n. 71243/01, ?? 94-95, 25 ottobre 2012). Ne consegue che la necessit? di esaminare la questione del giusto equilibrio “pu? essere avvertita solo quando ? stato accertato che l’interferenza in questione ha rispettato il principio di legalit? e non ? stata arbitraria” (Guiso-Gallisay c. Italia, n. 58858/00, ? 80, 8 dicembre 2005, con i riferimenti ivi citati). La “legalit?” di un provvedimento implica che esso abbia una base giuridica nel diritto nazionale e che le norme che costituiscono tale base siano sufficientemente accessibili, precise e prevedibili nella loro applicazione (Visti?? e Perepjolkins, citato, ?? 96-97).
65. Nel caso di specie, non ? contestato dalle parti che la casa del primo richiedente fosse situata a 72 metri dall’asse del gasdotto. ? di questa distanza che il Tribunale regionale di Mosca ha tenuto conto quando ha considerato che la casa era stata costruita “senza rispettare la distanza di sicurezza … di 100 metri” ed era quindi una costruzione illegale (cfr. paragrafo 28). La Corte rileva, tuttavia, che il concetto di “distanza di sicurezza” non esiste nel diritto russo e che nessuna parte ha sostenuto il contrario.
66. La lettura della sentenza d’appello e delle decisioni del giudice unico del tribunale regionale di Mosca suggerisce che i tribunali hanno ritenuto la costruzione in questione contraria a due tipi di disposizioni nazionali.
67. Da un lato, hanno fatto riferimento alle norme sulla protezione degli oleodotti e dei gasdotti che istituiscono le zone protette di 25 metri su entrambi i lati dell’asse dell’oleodotto, nonch? agli articoli 56 e 90 del Codice del Territorio che, all’epoca dei fatti, facevano riferimento alle zone protette. Tuttavia, la casa del primo richiedente si trovava a 72 metri dalla conduttura e quindi non rientrava nella zona protetta. Per questo motivo, secondo il Tribunale, l’indicazione di tale zona, a partire da settembre 2013, sulla carta catastale pubblica era irrilevante per i ricorrenti.
68. D’altro canto, i giudici hanno fatto riferimento all’articolo 7.15 del Regolamento edilizio aggiornato e alla Tabella 4 allegata a tale Regolamento. Queste disposizioni riguardavano la distanza minima di 100 metri tra le condutture e le abitazioni. ? il mancato rispetto di tale distanza minima che sembra essere stato addebitato al primo richiedente.
69.La Corte osserva, tuttavia, a tale riguardo, che non ? stato dimostrato o addirittura sostenuto che, all’epoca dei fatti, le zone di distanza minima fossero menzionate in qualsiasi luogo, tranne che nel suddetto regolamento e nel vecchio regolamento edilizio.
70. Passando all’analisi della suddetta normativa edilizia (paragrafi 39-44), la Corte rileva, all’inizio, che, mentre il gasdotto in questione era entrato in funzione gi? nel 1974, dai titoli, dai preamboli e dagli articoli 1.5 e 5 si evince che il gasdotto in questione ? entrato in funzione gi? nel 1974.4 rispettivamente delle suddette norme che tali norme imponevano ai costruttori di impianti, gi? nel 1986, norme sulla progettazione e costruzione di nuovi oleodotti in prossimit? di edifici esistenti, e non il contrario, ossia non imponevano ai privati norme edilizie relative agli edifici situati in prossimit? di oleodotti (punti 39-40 e 42-43). La Corte rileva che nessuno dei giudici nazionali nella presente causa ha effettuato un’analisi dell’applicabilit? di tali norme alla costruzione della casa in questione.
71. Per quanto riguarda l’obbligatoriet? di tale regolamento, la Corte osserva, e il Governo lo conferma nelle sue osservazioni (paragrafo 51), che l’articolo 7.15 e la Tabella 4 del regolamento aggiornato, adottato nel 2013, non sono stati resi obbligatori fino al luglio 2015, cio? ben dopo il completamento della costruzione della casa e la registrazione del diritto di propriet? da parte del primo richiedente.
Per quanto riguarda l’art. 3.16 del vecchio regolamento, che conteneva le stesse disposizioni, esso ? stato escluso dall’elenco delle disposizioni da rispettare, proprio ai sensi del decreto governativo del 21 giugno 2010 (si veda il precedente paragrafo 41). Ne consegue che le disposizioni di cui si sostiene che la ricorrente non abbia tenuto conto non erano obbligatorie.
72. Pertanto, n? i tribunali nazionali n? il Governo avevano indicato alcuna disposizione nazionale vincolante all’epoca dei fatti che avrebbe collocato la casa in questione in una zona vietata e la cui inosservanza avrebbe reso la costruzione “illegale” ai sensi dell’articolo 222 del Codice civile. La Corte non ? in grado di rilevare alcuna disposizione di questo tipo.
73. Da un lato, le disposizioni relative alle aree protette non riguardavano la casa in questione. D’altra parte, non ? stato dimostrato che le disposizioni relative alle zone a distanza minima si applicassero alla costruzione dell’abitazione in questione ed erano obbligatorie all’epoca. Infine, fino ad agosto 2018, queste zone di distanza minima non erano n? identificate n? registrate ufficialmente e non comportavano alcuna restrizione del diritto di propriet? dei terreni interessati (confrontate con le distanze minime intorno ai gasdotti nella sentenza Zhidov, citata, ? 58, si vedano anche i paragrafi 53, 62 e 106 della sentenza Zhidov, citata, nonch? le raccomandazioni della Camera civica e la sentenza della Corte costituzionale, paragrafi 33 e 48).
74. In tali circostanze, l’interferenza con il diritto del primo richiedente al rispetto della sua propriet? mancava di una “base giuridica” ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1. Questa conclusione rende superfluo un esame degli altri requisiti di tale disposizione.

Di conseguenza, vi ? stata una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione.
II.SULLA PRESUNTA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 8 DELLA CONVENZIONE
75. La seconda e la terza ricorrente ritengono che l?imminente sfratto dalla loro casa a causa della sua demolizione costituisca una violazione del loro diritto al rispetto della loro abitazione. Esse si basano sull’articolo 8 della Convenzione, cos? come formulato nelle parti pertinenti della Convenzione:
1.Ognuno ha il diritto al rispetto… per la sua casa…”.
2. Non vi deve essere ingerenza da parte di un’autorit? pubblica nell’esercizio di questo diritto se non in conformit? con la legge ed ? necessaria in una societ? democratica nell’interesse della sicurezza nazionale, della sicurezza pubblica, del benessere economico del paese, per la prevenzione di disordini o crimini, per la protezione della salute o della morale, o per la protezione dei diritti e delle libert? altrui. ?

