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ATTENZIONE:
A VOLTE L'AMMINISTRAZIONE OFFRE, PROMETTE E POI NON PAGA
SI
CONSIGLIA DI GARANTIRSI
Molti
espropriati, rivolgendosi all'Associazione, lamentano che l’Amministrazione non ha
mai pagato loro l'indennità concordata.
Altri, invece, lamentano enormi ritardi, anche di
molti anni, nella corresponsione dell'indennità concordata.
Altri ancora riferiscono che hanno
accettato una somma offerta dall'Amministrazione e poi, quando
sono andati a riscuoterla, l'Amministrazione ha operato delle
detrazioni non comunicate in precedenza all'espropriato.
Queste situazioni possono verificarsi anche oggi; infatti il
legislatore ha inserito nel DPR 2001/327
due norme
pericolose per l'espropriato,
ed esattamente:
- il comma 5 dell'art. 20
(L'accettazione dell'indennità provvisoria è irrevocabile)
- il comma 3 dell'art. 45 (L'accordo di cessione produce gli
effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato).
Attenzione quindi: dopo aver
accettato, l'espropriato non può più " tornare indietro " anche
se l'Amministrazione non paga nei tempi previsti o paga
una somma inferiore a quella offerta e accettata.
Con la firma dell’atto di cessione ci si spoglia, inoltre, di
ogni diritto e si diviene semplici creditori
dell’ Amministrazione, con tutto ciò che ne consegue in
termini di difficoltà nel recupero dei
crediti verso gli Enti
Pubblici.
Prima
di sottoscrivere un qualsiasi accordo con l'Amministrazione, si
consiglia quindi:
1 Di chiedere, quando i tempi lo consentono, che l'indennità venga corrisposta
alla sottoscrizione dell'accordo.
2
In subordine, di inserire clausole
volte
garantirsi.
Altri consigli agli espropriati, per non commettere errori,
sono elencati nella pagina LE TRAPPOLE DA EVITARE,
che si consiglia di esaminare con attenzione.
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