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A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale Per la Tutela degli Espropriati Sito 3

I NOSTRI 5 SITI A DIFESA DEGLI ESPROPRIATI:

QUESTO E' IL SITO 3 -  LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA  

Per sapere come reagire all'espropriazione per pubblica utilità

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I testi "pronti all'uso" per scrivere atti da produrre alle Amministrazioni ed ai Giudici.  

 

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Il nostro Database con TUTTE le Sentenze CEDU sugli espropri, da noi tradotte in italiano.

 

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Per l'operatività dei nostri Referenti Territoriali.

 

 SITO 5 - PER GLI STUDENTI

Per chi studia il Diritto dell'Espropriazione.

 
 

 La Data di validità dei Testi

IMPORTANTE

Quando si fanno ricerche giuridiche in internet, si trovano anche testi non più validi perché ormai superati da nuove norme.
Per evitare errori agli utenti, l'Associazione evidenzia sempre la data di validità dei testi.

QUINDI

se stampate qualche testo del sito, vi consigliamo di annotare la sua data di validità, per non correre il rischio di utilizzare, in un momento successivo, un testo già superato.

La data dell'ultimo controllo di validità 
dei testi è sempre indicata nella
HOME

 
 

Il motto

VIGILANTIBUS (NON DORMIENTIBUS) 
IURA SUCCURRUNT

 Le leggi aiutano chi vigila 
(e non chi dorme).

Attivarsi celermente consente di non compromettere i propri diritti e
di risparmiare tempo e spese legali.

Il metodo

* Nessun uomo conosce tutto

* Se più uomini collaborano, la conoscenza cresce

* L'ANPTES raccoglie e organizza la conoscenza.

 
 

Questo SITO 3 serve ai Professionisti per cercare le Sentenze CEDU

Agli espropriati serve invece il SITO 1 - PER GLI ESPROPRIATI >

COME USARE QUESTO SITO 3

Qui i Ricercatori e Tutti gli interessati  possono, gratuitamente

Conoscere la valenza delle Sentenze  CEDU

A tal fine usate il  Menu veloce qui a sinistra,
oppure, scorrete la pagina e usate il Menu spiegato

   

Ricercare nel nostro database tramite estremi o "parola chiave".

A tal fine cliccate qui Vai alla ricerca nel database >

   

Tenersi  aggiornati sulle evoluzioni delle Sentenze CEDU
  A tal fine cliccate qui  Vai alle ultime 100 sentenze >
   

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                   Qui sotto, invece, il  Menu spiegato del Sito 3.

 

QUESTA BANCA DATI E' STATA REALIZZATA DALL'A.N.P.T.ES.
PER FRUIRNE AL MEGLIO LEGGETE ATTENTAMENTE  LE SEGUENTI ISTRUZIONI

  ILLUSTRAZIONE E MENU SPIEGATO DEL SITO 3

Le norme italiane e le sentenze di tutti i Giudici italiani (Corte Costituzionale compresa) che contrastino  con le norme CEDU, non vengono tenute in nessun conto dalla Corte Europea, alle cui sentenze bisogna quindi  fare sempre e comunque riferimento.

E' importante inoltre tenere presente che la CEDU tutela non solo il diritto di proprietà, ma anche beni e interessi che non sono affatto tutelati dalla legge italiana, per i quali si può richiedere un indennizzo alla Corte Europea anche se la legge italiana non lo prevede.

 

Le sentenze della Corte Europea, peraltro, non limitano la loro efficacia ad una semplice applicazione di norme ad un caso concreto, (come le sentenze dei Giudici italiani), ma divengono esse stesse parte integrante della Convenzione; ad esse si deve quindi guardare come "norme" e non come semplici precedenti giurisprudenziali.