A. Tesi delle parti
76. Il secondo e il terzo richiedente dichiarano che possono essere sfrattati in qualsiasi momento dalla casa in questione, che ? la loro abitazione, e che non hanno pi? alcuna base giuridica per rimanervi. A loro avviso, il fatto che il loro sfratto non sia stato ordinato non fa che aggravare la loro situazione creando insicurezza.
77. Pur riconoscendo che l’attore non ha mai, per pi? di due anni e mezzo, richiesto l’esecuzione dell’ordine di demolizione, egli ritiene che l’attore possa in qualsiasi momento chiedere di lasciare la casa e, in caso di rifiuto, portare il suo caso in tribunale, che ne ordiner? lo sfratto. Secondo i richiedenti, ci? pu? portare al loro inserimento nell’elenco delle persone bisognose di alloggio.
78. Infine, la seconda e la terza ricorrente deplorano il fatto che i giudici nazionali non abbiano ponderato il loro diritto al rispetto delle loro abitazioni con l’interesse pubblico, ma abbiano considerato solo la questione della vicinanza, in relazione al gasdotto, della propriet? della prima ricorrente.
79. Il governo ha contestato tali argomenti. Esso ha ritenuto che il rispetto per le case dei richiedenti non potesse avere la precedenza sull’interesse primario di proteggere la vita e la salute sia dei richiedenti stessi che di altre persone. Ha inoltre sostenuto che, per il fatto stesso della sua illegalit?, un edificio illegale non poteva essere oggetto di transazioni n? costituire un “domicilio”.
B. Valutazione della Corte
80. La Corte rileva innanzitutto che il secondo e il terzo ricorrente, che non poteva ignorare la controversia che riguardava la loro casa e che coinvolgeva il figlio, non hanno chiesto di intervenire in primo grado per difendere i loro diritti, e che risulta chiaramente dagli atti del fascicolo che hanno sollevato il merito della denuncia ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione solo davanti al giudice di cassazione, che ? il giudice di diritto. Risulta quindi che il secondo e il terzo ricorrente non hanno presentato ai tribunali competenti alcuna prova che consenta di decidere nel merito delle loro denunce e di trovare un equilibrio tra il diritto degli interessati al rispetto della loro abitazione e le esigenze pubbliche.
81. Inoltre, secondo le dichiarazioni dei ricorrenti, sar? inevitabile un’azione legale di sfratto separata per chiedere loro di lasciare la casa (paragrafo 77). Secondo il Tribunale, ? nel contesto di una tale futura controversia che le ricorrenti potrebbero portare all’attenzione dei tribunali, con il supporto di documenti pertinenti, il loro diritto al rispetto della loro casa e aspettarsi un bilanciamento di tale diritto con gli imperativi pubblici.
82.Alla luce di quanto precede, la Corte ritiene che i reclami del secondo e terzo ricorrente siano manifestamente infondati e debbano essere respinti ai sensi dell’articolo 35 ? 3 (a) e (4) della Convenzione.

III. SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
83. Ai sensi dell’articolo 41 della Convenzione,

“Se il Tribunale dichiara che vi ? stata una violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente consente solo imperfettamente di eliminare le conseguenze di tale violazione, il Tribunale dar? giusta soddisfazione alla parte lesa, se del caso. ?

A. Danno
84. I richiedenti chiedono che venga ripristinato il diritto di propriet? della casa del primo richiedente o, in alternativa, che venga fornita una sistemazione equivalente. Essi chiedono inoltre 5 000 euro (cinquemila euro) per i danni morali che affermano di aver subito.
85. Il Governo ha ritenuto che la somma richiesta fosse esagerata e che, in ogni caso, non fosse dovuto alcun risarcimento alle ricorrenti in quanto, a loro avviso, i loro diritti non erano stati violati.
86. La Corte rileva che non ? contestato dalle parti che il primo richiedente rimanga proprietario della casa e che essa non sia stata demolita. In questa situazione, essa ritiene che le richieste di restituzione del titolo di propriet? dell’immobile e la fornitura di un alloggio equivalente siano prive di oggetto. D’altro canto, essa ritiene che la prima ricorrente abbia subito un certo danno morale a causa della violazione constatata. Decidendo in via equitativa, come previsto dall’articolo 41 della Convenzione, decide di assegnargli a tal fine 2.000 euro.

87. La Corte ritiene opportuno basare il tasso di interesse di mora sul tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea, maggiorato di tre punti percentuali.

B. Costi e spese
88. I ricorrenti chiedono inoltre EUR 1 000 per i costi e le spese che affermano di aver sostenuto. Il Governo invita la Corte a respingere questa richiesta come infondata.
89. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente pu? essere rimborsato per le spese e i costi solo nella misura in cui la loro realt?, la loro necessit? e la ragionevolezza della loro tariffa siano accertate. Nella presente causa, il Tribunale constata che le ricorrenti non hanno fornito alcun documento a sostegno della loro domanda e la respinge.
PER QUESTI MOTIVI, IL TRIBUNALE, ALL’UNANIMIT?
1. Dichiara il ricorso ammissibile per quanto riguarda il reclamo ai sensi dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione e inammissibile per il resto;
Dichiara che vi ? stata una violazione dell’articolo 1 del Protocollo n. 1 della Convenzione;
Dice
a) che lo Stato convenuto paghi al primo istante, entro tre mesi dalla data in cui la decisione ? passata in giudicato ai sensi dell’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 2 000 euro (duemila euro), da convertire nella moneta dello Stato convenuto, al tasso applicabile alla data del regolamento, pi? l’importo eventualmente dovuto a titolo di imposta, per i danni non patrimoniali ;
b) dalla scadenza di detto periodo fino al pagamento, su tale importo sono dovuti interessi semplici ad un tasso pari al tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale della Banca centrale europea applicabile durante tale periodo, maggiorato di tre punti percentuali ;
Respinge la richiesta per la giusta soddisfazione per il resto.

Fatto in francese, comunicato per iscritto l’11 febbraio 2020, ai sensi dell’articolo 77, paragrafi 2 e 3 del regolamento.

