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CONSIGLIO
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consigliamo di annotare la sua data di
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LE "TRAPPOLE" IN CUI PUO'
CADERE L'ESPROPRIATO
L'Associazione ha effettuato una precisa scelta di campo: essa
studia ed opera
esclusivamente per gli espropriati e non per gli Enti
Pubblici. E’ questa,
innanzitutto, una scelta ideale e morale, volta a
tutelare i diritti dei cittadini che hanno investito i frutti del
proprio lavoro (spesso di una vita intera) nell'acquisto di un bene, per
evitare che ne siano privati illegittimamente o senza una giusta
remunerazione.
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Per questo l'Associazione:
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-
non presta servizi agli Enti Pubblici, per evitare anche
inconsapevoli conflitti di
interesse
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- opera per "prevenire"
e non solo per "curare" gli errori degli espropriati. |
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A questa logica si
ispira questa scheda "LE TRAPPOLE DA EVITARE" in cui
illustriamo, per consentire di evitarli, i più frequenti errori commessi dagli espropriati
(di cui,
ovviamente ben volentieri, beneficiano gli Enti Pubblici). |
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PREMESSA IMPORTANTE |
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I casi qui
di seguito descritti
non sono
ipotetici ma trovano,
purtroppo, riscontro nelle realtà vissute
ogni giorno dall'Associazione.
Il Diritto
dell'Espropriazione è una materia complessa e molti
problemi, purtroppo, emergono solo quando è troppo tardi per
risolverli; ad esempio, il problema dell'ICI, se
affrontato in tempo, è facilmente risolvibile; ma se
trascurato, può vanificare anche un vantaggioso accordo già
stipulato dall'espropriato procurandogli un grave danno ed un'amara delusione.
Questa pagina ha lo scopo di impedire che l'espropriato, per
disinformazione o inattività, non prenda per tempo le
opportune precauzioni.
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1 a L'Amministrazione
offre, promette e poi non paga
I MANCATI PAGAMENTI
Molti
espropriati, rivolgendosi all'Associazione, lamentano che l’Amministrazione non ha
mai pagato loro l'indennità concordata.
GLI ENORMI RITARDI
Altri, invece, lamentano enormi ritardi, anche di
molti anni, nella corresponsione dell'indennità concordata.
LE INDEBITE DETRAZIONI
Altri ancora riferiscono che hanno
accettato una somma offerta dall'Amministrazione e poi, quando
sono andati a riscuoterla, l'Amministrazione ha operato delle
detrazioni non comunicate in precedenza all'espropriato.
Queste situazioni possono verificarsi perchè il
legislatore ha inserito nel DPR 2001/327
due norme
pericolose per l'espropriato, ed esattamente:
- il comma 5 dell'art. 20
(L'accettazione dell'indennità provvisoria è irrevocabile)
- il comma 3 dell'art. 45 (L'accordo di cessione produce gli
effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente
non corrisponde la somma entro il termine concordato).
Attenzione quindi: dopo aver
accettato l'indennità offerta, l'espropriato non può più "
tornare indietro " anche se l'Amministrazione non paga nei
tempi previsti o paga una somma inferiore a quella offerta e
accettata.
Con la firma dell’atto di cessione ci si spoglia, inoltre, di
ogni diritto e si diviene semplici creditori dell’
Amministrazione, con tutto ciò che ne consegue in termini di
difficoltà nel recupero dei crediti verso gli Enti
Pubblici.
Prima di firmare qualsiasi accettazione bisogna garantirsi.
1 b l'Amministrazione chiede
all'espropriato di inviarle una richiesta di indennizzo.
Questo caso, purtroppo
molto frequente, ha dell'incredibile.
L'Amministrazione chiede
all'espropriato di comunicarle per iscritto che è disposto ad
accettare un'indennità (ad es. 100) a lui gradita, riservandosi di
accettare o no la proposta dell'espropriato con successivi atti
amministrativi. (l'Amministrazione non richiede, quindi, di conoscere la valutazione che
l'espropriato attribuisce al suo bene, ma richiede all'espropriato una vera e propria
proposta unilaterale irrevocabile). Attenzione: in questo caso l'espropriato rimane obbligato, non può
più esercitare i suoi diritti e l'Amministrazione rimane sempre
libera di agire come meglio le pare. Si raccomanda di non firmare mai nulla senza prima consultarsi con
un consulente di propria fiducia. |
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2 La trappola dell'ICI.
