A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati
Come reagire all'esproprio o espropriazione per pubblica utilità

   

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SENTENZE ITALIANE INTERESSANTI >
Per fare una rapida ricognizione delle sentenze dei Giudici Italiani e conoscerne i limiti.

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AVVERTENZE


Segnaliamo qui le più significative  pronunce dei Giudici Italiani, per consentire all'espropriato di ripercorrere, in pochi minuti, l'evolversi della Giurisprudenza italiana negli ultimi anni sui temi caldi dell'espropriazione.

Consigliamo agli espropriati di non affannarsi a ricercare sentenze di Giudici Italiani, (reperibili in internet a migliaia) per tentare di capire se hanno o no diritti da far valere.
Fare affidamento sulle sentenze dei Giudici Italiani in tema di espropriazione, infatti, può risultare inutile e a volte persino dannoso perchè:

a

Le Sentenze dei Giudici Italiani, com'è noto, sono semplici precedenti giurisprudenziali, che possono esser disattesi in qualsiasi momento da un altro giudice (o dallo stesso Giudice) e su di esse, quindi, l'espropriato non può fare affidamento;
basterà dare una scorsa alle sentenze qui di seguito elencate per accorgersi come i Giudici Italiani abbiano radicalmente mutato il loro indirizzo negli ultimi due anni.
 

b

Le Sentenze di tutti i Giudici Italiani, Corte Costituzionale compresa, non vengono tenute in nessun conto dalla  Corte Europea, che continua inesorabilmente a condannare lo Stato Italiano ad indennizzare, con somme ingenti, gli espropriati che ad essa fanno ricorso.

Consigliamo invece agli espropriati di concentrare la loro attenzione sulle sentenze europee
che costituiscono "norme"  e non semplici precedenti giurisprudenziali.

Per questo mettiamo a disposizione degli utenti TUTTE le Sentenze della Corte Europea in tema di espropriazione in Italia, (tradotte in italiano a cura dell'Associazione) alle quali bisogna  fare sempre e comunque riferimento.

Se l'Amministrazione fonda il suo operato su norme o sentenze italiane che contrastino
con le norme CEDU, l'espropriato deve immediatamente contrapporre le Sentenze Europee, a lui più favorevoli.

Per ben comprendere il "peso" che hanno le Sentenze dei Giudici Italiani pronunciate in tema di Espropriazione, vi invitiamo a visitare, se non l'avete già fatto, la seguente pagina:
LA CEDU  "MOLTIPLICA" L'INDENNITA' >
 

SENTENZE  ITALIANE INTERESSANTI

   
 

I vincoli su aree localizzate all'interno di zone edificabili devono essere sempre  considerati espropriativi e le aree su cui gravano devono essere sempre indennizzate come aree edificabili, indipendentemente dalla loro destinazione di piano.
CORTE DI CASSAZIONE SEZ. I CIVILE - sentenza 11 luglio 2008

   
 

Se la dichiarazione ICI riporta un valore inferiore a quello determinato ai fini dell'indennità, l'espropriato può sanare la sua posizione per evitare la decurtazione prevista dalla legge.
CORTE DI CASSAZIONE SEZ. I CIVILE - sentenza 9 luglio 2008

   
 

Per il CDS
Il diritto alla retrocessione dei beni è:
- in caso di retrocessione totale,  incondizionato ed è tutelabile dinnanzi al Giudice Ordinario
- in caso di retrocessione parziale, condizionato ad un provvedimento dichiarativo della P.A. di inservibiltà del bene ed è tutelabile dinnanzi al Giudice Amministrativo.

CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 4 luglio 2008

   
 

Per la Cassazione
Il diritto alla retrocessione dei beni è:
- in caso di retrocessione totale,  incondizionato ed è tutelabile dinnanzi al Giudice Ordinario
- in caso di retrocessione parziale, condizionato ad un provvedimento  dichiarativo della P.A. di inservibiltà del bene ed è tutelabile dinnanzi al Giudice Amministrativo.
Se l'Amministrazione non emette detto provvedimento, l'espropriato può attivare la procedura di silenzio-inadempimento.
Un comportamento dell'Amministrazione del quale si desuma l'inservibilità dei beni può avere il valore di dichiarazione di inservibiltà.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 5 giugno 2008

   

 

Quando l'Amministrazione procede ex art 22 bis DPR 2001/327 con il decreto di occupazione d'urgenza, deve spiegare chiaramente i motivi dell'urgenza e, se i motivi non sono validi, il procedimento è illegittimo.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 22 maggio 2008

