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B.1 Colloquio Telefonico Gratuito

B.2 Il nostro Vademecum Gratuito

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B.4 L'Eventuale Contenzioso

B.5 I Problemi Fiscali *

B.6 I Testi "pronti all'uso"

B.7 L'Assistenza dell'Associazione

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C.3 Informazioni per i Professionisti

C.4 Per sostenere l'Associazione

C.5 Contatti e Recapiti

 importante

La Data di validità dei Testi

Quando si fanno ricerche giuridiche su internet, si trovano anche testi non più validi perché ormai superati da nuove norme o sentenze. Per evitare errori agli utenti, l'Associazione evidenzia sempre la data di validità dei testi.

QUINDI

se stampate qualche testo dei nostri 5 Siti, vi consigliamo di annotare la sua data di validità, per non correre il rischio di utilizzare, in un momento successivo, un testo già superato.

La data dell'ultimo controllo di validità dei testi è indicata nella HOME

 

Sei qui > Sito 1 Sezione A.1

Le "Trappole" da evitare *

Cosa trovate qui

Questa è una Sezione molto importante da esaminare con estrema attenzione.
Per conoscere ed evitare i più frequenti errori che commettono gli espropriati.

Indice della Sezione A.1

1

Cosa ci hanno insegnato gli oltre 5.000 espropri da noi esaminati negli anni

2

Gli accordi bonari: l'Amministrazione prima promette e poi non paga.

3

L'Amministrazione, quando ha pagato, a volte rivuole i soldi.

4

L'Amministrazione dice: "se non vi accordate, chissà quando vedrete i soldi".

5

Le ruspe in casa.

6

La trappola dell'ICI.

7

Le "sorprese" Fiscali.

8

Le riduzioni del 25% per interventi di riforma economico-sociale.

9

Può l'espropriato che ha accettato 100, ritrovarsi con 55 o ancor meno?

10

Le Perizie  - Le Richieste. Come devono essere redatte.

11

L'Amministrazione "sbandiera"  leggi o sentenze dei giudici italiani.

12

L'Amministrazione chiede di inviarle una richiesta di indennizzo.

13

Il VAM ed altri valori del DPR 2001/327.

14

I valori di mercato.

15

Quando un'area è edificabile?  L'edificabilità ed il valore delle aree agricole.

16

La pigrizia, la rassegnazione e la scarsa informazione.

17

La trappola dei termini.

18

Gli indennizzi che spesso l'Amministrazione "dimentica".

19

Le osservazioni da presentare all'Amministrazione.

20

L'espropriato sottovaluta le "notizie che circolano" su un esproprio.

Per esaminare le  Schede clicca sui titoli o scorri la pagina.

Per tutelarti Vedi la scheda ISTRUZIONI PER TUTELARSI in fondo alla pagina o clicca qui Vai giù

Sito 1 Sezione A.1 Le Trappole

1 - Cosa ci hanno insegnato gli oltre 5.000 casi di esproprio
     da noi esaminati negli anni

 

I  casi qui di seguito descritti non sono,  purtroppo, ipotetici  ma nascono dagli oltre 5.000 espropri esaminati negli anni dall'Associazione e trovano continuo riscontro nelle realtà che si vivono ogni giorno.

L'Associazione ha effettuato una precisa scelta di campo, senza equivoci o possibili commistioni: essa studia ed opera  esclusivamente per gli espropriati e non per gli Enti Pubblici.

E’ questa, una scelta ideale e morale, volta a

-

Tutelare i diritti dei cittadini che hanno investito i frutti del proprio lavoro (o del lavoro dei propri genitori) nell'acquisto di un bene, per evitare che ne siano privati illegittimamente o senza un giusto indennizzo.

-

Reagire, (senza alcun timore di perdere incarichi o contributi), all'arroganza di molte Amministrazioni, che trattano gli espropriati come "sudditi", utilizzando la scarsa conoscenza che del Diritto dell'Espropriazione hanno gli espropriati.

Per questo l'Associazione

- Non  presta servizi agli Enti Pubblici, per evitare posizioni di dipendenza economica

- Opera per  "prevenire"  gli errori degli espropriati; spesso, infatti, un errore iniziale
  è irrimediabile, come ora qui di seguito si vedrà.

A questa logica si ispira questa pagina "LE TRAPPOLE DA EVITARE" in cui illustriamo, per consentire di evitarli, i più frequenti errori commessi dagli espropriati  (di cui, ben volentieri, beneficiano gli Enti Pubblici).

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Sito 1 Sezione A.1 Le Trappole

2 - Gli accordi bonari: l'Amministrazione prima  promette e poi non paga

 

Quando l'Amministrazione offre una somma che l'espropriato ritiene soddisfacente, gli atti di cessione volontaria e gli accordi bonari sono consigliabili, a condizione che siano presenti clausole che garantiscano all'espropriato di riscuotere le somme stabilite;
qui di seguito alcune avvertenze.