Stephen Phillips Paul Lemmens
Cancelliere Presidente

Testo Tradotto

TROISI?ME SECTION

AFFAIRE BAYKIN ET AUTRES c. RUSSIE

(Requ?te no 45720/17)

ARR?T

Art 1 P 1 ? R?glementer l?usage des biens ? Absence de base l?gale claire et pr?visible pour une injonction de d?molir une maison situ?e ? proximit? d?un ol?oduc

STRASBOURG

11 f?vrier 2020

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention .Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Baykin et autres c. Russie,

La Cour europ?enne des droits de l?homme (troisi?me section), si?geant en une Chambre compos?e de :

Paul Lemmens, pr?sident,

Georgios A. Serghides,

Paulo Pinto de Albuquerque,

Helen Keller,

Dmitry Dedov,

Alena Pol??kov?,

Erik Wennerstr?m, juges,

et de Stephen Phillips, greffier de section,

Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil le 21 janvier 2020,

Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :

PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 45720/17) dirig?e contre la F?d?ration de Russie et dont trois ressortissants de cet ?tat, MM. Stanislav Anatolyevich Baykin (? le premier requ?rant ?), Anatoliy Timpofeyevich Baykin (? le deuxi?me requ?rant ?) et Mme Larisa Nikolayevna Baykina (? la troisi?me requ?rante ?), ont saisi la Cour le 17 juin 2017 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le gouvernement russe (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par M. M. Galperine, repr?sentant de la F?d?ration de Russie aupr?s de la Cour europ?enne des droits de l?homme.
3. Les requ?rants all?guaient en particulier que leur droit au respect de leurs biens et de leur domicile avait ?t? m?connu.
4. Le 3 septembre 2018, les griefs tir?s de l?article 8 de la Convention et de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ont ?t? communiqu?s au Gouvernement et la requ?te a ?t? d?clar?e irrecevable pour le surplus conform?ment ? l?article 54 ? 3 du r?glement de la Cour.

EN FAIT

LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Le premier requ?rant est le fils du deuxi?me requ?rant et de la troisi?me requ?rante. Il est n? en 1982 et r?side ? Dubovaya Roshcha (district Ramenski, r?gion de Moscou). Le deuxi?me requ?rant et la troisi?me requ?rante sont n?s respectivement en 1942 et 1950 et r?sident ? Safonovsko?e (district Ramenski, r?gion de Moscou).

Les informations relatives ? l?ol?oduc dans le district Ramenski
6. Depuis 1974, un ol?oduc (????????? ????????????? ???????????????????) souterrain est en service dans la r?gion de Moscou. L?axe de l?ol?oduc, qui est de la classe III (paragraphe 40 in fine ci-dessous) passe notamment par le district Ramenski.
7. La soci?t? AO Mostransnefteprodukt ?tait propri?taire et exploitante de l?ol?oduc jusqu?? ce qu?elle le vende, en 2016, ? la soci?t? AO Transneft ? Verkhnyaya Volga.
8. Le 11 juillet 1995, le chef de l?administration r?gionale de Moscou adopta le d?cret no 134-PG relatif aux mesures destin?es ? assurer la s?curit? de l?exploitation des gazoducs et ol?oducs dans la r?gion de Moscou. Ce d?cret enjoignait aux chefs des administrations locales d?identifier les endroits o? passaient les gazoducs et ol?oducs et de s?assurer que ces installations ?taient correctement indiqu?es sur les plans locaux d?urbanisme, d?identifier les zones prot?g?es (???????? ????) et les zones de distances minimales de s?curit? (???? ?????????? ?????????? ??????????) par rapport aux axes des gazoducs et ol?oducs, et de n?attribuer des parcelles de terrain aux particuliers qu?avec l?accord ?crit des soci?t?s exploitantes de ces installations dangereuses.
9. Par deux lettres du 16 d?cembre 2003 et du 20 novembre 2011, la soci?t? AO Mostransnefteprodukt avertit le chef de l?administration du village de Safonovsko?e du passage de l?ol?oduc sur le territoire du village et lui rappela l?interdiction de toute construction ? proximit? de l?ol?oduc.
10. Le 19 mars 2004, la m?me soci?t? ?mit un ? avertissement ? ? l?attention du chef de l?administration locale du sous-district Safonovski (district Ramenski) concernant la pr?sence de l?ol?oduc dans le sous-district et l?interdiction de toute construction dans les zones prot?g?es le long de l?axe de celui-ci.
11. Par une lettre du 10 f?vrier 2013, l?administration r?gionale de Moscou attira l?attention des chefs des administrations locales sur le probl?me de la construction non agr??e (??????????????? ?????????????) d?habitations dans les zones prot?g?es et les zones de distances minimales (???? ??????????? ??????????) ? proximit? de l?ol?oduc.
12. Le 12 septembre 2013, l?axe de l?ol?oduc et la zone prot?g?e de 25 m?tres de chaque c?t? de celui-ci furent report?s sur la carte publique cadastrale. La zone prot?g?e fut inscrite dans la rubrique intitul?e ? zones soumises ? des conditions sp?ciales d?usage ? (?????).

L?acquisition d?une parcelle et d?une maison par le requ?rant et les faits ult?rieurs
13. Le 25 octobre 2013, M. G. enregistra au cadastre d??tat une parcelle de terrain constructible, pr?alablement arpent?e, se situant dans le village de Safonovsko?e. Le type de la parcelle permettait la construction d?une maison individuelle de campagne (??? ??????? ????????????? ? ?????? ?????????? ?????? ????). Une maison inachev?e se trouvait sur cette parcelle.
14. Le 15 novembre 2013, M. G. enregistra dans le registre unifi? des droits immobiliers son droit de propri?t? sur ladite parcelle.
15. Comme cela fut ult?rieurement ?tabli (voir infra), l?axe de l?ol?oduc passait ? 68 m?tres de la limite de la parcelle et ? 72 m?tres de la maison.
16. Le 8 f?vrier 2014, le premier requ?rant acheta la parcelle susmentionn?e ainsi que la maison inachev?e qui s?y trouvait. Selon le certificat de propri?t? sur la parcelle, le droit de propri?t? sur celle-ci ne subissait aucune restriction.

Le 22 septembre 2014, ayant termin? la construction de la maison, le premier requ?rant enregistra son droit de propri?t? sur celle-ci selon la proc?dure simplifi?e, c?est-?-dire sur pr?sentation du titre de propri?t? sur la parcelle uniquement.

? un moment non pr?cis? dans le dossier, le deuxi?me requ?rant et la troisi?me requ?rante s?install?rent dans la maison.
17. Le 27 octobre 2014, ? la demande du premier requ?rant, l?administration de Safonovsko?e attribua ? la maison une adresse postale.
18. Le 31 mars 2015, l?administration du district Ramenski, avec la participation des repr?sentants de l?administration du village de Safonovsko?e et de la soci?t? AO Mostransnefteprodukt, proc?da ? un contr?le sur la parcelle du premier requ?rant et dressa un ? acte de v?rification du respect de la l?gislation fonci?re ?. ? l?issue de ce contr?le, il fut ?tabli que la distance entre la limite de la parcelle du requ?rant et l?axe de l?ol?oduc ?tait de 68 m?tres, et que la distance entre la maison et l?axe de l?ol?oduc ?tait de 72 m?tres.
19. Par une lettre du 11 mai 2015, l?administration du district Ramenski confirma au requ?rant qu?il n??tait pas n?cessaire qu?il obt?nt un permis de construire pour ?difier une maison de campagne individuelle sur sa parcelle.

