Diritti

A.N.P.T.ES.  Associazione Nazionale Per la Tutela degli Espropriati  Sito 1

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Sezione B - PER OPERARE

B.1 Colloquio Telefonico Gratuito

B.2 Il nostro Vademecum Gratuito

B.3 Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP *

B.4 L'Eventuale Contenzioso

B.5 I Problemi Fiscali *

B.6 I Testi "pronti all'uso"

B.7 L'Assistenza dell'Associazione

B.8 Ricerche mirate e facilitate

B.9 Come tutelarsi e i Costi

Sezione C - L'ASSOCIAZIONE

C.1 Gli interventi: Regioni e Province

C.2 I Fini - Le Persone - La Struttura

C.3 Informazioni per i Professionisti

C.4 Per sostenere l'Associazione

C.5 Contatti e Recapiti

 importante

La Data di validità dei Testi

Quando si fanno ricerche giuridiche su internet, si trovano anche testi non più validi perché ormai superati da nuove norme o sentenze. Per evitare errori agli utenti, l'Associazione evidenzia sempre la data di validità dei testi.

QUINDI

se stampate qualche testo dei nostri 5 Siti, vi consigliamo di annotare la sua data di validità, per non correre il rischio di utilizzare, in un momento successivo, un testo già superato.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è indicata nella HOME

 

Sei qui > Sito 1 Sezione A.8

Sentenze italiane e Sentenze europee

Cosa trovate qui

Qui illustriamo:
- Alcune importanti Sentenze Europee (estratte dalla nostra Banca Dati Gratuita);
- La differenza di valore fra Sentenze Europee e Sentenze Italiane.
- Le istruzioni per consultare Tutte le Sentenze CEDU e tenersi aggiornati.

Indice della Sezione A.8

1 Breve promemoria. 
2 Perché gli espropriati non devono fare affidamento sulle Sentenze Italiane.
3 Come e perché conoscere le Sentenze Europee: un caso emblematico.
4 Il nostro strumento di ricerca accurata: il database delle Sentenze Europee.
5 Il nostro strumento di aggiornamento rapido: le ultime 100 Sentenze Europee.

Per esaminare le  Schede clicca sui titoli o scorri la pagina.

Per tutelarti Vedi la scheda ISTRUZIONI PER TUTELARSI in fondo alla pagina o clicca qui Vai giù

Sito 1 Sezione A.8 Sentenze italiane ed europee

1 -  Breve promemoria.

Ricordiamo agli espropriati quanto segue.

1

Se l'Amministrazione fonda il suo operato su norme o sentenze italiane che contrastino con le Sentenze Europee, l'espropriato deve immediatamente rilevare il contrasto e notificarlo all'Amministrazione.

2

Le Sentenze della Corte Europea non limitano la loro efficacia ad una semplice applicazione di norme ad un caso concreto, (come le sentenze dei Giudici italiani), ma divengono esse stesse parte integrante della Convenzione; ad esse si deve quindi guardare come "norme" e non come semplici precedenti giurisprudenziali.

3

E' utile per gli espropriati non limitarsi a questa pagina, ma controllare periodicamente le nuove pronunce CEDU, (che inseriamo regolarmente nella nostra Banca Dati Gratuita) e farsi illustrare - ed illustrare all'Amministrazione - l'impatto che queste pronunce possono avere sui diritti degli espropriati:

 

a) rivolgendosi al loro consulente di fiducia, se ne hanno uno (il loro consulente se vuole, potrà utilizzare  gratuitamente la documentazione presente sul sito, che è stata predisposta dall'Associazione anche a questo scopo)

 

oppure

 

b) chiedendo un consiglio all'Associazione.

NOTA.
Gli espropriati che sono già assistiti da un Avvocato aderente all'Associazione non devono fare nulla; il loro consulente infatti, è già informato di quanto qui segnalato

 

Ricordiamo che  TUTTE  le sentenze della Corte Europea  in tema di proprietà in Italia, tradotte in italiano a cura dell'Associazione, si trovano sul SITO 3. LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA dove possono essere ricercate anche con un completo motore di ricerca.

