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MOLTO
IMPORTANTE |
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LA DATA DI VALIDITA' DEI TESTI |
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Quando si fanno ricerche
giuridiche in internet, si trovano
anche testi non più validi
perché ormai superati
da nuove norme.
Per evitare errori agli utenti,
l'Associazione evidenzia sempre la data di
validità dei testi. |
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QUINDI |
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Se stampate qualche testo del sito, vi
consigliamo di annotare la sua data di
validità, per non correre il rischio di
utilizzare, in un momento successivo, un
testo già superato. |
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DATA DI VALIDITA'-
La data dell'ultimo controllo di
validità dei testi è la
seguente:
Lunedì 8 Marzo 2010
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Sei
qui > |
SITO 1 - PER GLI ESPROPRIATI |
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> |
Sezione
A1 -
Le " TRAPPOLE " da evitare
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Per andare all'Indice Generale del
Sito 1 clicca qui:
INDICE DEL SITO 1 |
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LE "TRAPPOLE"
IN CUI PUO'
CADERE L'ESPROPRIATO |
|
- COSA TROVATE QUI - |
Questa è una pagina da esaminare con estrema
attenzione;
per conoscere ed evitare i più frequenti
errori che commettono gli espropriati
Molto
importante
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PREMESSA |
|
L'Associazione ha effettuato una precisa scelta di campo: essa
studia ed opera
esclusivamente per gli espropriati e non per gli Enti
Pubblici. E’ questa,
innanzitutto, una scelta ideale e morale, volta a
tutelare i diritti dei cittadini che hanno investito i frutti del
proprio lavoro (spesso di una vita intera) nell'acquisto di un bene, per
evitare che ne siano privati illegittimamente o senza una giusta
remunerazione.
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Per questo l'Associazione |
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non presta servizi agli Enti Pubblici, per evitare conflitti di
interessi |
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- |
opera per "prevenire" e non solo
per "curare" gli errori degli
espropriati. |
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A questa logica si
ispira questa Sezione "LE TRAPPOLE DA EVITARE" in cui
illustriamo, per consentire di evitarli, i più frequenti errori commessi dagli espropriati
(di cui, ben volentieri, beneficiano gli Enti Pubblici). |
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|
QUI
DI SEGUITO LE FREQUENTI "TRAPPOLE" DA EVITARE
L'Associazione, nel
corso degli anni, ha esaminato
oltre 2.000
casi di espropriazione per
pubblica utilità ad essa sottoposti da
espropriati e loro consulenti, da tutta Italia.
Dall'esame di questi
casi sono state tratte le
avvertenze contenute in questa
sezione.
I casi qui
di seguito descritti, quindi,
non sono,
purtroppo,
ipotetici ma trovano invece
riscontro nelle realtà vissute
ogni giorno dall'Associazione. |
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1 - Gli accordi bonari:
l'Amministrazione prima promette e poi non paga.
Quando l'Amministrazione offre una somma che
l'espropriato ritiene soddisfacente, gli
atti di cessione volontaria e gli accordi
bonari sono consigliabili, a condizione che
siano presenti clausole che garantiscano
all'espropriato di riscuotere le somme
stabilite;
qui di seguito alcune avvertenze.
AVVERTENZE:
- I mancati pagamenti:
molti
espropriati, rivolgendosi all'Associazione, lamentano che l’Amministrazione non ha mai pagato
loro l'indennità che avevano accettato.
- Gli enormi ritardi: altri
espropriati, invece, lamentano enormi ritardi, anche di
molti anni, nella corresponsione dell'indennità che avevano
accettato .
- Le indebite detrazioni: altri
espropriati, infine,
riferiscono che hanno
accettato una somma offerta dall'Amministrazione e poi, quando
sono andati a riscuoterla, l'Amministrazione ha operato
pesanti detrazioni non comunicate in precedenza all'espropriato.
DUE NORME PERICOLOSE
Queste situazioni possono verificarsi perché il
legislatore ha inserito nel DPR 2001/327 due norme
pericolose per l'espropriato, ed esattamente:
- il comma 5 dell'art. 20:
"L'accettazione dell'indennità provvisoria è irrevocabile"
- il comma 3 dell'art. 45:
"L'accordo di cessione produce gli
effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente
non corrisponde la somma entro il termine concordato".
Cosa significa questo.
