ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICA UTILITA' - IL TESTO UNICO SUGLI ESPROPRI - T.U. DPR 8 GIUGNO 2001 N° 327

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IL T.U. SUGLI ESPROPRI - DPR 2001/327
da noi annotato e regolarmente aggiornato per averlo
NEL TESTO VIGENTE
 

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 giugno 2001, n. 327 (in Suppl. ordinario n. 211 alla Gazz. Uff., 16 agosto, n. 189). Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. (Testo A)

 


Il testo del  DPR qui pubblicato è già stato coordinato dall'Associazione con  le norme che hanno interessato il DPR n. 327  dalla sua emanazione (2001) alla legge finanziaria per il 2008.


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I testi acquisiti tramite internet, infatti, non sostituiscono le pubblicazioni cartacee, non rivestono carattere di ufficialità, (ivi compresi i testi presenti nelle banche dati governative) e possono essere manipolati da pirati informatici; l'Associazione, pertanto, ha anche  predisposto un'apposita pagina per facilitare il reperimento del supporto cartaceo delle norme, indicando per ogni norma gli estremi della Gazzetta Ufficiale in cui è stata pubblicata; vi si può accedere cliccando qui Vai all'elenco dei riferimenti cartacei

 

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Titolo I - OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

                          Intitolazione     <<<  Per accedere ai testi cliccate sui titoli o sui numeri dei singoli articoli   

Art. 1

Oggetto   

Art. 2

Principio di legalità dell'azione amministrativa

Art. 3

Definizioni  

Art. 4

Beni non espropriabili o espropriabili in casi particolari

Art. 5

Ambito di applicazione nei confronti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano

Art. 6

Regole generali sulla competenza

Art. 7

Competenze particolari dei Comuni    

 

Titolo II - DISPOSIZIONI GENERALI

Capo I -    IDENTIFICAZIONE DELLE FASI CHE PRECEDONO IL DECRETO D'ESPROPRIO

 

Art. 8

Le fasi del procedimento espropriativo

 

Capo II -   LA FASE DELLA SOTTOPOSIZIONE DEL BENE AL VINCOLO PREORDINATO ALL'ESPROPRIO

 

Art. 9

Vincoli derivanti da piani urbanistici

Art. 10

Vincoli derivanti da atti diversi dai piani urbanistici generali 

Art. 11

La partecipazione degli interessati 

 

Capo III - LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ

 

Sez. I

DISPOSIZIONI SUL PROCEDIMENTO

Art. 12

Gli atti che comportano la dichiarazione di pubblica utilità  

Art. 13

Contenuto ed effetti dell'atto che comporta la dichiarazione di pubblica utilità

Art. 14

Istituzione degli elenchi degli atti che dichiarano la pubblica utilità

 
 

Sez. II 

DISPOSIZIONI PARTICOLARI SULLA APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO DELL'OPERA

Art. 15

Disposizioni sulla redazione del progetto

Art. 16

Le modalità che precedono l'approvazione del progetto definitivo

Art. 17

L'approvazione del progetto definitivo

 
 

Sez. III
 

DISPOSIZIONI SULL'APPROVAZIONE DI UN PROGETTO DI UN'OPERA NON CONFORME ALLE PREVISIONI URBANISTICHE

Art. 18

Disposizioni applicabili per le operazioni preliminari alla progettazione

Art. 19

L'approvazione del progetto

 

Capo IV - LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

 

Sez. I

DEL MODO DI DETERMINARE L'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

Art. 20

La determinazione provvisoria dell'indennità di espropriazione

Art. 21

Procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione

Art. 22

Determinazione urgente dell'indennità provvisoria

Art. 22 bis 

Occupazione d'urgenza preordinata all'occupazione

 
 

Sez. II

DEL DECRETO DI ESPROPRIO

Art. 23

Contenuto ed effetti del decreto di esproprio

Art. 24

Esecuzione del decreto di esproprio

Art. 25

Effetti dell'espropriazione per i terzi

 

Capo V -  IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO

 

Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 26

Pagamento o deposito dell'indennità provvisoria

Art. 27
 

Pagamento o deposito definitivo dell'indennità a seguito della perizia di stima dei tecnici o della Commissione provinciale

Art. 28

Pagamento definitivo della indennità

Art. 29

Pagamento dell'indennità a seguito di procedimento giurisdizionale

 
 

Sez. II

PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ A INCAPACI A ENTI E ASSOCIAZIONI

Art. 30

Regola generale

Art. 31

Disposizioni sulla indennità

 

Capo VI - DELL'ENTITÀ DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

 

Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 32

Determinazione del valore del bene

Art. 33

Espropriazione parziale di un bene unitario

Art. 34

Soggetti aventi titolo all'indennità

Art. 35

Regime fiscale

   

 

Sez. II

OPERE PRIVATE DI PUBBLICA UTILITÀ

Art. 36
 

Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio per la realizzazione di opere private che non consistano in abitazioni dell'edilizia residenziale pubblica

 

 

Sez. III
 

DETERMINAZIONE DELL'INDENNITÀ NEL CASO DI ESPROPRIO DI UN'AREA EDIFICABILE O LEGITTIMAMENTE EDIFICATA

Art. 37

Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area edificabile

Art. 38

Determinazione dell'indennità nel caso di esproprio di un'area legittimamente edificata

Art. 39
 

Indennità dovuta in caso di incidenza di previsioni urbanistiche su particolari aree comprese in zone edificabili

   

 

Sez. IV

DETERMINAZIONE DELL'INDENNITÀ NEL CASO DI ESPROPRIO DI UN’AREA  NON EDIFICABILE

Art. 40

Disposizioni generali

Art. 41

Commissione competente alla determinazione dell'indennità definitiva

Art. 42

Indennità aggiuntive

 

Capo VII CONSEGUENZE DELLA UTILIZZAZIONE DI UN BENE PER SCOPI DI INTERESSE  PUBBLICO,  IN ASSENZA DEL VALIDO
                         PROVVEDIMENTO ABLATORIO

 

Art 43.42bis

Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico

 

Capo VIII -  INDENNITÀ DOVUTA AL TITOLARE DEL BENE NON ESPROPRIATO

 

Art. 44

Indennità per l'imposizione di servitù

 

Capo IX - LA CESSIONE VOLONTARIA

 

Art. 45

Disposizioni generali

 

Capo X - LA RETROCESSIONE

 

Art. 46

La retrocessione totale

Art. 47

La retrocessione parziale

Art. 48

Disposizioni comuni per la retrocessione totale e per quella parziale

 

Capo XI - L'OCCUPAZIONE TEMPORANEA

 

Art. 49

L'occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio

Art. 50

Indennità per l'occupazione

 

Titolo III  -   DISPOSIZIONI PARTICOLARI

Capo I - L'ESPROPRIAZIONE PER OPERE MILITARI E DI BENI CULTURALI

 

Art. 51

L'espropriazione per opere militari

Art. 52

L'espropriazione di beni culturali

 

Capo II -  DISPOSIZIONI IN MATERIA DI INFRASTRUTTURE LINEARI ED ENERGETICHE

 

Art 52  bis

L'espropriazione per infrastrutture lineari energetiche

Art 52 ter 

Procedure di comunicazione, notificazione e pubblicità degli atti del procedimento

Art 52
quater

Disposizioni generali in materia di conformità urbanistica, apposizione del vincolo preordinato all'esproprio e pubblica utilità

Art 52 quinquies

Disposizioni particolari per le infrastrutture lineari energetiche facenti parte delle reti energetiche nazionali

Art 52
sexies

Disposizioni particolari per le infrastrutture lineari energetiche non facenti parte delle reti energetiche nazionali

Art 52 septies

Disposizioni sulla redazione del progetto

Art 52
octies

Decreto di imposizione di servitù

Art 52
nonies 

Determinazione dell'indennità di espropriazione

Titolo IV - DISPOSIZIONI SULLA TUTELA GIURISDIZIONALE

 

Art. 53

Disposizioni processuali

Art. 54

Opposizioni alla stima

 

Titolo V - NORME FINALI E TRANSITORIE

 

Art. 55

Occupazioni senza titolo, anteriori al 30 settembre 1996

Art. 56

Disposizioni sulla determinazione dell'indennità di espropriazione

Art. 57

Ambito di applicazione della normativa sui procedimenti in corso

Art. 57 bis

Applicazione della normativa ai procedimenti in corso relativi alle infrastrutture lineari energetiche

Art. 58

Abrogazione di norme

Art. 59

Entrata in vigore del testo unico

 

La pagina carica prima l'indice e poi tutti i testi dei 59 articoli del dpr;
 
per un'ottimale consultazione del dpr vi consigliamo  di  attendere che qui di seguito siano caricati i testi di tutti i 59 articoli.
 


DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 giugno 2001, n. 327
(in Suppl. ordinario n. 211 alla Gazz. Uff., 16 agosto, n. 189). - Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. (Testo A)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
Visti gli articoli 14 e 16 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonché il numero 19 dell'allegato 1, richiamato nel medesimo comma;[1]
Visto l'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato dall'articolo 1. comma 6, lettera e), della legge 24 novembre 2000, n. 340;
Visto l'articolo 7, comma 5, della legge 8 marzo 1999, n. 50, che ha consentito al Governo di demandare la redazione degli schemi di testi unici al Consiglio di Stato;
Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni legislative in materia di espropriazione per pubblica utilità;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica recante testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità;
Acquisito il testo redatto dal Consiglio di Stato, come definito nella Adunanza Generale del 29 marzo 2001;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 4 aprile 2001;
Acquisito il parere della competente commissione della Camera dei Deputati e decorso inutilmente il termine per il rilascio del parere da parte della competente commissione del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 31 maggio 2001;
Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro per i lavori pubblici;
Emana il seguente decreto:

[1] Nota:
Così rettificato in Gazz. Uff., 14 settembre 2001, n. 214 (rif. visto l'art.20 comma 8)
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Titolo I -  OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

Posizione dell'art 1all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo I

OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

   
Art. 1 Oggetto (L)
Comma 1
(art. 1)
Il presente testo unico disciplina l’espropriazione, anche a favore di privati, dei beni immobili o di diritti relativi ad immobili per l’esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilità. (L)
   
Comma 2
(art. 1)
 
Si considera opera pubblica o di pubblica utilità anche la realizzazione degli interventi necessari per l’utilizzazione da parte della collettività di beni o di terreni, o di un loro insieme, di cui non è prevista la materiale modificazione o trasformazione. (L)
   
Comma 3
(art. 1)

abrogato [1]  (il  testo soppresso era il seguente: I principi desumibili dalle disposizioni legislative del presente testo unico costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale. (L))

   
Comma 4
(art. 1)
Le norme del presente testo unico non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa, con specifico riferimento a singole disposizioni. (L)
   
  Nota.
Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
 [1] Comma abrogato dal. D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera a) (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
 
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Posizione dell'art 2 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo I

OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

   
Art. 2 Principio di legalità dell'azione amministrativa (L)
Comma 1
(art. 2)
L’espropriazione dei beni immobili o di diritti relativi ad immobili di cui all’articolo 1 può essere disposta nei soli casi previsti dalle leggi e dai regolamenti. (L)
   
Comma 2
(art. 2)
I procedimenti di cui al presente testo unico si ispirano ai principi di economicità, di efficacia, di efficienza, di pubblicità e di semplificazione dell’azione amministrativa. (L)
   
  Nota. Il testo di questo articolo non ha subito modifiche.
   
 
Posizione dell'art 3 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo I

OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

   
Art. 3 Definizioni (L)  [1]
Comma 1
(Art.3)
Ai fini del presente testo unico:
a) per "espropriato", si intende il soggetto, pubblico o privato, titolare del diritto espropriato;
b) per "autorità espropriante", si intende, l’autorità amministrativa titolare del potere di espropriare e che cura il relativo procedimento, ovvero il soggetto privato, al quale sia stato attribuito tale potere, in base ad una norma;
c) per "beneficiario dell’espropriazione", si intende il soggetto, pubblico o privato, in cui favore è emesso il decreto di esproprio;
d) per "promotore dell’espropriazione", si intende il soggetto, pubblico o privato, che chiede l’espropriazione. (L)
   
Comma 2
(Art.3)
 
Tutti gli atti della procedura espropriativa, ivi incluse le comunicazioni ed il decreto di esproprio, sono disposti nei confronti del soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali, salvo che l’autorità espropriante non abbia tempestiva notizia dell’eventuale diverso proprietario effettivo. Nel caso in cui abbia avuto notizia della pendenza della procedura espropriativa dopo la comunicazione dell’indennità provvisoria al soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali, il proprietario effettivo può, nei trenta giorni successivi, concordare l’indennità ai sensi dell’articolo 45, comma 2. (L)
   
Comma 3
(Art.3)
Colui che risulta proprietario secondo i registri catastali e riceva la notificazione o comunicazione di atti del procedimento espropriativo, ove non sia più proprietario è tenuto di comunicarlo all’amministrazione procedente entro trenta giorni dalla prima notificazione, indicando altresì, ove ne sia a conoscenza, il nuovo proprietario, o comunque fornendo copia degli atti in suo possesso utili a ricostruire le vicende dell’immobile. (L)
   
  Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
 [1]  Articolo così sostituito dall’art. , D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera b)  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

 

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Posizione dell'art 4 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo I

OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

   
Art. 4 Beni non espropriabili o espropriabili in casi particolari (L)
Comma 1
(art. 4)
I beni appartenenti al demanio pubblico non possono essere espropriati fino a quando non ne viene pronunciata la sdemanializzazione. (L)
   
Comma 2
(art. 4)
I beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e degli altri enti pubblici possono essere espropriati per perseguire un interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con la precedente destinazione. (L)
   
Comma 3
(art. 4)
I beni descritti dagli articoli 13, 14, 15 e 16 della legge 27 maggio 1929, n. 810, non possono essere espropriati se non vi è il previo accordo con la Santa Sede. (L)  [1]
   
Comma 4
(art. 4)
Gli edifici aperti al culto non possono essere espropriati se non per gravi ragioni previo accordo: [2]
a) con la competente autorità ecclesiastica, se aperti al culto cattolico;
b) con l'Unione delle Chiese cristiane, se aperti al culto pubblico avventista;
c) con il presidente delle Assemblee di Dio in Italia, se aperti al culto pubblico delle chiese ad esse associate;
d) con l'Unione delle Comunità ebraiche italiane, se destinati all'esercizio pubblico del culto ebraico;
e) con l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia, se aperti al culto pubblico delle chiese che ne facciano parte;
f) con il Decano della Chiesa evangelica luterana in Italia con l'organo responsabile della comunità interessata, se aperti al culto della medesima Chiesa;
[3]
g) col rappresentante di ogni altra confessione religiosa, nei casi previsti dalla legge. (L)
   
Comma 5
(art. 4)
Si applicano le regole sull'espropriazione dettate dal diritto internazionale generalmente riconosciuto e da trattati internazionali cui l'Italia aderisce. (L)
   
  Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]
Comma modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214  (rif.art 4 comma 3 )
e, successivamente,  dal 
D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art.1 comma 1 lettera c) n. 1 (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
[2] Alinea modificato dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art.1 comma 1 lettera c) n 2 (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
[3] Lettera modificata da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214. (rif.art 4 comma 4)
   
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 Posizione dell'art 5 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo I

OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

   
Art. 5 Ambito di applicazione nei confronti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano (L) [1]
Comma 1
(art. 5)
Le Regioni a statuto ordinario esercitano la potestà legislativa concorrente, in ordine alle espropriazioni strumentali alle materie di propria competenza, nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale nonché dei principi generali dell'ordinamento giuridico desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico. (L)
   
Comma 2
(art. 5)
Le Regioni a statuto speciale, nonché le Province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la propria potestà legislativa in materia di espropriazione per pubblica utilità nel rispetto dei rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, anche con riferimento alle disposizioni del titolo V, parte seconda, della Costituzione per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite. (L)
   
Comma 3
(art. 5)
Le disposizioni del testo unico operano direttamente nei riguardi delle Regioni fino a quando esse non esercitano la propria potestà legislativa in materia, nel rispetto delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2. La Regione Trentino-Alto Adige e le Province autonome di Trento e Bolzano adeguano la propria legislazione ai sensi degli articoli 4 e 8 dello statuto di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e dell'articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266. (L)
   
Comma 4
(art. 5)
Nell'ambito delle funzioni amministrative conferite dallo Stato alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi delle leggi vigenti rientrano anche quelle concernenti i procedimenti di espropriazione per pubblica utilità e quelli concernenti la materiale acquisizione delle aree. (L)
   
 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:

  [1] Articolo sostituito dal D.Lgs.27 dicembre 2002, n. 302 art. 1, comma 1, lett. d),(Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003); successivamente la stessa lettera d) è stata  rettificata con avviso di rettifica del 28 luglio 2003 (Gazzetta Ufficiale 28 luglio 2003 n. 173) riportato nella colonna di destra della pagina cui si accede dal precedente link.
   
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 Posizione dell'art 6 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo I

OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

   
Art. 6 Regole generali sulla competenza (L)  [1]
   
Comma 1
(art. 6 )
L'autorità competente alla realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità è anche competente all'emanazione degli atti del procedimento espropriativo che si renda necessario. (L) 
   
Comma 2
(art. 6 )
Le amministrazioni statali, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri enti pubblici individuano ed organizzano l'ufficio per le espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio già esistente. (L)
   
Comma 3
(art. 6 )
 
Le Regioni a statuto speciale o a statuto ordinario e le Province autonome di Trento e di Bolzano emanano tutti gli atti dei procedimenti espropriativi strumentali alla cura degli interessi da esse gestiti, anche nel caso di delega di funzioni statali. (L)
   
Comma 4
(art. 6 )
Gli enti locali possono istituire un ufficio comune per le espropriazioni e possono costituirsi in consorzio o in un'altra forma associativa prevista dalla legge. (L)
   
Comma 5
(art. 6 )
All'ufficio per le espropriazioni è preposto un dirigente o, in sua mancanza, il dipendente con la qualifica più elevata. (L)
   
Comma 6
(art. 6 )
Per ciascun procedimento, è designato un responsabile che dirige, coordina e cura tutte le operazioni e gli atti del procedimento, anche avvalendosi dell'ausilio di tecnici. (L)
   
Comma 7
(art. 6 )
Il dirigente dell'ufficio per le espropriazioni emana ogni provvedimento conclusivo del procedimento o di singole fasi di esso, anche se non predisposto dal responsabile del procedimento. (L)
   
Comma 8
(art. 6 )



 
Se l'opera pubblica o di pubblica utilità va realizzata da un concessionario o contraente generale, l'amministrazione titolare del potere espropriativo può delegare, in tutto o in parte, l'esercizio dei propri poteri espropriativi, determinando chiaramente l'ambito della delega nella concessione o nell'atto di affidamento, i cui estremi vanno specificati in ogni atto del procedimento espropriativo. A questo scopo i soggetti privati cui sono attribuiti per legge o per delega poteri espropriativi, possono avvalersi di società controllata. I soggetti privati possono altresì avvalersi di società di servizi ai fini delle attività preparatorie. (L)
   
Comma 9
(art. 6 )
Per le espropriazioni finalizzate alla realizzazione di opere private, l'autorità espropriante è l'Ente che emana il provvedimento dal quale deriva la dichiarazione di pubblica utilità. (L)
   
 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]  Articolo sostituito  dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera e) (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

 

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 Posizione dell'art 7 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo I

OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE DEL TESTO UNICO

   
Art. 7 Competenze particolari dei Comuni (L)
Comma 1 Il Comune può espropriare:
(art. 7) a) le aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in contrasto con la destinazione di zona o abbiano carattere provvisorio, a seguito dell'approvazione del piano regolatore generale, per consentirne l'ordinata attuazione nelle zone di espansione;
b) l'immobile al quale va incorporata un'area inserita in un piano particolareggiato e non utilizzata, quando il suo proprietario non intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni, entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla ricezione di un avviso del dirigente dell'ufficio per le espropriazioni;
c) gli immobili necessari per delimitare le aree fabbricabili e per attuare il piano regolatore, nel caso di mancato accordo tra i proprietari del comprensorio;
d) le aree inedificate e le costruzioni da trasformare secondo speciali prescrizioni, quando decorre inutilmente il termine, non inferiore a novanta giorni, fissato nell'atto determinativo della formazione del consorzio, notificato ai proprietari interessati. (L)
   
 

Nota. Il testo di questo articolo non ha subito modifiche.

