A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati
Come reagire all'esproprio o espropriazione per pubblica utilità

   

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1a.

 

LE " TRAPPOLE "
DA EVITARE
 
 Molto importante
Per conoscere ed evitare i più frequenti
errori che commettono gli espropriati.

SITO  1 - PER GLI ESPROPRIATI

     

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LE "TRAPPOLE"  IN CUI PUO' CADERE L'ESPROPRIATO
L'Associazione ha effettuato una precisa scelta di campo: essa studia ed opera  esclusivamente per gli espropriati  e non per gli Enti Pubblici.
E’ questa, innanzitutto,  una scelta ideale e morale,  volta a tutelare i diritti dei cittadini che hanno investito i frutti del proprio lavoro (spesso di una vita intera) nell'acquisto di un bene, per evitare che ne siano privati illegittimamente o senza una giusta remunerazione.

 

Per questo l'Associazione:
 

- non  presta servizi agli Enti Pubblici, per evitare anche inconsapevoli conflitti di interesse
 

- opera per "prevenire" e non solo per "curare" gli errori degli espropriati.

 

A questa logica si ispira questa scheda "LE TRAPPOLE DA EVITARE" in cui illustriamo, per consentire di evitarli, i più frequenti errori commessi dagli espropriati  (di cui, ovviamente ben volentieri, beneficiano gli Enti Pubblici).

 

 

 

PREMESSA IMPORTANTE

I  casi qui di seguito descritti non sono ipotetici  ma trovano, purtroppo, riscontro nelle realtà vissute ogni giorno dall'Associazione.

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia  complessa e molti problemi, purtroppo, emergono solo quando è troppo tardi per risolverli;  ad esempio,  il problema dell'ICI, se affrontato in tempo, è facilmente risolvibile; ma se trascurato, può vanificare anche un vantaggioso accordo già stipulato dall'espropriato procurandogli un grave danno ed un'amara delusione.

Questa pagina ha lo scopo di impedire che l'espropriato, per disinformazione o inattività, non prenda per tempo le opportune precauzioni.
 

 

 

1 a  L'Amministrazione offre,  promette e poi non paga

I MANCATI PAGAMENTI
Molti espropriati, rivolgendosi all'Associazione, lamentano che l’Amministrazione non ha mai pagato loro l'indennità concordata.

GLI ENORMI RITARDI
Altri, invece, lamentano enormi ritardi, anche di molti anni, nella corresponsione dell'indennità concordata.

LE INDEBITE DETRAZIONI
Altri ancora riferiscono che hanno accettato una somma offerta dall'Amministrazione e poi, quando sono andati a riscuoterla, l'Amministrazione ha operato delle detrazioni non comunicate in precedenza all'espropriato.

Queste situazioni possono verificarsi perchè il legislatore ha inserito nel DPR 2001/327   due norme pericolose per l'espropriato, ed esattamente:

- il comma 5 dell'art. 20 (L'accettazione dell'indennità provvisoria è irrevocabile)
- il comma 3 dell'art. 45 (L'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato).

Attenzione quindi: dopo aver accettato l'indennità offerta, l'espropriato non può più " tornare indietro " anche se l'Amministrazione non  paga nei tempi previsti o paga una somma inferiore a quella offerta e accettata.

Con la firma dell’atto di cessione ci si spoglia, inoltre, di ogni diritto e si diviene semplici creditori  dell’ Amministrazione, con tutto ciò che ne consegue in termini di difficoltà nel recupero dei crediti verso gli Enti Pubblici.

Prima di firmare qualsiasi accettazione bisogna garantirsi.
 



1 b l'Amministrazione chiede all'espropriato di inviarle una richiesta di indennizzo.
Questo caso, purtroppo molto frequente, ha dell'incredibile.
L'Amministrazione chiede all'espropriato di comunicarle per iscritto che è disposto ad accettare un'indennità (ad es. 100) a lui gradita, riservandosi di accettare o no la proposta dell'espropriato con successivi atti amministrativi.
(l'Amministrazione non richiede, quindi, di conoscere la valutazione che l'espropriato attribuisce al suo bene, ma richiede all'espropriato una vera e propria proposta unilaterale irrevocabile).
Attenzione: in questo caso l'espropriato rimane obbligato, non può più esercitare i suoi diritti e l'Amministrazione rimane sempre libera di agire come meglio le pare.
Si raccomanda di non firmare mai nulla senza prima consultarsi con un consulente di propria fiducia.
 

