A.N.P.T.ES.  Associazione Nazionale Per la Tutela degli Espropriati

GLI AUTORI DEI TESTI - I RESPONSABILI - LA STRUTTURA SUL TERRITORIO:

Direttore Scientifico: Giuseppe Barone: Professore Ordinario di Diritto Pubblico nelle Universita'..

Responsabile Legale: Giuseppe Gennaro: Cassazionista, autore di 4 volumi in tema di Diritto...

Comitato Scientifico: Ha il compito di contribuire a dare soluzioni giuridiche  ...SEGUE...

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B1. COLLOQUIO TELEFONICO GRATUITO  *
B2. GUIDE OPERATIVE STAMPABILI *
B3. osservare E/opporsi: Il DAP *
B4. L'eventuale contenzioso
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B6. COME UTILIZZARE I NOSTRI 5 SITI

B7. Schema dell'assistenza

 C Sezione C - L'ASSOCIAZIONE
  - Per sapere come e dove opera
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C1. interventi: Regioni e Province
C2. Fini - Persone - Struttura
C3. Informazioni AI Professionisti
C4. Per sostenere l'Associazione
C5. ALTRE notizie sull'Associazione

C6. CONTATTI E RECAPITI

MOLTO IMPORTANTE

LA DATA DI VALIDITA' DEI TESTI

ATTENZIONE

Quando si fanno ricerche giuridiche in internet, si trovano anche testi non più validi perché ormai superati da nuove norme.
Per evitare errori agli utenti, l'Associazione evidenzia sempre la data di validità dei testi.

QUINDI

Se stampate qualche testo del sito, vi consigliamo di annotare la sua data di validità, per non correre il rischio di utilizzare, in un momento successivo, un testo già superato.

DATA DI VALIDITA'-  La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è la seguente: Mercoledì 21 Luglio 2010      

 

 

Sei qui > SITO 1 - PER GLI ESPROPRIATI

          > Sez. B3 Osservazioni e/o opposizioni: Il DAP

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 IL DAP (Documento di Analisi del Procedimento)
PER LE OSSERVAZIONI O PER LE OPPOSIZIONI
 

- COSA TROVATE QUI -

 

Qui illustriamo il DAP: uno strumento prezioso:

- per prevenire un esproprio  (senza contenzioso) - e/o

- per opporsi all'esproprio (senza contenzioso)  - e/o

- per ottenere un giusto indennizzo (senza contenzioso)  - e/o

- per supportare un contenzioso, (già avviato o da avviare).

 

E' DA UTILIZZARE NEI SEGUENTI CASI

A - Quando si ha notizia dell'esproprio,
      anche se non c'e stata una comunicazione   ufficiale

1.     Se si vuole evitare l'esproprio, per sollecitare la valutazione di soluzioni alternative.

2.     In ogni caso, per far determinare correttamente l'indennità provvisoria e non esser costretti a rifiutarla.

3.     Per cercare di evitare che l’Amministrazione consolidi autonomamente le sue decisioni.

4.     Per cercare di evitare che venga posto in essere un atto illegittimo (invece di attendere che l'atto venga posto in essere e poi cercare di farlo ritirare o annullare).

5.     Per intervenire anche nella fase progettuale dell'opera; spesso, infatti, i progetti non prevedono somme adeguate per gli espropri e le Amministrazioni offrono agli espropriati indennità "ridicole", costringendoli a far ricorso ai Giudici.

B -  Dopo aver ricevuto una comunicazione ufficiale

6.     Per svincolare l'indennità provvisoria (offerta e rifiutata) ed incassarla "in acconto" salvo conguaglio.

7.     Per far determinare correttamente l'indennità definitiva.

8.     Per far provvedere l'Amministrazione ad un ritiro in autotutela.

9.     Per supportare la Terna Arbitrale, se istituita, o la Commissione Provinciale espropri, se non è istituita la Terna Arbitrale.

10. Per eventuali esposti alla Corte dei Conti.

C - Prima di accettare l'indennità

11. Per garantirsi che l'indennità offerta ed accettata venga effettivamente corrisposta nei tempi e nei modi stabiliti ( ed evitare le situazioni in cui l'Ente promette e poi non paga - vedasi la Seziona A1- Le Trappole da evitare).

 D - Quando si vuole andare (o si è già andati) in giudizio

12. Per utilizzarne il contenuto nelle varie fasi di un eventuale contenzioso già avviato o da avviare.

 

Scheda 1 - COSA E' IL DAP E A COSA SERVE

L'Associazione suggerisce, per quanto possibile, di evitare il contenzioso.

Lo strumento consigliato per far valere le proprie ragioni senza ricorrere al contenzioso è il DAP (Documento di Analisi del Procedimento) strumento ideato, suggerito e utilizzato ormai da anni con ottimi risultati dall'Associazione con diversi scopi.

  • Per  presentare osservazioni all'Amministrazione
  • Per  trattare con l'Amministrazione
  • Per  motivare opposizioni e ricorsi ai Giudici
  • Per  presentare memorie alla Commissione Provinciale Espropri
  • Per  presentare memorie alla Terna Arbitrale, se istituita
  • Per diversi altri scopi,   ecc...

Inoltre, quando si vuole accettare l'indennità offerta, il DAP deve contenere anche tutte le clausole volte a garantire all'espropriato di riscuotere effettivamente le somme offerte ed accettate.

Vedasi in tal senso le avvertenze ed i riferimenti normativi elencati nella Sezione A1-"Le Trappole da evitare"- (Gli accordi bonari: l'Amministrazione offre, l'espropriato accetta e poi l'Amministrazione non paga).