   
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TITOLO II - DISPOSIZIONI GENERALI
Capo I - IDENTIFICAZIONE DELLE FASI CHE PRECEDONO IL DECRETO D'ESPROPRIO
 Posizione dell'art 8 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo I

DISPOSIZIONI GENERALI
IDENTIFICAZIONE DELLE FASI CHE PRECEDONO IL DECRETO D'ESPROPRIO

   
Art. 8 Le fasi del procedimento espropriativo [1]    (L)
Comma 1
(art.8)
Il decreto di esproprio può essere emanato qualora:
a) l'opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale, o in un atto di natura ed efficacia equivalente, e sul bene da espropriare sia stato apposto il vincolo preordinato all'esproprio;
b) vi sia stata la dichiarazione di pubblica utilità;
c) sia stata determinata, anche se in via provvisoria, l'indennità di esproprio. (L)
   
 

Nota. Il testo di questo articolo non ha subito modifiche.

  [1] leggasi espropriativo, come correttamente indicato nel testo B (disposizioni legislative) e nel testo C (disposizioni regolamentari) ed erroneamente trascritto in questo testo A con un errore ortografico.





 

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Capo II  - LA FASE DELLA SOTTOPOSIZIONE DEL BENE AL VINCOLO PREORDINATO ALL'ESPROPRIO
 Posizione dell'art 9 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo II

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA SOTTOPOSIZIONE DEL BENE AL VINCOLO PREORDINATO ALL'ESPROPRIO

   
Art. 9 Vincoli derivanti da piani urbanistici (L)
Comma 1.
(art.9)
 
1. Un bene è sottoposto al vincolo preordinato all'esproprio quando diventa efficace l'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero una sua variante, che prevede la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità. (L)
   
Comma 2.
(art.9)
Il vincolo preordinato all'esproprio ha la durata di cinque anni. Entro tale termine, può essere emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera. (L)
   
Comma 3.
(art.9)
 
Se non è tempestivamente dichiarata la pubblica utilità dell'opera, il vincolo preordinato all'esproprio decade e trova applicazione la disciplina dettata dall'articolo 9 del testo unico in materia edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica  6 giugno 2001, n. 380. (L) [1]
   
Comma 4.
(art.9)
 
Il vincolo preordinato all'esproprio, dopo la sua decadenza, può essere motivatamente reiterato, con la rinnovazione dei procedimenti previsti al comma 1, e tenendo conto delle esigenze di soddisfacimento degli standard. (L) [2]
   
Comma 5.
(art.9)




 
Nel corso dei cinque anni di durata del vincolo preordinato all'esproprio, il consiglio comunale può motivatamente disporre o autorizzare che siano realizzate sul bene vincolato opere pubbliche o di pubblica utilità diverse da quelle originariamente previste nel piano urbanistico generale. In tal caso, se la Regione o l'ente da questa delegato all'approvazione del piano urbanistico generale non manifesta il proprio dissenso entro il termine di novanta giorni, decorrente dalla ricezione della delibera del Consiglio comunale e della relativa completa documentazione, si intende approvata la determinazione del Consiglio comunale, che in una successiva seduta ne dispone l'efficacia. (L) [3]
   
Comma 6.
(art.9)
Salvo quanto previsto dal comma 5, nulla è innovato in ordine alla normativa statale o regionale sulla adozione e sulla approvazione degli strumenti urbanistici. (L) [4]
   
 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Comma modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214 (rif. art 9 comma 3)  e, successivamente, dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera f) n 1. (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
[2] Comma modificato da
avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214.(rif. art 9 comma 4)
[3] Comma modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214 (rif. art 9 comma 5) e, successivamente, dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera f) n 2.(Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
[4] Comma modificato
D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera f) n 3. (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

   
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 Posizione dell'art 10 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo II 

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA SOTTOPOSIZIONE DEL BENE AL VINCOLO PREORDINATO ALL'ESPROPRIO

   
Art. 10 Vincoli derivanti da atti diversi dai piani urbanistici generali (L) [1]  
Comma 1.
(art.10)



 
Se la realizzazione di un'opera pubblica o di pubblica utilità non è prevista dal piano urbanistico generale, il vincolo preordinato all'esproprio può essere disposto, ove espressamente se ne dia atto, su richiesta dell'interessato ai sensi dell'articolo 14, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero su iniziativa dell'amministrazione competente all'approvazione del progetto, mediante una conferenza di servizi, un accordo di programma, una intesa ovvero un altro atto, anche di natura territoriale, che in base alla legislazione vigente comporti la variante al piano urbanistico. (L)
   
Comma 2.
(art.10)
 
Il vincolo può essere altresì disposto, dandosene espressamente atto, con il ricorso alla variante semplificata al piano urbanistico da realizzare, anche su richiesta dell'interessato, con le modalità e secondo le procedure di cui all'articolo 19, commi 2 e seguenti. (L)
   
Comma 3.
(art.10)
 
Per le opere per le quali sia già intervenuto, in conformità alla normativa vigente, uno dei provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 prima della data di entrata in vigore del presente testo unico, il vincolo si intende apposto, anche qualora non ne sia stato dato esplicitamente atto. (L)
 

 

 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]  Articolo sostituito dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera g)  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

   
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 Posizione dell'art 11 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo II 

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA SOTTOPOSIZIONE DEL BENE AL VINCOLO PREORDINATO ALL'ESPROPRIO

   
Art. 11 La partecipazione degli interessati (L) [1] 
Comma 1.
(art.11)



 
Al proprietario, del bene sul quale si intende apporre il vincolo preordinato all'esproprio, va inviato l'avviso dell'avvio del procedimento:
a) nel caso di adozione di una variante al piano regolatore per la realizzazione di una singola opera pubblica, almeno venti giorni prima della delibera del consiglio comunale; 
b) nei casi previsti dall'articolo 10, comma 1, almeno venti giorni prima dell'emanazione dell'atto se ciò risulti compatibile con le esigenze di celerità del procedimento. (L)
   
Comma 2.
(art.11)





 
L'avviso di avvio del procedimento è comunicato personalmente agli interessati alle singole opere previste dal piano o dal progetto. Allorché il numero dei destinatari sia superiore a 50, la comunicazione è effettuata mediante pubblico avviso, da affiggere all'albo pretorio dei Comuni nel cui territorio ricadono gli immobili da assoggettare al vincolo, nonché su uno o più quotidiani a diffusione nazionale e locale e, ove istituito, sul sito informatico della Regione o Provincia autonoma nel cui territorio ricadono gli immobili da assoggettare al vincolo. L'avviso deve precisare dove e con quali modalità può essere consultato il piano o il progetto. Gli interessati possono formulare entro i successivi trenta giorni osservazioni che vengono valutate dall'autorità espropriante ai fini delle definitive determinazioni. (L)
   
Comma 3.
(art.11)
 
La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai fini dell'approvazione del progetto preliminare delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi ricompresi nei programmi attuativi dell'articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. (L)
   
Comma 4.
(art.11)
Ai fini dell'avviso dell'avvio del procedimento delle conferenze di servizi in materia di lavori pubblici, si osservano le forme previste dal decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554. (L)
   
Comma 5.
(art.11)
 
Salvo quanto previsto dal comma 2, restano in vigore le disposizioni vigenti che regolano le modalità di partecipazione del proprietario dell'area e di altri interessati nelle fasi di adozione e di approvazione degli strumenti urbanistici. (L)
 

 

 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Articolo modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214 ( rif.art 11 comma 1 lettera b) e, successivamente, sostituito dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera h)  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

   
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Capo III -  LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
     
Sez. I  - DISPOSIZIONI SUL PROCEDIMENTO
 Posizione dell'art 12 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI SUL PROCEDIMENTO

   
Art. 12 Gli atti che comportano la dichiarazione di pubblica utilità (L)  [1]
Comma 1.
(art.12)






 
La dichiarazione di pubblica utilità si intende disposta:
a) quando l'autorità espropriante approva a tale fine il progetto definitivo dell'opera pubblica o di pubblica utilità, ovvero quando sono approvati il piano particolareggiato, il piano di lottizzazione, il piano di recupero, il piano di ricostruzione, il piano delle aree da destinare a insediamenti produttivi, ovvero quando è approvato il piano di zona;
b) in ogni caso, quando in base alla normativa vigente equivale a dichiarazione di pubblica utilità l'approvazione di uno strumento urbanistico, anche di settore o attuativo, la definizione di una conferenza di servizi o il perfezionamento di un accordo di programma, ovvero il rilascio di una concessione, di una autorizzazione o di un atto avente effetti equivalenti. (L)
   
Comma 2.
(art.12)

 
Le varianti derivanti dalle prescrizioni della conferenza di servizi, dell'accordo di programma o di altro atto di cui all'articolo 10, nonché le successive varianti in corso d'opera, qualora queste ultime non comportino variazioni di tracciato al di fuori delle zone di rispetto previste ai sensi del d.P.R. 11 luglio 1980, n. 753, nonché ai sensi del decreto ministeriale 1 aprile 1968, sono approvate dall'autorità espropriante ai fini della dichiarazione di pubblica utilità e non richiedono nuova apposizione del vincolo preordinato all'esproprio. (L)
   
