A.N.P.T.ES.  Associazione Nazionale Per la Tutela degli Espropriati

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CONSIGLI AGLI ESPROPRIATI CHE INTENDONO OPERARE AUTONOMAMENTE
E RAFFRONTO CON LE MODALITA' OPERATIVE DELL'ASSOCIAZIONE

 
Lo scopo di questa pagina è quello di dare utili suggerimenti agli espropriati tramite un raffronto con il modo di operare dell'Associazione.

 

A tal fine:

 - nella colonna a sinistra,  si  danno consigli agli espropriati che intendono operare senza l’intervento dell’Associazione;

 - nella colonna destra, si descrive il modello operativo dell'Associazione

CONSIGLI AGLI ESPROPRIATI CHE INTENDONO OPERARE AUTONOMAMENTE

 

RAFFRONTO CON LE MODALITA' OPERATIVE DELL'ASSOCIAZIONE

1 COME CERCARE DI EVITARE IL CONTENZIOSO

Consigli agli espropriati che non si rivolgono all’Associazione.
 

Si consiglia agli espropriati di cercare di evitare, per quanto possibile, il contenzioso e di trattare con l’Amministrazione in modo qualificato.

Trattare in modo qualificato significa

1  produrre all’Amministrazione norme e sentenze su cui si
   fondano le ragioni dell’espropriato,
2 evidenziare i rischi che l’Amministrazione corre se non
   accoglie le sue giuste ragioni. (Un esempio: i maggiori
   oneri a carico dell’Amministrazione per le condanne della
   CEDU alla luce delle norme vigenti dal 1° gennaio 2007
   con conseguente responsabilità contabile dei funzionari).

 

Se l’Amministrazione rimane sorda e la posta in gioco è importante, l’espropriato non deve temere di ricorrere al contenzioso: la CEDU è dalla sua parte; egli potrà rivolgersi ad un consulente (che abbia esperienza in tema di CEDU), concordando anticipatamente i costi; in questo caso potrà anche incassare l’indennità provvisoria in modo da non dover anticipare nessuna somma.


 

Come opera l’Associazione con gli espropriati che ad essa si rivolgono

 

1 L’Associazione tende, per quanto possibile, ad evitare il contenzioso giudiziale, operando per far ottenere all’espropriato quanto gli spetta senza ricorrere al contenzioso
 
A tal fine viene inoltrato all'Amministrazione un documento

denominato DAP , illustrato in questo link 
IL DAP - PER OSSERVARE E/O OPPORSI
in cui vengono illustrati i diritti dell'espropriato alla luce di norme e sentenze Italiane ed Europee e vengono evidenziati  i rischi che l'Amministrazione  corre con il contenzioso dinnanzi alla Corte Europea.

  

2 Ma, se è necessario e l’espropriato lo richiede, l’Associazione lo affianca per agire in ogni sede, compresa la Corte Europea, consigliando di incassare prima, in acconto, l’indennità provvisoria.

 

3 Se l’ Espropriato ha già un consulente che lo assiste,  può offrire ai consulenti che già assistono l'espropriato l'opportunità di un confronto di idee, con particolare riferimento alle  norme CEDU. Ciò, ovviamente, se essi sono d’accordo ed aperti al confronto.

 

4 Se l’espropriato non ha un consulente che lo assiste, mette in campo i suoi Consulenti Fiduciari.

5 Interviene a sostegno dell’espropriato per dare maggior forza alle sue ragioni.


 

2 COME CURARE LA QUALITA’ DELL’ASSISTENZA

Consigli agli espropriati che non si rivolgono all’Associazione.

L’errore più frequente che commettono gli espropriati è quello di non farsi assistere da un consulente che conosca il Diritto dell'Espropriazione e le norme europee (CEDU) fin dalle prime fasi del procedimento.

Per trattare la materia dell’ applicazione delle norme in materia di espropriazione, comprese quelle CEDU, l’espropriato deve sempre farsi consigliare da un consulente che conosca il Diritto dell'Espropriazione e le norme europee;

e ciò anche quando l'espropriato intende trattare per  raggiungere un accordo con l'Amministrazione senza fare ricorso al contenzioso.

Quando l'espropriato è assistito da un tecnico, è sempre consigliabile metterlo in contatto con un giurista che conosca le norme e la giurisprudenza europee.

 


 

Come opera l’Associazione con gli espropriati che ad essa si rivolgono
 

L'Associazione, nelle sue esperienze, ha incontrato pochi giuristi che conoscono a fondo il Diritto dell’Espropriazione  le norme e la giurisprudenza CEDU.

E ciò, anche se esercitano ottimamente la loro attività in altri rami del diritto, diversi dall'espropriazione.

Essa, pertanto, per coordinare l’assistenza agli espropriati, ha adottato il seguente modello operativo:

 Ricerca su tutto il territorio nazionale Consulenti che devono essere regolarmente iscritti agli Albi Professionali e dichiarare il loro livello di conoscenza del Diritto dell'Espropriazione e delle norme CEDU. (Sono denominati Referenti Territoriali - Avvocati e Tecnici )

- Assegna compiti informativi e di coordinamento a quelli che hanno riportato significativi successi in materia di espropriazione o che vantano un'approfondita conoscenza della materia.
(Sono denominati Avvocati Fiduciari Specialisti)
 
- Mette a disposizione dei Consulenti tutto il patrimonio di conoscenze di cui essa dispone. e li impegna a coordinarsi con il patrimonio di conoscenze  di cui dispongono l’Associazione ed altri Consulenti Fiduciari.
 

3 COME GESTIRE I COSTI DELL’ASSISTENZA

Consigli agli espropriati che non si rivolgono all’Associazione.

Si consiglia agli espropriati di concordare anticipatamente e per iscritto i costi dell’assistenza, sia che si tratti di assistenza durante le trattative o di assistenza in giudizio.

E’ bene sapere che le norme introdotte dal c.d. decreto Bersani consentono anche di pattuire, se il consulente è d’accordo, un compenso legato al buon esito dell’attività svolta.


 

Come opera l’Associazione con gli espropriati che ad essa si rivolgono

L’Associazione
 
- Impegna tutti i Consulenti ad avere il primo contatto con l’espropriato in modo assolutamente gratuito; in questo modo l’espropriato potrà valutare, senza alcun costo, se e come può far valere i suoi diritti.

- Impegna tutti i Consulenti ad applicare regole di comportamento e tariffe concordate con l’espropriato e controllate dall’Associazione; l’espropriato, quindi, ha l'Associazione sempre al suo fianco anche per gestire i costi dell'assistenza.