AFFAIRE BARATTA c. ITALIE - A.N.P.T.ES.
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Testo originale e tradotto della sentenza selezionata

AFFAIRE BARATTA c. ITALIE

Tipologia: Sentenza
Importanza: 2
Articoli: 41,13,34,05,35,06
Numero: 28263/09/2015
Stato:
Data: 2015-10-13 00:00:00
Organo: Sezione Quarta
Testo Originale

Conclusioni: Parzialmente inammissibile Violazione dell’articolo 5 – Diritto alla libert? ed alla sicurezza, Articolo 5-1 – Arresto o detenzione regolare Articolo 5-1-ha – Dopo condanna, Danno giuridico – constatazione di violazione che basta, Articolo 41 – Danno morale Soddisfazione equa,

QUARTA SEZIONE

CAUSA BARATTA C. ITALIA

(Richiesta no 28263/09)

SENTENZA

STRASBURGO

13 ottobre 2015

Questa sentenza diventer? definitiva nelle condizioni definite all’articolo 44 ? 2 della Convenzione. Pu? subire dei ritocchi di forma.

Nella causa Burrific? c. Italia,
La Corte europea dei diritti dell’uomo, quarta sezione, riunendosi in una camera composta di:
P?ivi Hirvel?, presidentessa,
Guido Raimondi,
George Nicolaou,
Ledi Bianku,
Nona Tsotsoria,
Krzysztof Wojtyczek,
Faris Vehabovi, ?giudici,
e di Francesca Elens-Passos, greffi?re di sezione,
Dopo avere deliberato in camera del consiglio il 30 giugno 2015 e 8 settembre 2015,
Rende la sentenza che ha, adottata a questa data,:
PROCEDIMENTO
1. All’origine della causa si trova una richiesta (no 28263/09) diretta contro la Repubblica italiana e di cui un cittadino di questo Stato, il Sig. Mario Baratta (“il richiedente”), ha investito la Corte il 25 maggio 2009 in virt? dell’articolo 34 della Convenzione di salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libert? fondamentali (“la Convenzione”).
2. Il richiedente che ? stato ammesso a favore dell’assistenza giudiziale, ? stato rappresentato da Me G. Belcastro, avvocato a Roma. Il governo italiano (“il Governo”) ? stato rappresentato dal suo agente, la Sig.ra E. Spatafora.
3. Il richiedente adduce un’incomprensione dei suoi diritti di partecipare al suo processo cos? come ad un doppio di grado di giurisdizione in materia penale. Considera anche che non disponeva del nessuno ricorso effettivo per fare valere il suo motivo di appello tirato dell’articolo 6 della Convenzione e che la sua detenzione in esecuzione della sua condanna ? stata arbitraria.
4. Il 3 aprile 2014, la richiesta ? stata comunicata al Governo.
IN FATTO
I. LE CIRCOSTANZE DI LO SPECIFICO
5. Il richiedente ? nato nel 1951 e ha risieduto a Cosenza.
A. Le accuse contro il richiedente ed il procedimento di estradizione
6. Con un’ordinanza del 7 gennaio 1994, il giudice delle investigazioni preliminari di Catanzaro ordin? il collocamento in detenzione provvisoria di numerose persone tra che il richiedente. Questo ultimo era accusato, entra altri, di omicidio e di fare parte di un’associazione di malviventi di tipo mafioso.
7. Le autorit? non poterono fermare il richiedente che a questa epoca si trovava in Brasile.
8. Il 3 maggio 1995, le autorit? italiane chiesero ai loro omologhi brasiliani di porre il richiedente sotto carcerazione extraditionnel.
9. Il 25 marzo 1997, il ministro brasiliano della Giustizia ordin? l’arresto del richiedente che ebbe luogo il 6 maggio 1997. Nella misura in cui al momento del suo arresto, aveva esibito un passaporto su che figurava dei visti falsificati, il richiedente fu accusato di falso e fu condannato in Brasile per questa violazione.
10. Il 30 maggio 1997, le autorit? italiane fecero una domanda formale di estradizione. Questa fu accolto partire ne solamente con le autorit? brasiliane, perch? il principio di specialit? imponeva di escludere la possibilit? di inseguire il richiedente in Italia per certi di capi di accusa al suo carico. Tenuto conto dell’opposizione del richiedente alla sua estradizione, il procedimento ci relativa si stese su parecchi mesi. Nell’ottobre 1999, il richiedente evase della prigione brasiliana dove era detenuto. Fu arrestato di nuovo nel gennaio 2001, e fu estradato verso l’Italia il 11 aprile 2001.
B. Il procedimento penale contro il richiedente
11. Nel frattempo, nella cornice del procedimento penale iniziato contro lui in Italia, il richiedente era stato dichiarato in fuga (latitante). Fu rinviato in giudizio dinnanzi alla corte di basi di Cosenza che decise di giudicarlo in contumacia.
12. All’udienza del 7 maggio 1997, l’avvocato del richiedente dichiar? avere appreso che il suo cliente era detenuto sotto carcerazione su estradizione in Brasile e chiese di revocare la decisione di giudicarlo in contumacia. Con un’ordinanza dello stesso giorno, la corte di basi respinse questa domanda, stimando che l’informazione concernente l’arresto del richiedente in Brasile non era supportata sufficientemente dagli elementi certi. In particolare, l’avvocato dell’interessato non aveva prodotto nessuno documento ed aveva avuto s? presumibilmente avuto cognizione della carcerazione del suo cliente grazie ad una sorgente giornalistica.
13. Al seguente udienza, tenuta il 8 maggio 1997, l’avvocato del richiedente reiter? la sua domanda. Indic? essere stato informato oralmente dell’arresto del suo cliente con un ufficiale dei carabinieri di Cosenza. La corte di basi respinse questa domanda, stimando che non era tenuta a verificare l’informazione in questione.
14. Il richiedente adduce che a questa epoca la procura generale di Catanzaro era stata informata formalmente del suo arresto.
15. Con una sentenza del 9 giugno 1997 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 15 gennaio 1998, la corte di basi di Cosenza condann? il richiedente in perpetuo.
16. Il richiedente essendo stato dichiarato in fuga, questa sentenza fu notificata al suo avvocato.
17. L’avvocato del richiedente interpose appello, reiterando i suoi motivi di appello che cadono sulla violazione del diritto del suo cliente di partecipare al processo.
18. Con un fax del 13 maggio 1998, la corte di basi di appello di Catanzaro chiese ai carabinieri di Spezzano della Sila, comune di nascita del richiedente, di precisare il luogo dove questo ultimo si trovava. L’indomani, i carabinieri indicarono che il richiedente era “detenuto sotto carcerazione su estradizione nella prigione della polizia federale brasiliana di Rio de Janeiro.”
19. All’udienza del 25 settembre 1998, l’avvocato del richiedente produsse il dispositivo di una decisione del tribunale federale di Brasilia di cui risultava che il suo cliente era stato posto sotto carcerazione su estradizione. Chiese di conseguenza la revoca della dichiarazione di fuga.
20. Con un’ordinanza del 29 settembre 1998, la corte di basi di appello respinse questa domanda e decise di giudicare in contumacia il richiedente. Stim? che il documento produce dalla difesa era senza importanza. Difatti, dato che il richiedente opponeva alla domanda di estradizione, la sua mancanza era dovuta alla sua volont?, e non ad un impedimento legittimo.
21. Con una sentenza del 13 marzo 1999 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 4 giugno 1999, la corte di basi di appello di Catanzaro conferm? la condanna del richiedente in perpetuo.
22. L’avvocato del richiedente si ricorse in cassazione. Chiese di revocare la dichiarazione di fuga e la decisione di giudicare in contumacia il suo cliente.
23. Con una sentenza del 3 luglio 2000 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 12 settembre 2000, la Corte di cassazione respinse il richiedente del suo ricorso. Osserv? che l’avvocato del richiedente sosteneva che il giudice doveva sospendere i dibattimenti quando era probabile che la mancanza dell’imputato era avuta il dovere ad un’impossibilit? di comparire con la forza per caso maggiore. Per?, non era possibile paragonare con la forza la fuga (latitanza) volontario dell’imputato ad un caso maggiore.”
C. Il procedimento di esecuzione
24. Quando, il 11 aprile 2001, fu estradato del Brasile verso l’Italia, paragrafo 10 sopra, il richiedente fu incarcerato in esecuzione della sua condanna all’ergastolo.
25. Il 9 novembre 2007, introdusse un incidente di esecuzione fondata sull’articolo 670 ? 1 del codice di procedimento penale, il “CPP”-paragrafo 49 qui di seguito. Addusse che la dichiarazione di fuga ed il procedimento doveva essere considerata in contumacia come nulla e non esistenti. Anche se una giurisprudenza minoritaria, smentita nel 2003 dalle sezioni riunite della Corte di cassazione, considerava che la detenzione sotto carcerazione su estradizione non era un impedimento legittimo che giustifica una mancanza ai dibattimenti quando l’interessato opponeva all’estradizione, il richiedente stim? che il suo collocamento sotto carcerazione su estradizione era comunque incompatibile con una dichiarazione di fuga. Quindi, le sentenze di condanna non sarebbero dovute essere notificati al suo avvocato, ma al richiedente s? sul suo luogo di detenzione in Brasile. L’interessato chiese di conseguenza che la sua condanna sia dichiarata no-esecutiva ed una nuova notificazione della sentenza di prima istanza, ne che gli d? la possibilit? di interporre appello e di partecipare al suo processo.
26. In un esposto depositato all’udienza del 18 marzo 2008, il richiedente precis? che era vero che il suo avvocato aveva interposto appello e si era ricorso in cassazione, estenuante cos? le vie di ricorso contro la sua condanna. Questa circostanza, secondo una sentenza delle sezioni riunite della Corte di cassazione, no 6026 del 31 gennaio 2008, Rv 238472, Huzuneanu), impediva di accogliere un’eventuale domanda in rialzamento di decadenza in virt? dell’articolo 175 del CPP, paragrafi 50 e 53-54 qui di seguito. Per?, del parere del richiedente, questo non aveva nessuna importanza nella cornice dell’esame del suo incidente di esecuzione. Sottolineava a questo riguardo che quando aveva nominato il suo difensore nella cornice del procedimento penale, il richiedente non gli aveva conferito mandato di attaccare in contumacia le decisioni pronunziate. Ora, l’articolo 571 ? 3 del CPP, come in vigore all’epoca dei fatti, contemplava che nella mancanza di un tale mandato, il difensore non aveva il diritto di interporre appello o di ricorrersi in cassazione. Seguiva, secondo il richiedente, che le autorit? dovevano dargli il diritto di attaccare la sua condanna all’ergastolo.
27. Con un’ordinanza del 18 marzo 2008 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 18 aprile 2008, la corte di basi di appello di Reggio Calabria respinse l’incidente di esecuzione del richiedente.
28. Osserv? in primo luogo che il compito affidato al giudice dell’esecuzione era quella di controllare l’esistenza di un titolo esecutivo e la legittimit? della sua emissione. Secondo la giurisprudenza della Corte di cassazione, prima sezione, sentenza no 3517 del 15 giugno 1998, le nullit?, essendo verificata si prima della condanna definitiva, erano senza importanza, l’analisi del giudice dell’esecuzione dinnanzi a cadere solamente sulla regolarit? formale e sostanziale del titolo esecutivo. Quando menzionava il “rispetto delle garanzie contemplate per il caso dove il condannato [era] introvabile”, l’articolo 670 del CPP si riferiva alle irregolarit? avendo avuto luogo dopo, e no prima di, la condanna definitiva. Ogni errore di fatto in iudicando o in procedendo dovevano essere oggetto di un ricorso ad hoc nella cornice del procedimento penale sulla fondatezza delle accuse, e sfuggiva alla competenza del giudice dell’esecuzione.
29. Nello specifico, l’avvocato del richiedente aveva eccepito in contumacia dell’invalidit? della dichiarazione di fuga e della sentenza per mezzo di un appello e di un ricorso in cassazione. La corte di basi di appello e la Corte di cassazione si era dedicata su questa eccezione e l’aveva respinta. Seguiva che ogni questione concernente la decisione di giudicare in contumacia il richiedente era passata oramai in forza di cosa giudicata.
30. Queste considerazioni rendevano superflue l’esame degli argomenti esposti dal richiedente nel suo esposto del 18 marzo 2008, paragrafo 26 sopra.
31. Il richiedente si ricorse in cassazione.
32. Con una sentenza del 26 novembre 2008 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 3 febbraio 2009, la Corte di cassazione, stimando che la corte di basi di appello aveva motivato in modo logica e corretta tutti i punti controversi, respinse il richiedente del suo ricorso.
D. la chiede in rialzamento di decadenza del richiedente
33. Con una sentenza no 317 del 30 novembre 2009, la Corte costituzionale dichiar? 175 ? 2 l’articolo del CPP incostituzionale nella misura in cui non permetteva all’imputato che non aveva avuto cognizione del processo di attaccare in contumacia un giudizio quando un appello era stato interposto gi? dal difensore dell’interessato.
34. Basandosi sui principi enunciati in questa sentenza, il richiedente introdusse allora una domanda in rialzamento di decadenza conformemente all’articolo 175 ? 2 del CPP.
35. Con un’ordinanza del 9 marzo 2010, la corte di basi di appello di Catanzaro respinse la domanda del richiedente. Osserv? che la condanna del richiedente era passata oramai in forza di cosa giudicata, dato che, il 3 luglio 2000, la Corte di cassazione aveva respinto l’imputato del suo ricorso, paragrafo 23 sopra. Quindi, non poteva avvalersi della sentenza no 317 del 2009 della Corte costituzionale.
36. Il richiedente si ricorse in cassazione.
37. Con una sentenza del 17 gennaio 2011 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 21 gennaio 2011, la Corte di cassazione annull? senza rinvio l’ordinanza del 9 marzo 2010 e riapr? il termine per interporre appello contro la condanna pronunciata il 9 giugno 1997 dalla corte di basi di Cosenza, paragrafo 15 sopra. La Corte di cassazione mise fine agli effetti della condanna definitiva del richiedente, revoc? l’ordine di esecuzione di questa condanna ed ordin? immediatamente la liberazione del richiedente, cos? nessuno altro titolo non giustificava la sua privazione di libert?, si non detenuto per altro titolo esecutivo od in forza di misura cautelare. Ordin? infine la trasmissione della pratica alla corte di basi di Cosenza.
38. La Corte di cassazione osserv? che il richiedente era stato a torto dichiarato contumax, mentre era detenuto in Brasile. Si trovava peraltro nella situazione che era stata oggetto della sentenza della Corte costituzionale no 317 del 2009. Le decisioni della Corte costituzionale che dichiara l’incostituzionalit? di una legge avevano effetto erga omnes e si applicavano anche alle situazioni essendo verificata si nel passato, perch? il giudice non poteva applicare la pi? legge non conforme alla Costituzione. La situazione di cui il richiedente si lamentava “non era chiusa” (esaurita), perch? l’articolo 175 del CPP mirava precisamente ad invalidare il giudizio definitivo per permettere all’imputato che non aveva rinunciato a comparire di esercitare il suo diritto di interporre appello.
39. Il 20 gennaio 2011, il richiedente fu posto in detenzione provvisoria. Il 29 aprile 2011, il tribunale di Catanzaro, agendo in quanto giudice carico di riesaminare le misure di precauzione, revoc? la detenzione provvisoria del richiedente per scadenza dei termini maxima di questa.
40. Nel frattempo, il richiedente aveva interposto appello contro la condanna pronunciata il 9 giugno 1997 dalla corte di basi di Cosenza, paragrafo 15 sopra.
41. Con una sentenza del 14 giugno 2012 di cui il testo fu depositato alla cancelleria il 20 luglio 2012, la corte di basi di appello di Catanzaro annull? la condanna controversa.
42. Osserv? che all’epoca dei dibattimenti di prima istanza, il richiedente era detenuto sotto carcerazione su estradizione in Brasile, e che l’avvocato dell’interessato aveva informato la corte di basi di Cosenza di questa circostanza. Ora, come in vigore all’epoca dei fatti, il CPP contemplava che quando l’imputato provava che era impedito legittimamente di partecipare ai dibattimenti, l’ordinanza di contumax del dichiarante doveva essere revocato ed il processo doveva essere rinviato. Il mancata osservanza di queste disposizioni era costitutivo di una nullit? assoluta del processo. Peraltro, con una sentenza no 21035 del 13 maggio 2003, la Corte di cassazione, riunendosi in sezioni riunite, aveva precisato che la detenzione all’estera si analizzava in un impedimento legittimo, e questo stesso quando l’imputato, facendo uso di una facolt? di cui era titolare, opponeva all’estradizione.
43. Peraltro, la corte di basi di Cosenza sapeva che il richiedente si era sottrarsi all’esecuzione di un’ordinanza di collocamento in detenzione provvisoria, perch? l’aveva dichiarato “in fuga” (latitante). Quindi, faccia alle affermazioni dell’avvocato del richiedente secondo che il suo cliente era detenuto in Brasile, paragrafi 12 e 13 sopra, la corte di basi avrebbe dovuto effettuare le verifiche necessarie ed avrebbe dovuto revocare, all’occorrenza, la dichiarazione di fuga. Le verifiche in questione erano peraltro relativamente semplici, dato che la polizia italiana e la procura generale vicino alla corte di appello di Catanzaro erano state informate dell’arresto del richiedente in Brasile, paragrafo 14 sopra.
44. La procura si ricorse in cassazione.
45. Con una sentenza del 13 giugno 2013, la Corte di cassazione respinse la procura del suo ricorso.
46. In seguito a queste decisioni, il processo di prima istanza contro il richiedente fu riaperto e l’interessato ebbe la facolt? di partecipare. Con una sentenza del 16 dicembre 2014, la corte di basi di Cosenza pronunci? un non luogo a procedere al motivo che i reati erano prescritti.
47. Il 1 aprile 2015, la procura interpose appello contro questa sentenza. Addusse in particolare che il richiedente non avrebbe dovuto beneficiare di circostanze attenuanti prove generale, circonstanze attenuanti generiche, ci? che aveva influito sul calcolo del termine di prescrizione. Alla data delle ultime informazione, 5 maggio 2015, il procedimento di appello era ancora pendente dinnanzi alla corte di basi di appello di Catanzaro.
II. IL DIRITTO E LE PRATICA INTERNE PERTINENTI
A. La dichiarazione di fuga ed i ricorsi contro una condanna definitiva in contumacia
48. Ai termini dell’articolo 296 ? 1 del CPP, ? considerato come essendo “in fuga” (latitante chiunque si sottrarsi volontariamente alla detenzione provvisoria) alla detenzione domiciliare, all’interdizione di esportare, all’obbligo di casa o ad un ordine che contempla la detenzione.”
49. La validit? di un giudizio di condanna pu? essere contestata sollevando un incidente di esecuzione, come previsto all’articolo 670 ? 1 del CPP che dispone, nelle sue parti pertinenti,:
“Quando il giudice dell’esecuzione stabilisce che l’atto non ? valido o che non ? diventato esecutivo, [dopo avere] valutato anche sul fondo [nel merito] il rispetto delle garanzie contemplate per il caso dove il condannato ? introvabile, (…) sospende l’esecuzione ed ordini se necessario la liberazione dell’interessato ed il rinnovo della notificazione che era stata irregolare. In questo caso, il termine di appello ricomincia a decorrere. “
50. L’articolo 175 ?? 2 e 3 CPP contemplano la possibilit? di introdurre una domanda in rialzamento di decadenza. Nella sua formula in vigore all’epoca dell’estradizione del richiedente, le parti pertinenti di questa disposizione si leggevano come segue:
“In caso di condanna in contumacia, l’imputato pu? chiedere la riapertura del termine per attaccare il giudizio quando pu? stabilire che non ha avuto una cognizione effettiva [effettiva conoscenza] [del giudizio] (…) [e] purch? nessuno appello sia stato interposto gi? dal suo difensore e che non ci sia stata mancanza da parte sua o, se il giudizio pronunziato ? stato notificato in contumacia al suo avvocato, purch? non abbia negato volontariamente di prendere cognizione degli atti del procedimento.
La domanda di riapertura del termine deve essere introdotta, sotto pena di inammissibilit?, nei dieci giorni che seguono la data alla quale l’imputato ha avuto cognizione [del giudizio]. “
51. La giurisprudenza interna che fa applicazione di questa disposizione ? descritta in Sejdovic c. Italia [GC], no 56581/00, ?? 23-24, CEDH 2006-II.
52. Il 22 aprile 2005, il Parlamento ha approvato la legge no 60 del 2005 che ha convertito in legge la decreto-legge no 17 del 21 febbraio 2005.
53. La legge no 60 del 2005 ha modificato l’articolo 175 CPP. Il nuovo paragrafo 2 di questa disposizione ? redatto cos?:
“In caso di condanna il termine per attaccare il giudizio ? riaperto in contumacia, alla domanda dell’imputato, salvo si questo ultimo ha avuto una cognizione effettiva del procedimento [sollecitata al suo carico] o del giudizio [provvedimento] e ha rinunciato volontariamente a comparire o ad attaccare il giudizio. Le autorit? giudiziali compiono ogni verifica necessaria a queste fini. “
54. La legge no 60 del 2005 ha introdotto inoltre all’articolo 175 CPP un paragrafo 2 bis, cos? redatti,:
“La domanda indicata al paragrafo 2 ? introdotta, sotto pena di inammissibilit?, nei trenta giorni che seguono la data alla quale l’imputato ha avuto una cognizione effettiva del giudizio. In caso di estradizione dall’estero, il termine per fare la domanda cominci a decorrere a partire da dal momento in cui l’imputato si ? concesso [alle autorit? italiane] (…). “
B. Il risarcimento per detenzione “ingiusta”