 

Il DAP quindi  serve:

1 - per far valere i propri diritti senza ricorrere al contenzioso

2 - per garantirsi, quando si vuole accettare l'indennità offerta

3 - e, quando è necessario, per supportare un contenzioso

 

CON IL DAP

A - Si deve prefigurare il probabile esito di un contenzioso alla luce di  norme e sentenze Italiane ed Europee, senza però porlo in essere (ma badando a non lasciar decorrere i termini).

B - Si devono evidenziare i rischi che l'Amministrazione  corre se l'espropriato ricorre al contenzioso, ed in particolare, alla Corte Europea.

C - Si deve esporre ciò che l'espropriato vorrebbe ottenere per trovare un accordo che eviti il contenzioso.

 

Per comprendere meglio:

- Con il DAP l'espropriato deve mostrare i propri "muscoli" (vale a dire le norme e le sentenze che sostengono le sue ragioni), senza però "usarli" (vale a dire, senza agire in giudizio).

 

- Solo in caso di mancato accordo con l'Amministrazione, l'espropriato potrà usarli in un eventuale giudizio.

 

Il DAP, pertanto, deve contenere

  • Non solo le ordinarie  osservazioni solitamente presentate dagli espropriati

  • Ma  anche tutto ciò che si esporrebbe ai Giudici in un normale giudizio a tutela dei propri diritti, con gli opportuni riferimenti normativi e giurisprudenziali.

Ciò affinché l'Amministrazione sappia con chiarezza, fin da subito, quali leggi sta eventualmente violando o potrebbe in seguito violare (invece di scoprirlo, come spesso avviene, in un futuro contenzioso, con un conseguente aggravio di costi per l'erario).

 

Scheda 2 - ALCUNI CONSIGLI PRELIMINARI

 

Si sconsiglia agli espropriati (quando vogliono evitare l'esproprio) di utilizzare argomentazioni del tipo: l'esproprio mi arreca un grave danno, ho un parente ammalato, ho solo questa casa, sono affezionato a questo immobile, è la mia fonte di reddito, ecc...

Queste argomentazioni, purtroppo, non hanno alcuna valenza giuridica.

 

Le norme italiane ed europee, peraltro, (se correttamente applicate) danno ora ampia tutela agli espropriati ed essi non devono invocare nessuna "benevolenza" da chi gestisce un potere, ma devono solo chiedere una puntuale applicazione delle norme vigenti.

 

Si consiglia invece agli espropriati (sia che vogliano evitare l'esproprio, sia che vogliano solo ottenere un giusto indennizzo) di evidenziare i propri diritti che trovano tutela nella legge, facendo anche riferimento alle responsabilità per le violazioni  di legge poste in essere da chi procede all'esproprio.

 

Amministratori e Dipendenti, infatti, sono pagati per applicare correttamente la legge e, se la violano, devono subirne anche personalmente le conseguenze.

 

Gli Amministratori e i Dipendenti  devono quindi sapere al più presto:

  • che eventuali comportamenti superficiali e tracotanti si ritorceranno a loro danno;

  • che i cittadini non sono i loro "sudditi";

  • che, se violano la legge, devono subirne anche personalmente le conseguenze, come qualsiasi altro professionista o semplice cittadino;

  • che, chiamati a rispondere dinnanzi alla Corte dei Conti,  non potranno giustificarsi affermando che le norme europee sono di difficile interpretazione, perché con il DAP vengono loro forniti tutti gli strumenti per conoscerle ed applicarle;

  • che però l'espropriato non si pone fin da subito in una posizione conflittuale, ma è invece alla ricerca di un accordo bonario che sia rispettoso dei suoi Diritti.

 

Scheda 3 - COSA DEVE CONTENERE IL DAP

 

Il DAP deve contenere:

  1. Le richieste avanzate dall'espropriato ed il loro fondamento giuridico, (specificando, quando si vuole evitare l'esproprio, l'obbligo di valutare soluzioni alternative meno costose per l'erario).

  2. Le richieste suggerite da un esperto della materia, cui è sempre utile chiedere un consiglio. (Spesso, infatti, gli espropriati non conoscono tutti i loro diritti e di conseguenza non li fanno valere).

  3. L'elencazione puntuale delle Norme e delle Sentenze Italiane ed Europee  cui è tenuta ad uniformarsi l'Amministrazione. (Oltre al TU, anche le leggi finanziarie e le norme e le sentenze CEDU, tutte reperibili gratuitamente sul nostro sito).  

  4. Il nuovo fondamento della responsabilità per la violazione di tali norme, anche alla luce delle leggi italiane vigenti in tema di applicazione delle norme CEDU.

  5. La responsabilità civile (come Ente) dell'Amministrazione.

  6. La responsabilità civile (personale)  degli Amministratori e dei Dipendenti.

  7. La responsabilità contabile (personale) per danno erariale degli Amministratori e dei Dipendenti (pubblici e privati).

  8. Tutto ciò che l'espropriato esporrebbe ai Giudici italiani e/o europei se fosse costretto ad intraprendere un giudizio, con l'indicazione di ciò che potrebbe ottenere (ovviamente, con precisi riferimenti di leggi e sentenze c.e.d.u. offerte gratuitamente sul nostro sito). 

 

 

Scheda 4 - ESEMPI DI UTILIZZO DEL DAP

 

Il DAP viene frequentemente utilizzato  per far sapere all’Amministrazione:

  • che l’espropriato conosce molto bene i suoi diritti  e sa farli valere, se necessario, anche dinnanzi alla Corte Europea;

  • a quali conseguenze essa può andare incontro se non accoglie le giuste ragioni dell’espropriato, anche  alla luce delle nuove norme in tema di applicazione delle norme CEDU.

  • ma che comunque l’espropriato è disposto a trattare o transigere se l’Amministrazione addiviene ad un accordo ragionevole.