Avviene spesso che l'Ente offre
ad es, 100 all'espropriato; l'espropriato accetta ben volentieri e
comunica la sua accettazione all'Ente (o lascia decorrere il termine
per opporsi). Al momento del pagamento, l'Ente pretende di pagare ad es. 15 e non più
100, come prima comunicato perchè, la dichiarazione ICI
dell'espropriato è di 15.
E' questa una situazione
paradossale, purtroppo molto frequente, in cui può trovarsi
l'espropriato, che ha accettato 100 e si ritrova 15 senza più poter
fare opposizione alla stima e si vede costretto o "a ingoiare il
rospo" o a esperire altre e diverse azioni giudiziarie.
Quando l'espropriato vuole accettare (o vuole far
decorrere il termine per opporsi) deve garantirsi che gli venga
corrisposto il 100 offerto prima, senza alcuna ulteriore successiva
variazione; tutti i motivi di eventuali decurtazioni devono essere
esaminati prima che l'espropriato perda il diritto di
opporsi.
E' sempre consigliabile comunque, per evitare ogni problema,
adeguare la propria dichiarazione ICI all'indennità che si vuole
ottenere entro i termini previsti dalla legge.
Chi è
già caduto in questa trappola, può tentare,
se è ancora nei termini, un ricorso presso i
Giudici Italiani, (che cominciano a mostrare
qualche apertura), o ricorrere alla Corte Europea,
se non ha lasciato scadere anche qui i termini per ricorrere;
le norme europee, infatti, non prevedono riduzioni
dell'indennità a causa delle dichiarazioni ICI.
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3 Gli atti di cessione
volontaria e gli accordi bonari.
Gli atti di cessione volontaria
e gli accordi bonari sono
consigliabili, a condizione che siano presenti clausole che
garantiscono all'espropriato di riscuotere le somme.
Si ricordi quanto illustrato sopra: L'accordo
di cessione produce gli effetti del decreto
di esproprio e non li perde se l'acquirente
non corrisponde la somma entro il termine
concordato. (T.U. art. 45 c. 3)
In altri
termini: l'Amministrazione diventa
proprietaria del bene anche se non versa il
prezzo concordato.
Un solo commento a questa norma: il nostro
legislatore non si cura minimamente dei
diritti degli espropriati.
Prima di sottoscrivere un accordo con
l'Amministrazione, quindi, è
indispensabile tutelarsi.
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4 a
Le Perizie - Le Richieste
Si raccomanda a tutti gli espropriati ed ai loro consulenti
(tecnici o giuridici) di non avanzare richieste e di
non
produrre perizie con valori diversi da quelli ispirati
alle norme CEDU, che
sono in continua evoluzione a favore degli espropriati; si potrebbe
compromettere l'esercizio dei diritti dell'espropriato non solo nel
procedimento, ma anche in un eventuale contenzioso.
4 b Le leggi e le sentenze dei giudici italiani.
Si raccomanda a tutti gli
espropriati di non "lasciarsi impressionare" da eventuali sentenze
di giudici italiani (Corte Costituzionale compresa) o di norme
citate dall'Amministrazione per giustificare
il suo
operato. Ciò che conta, infatti, è la CEDU e non le norme e le sentenze italiane.
Quando l'Amministrazione accampa pretese
citando sentenze italiane, l'espropriato
deve contrapporre le sentenze europee, a lui
più favorevoli.
Sul nostro sito n. 3 con nostra la BANCA
DATI GRATUITA si trovano
gratuitamente a disposizione degli
espropriati tutte
le sentenze della Corte Europea in tema di
proprietà in Italia tradotte in italiano a
cura dell'Associazione.
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5 Le ruspe in casa
Molti espropriati lamentano di ritrovarsi "con le
ruspe in casa" senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione. Si ricorda agli espropriati che quando l'esproprio interessa più di
50 soggetti, l'Amministrazione comunica l'esproprio con un
"trafiletto" sui quotidiani e non dà comunicazioni personali.
Si consiglia quindi, per evitare spiacevoli sorprese, di presentare
osservazioni anche prima dell'avvio del procedimento quando "corre
voce" dell'apposizione di vincoli preordinati all'esproprio.
