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MOLTO
IMPORTANTE |
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LA DATA DI VALIDITA' DEI TESTI |
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ATTENZIONE |
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Quando si fanno ricerche
giuridiche in internet, si trovano
anche testi non più validi
perché ormai superati
da nuove norme.
Per evitare errori agli utenti,
l'Associazione evidenzia sempre la data di
validità dei testi. |
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QUINDI |
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Se stampate qualche testo del sito, vi
consigliamo di annotare la sua data di
validità, per non correre il rischio di
utilizzare, in un momento successivo, un
testo già superato. |
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DATA DI VALIDITA'-
La data dell'ultimo controllo di
validità dei testi è la
seguente:
Mercoledì 21 Luglio 2010 |
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SITO 1 - PER GLI ESPROPRIATI |
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A3 Prima di accettare l'indennità |
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INDICE DEL SITO 1 |
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PRIMA DI ACCETTARE
L'INDENNITA' |
UNA
RACCOLTA DI CONSIGLI già presenti in altre pagine del sito
e qui raccolti
per comodità degli utenti che intendono accettare
l'indennità.
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Se l'espropriato è soddisfatto di cio' che gli viene offerto, dopo aver verificato se l’indennità è stata
correttamente calcolata,
può anche disinteressarsi della legittimità del
procedimento; deve però porre attenzione a:
-
garantirsi circa i tempi
di pagamento, affinché il pagamento avvenga rapidamente e nei tempi
concordati; (ci sono indennità promesse “subito” ed invece corrisposte
dopo anni o mai corrisposte);
-
garantirsi
per evitare indebite detrazioni (fiscali, ici, ecc...).
-
garantirsi al fine di non dover restituire i soldi
ricevuti, se il procedimento non si
perfeziona nelle forme previste dalla legge.
Qui di seguito alcuni consigli.
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Consiglio 1
L'AMMINISTRAZIONE OFFRE, PROMETTE E POI NON PAGA
O,
QUANDO HA PAGATO, A VOLTE RIVUOLE I SOLDI
Molti
espropriati, rivolgendosi all'Associazione, lamentano che l’Amministrazione non ha
mai pagato loro l'indennità concordata.
Altri, invece, lamentano enormi ritardi, anche di
molti anni, nella corresponsione dell'indennità concordata.
Altri ancora riferiscono che hanno
accettato una somma offerta dall'Amministrazione e poi, quando
sono andati a riscuoterla, l'Amministrazione ha operato delle
detrazioni non comunicate in precedenza all'espropriato.
A - L'AMMINISTRAZIONE OFFRE, PROMETTE E POI NON PAGA
DUE NORME
PERICOLOSE
Queste situazioni possono verificarsi anche oggi; infatti il
legislatore ha inserito nel DPR 2001/327
due norme
pericolose per l'espropriato,
ed esattamente:
- il comma 5 dell'art. 20
(L'accettazione dell'indennità provvisoria è irrevocabile)
- il comma 3 dell'art. 45 (L'accordo di cessione produce gli
effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato).
Attenzione quindi: dopo aver
accettato l'indennità offerta, l'espropriato non può più "
tornare indietro ";
inoltre, se l'Amministrazione non paga (o non paga nei
tempi previsti o paga una somma inferiore a quella offerta e
accettata), l'espropriato non può far nulla, se non
cercare di esigere il suo credito.
Con la firma dell’atto di cessione ci si spoglia, inoltre, di
ogni diritto e si diviene semplici creditori
dell’ Amministrazione, con tutto ciò che ne consegue in
termini di difficoltà nel recupero dei
crediti verso gli Enti
Pubblici.
Prima
di sottoscrivere un qualsiasi accordo con l'Amministrazione, si
consiglia quindi:
1 Di chiedere, quando i tempi lo consentono, che l'indennità venga corrisposta
alla sottoscrizione dell'accordo.
2
In subordine, di inserire clausole
volte a garantirsi.
Si sconsiglia
di effettuare
l'accettazione firmando i pre-stampati che solitamente vengono
inviati dall'Amministrazione; si consiglia invece
di redigere un
autonomo atto di accettazione, nel quale sarà possibile inserire
liberamente clausole volte a garantirsi; su questo sito trovate le
opportune istruzioni.
B -
L'AMMINISTRAZIONE, QUANDO HA PAGATO, A VOLTE
RIVUOLE I SOLDI.
UNA SENTENZA CHE SANCISCE
DEFINITIVAMENTE UN PRINCIPIO PERICOLOSO
L'espropriato che ha accettato ed incassato l'indennità
offerta dall'Amministrazione, deve
restituirla se il procedimento non si
perfeziona nelle forme previste dalla legge
(ad. es. se la P.U. viene revocata).
CASSAZIONE, SEZIONI UNITE CIVILI
sentenza 26 maggio - 27 giugno 2009
Se l'espropriato è contento dell'indennità e
vuole accettarla, deve considerare le somme
ricevute come "prese in prestito" fino a
quando la procedura non si conclude
regolarmente.
E' quindi utile, se si vuole accettare, fare
in modo di eliminare radicalmente la
possibilità di dover restituire i soldi
ricevuti.
Ecco come.