Comma 3.
(art.12)
Qualora non sia stato apposto il vincolo preordinato all'esproprio la dichiarazione di pubblica utilità diventa efficace al momento di tale apposizione a norma degli articoli 9 e 10. (L)
   
 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]  
Articolo sostituito dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera i)  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

   
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 Posizione dell'art 13 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI SUL PROCEDIMENTO

   
Art. 13 Contenuto ed effetti dell'atto che comporta la dichiarazione di pubblica utilità (L)
Comma 1.
(art.13)
Il provvedimento che dispone la pubblica utilità dell'opera può essere emanato fino a quando non sia decaduto il vincolo preordinato all'esproprio. (L)
   
Comma 2.
(art.13)
Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilità si producono anche se non sono espressamente indicati nel provvedimento che la dispone. (L)
   
Comma 3.
(art.13)
Nel provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera può essere stabilito il termine entro il quale il decreto di esproprio va emanato. (L) [1]
   
Comma 4.(art.13) Se manca l'espressa determinazione del termine di cui al comma 3, il decreto di esproprio può essere emanato entro il termine di cinque anni, decorrente dalla data in cui diventa efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera. (L) [2]
   
Comma 5.
(art.13)
 
L'autorità che ha dichiarato la pubblica utilità dell'opera può disporre la proroga dei termini previsti dai commi 3 e 4 per casi di forza maggiore o per altre giustificate ragioni. La proroga può essere disposta, anche d'ufficio, prima della scadenza del termine e per un periodo di tempo che non supera i due anni. (L)
   
Comma 6.
(art.13)
La scadenza del termine entro il quale può essere emanato il decreto di esproprio determina l'inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità. (L)
   
Comma 7.
(art.13)
Restano in vigore le disposizioni che consentono l'esecuzione delle previsioni dei piani territoriali o urbanistici, anche di settore o attuativi, entro termini maggiori di quelli previsti nel comma 4. (L)
   
Comma 8.
(art.13)

 
Qualora il vincolo preordinato all'esproprio riguardi immobili da non sottoporre a trasformazione fisica, la dichiarazione di pubblica utilità ha luogo mediante l'adozione di un provvedimento di destinazione ad uso pubblico dell'immobile vincolato, con cui sono indicate le finalità dell'intervento, i tempi previsti per eventuali lavori di manutenzione, nonché i relativi costi previsti. (L)
 

 

 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Comma modificato dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera l) n 1 (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
[2] Comma modificato dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera l) n 2 (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

   
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 Posizione dell'art 14 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI SUL PROCEDIMENTO

   
Art. 14 Istituzione degli elenchi degli atti che dichiarano la pubblica utilità (L) [1]
Comma 1.
(art.14)
 
L'autorità che emana uno degli atti previsti dall'articolo 12, comma 1, ovvero esegue un decreto di espropriazione, ne trasmette una copia al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per le opere di competenza statale, e al presidente della Regione, per le opere di competenza regionale. (L)
   
Comma 2.
(art.14)



 
Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ovvero del presidente della Regione, rispettivamente per le opere di competenza statale o regionale, sono indicati gli uffici competenti all'aggiornamento degli elenchi degli atti da cui deriva la dichiarazione di pubblica utilità ovvero con cui è disposta l'espropriazione, distinti in relazione alle diverse amministrazioni che li hanno adottati; nello stesso decreto può prevedersi che i medesimi o altri uffici possano dare indicazioni operative alle autorità esproprianti per la corretta applicazione del presente testo unico. (L)
   
Comma 3. L'autorità espropriante comunica all'ufficio di cui al comma 2: 
(art.14) a) quale sia lo stato del procedimento d'esproprio, almeno sei mesi e non oltre tre mesi prima della data di scadenza degli effetti della dichiarazione di pubblica utilità; 
b) se sia stato eseguito entro il prescritto termine il decreto d'esproprio ovvero se il medesimo termine sia inutilmente scaduto; 
c) se siano stati impugnati gli atti di adozione e di approvazione del piano urbanistico generale, l'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera o il decreto di esproprio. (L)
 

 

   
 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]  
Articolo modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214 (rif.art.14 comma 3)  e, successivamente, sostituito dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera m)  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

     
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Sez. II -  DISPOSIZIONI PARTICOLARI SULLA APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO DELL'OPERA
 Posizione dell'art 15 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. II 

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI PARTICOLARI SULLA APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO DELL'OPERA

   
Art. 15 Disposizioni sulla redazione del progetto (L)  [1]
Comma 1.
(art.15)

 
Per le operazioni planimetriche e le altre operazioni preparatorie necessarie per la redazione dello strumento urbanistico generale, di una sua variante o di un atto avente efficacia equivalente nonché per l'attuazione delle previsioni urbanistiche e per la progettazione di opere pubbliche e di pubblica utilità, i tecnici incaricati, anche privati, possono essere autorizzati ad introdursi nell'area interessata. (L)
   
Comma 2.
(art.15)



 
Chiunque chieda il rilascio della autorizzazione deve darne notizia, mediante atto notificato con le forme degli atti processuali civili o lettera raccomandata con avviso di ricevimento, al proprietario del bene, nonché al suo possessore, se risulti conosciuto. L'autorità espropriante tiene conto delle eventuali osservazioni, formulate dal proprietario o dal possessore entro sette giorni dalla relativa notifica o comunicazione, e può accogliere la richiesta solo se risultano trascorsi almeno ulteriori dieci giorni dalla data in cui è stata notificata o comunicata la richiesta di introdursi nella altrui proprietà. (L)
   
Comma 3.
(art.15)
 
L'autorizzazione indica i nomi delle persone che possono introdursi nell'altrui proprietà ed è notificata o comunicata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento almeno sette giorni prima dell'inizio delle operazioni. (L)
   
Comma 4.
(art.15)
Il proprietario e il possessore del bene possono assistere alle operazioni, anche mediante persone di loro fiducia. (L)
   
Comma 5.
(art.15)

 
L'autorizzazione di cui al comma 1 si estende alle ricerche archeologiche, alla bonifica da ordigni bellici e alla bonifica dei siti inquinati. Le ricerche archeologiche sono compiute sotto la vigilanza delle competenti soprintendenze, che curano la tempestiva programmazione delle ricerche ed il rispetto della medesima, allo scopo di evitare ogni ritardo all'avvio delle opere. (L)
 

 

 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]
 Articolo sostituito dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera n) (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

   
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 Posizione dell'art 16 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. II 

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI PARTICOLARI SULLA APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO DELL'OPERA

   
Art. 16 Le modalità che precedono l'approvazione del progetto definitivo (L - R) [1]
Comma 1
(art.16)



 
Il soggetto, anche privato, diverso da quello titolare del potere di approvazione del progetto di un'opera pubblica o di pubblica utilità, può promuovere l'adozione dell'atto che dichiara la pubblica utilità dell'opera. A tale fine, egli deposita presso l'ufficio per le espropriazioni il progetto dell'opera, unitamente ai documenti ritenuti rilevanti e ad una relazione sommaria, la quale indichi la natura e lo scopo delle opere da eseguire, nonché agli eventuali nulla osta, alle autorizzazioni o agli altri atti di assenso, previsti dalla normativa vigente. (L)
   
Comma 2
(art.16)

 
In ogni caso, lo schema dell'atto di approvazione del progetto deve richiamare gli elaborati contenenti la descrizione dei terreni e degli edifici di cui è prevista l'espropriazione, con l'indicazione dell'estensione e dei confini, nonché, possibilmente, dei dati identificativi catastali e con il nome ed il cognome dei proprietari iscritti nei registri catastali. (L)
   
Comma 3
(art.16)
L'autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo 15 consente anche l'effettuazione delle operazioni previste dal comma 2. (L)
   
Comma 4
(art.16)
 
Al proprietario dell'area ove è prevista la realizzazione dell'opera è inviato l'avviso dell'avvio del procedimento e del deposito degli atti di cui al comma 1, con l'indicazione del nominativo del responsabile del procedimento. (L) 
   
Comma 5
(art.16)
Allorché il numero dei destinatari sia superiore a 50 si osservano le forme di cui all'articolo 11, comma 2. (L)
   
Comma 6
(art.16)
 
Ai fini dell'approvazione del progetto definitivo degli interventi di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, l'avviso di avvio del procedimento di dichiarazione di pubblica utilità è comunicato con le modalità di cui all'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190. (L)
   
Comma 7
(art.16)
Se la comunicazione prevista dal comma 4 non ha luogo per irreperibilità o assenza del proprietario risultante dai registri catastali, il progetto può essere ugualmente approvato. (L)
   
Comma 8
(art.16)

 
Se risulta la morte del proprietario iscritto nei registri catastali e non risulta il proprietario attuale, la comunicazione di cui al comma 4 è sostituita da un avviso, affisso per venti giorni consecutivi all'albo pretorio dei comuni interessati e da un avviso pubblicato su uno o più quotidiani a diffusione nazionale e locale. (L)
   
Comma 9
(art.16)
L'autorità espropriante non è tenuta a dare alcuna comunicazione a chi non risulti proprietario del bene. (L)
   
Comma 10
(art.16)
Il proprietario e ogni altro interessato possono formulare osservazioni al responsabile del procedimento, nel termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione dell'avviso. (L)
   
Comma 11
(art.16)

 
Nei casi previsti dall'articolo 12, comma 1, il proprietario dell'area, nel formulare le proprie osservazioni, può chiedere che l'espropriazione riguardi anche le frazioni residue dei suoi beni che non siano state prese in considerazione, qualora per esse risulti una disagevole utilizzazione ovvero siano necessari considerevoli lavori per disporne una agevole utilizzazione. (L)
   
Comma 12
(art.16)

 
L'autorità espropriante si pronuncia sulle osservazioni, con atto motivato. Se l'accoglimento in tutto o in parte delle osservazioni comporta la modifica dello schema del progetto con pregiudizio di un altro proprietario che non abbia presentato osservazioni, sono ripetute nei suoi confronti le comunicazioni previste dal comma 4. (L)
   
Comma 13
(art.16)
Se le osservazioni riguardano solo una parte agevolmente separabile dell'opera, l'autorità espropriante può approvare per la restante parte il progetto, in attesa delle determinazioni sulle osservazioni. (L)
   
Comma 14
(art.16)
 
Qualora nel corso dei lavori si manifesti la necessità o l'opportunità di espropriare altri terreni o altri edifici, attigui a quelli già espropriati, con atto motivato autorità espropriante [2] integra il provvedimento con cui è stato approvato il progetto ai fini della dichiarazione di pubblica utilità. Si applicano le disposizioni dei precedenti commi. (L)
   
 

Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Articolo sostituito dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera o) (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
[2] leggasi l'autorità espropriante; errore di stampa sulla gazzetta ufficiale.