20. Le 20 mai 2015, la soci?t? AO Mostransnefteprodukt ?mit ? l?attention du premier requ?rant un ordre (???????????) de d?molition de la maison afin que la ? distance minimale admissible ? entre la construction et l?axe de l?ol?oduc f?t respect?e, dans un d?lai d?un mois ? compter de la r?ception dudit ordre.

Le contentieux subs?quent
21. En l?absence de l?ex?cution de l?ordre par le premier requ?rant, le 30 juillet 2015, la soci?t? AO Mostransnefteprodukt assigna l?int?ress? devant le tribunal de la ville de Ramensko?e et demanda que la d?molition de la maison f?t ordonn?e.

L?administration du district Ramenski, qui participait au proc?s comme tierce partie, ne pr?senta pas de conclusions et s?en remit ? la sagesse du tribunal.
22. Par un jugement du 30 septembre 2015, le tribunal de Ramensko?e jugea que la maison du premier requ?rant ?tait une construction ill?gale et ordonna sa d?molition aux frais de l?int?ress?.

Le premier et le deuxi?me requ?rants firent appel du jugement.
23. Dans le cadre de l?examen de l?affaire en appel, la cour r?gionale de Moscou (? la cour r?gionale ?) convoqua le deuxi?me requ?rant comme tierce partie int?ress?e et constata par ailleurs que la v?ritable partie demanderesse ?tait la soci?t? AO Transneft ? Verkhnyaya Volga, propri?taire de l?ol?oduc depuis 2016.
24. Par une lettre du 25 janvier 2016, l?administration de Safonovsko?e informa la cour r?gionale que, depuis la fondation officielle du village de Safonovsko?e, en 2005, elle n?avait jamais re?u d?informations relatives ? la situation exacte de l?ol?oduc et aux zones prot?g?es.
25. Le 28 novembre 2016, la cour r?gionale rendit son arr?t, par lequel elle infirma le jugement du tribunal, mais accueillit l?action de la soci?t? AO Transneft ? Verkhnyaya Volga.
26. D?une part, la cour r?gionale cita l?article 56 du code foncier et les r?gles de protection des gazoducs et ol?oducs dans leurs parties relatives aux zones prot?g?es (paragraphes 37 et 45 ci-dessous). Elle constata que l?ol?oduc avait ?t? construit plusieurs d?cennies avant la maison et que, d?j? en 2013, la zone prot?g?e le long de l?axe de celui-ci avait ?t? enregistr?e dans le cadastre d??tat qui ?tait accessible ? tous.
27. D?autre part, se r?f?rant ? l?article 7.15 et au tableau 4 y annex? du r?glement actualis? de construction des gazoducs et ol?oducs no 2.05.06?85, en vigueur ? compter du 1er juillet 2013, la cour r?gionale consid?ra que la distance minimale qui devait ?tre respect?e entre l?axe de l?ol?oduc de la classe III et la maison ?tait de 100 m?tres. Elle jugea que le respect de l?article 7.15 du r?glement actualis? de construction et du tableau 4 y annex? ?tait obligatoire en vertu du d?cret du Gouvernement du 21 juin 2010 no 1047-r (paragraphes 40 et 41 ci-dessous).
28. La cour r?gionale conclut que la maison avait ?t? construite ? sans respecter les distances de s?curit? (??? ?????????? ?????????? ??????????) jusqu?? [l?ol?oduc] ? 100 m ?, et donc en violation grave des normes d?urbanisme et de construction. Par cons?quent, elle jugea que la maison devait ?tre qualifi?e de ? construction ill?gale ? et d?molie aux frais du premier requ?rant.
29. Tous les requ?rants se pourvurent en cassation. Ils reprochaient entre autres ? la juridiction d?appel de ne pas avoir pris en compte le fait qu?aucune restriction au droit de propri?t? du premier requ?rant sur la parcelle n?avait ?t? enregistr?e, et arguaient que les zones de distances minimales n?avaient ?t? enregistr?es dans aucun registre et n?avaient ?t? mentionn?es dans aucun document officiel. Ils all?guaient qu?aucune faute de leur part n?avait jamais ?t? ?tablie et, enfin, que la juridiction d?appel n?avait pas statu? sur l?expulsion du deuxi?me requ?rant et de la troisi?me requ?rante de leur seul logement.
30. Les 3 et 4 avril 2017, un juge unique de la cour r?gionale de Moscou refusa de transmettre les pourvois en cassation des trois requ?rants pour examen au pr?sidium de cette juridiction. Il fit siennes les conclusions de la juridiction d?appel et rajouta dans sa d?cision la r?f?rence ? l?article 90 du code foncier concernant les zones prot?g?es le long des gazoducs et ol?oducs. Il consid?ra ?galement que les besoins de protection de la vie et de la sant? des citoyens, y compris des requ?rants, primaient sur les int?r?ts de ces derniers ? habiter la maison litigieuse. Par cons?quent, il estima que l?argument des requ?rants tir? de leur bonne foi et de l?absence de toute faute lors de la construction de la maison ?tait sans pertinence. Enfin, en r?pondant au moyen relatif ? la menace d?expulsion du logement du deuxi?me requ?rant et de la troisi?me requ?rante, il consid?ra que la maison en question, ?tant une construction ill?gale, n??tait pas un ? logement ?, et qu?aucune demande en expulsion n?avait ?t? soumise aux juridictions du fond.
31. Le 22 mai 2017, un juge unique de la Cour supr?me de Russie refusa de transmettre les pourvois en cassation des requ?rants pour examen ? la chambre civile de cette juridiction.