 

Si appalesa quindi a tutti gli operatori del diritto, (avvocati, giudici, amministratori, funzionari, tecnici, studiosi,ecc...), un sistema giuridico, la CEDU e la giurisprudenza della Corte Europea, dotato di una sua autonomia, sia sul piano del vocabolario giuridico sia sul piano dei contenuti, che bisogna conoscere e di cui si deve tener conto.
E s'impone, quindi, a tutti gli operatori del diritto, l'obbligo di conoscere le norme CEDU e le Sentenze della Corte Europea che ne costituiscono parte integrante.

 

Le sentenze della Corte Europea sono liberamente disponibili sul sito ufficiale della Corte, nella lingua in cui sono state pronunciate.

 

La Corte Europea, però, pronuncia le sue Sentenze in  lingua francese o in lingua inglese e, per consultarle, occorre conoscere entrambe le lingue; la conoscenza di una sola lingua, purtroppo, non è sufficiente.

 

Ciò costituisce una notevole limitazione per gli operatori del diritto che non conoscono entrambe le lingue, che non potranno avere un approccio diretto con i principi sanciti dalla Corte Europea in tutte le sue sentenze.

 

Per consentire a TUTTI di avere un approccio diretto con le norme CEDU in lingua italiana, l'anptes ha realizzato questa Banca Dati destinata:

  • agli operatori del diritto  che hanno difficoltà con il francese e l'inglese: per evitare che restino "tagliati fuori" dalle evoluzioni che va assumendo il nostro diritto;

  • agli operatori del diritto che non hanno difficoltà con il francese e l'inglese: per rendere più agevole la lettura e la ricerca delle sentenze di loro interesse.

 

La nostra Banca Dati gratuita contiene:

  • TUTTE  le Sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo pronunciate nei confronti dell'Italia (classificate sotto i seguenti protocolli e articoli: P1-1/ P1-1+14)   tradotte in italiano a cura dell'anptes, riferite non solo al diritto di proprietà, ma anche a beni ed  interessi che non sono tutelati dalla legge italiana.

  • ALTRE sentenze, ritenute importanti per la loro ricaduta sulle leggi italiane,, pronunciate nei confronti di altri Stati tradotte in italiano a cura dell'anptes.

La Banca Dati Gratuita contiene anche, ovviamente, tutte le Sentenze citate sui nostri Siti (e quelle pronunciate dalla Corte Europea in accoglimento di ricorsi basati su principi sostenuti dall'anptes; vedi Sito1 Sezione A.8).

 

La Banca Dati è stata realizzata dall'anptes  senza alcun contributo pubblico.

 

NOTA 1
Perchè la Banca Dati è stata realizzata senza alcun contributo pubblico.

L'Associazione ha effettuato una precisa scelta di campo, senza equivoci o possibili commistioni.

Essa studia ed opera  esclusivamente per gli espropriati e non per gli Enti Pubblici.
E’ questa, una scelta ideale e morale, volta a:

-

tutelare i diritti dei cittadini che possiedono un bene, frutto del loro lavoro o di quello dei loro genitori, per evitare che ne siano privati illegittimamente o senza una giusta remunerazione

-

reagire con forza - senza timore di perdere incarichi o contributi - all'arroganza di molte Amministrazioni, che trattano gli espropriati come "sudditi", utilizzando a loro favore la scarsa conoscenza che i cittadini hanno del Diritto dell'Espropriazione.

Per questo l'Associazione non  presta servizi agli Enti Pubblici e ad essi non chiede contributi.

Essa si sostiene esclusivamente:con contributi privati, (liberi e volontari) di soggetti che ne apprezzano l'attività e con donazioni, (libere e volontarie), di espropriati che hanno tratto beneficio dalle informazioni che essa diffonde gratuitamente.


NOTA 2
Le Sentenze pronunciate dalla Corte Europea si contano a migliaia ed una loro traduzione in forma avente valore legale da parte di professionisti a ciò autorizzati, avrebbe un costo quantificabile in milioni di euro.