55. L’articolo 314 del CPP contempla un diritto a risarcimento per la detenzione provvisoria detta “ingiusto”, in due casi distinti,: quando, al termine del procedimento penale sul fondo, l’imputato ? prosciolto, articolo 314 ? 1, o quando ? stabilito che l’indiziato ? stato posto o mantenuto in detenzione provvisoria al disprezzo degli articoli 273 e 280 del CPP, articolo 314 ? 2; vedere, per la giurisprudenza interna che fa applicazione di questo, N.C. c. Italia [GC], no 24952/94, ?? 30-31, CEDH 2002-X.
L’articolo 314 ? 1 si leggono come segue:
“Chiunque ? scarcerato da un giudizio definitivo al motivo che i fatti rimproverati non si sono prodursi, che non ha commesso i fatti, che i fatti non sono costitutivi di una violazione o non sono eretti in reato con la legge ha diritto ad un risarcimento per la detenzione provvisoria subita, a patto di non avere provocato [la sua detenzione] contribuito o a provocarla intenzionalmente o con mancanza pesante. “
IN DIRITTO
I. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DLL’ARTICOLO 6 DELLA CONVENZIONE E DELL’ARTICOLO 2 DEL PROTOCOLLO NO 7 ALLA CONVENZIONE
56. Il richiedente si lamenta di essere stato giudicato in contumacia, mentre era detenuto sotto carcerazione su estradizione in Brasile. Di pi?, adduce che avrebbe dovuto ricevere la notificazione della sentenza di condanna di prima istanza sul suo luogo di detenzione in Brasile. L’omissione di effettuare questa notificazione avrebbe provocato una violazione del suo diritto ad un doppio grado di giurisdizione in materia penale.
Il richiedente invoca gli articoli 6 della Convenzione e 2 del Protocollo no 7 alla Convenzione.
Nelle sue parti pertinenti, l’articolo 6 ? formulato cos?:
“1. Ogni persona ha diritto a ci? che la sua causa sia equamente sentita, con un tribunale, chi decider? della fondatezza di ogni accusa in materia penale diretta contro lei. (…).
(…).
3. Tutto imputato ha in particolare diritto a:
ha, essere informato, nel pi? corto termine, in una lingua che comprende e di un modo dettagliato, della natura e della causa dell’accusa portata contro lui,;
b, disporre del tempo e delle facilit? necessarie alla preparazione della sua difesa,;
c, difendersi s? o avere l’assistenza di un difensore della sua scelta e, se non ha i mezzi di rimunerare un difensore, potere essere assistito gratuitamente da un difensore d’ufficio, quando gli interessi della giustizia l’esigono;
(…). “
L’articolo 2 ? 1 del Protocollo no 7 si legge come segue:
“1. Ogni persona dichiarata colpevole di una violazione penale con un tribunale ha il diritto di fare esaminare con una giurisdizione superiore la dichiarazione di colpevolezza o la condanna. L’esercizio di questo diritto, ivi compreso i motivi per che pu? essere esercitato, sono regolati dalla legge. “
57. Il Governo oppone alle tesi del richiedente.
A. Questione preliminare
58. Il Governo eccepisce innanzitutto dell’inammissibilit? delle osservazioni del richiedente, al motivo che la corrispondenza che include li sarebbe stati non ricevuto dalla cancelleria della Corte che il 26 novembre 2014, e dunque dopo la scadenza del termine fissato a questo effetto, 20 novembre 2014.
59. La Corte rileva che risulta della pratica che il 19 novembre 2014, il richiedente ha fatto giungere alla cancelleria le sue osservazioni con fax. In queste condizioni, l’eccezione sollevata dal Governo non saprebbe essere considerata.
B. L’eccezione derivata della tardivit? della richiesta
1. L’eccezione del Governo
60. Il Governo eccepisce del superamento del termine di sei mesi contemplati 35 ? 1 all’articolo della Convenzione. Osserva che questo termine comincia a decorrere a partire dalla data di decisione interna definitiva; per?, nella cornice dell’esame dell’esaurimento delle vie di ricorso interni, la Corte non dovrebbe prendere in considerazione che i ricorsi ordinari, i rimedi straordinari et/ou per l’introduzione dai quali nessuno termine costrittivo ? fissato non entrando in fila dei conti (vedere, in particolare, Williams c. Regno Unito, d?c.), no 32567/06, 17 febbraio 2009.
61. Nello specifico, la decisione interna definitiva sarebbe la sentenza della Corte di cassazione del 3 luglio 2000, paragrafo 23 sopra. L’incidente di esecuzione introduce col richiedente, paragrafo 25 sopra, sarebbe un ricorso straordinario contro le decisioni definitive che possono essere tentato ogni momento. Di pi?, era inefficace e non presentava nessuna fortuna di successo nelle circostanze particolari dello specifico, perch? mira ad ovviare ogni irregolarit? essendo verificata si nella fase dell’esecuzione, e non durante il processo.
62. Il Governo nota che, l’incidente di esecuzione non essendo sottoposto a nessuno termine costrittivo, il richiedente ha aspettato pi? di sette anni dopo la sua condanna definitiva per tentarlo. Questo lungo termine dimostrerebbe una mancanza di zelo da parte del richiedente.
63. L’incidente di esecuzione che non pu? essere preso sopra in conto per le ragioni indicate, il punto di partenza del termine di sei mesi dovrebbe essere fissato al 12 settembre 2000, data di deposito alla cancelleria della sentenza della Corte di cassazione del 3 luglio 2000, paragrafo 23 sopra, o, al pi? tardi, all’epoca dell’estradizione del richiedente verso l’Italia, sopraggiunta il 11 aprile 2001, paragrafo 10 sopra. Pertanto, la richiesta, introdotta nel 2009, sarebbe manifestamente tardiva.
2. La replica del richiedente
64. Il richiedente oppone alla tesi del Governo ed affermi essere prevalso si del solo ricorso-l’incidente di esecuzione fondata sull’articolo 670 del CPP-che poteva impedire l’esecuzione della sua condanna e permettere la riapertura del suo processo. In queste circostanze, la “decisione interna definitiva” concernente la causa del richiedente sarebbe la sentenza del 26 novembre 2008 di cui il testo ? stato depositato alla cancelleria il 3 febbraio 2009 con che la Corte di cassazione ha confermato il rigetto dell’incidente di esecuzione, paragrafo 32 sopra.
65. Il richiedente sostiene, in compenso che nel suo caso una domanda in rialzamento di decadenza non era un ricorso effettivo. Difatti, una tale domanda sarebbe stata destinata ad essere dichiarata inammissibile perch? un appello era stato interposto dal suo avvocato contro la sua condanna in prima istanza. Questo ostacolo procedurale non ? stato eliminato che con la sentenza della Corte costituzionale no 317 del 30 novembre 2009, paragrafo 33 sopra, non ancora pronunziato al momento dell’introduzione della sua richiesta, 25 maggio 2009.
3. La valutazione della Corte
66. La Corte stima che nelle circostanze particolari della presente causa, non ? necessario dedicarsi sulla questione di sapere se c’? stato, nello specifico, superamento del termine di sei mesi contemplati 35 ? 1 all’articolo della Convenzione, questa parte della richiesta che ? comunque inammissibile per i motivi esposti qui sotto.
C. L’eccezione derivata della perdita della qualit? di vittima
1. L’eccezione del Governo
67. Il Governo considera che ad ogni modo, il richiedente ha perso la sua qualit? di “vittima” al senso dell’articolo 34 della Convenzione. A questo riguardo, nota che il 17 gennaio 2011, la Corte di cassazione ha accolto la domanda in rialzamento di decadenza del richiedente, paragrafo 37 qui sopra, e che il 14 giugno 2012, la corte di basi di Catanzaro ha annullato in contumacia la sua condanna, paragrafo 41 sopra. Ora, l’interessato sta essendo giudicato di nuovo, nella sua presenza, per il fatti oggetto della presente causa, paragrafo 46 sopra. Le giurisdizioni interne hanno riconosciuto cos? la violazione del diritto dell’interessato a partecipare al processo. Di pi?, la Corte di cassazione ha messo fine agli effetti della condanna ed ordinato la liberazione immediata del richiedente, paragrafo 37 sopra. Il processo ? ritornato alla fase da prima istanza, ed il 16 dicembre 2014, il richiedente ha beneficiato di un non luogo a procedere a causa di prescrizione, paragrafo 46 sopra.
68. Il Governo sottolinea che conformemente all’annullamento, il 17 gennaio 2011, della condanna del richiedente, l’ordine di esecuzione della pena di cui faceva l’oggetto ? stato revocato il 20 gennaio 2011. Allo stesso tempo, l’interessato si ? visto notificare la vecchia ordinanza di collocamento in detenzione provvisoria del 7 ottobre 1994. Il 29 aprile 2011, questa misura ? stata revocata dal tribunale di Catanzaro in ragione della scadenza dei termini maxima della sua durata, paragrafo 39 sopra.
69. Il Governo sottolinea anche che il richiedente ha aspettato pi? di sette anni, dal 3 luglio 2000 al 9 novembre 2007-paragrafi 23 e 25 sopra, per presentare il suo primo ricorso contro la sua condanna definitivi e quasi nuovi anni, fino al 25 maggio 2009, per introdurre la sua richiesta dinnanzi alla Corte. Quindi, il lasso di tempo scorso prima dell’annullamento della sua condanna non saprebbe essere messo al carico delle autorit? e l’interessato pu? essere considerato come avendo contribuito al mantenimento degli effetti sfavorevoli di cui si lamenta dinnanzi alla Corte. Peraltro, quando, basandosi sulla sentenza della Corte costituzionale no 317 del 30 novembre 2009, ha introdotto alla fine una domanda in rialzamento di decadenza, paragrafo 34 sopra, il richiedente ha potuto ottenere una decisione favorevole in un termine relativamente breve, 17 gennaio 2011-paragrafo 37 sopra.
2. La replica del richiedente
70. Il richiedente oppone alla tesi del Governo ed osservi che le autorit? interne hanno riconosciuto la presenza di errores in procedendo nella sentenza della corte di basi di Cosenza del 9 giugno 1997, paragrafo 15 qui sopra che hanno portato attentato agli i diritti della difesa. Per?, la violazione della Convenzione commessa al suo carico non sarebbe stata riparata in modo adeguata, ed il richiedente subirebbe ancora le conseguenze di questa. L’interessato ricorda a questo riguardo che la Corte di cassazione non ha accettato la sua domanda in rialzamento di decadenza che il 17 gennaio 2011, paragrafo 37 sopra. Malgrado questa sentenza dell’Alta giurisdizione italiana, il richiedente non ? stato liberato immediatamente; il 20 gennaio 2011, ? stato posto al contrario, in detenzione provvisoria, paragrafo 39 sopra.
71. Pi? di quindici anni dopo la sua condanna in prima istanza, il richiedente che ? stato incarcerato molto tempo in esecuzione di una decisione presa alla conclusione di un processo iniquo, trovati ancora imputato in un procedimento penale appendi. La sua futuro casa dunque incerto, e le decisioni favorevoli recentemente pronunciate nel suo favore non saprebbero analizzarsi in una correzione completa e sufficiente.
3. La valutazione della Corte
72. La Corte ricorda che una decisione o una misura favorevole al richiedente non basta in principio a togliere egli la qualit? di “vittima” che se le autorit? nazionali hanno riconosciuto, esplicitamente o in sostanza, riparato la violazione della Convenzione poi (vedere, per esempio, Eckle c. Germania, 15 luglio 1982, ? 69, serie Ha no 51; Amuur c. Francia, 25 giugno 1996, ? 36, Raccolta delle sentenze e decisioni 1996-III; Dalban c. Romania [GC], no 28114/95, ? 44, CEDH 1999-VI; Jensen c. Danimarca, d?c.), no 48470/99, CEDH 2001-X; Torreggiani ed altri c. Italia, nostri 57875/09, 46882/09, 55400/09, 57875/09, 61535/09, 35315/10 e 37818/10, ? 38, 8 gennaio 2013; e Cusan e Fazzo c. Italia, no 77/07, ? 31, 7 gennaio 2014.
73. Nello specifico, il 17 gennaio 2011 il richiedente ha ottenuto la riapertura del termine per interporre appello contro la sua condanna e la cessazione degli effetti di questa ultima, paragrafo 37 sopra. Facendo applicazione, entra sopra altri, dei principi esposti dalla Corte costituzionale nella sua sentenza no 317 del 30 novembre 2009, paragrafo 33, la Corte di cassazione ha riconosciuto anche che l’interessato era stato a torto dichiarato contumax, e che la circostanza che un appello era stato interposto dal suo avvocato non poteva privarlo di nuovo del suo diritto processo, paragrafo 38 qui sopra.
74. In seguito a questa decisione di giustizia, il richiedente ha avuto la possibilit? di interporre appello contro la sua condanna, paragrafo 40 sopra. Il 14 giugno 2002, la corte di basi di appello di Catanzaro ha accolto le sue lamentele, annullando la condanna controversa ed affermando che visto l’impedimento dell’imputato di partecipare ai dibattimenti, il processo sarebbe dovuto essere rinviato, paragrafi 41 e 42 sopra. La sentenza della corte di basi di appello di Catanzaro essendo diventata definitiva, un nuovo processo di prima istanza al quale il richiedente ha avuto la libert? di partecipare, si ? tenuto dinnanzi alla corte di basi di Cosenza che il 16 dicembre 2014 ha pronunciato un non luogo a procedere a causa di prescrizione, paragrafo 46 sopra. Alla data delle ultime informazione, 5 maggio 2015, il procedimento era pendente in appello, paragrafo 47 sopra. Niente prova solamente questo nuovo procedimento penale sia stato iniquo o diversamente contrario all’articolo 6. Ogni lamentela sarebbe ad ogni modo, a questo riguardo nello stato reale prematuro.
75. Agli occhi della Corte, con le decisioni di giustizia riassunta sopra, le autorit? italiane hanno riconosciuto in sostanza che la condanna in contumacia del richiedente aveva violato i diritti dell’interessato ad un processo equo ed ad un doppio grado di giurisdizione in materia penale.
76. In quanto alla questione di sapere se c’? stato risarcimento di queste violazioni, la Corte rileva che grazie alla riapertura del termine di appello, l’interessato ha potuto esercitare il diritto garantito dall’articolo 2 del Protocollo no 7 alla Convenzione. Inoltre, ha ottenuto un nuovo processo di prima istanza nella sua presenza, al corso del quale ha avuto la possibilit? di presentare tutti gli argomenti factuels e giuridici che ha stimato utile per la sua difesa.
77. La Corte ricorda che se un procedimento che si svolge nella mancanza dell’imputato non ? in si incompatibile con l’articolo 6 della Convenzione, rimane tuttavia che un diniego di giustizia ? costituito quando un individuo condannato in absentia non pu? ottenere ulteriormente che una giurisdizione deliberi di nuovo, dopo l’avere inteso, sulla fondatezza dell’accusa fa ne come in diritto, mentre non ? stabilito che ha rinunciato al suo diritto di comparire e di difendersi, Colozza c. Italia, 12 febbraio 1985, ? 29, serie Ha no 89; Einhorn c. Francia, d?c.), no 71555/01, ? 33, CEDH 2001 XI; Krombach c. Francia, no 29731/96, ? 85, CEDH 2001-II, e Somogyi c. Italia, no 67972/01, ? 66, CEDH 2004-IV, o che ha avuto l’intenzione di sottrarsisi alla giustizia, Medenica c. Svizzera, no 20491/92, ? 55, CEDH 2001-VI, e Sejdovic, precitata, ? 82.
78. Nello specifico, il nuovo processo di cui il richiedente ha beneficiato ha ovviato al diniego di giustizia costituita in contumacia dalla sua condanna. A questo riguardo, la Corte ricorda avere detto, in una causa simile che quando un individuo ? stato condannato alla conclusione di un procedimento inficiato di trasgressioni alle esigenze dell’articolo 6 della Convenzione, un nuovo processo o una riapertura del procedimento alla domanda dell’interessato rappresento in principio un mezzo adeguato di risanare la violazione constatata (Sejdovic, precitata, ? 126. Ha affermato inoltre, gi? che la riapertura del termine di appello contro la condanna in contumacia, con la facolt?, per l’imputato, di essere presente all’udienza di seconda istanza e di chiedere la produzione delle notizie prove, si analizzava nella possibilit? di una nuova decisione sulla fondatezza dell’accusa fa ne come in diritto ed era conforme alla giurisprudenza della Corte, Jones c. Regno Unito, d?c.), no 30900/02, 9 settembre 2003, e Sejdovic, precitata, ? 85. Questa conclusione si imporsi a maggior ragione quando, siccome nello specifico, il condannato si vede in contumacia offrire la possibilit? di partecipare non al processo di appello, ma ad un nuovo processo di prima istanza.
79. Alla luce di ci? che precede, la Corte stima che il richiedente non saprebbe pi? definirsi “vittima”, al senso dell’articolo 34 della Convenzione, dei fatti che denuncia sotto l’angolo degli articoli 6 della Convenzione e 2 del Protocollo no 7. C’? luogo dunque di accogliere l’eccezione del Governo derivato della perdita della qualit? di vittima.
80. Segue che questi motivi di appello sono incompatibili ratione personae con le disposizioni della Convenzione al senso dell’articolo 35 ? 3 hanno, e devono essere respinti in applicazione dell’articolo 35 ? 4.
II. Su La Violazione Addotta Di L’articolo 13 Di La Convenzione
81. Il richiedente considera che non disponeva, in dritto italiano, del nessuno ricorso effettivo per fare valere il suo motivo di appello tirato dell’articolo 6 della Convenzione.
Invoca l’articolo 13 della Convenzione, cos? formulata,:
“Tutto nessuno di cui i diritti e libert? riconobbero nel Convenzione ? stata violata, ha diritto alla concessione di un ricorso effettivo dinnanzi ad un’istanza nazionale, allora stesso che la violazione sarebbe stata commessa dalle persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali. “
82. Il Governo oppone alla tesi del richiedente.
A. Argomenti delle parti
1. Il Governo
83. Il Governo osserva che nella cornice del procedimento penale al suo carico, il richiedente ha utilizzato, tramite il suo rappresentante, i ricorsi ordinari-appello e ricorso in cassazione-per rivendicare il suo diritto ad un processo equo. Il richiedente si ? avvalso poi di un incidente di esecuzione; per?, come estratto con le giurisdizioni interne, questo ricorso era inadatto per denunciare una violazione del diritto a partecipare ai dibattimenti. L’incidente di esecuzione potendo riguardare difatti, solamente le irregolarit? commesse nella cornice dell’esecuzione della sentenza.
84. Il Governo ammette che all’epoca della sua condanna il richiedente non poteva introdurre in contumacia, una domanda in rialzamento di decadenza. Difatti, secondo la formula dell’articolo 175 del CPP in vigore a questa epoca, paragrafo 50 sopra, la circostanza che il rappresentante dell’imputato assente aveva interposto appello et/ou si era ricorsa in cassazione opponeva all’ammissibilit? di una tale domanda. Questo ostacolo ? stato eliminato poi dalla legge no 60 del 2005 che ha modificato suddetto articolo 175, paragrafo 53 sopra. Per?, in dispetto della cancellazione delle parole “purch? nessuno appello sia stato interposto gi? dal suo difensore”, la giurisprudenza interna era restata contrastata a questo motivo, e con una sentenza no 6026 del 31 gennaio 2008, le sezioni riunite della Corte di cassazione avevano affermato che l’estratto della decadenza non poteva essere concesso se l’avvocato dell’imputato aveva interposto appello, paragrafo 26 sopra. Del parere del Governo, del 2005 al gennaio 2008, un ricorso era “potenzialmente accessibile”, possibly available, al richiedente. La Corte costituzionale ? intervenuta infine per regolare la questione: nella sua sentenza no 317 del 2009, ha dichiarato 175 ? 2 l’articolo del CPP incostituzionale nella misura in cui non permetteva all’imputato che non aveva avuto cognizione del processo di attaccare in contumacia un giudizio quando un appello era stato interposto gi? dal difensore dell’interessato, paragrafo 33 sopra.
85. Secondo il Governo, a partire da questo momento, il richiedente aveva a sua disposizione un ricorso efficace, siccome provalo il fatto che la sua domanda in rialzamento di decadenza ? stata accolta alla fine. In quanto alla mancanza di un tale rimedio per il passato, ogni motivo di appello sarebbe a questo riguardo tardivo per le ragioni indicate sopra ai paragrafi 60-63.
2. Il richiedente
86. Il richiedente sottolinea che nella cornice dell’incidente di esecuzione, le giurisdizioni nazionali non hanno dato nessuna risposta soddisfacente alle sue lamentele. In quanto al ricorso previsto dall’articolo 175 ? 2 del CPP, non era n? accessibile n? effettivo all’epoca del suo primo processo. Fino a 2011, i tribunali italiani avrebbero interpretato la legge nazionale in modo incompatibile col diritto ad un processo equo, negando cos? il diritto del richiedente di partecipare all’udienza e di ottenere un nuovo processo nella sua presenza.
B. Valutazione della Corte
87. La Corte non stima necessaria di dedicarsi sulle questioni di sapere se ci sia stato superamento del termine di sei mesi contemplati 35 ? 1 all’articolo della Convenzione o se l’articolo 13 trova ad applicarsi nello specifico, questo motivo di appello che ? comunque inammissibile per il seguente ragioni.
88. Ricorda che l’articolo 13 garantisce l’esistenza in dritta interno di un ricorso che permette di avvalersi dei diritti e libert? della Convenzione come sono consacrati. Questa disposizione ha per conseguenza di esigere un ricorso interno che abilita ad esaminare il contenuto di un “motivo di appello difendibile” fondato sulla Convenzione dunque ed ad offrire ne la correzione appropriata, Di Souza Ribeiro c. Francia [GC], no 22689/07, ? 78, 13 dicembre 2012.
89. La Corte ricorda che la portata dell’obbligo che l’articolo 13 della Convenzione fa pesare sugli Stati contraenti varia in funzione della natura del motivo di appello del richiedente. Gli Stati godono di un certo margine di valutazione in quanto al modo di conformarsi agli obblighi che impongono loro questa disposizione, Rotaru c, difatti. Romania [GC], no 28341/95, ? 67, CEDH 2000-V, e Jabari c. Turchia, no 40035/98, ? 48, CEDH 2000 VIII. Tuttavia, il ricorso esatto da questo articolo deve essere “effettivo” in pratica come in diritto, Wille c. Liechtenstein [GC], no 28396/95, ? 75, CEDH 1999-VII, e Kuda ?c. Polonia [GC], no 30210/96, ? 157, CEDH 2000-XI.