AVVERTENZE.
I mancati pagamenti: molti espropriati, rivolgendosi all'Associazione, lamentano che l’Amministrazione non ha mai pagato loro l'indennità che avevano accettato.
Gli enormi ritardi: altri espropriati, invece, lamentano enormi ritardi, anche di molti anni, nella corresponsione dell'indennità che avevano accettato.
Le indebite detrazioni: altri espropriati, infine, riferiscono che hanno accettato una somma offerta dall'Amministrazione e poi, quando sono andati a riscuoterla, l'Amministrazione ha operato pesanti detrazioni non comunicate in precedenza all'espropriato.

DUE NORME PERICOLOSE
Queste situazioni possono verificarsi anche oggi; infatti il legislatore ha inserito nel Testo Unico Espropri (DPR 2001/327) due norme pericolose per l'espropriato, ed esattamente:

- il comma 5 dell'art. 20 (L'accettazione dell'indennità provvisoria è irrevocabile)
- il comma 3 dell'art. 45 (L'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se l'acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato).

Cosa significa questo.
Attenzione quindi
: questo significa che, dopo aver accettato l'indennità offerta, l'espropriato non può più "tornare indietro".

Inoltre, se l'Amministrazione non paga, o non paga nei tempi previsti, o paga una somma inferiore a quella offerta e accettata,  l'espropriato non può far nulla, se non cercare di esigere il suo credito (con tutte le difficoltà che ciò comporta).

Con la firma dell’atto di cessione, infatti, ci si spoglia di ogni diritto e si diviene semplici creditori  dell’Amministrazione, con tutto ciò che ne consegue in termini di difficoltà nel recupero dei crediti verso gli Enti Pubblici.

 

Quindi, accettare l'indennità o sottoscrivere un buon accordo con l'Amministrazione non dà la certezza di incassare le somme nei tempi e nei modi promessi, se non si adottano opportune cautele, qui di seguito illustrate.


Prima di sottoscrivere qualsiasi accordo con l'Amministrazione, si consiglia:
1 Di fare in modo che l'indennità venga corrisposta contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo.
2 In subordine, di inserire nell'atto di accettazione clausole volte garantirsi.

 

Consigli.
Si sconsiglia
di effettuare l'accettazione firmando i pre-stampati che solitamente vengono inviati dall'Amministrazione.

Si consiglia invece di redigere un autonomo atto di accettazione, con il quale sarà possibile garantirsi, pur senza inserire clausole che potrebbero rivelarsi nulle.

 

Strumenti per tutelarsi.

In fondo ad ogni pagina trovate una Scheda di sintesi; potete vederla scorrendo la pagina o cliccando qui Vai giù

 

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Sito 1 Sezione A.1 Le Trappole

3 - L'Amministrazione, quando ha pagato, a volte rivuole i soldi

 

Un principio pericoloso definitivamente sancito dalla Cassazione a Sezioni Unite.

UNA SENTENZA CHE SANCISCE DEFINITIVAMENTE UN PRINCIPIO PERICOLOSO
L'espropriato che ha accettato ed incassato l'indennità offerta dall'Amministrazione, deve restituirla se il procedimento non si perfeziona nelle forme previste dalla legge (ad es. se la Pubblica Utilità viene revocata).
CASSAZIONE, SEZIONI  UNITE CIVILI sentenza 26 maggio - 27 giugno 2009


Cosa significa questo.

Attenzione quindi: questo significa che, se l'espropriato è soddisfatto dell'indennità offerta e vuole accettarla, deve considerare le somme ricevute come "prese in prestito" fino a quando la procedura non si conclude regolarmente.
E' quindi utile, se si vuole accettare, fare in modo di eliminare radicalmente la possibilità di dover restituire i soldi ricevuti.

Consigli.
Si consiglia agli espropriati,  quando sono soddisfatti dell'indennità offerta e vogliono accettarla, di assicurarsi di non dover restituire i soldi, inserendo nell'atto di accettazione o di trasferimento clausole idonee a garantirsi.

Strumenti per tutelarsi.

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4 - L'Amministrazione dice:
    "se non vi accordate, chissà quando vedrete i soldi"

 

Questa è un'affermazione clamorosamente falsa.


Se l'espropriato "non si accorda", infatti, l'Amministrazione deve depositare le somme offerte e
l'espropriato può incassarle in acconto.

 

La norma di riferimento è contenuta nell'art 26 comma 5 del T.U. DPR 2001/327 (disponibile gratuitamente nella Sezione A.7 del nostro sito) che qui di seguito si riporta.
 "Qualora manchino diritti dei terzi* sul bene, il proprietario può in qualunque momento percepire la somma depositata, con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l'importo effettivamente spettante".

*Nota: I terzi sono ad es. coloro che hanno iscritto un'ipoteca sul bene.

 

CONSIGLI

Si tenga inoltre ben presente quanto segue.

