A.N.P.T.ES. Associazione Nazionale per la Tutela degli Espropriati
Come reagire all'esproprio o espropriazione per pubblica utilità

   
     

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La Corte Europea "demolisce" la prescrizione;

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, su intervento dei Fiduciari dell'Associazione, ha pronunciato un'importante sentenza nella quale, oltre a ribadire l'ormai noto e consolidato principio del valore di mercato, ammette che in alcuni casi si può ricorrere alla Corte Europea  anche se in  Italia è intervenuta la prescrizione.

Si riporta qui di seguito:

1 una breve sintesi della sentenza

2 il testo integrale della sentenza


 


 

 

CORTE EUROPEA DEI I DIRITTI DELL’UOMO

-          CASO G. ED ALTRI  / ITALIA (RICHIESTA N. 18791/03)

-          SENTENZA CEDU DEL 6 LUGLIO 2006

SINTESI

-          i fatti di causa (in Italia)

A seguito dell’occupazione temporanea e d’urgenza dei loro fondi intervenuta nell’anno 1976 in vista della realizzazione di un’opera pubblica, i cittadini espropriati - con giudizio intrapreso solo nell’anno 1997 -  si rivolgevano al tribunale per chiedere il risarcimento dei danni subiti a causa della occupazione illecita appropriativi che aveva irreversibilmente trasformato i fondi occupati, rendendone materialmente impossibile la retrocessione.

Con sentenza emessa nell’anno 2001, il giudice nazionale:

-         accertava e dichiarava intervenuta e perfezionata l’occupazione appropriativi dei fondi illecitamente occupati;

-         accertava l’impossibilita’ della retrocessione degli stessi a causa della irreversibile trasformazione conseguente alla realizzazione dell’opera pubblica;

-         dichiarava l’intervenuta prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento dei danni discendenti dall’occupazione appropriativi, poiche’ la causa era stata iniziata tardivamente.

La citata sentenza di primo grado del giudice nazionale non veniva impugnata e passava in giudicato.

 

-          il ricorso alla C.E.D.U. e la sentenza del 6.7.2006

Con ricorso alla CEDU, i cittadini espropriati chiedevano che lo stato italiano fosse condannato al pagamento del risarcimento dei danni a causa dell’ingiustizia subita conseguente alla perdita della proprieta’ dei fondi a causa dell’occupazione appropriativi ed alla relativa perdita del diritto al risarcimento dei danni per prescrizione.

Con la sentenza del 6.7.2006, la CEDU ha stabilito:

a)     che non impedisce ne’ pregiudica la ricevibilita’ del ricorso alla CEDU la circostanza che sia passata in giudicato per non essere stata impugnata (e dunque senza che siano state esaurite tutte le vie e le misure interne all’ordinamento nazionale ed in particolare l’appello ed il ricorso per cassazione) la sentenza di primo grado con la quale il giudice nazionale abbia accertato e dichiarato l’intervenuta prescrizione quinquennale del diritto al risarcimento dei danni a seguito dell’occupazione appropriativi consumatasi sui fondi espropriati;

b)     che, infatti, la continuazione del giudizio secondo il suo sviluppo naturale attraverso la fase dell’appello ed il successivo ricorso in Cassazione non avrebbe comportato alcuna tutela utile ed effettiva  per cittadini espropriati poiche’ tali iniziative non avrebbero certamente superato la costante e pacifica giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo cui la prescrizione del diritto al risarcimento dei danni a seguito di occupazione appropriativi si perfeziona con il decorso del termine di cinque anni dal termine finale di occupazione temporanea e legittima;

c)     che il fenomeno dell’occupazione appropriativi (che invece la Corte di Cassazione ha affermato essere compatibile con la convenzione europea) in realta’ costituisce una manifesta violazione del diritto di proprieta’ privata espressamente tutelato dal’art. 1 prot. aggiunto alla CEDU e conferisce lo stato di “vittima” di ingiustizia ai cittadini che ne siano colpiti;

d)      che infine ai ricorrenti spetta il diritto al risarcimento dei danni commisurati al valore di mercato dei terreni con rivalutazione monetaria istat ed interessi legali.

SENTENZA INTEGRALE E TRADUZIONE IN ITALIANO
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