Per ulteriori chiarimenti su quanto sopra illustrato, vi invitiamo a visitare, se non l'avete già fatto, le Sezioni
A.4 L'INDENNITa' - norme italiane

A.5 L'INDENNITa' - norme cedu

Per navigare: scorri la pagina o Torna su

Per tutelarti: vedi la scheda qui Vai giù

Sito 1 Sezione A.8 Sentenze italiane ed europee

2 - Perché gli espropriati non devono fare affidamento sulle Sentenze Italiane.

La differenza fra Sentenze Italiane e Sentenze Europee

Perché le Sentenze Italiane hanno scarsa importanza rispetto a quelle Europee.


Sconsigliamo agli espropriati
di affannarsi a ricercare sentenze di Giudici Italiani, (che si trovano in internet a migliaia, spesso superate da nuove norme) per tentare di capire se hanno o no diritti da far valere.
Fare affidamento sulle Sentenze dei Giudici Italiani in tema di espropriazione, infatti, può risultare inutile ed a volte persino dannoso.

Consigliamo invece agli espropriati di concentrare la loro attenzione sulle sentenze europee per le ragioni qui di seguito illustrate

E' necessario chiarire che il termine “Sentenza” assume un significato diverso a seconda che ci si riferisca ad un Giudice Italiano o alla Corte Europea.

Le Sentenze di  tutti i  Giudici Italiani,  com’è noto:

-

sono semplici precedenti giurisprudenziali, che possono essere disattesi in qualsiasi momento da un altro Giudice e persino dallo stesso Giudice; su di esse, quindi, nessuna Amministrazione può serenamente fondare il suo operato;

-

non vengono tenute in nessun conto dalla  Corte Europea, che continua inesorabilmente a condannare lo Stato Italiano ad indennizzare, con somme ingenti, gli espropriati che ad essa fanno ricorso.

 
Le Sentenze della Corte  Europea, invece:

-

costituiscono "norme" integrative della Convenzione; ad esse si deve quindi guardare come norme giuridiche vigenti e non come semplici precedenti giurisprudenziali;

-

privilegiano la protezione effettiva dei diritti fondamentali della persona lasciando in secondo piano ogni formalismo giuridico volto a corrispondere indennizzi non conformi alle norme CEDU;

-

tutelano anche diritti ed interessi che non sono tutelati dalla legge italiana.

Ciò avviene perché la Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo presenta, rispetto alle altre convenzioni internazionali, la caratteristica peculiare di aver previsto la competenza di un organo giurisdizionale, (la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo), cui e’ affidata la funzione di interpretare le norme della convenzione stessa; l'art. 32, paragrafo 1 stabilisce che “la competenza della Corte si estende a tutte le questioni concernenti l'interpretazione e l'applicazione della Convenzione e dei suoi protocolli che siano sottoposte ad essa alle condizioni previste negli articoli 33, 34, 46  e 37).

Sono norme CEDU, quindi, non soltanto quelle contenute nella Convenzione, ma anche quelle contenute nelle Sentenze della Corte Europea che divengono esse stesse norme della Convenzione e ne assumono immediatamente la forza e l’efficacia.

E’  opportuno sottolineare che la Corte Europea, non solo garantisce all’espropriato un’indennità basata sull’effettivo valore di mercato del bene , ma si spinge ancora oltre;

essa infatti determina gli indennizzi in misura ben superiore a quelli determinati in Italia e dà tutela anche ad altri diritti ed interessi, diversi dal diritto di proprietà, che non sono invece tutelati dalla legge italiana.
 

Ad esempio:

  • per i beni già tutelati dalle leggi italiane, la Corte Europea accorda indennizzi notevolmente diversi da quelli accordati dai Giudici italiani;

  • per i beni non tutelati dalla legge italiana,  la Corte Europea sancisce l’obbligo di indennizzarli; ad  es. l’azienda o l’avviamento;

  • per posizioni che non hanno alcun fondamento per il diritto italiano, la Corte Europea accorda anche la sua tutela; ad esempio: l’indennizzo è dovuto anche quando il diritto si è prescritto ai sensi delle norme italiane, o quando si fonda su una tolleranza implicita, su una legittima aspettativa, ecc.