90. La Corte sottolinea che l’effettivit? di un ricorso al senso dell’articolo 13 della Convenzione non dipende dalla certezza di una conclusione favorevole per il richiedente, Di Souza Ribeiro, precitata, ? 79, e Ceni c. Italia (fondo), no 25376/06, ? 97, 4 febbraio 2014.
91. Nello specifico, la Corte nota che all’udienza del 7 maggio 1997 dinnanzi alla corte di basi di Cosenza, l’avvocato del richiedente ha potuto chiedere la revoca della decisione di giudicare in contumacia il suo cliente, al motivo che questo era detenuto sotto carcerazione extraditionnel in Brasile. Ha reiterato questa domanda al seguente udienza, tenuta il 8 maggio 1997, paragrafi 12 e 13 sopra. Inoltre, suddetto avvocato ha potuto sviluppare i suoi argomenti tirati di una violazione del diritto di partecipare all’udienza nei suoi mezzi di appello e di ricorso in cassazione, paragrafi 17 e 22 sopra. In caso di accettazione di questi argomenti, le giurisdizioni interne avevano la facolt? di revocare la dichiarazione di fuga et/ou di annullare in contumacia la condanna.
92. Il richiedente aveva a sua disposizione dei ricorsi effettivi per fare valere al livello dunque interno il suo motivo di appello tirato di un’incomprensione dell’articolo 6 della Convenzione. La circostanza che nello specifico le sue domande sono state respinte perch? ? stato stimato che l’opposizione alla domanda di estradizione non permetteva di rinviare i dibattimenti, non saprebbe privare i ricorsi in questione del loro carattere “effettivo” al senso dell’articolo 13 della Convenzione.
93. Di pi?, dopo la sentenza della Corte costituzionale no 317 del 2009, paragrafo 33 sopra, il richiedente ha potuto introdurre una domanda in rialzamento di decadenza ai termini dell’articolo 175 ? 2 del CPP, ci? che ha condotto alla riapertura del termine per interporre appello ed alla tenuta di un nuovo processo nella sua presenza (vedere, in particolare, i paragrafi 73-79 qui sopra.
94. In queste circostanze, nessuna apparenza di violazione dell’articolo 13 della Convenzione non saprebbe essere scoperta nello specifico.
95. Segue che questo motivo di appello ? manifestamente male fondato e deve essere respinto in applicazione dell’articolo 35 ?? 3 ha, e 4 della Convenzione.
III. SULLA VIOLAZIONE ADDOTTA DELL’ARTICOLO 5 DELLA CONVENZIONE
96. All’epoca della comunicazione della richiesta, una questione sul punto di sapere se il rifiuto di riaprire il procedimento penale contro il richiedente poteva analizzarsi in un “flagrante diniego di giustizia”, suscettibile di rendere la detenzione in esecuzione della condanna in absentia non giustificata sotto l’angolo dell’articolo 5 della Convenzione, ? stata posta al Governo.
Nelle sue parti pertinenti, questa disposizione si legge come segue:
“1. Ogni persona ha diritto alla libert? ed alla sicurezza. Nessuno pu? essere privato della sua libert?, salvo nei seguenti casi e secondo le vie legali:
a) se ? detenuto regolarmente dopo condanna con un tribunale competente;
(…). “
97. Il Governo nega l’esistenza di una violazione dell’articolo 5 della Convenzione.
A. Sull’ammissibilit?
1. Questione preliminare
98. Il Governo osserva innanzitutto che il richiedente non ha denunciato la violazione dell’articolo 5 della Convenzione e considera che ogni questione in quanto al rispetto di questa disposizione si trova all’infuori dell’oggetto della presente richiesta. Invita la Corte a non attivo ottimo petita. Il fatto di estendere l’oggetto della richiesta ai motivi di appello non sollevato esplicitamente dal richiedente non avrebbe nessuna base legale e rischierebbe di violare i principi secondo che le parti devono disporre liberamente delle loro lamentele ed il procedimento dinnanzi alla Corte deve essere equo.
99. La Corte ricorda che gli tocca di studiare allo sguardo dell’insieme della Convenzione la situazione incriminata da un richiedente. Nel compimento di questo compito, gli ? in particolare lecito di dare ai fatti della causa una qualifica giuridica differente di quella che assegnata da loro all’interessato, Guzzardi c. Italia, 6 novembre 1980, ? 63, serie Ha no 39, o, all’occorrenza, di prevederli sotto un altro angolo; di pi?, gli occorre prendere non solo in conto la richiesta primitiva, ma anche gli scritti complementari destinati a completare eliminandola delle lacune od oscurit? iniziali, Foti ed altri c. Italia, 10 dicembre 1982, ? 44, serie Ha no 56. Ora, gli elementi forniti alla Corte mostrano nettamente, se li si prevede in una prospettiva globale, che un problema si porsi nello specifico sul terreno dell’articolo 5. Inoltre, nella sua replica alle osservazioni del Governo, il rappresentante del richiedente ha affermato che i suoi motivi di appello tirati delle altre clausole della Convenzione presupponevano l’esistenza di un diniego flagrante di giustizia suscettibile di rendere illegale la sua carcerazione e ha sostenuto l’esistenza di una violazione dell’articolo 5 della Convenzione (vedere, ha contrario, Bellomonte c. Italia, d?c.), no 28298/10, ? 92, 1 aprile 2014. Ha segnato cos? il suo accordo col passo seguito dalla Corte e ha completato la richiesta al nome del richiedente (vedere, mutatis mutandis, Foti ed altri, precitata, ? 44.
100. La Corte ? competente ad esaminare anche i fatti dello specifico sotto l’angolo dell’articolo 5 ? 1 della Convenzione dunque.
2. L’eccezione del Governo derivato della no-esaurimento delle vie di ricorso interni
101. Il Governo sottolinea che la carcerazione del richiedente fino alla sua liberazione ordinata con la Corte di cassazione il 17 gennaio 2011, paragrafo 37 sopra, ? stata presa in conto per il calcolo dei termini maxima della detenzione provvisoria dell’interessato. Inoltre, si alla conclusione del nuovo processo il richiedente ? condannato, questo stesso periodo di detenzione sar? dedotto della pena a scontare. In caso di proscioglimento, sar? dedotta di tutta altra condanna pronunciata al suo carico; ad ogni modo, il richiedente avr? la facolt? di chiedere un risarcimento per detenzione “ingiusta” ai termini dell’articolo 314 del CPP, paragrafo 55 sopra. Il Governo ne deduce che ogni lamentela concernente la detenzione del richiedente ? comunque prematura.
102. Nella misura in cui le affermazioni del Governo potrebbero essere interpretate come un’eccezione derivata della no-esaurimento delle vie di ricorso interni, la Corte ricorda che la finalit? della regola prevista dall’articolo 35 ? 1 della Convenzione ? di predisporre agli Stati contraenti l’occasione di prevenire o di risanare le violazioni addotte contro essi prima che la Corte ne non sia investito (vedere, tra altri, Mifsud c. Francia, d?c.) [GC], no 57220/00, ? 15, CEDH 2002-VIII.
103. I principi generali relativi a questa regola si trovano esposizioni nel sentenza Vukovi ?ed altri c. Serbia ([GC], nostri 17153/11 ed altri, ?? 69 77, 25 marzo 2014. La Corte ricorda che l’articolo 35 ? 1 della Convenzione prescrivono solamente al tempo stesso l’esaurimento dei ricorsi relativi alle violazioni incriminate, disponibili ed adeguati. Un ricorso ? effettivo quando ? tanto disponibile in teoria che in pratica all’epoca dei fatti, questo essere-a-argomento quando ? accessibile, suscettibile di offrire al richiedente la correzione dei suoi motivi di appello e presente delle prospettive ragionevoli di successi, Akdivar ed altri c. Turchia, 16 settembre 1996, ? 68, Raccolta 1996 IV; Demopoulos ed altri c. Turchia, d?c.) [GC], nostri 46113/99, 3843/02, 13751/02, 13466/03, 10200/04, 14163/04, 19993/04 e 21819/04, ? 70, CEDH 2010; Saba c. Italia, no 36629/10, ? 43, 1 luglio 2014; e Giuttari c. Italia, d?c.), no 42733/07, ? 35, 2 dicembre 2014.
104. Nello specifico, il Governo adduce, in sostanza, che le ripercussioni della detenzione subita dal richiedente potuti stato valutate che alla fine del suo nuovo processo. In particolare, in caso di sospensione, l’interessato potr? chiedere un risarcimento per detenzione ingiusta ai termini dell’articolo 314 del CPP.
105. La Corte osserva che il primo paragrafo di questa disposizione contempla un diritto a risarcimento in favore di ogni persona “rilasciata con un giudizio definitivo al motivo che i fatti rimproverati non si sono prodursi che [elle] non ha commesso i fatti, che i fatti non sono costitutivi di una violazione o non sono eretti in reato con la legge.” La ragione di essere di un tale diritto ? il proscioglimento dell’imputato sul fondo dunque e non la natura arbitraria della detenzione a causa della negazione dei diritti fondamentali della difesa durante il processo. Di pi?, non si tratta di un ricorso che mira a fare constatare la contrariet? di una privazione di libert? alle condizioni stabilite all’articolo 5 ? 1 della Convenzione e, all’occorrenza, ad ottenere la liberazione dell’interessato. Il risarcimento per detenzione ingiusta ? piuttosto una forma di risarcimento degli errori giudiziali difatti. Il ricorso indicato dal Governo non ? relativo alla violazione incriminata dunque.
106. Infine, la Corte stima che sarebbe eccessivo di chiedere al richiedente che ? stato detenuto in contumacia in esecuzione di una condanna fino al gennaio 2011, e dunque durante circa nove anni e nove mesi, di aspettare la conclusione del nuovo processo al suo carico e di un eventuale ricorso per detenzione ingiusta prima di potere denunciare dinnanzi alla Corte il carattere arbitrario della privazione di libert? alla quale ? stato sottoposto.
107. In queste circostanze, il motivo di appello derivato dell’articolo 5 della Convenzione non saprebbe essere dichiarato inammissibile come essendo prematuro. L’eccezione del Governo deve essere respinta dunque.
3. Altri motivi di inammissibilit?
108. La Corte nota che il richiedente ? stato incarcerato in contumacia in esecuzione della sua condanna all’ergastolo a partire dal 11 aprile 2001, paragrafo 24 sopra. Era ancora in detenzione allo stesso titolo al momento dell’introduzione della sua richiesta, 25 maggio 2009. Quindi, il motivo di appello tratto dall’articolo 5 ? 1 della Convenzione non saprebbe essere considerato tardivo.
109. La Corte constata che questo motivo di appello non ? manifestamente male fondato al senso dell’articolo 35 ? 3 ha, della Convenzione e che non cozza peraltro contro nessuno altro motivo di inammissibilit?. La Corte lo dichiara ammissibile dunque.
B. Sul fondo
1. Argomenti delle parti
a) Il Governo
110. Il Governo stima che la presente causa si differenzia del causa Stoichkov c. Bulgaria (no 9808/02, 24 marzo 2005,). Osserva che dopo la sua estradizione, il richiedente ? stato detenuto regolarmente dopo condanna con un tribunale competente. Le affermazioni del suo avvocato, concernente l’irregolarit? del procedimento in contumacia, sono state allontanate sulla base della giurisprudenza seguita all’epoca. Nella cornice del procedimento penale sulla fondatezza delle accuse, l’avvocato del richiedente non ha sollevato in contumacia la questione dell’irregolarit? della notificazione della sentenza di condanna. Questo elemento ? stato menzionato solamente all’epoca dell’incidente di esecuzione che era per? un ricorso inadatto. Degli errori in procedendo sono stati riconosciuti solamente ulteriormente, quando la giurisprudenza italiana si ? evoluta, allineandosi su quella della Corte. Il Governo ne deduce che la condanna del richiedente non ? stata pronunciata alla conclusione di un processo manifestamente contrario alle disposizioni dell’articolo 6, e che, fino a 2009, era legale e giustificata.
111. Peraltro, in dispetto dei cambiamenti introdotti dalla legge no 60 del 2005, prima del 2009 il richiedente non ha chiesto mai l’estratto della decadenza, paragrafi 53-54 sopra. In seguito, una domanda in questo senso ? stata accolta. Quindi, nello specifico non ci sarebbe stato “rifiuto di riaprire il procedimento penale”, ci? che permetterebbe di distinguere la presente causa del causa Stoichkov.
b) Il richiedente,
112. Il richiedente sostiene che i suoi motivi di appello tirati degli articoli 6 e 13 della Convenzione cos? come dell’articolo 2 del Protocollo no 7 presupponevano l’esistenza di un diniego flagrante di giustizia capace di rendere illegale la sua condanna, e di conseguenza la sua carcerazione in esecuzione di questa.
113. Secondo il richiedente, il Governo avrebbe in sostanza ammisi che questa carcerazione era illegittima. L’interessato adduce che un “diniego flagrante di giustizia” ? costituito quando un imputato non avendo rinunciato al suo diritto a comparire ? in contumacia privato della sua libert? a causa di una condanna pronunziata.
2. Valutazione della Corte
114. La Corte ricorda che ha stimato che l’obbligo di garantire all’imputato il diritto di essere presente nella sala di udienza-o durante il primo procedimento al suo carico, o durante un nuovo processo -? uno degli elementi essenziali dell’articolo 6 (Stoichkov, precitata, ? 56. Quindi, il rifiuto di riaprire un procedimento che si ? svolto in contumacia nella mancanza di ogni indicazione che l’imputato aveva rinunciato al suo diritto di comparire ? stato considerato come un “diniego flagrante di giustizia”, ci? che corrisponde alla nozione di procedimento “manifestamente contrario alle disposizioni dell’articolo 6 o ai principi che sono consacrati” (Stoichkov precitata) ?? 54-58; Sejdovic, precitata, ? 84; ed Othman, Abu Qatada, c. Regno Unito, no 8139/09, ? 259, CEDH 2012; vedere anche Drozd e Janousek c. Francia e Spagna, 26 giugno 1992, ? 110, serie Ha no 240, ed Ilacu ?ed altri c. Moldavia e Russia [GC], no 48787/99, ? 461, CEDH 2004-VII. Nel causa Stoichkov (precitata, ?? 51-59, queste considerazioni hanno portato la Corte a stimare che la detenzione di una persona giudicata in contumacia senza possibilit? di riapertura del procedimento, e dunque in modo manifestamente e gravemente contrario all’articolo 6, non si giustificava sotto l’angolo dell’articolo 5 ? 1 ha, della Convenzione (vedere anche Al Nashiri c). Polonia, no 28761/11, ? 562, 24 luglio 2014, e Willcox e Hurford c. Regno Unito, d?c.), i nostri 43759/10 e 43771/12, ? 95, CEDH 2013, dove la Corte ha reiterato che una privazione di libert? non pu? passare per giustificata dal momento che deriva di una condanna pronunciata alla conclusione di un processo inficiato di un “diniego di giustizia flagrante”, ci? che ? in particolare il caso quando c’? stata condanna in absentia senza possibilit? di riesame in fondo all’accusa.
115. La Corte osserva che il 11 aprile 2001, il richiedente ? stato incarcerato in esecuzione della sua “condanna con un tribunale competente.” La sua privazione di libert? cadeva nel campo di applicazione dell’articolo 5 ? 1 dunque ha, della Convenzione ed era conforme allo scopo di questa disposizione. Siccome indicato col Governo, la condanna in contumacia dell’interessato era legale in dritto italiano e niente permette di pensare che era arbitraria o priva di base dei fatti.
116. Per?, il procedimento penale contro il richiedente, cominciata nel 1994 e finita dalla sentenza della Corte di cassazione del 3 luglio 2000, ha avuto luogo in contumacia, mentre l’interessato era detenuto sotto carcerazione su estradizione in Brasile e non aveva rinunciato manifestamente al suo diritto a comparire. La circostanza che, esercitando una facolt? riconosciuta dalla legge, il richiedente abbia opposto alla sua estradizione, paragrafi 10 e 20 sopra, non saprebbe essere interpretata come un tentativo di sottrarsi della giustizia o come una rinuncia tacita a partecipare al processo. A questo riguardo, la Corte osserva che l’avvocato del richiedente ha chiesto a pi? riprese di revocare la dichiarazione di fuga e la decisione di procedere in absentia, facendo valere un impedimento legittimo. Tuttavia, queste domande sono state respinte dalle giurisdizioni di primo e seconda istanza e con la Corte di cassazione, paragrafi 12-23 sopra. Ne ? stato parimenti per ci? che ? dell’incidente di esecuzione introduce col richiedente nel novembre 2007, paragrafi 25-32 sopra.
117. Alla luce della sua giurisprudenza in materia, paragrafo 114 qui sopra, la Corte stima che un tale procedimento, abbinato di rifiuti reiterati di riaprirla et/ou di tenere conto dell’impedimento obiettivo rappresentato dalla detenzione sotto carcerazione extraditionnel all’estero, era “manifestamente contrario alle disposizioni dell’articolo 6 o ai principi che sono consacrati.” Questa constatazione conduce inevitabilmente alla conclusione che la privazione di libert? del richiedente in esecuzione della decisione presa nella cornice di questo procedimento era arbitraria e dunque anche contrario all’articolo 5 ? 1 ha, della Convenzione (vedere, mutatis mutandis, Stoichkov, precitata, ? 53. Importa poco che, siccome affermalo il Governo, paragrafo 110 sopra, il diniego flagrante di giustizia di cui il richiedente ? stato vittima sia stato fondato sulla giurisprudenza seguita all’epoca dalle giurisdizioni italiane.
118. ? vero che in seguito, la Corte di cassazione ha accettato di riaprire il termine per interporre appello, paragrafo 37 sopra, e che il richiedente ha potuto ottenere un nuovo processo nella sua presenza. Per?, la Corte considera che questa riconoscenza tardiva della violazione dei diritti dell’imputato non saprebbe fornire una giustificazione ha posteriori per una privazione di libert? essendo stesa si su circa nove anni e nove mesi.
119. Segue che nello specifico ? ci stato violazione dell’articolo 5 ? 1 della Convenzione.
IV. Su L’applicazione Di L’articolo 41 Di La Convenzione
120. Ai termini dell’articolo 41 della Convenzione,
“Se la Corte dichiara che c’? stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte contraente non permette di cancellare che imperfettamente le conseguenze di questa violazione, la Corte accorda alla parte lesa, se c’? luogo, una soddisfazione equa. “
A. Dommage
121. Il richiedente richiede 150 000 euros (EUR, a titolo del danno che avrebbe subito,). Osserva che la riapertura del suo processo e la possibilit? di introdurre una domanda in risarcimento per detenzione “ingiusta” non ? suscettibile di offrirgli un restitutio in integrum. Nota a questo riguardo che le violazioni denunciate si sono stese su una durata di 14 anni e che ? vecchio di pi? di 60 anni. Durante la sua detenzione, ? stato di facto impossibile, per il richiedente, di guardarsi dai contatti con la sua famiglia. La sposa del richiedente ha chiesto il divorzio ed i suoi legami coi suoi tre bambini hanno disteso inevitabilmente. Di pi?, l’interessato non ha potuto aiutare e ha potuto rinforzare suo fratello, raggiunto di un cancro. Tenuto conto dell’et? del richiedente e della sua lunga detenzione, le sue possibilit? di reinserimento sociale sono molto ridotte.
122. Il Governo nota che il danno addotto dal richiedente ? legato direttamente alla durata della sua privazione di libert?. Per?, questo tipo di danno ha il dovere di essere valutato prima dalle giurisdizioni interne nella cornice del ricorso previsto dall’articolo 314 del CPP. Il richiedente ha ottenuto peraltro gi? un nuovo processo nella sua presenza e-in modo paradossale -la lunghezza delle sue vicissitudini giudiziali ha condotto sopra ad una soluzione favorevole per l’interessato, a sapere il pronunziato di un non luogo a procedere a causa di prescrizione, paragrafo 46. Inoltre, il richiedente non avrebbe supportato la sua domanda di soddisfazione equa e non avrebbe dimostrato l’esistenza di un legame di causalit? tra le violazioni denunciate ed il danno che afferma avere subito.
123. Nelle circostanze particolari dello specifico, la Corte stima che tutto danno giuridico subito dal richiedente si trova riparato sufficientemente dalla constatazione di violazione dell’articolo 5 ? 1 della Convenzione.
B. Oneri e spese
124. Il richiedente osserva che gli oneri del procedimento nazionale sono stati presi incaricati con lo stato italiano. In quanto al procedimento dinnanzi alla Corte, tenuto conto della situazione finanziaria precaria del richiedente, il suo rappresentante non gli ha fatturato i suoi servizi. Suddetto rappresentante che ha ricevuto 850 EUR a titolo dell’assistenza giudiziale dinnanzi alla Corte, si rimette alla saggezza di questa ultima in quanto alla questione di sapere se c’? luogo di rimunerare ulteriormente il suo lavoro.
125. Il Governo non ha presentato di osservazioni su questo punto.
126. Secondo la giurisprudenza della Corte, un richiedente non pu? ottenere il rimborso dei suoi oneri e spese che nella misura in cui si trovano stabilisco la loro realt?, la loro necessit? ed il carattere ragionevoli del loro tasso. Nello specifico, tenuto conto dei documenti di cui dispone e della sua giurisprudenza, la Corte stima ragionevole di accordare al richiedente l’intimo di 5 000 EUR per il procedimento dinnanzi a lei, meno l’importo versato dal Consiglio dell’Europa a titolo dell’assistenza giudiziale, a sapere 850 EUR.
C. Interessi moratori
127. La Corte giudica appropriata di ricalcare il tasso degli interessi moratori sul tasso di interesse della facilit? di prestito marginale della Banca centrale europea aumentata di tre punti di percentuale.
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMIT?,
1. Dichiara la richiesta ammissibile in quanto al motivo di appello tratto dall’articolo 5 ? 1 della Convenzione ed inammissibile per il surplus;