Un esempio:

l’Amministrazione offre 10, l’espropriato utilizza il DAP per far presente che, alla luce delle norme e delle sentenze italiane ed europee, avrebbe invece diritto a 100, ma che egli, al fine di evitare un contenzioso, è disponibile a chiudere un accordo anche per 80; (oppure, che è disposto a rinunciare ad ogni azione se l'opera viene "spostata o modificata", ...).

 

Altri esempi:

i casi in cui è opportuno utilizzare il DAP sono molteplici (osservazioni, trattative, opposizioni, istruzioni al tecnico di parte nella Terna Arbitrale, memorie alla Commissione Provinciale Espropri ecc...).

Il suo contenuto, quindi, potrà essere utilizzato in ogni occasione in cui è necessario disporre di un'analisi dei diritti dell'espropriato ai sensi delle norme e delle sentenze italiane ed europee.

 

 

Scheda 5 -

DOPO LA PRESENTAZIONE DEL DAP SI POSSONO VERIFICARE 2 IPOTESI

 

Ipotesi 1

L'Amministrazione è disposta a raggiungere un accordo; in questo caso tutto si chiude e l'espropriato dovrà solo badare a garantirsi quando sottoscrive l'accordo: si veda a tal fine quanto esposto nella Sezione A1- "Le Trappole da evitare" e nella Sezione A3 - "Prima di accettare l'indennità" (per le ipotesi in cui  l'Ente firma promette e poi non paga).

 

Ipotesi 2

L'Amministrazione non è disposta a raggiungere un accordo; in questo caso l'espropriato, se decide di agire in giudizio, potrà "trasferire" i contenuti del DAP dinnanzi ai Giudici Italiani e/o Europei per ottenere giustizia.

 

Si ricorda che, se l'Amministrazione non è disponibile a raggiungere un accordo, l'espropriato può comunque incassare "in acconto" l'indennità offerta dall'Amministrazione e da lui non accettata.


Pertanto, la seguente espressione (che spesso viene utilizzata da qualche tecnico delle Autorità esproprianti) "se non accettate l'indennità, chissà quando vedrete i soldi" è clamorosamente falsa; i riferimenti normativi che la smentiscono sono elencati nella Sezione A1-"Le Trappole da evitare"

 

 

Scheda 6 - A CHI DEVE ESSERE PRESENTATO

 

Il  DAP, in prima battuta, deve essere presentato:

- All'Amministrazione, (che risponde sempre in solido, anche se ha delegato)

- Alle Autorità delegate all'esproprio, se ve ne sono

- Ai beneficiari dell'esproprio, se ve ne sono.

 

Il  DAP poi, in seconda battuta, deve essere presentato:

- Alla Terna Arbitrale, se istituita

- Alla Commissione Provinciale Espropri, se non è istituita la Terna Arbitrale

 

Infine, se l'opera pubblica è realizzata in Finanza di progetto (c.d. Project Financing) si consiglia di presentarlo anche all'Istituto di Credito che ha asseverato il piano economico finanziario affinché, se ha sottovalutato gli oneri per gli espropri, provveda a rivedere l'asseverazione di cui esso è responsabile.

 

 

Scheda 7 - COME DEVE ESSERE PRESENTATO

 

Il  DAP deve essere presentato:

  • personalmente (facendosi assegnare il numero di protocollo)

  • o con raccomandata RR.

Quando invece il contenuto del DAP viene  utilizzato in un giudizio, in Italia o in Europa, sarà l'avvocato a stabilire tempi e modi della sua utilizzazione.

 

 

Scheda 8 - QUANDO DEVE ESSERE PRESENTATO

 

Si consiglia all'espropriato di non perder tempo  e di inviare il DAP prima possibile,  (anche se non ha ricevuto nessuna comunicazione ufficiale e sa dell'esproprio solo per "sentito dire"), al fine di evitare che l’Amministrazione consolidi autonomamente le sue decisioni.

 

Il DAP, infatti,  può essere presentato in tutte le situazioni in cui può trovarsi l’espropriato, sotto elencate a titolo esemplificativo, ma ovviamente è utile presentarlo al più presto.

 

     Quando si ha notizia dell'esproprio, anche se non c'e una comunicazione ufficiale

1.      Se si vuole evitare l'esproprio, per sollecitare la valutazione di soluzioni alternative.

2.      In ogni caso , per far determinare correttamente l'indennità provvisoria e non esser costretti a rifiutarla.

3.      Per cercare di evitare che l’Amministrazione consolidi autonomamente le sue decisioni.

4.      Per cercare di evitare che venga posto in essere un atto illegittimo (invece di attendere che l'atto venga posto in essere e poi cercare di farlo ritirare o annullare).

5.      Per intervenire anche nella fase progettuale dell'opera; spesso, infatti, i progetti non prevedono somme adeguate per gli espropri e le Amministrazioni offrono agli espropriati indennità "ridicole", costringendoli a far ricorso ai Giudici.

     Dopo aver ricevuto una comunicazione ufficiale

6.      Per svincolare l'indennità provvisoria (offerta e rifiutata) ed incassarla "in acconto" salvo conguaglio.

7.      Per far determinare correttamente l'indennità definitiva.

8.      Per far provvedere l'Amministrazione ad un ritiro in autotutela.

9.      Per supportare la Terna Arbitrale, se istituita, o la Commissione Provinciale espropri, se non è istituita la Terna Arbitrale.

10.  Per eventuali esposti alla Corte dei Conti.

     Prima di accettare l'indennità

11.  Per garantirsi che l'indennità offerta ed accettata venga effettivamente corrisposta nei tempi e nei modi stabiliti ( ed evitare le situazioni in cui l'Ente promette e poi non paga - vedasi la Seziona A1- Le Trappole da evitare).