 

2   La trappola dell'ICI.

Avviene spesso che l'Ente offre ad es, 100 all'espropriato; l'espropriato accetta ben volentieri e comunica la sua accettazione all'Ente (o lascia decorrere il termine per opporsi).
Al momento del pagamento, l'Ente pretende di pagare ad es. 15 e non più 100, come prima comunicato perchè, la dichiarazione ICI dell'espropriato è di 15.

E' questa una situazione paradossale, purtroppo molto frequente, in cui può trovarsi l'espropriato, che ha accettato 100 e si ritrova 15 senza più poter fare opposizione alla stima e si vede costretto o "a ingoiare il rospo" o a esperire altre e diverse azioni giudiziarie.

Quando l'espropriato vuole accettare (o vuole far decorrere il termine per opporsi) deve garantirsi che gli venga corrisposto il 100 offerto prima, senza alcuna ulteriore successiva variazione; tutti i motivi di eventuali decurtazioni devono essere esaminati prima che l'espropriato perda il diritto di opporsi.

E' sempre consigliabile comunque, per evitare ogni problema, adeguare la propria dichiarazione ICI all'indennità che si vuole ottenere entro i termini previsti dalla legge.

Chi è già caduto in questa trappola, può tentare, se è ancora nei termini, un ricorso presso i Giudici Italiani, (che cominciano a mostrare qualche apertura), o ricorrere alla Corte Europea, se non ha lasciato scadere anche qui i termini per ricorrere; le norme europee, infatti,  non prevedono riduzioni dell'indennità a causa delle dichiarazioni ICI.
 

 

3  Gli atti di cessione volontaria e gli accordi bonari.

Gli atti di cessione volontaria e gli accordi bonari sono consigliabili, a condizione che siano presenti clausole che garantiscono all'espropriato di riscuotere le somme.

Si ricordi quanto illustrato sopra: L'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato. (T.U. art. 45 c. 3)

In altri termini: l'Amministrazione diventa proprietaria del bene anche se non versa il prezzo concordato.

Un solo commento a questa norma: il nostro legislatore non si cura minimamente dei diritti degli espropriati.

Prima di sottoscrivere un accordo con l'Amministrazione, quindi,  è indispensabile tutelarsi.
 

 

4 a  Le Perizie -  Le Richieste

Si raccomanda a tutti gli espropriati ed ai loro consulenti (tecnici o giuridici) di
non avanzare richieste
e di non produrre perizie con valori diversi da quelli ispirati
alle norme CEDU, che sono in continua evoluzione a favore degli espropriati;
si potrebbe compromettere l'esercizio dei diritti dell'espropriato non solo nel procedimento, ma anche in un eventuale contenzioso.


4 b Le leggi e le sentenze dei giudici italiani.

Si raccomanda a tutti gli espropriati di non "lasciarsi impressionare" da eventuali sentenze di giudici italiani (Corte Costituzionale compresa) o di norme citate dall'Amministrazione per giustificare il suo operato.
Ciò che conta, infatti, è la CEDU e non le norme e le sentenze italiane.

Quando l'Amministrazione accampa pretese citando sentenze italiane, l'espropriato deve contrapporre le sentenze europee, a lui più favorevoli.
Sul nostro sito n. 3 con nostra la BANCA DATI GRATUITA si trovano gratuitamente a disposizione degli espropriati tutte
  le sentenze della Corte Europea in tema di proprietà in Italia tradotte in italiano a cura dell'Associazione.
 

 

5   Le ruspe in casa

Molti espropriati lamentano di ritrovarsi "con le ruspe in casa" senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione.
 
Si ricorda agli espropriati che quando l'esproprio interessa più di 50 soggetti, l'Amministrazione comunica l'esproprio con un "trafiletto" sui quotidiani e non dà comunicazioni personali.

Si consiglia quindi, per evitare spiacevoli sorprese, di presentare osservazioni anche prima dell'avvio del procedimento quando "corre voce" dell'apposizione di vincoli preordinati all'esproprio.