2. Stabilisce che c’? stata violazione dell’articolo 5 ? 1 della Convenzione;

3. Stabilisce che la constatazione di una violazione fornisce in si una soddisfazione equa sufficiente per il danno giuridico subito dal richiedente;

4. Stabilisce
a) che lo stato convenuto deve versare al richiedente, nei tre mesi a contare del giorno dove la sentenza sar? diventata definitiva conformemente all’articolo 44 ? 2 della Convenzione, 5 000 EUR, cinquem

Testo Tradotto

Conclusions: Partiellement irrecevable Violation de l’article 5 – Droit ? la libert? et ? la s?ret? (Article 5-1 – Arrestation ou d?tention r?guli?re Article 5-1-a – Apr?s condamnation) Pr?judice moral – constat de violation suffisant (Article 41 – Pr?judice moral Satisfaction ?quitable)

QUATRI?ME SECTION

AFFAIRE BARATTA c. ITALIE

(Requ?te no 28263/09)

ARR?T

STRASBOURG

13 octobre 2015

Cet arr?t deviendra d?finitif dans les conditions d?finies ? l?article 44 ? 2 de la Convention. Il peut subir des retouches de forme.

En l?affaire Baratta c. Italie,
La Cour europ?enne des droits de l?homme (quatri?me section), si?geant en une chambre compos?e de :
P?ivi Hirvel?, pr?sidente,
Guido Raimondi,
George Nicolaou,
Ledi Bianku,
Nona Tsotsoria,
Krzysztof Wojtyczek,
Faris Vehabovi?, juges,
et de Fran?oise Elens-Passos, greffi?re de section,
Apr?s en avoir d?lib?r? en chambre du conseil les 30 juin 2015 et 8 septembre 2015,
Rend l?arr?t que voici, adopt? ? cette date :
PROC?DURE
1. ? l?origine de l?affaire se trouve une requ?te (no 28263/09) dirig?e contre la R?publique italienne et dont un ressortissant de cet ?tat, M. Mario Baratta (? le requ?rant ?), a saisi la Cour le 25 mai 2009 en vertu de l?article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l?homme et des libert?s fondamentales (? la Convention ?).
2. Le requ?rant, qui a ?t? admis au b?n?fice de l?assistance judiciaire, a ?t? repr?sent? par Me G. Belcastro, avocat ? Rome. Le gouvernement italien (? le Gouvernement ?) a ?t? repr?sent? par son agent, Mme E. Spatafora.
3. Le requ?rant all?gue une m?connaissance de ses droits de participer ? son proc?s ainsi qu?? un double de degr? de juridiction en mati?re p?nale. Il consid?re ?galement qu?il ne disposait d?aucun recours effectif pour faire valoir son grief tir? de l?article 6 de la Convention et que sa d?tention en ex?cution de sa condamnation a ?t? arbitraire.
4. Le 3 avril 2014, la requ?te a ?t? communiqu?e au Gouvernement.
EN FAIT
I. LES CIRCONSTANCES DE L?ESP?CE
5. Le requ?rant est n? en 1951 et r?side ? Cosenza.
A. Les accusations contre le requ?rant et la proc?dure d?extradition
6. Par une ordonnance du 7 janvier 1994, le juge des investigations pr?liminaires de Catanzaro ordonna le placement en d?tention provisoire de nombreuses personnes, parmi lesquelles le requ?rant. Ce dernier ?tait accus?, entre autres, d?homicide et de faire partie d?une association de malfaiteurs de type mafieux.
7. Les autorit?s ne purent pas appr?hender le requ?rant, qui ? cette ?poque se trouvait au Br?sil.
8. Le 3 mai 1995, les autorit?s italiennes demand?rent ? leurs homologues br?siliens de placer le requ?rant sous ?crou extraditionnel.
9. Le 25 mars 1997, le ministre br?silien de la Justice ordonna l?arrestation du requ?rant, qui eut lieu le 6 mai 1997. Dans la mesure o? au moment de son arrestation, il avait exhib? un passeport sur lequel figuraient des visas falsifi?s, le requ?rant fut accus? de faux et condamn? au Br?sil pour cette infraction.
10. Le 30 mai 1997, les autorit?s italiennes pr?sent?rent une demande formelle d?extradition. Celle-ci fut accueillie seulement en partie par les autorit?s br?siliennes, car le principe de sp?cialit? imposait d?exclure la possibilit? de poursuivre le requ?rant en Italie pour certains de chefs d?accusation ? son encontre. Compte tenu de l?opposition du requ?rant ? son extradition, la proc?dure y relative s??tala sur plusieurs mois. En octobre 1999, le requ?rant s??vada de la prison br?silienne o? il ?tait d?tenu. Il fut ? nouveau arr?t? en janvier 2001, et fut extrad? vers l?Italie le 11 avril 2001.
B. La proc?dure p?nale contre le requ?rant
11. Entre-temps, dans le cadre de la proc?dure p?nale entam?e contre lui en Italie, le requ?rant avait ?t? d?clar? en fuite (latitante). Il fut renvoy? en jugement devant la cour d?assises de Cosenza, qui d?cida de le juger par contumace.
12. ? l?audience du 7 mai 1997, l?avocat du requ?rant d?clara avoir appris que son client ?tait d?tenu sous ?crou extraditionnel au Br?sil et demanda de r?voquer la d?cision de le juger par contumace. Par une ordonnance du m?me jour, la cour d?assises rejeta cette demande, estimant que l?information concernant l?arrestation du requ?rant au Br?sil n??tait pas ?tay?e par des ?l?ments suffisamment certains. En particulier, l?avocat de l?int?ress? n?avait produit aucun document et avait lui-m?me pr?tendument eu connaissance de l?incarc?ration de son client gr?ce ? une source journalistique.
13. ? l?audience suivante, tenue le 8 mai 1997, l?avocat du requ?rant r?it?ra sa demande. Il indiqua avoir ?t? oralement inform? de l?arrestation de son client par un officier des carabiniers de Cosenza. La cour d?assises rejeta cette demande, estimant qu?elle n??tait pas tenue ? v?rifier l?information en question.
14. Le requ?rant all?gue qu?? cette ?poque le parquet g?n?ral de Catanzaro avait ?t? formellement inform? de son arrestation.
15. Par un arr?t du 9 juin 1997, dont le texte fut d?pos? au greffe le 15 janvier 1998, la cour d?assises de Cosenza condamna le requ?rant ? perp?tuit?.
16. Le requ?rant ayant ?t? d?clar? en fuite, cette arr?t fut notifi? ? son avocat.
17. L?avocat du requ?rant interjeta appel, r?it?rant ses griefs portant sur la violation du droit de son client de participer au proc?s.
18. Par un fax du 13 mai 1998, la cour d?assises d?appel de Catanzaro demanda aux carabiniers de Spezzano della Sila, commune de naissance du requ?rant, de pr?ciser le lieu o? ce dernier se trouvait. Le lendemain, les carabiniers indiqu?rent que le requ?rant ?tait ? d?tenu sous ?crou extraditionnel dans la prison de la police f?d?rale br?silienne de Rio de Janeiro ?.
19. ? l?audience du 25 septembre 1998, l?avocat du requ?rant produisit le dispositif d?une d?cision du tribunal f?d?ral de Brasilia, dont il ressortait que son client avait ?t? plac? sous ?crou extraditionnel. Il demanda par cons?quent la r?vocation de la d?claration de fuite.
20. Par une ordonnance du 29 septembre 1998, la cour d?assises d?appel rejeta cette demande et d?cida de juger le requ?rant par contumace. Elle estima que le document produit par la d?fense ?tait sans importance. En effet, ?tant donn? que le requ?rant s?opposait ? la demande d?extradition, son absence ?tait due ? sa volont?, et non ? un emp?chement l?gitime.
21. Par un arr?t du 13 mars 1999, dont le texte fut d?pos? au greffe le 4 juin 1999, la cour d?assises d?appel de Catanzaro confirma la condamnation du requ?rant ? perp?tuit?.
22. L?avocat du requ?rant se pourvut en cassation. Il demanda de r?voquer la d?claration de fuite et la d?cision de juger son client par contumace.
23. Par un arr?t du 3 juillet 2000, dont le texte fut d?pos? au greffe le 12 septembre 2000, la Cour de cassation d?bouta le requ?rant de son pourvoi. Elle observa que l?avocat du requ?rant soutenait que le juge devait suspendre les d?bats lorsqu?il ?tait probable que l?absence de l?accus? ?tait due ? une impossibilit? de compara?tre pour cas de force majeure. Cependant, il ? n??tait pas possible de comparer la fuite (latitanza) volontaire de l?accus? ? un cas de force majeure ?.
C. La proc?dure d?ex?cution
24. Lorsque, le 11 avril 2001, il fut extrad? du Br?sil vers l?Italie (paragraphe 10 ci-dessus), le requ?rant fut emprisonn? en ex?cution de sa condamnation ? perp?tuit?.
25. Le 9 novembre 2007, il introduisit un incident d?ex?cution fond?e sur l?article 670 ? 1 du code de proc?dure p?nale (le ? CPP ? ? paragraphe 49 ci-apr?s). Il all?gua que la d?claration de fuite et la proc?dure par contumace devaient ?tre consid?r?es comme nulles et non avenues. M?me si une jurisprudence minoritaire (d?mentie en 2003 par les sections r?unies de la Cour de cassation) consid?rait que la d?tention sous ?crou extraditionnel n??tait pas un emp?chement l?gitime justifiant une absence aux d?bats lorsque l?int?ress? s?opposait ? l?extradition, le requ?rant estima que son placement sous ?crou extraditionnel ?tait de toute mani?re incompatible avec une d?claration de fuite. D?s lors, les arr?ts de condamnation n?auraient pas d? ?tre notifi?s ? son avocat, mais au requ?rant lui-m?me sur son lieu de d?tention au Br?sil. L?int?ress? demanda par cons?quent que sa condamnation soit d?clar?e non-ex?cutoire et une nouvelle notification de l?arr?t de premi?re instance, en lui donnant la possibilit? d?interjeter appel et de participer ? son proc?s.
26. Dans un m?moire d?pos? ? l?audience du 18 mars 2008, le requ?rant pr?cisa qu?il ?tait vrai que son avocat avait interjet? appel et s??tait pourvu en cassation, ?puisant ainsi les voies de recours contre sa condamnation. Cette circonstance, selon un arr?t des sections r?unies de la Cour de cassation (no 6026 du 31 janvier 2008, Rv 238472, Huzuneanu), emp?chait d?accueillir une ?ventuelle demande en rel?vement de forclusion en vertu de l?article 175 du CPP (paragraphes 50 et 53-54 ci-apr?s). Cependant, de l?avis du requ?rant, ceci n?avait aucune importance dans le cadre de l?examen de son incident d?ex?cution. Il soulignait ? cet ?gard que lorsqu?il avait nomm? son d?fenseur dans le cadre de la proc?dure p?nale, le requ?rant ne lui avait pas conf?r? mandat d?attaquer les d?cisions prononc?es par contumace. Or, l?article 571 ? 3 du CPP, tel qu?en vigueur ? l??poque des faits, pr?voyait qu?en l?absence d?un tel mandat, le d?fenseur n?avait pas le droit d?interjeter appel ou de se pourvoir en cassation. Il s?ensuivait, selon le requ?rant, que les autorit?s devaient lui donner le droit d?attaquer sa condamnation ? perp?tuit?.
27. Par une ordonnance du 18 mars 2008, dont le texte fut d?pos? au greffe le 18 avril 2008, la cour d?assises d?appel de Reggio de Calabre rejeta l?incident d?ex?cution du requ?rant.
28. Elle observa en premier lieu que la t?che confi?e au juge de l?ex?cution ?tait celle de contr?ler l?existence d?un titre ex?cutoire et la l?gitimit? de son ?mission. D?apr?s la jurisprudence de la Cour de cassation (premi?re section, arr?t no 3517 du 15 juin 1998), les nullit?s, s??tant v?rifi?es avant la condamnation d?finitive, ?taient sans importance, l?analyse du juge de l?ex?cution devant porter seulement sur la r?gularit? formelle et substantielle du titre ex?cutoire. Lorsqu?il mentionnait le ? respect des garanties pr?vues pour le cas o? le condamn? [?tait] introuvable ?, l?article 670 du CPP se r?f?rait aux irr?gularit?s ayant eu lieu apr?s, et non avant, la condamnation d?finitive. Toute erreur de fait in iudicando ou in procedendo devait faire l?objet d?un recours ad hoc dans le cadre de la proc?dure p?nale sur le bien-fond? des accusations, et ?chappait ? la comp?tence du juge de l?ex?cution.
29. En l?esp?ce, l?avocat du requ?rant avait excip? de l?invalidit? de la d?claration de fuite et de la sentence par contumace au moyen d?un appel et d?un pourvoi en cassation. La cour d?assises d?appel et la Cour de cassation s??taient pench?es sur cette exception et l?avaient rejet?e. Il s?ensuivait que toute question concernant la d?cision de juger le requ?rant par contumace ?tait d?sormais pass?e en force de chose jug?e.
30. Ces consid?rations rendaient superflu l?examen des arguments expos?s par le requ?rant dans son m?moire du 18 mars 2008 (paragraphe 26 ci-dessus).
31. Le requ?rant se pourvut en cassation.
32. Par un arr?t du 26 novembre 2008, dont le texte fut d?pos? au greffe le 3 f?vrier 2009, la Cour de cassation, estimant que la cour d?assises d?appel avait motiv? de fa?on logique et correcte tous les points controvers?s, d?bouta le requ?rant de son pourvoi.
D. La demande en rel?vement de forclusion du requ?rant
33. Par un arr?t no 317 du 30 novembre 2009, la Cour constitutionnelle d?clara l?article 175 ? 2 du CPP inconstitutionnel dans la mesure o? il ne permettait pas ? l?accus? qui n?avait pas eu connaissance du proc?s d?attaquer un jugement par contumace lorsqu?un appel avait d?j? ?t? interjet? par le d?fenseur de l?int?ress?.
34. Se fondant sur les principes ?nonc?s dans cet arr?t, le requ?rant introduisit alors une demande en rel?vement de forclusion conform?ment ? l?article 175 ? 2 du CPP.
35. Par une ordonnance du 9 mars 2010, la cour d?assises d?appel de Catanzaro rejeta la demande du requ?rant. Elle observa que la condamnation du requ?rant ?tait d?sormais pass?e en force de chose jug?e, ?tant donn? que, le 3 juillet 2000, la Cour de cassation avait d?bout? l?accus? de son pourvoi (paragraphe 23 ci-dessus). D?s lors, il ne pouvait pas se pr?valoir de l?arr?t no 317 de 2009 de la Cour constitutionnelle.
36. Le requ?rant se pourvut en cassation.
37. Par un arr?t du 17 janvier 2011, dont le texte fut d?pos? au greffe le 21 janvier 2011, la Cour de cassation cassa sans renvoi l?ordonnance du 9 mars 2010 et rouvrit le d?lai pour interjeter appel contre la condamnation prononc?e le 9 juin 1997 par la cour d?assises de Cosenza (paragraphe 15 ci-dessus). La Cour de cassation mis fin aux effets de la condamnation d?finitive du requ?rant, r?voqua l?ordre d?ex?cution de cette condamnation et ordonna la lib?ration sur-le-champ du requ?rant, si aucun autre titre ne justifiait sa privation de libert? (se non detenuto per altro titolo esecutivo od in forza di misura cautelare). Elle ordonna enfin la transmission du dossier ? la cour d?assises de Cosenza.
38. La Cour de cassation observa que le requ?rant avait ?t? ? tort d?clar? contumax, alors qu?il ?tait d?tenu au Br?sil. Il se trouvait par ailleurs dans la situation qui avait fait l?objet de l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 317 de 2009. Les d?cisions de la Cour constitutionnelle d?clarant l?inconstitutionnalit? d?une loi avaient effet erga omnes et s?appliquaient aussi ? des situations s??tant v?rifi?es dans le pass?, car le juge ne pouvait plus appliquer la loi non conforme ? la Constitution. La situation dont le requ?rant se plaignait n??tait pas ? close ? (esaurita), car l?article 175 du CPP visait pr?cis?ment ? invalider le jugement d?finitif afin de permettre ? l?accus? qui n?avait pas renonc? ? compara?tre d?exercer son droit d?interjeter appel.
39. Le 20 janvier 2011, le requ?rant fut plac? en d?tention provisoire. Le 29 avril 2011, le tribunal de Catanzaro, agissant en tant que juge charg? de r?examiner les mesures de pr?caution, r?voqua la d?tention provisoire du requ?rant pour expiration des d?lais maxima de celle-ci.
40. Entre-temps, le requ?rant avait interjet? appel contre la condamnation prononc?e le 9 juin 1997 par la cour d?assises de Cosenza (paragraphe 15 ci-dessus).
41. Par un arr?t du 14 juin 2012, dont le texte fut d?pos? au greffe le 20 juillet 2012, la cour d?assises d?appel de Catanzaro annula la condamnation litigieuse.
42. Elle observa qu?? l??poque des d?bats de premi?re instance, le requ?rant ?tait d?tenu sous ?crou extraditionnel au Br?sil, et que l?avocat de l?int?ress? avait inform? la cour d?assises de Cosenza de cette circonstance. Or, tel qu?en vigueur ? l??poque des faits, le CPP pr?voyait que lorsque l?accus? prouvait qu?il ?tait l?gitimement emp?ch? de participer aux d?bats, l?ordonnance le d?clarant contumax devait ?tre r?voqu?e et le proc?s devait ?tre ajourn?. Le non-respect de ces dispositions ?tait constitutif d?une nullit? absolue du proc?s. Par ailleurs, par un arr?t no 21035 du 13 mai 2003, la Cour de cassation, si?geant en sections r?unies, avait pr?cis? que la d?tention ? l??tranger s?analysait en un emp?chement l?gitime, et ce m?me lorsque l?accus?, faisant usage d?une facult? dont il ?tait titulaire, s?opposait ? l?extradition.