Se l’Amministrazione non deposita l’indennità rifiutata si viola la legge.

Se l’Amministrazione non paga l’indennità accettata, non si viola la legge, ma si devono solo corrispondere interessi al tasso legale.
Sicché, spesso, l'espropriato incassa più velocemente le indennità rifiutate e non le indennità accettate che, come sopra illustrato, frequentemente vengono pagate con grandi ritardi.

(Nota: Per comprendere come funziona la procedura espropriativa, scaricate e consultate il Vademecum gratuito).

 

 

Attenzione quindi
Quando si accetta l'indennità provvisoria
(e si dà quindi all’Amministrazione la possibilità di continuare la procedura senza “sborsare subito i soldi”)  bisogna garantirsi adeguatamente al fine di ricevere le somme nei tempi e nei modi promessi.

Quando si rifiuta l'indennità provvisoria, si può incassare in acconto l’indennità rifiutata e richiedere che l'indennità definitiva venga determinata dalla Commissione Provinciale, (che deve provvedere entro 90 giorni).

 

Infine, se neanche l'indennità definitiva è soddisfacente, l'espropriato può, (entro 30 giorni), far ricorso ai Giudici.

Nota bene
L'espropriato non deve prendere i soldi dall'Amministrazione (significherebbe accettare), ma deve prenderli alla Cassa Depositi e Prestiti (MEF).

 

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5 - Le ruspe in casa

 

Molti espropriati lamentano di ritrovarsi "con le ruspe in casa" senza aver mai ricevuto alcuna comunicazione.


Si ricorda agli espropriati che,
quando gli espropriati sono più di 50, l'Amministrazione si limita a pubblicare un "trafiletto" sui quotidiani e non dà comunicazioni personali.


Consigli.

Si consiglia quindi, per evitare spiacevoli sorprese, di presentare osservazioni anche prima dell'avvio del procedimento quando "corre voce" di un procedimento espropriativo che riguarda un proprio bene.

 

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6 - La trappola dell'ICI

 

Avviene spesso che l'Ente offre ad es, 100 all'espropriato; l'espropriato accetta ben volentieri e comunica la sua accettazione all'Ente.


Al momento del pagamento, l'Ente pretende di pagare ad es. 15 e non più 100, come prima comunicato perché, la dichiarazione ICI dell'espropriato è di 15.

E' questa una situazione paradossale, purtroppo molto frequente
, in cui può trovarsi l'espropriato, che ha accettato 100 e si ritrova 15  e si vede costretto o "a ingoiare il rospo" o ad avviare azioni giudiziarie che gli daranno sì ragione, ma in tempi lunghi e con costi elevati.


Quando l'espropriato vuole accettare, deve garantirsi che gli venga corrisposto il 100 offerto prima, senza alcuna ulteriore successiva variazione; tutti i motivi di eventuali decurtazioni devono essere esaminati prima che l'espropriato perda il diritto di opporsi.

Chi è già caduto in questa trappola, può tentare un ricorso ai Giudici, se non ha lasciato scadere i termini per ricorrere.

 

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7 - Le "sorprese" fiscali

 

Sorpresa n°1

Primo tipo, il più conosciuto.

Avviene spesso che l'Ente offra ad es. 100 all'espropriato; l'espropriato accetta ben volentieri e comunica la sua accettazione all'Ente (o lascia decorrere il termine per opporsi).

Al momento del pagamento, l'Ente pretende di pagare 80 e non 100, come prima comunicato operando “a sorpresa” una ritenuta fiscale del 20% anche nei casi in cui non è dovuta.

 

Si consiglia agli espropriati, prima di accettare l'indennità, di accertare puntualmente con l'Amministrazione, quale sarà il trattamento da applicare a quella specifica indennità, per evitare di doversi poi sobbarcare un lungo e costoso contenzioso tributario per il recupero delle somme indebitamente trattenute.

 

Sorpresa n° 2

Secondo tipo, il meno conosciuto (ed il più pericoloso).

Avviene anche spesso che l'espropriato stipuli un atto di vendita del bene in alternativa alla procedura espropriativa, senza porre la dovuta attenzione ai problemi fiscali: ATTENZIONE, l'Agenzia delle Entrate, dopo qualche anno, bussa alla sua porta.

Vedasi a tal fine quanto illustrato nella Sezione B.5 I PROBLEMI FISCALI

 

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8 - Le riduzioni del 25% per interventi illegittimamente  definiti di  "riforma
     economico-sociale"

 

Le riduzioni del 25% illegittime

Quanto sopra illustrato per l'ICI e per le ritenute fiscali, vale anche per le riduzioni del 25%


Come illustrato nella Sezione A.4 Controlla la tua indennità,  le Amministrazioni tentano di applicare la riduzione del 25 per cento ad ogni loro intervento, definendolo illegittimamente "intervento di riforma economico sociale".