   
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 Posizione dell'art 17 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. II 

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI PARTICOLARI SULLA APPROVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO DELL'OPERA

   
Art. 17 L'approvazione del progetto definitivo (L - R) [1]
Comma 1
(art.17)
Il provvedimento che approva il progetto definitivo, ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all'esproprio. (L)
   
Comma 2
(art.17)


 
Mediante raccomandata con avviso di ricevimento o altra forma di comunicazione equipollente al proprietario è data notizia della data in cui è diventato efficace l'atto che ha approvato il progetto definitivo e della facoltà di prendere visione della relativa documentazione . Al proprietario è contestualmente comunicato che può fornire ogni utile elemento per determinare il valore da attribuire all'area ai fini della liquidazione della indennità di esproprio. (L)
   
  Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]
Articolo modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214  (rif. art 17 comma 3) e, successivamente, sostituito dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera p) (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
 

 

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Sez. III - DISPOSIZIONI SULL'APPROVAZIONE DI UN PROGETTO DI UN'OPERA
NON CONFORME   ALLE PREVISIONI URBANISTICHE
 Posizione dell'art 18 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. III

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI SULL'APPROVAZIONE DI UN PROGETTO DI UN'OPERA
NON CONFORME ALLE PREVISIONI URBANISTICHE

   
Art. 18 Disposizioni applicabili per le operazioni preliminari alla progettazione (L)
Comma 1
(art.18)
 
Le disposizioni contenute negli articoli 16 e 17 si applicano anche quando un soggetto pubblico o privato intende redigere un progetto di opera pubblica o di pubblica utilità non conforme alle previsioni urbanistiche. (L)
 

 

  Nota. Il testo di questo articolo non ha subito modifiche.
 
   

 

 

 

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 Posizione dell'art 19 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo III
Sez. III

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DELLA DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ
DISPOSIZIONI SULL'APPROVAZIONE DI UN PROGETTO DI UN'OPERA NON CONFORME   ALLE PREVISIONI URBANISTICHE

   
Art. 19. L'approvazione del progetto (L)  [1]
Comma 1
(art.19)
 
Quando l'opera da realizzare non risulta conforme alle previsioni urbanistiche, la variante al piano regolatore può essere disposta con le forme di cui all'articolo 10, comma 1, ovvero con le modalità di cui ai commi seguenti. (L) 
   
Comma 2
(art.19)
L'approvazione del progetto preliminare o definitivo da parte del consiglio comunale, costituisce adozione della variante allo strumento urbanistico. (L) 
   
Comma 3
(art.19)
 
Se l'opera non è di competenza comunale, l'atto di approvazione del progetto preliminare o definitivo da parte della autorità competente è trasmesso al consiglio comunale, che può disporre l'adozione della corrispondente variante allo strumento urbanistico. (L) 
   
Comma 4
(art.19)

 
Nei casi previsti dai commi 2 e 3, se la Regione o l'ente da questa delegato all'approvazione del piano urbanistico comunale non manifesta il proprio dissenso entro il termine di novanta giorni, decorrente dalla ricezione della delibera del consiglio comunale e della relativa completa documentazione, si intende approvata la determinazione del consiglio comunale, che in una successiva seduta ne dispone l'efficacia. (L)
 

 

  Nota: Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]Articolo modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214 (rif art 19 commi 1, 2, 4) e, successivamente, sostituito dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera q ) (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)
   
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Capo IV - LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO
    Sez. I - DEL MODO DI DETERMINARE L'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE
 Posizione dell'art 20 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo IV
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

DEL MODO DI DETERMINARE L'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

   
Art. 20 La determinazione provvisoria dell'indennità di espropriazione (L - R)  [1]
Comma 1
(art.20)


 
Divenuto efficace l'atto che dichiara la pubblica utilità, entro i successivi trenta giorni il promotore dell'espropriazione compila l'elenco dei beni da espropriare, con una descrizione sommaria, e dei relativi proprietari, ed indica le somme che offre per le loro espropriazioni. L'elenco va notificato a ciascun proprietario, nella parte che lo riguarda, con le forme degli atti processuali civili. Gli interessati nei successivi trenta giorni possono presentare osservazioni scritte e depositare documenti. (L)
   
Comma 2(art.20)


 
Ove lo ritenga opportuno in considerazione dei dati acquisiti e compatibile con le esigenze di celerità del procedimento, l'autorità espropriante invita il proprietario e, se del caso, il beneficiario dell'espropriazione a precisare, entro un termine non superiore a venti giorni ed eventualmente anche in base ad una relazione esplicativa, quale sia il valore da attribuire all'area ai fini della determinazione della indennità di esproprio. (L)
   
Comma 3(art.20)

 
Valutate le osservazioni degli interessati, l'autorità espropriante, anche avvalendosi degli uffici degli enti locali, dell'ufficio tecnico erariale o della commissione provinciale prevista dall'articolo 41, che intenda consultare, prima di emanare il decreto di esproprio accerta il valore dell'area e determina in via provvisoria la misura della indennità di espropriazione. (L)
   
Comma 4(art.20)
 
L'atto che determina in via provvisoria la misura della indennità di espropriazione è notificato al proprietario con le forme degli atti processuali civili e al beneficiario dell'esproprio, se diverso dall'autorità procedente. (L)
   
Comma 5(art.20) Nei trenta giorni successivi alla notificazione, il proprietario può comunicare all'autorità espropriante che condivide la determinazione della indennità di espropriazione. La relativa dichiarazione è irrevocabile. (L)
   
Comma 6(art.20)




 
Qualora abbia condiviso la determinazione dell'indennità di espropriazione, il proprietario è tenuto a consentire all'autorità espropriante che ne faccia richiesta l'immissione nel possesso. In tal caso, il proprietario ha diritto a ricevere un acconto dell'80 per cento dell'indennità, previa autocertificazione, attestante la piena e libera proprietà del bene. Dalla data dell'immissione in possesso il proprietario ha altresì diritto agli interessi nella misura del tasso legale sulla indennità, sino al momento del pagamento dell'eventuale acconto e del saldo. In caso di opposizione all'immissione in possesso l'autorità espropriante può procedervi egualmente con la presenza di due testimoni. (L)
   
Comma 7(art.20)
 
Il proprietario può limitarsi a designare un tecnico di propria fiducia, al fine dell'applicazione dell'articolo 21, comma 2. (L)
   
Comma 8(art.20)




 
Qualora abbia condiviso la determinazione della indennità di espropriazione e abbia dichiarato l'assenza di diritti di terzi sul bene il proprietario è tenuto a depositare nel termine di sessanta giorni, decorrenti dalla comunicazione di cui al comma 5, la documentazione comprovante, anche mediante attestazione notarile, la piena e libera proprietà del bene. In tal caso l'intera indennità, ovvero il saldo di quella già corrisposta a titolo di acconto, è corrisposta entro il termine dei successivi sessanta giorni. Decorso tale termine, al proprietario sono dovuti gli interessi, nella misura del tasso legale anche ove non sia avvenuta la immissione in possesso. (L)
   
Comma 9(art.20)



 
Il beneficiario dell'esproprio ed il proprietario stipulano l'atto di cessione del bene qualora sia stata condivisa la determinazione della indennità di espropriazione e sia stata depositata la documentazione attestante la piena e libera proprietà del bene. Nel caso in cui il proprietario percepisca la somma e si rifiuti di stipulare l'atto di cessione del bene, può essere emesso senza altre formalità il decreto di esproprio, che dà atto di tali circostanze, e può esservi l'immissione in possesso, salve le conseguenze risarcitorie dell'ingiustificato rifiuto di addivenire alla stipula.
   