Ed è bene ricordare che l'applicazione delle norme CEDU è INELUDIBILE, perché:

  • Le Amministrazioni devono applicare immediatamente le norme CEDU e disapplicare le leggi interne con esse confliggenti, come espressamente previsto dalle leggi vigenti.

  • Se le norme CEDU non vengono applicate dall’Amministrazione, l'espropriato può far ricorso ai Giudici Italiani, che hanno ora il preciso dovere di applicarle direttamente.

  • Se le norme CEDU non vengono applicate dai Giudici Italiani, l'espropriato può sempre fare ricorso alla Corte Europea.

  • La Corte Europea, ovviamente, applicherà le norme CEDU.

Non applicare le norme CEDU comporta soltanto un aggravio di spese per le Amministrazioni ed i Soggetti equiparati, in termini di maggiori oneri, rivalutazioni, interessi, risarcimenti, responsabilità, ecc…

Quindi

Se l'Amministrazione fonda il suo operato su norme o sentenze italiane che contrastino con le norme CEDU, l'espropriato deve immediatamente rilevare il contrasto e notificarlo all'Amministrazione.

 

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Sito 1 Sezione A.8 Sentenze italiane ed europee

3 - Come e perché conoscere le Sentenze Europee: un caso emblematico.

 

Come e perché conoscere le Sentenze Europee.
 

Alla luce di quanto sopra esposto, si comprende il motivo che ha spinto l'Associazione a creare la Banca Dati delle Sentenze Europee tradotte in italiano.


Le sentenze della Corte Europea sono liberamente disponibili sul sito ufficiale della Corte, nella lingua in cui sono state pronunciate.

 

La Corte Europea, però,  pronuncia le sue Sentenze a volte in  lingua francese ed altre volte in lingua inglese; per consultarle, occorre quindi conoscere entrambe le lingue; la conoscenza di una sola lingua, purtroppo,  non è sufficiente.

 

Ciò costituisce una notevole limitazione per gli operatori del diritto che non conoscono entrambe le lingue, che non potranno avere un approccio diretto con i principi sanciti dalla Corte Europea in tutte le sue sentenze.

 

Eppure le Sentenze della Corte Europea costituiscono “norme”, che tutti gli operatori del diritto devono conoscere perché hanno l’obbligo di applicarle.

 

Sarebbe stata necessaria, da parte dello Stato Italiano, la creazione di una raccolta delle Sentenze europee tradotte in italiano, ma ciò non è mai avvenuto, nonostante l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa fin dal 2000, con risoluzione n.1226, abbia sollecitato gli Stati aderenti a far tradurre le Sentenze della Corte Europea nella lingua di ogni singolo Stato.

 

Peraltro, lo Stato Italiano, ha solo da poco realizzato la Banca Dati delle Leggi italiane nel testo vigente consultabile gratuitamente on line da tutti i cittadini, istituita con una legge "vecchia" di 10 anni (L.388/2000).

E' quindi facile prevedere che lo Stato non realizzerà mai, a sua cura e spese, una banca dati con tutte le Sentenze Europee tradotte in italiano.

 

Per contribuire quindi ad una diretta conoscenza delle norme CEDU, l'anptes ha realizzato una Banca Dati Gratuita delle Sentenze CEDU tradotte in italiano, che può essere utile:

  • ai soggetti che hanno difficoltà con il francese e l'inglese: per evitare che restino "tagliati fuori" dalle evoluzioni che va assumendo il nostro diritto;

  • ai soggetti  che non hanno difficoltà con il francese e l'inglese: per rendere più agevole la lettura e la ricerca delle sentenze di loro interesse.

Le Sentenze della Corte Europea tradotte in italiano a cura dell’anptes e organizzate in una Banca Dati consultabile gratuitamente on line,  si trovano sul SITO 3 - LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA che contiene:

TUTTE  le Sentenze della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo pronunciate nei confronti dell'Italia (classificate sotto i seguenti protocolli e articoli: P1-1/ P1-1+14)   tradotte in italiano a cura dell'Associazione, riferite non solo al diritto di proprietà, ma anche a beni e interessi che non sono tutelati dalla legge italiana

 

ALTRE sentenze, ritenute importanti, pronunciate nei confronti di altri Stati europei firmatari della CEDU tradotte in italiano a cura dell'Associazione

La conoscenza delle norme CEDU è oggi essenziale, ove si consideri che le pesanti condanne inflitte dalla Corte Europea pesano in modo significativo sulle pubbliche risorse.