Attenzione quindi: questo significa che, dopo aver accettato
l'indennità offerta, l'espropriato non può più "tornare indietro
".
Inoltre, se l'Amministrazione non paga (o non paga nei
tempi previsti o paga una somma inferiore a quella offerta e
accettata), l'espropriato non può far nulla, se non
cercare di esigere il suo credito.
Con la firma dell’atto di cessione, infatti, ci si spoglia di
ogni diritto e si diviene semplici creditori dell’
Amministrazione, con tutto ciò che ne consegue in termini di
difficoltà nel recupero dei crediti verso gli Enti
Pubblici.
Prima
di sottoscrivere qualsiasi accordo con l'Amministrazione, si
consiglia quindi:
1 Di chiedere, quando i
tempi lo consentono, che l'indennità venga corrisposta
contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo.
2
In subordine, di inserire clausole
volte a garantirsi.
Si sconsiglia di effettuare l'accettazione firmando i
pre-stampati che solitamente vengono inviati
dall'Amministrazione; si consiglia invece
di redigere un
autonomo atto di accettazione; su questo sito trovate le
opportune istruzioni.
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|
2 -
L'Amministrazione, quando ha pagato, a volte
rivuole i soldi.
UNA SENTENZA CHE SANCISCE
DEFINITIVAMENTE UN PRINCIPIO PERICOLOSO
L'espropriato che ha accettato ed incassato l'indennità
offerta dall'Amministrazione, deve
restituirla se il procedimento non si
perfeziona nelle forme previste dalla legge
(ad. es. se la P.U. viene revocata).
CASSAZIONE, SEZIONI UNITE CIVILI
sentenza 26 maggio - 27 giugno 2009
Se l'espropriato è contento dell'indennità e
vuole accettarla, deve considerare le somme
ricevute come "prese in prestito" fino a
quando la procedura non si conclude
regolarmente.
E' quindi utile, se si vuole accettare, fare
in modo di eliminare radicalmente la
possibilità di dover restituire i soldi
ricevuti.
Ecco come.
Si
consiglia agli espropriati,
se sono soddisfatti dell'indennità offerta
e vogliono accettarla, di assicurarsi di non
dover restituire i soldi, procedendo al
trasferimento della proprietà
contestualmente all'incasso dell'indennità
ed inserendo nell'atto di trasferimento
clausole idonee a garantirsi. |
|
3 -
L'Amministrazione dice:
"se non vi
accordate, chissà quando vedrete i soldi"
E' questa
un'affermazione clamorosamente falsa.
Se l'espropriato "non si accorda", infatti,
l'Amministrazione deve depositare le somme
offerte e l'espropriato può incassarle in
acconto.
La norma di riferimento è contenuta nell'art
26 comma 5 del T.U. dpr 2001/327 che qui di
seguito si riporta.
"Qualora manchino diritti dei terzi sul
bene, il proprietario può in qualunque
momento percepire la somma depositata, con
riserva di chiedere in sede giurisdizionale
l'importo effettivamente spettante".
Sicché, spesso,
l'espropriato incassa più velocemente le
indennità non accettate e non le
indennità concordate che, come sopra illustrato, spesso vengono
pagate con grandi ritardi.
INFATTI
L'Amministrazione
deve necessariamente depositare
le indennità non accettate
altrimenti il procedimento diventa
illegittimo; mentre invece, se
l'Amministrazione non paga le indennità
concordate, il procedimento continua
legittimamente.
|
|
4 - Le ruspe in casa.
Molti espropriati lamentano di ritrovarsi "con le
ruspe in casa" senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione. Si ricorda agli espropriati che quando l'esproprio interessa più di
50 soggetti, l'Amministrazione comunica l'esproprio con un
"trafiletto" sui quotidiani e non dà comunicazioni personali.
Si consiglia quindi, per evitare spiacevoli sorprese, di presentare
osservazioni anche prima dell'avvio del procedimento quando "corre
voce" dell'apposizione di vincoli preordinati all'esproprio. |
5 - La trappola dell'ICI.
Avviene spesso che l'Ente offre
ad es, 100 all'espropriato; l'espropriato accetta ben volentieri e
comunica la sua accettazione all'Ente (o
lascia decorrere il termine per opporsi). Al momento del pagamento, l'Ente pretende di pagare ad es. 15 e non più
100, come prima comunicato perchè, la dichiarazione ICI
dell'espropriato è di 15.