 

 

6 Vae, Vam, ed altri valori del DPR 2001/327

Alcuni espropriati ci chiedono informazioni su VAE e VAM; non si deve cadere nell'errore di definire valori con la legge italiana; l'unico valore di cui tenere conto è il valore di mercato, come stabilito dalla Corte Europea.
Se l'espropriato incardina richieste di indennità calcolate con la legge italiana rischia di compromettere ogni ulteriore legittima rivendicazione.

L'espropriato deve quindi valutare se gli conviene accettare le indennità offerte dall'Amministrazione (ad es. in caso di triplicazione) o se è preferibile invocare l'applicazione delle norme europee; le indicazioni per operare questa valutazione si trovano in questo sito nella Sezione 1 D scheda n.14.
 

 

7  I valori di mercato

Attenzione ai valori di mercato, anche quando sono "suggeriti" dalle leggi Italiane;
i valori di mercato, in eventuali perizie o richieste, devono essere determinati "per equivalente", senza utilizzare nessun altro parametro.

In caso di esproprio di fabbricati urbani, si consiglia di esaminare quanto disposto dalle norme sulla cartolarizzazione
( l. 23 novembre 2001, n. 410  D.L. 25 settembre 2001 n. 351), e della relativa giurisprudenza, che offrono criteri per determinare il valore di mercato quando lo Stato vende;(ed ovviamente, quando lo Stato espropria e deve determinare il valore di mercato, non gli si deve consentire di applicare parametri a lui più favorevoli).
 

 

8  Quando un'area è edificabile?

Per accertare se un'area deve essere indennizzata come area edificabile, l'espropriato non deve limitarsi a quanto contenuto nel PRG; a volte, infatti, un'area classificata agricola dal PRG, deve essere invece indennizzata col valore di area edificabile).

Peraltro, i criteri per determinare il valore di un'area adottati dalla Corte Europea sono molto favorevoli agli espropriati e di recente anche i nostri Giudici hanno assunto un orientamento in linea con quanto dispone la CEDU.
 

 

9 La pigrizia,  la rassegnazione e la scarsa informazione.

La pigrizia, la rassegnazione e la scarsa informazione dell'espropriato sono i migliori alleati delle Autorità Esproprianti.
Non si deve mai rimanere inattivi: ad es. dopo 5 anni si deve subito chiedere l'indennizzo per la reiterazione del vincolo (spesso sono cifre consistenti); non ci si deve rassegnare alla definizione di vincolo conformativo non indennizzabile, che spesso viene data quando invece può e deve chiedersi un indennizzo; e si potrebbe continuare una lunga serie di altri esempi.
L'Associazione, peraltro, è disponibile ad illustrare agli espropriati, gratuitamente, le norme vigenti.
 

 

10  Le osservazioni da presentare all'Amministrazione
Spesso
gli espropriati presentano alle Amministrazioni osservazioni che, sia pure logicamente fondate, sono però prive di fondamento giuridico; ciò è inutile e spesso controproducente perchè lascia intendere che l'espropriato non conosce le leggi e la giurisprudenza e che non è ben assistito.

Presentare all'Amministrazione osservazioni prive di fondamento giuridico indebolisce la posizione dell'espropriato.
Si consiglia agli
espropriati di fondare su solide basi giuridiche le osservazioni che presentano all'Amministrazione, rivolgendosi ad un consulente giuridico di loro fiducia o, se non ne dispongono, di chiedere aiuto all'Associazione.
 

 

11 L'espropriato sottovaluta le "notizie che circolano" su un esproprio che potrebbe riguardarlo o  spera in un "amico influente"

E' questo un frequente errore in cui cade l'espropriato.
Quando si ha notizia, anche informalmente, di un probabile esproprio, bisogna subito attivarsi per tutelare i propri diritti, intervenendo immediatamente presso l'Amministrazione e non sperare che "altri" possano risolvere i propri problemi.
Nessuno  potrà mai aiutare l'espropriato se questi non conosce i propri diritti, non sa farli valere o li perde  per decorso dei termini.
L'unico strumento su cui l'espropriato deve fare affidamento è l'applicazione della legge che peraltro oggi, grazie alle norme europee, è dalla sua parte.
 


Se avete bisogno di chiarimenti, potete trovarli nelle altre sezioni del sito o potete parlare gratuitamente con un nostro giurista cliccando qui: COLLOQUIO GRATUITO CON UN NOSTRO GIURISTA > 
 

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