Comma 10(art.20) L'atto di cessione volontaria è trasmesso per la trascrizione, entro quindici giorni presso l'ufficio dei registri immobiliari, a cura e a spese dell'acquirente. (L)
   
Comma 11(art.20)
 
Dopo aver corrisposto l'importo concordato, l'autorità espropriante, in alternativa alla cessione volontaria, può procedere, anche su richiesta del promotore dell'espropriazione, alla emissione e all'esecuzione del decreto di esproprio. (L)
   
Comma 12(art.20)


 
L'autorità espropriante, anche su richiesta del promotore dell'espropriazione, può altresì emettere ed eseguire il decreto di esproprio, dopo aver ordinato il deposito dell'indennità condivisa presso la Cassa depositi e prestiti qualora il proprietario abbia condiviso la indennità senza dichiarare l'assenza di diritti di terzi sul bene, ovvero qualora non effettui il deposito della documentazione di cui al comma 8 nel termine ivi previsto ovvero ancora non si presti a ricevere la somma spettante. (L)
   
Comma 13(art.20)

 
Al proprietario che abbia condiviso l'indennità offerta spetta l'importo di cui all'articolo 45, comma 2, anche nel caso in cui l'autorità espropriante abbia emesso il decreto di espropriazione ai sensi dei commi 11 e 12. (L)
   
Comma 14(art.20)








 
Decorsi inutilmente trenta giorni dalla notificazione di cui al comma 4, si intende non concordata la determinazione dell'indennità di espropriazione. L'autorità espropriante dispone il deposito, entro trenta giorni, presso la Cassa depositi e prestiti, della somma senza le maggiorazioni di cui all'articolo 45. Effettuato il deposito, l'autorità espropriante può emettere ed eseguire il decreto d'esproprio. (L) [2]

ndr. comma così modificato  dall'articolo 2, comma 89, lettera c) della legge n. 244 del 2007; il vecchio testo era il seguente: Decorsi inutilmente trenta giorni dalla notificazione di cui al comma 4, si intende non concordata la determinazione dell’indennità di espropriazione. L’autorità espropriante dispone il deposito, entro trenta giorni, presso la Cassa depositi e prestiti, della somma ridotta del quaranta per cento se l’area è edificabile, ovvero senza le maggiorazioni di cui all’articolo 45 se l’area non è edificabile. Effettuato il deposito, l’autorità espropriante può emettere ed eseguire il decreto d’esproprio. (L)

   
Comma 15(art.20)
 
Qualora l'efficacia della pubblica utilità derivi dall'approvazione di piani urbanistici esecutivi, i termini per gli adempimenti di cui al comma 1 del presente articolo decorrono dalla data di inserimento degli immobili da espropriare nel programma di attuazione dei piani stessi. (L)
   
 

Nota. Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Articolo modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214 (rif art 20 comma 7) e, successivamente, sostituito dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera r )  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)successivamente la stessa lettera r) è stata  rettificata con avviso di rettifica del 28 luglio 2003 (Gazzetta Ufficiale 28 luglio 2003 n. 173) riportato nella colonna di destra della pagina cui si accede dal precedente link.
[2] Comma così modificato dall'art. 2, comma 89,lettera c) legge n. 24 dicembre 2007, n. 244 (G.U. n. 300 del 28 dicembre 2007 - Suppl. Ord. n. 285)
La  nota di redazione integrata nello stesso comma 14  riporta anche il testo precedente.

   
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 Posizione dell'art 21 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo IV
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

DEL MODO DI DETERMINARE L'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

   
Art. 21. Procedimento di determinazione definitiva dell'indennità di espropriazione (R) [1]
Comma 1
(art.21)
L'autorità espropriante forma l'elenco dei proprietari che non hanno concordato la determinazione della indennità di espropriazione. (L)
   
Comma 2
(art.21)
 
Se manca l'accordo sulla determinazione dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante invita il proprietario interessato, con atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, a comunicare entro i successivi venti giorni se intenda avvalersi, per la determinazione dell'indennità, del procedimento previsto nei seguenti commi e, in caso affermativo, designare un tecnico di propria fiducia. (L)
   
Comma 3
(art.21)


 
Nel caso di comunicazione positiva del proprietario, l'autorità espropriante nomina due tecnici, tra cui quello eventualmente già designato dal proprietario, e fissa il termine entro il quale va presentata la relazione da cui si evinca la stima del bene. Il termine non può essere superiore a novanta giorni, decorrente dalla data in cui è nominato il tecnico di cui al comma 4, ma è prorogabile per effettive e comprovate difficoltà. (L)
   
Comma 4
(art.21)
Il presidente del tribunale civile, nella cui circoscrizione si trova il bene da stimare, nomina il terzo tecnico, su istanza di chi vi abbia interesse. (L)
   
Comma 5
(art.21)
 
Il presidente del tribunale civile sceglie il terzo tecnico tra i professori universitari, anche associati, di estimo, ovvero tra coloro che risultano inseriti nell'albo dei periti o dei consulenti tecnici del tribunale civile nella cui circoscrizione si trova il bene. (L)
   
Comma 6(art.21) Le spese per la nomina dei tecnici:
a) sono liquidate dall'autorità espropriante, in base alle tariffe professionali; 
b) sono poste a carico del proprietario se la stima è inferiore alla somma determinata in via provvisoria, sono divise per metà tra il beneficiario dell'esproprio e l'espropriato se la differenza con la somma determinata in via provvisoria non supera in aumento il decimo e, negli altri casi, sono poste a carico del beneficiario dell'esproprio. (L) 
   
Comma 7
(art.21)
 
I tecnici comunicano agli interessati il luogo, la data e l'ora delle operazioni, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o strumento telematico, almeno sette giorni prima della data stabilita. (L)
   
Comma 8
(art.21)
Gli interessati possono assistere alle operazioni anche tramite persone di loro fiducia, formulare osservazioni orali e presentare memorie scritte e documenti, di cui i tecnici tengono conto. (L)
   
Comma 9
(art.21)
L'opposizione contro la nomina dei tecnici non impedisce o ritarda le operazioni, salvo il diritto di contestare in sede giurisdizionale la nomina e le operazioni peritali. (L) 
   
Comma 10
(art.21)
 
La relazione dei tecnici è depositata presso l'autorità espropriante, che ne dà notizia agli interessati mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, avvertendoli che possono prenderne visione ed estrarne copia entro i successivi trenta giorni. (L)
   
Comma 11.
(art.21)
 In caso di dissenso di uno dei tecnici, la relazione è adottata a maggioranza. (L)
   
Comma 12
(art.21)


 
Ove l'interessato accetti in modo espresso l'indennità risultante dalla relazione, l'autorità espropriante autorizza il pagamento o il deposito della eventuale parte di indennità non depositata; il proprietario incassa la indennità depositata a norma dell'articolo 26. Ove non sia stata manifestata accettazione espressa entro trenta giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 10, l'autorità espropriante ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti dell'eventuale maggior importo della indennità. (L)
   
Comma 13
(art.21)
Il proprietario ha il diritto di chiedere che la somma depositata o da depositare sia impiegata in titoli del debito pubblico. (L)
   
Comma 14
(art.21)
Salve le disposizioni del testo unico, si applicano le norme del codice di procedura civile per quanto riguarda le operazioni peritali e le relative relazioni. (L)
   
Comma 15
(art.21)
Qualora il proprietario non abbia dato la tempestiva comunicazione di cui al comma 2, l'autorità espropriante chiede la determinazione dell'indennità alla commissione prevista dall'articolo 41 che provvede entro novanta giorni dalla richiesta. (L)
   
Comma 16
(art.21)
La relazione della commissione è depositata e comunicata secondo le previsioni del comma 10 e si procede a norma del comma 12. (L)
   
 

Nota. Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Articolo modificato da avviso di rettifica pubblicato nella G.U. 14 settembre 2001, n. 214 ( rif.art 21 comma 3) e, successivamente, sostituito dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera s )  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003);

   
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 Posizione dell'art 22 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo IV
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

DEL MODO DI DETERMINARE L'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

   
Art. 22 Determinazione urgente dell'indennità provvisoria (L) [1]
Comma 1
(art.22)


 
Qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di urgenza, tale da non consentire l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 20, il decreto di esproprio può essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione, senza particolari indagini o formalità. Nel decreto si dà atto della determinazione urgente dell'indennità e si invita il proprietario, nei trenta giorni successivi alla immissione in possesso, a comunicare se la condivide. (L)
   
Comma 2
(art.22)
Il decreto di esproprio può altresì essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione senza particolari indagini o formalità, nei seguenti casi:
  a) per gli interventi di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443; 
b) allorché il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a 50. (L)
   
Comma 3
(art.22)








 
Ricevuta dall'espropriato la comunicazione di cui al comma 1 e la documentazione comprovante la piena e libera disponibilità del bene, l'autorità espropriante dispone il pagamento dell'indennità di espropriazione nel termine di sessanta giorni. Decorso tale termine al proprietario sono dovuti gli interessi nella misura del tasso legale. (L) [2]


ndr. comma così modificato  dall'articolo 2, comma 89, lettera d) della legge n. 244 del 2007 [2]
 il testo previgente era il seguente:Ricevuta dall’espropriato la comunicazione di cui al comma 1 e la documentazione comprovante la piena e libera disponibilità del bene, l’autorità espropriante dispone il pagamento dell’indennità di espropriazione nel termine di sessanta giorni, senza applicare la riduzione del quaranta per cento di cui all’articolo 37, comma 1. Decorso tale termine al proprietario sono dovuti gli interessi nella misura del tasso legale. (L)
   
Comma 4
(art.22)
 
Se non condivide la determinazione della misura della indennità di espropriazione, entro il termine previsto dal comma 1 l'espropriato può chiedere la nomina dei tecnici, ai sensi dell'articolo 21 e, se non condivide la relazione finale, può proporre l'opposizione alla stima. (L)
   
Comma 5
(art.22)

 
In assenza della istanza dei proprietario, l'autorità espropriante chiede la determinazione dell'indennità alla commissione provinciale prevista dall'articolo 41, che provvede entro il termine di trenta giorni, e dà comunicazione della medesima determinazione al proprietario, con avviso notificato con le forme degli atti processuali civili. (L)
   
 

Nota. Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Articolo sostituito dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera t )  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003);
[2] Comma così modificato dall'art. 2, comma 89, lettera d) legge n. 24 dicembre 2007, n. 244
(G.U. n. 300 del 28 dicembre 2007 - Suppl. Ord. n. 285);
La  nota di redazione integrata nello stesso comma 3 riporta anche il testo precedente.