     Quando si vuole andare (o si è già andati) in giudizio

12.  Per utilizzarne il contenuto nelle varie fasi di un eventuale contenzioso già avviato o da avviare.

 

 

 

 

Attivandosi celermente l'espropriato può risparmiare tempo, ansie
e, soprattutto,  spese legali.

 

Si tenga sempre presente il motto citato nella HOME
VIGILANTIBUS (NON DORMIENTIBUS) IURA SUCCURRUNT
 Le leggi vanno in aiuto di chi si attiva (e non di chi dorme)

 

Anche la Corte Europea applica questo principio e nega la sua tutela agli espropriati che, pur avendo diritti da far valere, non si sono attivati per tutelarli; chi rimane inattivo, quindi, non può ottenere giustizia neanche in Europa.*


*Vedasi ad esempio la Sentenza 58492/00/2008 nella nostra banca dati gratuita.

Dans ces circonstances, la Cour estime que c'est le comportement imputable à la requérante qui a entraîné la situation dénoncée.

In queste circostanze, la Corte ritiene che è il comportamento imputabile al ricorrente che ha provocato la situazione denunciata

 

Attenzione poi a non lasciare decorrere termini di legge; si perde ogni diritto.

 

Si ricordi che quando l'esproprio interessa più di 50 soggetti, l'Amministrazione comunica l'esproprio con un "trafiletto" sui quotidiani e non è tenuta a dare comunicazioni personali ai singoli espropriati.

 

 

Scheda 9 - CHI DEVE REDIGERE IL DAP 

  • Il DAP deve essere scritto da Avvocati che abbiano esperienza in materia di espropriazione e norme CEDU

  • Il DAP deve essere scritto su carta intestata dell'Avvocato, al fine di dare maggior peso al documento e dimostrare che l'espropriato è già "pronto" per andare in giudizio.

Per redigere il DAP l'espropriato:

  • Può rivolgersi al suo avvocato di fiducia (se l'espropriato ne ha già uno che conosce il Diritto dell'Espropriazione e le norme CEDU); l'avvocato di fiducia dell'espropriato potrà utilizzare, gratuitamente, tutta la documentazione presente sul nostro sito.

       oppure

  • Può chiedere all'Associazione di verificare se è disponibile uno dei suoi Fiduciari, se l'espropriato non ha un avvocato di sua fiducia che conosce il Diritto dell'Espropriazione e desidera che l'Associazione gliene segnali uno.

 

Scheda 10 - IL COSTO DEL DAP E LE REGOLE DELL'ASSISTENZA

 

COSTI E REGOLE - 10  A

Se l'espropriato non è assistito da un Fiduciario dell'Associazione

 

A - Se l'espropriato non è assistito da un Fiduciario dell'Associazione

 

  • perché l'espropriato ha già un Avvocato di sua fiducia

  • o perché l'incarico non viene accettato dai Fiduciari dell'Associazione

COSTI E REGOLE

 

Se l'espropriato non è assistito da un Fiduciario dell'Associazione, l'espropriato dovrà stabilire con il suo Avvocato il costo del documento e le modalità di pagamento; l'avvocato di fiducia dell'espropriato potrà utilizzare, gratuitamente, tutta la documentazione e gli schemi operativi presenti sul Sito dell'Associazione.

 

Consigliamo all'espropriato di utilizzare le opportunità offerte dal Decreto Bersani, proponendo al suo avvocato il relativo accordo scritto sui compensi.

(Ricordiamo che, affinché questo accordo sui compensi dei professionisti sia valido, deve essere accettato dall'avvocato e redatto per iscritto; istruzioni e consigli si trovano in fondo a questa pagina nella Scheda 13).

 

 

COSTI E REGOLE -  10 B

Se l'espropriato è assistito da un Fiduciario dell'Associazione.

 

 

B - Se l'espropriato è assistito da un Fiduciario dell'Associazione.

 

L' Associazione esige dai suoi Fiduciari che essi redigano il DAP:

  • senza richiedere acconti, affinché l'espropriato, prima di pagare, possa esaminare il lavoro svolto.

  • a tariffe concordate, affinché l'espropriato sappia cosa dovrà spendere ancor prima  di affidare un incarico.

  • con il pagamento della parcella rinviato a dopo l'incasso dell'indennità, affinché l'espropriato non debba attingere ai propri risparmi, ma possa invece pagare con denaro che  ha già ricevuto dall'Amministrazione. 

COSTI E REGOLE

 

- Rimborso spese -  (minimi tariffari e rimborso spese)

I Fiduciari dell'Associazione richiederanno la somma di 1.000 euro + iva e c.a. per un totale di 1248 euro, che l'espropriato pagherà soltanto dopo aver ricevuto il DAP e soltanto se  il DAP contiene ciò che qui è illustrato.

 

Questa regola significa che, quando un Fiduciario gli viene indicato dall'Associazione, l'espropriato non deve versargli nessun anticipo e può persino rifiutarsi di pagargli la somma di 1.000 euro, se il lavoro che riceve non è conforme a quanto illustrato in questa pagina.

Per avere un'idea del documento che l'espropriato deve ricevere, si tenga presente che in genere il DAP redatto dai Fiduciari dell'Associazione occupa, a seconda del caso, da 10 a 30 pagine circa dattiloscritte.

 

- Parcella - (compenso in base ai risultati ottenuti)

I Fiduciari dell’Associazione devono consentire all'espropriato di utilizzare le opportunità offerte dal Decreto Bersani; (istruzioni e consigli si trovano in fondo a questa pagina nella Scheda 13).


La parcella dei Fiduciari sarà quindi rapportata al raggiungimento dei risultati ottenuti, da stabilire prima di affidare l'incarico.