L'espropriato, prima di accettare l'indennità, deve accertarsi che questa detrazione non verrà applicata se non nei casi che sono già stati individuati con precisione dai Giudici Italiani ed Europei.

 

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9 - Può l'espropriato che ha accettato 100, ritrovarsi con 55 o ancor meno?

 

La risposta, purtroppo, è SI.

Infatti, se l'espropriato non chiarisce, come sopra suggerito, i punti relativi:
1 - alla ritenuta fiscale del 20%
2 - alla riduzione del 25% relativa agli interventi di "riforma economico-sociale",
può
ritrovarsi con 55.

E, se non chiarisce il punto relativo all'ICI

può ritrovarsi con ancor meno.

 

Consigli.
Chiarire tutto prima possibile: non solo prima di accettare l'indennità offerta, ma ancor prima che l'Ente determini ed offra l'indennità precisando per iscritto all'Ente quali sono i pochissimi casi in cui si applicano le riduzioni e le ritenute e diffidandolo ad applicarle a casi non previsti dalla Legge e dalla Giurisprudenza.

Accade spesso, infatti, che gli Enti commettano errori sui 3 punti sopra illustrati, anche in buona fede, costringendo l'espropriato ad instaurare un contenzioso, con le spese che ciò comporta.

 

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10 - Le Perizie - Le Richieste.  Come devono essere redatte

 

Si raccomanda a tutti gli espropriati ed ai loro consulenti (tecnici o giuridici) di  non avanzare richieste e di non produrre perizie con valori diversi da quelli ispirati alle norme CEDU, che sono in continua evoluzione a favore degli espropriati.

Si potrebbe compromettere l'esercizio dei diritti dell'espropriato non solo nel procedimento, ma anche in un eventuale contenzioso, in Italia o in Europa.

 

Non si può chiedere in Europa ciò che non è stato chiesto (e non ottenuto) in Italia.

Su questo Sito i consulenti (tecnici e giuridici) possono trovare, gratuitamente, tutti  i precedenti giurisprudenziali della Corte Europea.

 

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11 - Se l'Amministrazione "sbandiera"  leggi e sentenze dei giudici italiani

 

Non fatevi intimidire.

Le leggi e le sentenze dei giudici italiani nulla valgono rispetto alle norme CEDU.

Si raccomanda a tutti gli espropriati di non "lasciarsi impressionare" da eventuali sentenze di giudici italiani (Corte Costituzionale compresa) o di norme citate dall'Amministrazione per giustificare il suo operato.
Ciò che conta, infatti, è la CEDU e non le norme e le sentenze italiane.

Le Sentenze di  tutti i  Giudici Italiani - Corte Costituzionale compresa - infatti

-

sono semplici precedenti giurisprudenziali, che possono essere disattesi in qualsiasi
momento da un altro Giudice o dallo stesso Giudice;

-

non vengono tenute in nessun conto dalla Corte Europea, che continua inesorabilmente a condannare lo Stato Italiano ad indennizzare, con somme ingenti, gli espropriati che ad essa fanno ricorso.

   

Le Sentenze della Corte Europea, invece:

-

costituiscono "norme" integrative della Convenzione; ad esse si deve quindi guardare come norme giuridiche vigenti e non come semplici precedenti giurisprudenziali;

-

prevalgono sulle leggi e sulle sentenze italiane; si ricordi, infatti, che se vengono violate le norme CEDU, il cittadino può far ricorso alla Corte Europea per avere giustizia;

-

tutelano anche diritti ed interessi che non sono tutelati dalla legge italiana.

 

Consigli.

Quindi, se l'Amministrazione fonda il suo operato su norme o sentenze italiane che contrastano con le norme CEDU, l'espropriato deve immediatamente rilevare il contrasto e notificarlo all'Amministrazione.

 

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12 - L'Amministrazione chiede all'espropriato di inviarle una richiesta di
        indennizzo

 

Questo caso ha dell'incredibile.

L'Amministrazione chiede all'espropriato di comunicarle per iscritto che è disposto ad accettare un'indennità (ad es. 100) a lui gradita, riservandosi di accettare o no la proposta dell'espropriato con successivi atti amministrativi.


L'Amministrazione non richiede, quindi, di conoscere la valutazione che l'espropriato attribuisce al suo bene, come prescritto dal T.U. ma richiede che l’espropriato firmi una vera e propria proposta unilaterale irrevocabile.


Consigli.

Attenzione a non sottoscrivere un atto del genere: in questo caso, infatti, l'espropriato rimane obbligato, non può più esercitare i suoi diritti e l'Amministrazione rimane libera di agire come meglio crede.

 

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13 - Il VAM ed altri valori del DPR 2001/327

 

Alcuni espropriati ci chiedono informazioni sul VAM e sul VAE (vedasi le schede della relativa  Sezione A.4 CONTROLLA LA TUA INDENNITA').

 

Attenzione. Non si deve cadere nell'errore di definire valori con la legge italiana; l'unico valore di cui tenere conto è il valore di mercato, come stabilito dalla Corte Europea.