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6 Vae, Vam, ed altri valori del DPR
2001/327
Alcuni espropriati ci chiedono informazioni su VAE e
VAM; non si deve cadere nell'errore di definire valori con la legge
italiana; l'unico valore di cui tenere conto è il valore di mercato,
come stabilito dalla Corte Europea. Se l'espropriato incardina
richieste di indennità calcolate con la
legge italiana rischia di compromettere ogni
ulteriore legittima rivendicazione.
L'espropriato deve quindi valutare se gli
conviene accettare le indennità offerte
dall'Amministrazione (ad es. in caso di
triplicazione) o se è preferibile invocare
l'applicazione delle norme europee; le
indicazioni per operare questa valutazione
si trovano in questo sito nella Sezione 1 D
scheda n.14.
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7 I valori di mercato
Attenzione ai valori di mercato, anche
quando sono "suggeriti" dalle leggi Italiane; i valori
di mercato, in eventuali perizie o
richieste, devono essere
determinati "per equivalente", senza utilizzare nessun altro
parametro.
In caso di esproprio di fabbricati urbani,
si consiglia di esaminare quanto disposto
dalle norme sulla cartolarizzazione
( l. 23 novembre 2001, n. 410 D.L. 25
settembre 2001 n. 351), e della relativa
giurisprudenza, che offrono criteri per
determinare il valore di mercato quando lo
Stato vende;(ed ovviamente, quando lo Stato
espropria e deve determinare il valore di
mercato, non gli si deve consentire di
applicare parametri a lui più favorevoli).
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8 Quando un'area è
edificabile?
Per accertare
se un'area deve essere indennizzata come
area edificabile, l'espropriato non deve
limitarsi a quanto contenuto nel PRG; a
volte, infatti, un'area classificata
agricola dal PRG, deve essere invece
indennizzata col valore di area
edificabile).
Peraltro, i criteri per determinare il
valore di un'area adottati dalla Corte
Europea sono molto favorevoli agli
espropriati e di recente anche i nostri
Giudici hanno assunto un orientamento in
linea con quanto dispone la CEDU.
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9 La pigrizia, la rassegnazione
e la scarsa informazione.
La pigrizia, la rassegnazione e la
scarsa informazione
dell'espropriato sono i migliori alleati delle Autorità
Esproprianti. Non si deve mai rimanere inattivi: ad es. dopo 5 anni si deve subito
chiedere l'indennizzo per la reiterazione del vincolo (spesso sono
cifre consistenti); non ci si deve rassegnare alla definizione di
vincolo conformativo non indennizzabile, che spesso viene data quando invece
può e deve chiedersi un indennizzo; e si potrebbe continuare
una lunga serie di altri esempi. L'Associazione, peraltro, è disponibile ad illustrare agli
espropriati, gratuitamente, le norme vigenti.
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10
Le
osservazioni da presentare all'Amministrazione
Spesso
gli espropriati presentano alle
Amministrazioni osservazioni che, sia pure
logicamente fondate, sono però prive di
fondamento giuridico; ciò è inutile e spesso
controproducente perchè lascia intendere che
l'espropriato non conosce le leggi e la
giurisprudenza e che non è ben assistito.
Presentare all'Amministrazione osservazioni prive di fondamento
giuridico indebolisce la posizione dell'espropriato. Si consiglia agli
espropriati di fondare su solide basi giuridiche le osservazioni che presentano
all'Amministrazione, rivolgendosi ad un consulente giuridico di
loro fiducia o, se non ne dispongono, di chiedere aiuto all'Associazione.
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11
L'espropriato sottovaluta le
"notizie che circolano" su un esproprio che potrebbe riguardarlo o
spera in un "amico influente"
E' questo un frequente
errore in cui cade l'espropriato. Quando si ha notizia, anche informalmente, di un probabile
esproprio, bisogna subito attivarsi per tutelare i propri diritti,
intervenendo immediatamente presso l'Amministrazione e non sperare
che "altri" possano risolvere i propri problemi. Nessuno potrà mai aiutare l'espropriato se questi non
conosce i propri diritti, non sa farli valere o li perde per decorso dei
termini. L'unico strumento su cui l'espropriato deve fare affidamento è
l'applicazione della legge che peraltro oggi, grazie alle norme
europee, è dalla sua parte.
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Se avete bisogno
di chiarimenti, potete trovarli nelle altre sezioni del sito o
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