 

Dopo l'invio del DAP, il Fiduciario deve quindi supportare l'espropriato "a 360 gradi" fino all'accordo bonario con l'Amministrazione o, in mancanza, fino all'incasso dell'indennità provvisoria ed alla determinazione dell'indennità definitiva,

 

In tal modo:

  • se il Fiduciario con la sua attività riesce ad ottenere dall'Amministrazione ciò che è stato fissato come obiettivo, l'espropriato gli corrisponderà il compenso stabilito;

  • se, invece, il Fiduciario non riesce ad ottenere dall'Amministrazione ciò che è stato fissato come obiettivo, l'espropriato non gli corrisponderà il compenso.

 

 

Tutto ciò consente all'espropriato:

  • di avere un filtro preventivo sulle possibilità di successo delle azioni da intraprendere; nessun avvocato, infatti, se è retribuito in base ai risultati, accetterà un incarico che non ha alcuna probabilità di successo;

  • di esercitare uno stimolo supplementare per la gestione del caso da parte dell'avvocato che, se non raggiunge l'obiettivo, non riceverà il compenso concordato.

 

Informazioni sull'assistenza dei Fiduciari dell'Associazione.

(I Fiduciari non sono obbligati ad accettare le tutte richieste di assistenza che pervengono).

Il Diritto dell'Espropriazione è una materia complessa ed articolata, che richiede competenze specifiche e, spesso, diverse.
Ad esempio, in certi casi è indispensabile conoscere le norme CEDU,  in altri casi è invece necessaria una specifica competenza in materia di procedimento o di diritto urbanistico, ecc...
Per poter segnalare un Referente, quindi,  l'Associazione ritiene necessario conoscere il caso dell'espropriato, che può essere brevemente descritto tramite e-mail cliccando qui sotto:

Colloquio telefonico gratuito.

E' anche importante sapere dove si trova l'Ente che procede all'esproprio, per prevenire eventuali conflitti di interesse.

L'Associazione tiene un Albo dei Fiduciari Specialisti ed un Albo dei Referenti Territoriali.

Ai suddetti Albi possono iscriversi, a seconda delle competenze e dei ruoli, gli Avvocati ed i Tecnici che si impegnano a seguire il Codice Etico Comportamentale dell'Associazione illustrato sul Sito.

L’Associazione però, per legge, non può ingerirsi nel rapporto fra l’espropriato ed i Professionisti che si occupano del suo caso; non è responsabile del loro operato e non possiede nei loro confronti strumenti di coercizione.

 

Il compito dell'Associazione è, infatti, quello di fornire ai Professionisti tutto il patrimonio giuridico che essa ha creato negli anni in tema di Diritto dell'Espropriazione e di norme CEDU e di mantenerlo aggiornato.

 

Se però l'espropriato non è soddisfatto per qualsiasi motivo dell'operato di un Professionista, cosa, in verità mai fino ad oggi avvenuta, ivi compreso l'operato relativo agli aspetti umani del rapporto (cortesia,  disponibilità, facile reperibilità, ecc.), può segnalare il fatto all'Associazione che, dopo aver operato un chiarimento, provvederà a cancellare il Professionista dall'Albo cui si era iscritto.

 

Per la stesura del DAP l'Associazione segnala all'espropriato solo Avvocati Fiduciari iscritti all'Albo degli Specialisti; quando è necessario un intervento sul territorio, viene segnalato anche un Referente Territoriale.

Per maggiori informazioni sui rapporti fra L'associazione ed i fiduciari ed i referenti territoriali, si veda la Sezione C 2 - Fini Persone Strumenti Struttura.


E' opportuno precisare che gli Avvocati Fiduciari Specialisti ed i Referenti Territoriali sono liberi professionisti e, di conseguenza,
non sono obbligati ad accettare tutte le richieste di assistenza che pervengono.

  

Per sapere se uno dei Fiduciari dell'Associazione è disposto ad assisterlo, l'espropriato ne farà richiesta ed avrà, anche in caso negativo, una risposta entro 24 ore.

 

 

Scheda 11 - GUIDE OPERATIVE LIBERAMENTE UTILIZZABILI

 

Quando l'espropriato non è assistito da un Avvocato  Fiduciario dell'Associazione (o perché l'espropriato ha già un Avvocato di sua fiducia o perché l'incarico non viene accettato dai Fiduciari dell'Associazione) può essergli utile utilizzare gli schemi operativi che solitamente utilizzano i nostri Fiduciari, ed una guida agli argomenti del Sito che è importante conoscere.

 

Li alleghiamo qui di seguito

12 - GUIDA AD ALCUNI ARGOMENTI DEL SITO 1 CHE E' IMPORTANTE CONOSCERE

13 - ILLUSTRAZIONE DEL DECRETO BERSANI

14 - SCHEMA DI ACCORDO CON I PROFESSIONISTI

15 - GUIDA ALLA STESURA DEL DAP

 

L'espropriato, se vuole,  potrà utilizzarli con l’aiuto dell'avvocato di sua fiducia.

L'avvocato di fiducia dell'espropriato potrà anche utilizzare, gratuitamente, tutta la documentazione  presente sul Sito dell'Associazione.

 

Raccomandiamo vivamente anche l'utilizzo della nostra Banca Dati Gratuita delle Sentenze CEDU (tradotte in italiano a nostra cura) che si trova nel SITO 3. 

Infatti, le banche dati giuridiche presenti sul mercato italiano, non solo richiedono spesso costosi abbonamenti annuali, ma contengono solo un limitato numero di Sentenze CEDU, (a volte senza traduzione); e ciò, ovviamente, è di ostacolo ad un'accurata ricerca dei precedenti giurisprudenziali.

La nostra Banca Dati è Gratuita e contiene:

Tutte le Sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo pronunciate nei confronti dell'Italia, classificate sotto i seguenti protocolli e articoli: P1-1/ P1-1+14, tradotte in italiano a nostra cura, riferite non solo al diritto di proprietà, ma anche a beni ed  interessi che non sono tutelati dalla legge italiana.