Sarebbe stata auspicabile, da parte dello Stato, la creazione di una raccolta delle Sentenze europee tradotte in italiano, ma ciò non è mai avvenuto e, probabilmente, non avverrà mai.

E ciò, nonostante l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa fin dal 2000, con risoluzione n.1226, abbia invitato gli Stati aderenti a far tradurre le Sentenze della Corte Europea nella lingua di ogni singolo Stato:

testo in lingua  (...) v.national authorities should make sure that the Court’s case-law is  adequately circulated in the language(s) of the country;

testo tradotto (...) v  le autorità nazionali dovrebbero garantire che le Sentenze della Corte vengano adeguatamente divulgate nella lingua del paese.

(Risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa 1226/2000).

Peraltro, lo Stato, ha realizzato la Banca Dati delle Leggi italiane nel testo vigente consultabile gratuitamente on line da tutti i cittadini, dopo ben 10 anni dalla legge che la istituiva (L.388/2000).
E' di conseguenza prevedibile che, se oggi lo Stato decidesse di istituire anche una Banca Dati delle Sentenze Cedu, essa vedrebbe la luce fra molti anni.

Per consentire, quindi, a coloro che non conoscono le due lingue di comprendere le decisioni della Corte Europea, l'anptes ha attivato un software di traduzione delle sentenze e lo ha “addestrato” per diversi anni, fino a raggiungere risultati ampiamente soddisfacenti.

Molte delle sentenze contenute nella banca dati sono tradotte con il suddetto software di traduzione automatica che però, sebbene di qualità molto elevata ed a lungo addestrato, non può restituire un testo in perfetto italiano ed in perfetto linguaggio giuridico; l’anptes effettua sempre una  revisione ”umana” dei testi tradotti dal software, ma tale revisione, per ovvie ragioni, è necessariamente rapida ed approssimativa.

Chi conosce il diritto dell’espropriazione, comunque, comprenderà perfettamente il contenuto delle sentenze.

Chi fosse interessato ad un documento perfettamente tradotto, (o perché non conosce il diritto dell’espropriazione e non comprende i testi o per qualsiasi altro motivo) deve rivolgersi ad un traduttore specializzato in testi giuridici; se non ne conosce, può chiedere all'anptes di segnalargliene uno.

PER ACCEDERE SCEGLI IL METODO QUI SOTTO

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ISTRUZIONI PER TUTELARSI - IN TRE PASSI

Il Diritto dell'Espropriazione per Pubblica Utilità è una materia molto complessa e poco conosciuta.

L'Associazione, tramite i suoi Siti, cerca di illustrarla agli espropriati, affinché possano comprendere e controllare ciò che avviene.

Esaminate, quindi, con attenzione i testi del SITO 1 PER GLI ESPROPRIATI, che sono stati studiati per essere facilmente compresi da tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro cultura di base.

Se non comprendete qualcosa, chiedeteci pure chiarimenti inviandoci una mail per prendere un appuntamento telefonico cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

Vi consigliamo anche di scaricare il nostro Vademecum gratuito per gli espropriati cliccando qui: Il nostro Vademecum Gratuito

 

Ricordate che il principale custode dei vostri diritti siete voi stessi; è quindi essenziale capire ciò che succede.

Per chi ha fretta, abbiamo comunque predisposto qui di seguito una breve sintesi degli strumenti informativi e operativi che potete utilizzare.

Istruzioni per tutelarsi

1 - PRIMO PASSO - Conoscere i propri diritti

L'errore più frequente che commettono gli espropriati.
L'errore più frequente è quello di non intervenire nel procedimento o di intervenire  in modo non adeguato, col risultato di esser poi costretti  a "ingoiare il rospo" o ad affrontare le spese e i disagi di un contenzioso (se si è ancora in tempo).

Accade anche spesso che gli espropriati, quando avviano un contenzioso, facciano delle scelte che fanno perdere tempo e soldi.