   
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 Posizione dell'art 22 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo IV
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

DEL MODO DI DETERMINARE L'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE

   
Art.
22 bis.
Occupazione d'urgenza preordinata all'espropriazione (L) [1]
Comma 1
(art.22.bis)






 
Qualora l'avvio dei lavori rivesta carattere di particolare urgenza, tale da non consentire, in relazione alla particolare natura delle opere, l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 20, può essere emanato, senza particolari indagini e formalità, decreto motivato che determina in via provvisoria l'indennità di espropriazione, e che dispone anche l'occupazione anticipata dei beni immobili necessari. Il decreto contiene l'elenco dei beni da espropriare e dei relativi proprietari, indica i beni da occupare e determina l'indennità da offrire in via provvisoria. Il decreto è notificato con le modalità di cui al comma 4 e seguenti dell'articolo 20 con l'avvertenza che il proprietario, nei trenta giorni successivi alla immissione in possesso, può, nel caso non condivida l'indennità offerta, presentare osservazioni scritte e depositare documenti. (L)
   
Comma 2
(art. 22  bis)
Il decreto di cui al comma 1, può altresì essere emanato ed eseguito in base alla determinazione urgente della indennità di espropriazione senza particolari indagini o formalità, nei seguenti casi: 
  a) per gli interventi di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443; 
b) allorché il numero dei destinatari della procedura espropriativa sia superiore a 50. (L)
   
Comma 3
(art. 22  bis)
Al proprietario che abbia condiviso la determinazione dell'indennità è riconosciuto l'acconto dell'80% con le modalità di cui al comma 6, dell'articolo 20. (L)
   
Comma 4
(art. 22  bis)
 
L'esecuzione del decreto di cui al comma 1, ai fini dell'immissione in possesso, è effettuata con le medesime modalità di cui all'articolo 24 e deve aver luogo entro il termine perentorio di tre mesi dalla data di emanazione del decreto medesimo. (L)
   
Comma 5
(art. 22  bis)
 
Per il periodo intercorrente tra la data di immissione in possesso e la data di corresponsione dell'indennità di espropriazione o del corrispettivo, stabilito per l'atto di cessione volontaria è dovuta l'indennità di occupazione, da computare ai sensi dell'articolo 50, comma 1. (L)
   
Comma 6
(art. 22  bis)
Il decreto che dispone l'occupazione ai sensi del comma 1 perde efficacia qualora non venga emanato il decreto di esproprio nel termine di cui all'articolo 13. (L)
 

 

 

Nota. Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]
Articolo inserito dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera u )  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003); successivamente la stessa lettera u) è stata  rettificata con avviso di rettifica del 28 luglio 2003 (Gazzetta Ufficiale 28 luglio 2003 n. 173) riportato nella colonna di destra della pagina cui si accede dal precedente link.

   
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      Sez. II - DEL DECRETO DI ESPROPRIO
 Posizione dell'art 23 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo IV
Sez. II

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

DEL DECRETO DI ESPROPRIO

   
Art. 23. Contenuto ed effetti del decreto di esproprio (L - R)
Comma 1
(art. 23)
Il decreto di esproprio:
a) è emanato entro il termine di scadenza dell'efficacia della dichiarazione di pubblica utilità;
b) indica gli estremi degli atti da cui è sorto il vincolo preordinato all'esproprio e del provvedimento che ha approvato il progetto dell'opera;
c) indica quale sia l'indennità determinata in via provvisoria o urgente e precisa se essa sia stata accettata dal proprietario o successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti;
d) dà atto della eventuale nomina dei tecnici incaricati di determinare in via definitiva l'indennità di espropriazione, precisando se essa sia stata accettata dal proprietario o successivamente corrisposta, ovvero se essa sia stata depositata presso la Cassa depositi e prestiti;
e) dà atto della eventuale sussistenza dei presupposti previsti dall'articolo 22, comma 1, e della determinazione urgente della indennità provvisoria;
e-bis) dà atto degli estremi del decreto emanato ai sensi dell'articolo 22-bis e del relativo stato di esecuzione; [1]
f) dispone il passaggio del diritto di proprietà, o del diritto oggetto dell'espropriazione, sotto la condizione sospensiva che il medesimo decreto sia successivamente notificato ed eseguito;
g) è notificato al proprietario nelle forme degli atti processuali civili, con un avviso contenente l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora in cui è prevista l'esecuzione del decreto di espropriazione, almeno sette giorni prima di essa;
h) è eseguito mediante l'immissione in possesso del beneficiario dell'esproprio, con la redazione del verbale di cui all'articolo 24. (L)
   
Comma 2
(art. 23)
Il decreto di esproprio è trascritto senza indugio presso l'ufficio dei registri immobiliari. (L)
   
Comma 3
(art. 23)
 
La notifica del decreto di esproprio può avere luogo contestualmente alla sua esecuzione. Qualora vi sia l'opposizione del proprietario o del possessore del bene, nel verbale si da' atto dell'opposizione e le operazioni di immissione in possesso possono essere differite di dieci giorni. (L)
   
Comma 4
(art. 23)
Le operazioni di trascrizione e di voltura nel catasto e nei libri censuari hanno luogo senza indugio, a cura e a spese del beneficiario dell'esproprio. (R)
   
Comma 5
(art. 23)

 
Un estratto del decreto di esproprio è trasmesso entro cinque giorni per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova il bene. L'opposizione del terzo è proponibile entro i trenta giorni successivi alla pubblicazione dell'estratto. Decorso tale termine in assenza di impugnazioni, anche per il terzo l'indennità' resta fissata nella somma depositata. (L)
   
 

Nota. Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1] Lettera inserita dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera v ) (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003)

   
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 Posizione dell'art 24 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo IV
Sez. II

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

DEL DECRETO DI ESPROPRIO

   
Art. 24 Esecuzione del decreto di esproprio (L - R)
Comma 1
(art. 24)
L'esecuzione del decreto di esproprio ha luogo per iniziativa dell'autorità espropriante o del suo beneficiario, con il verbale di immissione in possesso, entro il termine perentorio di due anni. (L)
   
Comma 2
(art. 24)
Lo stato di consistenza del bene può essere compilato anche successivamente alla redazione del verbale di immissione in possesso,senza ritardo e prima che sia mutato lo stato dei luoghi. (L)
   
Comma 3
(art. 24)

 
Lo stato di consistenza e il verbale di immissione sono redatti in contraddittorio con l'espropriato o, nel caso di assenza o di rifiuto, con la presenza di almeno due testimoni che non siano dipendenti del beneficiario dell'espropriazione. Possono partecipare alle operazioni i titolari di diritti reali o personali sul bene. (L)
   
Comma 4
(art. 24)
 
Si intende effettuata l'immissione in possesso anche quando,malgrado la redazione del relativo verbale, il bene continua ad essere utilizzato, per qualsiasi ragione, da chi in precedenza ne aveva la disponibilità. (L)
   
Comma 5
(art. 24)
 
L'autorità espropriante, in calce al decreto di esproprio,indica la data in cui è avvenuta l'immissione in possesso e trasmette copia del relativo verbale all'ufficio per i registri immobiliari, per la relativa annotazione. (R)
   
Comma 6
(art. 24)
L'autorità che ha eseguito il decreto di esproprio ne dà comunicazione all'ufficio istituito ai sensi dell'articolo 14, comma 1. (R)
   
Comma 7
(art. 24)
Decorso il termine previsto nel comma 1, entro i successivi tre anni può essere emanato un ulteriore atto che comporta la dichiarazione di pubblica utilità. (L)
 

 

 

Nota. Il testo di questo articolo non ha subito modifiche.

   
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 Posizione dell'art 25 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo IV
Sez. II

DISPOSIZIONI GENERALI
LA FASE DI EMANAZIONE DEL DECRETO DI ESPROPRIO

DEL DECRETO DI ESPROPRIO

   
Art. 25 Effetti dell'espropriazione per i terzi (L)
Comma 1
(art. 25)
 
L'espropriazione del diritto di proprietà comporta l'estinzione automatica di tutti gli altri diritti, reali o personali, gravanti sul bene espropriato, salvo quelli compatibili con i fini cui l'espropriazione è preordinata. (L)
   
Comma 2
(art. 25)
Le azioni reali e personali esperibili sul bene espropriando non incidono sul procedimento espropriativo e sugli effetti del decreto di esproprio. (L)
   
Comma 3
(art. 25)
Dopo la trascrizione del decreto di esproprio, tutti i diritti relativi al bene espropriato possono essere fatti valere unicamente sull'indennità. (L)
   
Comma 4
(art. 25)


 
A seguito dell'esecuzione del decreto di esproprio, il Prefetto convoca tempestivamente, e comunque non oltre dieci giorni dalla richiesta, il soggetto proponente e i soggetti gestori di servizi pubblici titolari del potere di autorizzazione e di concessione di attraversamento, per la definizione degli spostamenti concernenti i servizi interferenti e delle relative modalità tecniche. Il soggetto proponente, qualora i lavori di modifica non siano stati avviati entro sessanta giorni, può provvedervi direttamente, attenendosi alle modalità tecniche eventualmente definite ai sensi del presente comma. (L)
   
  Nota. Il testo di questo articolo non ha subito modifiche.
   