E' questa una situazione
paradossale, purtroppo molto frequente, in cui può trovarsi
l'espropriato, che ha accettato 100 e si ritrova 15 senza più poter
fare opposizione alla stima e si vede costretto o "a ingoiare il
rospo" o a esperire altre e diverse azioni giudiziarie.
Quando l'espropriato vuole accettare (o
lascia decorrere il termine per opporsi) deve garantirsi che gli venga
corrisposto il 100 offerto prima, senza alcuna ulteriore successiva
variazione; tutti i motivi di eventuali decurtazioni devono essere
esaminati prima che l'espropriato perda il diritto di
opporsi.
Chi è
già caduto in questa trappola, può tentare un ricorso presso i
Giudici Italiani, (che cominciano a mostrare
qualche apertura), o ricorrere alla Corte Europea,
se non ha lasciato scadere i termini per ricorrere;
le norme europee, infatti, non prevedono riduzioni
dell'indennità a causa delle dichiarazioni ICI.
|
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6 - Le
ritenute fiscali del 20% "a sorpresa"
Accade spesso che le Amministrazioni, quando
liquidano l’indennità agli espropriati, operino “a
sorpresa” una ritenuta fiscale del 20% anche nei
casi in cui non è dovuta.
Si consiglia agli espropriati, prima di
accettare l'indennità, di accertare puntualmente con
l'Amministrazione, quale sarà il trattamento da
applicare a quella specifica indennità, per evitare
di doversi poi sobbarcare un lungo e costoso
contenzioso tributario per il recupero delle somme
indebitamente trattenute. |
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7 - Le
riduzioni del 25% per interventi pretestuosamente
definiti "di riforma
economico-sociale"
Come illustrato nella sezione A 4 -
CONTROLLA LA TUA INDENNITA', le Amministrazioni
tentano di applicare la riduzione del 25 per cento
ad ogni loro intervento, definendolo
illegittimamente "intervento di riforma economico
sociale".
L'espropriato, prima di accettare
l'indennità, deve accertarsi che
questa detrazione
non venga applicata se non nei casi che sono
già stati individuati con precisione dai Giudici
Italiani ed Europei. |
|
8 - Le Perizie - Le Richieste.
Si raccomanda a tutti gli espropriati ed ai loro consulenti
(tecnici o giuridici) di non avanzare richieste e di
non
produrre perizie con valori diversi da quelli ispirati
alle norme CEDU, che
sono in continua evoluzione a favore degli espropriati; si potrebbe
compromettere l'esercizio dei diritti dell'espropriato non solo nel
procedimento, ma anche in un eventuale contenzioso.
|
|
9 - Le leggi e le
sentenze dei giudici italiani.
Si
raccomanda a tutti gli espropriati di non "lasciarsi
impressionare" da eventuali sentenze di giudici italiani
(Corte Costituzionale compresa) o di norme citate
dall'Amministrazione per giustificare il suo operato.
Ciò che conta, infatti, è la CEDU e non le norme e le
sentenze italiane.
|
Le
Sentenze di tutti i Giudici Italiani, - Corte
Costituzionale compresa,
infatti |
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a -
|
sono semplici precedenti
giurisprudenziali, che possono essere
disattesi in qualsiasi
momento da un altro Giudice o dallo stesso
Giudice;
|
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b - |
non vengono tenute in nessun conto dalla
Corte Europea, che continua inesorabilmente
a condannare lo Stato Italiano ad
indennizzare, con somme ingenti, gli
espropriati che ad essa fanno ricorso. |
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Le
Sentenze della Corte Europea, invece: |
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a - |
costituiscono "norme" integrative
della Convenzione; ad esse si deve quindi
guardare come norme giuridiche vigenti e
non come semplici precedenti
giurisprudenziali |
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b - |
prevalgono sulle leggi e sulle sentenze
italiane; si ricordi, infatti, che quando le
norme
CEDU vengono violate il cittadino può far
ricorso alla Corte Europea per avere
giustizia |
|
c - |
tutelano anche diritti ed interessi che
non sono tutelati dalla legge italiana.
|
Quindi,
se l'Amministrazione fonda
il suo operato su norme o sentenze italiane che
contrastano con le norme CEDU, l'espropriato deve
immediatamente rilevare il contrasto e notificarlo
all'Amministrazione.