 

Un caso emblematico.

 

Un esempio, molto noto per il clamore mediatico che ha suscitato.

Un solo esempio, molto noto per il clamore che ha sollevato sulla stampa e sui telegiornali, basterà a dare un’idea delle pesanti conseguenze finanziarie che “si abbattono” sullo Stato  per la violazione delle norme cedu, anche quando i Giudici Italiani si sono pronunciati sulla legittimità delle procedure: la demolizione del c.d. ecomostro di Punta Perotti a Bari.

 

Cerchiamo di riassumere brevemente il caso.

 

a

I Giudici Italiani e la Corte di Cassazione avevano ritenuto legittima la demolizione degli edifici costruiti sul lungomare.

b

Gli edifici furono demoliti, con un grande clamore mediatico.

c

I proprietari fecero ricorso in Corte Europea chiedendo un risarcimento di oltre 500 milioni di euro allo Stato Italiano.

d

Lo Stato si difese affermando che la demolizione era legittima, ai sensi delle leggi italiane e della Sentenza della Corte di Cassazione.

e

La Corte Europea ha accolto il ricorso dei privati, non ha dato alcun peso alle leggi italiane ed alla Sentenza della Corte di Cassazione ed ha  liquidato provvisoriamente spese e danni morali, assegnando un termine di 6 mesi allo Stato Italiano per provvedere in merito all'indennizzo.

f

Se entro il termine assegnato dalla Corte Europea lo Stato Italiano non provvederà ad indennizzare i proprietari, vi provvederà la Corte stessa.  (Sud Fondi et Autres c.Italie n.75909/01/2009 del 20/01/2009).

                                               

L'importanza delle somme liquidate dalla Corte Europea impone quindi a tutti gli Operatori del Diritto una puntuale conoscenza ed applicazione delle norme CEDU.

 

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Sito 1 Sezione A.8 Sentenze italiane ed europee

4 - Il nostro strumento di ricerca accurata: il database con Tutte le Sentenze.

Per effettuare ricerche accurate su tutte Sentenze pronunciate dalla Corte Europea da noi tradotte in italiano contenute nella nostra Banca Dati, è previsto uno specifico accesso. Per utilizzarlo clicca qui  SITO 3 - LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA
e scegli il
metodo di accesso 1.
METODO 1 - PER LE RICERCHE
Ricerca per titolo o per data o per parola chiave.

 

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Sito 1 Sezione A.8 Sentenze italiane ed europee

5 - Il nostro strumento di aggiornamento rapido: le ultime 100 Sentenze

Per esaminare rapidamente le ultime Sentenze pronunciate dalla Corte Europea da noi tradotte in italiano, allo scopo di tenersi aggiornati, è previsto uno specifico accesso alla banca dati.
Per utilizzarlo clicca qui  SITO 3 - LA NOSTRA BANCA DATI GRATUITA
e scegli il
metodo di accesso 2.
METODO 2 - PER L'AGGIORNAMENTO
Esame delle ultime 100 sentenze inserite

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Per tutelarti: vedi la scheda qui Vai giù

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ISTRUZIONI PER TUTELARSI - IN TRE PASSI

Il Diritto dell'Espropriazione per Pubblica Utilità è una materia molto complessa e poco conosciuta.

L'Associazione, tramite i suoi Siti, cerca di illustrarla agli espropriati, affinché possano comprendere e controllare ciò che avviene.

Esaminate, quindi, con attenzione i testi del SITO 1 PER GLI ESPROPRIATI, che sono stati studiati per essere facilmente compresi da tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro cultura di base.

Se non comprendete qualcosa, chiedeteci pure chiarimenti inviandoci una mail per prendere un appuntamento telefonico cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

Vi consigliamo anche di scaricare il nostro Vademecum gratuito per gli espropriati cliccando qui: Il nostro Vademecum Gratuito

 

Ricordate che il principale custode dei vostri diritti siete voi stessi; è quindi essenziale capire ciò che succede.