43. Par ailleurs, la cour d?assises de Cosenza savait que le requ?rant s??tait soustrait ? l?ex?cution d?une ordonnance de placement en d?tention provisoire, car elle l?avait d?clar? ? en fuite ? (latitante). D?s lors, face aux all?gations de l?avocat du requ?rant, selon lesquelles son client ?tait d?tenu au Br?sil (paragraphes 12 et 13 ci-dessus), la cour d?assises aurait d? effectuer les v?rifications n?cessaires et r?voquer, le cas ?ch?ant, la d?claration de fuite. Les v?rifications en question ?taient par ailleurs relativement simples, ?tant donn? que la police italienne et le parquet g?n?ral pr?s de la cour d?appel de Catanzaro avaient ?t? inform?s de l?arrestation du requ?rant au Br?sil (paragraphe 14 ci-dessus).
44. Le parquet se pourvut en cassation.
45. Par un arr?t du 13 juin 2013, la Cour de cassation d?bouta le parquet de son pourvoi.
46. ? la suite de ces d?cisions, le proc?s de premi?re instance contre le requ?rant fut rouvert et l?int?ress? eut la facult? d?y participer. Par un arr?t du 16 d?cembre 2014, la cour d?assises de Cosenza pronon?a un non-lieu au motif que les infractions ?taient prescrites.
47. Le 1er avril 2015, le parquet interjeta appel contre cet arr?t. Il all?gua notamment que le requ?rant n?aurait pas d? b?n?ficier de circonstances att?nuantes g?n?rales (circonstanze attenuanti generiche), ce qui avait influ? sur le calcul du d?lai de prescription. ? la date des derni?res informations (5 mai 2015), la proc?dure d?appel ?tait encore pendante devant la cour d?assises d?appel de Catanzaro.
II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS
A. La d?claration de fuite et les recours contre une condamnation d?finitive par contumace
48. Aux termes de l?article 296 ? 1 du CPP, est consid?r? comme ?tant ? en fuite ? (latitante) quiconque ? se soustrait volontairement ? la d?tention provisoire, ? la d?tention domiciliaire, ? l?interdiction d?expatrier, ? l?obligation de demeure ou ? un ordre pr?voyant l?emprisonnement ?.
49. La validit? d?un jugement de condamnation peut ?tre contest?e en soulevant un incident d?ex?cution, comme pr?vu ? l?article 670 ? 1 du CPP, lequel dispose, dans ses parties pertinentes :
? Lorsque le juge de l?ex?cution ?tablit que l?acte n?est pas valide ou qu?il n?est pas devenu ex?cutoire, [apr?s avoir] ?valu? aussi sur le fond [nel merito] le respect des garanties pr?vues pour le cas o? le condamn? est introuvable, (…) il suspend l?ex?cution et ordonne si n?cessaire la lib?ration de l?int?ress? et le renouvellement de la notification qui avait ?t? irr?guli?re. Dans ce cas, le d?lai d?appel recommence ? courir. ?
50. L?article 175 ?? 2 et 3 CPP pr?voit la possibilit? d?introduire une demande en rel?vement de forclusion. Dans son libell? en vigueur ? l??poque de l?extradition du requ?rant, les parties pertinentes de cette disposition se lisaient comme suit :
? En cas de condamnation par contumace (…), l?accus? peut demander la r?ouverture du d?lai pour attaquer le jugement lorsqu?il peut ?tablir qu?il n?a pas eu une connaissance effective [effettiva conoscenza] [du jugement] (…) [et] ? condition qu?aucun appel n?ait d?j? ?t? interjet? par son d?fenseur et qu?il n?y ait pas eu faute de sa part ou, si le jugement prononc? par contumace a ?t? notifi? (…) ? son avocat (…), ? condition qu?il n?ait pas volontairement refus? de prendre connaissance des actes de la proc?dure.
La demande de r?ouverture du d?lai doit ?tre introduite, sous peine d?irrecevabilit?, dans les dix jours qui suivent la date (…) ? laquelle l?accus? a eu connaissance [du jugement]. ?
51. La jurisprudence interne faisant application de cette disposition est d?crite dans Sejdovic c. Italie [GC], no 56581/00, ?? 23-24, CEDH 2006-II.
52. Le 22 avril 2005, le Parlement a approuv? la loi no 60 de 2005, qui a converti en loi le d?cret-loi no 17 du 21 f?vrier 2005.
53. La loi no 60 de 2005 a modifi? l?article 175 CPP. Le nouveau paragraphe 2 de cette disposition est ainsi r?dig? :
? En cas de condamnation par contumace (…), le d?lai pour attaquer le jugement est rouvert, ? la demande de l?accus?, sauf si ce dernier a eu une connaissance effective de la proc?dure [diligent?e ? son encontre] ou du jugement [provvedimento] et a volontairement renonc? ? compara?tre ou ? attaquer le jugement. Les autorit?s judiciaires accomplissent toute v?rification n?cessaire ? ces fins. ?
54. La loi no 60 de 2005 a en outre introduit ? l?article 175 CPP un paragraphe 2 bis, ainsi r?dig? :
? La demande indiqu?e au paragraphe 2 est introduite, sous peine d?irrecevabilit?, dans les trente jours qui suivent la date ? laquelle l?accus? a eu une connaissance effective du jugement. En cas d?extradition depuis l??tranger, le d?lai pour pr?senter la demande commence ? courir ? partir du moment o? l?accus? est livr? [aux autorit?s italiennes] (…). ?
B. La r?paration pour d?tention ? injuste ?
55. L?article 314 du CPP pr?voit un droit ? r?paration pour la d?tention provisoire dite ? injuste ?, dans deux cas distincts : lorsque, ? l?issue de la proc?dure p?nale sur le fond, l?accus? est acquitt? (article 314 ? 1) ou lorsqu?il est ?tabli que le suspect a ?t? plac? ou maintenu en d?tention provisoire au m?pris des articles 273 et 280 du CPP (article 314 ? 2 ; voir, pour la jurisprudence interne faisant application de ceci, N.C. c. Italie [GC], no 24952/94, ?? 30-31, CEDH 2002-X).
L?article 314 ? 1 se lit comme suit :
? Quiconque est relax? par un jugement d?finitif au motif que les faits reproch?s ne se sont pas produits, qu?il n?a pas commis les faits, que les faits ne sont pas constitutifs d?une infraction ou ne sont pas ?rig?s en infraction par la loi a droit ? une r?paration pour la d?tention provisoire subie, ? condition de ne pas avoir provoqu? [sa d?tention] ou contribu? ? la provoquer intentionnellement ou par faute lourde. ?
EN DROIT
I. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 6 DE LA CONVENTION ET DE L?ARTICLE 2 DU PROTOCOLE No 7 ? LA CONVENTION
56. Le requ?rant se plaint d?avoir ?t? jug? par contumace, alors qu?il ?tait d?tenu sous ?crou extraditionnel au Br?sil. De plus, il all?gue qu?il aurait d? recevoir la notification de l?arr?t de condamnation de premi?re instance sur son lieu de d?tention au Br?sil. L?omission d?effectuer cette notification aurait entra?n? une violation de son droit ? un double degr? de juridiction en mati?re p?nale.
Le requ?rant invoque les articles 6 de la Convention et 2 du Protocole no 7 ? la Convention.
En ses parties pertinentes, l?article 6 est ainsi libell? :
? 1. Toute personne a droit ? ce que sa cause soit entendue ?quitablement (…), par un tribunal (…) qui d?cidera (…) du bien-fond? de toute accusation en mati?re p?nale dirig?e contre elle. (…).
(…).
3. Tout accus? a droit notamment ? :
a) ?tre inform?, dans le plus court d?lai, dans une langue qu?il comprend et d?une mani?re d?taill?e, de la nature et de la cause de l?accusation port?e contre lui ;
b) disposer du temps et des facilit?s n?cessaires ? la pr?paration de sa d?fense ;
c) se d?fendre lui-m?me ou avoir l?assistance d?un d?fenseur de son choix et, s?il n?a pas les moyens de r?mun?rer un d?fenseur, pouvoir ?tre assist? gratuitement par un avocat d?office, lorsque les int?r?ts de la justice l?exigent ;
(…). ?
L?article 2 ? 1 du Protocole no 7 se lit comme suit :
? 1. Toute personne d?clar?e coupable d?une infraction p?nale par un tribunal a le droit de faire examiner par une juridiction sup?rieure la d?claration de culpabilit? ou la condamnation. L?exercice de ce droit, y compris les motifs pour lesquels il peut ?tre exerc?, sont r?gis par la loi. ?
57. Le Gouvernement s?oppose aux th?ses du requ?rant.
A. Question pr?liminaire
58. Le Gouvernement excipe tout d?abord de l?irrecevabilit? des observations du requ?rant, au motif que le courrier les incluant n?aurait ?t? re?u par le greffe de la Cour que le 26 novembre 2014, et donc apr?s l?expiration du d?lai fix? ? cet effet (20 novembre 2014).
59. La Cour rel?ve qu?il ressort du dossier que le 19 novembre 2014, le requ?rant a fait parvenir au greffe ses observations par t?l?copie. Dans ces conditions, l?exception soulev?e par le Gouvernement ne saurait ?tre retenue.
B. L?exception tir?e de la tardivet? de la requ?te
1. L?exception du Gouvernement
60. Le Gouvernement excipe du d?passement du d?lai de six mois pr?vu ? l?article 35 ? 1 de la Convention. Il observe que ce d?lai commence ? courir ? partir de la date de d?cision interne d?finitive ; cependant, dans le cadre de l?examen de l??puisement des voies de recours internes, la Cour ne devrait prendre en consid?ration que les recours ordinaires, les rem?des extraordinaires et/ou pour l?introduction desquels aucun d?lai contraignant n?est fix? n?entrant pas en ligne des comptes (voir, notamment, Williams c. Royaume-Uni (d?c.), no 32567/06, 17 f?vrier 2009).
61. En l?esp?ce, la d?cision interne d?finitive serait l?arr?t de la Cour de cassation du 3 juillet 2000 (paragraphe 23 ci-dessus). L?incident d?ex?cution introduit par le requ?rant (paragraphe 25 ci-dessus), serait un recours extraordinaire contre les d?cisions d?finitives pouvant ?tre tent? ? tout moment. De plus, il ?tait inefficace et ne pr?sentait aucune chance de succ?s dans les circonstances particuli?res de l?esp?ce, car il vise ? rem?dier toute irr?gularit? s??tant v?rifi?e dans la phase de l?ex?cution, et non pendant le proc?s.
62. Le Gouvernement note que, l?incident d?ex?cution n??tant soumis ? aucun d?lai contraignant, le requ?rant a attendu plus de sept ans apr?s sa condamnation d?finitive pour le tenter. Ce long d?lai d?montrerait un manque de diligence de la part du requ?rant.
63. L?incident d?ex?cution ne pouvant pas ?tre pris en compte pour les raisons indiqu?es ci-dessus, le point de d?part du d?lai de six mois devrait ?tre fix? au 12 septembre 2000, date de d?p?t au greffe de l?arr?t de la Cour de cassation du 3 juillet 2000 (paragraphe 23 ci-dessus), ou, au plus tard, lors de l?extradition du requ?rant vers l?Italie, survenue le 11 avril 2001 (paragraphe 10 ci-dessus). Partant, la requ?te, introduite en 2009, serait manifestement tardive.
2. La r?plique du requ?rant
64. Le requ?rant s?oppose ? la th?se du Gouvernement et affirme s??tre pr?valu du seul recours ? l?incident d?ex?cution fond? sur l?article 670 du CPP ? qui pouvait emp?cher l?ex?cution de sa condamnation et permettre la r?ouverture de son proc?s. Dans ces circonstances, la ? d?cision interne d?finitive ? concernant l?affaire du requ?rant serait l?arr?t du 26 novembre 2008, dont le texte a ?t? d?pos? au greffe le 3 f?vrier 2009, par lequel la Cour de cassation a confirm? le rejet de l?incident d?ex?cution (paragraphe 32 ci-dessus).
65. Le requ?rant soutient, en revanche, que dans son cas une demande en rel?vement de forclusion n??tait pas un recours effectif. En effet, une telle demande aurait ?t? destin?e ? ?tre d?clar?e irrecevable car un appel avait ?t? interjet? par son avocat contre sa condamnation en premi?re instance. Cet obstacle proc?dural n?a ?t? ?limin? que par l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 317 du 30 novembre 2009 (paragraphe 33 ci-dessus), non encore prononc? au moment de l?introduction de sa requ?te (25 mai 2009).
3. L?appr?ciation de la Cour
66. La Cour estime que dans les circonstances particuli?res de la pr?sente affaire, il n?est pas n?cessaire de se pencher sur la question de savoir s?il y a eu, en l?esp?ce, d?passement du d?lai de six mois pr?vu ? l?article 35 ? 1 de la Convention, cette partie de la requ?te ?tant de toute mani?re irrecevable pour les motifs expos?s ci-dessous.
C. L?exception tir?e de la perte de la qualit? de victime
1. L?exception du Gouvernement
67. Le Gouvernement consid?re qu?en tout ?tat de cause, le requ?rant a perdu sa qualit? de ? victime ? au sens de l?article 34 de la Convention. ? cet ?gard, il note que le 17 janvier 2011, la Cour de cassation a accueilli la demande en rel?vement de forclusion du requ?rant (paragraphe 37 ci dessus) et que le 14 juin 2012, la cour d?assises de Catanzaro a annul? sa condamnation par contumace (paragraphe 41 ci-dessus). ? pr?sent, l?int?ress? est en train d??tre ? nouveau jug?, en sa pr?sence, pour les faits objet de la pr?sente affaire (paragraphe 46 ci-dessus). Les juridictions internes ont ainsi reconnu la violation du droit de l?int?ress? ? participer au proc?s. De plus, la Cour de cassation a mis fin aux effets de la condamnation et ordonn? la lib?ration imm?diate du requ?rant (paragraphe 37 ci-dessus). Le proc?s est revenu ? la phase de premi?re instance, et le 16 d?cembre 2014, le requ?rant a b?n?fici? d?un non-lieu pour cause de prescription (paragraphe 46 ci-dessus).
68. Le Gouvernement souligne qu?en cons?quence de l?annulation, le 17 janvier 2011, de la condamnation du requ?rant, l?ordre d?ex?cution de la peine dont il faisait l?objet a ?t? r?voqu? le 20 janvier 2011. En m?me temps, l?int?ress? s?est vu notifier l?ancienne ordonnance de placement en d?tention provisoire du 7 octobre 1994. Le 29 avril 2011, cette mesure a ?t? r?voqu?e par le tribunal de Catanzaro en raison de l?expiration des d?lais maxima de sa dur?e (paragraphe 39 ci-dessus).
69. Le Gouvernement souligne ?galement que le requ?rant a attendu plus de sept ans (du 3 juillet 2000 au 9 novembre 2007 ? paragraphes 23 et 25 ci-dessus) pour pr?senter son premier recours contre sa condamnation d?finitive et presque neuf ans (jusqu?au 25 mai 2009) pour introduire sa requ?te devant la Cour. D?s lors, le laps de temps ?coul? avant l?annulation de sa condamnation ne saurait ?tre mis ? la charge des autorit?s et l?int?ress? peut ?tre consid?r? comme ayant contribu? au maintien des effets d?favorables dont il se plaint devant la Cour. Par ailleurs, lorsque, se fondant sur l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 317 du 30 novembre 2009, il a finalement introduit une demande en rel?vement de forclusion (paragraphe 34 ci-dessus), le requ?rant a pu obtenir une d?cision favorable dans un d?lai relativement bref (17 janvier 2011 ? paragraphe 37 ci-dessus).
2. La r?plique du requ?rant
70. Le requ?rant s?oppose ? la th?se du Gouvernement et observe que les autorit?s internes ont reconnu la pr?sence d?errores in procedendo dans l?arr?t de la cour d?assises de Cosenza du 9 juin 1997 (paragraphe 15 ci dessus), qui ont port? atteinte aux les droits de la d?fense. Cependant, la violation de la Convention commise ? son encontre n?aurait pas ?t? r?par?e de mani?re ad?quate, et le requ?rant subirait encore les cons?quences de celle-ci. L?int?ress? rappelle ? cet ?gard que la Cour de cassation n?a accept? sa demande en rel?vement de forclusion que le 17 janvier 2011 (paragraphe 37 ci-dessus). Malgr? cet arr?t de la Haute juridiction italienne, le requ?rant n?a pas ?t? lib?r? sur-le-champ ; au contraire, le 20 janvier 2011, il a ?t? plac? en d?tention provisoire (paragraphe 39 ci-dessus).
71. Plus de quinze ans apr?s sa condamnation en premi?re instance, le requ?rant, qui a ?t? longtemps incarc?r? en ex?cution d?une d?cision prise ? l?issue d?un proc?s in?quitable, se trouve encore accus? dans une proc?dure p?nale pendante. Son futur demeure donc incertain, et les d?cisions favorables r?cemment prononc?es en sa faveur ne sauraient s?analyser en un redressement complet et suffisant.
3. L?appr?ciation de la Cour