Sul nostro sito n. 3 - LA NOSTRA BANCA DATI
GRATUITA l'espropriato può trovare,
gratuitamente, tutte
le sentenze della Corte Europea in tema di proprietà in
Italia tradotte in italiano a cura dell'Associazione.
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|
10 -
L'Amministrazione
chiede all'espropriato di inviarle una
richiesta di indennizzo.
Questo caso ha dell'incredibile.
L'Amministrazione chiede
all'espropriato di comunicarle per iscritto che è disposto ad
accettare un'indennità (ad es. 100) a lui gradita, riservandosi di
accettare o no la proposta dell'espropriato con successivi atti
amministrativi. (l'Amministrazione non richiede, quindi, di conoscere la valutazione che
l'espropriato attribuisce al suo bene, ma richiede all'espropriato una vera e propria
proposta unilaterale irrevocabile).
Attenzione: in questo caso l'espropriato
rimane obbligato, non può più esercitare i
suoi diritti e l'Amministrazione rimane
sempre libera di agire come meglio crede.
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11 - Il VAM,
il VAE ed altri valori del DPR
2001/327
Alcuni espropriati ci chiedono informazioni sul VAM
e sul VAE (vedasi le schede relative nella Sezione
A4).
Non si deve cadere nell'errore di definire valori con la legge
italiana; l'unico valore di cui tenere conto è il valore di mercato,
come stabilito dalla Corte Europea.
Se l'espropriato incardina
richieste di indennità calcolate con la
legge italiana, rischia di compromettere ogni
ulteriore legittima rivendicazione.
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12 - I valori di mercato
Attenzione ai valori di mercato, anche
quando sono "suggeriti" dalle leggi Italiane; i valori
di mercato, in eventuali perizie o
richieste, devono essere
determinati "per equivalente", senza utilizzare nessun altro
parametro.
In caso di esproprio di fabbricati urbani,
si consiglia di esaminare quanto disposto
dalle norme sulla cartolarizzazione
( l. 23 novembre 2001, n. 410 D.L. 25
settembre 2001 n. 351), e della relativa
giurisprudenza, che offrono criteri per
determinare il valore di mercato quando lo
Stato vende;(ed ovviamente, quando lo Stato
espropria e deve determinare il valore di
mercato, non può e non deve applicare parametri a lui più favorevoli).
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|
13 - Quando un'area è
edificabile?
Per accertare
se un'area deve essere indennizzata come
area edificabile, l'espropriato non deve
limitarsi a quanto contenuto nel PRG; a
volte, infatti, un'area classificata
agricola dal PRG, deve essere invece
indennizzata col valore di area
edificabile.
Peraltro, i criteri per determinare il
valore di un'area adottati dalla Corte
Europea sono molto favorevoli agli
espropriati e di recente anche i nostri
Giudici hanno assunto un orientamento in
linea con quanto dispone la CEDU.
|
|
14 - La pigrizia, la rassegnazione
e la scarsa informazione.
La pigrizia, la rassegnazione e la
scarsa informazione
dell'espropriato sono i migliori alleati delle Autorità
Esproprianti. Non si deve mai rimanere inattivi: ad es. dopo 5 anni si deve subito
chiedere l'indennizzo per la reiterazione del vincolo (spesso sono
cifre consistenti); non ci si deve rassegnare alla definizione di
vincolo conformativo non indennizzabile, che spesso viene data quando invece
si può e si deve chiedere un indennizzo; e si potrebbe continuare
una lunga serie di altri esempi. L'Associazione, peraltro, è disponibile ad illustrare agli
espropriati, gratuitamente, le norme vigenti.
|
|
15
-
Le
osservazioni da presentare all'Amministrazione
Spesso
gli espropriati presentano alle
Amministrazioni osservazioni che, sia pure
logicamente fondate, sono però prive di
fondamento giuridico; ciò è inutile e spesso
controproducente, perchè lascia intendere che
l'espropriato non conosce le leggi e la
giurisprudenza, che è facilmente
manipolabile, che non è ben assistito,
ecc...
Presentare all'Amministrazione osservazioni prive di fondamento
giuridico indebolisce la posizione dell'espropriato.