Per chi ha fretta, abbiamo comunque predisposto qui di seguito una breve sintesi degli strumenti informativi e operativi che potete utilizzare.

Istruzioni per tutelarsi

1 - PRIMO PASSO - Conoscere i propri diritti

L'errore più frequente che commettono gli espropriati.
L'errore più frequente è quello di non intervenire nel procedimento o di intervenire  in modo non adeguato, col risultato di esser poi costretti  a "ingoiare il rospo" o ad affrontare le spese e i disagi di un contenzioso (se si è ancora in tempo).

Accade anche spesso che gli espropriati, quando avviano un contenzioso, facciano delle scelte che fanno perdere tempo e soldi.

Ciò avviene perché spesso gli espropriati non conoscono i loro diritti e non sanno come si svolge la procedura.

Qui di seguito, quindi, spieghiamo come utilizzare l'Intervento nel Procedimento o il Contenzioso ed illustriamo la procedura con le varie Situazioni  in cui può trovarsi l'espropriato.

 

Per conoscere i propri diritti.
Per conoscere i propri diritti tutti i testi dei nostri 5 Siti sono utili
, ma consigliamo di esaminare almeno, se non lo avete già fatto, le seguenti Sezioni del Sito 1.

A.1 Le " Trappole " da evitare
Per conoscere ed evitare i più frequenti errori che commettono gli espropriati.

A.4 L'Indennità - norme ITALIANE
Per sapere quali sono i diritti degli espropriati 
con le norme italiane.

A.5 L'Indennità - norme CEDU

Per sapere quali sono i diritti degli espropriati con le norme europee.

B.5 I Problemi Fiscali

Le "sorprese fiscali". Per prevenire problemi con gli Enti e/o con l'Agenzia delle Entrate.

Se l'espropriato non ha un quadro chiaro delle norme, p chiederci spiegazioni giuridiche sui suoi diritti cliccando qui: B.1 Colloquio Telefonico Gratuito

 

Per conoscere gli strumenti che la legge offre all'espropriato per tutelarsi.
Gli strumenti che la legge offre per tutelarsi sono soltanto due:

1 - L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO
     Illustrato nella Sezione B.3 Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

  2 - IL CONTENZIOSO 

      Illustrato nella Sezione B.4 L'Eventuale Contenzioso

Potete esaminarli cliccando sul relativo link: anche per questi strumenti potete chiederci spiegazioni cliccando qui Colloquio Telefonico Gratuito

 

Vediamo ora qui di seguito come si svolge la procedura e quando devono essere utilizzati questi strumenti.

 Per navigare  Scorri la pagina o Torna su

Istruzioni per tutelarsi

2 - SECONDO PASSO - Capire come si svolge la procedura

 

Schema della procedura  con le varie Situazioni  in cui può trovarsi l'espropriato e gli strumenti da utilizzare.

 

Situazione

Se non è stata ancora offerta l’indennità  provvisoria 

e/o

è stato apposto un vincolo preordinato all’esproprio

e/o

si ha notizia di un esproprio solo per “sentito dire”

e/o

non è stata inviata una notifica (si ricorda che, se gli espropriati sono più di 50, l'Amministrazione non dà comunicazioni personali)

e/o

è stata inviata una notifica. 

Cosa fare in questo caso.

Prevenire errori (es. espropri illegittimi) e/o far determinare correttamente l'indennità provvisoria (per non essere costretti a rifiutarla).

Strumento da utilizzare: Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

 

Quando è stata offerta l'indennità provvisoria - Si deve scegliere  fra A e B

 

Situazione A

Se l'espropriato accetta
l’indennità  provvisoria 

Cosa fare in questo caso.

In questo caso l'espropriato dovrà badare, prima di accettare

1 A garantirsi al fine di ricevere il pagamento nei tempi stabiliti.
2 A garantirsi di non dover restituire, in futuro, i soldi incassati.
3 A garantirsi di non subire detrazioni. (Vedi Le  Trappole da evitare)

Strumento da utilizzare

L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO 
Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Situazione A 1

Si vuole accettare l'indennità senza stipulare l'atto di cessione:

si utilizzano i testi del DAP

 

Situazione A 2

Si vuole stipulare l'atto di cessione:

si utilizzano i testi del DAP

 

 

 

 

Situazione B

Se l'espropriato non accetta

l’indennità  provvisoria 

Cosa fare in questo caso.

