ESPROPRIAZIONE - RICORSO A CORTE EUROPEA

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5 - La Corte Europea


LA CORTE EUROPEA

La "scelta" fra TAR e Corte d'Appello ha conseguenze solo in termini di tempo e di costi, ma è ininfluente ai fini del ricorso alla Corte Europea, alla quale spetta sempre "l'ultima parola".

 

RICORDIAMO CHE

Le somme determinate dalla Corte Europea sono aggiuntive e non sostitutive di quelle
già liquidate in Italia.

 

L'espropriato può fare ricorso anche se decide di incassare l'indennità provvisoria.

 

L’espropriato non può  fare ricorso (salvo casi particolari) se ha sottoscritto un accordo con l’Amministrazione.

 

Le ipotesi di ricorribilità alla Corte Europea sono molto ampie; a volte si può ricorrere anche se in Italia è intervenuta la prescrizione o non si è concluso l’iter giudiziario.

 

Si ricorda che (salvo i casi di cui sopra) il termine ultimo per ricorrere alla Corte Europea è di 6 mesi decorrente dalla definizione del giudizio in Italia (passaggio in giudicato della sentenza).


Ricordiamo infine che l'applicazione delle norme CEDU è ineludibile perché:

  • Le Amministrazioni devono applicare immediatamente le norme CEDU e disapplicare le leggi interne che con esse contrano, come espressamente previsto dalle leggi vigenti.

  • Se le norme CEDU non vengono applicate dall’Amministrazione, l'espropriato può far ricorso ai Giudici Italiani, che hanno ora il preciso dovere di applicarle direttamente.

  • Se le norme CEDU non vengono applicate dai Giudici Italiani, l'espropriato può sempre fare ricorso alla Corte Europea.

  • La Corte Europea, ovviamente, applicherà le norme CEDU.