Si consiglia agli
espropriati di fondare su solide basi giuridiche le osservazioni che presentano
all'Amministrazione; lo strumento consigliato a questo scopo è il
DAP, descritto nella Sezione
B3
-
osservare E/opporsi: Il DAP;
per redigerlo
gli espropriati possono rivolgersi ad un consulente giuridico di
loro fiducia o, se non ne dispongono, possono chiedere aiuto all'Associazione.
|
|
16
-
L'espropriato sottovaluta le
"notizie che circolano" su un esproprio che potrebbe riguardarlo o
spera in un "amico influente"
E' questo un frequente
errore in cui cade l'espropriato. Quando si ha notizia, anche informalmente, di un probabile
esproprio, bisogna subito attivarsi per tutelare i propri diritti,
intervenendo immediatamente presso l'Amministrazione con l'aiuto
delle leggi in vigore, e non sperare
che "altri" possano risolvere i propri problemi. Nessuno potrà mai aiutare l'espropriato se questi non
conosce i propri diritti, non sa farli valere o li perde per decorso dei
termini.
L'unico strumento su cui l'espropriato deve fare affidamento
è la corretta applicazione della legge che peraltro, grazie alle norme
europee, è dalla sua parte.
|
|
17
- La trappola dei termini.
Si tenga sempre presente che il Testo Unico sugli
espropri è un "percorso minato" disseminato di
termini decadenziali brevissimi a scapito degli
espropriati, (20 o 30 giorni)
Attenzione a non lasciar scadere i termini: si
perdono i propri diritti.
Ricordiamo che
gli espropriati possono tenere sotto controllo i
termini previsti dalla legge nella Sezione A7 di
questo Sito, che contiene il Testo Unico sugli
espropri, da noi costantemente aggiornato con le
leggi che periodicamente lo modificano,
disponibile gratuitamente cliccando qui:Il
DPR 2001/327 aggiornato
|
|
18 - Consigli
finali
Consigliamo infine all'espropriato, se non lo ha già fatto, di
esaminare la Sezione
B3
cui
si può accedere anche cliccando qui:
osservare E/opporsi: Il DAP
Dopo
aver letto questa pagina potete stamparla o salvarla per
utilizzarne il contenuto, cliccando qui:
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|
RACCOMANDAZIONE
|
|
Il
Diritto dell'Espropriazione è una
materia estremamente complessa e
poco conosciuta; l'Associazione,
tramite questo Sito, cerca di
illustrarla a tutti gli espropriati,
affinché possano comprendere e
controllare ciò che avviene.
Si raccomanda però agli espropriati
di farsi sempre seguire da un
consulente giuridico che
conosca il Diritto
dell'Espropriazione e le norme CEDU. |
|
Se non
ne hanno uno, possono chiedere
all'Associazione di verificare se è
disponibile uno dei suoi Fiduciari e
vedere i relativi consigli cliccando
qui:
Osservazioni e opposizioni: il DAP |
|
L'espropriato può anche chiederci
spiegazioni sulle norme vigenti in
tema di espropriazione cliccando
qui:
Colloquio telefonico gratuito
|
|
|
APPENDICE - UN VADEMECUM PER RICERCHE MIRATE E FACILITATE
|
|
Il sito www.anptes.org,
disponibile gratuitamente e costantemente
aggiornato,
contiene una grande quantità di testi (per
avere un'idea, si consideri che, se fossero stampati,
occuperebbero oltre 5.000 pagine); per
consultarlo in modo approfondito occorre tempo e
competenza.