Altre Sentenze, ritenute importanti per la loro ricaduta sulle leggi italiane, pronunciate nei confronti di altri Stati, anch'esse tradotte in italiano a nostra cura.

 

Scheda 12  

GUIDA AD ALCUNI ARGOMENTI DEL SITO 1-PER GLI ESPROPRIATI

 CHE E' IMPORTANTE CONOSCERE

A1

 

Sezione A1

LE " TRAPPOLE " DA EVITARE

Per conoscere ed evitare i più frequenti errori che commettono gli espropriati, dove sono trattati i seguenti argomenti la cui conoscenza è essenziale:

1 - Gli accordi bonari: l'Amministrazione offre, promette e poi non paga

2 - L'Amministrazione, quando ha pagato, a volte rivuole i soldi

3 - L'Amministrazione dice: "se non vi accordate, chissà quando vedrete i soldi"

4 - Le ruspe in casa

5 - La trappola dell'ICI.

6 - Le ritenute fiscali del 20% "a sorpresa"

7 - Le riduzioni del 25% per interventi di c.d. "riforma economico-sociale"

8 - Le Perizie e Le Richieste: come devono essere redatte.

9 - Il valore delle leggi e delle sentenze dei giudici italiani rispetto alle norme cedu.

10 - L'Amministrazione chiede all'espropriato di inviarle una richiesta di indennizzo.

11 - Il VAM, il VAE ed altri valori del DPR 2001/327

12 - I valori di mercato

13 - Quando un'area è edificabile? L'edificabilità ed il valore delle aree agricole.

14 - La pigrizia,  la rassegnazione e la scarsa informazione.

15 - Le osservazioni da presentare all'Amministrazione

16 - L'espropriato sottovaluta le "notizie che circolano" su un esproprio

17 - La trappola dei termini

18 - Consigli finali 

A4

Sezione A4
CONTROLLA LA TUA INDENNITA'

Per sapere come si calcola l'indennità di esproprio con le norme italiane.

A5

Sezione A5
LA CEDU MOLTIPLICA L'INDENNITA'
Per sapere quali sono invece i diritti degli espropriati con le norme europee.

B1

Sezione B1
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Scheda 13

 ILLUSTRAZIONE DEL DECRETO BERSANI

Prima di rivolgersi ad un Avvocato, ad un Tecnico o ad un Professionista in genere,  è utile che l'espropriato conosca le importanti novità introdotte dal c.d. Decreto Bersani in tema di tariffe professionali.

E' utile sapere: il Decreto Bersani

Il Decreto Bersani, a tutela dei consumatori, ha liberalizzato le tariffe di avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti, ecc.. , con i quali si può oggi instaurare una trattativa sulle tariffe prima di affidar loro un incarico e stabilire un compenso "in proporzione ai risultati ottenuti".

 

Ad esempio.

Si può stabilire di versare ad un Avvocato un compenso tariffario minimo e poi:

se si ottiene ciò che si vuole, l'Avvocato riceverà un compenso proporzionale al risultato raggiunto (in una proporzione da stabilirsi in anticipo)

se non si ottiene ciò che si vuole, l'Avvocato non riceverà il compenso

 

Questo sistema consente al cliente:

di non essere costretto a pagare salate parcelle all'avvocato, anche quando non ha ottenuto nulla, come avveniva invece prima del decreto Bersani;

di avere un filtro preventivo sulle possibilità di successo delle sue richieste; nessun avvocato, infatti, se è retribuito in base ai risultati, accetterà un incarico che non ha probabilità di successo;

di esercitare uno stimolo supplementare per la gestione del caso da parte dell'avvocato che, se non raggiunge l'obiettivo, non riceverà il compenso concordato.

 

L'Associazione adotta già questo sistema con i suoi Fiduciari e pertanto consiglia vivamente a tutti gli espropriati, quando si rivolgono ad un avvocato di loro fiducia, di proporgli questo tipo di accordo, che è volto a tutelare il cittadino - consumatore.

 

Si ricorda che, affinché questo accordo sui compensi dei professionisti sia valido, deve essere redatto per iscritto.

 

Offriamo quindi agli espropriati uno schema di accordo sui compensi dell'Avvocato, (come viene solitamente redatto dai Fiduciari dell'Associazione) affinché chi vuole possa liberamente utilizzarlo quando non è assistito da un Fiduciario dell'Associazione.


Lo schema di accordo è allegato qui di seguito.

Scheda 14

SCHEMA DI ACCORDO CON I PROFESSIONISTI

 

 

SCHEMA DI ACCORDO SCRITTO SU ASSISTENZA E COMPENSI

L’anno 200.....… il giorno ….... del mese di…..... 

Fra il Signor........…nato a ........... il… .........e residente in… Via… n….. C.F. …
d’ora innanzi denominato anche Cliente da una parte, 

e l’Avvocato............nato a .........… il ….........e residente in… Via … n..  C.F./P.I.
d’ora innanzi denominato anche Avvocato dall’altra parte;

PREMESSO

che il Cliente ha conferito all’Avvocato espresso incarico di tutelare i suo diritti in relazione al procedimento di esproprio promosso da…........, instaurando una trattativa mediante la redazione di un articolato documento di analisi del procedimento (DAP) da inviare all’autorità espropriante per diffidare la stessa a procedere alla corretta determinazione delle indennità espropriative nonché per formulare una proposta di accordo per la bonaria definizione della vicenda espropriativa;

che il Cliente, altresì, ha conferito incarico all’Avvocato di attivare il giudizio di opposizione alla stima dinanzi alla competente Corte di Appello, qualora l’Amministrazione dovesse rifiutare la predetta proposta di accordo bonario o, comunque, qualora dovesse offrire un’indennità di espropriazione non conforme ai criteri di legge;

che con il presente atto è intenzione delle parti regolare con chiarezza i rapporti economici discendenti dal predetto incarico libero professionale;

ciò premesso

SI STIPULA E SI CONVIENE QUANTO SEGUE

1

Le competenze spettanti all’Avvocato per la complessiva assistenza offerta al Cliente nella vicenda espropriativa di cui in premessa saranno parametrate ai risultati ottenuti, fatti salvi i minimi ed i rimborsi spese, come qui di seguito meglio specificato.