Autres informations pertinentes
32. Le 21 avril 2017, la Chambre civique (O??????????? ??????), un organisme public consultatif, tint une table ronde autour du probl?me du contentieux relatif ? la d?molition des habitations situ?es ? proximit? des gazoducs et ol?oducs. Elle releva que ce contentieux ?tait pr?sent dans pr?s d?un tiers des r?gions de Russie et qu?il g?n?rait des tensions sociales et de la m?fiance de la part des citoyens envers les autorit?s ; que, dans la vaste majorit? des cas, les tribunaux accueillaient les demandes des soci?t?s exploitantes des installations dangereuses ; que le seul facteur que les tribunaux consid?raient comme pertinent ?tait la situation des habitations dans une zone prot?g?e ou dans une zone de distances minimales ; que les propri?taires des habitations ne recevaient g?n?ralement aucune indemnisation ; et que ce probl?me d?valorisait la port?e de l?enregistrement du droit de propri?t? dans le registre unifi?.
33. La Chambre civique pr?conisa, inter alia : de fixer la notion de ? zone de distances minimales ? dans plusieurs lois et actes infral?gislatifs ; de fixer dans le code foncier les restrictions aux droits r?els sur les terrains situ?s dans les zones de distances minimales, ? l?instar des restrictions aux droits r?els existantes sur les terrains situ?s dans les zones prot?g?es ; d?enregistrer dans le registre unifi? et dans le cadastre d??tat les informations relatives non seulement aux zones prot?g?es mais aussi aux zones de distances minimales ; de pr?voir une indemnisation pour les propri?taires de bonne foi en cas d?injonction de d?molition de leurs habitations se situant ? proximit? des gazoducs et ol?oducs.
34. ? la date du 20 juin 2018, le type de la parcelle du premier requ?rant restait inchang?.
35. Par une lettre du 18 f?vrier 2019, l?autorit? d?enregistrement des biens immobiliers et du cadastre informa le premier requ?rant que sa parcelle ne se situait dans aucune zone prot?g?e et que son droit de propri?t? ne subissait aucune restriction.
36. Dans ses observations en r?plique du 19 avril 2019, le Gouvernement a inform? la Cour que le droit de propri?t? du premier requ?rant sur la maison litigieuse n??tait pas annul?. Par une lettre du 24 juillet 2019, les requ?rants ont inform? la Cour que leur maison n?avait pas ?t? d?molie.

LE DROIT INTERNE PERTINENT
Sur les zones prot?g?es
37. Selon les r?gles de protection des gazoducs et ol?oducs (??????? ?????? ????????????? ?????????????), en vigueur depuis 1992, les zones prot?g?es de 25 m?tres de chaque c?t? des axes des gazoducs et ol?oducs sont instaur?es afin d?exclure la possibilit? d?endommagement de ces installations.
38. Les r?gles relatives ? l?exploitation technique des ol?oducs (??????a ??????????? ???????????? ????????????? ?????????????????????), en vigueur depuis le 11 janvier 1999, citent ?galement les zones prot?g?es de 25 m?tres de chaque c?t? des axes des ol?oducs et mentionnent que celles-ci doivent ?tre indiqu?es sur les plans g?n?raux et locaux d?urbanisme.

Sur les distances minimales
L?ancien r?glement de construction
39. Le r?glement de construction des gazoducs et ol?oducs no 2.05.06-85* (???? 2.05.06-85* ?????????????? ?????????????) (? l?ancien r?glement ?), en vigueur entre le 1er janvier 1986 et le 1er juillet 2013, contenait les r?gles de construction pour ces installations. Selon son pr?ambule, ce r?glement ?tait applicable ? la conception et ? la construction de nouveaux gazoducs et ol?oducs et ? la reconstruction de gazoducs et ol?oducs existants.
40. Selon l?article 1.5 de l?ancien r?glement, il ?tait interdit d?installer des gazoducs et ol?oducs dans les villes. La partie 3 de ce r?glement, intitul?e ? Cahier des charges g?n?ral applicable aux gazoducs et ol?oducs ? contenait l?article 3.16, selon lequel les distances minimales entre, d?un c?t?, l?axe du gazoduc ou de l?ol?oduc et, d?un autre c?t?, les habitations ou autres immeubles, devaient ?tre fix?es en fonction du type et de la classe de l?installation et de la n?cessit? de la prot?ger ainsi que du type d?immeuble, et ne pouvaient pas ?tre inf?rieures ? celles indiqu?es dans le tableau 4 annex? ? cet article. Selon ce tableau, en fonction des param?tres pr?cit?s, ces distances peuvent aller de 30 m?tres jusqu?? 3 kilom?tres. En particulier, les distances minimales entre les axes des installations de classe III et les habitations sont de 100 m?tres.
41. Le 21 juin 2010, le Gouvernement a adopt? le d?cret no 1047-r, qui rendait obligatoire le respect de certaines dispositions de l?ancien r?glement. Les dispositions de l?article 3.16 n?y ?taient pas mentionn?es.

Le r?glement actualis? de construction
42. Le 1er juillet 2013, le r?glement actualis? de construction des gazoducs et ol?oducs no 2.05.06-85* (?? 36.13330.2012 ????????????? ????????????. ????????????????? ???????? ???? 2.05.06-85*) (? le r?glement actualis? ?) est entr? en vigueur. Selon son pr?ambule, ce r?glement concerne la conception et la construction de nouveaux gazoducs et ol?oducs et la reconstruction de gazoducs et ol?oducs existants.
43. L?article 5.4 du r?glement actualis? est identique ? l?article 1.5 de l?ancien r?glement, et l?intitul? de la partie 7 est identique ? celui de la partie 3 de l?ancien r?glement. L?article 7.15 est identique ? l?article 3.16 de l?ancien r?glement, et il contient le m?me tableau 4 que dans l?ancien r?glement (paragraphe 40 ci-dessus).
44. Le 26 d?cembre 2014, le Gouvernement a adopt? le d?cret no 1521 rendant obligatoire, ? compter du 1er juillet 2015, le respect de certaines dispositions du r?glement actualis?, dont les dispositions de l?article 7.15.

Autres dispositions pertinentes
45. Les autres dispositions internes pertinentes en l?esp?ce en vigueur ? l??poque des faits, y compris celles des articles 56 et 90 du code foncier, sont expos?es dans l?arr?t Zhidov et autres c. Russie (nos. 54490/10 et 3 autres, ?? 49-62, 16 octobre 2018).