72. La Cour rappelle qu?une d?cision ou une mesure favorable au requ?rant ne suffit en principe ? lui retirer la qualit? de ? victime ? que si les autorit?s nationales ont reconnu, explicitement ou en substance, puis r?par? la violation de la Convention (voir, par exemple, Eckle c. Allemagne, 15 juillet 1982, ? 69, s?rie A no 51 ; Amuur c. France, 25 juin 1996, ? 36, Recueil des arr?ts et d?cisions 1996-III ; Dalban c. Roumanie [GC], no 28114/95, ? 44, CEDH 1999-VI ; Jensen c. Danemark (d?c.), no 48470/99, CEDH 2001-X ; Torreggiani et autres c. Italie, nos 57875/09, 46882/09, 55400/09, 57875/09, 61535/09, 35315/10 et 37818/10, ? 38, 8 janvier 2013 ; et Cusan et Fazzo c. Italie, no 77/07, ? 31, 7 janvier 2014).
73. En l?esp?ce, le 17 janvier 2011 le requ?rant a obtenu la r?ouverture du d?lai pour interjeter appel contre sa condamnation et la cessation des effets de cette derni?re (paragraphe 37 ci-dessus). Faisant application, entre autres, des principes expos?s par la Cour constitutionnelle dans son arr?t no 317 du 30 novembre 2009 (paragraphe 33 ci-dessus), la Cour de cassation a ?galement reconnu que l?int?ress? avait ?t? ? tort d?clar? contumax, et que la circonstance qu?un appel avait ?t? interjet? par son avocat ne pouvait le priver de son droit ? nouveau proc?s (paragraphe 38 ci dessus).
74. ? la suite de cette d?cision de justice, le requ?rant a eu la possibilit? d?interjeter appel contre sa condamnation (paragraphe 40 ci-dessus). Le 14 juin 2002, la cour d?assises d?appel de Catanzaro a accueilli ses dol?ances, annulant la condamnation litigieuse et affirmant que vu l?emp?chement de l?accus? de participer aux d?bats, le proc?s aurait d? ?tre ajourn? (paragraphes 41 et 42 ci-dessus). L?arr?t de la cour d?assises d?appel de Catanzaro ?tant devenu d?finitif, un nouveau proc?s de premi?re instance, auquel le requ?rant a eu le loisir de participer, s?est tenu devant la cour d?assises de Cosenza, qui le 16 d?cembre 2014 a prononc? un non-lieu pour cause de prescription (paragraphe 46 ci-dessus). ? la date des derni?res informations (5 mai 2015), la proc?dure ?tait pendante en appel (paragraphe 47 ci-dessus). Rien ne prouve que cette nouvelle proc?dure p?nale ait ?t? in?quitable ou autrement contraire ? l?article 6. En tout ?tat de cause, toute dol?ance ? cet ?gard serait en l??tat actuel pr?matur?e.
75. Aux yeux de la Cour, par les d?cisions de justice r?sum?es ci-dessus, les autorit?s italiennes ont reconnu en substance que la condamnation par contumace du requ?rant avait viol? les droits de l?int?ress? ? un proc?s ?quitable et ? un double degr? de juridiction en mati?re p?nale.
76. Quant ? la question de savoir s?il y a eu r?paration de ces violations, la Cour rel?ve que gr?ce ? la r?ouverture du d?lai d?appel, l?int?ress? a pu exercer le droit garanti par l?article 2 du Protocole no 7 ? la Convention. En outre, il a obtenu un nouveau proc?s de premi?re instance en sa pr?sence, au cours duquel il a eu la possibilit? de pr?senter tous les arguments factuels et juridiques qu?il a estim?s utiles pour sa d?fense.
77. La Cour rappelle que si une proc?dure se d?roulant en l?absence du pr?venu n?est pas en soi incompatible avec l?article 6 de la Convention, il demeure n?anmoins qu?un d?ni de justice est constitu? lorsqu?un individu condamn? in absentia ne peut obtenir ult?rieurement qu?une juridiction statue ? nouveau, apr?s l?avoir entendu, sur le bien-fond? de l?accusation en fait comme en droit, alors qu?il n?est pas ?tabli qu?il a renonc? ? son droit de compara?tre et de se d?fendre (Colozza c. Italie, 12 f?vrier 1985, ? 29, s?rie A no 89 ; Einhorn c. France (d?c.), no 71555/01, ? 33, CEDH 2001 XI ; Krombach c. France, no 29731/96, ? 85, CEDH 2001-II, et Somogyi c. Italie, no 67972/01, ? 66, CEDH 2004-IV), ou qu?il a eu l?intention de se soustraire ? la justice (Medenica c. Suisse, no 20491/92, ? 55, CEDH 2001-VI, et Sejdovic, pr?cit?, ? 82).
78. En l?esp?ce, le nouveau proc?s dont le requ?rant a b?n?fici? a rem?di? au d?ni de justice constitu? par sa condamnation par contumace. ? cet ?gard, la Cour rappelle avoir dit, dans une affaire similaire, que lorsqu?un particulier a ?t? condamn? ? l?issue d?une proc?dure entach?e de manquements aux exigences de l?article 6 de la Convention, un nouveau proc?s ou une r?ouverture de la proc?dure ? la demande de l?int?ress? repr?sente en principe un moyen appropri? de redresser la violation constat?e (Sejdovic, pr?cit?, ? 126). En outre, elle a d?j? affirm? que la r?ouverture du d?lai d?appel contre la condamnation par contumace, avec la facult?, pour l?accus?, d??tre pr?sent ? l?audience de deuxi?me instance et de demander la production de nouvelles preuves, s?analysait en la possibilit? d?une nouvelle d?cision sur le bien-fond? de l?accusation en fait comme en droit et ?tait conforme ? la jurisprudence de la Cour (Jones c. Royaume-Uni (d?c.), no 30900/02, 9 septembre 2003, et Sejdovic, pr?cit?, ? 85). Cette conclusion s?impose ? plus forte raison lorsque, comme en l?esp?ce, le condamn? par contumace se voit offrir la possibilit? de participer non pas au proc?s d?appel, mais ? un nouveau proc?s de premi?re instance.
79. ? la lumi?re de ce qui pr?c?de, la Cour estime que le requ?rant ne saurait plus se pr?tendre ? victime ?, au sens de l?article 34 de la Convention, des faits qu?il d?nonce sous l?angle des articles 6 de la Convention et 2 du Protocole no 7. Il y a donc lieu d?accueillir l?exception du Gouvernement tir?e de la perte de la qualit? de victime.
80. Il s?ensuit que ces griefs sont incompatibles ratione personae avec les dispositions de la Convention au sens de l?article 35 ? 3 a) et doivent ?tre rejet?s en application de l?article 35 ? 4.
II. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 13 DE LA CONVENTION
81. Le requ?rant consid?re qu?il ne disposait, en droit italien, d?aucun recours effectif pour faire valoir son grief tir? de l?article 6 de la Convention.
Il invoque l?article 13 de la Convention, ainsi libell? :
? Toute personne dont les droits et libert?s reconnus dans la (…) Convention ont ?t? viol?s, a droit ? l?octroi d?un recours effectif devant une instance nationale, alors m?me que la violation aurait ?t? commise par des personnes agissant dans l?exercice de leurs fonctions officielles. ?
82. Le Gouvernement s?oppose ? la th?se du requ?rant.
A. Arguments des parties
1. Le Gouvernement
83. Le Gouvernement observe que dans le cadre de la proc?dure p?nale ? son encontre, le requ?rant a utilis?, par l?interm?diaire de son repr?sentant, les recours ordinaires ? appel et pourvoi en cassation ? pour revendiquer son droit ? un proc?s ?quitable. Le requ?rant s?est ensuite pr?valu d?un incident d?ex?cution ; cependant, comme relev? par les juridictions internes, ce recours ?tait inappropri? pour d?noncer une violation du droit ? participer aux d?bats. En effet, l?incident d?ex?cution ne pouvant que concerner les irr?gularit?s commises dans le cadre de l?ex?cution de la sentence.
84. Le Gouvernement admet qu?? l??poque de sa condamnation par contumace, le requ?rant ne pouvait pas introduire une demande en rel?vement de forclusion. En effet, selon le libell? de l?article 175 du CPP en vigueur ? cette ?poque (paragraphe 50 ci-dessus), la circonstance que le repr?sentant de l?accus? absent avait interjet? appel et/ou s??tait pourvu en cassation s?opposait ? la recevabilit? d?une telle demande. Cet obstacle a ensuite ?t? ?limin? par la loi no 60 de 2005, qui a modifi? ledit article 175 (paragraphe 53 ci-dessus). Cependant, en d?pit de l?effacement des mots ? ? condition qu?aucun appel n?ait d?j? ?t? interjet? par son d?fenseur ?, la jurisprudence interne ?tait rest?e contrast?e ? ce sujet, et par un arr?t no 6026 du 31 janvier 2008, les sections r?unies de la Cour de cassation avaient affirm? que le relev? de la forclusion ne pouvait pas ?tre octroy? si l?avocat de l?accus? avait interjet? appel (paragraphe 26 ci-dessus). De l?avis du Gouvernement, de 2005 ? janvier 2008, un recours ?tait ? potentiellement accessible ? (possibly available) au requ?rant. La Cour constitutionnelle est enfin intervenue pour r?gler la question : dans son arr?t no 317 de 2009, elle a d?clar? l?article 175 ? 2 du CPP inconstitutionnel dans la mesure o? il ne permettait pas ? l?accus? qui n?avait pas eu connaissance du proc?s d?attaquer un jugement par contumace lorsqu?un appel avait d?j? ?t? interjet? par le d?fenseur de l?int?ress? (paragraphe 33 ci-dessus).
85. Selon le Gouvernement, ? partir de ce moment, le requ?rant avait ? sa disposition un recours efficace, comme le prouve le fait que sa demande en rel?vement de forclusion a finalement ?t? accueillie. Quant ? l?absence d?un tel rem?de pour le pass?, tout grief ? cet ?gard serait tardif pour les raisons indiqu?es aux paragraphes 60-63 ci-dessus.
2. Le requ?rant
86. Le requ?rant souligne que dans le cadre de l?incident d?ex?cution, les juridictions nationales n?ont donn? aucune r?ponse satisfaisante ? ses dol?ances. Quant au recours pr?vu par l?article 175 ? 2 du CPP, il n??tait ni accessible ni effectif ? l??poque de son premier proc?s. Jusqu?? 2011, les tribunaux italiens auraient interpr?t? la loi nationale de mani?re incompatible avec le droit ? un proc?s ?quitable, niant ainsi le droit du requ?rant de participer ? l?audience et d?obtenir un nouveau proc?s en sa pr?sence.
B. Appr?ciation de la Cour
87. La Cour n?estime pas n?cessaire de se pencher sur les questions de savoir s?il y a eu d?passement du d?lai de six mois pr?vu ? l?article 35 ? 1 de la Convention ou si l?article 13 trouve ? s?appliquer en l?esp?ce, ce grief ?tant de toute mani?re irrecevable pour les raisons suivantes.
88. Elle rappelle que l?article 13 garantit l?existence en droit interne d?un recours permettant de se pr?valoir des droits et libert?s de la Convention tels qu?ils y sont consacr?s. Cette disposition a donc pour cons?quence d?exiger un recours interne habilitant ? examiner le contenu d?un ? grief d?fendable ? fond? sur la Convention et ? en offrir le redressement appropri? (De Souza Ribeiro c. France [GC], no 22689/07, ? 78, 13 d?cembre 2012).
89. La Cour rappelle que la port?e de l?obligation que l?article 13 de la Convention fait peser sur les ?tats contractants varie en fonction de la nature du grief du requ?rant. Les ?tats jouissent en effet d?une certaine marge d?appr?ciation quant ? la mani?re de se conformer aux obligations que leur impose cette disposition (Rotaru c. Roumanie [GC], no 28341/95, ? 67, CEDH 2000-V, et Jabari c. Turquie, no 40035/98, ? 48, CEDH 2000 VIII). Toutefois, le recours exig? par cet article doit ?tre ? effectif ? en pratique comme en droit (Wille c. Liechtenstein [GC], no 28396/95, ? 75, CEDH 1999-VII, et Kud?a c. Pologne [GC], no 30210/96, ? 157, CEDH 2000-XI).
90. La Cour souligne que l?effectivit? d?un recours au sens de l?article 13 de la Convention ne d?pend pas de la certitude d?une issue favorable pour le requ?rant (De Souza Ribeiro, pr?cit?, ? 79, et Ceni c. Italie (fond), no 25376/06, ? 97, 4 f?vrier 2014).
91. En l?esp?ce, la Cour note qu?? l?audience du 7 mai 1997 devant la cour d?assises de Cosenza, l?avocat du requ?rant a pu demander la r?vocation de la d?cision de juger son client par contumace, au motif que celui-ci ?tait d?tenu sous ?crou extraditionnel au Br?sil. Il a r?it?r? cette demande ? l?audience suivante, tenue le 8 mai 1997 (paragraphes 12 et 13 ci-dessus). En outre, ledit avocat a pu d?velopper ses arguments tir?s d?une violation du droit de participer ? l?audience dans ses moyens d?appel et de pourvoi en cassation (paragraphes 17 et 22 ci-dessus). En cas d?acceptation de ces arguments, les juridictions internes avaient la facult? de r?voquer la d?claration de fuite et/ou d?annuler la condamnation par contumace.
92. Le requ?rant avait donc ? sa disposition des recours effectifs pour faire valoir au niveau interne son grief tir? d?une m?connaissance de l?article 6 de la Convention. La circonstance qu?en l?esp?ce ses demandes ont ?t? rejet?es car il a ?t? estim? que l?opposition ? la demande d?extradition ne permettait pas d?ajourner les d?bats, ne saurait priver les recours en question de leur caract?re ? effectif ? au sens de l?article 13 de la Convention.
93. De plus, apr?s l?arr?t de la Cour constitutionnelle no 317 de 2009 (paragraphe 33 ci-dessus), le requ?rant a pu introduire une demande en rel?vement de forclusion aux termes de l?article 175 ? 2 du CPP, ce qui a conduit ? la r?ouverture du d?lai pour interjeter appel et ? la tenue d?un nouveau proc?s en sa pr?sence (voir, notamment, les paragraphes 73-79 ci dessus).
94. Dans ces circonstances, aucune apparence de violation de l?article 13 de la Convention ne saurait ?tre d?cel?e en l?esp?ce.
95. Il s?ensuit que ce grief est manifestement mal fond? et doit ?tre rejet? en application de l?article 35 ?? 3 a) et 4 de la Convention.
III. SUR LA VIOLATION ALL?GU?E DE L?ARTICLE 5 DE LA CONVENTION
96. Lors de la communication de la requ?te, une question sur le point de savoir si le refus de rouvrir la proc?dure p?nale contre le requ?rant pouvait s?analyser en un ? flagrant d?ni de justice ?, susceptible de rendre la d?tention en ex?cution de la condamnation in absentia non justifi?e sous l?angle de l?article 5 de la Convention, a ?t? pos?e au Gouvernement.
En ses parties pertinentes, cette disposition se lit comme suit :
? 1. Toute personne a droit ? la libert? et ? la s?ret?. Nul ne peut ?tre priv? de sa libert?, sauf dans les cas suivants et selon les voies l?gales :
a) s?il est d?tenu r?guli?rement apr?s condamnation par un tribunal comp?tent ;
(…). ?
97. Le Gouvernement nie l?existence d?une violation de l?article 5 de la Convention.
A. Sur la recevabilit?
1. Question pr?liminaire
98. Le Gouvernement observe tout d?abord que le requ?rant n?a pas d?nonc? la violation de l?article 5 de la Convention et consid?re que toute question quant au respect de cette disposition se situe en dehors de l?objet de la pr?sente requ?te. Il invite la Cour ? ne pas aller ultra petita. Le fait d??tendre l?objet de la requ?te ? des griefs non explicitement soulev?s par le requ?rant n?aurait aucune base l?gale et risquerait de violer les principes selon lesquels les parties doivent librement disposer de leur dol?ances et la proc?dure devant la Cour doit ?tre ?quitable.
99. La Cour rappelle qu?il lui incombe d??tudier au regard de l?ensemble de la Convention la situation incrimin?e par un requ?rant. Dans l?accomplissement de cette t?che, il lui est notamment loisible de donner aux faits de la cause une qualification juridique diff?rente de celle que leur attribue l?int?ress? (Guzzardi c. Italie, 6 novembre 1980, ? 63, s?rie A no 39) ou, au besoin, de les envisager sous un autre angle ; de plus, il lui faut prendre en compte non seulement la requ?te primitive, mais aussi les ?crits compl?mentaires destin?s ? la parachever en ?liminant des lacunes ou obscurit?s initiales (Foti et autres c. Italie, 10 d?cembre 1982, ? 44, s?rie A no 56). Or, les ?l?ments fournis ? la Cour montrent nettement, si on les envisage dans une perspective globale, qu?un probl?me se pose en l?esp?ce sur le terrain de l?article 5. En outre, dans sa r?plique aux observations du Gouvernement, le repr?sentant du requ?rant a affirm? que ses griefs tir?s des autres clauses de la Convention pr?supposaient l?existence d?un d?ni flagrant de justice susceptible de rendre ill?gale son incarc?ration et a soutenu l?existence d?une violation de l?article 5 de la Convention (voir, a contrario, Bellomonte c. Italie (d?c.), no 28298/10, ? 92, 1er avril 2014). Il a ainsi marqu? son accord avec la d?marche suivie par la Cour et compl?t? la requ?te au nom du requ?rant (voir, mutatis mutandis, Foti et autres, pr?cit?, ? 44).