In questo caso l'espropriato

1 Incassa "in acconto" l'indennità provvisoria offerta e rifiutata.
2 Sceglie se far determinare l'Indennità definitiva alla terna arbitrale o alla Commissione Provinciale Espropri che entro 90 giorni deve determinare l'INDENNITA' DEFINITIVA

Strumento da utilizzare

L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO
Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Situazione B 1

E' stata determinata l'indennità definitiva e l'espropriato vuole accettarla, ma garantirsi:

si utilizzano i testi del DAP

Situazione B 2

E' stata determinata l'indennità definitiva e l'espropriato vuole opporsi.

Strumento da utilizzare

L'Eventuale Contenzioso

   

QUINDI

L'Amministrazione determina solo l'indennità provvisoria (che di solito, se l'espropriato non interviene prima, è di importo non soddisfacente e spesso "ridicolo").

Se l'espropriato non ritiene soddisfacente l'indennità provvisoria, si determina l'indennità definitiva che, per legge, deve essere determinata entro 90 giorni da un organo indipendente: dalla Commissione Provinciale Espropri (o, ad esclusiva scelta dell'espropriato, da un collegio di tecnici, spesso denominato terna arbitrale).

Se neanche l'indennità definitiva determinata dall'organo indipendente è soddisfacente, l'espropriato può rivolgersi ai Giudici avviando un contenzioso.

RIEPILOGANDO

Se l'espropriato:
   non ha ricevuto notifiche e vuole - tutelarsi e prevenire errori
   ha ricevuto notifiche e vuole - accettare, ma garantirsi

   ha ricevuto notifiche e vuole - opporsi.  Senza contenzioso.
lo strumento è l'intervento nella procedura
: Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Se invece l'espropriato:
   è costretto ad andare in giudizio e deve scegliere il Giudice al quale rivolgersi

lo strumento è il contenzioso: L'Eventuale Contenzioso 

I TEMPI

E' essenziale per l'espropriato intervenire (con il DAP) al più presto per "mettere i paletti giuridici" durante il procedimento amministrativo anche al fine di evitare il contenzioso.

Ricordiamo che se l'espropriato non ha un quadro chiaro delle norme p chiederci spiegazioni giuridiche sui suoi diritti cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

 

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Istruzioni per tutelarsi

3 - TERZO PASSO - A chi rivolgersi e i costi da sostenere.

 

A chi rivolgersi

è indispensabile rivolgersi a un legale che
coordini norme Italiane e norme Europee.

Quindi:

>

Se non avete un legale di vostra fiducia che conosce la materia:

potete chiederci di verificare se è disponibile un avvocato aderente all'Associazione.

Potete farlo inviandoci una mail cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

NOTA. Si precisa che gli avvocati sono liberi professionisti e non hanno l’obbligo di accettare tutte le richieste di assistenza che pervengono; l’Associazione quindi può verificare la disponibilità, ma non può obbligarsi a segnalare un avvocato; l'espropriato avrà comunque una risposta, positiva o negativa, entro 24 ore dalla richiesta.

 

>

Se avete  un legale di vostra fiducia che conosce la materia:

 

informatelo che, se vuole, può utilizzare, gratuitamente, tutta la documentazione del Sito e, soprattutto, LA NOSTRA BANCA DATI DELLE SENTENZE CEDU IN ITALIANO, uno strumento unico da noi creato ed offerto gratuitamente a tutti gli espropriati.

 

 

 I costi da sostenere

A seconda di chi
vi presta assistenza.

Quindi:

>

Se siete assistiti da un legale aderente all'Associazione.

Pagherete  solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione.

Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito.

E' ammesso solo un rimborso spese (ad. es. 1.000 euro per il DAP, 2.000 euro per il contenzioso).

Potete vedere uno schema di accordo a pagina 20 del nostro Vademecum che potete scaricare cliccando qui: Il nostro Vademecum Gratuito

 

>

Se non siete assistiti da un legale aderente all'Associazione.

Concorderete con lui tempi e modi dei pagamenti.

 

Per navigare  Scorri la pagina o Torna su