Si
consiglia agli espropriati,
se sono soddisfatti dell'indennità offerta
e vogliono accettarla, di assicurarsi di non
dover restituire i soldi, procedendo al
trasferimento della proprietà
contestualmente all'incasso dell'indennità
ed inserendo nell'atto di trasferimento
clausole idonee a garantirsi.
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Consiglio 2
spesso L'Amministrazione dice
agli espropriati:
" se non vi
accordate, chissà quando vedrete i soldi " |
E' questa
un'affermazione clamorosamente falsa.
Se l'espropriato "non si accorda", infatti,
l'Amministrazione deve depositare le somme
offerte e l'espropriato può incassarle in
acconto.
La norma di riferimento è contenuta nell'art
26 comma 5 del T.U. dpr 2001/327 che qui di
seguito si riporta.
"Qualora manchino diritti dei terzi sul
bene, il proprietario può in qualunque
momento percepire la somma depositata, con
riserva di chiedere in sede giurisdizionale
l'importo effettivamente spettante".
Sicché, spesso
l'espropriato incassa più velocemente le
indennità non accettate e non le
indennità concordate che, come sopra illustrato, spesso vengono
pagate con grandi ritardi.
INFATTI
L'Amministrazione
deve necessariamente depositare
le indennità non accettate
altrimenti il procedimento diventa
illegittimo; mentre invece, se
l'Amministrazione non paga le indennità
concordate, il procedimento continua
legittimamente
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Consiglio 3
attenzione ALL'ICI |
Avviene spesso che l'Ente offre
ad es, 100 all'espropriato; l'espropriato accetta ben volentieri e
comunica la sua accettazione all'Ente (o lascia decorrere il termine
per opporsi). Al momento del pagamento, l'Ente pretende di pagare ad es. 15 e non più
100, come prima comunicato perchè, la dichiarazione ICI
dell'espropriato è di 15.
E' questa una situazione
paradossale, purtroppo molto frequente, in cui può trovarsi
l'espropriato, che ha accettato 100 e si ritrova 15 senza più poter
fare opposizione alla stima e si vede costretto o "a ingoiare il
rospo" o a esperire altre e diverse azioni giudiziarie.
Quando l'espropriato vuole accettare (o vuole far
decorrere il termine per opporsi) deve garantirsi che gli venga
corrisposto il 100 offerto prima, senza alcuna ulteriore successiva
variazione; tutti i motivi di eventuali decurtazioni devono essere
esaminati prima che l'espropriato perda il diritto di
opporsi.
Chi è
già caduto in questa trappola, può tentare un ricorso presso i
Giudici Italiani, (che cominciano a mostrare
qualche apertura), o ricorrere alla Corte Europea,
se non ha lasciato scadere i termini per ricorrere;
le norme europee, infatti, non prevedono riduzioni
dell'indennità a causa delle dichiarazioni ICI. |
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Consiglio 4
L'Amministrazione
chiede all'espropriato
di inviarle una
richiesta di indennizzo. |
Questo caso, purtroppo
molto frequente, ha dell'incredibile.
L'Amministrazione chiede
all'espropriato di comunicarle per iscritto che è disposto ad
accettare un'indennità (ad es. 100) a lui gradita, riservandosi di
accettare o no la proposta dell'espropriato con successivi atti
amministrativi. (l'Amministrazione non richiede, quindi, di conoscere la valutazione che
l'espropriato attribuisce al suo bene, ma richiede all'espropriato una vera e propria
proposta unilaterale irrevocabile). Attenzione: in questo caso l'espropriato rimane obbligato, non può
più esercitare i suoi diritti e l'Amministrazione rimane sempre
libera di agire come meglio le pare. |
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Consiglio 5
LE RITENUTE FISCALI "A
SORPRESA" |
Accade
spesso che le Amministrazioni, quando liquidano l’indennità agli
espropriati, operino “a sorpresa” una ritenuta fiscale del 20% anche nei
casi in cui non è dovuta.
Si consiglia agli espropriati, prima di
accettare l'indennità, di accertare
puntualmente con l'Amministrazione,
quale sarà il trattamento da applicare a
quella specifica indennità, per evitare
di doversi poi sobbarcare un lungo e
costoso contenzioso tributario per il
recupero delle somme indebitamente
trattenute. |
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Consiglio 6
LE RIDUZIONI DEL 25% |
Come illustrato nella sezione A4 -
CONTROLLA LA TUA INDENNITA', le
Amministrazioni tentano di applicare la
riduzione del 25 per cento ad ogni loro
intervento, definendolo pretestuosamente
"intervento di riforma economico
sociale".
L'espropriato, prima di accettare
l'indennità, deve accertarsi che
questa detrazione
non venga applicata se non nei casi che
sono già stati individuati con
precisione dai Giudici Italiani ed
Europei. |
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Consiglio 7
PER VERIFICARE SE LA VOSTRA
INDENNITA'
E' STATA GIUSTAMENTE CALCOLATA |
Per verificare se la vostra
l’indennità è stata correttamente
calcolata esaminate quanto illustrato
nelle relative Sezioni:
Sezione
A4
-
Controlla la tua indennità
Sezione
A5
-
La CEDU "moltiplica" l'indennità;
Sezione A4/Scheda
n° 14
Come coordinare norme italiane e norme
CEDU, |
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