Per facilitare la ricerca degli argomenti di maggiore
interesse a chi ha fretta o poca conoscenza della
materia o ha un problema di facile soluzione abbiamo
predisposto qui di seguito
20 brevi percorsi guidati
ad alcune pagine del Sito. |
|
|
SE
LA VOSTRA ESIGENZA E ' : |
CLICCATE QUI : |
|
1 |
Chiedere
spiegazioni sulle norme vigenti in tema di espropri
parlando telefonicamente e gratuitamente con un
Giurista dell'Associazione. |
Colloquio
telefonico gratuito |
|
2 |
Evitare gli errori
(gravi e frequenti) che commettono gli espropriati
- firmando qualcosa
- o rimanendo inattivi |
Le "
TRAPPOLE " da evitare |
|
3 |
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- |
Prevenire l'esproprio e/o |
|
- |
Opporvi all'esproprio (senza contenzioso) e/o
|
|
- |
Avere il giusto indennizzo (senza contenzioso)
e/o |
|
- |
Supportare un contenzioso già avviato. |
|
Osservazioni e opposizioni: il DAP |
|
4 |
Saper valutare le informazioni
in tema di espropri che acquisite sui
libri o tramite internet o tramite un consulente. |
Valutare le informazioni |
|
5 |
Accettare l'indennità
di espropriazione che vi offrono, ma
garantirvi
che vi venga corrisposta nei tempi stabiliti e senza
ritardi o detrazioni inattese. |
L'espropriato accetta e l'Ente non paga |
|
6 |
Sapere
come si calcola l'indennità di espropriazione per
pubblica utilità con le norme italiane. |
Controlla la tua indennità |
|
7 |
Sapere
come si calcola l'indennità di espropriazione per
pubblica utilità con le norme europee. |
La CEDU "moltiplica " l'indennità |
|
8 |
Sapere come coordinare le norme italiane e le norme europee
in tema di espropriazione per pubblica utilità al
fine di
tutelare i propri diritti. |
Come coordinare norme italiane e CEDU |
|
9 |
Scoprire illegittimità
nel vostro procedimento espropriativo. |
Scopri illegittimità nel
procedimento |
|
10 |
Consultare leggi in
materia di espropri per pubblica utilità da noi costantemente aggiornate. |
Il DPR
2001/327 sempre aggiornato |
|
11 |
|
-
|
Conoscere
i limiti delle sentenze dei Giudici
Italiani
e |
|
- |
Ripercorrere
l'evolversi della Giurisprudenza
italiana
negli ultimi anni su temi connessi all'espropriazione
per pubblica utilità. |
|
Sentenze italiane
interessanti |
|
12 |
Consultare ALCUNE
Sentenze europee in tema di espropriazione per
pubblica utilità da noi tradotte e messe in evidenza
per chi ha fretta. |
Alcune
Sentenze CEDU in evidenza |
|
13 |
Consultare TUTTE le
Sentenze europee in tema di espropriazione per
pubblica utilità da noi tradotte e organizzate in
una Banca Dati gratuita per chi vuole effettuare
ricerche accurate. |
Tutte le Sentenze CEDU
tradotte |
|
14 |
Vedere principi sanciti dai Giudici Italiani ed Europei su iniziativa dei nostri Fiduciari. |
Alcuni risultati dei
nostri Fiduciari
|
|
15 |
Avere consigli su come operare se
siete costretti a ricorrere al contenzioso. |
L'eventuale contenzioso |
|
16 |
Conoscere gli strumenti per i
Professionisti, Avvocati,Tecnici, ecc...
che
intendono:
- approfondire la materia
e/o
- chiedere o offrire
collaborazione. |
Informazioni per i Professionisti |
|
17 |
Avere notizie sull'Associazione: Le Persone, gli
Strumenti, la Struttura, il
Modo di
operare ecc.. |
Fini - Persone - Strumenti - Struttura |
|
18 |
Conoscere le
Regioni e le Province degli espropriati che si sono
rivolti all'Associazione. |
I nostri interventi: Regioni e Province |
|
19 |
Conoscere i nostri
recapiti, telefoni, fax,
indirizzi, dati fiscali, ecc... |
CONTATTI E RECAPITI
|
|
20 |
Accedere all'indice generale ed alle
mappe di questo
SITO 1 - PER GLI ESPROPRIATI |
INDICE GENERALE
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COME USARE GLI ALTRI 4 SITI DELL'ASSOCIAZIONE |
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Per
approfondire la materia e per scrivere atti IN TEMA
DI ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' |
SITO
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PER GLI SPECIALISTI |
|
PER CONSULTARE tutte le
Sentenze Europee
IN TEMA DI ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' da noi tradotte
e organizzate in un db proprietario |
SITO 3 -
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Per studiare il
Diritto dell'Espropriazione per pubblica utilità
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Diritti
d’autore
I testi
contenuti in tutti i siti
dell'Associazione, anche se vengono offerti gratuitamente a tutti gli
utenti, sono frutto di un lavoro di ricostruzione, elaborazione e traduzione
di norme e sentenze e sono tutelati dalla legge sul diritto d’autore (Legge
633/1941 e.s.m.). La riproduzione ed ogni altra forma di diffusione al
pubblico dei predetti testi, anche in parte, in difetto di autorizzazione
dell'autore, è punita a norma degli articoli 171, 171-bis, 171-ter, 174-bis
e 174-ter della menzionata
Legge.
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