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3 - Come e perché conoscere le Sentenze Europee: un caso emblematico.

 

Come e perché conoscere le Sentenze Europee.
 

Alla luce di quanto sopra esposto, si comprende il motivo che ha spinto l'Associazione a creare la Banca Dati delle Sentenze Europee tradotte in italiano.


Le sentenze della Corte Europea sono liberamente disponibili sul sito ufficiale della Corte, nella lingua in cui sono state pronunciate.

 

La Corte Europea, però,  pronuncia le sue Sentenze a volte in  lingua francese ed altre volte in lingua inglese; per consultarle, occorre quindi conoscere entrambe le lingue; la conoscenza di una sola lingua, purtroppo,  non è sufficiente.

 

Ciò costituisce una notevole limitazione per gli operatori del diritto che non conoscono entrambe le lingue, che non potranno avere un approccio diretto con i principi sanciti dalla Corte Europea in tutte le sue sentenze.

 

Eppure le Sentenze della Corte Europea costituiscono “norme”, che tutti gli operatori del diritto devono conoscere perché hanno l’obbligo di applicarle.

 

Sarebbe stata necessaria, da parte dello Stato Italiano, la creazione di una raccolta delle Sentenze europee tradotte in italiano, ma ciò non è mai avvenuto, nonostante l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa fin dal 2000, con risoluzione n.1226, abbia sollecitato gli Stati aderenti a far tradurre le Sentenze della Corte Europea nella lingua di ogni singolo Stato.

 

Peraltro, lo Stato Italiano, ha solo da poco realizzato la Banca Dati delle Leggi italiane nel testo vigente consultabile gratuitamente on line da tutti i cittadini, istituita con una legge "vecchia" di 10 anni (L.388/2000).

E' quindi facile prevedere che lo Stato non realizzerà mai, a sua cura e spese, una banca dati con tutte le Sentenze Europee tradotte in italiano.

 

Per contribuire quindi ad una diretta conoscenza delle norme CEDU, l'anptes ha realizzato una Banca Dati Gratuita delle Sentenze CEDU tradotte in italiano, che può essere utile:

  • ai soggetti che hanno difficoltà con il francese e l'inglese: per evitare che restino "tagliati fuori" dalle evoluzioni che va assumendo il nostro diritto;

  • ai soggetti  che non hanno difficoltà con il francese e l'inglese: per rendere più agevole la lettura e la ricerca delle sentenze di loro interesse.

Le Sentenze della Corte Europea tradotte in italiano a cura dell’anptes e organizzate in una Banca Dati consultabile gratuitamente on line,  si trovano sul SITO 3 - LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA che contiene:

TUTTE  le Sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo pronunciate nei confronti dell'Italia (classificate sotto i seguenti protocolli e articoli: P1-1/ P1-1+14)   tradotte in italiano a cura dell'Associazione, riferite non solo al diritto di proprietà, ma anche a beni e interessi che non sono tutelati dalla legge italiana

 

ALTRE sentenze, ritenute importanti, pronunciate nei confronti di altri Stati europei firmatari della CEDU tradotte in italiano a cura dell'Associazione

La conoscenza delle norme CEDU è oggi essenziale, ove si consideri che le pesanti condanne inflitte dalla Corte Europea pesano in modo significativo sulle pubbliche risorse.

 

Un caso emblematico.

 

Un esempio, molto noto per il clamore mediatico che ha suscitato.

Un solo esempio, molto noto per il clamore che ha sollevato sulla stampa e sui telegiornali, basterà a dare un’idea delle pesanti conseguenze finanziarie che “si abbattono” sullo Stato  per la violazione delle norme cedu, anche quando i Giudici Italiani si sono pronunciati sulla legittimità delle procedure: la demolizione del c.d. ecomostro di Punta Perotti a Bari.

 

Cerchiamo di riassumere brevemente il caso.

 

a

I Giudici Italiani e la Corte di Cassazione avevano ritenuto legittima la demolizione degli edifici costruiti sul lungomare.

b

Gli edifici furono demoliti, con un grande clamore mediatico.

c

I proprietari fecero ricorso in Corte Europea chiedendo un risarcimento di oltre 500 milioni di euro allo Stato Italiano.

d

Lo Stato si difese affermando che la demolizione era legittima, ai sensi delle leggi italiane e della Sentenza della Corte di Cassazione.

e

La Corte Europea ha accolto il ricorso dei privati, non ha dato alcun peso alle leggi italiane ed alla Sentenza della Corte di Cassazione ed ha  liquidato provvisoriamente spese e danni morali, assegnando un termine di 6 mesi allo Stato Italiano per provvedere in merito all'indennizzo.

f

Se entro il termine assegnato dalla Corte Europea lo Stato Italiano non provvederà ad indennizzare i proprietari, vi provvederà la Corte stessa.  (Sud Fondi et Autres c.Italie n.75909/01/2009 del 20/01/2009).

                                               

L'importanza delle somme liquidate dalla Corte Europea impone quindi a tutti gli Operatori del Diritto una puntuale conoscenza ed applicazione delle norme CEDU.