   
   
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Capo V - IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
  Sez. I  - DISPOSIZIONI GENERALI
 Posizione dell'art 26 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo V
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
Sez. I  DISPOSIZIONI GENERALI

   
Art. 26. Pagamento o deposito dell'indennità provvisoria (R)
Comma 1
(art. 26)

 
1. Trascorso il termine di trenta giorni dalla notificazione dell'atto determinativo dell'indennità provvisoria, l'autorità espropriante ordina che il promotore dell'espropriazione effettui il pagamento delle indennità che siano state accettate, ovvero il deposito delle altre indennità presso la Cassa depositi e prestiti. (R)
   
Comma 1-bis(art. 26) L'autorità espropriante ordina il pagamento diretto dell'indennità al proprietario nei casi di cui all'articolo 20, comma 8. (R) [1]
   
Comma 2
(art. 26)
 
L'autorità espropriante può ordinare altresì il pagamento diretto dell'indennità al proprietario, qualora questi abbia assunto ogni responsabilità in ordine ad eventuali diritti dei terzi, e può disporre che sia prestata una idonea garanzia entro un termine all'uopo stabilito. (R) [2]
   
Comma 3
(art. 26)
 
Se il bene è gravato di ipoteca, al proprietario è corrisposta l'indennità previa esibizione di una dichiarazione del titolare del diritto di ipoteca, con firma autenticata, che autorizza la riscossione della somma. (R)
   
Comma 4
(art. 26)

 
Se il bene è gravato da altri diritti reali, ovvero se sono presentate opposizioni al pagamento della indennità, in assenza di accordo sulle modalità della sua riscossione, il beneficiario dell'espropriazione deposita la somma presso la Cassa depositi e prestiti. In tal caso, l'effettivo pagamento ha luogo in conformità alla pronuncia dell'autorità giudiziaria, adita su domanda di chi vi abbia interesse. (R)
   
Comma 5
(art. 26)
 
Qualora manchino diritti dei terzi sul bene, il proprietario può in qualunque momento percepire la somma depositata, con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l'importo effettivamente spettante. (R)
   
Comma 6
(art. 26)

 
La Cassa depositi e prestiti provvede al pagamento delle somme ricevute a titolo di indennità di espropriazione e in relazione alle quali non vi sono opposizioni di terzi, quando il proprietario produca una dichiarazione in cui assume ogni responsabilità in relazione ad eventuali diritti dei terzi. (R)
   
Comma 7
(art. 26)
 
Dei provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 è data immediata notizia al terzo che risulti titolare di un diritto ed è curata la pubblicazione, per estratto, nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino Ufficiale della Regione nel cui territorio si trova il bene. (R)
   
Comma 8
(art. 26)
 
Il provvedimento dell'autorità espropriante diventa esecutivo col decorso di trenta giorni dal compimento delle relative formalità, se non è proposta dai terzi l'opposizione per l'ammontare dell'indennità o per la garanzia. (R)
   
Comma 9
(art. 26)
Se è proposta una tempestiva opposizione, l'autorità espropriante dispone il deposito delle indennità accettate o convenute presso la Cassa depositi e prestiti. (R)
   
Comma 10
(art. 26)

 
Il promotore dell'espropriazione esegue il pagamento dell'indennità accettata o determinata dai tecnici, entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla comunicazione del decreto che ha ordinato il pagamento, salvo il caso in cui egli abbia proposto, entro lo stesso termine, l'opposizione alla stima definitiva della indennità. (R)
   
Comma 11
(art. 26)
 
In seguito alla presentazione, da parte del promotore dell'espropriazione, degli atti comprovanti l'eseguito deposito o pagamento dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante emette senz'altro il decreto di esproprio. (R)
   
 

Nota. Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]
 Comma inserito dal  D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera z) n.1 (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003); successivamente la stessa lettera z) è stata  rettificata con avviso di rettifica del 28 luglio 2003 (Gazzetta Ufficiale 28 luglio 2003 n. 173) riportato nella colonna di destra della pagina cui si accede dal precedente link.
[2]  Comma modificato  dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera z) n.2  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003);

   
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 Posizione dell'art 27 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo V
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
Sez. I  DISPOSIZIONI GENERALI

   
Art. 27 Pagamento o deposito definitivo dell'indennità a seguito della perizia di stima dei tecnici o della Commissione provinciale (R) [1]
Comma 1
(art. 27)

 
La relazione di stima è depositata dai tecnici ovvero della Commissione provinciale presso l'ufficio per le espropriazioni. L'autorità espropriante dà notizia dell'avvenuto deposito mediante raccomandata con avviso di ricevimento e segnala la facoltà di prenderne visione ed estrarne copia. (R) [2]
   
Comma 2
(art. 27)

 
Decorsi trenta giorni dalla comunicazione del deposito, l'autorità espropriante, in base alla relazione peritale e previa liquidazione e pagamento delle spese della perizia, su proposta del responsabile del procedimento autorizza il pagamento dell'indennità, ovvero ne ordina il deposito presso la Cassa depositi e prestiti. (R)
   
Comma 3
(art. 27)
 
In seguito alla presentazione, da parte del promotore dell'espropriazione, degli atti comprovanti l'eseguito deposito o pagamento dell'indennità di espropriazione, l'autorità espropriante emette senz'altro il decreto di esproprio. (R)
   
 

Nota. Per esaminare le norme con le quali, nel tempo, si è formato il testo dell'articolo:
[1]
Rubrica modificata dal D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera aa) n.1  (Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003);
[2] Comma modificato D.Lgs. 27 dicembre 2002, n.302 art. 1 comma 1 lettera aa) n.2
(Gazzetta Ufficiale N. 17 del 22 Gennaio 2003);

   
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 Posizione dell'art 28 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo V
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
Sez. I  DISPOSIZIONI GENERALI

   
Art. 28 Pagamento definitivo della indennità (R)
Comma 1
(art. 28)

 
L'autorità espropriante autorizza il pagamento della somma depositata al proprietario od agli aventi diritto, qualora sia divenuta definitiva rispetto a tutti la determinazione dell'indennità di espropriazione, ovvero non sia stata tempestivamente notificata l'opposizione al pagamento o sia stato concluso tra tutte le parti interessate l'accordo per la distribuzione dell'indennità. (R)
   
Comma 2
(art. 28)
 
L'autorizzazione è disposta su istanza delle parti interessate, su proposta del responsabile del procedimento successiva alla audizione delle parti, da cui risulti anche la mancata notifica di opposizioni di terzi. (R)
   
Comma 3
(art. 28)
Unitamente all'istanza, vanno depositati:
a) un certificato dei registri immobiliari, da cui risulta che non vi sono trascrizioni o iscrizioni di diritti o di azioni di terzi;
b) un attestato del promotore dell'espropriazione, da cui risulti che non gli sono state notificate opposizioni di terzi. (R)
   
 

Nota. Il testo di questo articolo non ha subito modifiche.

   
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 Posizione dell'art 29 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo V
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
Sez. I  DISPOSIZIONI GENERALI

   
Art. 29 Pagamento dell'indennità a seguito di procedimento giurisdizionale (L)
Comma 1
(art. 29)
 
Qualora esistano diritti reali sul fondo espropriato o vi siano opposizioni al pagamento, ovvero le parti non si siano accordate sulla distribuzione, il pagamento delle indennità agli aventi diritto e' disposto dall'autorità giudiziaria, su domanda di chi ne  abbia interesse. (L)
 

 

 

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Sez. II - PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ A INCAPACI A ENTI E ASSOCIAZIONI
 Posizione dell'art 30 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo V
Sez. II

DISPOSIZIONI GENERALI
IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
II PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ A INCAPACI A ENTI E ASSOCIAZIONI

   
Art. 30 Regola generale (R)
Comma 1
(art. 30)
 
Se il bene da espropriare appartiene ad un minore, ad un interdetto, ad un assente, ad un ente o ad una associazione che non abbia la libera facoltà di alienare immobili, gli atti del procedimento non richiedono alcuna particolare autorizzazione. (R)
   
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 Posizione dell'art 31 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo V
Sez. II

DISPOSIZIONI GENERALI
IL PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
II PAGAMENTO DELL'INDENNITÀ A INCAPACI A ENTI E ASSOCIAZIONI

   
Art. 31 Disposizioni sulla indennità (R)
Comma 1
(art. 31)

 
I tutori e gli altri amministratori dei soggetti indicati nell'articolo precedente devono chiedere l'approvazione del tribunale civile per la determinazione consensuale o per l'accettazione dell'indennità offerta dal promotore dell'espropriazione, ovvero per la conclusione dell'accordo di cessione. (R)
   
Comma 2
(art. 31)
Se lo Stato o un altro ente pubblico è titolare del bene, si applicano le disposizioni riguardanti la transazione. (R)
   
Comma 3
(art. 31)

 
Le somme depositate per le indennità di beni espropriati spettanti ad un minore, ad un interdetto, ad un assente, ad un ente o ad una associazione che non abbia la libera facoltà di alienare immobili, non possono essere riscosse dal tutore o dagli altri amministratori, salvo che siano impiegate con le formalità prescritte dalle leggi civili. (R)
   
Comma 4
(art. 31)
Non occorre alcuna approvazione per accettare l'indennità determinata dai tecnici ai sensi dell'articolo 21 o per la conversione delle indennità in titoli del debito pubblico. (R)
 

 

 

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Capo VI - DELL'ENTITÀ DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE
   Sez. I - DISPOSIZIONI GENERALI
 Posizione dell'art 32 all'interno del T.U. (ndr: riportata per agevolare la lettura sistematica della norma).
Titolo II
Capo VI
Sez. I

DISPOSIZIONI GENERALI
DELL'ENTITÀ DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIAZIONE
DISPOSIZIONI GENERALI

   
Art. 32 Determinazione del valore del bene (L)
Comma 1
(art. 32)



 
Salvi gli specifici criteri previsti dalla legge, l'indennità di espropriazione è determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell'accordo di cessione o alla data dell'emanazione del decreto di esproprio, valutando l'incidenza dei vincoli di qualsiasi natura non aventi natura espropriativa e senza considerare gli effetti del vincolo preordinato all'esproprio e quelli connessi alla realizzazione dell'eventuale opera prevista, anche nel caso di espropriazione di un diritto diverso da quello di proprietà o di imposizione di una servitù. (L)
   
Comma 2
(art. 32)


 
Il valore del bene è determinato senza tenere conto delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie, qualora risulti, avuto riguardo al tempo in cui furono fatte e ad altre circostanze, che esse siano state realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità. Si considerano realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità, le costruzioni, le piantagioni e le migliorie che siano state intraprese sui fondi soggetti ad esproprio dopo la comunicazione dell'avvio del procedimento. (L)
   
Comma 3
(art. 32)
Il proprietario, a sue spese, può asportare dal bene i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell'opera da realizzare. (L)
 

 

 

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