46. ? compter du 4 ao?t 2018, un nouveau chapitre XIX du code foncier, intitul? ? Zones soumises ? des conditions sp?ciales d?usage ?, est entr? en vigueur. L?article 105 de ce chapitre donne la liste de ces zones, qui inclut les zones prot?g?es et les zones de distances minimales. Selon l?article 106 de ce chapitre, la r?glementation du r?gime de chacune de ces zones rel?ve de la comp?tence du Gouvernement. L?article 107 de ce chapitre traite, entre autres, des questions relatives ? l?indemnisation pour les restrictions au droit de propri?t? sur les terrains situ?s dans ces zones et pour l?obligation de d?molir les immeubles situ?s dans ces zones.
47. Toujours ? compter du 4 ao?t 2018, le code civil, le code d?urbanisme, la loi relative ? l?enregistrement des biens immobiliers et d?autres lois furent modifi?s en ce qui concerne les restrictions aux droits r?els sur les terrains situ?s dans les zones soumises ? des conditions sp?ciales d?usage.
48. Le 3 juillet 2019, la Cour constitutionnelle de Russie a rendu l?arr?t no 26-P concernant la r?paration du pr?judice caus? aux propri?taires de bonne foi des immeubles se situant ? proximit? des gazoducs et ol?oducs. Dans cet arr?t, la haute juridiction a not? que, malgr? le principe de transparence des donn?es contenues dans le registre unifi? des droits immobiliers et dans le cadastre d??tat, les donn?es relatives aux zones de distances minimales avaient ?t? absentes de ces registres jusqu?? l?entr?e en vigueur de la loi f?d?rale du 4 ao?t 2018 (paragraphes 46 et 47 ci-dessus). La Cour constitutionnelle a estim?, inter alia, que, jusque-l?, le m?canisme d?information des propri?taires des terrains quant aux zones de ceux-ci qui ?taient soumises ? des conditions sp?ciales d?usage avait ?t? insuffisant.

EN DROIT

SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 ? LA CONVENTION
49. Le premier requ?rant voit dans la qualification par la justice de sa maison de construction ill?gale et dans l?injonction de d?molition de celle-ci une violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, ainsi libell? :

? Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut ?tre priv? de sa propri?t? que pour cause d?utilit? publique et dans les conditions pr?vues par la loi et les principes g?n?raux du droit international.

Les dispositions pr?c?dentes ne portent pas atteinte au droit que poss?dent les ?tats de mettre en vigueur les lois qu?ils jugent n?cessaires pour r?glementer l?usage des biens conform?ment ? l?int?r?t g?n?ral ou pour assurer le paiement des imp?ts ou d?autres contributions ou des amendes. ?

Th?ses des parties
Le Gouvernement
50. Le Gouvernement all?gue que la pr?sence du gazoduc a ?t? mat?rialis?e sur le plan local d?urbanisme du village de Safonovsko?e valid? par le conseil local les 6 et 27 d?cembre 2017. Il cite diff?rentes dispositions internes r?gissant les zones prot?g?es autour des ol?oducs et indique que la zone prot?g?e de chaque c?t? de l?axe de l?ol?oduc est visible sur la carte publique cadastrale depuis le 12 septembre 2013 et que cette carte est accessible ? tous.
51. Le Gouvernement cite par ailleurs le r?glement actualis? de construction des gazoducs et ol?oducs, devenu obligatoire ? compter du 1er juillet 2015 en application du d?cret no 1521 du 26 d?cembre 2014 (paragraphes 42-44 ci-dessus).

52. Le Gouvernement en d?duit que la construction de la maison en cause a ?t? effectu?e en violation des dispositions relatives aux zones prot?g?es et aux distances minimales et que l?injonction de d?molition de celle-ci ?tait donc conforme ? la loi.
53. S?agissant de l?existence d?un but l?gitime de l?ing?rence des autorit?s dans le droit du requ?rant au respect de son bien ? la protection de la vie et de la sant? des requ?rants et la s?curit? de l?exploitation de l?ol?oduc ?, le Gouvernement insiste sur la marge d?appr?ciation des autorit?s internes dans le domaine foncier et dans celui des installations dangereuses.
54. Enfin, le Gouvernement estime que l?ing?rence ?tait proportionn?e et que la seule solution possible dans la pr?sente affaire ?tait la d?molition de la maison litigieuse.

Le premier requ?rant
55. Le premier requ?rant soutient qu?il ne savait pas et ne pouvait pas savoir qu?un ol?oduc se situait ? c?t? de la parcelle qu?il avait achet?e car le trac? de celui-ci n?aurait figur? sur le plan local d?urbanisme de Safonovsko?e qu?? partir de 2017. Il all?gue aussi que ni l?ol?oduc ni la zone prot?g?e n?ont jamais ?t? balis?s, en violation, selon lui, des r?gles de protection des gazoducs et ol?oducs et de la loi relative ? la s?curit? industrielle.
56. Le premier requ?rant consid?re que la construction de la maison avait ?t? express?ment permise par les autorit?s locales comp?tentes alors que, selon lui, celles-ci savaient pertinemment que l?ol?oduc se situait ? proximit?. Par ailleurs, le requ?rant argue que les autorit?s au niveau f?d?ral (l?autorit? d?enregistrement des droits immobiliers et celle du cadastre) ont ?galement ?t? n?gligentes en ce qu?elles auraient omis de v?rifier, au besoin aupr?s de la soci?t? exploitante, si un ol?oduc se situait ? proximit? de la parcelle et de la maison. Il indique que, ? aucun moment, les autorit?s n?ont fait changer le type de sa parcelle et que celle-ci est toujours rest?e dans la cat?gorie permettant la construction d?une maison individuelle.
57. Le premier requ?rant soutient avoir ?t? de bonne foi et n?avoir commis aucune faute lors de l?acquisition de la parcelle et de la construction de la maison litigieuse, mais que ces circonstances n?auraient aucunement ?t? prises en compte par les juridictions internes.
58. Il indique par ailleurs que la qualification de la maison de construction ill?gale exclut pour lui toute possibilit? de demander une indemnisation ? la suite de l?injonction de d?molition de celle-ci.
59. Le premier requ?rant conclut que l?injonction de d?molition de la maison sans aucune indemnisation n?a pas ?t? op?r?e selon les voies l?gales et lui a fait supporter une charge excessive incompatible avec l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.

Appr?ciation de la Cour
60. Constatant que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?il ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?, la Cour le d?clare recevable.

Sur l?existence d?un bien et d?une ing?rence et sur la r?gle applicable
61. La Cour note qu?il ne pr?te pas ? controverse entre les parties que la maison en question constitue un ? bien ? du premier requ?rant au sens de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention et que l?injonction de d?molition de cette maison s?analyse en une ing?rence dans le droit du premier requ?rant au respect de ses biens.

62. Quant au type d?ing?rence et ? la norme applicable, la Cour consid?re qu?il s?agissait d?une mesure de r?glementation de l?usage des biens au sens du second alin?a de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention (Tumeliai c. Lituanie, no 25545/14, ? 73, 9 janvier 2018, et Zhidov, pr?cit?, ? 96, avec les r?f?rences qui y sont cit?es).
63. La Cour doit rechercher si l?ing?rence se justifie sous l?angle de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention. Pour ?tre compatible avec cette disposition, une mesure doit remplir trois conditions : elle doit ?tre effectu?e ? dans les conditions pr?vues par la loi ?, ? pour cause d?utilit? publique ? et dans le respect d?un juste ?quilibre entre les droits du propri?taire et les int?r?ts de la communaut?.