100. La Cour est donc comp?tente ? examiner les faits de l?esp?ce ?galement sous l?angle de l?article 5 ? 1 de la Convention.
2. L?exception du Gouvernement tir?e du non-?puisement des voies de recours internes
101. Le Gouvernement souligne que l?incarc?ration du requ?rant jusqu?? sa lib?ration ordonn?e par la Cour de cassation le 17 janvier 2011 (paragraphe 37 ci-dessus) a ?t? prise en compte pour le calcul des d?lais maxima de la d?tention provisoire de l?int?ress?. En outre, si ? l?issue du nouveau proc?s le requ?rant est condamn?, cette m?me p?riode de d?tention sera d?duite de la peine ? purger. En cas d?acquittement, elle sera d?duite de toute autre condamnation prononc?e ? son encontre ; en tout ?tat de cause, le requ?rant aura la facult? de demander une r?paration pour d?tention ? injuste ? aux termes de l?article 314 du CPP (paragraphe 55 ci-dessus). Le Gouvernement en d?duit que toute dol?ance concernant la d?tention du requ?rant est de toute mani?re pr?matur?e.
102. Dans la mesure o? les all?gations du Gouvernement pourraient ?tre interpr?t?es comme une exception tir?e du non-?puisement des voies de recours internes, la Cour rappelle que la finalit? de la r?gle pr?vue par l?article 35 ? 1 de la Convention est de m?nager aux ?tats contractants l?occasion de pr?venir ou de redresser les violations all?gu?es contre eux avant que la Cour n?en soit saisie (voir, parmi d?autres, Mifsud c. France (d?c.) [GC], no 57220/00, ? 15, CEDH 2002-VIII).
103. Les principes g?n?raux relatifs ? cette r?gle se trouvent expos?s dans l?arr?t Vu?kovi? et autres c. Serbie ([GC], nos 17153/11 et autres, ?? 69 77, 25 mars 2014). La Cour rappelle que l?article 35 ? 1 de la Convention ne prescrit que l??puisement des recours ? la fois relatifs aux violations incrimin?es, disponibles et ad?quats. Un recours est effectif lorsqu?il est disponible tant en th?orie qu?en pratique ? l??poque des faits, c?est-?-dire lorsqu?il est accessible, susceptible d?offrir au requ?rant le redressement de ses griefs et pr?sente des perspectives raisonnables de succ?s (Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, ? 68, Recueil 1996 IV ; Demopoulos et autres c. Turquie (d?c.) [GC], nos 46113/99, 3843/02, 13751/02, 13466/03, 10200/04, 14163/04, 19993/04 et 21819/04, ? 70, CEDH 2010 ; Saba c. Italie, no 36629/10, ? 43, 1er juillet 2014 ; et Giuttari c. Italie (d?c.), no 42733/07, ? 35, 2 d?cembre 2014).
104. En l?esp?ce, le Gouvernement all?gue, en substance, que les r?percussions de la d?tention subie par le requ?rant ne pourront ?tre ?valu?es qu?? la fin de son nouveau proc?s. En particulier, en cas de relaxe, l?int?ress? pourra demander une r?paration pour d?tention injuste aux termes de l?article 314 du CPP.
105. La Cour observe que le premier paragraphe de cette disposition pr?voit un droit ? d?dommagement en faveur de toute personne ? relax?[e] par un jugement d?finitif au motif que les faits reproch?s ne se sont pas produits, qu?[elle] n?a pas commis les faits, que les faits ne sont pas constitutifs d?une infraction ou ne sont pas ?rig?s en infraction par la loi ?. La raison d??tre d?un tel droit est donc l?acquittement du pr?venu sur le fond et non la nature arbitraire de la d?tention ? cause de la n?gation des droits fondamentaux de la d?fense au cours du proc?s. De plus, il ne s?agit pas d?un recours visant ? faire constater la contrari?t? d?une privation de libert? aux conditions ?tablies ? l?article 5 ? 1 de la Convention et, le cas ?ch?ant, ? obtenir la lib?ration de l?int?ress?. Le d?dommagement pour d?tention injuste est en effet plut?t une forme de r?paration des erreurs judiciaires. Le recours indiqu? par le Gouvernement n?est donc pas relatif ? la violation incrimin?e.
106. Enfin, la Cour estime qu?il serait excessif de demander au requ?rant, qui a ?t? d?tenu en ex?cution d?une condamnation par contumace jusqu?? janvier 2011, et donc pendant environ neuf ans et neuf mois, d?attendre l?issue du nouveau proc?s ? son encontre et d?un ?ventuel recours pour d?tention injuste avant de pouvoir d?noncer devant la Cour le caract?re arbitraire de la privation de libert? ? laquelle il a ?t? soumis.
107. Dans ces circonstances, le grief tir? de l?article 5 de la Convention ne saurait ?tre d?clar? irrecevable comme ?tant pr?matur?. L?exception du Gouvernement doit donc ?tre rejet?e.
3. Autres motifs d?irrecevabilit?
108. La Cour note que le requ?rant a ?t? emprisonn? en ex?cution de sa condamnation ? perp?tuit? par contumace ? partir du 11 avril 2001 (paragraphe 24 ci-dessus). Il ?tait encore en d?tention au m?me titre au moment de l?introduction de sa requ?te (25 mai 2009). D?s lors, le grief tir? de l?article 5 ? 1 de la Convention ne saurait ?tre consid?r? tardif.
109. La Cour constate que ce grief n?est pas manifestement mal fond? au sens de l?article 35 ? 3 a) de la Convention et qu?il ne se heurte par ailleurs ? aucun autre motif d?irrecevabilit?. La Cour le d?clare donc recevable.
B. Sur le fond
1. Arguments des parties
a) Le Gouvernement
110. Le Gouvernement estime que la pr?sente affaire se diff?rencie de l?affaire Stoichkov c. Bulgarie (no 9808/02, 24 mars 2005). Il observe qu?apr?s son extradition, le requ?rant a ?t? d?tenu r?guli?rement apr?s condamnation par un tribunal comp?tent. Les all?gations de son avocat, concernant l?irr?gularit? de la proc?dure par contumace, ont ?t? ?cart?es sur la base de la jurisprudence suivie ? l??poque. Dans le cadre de la proc?dure p?nale sur le bien-fond? des accusations, l?avocat du requ?rant n?a pas soulev? la question de l?irr?gularit? de la notification de l?arr?t de condamnation par contumace. Cet ?l?ment a ?t? mentionn? seulement lors de l?incident d?ex?cution, qui ?tait cependant un recours inappropri?. Des erreurs in procedendo ont seulement ?t? reconnues ult?rieurement, lorsque la jurisprudence italienne a ?volu?, en s?alignant sur celle de la Cour. Le Gouvernement en d?duit que la condamnation du requ?rant n?a pas ?t? prononc?e ? l?issue d?un proc?s manifestement contraire aux dispositions de l?article 6, et que, jusqu?? 2009, elle ?tait l?gale et justifi?e.
111. Par ailleurs, en d?pit des changements introduits par la loi no 60 de 2005, avant 2009 le requ?rant n?a jamais demand? le relev? de la forclusion (paragraphes 53-54 ci-dessus). Par la suite, une demande dans ce sens a ?t? accueillie. D?s lors, en l?esp?ce il n?y aurait pas eu ? refus de rouvrir la proc?dure p?nale ?, ce qui permettrait de distinguer la pr?sente affaire de l?affaire Stoichkov.
b) Le requ?rant
112. Le requ?rant soutient que ses griefs tir?s des articles 6 et 13 de la Convention ainsi que de l?article 2 du Protocole no 7 pr?supposaient l?existence d?un d?ni flagrant de justice capable de rendre ill?gale sa condamnation, et par cons?quent son incarc?ration en ex?cution de celle-ci.
113. Selon le requ?rant, le Gouvernement aurait en substance admis que cet incarc?ration ?tait ill?gitime. L?int?ress? all?gue qu?un ? d?ni flagrant de justice ? est constitu? lorsqu?un accus? n?ayant pas renonc? ? son droit ? compara?tre est priv? de sa libert? ? cause d?une condamnation prononc?e par contumace.
2. Appr?ciation de la Cour
114. La Cour rappelle qu?elle a estim? que l?obligation de garantir ? l?accus? le droit d??tre pr?sent dans la salle d?audience ? soit pendant la premi?re proc?dure ? son encontre, soit au cours d?un nouveau proc?s ? est l?un des ?l?ments essentiels de l?article 6 (Stoichkov, pr?cit?, ? 56). D?s lors, le refus de rouvrir une proc?dure qui s?est d?roul?e par contumace en l?absence de toute indication que l?accus? avait renonc? ? son droit de compara?tre a ?t? consid?r? comme un ? d?ni flagrant de justice ?, ce qui correspond ? la notion de proc?dure ? manifestement contraire aux dispositions de l?article 6 ou aux principes qui y sont consacr?s ? (Stoichkov pr?cit?, ?? 54-58 ; Sejdovic, pr?cit?, ? 84 ; et Othman (Abu Qatada) c. Royaume-Uni, no 8139/09, ? 259, CEDH 2012 ; voir ?galement Drozd et Janousek c. France et Espagne, 26 juin 1992, ? 110, s?rie A no 240, et Ila?cu et autres c. Moldavie et Russie [GC], no 48787/99, ? 461, CEDH 2004-VII). Dans l?affaire Stoichkov (pr?cit?, ?? 51-59), ces consid?rations ont amen? la Cour ? estimer que la d?tention d?une personne jug?e par contumace sans possibilit? de r?ouverture de la proc?dure, et donc de mani?re manifestement et gravement contraire ? l?article 6, ne se justifiait pas sous l?angle de l?article 5 ? 1 a) de la Convention (voir ?galement Al Nashiri c. Pologne, no 28761/11, ? 562, 24 juillet 2014, et Willcox et Hurford c. Royaume-Uni (d?c.), nos 43759/10 et 43771/12, ? 95, CEDH 2013, o? la Cour a r?it?r? qu?une privation de libert? ne peut passer pour justifi?e d?s lors qu?elle d?coule d?une condamnation prononc?e ? l?issue d?un proc?s entach? d?un ? d?ni de justice flagrant ?, ce qui est notamment le cas lorsqu?il y a eu condamnation in absentia sans possibilit? de r?examen au fond de l?accusation).
115. La Cour observe que le 11 avril 2001, le requ?rant a ?t? emprisonn? en ex?cution de sa ? condamnation par un tribunal comp?tent ?. Sa privation de libert? tombait donc dans le champ d?application de l?article 5 ? 1 a) de la Convention et ?tait conforme au but de cette disposition. Comme indiqu? par le Gouvernement, la condamnation par contumace de l?int?ress? ?tait l?gale en droit italien et rien ne permet de penser qu?elle ?tait arbitraire ou d?pourvue de base factuelle.
116. Cependant, la proc?dure p?nale contre le requ?rant, commenc?e en 1994 et termin?e par l?arr?t de la Cour de cassation du 3 juillet 2000, a eu lieu par contumace, alors que l?int?ress? ?tait d?tenu sous ?crou extraditionnel au Br?sil et n?avait manifestement pas renonc? ? son droit ? compara?tre. La circonstance que, exer?ant une facult? reconnue par la loi, le requ?rant se soit oppos? ? son extradition (paragraphes 10 et 20 ci-dessus) ne saurait ?tre interpr?t?e comme une tentative de se d?rober de la justice ou comme une renonciation tacite ? participer au proc?s. ? cet ?gard, la Cour observe que l?avocat du requ?rant a ? plusieurs reprises demand? de r?voquer la d?claration de fuite et la d?cision de proc?der in absentia, faisant valoir un emp?chement l?gitime. Toutefois, ces demandes ont ?t? rejet?es par les juridictions de premi?re et deuxi?me instance et par la Cour de cassation (paragraphes 12-23 ci-dessus). Il en a ?t? de m?me pour ce qui est de l?incident d?ex?cution introduit par le requ?rant en novembre 2007 (paragraphes 25-32 ci-dessus).
117. ? la lumi?re de sa jurisprudence en la mati?re (paragraphe 114 ci dessus), la Cour estime qu?une telle proc?dure, assortie de refus r?it?r?s de la rouvrir et/ou de tenir compte de l?emp?chement objectif repr?sent? par la d?tention sous ?crou extraditionnel ? l??tranger, ?tait ? manifestement contraire aux dispositions de l?article 6 ou aux principes qui y sont consacr?s ?. Ce constat conduit in?vitablement ? la conclusion que la privation de libert? du requ?rant en ex?cution de la d?cision prise dans le cadre de cette proc?dure ?tait arbitraire et donc ?galement contraire ? l?article 5 ? 1 a) de la Convention (voir, mutatis mutandis, Stoichkov, pr?cit?, ? 53). Peu importe que, comme l?affirme le Gouvernement (paragraphe 110 ci-dessus), le d?ni flagrant de justice dont le requ?rant a ?t? victime ait ?t? fond? sur la jurisprudence suivie ? l??poque par les juridictions italiennes.
118. Il est vrai que par la suite, la Cour de cassation a accept? de rouvrir le d?lai pour interjeter appel (paragraphe 37 ci-dessus), et que le requ?rant a pu obtenir un nouveau proc?s en sa pr?sence. Cependant, la Cour consid?re que cette reconnaissance tardive de la violation des droits de l?accus? ne saurait fournir une justification a posteriori pour une privation de libert? s??tant ?tal?e sur environ neuf ans et neuf mois.
119. Il s?ensuit qu?en l?esp?ce il y a eu violation de l?article 5 ? 1 de la Convention.
IV. SUR L?APPLICATION DE L?ARTICLE 41 DE LA CONVENTION
120. Aux termes de l?article 41 de la Convention,
? Si la Cour d?clare qu?il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d?effacer qu?imparfaitement les cons?quences de cette violation, la Cour accorde ? la partie l?s?e, s?il y a lieu, une satisfaction ?quitable. ?
A. Dommage
121. Le requ?rant r?clame 150 000 euros (EUR) au titre du pr?judice qu?il aurait subi. Il observe que la r?ouverture de son proc?s et la possibilit? d?introduire une demande en r?paration pour d?tention ? injuste ? ne sont pas susceptibles de lui offrir une restitutio in integrum. Il note ? cet ?gard que les violations d?nonc?es se sont ?tal?es sur une dur?e de 14 ans et qu?il est ?g? de plus de 60 ans. Pendant sa d?tention, il a ?t? de facto impossible, pour le requ?rant, de garder des contacts avec sa famille. L??pouse du requ?rant a demand? le divorce et ses liens avec ses trois enfants se sont in?vitablement rel?ch?s. De plus, l?int?ress? n?a pas pu aider et conforter son fr?re, atteint d?un cancer. Compte tenu de l??ge du requ?rant et de sa longue d?tention, ses possibilit?s de r?insertion sociale sont tr?s r?duites.
122. Le Gouvernement note que le pr?judice all?gu? par le requ?rant est directement li? ? la dur?e de sa privation de libert?. Cependant, ce type de pr?judice doit d?abord ?tre ?valu? par les juridictions internes dans le cadre du recours pr?vu par l?article 314 du CPP. Le requ?rant a par ailleurs d?j? obtenu un nouveau proc?s en sa pr?sence et ? de mani?re paradoxale ? la longueur de ses vicissitudes judiciaires a conduit ? une solution favorable pour l?int?ress?, ? savoir le prononc? d?un non-lieu pour cause de prescription (paragraphe 46 ci-dessus). En outre, le requ?rant n?aurait pas ?tay? sa demande de satisfaction ?quitable et n?aurait pas d?montr? l?existence d?un lien de causalit? entre les violations d?nonc?es et le pr?judice qu?il affirme avoir subi.
123. Dans les circonstances particuli?res de l?esp?ce, la Cour estime que tout pr?judice moral subi par le requ?rant se trouve suffisamment r?par? par le constat de violation de l?article 5 ? 1 de la Convention.
B. Frais et d?pens
124. Le requ?rant observe que les frais de la proc?dure nationale ont ?t? pris en charge par l??tat italien. Quant ? la proc?dure devant la Cour, compte tenu de la situation financi?re pr?caire du requ?rant, son repr?sentant ne lui a pas factur? ses services. Ledit repr?sentant, qui a re?u 850 EUR au titre de l?assistance judiciaire devant la Cour, se remet ? la sagesse de cette derni?re quant ? la question de savoir s?il y a lieu de r?mun?rer ult?rieurement son travail.
125. Le Gouvernement n?a pas pr?sent? d?observations sur ce point.
126. Selon la jurisprudence de la Cour, un requ?rant ne peut obtenir le remboursement de ses frais et d?pens que dans la mesure o? se trouvent ?tablis leur r?alit?, leur n?cessit? et le caract?re raisonnable de leur taux. En l?esp?ce, compte tenu des documents dont elle dispose et de sa jurisprudence, la Cour estime raisonnable d?accorder au requ?rant la somme de 5 000 EUR pour la proc?dure devant elle, moins le montant vers? par le Conseil de l?Europe au titre de l?assistance judiciaire, ? savoir 850 EUR.
C. Int?r?ts moratoires
127. La Cour juge appropri? de calquer le taux des int?r?ts moratoires sur le taux d?int?r?t de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne major? de trois points de pourcentage.
PAR CES MOTIFS, LA COUR, ? L?UNANIMIT?,
1. D?clare la requ?te recevable quant au grief tir? de l?article 5 ? 1 de la Convention et irrecevable pour le surplus ;