2

Per la predisposizione del documento di cui in premessa (c.d. DAP), il Cliente corrisponderà all’Avvocato una somma di euro 1.000,00 (dicesi mille) + iva e c.a. per un totale di 1248 euro da corrispondersi quando il cliente avrà ricevuto il DAP e lo avrà esaminato.
Il Cliente, quindi, non dovrà versare anticipi all'Avvocato.

3

Le ulteriori competenze spettanti all’Avvocato per la complessiva assistenza offerta al Cliente nella vicenda espropriativa di cui in premessa saranno, invece, parametrate ai risultati conseguiti.

4

In particolare, le parti concordano che, in caso di accoglimento da parte dell'Amministrazione delle richieste formulate nel DAP (o, comunque, di congrua e soddisfacente determinazione dell’indennità di esproprio) e conseguente stipula dell’accordo di cessione dei beni soggetti ad esproprio, il Cliente corrisponderà all’Avvocato un compenso pari al …..% delle somme che riscuoterà a titolo di indennità di espropriazione o a titolo di risarcimento o ad altro titolo.

5

Al contrario, in caso di mancato accoglimento di tali richieste e di necessaria attivazione del giudizio di opposizione alla stima dinanzi alla competente Corte di Appello,  il Cliente corrisponderà all’Avvocato un compenso pari al …….% della somma risultante dalla differenza tra l’indennità offerta in sede amministrativa e la maggiore indennità conseguita in sede giudiziale, provvedendo, in ogni caso, ad anticipare le spese del giudizio di opposizione alla stima (contributo unificato, spese di notifica, minimi, redazione atto di citazione), da quantificarsi come per legge, sulla base del "petitum", quando l'eventuale giudizio dovrà essere avviato.

6

Il Cliente pagherà all'Avvocato le somme pattuite in percentuale sui risultati ottenuti, solo dopo che avrà incassato ciò che gli spetta ed in proporzione alle somme che avrà incassato; (quindi, con denaro che ha già ricevuto dall'Amministrazione).

7

Per maggiore chiarezza, si acclude alla presente un un prospetto esemplificativo delle attività da svolgersi da parte dell'Avvocato, qui di seguito allegato con lettera A

            Firma del Cliente                                                           Firma dell’Avvocato

A - PROSPETTO ALLEGATO
               Promemoria esemplificativo delle attività da svolgersi da parte
               dell'Avvocato, da allegare all'accordo scritto su assistenza e compensi.

Per maggiore chiarezza, si allega un promemoria esemplificativo delle attività da svolgersi da parte dell'Avvocato

1.    Redazione del DAP

2.    Predisposizione di ulteriori memorie ed atti da inviare all’Autorità espropriante per una corretta  determinazione dell’indennità provvisoria, anche ai sensi delle norme CEDU.

3.    Predisposizione di memorie ed atti da inviare alla Commissione Provinciale Espropri (o alla Terna Arbitrale, se istituita) per una corretta determinazione dell’indennità definitiva, anche ai sensi delle norme CEDU.

4.    Diffide all’Autorità espropriante per i danni derivanti all’espropriato dal mancato deposito dell'indennità provvisoria alla Cassa Depositi e Prestiti.

5.    Predisposizione dell’istanza per lo svincolo dell'indennità da presentarsi da parte dell’espropriato all’Autorità espropriante.

6.    Diffide all’Autorità espropriante che non emette il provvedimento di svincolo e non lo invia alla Cassa Depositi e Prestiti.

7.    Diffide all’Autorità espropriante per i danni derivanti all’espropriato dal ritardo o dal rifiuto del pagamento dell’indennità provvisoria.

8.    Predisposizione di promemoria per l’espropriato  sugli orientamenti della Corte Europea e della Corte di Cassazione per evitare le riduzioni dell’indennità in caso di mancata o infedele dichiarazione ICI.

9.    Predisposizione di memorie da inviare all’Amministrazione per evitare ingiustificati abbattimenti del 25% dell’indennità con una pretestuosa classificazione dell’opera come ”intervento di riforma economico-sociale”.

10.  Predisposizione di memorie al fine di indicare quale regime fiscale deve applicarsi all’indennità nel caso concreto al fine di evitare detrazioni fiscali indebite.

11.  Illustrazione delle norme italiane che pongono a carico delle Amministrazioni l’obbligo di determinare correttamente l’indennità di esproprio anche alla luce delle norme CEDU.

12.  Rappresentazione delle responsabilità personali per danno erariale di Amministratori e Dipendenti di Enti (pubblici e privati) per la violazione delle norme CEDU.

13.  Trattative con l’Amministrazione ai fini del raggiungimento di un accordo bonario.

14.  Predisposizione delle clausole da inserire, a garanzia dell’espropriato, nell’eventuale atto di cessione in caso di accordo bonario.

15.  Tutte le attività, fra quelle sopra elencate, necessarie per la corretta determinazione dell’indennità nei tempi e nei modi previsti dalla legge per l’opposizione alla stima in Corte d’Appello, se ad essa si sarà costretti a fare ricorso.