Sur la l?galit? de l?ing?rence
64. La Cour rappelle que l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention exige, avant tout et surtout, qu?une ing?rence de l?autorit? publique dans la jouissance du droit au respect des biens soit l?gale. La pr??minence du droit, l?un des principes fondamentaux d?une soci?t? d?mocratique, est une notion inh?rente ? l?ensemble des articles de la Convention (Visti?? et Perepjolkins c. Lettonie [GC], no 71243/01, ?? 94-95, 25 octobre 2012). Il en d?coule que la n?cessit? d?examiner la question du juste ?quilibre ? ne peut se faire sentir que lorsqu?il s?est av?r? que l?ing?rence litigieuse a respect? le principe de l?galit? et n??tait pas arbitraire ? (Guiso-Gallisay c. Italie, no 58858/00, ? 80, 8 d?cembre 2005, avec les r?f?rences qui y sont cit?es). La ? l?galit? ? d?une mesure implique que celle-ci ait une base l?gale en droit interne et que les normes constituant cette base soient suffisamment accessibles, pr?cises et pr?visibles dans leur application (Visti?? et Perepjolkins, pr?cit?, ?? 96-97).
65. En l?esp?ce, il n?est pas contest? par les parties que la maison du premier requ?rant se situait ? 72 m?tres de l?axe de l?ol?oduc. C?est cette distance que la cour r?gionale de Moscou a pris en compte pour consid?rer que la maison avait ?t? construite ? sans respecter les distances de s?curit? (…) de 100 m ? et qu?elle ?tait donc une construction ill?gale (paragraphe 28 ci-dessus). La Cour rel?ve cependant que la notion de ? distance de s?curit? ? n?existe pas en droit russe et qu?aucune partie n?a pr?tendu le contraire.
66. La lecture de l?arr?t d?appel et des d?cisions du juge unique de la cour r?gionale de Moscou laisse penser que les juridictions ont consid?r? la construction litigieuse comme contraire ? deux types de dispositions internes.
67. D?une part, elles se sont r?f?r?es aux r?gles de protection des gazoducs et ol?oducs instaurant les zones prot?g?es de 25 m?tres de chaque c?t? de l?axe de l?ol?oduc, ainsi qu?aux articles 56 et 90 du code foncier mentionnant, ? l??poque des faits, les zones prot?g?es. Or la maison du premier requ?rant se situait ? 72 m?tres de l?ol?oduc, donc elle ne rentrait pas dans la zone prot?g?e. C?est pourquoi, de l?avis de la Cour, l?indication de cette zone, d?s septembre 2013, sur la carte publique cadastrale ?tait sans pertinence pour les requ?rants.
68. D?autre part, les juridictions se sont r?f?r?es ? l?article 7.15 du r?glement actualis? de construction et au tableau 4 annex? audit r?glement. Ces dispositions concernaient la distance minimale de 100 m?tres entre les ol?oducs et les habitations. C?est le non-respect de cette distance minimale qui semble avoir ?t? reproch? au premier requ?rant.
69. Cependant, la Cour observe ? cet ?gard qu?il n?a ?t? ni d?montr?, ni m?me all?gu? que, ? l??poque des faits, les zones de distances minimales aient ?t? mentionn?es o? que ce soit, ? l?exception dudit r?glement et de l?ancien r?glement de construction.

70. Se tournant vers l?analyse des r?glements de construction pr?cit?s (paragraphes 39?44 ci-dessus), la Cour note d?embl?e que, tandis que l?ol?oduc en question avait commenc? ? fonctionner d?s 1974, il ressort des intitul?s, pr?ambules et articles 1.5 et 5.4 respectifs desdits r?glements que ceux-ci imposaient aux constructeurs d?installations, d?s 1986, des r?gles de conception et de construction de nouveaux ol?oducs ? proximit? des immeubles existants, et non pas l?inverse, c?est-?-dire qu?ils n?imposaient pas aux particuliers de r?gles de construction relatives aux immeubles situ?s ? proximit? des ol?oducs (paragraphes 39-40 et 42-43 ci-dessus). La Cour rel?ve qu?aucune des juridictions internes n?a proc?d? en l?esp?ce ? une analyse de l?applicabilit? de ces r?glements ? la construction de la maison en question.
71. S?agissant du caract?re obligatoire desdits r?glements, la Cour observe, et le Gouvernement le confirme dans ses observations (paragraphe 51 ci-dessus) que l?article 7.15 et le tableau 4 du r?glement actualis?, adopt? en 2013, n?ont ?t? rendus obligatoires qu?en juillet 2015, donc bien apr?s l?ach?vement de la construction de la maison et l?enregistrement du droit de propri?t? par le premier requ?rant.

Quant ? l?article 3.16 de l?ancien r?glement, qui contenait les m?mes dispositions, il ?tait exclu de la liste des dispositions ? respecter, pr?cis?ment en application de l?arr?t? du Gouvernement du 21 juin 2010 (paragraphe 41 ci-dessus). Il s?ensuit que les dispositions dont la m?connaissance a ?t? reproch?e au requ?rant n?avaient pas de port?e obligatoire.
72. Ainsi, ni les juridictions internes, ni le Gouvernement n?ont indiqu? de disposition interne d?application obligatoire ? l??poque des faits qui placerait la maison en cause dans une zone interdite, et dont le non-respect rendrait la construction ? ill?gale ? au sens de l?article 222 du code civil. La Cour ne peut pas d?celer de telle disposition non plus.
73. En effet, d?un c?t?, les dispositions relatives aux zones prot?g?es ne concernaient pas la maison en question. D?un autre c?t?, il n?a pas ?t? d?montr? que les dispositions relatives aux zones de distances minimales s?appliquaient ? la construction de la maison litigieuse et avaient un caract?re obligatoire ? l??poque. Enfin, jusqu?en ao?t 2018, ces zones de distances minimales n??taient ni identifi?es, ni officiellement enregistr?es, et n?engendraient pas de restriction au droit de propri?t? sur les parcelles concern?es (comparer avec les distances minimales autour des gazoducs dans l?arr?t Zhidov, pr?cit?, ? 58, voir ?galement paragraphes 53, 62 et 106 de l?arr?t Zhidov, pr?cit?, ainsi que les pr?conisations de la Chambre civique et l?arr?t de la Cour constitutionnelle, paragraphes 33 et 48 ci-dessus).
74. Dans ces circonstances, l?ing?rence dans le droit du premier requ?rant au respect de ses biens a manqu? de ? base l?gale ? au sens de l?article 1 du Protocole no 1. Cette conclusion rend superflu l?examen des autres exigences de cette disposition.