Ciò avviene perché spesso gli espropriati non conoscono i loro diritti e non sanno come si svolge la procedura.

Qui di seguito, quindi, spieghiamo come utilizzare l'Intervento nel Procedimento o il Contenzioso ed illustriamo la procedura con le varie Situazioni  in cui può trovarsi l'espropriato.

 

Per conoscere i propri diritti.
Per conoscere i propri diritti tutti i testi dei nostri 5 Siti sono utili
, ma consigliamo di esaminare almeno, se non lo avete già fatto, le seguenti Sezioni del Sito 1.

A.1 Le " Trappole " da evitare
Per conoscere ed evitare i più frequenti errori che commettono gli espropriati.

A.4 L'Indennità - norme ITALIANE
Per sapere quali sono i diritti degli espropriati 
con le norme italiane.

A.5 L'Indennità - norme CEDU

Per sapere quali sono i diritti degli espropriati con le norme europee.

B.5 I Problemi Fiscali

Le "sorprese fiscali". Per prevenire problemi con gli Enti e/o con l'Agenzia delle Entrate.

Se l'espropriato non ha un quadro chiaro delle norme, p chiederci spiegazioni giuridiche sui suoi diritti cliccando qui: B.1 Colloquio Telefonico Gratuito

 

Per conoscere gli strumenti che la legge offre all'espropriato per tutelarsi.
Gli strumenti che la legge offre per tutelarsi sono soltanto due:

1 - L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO
     Illustrato nella Sezione B.3 Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

  2 - IL CONTENZIOSO 

      Illustrato nella Sezione B.4 L'Eventuale Contenzioso

Potete esaminarli cliccando sul relativo link: anche per questi strumenti potete chiederci spiegazioni cliccando qui Colloquio Telefonico Gratuito

 

Vediamo ora qui di seguito come si svolge la procedura e quando devono essere utilizzati questi strumenti.

 Per navigare  Scorri la pagina o Torna su

Istruzioni per tutelarsi

2 - SECONDO PASSO - Capire come si svolge la procedura

 

Schema della procedura  con le varie Situazioni  in cui può trovarsi l'espropriato e gli strumenti da utilizzare.

 

Situazione

Se non è stata ancora offerta l’indennità  provvisoria 

e/o

è stato apposto un vincolo preordinato all’esproprio

e/o

si ha notizia di un esproprio solo per “sentito dire”

e/o

non è stata inviata una notifica (si ricorda che, se gli espropriati sono più di 50, l'Amministrazione non dà comunicazioni personali)

e/o

è stata inviata una notifica. 

Cosa fare in questo caso.

Prevenire errori (es. espropri illegittimi) e/o far determinare correttamente l'indennità provvisoria (per non essere costretti a rifiutarla).

Strumento da utilizzare: Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

 

Quando è stata offerta l'indennità provvisoria - Si deve scegliere  fra A e B

 

Situazione A

Se l'espropriato accetta
l’indennità  provvisoria 

Cosa fare in questo caso.

In questo caso l'espropriato dovrà badare, prima di accettare

1 A garantirsi al fine di ricevere il pagamento nei tempi stabiliti.
2 A garantirsi di non dover restituire, in futuro, i soldi incassati.
3 A garantirsi di non subire detrazioni. (Vedi Le  Trappole da evitare)

Strumento da utilizzare

L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO 
Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Situazione A 1

Si vuole accettare l'indennità senza stipulare l'atto di cessione:

si utilizzano i testi del DAP

 

Situazione A 2

Si vuole stipulare l'atto di cessione:

si utilizzano i testi del DAP

 

 

 

 

Situazione B

Se l'espropriato non accetta

l’indennità  provvisoria 

Cosa fare in questo caso.