2. Dit qu?il y a eu violation de l?article 5 ? 1 de la Convention ;

3. Dit que le constat d?une violation fournit en soi une satisfaction ?quitable suffisante pour le dommage moral subi par le requ?rant ;

4. Dit
a) que l??tat d?fendeur doit verser au requ?rant, dans les trois mois ? compter du jour o? l?arr?t sera devenu d?finitif conform?ment ? l?article 44 ? 2 de la Convention, 5 000 EUR (cinq mille euros), plus tout montant pouvant ?tre d? par le requ?rant ? titre d?imp?t, pour frais et d?pens, moins le montant vers? par le Conseil de l?Europe dans le cadre de l?assistance judiciaire ;
b) qu?? compter de l?expiration dudit d?lai et jusqu?au versement, ce montant sera ? majorer d?un int?r?t simple ? un taux ?gal ? celui de la facilit? de pr?t marginal de la Banque centrale europ?enne applicable pendant cette p?riode, augment? de trois points de pourcentage ;

5. Rejette la demande de satisfaction ?quitable pour le surplus.
Fait en fran?ais, puis communiqu? par ?crit le 13 octobre 2015, en application de l?article 77 ?? 2 et 3 du r?glement de la Cour.
Fran?oise Elens-Passos P?ivi Hirvel?
Greffi?re Pr?sidente
Au pr?sent arr?t se trouve joint, conform?ment aux articles 45 ? 2 de la Convention et 74 ? 2 du r?glement, l?expos? de l?opinion s?par?e du juge Wojtyczek.
P.H.
F.E.P.

OPINION CONCORDANTE DU JUGE WOJTYCZEK
1. J?estime ? l?instar de la majorit? que l?article 5 ? 1 a ?t? viol? en l?esp?ce ; toutefois je ne suis pas compl?tement persuad? par l?argumentation d?velopp?e sur ce point dans la motivation de l?arr?t.
2. L?article 5 ? 1 a) de la Convention autorise la privation de libert? d?une personne ? selon les voies l?gales ? si celle-ci est d?tenue ? r?guli?rement apr?s condamnation par un tribunal comp?tent ?. Selon la jurisprudence de la Cour, la d?tention d?une personne est autoris?e par l?article 5 ? 1 si elle est conforme au droit national applicable. Cette exigence de conformit? est entendue comme une exigence de conformit? non seulement au droit mat?riel mais aussi au droit proc?dural (voir par exemple, Crabtree c. R?publique tch?que, no 41116/04, ?? 33-34, 25 f?vrier 2010 et ?irovnick? c. R?publique tch?que, no 23661/03, ? 57, 30 septembre 2010).
Il y a pas de doute que m?me si la proc?dure p?nale est entach?e de certains vices qui justifient la modification ou l?annulation d?une d?cision de justice condamnant un accus? ? une peine privative de libert?, la d?tention qui suit cette condamnation ne peut, en principe, ?tre consid?r?e comme irr?gul

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La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: 12/07/2024