Partant, il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention.

SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 8 DE LA CONVENTION
75. Le deuxi?me requ?rant et la troisi?me requ?rante voient dans leur expulsion prochaine de leur maison en raison de la d?molition de celle-ci une violation de leur droit au respect de leur domicile. Ils invoquent l?article 8 de la Convention, ainsi libell? dans ses parties pertinentes en l?esp?ce :

? 1. Toute personne a droit au respect (…) de son domicile (…).
2. Il ne peut y avoir ing?rence d?une autorit? publique dans l?exercice de ce droit que pour autant que cette ing?rence est pr?vue par la loi et qu?elle constitue une mesure qui, dans une soci?t? d?mocratique, est n?cessaire ? la s?curit? nationale, ? la s?ret? publique, au bien??tre ?conomique du pays, ? la d?fense de l?ordre et ? la pr?vention des infractions p?nales, ? la protection de la sant? ou de la morale, ou ? la protection des droits et libert?s d?autrui. ?

Th?ses des parties
76. Le deuxi?me requ?rant et la troisi?me requ?rante d?clarent qu?ils peuvent ?tre expuls?s ? tout moment de la maison en cause, qui constitue leur domicile, et qu?ils n?ont plus aucun fondement l?gal pour y demeurer. Selon eux, le fait que leur expulsion n?a pas ?t? ordonn?e ne fait qu?aggraver leur situation en engendrant une ins?curit?.
77. Tout en reconnaissant que la partie demanderesse n?a, depuis plus de deux ans et demi, jamais demand? l?ex?cution de l?arr?t ordonnant la d?molition, ils estiment que celle-ci peut ? tout moment exiger qu?ils quittent la maison, et, en cas de refus, saisir la justice qui ordonnera leur expulsion. Selon les requ?rants, cela peut entra?ner leur placement sur la liste des personnes dans le besoin de logement.
78. Enfin, le deuxi?me requ?rant et la troisi?me requ?rante d?plorent que les juridictions internes n?aient pas proc?d? ? une mise en balance de leur droit au respect de leur domicile avec l?int?r?t public, mais se sont pench?es seulement sur la question de proximit?, par rapport ? l?ol?oduc, du bien du premier requ?rant.
79. Le Gouvernement conteste ces th?ses. Il consid?re que le respect du domicile des requ?rants ne pouvait pas primer sur l?int?r?t imp?ratif de la protection de la vie et de la sant? tant des requ?rants eux-m?mes que d?autres personnes. Il soutient ?galement que, du fait m?me de son ill?galit?, une construction ill?gale ne peut ni faire l?objet de transactions, ni constituer un ? domicile ?.

Appr?ciation de la Cour
80. La Cour rel?ve tout d?abord que le deuxi?me requ?rant et la troisi?me requ?rante, qui ne pouvaient pas ignorer le litige affectant leur maison et impliquant leur fils, n?ont pas demand? ? intervenir en premi?re instance afin de d?fendre leurs droits, et qu?il ressort des documents du dossier qu?ils n?ont soulev? en substance le grief tir? de l?article 8 de la Convention que devant le juge de cassation qui est le juge de droit. Il appara?t ainsi que le deuxi?me requ?rant et la troisi?me requ?rante n?ont pas soumis aux juridictions comp?tentes d??l?ments permettant de statuer sur le bien-fond? de leurs dol?ances et de proc?der ? une mise en balance entre le droit des int?ress?s au respect de leur domicile et les imp?ratifs publics.
81. En outre, aux propres dires des requ?rants, un contentieux s?par? en expulsion sera in?vitable afin d?exiger qu?ils quittent la maison (paragraphe 77 ci-dessus). De l?avis de la Cour, c?est dans le cadre d?un tel futur contentieux que les int?ress?s pourraient porter ? l?attention des juridictions, ? l?appui de documents pertinents, leur droit au respect de leur domicile et s?attendre ? une mise en balance entre ce droit et les imp?ratifs publics.
82. Eu ?gard ce qui pr?c?de, la Cour consid?re que le grief du deuxi?me requ?rant et de la troisi?me requ?rante est manifestement mal fond? et qu?il doit ?tre rejet?, en application de l?article 35 ? 3 a) et 4 de la Convention.

SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
83. Aux termes de l?article 41 de la Convention,

? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?

Dommage
84. Les requ?rants demandent que le droit de propri?t? du premier requ?rant sur la maison soit restaur?, ou, alternativement, qu?un logement ?quivalent leur soit fourni. Ils r?clament en outre 5 000 euros (EUR) au titre du pr?judice moral qu?ils disent avoir subi.
85. Le Gouvernement estime que la somme r?clam?e est exag?r?e et que, dans tous les cas, aucune indemnisation n?est due aux requ?rants car, selon lui, leurs droits n?ont pas ?t? viol?s.
86. La Cour note qu?il n?est pas contest? par les parties que le premier requ?rant reste propri?taire de la maison, que celle-ci n?a pas ?t? d?molie. Dans cette situation, elle estime que les demandes de restauration du titre de propri?t? et de fourniture d?un logement ?quivalent sont sans objet. En revanche, elle consid?re que le premier requ?rant a subi un pr?judice moral certain du fait de la violation constat?e. Statuant en ?quit?, comme le veut l?article 41 de la Convention, elle d?cide de lui allouer 2 000 EUR ? ce titre.
87. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.

Frais et d?pens
88. Les requ?rants demandent ?galement 1 000 EUR pour les frais et d?pens qu?ils disent avoir engag?s. Le Gouvernement invite la Cour ? rejeter cette demande comme non ?tay?e.
89. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce, la Cour constate que les requ?rants n?ont fourni aucun document ? l?appui de leur demande, et elle la rejette.

PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,

D?clare la requ?te recevable en ce qui concerne le grief tir? de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention, et irrecevable pour le surplus ;
Dit qu?il y a eu violation de l?article 1 du Protocole no 1 ? la Convention ;
Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser au premier requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 2 000 EUR (deux mille euros), ? convertir dans la monnaie de l??tat d?fendeur, au taux applicable ? la date du r?glement, plus tout montant pouvant ?tre d? ? titre d?imp?t, pour dommage moral ;

b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 11 f?vrier 2020, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement.

Stephen Phillips Paul Lemmens
Greffier Pr?sident

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