 

Se l'espropriato incardina richieste di indennità calcolate con la legge italiana, rischia di compromettere ogni ulteriore legittima rivendicazione.

 

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14 - I valori di mercato

 

Attenzione ai valori di mercato.

I valori di mercato, in eventuali perizie o richieste, devono essere determinati "per equivalente", senza utilizzare nessun altro parametro.

 

In caso di esproprio di fabbricati urbani, anche fatiscenti, si consiglia di esaminare quanto disposto dalle norme sulla cartolarizzazione e dalla relativa giurisprudenza, che offrono criteri per determinare il valore di mercato quando lo Stato vende; (ed ovviamente, quando lo Stato espropria e deve determinare il valore di mercato, non può e non deve applicare parametri a lui più favorevoli).

 

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15 - Quando un'area è edificabile? 
        L’edificabilità ed il valore delle aree agricole

 

Per accertare se un'area deve essere indennizzata come area edificabile, l'espropriato non deve limitarsi a quanto contenuto nel PRG; a volte, infatti, un'area classificata agricola dal PRG, deve essere invece indennizzata col valore di area edificabile.

 

Non solo, ma quando l'area agricola non è indennizzabile come area edificabile, essa deve essere indennizzata con il suo effettivo valore di mercato e non con astratti criteri tabellari.

 

Peraltro, i criteri per determinare il valore di un'area adottati dalla Corte Europea sono molto favorevoli agli espropriati e di recente anche i nostri Giudici hanno assunto un orientamento in linea con quanto dispone la CEDU.

 

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16 - La pigrizia,  la rassegnazione e la scarsa informazione

 

La pigrizia, la rassegnazione e la scarsa informazione dell'espropriato sono i migliori alleati delle Autorità Esproprianti.
 

Non si deve mai rimanere inattivi:
ad es. dopo 5 anni si deve subito chiedere l'indennizzo per la reiterazione del vincolo (spesso sono cifre consistenti); non ci si deve rassegnare alla definizione di vincolo conformativo non indennizzabile, che spesso viene data quando invece si può e si deve chiedere un indennizzo; e si potrebbe continuare una lunga serie di altri esempi, tutti reperibili nel nostro Sito 3 – La nostra Banca Dati Gratuita

 

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17 - La trappola dei termini

 

Si tenga sempre presente che il Testo Unico sugli espropri è un "percorso minato" disseminato di termini decadenziali brevissimi a scapito degli espropriati, (20 o 30 giorni)

          Attenzione a non lasciar scadere i termini: si perdono i propri diritti.

Consigli.
Si consiglia di tenere sempre sotto controllo i termini previsti dalla legge per far valere i propri diritti.

A tal fine gli espropriati possono anche utilizzare il Testo Unico sugli espropri, da noi costantemente aggiornato con le leggi che periodicamente lo modificano, disponibile gratuitamente nella Sezione A.7 - IL T.U. ESPROPRI SEMPRE AGGIORNATO.

 

Ed attenzione anche ai termini che la legge impone alle Amministrazioni.

 

Consigli.
E' importante tenere sotto controllo non solo i termini che la legge prevede per gli espropriati, ma anche i termini che la legge prevede per le Amministrazioni.
Nuovi orientamenti giurisprudenziali in tema di danno da ritardo, infatti, riconoscono al cittadino non solo il diritto al risarcimento del danno patrimoniale, ma anche il diritto al risarcimento del danno biologico.

Qui di seguito alleghiamo, per comodità degli espropriati, uno Schema con i principali termini del Testo Unico sugli espropri DPR 2001/327.