 

 

 

Il diritto a richiedere l'indennità di occupazione dei terreni non si prescrive in cinque anni, ma in dieci anni decorrenti, per ogni annualità, dal giorno di compimento del relativo anno di occupazione.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE sentenza 21 maggio 2008

 

 

 

La giurisdizione in tema di risarcimento del danno da occupazione acquisitiva deve essere così ripartita:
- azioni proposte anteriormente al 10 agosto 2000, giudice ordinario
- azioni proposte posteriormente al 10 agosto 2000, giudice amministrativo.
I termini di prescrizione (caduta ormai la pregiudiziale amministrativa) cominciano a decorrere non più dal passaggio in giudicato della sentenza del giudice amministrativo, ma dalla data dell'illecito.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 8 aprile 2008
ndr - la decisione della Cassazione di far cadere la pregiudiziale amministrativa favorisce ovviamente l'espropriato, ma comporta una importante conseguenza di cui tener conto: la prescrizione comincia a decorrere prima.

 

 

 

L'indennizzo per la reitera dei vincoli espropriativi spetta all'espropriato solo quando il Comune li reitera espressamente, e non quando si limita a restare inattivo.
Se il Comune rimane inattivo e non detta una nuova disciplina urbanistica,  l'espropriato ha diritto al risarcimento del danno solo se ha provveduto a mettere in mora il Comune e ha  impugnato il silenzio-rifiuto.

CORTE DI CASSAZIONE SEZ. I CIVILE - sentenza 31 marzo 2008

 

 

 

I vincoli che non comportano necessariamente l'espropriazione o l'utilizzo dell'area per interventi riservati all'iniziativa pubblica, non sono vincoli espropriativi e non decadono con il decorso dei cinque anni dalla loro apposizione.
CONSIGLIO DI STATO SEZ. VI - sentenza 19 marzo 2008

 

 

 

L'accordo di cessione che preveda una generica rinuncia ad altri compensi o indennità deve intendersi riferito solo all'indennità di espropriazione e quindi l'espropriato può legittimamente richiedere, in aggiunta, l'indennità di occupazione.
CORTE DI CASSAZIONE SEZ. I CIVILE - sentenza 22 febbraio 2008

 

 

 

Nel giudizio di opposizione alla stima il giudice è libero di determinare l'indennità senza tener conto delle richieste delle parti ma non può mai determinarla in misura inferiore a quella che era stata determinata in sede amministrativa (c.d. divieto della reformatio in peius).
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE - sentenza 31 gennaio 2008

 

 

 

Nel caso di mancata presentazione della dichiarazione ICI da parte dell'espropriato, (o nel caso di presentazione di dichiarazione infedele), la detrazione prevista ai fini ICI deve trovare la sua base di partenza nel valore accertato dal Comune (e non in quanto dichiarato nella dichiarazione infedele) fermo restando l'obbligo per l'espropriato di versare l'imposta evasa e le relative sanzioni.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE - sentenza 3 gennaio 2008

 

 

 

La destinazione ad aree per l'edilizia e popolare, determina l'imposizione di un vincolo espropriativo (indennizzabile in caso di reitera) e non un vincolo conformativo (non indennizzabile).
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 28 dicembre 2007

 

 

 

In caso di mancata presentazione della dichiarazione ICI il giudice dell'opposizione non può rigettare la domanda dell'espropriato volta a determinare la giusta indennità, ma deve invece provvedere a determinarla, facendosi poi luogo in seguito ad eventuali detrazioni prevista dalla legge.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE - sentenza 7 dicembre 2007

   

 

In caso di irreversibile trasformazione del suolo operata illegittimamente, non opera più la c.d. occupazione acquisitiva; di conseguenza il termine di cinque anni di prescrizione dell'azione risarcitoria non è più valido.
Nel nuovo quadro normativo formatosi con l'entrata in vigore del dpr 2001/327 e con le sentenze della Corte Costituzionale del 20 ottobre 2007 n 348 e 349, l'Amministrazione può diventare proprietaria del bene esclusivamente con uno dei due seguenti strumenti:
1) o al termine di un procedimento espropriativo, (che si sia concluso legittimamente)
2) oppure quando è emesso il decreto di acquisizione ai sensi dell’art. 43
(se il procedimento non si è concluso legittimamente e il bene è stato "modificato in assenza del valido ed efficace provvedimento").
CONSIGLIO DI STATO SEZ. IV - sentenza 30 novembre 2007