 

NOTA 1  - Pattuizione in deroga applicabile quando è già stata determinata l'indennità
                 provvisoria e si è in attesa di quella definitiva.
Se il Cliente dà l'incarico all'Avvocato quando è già stata determinata l'indennità provvisoria e si è in attesa di quella definitiva, il compenso parametrato ai risultati di cui al precedente punto 4 sarà calcolato esclusivamente sulla differenza fra l'indennità provvisoria già determinata dall'Amministrazione (per la determinazione della quale l'Avvocato non ha svolto nessuna attività e non ha quindi diritto a compensi) e l'indennità definitiva come sarà determinata dalla Commissione Provinciale espropri o dalla Terna Arbitrale, a seguito dell'attività svolta dall'Avvocato.
Il Cliente potrà comunque, se vuole, chiedere l'assistenza dell'Avvocato anche per far depositare e per far svincolare l'indennità provvisoria offerta dall'Amministrazione e da lui non accettata, al fine di incassarla "in acconto";
in questo caso  corrisponderà all'Avvocato un compenso pari al.....% dell'indennità provvisoria incassata in acconto, solo dopo che l'avrà materialmente incassata.

NOTA 2  - Pattuizione in deroga applicabile solo in casi particolari
Se l’espropriato si sarà posto anche l’obiettivo di evitare l’esproprio - ove tecnicamente possibile ed in ragione dei tempi in cui è formulata la richiesta - ed il risultato sarà stato ottenuto non potranno, ovviamente, applicarsi i compensi sopra indicati che sono parametrati all’indennità.
In questo caso  il Cliente corrisponderà all’Avvocato i seguenti compensi:
se l’esproprio sarà totalmente evitato, la somma fin d’ora stabilita di.....+ iva e c.a.
se l’esproprio sarà evitato solo parzialmente, la somma fin d’ora stabilita di.....+ iva e c.a.

Scheda 15

 GUIDA ALLA STESURA DEL DAP

Offriamo agli espropriati, qui di seguito, uno schema da seguire per la redazione del DAP (come viene solitamente redatto dai Fiduciari dell'Associazione) affinché chi vuole possa liberamente utilizzarlo, anche con le informazioni che trova sul sito, quando non è assistito da un Fiduciario dell'Associazione.

PARTE GENERALE
La parte generale deve illustrare le prescrizioni delle norme CEDU, l'obbligo della loro diretta applicazione, la responsabilità delle Amministrazioni e la responsabilità personale di Amministratori e Dipendenti pubblici e privati che le abbiano violate.

1

LA VALENZA DELLE NORME CEDU E DELLE SENTENZE DELLA CORTE EUROPEA

2

PERCHÉ LE AMMINISTRAZIONI SONO OBBLIGATE AD APPLICARE LE NORME CEDU

3

QUALI RISCHI CORRONO LE AMMINISTRAZIONI CHE NON APPLICANO LE NORME CEDU

4

QUALI RISCHI CORRONO - PERSONALMENTE - GLI AMMINISTRATORI ED I DIPENDENTI

5

L' APPLICAZIONE IMMEDIATA DA PARTE DEI GIUDICI ITALIANI

6

LE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE

7

PREFIGURAZIONE DEGLI EFFETTI DI UN CONTENZIOSO IN ITALIA

8

PREFIGURAZIONE DEGLI EFFETTI DI UN CONTENZIOSO IN EUROPA

9

LE RICHIESTE DELL’ ESPROPRIATO ED IL LORO FONDAMENTO GIURIDICO

10

LE CONSEGUENZE DEL  MANCATO ACCOGLIMENTO DELLE RAGIONI DELL'ESPROPRIATO

PARTE SPECIALE
La precedente parte generale deve essere integrata, a seconda del caso trattato, con il contenuto di una o più analisi specifiche, qui di seguito elencate a titolo esemplificativo, riferite alle Norme ed alla Giurisprudenza Italiane ed alle Norme ed alla Giurisprudenza CEDU.

A - BENI GIA' TUTELATI DALLA LEGGE ITALIANA
      -  Raffronto fra norme italiane e norme CEDU
      -  Le più ampie tutele garantite dalla CEDU

1

Costruzione legittimamente edificata  e/o area di pertinenza

2

Costruzione totalmente abusiva  e/o area di pertinenza

3

Costruzione parzialmente abusiva  e/o area di pertinenza

4

Area edificabile

5

Area agricola non coltivata

6

Area agricola coltivata - ma non dal proprietario

7

Area agricola coltivata - dal proprietario

8

Nota.
La Corte Europea, per i precedenti beni che sono già tutelati dalla legge italiana, determina indennizzi e risarcimenti in misura superire agli indennizzi ed ai risarcimenti determinati dai Giudici italiani; l'espropriato dovrà quindi, quando inoltra le sue richieste all'Amministrazione, far riferimento alla giurisprudenza europea e non solo a quella italiana.
Tutte le Sentenze della Corte Europea, tradotte in italiano a nostra cura, sono liberamente consultabili nel SITO 3 - LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA

B - BENI NON TUTELATI DALLA LEGGE ITALIANA MA TUTELATI DALLA CEDU
      Individuazione di diritti o semplici interessi tutelati dalla CEDU

1

La Corte Europea dà tutela anche ad altri Beni, Diritti o Interessi non tutelati dalla legge italiana, ad esempio: danno all'azienda, danno da perdita di chances, diritti del terzo non proprietario colpito da espropriazione, diritti già prescritti, terreni non edificabili che vengono espropriati per fini edificatori o per usi strumentali ad aree edificate, ecc...
Un'accurata ricerca nella nostra Banca Dati gratuita - SITO 3  LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA - consentirà a tutti gli utenti di verificare personalmente se i loro diritti o semplici interessi, non tutelati dalla legge italiana, sono invece tutelati dalle norme CEDU.

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