30 giorni

Art. 3 comma 2

30 giorni

Art. 3 comma 3

60 giorni

Art. 7 comma 1 lett. b

90 giorni

Art. 7 comma 1 lett. d

90 giorni

Art. 9 comma 5

20 giorni

Art. 11 comma 1 lett. a

20 giorni

Art. 11 comma 1 lett. b

30 giorni

Art. 11 comma 2

7 giorni

nota Art. 11 comma 2

7 giorni

Art. 15 comma 2

10 giorni

Art. 15 comma 2

7 giorni

Art. 15 comma 3

20 giorni

Art. 16 comma 8

30 giorni

Art. 16 comma 10

90 giorni

Art. 19 comma 4

30 giorni

Art. 20 comma 1

20 giorni

Art. 20 comma 2

30 giorni

Art. 20 comma 5

60 giorni

Art. 20 comma 8

15 giorni

Art. 20 comma 10

30 giorni

Art. 20 comma 14

20 giorni

Art. 21 comma 2

90 giorni

Art. 21 comma 3

7 giorni

Art. 21 comma 7

30 giorni

Art. 21 comma 10

30 giorni

Art. 21 comma 12

90 giorni

Art. 21 comma 15

30 giorni

Art. 22 comma 1

60 giorni

Art. 22 comma 3

30 giorni

Art. 22 comma 5

30 giorni

Art. 22 bis comma 1

7 giorni

Art. 23 comma 1 lett. g

10 giorni

Art. 23 comma 3

5 giorni

Art. 23 comma 5

30 giorni

Art. 23 comma 5

10 giorni

Art. 25 comma 4

60 giorni

Art. 25 comma 4

30 giorni

Art. 26 comma 1

30 giorni

Art. 26 comma 8

60 giorni

Art. 26 comma 10

30 giorni

Art. 27 comma 2

2 mesi

Art. 39 comma 2

30 giorni

Art. 39 comma 2

30 giorni

Art. 39 comma 3

30 giorni

42 bis comma 4

3 mesi

Art. 47 comma 2

30 giorni

Art. 47 comma 2

180 giorni

Art. 48 comma 3

60 giorni

Art. 48 comma 3

30 giorni

Art. 52.ter comma 1

20 giorni

Art. 52.ter comma 2

60 giorni

Art. 52.quinquies comma 3

6 mesi

art. 52.quinquies comma 6

90 giorni

art. 52.quinquies comma 6

60 giorni

Art. 52.sexies comma 3

20 giorni

Art. 52.septies comma 1

30 giorni

Art. 54 comma 1

30 giorni

Art. 54 comma 2

 

Strumenti per tutelarsi.

In fondo ad ogni pagina trovate una Scheda di sintesi; potete vederla scorrendo la pagina o cliccando qui Vai giù

 

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Per tutelarti: vedi la scheda qui Vai giù

Sito 1 Sezione A.1 Le Trappole

18 - Gli indennizzi che spesso l'Amministrazione "dimentica"

 

Gli indennizzi "dimenticati".

Agli espropriati spettano indennizzi aggiuntivi che spesso le Amministrazioni "dimenticano" di quantificare.
Gli indennizzi aggiuntivi che variano a seconda del bene espropriato sono illustrati nella Sezione A.4 Controlla la tua indennità, nelle Schede dei singoli beni.


Qui riportiamo le avvertenze valide per tutti i beni, indipendentemente dalla loro natura.

1 - Se viene espropriata solo una parte del bene, si deve corrispondere un indennizzo aggiuntivo per il danno che l'opera arreca alla parte non espropriata.

2 - Se al proprietario non viene espropriato nulla ma subisce comunque un danno, è dovuta  un'indennità per il danno che l'opera arreca al suo bene.

3 - Quando l'espropriazione è finalizzata alla realizzazione di opere private di pubblica utilità, l'indennità di esproprio è determinata nella misura corrispondente al valore venale del bene.

 

Strumenti per tutelarsi.

In fondo ad ogni pagina trovate una Scheda di sintesi; potete vederla scorrendo la pagina o cliccando qui Vai giù

 

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Sito 1 Sezione A.1 Le Trappole

19 - Le osservazioni da presentare all'Amministrazione

 

Spesso gli espropriati presentano alle Amministrazioni osservazioni che, sia pure logicamente fondate, sono però prive di fondamento giuridico; ciò è inutile e spesso controproducente, perché lascia intendere che l'espropriato non conosce le leggi e la giurisprudenza, o che è facilmente manipolabile, o che non è ben assistito, ecc...


Presentare all'Amministrazione osservazioni prive di fondamento giuridico indebolisce la posizione dell'espropriato.

 

Consigli.

Si consiglia agli espropriati di inviare all'Amministrazione non semplici osservazioni, ma una memoria completa con TUTTE le norme da applicare nel caso concreto,

affinchè
- Se l'Amministrazione non conosce le norme, in particolare quelle CEDU,  possa
   averne conoscenza.

- Se invece l'Amministrazione conosce già le norme, sappia che l'espropriato ne
   controllerà la puntuale applicazione.

 

Strumenti per tutelarsi.
Gli strumenti sono indicati in fondo alla pagina, nella scheda ISTRUZIONI PER TUTELARSI.

Potete vederli scorrendo la pagina.

L'Associazione mette gratuitamente a disposizione degli espropriati lo schema della memoria da presentare all'Amministrazione. Lo schema è disponibile a pagina 10 del Vademecum che potete scaricare cliccando qui: Il nostro Vademecum Gratuito

 

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Per tutelarti: vedi la scheda qui Vai giù

Sito 1 Sezione A.1 Le Trappole

20 - L'espropriato sottovaluta le "notizie che circolano" su un esproprio che
        potrebbe riguardarlo o  spera in un "amico influente"

 

Questo è un frequente errore in cui cade l'espropriato.

Quando si ha notizia, anche informalmente, di un probabile esproprio, bisogna subito attivarsi per tutelare i propri diritti, intervenendo immediatamente presso l'Amministrazione con l'aiuto delle leggi in vigore, e non sperare che "altri" possano risolvere i propri problemi.

 

Nessuno  potrà mai aiutare l'espropriato se questi non conosce i propri diritti, non sa farli valere o li perde  per decorso dei termini.