 

 

 

Per le occupazioni illegittime non esiste più la prescrizione di 5 o 10 anni, ma l'espropriato può agire sempre.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 16 novembre 2007

   

 

In tema di risarcimento danni da occupazione illegittima, l'Amministrazione che ha delegato a terzi (in questo caso ad un'impresa che si assumeva tutti gli oneri per indennità ed eventuali risarcimenti) è sempre responsabile in solido con l'impresa delegata.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 31 ottobre 2007

 

 

 

Le leggi italiane possono essere dichiarate incostituzionali non solo quando sono in contrasto con la Costituzione, ma anche quando sono in contrasto con le norme CEDU.
ndr - principio valido per tutti i rami del diritto e non solo per le norme in tema di espropriazione; trova conferma quanto sempre sostenuto dall'Associazione: le norme CEDU hanno una forza superiore rispetto alle norme italiane.
CORTE COSTITUZIONALE 24 ottobre 2007

 

 

 

La determinazione del valore delle aree edificabili prevista dalle norme italiane vigenti è in contrasto con la Costituzione; il valore deve essere determinato sulla base del valore di mercato.
CORTE COSTITUZIONALE 24 ottobre 2007
ndr -  questa sentenza manda al macero intere biblioteche giuridiche e banche dati contenenti sentenze in tema di
riduzione dell'indennità per mancata accettazione; se cercate informazioni in internet, badate che siano successive a questa sentenza e che ne tengano conto.

   
 

In caso di occupazione acquisitiva  al proprietario spetta un ristoro integrale del danno subito corrispondente al valore di mercato del bene occupato.
CORTE COSTITUZIONALE 24 ottobre 2007
ndr -  questa sentenza manda al macero intere biblioteche giuridiche e banche dati contenenti sentenze in tema di occupazione acquisitiva; se cercate informazioni in internet, badate che siano successive a questa sentenza e che ne tengano conto.

   
 

Il Consiglio di Stato, in adunanza plenaria, stabilisce che non si può chiedere il risarcimento se non  si è chiesto l'annullamento del provvedimento. (Nota: per la Cassazione non è così; pertanto, se il Consiglio di Stato non muta indirizzo, l'espropriato che non ottiene giustizia può rivolgersi alla Cassazione).
CONSIGLIO DI STATO, AD. PL. - 22 OTTOBRE 2007

   
 

Nelle zone destinate dal PRG a verde agricolo possono legittimamente realizzarsi impianti produttivi.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 18 settembre 2007

   
 

I creditori (e quindi anche gli espropriati che vantano un credito indennitario ndr) hanno diritto di accedere al bilancio di previsione degli enti locali per verificare se essi dispongono o disporranno delle somme che promettono di liquidare. (Vedi sul sito: l'Ente firma, promette e poi non paga nella scheda LE TRAPPOLE).
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 10 agosto 2007

   
 

L'Amministrazione, nell'interpretare la legge, deve porre in essere almeno la diligenza del "giurista di medio livello", altrimenti risponde per colpa; perchè ci sia responsabilità dell'Amministrazione non è infatti necessaria la colpa grave, ma è invece sufficiente la colpa lieve.

CGA, SEZ. GIURISDIZIONALE - sentenza 23 luglio 2007

   
 

Le Regioni non possono prorogare neanche con legge i vincoli espropriativi scaduti senza prevedere un indennizzo per i proprietari.
CORTE COSTITUZIONALE - sentenza 20 luglio 2007

   
 

La Giunta Municipale può legittimamente  "disconoscere" il verbale di cessione volontaria dell’immobile. (Anche qui, vedi sul sito: l'Ente firma, promette e poi non paga nella scheda LE TRAPPOLE). 
TAR CALABRIA - REGGIO CALABRIA, SEZ. I 18 luglio 2007 

   
 

Sono responsabili dinnanzi alla Corte dei Conti non solo i pubblici dipendenti, ma anche i privati beneficiari di contributi pubblici."Il baricentro per discriminare la giurisdizione ordinaria da quella contabile si è, infatti, spostato dalla qualità del soggetto - che può ben essere un privato o un ente pubblico non economico - alla natura del danno e degli scopi perseguiti".
CORTE DEI CONTI, SEZ. GIUR. REGIONE LOMBARDIA - sentenza 17 luglio 2007

   
 

Il  Consiglio di Stato conferma ancora una volta che le norme CEDU hanno diretta rilevanza nell'ordinamento interno, (dopo averlo già  in precedenza affermato).
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 27 giugno 2007

   
 

I Giudici Italiani devono applicare direttamente le norme CEDU, senza costringere gli espropriati a ricorrere alla Corte Europea.