In questo caso l'espropriato

1 Incassa "in acconto" l'indennità provvisoria offerta e rifiutata.
2 Sceglie se far determinare l'Indennità definitiva alla terna arbitrale o alla Commissione Provinciale Espropri che entro 90 giorni deve determinare l'INDENNITA' DEFINITIVA

Strumento da utilizzare

L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO
Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Situazione B 1

E' stata determinata l'indennità definitiva e l'espropriato vuole accettarla, ma garantirsi:

si utilizzano i testi del DAP

Situazione B 2

E' stata determinata l'indennità definitiva e l'espropriato vuole opporsi.

Strumento da utilizzare

L'Eventuale Contenzioso

   

QUINDI

L'Amministrazione determina solo l'indennità provvisoria (che di solito, se l'espropriato non interviene prima, è di importo non soddisfacente e spesso "ridicolo").

Se l'espropriato non ritiene soddisfacente l'indennità provvisoria, si determina l'indennità definitiva che, per legge, deve essere determinata entro 90 giorni da un organo indipendente: dalla Commissione Provinciale Espropri (o, ad esclusiva scelta dell'espropriato, da un collegio di tecnici, spesso denominato terna arbitrale).

Se neanche l'indennità definitiva determinata dall'organo indipendente è soddisfacente, l'espropriato può rivolgersi ai Giudici avviando un contenzioso.

RIEPILOGANDO

Se l'espropriato:
   non ha ricevuto notifiche e vuole - tutelarsi e prevenire errori
   ha ricevuto notifiche e vuole - accettare, ma garantirsi

   ha ricevuto notifiche e vuole - opporsi.  Senza contenzioso.
lo strumento è l'intervento nella procedura
: Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Se invece l'espropriato:
   è costretto ad andare in giudizio e deve scegliere il Giudice al quale rivolgersi

lo strumento è il contenzioso: L'Eventuale Contenzioso 

I TEMPI

E' essenziale per l'espropriato intervenire (con il DAP) al più presto per "mettere i paletti giuridici" durante il procedimento amministrativo anche al fine di evitare il contenzioso.

Ricordiamo che se l'espropriato non ha un quadro chiaro delle norme p chiederci spiegazioni giuridiche sui suoi diritti cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

 

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Istruzioni per tutelarsi

3 - TERZO PASSO - A chi rivolgersi e i costi da sostenere.

 

A chi rivolgersi

è indispensabile rivolgersi a un legale che
coordini norme Italiane e norme Europee.

Quindi:

>

Se non avete un legale di vostra fiducia che conosce la materia:

potete chiederci di verificare se è disponibile un avvocato aderente all'Associazione.

Potete farlo inviandoci una mail cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

NOTA. Si precisa che gli avvocati sono liberi professionisti e non hanno l’obbligo di accettare tutte le richieste di assistenza che pervengono; l’Associazione quindi può verificare la disponibilità, ma non può obbligarsi a segnalare un avvocato; l'espropriato avrà comunque una risposta, positiva o negativa, entro 24 ore dalla richiesta.

 

>

Se avete  un legale di vostra fiducia che conosce la materia:

 

informatelo che, se vuole, può utilizzare, gratuitamente, tutta la documentazione del Sito e, soprattutto, LA NOSTRA BANCA DATI DELLE SENTENZE CEDU IN ITALIANO, uno strumento unico da noi creato ed offerto gratuitamente a tutti gli espropriati.

 

 

 I costi da sostenere

A seconda di chi
vi presta assistenza.

Quindi:

>

Se siete assistiti da un legale aderente all'Associazione.

Pagherete  solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione.

Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito.

E' ammesso solo un rimborso spese (ad. es. 1.000 euro per il DAP, 2.000 euro per il contenzioso).

Potete vedere uno schema di accordo a pagina 20 del nostro Vademecum che potete scaricare cliccando qui: Il nostro Vademecum Gratuito

 

>

Se non siete assistiti da un legale aderente all'Associazione.

Concorderete con lui tempi e modi dei pagamenti.

 

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