 

L'unico strumento su cui l'espropriato deve fare affidamento è la corretta applicazione della legge che peraltro, grazie alle norme europee, è dalla sua parte.

 

Strumenti per tutelarsi.
Sono illustrati qui di seguito, nella scheda ISTRUZIONI PER TUTELARSI.

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ISTRUZIONI PER TUTELARSI - IN TRE PASSI

Il Diritto dell'Espropriazione per Pubblica Utilità è una materia molto complessa e poco conosciuta.

L'Associazione, tramite i suoi Siti, cerca di illustrarla agli espropriati, affinché possano comprendere e controllare ciò che avviene.

Esaminate, quindi, con attenzione i testi del SITO 1 PER GLI ESPROPRIATI, che sono stati studiati per essere facilmente compresi da tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro cultura di base.

Se non comprendete qualcosa, chiedeteci pure chiarimenti inviandoci una mail per prendere un appuntamento telefonico cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

Vi consigliamo anche di scaricare il nostro Vademecum gratuito per gli espropriati cliccando qui: Il nostro Vademecum Gratuito

 

Ricordate che il principale custode dei vostri diritti siete voi stessi; è quindi essenziale capire ciò che succede.

Per chi ha fretta, abbiamo comunque predisposto qui di seguito una breve sintesi degli strumenti informativi e operativi che potete utilizzare.

Istruzioni per tutelarsi

1 - PRIMO PASSO - Conoscere i propri diritti

L'errore più frequente che commettono gli espropriati.
L'errore più frequente è quello di non intervenire nel procedimento o di intervenire  in modo non adeguato, col risultato di esser poi costretti  a "ingoiare il rospo" o ad affrontare le spese e i disagi di un contenzioso (se si è ancora in tempo).

Accade anche spesso che gli espropriati, quando avviano un contenzioso, facciano delle scelte che fanno perdere tempo e soldi.

Ciò avviene perché spesso gli espropriati non conoscono i loro diritti e non sanno come si svolge la procedura.

Qui di seguito, quindi, spieghiamo come utilizzare l'Intervento nel Procedimento o il Contenzioso ed illustriamo la procedura con le varie Situazioni  in cui può trovarsi l'espropriato.

 

Per conoscere i propri diritti.
Per conoscere i propri diritti tutti i testi dei nostri 5 Siti sono utili
, ma consigliamo di esaminare almeno, se non lo avete già fatto, le seguenti Sezioni del Sito 1.

A.1 Le " Trappole " da evitare
Per conoscere ed evitare i più frequenti errori che commettono gli espropriati.

A.4 L'Indennità - norme ITALIANE
Per sapere quali sono i diritti degli espropriati 
con le norme italiane.

A.5 L'Indennità - norme CEDU

Per sapere quali sono i diritti degli espropriati con le norme europee.

B.5 I Problemi Fiscali

Le "sorprese fiscali". Per prevenire problemi con gli Enti e/o con l'Agenzia delle Entrate.

Se l'espropriato non ha un quadro chiaro delle norme, p chiederci spiegazioni giuridiche sui suoi diritti cliccando qui: B.1 Colloquio Telefonico Gratuito

 

Per conoscere gli strumenti che la legge offre all'espropriato per tutelarsi.
Gli strumenti che la legge offre per tutelarsi sono soltanto due:

1 - L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO
     Illustrato nella Sezione B.3 Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

  2 - IL CONTENZIOSO 

      Illustrato nella Sezione B.4 L'Eventuale Contenzioso

Potete esaminarli cliccando sul relativo link: anche per questi strumenti potete chiederci spiegazioni cliccando qui Colloquio Telefonico Gratuito

 

Vediamo ora qui di seguito come si svolge la procedura e quando devono essere utilizzati questi strumenti.

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Istruzioni per tutelarsi

2 - SECONDO PASSO - Capire come si svolge la procedura

 

Schema della procedura  con le varie Situazioni  in cui può trovarsi l'espropriato e gli strumenti da utilizzare.

 

Situazione

Se non è stata ancora offerta l’indennità  provvisoria 

e/o

è stato apposto un vincolo preordinato all’esproprio

e/o

si ha notizia di un esproprio solo per “sentito dire”

e/o

non è stata inviata una notifica (si ricorda che, se gli espropriati sono più di 50, l'Amministrazione non dà comunicazioni personali)

e/o

è stata inviata una notifica. 

Cosa fare in questo caso.

Prevenire errori (es. espropri illegittimi) e/o far determinare correttamente l'indennità provvisoria (per non essere costretti a rifiutarla).

Strumento da utilizzare: Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

 

Quando è stata offerta l'indennità provvisoria - Si deve scegliere  fra A e B

 

Situazione A

Se l'espropriato accetta
l’indennità  provvisoria 

Cosa fare in questo caso.