CORTE D'APPELLO DI  FIRENZE Sentenza 25 marzo 2007 pubblicata il 6 giugno
ndr - questa è una delle sentenze ottenute con l'intervento di Avvocati Fiduciari Specialisti dell'Associazione (alle altre si può accedere dalla Home Page):
i Giudici italiani applicano direttamente le norme CEDU, senza costringere l'espropriato a ricorrere alla Corte Europea e gli liquidano 2 milioni di euro. L'Amministrazione gli aveva liquidato soltanto 53 milioni di lire.

   
 

I Giudici Italiani devono applicare direttamente le norme CEDU, senza costringere gli espropriati a ricorrere alla Corte Europea.
TAR LOMBARDIA - BRESCIA, SEZ. I - sentenza 1 giugno 2007

   
 

Cade la pregiudiziale amministrativa: Il risarcimento dei danni da lesione di interessi legittimi non presuppone nè implica il preventivo o contestuale annullamento dell’atto amministrativo.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 31 maggio 2007

   
 

Anche quando l'Amministrazione si limita soltanto ad alzare (o abbassare) il livello di una strada rendendo più difficoltoso l'accesso ai fabbricati, deve risarcire i proprietari.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 25 maggio 2007

   
 

Il credito dell'espropriato relativo alla indennità di espropriazione può essere liberamente ceduto dall'espropriato senza alcun bisogno del consenso dell'Amministrazione.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 24 maggio 2007 

   
 

Cade l'accessione invertita: per le occupazioni illegittime non esiste più la prescrizione di 5 o 10 anni, ma l'espropriato può agire sempre.
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 21 maggio 2007

   
 

Anche con le leggi italiane, per i risarcimenti dei danni subiti dalle aree agricole, può farsi ricorso  a criteri  di utilizzabilità diversi da quella agricola (ad es, parcheggio, agriturismo, attività sportive, ecc...)  e liquidare all'espropriato un danno maggiore di quello previsto  dai minimi tabellari.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 3 aprile 2007 

   
 

Dopo la decadenza del vincolo espropriativo, se il Comune non provvede a pianificare nuovamente l'area, il proprietario può chiedere il risarcimento del danno.  
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. V - sentenza 22 febbraio 2007

   
  La giurisdizione in tema di risarcimento del danno da atti e comportamenti illegittimi della P.A. a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale 204/2004 e 191/2006 deve intendersi  ripartita nel modo seguente.
- Giudice Amministrativo: quando i comportamenti della P.A.  si fondano comunque su un atto, anche se tale atto è illegittimo; ad es. dichiarazione di pubblica utilità dichiarata illegittima.
- Giudice Ordinario: quando i comportamenti della P.A. non  si fondano su un atto;  ad. es. mancanza assoluta di una dichiarazione di pubblica utilità (o dichiarazione inesistente per carenza dei suoi elementi essenziali), quando il decreto di esproprio è stato emesso con riferimento ad un bene che non è mai stato destinato ad utilità pubblica ed in tutte le ipotesi in cui i comportamenti della P.A. non sono collegabili ad un atto, anche se illegittimo, ma si concretizzano in una mera attività materiale.

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. UNITE CIVILI - sentenza 7 febbraio 2007
ndr - si ricorda che, per legge,  tutte le controversie in tema di indennità sono sempre devolute al Giudice Ordinario.
   
  Le aree inserite in zone destinate a servizi generali devono essere considerate edificabili anche se su di esse viene realizzata una strada.
Il giudice di merito non può applicare d'ufficio la riduzione prevista dalla legge ai fini ICI, ma deve essere l'Amministrazione a richiederla ed a provare l'asserita violazione.

CORTE DI CASSAZIONE SEZ. I CIVILE
- sentenza 10 novembre 2006
   
  La Corte Costituzionale solleva una questione di legittimità in relazione all'Art 5 bis del D.L. 333/92, convertito in L  359/92  per contrasto con gli articoli 111 e 117 della Costituzione ed in rapporto all’articolo 6 della CEDU e all’articolo 1 del primo protocollo addizionale CEDU.
CORTE DI CASSAZIONE SEZ. I CIVILE - ordinanza 19 ottobre 2006 n. 22357
   
 

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