In questo caso l'espropriato dovrà badare, prima di accettare

1 A garantirsi al fine di ricevere il pagamento nei tempi stabiliti.
2 A garantirsi di non dover restituire, in futuro, i soldi incassati.
3 A garantirsi di non subire detrazioni. (Vedi Le  Trappole da evitare)

Strumento da utilizzare

L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO 
Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Situazione A 1

Si vuole accettare l'indennità senza stipulare l'atto di cessione:

si utilizzano i testi del DAP

 

Situazione A 2

Si vuole stipulare l'atto di cessione:

si utilizzano i testi del DAP

 

 

 

 

Situazione B

Se l'espropriato non accetta

l’indennità  provvisoria 

Cosa fare in questo caso.

In questo caso l'espropriato

1 Incassa "in acconto" l'indennità provvisoria offerta e rifiutata.
2 Sceglie se far determinare l'Indennità definitiva alla terna arbitrale o alla Commissione Provinciale Espropri che entro 90 giorni deve determinare l'INDENNITA' DEFINITIVA

Strumento da utilizzare

L'INTERVENTO NEL PROCEDIMENTO
Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Situazione B 1

E' stata determinata l'indennità definitiva e l'espropriato vuole accettarla, ma garantirsi:

si utilizzano i testi del DAP

Situazione B 2

E' stata determinata l'indennità definitiva e l'espropriato vuole opporsi.

Strumento da utilizzare

L'Eventuale Contenzioso

   

QUINDI

L'Amministrazione determina solo l'indennità provvisoria (che di solito, se l'espropriato non interviene prima, è di importo non soddisfacente e spesso "ridicolo").

Se l'espropriato non ritiene soddisfacente l'indennità provvisoria, si determina l'indennità definitiva che, per legge, deve essere determinata entro 90 giorni da un organo indipendente: dalla Commissione Provinciale Espropri (o, ad esclusiva scelta dell'espropriato, da un collegio di tecnici, spesso denominato terna arbitrale).

Se neanche l'indennità definitiva determinata dall'organo indipendente è soddisfacente, l'espropriato può rivolgersi ai Giudici avviando un contenzioso.

RIEPILOGANDO

Se l'espropriato:
   non ha ricevuto notifiche e vuole - tutelarsi e prevenire errori
   ha ricevuto notifiche e vuole - accettare, ma garantirsi

   ha ricevuto notifiche e vuole - opporsi.  Senza contenzioso.
lo strumento è l'intervento nella procedura
: Tutelarsi e/o Opporsi: il DAP

Se invece l'espropriato:
   è costretto ad andare in giudizio e deve scegliere il Giudice al quale rivolgersi

lo strumento è il contenzioso: L'Eventuale Contenzioso 

I TEMPI

E' essenziale per l'espropriato intervenire (con il DAP) al più presto per "mettere i paletti giuridici" durante il procedimento amministrativo anche al fine di evitare il contenzioso.

Ricordiamo che se l'espropriato non ha un quadro chiaro delle norme p chiederci spiegazioni giuridiche sui suoi diritti cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

 

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Istruzioni per tutelarsi

3 - TERZO PASSO - A chi rivolgersi e i costi da sostenere.

 

A chi rivolgersi

è indispensabile rivolgersi a un legale che
coordini norme Italiane e norme Europee.

Quindi:

>

Se non avete un legale di vostra fiducia che conosce la materia:

potete chiederci di verificare se è disponibile un avvocato aderente all'Associazione.

Potete farlo inviandoci una mail cliccando qui: Colloquio Telefonico Gratuito

NOTA. Si precisa che gli avvocati sono liberi professionisti e non hanno l’obbligo di accettare tutte le richieste di assistenza che pervengono; l’Associazione quindi può verificare la disponibilità, ma non può obbligarsi a segnalare un avvocato; l'espropriato avrà comunque una risposta, positiva o negativa, entro 24 ore dalla richiesta.

 

>

Se avete  un legale di vostra fiducia che conosce la materia:

 

informatelo che, se vuole, può utilizzare, gratuitamente, tutta la documentazione del Sito e, soprattutto, LA NOSTRA BANCA DATI DELLE SENTENZE CEDU IN ITALIANO, uno strumento unico da noi creato ed offerto gratuitamente a tutti gli espropriati.

 

 

 I costi da sostenere

A seconda di chi
vi presta assistenza.

Quindi:

>

Se siete assistiti da un legale aderente all'Associazione.

Pagherete  solo a risultato raggiunto, "con i soldi" dell'Amministrazione.

Non si deve pagare se non si ottiene il risultato stabilito.

E' ammesso solo un rimborso spese (ad. es. 1.000 euro per il DAP, 2.000 euro per il contenzioso).

Potete vedere uno schema di accordo a pagina 20 del nostro Vademecum che potete scaricare cliccando qui: Il nostro Vademecum Gratuito

 

>

Se non siete assistiti da un legale aderente all'Associazione.

Concorderete con lui tempi e modi dei pagamenti.

 

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